Trovabando

Autore: David Pelilli

  • Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Fare startup (digitale e no) è complicato, sotto tutti i punti di vista… E’ necessario avere la capacità di comprendere il mercato ed i suoi bisogni, formalizzare l’idea ed il modello di business più adatto, trovare i capitali necessari per partire, mettere insieme il miglior team possibile, cambiare idea, sbagliare, riprovarci, prendere tante porte in faccia, ripartire per fare meglio.… questo sono le sfide con cui si confronta chi decide di fare startup.

    Elon Musk, che non è proprio l’ultimo arrivato, qualche anno fa ha detto “ Running a start-up is like chewing glass and staring into the abyss”.  Ecco, masticare vetri sull’orlo di un precipizio rende bene l’idea.

    Per una startup crescere è l’imperativo categorico ed uno dei modi per farlo è tramite accordi con partner e clienti, possibilmente di grandi dimensioni e con una base clienti che, per una  nata da pochissimo, sarebbe impossibile da raggiungere in pochissimo tempo.

    E’ questo il principio sui cui si basa l’open innovation, teorizzata nel 2003 dall’economista americano Chesbrough. Ovvero un meccanismo per il quale l’innovazione necessaria ad imprese di medie e grandi dimensioni non viene ricercata solamente all’interno dell’azienda ma anche coinvolgendo altri attori, come le startup, le università o i centri di ricerca.

    Una formula che le grandi imprese italiane stanno adottando sempre di più, negli ultimi anni e che vede le startup sempre più coinvolte e ricercate. Ma partecipare ad un  di open innovation può non essere semplice, né per le startup e neanche per le grandi imprese.

    Le difficoltà possono essere molte, spesso i mondi in cui vivono e lavorano le startup e grandi imprese sono, davvero, universi paralleli.  Spesso le startup e le grandi imprese faticano a trovare un punto di incontro, un terreno comune su cui lavorare.

    Quello che voglio raccontarti oggi, è, però una storia di open innovation a lieto fine: quella che abbiamo vissuto noi di Trovabando insieme a Banca Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo e che ha portato alla nascita del nuovo servizio MPS Agevola+.

    Il servizio che abbiamo pensato e realizzato insieme a MPS e che consente in pochi click di scoprire le agevolazioni pubbliche a cui possono accedere imprese, ditte e liberi professionisti alla ricerca di contributi pubblici.

    Vuoi sapere come è andata?

    Ok, continua a leggere. Era il 1 febbraio 2018 ed una mail dalla mia socia Marina mi avvisava della possibilità di partecipare all’iniziativa di open innovation Officina MPS di Banca Monte dei Paschi di Siena(oggi giunta alla seconda edizione). Abbiamo subito capito che poteva essere un’ottima di occasione di visibilità nei confronti di uno dei principali target del nostro servizio: il  bancario. Sono seguiti giorni di riunioni febbrili e mail di bozze di documenti aggiornati, rivisti, ricontrollati, modificati…

    Arriva il giorno dell’invio delle informazioni sulla piattaforma: ultimo check e poi il fatidico click su “Invia”.

    Ora bisognava solo aspettare…Era il 26 marzo quando Marina ha ricevuto una mail che annunciava che, delle oltre 230 startup che avevano partecipato a questa iniziativa, eravamo rientrati tra le 21 aziende selezionate per andare avanti nella fase successiva! WOW! Increduli ma felici passiamo anche questa selezione e approdiamo alla finale del 17 Maggio 2018.

    trovabando-e-mps-una-storia-di-open-innovation

    In quell’occasione, di fronte al gotha della banca, ad investitori professionali, ai top manager di realtà multinazionali ci confrontiamo a suon di “pitch” con altre startup ed  scelti, come noi, per offrire i propri servizi alla banca. A dire la verità eravamo convinti che i vincitori sarebbero stati Sellf di Diego Pizzocaro o Braincontrol di Pasquale Fedele. Quando l’AD Marco Morelli ci ha proclamati chiamandoci sul palco, onestamente, stentavamo a crederci. Sapevamo che la parte più semplice del percorso era appena finita e stavamo per iniziare quella più complessa che ci avrebbe assorbito completamente per diversi mesi.

    Per una startup entrare all’interno della più antica banca del mondo non è stato semplice, ma abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di essere supportati da un team cross-funzionale di professionisti interni alla banca, che si sono appassionati alla nostra idea e con i quali abbiamo condiviso l’idea di fondo del progetto: quella di dare un servizio di valore alle imprese italiane, attraverso il servizio MPS Agevola+.

    Insieme abbiamo costruito l’esperienza dell’utente, dalla A alla Z, con una logica inclusiva e costruttiva: è stato davvero bello vedere un’organizzazione intera, quella di MPS, mobilitarsi e coordinarsi per far sì che tutto questo si realizzasse.

    Da giovedì 04 Aprile il servizio sarà operativo e, come spesso accade, ciò che l’utente vede è solo una minima parte del  che è stato necessario per giungere a questo risultato.

    Clicca qui e leggi il comunicato stampa congiunto dell’iniziativa

    Da parte mia e di tutto il team di Trovabando un grazie speciale a Banca MPS per la splendida opportunità: in questi momenti di difficoltà per le  europee, speriamo davvero che grazie a questo nostro servzio molte imprese italiane possano avvicinarsi al credito agevolato con maggiore fiducia ed effettuare gli investimenti che sono necessari per far ripartire l’occupazione nel nostro Paese.


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  • Voucher digitalizzazione PMI – Fino a 10.000 euro a fondo perduto per il digitale della tua impresa

    Voucher digitalizzazione PMI – Fino a 10.000 euro a fondo perduto per il digitale della tua impresa

    Avviso: il bando è stato chiuso il 12 febbraio 2018. Se vuoi conoscere le novità sulle ultime agevolazioni clicca qui.

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Sono molte le agevolazioni utili per chi fa impresa, noi di Trovabando lo sappiamo bene perchè le seguiamo tutte, tutti i giorni. Per nostra fortuna, sono poche quelle che si fanno attendere così a lungo. Era da mesi che avevo pronto questo blog post.

    Del voucher digitalizzazione se ne era iniziato a parlare in modo concreto a fine 2014 (!). Nel frattempo il tempo passa e non potete immaginare quante riunioni e telefonate con amici e partner che si occupano di sviluppo di servizi digitali si concludevano con un “Ma poi, è uscito il voucher per la digitalizzazione?!” e a seguire “Ehi, mi raccomando appena esce dimmelo, che ho almeno un paio di clienti che posso chiudere facilmente se sanno che c’è il fondo perduto!“.

    Miracolo degli interventi di finanza agevolata: volano di investimenti ed occupazione, veri sherpa della crescita, che guidano la cordata dello sviluppo (anche) digitale delle nostre imprese. Avevamo perso quasi tutte le speranze.
    Ieri invece i cuori digitali del Belpaese si sono risvegliati dal torpore: quasi all’improvviso è comparso l’annuncio del MiSE, che ha dedicato alla misura grande spazio nella sua home page e anche in un approfondimento dettagliato.

    VOUCHER DIGITALIZZAZIONE 100 MILIONI DI EURO PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI

    Finalmente è uscito il decreto direttoriale sul Voucher MiSE, che permette alle imprese di recuperare a fondo perduto fino a 10.000 euro per gli interventi di acquisto di hardware, software e quelli di consulenza specialistici per rendere tangibili le politiche di abbattimento del digital divide delle nostre imprese.

    Insomma un intervento tanto necessario quanto atteso, soprattutto dalle imprese poco “digital”, che grazie ad esso potranno sostenere, sebbene parzialmente, lo sviluppo (ed i rischi) del loro debutto in rete.

    Cos’è e cosa finanzia il voucher digitalizzazione?

    Si tratta di un contributo a fondo perduto che prende la forma di uno strumento che consente di prenotare un piccolo “tesoretto” di disponibilità per finanziare componenti hardware e servizi IT: l’obiettivo è coprire gli interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e/o rinnovare la tecnologia utilizzata in azienda.

    Questa è la misura per te se stai pensando di acquistare hardware, software o servizi (compreso il tempo degli sviluppatori) che ti consentirebbero di:

    • aprire e/o sviluppare un e-commerce
    • adottare soluzioni di telelavoro o semplicemente migliorare l’efficienza aziendale e la produttività del lavoro in azienda con l’uso di strumenti e servizi tecnologici dedicati
    • migliorare le competenze delle risorse umane per un uso più efficace delle tecnologie digitali a disposizione
    • navigare su internet a banda larga ed ultralarga o con connessione satellitare

    Vuoi sapere se puoi partecipare al Voucher digitalizzazione?

    La risposta è (quasi) sempre SI, se l’impresa rientra nei settori ammessi al regime de minimis, praticamente quasi tutte le imprese italiane.

    Solo se operi nel settore della pesca e dell’acquacoltura, o nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, la partecipazione è preclusa, salvo però che il progetto di digitalizzazione si riferisca ad un ramo dell’azienda diverso (es. all’attività turistica di un’azienda agricola).

    Se poi l’azienda ha anche richiesto ed ottenuto il rating di legalità, c’è un vantaggio in più: una riserva specifica per digitalizzarsi.

    Voucher digitalizzazione: la dotazione finanziaria e le coperture

    La dotazione complessiva di quest’agevolazione è pari a 100 milioni di euro, ma il plafond è suddiviso su base regionale: qui i dettagli.

    E’ importante sottolineare che il contributo copre fino al 50% delle spese che sono ritenute ammissibili, quindi è opportuno sapere che l’investimento complessivo dovrà prevedere una parte che sarà comunque a carico dell’impresa.

    Partecipare al bando e richiedere il Voucher Digitalizzazione: le cose da ricordare

    Il funzionamento è molto semplice: il 15 gennaio 2018 si apre la piattaforma informatica del Ministero dello Sviluppo Economico; da quel momento è possibile iniziare a caricare online la domanda.

    Lo sportello vero e proprio si apre alle ore 10 del 30 gennaio 2018 e chiude il 9 febbraio alle ore 18.

    Per accedere alla piattaforma del Ministero è necessario:

    1. Essere in possesso della Carta Nazionale dei Servizi
    2. Aver accesso ad una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva
    3. Essere registrati nel Registro delle Imprese.

    Ma una volta presentata la domanda che succede?

    Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello, il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, che conterrà l’elenco di tutte le imprese ammesse e dell’importo dell’agevolazione prenotata, suddivise per regione.

    Da quel momento le imprese beneficiarie avranno 6 mesi di tempo per fronteggiare le spese che hanno detto di voler sostenere nella domanda di ammissione.

    La cosa interessante è che nessuna delle imprese che farà domanda rimarrà a bocca asciutta.

    In altre parole, in quest’agevolazione non è necessario essere i primi per partecipare: vincono proprio tutti!

    Infatti, se le richieste fossero davvero numerose, come ci si attende, il Ministero procederà al riparto delle risorse in ragione del fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria.

    Se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Noi di Trovabando abbiamo preparato un servizio specifico di consulenza e supporto per la presentazione della domanda e la rendicontazione amministrativa ad un prezzo bassissimo.

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