Trovabando

Categoria: Pnrr

  • TOCC Transizione Digitale ed Ecologica per Organismi Culturali e Creativi

    TOCC Transizione Digitale ed Ecologica: i bandi “capacity building”

    La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato due nuovi bandi pubblici che pongono al centro la transizione verde e quella digitale nel settore culturale e creativo. Con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro per ciascun bando, questi avvisi, denominati TOCC Transizione Digitale ed Ecologica Organismi Culturali e Creativi, mirano a promuovere il rinnovamento delle competenze digitali e la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi e dei prodotti culturali.

    La capacity building rappresenta il cardine di questi due nuovi bandi rientranti nella galassia degli interventi TOCC – Organismi culturali e creativi, rientranti nel NGEU – Next Generation Europe e finanziati attraverso i fondi destinati al PNRR – Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.  con l’obiettivo di migliorare costantemente le competenze del capitale umano e dei sistemi di gestione e sviluppo organizzativo nel settore culturale e creativo.

    Con l’espressione capacity building si fa riferimento ad un processo di miglioramento finalizzato a potenziare i servizi offerti e le opportunità per gli operatori e le organizzazioni culturali e creative e a promuovere la collaborazione, il trasferimento di pratiche e la creazione di una rete di contatti.

    I due bandi consentono a ogni soggetto di presentare una sola Domanda di Finanziamento, che deve includere almeno due diversi Progetti. 

    Vediamo nel dettaglio come funzionano i due Avvisi Tocc.

    TOCC – Capacity Building: i beneficiari

    I due Avvisi pubblici TOCC finanziano due differenti azioni:

    1. Azione A1 – “Interventi per migliorare l’ecosistema in cui operano i settori culturali e creativi, incoraggiando la cooperazione tra operatori culturali e organizzazioni e facilitando upskill e reskill”
    2. Azione B1 – “Promuovere la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi culturali favorendo l’inclusione di criteri sociali e ambientali nelle politiche degli appalti pubblici, orientando così la filiera verso l’eco-innovazione di prodotti e servizi”.
     

    Il primo bando, Azione A1, sostiene finanziariamente progetti di capacity building volti a fornire strumenti e conoscenze agli operatori culturali e a favorire la transizione digitale e tecnologica della catena del valore nel settore culturale e creativo.

    Il secondo bando, Azione B1, finanzia invece progetti di capacity building che mirano a trasferire competenze e conoscenze agli operatori culturali per promuovere la transizione green e ridurre l’impronta ecologica nei processi di produzione culturale e, in particolare, nell’organizzazione di eventi come rassegne, festival, mostre e altre manifestazioni artistiche.

    Oggetto di finanziamento saranno dunque le proposte progettuali di capacity building, da una parte incentrate sulla transizione digitale, dall’altra su quella ecologica. Al netto di questa differenza tematica, i bandi sono dedicati agli stessi soggetti della filiera culturale e creativa: organizzazioni, pubbliche o private, singolarmente oppure aggregate in reti specializzate, operanti sul territorio nazionale nei seguenti settori:

    • Macro-ambito A
      • Musica;
      • Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia);
      • Spettacolo dal vivo e Festival.
    • Macro-ambito B
    • Macro-ambito C 
      • Arti visive (inclusa fotografia);
      • Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei);

    I soggetti richiedenti dovranno inoltre essere in possesso dei seguenti requisiti:

    1. competenze ed esperienze nel campo della formazione, della ricerca, dell’attività di innovazione digitale (Azione A1) o di riduzione dell’impronta ambientale (Azione B1) nella produzione e nella partecipazione culturale, dello sviluppo delle imprese creative e culturali per quanto attiene i contenuti, la produzione, le politiche e la gestione relativamente ai macro-ambiti sopracitati:
    2.  avere organizzato/realizzato, negli ultimi cinque anni, almeno una delle seguenti tipologie di intervento
     
    • Accelerazione/open innovation per l’ideazione di nuovi prodotti, servizi, processi e profili lavorativi e l’individuazione di nuove pratiche/modelli/ idee innovative.
    • Capacitazione per l’accompagnamento allo sviluppo e all’implementazione di progetti che perseguono le finalità e l’obiettivo generale delle rispettive Azioni A1 e B1
    • Empowerment delle competenze degli operatori della filiera delle Organizzazioni culturali e creative.

    Quali sono le spese ammissibili?

    I due bandi TOCC coprono le seguenti categorie di spese:

    • spese relative al funzionamento ordinario dei Soggetti realizzatori (personale e oneri di carattere generale, quali ad esempio carta e altri materiali di consumo, utenze, noleggio di attrezzature, canoni di locazione, ecc.) per un periodo congruente con i tempi di realizzazione del Progetto e nel limite del 15% del suo costo totale;
    • spese per personale dipendente qualificato, in proporzione al tempo impiegato nelle attività previste dal progetto finanziato e per un periodo congruente con i tempi di realizzazione di queste ultime.
    • spese per contratti di consulenza, collaborazione continuativa o a tempo determinato, prestazione professionale, coerenti con la normativa vigente, a condizione che l’oggetto del contratto sottoscritto riguardi espressamente ed esclusivamente le attività previste dal progetto finanziato, compresa l’attività di docenza;
    • spese per la locazione di immobili, quali, ad esempio, sale e aule, adibiti ad ospitare i Destinatari del progetto, incluse eventuali quote di ammortamento;
    • spese per il noleggio e/o quota di ammortamento relative all’utilizzo di beni durevoli materiali ed immateriali (es.: computer, software);
    • spese per l’acquisto di beni di consumo specificamente necessari per la
      realizzazione delle attività previste dal progetto;
    • spese per l’acquisizione di servizi e prestazioni, strettamente vincolate alle attività realizzate per il progetto;
    • spese per impianti ed opere murarie relative ad immobili adibiti ad ospitare i Destinatari delle attività previste dal progetto per l’adeguamento degli standard di sicurezza e di fruibilità da parte dei soggetti con disabilità, fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto;
    • spese per spostamenti del personale impegnato, strettamente necessari per la realizzazione delle attività, fino ad un massimo del 2% del costo totale del progetto. Tali costi devono essere riconducibili, a date e luoghi di svolgimento delle attività;
    • spese per attività di promozione e comunicazione, da un minimo del 2% fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto.

    Tipologia ed entità delle agevolazioni

    Le agevolazioni consistono in dei contributi a fondo perduto, di intensità massima pari all’80% delle spese ammissibili e, in ogni caso, per un importo massimo pari a euro 240.000 in media per progetto presentato. Ogni soggetto richiedente, ai fini dell’ammissibilità, dovrà proporre almeno due progetti di capacity building, ognuno del valore minimo di euro 100.000. 

    Il contributo complessivo massimo concedibile a ciascun Soggetto proponente, considerando che al presente Avviso devono essere proposti più progetti, è pari ad euro 960.000,00.

    I soggetti richiedenti dovranno finanziare con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni. Tale quota può essere finanziata anche per mezzo di altri finanziamenti pubblici o privati, a condizione che questi non coprano lo stesso costo, nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241 e dalla circolare MEF-RGS n. 33 del 31/12/2021. 

    Come presentare la domanda di contributo?

    La domanda può essere presentata online esclusivamente attraverso il sito web della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura a partire dalle ore 12.00 del 15 giugno 2023 fino alle ore 18.00 del 25 agosto 2023.

    Sarà necessario allegare alla domanda telematica una serie di documenti, tra i quali:

    •  atto costitutivo, statuto e curriculum del Soggetto proponente; in caso di rete, i suddetti documenti per ciascuna delle organizzazioni componenti la rete;
    • copia leggibile del documento di riconoscimento del legale rappresentante del Soggetto proponente;
    • piano dei costi dettagliato per ciascuno dei progetti candidati, articolato per categoria di spesa ammissibile e, in caso di rete, per componente che sosterrà la spesa, redatto utilizzando il modello fornito in piattaforma;
    • nel caso di rete, l’atto costitutivo della stessa se esistente e l’autodichiarazione di responsabilità, secondo il modello presente all’interno della sopracitata piattaforma, sottoscritta dai legali rappresentanti di tutti i
      Soggetti, con individuazione espressa del Capofila;
    • certificato di attribuzione del codice fiscale attribuito entro il 31/12/2020 per le organizzazioni non iscritte nel Registro delle Imprese tenuto presso la C.C.I.A.A, nel Registro delle persone giuridiche presso le Prefetture o nel RUNTS (Registro Nazionale del Terzo Settore).

     

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività. 

     

    PARLANE CON NOI
  • PNRR Imprese Borghi: il bando da 188 milioni per le PMI

    PNRR Imprese Borghi

    Dall’8 giugno 2023, Invitalia apre le porte ai contributi a valere sul bando PNRR Imprese Borghi. Questo ambizioso programma, promosso dal Ministero della Cultura, mette a disposizione una dotazione finanziaria di 188 milioni di euro, derivante dal PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.

    L’obiettivo principale di questo incentivo è favorire il recupero dell’economia e della produttività in 294 borghi italiani, sostenendo progetti imprenditoriali presentati da PMI. Le due finalità principali su cui si punta sono la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli comuni e la promozione della sostenibilità ambientale.

    Più nel dettaglio, il bando Imprese Borghi, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali nei piccoli centri italiani,  persegue i seguenti obiettivi:

      1. Riduzione dell’abbandono e recupero del patrimonio: il bando mira a frenare l’emigrazione dalle aree rurali, incentivando l’avvio di nuove imprese o la riqualificazione di quelle esistenti. Ciò contribuisce a preservare e valorizzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale che caratterizza i borghi italiani.
      2. Promozione dell’occupazione e dell’innovazione: l’iniziativa si propone di creare nuove opportunità lavorative, stimolando l’imprenditorialità locale e favorendo la diversificazione economica. Attraverso il sostegno finanziario e l’accesso a servizi di consulenza specializzata, il bando incoraggia l’innovazione e lo sviluppo di settori strategici per la sostenibilità economica dei borghi.
      3. Sostenibilità ambientale: il bando Imprese Borghi, come accennato, promuove l’adozione di pratiche sostenibili e incoraggia progetti che tengano conto dell’uso efficiente delle risorse, della riduzione dell’impatto ambientale e della promozione di iniziative legate all’ecoturismo e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti nei borghi.
      4. Valorizzazione del turismo locale: I borghi italiani sono spesso ricchi di storia, cultura e bellezze naturali. Il bando mira a potenziare l’attrattività turistica dei centri minori, favorendo la creazione di servizi e strutture e contribuendo a generare flussi turistici sostenibili e a valorizzare le tradizioni locali.

     

    Si tratta dunque sicuramente di obiettivi molto ambiziosi ma vediamo concretamente come funzionerà l’intervento e a chi è dedicato.

    Chi può beneficiarne?

    Le agevolazioni del bando Pnrr Imprese Borghi sono destinate a micro, piccole e medie imprese che presentano progetti imprenditoriali sia individualmente che in forma aggregata. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese già costituite o che hanno l’intenzione di costituirsi come società di capitali o di persone, comprese le ditte individuali e le società cooperative. Inoltre, sono ammesse le imprese agricole, per iniziative non connesse alla produzione primaria dei prodotti agricoli, e le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica senza scopo di lucro e gli Enti del Terzo Settore, che sono iscritti o in corso di iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

    E’ necessario fare alcune precisazioni:

    • i soggetti richiedenti devono avere sede operativa o unità locale oggetto dell’investimento in uno dei 294 Comuni/borghi storici assegnatari di risorse per i Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale
    • le persone fisiche che intendono realizzare un’attività da localizzare nei comuni/borghi storici ammessi dall’intervento,devono, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal Soggetto gestore, far pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.
     

    Inoltre, ai fini dell’ammissibilità, le imprese già costituite:

    • devono risultare iscritte al Registro delle Imprese;
    • non devono essere sottoposte a procedure concorsuali
    • devono risultare in regola con le normative vigenti in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente
    • devono avere titolo a ricevere aiuti ai sensi del Regolamento De Minimis 1407/2013 
    • non devono aver ricevuto aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
    • devono avere restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dalla Pubblica Amministrazione un ordine di recupero
     

    I Progetti e le spese ammissibili

    Il contributo a fondo perduto previsto dal bando Pnrr Imprese Borghi è destinato a progetti imprenditoriali, del valore massimo di 150.000 euro, che mirano a rilanciare le economie locali nei settori delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.

    L’obiettivo è valorizzare i prodotti, le conoscenze e le tecniche tradizionali del territorio, promuovendo al contempo lo sviluppo sostenibile.

    Le iniziative imprenditoriali possono essere strutturate in linea con i due campi di intervento indicati nell’Allegato VI del Regolamento UE 2021/241 per questa specifica azione. Questi campi di intervento comprendono l’efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle PMI e le misure di sostegno che contribuiscono alla riduzione dei cambiamenti climatici. Inoltre, sono ammissibili le iniziative che si occupano della protezione, dello sviluppo e della promozione dei beni turistici pubblici e dei servizi turistici.

    È fondamentale che i progetti imprenditoriali proposti siano coerenti con la strategia di rigenerazione scelta dal Comune/i beneficiario/i del finanziamento. Devono rispondere ai bisogni effettivi dei residenti e avere come obiettivo la costruzione di imprese che rafforzino la comunità e generino benessere nelle aree interessate.

    I progetti i devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La durata massima prevista per ogni progetto è di 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione, e tutti i progetti devono essere completati entro il 31 dicembre 2025.

    In relazione ai suddetti progetti, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o erogazione dei servizi;
    • spese relative a beni immateriali di utilità pluriennale, come programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, a condizione che siano supportate da una perizia giurata di un tecnico abilitato.
    • spese per opere murarie, entro il limite massimo del 40% della spesa ammissibile, per adeguare le sedi operative dei soggetti realizzatori all’investimento proposto e finanziato;
    • spese di capitale circolante quali materie prime, materiali di consumo, semilavorati, prodotti finiti connessi al processo produttivo, utenze, canoni di locazione, prestazioni di servizi connesse all’attività agevolata e costo del lavoro dipendente assunto a seguito della realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale e non beneficiario di altre agevolazioni (nel limite limite massimo del 20% della spesa ammissibile).
     

    Affinché siano ammissibili, gli interventi e le spese devono essere conformi al principio “non arrecare un danno significativo” all’ambiente (DNSH)

    A quanto ammonta il contributo a fondo perduto?

    Le agevolazioni finanziarie relative al bando PNRR Imprese Borghi sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, fino al 90% dell’iniziativa imprenditoriale ammissibile. Il contributo massimo non può superare l’importo di 75.000 euro.

    In determinati casi, la percentuale di finanziamento può arrivare al 100% se si tratta di nuove imprese che si costituiscono entro 60 giorni dalla concessione del contributo, o se si tratta di imprese a prevalente titolarità giovanile e/o femminile.

    Le imprese devono in ogni caso finanziarie con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni.

    Le domande vanno presentate online sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 dell’8 giugno 2023 e fino alle ore 18.00 dell’11 settembre 2023.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • PNRR: al via i Bandi per le imprese del Nord Ovest

    NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile

    Il progetto Ecosistema Nodes – Nord Ovest Digitale e Sostenibile, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sta prendendo forma con l’avvio di una serie di bandi a cascata per le imprese

    Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con una copertura di 115 milioni di euro, di cui 35,5 milioni a favore delle imprese, mira a creare un ecosistema dell’innovazione capace di integrare i diversi attori del territorio, come le imprese, le università, le istituzioni e i cittadini, per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio e aumentare la competitività del sistema produttivo.

    Il Nodes rappresenta un’opportunità unica per la regione del Nord Ovest di diventare un polo di innovazione e sviluppo economico sostenibile a livello nazionale ed europeo. La realizzazione di questo progetto non solo favorirà la crescita di imprese e start-up, ma contribuirà anche alla creazione di un mercato del lavoro più qualificato e specializzato nei settori dell’innovazione, dell’energia, del turismo, della mobilità sostenibile, dell’agroindustria e della salute.

    I bandi a cascata coinvolgeranno le micro, piccole, medie e grandi imprese operanti sul territorio del Piemonte, della Valle d’Aosta e delle provincie di Como, Pavia e Varese che potranno beneficiare di consistenti contributi a fondo perduto a sostegno di investimenti aventi ad oggetto la trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale del Nord Ovest italiano.

    Il programma Nodes si compone di 2 linee di intervento dedicate alle imprese:

    • Linea A: Ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che prevede anche dei bandi a cascata per il Mezzogiorno
    • Linea B: Servizi avanzati di consulenza specialistica individuati nel “Catalogo dell’Ecosistema NODES”
      Ogni linea di intervento è poi suddivisa in 7 “spoke”, ovvero settori di intervento specifici, ognuno dei quali è finalizzato a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per le imprese e per la società.

    PNRR NODES: i 7 “spoke”

    I settori in cui si articola il progetto Nodes, sono i seguenti:

    1. Spoke 1: industria 4.0 per la mobilità e l’aerospazio
    2. Spoke 2: Sostenibilità industriale e green
    3. Spoke 3: Industria del turismo e cultura
    4. Spoke 4: Montagna digitale e sostenibile
    5. Spoke 5: Industria della Salute e silver economy
    6. Spoke 6: Agroindustria primaria
    7. Spoke 7: Agroindustria secondaria


    Ad ogni spoke è dedicato un bando per ogni linea di intervento (A o B).

    I bandi delle linee A e B per il Nord Ovest hanno una prima finestra di apertura dal 12 aprile al 16 giugno 2023 e una seconda finestra dal 1 settembre al 31 ottobre 2023.

    Per quanto riguarda i bandi della linea A dedicati al Mezzogiorno (nello specifico, alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), è prevista un’unica finestra per la presentazione delle domande di agevolazione, dal 4 maggio 2023 al 31 ottobre 2023.

    Vediamo chi può beneficiare delle agevolazioni e qual è l’entità massima dei contributi ottenibili!

    bandi pnrr imprese del nord ovest
    PNRR: al via i Bandi per le imprese del NordOvest

    NODES: chi sono i beneficiari?

    Pur cambiando il settore di riferimento, i singoli bandi sono accomunati da una medesima struttura che permette di fornire alcuni indicazioni generali relative ai beneficiari delle agevolazioni. 

    Per quanto riguarda i bandi della linea A, possono presentare domanda di contributo, i seguenti soggetti:

    • le Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) che concorrono in modalità singola o collaborativa con altre imprese
    • le Grandi Imprese (GI) in modalità collaborativa a condizione che persista il requisito di collaborazione con almeno una MPMI; possono sostenere al massimo il 70% del costo totale ammissibile di progetto.

    Inoltre, i soggetti pubblici aventi ruolo di End User possono partecipare in qualità di partner non beneficiari di contributo, a condizione che siano ricondotti alle aree di tematiche di sviluppo di NODES.

    Dai beneficiari dei bandi della linea B, vengono invece escluse le grandi imprese

    Tutti i soggetti richiedenti devono:

    • essere iscritti al Registro delle Imprese;
    • avere sede operativa in uno dei territori dell’area del Nord Ovest sopra indicata o del Mezzogiorno (in quest’ultimo caso solo per quanto riguarda i bandi a cascata della linea A);
    • dimostrare affidabilità economica e finanziaria;
    • avere regolarità contributiva e fiscale;
    • non essere sottoposte a procedure concorsuali
    • non essere identificabili come imprese in difficoltà

    Quali sono le attività ammissibili?

    Gli interventi ammissibili al finanziamento sono molteplici e riguardano principalmente lo sviluppo di progetti innovativi che siano in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di ciascun Spoke.

    Tra gli interventi ammissibili rientrano ad esempio lo sviluppo di nuove tecnologie, la realizzazione di progetti pilota, la creazione di reti di collaborazione tra imprese e centri di ricerca, l’adozione di soluzioni di efficienza energetica, la promozione del turismo sostenibile e la realizzazione di infrastrutture tecnologiche avanzate.

    Le spese ammissibili al finanziamento includono principalmente le spese di investimento e le spese di funzionamento necessarie per la realizzazione dei progetti, tra cui ad esempio le spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature, tecnologie e beni immateriali, nonché le spese per la formazione e la ricerca e sviluppo.

    Per partecipare ai bandi del progetto Nodes, le imprese e le organizzazioni no-profit dovranno presentare un progetto dettagliato che rispetti le linee guida di ciascuno Spoke.

    In generale, anche in questo caso è possibile fare una distinzione tra gli interventi della linea A e della linea B.

    Per la linea A, sono ammissibili i seguenti tipi di intervento:

    • Ricerca industriale: la ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti 
    • Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati
      Per la linea B, possono essere invece finanziati i costi per servizi di consulenze specialistiche. Nello specifico, sono considerati ammissibili i soli servizi qualificati di innovazione che rientrino in una delle categorie di cui “Catalogo dell’Ecosistema NODES“ – Allegato 7 del bando e identificabili in una delle seguenti macrocategorie:

    • Servizi qualificati di supporto alla ricerca e sviluppo ed alla innovazione di prodotto e/o processo
    • Servizi qualificati per il sostegno a nuove imprese e nuove imprese innovative

    Entità delle agevolazioni e valore degli investimenti ammissibili

    L’entità delle agevolazioni e l’importo degli investimenti ammissibili variano in funzione del singolo bando Spoke, della dimensione dell’impresa richiedente e della tipologia di attività. 

    Per quanto riguarda la linea A, sono previste agevolazioni nella misura del 25% – 75%, a fronte di investimenti variabili da un minimo di 100.000 euro ad un massimo di 1.000.000 di euro. Nel caso di collaborazioni tra imprese o con soggetti pubblici, l’entità dell’agevolazione può essere inoltre maggiorata fino al 15%.

    Le imprese possono presentare non più di 1 domanda a valere su ogni finestra di presentazione del bando a cascata – Linea A di uno specifico Spoke.

    Di minore impatto finanziario sono invece i contributi della linea B che possono avere percentuale massima, calcolata sulle spese ammissibili del servizio pari a 50% e per un importo massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 60.000 euro, a fronte di un costo complessivo del singolo servizio non inferiore a 15.000 euro e non superiore a 80.000 euro.

    In questo caso, le imprese possono presentare non più 3 domande a valere su bando a cascata – Linea B di uno specifico Spoke, fatto salvo il contributo massimo concedibile di 60.000 euro per impresa cumulabile con più servizi finanziati sulla sola Linea B dei Bandi dell’Ecosistema.

    Bandi NODES: come fare domanda?

    Per presentare domanda per i bandi Nodes, è necessario seguire le procedure specifiche indicate nei bandi stessi, che vengono pubblicati sul sito web dei partner del progetto Nodes e sul portale dedicato. Il richiedente dovrà presentare la domanda di finanziamento sulla piattaforma webtelemaco.infocamere.it.

    In generale, la procedura di presentazione delle domande prevede la compilazione di un modulo di domanda online, e una serie di allegati, riguardanti, da una parte, il contenuto, il cronoprogramma e il piano economico-finanziario del progetto proposto, dall’altra, i requisiti soggettivi del richiedente.

    È importante leggere attentamente il bando e verificare di soddisfare tutti i requisiti previsti per la partecipazione al bando. Inoltre, è possibile contattare i partner del progetto Nodes per richiedere ulteriori informazioni o supporto nella compilazione della domanda.

    Una volta presentata la domanda, verrà avviata la valutazione dei progetti da parte di una commissione di esperti, che successivamente stilerà una graduatoria sulla base di criteri di merito e della coerenza con gli obiettivi del progetto Nodes.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • Innovative SMEs: Sostegno alle PMI innovative

    Innovative SMEs Sostegno alle PMI innovative

    Eureka, con una storia di quasi 40 anni, ha sviluppato numerose iniziative, tra cui Innovative SMEs, Network projects, Clusters, Globalstars e Investment Readiness Programma. Innovative SMEs è finanziato dalla Commissione Europea, mentre le altre iniziative ricevono finanziamenti direttamente dagli Stati Membri e da altri Paesi extra UE (37 in totale), assegnando fondi dai propri bilanci statali.

    Innovative SMEs è un partenariato dedicato alle PMI innovative, progettato per aumentare la loro capacità di ricerca e innovazione, nonché la produttività. Ciò offre alle PMI la possibilità di inserirsi nella value chain europea e in quelle di nuovi mercati globali, supportando la competitività, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle PMI innovative, attraverso la connessione con lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA).

    Le imprese che partecipano avranno la possibilità di collaborare a livello internazionale, definendo la propria idea di progetto, condividendo competenze e creando reti con aziende innovative in tutto il mondo.

    Nell’ambito dell’iniziativa europea Innovative SMEs è stato emanato il bando Eurostars, che ha l’obiettivo di finanziare le piccole e medie imprese che desiderano collaborare a progetti di ricerca e sviluppo per creare prodotti, processi o servizi innovativi per la commercializzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando Eurostars è aperto a diverse tipologie di imprese e organizzazioni che desiderano collaborare su progetti innovativi, inclusi: piccole e medie imprese (PMI) che cercano finanziamenti per sviluppare prodotti, processi o servizi innovativi; PMI innovative con un alto livello di innovazione e ricerca di soluzioni all’avanguardia; start-up innovative nelle prime fasi di sviluppo che cercano finanziamenti per portare avanti idee innovative; organismi di ricerca che possono fornire competenze e conoscenze specializzate per il progetto di ricerca e sviluppo; e grandi imprese che desiderano collaborare con PMI, PMI innovative o start-up innovative per progetti innovativi. Inoltre, il bando all’interno di innovative smes consente la collaborazione tra diverse tipologie di imprese e organizzazioni, favorendo la creazione di sinergie imprenditoriali e stimolando l’innovazione europea.

    Quali sono le spese ammissibili?

    L’agevolazione all’interno di innovative smes riguarda le spese sostenute dal soggetto proponente o dal personale in collaborazione con il progetto di ricerca e sviluppo.

    Sono ammessi i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, ad esclusione del personale amministrativo, contabile e commerciale. Sono ammissibili anche gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione utilizzati per il progetto, con una quota di ammortamento fiscali ordinarie calcolate sul periodo di svolgimento del progetto. Sono inoltre inclusi i servizi di consulenza e l’acquisizione dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato. Vengono inoltre coperte le spese generali, comprese le spese per la comunicazione e la disseminazione dei risultati, calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili.

    Le agevolazioni sono concesse in base alle soglie di notifica individuali stabilite, con un contributo diretto alla spesa del 50% per i costi di ricerca industriale e del 25% per i costi di sviluppo sperimentale, fino a un massimo di €500.000 per progetto, indipendentemente dal numero di partecipanti italiani.

    Per accedere al programma, è necessario soddisfare specifiche caratteristiche, tra cui la formazione di un consorzio che coinvolga almeno due soggetti indipendenti, inclusi organismi di ricerca e grandi imprese, e la nomina di un capo progetto che sia una PMI innovativa di un Paese Eurostars.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Per partecipare al progetto congiunto all’interno di innovative smes, sarà necessario presentare una domanda sia al bando europeo che a quello nazionale. Il bando europeo è già disponibile online con scadenza fissata al 13 aprile 2023. Per accedervi, è necessario creare un account sulla piattaforma di progetto e avviare la richiesta.

    Per quanto riguarda la domanda nazionale, i ministeri saranno responsabili della gestione. I due ministeri pubblicheranno presto un provvedimento con i termini e le modalità di presentazione delle richieste, che non dovrebbero differire troppo dalla documentazione richiesta a livello europeo. Sul sito del MIMIT sono disponibili già la normativa e tutte le informazioni necessarie.

    PARLANE CON NOI
  • Digital Transition Fund dedicato alle start-up

    Digital Transition Fund

    Il PNRR, in particolare la Missione 4, prevede il finanziamento di startup con una dotazione di 300 milioni di euro sotto forma di prestiti che potenziano il Fondo Nazionale Innovazione e creano il Digital Transition Fund gestito da CDP Venture Capital SGR SpA.

    Le risorse saranno destinate a:

    • investimenti diretti, cioè investimenti che abbiano ad oggetto strumenti di equity, quasi equity, debito e quasi-debito di imprese target;
    • investimenti indiretti, ossia investimenti in fondi di venture capital o in fondi di venture debt, gestiti da un gestore autorizzato.

     

    L’obiettivo di questo finanziamento è quello di favorire la digitalizzazione delle filiere e delle piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti innovativi in vari ambiti, tra cui l’Industria 4.0, l’intelligenza artificiale, il cloud, la cybersecurity, la fintech, la blockchain e altri. Questo permetterà di stimolare la crescita dell’ecosistema innovativo attraverso gli investimenti di capitale di rischio (venture capital), sia diretti che indiretti.

    Il Fondo è stato istituito tramite un decreto ministeriale pubblicato il 6 maggio 2022, e il 27 giugno 2022 è stato stipulato un accordo tra il MIMIT e CDP Venture Capital SGR SpA per formalizzare e gestire gli obblighi tra le parti, le modalità e l’utilizzo delle risorse disponibili.

    Chi sono i beneficiari?

    Il Digital Transition Fund (DTF), che fa parte dell’Investimento 3.2 del PNRR, mira a sostenere entro il 30 giugno 2025 almeno 250 imprese target, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi, con un significativo grado di scalabilità. Il DTF favorisce il co-investimento con fondi istituiti e gestiti dal Soggetto gestore, nonché con altri fondi di investimento gestiti da gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe, e in linea con le migliori prassi di mercato.

    Il Soggetto gestore destina il 40% delle risorse disponibili per gli investimenti del DTF alle imprese target per il finanziamento di operazioni da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno o che abbiano una sede operativa in tali regioni. Il DTF investe sia in modo diretto che indiretto, quest’ultimo attraverso intermediari finanziari ammissibili, come i gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe e in possesso di un assetto organizzativo in linea con le migliori prassi di mercato.

    Non sono ammissibili al Digital Transition Fund le operazioni riferite alle seguenti attività:

    • Attività e attivi connessi ai combustibili fossili;
    • Attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
    • Attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
    • Attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Digital Transition Fund agirà attraverso una serie di strategie, tra cui investimenti diretti o indiretti a sostegno di startup con un alto potenziale di sviluppo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi. Questi progetti, anche se già avviati, devono essere caratterizzati da un significativo grado di scalabilità e non devono essere stati avviati prima del 1° febbraio 2020.

    Inoltre, il Fondo incoraggerà il co-investimento con fondi gestiti da CDP Venture Capital Sgr, ma anche con altri fondi di investimento gestiti da team indipendenti, purché siano dotati di significativa esperienza e abbiano avuto successo in operazioni simili in passato. È necessario che questi team siano organizzati secondo le migliori prassi di mercato per garantire la massima efficacia e efficienza degli investimenti.

    Quali sono le operazioni ammissibili?

    Sono ammissibili al sostegno del Fondo Digital Transition Fund operazioni:

    • Volte a favorire la transizione digitale delle filiere negli ambiti, in particolare, dell’Intelligenza Artificiale, del cloud, dell’assistenza sanitaria, dell’Industria 4.0, della cybersicurezza, del fintech e blockchain, ovvero di altri ambiti della transizione digitale;
    • Conformi all’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 di “non arrecare un danno significativo” (principio DNSH);
    • Rispettano il divieto di doppio finanziamento di cui all’articolo 9 del Regolamento (UE) 2021/241, secondo le indicazioni della Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze RGS-MEF n. 33 del 31 dicembre 2021;
    • Conformi alle ulteriori disposizioni nazionali ed europee di riferimento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Sia per gli investimenti diretti che indiretti, i soggetti Interessati al Digital Transition Fund possono presentare i progetti per un eventuale investimento nelle imprese da parte del Fondo, inviando la presentazione del progetto all’indirizzo digitaltransitionfund@cdpventurecapital.it 

    Per reperire i documenti a corredo della domanda è necessario andare sul sito del Ministero delle Imprese e de Made in Italy.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.


    PARLANE CON NOI

  • Fondo Nuove Competenze: cos’è e come funziona

    ANPAL: Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze si aggiunge ai tanti provvedimenti legislativi ed economici stabiliti a supporto delle imprese in un periodo di grandi mutamenti economici.

    L’obiettivo dell’agevolazione è offrire l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento al mercato in continua evoluzione, soprattutto per garantire i livelli occupazionali in questo periodo di ripresa economica.

    Il Fondo Nuove Competenze (anche chiamato FNC) mira quindi alla riqualificazione dei lavoratori e, di conseguenza, all’aumento di produttività dei business.

    Al Fondo nuove competenze possono accedere tutte le imprese, di qualunque settore e dimensione, che vogliono rimodulare, in modo temporaneo, l’orario di lavoro dei propri dipendenti e utilizzare una parte delle ore per attività formative.

    Il FNC è gestito dall’ANPAL ed è finanziato con 1 miliardo di euro dal REACT-EU e 730 milioni di euro del decreto agosto.

    Cos’è il Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo per le nuove competenze è un programma finanziato dal governo che fornisce contributi alle imprese e alle organizzazioni per la formazione dei lavoratori su nuove competenze. Il programma, come dicevamo, è stato progettato per aiutare le aziende e le organizzazioni a tenere il passo con l’economia e le richieste di forza lavoro in continua evoluzione.

    Questo strumento di politica attiva del lavoro istituito per contrastare gli effetti economici post Covid-19, è stato successivamente inserito tra gli interventi che, insieme al programma GOL e al sistema duale, completano il Piano Nazionale Nuove Competenze previsto nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto come PNRR).

    Cosa finanzia il Fondo Nuove Competenze?

    Il FNC rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di formazione e di acquisizione delle competenze dei lavoratori.

    Ecco tutto ciò che devi sapere riguardo il rimborso:

    • la retribuzione oraria, al netto degli oneri, è finanziata dal FNC per un ammontare pari al 60% del totale (il calcolo della retribuzione oraria viene fatto a partire dalla retribuzione teorica mensile comunicata dal datore di lavoro all’INPS, moltiplicata per 12 mensilità e suddivisa per 1.720 ore considerate un tempo lavorativo annuo standard) che arriva fino al 100% in caso di accordi che prevedano una riduzione del normale orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva (anche di natura sperimentale) per almeno un triennio in favore di tutti i lavoratori dell’azienda. Tali accordi devono prevedere una riduzione di almeno 1 ora del normale orario di lavoro settimanale.
    • gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione sono rimborsati al 100%, inclusivi della quota a carico del lavoratore, al netto degli eventuali sgravi contributivi fruiti nel mese di approvazione dell’istanza di accesso al FNC.
    Fondo nuove competenze
    Didascalia lorem ipsum dolor sit, 2021

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Possono presentare istanza di ammissione ai contributi previsti dal FNC tutti i datori di lavoro privati, incluse le società a partecipazione pubblica.

    Per poter partecipare, i datori di lavoro devono aver sottoscritto entro il 31 dicembre 2022 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle professionalità. Queste ore di formazione potranno realizzarsi anche nel corso 2023.

    Come funziona il Fondo Nuove Competenze?

    Per poter accedere al Fondo, il datore di lavoro deve sottoscrivere un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro entro il 31 dicembre 2022.

    Ma cosa dovrai fare per accedere al FNC?

    Prima di tutto, le aziende interessate a partecipare dovranno munirsi di un progetto formativo per i propri dipendenti, che dovranno inoltrare ad ANPAL al momento della presentazione della domanda.

    Tale progetto formativo dovrà poi essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali operative in azienda, e, in assenza di rappresentanze interne, da rappresentanze territoriali delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Il documento dovrà includere lo sviluppo e l’accrescimento delle:

    • competenze digitali di base (riferimento: modello europeo «DigComp 2.1») e/o specialistiche (in base alla classificazione europea contenuta nella norma UNI EN 16234-1 «e-Competence Framework 3.0”);
    • abilità/competenze identificate dalla Commissione Europea quali utili alla transizione ecologica.

     

    Quando compilerai il progetto formativo, ricorda che tutte le attività formative (e la relativa rendicontazione) dovranno concludersi entro e non oltre 150 giorni dalla data di approvazione della domanda.

    I progetti formativi potranno essere attuati anche nel 2023, e dovranno prevedere – per ciascun lavoratore coinvolto – una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore di formazione.

    Sono considerabili soggetti erogatori dei percorsi formativi tutti gli enti accreditati a livello nazionale o regionale, oppure altri soggetti anche privati che svolgono attività di formazione (comprese le Università statali e non statali).

    Al termine del percorso di sviluppo delle competenze, questi enti dovranno poi certificare l’acquisizione delle competenze dei dipendenti dell’azienda.

    Come partecipare al Fondo Nuove competenze?

    ANPAL ha messo a disposizione una piattaforma informatica dedicata alla presentazione delle domande (ammissione a contributo, richieste di anticipazione, richieste di saldo). Per l’utilizzo di tale piattaforma da parte del soggetto richiedente è necessario essere in possesso di identità SPID, CIE o CNS.

    In generale, oltre all’istanza, dovrà essere allegata la seguente documentazione.

    1. Accordo collettivo conforme: deve individuare i fabbisogni dell’impresa, ma può prevedere anche lo sviluppo di competenze volte a incrementare l’occupabilità del lavoratore. Deve, inoltre, specificare l’ente erogatore della formazione.
    2. Progetto formativo: che rispetterà gli obiettivi di apprendimento di cui abbiamo parlato in precedenza, e infine, devono essere certificate le competenze acquisite.
    3. Elenco dei lavoratori coinvolti: il limite massimo del contributo è di 200 ore per ogni dipendente.

    Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna domanda presentata all’ANPAL non potrà superare i 10 milioni di euro. L’erogazione del contributo, invece, è eseguita dall’Inps in due tranche:

    • anticipazione del 40%, previa fideiussione bancaria e/o assicurativa
    • saldo.

     

    Affrettati: potrai presentare la domanda dal 13 dicembre 2022 fino al 28 febbraio 2023.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • Green Transition Fund: il Fondo per startup attive nella transizione ecologica

    Di cosa si tratta?

    Il Green Transition Fund (GTF) è un fondo istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (recentemente rinominato Ministero delle Imprese e del Made in Italy) con fondi del PNRR e gestito da CDP Venture Capital SGR finalizzato a effettuare investimenti diretti e indiretti a sostegno della transizione ecologica.

    Il Fondo è stato istituito con Decreto MiSE del 3 marzo 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 maggio 2022. E’ seguito poi un accordo finanziario tra il MiSE e CDP Venture Capital SGR per regolamentare la modalità di utilizzo delle risorse e gli obblighi tra le parti.

    In particolare, il GTF risponde alla Missione 2, Componente 2 del PNRR e, più in particolare, attua l’Investimento 5.4 “Supporto a startup e venture capital attivi nella transizione ecologica” ed è stato finanziato con 250 milioni di euro, che entro il 30 giugno 2026 dovranno essere utilizzati proprio nel settore delle tecnologie verdi.

    La strategia di investimento del GTF andrà a privilegiare energie rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile, efficienza energetica, gestione dei rifiuti e stoccaggio dell’energia, insieme agli altri ambiti della green transition, o transizione ecologica.

    Come funziona il Green Transition Fund e quali sono le operazioni ammissibili?

    Il GTF effettuerà investimenti diretti o indiretti in start-up innovative di micro, piccola o media dimensione, ma dall’elevato potenziale di sviluppo. La startup privilegiate saranno quelle che operano nelle filiere della transizione ecologica o che realizzano progetti innovativi in chiave green. I progetti innovativi delle startup possono anche essere già avviati, purché dopo il 1° febbraio 2020 e devono presentare un alto grado di scalabilità.

    In ogni caso, come avviene anche per altre misure del PNRR, almeno il 40% delle risorse deve essere destinato a piani di sviluppo da realizzarsi nelle Regioni del Sud, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Per le operazioni è previsto un periodo di investimento di 5 anni, a cui ne seguiranno altri 5 per la gestione del portafoglio.

    Gli importi dell’investimento saranno compresi fra 1 e 15 milioni di euro nel caso di investimenti diretti, mentre per quelli indiretti il range entro cui operare è compreso fra i 5 e i 20 milioni di euro.

    Ti stai chiedendo quale sia la differenza tra i due tipi di investimento? 

    Rientrano tra gli investimenti diretti le operazioni in equity, quasi equity, debito e quasi debito.

    Gli investimenti indiretti prevedono invece che l’operazione venga compiuta non direttamente sulla startup, ma attraverso fondi target di soggetti terzi: il Fondo può quindi investire in altri fondi di venture capital e in programmi di incubazione/accelerazione, che abbiano sempre il fine di favorire la transizione ecologica e l’innovazione.  

    Chi sono quindi i beneficiari del Fondo?

    A poter beneficiare delle risorse del Fondo sono quindi le startup innovative di micro, piccola o media dimensione e i venture capital, attivi nel settore green.

    Il principio DNSH

    Come previsto per  tutti i fondi PNRR, anche in questo caso gli investimenti dovranno essere conformi al principio DNSH (Do Not Significant Harm, non arrecare un danno significativo, inteso come danno all’ambiente).  Come ulteriore conseguenza di questo principio, ci sono alcune tipologie di attività che non possono ricevere investimenti da parte del Fondo: oltre a tutte quelle che possono provocare danni all’ambiente, sono escluse anche quelle legate ai combustibili fossili o che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai parametri di riferimento, quelle connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico e quelle per cui lo smaltimento dei rifiuti a lungo termine potrebbe causare un danno all’ambiente

    Sono inoltre preclusi gli investimenti in attività con codici Ateco ambientalmente dannosi: 05: estrazione di carbone (esclusa torba); 06: estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; 07: estrazione di minerali metalliferi; 08.9: estrazione di minerali e prodotti di cava n.c.a (e in generale tutta la sezione b – attività estrattiva); 24.46: trattamento dei combustibili nucleari; 09: attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale; 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; 35.2: produzione di gas; distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte; 38.21: trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi; 38.22: trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Hai trovato il nostro post interessante? Lasciaci un commento e condividi questa pagina con i tuoi amici!


    PARLANE CON NOI

  • Pnrr in sintesi: cos’è il Piano Nazionale di ripresa e resilienza

    Cosa significa Pnrr, il piano dell’Italia per superare la crisi economica e sociale

    Pnrr: cosa significa

    Pnrr in sintesi è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto anche come Italia Domani). È il piano elaborato dall’Italia per superare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

    Fornisce un vasto programma di riforme che verrà avviato, da qui fino al 2026, per investire i 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa.

    Cos’è il Pnrr?

    Quando parliamo del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci riferiamo a un programma di oltre 200 pagine di non semplice comprensione che servirà ad accedere alle risorse economiche previste dal Next Generation EU.

    Sul PNRR aleggia un velo di mistero, sotto il quale si nascondono tante domande: quali sono gli obiettivi del piano? Da dove arrivano le risorse economiche? Quanti miliardi verranno stanziati? Quali sono i temi interessati? Ma soprattutto, quali imprese potranno realmente accedere alle risorse economiche?

    Cerchiamo subito di dare una risposta a queste (e a tante altre) domande.

    Da dove arrivano le risorse economiche?

    Facciamo un po’ di chiarezza rispondendo a una semplice domanda: da cosa nasce il PNRR? Per dare una risposta esaustiva dobbiamo partire dal NGEU. Il programma Next Generation EU (NGEU), infatti, è un fondo che intende sostenere il rilancio economico degli Stati della Comunità Europea a seguito della pandemia da Covid-19. Comprende due strumenti di sostegno agli Stati membri:

    1. Il REACT-EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe), che vale 47,5 miliardi ed è stato concepito in un’ottica di più breve termine (2021-2022) per aiutare nella fase iniziale di rilancio delle economie.
    2. Il Recovery and Resilience Facility (RRF), che ha invece una durata di sei anni, (dal 2021 al 2026) e la sua dimensione totale è pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi prestiti a tassi agevolati.

     

    All’Italia spetteranno €13,5 miliardi dal React-EU, €191,5 miliardi dal RRF e ben €31 miliardi dal Fondo Complementare Nazionale.

    Chi beneficerà degli investimenti europei?

    … Ma chi beneficerà degli incentivi europei? La risposta è nella struttura del Pnrr.

    Tutte le riforme e i relativi investimenti sono raggruppati in 6 Missioni, ciascuna delle quali rappresenta un settore di investimento:

    Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
    Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
    Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    Missione 4: Istruzione e ricerca
    Missione 5: Inclusione e coesione
    Missione 6: Salute

    Ogni Missione contiene, al suo interno, riforme ed incentivi economici rivolti a Imprese, Pubblica Amministrazione, famiglie, ricerca e innovazione, comuni, ed il Mezzogiorno.

    Quali sono i bandi e le agevolazioni del Pnrr?

    Grazie al Pnrr sono state pensate numerose agevolazioni su svariati temi, come l’economia circolare (Missione 2), con l’obiettivo di realizzare la transizione verde ed ecologica, oppure ricerca e sviluppo (Missione 4) al servizio delle imprese, ma anche la mobilità sostenibile (Missione 3) e l’empowerment femminile, grazie al Fondo impresa femminile.

     

    Se vuoi scoprire quali sono le agevolazioni del Pnrr per la tua impresa, lascia un commento o clicca il tasto arancione per contattarci: sapremo consigliarti la soluzione migliore per te!


    PARLANE CON NOI

  • PNRR, Missione 5: Inclusione e coesione

    Sostegno all’empowerment femminile, contrasto alle discriminazioni di genere, incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, sviluppo del Mezzogiorno PNRR Missione 5: Coesione e inclusione

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cosa è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 5, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Inclusione e coesione.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la Missione 5 mette in campo risorse pari a 19,81 miliardi di euro, ripartite in 3 aree di intervento:

    1. Politiche per il lavoro (€6,66 mld);
    2. Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore (€11,17 mld);
    3. Interventi speciali per la coesione territoriale (€ 1,98 mld).

     

    Questa missione, come le precedenti, si rivolge a soggetti specifici. Scopriamoli subito!

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Per imprese che vogliono investire nella formazione dei propri lavoratori occupati, è stato rafforzato il Fondo nuove competenze, istituito per consentire alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro, al fine di favorire attività di formazione (sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali). In questo modo, individuato il fabbisogno formativo per la specifica azienda, il settore o il territorio, si assicura l’aggiornamento professionale richiesto mettendo in capo alle risorse del Fondo il costo delle ore trascorse in formazione.

    Tra gli investimenti più interessanti rientra quello relativo alla creazione di imprese femminili. Il progetto ha lo scopo aumentare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro grazie a investimenti economici e servizi di supporto. Questi interventi economici sosterranno:

    • Imprese già costituite a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile (digitalizzazione delle linee di produzione, passaggio all’energia verde, ecc.) che realizzino progetti aziendali innovativi riguardanti la digitalizzazione delle linee di produzione o passaggio all’energia verde;
    • Attività imprenditoriali in fase di avvio, attraverso la definizione di un’offerta che venga incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale (mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc.)
    • Azioni di comunicazione che valorizzino l’imprenditorialità femminile, in particolare, presso scuole e università, creando un clima culturale favorevole ed emulativo.

    Il “Fondo Impresa Donna”

    Dal punto di vista operativo sarà creato e attivato il “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile. Questo fondo rafforzerà finanziariamente:

    • Una serie di misure già esistenti lanciate per supportare l’imprenditoria, come Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start (la prima misura supporta la creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, la seconda supporta start-up e PMI innovative), i cui schemi saranno modificati e calibrati per dedicare risorse specificatamente all’imprenditoria femminile;
    • Il nuovo Fondo per l’imprenditoria femminile (previsto dalla Legge di Bilancio 2021).

    Altri incentivi interessanti

    Un altro investimento che riguarda molto da vicino le imprese è quello per il “Sistema duale”. Il duale è una modalità di apprendimento basata sull’alternanza di momenti formativi “in aula” (presso una istituzione formativa) e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi” (presso una impresa/organizzazione). Il progetto dispone di un ammontare complessivo di 600 milioni di euro.

    Perché è interessante? Ai datori di lavoro privati di tutti i settori che attivano percorsi in duale spettano sgravi contributivi e fiscali, sgravi retributivi e incentivi economici!

    Rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES)” punta a semplificare il sistema di governance delle ZES (Regione Campania; Regione Calabria; Ionica Interregionale nelle regioni Puglia e Basilicata; Adriatica Interregionale nelle Regioni Puglia e Molise; Sicilia occidentale; Sicilia orientale; Regione Abruzzo) per favorire l’insediamento di nuove imprese.

    Altri attori coinvolti sono quelli del Terzo settore, per i quali sono stati dedicati “Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore”. La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socio-educativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • PNRR, Missione 6: Salute

    Tutti i principali  del PNRR per lo sviluppo e l’ammodernamento del Sistema Sanitario Nazionale: scopri Pnrr Missione 6 e i vantaggi per le !

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU. È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo approfondiremo il PNRR Missione 6 dedicato alla salute.

    Alla luce delle lezioni apprese durante l’emergenza sanitaria e pandemica, questa Missione vuole rafforzare la risposta sanitaria territoriale e ospedaliera, nonché promuovere l’attività di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Veniamo al dunque: quante risorse sono state previste per la Missione 6? La disponibilità totale della misura ammonta a 15,63 miliardi di euro.

    Nello specifico, queste risorse sono suddivise in due ambiti di intervento:

    1. Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale (€7,00 mld);
    2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale (€8,63 mld).

     

    Come potranno le imprese beneficiare di queste risorse?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Come immaginiamo, la Missione 6 si concentra su tutto quello che riguarda il Sistema Sanitario Nazionale, comprese le infrastrutture ad esso connesse e il personale dipendente.

    Verrebbe quindi da chiedersi: come una PMI può essere inclusa in questa Missione?

    La risposta è piuttosto semplice. Come è già successo per altre Missioni, le PMI possono essere coinvolte trasversalmente nel momento in cui ad esempio, come in questo caso, sono previsti dei finanziamenti riguardanti progetti di ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.

    Il PNRR, infatti, prevede l’acquisto di nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico (TAC, risonanze magnetiche, Acceleratori Lineari, Sistema Radiologico Fisso, Angiografi, Gamma Camera, Gamma Camera/TAC, Mammografi, Ecotomografi) da parte di imprese fornitrici. Un’occasione da non perdere, con un investimento complessivo pari a 4,05 miliardi di euro, e con scadenza ravvicinata; la pubblicazione della procedura di gara e la stipula dei contratti con i fornitori è prevista per il 2022.

    E non è finita qui: nell’investimento chiamato “Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN”, si prevede di potenziare il sistema della ricerca biomedica in Italia, favorendo il trasferimento tecnologico tra ricerca e imprese.

    Per raggiungere questo obiettivo, saranno finanziati progetti Proof of Concept (PoC) che puntano a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali. Tutto questo attraverso la predisposizione di prototipi per la commercializzazione e la mitigazione dei rischi potenziali – derivanti da eventuali brevetti, licenze o barriere all’entrata – che potrebbero scoraggiare gli investitori di mercato.

    Dunque non c’è tempo da perdere: per la realizzazione dei progetti PoC sono previsti bandi di gara del valore complessivo di 0,1 miliardi di euro, da assegnare entro la fine del 2023 e la fine del 2025.

    Altri incentivi interessanti

    Fra gli altri investimenti interessanti da tenere sott’occhio vi è quello dedicato alla formazione del personale medico sanitario (un’opportunità che potrebbe rivolgersi, seppur indirettamente, alle realtà che erogano corsi di formazione specifici per il settore).

    Saranno infatti stanziati 0,74 miliardi di euro per potenziare competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del SSN, da mettere in campo entro l’orizzonte del PNRR (metà 2026). Ciò avverrà attraverso:

    • L’incremento delle borse di studio in medicina generale, garantendo il completamento di tre cicli di apprendimento triennali;
    • L’avvio di un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere a tutto il personale sanitario e non sanitario degli ospedali;
    • L’attivazione di un percorso di acquisizione di competenze di management per professionisti sanitari del SSN, al fine di prepararli a fronteggiare le sfide attuali e future in una prospettiva integrata, sostenibile, innovativa, flessibile, sempre orientata al risultato.

    Vorresti scoprire le opportunità del PNRR per la tua azienda?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI