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  • Esonero per assunzioni di donne lavoratrici

    Esonero per assunzioni di donne lavoratrici

    Nel 2023, le aziende possono richiedere esonero per assunzioni donne lavoratrici, beneficiando di un‘esenzione del 100% fino a 8 mila euro all’anno. Il beneficio si applica alle donne svantaggiate e disoccupate da 6, 12 o 24 mesi, con le indicazioni operative fornite dall’INPS a giugno e il procedimento per il recupero degli arretrati reso noto a luglio 2023. Questa misura mira a incentivare l’occupazione femminile e sostenere le aziende nell‘assunzione di donne in situazioni di svantaggio lavorativo.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    L’esonero per assunzioni di donne lavoratrici riguardano i datori di lavoro privati fino al 31 dicembre 2023. Per ottenere l’esonero contributivo, è necessario dimostrare un incremento netto dell’occupazione rispetto ai 12 mesi precedenti. Le agevolazioni sono estese anche a datori di lavoro agricoli e diverse categorie di enti pubblici ed enti trasformati in società di capitali. Tuttavia, alcune istituzioni pubbliche, come aziende sanitarie, non possono beneficiare dell’esonero.

    1. L’esonero per assunzioni di donne lavoratrici sono disponibili per i datori di lavoro privati fino al 31 dicembre 2023.
    2. L’esonero contributivo è subordinato all’aumento netto dell’occupazione rispetto ai 12 mesi precedenti.
    3. Le agevolazioni si applicano anche a datori di lavoro agricoli e ad alcune categorie specifiche, come enti pubblici economici, istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici, enti privatizzati in società di capitali a capitale pubblico, e altre.
    4. Le prime istruzioni ufficiali riguardanti assetto e misura degli incentivi sono state pubblicate con la Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023.
    5. Alcune organizzazioni pubbliche non possono usufruire dell’esonero, come le aziende sanitarie locali, le aziende sanitarie ospedaliere e altre strutture sanitarie regionali.
    6. Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e le aziende pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) possono rientrare nelle Amministrazioni pubbliche in determinate situazioni specificate dal decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207.

    Soggetti beneficiari esclusi

    Diverse istituzioni sono escluse dall’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici, tra cui enti pubblici come le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, i Comuni, le Università, e altre autorità indipendenti come la Banca d’Italia e la CONSOB. Anche le Camere di commercio e alcuni istituti per case popolari sono esclusi.

    Tipologia di lavoratrici beneficiarie

    Le  assunzioni agevolabili con l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici riguardano le seguenti 4 tipologie:

    1. di almeno 50 anni di età  disoccupate da oltre 12 mesi oppure 
    2. di qualsiasi età, se  residenti in regioni  meno sviluppate ,  prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; oppure 
    3. di qualsiasi età  per  settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; 
    4. di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

    Tipologia di assunzioni incentivabili

    L’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici si applica ai seguenti tipi di rapporti di lavoro:

    1. Assunzioni a tempo determinato.
    2. Assunzioni a tempo indeterminato.
    3. Trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato o non agevolato.
    4. Proroghe di rapporti di lavoro a tempo determinato.

    L’incentivo è valido anche per i contratti a tempo parziale e i rapporti di lavoro subordinato instaurati con una cooperativa di lavoro o a scopo di somministrazione. Sono esclusi i rapporti di lavoro intermittente, occasionale e domestico, così come i rapporti di apprendistato. La Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023 conferma queste esclusioni, aggiungendo che i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico già prevedono aliquote previdenziali ridotte.

    Durata del beneficio

    Il periodo agevolato con l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici varia a seconda del tipo di contratto:

    1. Per assunzioni a tempo determinato o proroga di un contratto a termine: 12 mesi.
    2. Per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a termine già agevolato o non agevolato: 18 mesi.

     

    Nel 2023, le disposizioni specificate dalla Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023 stabiliscono quanto segue per l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici:

    • In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato, il periodo agevolato è di 18 mesi a partire dalla data di assunzione.
    • In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine non agevolato, il periodo agevolato è di 18 mesi a partire dalla data di trasformazione.

    L’ esonero per assunzioni di donne lavoratici è applicabile anche alle proroghe di contratti a tempo determinato, nel rispetto della disciplina prevista per tali tipologie di contratti, fino a un massimo complessivo di 12 mesi. È importante notare che il periodo di godimento dell’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici può essere sospeso solo in caso di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo quindi un differimento temporale dell’uso degli incentivi.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La Circolare numero 58 del 23-06-2023 dell’INPS ha stabilito che l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici può essere richiesto attraverso il portale web dell’Istituto. Ogni evento incentivabile (assunzione, proroga o trasformazione) richiede una singola comunicazione all’INPS, seguita dall’autorizzazione. I datori di lavoro autorizzati dovranno includere le lavoratrici per cui spetta l’esonero nel flusso Uniemens, seguendo le istruzioni fornite nella Circolare. Per effettuare la comunicazione, i datori di lavoro possono continuare a utilizzare il modulo “92-2012” all’interno del “Cassetto previdenziale” tramite credenziali SPID, CIE o CNS.

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  • Legge di bilancio 2023: agevolazioni e incentivi per imprese e professionisti

    Le migliori agevolazioni pubbliche per il nuovo anno

    La legge di bilancio 2023 agevolazioni imprese, chiamata comunemente anche legge di stabilità o, per semplicità, Legge di Bilancio 2023: è stata pubblicata da poco in Gazzetta Ufficiale, e prevede un gran numero di agevolazioni e contributi per imprese e professionisti, con alcune novità interessanti rispetto alla Legge di bilancio 2022. Dagli sgravi fiscali a quelli contributivi dedicati al mondo del lavoro, fino ai contributi a fondo perduto e a tasso agevolato, sono moltissime le agevolazioni proposte dalla nuova finanziaria.

    Leggi la nostra mini guida e scopri con noi le novità di finanza agevolata contenute nella Legge di Stabilità 2023.

    Credito di Imposta contro il caro energia della Legge di bilancio 2023

    Che la spesa energetica di imprese e famiglie italiane sia aumentata nell’ultimo anno non è una novità. Per questo la legge di bilancio ha previsto un pacchetto di interventi a contrasto del caro energia.

    La manovra prevede uno stanziamento di 21 miliardi di euro per queste misure, riconfermando i crediti di imposta per le imprese mirati a contrastare l’aumento dei costi di gas ed elettricità.

    È prevista dunque per i primi tre mesi dell’anno la cancellazione degli oneri impropri dalle bollette, e l’applicazione di nuovi crediti di imposta per le imprese. Per ciò che riguarda le aziende energivore e gasivore, cioè quelle che hanno un elevato consumo di energia e gas, il credito di imposta sale dal 40% al 45%.

    Per le imprese più piccole, ovvero attività di bar, ristoranti, ed esercizi commerciali, viene stabilito un aumento del credito di imposta sulle spese per le bollette dal 30% al 35%. Ricordiamo che l’intervento non riguarda solamente il credito di imposta, ma anche l’Iva.

    Legge di bilancio 2023: misure per le imprese

    La Legge di bilancio 2022 prevede anche una riconferma di alcune misure destinate alle imprese. Ricordiamo infatti le proroghe al 2023 dei seguenti interventi:

    • Nuova Sabatini 2023: vengono stanziati 150 milioni di euro per la proroga per rilanciare gli investimenti privati;
    • Fondo Garanzia PMI: viene rifinanziato per le operazioni finanziarie per l’attività di impresa portate avanti da un finanziatore, come una banca;
    • Bonus Ipo: prorogato il credito d’imposta per favorire la quotazione delle Pmi in Borsa;
    • Fondo per i lavoratori dello spettacolo: incremento di 60 milioni di euro per il 2023.

    Incentivi alle assunzioni della Legge di bilancio 2023

    La Legge di Bilancio 2023 introduce altresì degli incentivi per le assunzioni di personale dipendente. Se devi incrementare il numero di risorse all’interno della tua azienda, è questo il momento migliore per farlo.

    Vediamo subito tutte le agevolazioni nel dettaglio.

    Incentivo assunzioni percettori di Reddito di Cittadinanza

    Tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno percettori di reddito di cittadinanza con:

    1. contratto di lavoro a tempo indeterminato
    2. trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 12 mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Esonero assunzioni giovani under 26 e donne

    Ottime notizie anche per chi assume giovani under 26 e donne: tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno personale sotto i 26 anni e donne con:

    • contratto di lavoro a tempo indeterminato
    • trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 18 mesi, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Se vuoi conoscere tutte le agevolazioni per assumere nuovo personale, ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo dedicato.

    Nuovi fondi per i lavoratori dello spettacolo

    Le novità non finiscono qui!

    È previsto per l’anno 2023 un incremento di 60 milioni di euro delle risorse del “Fondo per il sostegno economico temporaneo – SET” a favore dei lavoratori iscritti nel Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

    Sono previsti inoltre:

    • 6 milioni di euro per l’anno 2024
    • 8 milioni di euro per il 2025

    Se sei interessato a scoprire a quali agevolazioni puoi accedere, ricorda di cliccare sul pulsante che trovi alla fine di questo articolo per verificare tutti i bandi a cui puoi accedere davvero!


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  • Tutte le principali agevolazioni per assunzioni di nuovo personale [miniguida]

    Leggi la mini guida di Trovabando per scoprire i bandi e le agevolazioni per assumere nuovo personale

    Gli sgravi e le agevolazioni per assunzioni hanno l’obiettivo di aumentare i livelli di occupazione, attraverso la concessione di contributi in grado di incentivare le imprese italiane ad assumere nuovi lavoratori.

    Attraverso queste agevolazioni si cerca di abbassare il livello di disoccupazione e, allo stesso tempo, si aiutano le imprese ad incrementare il proprio organico, sia in pianta stabile che in maniera temporanea.

    Conoscere i principali sgravi per le assunzioni può essere estremamente utile per tutte le imprese che hanno intenzione di assumere nuovo personale, ma anche per chi è alla ricerca di un lavoro.

    Si possono trovare diverse agevolazioni per le assunzioni del personale, sia a livello nazionale che regionale, ed oggi ti parlerò di quelle che reputo maggiormente interessanti.

    Agevolazioni nazionali per l’assunzione di personale

    Esistono diversi sgravi per l’assunzione del personale, validi su tutto il territorio nazionale, come l’esonero contributivo per assumere giovani under 36, il bonus assunzione donne, e gli incentivi per l’assunzione di giovani genitori. Tutti hanno come obiettivo l’incremento dell’occupazione di fasce di popolazione per le quali trovare un lavoro può rivelarsi più difficile che per altre.

    Vediamoli nel dettaglio, insieme.

    Esonero contributivo assunzione Giovani (Bonus assunzione Under 36)

    Se sei un datore di lavoro e nel corso del 2022 hai assunto giovani fino a 36 anni, questo incentivo potrebbe fare al caso tuo! Il disegno di legge di Bilancio 2023, inoltre, prevede che l’incentivo venga prorogato anche per le assunzioni che avvengono nel 2023.

    L’esonero è concesso per le assunzioni di giovani under 36, ovvero giovani che non hanno compiuto il 36esimo anno di età, – ma hanno, ad esempio, 35 anni e 364 giorni – che non sono mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo prevede, per 36 mesi (che diventano 48, nel caso l’unità produttiva sia ubicata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria o Sardegna), un esonero totale dei contributi Inps a carico del datore di lavoro che può raggiungere il valore annuo di € 6.000 (€500/mese).
    Il contributo viene concesso per contratti a tempo indeterminato, e per conversioni a tempo indeterminato di contratti già in essere.

    Che significa? Che se deciderai di assumere un giovane under 36 potrai risparmiare fino a € 18.000 di contributi. Un’ottima occasione per far entrare in azienda una nuova giovane risorsa.

    Restano esclusi da questo incentivo il lavoro domestico, i contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca, ed il lavoro intermittente.

    Bonus Assunzione Donne

    Il secondo incentivo per le assunzioni che andiamo ad analizzare interessa tutti i datori di lavoro che hanno deciso di assumere donne svantaggiate nella propria azienda.

    Tra i bonus per favorire l’occupazione finanziati dalla Legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) sono presenti anche le agevolazioni per assunzioni di donne nel corso del 2021 e 2022. Anche questo incentivo verrà, con ogni probabilità, prorogato alle assunzioni effettuate durante tutto il 2023.

    L’incentivo prevede l’esonero dal versamento del 100% sui contributi previdenziali per assunzioni a tempo determinato o indeterminato (o trasformazioni ad indeterminato) di:

    • Donne disoccupate da almeno 6 mesi e residenti in regioni svantaggiate e occupate in settori caratterizzati da disparità occupazionale di genere;
    • Donne disoccupate da almeno 24 mesi;
    • Lavoratrici ultracinquantenni disoccupate da almeno 12 mesi.

     

    L’agevolazione può essere fruita fino a 12 mesi nel caso di assunzione a tempo determinato e fino a 18 mesi nel caso di contratto a tempo indeterminato (anche per trasformazione di contratto a termine in contratto a tempo indeterminato).

    Incentivo Occupazione Mezzogiorno

    Tra le agevolazioni per assunzioni troviamo anche questo incentivo, in vigore fino al 2029. Esso ha come obiettivo quello di incrementare le assunzioni con contratto a tempo indeterminato nelle regioni definite a livello comunitario come “meno sviluppate” – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – e nelle regioni definite “in transizione” – Abruzzo, Molise e Sardegna.

    Se sei un datore di lavoro che vuole assumere nuovo personale ma non ha la sede legale in una delle suddette regioni, nessun problema.

    L’incentivo, infatti, spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una regione “meno sviluppata” o “in transizione”, indipendentemente dalla residenza del lavoratore e dalla sede legale del datore di lavoro.

    Che significa? Che per accedere a questa agevolazione è sufficiente avere una sede operativa o un’unità locale in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise.

    Una caratteristica molto interessante di questo sgravio è che non prevede alcun vincolo d’età.

    Lo sgravio contributivo previsto dalla misura è pari:

    • Al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
    • Al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
    • Al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.


    Anche in questo caso sono considerate ammissibili le assunzioni a tempo indeterminato, sia full-time che part-time, anche a scopo di somministrazione, i contratti di apprendistato professionalizzante o la trasformazione di un rapporto lavorativo da tempo determinato a tempo indeterminato.

    Sono invece esclusi i datori di lavoro del settore agricolo e quelli che stipulano contratti di lavoro domestico.

    Incentivo Assunzione Giovani Genitori

    Questo incentivo interessa i datori di lavoro che vogliano assumere giovani lavoratori con figli.

    L’incentivo consiste in una somma pari a € 5.000 per ciascuna assunzione o trasformazione di contratti a tempo indeterminato giovani di età non superiore a 35 anni e con figli, nel limite massimo di 5 assunzioni/trasformazioni per ogni singola impresa o società cooperativa.

    I giovani dovranno essere di età non superiore a 35 anni e con figli minori legittimi, naturali o adottivi, ovvero affidatari di minori. Per usufruire dell’incentivo è necessario che, al momento dell’assunzione, il lavoratore sia iscritto alla “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori”.

    L’incentivo può essere richiesto fino ad esaurimento fondi.

    Come hai potuto vedere, ci sono davvero tante opportunità per chi, in questo momento, vuole assumere nuova forza lavoro ma avrebbe bisogno di un incentivo o di uno sgravio contributivo.

    Naturalmente, per chi svolge attività imprenditoriale, l’assunzione di nuovo personale non è l’unica necessità a cui bisogna far fronte.

    Quindi, se stai valutando in che modo la finanza agevolata può aiutarti a portare avanti i tuoi progetti imprenditoriali, scopri il nostro servizio per la ricerca di bandi ed agevolazioni.

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  • Decontribuzione Sud 2022 – incentivo per l’occupazione

    Attenzione:

    Il  24 giugno 2022, la Commissione Europea ha autorizzato la proroga della decontribuzione Sud 2022 fino al 31 Dicembre. A favore dei datori di lavoro è previsto un esonero contributivo nella misura del 30% dal 2021 al 2025, del 20% negli anni 2026 e 2027 e del 10% negli anni 2028 e 2029. La deroga temporanea è stata prevista dalla Commissione UE per effetto delle ripercussioni causate dalla crisi russo-ucraina sulla situazione economico-finanziaria delle imprese.

    Attenzione:

    Il presente incentivo non va confuso con l’altrettanto noto incentivo Occupazione Sud, previsto dalla legge di bilancio 2019 che riguarda le agevolazioni contributive gestite da ANPAL per l’assunzione di soggetti disoccupati nel corso del  2017, 2018 e 2019 in Regioni “meno sviluppate” o “in transizione”, non più attivo.

    Come funziona Decontribuzione Sud 2022?

    Decontribuzione Sud 2022 è un’agevolazione finalizzata a favorire l’occupazione nelle aree più svantaggiate del Paese, attraverso uno sconto sui contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro per i propri dipendenti. La misura è stata introdotta dal  con uno sgravio del 30% fino al 2020.

    La Legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029, modificando la normativa e rimodulando le percentuali in misura pari al:

    • 30% fino al 31 dicembre 2025;
    • 20% per gli anni 2026 e 2027;
    • 10% per gli anni 2028 e 2029

    Con la Circolare n° 90 del 27-07-2022 l’INPS fornisce le istruzioni operative per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2022. Vediamo in dettaglio quali sono i beneficiari, l’importo e le caratteristiche dell’agevolazione.

    La decontribuzione Sud 2022 spetta ai datori di lavoro del settore privato anche non imprenditori e si applica ai rapporti di lavoro dipendente, sia instaurati che da instaurare. Tali imprese devono avere sede legale e/o unità operativa/e situata in aree svantaggiate del Centro – Sud Italia, ovvero nelle seguenti Regioni:

    • Abruzzo;
    • Basilicata;
    • Calabria;
    • Campania;
    • Molise;
    • Puglia;
    • Sardegna;
    • Sicilia.

    Per le imprese che non hanno sede legale in una di queste Regioni, ma hanno una o più unità operative ubicate in tale territorio, è possibile presentare comunque istanza. E’ necessario però che la Struttura INPS territorialmente competente, inserisca nelle caratteristiche contributive della matricola aziendale questa informazione.

    I soggetti esclusi dall’agevolazione fiscale Decontribuzione Sud 2022 sono i datori di lavoro operanti nel settore agricolo e quelli che instaurano rapporti di lavoro domestico, abbiamo inoltre:

    • gli enti economici e gli istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici economici ai sensi della legislazione regionale;
    • tutti gli enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico, per effetto di procedimenti di privatizzazione;
    • le ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per la trasformazione in aziende di servizi alla persona (ASP), e iscritte nel registro delle persone giuridiche;
    • tutte le aziende speciali costituite anche in consorzio ai sensi degli articoli 31 e 114 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
    • i consorzi di bonifica e i consorzi industriali;
    • gli enti morali e gli enti ecclesiastici.

    Ricordiamo che fra le tipologie soggetti esclusi dall’agevolazione Decontribuzione Sud 2022  sono compresi anche quelli appartenenti ai settori esclusi dal regime di aiuto Temporary Crisis Framework.

    Per quali tipologie di contratti è utilizzabile?

    L’esonero opera in favore di tutti i rapporti di lavoro dipendente, a prescindere dalla tipologia.

    Come richiedere il Bonus Sud?

    I datori di lavoro accedono all’agevolazione mediante le denunce retributive e contributive mensili relative ai dipendenti (flusso Uniemens), secondo le istruzioni fornite da Inps: 

    Se così non fosse, il consiglio è, ovviamente, di non lasciarsi sfuggire nessun’altra opportunità agevolativa. Come? Grazie a Trovabando!

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  • Contratto di rioccupazione: incentivo all’assunzione del Decreto sostegni bis

    Esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali per chi assume a tempo indeterminato

    Con il decreto Sostegni bis è stato istituito il contratto di rioccupazione.

    Quest’ultimo è di natura subordinata ed a tempo indeterminato e mira ad incentivare l’occupazione dei lavoratori nella fase successiva al superamento della pandemia. Destinatari – chi, cioè, potrà essere assunto tramite questa tipologia contrattuale – sono i soggetti disoccupati che hanno offerto la propria disponibilità ad essere inseriti nel mondo del lavoro secondo la previsione dell’art. 19 del D.L.vo n. 150/2015. Il contratto è stipulato in forma scritta, ai fini della prova.

    Cosa è necessario per essere assunti con il contratto di rioccupazione?

    La condizione per l’assunzione con il contratto di rioccupazione è l’elaborazione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al nuovo contesto lavorativo.

    Questo progetto individuale di inserimento deve avere una durata di sei mesi. Al termine del periodo d’inserimento, le parti potranno, qualora lo vogliano, recedere dal contratto. Qualora, invece, nessuna delle due parti receda il rapporto di lavoro, questo prosegue come lavoro subordinato a tempo indeterminato.

    In caso di licenziamento intimato durante o al termine del periodo di inserimento, scatta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

    Per chi?

    La norma afferma chiaramente che chi potrà usufruire degli esoneri contributivi saranno i datori di lavoro privati (quindi, imprenditori e non imprenditori). Non tutti i datori di lavoro privati potranno partecipare all’agevolazione: gli esclusi da tale sgravio contributivo sono i datori di lavoro del settore agricolo e del lavoro domestico.

    C’è un’ulteriore precisazione da fare: non potranno comunque usufruire di questo strumento i datori di lavoro che nei sei mesi precedenti all’assunzione hanno proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Ai datori di lavoro privati “ammissibili” che assumono lavoratori è riconosciuto, per un periodo massimo di sei mesi, l’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

    Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

    Lo sgravio contributivo previsto è cumulabile con altri esoneri?

    Lo sgravio contributivo totale per l’assunzione con contratto di rioccupazione è cumulabile con gli esoneri contributivi previsti dalla legislazione vigente relativamente al periodo di durata del rapporto successiva ai 6 mesi o se oggetto di recupero da parte dell’ente previdenziale.

    Entro quale data è possibile stipulare contratti di rioccupazione?

    Il periodo va dalla data di entrata in vigore del decreto legge (26 maggio 2021) fino al 31 ottobre 2021, salvo ulteriori disposizioni da parte dell’INPS.

    Non manca molto tempo: cogli subito l’occasione e agevola le tue assunzioni!

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