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Tag: Bandi Innovazione

  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bandi innovazione tecnologica: sfrutta le agevolazioni per innovare la tua impresa

    Come finanziare l’innovazione della tua impresa con i bandi innovazione tecnologica

    Le sovvenzioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono iniziative finanziate dal governo che forniscono fondi a imprese, organizzazioni di ricerca, università e altri enti per lo sviluppo di nuove tecnologie. Queste sovvenzioni e bandi possono variare da piccole somme di denaro per studi di proof of concept a grandi somme di denaro per lo sviluppo di un prodotto o servizio completo.

    Esistono varie fonti di sovvenzioni e bandi per la tecnologia, messi a disposizione dal governo, dalle regioni e dalle Camere di Commercio. Queste possono essere trovate online attraverso risorse come Incentivi.gov o attraverso una ricerca sui siti ufficiali degli enti eroganti.

    È importante ricordare che ogni agevolazione prevede specifici requisiti di ammissibilità, da verificare prima di presentare la domanda di ammissione.

    Le agevolazioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono generalmente emessi per stimolare l’innovazione in un particolare settore o industria. Queste sovvenzioni e bandi possono essere utilizzati per finanziare progetti incentrati sullo sviluppo di nuove tecnologie, sul miglioramento di quelle esistenti o sulla loro commercializzazione. I tipi di sovvenzioni più comuni includono finanziamenti di avviamento per le start-up, investimenti in capitale di rischio, finanziamenti per la fase iniziale di ricerca e sviluppo e sostegno finanziario per l’ingresso nel mercato.

    Vediamo insieme alcune agevolazioni utili a finanziare progetti di innovazione tecnologica.

    Nuova Sabatini

    La misura Beni strumentali – “Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy cha facilita l’accesso al credito delle imprese aiutandole ad acquisire nuovi beni strumentali, favorendo in particolare gli investimenti in tecnologie 4.0 e gli investimenti green.

    I beni strumentali sono infatti un fattore chiave per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi economia. L’iniziativa Nuova Sabatini è stata pensata per aiutare le piccole e medie imprese ad acquistare questa tipologia di beni. 

    In particolare la Nuova Sabatini permette di acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Attraverso questo strumento agevolativo le micro, piccole e medie imprese possono accedere a un finanziamento di importo compreso fra 20.000 euro e 4 milioni di euro e della durata massima di 5 anni e ottenere, da parte del Ministero, un contributo che copre parte degli interessi dovuti.

    L’ammontare del contributo (tecnicamente un contributo in conto impianti) è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

      • 2,75% per gli investimenti ordinari
      • 3,575% per gli investimenti 4.0
      • 3,575  per gli investimenti green (solo per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023).

     

    Per capire a quanto ammonta il contributo facciamo un esempio pratico.

    Per finanziare un investimento 4.0 da 500.000 euro, indipendentemente dal reale tasso di interesse applicato e dalla reale durata del finanziamento, il contributo verrà calcolato come se l’interesse fosse del 3,575% e la durata di 5 anni. In questo caso, quindi, l’impresa, in 5 anni, dovrebbe pagare un interesse pari a 50.461,92, che sarà anche l’importo del contributo. Se la durata del finanziamento o il tasso d’interesse applicato dalla banca/intermediario finanziario fossero diversi, il contributo rimarrebbe comunque lo stesso e la differenza dovrà essere a carico dell’impresa.

    Green New Deal

    Il bando Green New Deal mira ad agevolare progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare che abbiano spese e costi ammissibili fra 3 milioni e 40 milioni di euro. Il bando si concentra in particolare su progetti che riguardano l’efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabile, l’adattamento e la mitigazione del clima, l’economia circolare, la mobilità verde e l’agricoltura sostenibile.

    Con questo bando, il Governo italiano dimostra il suo impegno a fornire risorse a chi lavora a soluzioni innovative per i problemi ambientali.

    A tal fine vengono erogati finanziamenti e contributi a fondo perduto per finanziare la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e, per le piccole e medie imprese, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e dello sviluppo.

    Sono ammissibili le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che potranno beneficiare di:

    • Finanziamenti agevolati del FRI (Fondo Rotativo Imprese) di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.
    • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al:
      • 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per i costi di consulenza relativi alle attività di industrializzazione;
      • 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Digital Transformation

    Il bando Digital Transformation è un’iniziativa lanciata dal Ministero dello Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per promuovere la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI dei settori manifatturiero, dei servizi alle imprese manifatturiere, turistico o del commercio.  

    Questo programma è in linea con l’impegno dell’Italia per l’Industria 4.0, in quanto fornisce alle PMI le risorse necessarie per rendere le loro aziende più competitive nell’era digitale.

    Attraverso questa misura le piccole e medie imprese possono accedere a fondi per progetti che prevedano la realizzazione di:

    • attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione

    oppure

    • investimenti

     

    Per poter accedere al bando è necessario disporre di almeno due bilanci approvati e depositati e, in relazione all’ultimo, aver conseguito un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro.

    L’agevolazione finanzia il 50% dei costi e delle spese ammissibili di un progetto compreso tra 50.000 e 500.000 euro ed è articolata come segue:

    • 10 % sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40 % sotto forma di finanziamento agevolato.

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  • Fondo Nazionale Innovazione – Come funziona

    Fondo Nazionale Innovazione – Come funziona

    Novità 2022: Stanziati complessivamente di oltre 2,5 miliardi, a cui si sommeranno ulteriori 600 milioni allocati da Cassa Depositi e Prestiti e investitori terzi, come previsto dal decreto infrastrutture. Consulta la nota qui.

    Cos’è il Fondo Nazionale Innovazione

    Introdotto dalla Legge di Bilancio 2019, il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) prevede una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro circa.

    Il Fondo sarà gestito da , ed è stato attivato il 5 agosto grazie alla cessione di una partecipazione pari al 70% del capitale sociale detenuto nella società di gestione del risparmio,  Venture SGR.

    Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera in una logica di mercato e di lungo periodo, ma esclusivamente attraverso le metodologie di .

    Il principale obiettivo del Fondo è la crescita economica, e in base a quanto espresso dal MiSE dovrebbe rappresentare il perno della politica industriale in ambito startup e innovazione.

    Allo stesso tempo, tramite queste risorse, si vuole evitare o ridimensionare il fenomeno spesso sintetizzato con il termine “fuga di cervelli”. Si vogliono creare nuove opportunità di lavoro e nuove professioni, facendo rientrare le tante startup fondate da italiani che operano in altri Paesi europei e non.

    Si stima che l’insieme degli occupati in ambito startup e Pmi innovative sia pari almeno a 50.000 persone: il Governo ha dichiarato di voler raddoppiare o triplicare questo numero in tempi brevi.

    Come funziona il Fondo

    Il Fondo opera come intervento in capitale di rischio, ossia con investimenti nel capitale di imprese innovative, e quindi a supporto di startup, scaleup e PMI innovative.

    Questi investimenti potranno essere diretti, nel capitale delle aziende, o indiretti, in fondi di Venture Capital.

    Di conseguenza, gli investimenti possono essere effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, come previsto dalle best practices di settore, in base alla capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento che per l’economia nazionale.

    Si è deciso di utilizzare il Venture Capital perché è considerato lo strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione, essendo caratterizzato da tre elementi che si sposano al meglio con il sistema innovativo:

    • la selettività sui progetti in cui investire,
    • la rapidità con cui possono essere attuati gli investimenti,
    • la flessibilità sull’ammontare dell’investimento in relazione al settore, al progetto e alla fase di sviluppo dello stesso.

    Come accedere al Fondo

    Ovviamente, il Fondo potrà operare su tutto il territorio nazionale.

    A prescindere dalla tipologia di investimento, diretto o indiretto, saranno finanziate esclusivamente Pmi innovative con elevato potenziale di sviluppo, non quotate in mercati regolamentati, in tutte le fasi possibili: di sperimentazione, di costituzione, di avvio o di sviluppo del prodotto.

    Gli investimenti si focalizzeranno sui settori considerati strategici per la crescita e la competitività del Paese. Ad esempio, si investirà su Intelligenza Artificiale (AI), Internet of Things (IoT), blockchain, e aerospazio.

    Sono previste opportunità di investimento anche su settori più conosciuti, legati comunque alla crescita del Paese, come la sanità, la mobilità, il design e made in Italy, le tecnologie innovative applicate al settore finanziario (Fintech), agricolo (Agritech), o più in generale al cibo (Foodtech), e a tutte quelle applicazioni che riguardano l’industria sostenibile.

    Da quando è operativo FNI

    Il 27 novembre Cassa Depositi e Prestiti ha affidato il ruolo di Amministratore Delegato del Fondo a Enrico Resmini, ed è grazie a questa nomina e a quelle degli altri candidati consiglieri che si rende operativo il Fondo Nazionale Innovazione.

    Dati gli obiettivi espressi dal MiSE e il “gruppo di lavoro” così ricco e competente, nutriamo molte speranze e fiducia sull’evoluzione e gli effetti del FNI.

    Scopriremo in tempi relativamente brevi se, e quanto, l’impatto reale di questo intervento si sarà avvicinato a quello previsto.

    Nel frattempo cercheremo di dare aggiornamenti rilevanti su questo Fondo, quando si presenterà l’occasione.

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  • Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Avviso: il bando è stato chiudo il 28 febbraio 2019. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    In arrivo contributi per l’innovazione delle imprese emiliane

    In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese emiliane che vogliono innovare! Scopri se la tua impresa è tra quelle che possono richiedere l’agevolazione e quanto puoi ricevere.

    A chi è rivolto il bando?

    Possono fare domanda per ottenere l’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano nel territorio dell’Emilia-Romagna.

    Purtroppo, non tutte le tipologie di impresa possono richiedere l’agevolazione. Potrai fare domanda solo se la tua impresa opera in uno di questi settori:

    • estrazione di minerali da cave e torbiere;
    • attività manifatturiere;
    • energia elettrica, gas vapore e aria condizionata;
    • fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
    • costruzioni;
    • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
    • trasporto e magazzinaggio;
    • attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

    Che tipo di agevolazione viene concessa?

    La nota positiva di questa agevolazione risiede proprio nella tipologia di contributo che viene concesso. L’agevolazione è composta infatti da una parte di contributo a fondo perduto e, per la restante quota, un finanziamento agevolato.

    L’impresa che fa domanda di partecipazione al bando, potrà richiedere ad una banca o istituto di credito un finanziamento bancario a parziale copertura dell’investimento, per un importo complessivo che arriva ad un massimo dell’80% del costo complessivo dell’investimento.

    La restante parte, cioè il 20% del costo complessivo dell’investimento, verrà coperta con un contributo a fondo perduto.

    Il finanziamento bancario verrà assistito da una garanzia diretta fino all’80% dello stesso prestata da un Confidi, a sua volta assistita da una controgaranzia prestata, tramite il fondo EuReCa, da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Un esempio pratico di quanto è possibile richiedere con il nuovo fondo per l’innovazione dell’Emilia Romagna

    Troppi numeri e percentuali? Tranquillo, ti faccio subito un esempio pratico.

    Supponiamo che tu voglia richiedere l’agevolazione a fronte di un investimento che abbia un costo complessivo pari a € 100.000. L’agevolazione è articolata in due strumenti agevolativi, che coprono il 100% delle spese per cui, di questi € 100.000:

    • l’80% (cioè € 80.000 ) saranno erogati sotto forma di finanziamento bancario ed assistiti da doppia garanzia.
    • il restante 20% (cioè 20.000 €) è erogato sotto forma di contributo a fondo perduto

    In merito alla quota di finanziamento, tieni bene a mente che, fino a 64.000 €, ovvero fino ad un massimo dell’80% del finanziamento bancario, saranno garantiti da un Confidi convenzionato. Questa garanzia Confidi sarà, a sua volta, assistita da una controgaranzia prestata da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Quali progetti possono essere finanziati?

    Se hai in mente di innovare i processi aziendali per migliorare i tempi di risposta e soddisfare le esigenze dei clienti, ridurre gli impatti ambientali dei processi produttivi, introdurre nuove tecnologie abilitanti nei processi produttivi, migliorare la sicurezza delle imprese e dei luoghi di lavoro, questa è l’agevolazione perfetta per te.

    Che tipologie di spese si possono agevolare con questo bando?

    Le spese che potrai agevolare riguardano:

    • l’acquisto di impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature purché nuovi di fabbrica;
    • le spese per servizi di consulenza specializzata;
    • l’acquisto di beni intangibili come ad esempio brevetti, marchi, licenze e know how;
    • l’acquisto di hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing;
    • le spese per opere murarie ed edilizie strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei macchinari, beni strumentali, attrezzature e impianti.

    Quando è possibile presentare domanda?

    Il bando è attivo su due finestre temporali, la prima scade il 17 Luglio. Puoi presentare la domanda di contributo durante la seconda finestra dalle ore 10.00 del giorno 4 settembre 2018 alle ore 13.00 del giorno 28 febbraio 2019.

     

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  • Finanziamenti a fondo perduto in Sardegna – 3 fondi regionali per l’innovazione in campo ICT

    Finanziamenti a fondo perduto in Sardegna – 3 fondi regionali per l’innovazione in campo ICT

    Avviso: i bandi sono stati chiusi. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui.

    Vuoi innovare? Ecco i tre finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna dedicati alle imprese

    In questo articolo parleremo di tre interessanti misure che la Regione Sardegna ha previsto in base alla Strategia di specializzazione intelligente (S3), con la finalità di promuove la crescita, lo sviluppo sostenibile e l’inclusione sociale della regione, in linea con la più ampia strategia europea c.d 2020.

    Le tre misure di cui ho deciso di parlarti oggi sono rivolte alle imprese operanti nel territorio sardo, che hanno l’intenzione di investire in ricerca e innovazione, principalmente in campo ICT.

    Senza indugiare ulteriormente, ti presento subito queste tre interessanti misure a fondo perduto Regione Sardegna:

    Bando per contributi a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI
    Bando per contributi a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI del settore turistico
    Bando per contributi a fondo perduto “Programma di ricerca e sviluppo – Area di specializzazione ICT“

    Inizio subito col darti le informazioni sui tratti salienti delle tre agevolazioni.

    1. Bando per finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna “Servizi per l’innovazione nelle MPMI”

    La prima agevolazione di cui ti parlerò riguarda una tematica che, oggi più che mai, è di primaria importanza per tutte le realtà imprenditoriali: l’innovazione.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Questa agevolazione nasce dalla volontà della Regione Sardegna di aiutare le imprese che, attraverso la redazione e realizzazione di un piano di innovazione, vogliono sviluppare nuovi prodotti e/o innovare i propri processi produttivi, avvalendosi di interventi di consulenza in materia di innovazione e servizi di supporto all’innovazione organizzativa.

    Obiettivo ultimo della Regione Sardegna e, dunque, dell’agevolazione stessa è favorire l’innovazione e il rafforzamento competitivo delle imprese del territorio sardo.

    Si tratta di un’agevolazione concessa sotto forma di contributo a fondo perduto a cui possono accedere le micro, piccole, medie imprese che operano nella regione Sardegna.

    Il contributo a fondo perduto, inutile negarlo, è la tipologia di contributo maggiormente richiesto dalle imprese, nonostante molte volte il funzionamento di questo tipo di agevolazione non è del tutto chiaro.

    Se anche tu appartieni a quest’ultima categoria di imprenditori, o aspiranti tali, ti suggerisco la lettura di questo nostro articolo, in cui spieghiamo il meccanismo di funzionamento di questa tipologia di contributo.

    Quali imprese possono richiedere il Bando per finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna “Servizi per l’innovazione nelle MPMI”?

    Purtroppo, non tutte le imprese potranno avere accesso a questo contributo a fondo perduto, ma solo quelle che svolgono attività di:

    1. manifattura e agroindustria
    2. fornitura di acqua
    3. costruzioni
    4. edizione di libri, giochi per computer, software a pacchetto o non connessi all’edizione ed altre attività dei servizi d’informazione
    5. ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria
    6. noleggio di biciclette, canoe, barche a vela, gommoni, motoscafi, pedalò, windsurf, acquascooter.

     

    Quindi, se la tua impresa opera in uno dei settori elencati e avevi in cantiere l’idea di arricchire la tua offerta o innovare i processi produttivi, questo contributo potrebbe fare al caso tuo.

    2. Bando per finanziamenti a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI del settore turistico” della Regione Sardegna

    La seconda agevolazione di cui voglio parlarti è estremamente interessante, ed è specificatamente diretta all’innovazione nel settore turistico.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Grazie a questa agevolazione, le imprese potranno finalmente pianificare interventi che siano finalizzati all’introduzione di strumenti ICT, all’innovazione organizzativa e di mercato, usufruendo di servizi di consulenza specificatamente diretti al supporto nel processo di innovazione aziendale.

    A questo punto, probabilmente, ti starai chiedendo cosa significa ICT, innovazione organizzativa e di mercato. Te lo spiego subito, partendo proprio dal concetto di ICT.

    ICT è l’acronimo di Information Communication Technology ed indica, in estrema sintesi, l’insieme delle tecnologie che consentono il trattamento e lo scambio delle informazioni in formato Digitale.

    Alcuni esempi di servizi inerenti l’introduzione di strumenti ICT, ammessi al contributo sono:

    • Gestione degli acquisti e/o delle prenotazioni anche mediante il sito web (PMS, Booking on line, e-commerce);
    • Sito web aziendale realizzato secondo tecniche di responsive web design alimentato da un sistema editoriale per la gestione dei contenuti (CMS);
    • Gestione canali di vendita (sistemi di channel manager) e gestione clienti (CRM con funzioni di direct marketing, Online concierge);
    • Web marketing: studio e implementazione di politiche di social media, ottimizzazione sito per i motori di ricerca (SEO), pianificazione (non realizzazione) di campagne advertisement su web (SEM);
    • Revenue Management (strumenti di analisi dei segmenti di mercato e dei competitor per la definizione di un piano tariffario dinamico).

    In maniera del tutto analoga al caso precedente, si tratta di un contributo a fondo perduto a cui possono accedere le micro, piccole, medie imprese che operano nella regione Sardegna.

    Quali imprese possono richiedere il finanziamento a fondo perduto della Regione Sardegna?

    Come suggerisce il nome stesso dell’agevolazione, le azioni previste sono finalizzate a favorire l’innovazione delle micro, piccole, medie imprese operanti nel settore turistico e culturale.

    Anche in questo caso, dunque, sono previste limitazioni inerenti l’accesso all’agevolazione, che dipendono dalla tipologia di attività svolta impresa.

    Per queste prime due tipologie di agevolazioni di cui abbiamo parlato, i termini di presentazioni delle domande sono estremamente dilatati. Potrai, infatti, presentare domanda fino al 2020!

    3. Bando Programma di ricerca e sviluppo – Area di specializzazione ICT

    La terza agevolazione di cui voglio parlarti riguarda le tematiche di ricerca e sviluppo, collegate all’ambito dell’ICT.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Quest’ultima agevolazione di cui parleremo ha tre principali finalità:

    1. rilanciare la competitività tecnologica di settori portanti dell’economia regionale, promuovendo lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi innovativi;
    2. favorire la collaborazione tra imprese e sistema della ricerca per l’elaborazione di progetti che rispondano alle esigenze di innovazione e competitività del territorio sardo;
    3. favorire ricadute sul territorio in termini di competitività del sistema produttivo, innalzando in particolare il contenuto tecnico-scientifico di prodotti e/o processi e/o servizi.

     

    I progetti che le imprese potranno sviluppare, dovranno riguardare la «ricerca industriale» e lo «sviluppo sperimentale» e nello specifico, una – o più tematiche e ambiti tecnologici, tra:

    • tecnologie aperte per la comunicazione ubiqua e la sensoristica diffusa;
    • aggregazione e trattamento di big data e distribuzione di open data;
    • distribuzione e visualizzazione scalabile di grosse quantità di dati;
    • sicurezza del cittadino da rischi ambientali;
    • consapevolezza energetica e sviluppo di reti intelligenti per la distribuzione di energia;
    • altri ambiti tecnologici attinenti alle tematiche delle “Safe and Smart City”.

     

    Anche in questo caso, come in quelli precedenti, l’aiuto consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto.

    A differenza però delle due agevolazioni di cui abbiamo parlato prima, per quest’ultimo contributo la richiesta di agevolazione può essere presentata fino al 18 maggio 2018!

    Quali imprese possono richiedere questo finanziamento a fondo perduto?

    Per questo tipo di contributo a fondo perduto le limitazioni sono molto stringenti.

    Potranno, infatti, beneficiare degli aiuti le imprese esistenti in forma singola e/o aggregata, operanti nel settore di attività economica dei Servizi di informazione e comunicazione.

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  • Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Avviso: il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 5 luglio 2018. Se vuoi conoscere le novità sulle altre agevolazioni clicca qui.

    Sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti coerenti con la RIS3

    Con il nuovo bando “Innovazione e trasferimento tecnologico: sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità (Fase 1) e progetti (Fase 2) coerenti con la RIS3″ la Regione Campania sostiene le imprese innovative del suo territorio nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti di trasferimento tecnologico attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto.

    Una opportunità da non lasciarsi scappare se hai una un’impresa che opera nel territorio campano e vuoi avviare un progetto innovativo di ricerca e sviluppo.

    A chi è rivolto il bando per l’innovazione della Regione Campania?

    Potrai presentare per questa agevolazione se la tua è una micro, piccola o media impresa che opera nella regione Campania e che, al momento della presentazione della domanda, si è già costituita ed è regolarmente iscritta al registro delle imprese.

    Che tipo di progetti di ricerca e sviluppo sono finanziabili da questo bando?

    Una particolarità di questa agevolazione è che ha l’obiettivo di finanziare due diverse fasi del processo di ricerca e sviluppo.

    La prima fase riguarda il finanziamento di studi di fattibilità, mentre la seconda è inerente ai progetti di trasferimento tecnologico, nell’ambito di progetti che abbiano una forte connotazione innovativa.

    Capiamo meglio quali attività sono comprese in ciascuna delle due fasi.

    La prima fase, ovvero quella relativa allo studio di fattibilità, servirà alle imprese campane per comprendere la fattibilità tecnica ed economica, la difendibilità intellettuale ed il potenziale commerciale delle idee innovative.

    Ma cosa vuol dire studio di fattibilità?

    Per studio di fattibilità si intende l’insieme di analisi e processi che hanno come obiettivo quello di valutare il potenziale di un progetto, di individuarne i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, le risorse necessarie per l’effettiva realizzazione del progetto e, in ultima battuta, le sue probabilità di successo.

    Gli studi di fattibilità, inoltre, dovranno riguardare una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie individuate dal documento RIS3 Campania e, nello specifico, la:

    • Proprietà intellettuale;
    • Ricerca partner;
    • Progettazione tecnica;
    • Valutazione del rischio;
    • Analisi di fattibilità tecnica ed economico/finanziaria;
    • Business planning;
    • Verifica su applicazioni pilota e proof of concept.

    Nell’ambito della seconda fase di trasferimento tecnologico, sono incluse tutta una serie di attività che riguardano lo sviluppo sperimentale e la ricerca industriale.

    Facciamo subito un po’ di chiarezza sul significato di questi ultimi due termini.

    Con sviluppo sperimentale si intende l’acquisizione, l’organizzazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità che sono necessarie per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.

    La ricerca industriale invece, come suggerisce il termine, riguarda la ricerca di nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o che siano in grado di apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti.

    Le attività di sviluppo sperimentale devono generare almeno il 60% dei costi complessivi previsti nell’ambito del progetto di trasferimento tecnologico.

    Che tipologie di spesa si possono agevolare con il bando per il trasferimento tecnologico?

    Per renderti più semplice la lettura delle spese che potrai sostenere, le abbiamo suddivise in base alla fase del progetto.

    Per la realizzazione dello studio di fattibilità, i costi che potrai sostenere riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca.

    Per questa fase, i costi sostenuti non potranno essere inferiori a € 50.000 e superiori a € 120.000 e la durata non potrà superare i sei mesi.

    Per la fase relativa al trasferimento tecnologico, le spese previste riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca;
    • spese generali, calcolate nella misura forfettaria del 15% del totale delle spese del personale;
    • costi di esercizio, ovvero i costi direttamente imputabili all’attività di ricerca (materie prime, componenti, semilavorati, materiali commerciali e materiali di consumo specifici).

    Per questa fase, i costi non potranno essere inferiori a € 500.000,00 e superiori a € 2.000.000, e la durata del progetto non potrà essere inferiore a 6 mesi e non superiore a 18 mesi.

    A quanto ammontano le risorse stanziate dal bando?

    Le risorse disponibili per realizzazione di studi di fattibilità ammontano complessivamente a € 5.000.000, mentre quelle disponibili per il trasferimento tecnologico a € 40.000.000.

    Ma non finisce qui. Per le imprese operanti nell’ambito Aerospazio e identificate come coerenti con gli obiettivi di Clean Sky per la fase di trasferimento tecnologico verrà stanziata una dotazione aggiuntiva pari a € 10.000.000.

    Quanto è possibile richiedere?

    Per gli studi di fattibilità, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa:

    • il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese;
    • il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Per i progetti di trasferimento tecnologico, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa e della tipologia di intervento:

    • per la ricerca industriale, il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese;
    • per lo sviluppo sperimentale, il 35% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Da quando sarà possibile presentare le domande?

    Potrai presentare la tua domanda di accesso al contributo a partire dalle ore 12:00 del 5 luglio 2018 dunque… affrettati!

     

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  • Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Avviso: il bando per l’innovazione in friuli venezia giulia è stato chiuso il 16 maggio 2018. Se vuoi rimanere sulle ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui!

    In Friuli è il momento giusto per innovare!

    Si apre il 27 marzo 2018 il bando promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia ha lo scopo di incentivare la realizzazione nel territorio regionale di progetti di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), finalizzati al consolidamento delle imprese stesse in chiave innovativa.

    Il bando denominato “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI” – linea b, ha una dotazione finanziaria di oltre 2.3 milioni di euro.

    Chi può partecipare al bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia?

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia finanzia i progetti di investimento delle micro, piccole e medie imprese (PMI), inclusi i liberi professionisti operanti in Friuli. Sia le imprese che i liberi professionisti, possono presentare un solo progetto a valere sul bando.

    Per poter partecipare i richiedenti dovranno essere attive, regolarmente costituite, e iscritte al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre rispettare una serie di requisiti legati al rispetto delle normative, alla situazione economico-finanziaria, e all’eventuale accesso ad altre agevolazioni avvenuto in passato.

    Quale agevolazione è prevista?

    Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, con delle intensità di aiuto diverse in base al Regime con cui l’agevolazione viene concessa:

    • Regime De Minimis 1407/2013, sarà pari al 50% della spesa ammissibile;
    • Art. 17 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 20% per micro e piccole imprese, e al 10% per le medie imprese;
    • Art. 14 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 30% per micro e piccole imprese, e al 20% per le medie imprese.

     

    In ogni caso, il limite massimo di aiuto concedibile per ogni domanda è pari a 200 mila euro, mentre il limite minimo è di 3 mila euro per le microimprese, 6 mila euro per le piccole, e 9 mila euro per le medie imprese.

    L’aiuto è concesso esclusivamente per la realizzazione di progetti di investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I progetti devono essere focalizzati al miglioramento o all’automazione dell’efficienza aziendale ma anche al miglioramento dei processi aziendali e della capacità di penetrare in nuovi mercati.

    I progetti finanziabili possono essere suddivisi in tre gruppi, legati alla realizzazione di:

    1. soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati, come enterprise Resource Planning o ERP, Manufacturing Resource Planning o MPR, sistemi di gestione documentale, sistemi di Customer Relationship Management o CRM, tracciabilità dei prodotti, strumenti di business intelligence e business analytics, strumenti per la sicurezza informatica ed il cloud computing;
    2. soluzione ed applicazioni digitali che consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti (Internet of Thing);
    3. servizi innovativi per la clientela [solo per imprese turistiche].

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti descritti nel paragrafo precedente, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto di:

    • hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale (installazione compresa);
    • sistemi di sicurezza della connessione di rete;
    • software e licenze, anche a canone periodico o a consumo limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica, limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;
    • servizi di consulenza concernenti l’analisi, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informatici descritti al punto precedente;
    • altri servizi di consulenza inerenti al progetto presentato.

    Attenzione, il bando non consente di finanziare la pura e semplice sostituzione di software o hardware o sistemi già in possesso del richiedente, con versioni più aggiornate.

    Come posso presentare domanda di partecipazione?

    La domanda di partecipazione al banco per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia deve essere presentata alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, a partire dalle ore 10:00 del 27 marzo e fino alle ore 16:00 del 16 maggio 2018.

    E’ possibile presentare domanda esclusivamente per via telematica, tramite il sistema informativo FEG (Front End Generalizzato), che puoi trovare sulla colonna destra del sito della Regione FVG. Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione prevista dal bando.

    Le domande saranno valutate sulla base di diversi criteri, ad esempio: la coerenza del progetto presentato con la Strategia di Specializzazione S3, investimenti in tecnologie abilitanti, capacità di ridurre l’impatto ambientale, incremento occupazionale, possesso del rating di legalità.

    Non saranno ammesse a contributo le domande che otterranno un punteggio inferiore a 15 punti. Perciò se hai dubbi, e vuoi essere sicuro di riuscire a vincere il bando, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente esperto.

    Approfondimenti

    Un altro interessante bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese operanti sul territorio, è “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI“ – linea a.

    Questa linea ha una dotazione finanziaria di oltre 6.3 milioni di euro, ma scade il 23 marzo 2018.

     

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  • Digital Award 2017: moda e design, fatevi avanti

    Digital Award 2017: moda e design, fatevi avanti

    Avviso: il bando Digital Award 2017 è stato chiuso il 14 settembre 2017. Nel frattempo non perderti le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Digital Award – il coraggio di innovare: quando moda e design incontrano l’innovazione

    Aprirà il 6 giugno 2017 l’edizione di Digital Awardw 2017, il concorso indetto da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Meet the Media Guru dedicato alla moda e al design.
    All’iniziativa sono stati assegnati complessivamente ben € 171.000 ed i finalisti riceveranno premi dai €1.000 ai € 10.000. Parole chiave di questa iniziativa sono “Originalità“, “Creatività” ed “Innovazione

    Quali progetti saranno ammessi?

    L’obiettivo che Regione Lombardia si prefigge con il Digital Award 2017 è quello di premiare quelle realtà, della moda e del design, che abbiano utilizzato il digitale all’interno delle proprie aziende con ricadute positive in termini di competitività.

    Si potrà quindi fare domanda, raccontando il proprio progetto nei settori moda e design, facendo particolare riferimento all’uso di strumenti e di strategie digitali innovative.

    Verranno premiati i progetti che oseranno di più in ambito di innovazione digitale e che sapranno raccontare al meglio le motivazioni che hanno portato alla presentazione del progetto stesso.

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    Aprirà il 6 giugno 2017 il concorso aperto ai settori moda e design. Verrà premiato chi riuscirà ad applicare l’innovazione digitale al proprio progetto.

    Chi potrà fare domanda?

    • Imprese
    • Soggetti pubblici e/o privati
    • Liberi professionisti

    Per quanto riguarda imprese e soggetti pubblici/privati, dovranno avere una sede operativa in Lombardia oppure dovranno impegnarsi ad aprirne una prima dell’erogazione del premio. I liberi professionisti dovranno invece aver eletto come luogo di esercizio uno dei comuni della Regione Lombardia.

    Nel corso di Digital Award 2017 verranno premiate 3 diverse categorie di progetti per tutti e due i settori oggetto del concorso, ovvero moda e design. Verrà inoltre concesso un premio speciale di € 1.000 al progetto più votato dal pubblico durante la serata di premiazione del 23 novembre 2017.

    Le categorie moda, che riceveranno ognuna un premio di €10.000, saranno così suddivise:

    • Produzione e Manifattura Innovativa;
    • Comunicazione e Marketing;
    • Retail e E-commerce.

    Le categorie design, che riceveranno ognuna un premio di €10.000, saranno così suddivise:

    • Produzione e Manifattura Innovativa;
    • Comunicazione e Marketing;
    • Retail e E-commerce.

    Potrai presentare la tua candidatura a partire dalle ore 14.00 del 6 giugno e fino alle ore 14.00 del 14 settembre 2017. Le domande andranno presentate su questo sito.Ne

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  • Voucher startup: bando per l’innovazione nelle Marche

    Voucher startup: bando per l’innovazione nelle Marche

    Avviso: il bando per l’innovazione nelle Marche è stato chiuso il 09 giugno 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    La Camera di Commercio di Ancona ha stanziato 300 mila euro per la concessione di voucher per l’innovazione alle startup.

    I fondi potranno essere utilizzati per spesare attività finalizzate allo sviluppo dell’innovazione di tipo tecnologico, organizzativo, commerciale e di marketing, quali:

    • ricerche
    • studi
    • analisi
    • valutazione
    • prototipazione
    • check up

     

    In ogni caso, le startup che voglio richiedere il voucher dovranno avere sede legale o operativa nella provincia di Ancona.

    In cosa consiste il voucher startup?

    Il voucher, che ti ricordo essere un contributo a fondo perduto, verrà erogato a copertura del 50% delle spese ritenute ammissibili per la realizzazione del progetto di innovazione, fino ad un importo massimo di € 5.000,00 per ciascuna impresa beneficiaria.

    Tale contributo può arrivare al 70%, nel caso di micro imprese e imprese femminili, per un importo massimo di € 6.000,00.

    Chi può beneficiare dei voucher?

    Sono ammesse a beneficiare del contributo tutte le micro, piccole e medie imprese che rientrino nella definizione di startup, ed in regola con una serie di requisiti e normative, elencati nel bando. Per poter realizzare l’idea innovativa tramite i voucher, la startup dovrà avvalersi di un Coordinatore unico di progetto, che dovrà rientrare tra:

    • Università, centri, enti ed istituti di ricerca;
    • soggetti imprenditoriali rientranti in determinati settori di attività, individuati dai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 del bando.

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    Fino a €6.000 per le startup che hanno bisogno di effettuare ricerche e studi in ambito di innovazione.

    Quando si può presentare domanda?

    Il bando per l’innovazione nelle Marche è aperto dalle ore 8.00 dell’8 Maggio 2017 alle ore 12.00 del 9 Giugno 2017.

    Quali sono le spese ammesse a contributo?

    Grazie ai voucher, le startup potranno coprire le spese riconducibili all’acquisizione di consulenze e prestazioni specialistiche fornite dal Coordinatore unico di progetto o dagli altri fornitori di servizi innovativi. In questo modo potranno ricevere assistenza per ricerche, studi e analisi finalizzate all’implementazione dell’innovazione prevista dal progetto.

    Puoi trovare tutte le informazioni relative al bando sul sito della Camera di Commercio di Ancona.

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  • La Regione Marche a sostegno del Made in Italy

    La Regione Marche a sostegno del Made in Italy

    Avviso agevolazioni moda Regione Marche: il bando è scaduto il 23 maggio 2016. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Moda e comparto legno e mobile in pole position grazie al nuovo bando per la realizzazione e commercializzazione di collezioni innovative nei settori del Made in Italy.

    Cerchi un contributo a fondo perduto per finanziare progetti di Innovazione nell’ambito della moda oppure del legno e del mobile? Se ti occupi di tessile, pellame, cuoio, calzature, abbigliamento o accessori oppure operi nel comparto del mobile legno nelle Marche questo è il bando per te!

    La regione Marche, nell’ambito del Por Fesr Marche “competitività” 2014-2020 mette a disposizione 12 milioni di euro in contributi a fondo perduto per incentivare progetti di innovazione diretti all’ideazione, allo sviluppo e alla commercializzazione di nuove collezioni di prodotti nei settori del Made in Italy.

    Ma cosa si intende per innovazione?

    Per innovazione si intende l’insieme delle attività volte all’implementazione e all’introduzione di un prodotto, di un processo, di un servizio o di una soluzione che siano nuovi o significativamente migliorati rispetto agli attuali, nonché di nuovi metodi di marketing o di nuovi metodi organizzativi con riferimento alle pratiche commerciali, ai luoghi di lavoro o alle relazioni esterne.

    L’innovazione può consistere nell’implementazione di una singola trasformazione significativa oppure di una serie di modifiche minori e progressive che vanno a costituire, considerate nel loro insieme, un miglioramento significativo.

    L’innovazione può scaturire dall’utilizzo di nuove conoscenze o tecnologie o può essere basata su nuovi usi o su combinazioni di conoscenze e tecnologie già esistenti e può consistere nell’implementazione di una serie di attività innovative o derivare dall’introduzione di altre forme di innovatività, tra cui:

    • ricerca e sviluppo (R&S) svolta all’interno dell’impresa oppure acquisizione dall’esterno di servizi di R&S, di strumentazione o di tecnologie innovative;
    • progettazione industriale e studio delle caratteristiche estetiche di un prodotto (design) oppure realizzazione fisica del prodotto con tecnologie innovative (manufacturing);
    • marketing dei nuovi prodotti, apertura di nuovi mercati o strategie d’impresa;
    • ricombinazione in modo intelligente di conoscenza esistente;
    • nuove forme organizzative;
    • applicazione di prodotti esistenti ad un nuovo tipo di domanda.

    Per chi è questo bando?

    Il bando è rivolto a Micro, piccole e medie imprese in forma singola o associata come ATS, ATI, Reti di imprese senza personalità giuridica, Reti di imprese con personalità giuridica oppure costituite anche in Consorzi. I raggruppamenti di imprese sono ammissibili solo se costituiti da almeno tre micro o PMI con unità operativa all’interno del territorio regionale.

    Le imprese dovranno appartenere al comparto della moda (tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature, accessori per l’abbigliamento quali cappelli e berretti) e al comparto del legno e mobile.

    Qual è l’importo del contributo?

    Il costo complessivo agevolabile per la realizzazione del progetto dovrà essere compreso tra un minimo di € 50.000 ad un massimo di € 200.000 per il comparto della moda e € 300.000 per il comparto del legno e mobile. Che cosa significa? Che la tua impresa potrà richiedere il contributo per spese che sosterrai per la realizzazione del progetto innovativo con un valore minimo di € 50.000.

    Dove devono essere realizzati gli investimenti?

    Gli investimenti dovranno essere realizzati in unità locali situate nel territorio delle Marche.

    E se la mia azienda non ha una sede operativa sul territorio marchigiano?

    Niente paura, qualora all’atto della presentazione della domanda la tua impresa non abbia un’unità operativa sul territorio della Regione Marche, potrà procedere all’apertura della sede comunicandolo alla amministrazione regionale entro la data della prima erogazione dell’agevolazione.

    Mi raccomando, ricordati che:

    Le imprese richiedenti il contributo dovranno dichiarare che non hanno attivato progetti di delocalizzazione in un altro Stato membro dell’Unione Europea o Paese extra UE e che si impegnano a privilegiare, nel caso di subforniture per la propria filiera, lavorazioni esclusivamente “made in Italy”.

    Quanto tempo resta per partecipare al bando?

    La domanda di partecipazione dovrà essere compilata on line, utilizzando la piattaforma Sigfrido, entro le ore 13:00 del 17/05/2016 e trasmessa tramite P.E.C. entro le ore 23.59 del 23/05/2016.

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?


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