Trovabando

Tag: Finanziamenti Start Up

  • Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2019. Non perderti le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per le Start up della Lombardia

    Il bando Intraprendo per le start up lombarde, riaperto dal 4 ottobre 2017, è l’agevolazione promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Finlombarda spa.

    L’obiettivo è favorire e stimolare l’imprenditorialità lombarda, mediante l’avvio ed il sostegno alla realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e di autoimpiego.

    Saranno favorite le iniziative intraprese da giovani (under 35 anni) o da soggetti maturi (over 50 anni) usciti dal mondo del lavoro, oppure da imprese caratterizzate da elevata innovatività e a forte contenuto tecnologico.

    Qual’ è la dotazione finanziaria del bando Intraprendo?

    L’intera linea Intraprendo ha una dotazione finanziaria complessiva pari ad 30 milioni di euro.

    La finestra di erogazione per il 2017 ha una dotazione di oltre 7 milioni di euro.

    Chi può partecipare?

    Possono partecipare al Bando Intraprendo i soggetti che, al momento della presentazione on line della domanda, siano classificabili come:

    • microimprese o PMI iscritte e attive al Registro delle Imprese da non più di 24 mesi, con una sede operativa attiva in Lombardia;
    • Liberi Professionisti in forma singola che abbiano avviato la propria attività professionale da non più di 24 mesi, e che abbiano eletto a luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale uno dei Comuni di Regione Lombardia e che, per tale attività professionale, risultino iscritti all’albo professionale del territorio di Regione Lombardia;
    • aspiranti imprenditori”, ossia persone fisiche che provvedano, nel termine perentorio di 90 giorni a partire dalla data del decreto di assegnazione ad iscrivere ed attivare nel Registro delle Imprese di una delle  di Regione Lombardia una microimpresa o una PMI;
    • aspiranti liberi professionisti in forma singola”, ossia persone fisiche, non ancora in possesso di una Partita IVA riferibile all’attività professionale che intendono avviare.

    Che tipo di contributo è previsto?

    Il contributo del Bando Intraprendo può variare da un minimo di 25 mila euro fino ad un massimo di 65 mila euro.

    Questo si compone di una quota di contributo a fondo perduto (pari al 10%) e di una quota di finanziamento agevolato a tasso zero (pari al 90%).

    Il  è a tasso zero con rimborso compreso tra 3 e 7 anni e un pre-ammortamento massimo di 18 mesi: in pratica per i primi 18 mesi non rimborsi la quota capitale del prestito.

    L’entità del contributo, determinata sulla base della tipologia di progetto, è normalmente pari al 60% delle spese ammissibili e può aumentare fino al 65% se il progetto:

    • è presentato da giovani under 35;
    • è proposto da soggetti usciti dal mondo del lavoro over 50;
    • è caratterizzato da elevata innovatività.

    I contributi saranno concessi secondo il Regime De minimis n. 1407/2013.

    Quali sono gli investimenti agevolati secondo il bando Intraprendo?

    Per la realizzazione della finalità del Bando Intraprendo possono essere presentati Progetti di:

    • avvio e/o sviluppo di microimprese e PMI;
    • avvio e/o sviluppo di attività di lavoro libero-professionale in forma singola, da realizzarsi esclusivamente in una sede operativa/luogo di esercizio prevalente in Lombardia.

    Sono ammissibili all’Intervento Finanziario progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700,00.

    Per essere ammessi all’agevolazione prevista dal bando Intraprendo, i progetti presentati devono aver ricevuto uno o più endorsement, ovvero una dichiarazione a supporto della qualità dell’idea imprenditoriale/professionale oggetto della domanda di partecipazione al bando.

    Quali spese possono essere agevolate?

    Come già detto, sono ammissibili all’intervento finanziario previsto dal bando Intraprendo soltanto i progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700.

     
    Le spese ammissibili devono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo personale contrattualizzato fino ad un massimo del 30% delle spese totali ammissibili;
    • acquisto di beni strumentali materiali nuovi, usati o noleggio dei medesimi, quali ad es. attrezzature, hardware, macchinari, impianti, arredi, veicoli commerciali leggeri
    • acquisto di beni immateriali (marchi e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, licenze di produzione di  e di conoscenze tecniche non brevettate, costi di prototipazione);
    • licenze di software nel limite massimo del 20% delle spese totali ammissibili;
    • servizi di consulenza o servizi equivalenti, non riferiti all’ordinaria amministrazione, fino ad un massimo del 25% delle spese totali ammissibili;
    • affitto dei locali della sede operativa o del luogo di esercizio prevalente nel quale viene realizzato il Progetto di avvio e/o sviluppo dell’impresa o dell’attività libero-professionale, fino a un massimo di dodici mensilità di canone di locazione all’interno della durata di realizzazione del progetto;
    • acquisto delle scorte fino ad un massimo del 10% delle spese totali ammissibili;
    • spese generali addizionali forfettarie per un massimo del 15% delle spese di personale ammissibili del Progetto e il costo per le commissioni relative al rilascio di una eventuale  fidejussoria, nel caso sia richiesta in base alle vigenti regole e in base agli esiti dell’ di merito creditizio.

    Quando posso presentare la domanda?

    La domanda di partecipazione per il  Bando Intraprendo deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa SiAge a partire dalle ore 12.00 del giorno 4 ottobre 2017, fino al 15 luglio 2019.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Tutto quello che devi sapere per non commettere errori

    Che cos’è il Fondo di Garanzia

    Il Fondo di Garanzia per Start up è una delle agevolazioni, oserei dire, storiche presenti nel nostro paese. Attiva dal 2000 ha aiutato moltissime imprese e liberi professionisti ad accedere al credito e a farsi finanziare dal mondo bancario in maniera più semplice, economica e veloce.

    A partire dal 2013 il Fondo di Garanzia ha previsto una serie di vantaggi concreti nel caso di richieste di accesso provenienti da Startup Innovative. A questo proposito, vediamo insieme alcune statistiche relative al Fondo di Garanzia e le startup innovative.

    Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, nel solo 2018 le operazioni relative al Fondo di Garanzia che hanno coinvolto Startup innovative sono state pari a 13.304, ovvero il 10,3% del totale delle operazioni accettate dal fondo con un aumento dell’ 1.6% rispetto al 2017.

    L’importo medio ricevuto come finanziamento da ogni startup è stato pari a circa € 73.662. 

    Se sei curioso e vuoi saperne di più sui numeri e le statistiche relative al Fondo di Garanzia ti suggerisco di dare una occhiata alla sezione “Numeri del Fondo” presente sul portale del Fondo di Garanzia.

    Ti ricordo una cosa fondamentale, anche se ovvia: per poter richiedere la garanzia del fondo dovrai effettivamente essere una startup innovativa, ovvero una PMI obbligatoriamente iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, come previsto dall’articolo 25, comma 8 del decreto legge n.179/2012.

    Essere una “semplice” startup, ovvero una nuova impresa non ti garantisce i vantaggi previsti per le startup innovative.

    Di seguito ti fornirò 5 buoni motivi per richiedere la  tramite il Fondo per la tua Startup Innovativa.

    Fondo di Garanzia per Start up – perchè conviene accedere?

    Ecco qui 5 buoni motivi per cui il Fondo di Garanzia per Start up può fare al caso tuo:

    1. La garanzia sui  bancari alle startup è concessa a titolo gratuito, quindi non dovrai pagare nessuna commissione di accesso alla banca per la tua richiesta.
    2. Alle domande riferite a questa tipologia di  è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione: quindi la risposta positiva o negativa da parte del Medio Credito Centrale arriverà prima per te che sei un Startup Innovativa.
    3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia, nel caso di controgaranzia.
    4. Un importo massimo garantibile dal Fondo maggiore, per singola start-up innovativa, pari a 2.5 milioni di euro da utilizzare, eventualmente, attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito. Ti ricordo che non esiste un limite massimo di operazioni effettuabili.
    5. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

    Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo di approfondimento su come funziona il Fondo di Garanzia.

    I 5 errori da evitare se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e sei una Startup

    Nonostante tutto, ancora oggi sono molti gli errori che gli startupper commettono quando decidono di rivolgersi ad una banca, per chiedere l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    Scopriamo insieme quali sono gli errori più frequenti che quasi tutte le startup innovative commettono.

    1. Non essere una startup innovativa

    Sembra ovvio, ma non lo è. Per accedere alla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Startup Innovative…devi esserlo! Dunque, non basta essere una “normale” srl costituta da pochi mesi, ma serve “una marcia in più”, ossia l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

    Tu ce l’hai? Se non sei sicuro di poterti iscrivere dai una occhiata ai requisiti.

    2. Non avere capitale a sufficienza

    Una delle prime cose che una banca verifica quando chiedi di accedere al Fondo è la tua patrimonializzazione.

    Ovvero? In parole povere quanti soldi avete messo tu o i tuoi soci nell’impresa. Con una srls con 100 euro di capitale sociale e poco altro…non si va lontano, sorry!

    3. Sparare troppo in alto

    Se hai letto il punto precedente ti sarà più facile capire il concetto di leva finanziaria, tanto banale quanto implacabile.

    Se non credi in te stesso nessuno lo farà al posto tuo, che tradotto nel linguaggio “finanziario” significa: non puoi indebitarti senza avere il patrimonio sufficiente per “assicurare” il prestito.

    Dunque, se hai 10.000 euro di capitale sociale, chiedere 2 milioni e mezzo di euro non è una mossa intelligente.

    4. Non avere un business plan o non averne uno decente

    Togliti dalla testa la vecchia mentalità del “conosco il direttore”, perché servirà solo a farti fare brutta figura!

    Tutti i progetti per i quali si richiede l’intervento del Fondo di Garanzia hanno bisogno di un business plan per essere valutati.

    Mi riferisco ad un piano d’impresa dettagliato, di almeno 3 o 5 anni (in base al tipo di debito), che comprenda un’analisi di mercato, un approfondimento sulla concorrenza con un benchmark sui competitor, la strategia commerciale, distributiva, di comunicazione e marketing, la struttura operativa della attività, le competenze del team, la struttura organizzativa e la sua evoluzione, gli eventuali aspetti legali, le previsioni economiche, finanziarie e di cassa eventualmente mensilizzate, un executive summary, etc. etc…

    Viene da se che chiedere all’amico dell’amico, che era bravo in ragioneria, non è la scelta giusta! Armati di impegno, caffeina e di un buon consulente. Non te ne serve uno “qualunque”, ma uno che sia effettivamente esperto in business planning.

    5. Non avere idea di che cosa hai realmente bisogno

    Anche questa può sembrare una banalità, ma spesso non si hanno le idee chiare né sui numeri né sul tipo di debito per il quale si fa richiesta di finanziamento.

    Una regola aurea? I costi di gestione o il personale si finanziano a breve termine, come ad esempio con uno scoperto di conto, mentre i macchinari, gli immobili, o la strumentazione che utilizzerai per più anni, si finanziano con mutui a medio lungo termine.

    Ti voglio lasciare con un piccolo consiglio extra che è semplice e complicato allo stesso tempo. Prima di fare qualsiasi cosa, fermati e documentati, informati e leggi la normativa che trovi sul sito del Fondo di Garanzia e, se hai difficoltà, fatti dare una mano da qualcuno che ne sa più di te.

    Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi! Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • Startup del Molise: il bando High Tech Business

    Startup del Molise: il bando High Tech Business

    Avviso: non sarà possibile inviare le domanda dal 25 gennaio 2019. Se vuoi scoprire tutte le novità sulle ultime agevolazioni clicca qui

    Bando High Tech Business: buone notizie per le startup innovative del Molise!

    Con la determinazione del 28 giugno 2018 è stato prorogato il bando che prevede una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro a valere sulle risorse POR FESR–FSE Molise 2014-2020.

    AZIONE 1.3.1 AVVISO “Bando High Tech Business” per le startup innovative del Molise

    Con il bando High Tech Business la Regione Molise sostiene le start up innovative ad alta intensità di conoscenza mettendo a disposizione fino a 120 mila euro a fondo perduto per ogni impresa. Il fine ultimo che persegue la Regione Molise con la pubblicazione del bando è la valorizzazione economica dei risultati della ricerca, nonché lo sviluppo di nuovi prodotti altamente innovativi.

    Sei tra i fortunati che potranno usufruire di questa fantastica opportunità? Scopriamolo insieme!

    Chi può partecipare al bando High Tech Business?

    Destinatarie del bando sono le startup innovative ad alta intensità di conoscenza che devono:

    • Essere costituite da non più di 36 mesi
    • Avere piccole dimensioni (per sapere di più, CLICCA QUI e leggi il Decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005)
    • Possedere almeno una sede operativa ubicata sul territorio molisano

    Ma non solo, possono infatti aderire anche le persone fisiche, italiane e no, che abbiano intenzione di costituire una start up innovativa che dovrà essere formalmente iscritta al Registro delle imprese.

    Quale agevolazione è prevista?

    Per quanto riguarda la tipologia dell’agevolazione, parliamo di un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, del quale potranno usufruire le start up innovative. Questa percentuale può essere implementata di un ulteriore 10% qualora le imprese richiedenti rispettino almeno una delle seguenti condizioni:

    • composte interamente da soggetti di età non superiore ai 40 anni;
    • composte interamente da donne;

    costituite interamente da soggetti di età non superiore ai 40 anni e da donne.
    L’importo del quale potrà beneficiare ogni singola impresa sarà pari a euro 100.000 nel caso in cui le imprese rientrino nella prima categoria di beneficiari, estendibile a 120.000 euro nel caso in cui venga rispettato anche un solo requisito del secondo gruppo di condizioni.

    Quali progetti saranno finanziati?

    Ma entriamo nel vivo del bando… quali sono i progetti che potranno avvalersi di questa agevolazione? Il quadro di riferimento è quello dell’S3 (Smart Specialisation Strategy) della Regione Molise e prevede sia attività di sviluppo sperimentale che attività di industrializzazione dei risultati.

    Le imprese che vorranno partecipare al bando FESR Molise “High Tech Business” dovranno assicurarsi di presentare piani d’impresa che

    • siano caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo
    • prevedano l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive nuove rispetto al mercato di riferimento dell’impresa
    • siano funzionali all’ampliamento del target di utenza del prodotto-servizio offerto
    • prevedano lo sviluppo e la vendita di prodotti-servizi innovativi
    • propongano l’adozione di modelli di business orientati all’innovazione sociale
    • siano finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Grazie a questa agevolazione potrai coprire diverse tipologie di spese e costi aziendali. Ad esempio, potrai coprire l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, le spese di costituzione della società e le spese per i servizi di incubazione e accelerazione di impresa, che sono molto spesso utilizzati dalle startup innovative.

    Ma potrai anche coprire una parte dei costi del personale, l’acquisto di hardware e software, l’acquisto di brevetti e licenze funzionali al progetto, e tanto altro ancora.

    molise-high-tech-business-startup-innovative
    Bando HIGH TECH BUSINESS: 2 milioni di euro di contributi a disposizione delle start up innovative della Regione Molise.

    Come e quando presentare la domanda?

    Pensi di aver trovato il bando che fa al caso tuo? Ricorda che per presentare la domanda hai tempo fino al 31/01/2019.

    Il contributo sarà concesso del contributo sulla base di procedura valutativa con procedimento a sportello, vale a dire con l’esame delle proposte pervenute entro i termini, in base all’ordine di arrivo. Non perdere altro tempo!

    Scopri tutto quello che c’è da sapere sul mondo delle startup innovative… leggi l’articolo sul nostro glossario della finanza agevolata: “S come…Start up innovativa“.

    Vorresti partecipare ma non sai da quale parte cominciare? Contattaci per ricevere il supporto dei nostri esperti che sapranno consigliarti al meglio.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    PARLANE CON NOI
  • Come finanziare un’impresa o un progetto: 5 fonti di finanziamento

    Come finanziare un’impresa o un progetto: 5 fonti di finanziamento

    Leggi l’articolo per scoprire le principali fonti di finanziamento per il tuo progetto, la tua impresa o la tua startup

    Come finanziare un progetto o un’impresa? Se sei alla ricerca di soldi per finanziare la tua attività o per sostenere l’avvio di un tuo nuovo progetto in startup non perdere questo articolo!

    Tutti i buoni progetti hanno bisogno di risorse per crescere, ma capire quali sono le reali possibilità a tua disposizione e dove trovarle non è, spesso, facile.

    La buona notizia è che le modalità di finanziamento di un’impresa o di un progetto di sviluppo sono molte; la cattiva è che devi imparare a conoscerle tutte per capire qual è quella più adatta a te e ai tuoi progetti!

    Scoprirai con noi le principali fonti di finanziamento esistenti per sostenere la tua impresa: dal love capital al crowdfuding dai finanziamenti bancari a quelli agevolati, passando per il c.d seed investing, l’angel investing, il venture capital e il private equity.

    Family, friends and fools (il c.d Love capital)

    Per love capital, o FFF (family, friends, fools) si indica il capitale iniziale necessario per l’avvio ed il primissimo sviluppo dell’impresa che viene raccolto tra:

    • Familiari
    • Amici
    • Soggetti vicini all’imprenditore, talmente “pazzi” da prestargli i fondi per partire, i cosiddetti fools!

     

    Questo tipo di finanziamento ha i suoi indubbi vantaggi, tuttavia qualora le cose dovessero andare mane le ripercussioni in ambito familiare o all’interno della tua cerchia di amici potrebbero essere molto pesanti.

    Crowdfunding

    Il crowdfunding (dall’inglese crowd – folla, e funding – finanziamento) è un processo collaborativo di finanziamento grazie al quale un gruppo di persone decide di mettere insieme il proprio denaro per sostenere gli sforzi di imprenditori, di startup o di organizzazioni.

    Il crowdfundig può essere suddiviso in 4 tipologie con caratteristiche e funzioni diverse:

    1. Reward based
    2. Equity based
    3. Donation based
    4. Lending based

    Gli aspetti positivi di affrontare una campagna di crowdfunding sono molteplici: il primo, senza dubbio, è quello di raccogliere denaro per il primo progetto, il secondo è il grande ritorno in termini di marketing.

    Gli aspetti negativi sono legati alla complessità della gestione di una campagna di crowdfunding e alla possibilità che la stessa non vada come sperato…

    Banche e finanziamenti

    Per un imprenditore, soprattutto se in fase di startup o in fase di espansione della propria attività, rivolgersi ad una banca può essere una scelta (quasi) obbligata.

    Prima di pensare ad un finanziamento bancario per la tua impresa, rifletti bene quali sono le ragioni per cui lo stai chiedendo: si tratta di finanziare la liquidità o un nuovo macchinario? Aver ben chiari gli obiettivi consente di scegliere la tipologia di finanziamento giusto.

    Ma soprattutto… tieni a mente che la banca potrebbe richiederti delle garanzie personali sotto forma di fidejussioni. Conoscere alcuni strumenti che favoriscono l’accesso al credito come il Fondo di Garanzia per le PMI o i Confidi potrebbe essere, in questo caso, molto utile!

    Finanza agevolata e contributi a fondo perduto

    Con il termine “finanza agevolata” ci riferiamo a tutti quegli strumenti che il legislatore italiano e comunitario mette a disposizione delle imprese, dei professionisti, degli startupper e degli aspiranti imprenditori, che dovrebbero garantire condizioni di approvvigionamento finanziario più favorevoli di quelle reperibili sul mercato.

    In questa categoria rientrano:

    1. Finanziamenti agevolati
    2. Contributi a fondo perduto
    3. Sgravi fiscali
    4. Sgravi contributivi
    5. Garanzie del credito
    6. Interventi nel capitale di rischio

    Conoscere bene le agevolazioni disponibili per la tua impresa ti consente di cogliere opportunità molto importanti per crescere e investire!

    Un consiglio spassionato da me e dal team di Trovabando: prima sviluppa la tua idea progettuale e poi cerca l’agevolazione… non il contrario! Mi raccomando.

    Capitale di rischio: seed investing, business angels, fondi di venture e private equity

    L’investimento nel capitale di rischio rappresenta l’apporto che soggetti specializzati ed esterni all’impresa, quali business angels e venture capitalist, decidono di destinare in realtà aziendali o progetti che presentano, secondo loro, caratteristiche particolarmente interessanti in termini di futuri rendimenti.

    Il loro obiettivo? Far crescere l’impresa per monetizzare l’investimento una volta che il valore dell’impresa sia aumentato a sufficienza.

    Un consiglio spassionato: non buttarti nelle “braccia” del primo che capita, valuta bene chi farai entrare nella tua società. In fondo… essere soci è un po’ come sposarsi!


    PARLANE CON NOI

  • Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Avviso: il bando è stato chiuso l’11 aprile 2022. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui

    Bando “Pre-Seed” di Lazio Innova, dedicato alle Startup Innovative e agli Spin off da ricerca

    Bando Pre Seed di Lazio Innova prorogato fino ad esaurimento fondi

    Un bando pensato dalla Regione Lazio per il “Sostegno alla creazione e al consolidamento delle Startup innovative ad alta intensità di applicazione della conoscenza e alle iniziative di spin-off della Ricerca, in ambiti in linea con la Strategia di specializzazione intelligente“.

    Sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2018 e invece è stato nuovamente prorogato, con la comunicazione del 21 dicembre. Questa proroga pare che sarà l’ultima dato che la scadenza è fissata a quando risulteranno esauriti i fondi a disposizione.

    Perciò rivediamo insieme di cosa si tratta.

    Probabilmente in questo momento starai pensando che, già dal nome, deve essere necessariamente qualcosa di estremamente complesso…

    Ad onor del vero, leggendo le schede e gli approfondimenti presenti sul sito di Lazio Innova, si comprende che si tratta di un bando da preparare con la massima cura, ma che rappresenta sicuramente un’opportunità interessante.

    La terza missione

    L’obiettivo del bando Pre Seed di Lazio Innova è di diffondere nel territorio del Lazio i risultati della ricerca, in particolare quella svolta in ambito universitario.

    Un obiettivo che coincide con quella che in gergo è chiamata terza missione dell’Università: la capacità di docenti e ricercatori di trasferire all’esterno i risultati della ricerca svolta nelle aule e nei laboratori universitari, rendendoli operativi ed applicabili all’interno del mondo produttivo e d’impresa per creare innovazione. 

    Viste le premesse, non potevo che appassionarmi a questo contributo, anche perché il progetto Trovabando, nel suo piccolo, è nato proprio da una startup innovativa fondata nel 2014 da 4 docenti universitari, che hanno partecipato ad un bando simile a questo.

    Ma bando ai sentimentalismi. Vediamo quali sono le caratteristiche più interessanti di questa agevolazione, e soprattutto i requisiti da valutare bene prima di partecipare.

    Ambito di attività e settori ammessi

    Il punto cruciale del bando Pre Seed di Lazio Innova è rappresentato dall’ambito di attività della futura startup.

    Dovrà necessariamente essere quello definito dalla S3 – Strategia di Specializzazione Regionale (in questo caso quella della regione Lazio, che trovi qui), ma dovrà anche operare in uno dei settori ad alta intensità di conoscenza, detti settori KIA.

    E’ probabile che il termine “settori ad alta intensità di conoscenza” non ti sia familiare, perciò voglio aiutarti: qui trovi un elenco in inglese dei settori a cui si fa riferimento.

    Per semplificare, si tratta di quei settori in cui almeno 1/3 della forza lavoro è in possesso di un titolo post universitario.

    Significa che almeno il 33% dei lavoratori ha un master di secondo livello, oppure ha frequentato una scuola di specializzazione o è in possesso di un Dottorato di ricerca.

    Le startup e gli spin-off dovranno presentare per il bando Pre Seed di Lazio Innova un piano di attività articolato su un orizzonte temporale di un anno. Le proiezioni dovranno evidenziare come e perchè, alla fine di questo periodo, il progetto potrà diventare di interesse per operatori attivi nell’ambito del venture, nella fase early stage.

    Le startup dovranno proporre beni o servizi scalabili, basati su soluzioni innovative già identificate al momento della partenza del progetto.

    I soci e/o il loro team dovranno dimostrare di avere capacità tecniche e gestionali. Dovranno inoltre assicurare il proprio impegno allo sviluppo del progetto, anche in termini di apporto tecnologico e lavorativo.

    Ma che tipo di agevolazione concessa?

    Il  bando Pre Seed di Lazio Innova un contributo a fondo perduto riconosciuto a fronte di spese ammissibili, effettivamente sostenute e rendicontate, fino ad un massimo del 100%..

    Gli importi sono differenti in caso di “startup innovativa” e di “startup innovativa da spin off da ricerca”.

    Ma in tutti e due i casi, il contributo sarà commisurato agli apporti di capitale dei soci.

    Ti faccio un esempio numerico per rendere tutto più facile…

    Poniamo che tu sia un “socio innovatore” proveniente dal mondo della ricerca.

    Insieme ad altri colleghi, decidi di apportare € 40.000 di capitale. Un altro 40% sarà apportato dai tuoi soci innovatori, non in denaro ma in tempo lavorativo da dedicare al progetto.

    In questo caso, a fronte di un totale di € 80.000 apportati, la Regione ti concederà altri € 80.000 a copertura di una serie di spese. A solo titolo esemplificativo, gli investimenti materiali ed immateriali, i costi del personale, le spese di costituzione, e così via.

    Il contributo massimo concesso per arriva fino a € 100.000.

    Nel caso di startup innovative costituende, invece, il contributo massimo concesso dal bando Pre Seed di Lazio Innova  arriva a € 40.000, ma solo in presenza di investitori terzi ed indipendenti, come investitori professionali, business angels, soggetti identificati tramiteequity crowdfunding.

    Insomma, quella proposta da Lazio Innova è un’opportunità molto interessante per tutti quei ricercatori e docenti che vogliono applicare i risultati di studi e ricerche di una vita, e misurarsi con lo startup d’impresa.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • S…come Start Up innovativa

    S…come Start Up innovativa

    Senti sempre parlare di Startup innovative e vuoi saperne di più? Non perdere questa voce del nostro glossario

    Sempre più spesso, oggi, sentiamo parlare di Start Up. Capiamo insieme quali sono le caratteristiche di questo tipo d’impresa, e quali sono i principali vantaggi per chi decide di investire.

    Cosa s’intende per Start Up Innovativa?

    Quando si parla di start up innovative si fa riferimento a società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012.

    Quali requisiti deve avere?

    Per essere considerata start up innovativa, l’impresa deve:

    • Essere costituita e svolgere attività d’impresa da non più di 60 mesi;
    • Avere la sede principale dei propri affari ed interessi in Italia;
    • Avere, a partire dal secondo anno di attività della startup innovativa, un totale del valore della produzione annua, inferiore a 5 milioni di euro;
    • Non distribuire, e non aver distribuito, utili;
    • Avere come oggetto sociale prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
    • Non essere stata costituita a seguito della fusione o scissione societaria oppure per cessione di azienda o di ramo di azienda.

    Inoltre, per essere ritenuta tale, La start up innovativa deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

    • le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori del 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;
    • almeno 1/3 del personale assunto, deve essere dottore o dottorando di ricerca, o essere comunque in possesso di una laurea ma che abbia svolto, negli ultimi 3 anni, un’attività di ricerca certificata;
    • Essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

    Una lampadina blu che illumina l’oscurità con innovazione e spirito da startup.
    I requisiti che deve avere una startup innovativa

    Quali sono i vantaggi per le Startup Innovative?

    In favore di una start up innovativa, sono previsti numerosissimi vantaggi. Ecco le principali agevolazioni

    • Esonero da diritti camerali e imposte di bollo: le startup non dovranno pagare il diritto annuale ed i diritti di segreteria dovuti in favore delle Camere di Commercio;
    • Diritto del lavoro: le start up potranno assumere personale con contratti a tempo determinato da un minimo di 6 ad un massimo di 36 mesi;
    • Piani di stock option: le startup possono remunerare i suoi dipendenti con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option);
    • Incentivi fiscali per gli investimenti in startup effettuati nel 2016 da parte di persone fisiche sono previste detrazioni Irpef del 19% che sono stati incrementati al 30% per gli investimenti realizzati nel 2017;
    • Introduzione dell’equity crowdfunding. Le start up hanno la possibilità di raccogliere capitale attraverso campagne effettuate su portali online autorizzati da Consob;
    • Accesso semplificato, gratuito e diretto per le startup al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese;
    • Fail-fast: nel caso in cui la start up non decolli, esistono delle procedure che rendono questo processo meno gravoso. In che modo? Sottraendo le startup innovative dalla disciplina del fallimento, si permette all’imprenditore di ripartire con un nuovo progetto imprenditoriale in modo più semplice e veloce.

    Se investi in una start up… lo stato prevede una riduzione del 30% sull’IRPEF!

    Il nuovo socio che entra nel capitale di una start up, potrà “scontare” dalle proprie tasse un terzo della somma versata all’atto dell’aumento di capitale.

    Poter beneficiare delle agevolazioni è molto semplice. Basterà chiedere alla start up la copia di una serie di documenti e certificazioni, tra i quali:

    • Certificazione che attesti il rispetto dei limiti massimi per i conferimenti relativamente al periodo di imposta in cui è stato fatto l’investimento;
    • Piano di investimento della startup, contenente le informazioni dettagliate sull’ oggetto della propria attività, sui prodotti e sull’andamento (attuale o previsto) delle vendite e dei profitti.

     

    Raccolti i documenti, il socio dovrà semplicemente inviarli al proprio Commercialista che li utilizzerà in sede di dichiarazione dei redditi.

    Condizione necessaria per poter beneficiare di tali agevolazioni è la registrazione della start up in una particolare sezione del registro delle imprese riservato alle start up innovative. La durata massima del regime di agevolazioni al momento è di 5 anni dal momento della costituzione.

    Non perderti tutti gli aggiornamenti per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata! Non sei una start up ma una PMI innovativa? consulta il nostro articolo “P come… PMI innovativa“!

    Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    PARLANE CON NOI
  • Premio Gaetano Marzotto 2017: settima edizione

    Premio Gaetano Marzotto 2017: settima edizione

    Avviso: il bando è stato chiuso il 12 giugno 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Il Premio Gaetano Marzotto è un’iniziativa promossa dall’Associazione Progetto Marzotto, realtà nata nel 2010 con l’obiettivo di individuare giovani neo imprenditori che si sono distinti per coraggio ed intelligenza, fornendo mentorship ed un supporto economico.

    Dal 2010 a oggi, il Premio Gaetano Marzotto ha erogato oltre 6 milioni di euro a startup italiane ed innovatori. Sono stati selezionati 286 finalisti, ricevute più di 4500 applicazioni. Sono inoltre stati coinvolti una quarantina tra incubatori e acceleratori, e un centinaio di giurati.

    Il Premio è ispirato alla figura di Gaetano Marzotto, imprenditore di riferimento del Novecento, che ha saputo unire impresa e società, cultura e territorio.

    In cosa consiste il premio Gaetano Marzotto?

    premio-gaetano-marzotto
    Il premio ispirato a Gaetano Marzotto giunge alla settima edizione, con 11 categorie di concorso e un montepremi complessivo di 2 milioni e mezzo di euro.

    Il montepremi di quest’anno, di oltre 2 milioni e mezzo di euro, prevede sia premi in denaro che percorsi di affiancamento ed è ripartito in 11 categorie di concorso:

    • PREMIO PER L’IMPRESA (in denaro)
    • PREMIO DALL’IDEA ALL’IMPRESA (in denaro)
    • AMAZON LAUNCHPAD AWARD
    • PREMIO SPECIALE AUBAY DIGITAL TRANSFORMATION
    • PREMIO SPECIALE CISCO
    • PREMIO SPECIALE CORPORATE FAST TRACK
    • PREMIO SPECIALE EY
    • PREMIO SPECIALE INVITALIA
    • PREMIO SPECIALE INGDAN FAR EAST DEVELOPMENT
    • PREMIO SPECIALE MARZOTTO VENTURE ACCELERATION PROGRAM
    • PREMIO SPECIALE UNICREDIT START LAB

    Ogni Premio ha una sua giuria, che valuta e seleziona la migliore proposta per ogni categoria, a suo insindacabile e inappellabile giudizio.

    Le giurie del Premio Gaetano Marzotto sono composte da imprenditori, ricercatori, rappresentanti di istituzioni, università, incubatori d’impresa, del mondo della finanza, venture capitalist, giornalisti ed esperti di innovazione.

    Chi può partecipare al premio?

    La competizione è aperta a persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni.

    L’impatto economico e sociale dei progetti deve ricadere principalmente sul territorio italiano. Il progetto deve generare esiti positivi soprattutto in termini occupazionali. Per questo i progetti dovranno avere l’Italia come sede legale, oltre che come base di sviluppo.

    L’unico limite per partecipare è che bisogna essere maggiorenni: fa eccezione il Premio dall’idea all’impresa che è riservato ai giovani under 35.

    I soggetti che sono risultati finalisti delle passate edizioni del Premio Gaetano Marzotto, non potranno concorrere nel 2017 con lo stesso progetto per la stessa categoria.

    Come faccio a partecipare?

    C’è tempo fino al 12 giugno 2017 per partecipare alla settima edizione del Premio Gaetano Marzotto.

    La partecipazione è gratuita. Basta compilare il form online dalla sezione “Partecipa” del sito www.premiogaetanomarzotto.it, in accordo con i termini previsti:

    • apertura del bando – 20 aprile 2017
    • termine per l’invio delle proposte – 12 giugno 2017
    • premiazione Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici – 20 luglio 2017, UniCredit Pavilion, Milano
    • premiazione Premio Speciale Corporate Fast Track – 27 ottobre 2017, SANTEX RIMAR GROUP, Trissino (Vicenza)
    • finale – 23 novembre 2017 a Roma, sede da definirsi.

     

    Condividiamo e riportiamo quanto dichiarato da Cristiano Seganfreddo, direttore di Progetto Marzotto:

    Il Premio è diventato negli anni una piattaforma continuativa per l’innovazione italiana. Oggi possiamo e dobbiamo sostenere le realtà che davvero hanno una visione internazionale, che parlano al mondo e stanno nel mondo. […] Dobbiamo concentrarci sulle emergenze positive e riscontrarle attraverso un network globale. L’innovazione ha avuto troppa comunicazione e meno azioni corrispondenti. Il Paese è sensibilizzato al tema, adesso bisogna fare, per davvero”.

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per il tuo business plan, contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    PARLANE CON NOI
  • Voucher startup: bando per l’innovazione nelle Marche

    Voucher startup: bando per l’innovazione nelle Marche

    Avviso: il bando per l’innovazione nelle Marche è stato chiuso il 09 giugno 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    La Camera di Commercio di Ancona ha stanziato 300 mila euro per la concessione di voucher per l’innovazione alle startup.

    I fondi potranno essere utilizzati per spesare attività finalizzate allo sviluppo dell’innovazione di tipo tecnologico, organizzativo, commerciale e di marketing, quali:

    • ricerche
    • studi
    • analisi
    • valutazione
    • prototipazione
    • check up

     

    In ogni caso, le startup che voglio richiedere il voucher dovranno avere sede legale o operativa nella provincia di Ancona.

    In cosa consiste il voucher startup?

    Il voucher, che ti ricordo essere un contributo a fondo perduto, verrà erogato a copertura del 50% delle spese ritenute ammissibili per la realizzazione del progetto di innovazione, fino ad un importo massimo di € 5.000,00 per ciascuna impresa beneficiaria.

    Tale contributo può arrivare al 70%, nel caso di micro imprese e imprese femminili, per un importo massimo di € 6.000,00.

    Chi può beneficiare dei voucher?

    Sono ammesse a beneficiare del contributo tutte le micro, piccole e medie imprese che rientrino nella definizione di startup, ed in regola con una serie di requisiti e normative, elencati nel bando. Per poter realizzare l’idea innovativa tramite i voucher, la startup dovrà avvalersi di un Coordinatore unico di progetto, che dovrà rientrare tra:

    • Università, centri, enti ed istituti di ricerca;
    • soggetti imprenditoriali rientranti in determinati settori di attività, individuati dai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 del bando.

    voucher-startup-bando-per-linnovazione-nelle-marche
    Fino a €6.000 per le startup che hanno bisogno di effettuare ricerche e studi in ambito di innovazione.

    Quando si può presentare domanda?

    Il bando per l’innovazione nelle Marche è aperto dalle ore 8.00 dell’8 Maggio 2017 alle ore 12.00 del 9 Giugno 2017.

    Quali sono le spese ammesse a contributo?

    Grazie ai voucher, le startup potranno coprire le spese riconducibili all’acquisizione di consulenze e prestazioni specialistiche fornite dal Coordinatore unico di progetto o dagli altri fornitori di servizi innovativi. In questo modo potranno ricevere assistenza per ricerche, studi e analisi finalizzate all’implementazione dell’innovazione prevista dal progetto.

    Puoi trovare tutte le informazioni relative al bando sul sito della Camera di Commercio di Ancona.

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    PARLANE CON NOI
  • Storie d’impresa: Alessia D’Epiro e la sua Womanboss© Academy

    Storie d’impresa: Alessia D’Epiro e la sua Womanboss© Academy

    Ecco una delle nostre storie d’impresa: Alessia d’Epiro ha cambiato la sua vita fondando un’accademia per sole donne.

    Cos’è la Womanboss Academy

    Questo è un post nel quale abbiamo deciso di raccontare delle storie d’impresa, di startup e di aziende, un post un po’ diverso dai classici approfondimenti su agevolazioni, bandi o imprenditorialità… un post in cui inauguriamo il ciclo di storie, interviste e approfondimenti su persone che hanno deciso di prendere in mano la propria vita e di cambiarla, in meglio!

    La prima storia è quella di Alessia d’Epiro, una brand manager di successo che dopo oltre 20 anni di carriera in giro per l’Italia e per l’Europa decide di mollare tutto e di diventare business coach e formatrice e di fondare la Womanboss© Academy, un’accademia per sole donne molto particolare… 

    Alessia, raccontaci la tua storia e perché ad un certo punto hai deciso di virare il timone e diventare una business coach

    La mia storia inizia con una carriera da Brand Manager, un lavoro che mi ero costruita da me, che amavo moltissimo e che andava a gonfie vele. Dopo tanti anni, però, mi sono accorta che lo stile di vita che conducevo a causa del mio lavoro non rispecchiava più i miei valori e miei bisogni, quindi la mia identità. Per questo ho deciso di formarmi come coach e utilizzare il mio bagaglio di esperienza nel mondo del business per aiutare le aiutare le donne a mettersi in proprio mantenendo una coerenza tra il loro lavoro e la loro essenza.

    La Womanboss © Academy è una accademia unica in cui convivono anime diverse, raccontacele meglio…

    La Womanboss © Academy rispecchia il mio metodo di insegnamento, che è “olistico”, ovvero unisce il lato razionale, orientato al raggiungimento di obiettivi imprenditoriali concreti, a un approccio che valorizza l’interiorità, i valori, i bisogni, i talenti delle donne in proprio. In questo modo, le womanboss possono avere successo senza snaturarsi: la mia mission è formare donne che guadagnino (bene!) rimanendo fedeli a loro stesse. La prima edizione è iniziata l’anno scorso, con 10 donne che non si riconoscevano più nel loro mestiere e volevano costruire qualcosa che somigliasse loro: è andata benissimo! A settembre partirà la seconda edizione; le iscrizioni saranno aperte fino al mese di luglio.

    Negli ultimi anni hai seguito molte donne: ma qual è la storia che ti ha dato maggiore soddisfazione come coach?

    Soddisfazione tanta, sempre; ti posso citare tre storie che rappresentano un po’ i percorsi “tipo” delle mie womanboss. Silvia, una dentista per cui il lavoro ormai era solo una questione di status sociale, stanca e desiderosa di essere fedele a se stessa ha virato con successo sulla danzaterapia! Poi c’è Manuela, informatica appassionata di libri, che sta creando un business legato al book sharing, trasformando così un’attività amatoriale in un’impresa. E poi c’è Marzia, che ama fare i dolci, ma aveva bisogno di chiarezza su come rendere la sua passione utile agli altri: ora si è specializzata nel produrre biscotti per i bambini celiaci. Credo che non ci sia limite a quello che una “womanboss” può creare!

    Una bella storia, quella di Alessia d’Epiro, che non solo ha saputo rivoluzionare la sua vita ma aiuta tante donne a riprendere in mano la propria diventando il “boss” della propria impresa di successo!

    PARLANE CON NOI
  • Fondo per la creatività: talenti creativi a rapporto!

    Fondo per la creatività: talenti creativi a rapporto!

    Avviso: il Fondo per la Creatività è stato chiuso il 31 marzo 2016. Nel frattempo non perderti tutte le novità di finanza agevolata, clicca qui!

    Talenti creativi a rapporto!

    È attivo da ieri, martedì 16 Febbraio 2016, il “Fondo per la creatività a sostegno dello sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative”.

    La creatività ed il talento sono al centro del programma strategico, ‘Lazio creativo’ attraverso il Fondo per la creatività, il piano strategico della Regione Lazio per il sostegno ad un settore, quello delle industrie creative, che solo nel Lazio, è composto da 630.000 operatori.

    I fondi stanziati dalla Regione Lazio per questo bando sono pari a 1.2 Milioni di Euro. La misura ha l’obiettivo di sostenere la nascita ma anche lo sviluppo di imprese operanti nell’ambito di:

    • Arte, Restauro ed Artigianato artistico;
    • Tecnologie applicate ai beni culturali e Fotografia;
    • Architettura, Design e Disegno industriale;
    • Design della Moda;
    • Spettacolo dal vivo e musica;
    • Audiovisivo;
    • Editoria.

    fondo-per-la-creativita
    Fondo della creatività aperto per il sostegno delle attività culturali e creative

    Quali sono i beneficiari?

    • Micro, piccole e medie imprese costituite da non oltre sei mesi, che abbiano sede legale e operativa nel Lazio;
    • Persone fisiche promotrici di nuove micro, piccole e medie imprese che, entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissibilità al contributo, si costituiscano come impresa ad alto contenuto creativo e innovativo e si iscrivano al Registro Imprese di una delle Camere di Commercio del territorio regionale del Lazio.

    Fino a 30.000 Euro a Fondo Perduto

    Le agevolazione previste dal Fondo per la creatività sono rappresentate da un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese per gli investimenti necessari alla realizzazione del progetto nei primi di due anni di attività. L’importo massimo è comunque pari a 30.000 Euro per singola impresa beneficiaria.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili al Fondo per la creatività le spese per investimenti materiali ed immateriali e di funzionamento come, ad esempio:

    • Spese per la costituzione;
    • Spese per opere, macchinari, attrezzature e beni strumentali;
    • Oneri per la fornitura di servizi qualificati, come, ad esempio: l’iscrizione a portali web, servizi di assistenza commerciale, tecnologica, legale, finanziaria;
    • Spese per infrastrutture di rete;
    • Fidejussioni assicurative;
    • Spese per materiali di prova, realizzazione di prototipi e collaudi finali;
    • Registrazione di brevetti e marchi nazionali ed internazionali;
    • Spese di funzionamento, esclusi i compensi di soci e amministratori, stipendi, tasse, imposte e servizi rivendibili;
    • Spese per acquisto di merci nella misura strettamente necessaria per la costituzione di un magazzino iniziale;
    • Costi di promozione e pubblicità.

    Fino a quando è possibile partecipare?

    Le domande per il Fondo per la creatività potranno essere presentate attraverso il portale GeCoWEB fino alle ore 18:00 del 26 Aprile 2016.

    Cosa aspetti a partecipare?

    Contatta Trovabando e scopri i nostri servizi di consulenza one-to-one! Un team di esperti ti accompagnerà passo passo nella redazione della documentazione e della modulistica per partecipare ai bandi ed alle agevolazioni pubbliche.

    PARLANE CON NOI