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Tag: Grandi imprese

  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

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  • Fondo per il sostegno alle grandi Imprese in difficoltà finanziaria

    Aggiornamento: Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo. Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di Invitalia.

    Di cosa si tratta?

    Il Fondo per il sostegno alle grandi imprese in difficoltà ha come finalità quella di sostenere la ripresa o la continuità dell’attività imprenditoriale. Tale Fondo opera attraverso la concessione di prestiti quinquennali a tasso agevolato a favore di Grandi Imprese e imprese in amministrazione straordinaria.

    Istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, il fondo ha una dotazione di 400 milioni di euro per l’anno 2021.

    A chi è rivolto il Fondo Grandi Imprese?

    Potranno richiedere le agevolazioni le grandi imprese che alla data di presentazione della domanda presentano i seguenti requisiti:

    1. Versano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19;
    2. Presentano prospettive di ripresa dell’attività;
    3. Devono essere regolarmente costituite e iscritte nel ;
    4. Devono avere  e operativa ubicata sul territorio nazionale;
    5. Non devono rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla ;
    6. Devono aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
    7. Possono altresì beneficiare dell’intervento del Fondo le grandi imprese che si trovano in amministrazione straordinaria.

    Quali grandi imprese sono escluse?

    Ci sono, tuttavia, delle imprese che sono escluse dall’agevolazione, ovvero quelle:

    • Nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o  penale di condanna divenuto irrevocabile;
    • Che hanno riportato condanne penali o sanzioni amministrative definitive per le violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale;
    • Che sono sottoposte a procedure di tipo liquidatorio.

    Ricordiamo che sono escluse dalle agevolazioni le imprese che operano nel settore bancario, finanziario e assicurativo e le imprese che si trovavano già in una situazione di difficoltà alla data del 31 Dicembre 2019.

    A quanto ammontano i finanziamenti?

    I finanziamenti concessi alle grandi aziende in difficoltà presentano le seguenti condizioni:

    1. Hanno durata massima di 5 anni;
    2. Sono concessi entro il 31 dicembre 2021, ovvero entro il maggior termine eventualmente previsto da successive modifiche e integrazioni al quadro temporaneo;
    3. Sono concessi per un importo complessivo per ciascuna impresa beneficiaria, fatto salvo quanto previsto dal bando, non superiore, alternativamente:
    i. al doppio della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria per il 2019 o per l’ultimo esercizio disponibile. Nel caso di imprese create a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
    ii. al 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
    4. Sono concessi a un tasso agevolato pari al tasso di base (IBOR a 1 anno o equivalente, pubblicato dalla Commissione europea) disponibile al momento della notifica, incrementato del margine per il rischio di credito fissato in 50 punti base per il primo anno, 100 punti base per il secondo e terzo anno e 200 punti base per il quarto e quinto anno.

    L’importo complessivo dei finanziamenti concessi dal Fondo non può, in ogni caso, superare, con riferimento a ciascuna impresa beneficiaria, l’importo di 30 milioni di euro. Nel caso di imprese beneficiarie appartenenti a gruppi, il limite si riferisce all’intero gruppo.

    I finanziamenti concessi dal Fondo sono restituiti dalle imprese beneficiarie a partire da 12 mesi successivi alla data di prima erogazione all’impresa, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

    Come presentare la domanda?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:
    ● Registrarsi ai  online di  compilando l’apposito form;
    ● Accedere con lo SPID al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare
    la documentazione da allegare;
    ● Disporre della firma digitale del legale rappresentante e dell’indirizzo di posta
    elettronica certificata (PEC) della società.
    ● Al termine della procedura on line verrà assegnato un protocollo elettronico.

    La domanda di accesso al Fondo deve contenere il piano aziendale.

    Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo.

    Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di  Invitalia

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  • Credito d’imposta Mezzogiorno – incentivi per le imprese del Sud

    Credito d’imposta Mezzogiorno – incentivi per le imprese del Sud

    Il Programma Operativo Nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR assegna 123 milioni di euro alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno , che desiderano investire in beni strumentali.

    Il Programma Operativo Nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR assegna 163 Milioni di euro allo strumento del credito d’imposta Mezzogiorno, per le PMI italiane che desiderano investire in beni strumentali.

    Di questi, ben 123 milioni sono assegnati alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno.

    Come utilizzare il credito d’imposta Mezzogiorno

    Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016, dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, le aziende con sede nelle regioni del Mezzogiorno potranno usufruire di un credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, da destinare alle proprie unità produttive.

    La misura in base all’articolo 1, comma 171, della legge n. 178/2020, si applica fino al 31 dicembre 2022.

    Qualche esempio delle spese che godranno di questo sgravio? Rientrano in questa definizione gli investimenti per l’acquisto di impianti, macchinari, arredi, strumentazione, attrezzature informatiche e licenze software. Sono gli investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento.

    Chi potrà beneficiare dell’agevolazione?

    Il Ministero tiene a sottolineare che il Decreto, in cui si definiscono i criteri di concessione del credito d’imposta, è destinato esclusivamente alle imprese ricadenti nell’ambito di ammissibilità del PON I&C.

    I beneficiari saranno quindi le Piccole e Medie imprese, le quali dovranno aver avuto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’approvazione a poter usufruire del credito d’imposta in questione.

    Sono escluse dal beneficio le imprese che rientrano nel settore economico incluso nella sezione A della Classificazione Ateco, ovvero le imprese operanti nel settore dell’agricoltura, della caccia e della silvicultura.

    Inoltre, come specificato sul sito dell’Agenzia delle Entrate: ” l’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo“.

    Sono escluse anche le imprese in difficoltà.

    Quali caratteristiche dovranno avere gli investimenti?

    Saranno coperti gli investimenti in beni strumentali che abbiano le seguenti caratteristiche:

    • il bene acquistato deve essere rigorosamente nuovo;
    • l’ammontare dell’investimento deve essere pari o superiore a 500 mila euro;
    • l’investimento dovrà essere localizzato nelle regioni meno sviluppate o in transizione.

    Quali sono le novità sul credito d’imposta per il Mezzogiorno?

    La legge n. 18 del 27 febbraio 2017, ha modificato la disciplina del credito d’imposta ampliando gli ambiti di applicazione, le aliquote, e l’ammontare massimo delle spese agevolabili. L’Agenzia delle Entrate ha dato alcuni chiarimenti in merito, con la Circolare n. 12/E del 13 aprile 2017.

    Prima di elencare le novità introdotte dalla legge 18/2017, è importante tenere a mente che, in linea generale:

    • per gli investimenti effettuati prima del 1° marzo 2017 si applica la disciplina previgente;
    • per gli acquisti effettuati dopo il primo marzo, si applica la nuova normativa.
      Le principali modifiche, in sintesi, prevedono quanto segue.

    Estensione dell’agevolazione all’intero territorio della Sardegna

    Con la precedente normativa, nelle regioni Sardegna, Molise ed Abruzzo, l’agevolazioni fiscale poteva essere utilizzata soltanto in alcune zone o alcuni comuni della regione, ossia quelle “ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE”.

    Le modifiche introdotte a marzo 2017, la Sardegna è stata inserita nell’altro gruppo di regioni del Mezzogiorno, ossia quelle “ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE”. In questo secondo caso, risulta agevolato l’intero territorio regionale.

    Aumento delle aliquote del credito d’imposta

    La normativa previgente prevedeva un credito d’imposta nella misura massima del:

    • 20% per le piccole imprese
    • 15 % per le medie imprese
    • 10 % per le grandi imprese.

     

    Con l’applicazione del nuovo modello, invece, sono state aumentate le aliquote per tutti i tipi di impresa, che dal primo marzo raggiungono la misura massima del:

    • 45 % per le piccole imprese
    • 35 % per le medie imprese
    • 25 % per le grandi imprese.

    Aumento dell’ammontare massimo delle spese agevolabili

    Rispetto a quanto precedentemente stabilito, il limite massimo dei costi ammissibili per ciascun progetto d’investimento sale da 1.5 milioni di euro a 3 milioni di euro per le piccole imprese, e da 5 a 10 milioni di euro per le medie imprese.

    Per le grandi imprese, invece, rimane invariata la soglia dei 15 milioni di euro.

    Inoltre, la determinazione del credito d’imposta sarà effettuata sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti, e non più al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta.

    Possibilità di cumulo con gli aiuti De Minimis

    La nuova disciplina prevede che il credito d’imposta sia cumulabile con gli aiuti De Minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto gli stessi costi ammessi a beneficio.

    Di conseguenza, per garantire il rispetto del limite dell’intensità d’aiuto, previsto dal Regolamento De Minimis, bisognerà indicare le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute per coprire gli stessi costi, in modo da ridurre il credito richiesto nei limiti della misura massima consentita.

    Non pensi che sia un’ottima opportunità? Se anche te hai bisogno di fare grandi investimenti e ti trovi nelle regioni del Sud, approfittane!

     

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