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Tag: Imprenditoria femminile

  • Bandi per l’imprenditoria femminile 2024 : fondo perduto e finanziamenti agevolati

    La situazione dell’imprenditoria femminile in Italia

    Per tutte quelle donne che vogliono intraprendere un percorso volto ad affermare la propria capacità imprenditoriale, esistono i bandi per imprenditoria femminile. Questa serie di incentivi faciliteranno l’accesso al mondo del business e costituiranno la solida base su cui fondare il tuo progetto imprenditoriale. 

    Secondo le statistiche elaborate da Unioncamere, negli ultimi 5 anni l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. 

    Le regioni che hanno segnato una crescita consistente sono state il Lazio, la Campania, la Calabria e il Trentino. Si tratta di una crescita importante che porta le imprese guidate da donne a rappresentare quasi il 22% del totale delle imprese Italiane.

    La finanza agevolata al servizio delle imprenditrici

    Nonostante le donne imprenditrici e libere professioniste siano tante, ce ne sono molte altre che hanno un sogno nel cassetto e desiderano realizzarlo attraverso la finanza agevolata.

    I bandi che erogano finanziamenti agevolati o garanzie del credito possono essere, infatti, la soluzione giusta per tutte quelle donne che hanno bisogno di un piccolo aiuto per partire nel migliore dei modi con la propria attività.

    Vediamo insieme quali sono le principali agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile, a livello nazionale e regionale.

    Se vuoi ripassare che cosa si intende per impresa femminile, non dimenticare di dare un’occhiata all’articolo del nostro glossario.

    I bandi per imprenditoria femminile prevedono finanziamenti agevolati, soprattutto nei casi in cui siano a tasso zero, sono pensati per sostenere le donne desiderose di ricevere subito la liquidità per partire con la propria attività.

    Gli strumenti di garanzia del credito, invece, supportano le imprenditrici nell’accesso al credito, agevolando la possibilità di ricevere i finanziamenti bancari.

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Bandi nazionali per imprenditoria femminile

    Nuove Imprese a tasso zero

    Fra i bandi per imprenditoria femminile più conosciuti vi è senza dubbio ON – Oltre Nuove Imprese a tasso zero di Invitalia. Dedicata ai giovani under 35 e alle donne di tutte le età, mette a disposizione contributi a fondo perduto fino al 90% per progetti di impresa in tutti i settori economici.

    Le uniche eccezioni sono le attività legate alla pesca, all’acquacoltura e alla produzione primaria di prodotti agricoli, e le attività prevalentemente connesse all’esportazione.

    Possono partecipare al bando le imprese femminili costituite da non più di 5 anni composte per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età, e le donne che vogliono avviare una nuova attività.

    Fondo di Garanzia per Imprese Femminili

    Abbiamo già parlato diverse volte del Fondo di Garanzia MCC e di quanto questa agevolazione rappresenti un’opportunità unica fra i bandi per imprenditoria femminile.

    La sezione speciale del Fondo dedicata alle imprese femminili permette un più agevole accesso al credito bancario per questa tipologia di impresa. Infatti, oltre a poter ricevere una garanzia pubblica fino all’80% del totale dell’operazione, all’impresa femminile sono riservate delle condizioni vantaggiose, come:

    • Priorità di istruttoria e di delibera
    • Esenzione dal versamento della commissione una tantum al Fondo

    In questo caso, possono richiedere la garanzia, non solo le società di capitali (srl, srls, o spa) e le società di persone, ma anche le titolari di partita iva o libere professioniste per dare una spinta alla propria attività.

    Quanto scritto finora rappresenta una panoramica di alcune delle principali agevolazioni nazionali: ora vediamo insieme anche alcuni bandi regionali dedicati alle donne.

    Smart & Start Italia

    Smart&Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. La domanda si presenta solo online sulla piattaforma di Invitalia.

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci sia presente almeno un esperto.

    Resto al Sud

    Fra i bandi per imprenditoria femminile, in particolare per le donne del Sud di età compresa tra i 18 ed i 55 anni è doveroso segnalare Resto al Sud di Invitalia che è possibile consultare nella nostra miniguida.

    Un’agevolazione che consente di ricevere dai 50 mila ai 200 mila euro, per l’avvio di nuovi progetti di impresa nelle regioni del Mezzogiorno.

    Fondo perduto per imprenditoria femminile: agevolazioni regionali

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Donne Innovazione e Impresa: Regione lazio

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI del Lazio, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Nuova impresa: Regione Lombardia

    Per sostenere l’avvio di nuove imprese in Lombardia, segnaliamo fra i bandi per imprenditoria femminile il bando chiamato “Nuova impresa”.

    Si tratta di una misura finalizzata rivolta alle MPMI lombarde costituite a partire dal 1° giugno 2023, iscritte ed attive al Registro delle Imprese, in Lombardia; sono ammissibili anche i lavoratori autonomi  con partita IVA individuale attiva non iscritti al Registro delle Imprese, e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Le domande sono ammissibili fino al 31 dicembre 2024.

    L’obiettivo è quello di ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 50% sui costi relativi alla creazione delle nuove imprese, fino ad un massimo di €10.000 per impresa.

    NIDI, il fondo perduto per le donne in Puglia

    Un’altra agevolazione interessante fra i bandi per imprenditoria femminile, è promossa dalla Regione Puglia, e si tratta dell’avviso NIDI.

    Il Fondo creato dalla Regione Puglia a favore delle Nuove Iniziative d’Impresa, prevede la possibilità di ricevere fino a 150 mila euro, metà a fondo perduto e metà come finanziamento agevolato, concesso a tasso zero a partire dal 2018.

    In questo caso le forme di agevolazione previste variano al crescere del valore dell’investimento. È inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

    Potranno accedere all’agevolazione tutte le aspiranti imprenditrici o le società partecipate per almeno la metà da soggetti appartenenti ad una serie di categorie, tra cui donne di età superiore a 18 anni.

    Insomma, come vedi le opportunità per le donne che sono o che vogliono diventare imprenditrici sono tantissime! Cosa aspetti a coglierle tutte?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Bando IFIM – Imprese Femminili Innovative Montane

    Dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie arriva il bando Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM, che prevede contributi a fondo perduto a sostegno delle startup femminili operanti nei Comuni montani italiani e in settori ad alta tecnologia.

    Il bando IFIM, con una copertura finanziaria di 3,9 milioni di euro, verrà gestito da Invitalia e avrà come obiettivi principali la promozione dei processi di trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle iniziative di ricerca nel sistema pubblico e privato.  Questi due macro obiettivi saranno perseguiti attraverso il finanziamento a fondo perduto delle imprese femminili che investono in progetti innovativi in grado di determinare una crescita economica delle aree oggetto di investimento.

    L’intervento avrà dunque al suo centro il processo di empowerment femminile e la capacità dell’ecosistema imprenditoriale femminile di portare innovazione e di promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale nelle zone montane.

    Vediamo in cosa consiste l’agevolazione e i requisiti necessari per poter presentare domanda. 

    Imprese Femminili Innovative Montane IFIM: chi sono?

    Per accedere ai finanziamenti, è necessario soddisfare determinati requisiti. Il bando è infatti dedicato alle startup innovative costituite prevalentemente da donne, in forma di società di capitali o cooperativa e:

    • aventi sede operativa in uno dei Comuni montani di cui all’Allegato 1 dell’Avviso; 
    • rientranti nella definizione di impresa di “piccola dimensione” ai sensi del Regolamento GBER
    • iscritte al Registro delle Imprese nella sezione speciale startup innovative 
    • costituite da non più di 60 mesi
    • aventi come oggetto sociale principale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    • a partire dal secondo anno di attività, non devono superare un totale di 5 milioni di euro di valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio
    • che non distribuiscono utili
    • che non sono state costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
    • che non sono quotate in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione. 
     

    Inoltre, come richiesto dalla maggioranza dei bandi di finanza agevolata, le imprese richiedenti devono avere Durc regolare, non devono essere sottoposte a procedure concorsuali e non devono aver ricevuto e poi non restituito aiuti individuati come incompatibili dalla Commissione Europea.

    ifim imprese innovative invitalia
    Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Contributi a fondo perduto IFIM

    L’agevolazione consiste nell’assegnazione di contributi a fondo perduto, nella misura massima del 70% del programma di investimento, da realizzarsi entro 18 mesi dalla data del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. 

    L’importo del contributo non può superare i 70.000 euro, a fronte di un progetto le cui spese ammissibili non superino i 100.000 euro.

    Le agevolazioni sono concesse nel rispetto dei limiti stabiliti dal Regolamento de minimis n.1407/2013 e, come anticipato, possono essere utilizzate per finanziare programmi d’investimento finalizzati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un significativo contenuto tecnologico e innovativo. Inoltre, possono essere sostenute attività volte alla valorizzazione economica dei risultati della Ricerca.

     I contributi permettono di recuperare parzialmente alcune tipologie di costi legati al programma di investimento. Vediamo nel dettaglio quali!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili per l’ottenimento delle agevolazioni includono:

    1. Investimenti materiali e immateriali: possono essere coperti i costi di acquisizione o sviluppo di attrezzature, macchinari, brevetti, licenze, software, know-how e altre risorse necessarie per il programma d’investimento.
    2. Ricerca e sviluppo: le spese legate all’attività di ricerca e sviluppo finalizzata all’innovazione dei prodotti o dei processi possono essere considerate ammissibili. Ciò include i costi del personale coinvolto nella ricerca, i materiali di consumo, i servizi di consulenza e i servizi di ricerca.
    3. Personale: le spese per l’assunzione di personale addetto allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo possono rientrare tra le spese ammissibili. Questo comprende i salari, i contributi previdenziali e le spese per la formazione del personale.
    4. Marketing e promozione: i costi legati alle attività di marketing, pubblicità e promozione dei prodotti o servizi innovativi possono essere considerati ammissibili. Ciò include la creazione di materiali promozionali, la partecipazione a fiere e eventi di settore, la realizzazione di campagne pubblicitarie, ecc.
    5. Servizi professionali: le spese sostenute per consulenze esterne, servizi legali, servizi di contabilità e altri servizi professionali necessari per lo sviluppo e la gestione dell’impresa possono essere considerate ammissibili.

     

    Per poter richiedere le agevolazioni, è necessario conservare la documentazione comprovante le spese effettuate.

    Come puoi richiedere le agevolazioni?

    I contributi possono essere richiesti presentando domanda telematica sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 30 maggio 2023

    Le agevolazioni quindi saranno concesse mediante una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni impresa potrà presentare un’unica domanda.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • I…come Impresa Femminile

    Marzo è il mese delle donne e ovviamente non poteva mancare sul nostro blog un articolo dedicato proprio a loro!

    Cos’è un’impresa femminile e quali sono i requisiti

    Secondo la definizione ufficiale, “si considerano femminili, le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne: sono classificate in base al maggiore o minore grado di imprenditorialità femminile, desunto dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale sociale detenuta da ciascun socio, e dalla percentuale di donne presenti tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa“.

    In altre parole…

    Le imprese femminili sono le micro, piccole e medie imprese che possiedono queste caratteristiche:

    1. possono essere società cooperative o società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
    2. oppure società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da donne;
    3. o anche imprese individuali gestite da donne.
      La definizione delle imprese femminili è stabilita dall’art. 2, comma 1, lettera a) della legge 215/1992 e successive modifiche e integrazioni.

    Cosa vuol dire? Vediamo insieme un esempio pratico..

    Hai una ditta individuale?

    Sei considerata impresa femminile se sei la titolare di una ditta individuale. Questo è il caso sicuramente più semplice di impresa femminile!

    Hai una società di capitali?

    Se hai delle quote di una srl o le azioni di una spa, il calcolo è un pochino più complesso, poichè bisogna tener conto sia della percentuale di quote detenute dalle socie donne, sia della governance dell’impresa.

    Riprendiamo l’esempio di prima e immaginiamo che tu sia in società con tua sorella e tuo fratello, ma che la vostra sia una srl la cui composizione è la seguente:

    • Tu detieni il 35%
    • Tua sorella detiene il 35%
    • Tuo fratello detiene il 30%

     

    In questo caso la componente femminile (tu e tua sorella per capirci) detiene congiuntamente il 70% delle quote (35% + 35%) e supera il limite “minimo” del 60% richiesto dalla normativa per essere considerata un’impresa femminile.

    Però (eh si, c’è sempre un però) è necessario che anche gli organi amministrativi dell’impresa siano costituiti per almeno 2/3 da donne…

    Che significa? Che nel caso in cui la vostra impresa adotti il sistema tradizionale, con un Consiglio di Amministrazione quindi, è necessario che questo sia composto da te, tua sorella e da tuo fratello. In questo modo sarà rispettata la composizione di 2/3 richiesta dalla norma per quanto concerne gli organi amministrativi.

    Ricorda, quindi, che non basta avere delle socie donne in azienda, ma vanno sempre prese in considerazione la percentuale delle quote di ogni socia e composizione degli organi di controllo (come il Consiglio di Amministrazione, ad esempio).

    …e in Italia?

    Non spaventarti, non sei sola! Se ti stai chiedendo quante imprese femminili ci sono attualmente attive in Italia, sappi che non sono poche. Le italiane sono un popolo di imprenditrici!

    Esiste anche un interessante strumento che tratta proprio di questo: l’Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere – Infocamere.

    I dati del 3° Rapporto Nazionale “Impresa in genere” 2016, realizzato in collaborazione tra Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità parlano chiaro:

    Il ruolo attivo delle donne nel tessuto imprenditoriale del Paese è espresso dalla presenza, nel 2014, di 1,3 milioni di imprese femminili, ovvero in Italia un’impresa su 5 è una impresa femminile!

    …e tu? Cosa aspetti ad aprire la tua impresa femminile?

    Sapevi che esistono delle agevolazioni dedicate solo a questo tipo di impresa? Contattaci per scoprire qual è quella su misura per te!

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  • Innovazione Sostantivo Femminile 2022 – fondo perduto per le donne del Lazio

    Nuovi fondi per l’imprenditoria femminile da Lazio Innova

    Da donna, imprenditrice e consulente non posso non fare il tifo per i bandi e le agevolazioni che finanziano i progetti dedicati all’imprenditoria femminile, soprattutto se riguardano la mia regione, il Lazio, dove vivo e lavoro e dove ogni giorno mi confronto con realtà differenti, piccole e grandi, in tanti settori ed in attività innovative quanto tradizionali.

    Questa agevolazione infatti è rivolta esclusivamente ai progetti presentati da imprese femminili, , società tra professionisti (anzi… professioniste) e aspiranti imprenditrici.

    Cosa prevede Innovazione Sostantivo Femminile 2022?

    Questa nuova edizione del bando Innovazione Sostantivo Femminile 2022 assegna ai progetti di innovazione femminile un  compreso fra il 50% e l’80% del costo del progetto, per un massimo di € 30.000. La dotazione finanziaria complessiva è di 3 milioni di euro, con risorse specifiche (anche dette riserve) per i Comuni delle Aree di crisi complessa del Lazio.

    La parola chiave di questa agevolazione è innovazione o meglio, innovazione al femminile.

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    Nuova edizione 2019 del Bando Innovazione Sostanitvo Femminile di Lazio Innova: tutte le novità.

    Innanzitutto, non è un bando che finanzia iniziative tradizionali, questo dobbiamo dirlo. Se il tuo obiettivo è quello di aprire un’attività classica come un negozio di parrucchiere, un centro estetico, un ristorante o un bar, è meglio indirizzarsi su altri strumenti di credito agevolato come il bando Fondo Futuro, il  o la sezione femminile del Fondo di Garanzia.

    L’innovazione a cui fa riferimento il bando, che utilizza risorse POR-FESR 2014-2020deve riferirsi a soluzioni  – in coerenza con la “Smart Specialization Strategy (S3)” regionale – quali:

    • Innovazione e miglioramento di efficienza dei processi produttivi all’interno dell’azienda, in particolare attraverso l’introduzione di tecnologie digitali;
    • Innovazione e ampliamento della gamma di prodotti e/o servizi;
    • Innovazione guidata dal design e dalla creatività;
    • Innovazione organizzativa e manageriale;
    • Innovazione di marketing e comunicazione, con particolare riferimento all’introduzione di strategie e strumenti di marketing digitale;
    • Eco-innovazione, ovvero miglioramento delle performance ambientali aziendali;
    • Safety-innovazione, ovvero miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e di responsabilità sociale dell’impresa, inclusa l’introduzione di tecnologie avanzate funzionali all’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

    Di conseguenza i Progetti devono prevedere una o più fra le seguenti Tipologie di Interventi:

    1. tecnologie digitali e/o soluzioni tecnologiche consolidate che permettono di elaborare, memorizzare/archiviare dati, anche in modalità multilingua, utilizzando risorse / distribuite o virtualizzate in rete in un’architettura di cloud computing, quali ad esempio: , wearable wireless devices e body area network, text e data mining, micro-nano elettronica, IoT (Internet of Things), piattaforme di erogazione servizi, internet e web 2.0, social mediaeCommerce, eSupply Chain, GIS (Geographic Information System), new media, editoria digitale, piattaforme per la condivisione e il riuso di contenuti, sistemi di tracciabilità per l’autenticazione di prodotti e l’ottimizzazione di processi logistici;
    2. processi e sistemi di automazione industriale per il miglioramento della qualità del processo produttivo e dei prodotti (ad esempio macchine a controllo numerico), anche in termini di sicurezza e sostenibilità (riduzione impatto ambientale, riduzione utilizzo risorse, quali ad esempio energia e acqua);
    3. processi e sistemi produttivi flessibili, quali sistemi robotizzati “intelligenti”, interfacce evolute uomo-macchina, sistemi di programmazione e pianificazione intelligente dei compiti, in particolare per il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi;
    4. processi e sistemi di fabbricazione digitale, inclusa l’adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi (ad esempio stampa , prototipazione rapida, ecc.).

    Quali spese sono ammesse?

    Più in particolare, le saranno ammissibili diverse categorie di costi:

    • i Costi di Progetto da rendicontare: per un importo non inferiore a € 20.000;
    • Costi del Personale a forfait (ai sensi dell’art. 68 bis, p. 1, del Reg UE 1303/2013): in misura pari al 15% dei Costi di Progetto da rendicontare;
    • Costi indiretti a forfait: in misura pari al 7% dei Costi di Progetto da rendicontare.

    La somma di tali costi rappresenta l’importo complessivo del Progetto sul quale si calcola il contributo.

    Tra i Costi di Progetto, sono ammesse spese per:

    1. Investimenti materiali: acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi, software e applicativi digitali e la strumentazione accessoria al loro funzionamento; tali beni dovranno essere installati presso la sede dell’unità operativa aziendale che beneficia del sostegno;
    2. Investimenti immateriali: acquisto di brevetti, licenze,  o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali;
    3. Canoni per servizi in modalità “software as a service”, acquisizione di servizi erogati in modalità cloud computing e saas (Software as a service) nonché di system integration applicativa e connettività dedicata;
    4. Consulenze specialistiche correlate all’Intervento: acquisizione di servizi finalizzati all’adozione di tecnologie ICT. Tali Spese non potranno superare il 20% del totale delle sopracitate voci di spesa a), b) e c).

    I Costi del Personale a forfait riguardano il personale impegnato nel progetto, considerando anche il tempo dedicato da personale non dipendente, dalla titolare stessa o dalla libera professionista.

    Riassumiamo un momento. A titolo esemplificativo, nel caso in cui i costi di Progetto da rendicontare siano pari a 30.000,00 euro, saranno ammissibili costi del personale forfettari per un importo pari a 4.500,00 euro, costi indiretti forfettari per un importo pari a 2.100,00 euro e il costo complessivo del Progetto sarà quindi pari a 36.600,00 euro. 

    Non male, eh?

    Come si accede al bando?

    Al bando si accede tramite valutazione a graduatoria. E’ necessario calcolare il punteggio che definirà l’ordine di accesso alla fase istruttoria vera e propria, durante la quale si stabilirà se i progetti sono idonei rispetto ai parametri di coerenza con le finalità dell’Avviso e di congruità e pertinenza delle Spese presentate (per ottenere il contributo è necessario risultare idonei per entrambe i criteri).

    Questo punteggio si calcola in base ad alcune caratteristiche dell’azienda, ma una delle voci dipende dalla percentuale di contributo richiesta: meno si richiede, più alto sarà il punteggio relativo a quella voce e, di conseguenza, il punteggio totale.

    Ma vediamoli tutti, questi criteri.

    • Percentuale contributo richiesto (max 30 punti). Vengono privilegiate le richieste caratterizzate da un maggior impegno finanziario da parte del richiedente
    • Imprese di più recente avviamento (max 25 punti). Privilegia le imprese di più recente avviamento La penalizzazione massima spetta alle imprese costituite prima del 1° luglio 1994  Per le imprese costituende sono previsti 5 punti.
    • Numero occupati (max 20 punti). Privilegia le imprese con maggior numero di occupati, salvaguardando i livelli di occupazione. Da 5 occupati in poi, si ottengono comunque 20 punti.
    • Livello di Formazione della donna di riferimento (max 10 punti). Viene premiato il livello formativo più elevato, secondo quanto previsto dalla classificazione ISCED, da parte delle socie donne.
    • Impresa giovanile (premialità di 10 punti). Privilegia le imprese con elevata componente giovanile nell’assetto societario
    • Certificazioni ambientali (premialità di 3 punti). Bonus per le imprese che si sono dotate di specifiche certificazioni ambientali
    • Rating di legalità (premialità di 2 punti). Bonus per le imprese che si sono dotate del rating di legalità.

    Non devi farti scoraggiare da questi punteggi. Il calcolo è più facile di quanto non sembri e, del resto, se sei una donna sei abituata a non arrenderti alla prima difficoltà.

    Quindi, coraggio! Che tu sia, un’ imprenditrice o una libera professionista, se hai un progetto fortemente innovativo, è arrivato il tuo momento.

    Da quando è possibile presentare domanda?

    Il bando è aperto dalle ore 12:00 del 17 marzo 2022 e fino alle ore 18:00 del 16 giugno 2022 quindi non c’è tempo da perdere, inizia subito a lavorare alla redazione del tuo progetto!

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per la redazione di una documentazione vincente, contattaci subito.

    Saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

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  • Fondo impresa femminile: contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili, con Avviso del 7 giugno 2022 è disposta, con effetto dall’8 giugno 2022, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande relative alle agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

    200 milioni di euro per creare o sviluppare nuove imprese femminili

    Sei un’imprenditrice o una lavoratrice autonoma? Vuoi creare una nuova realtà imprenditoriale al femminile o far crescere un’impresa già attiva? Per te esiste fondo impresa  femminile.

    Nel decreto pubblicato il 14 dicembre 2021 in Gazzetta Ufficiale, è stato istituito il nuovo fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile: parliamo di 200 milioni di euro stanziati per il 2022 e altre risorse complementari dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Se vuoi sapere cos’è il Pnrr in sintesi, ti suggerisco di guardare l’articolo del nostro blog.

    Vediamo insieme quali sono le agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile.

    Fondo impresa donna: requisiti

    Possono richiedere le agevolazioni le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia.

    Ricordati che potrai richiedere per la tua impresa femminile se rientri in una di queste categorie:

    • cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie;
    • società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne;
    • imprese individuali con titolare donna;
    • lavoratrici autonome con partita IVA.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa femminile dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

    Fondo impresa femminile: l’agevolazione

    Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero, che variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa e dell’ammontare si spesa.

    Gli incentivi finanziano programmi di investimento per l’avvio o lo sviluppo delle imprese femminili da realizzare in 24 mesi.

    La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili:

    • Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili;
    • Agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili già costituite.

    1) Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili

    Se sei una libera professionista e vuoi costituire una nuova impresa (oppure la tua impresa è stata costituita da meno di 12 mesi), puoi presentare progetti d’investimento fino a € 250.000.

    L’agevolazione mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:

    • per progetti fino a € 100.000, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di € 50.000;
    • per progetti fino a € 250.000, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di € 125.000.

    2) Agevolazioni per lo sviluppo di imprese già costituite

    Se, invece, hai già un’impresa femminile e desideri svilupparla e consolidarla, avrai a disposizione un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero (da rimborsare in ben 8 anni!), il tutto con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di €320.000.

    Ancora una volta, le agevolazioni sono articolate a seconda del tipo di beneficiario. Se la tua impresa:

    • E’ costituita da meno di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili, con un 50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento agevolato;
    • E’ costituita da più di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

    Ma c’è di più! In aggiunta a tali agevolazioni, sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di € 4.000 per impresa, che potrai usufruire in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte sotto forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

    Ma quali sono le spese ammissibili?

    Potrai richiedere l’agevolazione per sostenere progetti realtivi all’avvio e la costituzione di una nuova impresa femminile, oppure per il suo sviluppo e consolidamento, nei seguenti settori:

    • industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
    • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
    • commercio e turismo.

    Tieni a mente, tuttavia, che le iniziative dovranno essere realizzate entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

    Vediamo ora quali sono le spese ammissibili che potrai agevolare con il Fondo impresa femminile 2022:

    1. Beni materiali: macchinari, impianti, attrezzature, opere edili (ristrutturazioni) per un max 30% di tutto il piano di spesa.
    2. Beni immateriali: software, consulenze/ know capitalizzabili, brevetti, licenze, marchi.
    3. Servizi in cloud: funzionali ai processi portanti della gestione aziendale.
    4. Personale dipendente: assunto – a tempo determinato o indeterminato – dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nella realizzazione dell’iniziativa agevolata.
    5. Capitale circolante

    Quando puoi presentare la domanda per accedere al Fondo impresa donna?

    La presentazione della domanda prevede una prima fase di compilazione e un successivo invio della stessa da effettuare sulla piattaforma on line di Invitalia, che verrà attivata nelle date di apertura dello sportello.

    Lo sportello verrà infatti aperto in due fasi successive:

    Per le nuove imprese:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022

    Per le imprese avviate:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022

    Per accedere alla piattaforma web di Invitalia è necessario essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE). Inoltre, è importante assicurarsi di disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante della società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica (in qualità di socio o soggetto referente) della società costituenda.

    Vuoi scoprire quanto ti spetta dal Fondo impresa femminile? Clicca il tasto qui in basso e compila il nostro form!


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  • Regione Veneto contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese femminili

    Regione Veneto contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese femminili

    Avviso: il bando è chiuso. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui !

    Agevolazione a Fondo perduto imprenditoria femminile Regione Veneto: contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile anno 2017.

    Si parla spesso di contributi ed agevolazioni per l’imprenditoria femminile, dalla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ai finanziamenti per le imprenditrici frutto della convenzione ABI per l’imprenditoria femminile, le occasioni a livello nazionale per le donne che vogliono fare business sono diverse! Ma vediamo insieme una bella opportunità offerta dalla Regione Veneto per le sue imprenditrici!

    La Regione Veneto, infatti, si schiera a supporto delle imprenditrici con un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di €45.0000 su investimenti dai € 20.000 a € 150.000. Ma vediamo nel dettaglio i requisiti del bando!

    Beneficiari

    Possono partecipare al bando a sostegno delle imprese femminili nella Regione Veneto le piccole e medie imprese che rientrano in queste tipologie:

    • imprese individuali di cui sono titolari donne residenti in Veneto da almeno 2 anni;
    • società (sono ammesse anche le cooperative) i cui soci ed organi di amministrazione siano per almeno due terzi da donne residenti in Veneto da almeno due anni e nelle quali il capitale sociale è per almeno il cinquantuno per cento di proprietà di donne.

    Mi raccomando, le imprese devono avere un codice ATECO che rientri tra quelli inclusi nell’allegato B del bando.

    fondo-perduto-imprenditoria-femminile-regione-veneto
    Fino a €45.000 a fondo perduto per le imprese femminili della Regione Veneto

    Spese ammissibili

    Il bando ha una portata molto vasta in termini di spese che è possibile agevolare per rispondere alle esigenze più varie delle imprese femminili beneficiarie di questa agevolazione.

    1. macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature ed arredi (purché nuovi di fabbrica)
    2. opere edili/murarie e di impiantistica
    3. spese di progettazione, direzione lavori e collaudo
    4. mezzi di trasporto ad esclusivo uso aziendale, (sono escluse le autovetture)
    5. software

    Naturalmente tutti gli interventi previsti dal Bando devono essere realizzati nel territorio della Regione del Veneto.

    Tipologia di contributo concessa dal bando

    Il “bando per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile. Anno 2017 ” prevede un contributo a fondo perduto, pari al 30% della spesa rendicontata per la realizzazione di interventi di importo compreso tra i € 20.000 e i € 150.000.
    L’agevolazione è concessa in Regime De Minimis.
    Se non sai di che cosa si tratta ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul regime de minimis.

    Come presentare la domanda

    Le domande dovranno essere presentate alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi ed inviate tramite PEC all’indirizzo industriartigianatocommercioservizi@pec.regione.veneto.it a partire dalle ore 10.00 di lunedì 6 novembre 2017, fino alle ore 18.00 di giovedì 16 novembre 2017.

    Se vuoi presentare la domanda di partecipazione affrettati! Il tempo per preparare la documentazione di progetto è molto ridotto!

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  • Nuove Imprese a Tasso Zero. 150 milioni di euro per donne e giovani

    Nuove Imprese a Tasso Zero. 150 milioni di euro per donne e giovani

    Disponibili altri 100 milioni di euro su Nuove Imprese a Tasso Zero

    Attenzione
    A seguito dell’imminente esaurimento delle risorse finanziarie, Invitalia e il MISE hanno comunicato la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande relative alla misura agevolativa ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero a partire dalle ore 12.00 di lunedì 15 novembre 2021

    Con questo rifinanziamento, dovuto a risorse liberate dal PON Sviluppo imprenditoriale locale 2000-2006, arrivano in tutto a 150 milioni di euro per il bando Nuove Imprese a Tasso Zero le risorse disponili sulla misura per tutto il territorio nazionale.

    È partito il conto alla rovescia per partecipare al nuovo bando promosso da Invitalia dedicato a donne e giovani under 35 che vogliono avviare una micro o piccola impresa.

    Il bando “Nuove imprese a tasso zero” sostituisce il Titolo I del decreto legislativo 185/2000 “autoimprenditorialità”.

    Chi può partecipare?

    Possono partecipare le imprese costituite in prevalenza da donne o da giovani tra i 18 e i 35 anni, organizzate sotto forma di società e costituite da non più di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda.

    Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a patto che si costituiscano sotto forma di società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

    Quali sono le iniziative finanziabili?

    Sono finanziabili le iniziative per:

    • produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • commercio di beni e servizi
    • turismo

     

    Le attività turistico-culturali e l’innovazione sociale sono considerati di particolare rilevanza.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato a tasso zero ed è concessa nei limiti del Regolamento De Minimis. Ha una durata massima di 8 anni e può coprire fino al 75% delle spese totali.

    Le imprese devono comunque garantire la restante copertura finanziaria.

    Da quando si può presentare la domanda?

    La domanda può essere inviata dal 13 gennaio 2016 esclusivamente online, dal sito di Invitalia. Le modalità di presentazione, i dettagli sugli incentivi e i criteri di valutazione sono descritti nella Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 ottobre 2015.

    Il bando è a sportello e le richieste di finanziamento saranno esaminate in base all’ordine di presentazione. Dopo la verifica formale, è prevista una valutazione di merito che comprende anche un colloquio con gli esperti di Invitalia.

    Se vuoi altre informazioni, leggi il nostro approfondimento su come compilare la domanda per Nuove Imprese a tasso zero.

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