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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Voucher Internazionalizzazione 2021: contributi per le spese di consulenza digitali del TEM

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse, dal 15 dicembre 2021 è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura Voucher per l’internazionalizzazione TEM con competenze digitali, di cui al DM MAECI 18/08/2020.

    Cos’è il Voucher per l’internazionalizzazione?

    Voucher internazionalizzazione Invitalia (o “Voucher TEM digitali”) è una misura che permette di usufruire di un contributo a fondo perduto per finanziare le spese di consulenza del Temporary Export Manager (TEM)

    Chi è il Temporary Export Manager? Il TEM è un professionista esperto di Export e Internazionalizzazione, che mette le proprie competenze a disposizione delle imprese. L’obiettivo di un TEM è migliorare il profitto all’estero dell’azienda, ottimizzando i processi e l’apporto commerciale.

    Ma non perdiamo altro tempo: scopriamo subito tutti i vantaggi del Voucher Internazionalizzazione!

    Chi può richiedere il Voucher Internazionalizzazione?

    Il Voucher internazionalizzazione 2021 si rivolge alle micro e piccole imprese che abbiano i seguenti requisiti:

    1. Costituite in forma societaria
    2. Sede legale sul territorio italiano
    3. Iscritte come attive al Registro delle imprese

     

    Le imprese devono inoltre avere codice Ateco primario appartenente alla classificazione C (manifatturiero). Possono usufruire della misura anche le Reti di Imprese costituite da almeno due micro/piccole imprese.

    Cosa finanzia Voucher TEM digitali?

    Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

    La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

    1. Analisi e ricerche sui mercati esteri
    2. Individuazione e acquisizione di nuovi clienti
    3. Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
    4. Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
    5. Integrazione dei canali di marketing online
    6. Gestione evoluta dei flussi logistici

     

    Le prestazioni di consulenza dovranno avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza sull’Export?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti i TEM possono essere fornitori di servizi di consulenza.

    Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 ha istituito l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM abilitati a erogare i servizi previsti dall’agevolazione.

    Ad ogni modo, la consulenza deve essere erogata da un Temporary Export Manager con le seguenti caratteristiche:

    • avere significativa esperienza negli ambiti di:
    • progettazione e organizzazione della rete di distribuzione di prodotti e servizi in nuovi mercati esteri;
    • assistenza alle imprese nella partecipazione a fiere internazionali in modalità virtuale ed ad eventi in diretta su piattaforme streaming internazionali;
    • implementazione di strumenti di logistica integrata per distribuzione e approvvigionamenti, analisi della concorrenza e valutazione delle iniziative volte a migliorare le performance di e-commerce;
    • realizzazione di cataloghi digitali, negoziazione, promozione dei prodotti sugli showroom digitali, coinvolgimento di possibili acquirenti internazionali e utilizzo di micro-influencer;
    • predisposizione di accordi e sviluppo di rapporti con distributori ed agenti esteri, operatori stranieri del settore, provider di servizi di supply chain e di commercio digitale;
    • trasferimento delle conoscenze, metodologie e tecniche di trasformazione digitale e adozione di metodi e strumenti di e-commerce coerenti con il settore di attività e la generale evoluzione digitale dello scenario competitivo internazionale.
    • deve essere in possesso di almeno due certificazioni sull’utilizzo di strumenti digitali di marketing tra quelle rilasciate da Hubspot Academy, Facebook Blueprint, Google Skillshop e Microsoft Advertising.
    • aver svolto almeno 5 progetti di supporto a processi di internazionalizzazione d’impresa tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della domanda di inserimento nell’elenco del Ministero, con esito positivo.
    • essere in possesso di partita IVA da almeno due anni prima della richiesta di inserimento nell’elenco del Ministero.

    Contributo previsto dal Voucher Internazionalizzazione 2021

    Questa misura prevede un contributo a fondo perduto in “regime de minimis” pari a:

    • 20.000 € per micro e piccole imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 30.000 €,
    • 40.000 € per le reti di imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 60.000 €.

     

    Inoltre, le imprese beneficiarie possono richiedere un contributo aggiuntivo di € 10.000, se raggiungono questi volumi di vendita all’estero:

    • incremento volume d’affari estero di almeno il 15%
    • fatturato verso l’estero di almeno il 6% del fatturato complessivo aziendale

    Come presentare la domanda per il voucher internazionalizzazione?

    È possibile presentare una sola domanda per impresa esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

    Al momento non è prevista una data di chiusura dello sportello: la chiusura dello sportello, infatti, sarà disposta ad esaurimento delle risorse stanziate con apposito provvedimento.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Cultura Crea: come partecipare al bando[1 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui!

    Come promesso eccoci di nuovo qui a parlare del bando Cultura Crea!

    (Se non sai di cosa stiamo parlando allora leggi il nostro precedente articolo!! )

    In questo post ti spiegherò la prima delle tre linee del bando, quella chiamata “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” e come presentare domanda bando Cultura Crea.

    Se vuoi conoscere anche le altre linee, non perderti i prossimi articoli!

    come-partecipare-al-bando-culturacrea-1-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    Va bene, cominciamo…

    Questa linea di intervento del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    “Ok, mi piace..voglio partecipare!” penserai… Ma quali caratteristiche devo avere?

    Se hai un’impresa che opera nell’industria culturale devi averla costituita nell’arco degli ultimi 36 mesi (fa attenzione, sono comprese anche le cooperative!).

    … e se non ho ancora un’impresa?

    Tranquillo, Invitalia ha pensato anche a te…

    Possono infatti partecipare al bando anche i team di persone fisiche, purché costituiscano un’impresa entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni!
    Bello, no?

    Nel caso in cui non avessi i requisiti richiesti da questo bando non ti disperare! Questa è solo una delle mille agevolazioni censite nel nostro database! Contattaci e insieme troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis (approfondiremo questo argomento più avanti in un altro post!) e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
    • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

     

    Ma fa attenzione, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45%!!

    Ma con tutti questi soldi, cosa ci posso fare?

    Innanzitutto bisogna specificare che sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro.

    Inoltre i progetti finanziabili devono prevedere la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

    • conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
    • conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
    • fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
    • gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

     

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipologie:

    • Investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e arredi programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.
    • Spese di gestione personale: dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione consulenze specialistiche esterne.

    “Finalmente ho trovato l’agevolazione adatta a me”… Ora cosa devo fare per partecipare al bando?

    Una volta verificato di avere i requisiti richiesti dal bando Cultura Crea è arrivato il momento di preparare tutto il necessario per compilare la domanda di partecipazione al bando ed ottenere poi i finanziamenti.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco l’elenco completo della documentazione necessaria se sei un’impresa già costituita o un’impresa ancora da costituire!

    Ricorda che la qualità della documentazione presentata è fondamentale ai fini dell’approvazione della domanda. Se hai bisogno di aiuto per preparare i documenti necessari non esitare a contattarci! Ti aiuteremo noi a preparare e scrivere tutto il necessario nella maniera corretta!

    … e ora?

    Una volta presentata la domanda al bando Cultura Crea basterà solo aspettare l’esito della valutazione della domanda da parte di Invitalia, e poi il gioco è fatto! Potrai usufruire delle agevolazioni e dei contributi per sostenere i fabbisogni finanziari della tua impresa!

    Quello che forse non sai ancora, è che ci sono moltissime agevolazioni a cui potresti partecipare (e quindi molti soldi da prendere) se solo facessi domanda..

    Se sei arrivato fino qui, puoi dire di aver finalmente trovato il tuo strumento per conoscere tutti i bandi a cui potresti partecipare, approfittando così di tutte le opportunità a tua disposizione per realizzare i tuoi progetti!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere le altre linee di intervento del bando CulturaCrea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per sostenere lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Come partecipare al bando Cultura Crea [3 di 3]

    Avviso: il bando Terza Linea Cultura Crea è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Eccoci arrivati all’ultima puntata del bando: Terza Linea Cultura Crea!

    (Se vuoi fare un rapido ripasso degli articoli precedenti ti basterà cliccare qui:

    Dai…un ultimo sforzo e potrai considerarti un esperto del bando Cultura Crea!

    La Terza Linea Cultura Crea (Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale) ha come obiettivo il sostegno per lo sviluppo e il consolidamento di imprese e di altri soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, ai servizi e alle attività culturali, anche favorendo forme di gestione integrata.

    Quanti paroloni… vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!

    A chi si rivolge la terza linea Cultura Crea?

    La Terza Linea Cultura Crea, ha una dotazione finanziaria di 27 milioni di euro e si rivolge alle imprese – incluse le cooperative – e altri soggetti del terzo settore, in particolare:

    • ONLUS
    • e imprese sociali

    che attuano programmi di investimento fino a 400.000 euro in una o più delle seguenti aree di intervento:

    • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività di animazione e partecipazione culturale

    e che operano nei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Le agevolazioni previste dalla Terza Linea Cultura Crea sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

    Le spese ammissibili riguardano:

    • macchinari, impianti e attrezzature
    • programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.

     

    Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Anche in questo caso Terza Linea Cultura Crea, come per le altre linee del bando, la domanda può essere presentata solo online dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016.
    Il bando Cultura Crea è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.
    Per questo la documentazione (ecco per te la check list della modulistica da consegnare!) deve essere redatta accuratamente.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

    Le domande saranno valutate secondo un ordine cronologico e l’iter prevede l’esame dei requisiti formali di accesso e l’esame di merito.

    Ricorda, la qualità del business plan è fondamentale! Non esitare a contattarci se hai qualche dubbio!

    Complimenti! Ora che hai letto tutti gli articoli sul bando Cultura Crea puoi ritenerti un esperto!

    Ti sarai accorto di quante agevolazioni è possibile sfruttare se solo le conoscessi tutte…
    Ma non preoccuparti! Il team di Trovabando è qui per te!

    Registrati gratuitamente e scopri in tempo reale tutte le agevolazioni a cui la tua impresa può realmente partecipare!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!

    Alla prossima agevolazione!

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  • Come partecipare al bando Cultura Crea [2 di 3]

    Come partecipare al bando Cultura Crea [2 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Nel frattempo non perderti tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Continua la nostra rubrica sul bando Cultura Crea!

    Oggi analizzeremo la seconda delle tre linee in particolare i requisiti bando Cultura Crea linea: “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”.

    Se ti sei perso le puntate precedenti, clicca qui e qui e non perderti il nostro prossimo articolo conclusivo sul bando Cultura Crea!

    come-partecipare-al-bando-cultura-crea-2-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    La seconda linea del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno allo sviluppo e al consolidamento delle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e del settore manifatturiero tipico locale.

    Ho i requisiti giusti per partecipare a questa linea del bando?

    Vediamo subito insieme quali sono le caratteristiche necessarie per partecipare alla seconda linea del bando Cultura Crea!

    Questa agevolazione si rivolge alle imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, incluse le cooperative che vogliono presentare progetti di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali e si applica nei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale.

    Se vuoi sapere ora se hai i requisiti specifici richiesti da questo bando contattaci e ti diremo subito se puoi partecipare!

    Per questa linea, che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa.
    • un contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammessa.

     

    Anche in questo caso, come per la prima linea, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni può essere elevato del 5%, arrivando quindi, nel primo caso al 65%, mentre nel secondo fino al 25%.

    Quali attività posso finanziare con questa linea del bando Cultura Crea?

    I progetti imprenditoriali finanziabili devono riguardare:

    • servizi per la fruizione turistica e culturale;
    • promozione finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali;
    • recupero e valorizzazione di produzioni tipiche locali.

     

    I programmi di investimento finanziabili possono arrivare fino a 500.000 euro!

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipi:

    • Investimenti: macchinari, impianti e attrezzature. programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how;
    • Spese di gestione: personale dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda, servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione, consulenze specialistiche esterne.

    Come faccio a richiedere l’agevolazione?

    La domanda si presenta online, sul portale di Invitalia e deve essere firmata digitalmente. Le domande saranno valutate secondo un ordine cronologico.
    L’iter di valutazione prevede l’esame dei requisiti formali di accesso e l’esame di merito.

    Vuoi sapere se hai i requisiti giusti per partecipare? Contattaci e te lo diremo noi in tempo reale!

    La domanda da inviare deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco per te l’elenco dei documenti necessari per la presentazione della domanda alla seconda linea del bando Cultura Crea!

    Ricorda che, anche in questo caso, la qualità del tuo business plan può fare la differenza. Descrivi in maniera accurata ogni punto richiesto per avere una maggiore possibilità di accesso all’agevolazione prevista dal bando Cultura Crea!

    Ora non ti resta che preparare tutta la documentazione inviare la domanda e aspettare l’esito della valutazione della tua domanda da parte di Invitalia!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere l’ultima linea di intervento del bando Cultura Crea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

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  • Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Avviso: a seguito dell’esaurimento delle risorse non è più possibile presentare domanda. Nel frattempo non perderti le ultime novità di finanza agevolata, clicca qui!

    Bando Voucher 3I: l’incentivo per le startup innovative che finanzia l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione.

    Con la pubblicazione del Decreto Direttoriale del 14 maggio 2020 diviene operativo lo strumento denominato “Voucher 3I”, già previsto dal Decreto Crescita, interamente dedicato alle start-up che investono in innovazione.

    Il bando è promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia ed ha una dotazione finanziaria di 19, 5 milioni di euro per il triennio 2019-2021.

    Lo strumento ha l’obiettivo di supportare le imprese nella registrazione di un brevetto per invenzione industriale allo scopo di valorizzare e tutelare, in Italia e all’estero, i processi di innovazione tecnologica e digitale delle startup.

    Chi può richiedere il bando Voucher 3I?

    Hai diritto a richiedere questo voucher se sei una startup innovativa, ovvero una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

    Essere una startup innovativa però non basta, bisogna rispettare alcuni requisiti, tra cui:

    1. essere costituiti da non più di 60 mesi
    2. avere sede in Italia, o in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, a condizione di avere una sede produttiva o una filiale in Italia
    3. registrare, a partire dal secondo anno di attività, un valore totale della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro
    4. non distribuire, e non aver distribuito, utili
    5. avere, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    6. non essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda

     

    Per poter beneficiare del contributo bisogna inoltre possedere almeno uno tra questi ulteriori requisiti:

    • le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione
    • il personale complessivamente impiegato – come soci, dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo – deve essere costituito per almeno un terzo da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno due terzi da soggetti in possesso di laurea magistrale
    • l’impresa deve essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale (brevetto) o di un software originario registrato, purché direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Il contributo previsto dal bando è concesso sotto forma di voucher, finalizzato all’acquisizione di servizi specialistici di consulenza per :

    • ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione, concedibile nella misura massima di euro 2.000,00 + iva;
    • stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, concedibile nella misura massima di euro 4.000,00 +iva;
    • servizi di consulenza relativi al deposito all’estero della domanda nazionale di brevetto, concedibile nella misura massima di euro 6.000 + iva.

     

    I servizi possono essere acquistati anche separatamente e l’entità del voucher andrà a ricoprire interamente il costo del singolo servizio.

    Per ciascuna tipologia di servizio, inoltre, le startup possono richiedere fino a tre voucher, ricevendo la consulenza su tre diverse invenzioni e/o domande di brevetto.

    Potrai dunque ricevere fino a un massimo di 9 voucher nell’arco di un anno (12 mesi calcolati a partire dalla prima richiesta).

    Tieni a mente però che il voucher copre esclusivamente i costi dei servizi e non include gli oneri relativi a tasse e diritti relativi al deposito delle domande di brevetto presso gli uffici competenti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza specialistica?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti possono essere fornitori di servizi di consulenza specialistica.

    Il Decreto del MiSE precisa infatti che i servizi ammissibili possono essere forniti esclusivamente dai consulenti in proprietà industriale e avvocati, iscritti negli appositi elenchi predisposti e gestiti dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e dal Consiglio nazionale forense.

    L’inclusione dei fornitori negli appositi elenchi avviene su base volontaria, tramite la presentazione della propria candidatura al Consiglio dell’Ordine dei consulenti in Proprietà industriale, per i consulenti in Proprietà industriale, e al Consiglio nazionale Forense, per gli avvocati.

    Se hai già in mente un fornitore, o ne stai cercando uno, assicurati che sia iscritto ad uno degli elenchi specificati.

    Quando e come posso presentare domanda?

    Le domande potranno essere compilate, a partire dalle ore 12 del 15 giugno 2020, utilizzando il format predisposto da Invitalia.

    Ogni domanda deve indicare la tipologia di servizi di consulenza di cui il richiedente intende beneficiare, nonché il fornitore individuato e la relativa accettazione dell’incarico.

    Alla domanda dovranno inoltre essere allegate le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, i cui format sono scaricabili in automatico al momento della presentazione della domanda.

    Le domande verranno valutate in base all’ordine di arrivo e fino a esaurimento dei fondi: non ci sono quindi graduatorie o scadenze per la presentazione delle domande.

    Si tratta di un voucher sicuramente molto interessante per tutte le startup che hanno l’esigenza di ottenere un supporto concreto per la tutela, in Italia e all’estero, delle proprie idee innovative.

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  • Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    I 5 consigli Trovabando per aprire un affittacamere o un b&b con Resto al Sud

    Se il tuo obiettivo è quello di aprire un’affittacamere o un b&b, Resto al sud è sicuramente l’opportunità che fa per te, perché ti da la possibilità di avere accesso ad un’agevolazione che copre il 100% delle spese che dovrai sostenere per avviare la tua attività.

    Buttarsi a capofitto nella scrittura del progetto, senza capire bene quali elementi “critici” bisogna valutare attentamente, può essere molto rischioso.

    Per queste ragioni ho pensato di suggerirti alcune domande fondamentali che dovrai porti per scrivere il tuo progetto in maniera efficace ed…aprire finalmente il tuo affittacamere.

    Se vuoi sapere come funziona il bando Resto al Sud, o quali sono le attività finanziabili, puoi leggere i nostri blog post precedenti.

    Ho i giusti requisiti per partecipare a Resto al Sud?

    Questa è in assoluto la prima cosa su cui devi essere assolutamente certo: possedere tutti i requisiti per poter richiedere l’agevolazione.

    Di quali requisiti sto parlando? Mi riferisco, in prima battuta, all’età che deve essere compresa tra i 18 e i 45 anni.

    Per poter partecipare e richiedere Resto al Sud devi avere 18 anni già compiuti o 46 anni non compiuti, alla data di entrata in vigore del Decreto “Resto al Sud”: ossia, al 21 giugno 2017.

    Oltre a questo requisito strettamente anagrafico, dovrai dimostrare di possedere le competenze ed esperienze necessarie per portare a termine il tuo progetto nell’ambito del turismo con successo.

    Chi sono i competitor del mio affittacamere o B&B che dovrò indicare nella domanda del bando Resto al Sud?

    Conoscere i propri competitor vuol dire capire, per ciascuno di loro, punti di forza e di debolezza.

    Lo so, sembra un’affermazione leggermente “spietata” ma fidati, è la logica più utile per approcciare il mercato in cui stai cercando di inserirti.

    Analizzare i potenziali competitor diretti e indiretti e il comportamento del target di riferimento, ti permette di ottenere tutta una serie di informazioni utilissime per capire quali azioni vanno replicate (perché di successo) e quali sono quelle da evitare.

    Quali spese dovrò sostenere e quali di queste posso agevolare con Resto al Sud?

    L’avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale, compreso ovviamente l’affittacamere, sottintende il dover sostenere numerosi costi.

    La prima tipologia di spesa che, molto probabilmente, dovrai affrontare sarà relativa agli eventuali interventi di ristrutturazione.

    Parlo di ristrutturazione dell’immobile, e non di acquisto dello stesso, perché mentre il primo è consentito nel limite del 30% del programma di spesa, il secondo non può essere in nessun caso agevolato con Resto al Sud.

    La seconda tipologia di spesa a cui far fronte riguarda le materie prime. Un esempio di materie prime può riguardare, laddove dovessi decidere di offrire la colazione, i costi per l’acquisto di latte, caffè, biscotti, e tutto quello di cui avrai bisogno per proporre un’ottima colazione ai tuoi clienti.

    La gestione di una struttura ricettiva comporta grossi sforzi, soprattutto per ciò che concerne la gestione delle prenotazioni.

    Per questa semplice motivazione, se pur cruciale, adottare un software gestionale che semplifichi l’intera attività, diventa essenziale. Anche in questo senso, Resto al Sud ti dà un grosso aiuto, permettendoti di spesare anche i programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC), purché connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

    Non vanno sottovalutate assolutamente le spese per le utenze, come ad esempio telefono, gas, luce, abbonamento ad internet, acqua. Anche in questo caso, si tratta di spese che potrai tranquillamente agevolare con Resto al Sud.

    Non hai un locale a disposizione e, considerando che la misura non ti consente di spesarne l’acquisto, non hai il capitale necessario per acquistarlo? Nessun problema: Resto al Sud ti permette di includere tra le spese agevolabili quelle relative ai canoni di affitto di immobili.

    Come posso pubblicizzare il mio affittacamere o b&b?

    Quando si parla di promozione della propria attività ci si riferisce all’identificazione delle strategie attraverso cui si può incrementare il numero dei clienti, identificando il budget di cui avrai bisogno.

    Le azioni di marketing offline ed online che puoi implementare sui potenziali clienti, sono molteplici e toccherà pianificarle attentamente, anche con l’aiuto di esperti del settore, per ottenere reali risultati.

    Alcuni esempi di strategie da adottare potrebbero essere:

    • eventi inaugurali
    • realizzazione di un sito web completo, multilingua e curato dal punto di vista della SEO
    • creazione e cura dei profili della tua attività su Social networks
    • attività di SEM e SEA
    • siti web intermediari di 1° livello generici come ad esempio Booking.com

     

    Queste sono certamente alcune delle cose più importanti da tenere a mente.

    Se vuoi approfondire gli argomenti trattati, o avere ulteriori informazioni per la stesura del business plan, clicca subito sul pulsante arancione che trovi qui sotto.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Ti proponiamo degli esempi per capire meglio quali attività sono ammesse da Invitalia e quali sono escluse

    Leggi il nostro articolo e scopri subito tutto quello che c’è da sapere su questa agevolazione che ti permette di finanziare nuove attività come: affittacamere, b&b, ristoranti… E molto altro!

    Nella nostra mini guida, abbiamo già parlato nel dettaglio di Resto al Sud, la nuova agevolazione di Invitalia pensata per combattere il fenomeno dell’emigrazione dei giovani dal sud Italia e per favorire la nascita di nuove attività nel meridione.

    Per Resto al sud sono stati stanziati complessivamente 1.25 miliardi di euro, che saranno di grande supporto per tutti gli under 46 che vogliono aprire (o hanno da poco aperto) un’attività nelle 8 regioni del meridione, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Ma quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    La prima cosa da fare per comprendere se Resto al Sud fa davvero al casa tuo, è capire quali solo le attività che possono essere finanziate da questo bando!

    A questo proposito, una prima soluzione è quella di leggere il bando, dal sito di Invitalia, e consultare uno ad uno i codici ATECO delle attività che sono ammissibili per richiedere questa agevolazione, sincerandosi che il codice relativo all’attività che si vuole intraprendere non sia presente tra le attività escluse dal bando.

    Ti anticipo, però, che i codici ATECO sono più di 1.300… una lettura abbastanza impegnativa!

    Se ti stai chiedendo come fare, e già ti vedi impegnato per ore e ore a leggere righe di Excel, abbiamo pensato per te di fornirti qualche esempio di attività che puoi avviare con questo bando “Resto al Sud”.

    Come molti sanno il sud Italia è famoso per il suo cibo squisito ed ogni regione ha i suoi piatti tipici… perché ti dico questo?

    Perchè grazie al bando Resto al Sud potrai finanziare l’apertura di attività collegate alla ristorazione e alla somministrazione. Potrai aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • ristorante
    • gelateria
    • pasticceria
    • bar
    • catering per eventi o matrimoni

     

    Se invece sei interessato all’ambito del turismo e delle ricettività, grazie a Resto al sud potrai finalmente aprire le attività che trovi di seguito:

     

    Resto al sud finanzia anche l’apertura di attività collegate ai servizi alla persona. Qualche esempio?

    • lavanderia
    • tintoria
    • parrucchiere
    • istituti di bellezza
    • salone di estetica
    • manicure
    • pedicure
    • studio di tatuaggi
    • toletta per animali
    • centro benessere
    • palestra
    • stabilimento balneare

     

    Ma non finisce qui!

    Resto al Sud potrà essere utilizzato anche nell’ambito della formazione e dell’istruzione, ovvero per aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • scuola di vela
    • scuola di danza
    • autoscuola
    • scuole di lingua
    • asilo nido

    E nel campo della sanità e dell’assistenza sociale?


    Al bando Resto al Sud possono accedere anche le attività che si riferiscono ai servizi di assistenza sanitaria e sociale, che appartengono alla sezione Q, come ad esempio:

    • servizi degli studi medici di medicina generale
    • attività dei centri di radioterapia
    • studi di omeopatia e di agopuntura
    • attività degli studi odontoiatrici
    • fisioterapia
    • attività svolta da psicologi
    • strutture di assistenza residenziale, e non residenziale, per anziani e disabili
    • servizi di asili nido.

    Abbiamo visto insieme alcune delle attività finanziabili con il bando Resto al Sud. Ma vediamo insieme quali sono, invece, alcune delle attività che non possono essere finanziate con questo bando.

    Quali sono le attività che non possono essere finanziate con Resto al Sud?

    Resto al sud esclude la creazione di qualsiasi attività commerciale sia al dettaglio che all’ingrosso. Che significa?

    Con resto al sud non potrai aprire nessun tipo di negozio, né fisico né online. Quindi un no assoluto ai negozi di abbigliamento, fiori e piante, articoli di profumeria, prodotti per l’igiene personale, piccoli animali domestici, orologi, articoli di gioielleria e argenteria, calzature e pelletterie, articoli sportivi, pesce, carni, verdure, bibite, computer, e così via.

    Resto al Sud, inoltre esclude tutte le attività legate all’agricoltura ed alla silvicoltura.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se il tuo progetto e la tua nuova attività sono finanziabili o meno tramite Resto al sud. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Scopri la nostra mini guida per partecipare al bando Nuove Imprese a Tasso Zero.

    Attenzione

    A seguito dell’elevato numero di domande presentate, le risorse disponibili sono esaurite. Pertanto al momento non è più possibile inviare la domanda. Dall’apertura dello sportello, sono state finanziate più di 462 iniziative.

    Ma non disperare: scopri subito altre agevolazioni per te cliccando il pulsante qui in basso!

    Con un rifinanziamento da 100 milioni, Nuove imprese a tasso zero di Invitalia rappresenta un’occasione molto interessante per giovani, tra i 18 ed i 35 anni, e donne che abbiano costituito un’impresa da meno di 12 mesi, o che vogliano costituirne una.

    Se non sai cosa prevede il bando, provo a riassumerti brevemente le caratteristiche principali di questa agevolazione: si tratta di un finanziamento a tasso zero su 8 anni, che copre il 75% delle spese, su un investimento massimo che può arrivare ad un milione e mezzo di euro.

    Se pensi che questa possa essere l’agevolazione per te e hai intenzione di partecipare, ti chiedo di dedicarmi 5 minuti del tuo tempo per scoprire insieme quali sono i documenti che dovrai produrre e le procedure che dovrai effettuare per partecipare.

    nuove-imprese-a-tasso-zero-tutto-quello-che-devi-sapere-per-compilare-la-domanda
    Come compilare la domanda per il bando “Nuove imprese a tasso zero”

    Cosa devi sapere per presentare la domanda senza imprevisti

    Prima di tutto devi sapere che tutta la procedura avviene online, ed il processo richiede la compilazione di un buon numero di allegati.

    Mi raccomando, ricorda che per partecipare devi avere la firma digitale, quindi, prima di procedere con l’application assicurati che la tua firma digitale sia attiva.

    Vediamo insieme, uno per uno, i dati e i documenti necessari per partecipare a Nuove Imprese a tasso zero, focalizzandoci sui documenti richiesti per le imprese che sono costituite da meno di un anno.

    Se vuoi sapere qual è lo stato attuale dell’agevolazione, clicca qui.

    Come compilare la domanda di ammissione per “Nuove Imprese a tasso zero”

    Per prima cosa, nella compilazione della domanda di ammissione, dovrai indicare i dati dell’impresa, del rappresentante legale e dei soci. A questo dovrai aggiungere una sintesi del tuo progetto, ed un piano sintetico degli investimenti.

    Giustamente Invitalia, nella sua guida alla compilazione, sottolinea che dovrai dedicare un “impegno adeguato alla compilazione del piano d’impresa” .

    Il motivo per il quale la compilazione del piano di impresa e degli allegati è assolutamente cruciale è rappresentato dal fatto che, il piano è l’unico strumento che ti consentirà di mostrare ad Invitalia che il tuo è un progetto:

    1. credibile
    2. fattibile a livello tecnico
    3. sostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

    Ricordati: il piano d’impresa è il tuo biglietto da visita!

    Il processo di valutazione portato avanti da Invitalia è molto puntuale, approfondito ed articolato. Perciò dovrai dare il 100% nella preparazione della documentazione, se vuoi avere delle reali possibilità di essere finanziato. Se non sai di preciso come realizzare un Business Plan, puoi leggere il nostro articolo di approfondimento.

    In ogni caso, di seguito trovi le principali informazioni che dovrai includere nel Business Plan:

    • La descrizione dell’attività che verrà svolta, ovvero cosa vuoi fare in maniera sintetica e comprensibile anche ai non addetti ai lavori;
    • Gli elementi di innovatività della soluzione che intendi proporre, ovvero perché la tua proposta si differenzia da quelle già presenti sul mercato;
    • Il mercato di riferimento, i competitor e le eventuali barriere all’entrata ovvero la descrizione del panorama nel quale si posiziona il tuo progetto;
    • I bisogni che intendi soddisfare con la tua proposta, cioè quali richieste specifiche vuoi indirizzare e soprattutto a quali target di clienti ti rivolgi;
    • La strategia commerciale che intendi seguire per la distribuzione del tuo prodotto o servizio;
    • Gli aspetti tecnici del progetto, ovvero la tecnologia che intendi utilizzare;
    • Gli investimenti materiali ed immateriali che andrai ad effettuare, e con quali tempistiche li porterai a termine;
    • La struttura organizzativa e le risorse umane che saranno coinvolte;
    • Il conto economico e lo stato patrimoniale previsionale, su 5 anni;
    • Un piano di cash flow a 3 anni, ovvero un rendiconto finanziario su un orizzonte temporale di 3 anni. Cash is king, ricordalo!

     

    Alla domanda di ammissione dovranno essere allegati, inoltre, i curricula dei soci e del personale coinvolto nel progetto di sviluppo, oltre ad una serie di dichiarazioni relative al codice antimafia, ai carichi pendenti, e alle normative per l’antiriciclaggio.

    In conclusione

    Insomma… la mole di documentazione richiesta per partecipare a Nuove Imprese a Tasso Zero non è proprio di poco conto, ma le opportunità che si possono aprire partecipando al bando valgono sicuramente il tempo e la fatica per realizzare un piano a prova di finanziamento.

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