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Tag: PNRR Italia

  • TOCC: Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi

    Bando TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi: cos’è?

    Nell’ambito della Missione 1 del PNRR, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato l’Avviso Pubblico TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi che ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente e del clima” – Azione B2, finanziato con 20 milioni di euro

    Il bando, in linea con gli obiettivi programmatici del Next Generation Ue e con il principio di “non arrecare un danno significativo” (DNSH) agli obiettivi ambientali, è volto ad incoraggiare e promuovere un approccio green e sostenibile lungo tutta la filiera culturale e creativa, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto a soggetti che, a vario titolo, animano i settori le cui attività si basano su valori culturali es espressioni artistiche creative.

    Vediamo chi sono i beneficiari, quali sono i progetti ammissibili e come funziona!.

    TOCC – chi sono i beneficiari?

    Possono richiedere i contributi a fondo perduto TOCC i seguenti soggetti:

    1. le micro e piccole imprese, in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le società cooperative di cui all’art. 2511 e seguenti del codice civile; 
    2. le associazioni riconosciute e non riconosciute; 
    3. le fondazioni
    4. le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit;
    5. gli Enti del Terzo settore di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 117/2017 e ss.mm.ii

     

    I soggetti richiedenti devono essere già costituiti alla data del 31 dicembre 2021 e devono svolgere la propria attività, orientata o meno al mercato, nei seguenti ambiti culturali e creativi:

    1. Musica
    2. Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia); 
    3. Moda;
    4. Architettura e Design
    5. Arti visive (inclusa fotografia); 
    6. Spettacolo dal vivo e Festival
    7. Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei); 
    8. Artigianato artistico
    9. Editoria, libri e letteratura
    10. Area interdisciplinare (relativo ai soggetti che operano in più di un ambito di intervento tra quelli elencati).
    Transizione ecologica organismi culturali e creativi
    Didascalia lorem ipsum dolor sit, 2021

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    Per beneficiare dell’agevolazione TOCC, è necessario presentare progetti volti alla realizzazione di:

    1. attività, progetti o prodotti improntati sull’eco-design e sulla sostenibilità, anche finalizzati alla sensibilizzazione del pubblico verso tematiche ambientali;
    2. strumenti e soluzioni per la realizzazione di eventi, attività e servizi culturali a basso impatto ambientale
    3. azioni di pianificazione strategica, organizzativa ed operativa per la redazione e attuazione di piani di sviluppo di governance e di misurazione degli impatti ambientali, ivi compresi programmi di efficienza energetica; 
    4. prodotti culturali con una forte componente educativa e didattica finalizzati alla sensibilizzazione del rispetto dell’ambiente
    5. attività di sviluppo e prototipazione sperimentale, finalizzate all’ecodesign dei prodotti e al recupero, riuso, riciclo di prodotti.
     

    I progetti proposti devono essere conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e devono concorrere al raggiungimento degli scopi del Green Deal europeo e alla transizione ecologica, coniugando design e sostenibilità, sensibilizzando e diffondendo consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera culturale e creativa.

     

    I contributi possono essere utilizzati a parziale copertura delle seguenti spese:

    1. impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili di ultima generazione, a basso impatto ambientale e finalizzati all’utilizzo del ciclo produttivo green. 
    2. servizi specialistici e beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al progetto da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa;
    3. opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile, per l’adeguamento alle condizioni necessarie alla realizzazione dell’investimento proposto e finanziato, delle unità locali dei soggetti realizzatori.
    4. capitale circolante, fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile e, a tal riguardo, nello specifico:
      • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti connessi al processo produttivo, purché strettamente funzionali al progetto finanziato e a basso impatto ambientale;
      • utenze relative all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • canoni di locazione relativi all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • prestazioni di servizi strettamente funzionali al progetto finanziato non rientranti direttamente nelle spese per servizi specialistici di cui al comma 1 lett. b), ma comunque connessi ad esigenze derivanti dalla realizzazione del progetto; e. nuovo personale assunto per il progetto finanziato, che non benefici di altre agevolazioni.

     

    L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un costo ammissibile solo se questa non sia recuperabile.

    Qual è l’entità del contributo e come fare domanda?

    Le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto e nella misura massima dell’80% del progetto di spesa ammissibile e, comunque, per un importo massimo pari a euro 75.000

    I progetti proposti possono avere un valore massimo di euro 100.000, dovranno avere durata massima pari a 18 mesi e dovranno in ogni caso concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

    I soggetti in linea con i requisiti dell’Avviso Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi, potranno presentare domande esclusivamente su Invitalia,  a partire dalle ore 12:00 dell’11 maggio 2023 ed entro e non oltre le ore 18:00 del 12 luglio 2023.

     

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  • Green Transition Fund: il Fondo per startup attive nella transizione ecologica

    Di cosa si tratta?

    Il Green Transition Fund (GTF) è un fondo istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (recentemente rinominato Ministero delle Imprese e del Made in Italy) con fondi del PNRR e gestito da CDP Venture Capital SGR finalizzato a effettuare investimenti diretti e indiretti a sostegno della transizione ecologica.

    Il Fondo è stato istituito con Decreto MiSE del 3 marzo 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 maggio 2022. E’ seguito poi un accordo finanziario tra il MiSE e CDP Venture Capital SGR per regolamentare la modalità di utilizzo delle risorse e gli obblighi tra le parti.

    In particolare, il GTF risponde alla Missione 2, Componente 2 del PNRR e, più in particolare, attua l’Investimento 5.4 “Supporto a startup e venture capital attivi nella transizione ecologica” ed è stato finanziato con 250 milioni di euro, che entro il 30 giugno 2026 dovranno essere utilizzati proprio nel settore delle tecnologie verdi.

    La strategia di investimento del GTF andrà a privilegiare energie rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile, efficienza energetica, gestione dei rifiuti e stoccaggio dell’energia, insieme agli altri ambiti della green transition, o transizione ecologica.

    Come funziona il Green Transition Fund e quali sono le operazioni ammissibili?

    Il GTF effettuerà investimenti diretti o indiretti in start-up innovative di micro, piccola o media dimensione, ma dall’elevato potenziale di sviluppo. La startup privilegiate saranno quelle che operano nelle filiere della transizione ecologica o che realizzano progetti innovativi in chiave green. I progetti innovativi delle startup possono anche essere già avviati, purché dopo il 1° febbraio 2020 e devono presentare un alto grado di scalabilità.

    In ogni caso, come avviene anche per altre misure del PNRR, almeno il 40% delle risorse deve essere destinato a piani di sviluppo da realizzarsi nelle Regioni del Sud, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Per le operazioni è previsto un periodo di investimento di 5 anni, a cui ne seguiranno altri 5 per la gestione del portafoglio.

    Gli importi dell’investimento saranno compresi fra 1 e 15 milioni di euro nel caso di investimenti diretti, mentre per quelli indiretti il range entro cui operare è compreso fra i 5 e i 20 milioni di euro.

    Ti stai chiedendo quale sia la differenza tra i due tipi di investimento? 

    Rientrano tra gli investimenti diretti le operazioni in equity, quasi equity, debito e quasi debito.

    Gli investimenti indiretti prevedono invece che l’operazione venga compiuta non direttamente sulla startup, ma attraverso fondi target di soggetti terzi: il Fondo può quindi investire in altri fondi di venture capital e in programmi di incubazione/accelerazione, che abbiano sempre il fine di favorire la transizione ecologica e l’innovazione.  

    Chi sono quindi i beneficiari del Fondo?

    A poter beneficiare delle risorse del Fondo sono quindi le startup innovative di micro, piccola o media dimensione e i venture capital, attivi nel settore green.

    Il principio DNSH

    Come previsto per  tutti i fondi PNRR, anche in questo caso gli investimenti dovranno essere conformi al principio DNSH (Do Not Significant Harm, non arrecare un danno significativo, inteso come danno all’ambiente).  Come ulteriore conseguenza di questo principio, ci sono alcune tipologie di attività che non possono ricevere investimenti da parte del Fondo: oltre a tutte quelle che possono provocare danni all’ambiente, sono escluse anche quelle legate ai combustibili fossili o che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai parametri di riferimento, quelle connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico e quelle per cui lo smaltimento dei rifiuti a lungo termine potrebbe causare un danno all’ambiente

    Sono inoltre preclusi gli investimenti in attività con codici Ateco ambientalmente dannosi: 05: estrazione di carbone (esclusa torba); 06: estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; 07: estrazione di minerali metalliferi; 08.9: estrazione di minerali e prodotti di cava n.c.a (e in generale tutta la sezione b – attività estrattiva); 24.46: trattamento dei combustibili nucleari; 09: attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale; 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; 35.2: produzione di gas; distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte; 38.21: trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi; 38.22: trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi.

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  • Fondo impresa femminile: contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili, con Avviso del 7 giugno 2022 è disposta, con effetto dall’8 giugno 2022, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande relative alle agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

    200 milioni di euro per creare o sviluppare nuove imprese femminili

    Sei un’imprenditrice o una lavoratrice autonoma? Vuoi creare una nuova realtà imprenditoriale al femminile o far crescere un’impresa già attiva? Per te esiste fondo impresa  femminile.

    Nel decreto pubblicato il 14 dicembre 2021 in Gazzetta Ufficiale, è stato istituito il nuovo fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile: parliamo di 200 milioni di euro stanziati per il 2022 e altre risorse complementari dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Se vuoi sapere cos’è il Pnrr in sintesi, ti suggerisco di guardare l’articolo del nostro blog.

    Vediamo insieme quali sono le agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile.

    Fondo impresa donna: requisiti

    Possono richiedere le agevolazioni le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia.

    Ricordati che potrai richiedere per la tua impresa femminile se rientri in una di queste categorie:

    • cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie;
    • società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne;
    • imprese individuali con titolare donna;
    • lavoratrici autonome con partita IVA.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa femminile dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

    Fondo impresa femminile: l’agevolazione

    Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero, che variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa e dell’ammontare si spesa.

    Gli incentivi finanziano programmi di investimento per l’avvio o lo sviluppo delle imprese femminili da realizzare in 24 mesi.

    La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili:

    • Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili;
    • Agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili già costituite.

    1) Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili

    Se sei una libera professionista e vuoi costituire una nuova impresa (oppure la tua impresa è stata costituita da meno di 12 mesi), puoi presentare progetti d’investimento fino a € 250.000.

    L’agevolazione mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:

    • per progetti fino a € 100.000, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di € 50.000;
    • per progetti fino a € 250.000, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di € 125.000.

    2) Agevolazioni per lo sviluppo di imprese già costituite

    Se, invece, hai già un’impresa femminile e desideri svilupparla e consolidarla, avrai a disposizione un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero (da rimborsare in ben 8 anni!), il tutto con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di €320.000.

    Ancora una volta, le agevolazioni sono articolate a seconda del tipo di beneficiario. Se la tua impresa:

    • E’ costituita da meno di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili, con un 50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento agevolato;
    • E’ costituita da più di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

    Ma c’è di più! In aggiunta a tali agevolazioni, sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di € 4.000 per impresa, che potrai usufruire in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte sotto forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

    Ma quali sono le spese ammissibili?

    Potrai richiedere l’agevolazione per sostenere progetti realtivi all’avvio e la costituzione di una nuova impresa femminile, oppure per il suo sviluppo e consolidamento, nei seguenti settori:

    • industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
    • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
    • commercio e turismo.

    Tieni a mente, tuttavia, che le iniziative dovranno essere realizzate entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

    Vediamo ora quali sono le spese ammissibili che potrai agevolare con il Fondo impresa femminile 2022:

    1. Beni materiali: macchinari, impianti, attrezzature, opere edili (ristrutturazioni) per un max 30% di tutto il piano di spesa.
    2. Beni immateriali: software, consulenze/ know capitalizzabili, brevetti, licenze, marchi.
    3. Servizi in cloud: funzionali ai processi portanti della gestione aziendale.
    4. Personale dipendente: assunto – a tempo determinato o indeterminato – dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nella realizzazione dell’iniziativa agevolata.
    5. Capitale circolante

    Quando puoi presentare la domanda per accedere al Fondo impresa donna?

    La presentazione della domanda prevede una prima fase di compilazione e un successivo invio della stessa da effettuare sulla piattaforma on line di Invitalia, che verrà attivata nelle date di apertura dello sportello.

    Lo sportello verrà infatti aperto in due fasi successive:

    Per le nuove imprese:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022

    Per le imprese avviate:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022

    Per accedere alla piattaforma web di Invitalia è necessario essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE). Inoltre, è importante assicurarsi di disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante della società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica (in qualità di socio o soggetto referente) della società costituenda.

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  • Pnrr in sintesi: cos’è il Piano Nazionale di ripresa e resilienza

    Cosa significa Pnrr, il piano dell’Italia per superare la crisi economica e sociale

    Pnrr: cosa significa

    Pnrr in sintesi è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto anche come Italia Domani). È il piano elaborato dall’Italia per superare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

    Fornisce un vasto programma di riforme che verrà avviato, da qui fino al 2026, per investire i 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa.

    Cos’è il Pnrr?

    Quando parliamo del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci riferiamo a un programma di oltre 200 pagine di non semplice comprensione che servirà ad accedere alle risorse economiche previste dal Next Generation EU.

    Sul PNRR aleggia un velo di mistero, sotto il quale si nascondono tante domande: quali sono gli obiettivi del piano? Da dove arrivano le risorse economiche? Quanti miliardi verranno stanziati? Quali sono i temi interessati? Ma soprattutto, quali imprese potranno realmente accedere alle risorse economiche?

    Cerchiamo subito di dare una risposta a queste (e a tante altre) domande.

    Da dove arrivano le risorse economiche?

    Facciamo un po’ di chiarezza rispondendo a una semplice domanda: da cosa nasce il PNRR? Per dare una risposta esaustiva dobbiamo partire dal NGEU. Il programma Next Generation EU (NGEU), infatti, è un fondo che intende sostenere il rilancio economico degli Stati della Comunità Europea a seguito della pandemia da Covid-19. Comprende due strumenti di sostegno agli Stati membri:

    1. Il REACT-EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe), che vale 47,5 miliardi ed è stato concepito in un’ottica di più breve termine (2021-2022) per aiutare nella fase iniziale di rilancio delle economie.
    2. Il Recovery and Resilience Facility (RRF), che ha invece una durata di sei anni, (dal 2021 al 2026) e la sua dimensione totale è pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi prestiti a tassi agevolati.

     

    All’Italia spetteranno €13,5 miliardi dal React-EU, €191,5 miliardi dal RRF e ben €31 miliardi dal Fondo Complementare Nazionale.

    Chi beneficerà degli investimenti europei?

    … Ma chi beneficerà degli incentivi europei? La risposta è nella struttura del Pnrr.

    Tutte le riforme e i relativi investimenti sono raggruppati in 6 Missioni, ciascuna delle quali rappresenta un settore di investimento:

    Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
    Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
    Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    Missione 4: Istruzione e ricerca
    Missione 5: Inclusione e coesione
    Missione 6: Salute

    Ogni Missione contiene, al suo interno, riforme ed incentivi economici rivolti a Imprese, Pubblica Amministrazione, famiglie, ricerca e innovazione, comuni, ed il Mezzogiorno.

    Quali sono i bandi e le agevolazioni del Pnrr?

    Grazie al Pnrr sono state pensate numerose agevolazioni su svariati temi, come l’economia circolare (Missione 2), con l’obiettivo di realizzare la transizione verde ed ecologica, oppure ricerca e sviluppo (Missione 4) al servizio delle imprese, ma anche la mobilità sostenibile (Missione 3) e l’empowerment femminile, grazie al Fondo impresa femminile.

     

    Se vuoi scoprire quali sono le agevolazioni del Pnrr per la tua impresa, lascia un commento o clicca il tasto arancione per contattarci: sapremo consigliarti la soluzione migliore per te!


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  • PNRR, Missione 5: Inclusione e coesione

    Sostegno all’empowerment femminile, contrasto alle discriminazioni di genere, incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, sviluppo del Mezzogiorno PNRR Missione 5: Coesione e inclusione

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cosa è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 5, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Inclusione e coesione.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la Missione 5 mette in campo risorse pari a 19,81 miliardi di euro, ripartite in 3 aree di intervento:

    1. Politiche per il lavoro (€6,66 mld);
    2. Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore (€11,17 mld);
    3. Interventi speciali per la coesione territoriale (€ 1,98 mld).

     

    Questa missione, come le precedenti, si rivolge a soggetti specifici. Scopriamoli subito!

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Per imprese che vogliono investire nella formazione dei propri lavoratori occupati, è stato rafforzato il Fondo nuove competenze, istituito per consentire alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro, al fine di favorire attività di formazione (sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali). In questo modo, individuato il fabbisogno formativo per la specifica azienda, il settore o il territorio, si assicura l’aggiornamento professionale richiesto mettendo in capo alle risorse del Fondo il costo delle ore trascorse in formazione.

    Tra gli investimenti più interessanti rientra quello relativo alla creazione di imprese femminili. Il progetto ha lo scopo aumentare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro grazie a investimenti economici e servizi di supporto. Questi interventi economici sosterranno:

    • Imprese già costituite a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile (digitalizzazione delle linee di produzione, passaggio all’energia verde, ecc.) che realizzino progetti aziendali innovativi riguardanti la digitalizzazione delle linee di produzione o passaggio all’energia verde;
    • Attività imprenditoriali in fase di avvio, attraverso la definizione di un’offerta che venga incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale (mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc.)
    • Azioni di comunicazione che valorizzino l’imprenditorialità femminile, in particolare, presso scuole e università, creando un clima culturale favorevole ed emulativo.

    Il “Fondo Impresa Donna”

    Dal punto di vista operativo sarà creato e attivato il “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile. Questo fondo rafforzerà finanziariamente:

    • Una serie di misure già esistenti lanciate per supportare l’imprenditoria, come Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start (la prima misura supporta la creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, la seconda supporta start-up e PMI innovative), i cui schemi saranno modificati e calibrati per dedicare risorse specificatamente all’imprenditoria femminile;
    • Il nuovo Fondo per l’imprenditoria femminile (previsto dalla Legge di Bilancio 2021).

    Altri incentivi interessanti

    Un altro investimento che riguarda molto da vicino le imprese è quello per il “Sistema duale”. Il duale è una modalità di apprendimento basata sull’alternanza di momenti formativi “in aula” (presso una istituzione formativa) e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi” (presso una impresa/organizzazione). Il progetto dispone di un ammontare complessivo di 600 milioni di euro.

    Perché è interessante? Ai datori di lavoro privati di tutti i settori che attivano percorsi in duale spettano sgravi contributivi e fiscali, sgravi retributivi e incentivi economici!

    Rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES)” punta a semplificare il sistema di governance delle ZES (Regione Campania; Regione Calabria; Ionica Interregionale nelle regioni Puglia e Basilicata; Adriatica Interregionale nelle Regioni Puglia e Molise; Sicilia occidentale; Sicilia orientale; Regione Abruzzo) per favorire l’insediamento di nuove imprese.

    Altri attori coinvolti sono quelli del Terzo settore, per i quali sono stati dedicati “Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore”. La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socio-educativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore.

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  • PNRR, Missione 6: Salute

    Tutti i principali  del PNRR per lo sviluppo e l’ammodernamento del Sistema Sanitario Nazionale: scopri Pnrr Missione 6 e i vantaggi per le !

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU. È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo approfondiremo il PNRR Missione 6 dedicato alla salute.

    Alla luce delle lezioni apprese durante l’emergenza sanitaria e pandemica, questa Missione vuole rafforzare la risposta sanitaria territoriale e ospedaliera, nonché promuovere l’attività di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Veniamo al dunque: quante risorse sono state previste per la Missione 6? La disponibilità totale della misura ammonta a 15,63 miliardi di euro.

    Nello specifico, queste risorse sono suddivise in due ambiti di intervento:

    1. Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale (€7,00 mld);
    2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale (€8,63 mld).

     

    Come potranno le imprese beneficiare di queste risorse?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Come immaginiamo, la Missione 6 si concentra su tutto quello che riguarda il Sistema Sanitario Nazionale, comprese le infrastrutture ad esso connesse e il personale dipendente.

    Verrebbe quindi da chiedersi: come una PMI può essere inclusa in questa Missione?

    La risposta è piuttosto semplice. Come è già successo per altre Missioni, le PMI possono essere coinvolte trasversalmente nel momento in cui ad esempio, come in questo caso, sono previsti dei finanziamenti riguardanti progetti di ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.

    Il PNRR, infatti, prevede l’acquisto di nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico (TAC, risonanze magnetiche, Acceleratori Lineari, Sistema Radiologico Fisso, Angiografi, Gamma Camera, Gamma Camera/TAC, Mammografi, Ecotomografi) da parte di imprese fornitrici. Un’occasione da non perdere, con un investimento complessivo pari a 4,05 miliardi di euro, e con scadenza ravvicinata; la pubblicazione della procedura di gara e la stipula dei contratti con i fornitori è prevista per il 2022.

    E non è finita qui: nell’investimento chiamato “Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN”, si prevede di potenziare il sistema della ricerca biomedica in Italia, favorendo il trasferimento tecnologico tra ricerca e imprese.

    Per raggiungere questo obiettivo, saranno finanziati progetti Proof of Concept (PoC) che puntano a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali. Tutto questo attraverso la predisposizione di prototipi per la commercializzazione e la mitigazione dei rischi potenziali – derivanti da eventuali brevetti, licenze o barriere all’entrata – che potrebbero scoraggiare gli investitori di mercato.

    Dunque non c’è tempo da perdere: per la realizzazione dei progetti PoC sono previsti bandi di gara del valore complessivo di 0,1 miliardi di euro, da assegnare entro la fine del 2023 e la fine del 2025.

    Altri incentivi interessanti

    Fra gli altri investimenti interessanti da tenere sott’occhio vi è quello dedicato alla formazione del personale medico sanitario (un’opportunità che potrebbe rivolgersi, seppur indirettamente, alle realtà che erogano corsi di formazione specifici per il settore).

    Saranno infatti stanziati 0,74 miliardi di euro per potenziare competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del SSN, da mettere in campo entro l’orizzonte del PNRR (metà 2026). Ciò avverrà attraverso:

    • L’incremento delle borse di studio in medicina generale, garantendo il completamento di tre cicli di apprendimento triennali;
    • L’avvio di un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere a tutto il personale sanitario e non sanitario degli ospedali;
    • L’attivazione di un percorso di acquisizione di competenze di management per professionisti sanitari del SSN, al fine di prepararli a fronteggiare le sfide attuali e future in una prospettiva integrata, sostenibile, innovativa, flessibile, sempre orientata al risultato.

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  • PNRR, Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

    Economia circolare, agricoltura sostenibile, energie rinnovabili e mobilità sostenibile; scopri tutti gli incentivi “green” del PNRR Missione 2

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 2, ovvero la sezione del PNRR dedicata a Rivoluzione verde e transizione ecologica.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse economiche sono previste?

    Prima di procedere, è importante sottolineare che quello che stiamo analizzando è l’ambito del PNRR con maggiore dotazione finanziaria. La motivazione è semplice: l’obiettivo quello di rispondere prontamente e concretamente agli effetti dei cambiamenti climatici.

    Veniamo dunque ai numeri: per questa Missione sono stati stanziati ben 59,47 miliardi di euro, ripartiti rispettivamente in 4 aree tematiche.

    Andiamo a vedere quali:

    1. 5,27 mld di euro andranno a “Economia circolare e agricoltura sostenibile”;
    2. 23,78 mld di euro saranno riservati alla “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”
    3. 15,36 mld di euro sono destinati a “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”
    4. 15,06 mld di euro sono dedicati alla “Tutela del territorio e della risorsa idrica”

     

    Ma a quali PMI saranno destinati tutti questi questi incentivi?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    La Missione 2 è l’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con più risorse economiche. Ma quali sono le opportunità che le PMI dovranno cogliere?

    Un incentivo interessante è quello a sostegno dell’ammodernamento dei macchinari agricoli, l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni. Come? Attraverso un contributo in conto capitale, vale a dire una specifica tipologia di contributo a fondo perduto. L’investimento include inoltre l’ammodernamento delle fasi di lavorazione, stoccaggio e confezionamento di prodotti alimentari.

    La Missione 2 punta altresì su interventi, investimenti e riforme per incrementare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, con particolare focus su una mobilità più sostenibile e sulla decarbonizzazione di alcuni segmenti industriali, includendo l’avvio dell’adozione di soluzioni basate sull’idrogeno (in linea con la EU Hydrogen Strategy). Fra gli interventi interessanti di vi è senz’altro quello a supporto di startup e venture capital attivi nella transizione ecologica; a questo scopo, l’intervento prevede l’introduzione di un fondo dedicato (Green Transition Fund).

    E le sorprese non finiscono qui: è prevista l’estensione della misura del Superbonus 110% – fino al 2023. Il sostegno sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni, e saranno disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali.

    Nonostante non riguardi direttamente le imprese, questa misura porterà un aumento della richiesta per le imprese del settore edile e dei settori ad esso collegati (quindi ristrutturazioni edilizie, architetti, ingegneri, produttori di infissi, caldaie, finestre ecc…).

    Incentivi energetici nel settore agroalimentare

    Se la tua impresa ha a che fare con il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo, c’è un intervento riservato a te che riguarda lo sviluppo della logistica! Il suo scopo è quello di migliorare la sostenibilità con una serie di interventi, che prevedono il miglioramento dell’accessibilità ai villaggi merci e ai servizi hub e della capacità logistica dei mercati all’ingrosso, il miglioramento della capacità di stoccaggio delle materie prime, la garanzia di tracciabilità dei prodotti e riduzione degli sprechi alimentari e potenziamento della capacità di esportazione delle PMI agroalimentare italiane.

    Non allontanandoci dal settore agricolo, la misura “sviluppo agro-voltaico” prevede l’implementazione di sistemi ibridi di produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, e il monitoraggio delle realizzazioni e della loro efficacia, con la raccolta dei dati sia sugli impianti fotovoltaici sia su produzione e attività agricola sottostante, al fine di valutare il risparmio idrico, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

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  • PNRR, Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo

    Tutte le principali agevolazioni per digitalizzazione, competitività delle PMI e per gli attori del settore turistico e culturale previste dal PNRR Missione 1

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali sono le opportunità che offre alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Cominciamo rispondendo a una semplice domanda: cos’è il PNRR?

    È il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 1, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse economiche sono previste?

    Sono previsti complessivamente per la Missione 1 ben 40,32 miliardi di euro, così ripartiti nelle diverse aree tematiche:

    1. 9,75 mld di euro andranno alla “Digitalizzazione innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione”;
    2. 23,89 mld di euro saranno destinati alla “Digitalizzazione, innovazione e capacità di comunicazione del sistema produttivo”;
    3. 6,68 mld di euro spetteranno a “Turismo e Cultura 4.0”.

     

    Per il PNRR, la digitalizzazione è un tema fondamentale comune a tutte le Missioni, per il quale, come vedremo, sono previste importanti misure.

    Missione 1: Quali sono le opportunità per le PMI?

    La Missione 1 è uno degli ambiti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con più risorse economiche. Ma quali sono le opportunità che le PMI dovranno cogliere per superare la crisi economica e sanitaria causata dal Covid-19?

    Cominciamo dalle imprese culturali/creative e start-up innovative: grazie agli incentivi, potranno sostenere la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto, con l’obiettivo finale di stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza.

    Piano Transizione 4.0

    Un’ottima opportunità per le PMI che vogliono investire nel proprio business è il nuovo piano per la Transizione 4.0.

    Il Piano costituisce un’evoluzione del precedente programma “Industria 4.0” (introdotto nel 2017), e permette alle imprese di usufruire di incentivi per la transizione digitale, agevolando gli investimenti in tecnologie all’avanguardia così come in ricerca, sviluppo e innovazione. Ma cosa prevede il piano Transizione 4.0?

    Si tratta di un riconoscimento di tre tipologie di crediti d’imposta alle imprese che investono in:

    1. Beni strumentali;
    2. Ricerca, sviluppo e innovazione;
    3. Attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.

     

    Se hai una PMI e vuoi investire nella tua attività, questa è sicuramente l’opportunità che fa al caso tuo!

    Internazionalizzazione – Riapertura e rifinanziamento Fondo 394/81 Simest

    Il tuo sogno nel cassetto è quello di internazionalizzare la tua impresa?

    Abbiamo ottime notizie per te: il PNRR prevede un rifinanziamento del Fondo gestito da SIMEST, che eroga contributi e prestiti agevolati a imprese italiane operanti sui mercati esteri.

    Quali spese saranno agevolate? Facciamo degli esempi:

    • studi di fattibilità,
    • partecipazioni a fiere internazionali,
    • servizi di consulenza da parte di personale specializzato sui temi legati all’internazionalizzazione ed al commercio digitale
    • … e molto altro ancora!

    Altre agevolazioni interessanti

    Se fai parte degli attori del settore turistico, potrai sfruttare tutti gli incentivi messi in atto per la Componente 3, “Turismo e Cultura 4.0” per innalzare gli standard di offerta e migliorare i servizi per i visitatori. È infatti prevista la definizione di un fondo ad hoc capace di attrarre investitori privati (supporto BEI) definendo dei precisi strumenti di azione:

    1. Il credito d’imposta per le strutture ricettive;
    2. Una sezione speciale del fondo di garanzia;
    3. Incentivi all’aggregazione delle imprese turistiche;
    4. Il Fondo nazionale per il turismo e il Fondo per il turismo sostenibile.

     

    Tra le opportunità imperdibili rientra certamente il rientra il Credito fiscale (da 530 milioni di euro) che prevede incentivi per aumentare la qualità dell’ospitalità turistica con investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale (fonti rinnovabili a minor consumo energetico) alla riqualificazione e all’aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane.

    Per la cultura sarà possibile da un lato incentivare i processi di upskilling e reskilling degli operatori culturali (su tematiche di digitalizzazione ed ecologia), dall’altro favorire l’innovazione del sistema turistico italiano e l’industria culturale e creativa 4.0, con l’obiettivo di organizzare e conservare il patrimonio culturale italiano.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • PNRR, Missione 4: Istruzione e ricerca

    PNRR, Missione 4: Istruzione e ricerca

    Ecco come il PNRR incentiva Ricerca e Sviluppo per il mondo dell’imprenditoria. Preparati a cogliere le opportunità offerte dal PNRR Missione 4!

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 4, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Istruzione e ricerca.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Non ci sorprenderà sapere che le risorse previste per Istruzione e ricerca ammontano a 30,88 miliardi di euro. Come le altre Missioni, anche la quarta ripartisce incentivi e investimenti in distinte aree di intervento:

    1. Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università (€19,44 mld)
    2. Dalla ricerca all’impresa (€11,44 mld)

     

    Si classifica come la terza Missione del PNRR per numero di risorse: ma chi potrà beneficiarne?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Iniziamo con le opportunità più interessanti per le imprese parlando del Fondo per il Programma Nazionale Ricerca (PNR), il fondo previsto dal Piano Nazionale le cui aree di intervento riflettono i sei cluster del Programma quadro europeo di ricerca e innovazione 2021-2027 (salute; cultura umanistica, creatività, trasformazioni sociali, una società dell’inclusione; sicurezza per i sistemi sociali; digitale, industria, aerospaziale; clima, energia, mobilità sostenibile; prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente).

    Sono previsti anche incentivi per finanziare fino a un massimo di 15 programmi di ricerca e innovazione, realizzati da partenariati allargati a Università, centri di ricerca e imprese.

    I programmi verranno selezionati sulla base della rispondenza a tre criteri:

    1. adesione agli obiettivi e alle priorità del PNR;
    2. livello di TRL e di SRL (Technology/Society Readiness Level)
    3. coerenza con i programmi europei (come, ad esempio, il programma KIC promosso dall’EIT).

    L’investimento medio in ogni programma sarà circa di 100 milioni di euro, con un contributo per ogni progetto parte del programma di importo compreso tra 5 e 20 milioni di euro e un contributo per l’assunzione di ricercatori a tempo determinato.

    È previsto anche il finanziamento della creazione di centri di ricerca nazionale, selezionati con procedure competitive, che siano in grado di raggiungere, attraverso la collaborazione di Università, centri di ricerca e imprese, una soglia critica di capacità di ricerca e innovazione. La selezione dovrebbe avvenire con appositi bandi, il primo dei quali verrà emanato entro l’inizio del 2022.

    La Missione 4 supporterà la creazione e il rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”, attraverso il finanziamento di progetti finalizzati a ridurre il mismatch tra competenze richieste dalle imprese e competenze fornite dalle università e a sviluppare attività di ricerca condotte e/o infrastrutture di ricerca realizzate congiuntamente dalle Università e dalle imprese, in particolare le PMI.

    Per sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, individuati con specifici bandi per la partecipazione ai partenariati per la ricerca e l’innovazione (European Partnerships), c’è l’investimento “Paternariati – Horizon Europe”. La misura è destinata alle imprese (di qualsiasi dimensione) e Centri di ricerca. Le stime prevedono una considerevole partecipazione da parte del mondo imprenditoriale (+194 imprese coinvolte) e un conseguente aumento degli investimenti privati in R&S per un target da raggiungere al 2026 pari a 286 milioni di euro.

    Altri incentivi interessanti

    Rientra tra gli interventi a sostegno delle PMI l’intervento previsto dal PNRR che vuole aumentare i servizi tecnologici avanzati a beneficio delle aziende focalizzandosi su tecnologie e specializzazioni produttive di punta. Come? Attraverso il sostegno di una rete di 60 centri (Centri di Competenza, Digital Innovation Hub, Punti di Innovazione Digitale) incaricati dello sviluppo progettualità, dell’erogazione alle imprese di servizi tecnologici avanzati e servizi innovativi e qualificanti di trasferimento tecnologico.

    Non possiamo, infine, tralasciare una misura che riguarda da vicino le startup. È un intervento che integra le Risorse del fondo Nazionale Innovazione, lo strumento gestito da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere lo sviluppo del Venture Capital in Italia.

    Grazie a questa iniziativa, sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo, finanziando investimenti privati in grado di generare impatti positivi e valore aggiunto sia nel campo della ricerca sia sull’economia nazionale. L’investimento consentirà di sostenere 250 piccole e medie imprese innovative con investimenti per 700 milioni di euro.

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