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Tag: Ricerca e Sviluppo

  • Piemonte: agevolazione per Ricerca e Sviluppo

    Piemonte: agevolazione per Ricerca e Sviluppo – il bando per le imprese

    La Regione Piemonte ha lanciato un bando, di prossima apertura, a favore delle imprese regionali denominato “Supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione dei relativi risultati funzionali all’accelerazione della messa in produzione e/o commercializzazione” Con una copertura finanziaria di 80 milioni, la misura fa parte di una strategia più ampia finalizzata a promuovere una trasformazione economica innovativa e intelligente e a potenziare la connettività regionale e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), con l’obiettivo di rendere l’Europa più competitiva e intelligente.

    Il bando si propone di sostenere le attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione delle imprese e dell’ecosistema della ricerca piemontese, nonché la transizione dei relativi risultati alle fasi di avvio industriale e/o commerciale, favorendo in tal modo lo sviluppo e l’avanzamento di risultati scientifici e tecnologici di rilievo, come definiti nella Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente 2021-2027 della Regione Piemonte. Inoltre, il bando si concentra sulla validazione e incorporazione dei risultati nei processi produttivi e nell’offerta delle imprese, al fine di creare vantaggi competitivi e opportunità di business.

    Per raggiungere tali obiettivi, il bando si articola in due linee di intervento con categorie progettuali ammissibili diverse.

    Vediamo quali sono e come richiedere l’agevolazione!

    Linee di intervento e progetti ammissibili

    La Linea 1, intitolata “Supporto alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (R&D challenges)“, si rivolge a progetti che presentano un livello medio-basso di investimento e sfide o obiettivi circoscritti. Questi progetti possono essere presentati sia da singole imprese sia da partenariati collaborativi tra imprese, organismi di ricerca ed eventuali utenti finali. 

    La Linea 1 accoglie anche proposte in una fase più avanzata ma che non hanno ancora ottenuto la validazione tecnico-economica per l’avvio industriale o commerciale. I progetti di questa linea possono avere una durata massima di 24 mesi.

    La Linea 2, denominata “Supporto alle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione in fase avanzata CONFIGURANTI un piano definito di valorizzazione industriale/commerciale dei risultati (Production & Market challenges – P&M challenges)“, si concentra su progetti che hanno già definito un piano di valorizzazione industriale o commerciale dei risultati. Questa linea supporta attività di sviluppo sperimentale avanzato, ingegnerizzazione, industrializzazione, validazione e valorizzazione economica dell’innovazione. I progetti possono essere presentati da singole PMI o in collaborazione con organismi di ricerca e devono dimostrare un solido presupposto di ricerca e sviluppo. La Linea 2 accoglie sia progetti collaborativi che progetti di singole PMI, con durata fino a 30 mesi.

    Sia per la Linea 1 che per la Linea 2, i progetti devono rientrare nell’ambito della ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione, e devono presentare un livello di innovatività e qualità tecnico-scientifica rilevanti. Inoltre, i progetti di entrambe le linee devono essere coerenti con la Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente e dimostrare la fattibilità tecnico-economica per la messa in produzione o il lancio sul mercato.

    I Beneficiari

    La misura si rivolge principalmente al tessuto imprenditoriale piemontese. Nello specifico, possono presentare proposte progettuali e beneficiare dei contributi per attività di ricerca e sviluppo i seguenti soggetti operanti sul territorio della Regione Piemonte:

    • le MPMI (anche innovative);
    • le startup innovative;
    • le GI, solo in collaborazione con MPMI. Le sole small-mid caps possono partecipare anche in forma singola sulla Linea 1;
    • gli organismi di ricerca piemontesi (esclusivamente in collaborazione con le imprese) su entrambe le Linee, con requisiti diversi ed entro soglie differenti a seconda delle categorie progettuali applicate.
     Occorre specificare che, in caso di progetto collaborativo, la quota minima di partecipazione delle PMI non può essere inferiore al 30% del costo complessivo ammissibile della proposta progettuale. 

    Tipologia ed entità dell’agevolazione per Ricerca e Sviluppo

    L’agevolazione prevista nel bando “Supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione dei relativi risultati funzionali all’accelerazione della messa in produzione e/o commercializzazione” viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. L’entità del contributo varia in base alla tipologia di beneficiario e alle attività svolte, in conformità alle diverse Linee di intervento e categorie progettuali ammissibili, nonché degli articoli del Regolamento UE 651/2014, assunto come regime di aiuto.

    Ad ogni modo, l’entità del contributo non potrà essere superiore al:

    • 60% delle spese ammissibili per ciò che concerne le micro e piccole imprese;
    • 50% per quanto riguarda le medie imprese;
    • 40% per le GI partecipanti in collaborazione con le MPMI.
      Per conoscere le modalità di presentazione della domanda e ulteriori dettagli sugli importi del contributo e sui  minimi e massimi degli investimenti ammissibili, sarà necessario attendere l’uscita del bando, prevista entro luglio 2023.   

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  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

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  • Nuovo Patent Box

    Nuovo Patent box: di cosa si tratta?

    Il nuovo Patent Box è finalizzato a promuovere la creazione e lo sfruttamento economico di specifici beni immateriali nello svolgimento della propria attività d’impresa. 

    Così come riformulato dall’art. 6 del D.L. 146/2021, questo regime fiscale agevolato consiste in una deduzione maggiorata dei costi di Ricerca & Sviluppo sostenuti per alcuni beni immateriali utilizzati nell’attività di impresa e per i quali si detiene un diritto allo sfruttamento economico. 

    L’agevolazione può comprendere il recupero delle spese relative anche agli 8 anni fiscali precedenti il conseguimento della privativa ed è cumulabile, secondo precise regole, con il credito d’imposta R&S

    Come funziona il nuovo Patent box?

    A differenza della vecchia disciplina, che prevedeva una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’impiego di beni immateriali, il nuovo Patent Box riguarda invece le spese per attività di Ricerca e Sviluppo inerenti alcune tipologie di beni immateriali:

    • software coperti da copyright
    • brevetti industriali  (inclusi i brevetti per invenzione, le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione), brevetti per modello d’utilità, brevetti e certificati per varietà vegetali e topografie di prodotti a semiconduttori; 
    • disegni e modelli giuridicamente tutelati. 
     

    Il nuovo regime fiscale non si applica per i marchi di impresa e il know-how (informazioni  relative a esperienze maturate nel settore industriale, commerciale o scientifico che possono essere legalmente protette tramite formule e informazioni riservate. 

    Ma come funziona nel dettaglio? 

    Il nuovo Patent Box è rivolto a coloro che, a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021, ottengono un titolo di privativa industriale sui beni immateriali ammissibili.

    Grazie al Patent Box è possibile maggiorare del 110% le spese di ricerca e sviluppo che sono state state sostenute per il mantenimento, il potenziamento, la tutela e l’accrescimento del valore dei beni immateriali considerati ammissibili, ottenendo quindi, per tali spese, una deduzione fiscale maggiorata e, conseguentemente, un imponibile minore sul quale pagare IRES e IRAP. 

    Il titolare del diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali impiegati nelle attività d’impresa, potrà dedurre in maniera maggiorata non solo i costi sostenuti nel corso dell’anno di ottenimento della privativa, ma anche quelli degli otto periodi di imposta precedenti.

    Patent box: un esempio pratico

    Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio il tipo di beneficio che è possibile ottenere grazie all’agevolazione Patent Box.

    Poniamo il caso che un’impresa sostenga costi ammissibili per 200.000 euro. Ai fini della deducibilità, potrà calcolare questi costi con una maggiorazione del 110% e quindi come se avesse speso 220.000 euro. 

    Ipotizziamo che questa impresa debba pagare IRES (al 24%) e IRAP (al 3,9%) su un imponibile di 500.000. Da tale imponibile è possibile dedurre i costi di Ricerca e Sviluppo ammissibili, e grazie alla maggiorazione prevista dal Patent Box, l’impresa potrà dedurre 220.000 euro, anziché 200.000. Di conseguenza, pagherà IRES e IRAP su un imponibile di 280.000 euro (500.000 euro – 220.000 euro), invece che su un imponibile di 300.000 euro (cioè 500.000 euro – 200.000 euro), per un totale di 78.120 euro (27,9% di 280.000 euro) contro gli 83.700 euro (27,9% di 300.000) che avrebbe pagato senza l’opzione Patent Box, risparmiando quindi 5.580 euro. 

     

    Come accedere al Patent Box?

    Si tratta di un regime opzionale e l’esercizio di tale opzione dovrà essere comunicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale la stessa si riferisce. 

    In particolare, l’opzione verrà indicata nel quadro OP della dichiarazione dei redditi, mentre le specifiche relative alla tipologia e al numero dei beni agevolabili dovranno essere indicate nel quadro RS.

    L’opzione è irrevocabile, rinnovabile e di durata pari a cinque periodi di imposta.

    Ti rendi conto di quanto sia importante, per un’impresa, sfruttare ogni possibilità offerta dalla finanza agevolata?

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  • Agevolazioni per le tue spese in Ricerca e Sviluppo

    Ricerca e Sviluppo: cosa si intende?

    I bandi Ricerca e Sviluppo intendono incentivare quelle attività che, a partire da studi e ricerche, portano a sviluppare un’innovazione tecnologica, con un conseguente e importante vantaggio competitivo per le aziende e per il Paese stesso.

    Ecco perché esistono varie agevolazioni rivolte alle attività di Ricerca industriale, sviluppo sperimentale e Innovazione tecnologica, sia in forma di Credito d’imposta che di contributi/finanziamenti.

    Vediamo insieme alcune delle principali agevolazioni Ricerca e Sviluppo attualmente in essere o in arrivo.

    1) Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica, Design e Ideazione Estetica

    Il governo italiano, già da svariati anni, ha introdotto un sistema di agevolazioni fiscali per la ricerca e lo sviluppo, noto come “credito d’imposta ricerca e sviluppo“. Si tratta di una misura importante per incoraggiare le imprese a investire in ricerca e a sviluppare nuovi prodotti, tecnologie, servizi e processi innovativi.

    In particolare, questo bonus ricerca e sviluppo consiste in una detrazione fiscale in forma di credito d’imposta, che le aziende possono utilizzare per compensare l’imposta sui redditi. La percentuale di detrazione varia in base al tipo di attività che viene svolta. 

    Attualmente, il credito d’imposta è riconosciuto:

    • per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in misura pari al 10%, e nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, per gli anni fiscali 2023-2031;
    • per le attività Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati
      • in misura pari al 10% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per il 2023 (il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0)
      • in misura pari al 5% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per gli anni 2024-2025 (anche in questo caso il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green).
    • per le attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti,…), in misura pari al 10% per il 2023 e al 5% per il 2024 e 2025, sempre nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
     

    Il credito d’imposta copre una serie di spese sostenute per progetti di ricerca e sviluppo, tra cui il personale, l’acquisto di materiali e la consulenza specialistica. Le imprese possono richiedere il credito d’imposta ogni anno, aumentando così il loro potenziale di investimento in ricerca e sviluppo.

    L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

    Per accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo, è necessario presentare un apposito progetto di ricerca e sviluppo, che vada ad affrontare tematiche inerenti la creazione di nuove conoscenze scientifiche e tecniche, l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti e servizi, nonché l’innovazione dei processi produttivi.

    Ricorda inoltre che generalmente il bonus Ricerca e Sviluppo può essere utilizzato anche in combinazione con altri bandi Ricerca e Sviluppo.

     

    finanziamenti ricerca e sviluppo
    Agevolazioni Ricerca e Sviluppo

    2) Fondo per la Ricerca e lo Sviluppo Industriale e Biomedico

    Il Fondo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2022, ma solo a dicembre dello stesso anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale 20 ottobre 2022 che ne definisce il funzionamento.

    Il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico è un’altra iniziativa importante per promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico in Italia, ponendosi come obiettivo quello di sostenere progetti di ricerca e sviluppo in ambito industriale e biomedico, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende. Il finanziamento è rivolto sia a progetti di ricerca applicata che a progetti di sviluppo tecnologico e innovazione di prodotto.  La finalità del fondo è di potenziare la ricerca, lo sviluppo e la riconversione industriale del settore biomedico per la produzione di farmaci e vaccini, di prodotti per la diagnostica e di dispositivi medicali. Inoltre, il Fondo supporta la creazione di nuove imprese innovative, favorendo la nascita di nuove idee e potenziando il sistema produttivo nazionale.

    Il suo funzionamento è basato su un sistema di finanziamenti mirati ad incentivare progetti innovativi nel campo dell’industria e della biomedicina, attraverso diverse modalità di intervento:

    • finanziamento del rischio e sostegno delle imprese della filiera del settore biomedico, attraverso investimenti diretti e indiretti;
    • finanziamento e sostegno di attività di ricerca e sviluppo nel settore biomedico
    • creazione di poli di alta specializzazione nel settore biomedico;
    • altri interventi a sostegno del settore biomedico, che possono includere la realizzazione di ulteriori forme di collaborazione o partenariato nel settore biomedico. 
     

    La gestione del Fondo è affidata all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ne garantisce il funzionamento e la trasparenza. 

    Al momento, però, si attende ancora l’operatività vera e propria del Fondo per l’emanazione di bandi ricerca e sviluppo.

    3) Fondo per il Trasferimento Tecnologico

    Il Fondo per il trasferimento tecnologico è uno strumento fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese italiane. Creato con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra università e industria, il fondo supporta la ricerca scientifica e il trasferimento di conoscenze tecnologiche dal mondo accademico a quello produttivo. Grazie a questo strumento, le aziende italiane hanno l’opportunità di accedere a nuove tecnologie e di sviluppare prodotti innovativi, rafforzando così la loro competitività sul mercato globale. 

    A seconda delle peculiarità e delle necessità finanziarie specifiche delle aziende, gli investimenti possono adottare diverse forme, tra cui interventi in equity e quasi-equity, prestiti convertibili e strumenti finanziari partecipativi, contratti e grant che includono opzioni convertibili. 

    Il Fondo, gestito dal MIMIT tramite la Fondazione ENEA Tech, garantisce investimenti di almeno 100.000 euro e non più di 15 milioni di euro per ciascuna azienda ed è rivolto in particolare a startup innovative e PMI innovative.

    I benefici per le imprese che usufruiscono del Fondo sono diversi. In primo luogo, il supporto finanziario permette di ridurre i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dall’impresa, favorendo così l’investimento in progetti più ambiziosi e impegnativi. In secondo luogo, il Fondo aiuta a creare nuove sinergie e reti di collaborazione tra le imprese e gli enti di ricerca, favorendo il trasferimento di conoscenze e tecnologie dal mondo accademico a quello produttivo. Infine, la realizzazione di progetti innovativi può contribuire a creare nuovi mercati e a rafforzare la posizione competitiva dell’impresa nel proprio settore di riferimento.

     Anche nel caso del Fondo per il Trasferimento Tecnologico siamo in attesa dell’effettiva operatività.

    Altri bandi Ricerca e Sviluppo vengono spesso indetti anche dalle Regioni/Province autonome, ma si tratta di agevolazioni che in genere rimangono aperte per tempi molto brevi, perché le risorse disponibili finiscono molto rapidamente. Ti consigliamo quindi di rimanere sempre aggiornat* sui bandi Ricerca e Sviluppo e sulle tante altre agevolazioni per la tua impresa grazie a Trovabando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • PNRR, Missione 4: Istruzione e ricerca

    PNRR, Missione 4: Istruzione e ricerca

    Ecco come il PNRR incentiva Ricerca e Sviluppo per il mondo dell’imprenditoria. Preparati a cogliere le opportunità offerte dal PNRR Missione 4!

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 4, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Istruzione e ricerca.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Non ci sorprenderà sapere che le risorse previste per Istruzione e ricerca ammontano a 30,88 miliardi di euro. Come le altre Missioni, anche la quarta ripartisce incentivi e investimenti in distinte aree di intervento:

    1. Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università (€19,44 mld)
    2. Dalla ricerca all’impresa (€11,44 mld)

     

    Si classifica come la terza Missione del PNRR per numero di risorse: ma chi potrà beneficiarne?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Iniziamo con le opportunità più interessanti per le imprese parlando del Fondo per il Programma Nazionale Ricerca (PNR), il fondo previsto dal Piano Nazionale le cui aree di intervento riflettono i sei cluster del Programma quadro europeo di ricerca e innovazione 2021-2027 (salute; cultura umanistica, creatività, trasformazioni sociali, una società dell’inclusione; sicurezza per i sistemi sociali; digitale, industria, aerospaziale; clima, energia, mobilità sostenibile; prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente).

    Sono previsti anche incentivi per finanziare fino a un massimo di 15 programmi di ricerca e innovazione, realizzati da partenariati allargati a Università, centri di ricerca e imprese.

    I programmi verranno selezionati sulla base della rispondenza a tre criteri:

    1. adesione agli obiettivi e alle priorità del PNR;
    2. livello di TRL e di SRL (Technology/Society Readiness Level)
    3. coerenza con i programmi europei (come, ad esempio, il programma KIC promosso dall’EIT).

    L’investimento medio in ogni programma sarà circa di 100 milioni di euro, con un contributo per ogni progetto parte del programma di importo compreso tra 5 e 20 milioni di euro e un contributo per l’assunzione di ricercatori a tempo determinato.

    È previsto anche il finanziamento della creazione di centri di ricerca nazionale, selezionati con procedure competitive, che siano in grado di raggiungere, attraverso la collaborazione di Università, centri di ricerca e imprese, una soglia critica di capacità di ricerca e innovazione. La selezione dovrebbe avvenire con appositi bandi, il primo dei quali verrà emanato entro l’inizio del 2022.

    La Missione 4 supporterà la creazione e il rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”, attraverso il finanziamento di progetti finalizzati a ridurre il mismatch tra competenze richieste dalle imprese e competenze fornite dalle università e a sviluppare attività di ricerca condotte e/o infrastrutture di ricerca realizzate congiuntamente dalle Università e dalle imprese, in particolare le PMI.

    Per sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, individuati con specifici bandi per la partecipazione ai partenariati per la ricerca e l’innovazione (European Partnerships), c’è l’investimento “Paternariati – Horizon Europe”. La misura è destinata alle imprese (di qualsiasi dimensione) e Centri di ricerca. Le stime prevedono una considerevole partecipazione da parte del mondo imprenditoriale (+194 imprese coinvolte) e un conseguente aumento degli investimenti privati in R&S per un target da raggiungere al 2026 pari a 286 milioni di euro.

    Altri incentivi interessanti

    Rientra tra gli interventi a sostegno delle PMI l’intervento previsto dal PNRR che vuole aumentare i servizi tecnologici avanzati a beneficio delle aziende focalizzandosi su tecnologie e specializzazioni produttive di punta. Come? Attraverso il sostegno di una rete di 60 centri (Centri di Competenza, Digital Innovation Hub, Punti di Innovazione Digitale) incaricati dello sviluppo progettualità, dell’erogazione alle imprese di servizi tecnologici avanzati e servizi innovativi e qualificanti di trasferimento tecnologico.

    Non possiamo, infine, tralasciare una misura che riguarda da vicino le startup. È un intervento che integra le Risorse del fondo Nazionale Innovazione, lo strumento gestito da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere lo sviluppo del Venture Capital in Italia.

    Grazie a questa iniziativa, sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo, finanziando investimenti privati in grado di generare impatti positivi e valore aggiunto sia nel campo della ricerca sia sull’economia nazionale. L’investimento consentirà di sostenere 250 piccole e medie imprese innovative con investimenti per 700 milioni di euro.

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