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Tag: Tasso zero

  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Microcredito Lazio alle Imprese: tutte le novità

    Microcredito Lazio alle imprese: 70 milioni di euro alle MPMI

    Microcredito Lazio alle imprese: tutte le novità!

    Buone notizie per il tessuto imprenditoriale del Lazio, grazie all’arrivo di nuovi bandi dedicati al credito aziendale

    La Regione Lazio ha infatti disposto pacchetto di quattro misure mirate a stimolare la crescita e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio. Questi strumenti, del valore complessivo di circa 135 milioni di euro e finanziati attraverso il Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, mirano a fornire supporto finanziario a imprese in varie fasi del loro ciclo di vita, dall’avvio al consolidamento sul mercato.Analizziamoli insieme.

    Parliamo di 3 misure, conosciute con i nomi:

    • Fondo Patrimonializzazione PMI;
    • Nuovo Fondo Futuro;
    • Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio
    • Nuovo Fondo Piccolo Credito

    Fondo Patrimonializzazione PMI

    Il Fondo Patrimonializzazione PMI dispone di un budget di 20 milioni di euro (di cui 10 milioni come aumento di capitale) e si rivolge alle Piccole e Medie Imprese costituite come società di capitali.

    Come funziona l’agevolazione?

    Il Fondo intende incentivare interventi di patrimonializzazione da parte di soci esistenti o di nuovi soci, offrendo finanziamenti a tasso zero della durata di 7 anni, da 50 a 500 mila euro (e comunque di importo pari all’aumento di capitale), coprendo fino al 50% del progetto mentre la restante parte deve essere coperta dall’aumento di capitale. 

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on-line sul portale http://www.farelazio.it alla pagina dedicata al “Fondo Patrimonializzazione PMI”, le domande possono essere presentate dal 5 dicembre 2023 fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Due persone esplorano un tunnel illuminato da luci vibranti nel Lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Futuro

    Il Nuovo Fondo Futuro (NFF) ha l’obiettivo di sostenere le microimprese in fase di avviamento per contrastare l’economia sommersa e sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici.

    Con una dotazione di 10 milioni di euro, mira a sostenere imprese nuove o in fase di avviamento (con meno di 36 mesi), che hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali canali di credito. L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero della durata di 6 anni e di importo da 5 a 25 mila euro, con la possibilità, per le imprese in regola con il piano di ammortamento, di non dover restituire le ultime 12 rate mensili. 

    Le domande saranno accettate dal 12 dicembre 2023 al 23 gennaio 2024.

    Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio

    Un’altra iniziativa, il Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio, prevede risorse a garanzia pari a 15 milioni di euro e risorse finanziarie attivate per 60 milioni. Questo strumento mira a favorire l’emissione di prestiti obbligazionari e/o titoli di debito (“Minibond”) raggruppati in Portafoglio (“Basket”), garantendo una copertura delle prime perdite. Il Portafoglio dovrà essere costituito entro il 3 settembre 2025.

    In questo modo la Regione Lazio vuole favorire forme di finanziamento che possano essere alternative o complementari al credito bancario.

    Alla garanzia potrà inoltre essere affiancato un contributo a fondo perduto (per il quale sono stanziati ulteriori 2 milioni di euro) per la copertura dei costi di emissione. Il contributo permette quindi di ridurre l’incidenza dei costi fissi legati all’emissione di obbligazioni, rendendo più accessibile l’emissione di Minibond anche per imprese di minori dimensioni. 

    Le manifestazioni di interesse per la Garanzia si possono presentare dal 14 dicembre 2023 fino al completamento del Portafoglio, mentre le domande di Contributo per i costi di emissione dei minibond  potranno essere presentate a partire dal 23 gennaio 2024.

    Un gruppo di alti edifici si riflettono nel vetro della regione lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Piccolo Credito

    L’ultimo strumento, con un budget di 45 milioni di euro, si rivolge a imprese con una storia finanziaria consolidata (per accedere è necessario avere almeno 2 bilanci chiusi e depositati e un buon merito di credito), ma con fabbisogni finanziari contenuti che non generano sufficiente marginalità per il sistema bancario.

    Il fondo offre finanziamenti a tasso zero della durata di 5 anni, da 10 a 50 mila euro. La procedura per la presentazione delle domande sarà a sportello, con una prima finestra entro gennaio 2024 e una seconda entro marzo 2024, ma non sono attualmente disponibili (21 dicembre 2023) le date precise di apertura.

    Ti ricordiamo inoltre che, in relazione a questo fondo, dal 20 dicembre 2022 è attiva anche una sezione speciale, “Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Energia”, dedicata a Progetti volti all’aumento dell’efficienza energetica, alla riduzione dei consumi e all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.  

    Questi strumenti, gestiti da Lazio Innova in collaborazione con operatori selezionati tramite procedure di evidenza pubblica, si pongono come un solido sostegno per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese, offrendo soluzioni flessibili e accessibili per soddisfare una varietà di esigenze finanziarie.

     

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  • Nuovo Fondo Futuro Regione Lazio

    Nuovo Fondo futuro Regione Lazio, gestito da Fare Lazio, è un’agevolazione pensata per favorire l’accesso al credito da parte di microimprese neocostituite oppure ancora da costituire, che vogliono realizzare progetti di avvio d’impresa e che, come spesso avviene, hanno difficoltà ad ottenere credito attraverso i canali ordinari.

    Che tipo di agevolazione è prevista dal bando Nuovo Fondo Futuro 2023?

    L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero finalizzato a sostenere le microimprese nella loro fase di avvio e prevede la realizzazione di un piano imprenditoriale del valore di almeno 5.000 euro.

    Il finanziamento potrà coprire fino al 100% delle spese del progetto e potrà avere un importo massimo di 25.000 euro e il periodo di rimborso è di 72 mesi, inclusi 12 mesi di preammortamento. Inoltre, sull’importo finanziato, non verranno richieste garanzie.

    I beneficiari potranno inoltre ricevere un servizio di tutoraggio per essere guidati nella fase di realizzazione del progetto e nella fase di rimborso.

    Chi può partecipare a Nuovo Fondo Futuro del Lazio?

    Sono ammissibili al Nuovo Fondo Futuro le microimprese in fase di costituzione, o comunque costituite (iscritte al Registro delle Imprese se si tratta di società di capitali) da non più di 36 mesi. Sono ammissibili anche i liberi professionisti e, in questo caso, la loro partita iva non dovrà risultare aperta da più di 36 mesi, ma dovrà comunque essere già attiva.

    Per le ditte e le società la sede operativa deve (o dovrà) essere nel territorio regionale del Lazio, mentre i professionisti devono risultare fiscalmente residenti nel Lazio.

    Le forme giuridiche ammesse sono:

    • Liberi Professionisti
    • Ditte individuali
    • Società in nome collettivo
    • Società in accomandita semplice
    • Società cooperative
    • Società a responsabilità limitata
    • Società a responsabilità limitata semplificata

    Condizione necessaria per l’accesso è quella di trovarsi in condizioni di difficoltà rispetto alla possibilità di accedere al credito ordinario.

    Quali sono le spese che puoi finanziare con Nuovo Fondo Futuro?

    I progetti sostenuti possono includere spese per investimenti materiali e immateriali e per altre spese legate alla realizzazione del progetto imprenditoriale, ma almeno il 50% delle spese deve essere destinato agli investimenti, come ad esempio:

    • acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e arredi
    • investimenti per la sicurezza e per la riduzione dell’impatto ambientale
    • acquisto di software legati alle esigenze dell’impresa
    • acquisto di brevetti o acquisizione di certificazioni di qualità
    • ricerca e sviluppo
    • realizzazione sito web
    • opere di adeguamento e ristrutturazione della sede

     

    Sono spese di tipologia piuttosto ampia, ma ricorda che il finanziamento non può invece essere utilizzato né per il rimborso di altri debiti finanziari, né come mera liquidità.

    Ricorda infine che questa agevolazione, a differenza di quasi tutte le altre, permette di finanziare anche l’IVA, qualora dovuta al fornitore e risultante dalla documentazione di spesa.

    Come si accede a Fondo Futuro?

    La domande possono essere presentate a partire dal 17 gennaio 2023 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 8,8 milioni di euro.

    Insieme alla domanda di partecipazione e agli altri documenti richiesti, è necessario presentare un business plan su un orizzonte temporale di almeno 2 anni, che illustri in modo dettagliato il progetto che si vuole realizzare e il relativo fabbisogno finanziario, le previsioni di fatturato e i costi di funzionamento, oltre alle capacità tecniche, organizzative e l’esperienza dei proponenti e dei relativi team. 

    L’accesso alla fase istruttoria avverrà in base al punteggio che ogni impresa dovrà dichiarare, sulla base di specifici parametri, come il reddito ISEE, l’anzianità dell’impresa (privilegiando le più giovani) e il numero di occupati.

    Sono inoltre previsti punteggi premiali per le imprese giovanili e/o femminili e per i lavoratori svantaggiati.

    Una volta ammessi, i progetti verranno ulteriormente valutati in ragione della qualità, della capacità di innovazione del progetto e della sua capacità economico-finanziaria.

    Beh, sembra proprio che sia arrivato il momento giusto per realizzare il tuo progetto…! 

    Bene… ora ce sai davvero tutto sul Nuovo Fondo Futuro cosa aspetti a partecipare? Contattaci e scopri subito il nostro servizio di supporto! Ti aiuteremo a redigere il Business Plan perfetto e caricheremo insieme la tua pratica su GecoWeb, il portale di Lazio Innova. 

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  • Fondo Energia in Emilia Romagna: finanziamenti agevolati per interventi di green economy

    Nuova finestra presentazione domande 2023

    Il Fondo Energia continua a sostenere le aziende impegnate nel green: dall’8 novembre all’11 dicembre 2023 sarà nuovamente possibile presentare domanda di agevolazione. 

    Il Fondo Energia finanzia il 100% dei progetti per gli interventi di green economy delle imprese emiliane e delle ESCo (Energy Service Company). L’importo dei finanziamenti che è possibile ottenere va dai 25.000 euro fino a un milione di euro, per una durata di 8 anni.

    Se stavi pensando a degli interventi di questo tipo per la tua azienda e ti interessa coprire queste spese, leggi l’articolo completo per scoprire come funziona nel dettaglio.

    Cos’è il Fondo Energia

    Il Fondo Energia è un fondo rotativo a compartecipazione privata che supporta gli interventi di efficientamento energetico, e sostiene le spese relative all’utilizzo di energie rinnovabili.

    Il Fondo è destinato a finanziare progetti volti a:

    • efficientamento energetico delle imprese;
    • realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
    • interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
    • interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.

    Chi può presentare domanda per il Fondo Energia?

    Possono beneficiare dell’intervento le imprese di qualsiasi dimensione e le società ESCo operanti in Emilia-Romagna.

    Le imprese beneficiarie del Fondo Energia devono essere attive, iscritte al , ed avere un codice ATECO 2007 appartenente alle seguenti Sezioni:

    • B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;
    • C “Attività manifatturiere”;
    • D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
    • E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;
    • F “Costruzioni”;
    • G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;
    • H “Trasporto e magazzinaggio”;
    • I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;
    • J “Servizi di informazione e comunicazione”;
    • L “Attività immobiliari”;
    • M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;
    • N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;
    • P “Istruzione”;
    • Q “Sanità e assistenza sociale”;
    • R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;
    • S “Altre attività di servizi”.

    Che tipo di agevolazione concede?

    Con il Fondo Energia, la Regione concede finanziamenti di importo compreso tra € 25.000 ed € 1.000.000, a copertura del 100% delle spese progettuali, così composti:

    • il 75% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a tasso zero;
    • il restante 25% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi +4,99%.

    La durata dei finanziamenti è compresa tra i 36 e 96 mesi, con la possibilità di avere 12 mesi di preammortamento.

    E’ inoltre previsto un contributo a fondo perduto per le spese tecniche relative alla preparazione del progetto di investimento. Tale contributo, però, non può far parte delle spese coperte dal finanziamento agevolato: il suo importo andrà considerato separatamente.

    Contributo a fondo perduto, come e quando richiederlo?

    Il  del bando Fondo Energia è concesso a copertura delle:

    • spese tecniche sostenute per la diagnosi energetica;
    • preparazione del progetto di investimento.

    L’importo massimo del contributo non potrà superare il 12,5% della quota pubblica di finanziamento ammesso e sarà erogato dopo la rendicontazione finale del progetto.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    progetti ammissibili per il bando Fondo Energia dovranno necessariamente prevedere investimenti che riguardano: efficienza energetica e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (esclusivamente per autoconsumo), interventi di miglioramento e adeguamento sismico abbinati a interventi energetici o, ancora, interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare

    Le spese ritenute ammissibili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

    • interventi su immobili strumentali: ampliamento e/o ristrutturazione, opere edili funzionali al progetto;
    • acquisto ed installazione, adeguamenti di macchinari, impianti, attrezzature, ;
    • acquisizione di  e licenze;
    • consulenze tecnico-specialistiche funzionali al progetto di investimento;
    • spese per redazione di diagnosi energetica e/o progettazione utili ai fini della preparazione dell’intervento in domanda.

    Come funziona il Fondo

    Le imprese richiedenti dovranno:

    • registrarsi alla piattaforma online,
    • compilare i dati richiesti,
    • inserire nella piattaforma online tutti i documenti obbligatori richiesti.

    Il passo successivo sarà firmare digitalmente il modulo di domanda, caricare il file nell’interfaccia e inviare la domanda al Gestore.

    Le imprese riceveranno conferma di avvenuta ricezione da parte del sistema, entro 24 ore dall’invio della domanda, attraverso un messaggio contenente il numero di protocollo attestante data e ora di ricezione.

    Come funziona la valutazione delle domande?

    Il Comitato di valutazione del fondo esamina e valuta le proposte progettuali attraverso un processo che segue queste fasi:

    1. istruttoria formale, tesa a verificare i requisiti formali dell’impresa richiedente e la corretta compilazione della modulistica;
    2. analisi tecnica del progetto;
    3. analisi di merito creditizio volta ad esaminare la capacità dell’impresa di rimborsare il prestito concesso e fattibilità economico-finanziaria del progetto.

    La Delibera del comitato di valutazione del fondo che comunicherà, sia alle imprese richiedenti che alle rispettive banche, l’esito della valutazione.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Puoi presentare richiesta di accesso all’agevolazione dalle ore 10 dell’8 novembre 2023 alle ore 13 dell’11 dicembre 2023, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

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  • Fondo StartER 2.0: finanziamenti agevolati in Emilia Romagna

    Fondo StartER

    Cos’è il Fondo StartER 2.0?

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite il quale la Regione Emilia Romagna intende sostenere le neo imprese, costituite da meno di 5 anni alla data di presentazione della domanda, tramite dei finanziamenti a tasso zero  per il 70% dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’EURIBOR 6 mesi +4,75% per il restante 30%.

    I finanziamenti concessi vanno da un minimo di 20.000 € ad un massimo di 300.000 e assumono la forma tecnica di mutuo con rientri trimestrali a scadenze fisse, possono avere durata minima di 36 mesi e massima di 96 mesi, compreso eventuale preammortamento per un massimo di 12 mesi ed escluso il preammortamento tecnico.

    Il Fondo StartER, fa al caso mio?

    Vediamo quali requisiti devono avere i beneficiari del bando StartER Emilia-Romagna:

    1. essere micro o piccole imprese, ovvero imprese fino a 49 dipendenti e con un fatturato o un totale attivo di bilancio inferiore ai 10 Milioni di euro;
    2. essere iscritte al  da meno di 5 anni alla presentazione della domanda;
    3. avere Codice ATECO di appartenenza rientrante tra quelli presenti nel bando, ovvero appartenenti alle Sezioni:

    B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;

    C “Attività manifatturiere”;

    D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

    E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;

    F “Costruzioni”;

    G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;

    H “Trasporto e magazzinaggio”;

    I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;

    J “Servizi di informazione e comunicazione”;

    L “Attività immobiliari”;

    M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;

    N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;

    P “Istruzione”;

    Q “Sanità e assistenza sociale”;

    R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;

    S “Altre attività di servizi”.

    Le imprese devono presentare una situazione di regolarità contributiva e rispettare le soglie dei massimali previsti in base al Regolamento “De minimis”.

    Quali sono i progetti finanziabili con il Fondo StartER?

    I progetti ammessi a ricevere il finanziamento previsto dal Fondo rotativo devono necessariamente riguardare interventi relativi ai seguenti ambiti:

    • innovazione produttiva e/o di servizio;
    • sviluppo organizzativo;
    • messa a punto dei prodotti e servizi con potenzialità concrete di sviluppo;
    • consolidamento e creazione di nuova occupazione;
    • introduzione e uso efficace di strumenti  nelle forme di servizi e soluzioni avanzate con acquisti di soluzioni personalizzate di  e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo StartER?

    Le spese finanziabili tramite il Fondo StartER 2.0 riguardano:

    • interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
    • acquisto di macchinari, attrezzature, hardware, software, e arredi;
    • acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
    • spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
    • consulenze tecniche e/o specialistiche;
    • spese del personale adibito al progetto;
    • materiali e scorte;
    • spese di locazione del locale adibito all’attività (risultante da visura camerale come sede principale/unità locale);
    • spese per la produzione della documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan). Ciò significa che, se hai bisogno di assistenza per redigere il tuo business plan, per partecipare al bando Fondo StartER 2.0 potrai finanziare quest’attività attraverso l’agevolazione stessa.

     

    E’ importante però tenere presente che i costi per le spese di cui alle ultime 5 voci non devono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto ed ammesso.

    In linea generale, i pagamenti per le spese ammesse dal bando StartER devono essere eseguiti successivamente alla data di presentazione della domanda e comunque entro la presentazione della rendicontazione finale.

    Come ed entro quando posso partecipare?

    E’ possibile presentare domanda a partire dalle ore 11.00 del giorno 1 febbraio 2023 fino alle ore 16.00 del giorno 22 marzo 2023.

    Per partecipare al bando Fondo StartER, una volta verificati i requisiti di ammissibilità e dopo aver ottenuto una predelibera bancaria da uno degli istituti convenzionati con il Fondo, basterà registrarsi alla piattaforma online.

    Per eseguire correttamente la procedura di presentazione della domanda per il Fondo StartER 2.0 dovrai caricare i dati e tutti i documenti richiesti quali, ad esempio: la domanda di partecipazione, il piano economico-finanziario previsionale o business plan, la visura camerale, i preventivi di spesa e gli ultimi bilanci approvati.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Tutte le agevolazioni pubbliche per avviare nuove imprese [guida aggiornata]

    La mini guida per aspiranti imprenditori

    Agevolazioni nuove imprese ? Vuoi avviare la tua nuova attività? Hai desiderio di metterti in proprio? Abbiamo buone notizie per te.

    Grazie alla finanza agevolata ci sono ottime opportunità per avviare la tua attività con un aiuto pubblico!

    Per questo, se hai sempre desiderato avviare la tua impresa e il tuo sogno nel cassetto è quello di diventare un imprenditore o un’imprenditrice, la finanza agevolata è una risorsa da conoscere bene, e da utilizzare al meglio.

    Attualmente, infatti, sono attive diverse agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, che consentono a startupper e aspiranti imprenditori di tirare fuori i sogni dal cassetto e di… buttarsi nella mischia con la propria attività.

    Abbiamo già parlato delle agevolazioni per startup innovative, ma… per chi non rientra in questa categoria?

    Anche per chi vuole avviare un’attività “non innovativa”, o che non può rientrare nella definizione di startup innovativa, ci sono comunque molte opportunità agevolative da poter sfruttare!

    Vediamo subito alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di nuove attività disponibili a livello nazionale.

    Bandi e agevolazioni nazionali per nuove imprese o startup

    Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è sicuramente Resto al sud di Invitalia. Analizziamolo insieme nel dettaglio.

    Resto al Sud: l’agevolazione perfetta per avviare una nuova attività in tutte le regioni del Mezzogiorno

    Un’altra ottima opportunità per tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno (e anche per chi risiede nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017) è rappresentata dal bando Resto al Sud.

    E’ l’agevolazione promossa da Invitalia per gli aspiranti imprenditori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna.

    Un’agevolazione mista, che copre il 100% delle spese ammissibili ed è composta dal 50% di contributo a fondo perduto e dal 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

    La copertura complessiva può arrivare fino a € 200.000 (nel caso di 4 soci), promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel nostro meraviglioso Sud.

    Dato che ne abbiamo parlato molto in altre occasioni, di seguito ti proponiamo una lista di nostre risorse per approfondire l’argomento:

    Smart & Start Italia: l’incentivo per startup ad alto contenuto tecnologico

    Smart & Start è l’agevolazione che sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

    Le start up richiedenti possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:

    • finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili;
    • servizi di tutoraggio;
    • conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto.

     

    La misura prevede un finanziamento agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento può arrivare fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca.

    Un’ottima opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Italia con un sostegno pubblico.

    Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero per giovani, donne, NEET e disoccupati

    Tra le agevolazioni più interessanti per l’avvio di nuove attività c’è il Nuovo Selfiemployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    Un contributo che finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra €5.000 e €50.000. dedicato a chi vuole avviare la propria attività nei seguenti settori:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    E’ ammessa la partecipazione sia per le nuove attività in forma individuale che societaria.

    Regione Lombardia: bando per il supporto alle nuove imprese

    La Regione Lombardia sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l’autoimprenditorialità come opportunità di ricollocamento con la misura “Bando Nuova Impresa”.

    Con questo incentivo si promuove l’avvio di nuove imprese per ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

    I servizi erogati riguardano:

    • costi legali e notarili relativi alla costituzione d’impresa;
    • consulenze;
    • acquisto di hardware e software;
    • canoni di locazione;
    • sviluppo di un piano di comunicazione

     

    Per non sentirsi soli in un momento importante, ma impegnativo!

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole avviare una nuova attività sono moltissime e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro per giovani, donne e disoccupati

    Bando chiuso dal 15 giugno 2023.

    Avvia la tua iniziativa imprenditoriale con finanziamenti fino al 100% su importi fino a 50.000 euro!

    Di cosa si tratta?

    Il Nuovo SELFIEmployment finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    L’incentivo è gestito da Invitalia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, sotto la supervisione dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

    Rispetto all’edizione precedente, la nuova versione offre condizioni di accesso e di erogazione dei finanziamenti più vantaggiose: scopriamole subito!

    Chi può partecipare al nuovo SELFIEmployment?

    L’ è rivolto a una categoria specifica di persone che abbiano una forte attitudine al lavoro autonomo e voglia di mettersi in gioco.

    Per poter accedere al finanziamento infatti bisogna essere residenti nel territorio nazionale e appartenere a una delle seguenti categorie:

    •  (Not in Education, Employment or Training), vale a dire persone maggiorenni che, al momento della presentazione della domanda, si sono iscritti al programma Garanzia Giovani entro il 29esimo anno di età, e che non sono impegnati in altre attività lavorative e in percorsi di studio o di formazione professionale
    • Donne inattive, intese come donne maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupate in altre attività lavorative
    • Disoccupati di lunga durata, cioè persone maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupati in altre attività lavorative e hanno presentato – da almeno 12 mesi – una dichiarazione di disponibilità al lavoro (DID)

    Per accedere all’agevolazione le donne inattive e i disoccupati di lunga durata non dovranno necessariamente essere iscritti a Garanzia Giovani.

    Veniamo quindi al dunque: le categorie di persone che abbiamo appena citato possono presentare le domande in forma di:

    1. Imprese individuali,  di persone, Società cooperative, Cooperative sociali, Associazioni professionali e Società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda purché non attive;
    2. Imprese individuali, Società di persone, Società cooperative, Cooperative sociali non ancora costituite, a condizione che si costituiscano entro 90 giorni dall’eventuale Provvedimento di ammissione.

    Cosa finanzia e quali sono le spese ammissibili?

    Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    Sono esclusi i settori della pesca e dell’acquacultura, della produzione primaria in agricoltura.

    Ma veniamo ora alle spese ammissibili… ecco cosa puoi finanziare con il Nuovo SELFIEmployment:

    • acquisto di strumentiattrezzature e macchinari
    • acquisto di hardware e software
    • opere murarie (entro il limite del 10% del totale delle spese in investimento ammesse)
    • spese di gestione quali: locazione di beni immobili e canoni di leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

    Quando posso presentare la domanda per accedere a SELFIEmployment?

    Le domande possono essere inviate dalle ore 12.00 del 22 febbraio 2021.

    Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le richieste di finanziamento vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

    La domanda e i relativi allegati possono essere inviati esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    1. essere in possesso di una identità SPID per accedere alla piattaforma dedicata
    2. accedere all’area riservata tramite l’identità SPID per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati.

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario possedere una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    L’onestà è un valore davvero molto importante per noi, quindi ci teniamo a dirti fin da subito che è possibile presentare una domanda per Nuovo Selfiemployment autonomamente, senza il supporto di un consulente. Ci sembra doveroso dirti anche che presentare domanda e vincere non è affatto semplice!

    Rivolgersi ad un team di professionisti come noi aumenta le possibilità che la tua domanda venga accolta positivamente.

    Contattaci subito senza impegno e scopri cosa possiamo fare per te!


    PARLANE CON NOI

  • Cultura Crea: come partecipare al bando[1 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui!

    Come promesso eccoci di nuovo qui a parlare del bando Cultura Crea!

    (Se non sai di cosa stiamo parlando allora leggi il nostro precedente articolo!! )

    In questo post ti spiegherò la prima delle tre linee del bando, quella chiamata “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” e come presentare domanda bando Cultura Crea.

    Se vuoi conoscere anche le altre linee, non perderti i prossimi articoli!

    come-partecipare-al-bando-culturacrea-1-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    Va bene, cominciamo…

    Questa linea di intervento del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    “Ok, mi piace..voglio partecipare!” penserai… Ma quali caratteristiche devo avere?

    Se hai un’impresa che opera nell’industria culturale devi averla costituita nell’arco degli ultimi 36 mesi (fa attenzione, sono comprese anche le cooperative!).

    … e se non ho ancora un’impresa?

    Tranquillo, Invitalia ha pensato anche a te…

    Possono infatti partecipare al bando anche i team di persone fisiche, purché costituiscano un’impresa entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni!
    Bello, no?

    Nel caso in cui non avessi i requisiti richiesti da questo bando non ti disperare! Questa è solo una delle mille agevolazioni censite nel nostro database! Contattaci e insieme troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis (approfondiremo questo argomento più avanti in un altro post!) e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
    • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

     

    Ma fa attenzione, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45%!!

    Ma con tutti questi soldi, cosa ci posso fare?

    Innanzitutto bisogna specificare che sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro.

    Inoltre i progetti finanziabili devono prevedere la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

    • conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
    • conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
    • fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
    • gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

     

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipologie:

    • Investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e arredi programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.
    • Spese di gestione personale: dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione consulenze specialistiche esterne.

    “Finalmente ho trovato l’agevolazione adatta a me”… Ora cosa devo fare per partecipare al bando?

    Una volta verificato di avere i requisiti richiesti dal bando Cultura Crea è arrivato il momento di preparare tutto il necessario per compilare la domanda di partecipazione al bando ed ottenere poi i finanziamenti.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco l’elenco completo della documentazione necessaria se sei un’impresa già costituita o un’impresa ancora da costituire!

    Ricorda che la qualità della documentazione presentata è fondamentale ai fini dell’approvazione della domanda. Se hai bisogno di aiuto per preparare i documenti necessari non esitare a contattarci! Ti aiuteremo noi a preparare e scrivere tutto il necessario nella maniera corretta!

    … e ora?

    Una volta presentata la domanda al bando Cultura Crea basterà solo aspettare l’esito della valutazione della domanda da parte di Invitalia, e poi il gioco è fatto! Potrai usufruire delle agevolazioni e dei contributi per sostenere i fabbisogni finanziari della tua impresa!

    Quello che forse non sai ancora, è che ci sono moltissime agevolazioni a cui potresti partecipare (e quindi molti soldi da prendere) se solo facessi domanda..

    Se sei arrivato fino qui, puoi dire di aver finalmente trovato il tuo strumento per conoscere tutti i bandi a cui potresti partecipare, approfittando così di tutte le opportunità a tua disposizione per realizzare i tuoi progetti!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere le altre linee di intervento del bando CulturaCrea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per sostenere lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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