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Categoria: Finanziamento agevolato

  • Bandi Regionali Piemonte 2025: Agevolazioni e Contributi a Fondo Perduto

    Se sei un’impresa con sede operativa in Piemonte o stai pensando di avviare una nuova attività, le opportunità messe a disposizione dalla Regione Piemonte per il 2025 sono molteplici.

    Ci sono numerosi bandi regionali piemonte ed europei per favorire l’atterraggio di nuove iniziative imprenditoriali e sostenere lo sviluppo delle imprese già avviate, anche grazie a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino a coprire il 65% dei costi che possono essere ammessi a contributo.

    Questi strumenti sono pensati per incentivare gli investimenti in Piemonte – grandi e piccole imprese e per agevolare la transizione digitale ed ecologica, oltre a sostenere i progetti di ricerca e sviluppo e l’attrazione di investimenti in Piemonte.

    L’obiettivo è stimolare lo sviluppo e il rilancio delle imprese piemontesi e generare nuova occupazione tramite l’accesso ai bandi regionali Piemonte.

    Bandi Regionali Piemonte per Certificazioni di Competitività e Sostenibilità delle PMI

    Il primo tra i bandi regionali piemonte che analizziamo è dedicato alle PMI sul territorio piemontese. Questo avviso pubblico della Regione Piemonte rientra nel Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027 e ha come obiettivo la certificazione di qualità per incrementare la competitività delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

     

    Chi può beneficiare di questa misura agevolativa

    Le piccole e medie imprese (PMI) piemontesi possono accedere alla misura se hanno:

    • una sede operativa attiva in Piemonte,
    • l’iscrizione al Registro delle Imprese,
    • una situazione patrimoniale stabile e senza rischio di difficoltà.

    Possono accedere anche le piccole imprese a media capitalizzazione e le startup innovative già costituite e iscritte. La misura sostiene anche le imprese in situazione di pre-crisi o con l’obiettivo di attuare volte alla prevenzione di criticità future.

     

    Spese ammissibili e requisiti 

    I costi sostenibili con la misura sono quelli per:

    • certificazioni ESG, ambientali e di prodotto,
    • servizi consulenziali e di consulenza sviluppo impresa,
    • formazione e implementazione di servizi a sostegno dello sviluppo.

    L’incentivo prevede anche investimenti materiali e immateriali realizzati per ottenere le certificazioni necessarie al superamento di criticità di natura organizzativa.

     

    Contributo a fondo perduto e dotazione finanziaria dei voucher

    La misura prevede un contributo a fondo perduto con percentuali che arrivano fino al fondo perduto 50 o addirittura fino al 65% delle spese che sono state ammesse. La dotazione finanziaria complessiva dell’agevolazione è pari a 8,4 milioni di euro, un plafond importante per il rilancio delle piccole e medie imprese.

     

    Modalità telematica per la presentazione della domanda 2025

    Le domande vanno inviate in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart entro luglio 2025. La presentazione dell’istanza di agevolazione avviene con procedura a sportello e il sistema informatico determina l’ordine cronologico.

    Bandi Regionali Piemonte per imprese artigiane: contributi per eventi e fiere

    Un secondo incentivo tra i bandi regionali piemonte  riguarda le imprese artigiane e il settore dell’artigianato.

    L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali tramite la partecipazione a fiere.

    Requisiti per partecipare ai bandi regionali Piemonte per le imprese artigiane

    Possono partecipare le imprese con sede operativa in Piemonte, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese e in regola con DURC e normativa fiscale. Anche le imprese delle province di Novara, Cusio Ossola e provincia di Asti sono incluse.

     

    Tipologie di spese ammissibili e importo dei contributi a fondo perduto

    Si possono effettuare spese per:

    • iscrizione e allestimento dello stand,
    • comunicazione e mettersi in proprio attraverso fiere di settore.

    L’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro. Questo bando della Regione Piemonte è molto utile anche per chi vuole avviare una nuova attività o sviluppare un ramo d’azienda dedicato all’export.

     

    Come presentare la domanda telematica e le scadenze 2025

    La domanda deve essere presentata entro l’anno 2025, con piattaforma telematica ReStart. Il bando si chiude in base alla disponibilità del plafond, perciò è consigliato muoversi rapidamente.

    Bandi Regionali Piemonte per Aziende Turistico-Ricettive: Ammodernamenti e Ampliamenti

    Questa agevolazione, la terza tra i bandi regionali piemonte in oggetto, sostiene le aziende del turismo piemontese, in particolare quelle che operano in aree ricomprese nella carta degli aiuti e nelle aree 107.3.c.

     

    Agevolazioni a fondo perduto per migliorare la competitività nel turismo piemontese

    Il bando prevede finanziamenti a fondo perduto che coprono fino al 50% delle spese. Si rivolge a imprese piemontesi che intendono effettuare l’ammodernamento e l’ampliamento di una sede operativa. La misura sostiene anche il l’ampliamento e l’adeguamento degli stabilimenti produttivi.

     

    Interventi e spese agevolabili 

    Si possono effettuare:

    • interventi di transizione digitale e transizione ecologica,
    • investimenti materiali e immateriali realizzati nelle aree ricomprese nella carta degli aiuti,
    • azioni di ricerca e sviluppo preordinati o sviluppo preordinati o conseguenti.

    Questa misura è molto utile anche per le imprese in situazione di pre-crisi che devono affrontare il superamento di criticità di natura economica.

     

    Dotazione finanziaria e modalità di presentazione dell’istanza

    La dotazione del bando è di 15,8 milioni di euro. Le imprese devono inviare la presentazione della istanza tramite la piattaforma FINDOM di Finpiemonte, che gestisce le risorse regionali ed europei.

    Bandi Regionali Piemonte per il Rinnovo delle Flotte Aziendali: Acquisto, Noleggio e Conversione

    L’ultimo bando della Regione Piemonte riguarda il rinnovo dei veicoli aziendali. È un incentivo tra i bandi regionali piemonte rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle piemonte – grandi imprese che hanno flotte da aggiornare.

     

    Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese piemontesi

    Possono richiedere il contributo le imprese piemontesi con sede operativa in Piemonte che vogliono ridurre le emissioni e investire in sostenibilità. Possono partecipare anche le parte di grandi imprese che intendono effettuare sviluppo di investimenti da parte dei propri stabilimenti.

     

    Linee di intervento dei bandi regionali Piemonte per veicoli aziendali

    Il bando si articola in tre linee:

    1. Acquisto di veicoli nuovi con fondo perduto fino al 30% per veicoli elettrici e idrogeno.

    2. Noleggio a lungo termine con contributi a fondo perduto fino al 30% per 36 mesi.

    3. Conversione dei veicoli esistenti per favorire la transizione ecologica.

     

    Come presentare la domanda telematica tramite piattaforma ReStart

    La presentazione della domanda avviene tramite ReStart fino all’anno 2025. Finpiemonte e Unioncamere Piemonte seguono la concessione di agevolazioni e la tempestiva rilevazione delle richieste.

    Come Accedere alle Agevolazioni dei bandi Regionali Piemonte

    I bandi regionali Piemonte sono strumenti essenziali per il sviluppo preordinati o conseguenti delle attività produttive. Permettono di mettersi in proprio, finanziare progetti di ricerca e sviluppo, e offrire servizi a sostegno dello sviluppo.

     

    Suggerimenti pratici per la presentazione domanda di agevolazione

    • Leggere bene ogni bando e le aree ricomprese nella carta degli aiuti.
    • Preparare la documentazione per tempo, compreso il contratto di insediamento e gli eventuali requisiti l.r.
    • Prevedere lavoro a tempo indeterminato quando richiesto per il sviluppo e del rilancio delle imprese.

     

    Perché i bandi regionali Piemonte sono un’occasione unica

    Grazie ai finanziamenti a fondo perduto, alle condizioni a tasso zero e alla combinazione di finanziamenti agevolati e contributi, le imprese possono investire in innovazione e crescere in un mercato competitivo.

    Che tu sia una PMI, un’impresa artigiana, una realtà turistica o una nuova attività a Novara o in Cusio Ossola, i bandi regionali rappresentano un’opportunità strategica per il sviluppo delle imprese e il rilancio delle piccole e medie imprese in situazione difficile.

    Non sai da dove cominciare?

    Con TrovaBando hai un supporto completo: ti aiutiamo a scegliere il bando giusto, a preparare la documentazione e a presentare la domanda correttamente.

    Contattaci per scoprire subito quali opportunità sono aperte e come accedervi senza rischiare errori.

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  • Bandi regionali Basilicata: 3 incentivi a fondo perduto attivi per le PMI

    Se sei un’impresa del territorio o un aspirante imprenditore con sede nel territorio della Regione Basilicata, questo è il momento giusto per cogliere nuove opportunità inerenti i bandi regionali Basilicata. Nell’ambito del programma regionale Basilicata 2021-2027 FESR FSE, legato a Coesione Italia 2021-2027, sono disponibili numerosi bandi regionali Basilicata per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese del territorio.

    Con questa guida ti aiuto a scoprire tutte le agevolazioni attive, con un focus sui principali bandi regionali Basilicata, rivolti a chi vuole innovare, crescere, formare personale o consolidare il proprio progetto.

    Approfondiremo tre avvisi pubblici attualmente disponibili all’interno del panorama dei bandi regionali Basilicata:

    • uno per le imprese costituite da meno di 24 mesi,
    • uno per le imprese artigiane,
    • e uno dedicato alla formazione continua per lavoratori.

    Queste misure offrono finanziamenti a fondo perduto, con meccanismi di concessione di contributi pensati per facilitare l’accesso al credito, sostenere lo sviluppo e favorire la partecipazione delle imprese a iniziative regionali e comunitarie.

    Bandi Regionali Basilicata per Nuove Imprese Costituite da 0 a 24 Mesi

    Se sei titolare di una nuova attività, hai fondato una startup innovativa o stai muovendo i primi passi nel mercato, questo bando è pensato per te. Rientra nel programma regionale Basilicata FESR tra le opportunità dei bandi regionali Basilicata, con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove imprese e il rilancio delle attività in settori strategici.

     

    Chi può accedere a questa agevolazione regionale

    Il bando si rivolge a:

    • imprese costituite e iscritte da meno di 24 mesi al Registro delle Imprese;
    • realtà micro o piccole, incluse startup innovative e progetti guidati da giovani;
    • imprese con sede operativa interessata e localizzata nel territorio della Regione Basilicata.

    Il requisito fondamentale è la presentazione dell’istanza di agevolazione da parte di soggetti con il possesso dei requisiti richiesti, a partire dalla data di inoltro della candidatura.

     

    Spese ammissibili e tipologie di investimento

    Sono agevolabili le spese per:

    • opere murarie e adattamenti strutturali;
    • spese connesse all’acquisizione di attrezzature, arredi, impianti e macchinari per uso produttivo;
    • strumenti informatici, tecnologie digitali, software gestionali;
    • spese di avviamento (utenze, promozione, personale iniziale);
    • consulenze professionali e formazione.

    Il tutto deve rientrare in un programma di investimento coerente e ben pianificato.

     

    Contributi a fondo perduto e dotazione finanziaria del bando

    La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 8 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto massimo è di 150.000 euro per ciascun beneficiario.

    Le intensità variano in base al regime scelto:

    • regime “de minimis”: contributo pari al 65% delle spese ammissibili;
    • regime di esenzione: 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

    Parliamo quindi di fondo perduto per le imprese che vogliono sviluppare progetti di impresa innovativi e radicati nel territorio.

     

    Presentazione della domanda e scadenze per il 2025

    L’inoltro della candidatura telematica sarà possibile dal 9 giugno 2025 all’8 settembre 2025, esclusivamente tramite portale della Regione. Ti suggerisco di preparare con anticipo tutta la documentazione per la presentazione della istanza.

    Bandi regionali Basilicata per imprese artigiane: innovazione e digitalizzazione

    Questo bando, disponibile tra i bandi regionali Basilicata, è pensato per chi opera nei settori dell’artigianato e agricoltura, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella transizione digitale, nella crescita tecnologica e nel miglioramento dell’offerta. Se sei un artigiano o gestisci una bottega tradizionale, questa agevolazione è un’ottima opportunità per innovare senza stravolgere l’identità della tua attività.

     

    A chi si rivolgono gli incentivi a fondo perduto per l’artigianato

    Possono partecipare le imprese artigiane:

    • regolarmente iscritte all’albo presso la Camera di Commercio;
    • localizzate nel territorio della Regione Basilicata;
    • con progetti finalizzati a rafforzare il posizionamento sui mercati, anche digitali.

    I progetti devono prevedere investimenti localizzati nel territorio lucano e migliorare i processi aziendali, anche in settori come tessile, agroalimentare e manifattura.

     

    Interventi e spese ammissibili nel programma di investimento

    Sono ammissibili:

    • macchinari, attrezzature, arredi e software informatico;
    • attività legate all’innovazione digitale e alla produzione di energia rinnovabile;
    • opere murarie, formazione e consulenze collegate al progetto.

    L’incentivo a fondo perduto può arrivare fino a 200.000 euro per le imprese, con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro.

    Anche in questo caso, la percentuale varia:

    • 65% in regime “de minimis”;
    • 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

     

    Come e quando inviare la candidatura telematica

    La presentazione della domanda avverrà dal 9 settembre 2025 all’8 novembre 2025 via sportello regionale.

    Bandi regionali Basilicata per la formazione continua 2024–2027

    La terza misura rientra nell’ambito del programma regionale FESR FSE tra i bandi regionali Basilicata e intende favorire la crescita delle competenze interne, il ricambio generazionale e la resilienza delle imprese lucane.

    Se vuoi rafforzare la struttura aziendale attraverso il capitale umano, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza e la competitività.

     

    Imprese ammissibili e requisiti di partecipazione

    La misura è rivolta a:

    • PMI e grandi imprese con almeno una sede in Basilicata;
    • imprese con personale soggetto a ammortizzatori sociali;
    • aziende in fase di riconversione o attive in aree di crisi.

    Sono ammesse anche imprese in settori strategici, comprese quelle con startup innovative al proprio interno.

     

    Attività agevolabili e modalità di realizzazione dei percorsi

    Tra le attività agevolabili ci sono:

    • formazione tecnica, gestionale e digitale;
    • percorsi personalizzati per migliorare produttività e organizzazione;
    • corsi realizzabili anche in modalità telematica, fino al 30%.

    Ogni programma di investimento deve durare tra 30 e 100 ore, con almeno 5 partecipanti per gruppo.

     

    Dotazione finanziaria e calendario delle scadenze

    Il bando ha una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, con riserve specifiche per categorie svantaggiate. Le domande possono essere inviate entro il 31 dicembre 2026, tramite invio via PEC, secondo le indicazioni dell’avviso ufficiale.

    Come accedere alle agevolazioni dei bandi regionali Basilicata

    Come vedi, i bandi regionali Basilicata disponibili nel periodo 2021–2027 offrono reali opportunità per sviluppare, innovare e formare. Dalla nascita delle nuove imprese alla transizione digitale dell’artigianato, fino alla formazione del personale, ogni impresa può trovare lo strumento giusto.

     

    Suggerimenti operativi per la presentazione della istanza

    Prima di scegliere uno tra i bandi regionali Basilicata e di inviare la tua presentazione della domanda, ricorda:

    1. Leggi con attenzione l’avviso pubblico sul sito della Regione Basilicata. Ogni dettaglio conta: requisiti, modalità di invio, documenti richiesti.

    2. Verifica che la tua impresa rientri tra i beneficiari e che le spese che intendi sostenere siano effettivamente ammissibili.

    3. Prepara un piano progettuale chiaro, con obiettivi, cronoprogramma e preventivi aggiornati.

    4. Tieni d’occhio le scadenze: molti bandi chiudono a sportello, quindi prima si invia la domanda, più alte sono le probabilità di accedere ai fondi.

    5. Valuta il supporto di consulenti o enti accreditati, specializzati nella gestione di pratiche per agevolazioni pubbliche. Un errore formale può compromettere tutto.

     

    I bandi regionali Basilicata sono un’occasione da non perdere: A chi rivolgersi per supporto tecnico e consulenza

    Se hai bisogno di assistenza per analizzare i requisiti di ammissibilità, preparare la documentazione o presentare la tua candidatura in modo corretto, puoi rivolgerti al nostro team. Su TrovaBando monitoriamo ogni giorno le novità sui bandi regionali Basilicata e possiamo aiutarti a non perdere nessuna occasione utile per far crescere il tuo business.


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  • Certificazioni Aziendali: Leggi la Guida Completa con le 4 Migliori Agevolazioni per PMI

    Le certificazioni aziendali non sono solo un traguardo formale, ma rappresentano un biglietto da visita fondamentale per dimostrare la competitività, la sostenibilità e la conformità a standard di eccellenza riconosciuti

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di qualità, queste attestazioni rappresentano un valore aggiunto per l’impresa, migliorando la reputazione e facilitando l’accesso a nuovi mercati. 

    Per molte piccole e medie imprese (PMI), tuttavia, i costi associati possono rappresentare un ostacolo. Fortunatamente, esistono incentivi, contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che permettono di sostenere le imprese in questo percorso.

    In questa guida completa, esploreremo le quattro migliori agevolazioni disponibili per ottenere certificazioni aziendali essenziali. 

    Perché Investire nelle Certificazioni Aziendali?

    Le certificazioni aziendali non solo migliorano la reputazione dell’impresa, ma possono anche favorire l’accesso a nuovi mercati e incrementare la competitività. 

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di sostenibilità, queste attestazioni rappresentano un segnale tangibile di impegno e professionalità. 

    Grazie alle agevolazioni finanziarie, è possibile coprire parte dei costi legati all’ottenimento di queste certificazioni, facilitando l’accesso a opportunità di crescita e innovazione.

    Di seguito, approfondiremo quattro agevolazioni particolarmente convenienti per finanziare le certificazioni aziendali e scoprirai: come accedere a questi strumenti, quali spese possono essere coperte e quali vantaggi economici e strategici possono offrire alla tua impresa.

    Bando Certificazioni di Sostenibilità per il Settore Turistico e degli Eventi

    Il settore turistico e degli eventi è uno dei più colpiti dalle sfide legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Il Bando Certificazioni di Sostenibilità è stato ideato per supportare le imprese di questo settore nell’adeguarsi agli standard ambientali e di sostenibilità richiesti dal mercato globale. 

    Ottenere una certificazione ambientale non solo migliora la reputazione dell’azienda, ma apre anche nuove opportunità di business e contribuisce alla riduzione dei costi operativi.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è rivolto alle imprese del settore turistico e degli eventi. Per essere ammissibili, le imprese devono:

    • Essere localizzate sul territorio italiano.
    • Appartenere ai settori con codici ATECO specificati nel bando, prevalentemente legati a turismo e organizzazione eventi.
    • Dimostrare la regolarità contributiva e il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
    • Essere in regola con la normativa ambientale e di sicurezza sul lavoro.

    Sono ammesse sia micro che piccole e medie imprese, indipendentemente dalla loro anzianità, a condizione che soddisfino i requisiti sopra descritti.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 100.000 euro per ciascun progetto approvato. Questo incentivo è particolarmente vantaggioso per chi intende investire nella sostenibilità aziendale, in quanto consente di coprire una parte significativa dei costi necessari per ottenere certificazioni ambientali riconosciute a livello internazionale.

    Il contributo è erogato in più tranche: una percentuale è corrisposta al momento dell’approvazione del progetto, mentre il saldo viene versato una volta completate le attività previste.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili includono:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali riconosciute: ad esempio ISO 14001, EMAS.
    • Spese per audit interni ed esterni: essenziali per verificare la conformità agli standard richiesti.
    • Formazione del personale sulla sostenibilità: per garantire una gestione efficace dei processi aziendali sostenibili.
    • Acquisto di software per il monitoraggio delle performance ambientali: strumenti indispensabili per raccogliere e analizzare dati relativi all’impatto ambientale dell’azienda.

    Questo incentivo è particolarmente utile per le imprese che vogliono differenziarsi in un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale.

    Bando Impresa Rosa della Regione Lazio

    Il Bando Impresa Rosa è una misura mirata a sostenere l’imprenditoria femminile, promuovendo la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne. 

    L’obiettivo è favorire la crescita di realtà imprenditoriali che valorizzano il contributo femminile, sostenendo anche l’ottenimento di certificazioni di qualità e sostenibilità.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è dedicato a:

    • Imprese a prevalente partecipazione femminile (almeno il 60%).
    • PMI con sede legale e operativa nel Lazio.
    • Startup innovative al femminile.
    • Cooperative e società di persone con una maggioranza di donne nei ruoli decisionali.

    La misura è accessibile anche a nuove imprese, purché costituite formalmente al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 50.000 euro per progetto. Questa misura è pensata per favorire la crescita e lo sviluppo di imprese femminili, promuovendo al contempo la certificazione di qualità aziendale e l’innovazione.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte includono:

    • Certificazioni di qualità: come ISO 9001, ISO 14001, necessarie per migliorare la competitività aziendale.
    • Formazione manageriale e tecnica: rivolta specificamente alle imprenditrici.
    • Acquisto di attrezzature e strumenti per l’innovazione: essenziali per modernizzare l’impresa.

    Campagne di comunicazione e branding: per rafforzare il posizionamento dell’azienda sul mercato.

    Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze è una misura straordinaria introdotta per aiutare le aziende a fronteggiare i cambiamenti del mercato del lavoro. 

    Grazie a questo strumento, è possibile finanziare percorsi formativi che migliorano le competenze dei lavoratori, contribuendo al raggiungimento di certificazioni aziendali.

    Chi può partecipare?

    Il Fondo Nuove Competenze è accessibile a tutte le imprese italiane che:

    • Vogliono investire nella formazione del proprio personale.
    • Hanno necessità di aggiornare le competenze dei lavoratori per rispondere alle sfide del mercato, inclusa l’adozione di certificazioni aziendali.
    • Sono regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e in regola con i contributi.

    Questa misura è particolarmente indicata per aziende che devono affrontare trasformazioni tecnologiche o che desiderano migliorare la loro efficienza operativa.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Il fondo copre fino al 100% dei costi relativi alla formazione del personale, compresi i contributi previdenziali durante il periodo di formazione. Non è previsto un tetto massimo di spesa, rendendo questa misura particolarmente vantaggiosa per chi intende migliorare le competenze aziendali senza pesare sul bilancio.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Tra le spese ammissibili troviamo:

    • Costi per la formazione specifica finalizzata all’ottenimento di certificazioni.
    • Retribuzioni dei dipendenti durante il periodo di formazione: incluse le spese previdenziali.
    • Spese per il personale docente e per i materiali didattici: fondamentali per garantire un percorso formativo di alta qualità.

    Costi per la gestione dei progetti formativi: inclusa la consulenza specialistica.

    Investimenti per certificazioni nel settore tessile, moda e accessori

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato un incentivo per sostenere la transizione ecologica e digitale delle imprese operanti nel settore tessile, della moda e degli accessori e per l’acquisizione di certificazioni

    Con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, questa misura mira a promuovere l’adozione di tecnologie innovative e pratiche sostenibili, rafforzando la competitività delle aziende italiane in un mercato globale in continua evoluzione.

    Chi può partecipare?

    Possono accedere alle agevolazioni le piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda, soddisfano i seguenti requisiti:

    • Localizzazione: Operano sull’intero territorio nazionale.
    • Settore di attività: Svolgono attività nel settore tessile, moda e accessori, identificate dai codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale dell’8 agosto 2024.
    • Costituzione e iscrizione: Sono regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio territorialmente competente.
    • Dimensioni e anzianità: Qualificabili come PMI, in contabilità ordinaria, con almeno due bilanci di esercizio approvati.
    • Regolarità: Non sono in stato di liquidazione, né soggette a procedure concorsuali con finalità liquidatoria, e sono in regola con la normativa antimafia.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Le imprese ammesse possono beneficiare di un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 60.000 euro.

    Questo sostegno finanziario rappresenta un’opportunità significativa per le PMI del settore, permettendo di:

    • Ridurre i costi legati all’implementazione di tecnologie avanzate e sostenibili.
    • Accelerare la transizione verso modelli di business più ecologici e digitalizzati.
    • Aumentare la competitività sul mercato, grazie all’adozione di processi innovativi e certificazioni ambientali riconosciute.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte dall’agevolazione riguardano l’acquisizione di prestazioni specialistiche finalizzate a:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali, come:
      • Oeko-Tex® Standard 100
      • GOTS (Global Organic Textile Standard)
      • GRS (Global Recycled Standard)
      • ISO 14001
      • Bluesign®
      • Altre certificazioni riconosciute in ambito ambientale
    • Servizi di analisi di Life Cycle Assessment (LCA): Valutazioni del ciclo di vita dei prodotti secondo le norme UNI EN ISO 14040:2021 e UNI EN ISO 14044:2021.
    • Formazione del personale: Attività volte all’acquisizione o al consolidamento di competenze rilevanti per lo sviluppo aziendale.
    • Implementazione di tecnologie abilitanti, quali:
      • Cloud computing
      • Big data e analytics
      • Intelligenza artificiale
      • Blockchain
      • Robotica avanzata e collaborativa
      • Manifattura additiva e stampa 3D
      • Internet of Things (IoT)
      • Realtà aumentata
      • Soluzioni di manifattura avanzata
      • Piattaforme digitali per la condivisione di competenze
      • Sistemi di tracciabilità digitale della filiera produttiva

    È importante notare che le prestazioni specialistiche devono essere fornite da società o professionisti indipendenti con comprovata esperienza nel settore.

    Inoltre, le spese sono ammissibili solo se relative a contratti sottoscritti dopo la presentazione della domanda di agevolazione.

    Perchè richiedere le Certificazioni Aziendali aiuta a far crescere la propria attività?

    Le agevolazioni per l’ottenimento di certificazioni rappresentano un’opportunità imperdibile per migliorare la competitività, la sostenibilità e la reputazione della tua impresa. 

    Oltre ai vantaggi economici, le certificazioni garantiscono un valore aggiunto che può fare la differenza sul mercato.

     Investire in questi strumenti non solo ti consente di accedere a nuove opportunità di business, ma anche di rispondere alle sfide di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità e all’inclusione. 

    Valuta attentamente le opportunità descritte in questa guida e sfrutta le agevolazioni per rendere la tua azienda più forte e resiliente.

    Non lasciare che i costi iniziali ti fermino: sfrutta queste opportunità per far crescere la tua impresa!

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  • Potenziamento Mercati Africani di SIMEST- Guida Completa 5 Step per la Richiesta

    Cos’è l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST?

    L’Africa è uno dei mercati emergenti più promettenti per le imprese italiane che vogliono espandere la propria presenza internazionale. 

    Con il programma “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST, le piccole e medie imprese (PMI) italiane hanno un’opportunità unica di sfruttare un sistema di agevolazioni mirato a promuovere investimenti produttivi, digitali ed ecologici nel continente africano

    Questo incentivo consente alle PMI italiane di ottenere finanziamenti agevolati e cofinanziamenti a fondo perduto, facilitando l’ingresso o il consolidamento in mercati esteri in rapida crescita.

    Nel corso dell’articolo esploreremo in dettaglio il funzionamento di questa agevolazione, i benefici economici per le imprese, i requisiti necessari per partecipare e le modalità di presentazione della domanda, offrendo una guida pratica per ottenere questo sostegno.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” nasce con l’obiettivo di rafforzare le capacità competitive delle imprese italiane nel continente africano, fornendo supporto finanziario per progetti di espansione commerciale, produttiva e tecnologica. 

    Grazie a questo incentivo, le PMI italiane possono:

    1. Rafforzare la propria presenza internazionale: Con la possibilità di aprire nuove sedi o potenziare quelle esistenti, si facilita l’inserimento nei mercati africani.
    2. Investire in tecnologie innovative: La digitalizzazione dei processi aziendali e la transizione ecologica diventano realtà grazie a investimenti agevolati in tecnologie digitali e sostenibili.
    3. Sostenere la crescita economica e occupazionale: Con progetti di formazione e inclusione di personale locale, le imprese contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle economie locali.

    Questa agevolazione mira quindi a generare un impatto positivo tanto per le imprese italiane quanto per i mercati africani in cui scelgono di operare. 

    Favorendo la cooperazione tra Italia e Africa, il programma di SIMEST si pone anche come strumento strategico per le PMI italiane che mirano a diversificare i loro mercati e a consolidare relazioni commerciali internazionali.

    Chi può partecipare?

    La partecipazione al programma “Potenziamento Mercati Africani” è riservata a imprese che soddisfano criteri specifici:

    1. Localizzazione: Le imprese devono avere sede legale e operativa in Italia.
    2. Dimensione e struttura aziendale: Possono partecipare PMI e micro-imprese italiane che desiderano internazionalizzare la loro attività, ma anche le imprese più grandi qualificate come “Altre Imprese”.
    3. Requisiti di bilancio: Per essere ammissibili, le imprese devono avere almeno due bilanci depositati relativi agli ultimi due esercizi completi.

    Per essere ammesse come beneficiarie le imprese devono ricadere inoltre in una delle seguenti condizioni:

    • Avere  un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante dall’ultimo Bilancio e possedere già una stabile presenza in un Paese africano, oppure
    • Avere un Fatturato Export di almeno il 2% verso l’Africa (come attestato dagli ultimi bilanci), oppure ancora che importino materie prime strategiche da questi Paesi in una percentuale non inferiore al 2% del proprio fatturato, oppure
    • Per le imprese che non operano direttamente in Africa, è previsto anche l’accesso alle aziende che siano “stabilmente fornitrici” di altre imprese italiane con significativa attività export verso l’Africa.

    Soggetti esclusi

    Sono escluse dall’agevolazione alcune categorie di imprese, tra cui:

    • Imprese attive nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
    • Aziende operanti prevalentemente nella pesca, nell’acquacoltura e nella produzione agricola primaria.
    • Imprese in difficoltà finanziaria o coinvolte in procedure concorsuali, liquidazioni o altre forme di insolvenza.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” offre un pacchetto di sostegni finanziari vantaggioso, articolato su due forme principali: un finanziamento agevolato ed una quota di contributo fondo perduto. 

    Il Finanziamento Agevolato  è concesso ad un tasso agevolato dello 0,445% e destinato a tutte le imprese italiane che rispettano i criteri d’accesso. 

    L’importo massimo finanziabile, ovvero l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e start up innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese
    • Importo minimo pari a € 10.000

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 anni di preammortamento ed il rimborso avviene in otto rate semestrali posticipate (sette in caso di richiesta di proroga per il periodo di preammortamento).

    Come anticipato è prevista una quota a fondo perduto che copre una parte del finanziamento, secondo questi criteri:

    • fino al 20% dell’importo complessivo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 200.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per le imprese con almeno una sede operativa costituita da almeno 6 mesi in una regione del Sud Italia
    • fino al 10% dell’importo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 100.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per tutte le altre imprese.

    La possibilità di un tasso agevolato per il finanziamento e il contibuto a fondo perduto rendono questo incentivo estremamente vantaggioso per le imprese, riducendo l’impatto finanziario degli investimenti necessari per l’espansione internazionale.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’interno del programma si dividono in due grandi categorie: spese principali e spese accessorie.

    Le Spese principali devono essere almeno il 60% del totale dell’intervento che deve essere destinato a spese finalizzate al rafforzamento patrimoniale e produttivo. Queste includono:

    • Macchinari e attrezzature: spese per l’acquisto o il leasing di impianti, apparecchiature e beni strumentali necessari per il potenziamento produttivo.
    • Tecnologie digitali: hardware, software, sistemi di cyber sicurezza, strumenti di cloud computing e soluzioni per l’Industria 4.0.
    • Investimenti immobiliari: acquisto o ristrutturazione di immobili per stabilire o ampliare strutture produttive e commerciali in Africa.
    • Investimenti ecologici: progetti per l’efficienza energetica, l’ottimizzazione idrica e altre pratiche di sostenibilità.

    Le Spese accessorie coprono restante 40% e possono essere utilizzate per altre tipologie di spese, tra cui:

    • Formazione: corsi di addestramento per il personale locale o italiano, in collaborazione con enti o società certificate.
    • Allestimento strutture: spese per affitti, allestimenti di showroom, negozi e uffici sia in Africa sia in Italia, se strettamente connessi al progetto.
    • Promozione: attività di marketing, certificazioni e omologazioni di prodotto, con l’obiettivo di consolidare la presenza dell’impresa nei mercati africani.

    Spese non ammissibili

    Non sono invece ammissibili:

    • Costi di personale, spese correnti aziendali, attività direttamente legate all’esportazione e alle vendite commerciali, consulenze periodiche e continuative.

    Cosa fare per partecipare? I 5 step fondamentali per la richiesta

    1. Registrazione sul Portale: Il primo passo per richiedere l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” è registrarsi sul portale ufficiale di SIMEST. Questa piattaforma digitale consente alle imprese italiane di compilare la domanda online, seguendo le istruzioni e assicurando che ogni dettaglio sia inserito correttamente e firmato digitalmente.
    2. Preparazione della Documentazione Necessaria: Una volta completata la registrazione e avviata la procedura, è essenziale preparare tutta la documentazione richiesta per dimostrare i requisiti di ammissibilità. Tra i documenti da presentare ci sono i bilanci degli ultimi esercizi finanziari, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e diverse dichiarazioni che attestano la conformità dell’impresa alle normative ambientali e agli obblighi previsti per l’internazionalizzazione.
    3. Requisiti di Accuratezza e Aggiornamento: Ogni documento deve essere preciso e aggiornato per rispettare gli standard stabiliti e assicurare trasparenza nella gestione del progetto. La conformità della documentazione è cruciale per l’approvazione della domanda.
    4. Rispetto delle Tempistiche: È fondamentale rispettare le scadenze indicate da SIMEST per la presentazione delle domande. Dopo l’invio, l’istruttoria di SIMEST valuterà l’ammissibilità dell’impresa e verificherà attentamente tutta la documentazione.
    5. Apertura di un Conto Corrente Dedicato: SIMEST richiede che l’impresa apra un conto corrente dedicato per il progetto, sul quale verranno erogati i finanziamenti. Questo conto dovrà essere utilizzato esclusivamente per le transazioni legate al progetto, garantendo la tracciabilità di tutte le spese.

    Tempistiche di erogazione

    Una volta approvata, l’erogazione del finanziamento avviene in tre tranche:

    1. Prima tranche: pari al 25% dell’importo, erogata come anticipo.
    2. Seconda tranche: pari al 25%, erogata dopo la prima rendicontazione delle spese.
    3. Tranche a saldo: erogata dopo la rendicontazione finale.

    “Potenziamento Mercati Africani” può fare davvero al caso mio?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” rappresenta un’opportunità preziosa per le PMI italiane che vogliono espandersi in uno dei mercati emergenti più promettenti al mondo. 

    Con finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e un supporto a 360 gradi per le imprese che puntano all’internazionalizzazione, SIMEST fornisce strumenti di supporto concreti per l’ingresso in Africa, facilitando l’avvio di progetti di investimento sostenibili e innovativi.

    Per le imprese italiane che cercano di internazionalizzarsi e innovarsi, questa è un’opportunità da cogliere al volo: espandere il proprio mercato, migliorare la competitività e investire in un futuro sostenibile sono oggi possibili grazie al programma di SIMEST.

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  • Come aprire una casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Come aprire casa di riposo: agevolazioni e finanziamenti, quello che devi sapere se vuoi aprire la tua casa di riposo utilizzando le agevolazioni pubbliche

    Aprire una casa di riposo è una scelta molto interessante, soprattutto in Italia, Paese in cui la popolazione è sempre più composta da persone anziane, over 65. Tuttavia questa giusta ambizione può essere resa difficile soprattutto per via dei costi legati all’apertura di una casa di riposo.

    Se questo è il tuo caso, sai bene quanto può essere complicato finanziare l’apertura di una casa di riposo, con arredi, software o far fronte alle spese per la ristrutturazione dei locali e l’adeguamento alle normative settoriali.

    Eppure… forse non sapevi che esistono tantissime agevolazioni e finanziamenti europei e nazionali a sostegno di tutti coloro che vogliono aprire o sviluppare una casa di riposo.

    Qualche esempio?

    Poniamo il caso che tu sia un giovane residente al sud e voglia aprire una casa di riposo (dunque una struttura di tipo residenziale in grado di ospitare anziani parzialmente autosufficienti).

    Dovrai: affittare/comprare la struttura immobiliare, effettuare i lavori di ristrutturazione dei locali, comprare gli arredi per la casa di riposo, acquistare la strumentazione ed il mobilio necessari.

    Insomma, una spesa non indifferente, che può essere finanziata grazie ad agevolazioni nazionali e regionali. Ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini – beni strumentali e altre linee agevolative nazionali o regionali, come Resto al Sud, Oltre Nuove Imprese a Tasso zero o il Microcredito.

    persone anziane come aprire casa di riposo
    Come aprire la tua casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Vuoi sapere quali sonio i vantaggi offerti da queste agevolazioni?

    ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

    Il bando Nuove imprese a tasso zero è una delle possibilità di finanziamento per aprire una casa di riposo.

    ON – oltre nuove imprese a tasso zero, è rivolto ai giovani e alle donne di ogni età.

    L’agevolazione è valida in tutta Italia e prevede un mix di finanziamento agevolato a tasso zero  e contributo a fondo perduto per progetti con costi fino a 3 milioni di euro, con una copertura fino al 90% dei costi totali ammissibili.

    Il tuo progetto, per essere ammesso al finanziamento, deve interessare lo sviluppo di una nuova attività o l’ampliamento, la trasformazione o la diversificazione di un’attività già esistente. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

    Non è possibile accedere al finanziamento con progetti che prevedono spese inferiori a 250mila euro.

    Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate
    • Macchinari, impianti e attrezzature
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT
    • Brevetti, licenze e marchi
    • Consulenze specialistiche
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento
    • Spese per la costituzione della società

    Possono accedere al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni previste.

    Resto al Sud
    per aprire una casa di riposo

    Se sei alla ricerca di finanziamenti per aprire una casa di riposo nelle regioni del Sud puoi tener conto anche del bando Resto al Sud, gestito da Invitalia.

    Resto al Sud è una delle agevolazioni più interessanti e conosciute per avviare e sviluppare nuove attività nelle regioni del Sud da parte di under 56 . Quello che non tutti sanno è che questa agevolazione, nel tempo, ha subito una serie di modifiche che hanno comportato l’apertura anche ad altre zone dell’Italia, in particolare i 146 comuni del cratere sismico del centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche) e alle isole minori, marine, lagunari e lacustri, del Centro-Nord. 

    Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili con un mix di agevolazioni:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 

    Il finanziamento massimo arriva a 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    Possono essere finanziate le seguenti spese:

    • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili 
    • macchinari, impianti e attrezzature nuovi
    • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione
    • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative)

    Fondo di Garanzia
    e Nuova Sabatini

    Ti faccio solo un ultimo esempio, attraverso la garanzia del Fondo Centrale per le PMI potrai abbattere nettamente l’incidenza delle fidejussioni personali che devi rilasciare in relazione a un finanziamento bancario.

    Grazie alla Nuova Sabatini, invece, potrai beneficiare di un contributo a fondo perduto che ti permetterà di ridurre al minimo l’impatto degli interessi. Infatti la Nuova Sabatini è un’agevolazione associata a una richiesta di finanziamento di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e la cui finalità sia l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa. Essa permette di ridurre gli interessi dovuti per il finanziamento, con riduzioni particolarmente vantaggiose per investimenti tecnologici rientranti nel piano Industria 4.0 o per investimenti green. 

    Inoltre, se sei una donna di qualsiasi età, per te è disponibile la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ed una serie di linee di credito agevolate.

    Che aspetti ad esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per le case di riposo?

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  • Microcredito Lazio alle Imprese: tutte le novità

    Microcredito Lazio alle imprese: 70 milioni di euro alle MPMI

    Microcredito Lazio alle imprese: tutte le novità!

    Buone notizie per il tessuto imprenditoriale del Lazio, grazie all’arrivo di nuovi bandi dedicati al credito aziendale

    La Regione Lazio ha infatti disposto pacchetto di quattro misure mirate a stimolare la crescita e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio. Questi strumenti, del valore complessivo di circa 135 milioni di euro e finanziati attraverso il Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, mirano a fornire supporto finanziario a imprese in varie fasi del loro ciclo di vita, dall’avvio al consolidamento sul mercato.Analizziamoli insieme.

    Parliamo di 3 misure, conosciute con i nomi:

    • Fondo Patrimonializzazione PMI;
    • Nuovo Fondo Futuro;
    • Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio
    • Nuovo Fondo Piccolo Credito

    Fondo Patrimonializzazione PMI

    Il Fondo Patrimonializzazione PMI dispone di un budget di 20 milioni di euro (di cui 10 milioni come aumento di capitale) e si rivolge alle Piccole e Medie Imprese costituite come società di capitali.

    Come funziona l’agevolazione?

    Il Fondo intende incentivare interventi di patrimonializzazione da parte di soci esistenti o di nuovi soci, offrendo finanziamenti a tasso zero della durata di 7 anni, da 50 a 500 mila euro (e comunque di importo pari all’aumento di capitale), coprendo fino al 50% del progetto mentre la restante parte deve essere coperta dall’aumento di capitale. 

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on-line sul portale http://www.farelazio.it alla pagina dedicata al “Fondo Patrimonializzazione PMI”, le domande possono essere presentate dal 5 dicembre 2023 fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Due persone esplorano un tunnel illuminato da luci vibranti nel Lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Futuro

    Il Nuovo Fondo Futuro (NFF) ha l’obiettivo di sostenere le microimprese in fase di avviamento per contrastare l’economia sommersa e sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici.

    Con una dotazione di 10 milioni di euro, mira a sostenere imprese nuove o in fase di avviamento (con meno di 36 mesi), che hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali canali di credito. L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero della durata di 6 anni e di importo da 5 a 25 mila euro, con la possibilità, per le imprese in regola con il piano di ammortamento, di non dover restituire le ultime 12 rate mensili. 

    Le domande saranno accettate dal 12 dicembre 2023 al 23 gennaio 2024.

    Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio

    Un’altra iniziativa, il Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio, prevede risorse a garanzia pari a 15 milioni di euro e risorse finanziarie attivate per 60 milioni. Questo strumento mira a favorire l’emissione di prestiti obbligazionari e/o titoli di debito (“Minibond”) raggruppati in Portafoglio (“Basket”), garantendo una copertura delle prime perdite. Il Portafoglio dovrà essere costituito entro il 3 settembre 2025.

    In questo modo la Regione Lazio vuole favorire forme di finanziamento che possano essere alternative o complementari al credito bancario.

    Alla garanzia potrà inoltre essere affiancato un contributo a fondo perduto (per il quale sono stanziati ulteriori 2 milioni di euro) per la copertura dei costi di emissione. Il contributo permette quindi di ridurre l’incidenza dei costi fissi legati all’emissione di obbligazioni, rendendo più accessibile l’emissione di Minibond anche per imprese di minori dimensioni. 

    Le manifestazioni di interesse per la Garanzia si possono presentare dal 14 dicembre 2023 fino al completamento del Portafoglio, mentre le domande di Contributo per i costi di emissione dei minibond  potranno essere presentate a partire dal 23 gennaio 2024.

    Un gruppo di alti edifici si riflettono nel vetro della regione lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Piccolo Credito

    L’ultimo strumento, con un budget di 45 milioni di euro, si rivolge a imprese con una storia finanziaria consolidata (per accedere è necessario avere almeno 2 bilanci chiusi e depositati e un buon merito di credito), ma con fabbisogni finanziari contenuti che non generano sufficiente marginalità per il sistema bancario.

    Il fondo offre finanziamenti a tasso zero della durata di 5 anni, da 10 a 50 mila euro. La procedura per la presentazione delle domande sarà a sportello, con una prima finestra entro gennaio 2024 e una seconda entro marzo 2024, ma non sono attualmente disponibili (21 dicembre 2023) le date precise di apertura.

    Ti ricordiamo inoltre che, in relazione a questo fondo, dal 20 dicembre 2022 è attiva anche una sezione speciale, “Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Energia”, dedicata a Progetti volti all’aumento dell’efficienza energetica, alla riduzione dei consumi e all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.  

    Questi strumenti, gestiti da Lazio Innova in collaborazione con operatori selezionati tramite procedure di evidenza pubblica, si pongono come un solido sostegno per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese, offrendo soluzioni flessibili e accessibili per soddisfare una varietà di esigenze finanziarie.

     

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  • Nuovo Fondo Futuro Regione Lazio

    Nuovo Fondo futuro Regione Lazio, gestito da Fare Lazio, è un’agevolazione pensata per favorire l’accesso al credito da parte di microimprese neocostituite oppure ancora da costituire, che vogliono realizzare progetti di avvio d’impresa e che, come spesso avviene, hanno difficoltà ad ottenere credito attraverso i canali ordinari.

    Che tipo di agevolazione è prevista dal bando Nuovo Fondo Futuro 2023?

    L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero finalizzato a sostenere le microimprese nella loro fase di avvio e prevede la realizzazione di un piano imprenditoriale del valore di almeno 5.000 euro.

    Il finanziamento potrà coprire fino al 100% delle spese del progetto e potrà avere un importo massimo di 25.000 euro e il periodo di rimborso è di 72 mesi, inclusi 12 mesi di preammortamento. Inoltre, sull’importo finanziato, non verranno richieste garanzie.

    I beneficiari potranno inoltre ricevere un servizio di tutoraggio per essere guidati nella fase di realizzazione del progetto e nella fase di rimborso.

    Chi può partecipare a Nuovo Fondo Futuro del Lazio?

    Sono ammissibili al Nuovo Fondo Futuro le microimprese in fase di costituzione, o comunque costituite (iscritte al Registro delle Imprese se si tratta di società di capitali) da non più di 36 mesi. Sono ammissibili anche i liberi professionisti e, in questo caso, la loro partita iva non dovrà risultare aperta da più di 36 mesi, ma dovrà comunque essere già attiva.

    Per le ditte e le società la sede operativa deve (o dovrà) essere nel territorio regionale del Lazio, mentre i professionisti devono risultare fiscalmente residenti nel Lazio.

    Le forme giuridiche ammesse sono:

    • Liberi Professionisti
    • Ditte individuali
    • Società in nome collettivo
    • Società in accomandita semplice
    • Società cooperative
    • Società a responsabilità limitata
    • Società a responsabilità limitata semplificata

    Condizione necessaria per l’accesso è quella di trovarsi in condizioni di difficoltà rispetto alla possibilità di accedere al credito ordinario.

    Quali sono le spese che puoi finanziare con Nuovo Fondo Futuro?

    I progetti sostenuti possono includere spese per investimenti materiali e immateriali e per altre spese legate alla realizzazione del progetto imprenditoriale, ma almeno il 50% delle spese deve essere destinato agli investimenti, come ad esempio:

    • acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e arredi
    • investimenti per la sicurezza e per la riduzione dell’impatto ambientale
    • acquisto di software legati alle esigenze dell’impresa
    • acquisto di brevetti o acquisizione di certificazioni di qualità
    • ricerca e sviluppo
    • realizzazione sito web
    • opere di adeguamento e ristrutturazione della sede

     

    Sono spese di tipologia piuttosto ampia, ma ricorda che il finanziamento non può invece essere utilizzato né per il rimborso di altri debiti finanziari, né come mera liquidità.

    Ricorda infine che questa agevolazione, a differenza di quasi tutte le altre, permette di finanziare anche l’IVA, qualora dovuta al fornitore e risultante dalla documentazione di spesa.

    Come si accede a Fondo Futuro?

    La domande possono essere presentate a partire dal 17 gennaio 2023 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 8,8 milioni di euro.

    Insieme alla domanda di partecipazione e agli altri documenti richiesti, è necessario presentare un business plan su un orizzonte temporale di almeno 2 anni, che illustri in modo dettagliato il progetto che si vuole realizzare e il relativo fabbisogno finanziario, le previsioni di fatturato e i costi di funzionamento, oltre alle capacità tecniche, organizzative e l’esperienza dei proponenti e dei relativi team. 

    L’accesso alla fase istruttoria avverrà in base al punteggio che ogni impresa dovrà dichiarare, sulla base di specifici parametri, come il reddito ISEE, l’anzianità dell’impresa (privilegiando le più giovani) e il numero di occupati.

    Sono inoltre previsti punteggi premiali per le imprese giovanili e/o femminili e per i lavoratori svantaggiati.

    Una volta ammessi, i progetti verranno ulteriormente valutati in ragione della qualità, della capacità di innovazione del progetto e della sua capacità economico-finanziaria.

    Beh, sembra proprio che sia arrivato il momento giusto per realizzare il tuo progetto…! 

    Bene… ora ce sai davvero tutto sul Nuovo Fondo Futuro cosa aspetti a partecipare? Contattaci e scopri subito il nostro servizio di supporto! Ti aiuteremo a redigere il Business Plan perfetto e caricheremo insieme la tua pratica su GecoWeb, il portale di Lazio Innova. 

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Bando Regione Veneto efficienza energetica

    Bando Regione Veneto efficienza energetica: di cosa si tratta?

    Le piccole e medie imprese (PMI) sono il motore dell’economia italiana e svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del Paese. Tuttavia, spesso queste imprese si trovano ad affrontare sfide e difficoltà nell’adeguarsi alle esigenze del mercato e alle normative vigenti.

    Per fortuna, esistono agevolazioni pubbliche che possono aiutare le PMI a superare queste sfide, in particolare nell’ambito dell’efficienza energetica. 

    In questo caso parliamo di un’agevolazione rivolta alle micro, piccole e medie imprese del Veneto, che grazie a questo bando per l’efficientamento energetico potranno ricevere un sostegno pubblico per l’adozione di soluzioni energetiche sostenibili e innovative

    L’obiettivo del bando è infatti quello di favorire la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nocive, promuovendo una maggiore competitività e sostenibilità per le imprese beneficiarie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione si compone di un finanziamento agevolato, erogato da Veneto Sviluppo, eventualmente abbinato a un contributo a fondo perduto con risorse stanziate dalle varie Camere di Commercio del Veneto.

    L’agevolazione concessa da Veneto Sviluppo Spa consiste in un finanziamento agevolato sull’85% dell’investimento, con quota di intervento del fondo al 50%: questo significa che per un progetto che prevede spese ammissibili per 100.000 euro, il finanziamento agevolato sarà pari al 50% di 85.000 euro, cioè 42.500 euro.

    Il contributo a fondo perduto aggiuntivo riguarda invece il 15% delle spese effettivamente ammesse.

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    Chi può presentare domanda?

    L’agevolazione può essere richieste dalla micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori, purché abbiano una sede in Veneto e siano regolarmente iscritte alla Camera di Commercio

    In caso di imprese artigiane, la partecipazione è ammissibile indipendentemente dal settore di appartenenza.

    Per le altre MPMI, i settori ammissibili sono quelli identificati dai seguenti codici Ateco:

    A01.61, C, D, E, F, H, J, M72, E38, G, H52.29, H53.20, I56, J59, J60.10, J60.20, J62, K66, L68, M69, M70, M71, M73, M74.20, M74.30, N77, N78, N79, N80, N81, N82, P85, R90.02, R92, R93, S95, S96. 

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Il bando riguarda gli investimenti per l’efficienza energetica di importo compreso tra 20.000 euro e 500.000 euro e copre una vasta gamma di spese e investimenti ammissibili, che possono includere l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e impianti ad alta efficienza energetica, nonché l’adozione di soluzioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono inoltre finanziabili le spese di progettazione, consulenza tecnica e studi di fattibilità.

    Cerchiamo di entrare nel dettaglio. Ecco cosa potrai finanziare con l’agevolazione per l’efficienza energetica:

    impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili da utilizzare nel sito produttivo;  

    acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;  

    acquisto e installazione di macchinari e attrezzature a basso consumo energetico, in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi che non richiedono l’utilizzo di fluidi refrigeranti in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;  

    acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping); 

    relazioni tecniche specialistiche di intervento di efficientamento energetico relative agli investimenti sopra elencati, firmate e timbrate da tecnici abilitati all’esercizio della professione. 

    Ricorda però che le spese devono essere sostenute solo dopo aver presentato la domanda di agevolazione!

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Il bando è aperto a partire dal 30 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    È consigliabile quindi iniziare a preparare la richiesta agevolativa il prima possibile per non perdere questa opportunità, ricordando che i soggetti accreditati alla presentazione delle domande sono Banche convenzionate e Intermediari finanziari convenzionati e abilitati, il cui elenco è disponibile sul sito web di Veneto Sviluppo SpA. 

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  • Piemonte: Fondo Unico per il Commercio

    Piemonte Fondo Unico per il Commercio, di cosa si tratta?

    Il fondo Unico per il Commercio è una misura volta a fornire sostegno alle imprese commerciali che intendono sostenere investimenti per il proprio sviluppo e consolidamento e per l’ammodernamento e l’innovazione dei propri processi produttivi. 

    Grazie a questa agevolazione, le micro, piccole e medie imprese potranno ricevere un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto che le aiuteranno a finanziare i propri progetti di sviluppo.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevede la possibilità di accedere a un finanziamento costituito in parte (fino al 70%) da risorse regionali a tasso zero e in parte da risorse degli intermediari finanziari a tassi di mercato convenzionati. 

    È possibile finanziare fino al 100% delle spese ritenute ammissibili, ma è importante tenere presente che il finanziamento complessivo dovrà rispettare i seguenti importi minimi:

    • Per le micro e piccole imprese, € 25.000 
    • Per le medie imprese, € 250.000 

    La quota massima di intervento regionale è invece fissata in:

    • € 500.000 per le micro imprese; 
    • € 1.000.000 per le piccole imprese; 
    • € 1.500.000 per le medie imprese.

    La durata del finanziamento è di almeno 36 mesi, mentre il massimo varia in base all’importo richiesto, fino a raggiungere gli 84 mesi per finanziamenti di importo complessivo superiore al milione di euro. In ogni caso, è previsto un eventuale periodo di preammortamento di 6 mesi.

    Ma non finisce qui! Come già accennato, l’agevolazione prevede  anche un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulla parte di finanziamento con risorse regionali:

    • 10% per le micro imprese
    • 8% per le piccole imprese
    • 4% per le medie imprese

    Chi può presentare domanda?

    Come già accennato, attualmente possono essere ammesse all’agevolazione solo le MPMI con almeno un’unità locale operativa in Piemonte e che appartengono a specifici settori di attività, individuati dai seguenti codici Ateco:

    • Sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e di motocicli, Divisioni da 45 a 47, ad eccezione delle imprese aventi codice ATECO prevalente 45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli;
    • Sezione I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, Divisioni da 55 a 56; 

     

    Sezione R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, ma solamente le imprese con codice ATECO prevalente 93.29.1 e 93.29.10 (Discoteche, sale da ballo night-club e simili).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Possono essere finanziati progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte.

     

    Sono ammesse le spese sostenute dopo l’invio della domanda di ammissione, ma per chi si è costituito da meno di 6 mesi è possibile presentare anche le spese sostenute entro i 6 mesi che precedono l’invio della domanda, purché esse non rappresentino più del 30% dei costi ammissibili.    

     

    I costi che è possibile agevolare sono molto vari e rendono pertanto il Fondo Unico Commercio un’agevolazione davvero interessante. Vediamoli nel dettaglio:

    1. a)    Spese principali: 
    • macchinari e impianti di servizio ai macchinari , attrezzature; a.2)  hardware e software;
    • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni, strumentali al progetto di investimento; 
    • automezzi per trasporto di cose  alimentati a combustibili tradizionali  o a combustibili alternativi ; 
    • opere edili
    • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore; 
    • sistemi e certificazioni aziendali  che riguardino la qualità della lavorazione, il rispetto per l’ambiente e la sicurezza e la salute dei lavoratori; 
    • certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da Organismi di certificazione adeguatamente accreditati.

    1. b)    Spese con limitazione: 
    • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa, per un importo non superiore al totale delle “spese principali”); 
    • avviamento d’azienda per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
    • scorte  (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
    • spese per servizi, entro il 25% del totale delle “spese principali” (consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare; costi di pubblicità e marketing, compresa la realizzazione e/o il potenziamento della propria presenza su internet attraverso siti e/o e-commerce, spese per partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili per l’attività di impresa,  locazione operativa (noleggio) di beni e servizi; 
    • spese generali, fino al 5% del totale delle “spese principali”  (ad esempio utenze; cancelleria; spese per manutenzioni ordinarie; commissioni di garanzia, per un limite massimo di 1.500 euro).

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Lo sportello per la presentazione delle domande è stato riattivato il 25 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino a quando Finpiemonte, la finanziaria regionale responsabile dell’attuazione della Misura, non darà comunicazione di sospensione/termine.

    Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di invio e, una volta valutate la ricevibilità e l’ammissibilità della domanda ci sarà anche una verifica tecnica e di merito attraverso la quale si valuteranno l’idoneità tecnica ed economico-patrimoniale dell’impresa, la congruità e la pertinenza dei costi del progetto e la qualità tecnica del progetto.


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  • INNOAID Puglia: sostegno alle PMI per l’acquisto di servizi

    Innoaid Puglia: di cosa si tratta?

    Innoaid Puglia è la misura che permette alle micro, piccole e medie imprese della regione di ottenere un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 50% per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale e, da giugno 2023, anche per l’acquisto di servizi servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione.

    Grazie a Innoaid Puglia, la Regione intende quindi sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi e soluzioni, ma anche l’efficientamento energetico delle imprese, soprattutto nel caso in cui si tratti di attività il cui svolgimento comporta un elevato consumo energetico.

    In questo modo per le imprese sarà più facile accedere a conoscenze e tecnologie che possano aiutarle a sviluppare nuovi prodotti/servizi, o anche ad ad acquisire idee, brevetti e conoscenze e nuove competenze che possano rispondere alle necessità di innovazione.

    E’ importante sapere però che i progetti di innovazione che verranno finanziati devono essere legati alle tre Aree di Innovazione che sono state individuate come prioritarie per il territorio, ovvero:

      1. Manifattura sostenibile, con riferimento a
        1. Fabbrica intelligente (settori applicativi: meccanica, manifatturiero, trasporti)
        2. Aerospazio-Aeronautica
        3. Meccatronica
    • Salute dell’uomo e dell’ambiente, con riferimento a
      1. Benessere della persona (settori applicativi: terapie innovative e farmaceutica, diagnostica, bioinformatica)
      2. Green Blue economy (settori applicativi: tecnologie per le energie, ambiente e territorio)
      3. Agroalimentare – Agroindustria
    1. Comunità digitali, creative e inclusive, con riferimento a
      1. Industria culturale e creativa (settori applicativi: social innovation – design – innovazione non R&D
      2. Beni culturali (settori applicativi: beni culturali).

    Innoaid Puglia: in cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione  prevede un contributo a fondo perduto pari al 45% delle spese,e può aumentare fino a raggiungere un massimo del 50% nel caso in cui l’impresa possieda:

    • Certificazione etica SA8000 (aumento di 1 punto percentuale)
    • Certificazione ambientale (aumento di 1 punto percentuale)
    • Rating di legalità (aumento di 2 punti percentuali)
    • Principio di parità e non discriminazione, sulla base di precisi requisiti (aumento di 1 punto percentuale).

    Chi può presentare domanda?

    All’agevolazione possono partecipare le Micro Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale in Puglia. E’ possibile partecipare sia in forma singola che associata, in Consorzio, ATI, Reti di imprese con personalità giuridica (Reti- soggetto) o Reti senza personalità giuridica (Reti-contratto). Nel caso di raggruppamenti, è necessario che partecipino almeno 3 MPMI.

    E’ comunque necessario essere attivi in un settore economico ammissibile: i codici ISTAT ATECO 2007 accettati sono numerosi, ma ti consigliamo di verificare consultando l’Allegato 2 del bando.

    Infine, non sono ammissibili le imprese in contabilità semplificata.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili non devono essere ancora avviati e possono riguardare vari ambiti, in base al tipo o ai tipi di consulenza necessaria. Per ogni tipologia di consulenza sono definiti precisi limiti di investimento ammissibile ma, in ogni caso,il costo massimo per singolo progetto è di 520.000 euro. Cerchiamo di capire meglio!


    • Servizi di consulenza in materia di innovazione:
      • Servizi di supporto all’innovazione guidata dal design; si tratta di servizi utili a concepire nuovi prodotti/servizi legati a bisogni latenti e inespressi dei clienti e che possano occupare nuove nicchie di mercato.
        In questo caso sono ammissibili progetti compresi tra 10.000 euro e 60.000 euro.
      • Servizi di supporto all’innovazione di prodotto/servizio; sono servizi finalizzati alla progettazione tecnica di dettaglio di nuovi prodotti/servizi e/o al miglioramento delle loro caratteristiche funzionali e prestazionali. L’investimento deve essere compreso tra 15.000 euro e 80.000 euro.
      • Studi di fattibilità; sono funzionali allo studio della fattibilità tecnico-economica della realizzazione di progetti di R&D, di ingegnerizzazione, test e prototipazione, di trasferimento tecnologico o di realizzazione di impianti pilota. Sono ammissibili investimenti tra 5.000 e 35.000 euro.


    • Servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
      • Servizi tecnologici di sperimentazione; riguardano le fasi di dimostrazione e ingegnerizzazione di nuovi prodotti e servizi. L’importo degli investimenti ammissibili deve rientrare tra i 15.000 e gli 80.000 euro.
      • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto; sono i servizi inerenti la tutela della proprietà intellettuale relativamente a disegni, modelli, marchi, brevetti e diritti d’autore, e/o quelli per l’avvio dei processi di certificazione/etichettatura di qualità. L’importo dell’investimento può variare da 10.000 euro fino a 50.000 euro.


    • Servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione:
      • Servizi di consulenza per l’adozione di un sistema di gestione dell’energia ISO 50001; riguardano la progettazione del sistema, l’integrazione con altri sistemi di gestione aziendale o ambientale e i vari servizi connessi al percorso di ottenimento della certificazione. L’importo minimo deve essere di 5.000 euro mentre quello massimo è di 40.000 euro
      • Servizi di supporto alla realizzazione di audit e diagnosi energetica; servizi diretti a sostenere la realizzazione di audit energetici, diagnosi, consulenze, monitoraggio e proposte d’intervento per migliorare le modalità di utilizzo dell’energia in azienda. Gli investimenti ammissibili devono in questo caso rientrare tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 35.000 euro per ogni sede operativa.

    Spese finanziate indipendentemente dall’ambito specifico del progetto

    Le spese che vengono finanziate invece, indipendentemente dall’ambito specifico del progetto, riguardano:

    • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato
    • Costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali
    • Costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione

     

    La durata delle varie attività previste dal progetto non può eccedere gli 8 mesi.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Dal 12 giugno 2023 è possibile presentare domanda sul nuovo sportello agevolativo, che presenta una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro. Non è prevista una data di scadenza: fino a quando ci saranno risorse disponibili, sarà possibile presentare la domanda.

    L’erogazione del contributo avverrà attraverso una procedura valutativa a sportello che prenderà in considerazione specifiche caratteristiche della proposta progettuale, come il grado di innovatività del progetto e dei servizi richiesti, la congruenza tecnico-economica della proposta, l’impatto potenziale del progetto sul sistema socio-economico-industriale, la sostenibilità ambientale…

    Beh, sembra proprio arrivato il momento di innovare… Con Innoaid Puglia! 

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