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  • Ecobonus 110%: detrazioni, tempistiche, limiti, interventi e beneficiari

    Detrai subito dalle imposte il 110% delle spese sostenute per rinnovamento energetico e adeguamento sismico degli edifici.

    Novità 2022:

    La Legge di Bilancio 2022 ha confermato le regole già in vigore negli scorsi anni: l’ecobonus 110 spetta in diverse percentuali, in relazione alla tipologia di lavori eseguiti e spese sostenute. 

    La Manovra ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 l’ecobonus, accanto al bonus ristrutturazione e al bonus mobili.

    Con il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020 n.77, è stato introdotto il cd “Ecobonus”, vale a dire la possibilità di detrarre dalle imposte il 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per il rinnovamento energetico e per l’adeguamento sismico degli edifici.
    Le nuove disposizioni si aggiungono a quelle già vigenti, che consentono di beneficiare di agevolazioni fiscali dal 50% all’85% per spese di recupero del patrimonio edilizio (cd. sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. ecobonus).

    Ecobonus 2022 come funziona e chi può richiederlo

    In linea generale, sono ammessi all’agevolazione:

    Possono usufruire delle detrazioni Ecobonus 2022 tutti i contribuenti – compresi i titolari di reddito d’impresa – residenti o non residenti nel territorio dello Stato, su prima e seconda casa. Nel dettaglio, i contribuenti che possono richiedere l’Ecobonus sono:

    • le persone fisiche, i condomini per gli interventi sulle parti comuni, gli esercenti arti e professioni e i nudi proprietari;
    • i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
    • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (ma possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali che utilizzano nell’esercizio della loro attività imprenditoriale);
    • locatari (affittuari) o comodatari;
    • gli enti pubblici o privati che non svolgono attività commerciale;
    • le associazioni tra professionisti;
    • gli istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

    La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo (proprietario, del nudo proprietario o del titolare di altro diritto reale di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie) nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

    I titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni.

    I titolari di reddito d’impresa possono beneficare delle detrazioni al 110%?

    I titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni.

    Che tipo di bonus è previsto dall’agevolazione?

    L’agevolazione prevede una detrazione fiscale del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.

    Detrazione fiscale, sconto in fattura o cessione del credito?

    Per gli interventi finalizzati alla ristrutturazione edilizia e al rifacimento delle facciate degli edifici (bonus facciate), il contribuente può optare non solo per la detrazione ma:

    1. per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
    2. per la cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.

    Come da indicazioni dell’Agenzia delle entrate, l’opzione può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori che, con riferimento agli interventi ammessi al Superbonus, non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo. Il primo stato di avanzamento, inoltre, deve riferirsi ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dell’intervento medesimo.

    I crediti d’imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione in F24.

    Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.

    La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

    A chi posso cedere la detrazione?

    La cessione della detrazione può essere disposta in favore:

    • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
    • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
    • di istituti di credito e intermediari finanziari.

    Quali sono le spese ammissibili?

    L’Ecobonus 2022  è la detrazione fiscale del 110%, 65% e 50% riconosciuta per i lavori di risparmio energetico. Con il DECRETO-LEGGE 4 giugno 2013, n. 63 sono stati introdotti gli incentivi per questa tipologia di interventi, mentre per ciò che concerne le regole inerenti i limiti di spesa, l’elenco dei lavori ammessi in detrazione e gli adempimenti normativi richiesti, dobbiamo fare riferimento all’articolo 14 del DL n. 63/2013.

    Quest’ultimo è stato più volte modificato nel susseguirsi degli anni fino ad oggi la cui ultima versione è quella derivante della Legge di Bilancio 2022.

    L’agevolazione prevede due tipologie di interventi: quelli trainanti e quelli trainati.

    Vediamo insieme cosa prevedono nello specifico.

    Interventi “trainanti”

    Si tratta di spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per le seguenti tipologie di interventi (cd. “trainanti”) di:

    • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo o dell’unità immobiliare sita all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno
    • interventi antisismici di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto legge n. 63/2013 (cd. sismabonus).

     

    Interventi “trainati”

    Si tratta di ulteriori spese ammissibili, a condizione che siano eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti precedentemente elencati:

    • di efficientamento energetico rientranti nell’ecobonus, nei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per ciascun intervento (cfr. Tabella n. 1)
    • l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici di cui all’articolo 16-ter del citato decreto legge n. 63/2013;
    • l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici indicati all’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del Dpr n. 412/1993
    • l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati.

     

    Gli interventi di efficientamento energetico miglioramento di almeno due classi energetiche o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

    Quali sono i limiti previsti dall’agevolazione?

    Per gli edifici unifamiliari e le unità immobiliari indipendenti il Superbonus spetta su un massimo di due unità immobiliari. Tale limitazione non opera per le spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, nonché per gli interventi antisismici.

    Isolamento termico superfici opache

    • 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti
    • 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari
    • 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità immobiliari.

    Sostituzione impianti

    • 30.000 euro per gli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari indipendenti
    • 20.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari
    • 15.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

    Impianti fotovoltaici

    48.000 euro per ogni singola unità immobiliare, e comunque nel limite di spesa di 2.400 euro (1.600 euro in caso di ristrutturazione) per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico.

    Colonnine di ricarica per veicoli elettrici

    Qualora abbinata ai lavori trainanti, la detrazione del 110 per cento si applica anche all’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, entro il limite di spesa di 2.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno; 1500 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino un numero massimo di 8 colonnine; 1.200 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino un numero superiore a 8 colonnine.

     

    Qual è il contributo massimo ottenibile?

    Un’ulteriore novità introdotta riguarda i massimali, i quali variano sulla base della “consistenza” dell’edificio.

    Intervento Abitazioni uni- familiari o con accesso indipendente Edifici da 2 a 8 unità Edifici con più di 8 unità
    Isolamento termico 50.000 € 40.000 € 30.000 €
    Sostituzione impianto 30.000 € 20.000 € 15.000 €

    Nel caso di edifici plurifamiliari, questi massimali vanno moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono il fabbricato.

    Per permetterti di comprendere meglio i massimali, ti faccio un esempio concreto: se il tuo condomino fosse composto da 5 unità, avreste a disposizione 40.000 € x 5= 200.000 € di spesa detraibile nel caso di isolamento, mentre 20.000 € x 5= 100.000 € di spesa detraibile nel caso di sostituzione dell’impianto. Ovviamente potreste sforare, ma non avrete diritto alla detrazione al centodieci per cento per la quota di spesa eccedente il massimale.

    I massimali sono cumulabili. E’ possibile sfruttare contemporaneamente il massimale relativo all’isolamento, quello spettante per la sostituzione dell’impianto, quello per l’impianto fotovoltaico, il bonus ristrutturazioni a 96.000 € etc.

    Quali sono gli adempimenti necessari?

    Per ottenere la detrazione dovrai:

    • Depositare in Comune la relazione tecnica di cui all’art.8, c.1 del Dlgs 192/2005, nota anche come ex-legge 10;
    • Fornire le asseverazioni di un tecnico abilitato che attesti la rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali:
      • Produrre l’attestato di prestazione energetica APE ante e post interventoe asseverando il salto di due classi sotto forma di dichiarazione asseverata;
      • Dichiarare che le opere realizzate ricadono tra quelle agevolabili;
      • Verificare la congruitàdelle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati (indipendentemente dallo sfruttamento della cessione del credito o sconto in fattura). Per far ciò, dovrà mantenere i costi al di sotto delle prezzi unitari massimi stabiliti nel decreto attuativo;
    • Un visto di conformità ad un intermediario abilitato: , esperto contabile, consulente del lavoro, responsabile del Caf ecc. (solo in caso di cessione del credito e/o sconto in fattura);
    • Effettuare i pagamenti mediante bonifico parlante, indicando il numero e la data della fattura, la causale, il codice fiscale del beneficiario e la P.Iva del soggetto a favore del quale viene effettuato il bonifico;
    • Trasmettere all’ENEAentro 90 giorni dalla fine lavori i modelli ministeriali compilati e la dichiarazione di congruità delle spese sostenute attraverso la quale il professionista dichiara che i costi sono uguali o inferiori rispetto ai prezzi medi contenuti nei prezzari regionali.

    Nello specifico stiamo parlando di:

    ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (APE) ANTE E POST

    Il miglioramento energetico è dimostrato dall’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post-intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

    ASSEVERAZIONE TECNICA

    La asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico – da parte, rispettivamente, dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetiche e dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico – certifica il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, in accordo ai previsti decreti ministeriali.

    CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM)

    materiali isolanti utilizzati devono rispettare, inoltre, i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

    VISTO DI CONFORMITÀ

    Il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) nonché dai CAF.

    Uno degli adempimenti legati alla fruizione dell’ecobonus 2022 consiste nella trasmissione della comunicazione ENEA delle spese effettuate, che dovrà essere inviata entro la scadenza di 90 giorni dalla data di fine dei lavori.

    Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali dell’Ecobonus 2022 bisognerà inviare all’ENEA i seguenti dati:

    • dati anagrafici del beneficiario;
    • informazioni relative all’immobile oggetto di intervento;
    • tipologia di intervento.

    Per quel che riguarda l’ecobonus 110 per cento, è bene focalizzarsi sulle nuove scadenze:

    • per i condomini e le persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione) per i lavori su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate è prevista una proroga al 2025 con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (dal 110 per cento per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, 70 per cento fino al 31 dicembre 2024, 65 per cento fino al 31 dicembre 2025).
    • per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa fino al 30 giugno 2023, e fino al 31 dicembre se a giugno siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo;
    • per le persone fisiche la nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2022 se al 30 settembre 2022 viene raggiunto il 30 per cento dei lavori (percentuale relativa al complesso degli interventi trainati e trainanti);
    • per gli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, la detrazione spetta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del 110 per cento.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

     

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  • Voucher Digitali I4.0 2022 – Tutti i migliori incentivi per la digitalizzazione delle PMI

    La lista dei Voucher digitali I4.0 attivi sul territorio.

    Per aiutare le imprese a superare l’emergenza che ci ha colpiti, molte Camere di Commercio del territorio si sono attivate mettendo a disposizione delle aziende, nell’ambito del progetto “Punto Impresa Digitale”, una serie di voucher digitali per sostenere  la realizzazione di progetti innovativi realizzati utilizzando soluzioni tecnologiche, applicazioni, prodotti/servizi innovativi incentrati sulle tecnologie Industria 4.0.

    Si tratta di un interessante sostegno concreto a favore della  delle micro,  italiane.

    In linea generale i voucher digitali sono erogati attraverso appositi Bandi pubblicati dalla specifica Camera di commercio a cadenza variabile e consentono di effettuare investimenti in:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste dal bando specifico;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti.

     

    Vediamo insieme nel dettaglio alcuni dei principali voucher digitali attualmente attivi sul territorio.

    Bando Voucher I4.0 Avellino

    Le risorse complessivamente stanziate dalla Camera di Commercio di Avellino ammontano ad euro 100.000,00: non si tratta sicuramente di un importo enorme ma potrebbe risultare sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle imprese localizzate nel territorio.

    Se la tua è una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Avellino, risulti attiva, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale questa agevolazione fa sicuramente al caso tuo!

     Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di  e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 5.000,00.

    Fa attenzione però perché l’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

    Quali spese posso effettuare?

    Quanto alle spese che puoi effettuare, il bando prevede che queste si riferiscano a tre macro categorie:

    • Servizi di consulenza e formazione relativi a una o più delle tecnologie abilitanti tra quelle previste dal Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi e spese di connessione funzionali all’acquisizione di tecnologie abilitanti

    Quando posso richiedere il voucher?

    La domanda di contributo dovrà essere presentata  dalle ore 9:00 del 10/06/2022 alle ore 23:59 del 30/09/2022.

    Bando Voucher I4.0 Brindisi

    La Camera di Commercio di Brindisi a stanziato nel complesso risorse per euro 65.875,28: si tratta di uno stanziamento modesto per cui se sei interessato  a questo voucher ti consiglio di non perdere tempo!

    Questo voucher rappresenta un’ottima occasione per digitalizzare la tua attività purché tu sia una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale.

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di voucher e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 2.500,00.

    Fa attenzione però perchè l’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

    Inoltre, se la tua impresa è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 200,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali relativi agli aiuti temporanei di importo limitato.

    Quali spese posso effettuare?

    Potrai richiedere il vouchere il voucher per le tue spese di digitalizzazione a patto che quest rientrino in queste categorie:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri di qualunque natura (quali spese di istruttoria, interessi, premi di garanzia, ecc.) relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione del tuo progetto di innovazione digitale.

     

    Fai attenzione però perchè le spese per l’abbattimento degli oneri non possono superare il limite del 10% del costo totale del progetto finanziato.

    Quando posso richiedere il voucher?

    Potrai inoltrare la tua richiesta esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 8:00 del 26/06/2020 alle ore 21:00 del 30/10/2020.

    Come ti dicevo le risorse stanziate non sono molte perciò ti consiglio di fare la tua domanda di partecipazione il prima possibile.

    Bando Voucher I4.0 Arezzo

    Le risorse che la Camera di Commercio di Arezzo ha complessivamente stanziato a favore delle imprese del territorio ammontano a euro 200.000,00.

    Se hai intenzione di digitalizzare la tua attività e sei una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva e sei in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale potrai realizzare con serenità il tuo progetto attingendo a queste risorse pubbliche.

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di voucher e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 3.500,00. Fai attenzione però perchè per poter richiedere il voucher dovrai effettuare un investimento minimo di Euro 1.430,00

    Inoltre, l’agevolazione concessa non potrà superare il 70% delle spese ammissibili. 

    Se però la tua impresa è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali De Minimis.

    Ricorda anche che i voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

    Quali spese posso effettuare?

    Come per i voucher precedenti potrai richiedere il tuo contributo per effettuare le tue spese per:

    consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del presente Bando;

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri, quali spese di istruttoria, relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione di progetti di innovazione digitale riferiti agli ambiti tecnologici indicati nel presente Bando.

    Quando posso richiedere il voucher?

     

    Le domande di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in formato immodificabile PDF a partire dal giorno 29/06/2020 al giorno 30/09/2020 e comunque fino ad esaurimento risorse disponibili.

    Bando Voucher I4.0 Siena

    Le Camera di Commercio di Siena ha complessivamente stanziato risorse a favore delle imprese del territorio, per un ammontare di euro 200.000,00.

    Se hai una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva e sei in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale hai sicuramente trovato il voucher giusto per i tuoi progetti di digitalizzazione aziendale!

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Questo bando prevede la concessione di voucher di importo unitario massimo di euro 3.500,00.

    Come nel caso precedente per poter richiedere il voucher dovrai effettuare un investimento minimo di Euro 1.430,00 altrimenti, purtroppo, non potrai fare domanda.

    L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili ma se la tua attività è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali De Minimis.

    Ricorda anche che i voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

    Quali spese posso effettuare?

    Il bando prevede che le spese che andrai ad effettuare si riferiscano obbligatoriamente a tre macro categorie:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più delle tecnologie abilitanti tra quelle previste dal Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi funzionali all’acquisizione di tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri, quali spese di istruttoria, relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione di progetti di innovazione digitale riferiti agli ambiti tecnologici indicati nel presente Bando.

    Quando posso richiedere il voucher?

     

    Le domande di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in formato immodificabile PDF dal giorno 29/06/2020 al giorno 30/09/2020 e comunque fino ad esaurimento risorse disponibili.

    Per adesso questi sono i voucher migliori ma abilita le notifiche perchè questo articolo è in continuo aggiornamento e sono previste tante novità…

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  • Credito d’Imposta per Beni Strumentali – Novità 2022

    Aggiornamento: La circolare n. 14/E del 17 maggio 2022 fornisce un’analisi delle novità in materia di crediti d’imposta, con un focus particolare sui beni strumentali materiali e immateriali.

    Legge di Bilancio 2022: novità per il Credito d’imposta beni strumentali

    Per ciò che concerne Industria 4.0, la circolare specifica un aspetto importante: in merito ai limiti di spesa, il plafond di 20 milioni di euro non è da considerarsi complessivo ma su base annuale, questo significa che le imprese avranno quindi un totale di 60 milioni di euro a disposizione per gli anni 2023, 2024 e 2025.

    Per chi?

    Possono accedervi tutte le imprese residenti nel territorio italiano. Rimangono escluse solo le imprese destinatarie di sanzioni interdittive e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o comunque soggette ad altra procedura concorsuale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a quali beni si applica il nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e quanto è possibile recuperare.

    Alle imprese italiane che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi è riconosciuto un credito d’imposta che varia in base alla tipologia di investimento, all’ambito temporale e le soglie di spesa, come segue:

    Beni strumentali materiali

    Per i beni acquistati nel periodo dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2021 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Per i beni acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2022 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Per i beni acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2025 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Beni strumentali immateriali

    Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

    • Dal 2021 al 202320% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro
    • 2024: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro
    • 20255% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
    •  

    Beni strumentali materiali “ordinari”

    Per l’anno 2021

    • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
    • 15% per beni funzionali allo smart working per un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Per l’anno 2022

    • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

     

    Beni strumentali immateriali “ordinari”

    Per l’anno 2021

    • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
    • 15% per beni funzionali allo smart working per un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Per l’anno 2022

    • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Beni esclusi

    Non sono agevolabili

    • gli investimenti in beni materiali strumentali per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
    • veicoli e altri mezzi di trasporto;
    • fabbricati e costruzioni;
    • beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015), che riguarda, ad esempio, condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate per la produzione e la distribuzione di gas naturale dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile; aerei completi di equipaggiamento; 
    • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

    Per investimenti riguardanti beni di cui agli allegati A e B è inoltre richiesta la produzione di:

    • una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali;
    • un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

     

    Da tale documento deve risultare che i beni:

    • possiedono le caratteristiche tecniche che ne consentono l’inclusione negli allegati;
    • sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

     

    Tuttavia, nel caso in cui i beni abbiano un costo di acquisto unitario non superiore a 300.000 euro, l’obbligo documentale può essere assolto con una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

    L’agevolazione si è trasformata un bel po’, certo, ma rimane ancora una bella opportunità per innovare la tua impresa: cosa aspetti?
    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Fondo Perduto alle PMI per partecipare a fiere internazionali in Lombardia

    Il nuovo Bando per  la concessione di contributi per fiere internazionali Lombardia ha come finalità il sostegno delle PMI che intendono partecipare alle fiere internazionali, oltre a creare occasioni di incontro tra imprenditori italiani ed esteri per favorire l’attrazione di investimenti, la promozione di accordi commerciali e altre iniziative attive di informazione e promozione.

    I contributi saranno concessi per la partecipazione a una o più fiere di livello internazionale, fra quelle inserite nel calendario fieristico approvato da Regione Lombardia, con svolgimento dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.

    Contributi per fiere internazionali Lombardia:
    soggetti ammissibili

    Possono richiedere il contributo tutte le micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e/o unità locale operativa nella provincia di Brescia, con l’esclusione di quelle che operano nel settore della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Ovviamente sarà necessario essere in regola con le varie normative e con il DURC.

    È ammessa per la partecipazione, in qualità di espositori.

    Quali spese possono essere finanziate?

    Vediamo ora nel dettaglio, per ogni categoria, tutte le spese che potranno essere oggetto del contributo: comprendono davvero quasi tutti i costi che dovranno essere sostenuti! 

    Gli investimenti finanziabili riguardano i costi per il noleggio dell’area espositiva ed i costi di allestimento dello stand per la partecipazione, in qualità di espositori:

    • A fiere e mostre con qualifica nazionale o internazionale;
    • A fiere e mostre organizzate e/o promosse dagli organismi partecipati dall’Ente camerale bresciano;
    • Agli incontri di affari (variamente denominati come “matching”, workshop, ecc.) aventi valenza nazionale o internazionale, con svolgimento dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.

    Quanto posso ricevere?

    Il contributo è concedibile nella misura del 50% del costo sostenuto nel periodo 1.1.2022-31.12.2022. Il contributo massimo per ogni impresa è di € 3.500. La spesa minima ammissibile è di € 700. Sono previste delle premialità per le imprese in possesso del rating di legalità fino a 500,00 € .

    Come e quando presentare la domanda?

    La predisposizione della domanda di contributo sarà possibile dal giorno 11 ottobre 2022, data dalla quale sarà disponibile a questa pagina anche l’apposita modulistica. La modulistica sarà consultabile dal giorno stesso.

    I termini di presentazione della domanda per le manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia (esclusa la Regione Lombardia) sono:

    • dal 9 al 12 gennaio 2023 per le manifestazioni fieristiche che si svolgono nella Regione Lombardia
    •  dal 16 al 19 gennaio 2023 per le manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia (esclusa la Regione Lombardia)

    Beh, adesso non ti resta che scegliere le fiere più adatte al tuo business!

    Se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Marchi+, Disegni+, Brevetti+ 2022 – tutte le novità in arrivo

    Confermata la riapertura per l’anno 2022 delle misure Marchi+, Disegni+ e Brevetti+, ovvero degli incentivi a supporto della valorizzazione dei titoli di proprietà industriale. La riapertura degli sportelli è stata confermata dal Decreto direttoriale 7 giugno 2022  (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2021).

    Ma cosa sono, e quali sarebbero i benefici riservati alle imprese? Vediamolo subito insieme!

    Cosa sono Marchi+, Disegni+ e Brevetti+?

    Si tratta di incentivi imperdibili per tutte le MPMI che intendono registrare marchi, ma anche per quelle imprese che vogliono brevettare delle innovazioni tecnologiche, oppure valorizzare disegni/modelli per la loro messa in produzione e/o per la loro offerta sul mercato.

    Le risorse messe a disposizione delle PMI ammontano complessivamente a 38 milioni di euro, sono così ripartite:

    • Marchi+: risorse disponibili 2 milioni di euro
    • Disegni+: risorse disponibili 14 milioni di euro
    • Brevetti+ : risorse disponibili 30 milioni di euro

    Scopriamo subito tutte le novità previste dagli incentivi per l’anno 2022!

    Marchi+ 2022

    Il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura si articola in 2 linee di intervento, che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Per scoprire tutti i requisiti necessari per partecipare, leggi la news dettagliata su Marchi+.

    Quali spese finanzia Marchi+ 2022?

    Le imprese in possesso dei requisiti possono richiedere l’agevolazione per le seguenti spese:

    • progettazione della rappresentazione;
    • assistenza per il deposito;
    • ricerche di anteriorità;
    • assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione;
    • tasse per il deposito/registrazione.

     

    Per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000.

    Scorri fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Disegni+ 2022

    Il bando vuole sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione di disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo in conto capitale. 

    Chi può partecipare al bando Disegni+?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia, che siano titolari del disegno/modello oggetto del progetto di valorizzazione.

    L’impresa dovrà aver registrato il disegno/modello presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) o l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). Soltanto in quest’ultimo ultimo caso tra i Paesi designati deve esserci l’Italia.

    Nota bene: Il disegno/modello deve essere registrato a decorrere dal 1° gennaio 2020 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione ed essere in corso di validità.

    Quali spese finanzia Disegni+ 2022?

    Le agevolazioni sostengono l’acquisto dei seguenti servizi specialistici esterni:

    • ricerca sull’utilizzo di materiali innovativi;
    • realizzazione di prototipi;
    • realizzazione di stampi;
    • consulenza tecnica per la catena produttiva finalizzata alla messa in produzione del prodotto/disegno;
    • consulenza tecnica per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale;
    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, progettazione layout grafici e testi per materiale di comunicazione offline e online) e per la valutazione tecnico-economica del disegno/modello;
    • consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione (azioni legali relative a casi concreti).

     

    Le agevolazioni previste da Disegni+ sono contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, entro l’importo massimo di 60.000 €, rispettando importi massimi previsti per ciascuna Fase e per ciascuna tipologia di spesa.

    … Non ti resta che scorrere fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Brevetti+ 2022

    Brevetti+ è un bando che intende favorire lo sviluppo di una strategia brevettuale e l’accrescimento della capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la concessione ed erogazione di incentivi per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

    Chi può partecipare al bando Brevetti+?

    Possono presentare domanda di accesso al bando Brevetti+ le PMI, anche di nuova costituzione, aventi sede legale ed operativa in Italia, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

    • siano titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019 ovvero titolari di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019. In entrambi i casi i brevetti devono essere in regola con i pagamenti delle tasse di mantenimento in vita, ove dovute, al momento della presentazione della domanda.
    • siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 01/01/20 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;
    • siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 01/01/20, con il relativo rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto.

     

    Le imprese che soddisfano una delle condizioni possono richiedere le agevolazioni se, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

    • Essere iscritte nel Registro delle imprese;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili;
    • Non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali.

    Quali spese finanzia Brevetti+?

    Brevetti+ finanzia l’acquisto di servizi specialistici strettamente connessi alla valorizzazione economica del brevetto e funzionali alla sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’impresa proponente, al fine di accrescere la capacità competitiva della stessa.

    Sono dunque ammissibili i costi dei seguenti servizi:

    • progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione;
    • organizzazione e sviluppo;
    • trasferimento tecnologico.

     

    Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% per un massimo di 140.000 €.

    Leggi il paragrafo successivo per scoprire quando presentare la domanda!

    Quali sono le scadenze per presentare le domande?

    Ecco tutte le date per accedere ai contributi a fondo perduto dei bandi per la valorizzazione di Marchi, Brevetti e Disegni.

    Le domande potranno essere presentate:

    • dal 25 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Marchi+
    • dal 11 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Disegni+
    • dal 27 settembre 2022 (ore 12.00) per il bando Brevetti+

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se i tuoi progetti sono finanziabili con Marchi+, Disegni+ o Brevetti+.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

    PARLANE CON NOI
  • Marchi+ 2022: Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi

    Cos’è Marchi+

    Se hai registrato un marchio per la tua impresa sai quanto il processo di registrazione sia costoso ed impegnativo, soprattutto se fatto a livello internazionale, e non solo europeo. Ti sarai sicuramente trovato a dover sostenere le spese per il design grafico del marchio, le spese legali per le ricerche di anteriorità, quelle per il deposito e, non da ultime, le tasse di deposito vere e proprie.

    Di quale bando parlo? Di Marchi+, ovviamente!

    Dopo il successo di Marchi +2, e del nuovo Marchi +3, il Ministero dello Sviluppo Economico, l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e Unioncamere hanno deciso infatti di concedere una nuova opportunità agli imprenditori che intendono registrare (o hanno registrato) marchi comunitari e internazionali. Le nuove risorse messe a disposizione nel 2022 ammontano a 2 milioni di euro a fondo perduto, con modalità di accesso a sportello.

    Dunque… prima si presenta la domanda, meglio è! Soprattutto dopo che abbiamo visto quanto questo bando sia apprezzato!

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Quanto è possibile richiedere per la registrazione del marchio?

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00.

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00.

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000,00.

    Quali sono le spese agevolabili con il bando Marchi+?

    Il bando 2022, come quello dell’anno precedente, finanzia le spese per servizi specialistici di progettazione e registrazione di marchi per domande di agevolazione:

    • per le registrazioni UE – EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale), per la “misura A”;
    • relative alle registrazioni di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici per la “misura B”.

    Misura A

    Vediamo, in particolare, quali sono le spese agevolabili dalla Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Per la Misura A, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di deposito e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici di seguito indicati: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) e deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.
    • Tasse di deposito presso EUIPO.

     

    Le spese sostenute devono:

    • Risultare da fatture emesse a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione, intestate all’impresa richiedente l’agevolazione; 
    • Essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione dall’impresa richiedente.

    Misura B

    La Misura B prevede invece agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI, ovvero l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

    Per la Misura B, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di registrazione e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici come: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso OMPI e/o all’assistenza prestata di fronte agli uffici nazionali che hanno emesso il rilievo successivamente al deposito della domanda di registrazione presso OMPI. Il servizio deve esse effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati. L’agevolazione per tale servizio potrà essere richiesta – nel rispetto dei limiti previsti per singolo marchio – anche a fronte di un’agevolazione già concessa a valere sul presente Bando presentando, entro i termini di vigenza dello stesso, una nuova successiva domanda di partecipazione. e
    • Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.

    Quali sono i requisiti per presentare la domanda?

    Abbiamo detto che il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura, infatti, si articola in 2 tipologie di agevolazione che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

     

    Ad ogni misura, corrispondono diversi requisiti necessari alla presentazione della domanda per il Bando Marchi+: scopriamoli subito!

    Misura A

    Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti di accesso della Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve:

    • aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver provveduto a pagare le relative tasse di deposito;
    • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Questa registrazione deve essere avvenuta in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Misura B

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:

    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver pagato le relative tasse di registrazione.


    L’impresa dovrà anche aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI del marchio interessato, in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere a Marchi+?

    Sarà possibile compilare la domanda esclusivamente tramite la procedura informatica e secondo le modalità indicate al sito www.marchipiu2022.it

    La domanda, generata dalla piattaforma informatica deve – pena la non ammissibilità della stessa – essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente l’agevolazione ovvero dal procuratore speciale delegato sulla base di apposita procura speciale.

    Cosa aspetti? Approfittane subito: la domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Hai trovato il nostro post su Marchi + interessante? Lasciaci un commento e ricordati di condividere questa pagina con i tuoi amici!

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  • Fondo impresa femminile: contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili, con Avviso del 7 giugno 2022 è disposta, con effetto dall’8 giugno 2022, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande relative alle agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

    200 milioni di euro per creare o sviluppare nuove imprese femminili

    Sei un’imprenditrice o una lavoratrice autonoma? Vuoi creare una nuova realtà imprenditoriale al femminile o far crescere un’impresa già attiva? Per te esiste fondo impresa  femminile.

    Nel decreto pubblicato il 14 dicembre 2021 in Gazzetta Ufficiale, è stato istituito il nuovo fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile: parliamo di 200 milioni di euro stanziati per il 2022 e altre risorse complementari dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Se vuoi sapere cos’è il Pnrr in sintesi, ti suggerisco di guardare l’articolo del nostro blog.

    Vediamo insieme quali sono le agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile.

    Fondo impresa donna: requisiti

    Possono richiedere le agevolazioni le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia.

    Ricordati che potrai richiedere per la tua impresa femminile se rientri in una di queste categorie:

    • cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie;
    • società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne;
    • imprese individuali con titolare donna;
    • lavoratrici autonome con partita IVA.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa femminile dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

    Fondo impresa femminile: l’agevolazione

    Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero, che variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa e dell’ammontare si spesa.

    Gli incentivi finanziano programmi di investimento per l’avvio o lo sviluppo delle imprese femminili da realizzare in 24 mesi.

    La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili:

    • Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili;
    • Agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili già costituite.

    1) Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili

    Se sei una libera professionista e vuoi costituire una nuova impresa (oppure la tua impresa è stata costituita da meno di 12 mesi), puoi presentare progetti d’investimento fino a € 250.000.

    L’agevolazione mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:

    • per progetti fino a € 100.000, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di € 50.000;
    • per progetti fino a € 250.000, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di € 125.000.

    2) Agevolazioni per lo sviluppo di imprese già costituite

    Se, invece, hai già un’impresa femminile e desideri svilupparla e consolidarla, avrai a disposizione un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero (da rimborsare in ben 8 anni!), il tutto con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di €320.000.

    Ancora una volta, le agevolazioni sono articolate a seconda del tipo di beneficiario. Se la tua impresa:

    • E’ costituita da meno di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili, con un 50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento agevolato;
    • E’ costituita da più di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

    Ma c’è di più! In aggiunta a tali agevolazioni, sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di € 4.000 per impresa, che potrai usufruire in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte sotto forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

    Ma quali sono le spese ammissibili?

    Potrai richiedere l’agevolazione per sostenere progetti realtivi all’avvio e la costituzione di una nuova impresa femminile, oppure per il suo sviluppo e consolidamento, nei seguenti settori:

    • industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
    • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
    • commercio e turismo.

    Tieni a mente, tuttavia, che le iniziative dovranno essere realizzate entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

    Vediamo ora quali sono le spese ammissibili che potrai agevolare con il Fondo impresa femminile 2022:

    1. Beni materiali: macchinari, impianti, attrezzature, opere edili (ristrutturazioni) per un max 30% di tutto il piano di spesa.
    2. Beni immateriali: software, consulenze/ know capitalizzabili, brevetti, licenze, marchi.
    3. Servizi in cloud: funzionali ai processi portanti della gestione aziendale.
    4. Personale dipendente: assunto – a tempo determinato o indeterminato – dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nella realizzazione dell’iniziativa agevolata.
    5. Capitale circolante

    Quando puoi presentare la domanda per accedere al Fondo impresa donna?

    La presentazione della domanda prevede una prima fase di compilazione e un successivo invio della stessa da effettuare sulla piattaforma on line di Invitalia, che verrà attivata nelle date di apertura dello sportello.

    Lo sportello verrà infatti aperto in due fasi successive:

    Per le nuove imprese:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022

    Per le imprese avviate:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022

    Per accedere alla piattaforma web di Invitalia è necessario essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE). Inoltre, è importante assicurarsi di disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante della società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica (in qualità di socio o soggetto referente) della società costituenda.

    Vuoi scoprire quanto ti spetta dal Fondo impresa femminile? Clicca il tasto qui in basso e compila il nostro form!


    SCOPRI QUANTO PUOI OTTENERE DAL FONDO IMPRESA FEMMINILE

  • Credito d’imposta per la costituzione o trasformazione in Società Benefit

    Attenzione: Termine presentazione domande 15 giugno 2022

    Fino al 50% di credito di imposta per le spese di costituzione o trasformazione in Società Benefit

    Credito d’imposta società benefit: cos’è

    È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.10 del 14/01/2021 il decreto che dà le indicazioni sulla messa in atto del Credito d’imposta Società Benefit.

    il Credito d’imposta per le Società Benefit è l’incentivo che sostiene il rafforzamento del sistema delle società benefit in Italia, sostenendo le spese per la loro costituzione e trasformazione delle aziende in società benefit.

    Cosa sono le Società Benefit?

    Le Società Benefit non sono aziende come tutte le altre.

    Si tratta infatti di aziende che, nell’esercizio di un’attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Credito d’imposta.

    Possono richiedere l’agevolazione tutte le imprese (di qualsiasi dimensione) con sede principale o secondaria in Italia, costituite, iscritte e attive al Registro delle Imprese che, alla data di presentazione della domanda, abbiano questi requisiti:

    • aver sostenuto spese per la costituzione oppure per la trasformazione in società benefit, a partire dal 19 luglio 2020 – data di entrata in vigore del decreto rilancio – fino al 31 dicembre 2021;
    • svolgere un’attività economica in Italia.

    Quali spese possono essere agevolate?

    Sono ammissibili alle agevolazioni le spese per la costituzione o per la trasformazione in società benefit sostenute dal 19 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

    Rientrano tra le spese ammissibili:

    • spese notarili e d’iscrizione nel Registro delle imprese;
    • spese inerenti all’assistenza professionale e alla consulenza sostenute e direttamente destinate alla costituzione o alla trasformazione in società benefit.

     

    Nota bene, però, che le uniche spese escluse dall’agevolazione sono tutte quelle relative a imposte e tasse.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Il credito d’imposta arriva fino al 50% delle spese ammissibili e fino a un massimo di 10.000 euro.

    L’agevolazione è cumulabile con altri aiuti concessi in “de minimis”, ma è possibile presentare una sola domanda per beneficiario.

    Come presentare la domanda?

    Per richiedere l’agevolazione, i soggetti in possesso dei requisiti possono presentare un’istanza online al Ministero, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica resa disponibile sul sito istituzionale del Ministero.

    Seguiranno aggiornamenti riguardo le date di apertura e chiusura della procedura informatica, che saranno comunicate con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese.

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Tutte le agevolazioni pubbliche per avviare nuove imprese [guida aggiornata]

    La mini guida per aspiranti imprenditori

    Agevolazioni nuove imprese ? Vuoi avviare la tua nuova attività? Hai desiderio di metterti in proprio? Abbiamo buone notizie per te.

    Grazie alla finanza agevolata ci sono ottime opportunità per avviare la tua attività con un aiuto pubblico!

    Per questo, se hai sempre desiderato avviare la tua impresa e il tuo sogno nel cassetto è quello di diventare un imprenditore o un’imprenditrice, la finanza agevolata è una risorsa da conoscere bene, e da utilizzare al meglio.

    Attualmente, infatti, sono attive diverse agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, che consentono a startupper e aspiranti imprenditori di tirare fuori i sogni dal cassetto e di… buttarsi nella mischia con la propria attività.

    Abbiamo già parlato delle agevolazioni per startup innovative, ma… per chi non rientra in questa categoria?

    Anche per chi vuole avviare un’attività “non innovativa”, o che non può rientrare nella definizione di startup innovativa, ci sono comunque molte opportunità agevolative da poter sfruttare!

    Vediamo subito alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di nuove attività disponibili a livello nazionale.

    Bandi e agevolazioni nazionali per nuove imprese o startup

    Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è sicuramente Resto al sud di Invitalia. Analizziamolo insieme nel dettaglio.

    Resto al Sud: l’agevolazione perfetta per avviare una nuova attività in tutte le regioni del Mezzogiorno

    Un’altra ottima opportunità per tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno (e anche per chi risiede nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017) è rappresentata dal bando Resto al Sud.

    E’ l’agevolazione promossa da Invitalia per gli aspiranti imprenditori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna.

    Un’agevolazione mista, che copre il 100% delle spese ammissibili ed è composta dal 50% di contributo a fondo perduto e dal 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

    La copertura complessiva può arrivare fino a € 200.000 (nel caso di 4 soci), promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel nostro meraviglioso Sud.

    Dato che ne abbiamo parlato molto in altre occasioni, di seguito ti proponiamo una lista di nostre risorse per approfondire l’argomento:

    Smart & Start Italia: l’incentivo per startup ad alto contenuto tecnologico

    Smart & Start è l’agevolazione che sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

    Le start up richiedenti possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:

    • finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili;
    • servizi di tutoraggio;
    • conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto.

     

    La misura prevede un finanziamento agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento può arrivare fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca.

    Un’ottima opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Italia con un sostegno pubblico.

    Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero per giovani, donne, NEET e disoccupati

    Tra le agevolazioni più interessanti per l’avvio di nuove attività c’è il Nuovo Selfiemployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    Un contributo che finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra €5.000 e €50.000. dedicato a chi vuole avviare la propria attività nei seguenti settori:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    E’ ammessa la partecipazione sia per le nuove attività in forma individuale che societaria.

    Regione Lombardia: bando per il supporto alle nuove imprese

    La Regione Lombardia sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l’autoimprenditorialità come opportunità di ricollocamento con la misura “Bando Nuova Impresa”.

    Con questo incentivo si promuove l’avvio di nuove imprese per ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

    I servizi erogati riguardano:

    • costi legali e notarili relativi alla costituzione d’impresa;
    • consulenze;
    • acquisto di hardware e software;
    • canoni di locazione;
    • sviluppo di un piano di comunicazione

     

    Per non sentirsi soli in un momento importante, ma impegnativo!

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole avviare una nuova attività sono moltissime e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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