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  • Cos’è il rating di legalità e perché dovresti richiederlo per la tua azienda

    Come richiedere e rinnovare il rating di legalità

    Sempre più bandi ed agevolazioni, nazionali e regionali, inseriscono il rating di legalità tra i criteri di premialità, ovvero quelle caratteristiche dell’impresa che influiscono positivamente nella procedura di valutazione per la concessione di un’agevolazione pubblica.

    In alcuni casi, anche se più raramente, è possibile trovarlo come requisito di partecipazione ai bandi.

    Ma nello specifico cos’è questo particolare tipo di rating di impresa?

    Il rating di legalità è un giudizio sintetico espresso utilizzando una scala composta da 1 a 3 stelle ed attribuito alle imprese per la concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, e di accesso al credito bancario.

    Il rating di legalità è tenuto in considerazione non solo dalle pubbliche amministrazioni per la concessione di agevolazioni, contributi e finanziamenti, ma anche dalle banche che lavorano abitualmente con le imprese.

    Se intendi richiedere un finanziamento per la tua impresa, e sei in possesso di rating di legalità, non dimenticare di comunicare alla banca di essere iscritto nell’elenco tenuto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

    Se invece non sei ancora in possesso di questo particolare tipo di rating, prendi in considerazione l’idea di richiederlo: anche perchè il giudizio attribuito dall’AGCM viene tenuto in considerazione nella procedura di istruttoria del finanziamento richiesto e comporta una riduzione dei tempi e soprattutto dei costi per la concessione del finanziamento.

    Questo significa maggiore facilità di accesso al credito ed un costo più basso per accedere al finanziamento.

    Una buona notizia, non trovi?

    La mia impresa può richiedere il rating di legalità?

    Puoi richiedere il rating per la tua impresa (in forma individuale o collettiva) se:

    • ha una sede operativa in Italia
    • ha almeno due milioni di euro di fatturato
    • risulta iscritta nel Registro delle imprese da almeno due anni

    Chi rilascia il rating di legalità?

    Se hai tutti i requisiti per richiedere il rating, puoi fare richiesta scaricando l’apposito formulario, firmandolo digitalmente ed inviandolo via pec alla casella mail dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: agcm@pec.agcm.it

    Al link che ti abbiamo proposto, da cui scaricare il formulario, troverai anche le istruzioni per l’inoltro della domanda.

    Come rinnovare il rating di legalità?

    Ho ottenuto il rating di legalità… e adesso? Ricorda che il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio, e può essere rinnovato su richiesta.

    E tu, che aspetti a richiedere il rating di legalità?

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  • Fondo StartER 2.0: finanziamenti agevolati in Emilia Romagna

    Fondo StartER

    Cos’è il Fondo StartER 2.0?

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite il quale la Regione Emilia Romagna intende sostenere le neo imprese, costituite da meno di 5 anni alla data di presentazione della domanda, tramite dei finanziamenti a tasso zero  per il 70% dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’EURIBOR 6 mesi +4,75% per il restante 30%.

    I finanziamenti concessi vanno da un minimo di 20.000 € ad un massimo di 300.000 e assumono la forma tecnica di mutuo con rientri trimestrali a scadenze fisse, possono avere durata minima di 36 mesi e massima di 96 mesi, compreso eventuale preammortamento per un massimo di 12 mesi ed escluso il preammortamento tecnico.

    Il Fondo StartER, fa al caso mio?

    Vediamo quali requisiti devono avere i beneficiari del bando StartER Emilia-Romagna:

    1. essere micro o piccole imprese, ovvero imprese fino a 49 dipendenti e con un fatturato o un totale attivo di bilancio inferiore ai 10 Milioni di euro;
    2. essere iscritte al  da meno di 5 anni alla presentazione della domanda;
    3. avere Codice ATECO di appartenenza rientrante tra quelli presenti nel bando, ovvero appartenenti alle Sezioni:

    B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;

    C “Attività manifatturiere”;

    D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

    E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;

    F “Costruzioni”;

    G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;

    H “Trasporto e magazzinaggio”;

    I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;

    J “Servizi di informazione e comunicazione”;

    L “Attività immobiliari”;

    M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;

    N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;

    P “Istruzione”;

    Q “Sanità e assistenza sociale”;

    R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;

    S “Altre attività di servizi”.

    Le imprese devono presentare una situazione di regolarità contributiva e rispettare le soglie dei massimali previsti in base al Regolamento “De minimis”.

    Quali sono i progetti finanziabili con il Fondo StartER?

    I progetti ammessi a ricevere il finanziamento previsto dal Fondo rotativo devono necessariamente riguardare interventi relativi ai seguenti ambiti:

    • innovazione produttiva e/o di servizio;
    • sviluppo organizzativo;
    • messa a punto dei prodotti e servizi con potenzialità concrete di sviluppo;
    • consolidamento e creazione di nuova occupazione;
    • introduzione e uso efficace di strumenti  nelle forme di servizi e soluzioni avanzate con acquisti di soluzioni personalizzate di  e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo StartER?

    Le spese finanziabili tramite il Fondo StartER 2.0 riguardano:

    • interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
    • acquisto di macchinari, attrezzature, hardware, software, e arredi;
    • acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
    • spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
    • consulenze tecniche e/o specialistiche;
    • spese del personale adibito al progetto;
    • materiali e scorte;
    • spese di locazione del locale adibito all’attività (risultante da visura camerale come sede principale/unità locale);
    • spese per la produzione della documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan). Ciò significa che, se hai bisogno di assistenza per redigere il tuo business plan, per partecipare al bando Fondo StartER 2.0 potrai finanziare quest’attività attraverso l’agevolazione stessa.

     

    E’ importante però tenere presente che i costi per le spese di cui alle ultime 5 voci non devono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto ed ammesso.

    In linea generale, i pagamenti per le spese ammesse dal bando StartER devono essere eseguiti successivamente alla data di presentazione della domanda e comunque entro la presentazione della rendicontazione finale.

    Come ed entro quando posso partecipare?

    E’ possibile presentare domanda a partire dalle ore 11.00 del giorno 1 febbraio 2023 fino alle ore 16.00 del giorno 22 marzo 2023.

    Per partecipare al bando Fondo StartER, una volta verificati i requisiti di ammissibilità e dopo aver ottenuto una predelibera bancaria da uno degli istituti convenzionati con il Fondo, basterà registrarsi alla piattaforma online.

    Per eseguire correttamente la procedura di presentazione della domanda per il Fondo StartER 2.0 dovrai caricare i dati e tutti i documenti richiesti quali, ad esempio: la domanda di partecipazione, il piano economico-finanziario previsionale o business plan, la visura camerale, i preventivi di spesa e gli ultimi bilanci approvati.

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  • Finanziamenti startup innovative: la lista definitiva dei bandi e le agevolazioni da non perdere

    Finanziamenti startup innovative e altre agevolazioni: le occasioni da non perdere

    Agevolazioni startup innovative, non perdere quest’occasione!

    Le startup innovative sono particolari categorie di imprese di nuova costituzione, che sviluppano, producono e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Esse possiedono specifici requisiti e sono iscritte in una sezione apposita del Registro delle imprese, e sono spesso oggetto di misure agevolative dedicate, sia a livello nazionale che regionale.

    Vediamo insieme alcune tra le principali agevolazioni.

    Smart&Start Italia

    Tra i finanziamenti startup innovative, Smart&Start Italia è sicuramente uno dei più famosi.

    L’agevolazione, gestita da Invitalia, consente di finanziare programmi ad alto contenuto tecnologico, di importo compreso fra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, con un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Questo bando startup innovative è valido su tutto il territorio nazionale, ma riserva un ulteriore vantaggio alle startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e a quelle localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, che riceveranno un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento ricevuto, restituendo quindi solo il 70% della somma erogata.

    Fondo Rilancio

    Il Fondo Rilancio di CDP si rivolge a  startup e PMI innovative che stiano per concludere o che abbiano recentemente concluso (a partire dal 19/12/2019) un round d’investimento con investitori regolamentati e/o qualificati.

    Il Fondo effettuerà un investimento massimo pari a quattro volte l’ammontare investito dagli investitori qualificati e/o regolamentati, con un limite massimo di 1 milione di euro per ciascuna operazione.

    L’investimento consiste in un “finanziamento convertendo”, cioè uno strumento di quasi equity consistente in un apporto, che non dà luogo a restituzione o rimborso, produttivo di interessi figurativi (tasso semplice annuo 5%) fino al momento della conversione e comunque non oltre il termine di 5 anni dall’esecuzione dell’apporto. Eventuali follow on saranno invece effettuati mediante investimenti in equity.

    Agevolazioni fiscali per investimenti in startup

    Incentivi fiscali De minimis

    L’incentivo fiscale in “de minimis” all’investimento in startup innovative e PMI innovative (art. 29 bis, D.L. 179/2012) consiste in una detrazione IRPEF del 50% per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup innovative o PMI innovative.

    Se l’investimento è realizzato in startup innovative, l’importo massimo agevolabile è di 100.000 euro per ciascun periodo di imposta e l’investimento dovrà essere mantenuto per almeno tre anni. Se l’investimento fosse maggiore, sulla parte eccedente i 100.000 euro sarà possibile beneficiare di un’altra agevolazione fiscale, ovvero la Detrazione Irpef ordinaria di cui parliamo qui sotto.

    L’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni. 

    Detrazione Irpef ordinaria

    La detrazione Irpef prevista all’art.29 del D.L. 179/2012 è pari al 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più Start up innovative, con un investimento massimo agevolabile per ciascun periodo di 1.000.000 euro per ogni investitore (limite valido per tutti gli investimenti).

    Anche in questo caso l’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni, pena la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’importo detratto e i relativi interessi legali. 

    Emilia Romagna: Bando per il sostegno allo sviluppo delle start up innovative

    Il bando si rivolge alle micro e piccole startup innovative ed è finalizzato al finanziamento di interventi per:

    • sviluppo produttivo di risultati di ricerca o di soluzioni tecnologiche derivanti da una o più tecnologie abilitanti;
    • messa a punto del modello di business;
    • adattamento di prodotti/servizi alle esigenze di potenziali clienti;
    • ingegnerizzazione di prototipi e piani di sviluppo industriale (scale-up);
    • apertura e/o sviluppo di mercati esteri.

    L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili e fino a 150.000 euro. 

    Particolare attenzione verrà riservata alle imprese operanti nei settori delle industrie culturali e creative e innovazione nei servizi e ai progetti focalizzati sugli ambiti tematici cross-settoriali dell’Energia pulita, sicura e accessibile, della Circular Economy e del Clima e Risorse Naturali (aria, acqua e territorio).

    Le domande possono essere presentate dalle ore 13 del 17 gennaio alle ore 13 del 17 febbraio 2023.

    Emilia Romagna: Fondo StartER

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite un finanziamento a tasso agevolato a copertura del 100% del progetto presentato, di cui il 70% erogato da risorse pubbliche ed il 30% messo a disposizione delle banche convenzionate.

    La durata del finanziamento è compresa tra 36 e 96 mesi e l’importo è compreso tra i 20.000 € e i 300.000 € a tasso zero per il 70%dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi + 4,75% per il restante 30%.

    Inoltre, è previsto un contributo a fondo perduto dedicato a tutte le imprese aventi unità locale in uno dei comuni sede di estrazione di idrocarburi, fino ad un importo massimo pari a 30.000 €. Il contributo in ogni caso non può essere compreso nell’importo coperto dal finanziamento e non può superare il 30% dei costi ammessi.

    È possibile presentare la domanda dal 1° febbraio 2023, alle ore 11, fino al 22 marzo 2023. 

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  • Contributi digitalizzazione imprese 2022-2023

    Contributi digitalizzazione imprese

    Le tecnologie digitali stanno segnando una trasformazione dei settori produttivi e dei servizi (manifattura, turismo, commercio, agricoltura, cultura, terzo settore, ecc.) consentendo di creare nuovi modelli di business e di accrescere la produttività e la competitività delle imprese. 

    Progressi tecnologici quali l’internet delle cose (IoT), il 5G, il cloud computing, l’analisi dei dati e la robotica modificano prodotti, processi e modelli imprenditoriali in tutti i settori, stanno creando nuovi paradigmi industriali, commerciali e di servizio che spingono le imprese verso la digitalizzazione

    Il Ministero delle imprese e del Made in Italy, attraverso la leva delle agevolazioni e la creazione di tutte le condizioni di sistema a supporto dei processi di transizione digitale dell’economia nazionale, si pone come obiettivo quello di aiutare e accompagnare le micro, piccole e medie imprese nell’intraprendere questo percorso volto all’innovazione e alla digitalizzazione.

    Andiamo a scoprire nel dettaglio quali sono le agevolazioni più interessanti!

    1) Voucher connettività imprese e professionisti

    Con questa agevolazione è prevista l’erogazione di contributi per la digitalizzazione imprese, per abbonamenti ad internet ultraveloce. Questa tipologia di incentivo per la digitalizzazione del tessuto produttivo italiano va ad inserirsi nel quadro complessivo delle azioni del Governo per il rilancio dell’economia. 

    Questa misura, conosciuta con il nome di “Piano Voucher“, è stata prorogata con un avviso del 7 dicembre il MIMIT fino al 31 Dicembre 2023. 

    Ma in cosa consiste, e chi potrà beneficiarne?

    Chi sono i beneficiari?

    Il voucher è rivolto a:

    • Micro, piccole e medie imprese
    • Persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano, in proprio o in forma associata, una professione intellettuale (articolo 2229 del Codice civile) o una delle professioni non organizzate (legge 14 gennaio 2013, n. 4).

     

    Il voucher si applica in caso di richiesta di attivazione di nuovi servizi di connettività banda ultra larga ad almeno 30 megabit o miglioramento della connettività già attiva (passaggio a fibra gigabit se si ha già una banda ultra larga di livello inferiore).

    La velocità attivata dovrà essere la migliore al numero civico dichiarato.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    La misura concede uno sconto sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad Internet in banda ultra larga. Lo sconto varia in base al tipo di contratto e alla velocità massima di download sottoscritta. Ma andiamo subito nel dettaglio.

    La ripartizione prevista è la seguente:

    • Al finanziamento dei voucher di tipologia A viene destinato il 15% delle risorse stanziate, distribuito per il 14% a favore dei voucher A1 e per l’1% a favore dei voucher A2;
    • Al finanziamento dei voucher di tipologia B viene destinato il 20% delle risorse stanziate;
    • Al finanziamento dei voucher di tipologia C viene destinato il 65% delle risorse stanziate.

     

    Di seguito le diverse tipologie di voucher:

    • Voucher A1: Voucher con contributo di connettività pari a 300 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 30 Mbit/s – 300 Mbit/s.
    • Voucher A2: Voucher con contributo di connettività pari a 300 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 300 Mbit/s – 1 Gbit/s. Per connessioni che offrono velocità pari ad 1 Gbit il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari.
    • Voucher B: Voucher con contributo di connettività pari a 500 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 300 Mbit/s – 1 Gbit/s. Per connessioni che offrono velocità pari ad 1 Gbit il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari. 
    • Voucher C: Voucher con contributo di connettività pari a 2mila euro per un contratto della durata d24 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download superiore ad 1 Gbit/s. Il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari.

    Come partecipare al bando?

    I beneficiari possono richiedere il voucher ad uno qualsiasi degli operatori di telecomunicazioni accreditati, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Sul sito di Infratel, che gestisce la misura, è disponibile l’elenco degli operatori accreditati.

    contributi digitalizzazione imprese

    2) Digital Transformation

    Gli incentivi Digital Transformation hanno come finalità quella di favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle micro, piccole e medie imprese del territorio nazionale. Questi sono dei veri e propri aiuti alle aziende, che possono essere erogati in forma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, il cui obiettivo è sostenere progetti per l’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 e di altre soluzioni tecnologiche e digitali di filiera.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che operano in via prevalente o primaria:

    • Nei settori appartenenti a Agroalimentare, Moda e Tessile, Chimica e Farmaceutica, Metallurgia, Elettronica, Meccanica, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Mobili, Legno e Carta, Edilizia, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, Commercio, Servizi di trasporto, Alberghiero, Ristorazione, ICT, Cultura, Turismo, Salute, Altri servizi e Artigianato;

    Le imprese devono inoltre:

    • Aver conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100mila euro;
    • Disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica
    e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:

    • Tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale,
      industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;
    • Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
      1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle
      relazioni con i diversi attori;
      2) al software;
      3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica
      con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
      4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via
      internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchangeEDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system
      integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale,
      internet of things. 

    I progetti inoltre devono rispettare i seguenti requisiti di ammissibilità:

    1. Essere realizzati nell’ambito di una unità produttiva ubicata su tutto il territorio nazionale;
    2. Prevedere un importo di spesa non inferiore a 50mila euro e non superiore a 500mila euro;
    3. Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle
      agevolazioni, sulla base delle condizioni meglio  specificate nella normativa di riferimento;
    4. Essere ultimati non oltre il termine di 18 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, sulla base delle condizioni meglio  specificate nella normativa di riferimento;
    5. Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili.

     

    Le  agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50% così articolati:

    • 10% sotto forma di contributo,
    • 40% come finanziamento agevolato. 


    Per quanto riguarda il finanziamento agevolato, questo deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni. 

    Come partecipare al bando?

    Le domande potranno essere compilate, a decorrere dalle ore 12.00 del 15 Dicembre 2020, e devono essere compilate esclusivamente in forma elettronica e attraverso procedura informatica sul sito del Ministero delle imprese e del Made in Italy per maggiori informazioni consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato!

    contributi digitalizzazione imprese

    3) Bonus export digitale

    Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale l’Agenzia ICE erogano contributi alle Micro e piccole imprese manufatturiere finalizzati a sviluppare l’attività di esportazione e di internazionalizzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari sono:

    • Micro e piccole imprese del settore manifatturiero in forma singola,
    • Reti o consorzi di almeno 5 microimprese.


    Aventi i seguenti requisiti:

    • Hanno avviato, da almeno un anno, la fatturazione di prodotti commerciali;
    • Operano nel settore manifatturiero, codice ATECO primario: C;

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono ammissibili al contributo di cui al presente accordo le seguenti spese sostenute dai soggetti
    beneficiari:

    1. Spese per la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile, ivi compresi eventuali investimenti atti a garantire la sincronizzazione con marketplace internazionali forniti da soggetti terzi;
    2. Spese per la realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedano l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web nonché il raccordo tra le funzionalità operative del canale digitale di vendita prescelto e i propri sistemi di Customer Relationship Management – CRM (ad esempio i sistemi API – Application Programming Interface);
    3. Spese per la realizzazione di servizi accessori all’ e-commerce quali quelli di smart payment,
      predisposizione di portfolio prodotti, traduzioni, shooting fotografici, video making, web design e content strategy;
    4. Spese per la realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale, con specifico riferimento al portafoglio prodotti, ai mercati esteri e ai siti di vendita online prescelti;
    5. Spese per digital marketing finalizzate a sviluppare attività di internazionalizzazione: campagne di
      promozione digitale, Search Engine Optimization (SEO), costi di backlink e di Search Engine Marketing (SEM), campagne di content marketing, inbound marketing, di couponing e costi per il rafforzamento della presenza sui canali social; spese di lead generation e lead nurturing;
    6. Servizi di CMS (Content Management System): restyling di siti web siano essi grafici e/o di
      contenuti volti all’aumento della presenza sui mercati esteri;
    7. Spese per l’iscrizione e/o l’abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità e spese di content marketing, quali strumenti volti a favorire il processo di esportazione;
    8. Spese per servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano finalizzati ad aumentare la presenza sui mercati esteri;
    9. Spese per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie allo sviluppo di processi organizzativi di cui al punto 6;
    10. Ogni altra spesa per servizi strettamente connessi con le finalità del presente accordo.

     

    Il contributo a fondo perduto è pari a:

    • 4mila euro a fronte di spese per 5mila euro per le microimprese
    • 22.500 euro a fronte di spese per 25.000 euro per reti e consorzi

    Come partecipare al bando?

    È stato prorogato il periodo utile alle imprese per la compilazione e presentazione delle domande, inizialmente fissato al 15 luglio 2022, per disponibilità di fondi residui.

    Le domande devono essere presentate dal rappresentante legale dei soggetti richiedenti esclusivamente online, tramite il sito.

    contributi digitalizzazione imprese

    4. Bando voucher internazionalizzazione Modena

    Nel quadro dell’iniziativa strategica “Preparazione delle PMI ai mercati internazionali“, la Camera di Commercio di Modena, autorizzata dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (decreto del 23 febbraio 2023), mira a potenziare la presenza internazionale delle imprese. Attraverso l’assegnazione di contributi digitalizzazione imprese, verrà sostenuta parzialmente la spesa delle Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) per l’acquisizione di servizi che favoriscano l’espansione dei mercati esteri e l’utilizzo di strumenti innovativi, inclusa la tecnologia digitale. L’obiettivo è individuare opportunità di business nei mercati esistenti e nell’apertura verso nuovi sbocchi commerciali.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare dei contributi internazionalizzazione delle imprese previste dal regolamento le imprese di tutti i settori che, al momento della richiesta e fino al momento dell’assegnazione dell’assistenza, soddisfino i seguenti requisiti:

    • Rientrino nella definizione di Micro, Piccole o Medie imprese secondo l’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014 del 17 giugno 2014, come adottato a livello nazionale;
    • Siano attive e regolarmente iscritte presso il Registro delle Imprese della CCIAA di Modena;
    • Abbiano sede legale operativa e/o unità locale operativa nella provincia di Modena; saranno escluse le imprese con sede legale fuori provincia che abbiano esclusivamente unità locali nella provincia di Modena senza attività economica registrata (ad es. uffici, magazzini, depositi, mostre). L’iniziativa di internazionalizzazione deve essere legata all’attività svolta dall’impresa presso la sede legale o l’unità locale operativa situata nella provincia di Modena.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Saranno considerate spese ammissibili:

    • Servizi di consulenza e/o formazione per il commercio internazionale;
    • Acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali allo sviluppo delle iniziative previste dal bando;
    • Creazione di spazi espositivi (virtuali o fisici), inclusi noleggio, allestimento, interpretariato e hostess, e incontri d’affari, coprendo anche costi di partecipazione e trasporto dei prodotti (assicurazione inclusa).

     

    Saranno assegnati vantaggi attraverso voucher, con un massimo di €7.500,00 ciascuno, esclusa la potenziale premialità del rating di legalità. L’agevolazione massima non supererà il 70% delle spese ammesse, richiedendo un investimento minimo di €5.000,00. Imprese con un rating di legalità riceveranno un premio aggiuntivo di €250,00 fino al 100% delle spese ammesse.

     

    Come partecipare al bando?

    Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 10:00 del 18/10/2023 fino alle ore 18:00 del 25/10/2023.

    contributi digitalizzazione imprese

    5. Bando Export Lombardia

    L’agevolazione sostiene progetti di sviluppo aziendale tramite figure professionali specializzate (EXIM Manager, TEM, DEM), che elaborano strategie di internazionalizzazione per far crescere imprese non esportatrici o occasionali, sfruttando opportunità globali reali o digitali.

    Chi sono i beneficiari?

    Sono ammissibili alla partecipazione le micro e piccole imprese manifatturiere con sede operativa attiva nel Registro Imprese di una Camera di Commercio della Lombardia, che non siano esportatrici abituali e non abbiano ricevuto agevolazioni regionali nei 5 anni precedenti da specifici bandi di promozione dell’export.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono eleggibili progetti strategici per il progresso di imprese occasionali o non esportatrici sui mercati esteri, con supporto di professionisti come EXIM Manager, TEM e DEM. Le spese per l’assunzione di tali figure includono: analisi di mercato, identificazione di opportunità, acquisizione di clienti, piani di sviluppo export, contrattualistica internazionale, marketing online, potenziamento del team e competenze aziendali. L’investimento richiesto va da 10.000 a 30.000 euro e l’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con limite di 15.000 euro, erogato sotto forma de minimis.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di contributo devono essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 20 luglio 2023 fino alle ore 12.00 del 29 settembre 2023 (salvo esaurimento anticipato delle risorse) a Unioncamere Lombardia tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it

    contributi digitalizzazione imprese

    6. Bando Internazionalizzazione Toscana

    La Regione Toscana promuove l’espansione internazionale delle micro, piccole e medie imprese locali al di fuori dell’UE per stimolare l’export e l’attività esportatrice. Il Bando fa parte di Giovanisì, l’iniziativa per l’autonomia dei giovani toscani, e fornisce agevolazioni tramite sovvenzioni a fondo perduto e contributi in forma di voucher. La selezione avviene tramite procedura automatica a graduatoria, conformemente all’azione 1.3.1 del PR FESR Toscana 2021-2027.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    Sono destinatari dei benefici:

    1. Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI)
    2. Professionisti
    3. Forme associative con o senza personalità giuridica, costituite da almeno tre imprese/professionisti.

     

    Questi soggetti operano nei settori Manifatturiero e Turismo e Commercio, con attività specifiche escluse, come definito nella DGR n.643 del 28/07/2014. I settori includono attività dall’estrazione di minerali al commercio all’ingrosso, servizi di alloggio e ristorazione, attività professionali e altre attività di servizi, con alcune specifiche esclusioni.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono eleggibili le seguenti spese:

    • Spese relative a beni immateriali: costi relativi alla partecipazione a fiere e saloni internazionali;
    • Costi delle consulenze per servizi di supporto specialistico all’internazionalizzazione ed all’innovazione commerciale per la fattibilità di presidio su nuovi mercati;
    • Costi delle consulenze per servizi di supporto all’innovazione;
    • Spese per revisore contabile.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione, deve essere presentata esclusivamente per via telematica sul nuovo sistema informativo “Sistema Fondi Toscana” (SFT) disponibile all’indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it/, deve essere compilata dal titolare/rappresentante legale del soggetto richiedente o suo delegato e firmata digitalmente dal rappresentate legale del soggetto richiedente.

    La domanda potrà essere presentata a partire dalle ore 10:00 del 20/07/2023 e fino alle ore 12:00 del 31 Agosto 2023.

     

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Legge di bilancio 2023: agevolazioni e incentivi per imprese e professionisti

    Le migliori agevolazioni pubbliche per il nuovo anno

    La legge di bilancio 2023 agevolazioni imprese, chiamata comunemente anche legge di stabilità o, per semplicità, Legge di Bilancio 2023: è stata pubblicata da poco in Gazzetta Ufficiale, e prevede un gran numero di agevolazioni e contributi per imprese e professionisti, con alcune novità interessanti rispetto alla Legge di bilancio 2022. Dagli sgravi fiscali a quelli contributivi dedicati al mondo del lavoro, fino ai contributi a fondo perduto e a tasso agevolato, sono moltissime le agevolazioni proposte dalla nuova finanziaria.

    Leggi la nostra mini guida e scopri con noi le novità di finanza agevolata contenute nella Legge di Stabilità 2023.

    Credito di Imposta contro il caro energia della Legge di bilancio 2023

    Che la spesa energetica di imprese e famiglie italiane sia aumentata nell’ultimo anno non è una novità. Per questo la legge di bilancio ha previsto un pacchetto di interventi a contrasto del caro energia.

    La manovra prevede uno stanziamento di 21 miliardi di euro per queste misure, riconfermando i crediti di imposta per le imprese mirati a contrastare l’aumento dei costi di gas ed elettricità.

    È prevista dunque per i primi tre mesi dell’anno la cancellazione degli oneri impropri dalle bollette, e l’applicazione di nuovi crediti di imposta per le imprese. Per ciò che riguarda le aziende energivore e gasivore, cioè quelle che hanno un elevato consumo di energia e gas, il credito di imposta sale dal 40% al 45%.

    Per le imprese più piccole, ovvero attività di bar, ristoranti, ed esercizi commerciali, viene stabilito un aumento del credito di imposta sulle spese per le bollette dal 30% al 35%. Ricordiamo che l’intervento non riguarda solamente il credito di imposta, ma anche l’Iva.

    Legge di bilancio 2023: misure per le imprese

    La Legge di bilancio 2022 prevede anche una riconferma di alcune misure destinate alle imprese. Ricordiamo infatti le proroghe al 2023 dei seguenti interventi:

    • Nuova Sabatini 2023: vengono stanziati 150 milioni di euro per la proroga per rilanciare gli investimenti privati;
    • Fondo Garanzia PMI: viene rifinanziato per le operazioni finanziarie per l’attività di impresa portate avanti da un finanziatore, come una banca;
    • Bonus Ipo: prorogato il credito d’imposta per favorire la quotazione delle Pmi in Borsa;
    • Fondo per i lavoratori dello spettacolo: incremento di 60 milioni di euro per il 2023.

    Incentivi alle assunzioni della Legge di bilancio 2023

    La Legge di Bilancio 2023 introduce altresì degli incentivi per le assunzioni di personale dipendente. Se devi incrementare il numero di risorse all’interno della tua azienda, è questo il momento migliore per farlo.

    Vediamo subito tutte le agevolazioni nel dettaglio.

    Incentivo assunzioni percettori di Reddito di Cittadinanza

    Tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno percettori di reddito di cittadinanza con:

    1. contratto di lavoro a tempo indeterminato
    2. trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 12 mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Esonero assunzioni giovani under 26 e donne

    Ottime notizie anche per chi assume giovani under 26 e donne: tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno personale sotto i 26 anni e donne con:

    • contratto di lavoro a tempo indeterminato
    • trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 18 mesi, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Se vuoi conoscere tutte le agevolazioni per assumere nuovo personale, ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo dedicato.

    Nuovi fondi per i lavoratori dello spettacolo

    Le novità non finiscono qui!

    È previsto per l’anno 2023 un incremento di 60 milioni di euro delle risorse del “Fondo per il sostegno economico temporaneo – SET” a favore dei lavoratori iscritti nel Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

    Sono previsti inoltre:

    • 6 milioni di euro per l’anno 2024
    • 8 milioni di euro per il 2025

    Se sei interessato a scoprire a quali agevolazioni puoi accedere, ricorda di cliccare sul pulsante che trovi alla fine di questo articolo per verificare tutti i bandi a cui puoi accedere davvero!


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  • Accordi per l’innovazione: cosa sono, procedura e domande

    Accordi innovazione apertura secondo sportello

    È finalmente in programma a gennaio 2023 l’apertura del secondo sportello relativo agli accordi per l’innovazione, con una dotazione finanziaria di ulteriori 500 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR. 

    Ma cosa sono di preciso gli accordi per l’innovazione?

    Accordi per l’innovazione cosa sono?

    Gli accordi per l’innovazione sono, appunto, accordi che vengono sottoscritti tra le aziende proponenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento di specifici progetti. 

    La finalità è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che possano innovare e sviluppare i livelli di competitività tecnologica, salvaguardare l’occupazione e accrescere la presenza di imprese estere nel territorio nazionale. Possono essere soggetti co-proponenti di un progetto congiunto anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti afferenti alle linee di intervento “Sistemi alimentari”, “Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione” e “Sistemi circolari anche le imprese agricole. Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare delle agevolazioni su accordi innovazione:

    1.  Le imprese che esercitano un’ attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; un’ attività di trasporto per terra, per acqua o per aria ed anche le imprese artigiane;
    2. Le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Le imprese che esercitano le attività ausiliarie in favore delle imprese di cui sopra;
    4. I Centri di ricerca.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    I soggetti beneficiari, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni per accordi innovazione, devono possedere i seguenti requisiti:

    • Essere regolarmente costituiti in forma societaria ed iscritti nel Registro delle imprese; 
    • I soggetti non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza; per tali soggetti, inoltre, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, degli ulteriori requisiti previsti dal bando, deve essere dimostrata, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni la disponibilità di almeno una sede secondaria nel territorio nazionale oltre al rispetto di altri adempimenti;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria,
      non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
    • Trovarsi in regime di contabilità ordinaria ed avere almeno due bilanci approvati.

    Accordi per innovazione cosa finanzia?

    Sono ammissibili per il bando accordi innovazione i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle seguenti aree di intervento riferibili al secondo pilastro del programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”:

    • Tecnologie di fabbricazione;
    • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche;
    • Tecnologie abilitanti emergenti;
    • Materiali avanzati;
    • Intelligenza artificiale e robotica;
    • Industrie circolari;
    • Industria pulita a basse emissioni di carbonio;
    • Malattie rare e non trasmissibili;
    • Malattie infettive, comprese le malattie trascurate e legate alla povertà;
    • Strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per la salute e l’assistenza, compresa la medicina personalizzata;
    • Impianti industriali nella transizione energetica;
    • Competitività industriale nel settore dei trasporti;
    • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili;
    • Mobilità intelligente;
    • Stoccaggio dell’energia;
    • Sistemi alimentari;
    • Sistemi di bio-innovazione nella bioeconomia dell’Unione;
    • Sistemi circolari.

    I progetti per poter essere considerati ammissibili al bando accordi innovazione devono rispondere ad una serie di requisiti quali:

    1. Essere realizzati dai soggetti proponenti, nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale;
    2. Riguardare una sola delle aree di intervento del Programma “Orizzonte Europa”;
    3. Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 5.000.000;
    4. Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data di sottoscrizione del decreto di concessione; 
    5. Avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi (in ogni caso, i progetti devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2026);
    6. Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente
      sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili, se di grande dimensione, e almeno il 5% in tutti gli altri casi.

     

    Sono ammissibili al bando accordi innovazione le spese e i costi relativi a:

    1. Personale tecnico, ricercatori e altro ausiliario impiegato nell’attività di R&S, dipendente o in rapporto di collaborazione o titolare di assegno di ricerca (le spese del personale dipendente sono ammesse sulla base dei costi standard definiti dal decreto 24 gennaio 2018);
    2. Strumenti ed attrezzature di nuova fabbricazione, per quote di ammortamento nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    3. Servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
    4. Spese generali calcolati su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili al progetto;
    5. Materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Sono previsti dei criteri di valutazione a punteggio per determinare l’ammissibilità dei progetti.

    A quanto ammonta il contributo?

    Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, eventualmente, del finanziamento agevolato nei limiti delle intensità massime di aiuto.

    In particolare:

    • Il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
    • Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

    Come partecipare al bando?

    La domanda di agevolazione e la documentazione, per il bando accordi innovazione, devono essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 31 gennaio 2023, utilizzando la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it) per la richiesta delle agevolazioni a valere sull’intervento “Decreto ministeriale 31 dicembre 2021. Accordi per l’innovazione”.

    Le regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche interessate al sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo agevolabili, devono presentare, in via esclusivamente telematica alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, all’indirizzo PEC dgiai.segreteria@pec.mise.gov.it, una manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un Accordo quadro con il Ministero.

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  • N…come Newco (New Company)

    Newco, ovvero New Company, scopriamo insieme che cosa significa veramente questo termine così popolare

    Newco: significato, descrizione e qualche curiosità su questo termine

    Spesso, nell’ambito dell’economia e della finanza, si sente nominare il termine “Newco” ma sei proprio sicuro di conoscere il significato di questa locuzione inglese usata così di frequente?

    La parola Newco è l’abbreviazione del termine “New Company“ . Il significato di Newco è quindi “nuova impresa”.

    Questo termine generico viene utilizzato per tutte quelle società di nuova costituzione derivanti da un progetto di startup, spin-off o da una ristrutturazione aziendale.

    newco significato
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    Costituzione Newco: cos’è e quali sono i vantaggi nel creare una nuova società?

    Spesso una azienda “madre” che si trova a navigare in cattive acque può decidere di creare una newco per salvare le parti “sane” del proprio business portandole all’interno di una nuova società.

    L’azienda neo costituita o newco, sarà, quindi, finanziariamente sana. Mentre i debiti, il personale in esubero ed i contenziosi tributari e fiscali, saranno lasciati alla cosiddetta bad company, destinata al fallimento.

    È possibile, per favorire lo sviluppo operativo e commerciale di uno specifico progetto, che un’azienda scelga di “spinoffarlo” attraverso al costituzione di un nuovo soggetto giuridico.

    Infine, la costituzione di una newco può essere il frutto di una collaborazione di due o più aziende su uno specifico progetto. La collaborazione può essere resa “ufficiale” ed operativa attraverso la costituzione di una newco ovvero una società ad hoc per il compimento di quel determinato progetto.

     

    Non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata! Ti riproponiamo qui l’ultima lettera uscita sul nostro Glossario, ecco qui: M…come Micro Piccole Medie imprese.

    Nel frattempo…

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  • Tutte le principali agevolazioni per assunzioni di nuovo personale [miniguida]

    Leggi la mini guida di Trovabando per scoprire i bandi e le agevolazioni per assumere nuovo personale

    Gli sgravi e le agevolazioni per assunzioni hanno l’obiettivo di aumentare i livelli di occupazione, attraverso la concessione di contributi in grado di incentivare le imprese italiane ad assumere nuovi lavoratori.

    Attraverso queste agevolazioni si cerca di abbassare il livello di disoccupazione e, allo stesso tempo, si aiutano le imprese ad incrementare il proprio organico, sia in pianta stabile che in maniera temporanea.

    Conoscere i principali sgravi per le assunzioni può essere estremamente utile per tutte le imprese che hanno intenzione di assumere nuovo personale, ma anche per chi è alla ricerca di un lavoro.

    Si possono trovare diverse agevolazioni per le assunzioni del personale, sia a livello nazionale che regionale, ed oggi ti parlerò di quelle che reputo maggiormente interessanti.

    Agevolazioni nazionali per l’assunzione di personale

    Esistono diversi sgravi per l’assunzione del personale, validi su tutto il territorio nazionale, come l’esonero contributivo per assumere giovani under 36, il bonus assunzione donne, e gli incentivi per l’assunzione di giovani genitori. Tutti hanno come obiettivo l’incremento dell’occupazione di fasce di popolazione per le quali trovare un lavoro può rivelarsi più difficile che per altre.

    Vediamoli nel dettaglio, insieme.

    Esonero contributivo assunzione Giovani (Bonus assunzione Under 36)

    Se sei un datore di lavoro e nel corso del 2022 hai assunto giovani fino a 36 anni, questo incentivo potrebbe fare al caso tuo! Il disegno di legge di Bilancio 2023, inoltre, prevede che l’incentivo venga prorogato anche per le assunzioni che avvengono nel 2023.

    L’esonero è concesso per le assunzioni di giovani under 36, ovvero giovani che non hanno compiuto il 36esimo anno di età, – ma hanno, ad esempio, 35 anni e 364 giorni – che non sono mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo prevede, per 36 mesi (che diventano 48, nel caso l’unità produttiva sia ubicata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria o Sardegna), un esonero totale dei contributi Inps a carico del datore di lavoro che può raggiungere il valore annuo di € 6.000 (€500/mese).
    Il contributo viene concesso per contratti a tempo indeterminato, e per conversioni a tempo indeterminato di contratti già in essere.

    Che significa? Che se deciderai di assumere un giovane under 36 potrai risparmiare fino a € 18.000 di contributi. Un’ottima occasione per far entrare in azienda una nuova giovane risorsa.

    Restano esclusi da questo incentivo il lavoro domestico, i contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca, ed il lavoro intermittente.

    Bonus Assunzione Donne

    Il secondo incentivo per le assunzioni che andiamo ad analizzare interessa tutti i datori di lavoro che hanno deciso di assumere donne svantaggiate nella propria azienda.

    Tra i bonus per favorire l’occupazione finanziati dalla Legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) sono presenti anche le agevolazioni per assunzioni di donne nel corso del 2021 e 2022. Anche questo incentivo verrà, con ogni probabilità, prorogato alle assunzioni effettuate durante tutto il 2023.

    L’incentivo prevede l’esonero dal versamento del 100% sui contributi previdenziali per assunzioni a tempo determinato o indeterminato (o trasformazioni ad indeterminato) di:

    • Donne disoccupate da almeno 6 mesi e residenti in regioni svantaggiate e occupate in settori caratterizzati da disparità occupazionale di genere;
    • Donne disoccupate da almeno 24 mesi;
    • Lavoratrici ultracinquantenni disoccupate da almeno 12 mesi.

     

    L’agevolazione può essere fruita fino a 12 mesi nel caso di assunzione a tempo determinato e fino a 18 mesi nel caso di contratto a tempo indeterminato (anche per trasformazione di contratto a termine in contratto a tempo indeterminato).

    Incentivo Occupazione Mezzogiorno

    Tra le agevolazioni per assunzioni troviamo anche questo incentivo, in vigore fino al 2029. Esso ha come obiettivo quello di incrementare le assunzioni con contratto a tempo indeterminato nelle regioni definite a livello comunitario come “meno sviluppate” – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – e nelle regioni definite “in transizione” – Abruzzo, Molise e Sardegna.

    Se sei un datore di lavoro che vuole assumere nuovo personale ma non ha la sede legale in una delle suddette regioni, nessun problema.

    L’incentivo, infatti, spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una regione “meno sviluppata” o “in transizione”, indipendentemente dalla residenza del lavoratore e dalla sede legale del datore di lavoro.

    Che significa? Che per accedere a questa agevolazione è sufficiente avere una sede operativa o un’unità locale in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise.

    Una caratteristica molto interessante di questo sgravio è che non prevede alcun vincolo d’età.

    Lo sgravio contributivo previsto dalla misura è pari:

    • Al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
    • Al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
    • Al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.


    Anche in questo caso sono considerate ammissibili le assunzioni a tempo indeterminato, sia full-time che part-time, anche a scopo di somministrazione, i contratti di apprendistato professionalizzante o la trasformazione di un rapporto lavorativo da tempo determinato a tempo indeterminato.

    Sono invece esclusi i datori di lavoro del settore agricolo e quelli che stipulano contratti di lavoro domestico.

    Incentivo Assunzione Giovani Genitori

    Questo incentivo interessa i datori di lavoro che vogliano assumere giovani lavoratori con figli.

    L’incentivo consiste in una somma pari a € 5.000 per ciascuna assunzione o trasformazione di contratti a tempo indeterminato giovani di età non superiore a 35 anni e con figli, nel limite massimo di 5 assunzioni/trasformazioni per ogni singola impresa o società cooperativa.

    I giovani dovranno essere di età non superiore a 35 anni e con figli minori legittimi, naturali o adottivi, ovvero affidatari di minori. Per usufruire dell’incentivo è necessario che, al momento dell’assunzione, il lavoratore sia iscritto alla “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori”.

    L’incentivo può essere richiesto fino ad esaurimento fondi.

    Come hai potuto vedere, ci sono davvero tante opportunità per chi, in questo momento, vuole assumere nuova forza lavoro ma avrebbe bisogno di un incentivo o di uno sgravio contributivo.

    Naturalmente, per chi svolge attività imprenditoriale, l’assunzione di nuovo personale non è l’unica necessità a cui bisogna far fronte.

    Quindi, se stai valutando in che modo la finanza agevolata può aiutarti a portare avanti i tuoi progetti imprenditoriali, scopri il nostro servizio per la ricerca di bandi ed agevolazioni.

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  • Lombardia: bando efficienza energetica 2022

    Bando efficienza energetica Lombardia per i settori del commercio e dei servizi

    Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo hanno stanziato un plafond pari a 10.745.500 euro per le micro piccole e medie imprese lombarde del Commercio, Pubblici esercizi e Servizi, che si trovano in difficoltà a seguito dell’aumento dei costi dell’energia.

    Chi sono i beneficiari

    I beneficiari del bando efficienza energetica Lombardia sono le micro, piccole e medie imprese con codice Ateco primario o secondario in riferimento alla sede oggetto dell’intervento appartenenti a tutti i settori, ad eccezione dei seguenti:

    •  settori con codice Ateco A, B, C e K;
    • imprese che esercitano attività ricettiva alberghiera e non alberghiera ai sensi della
      legge regionale n. 27/2015.
     

    Ricordiamo inoltre che sono escluse dall’agevolazione anche le imprese, che detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Per poter accedere al bando Bando efficienza energetica Lombardia è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

    • Risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese (come risultante da visura camerale) da almeno 12 mesi;
    • Avere la sede operativa oggetto dell’intervento in Lombardia.

    Cosa finanzia il bando?

    Sono ammissibili al contributo a fondo perduto investimenti per l’efficientamento energetico pari ad almeno 2.000 euro, da realizzare unicamente presso la sede di intervento presente in Lombardia.

    Nello specifico le spese ammissibili riguardano:

    • Acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;
    • Impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili;
    • Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature in sostituzione;
    • Pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso;
    • Acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi;
    • Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;
    • Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo;
    • Costi per opere murarie, impiantistica e costi assimilati nel limite del 20%;
    • Spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento;
    • Altri costi indiretti (spese generali), riconosciuti in misura forfettaria nella misura del 7% dei costi diretti.
     

    È ammissibile anche l’acquisto di attrezzature tecnologiche tramite leasing finanziario a determinate condizioni.

    Non è ammesso l’acquisto di beni usati o il noleggio dei beni.

    Le spese sono ammissibili dal 26 Aprile 2022 al 15 Dicembre 2023 (farà fede la data di emissione della fattura).

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando efficienza energetica Lombardia prevede l’ erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di 30.000,00 euro.

    Come partecipare al bando?

    E’ possibile inoltrare la domanda di partecipazione al bando efficienza energetica esclusivamente tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 10.00 del 15 Giugno 2022 fino alle ore 12.00 del 15 Dicembre 2023.

    Bando efficienza energetica
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    Bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche

    Con il bando Linea Efficienza Energetica – contributi imprese turistiche di Unioncamere Lombardia, la Regione insieme al sistema camerale lombardo offrono una dotazione totale complessiva pari a 2.000.000 di euro alle imprese lombarde appartenenti al settore turistico (strutture ricettive alberghiere e non, villaggi turistici e campeggi, agenzie viaggio).

    Chi sono i beneficiari

    I beneficiari sono le MPMI comprese le ditte individuali – che esercitano attività ricettiva alberghiera, non alberghiera e le agenzie di viaggio.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Per poter accedere al bando Bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

    • Risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese;
    • Avere la sede legale o operativa oggetto dell’intervento in Lombardia.

    Cosa finanzia il bando?

    Sono ammissibili al contributo a fondo perduto investimenti per l’efficientamento energetico pari ad almeno 4.000 euro, da realizzare unicamente presso la sede legale o operativa oggetto di intervento.

    Nello specifico le spese ammissibili riguardano:

    • Acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;
    • Impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili;
    • Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature in sostituzione;
    • Pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso;
    • Acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi;
    • Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;
    • Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo;
    • Costi per opere murarie, impiantistica e costi assimilati nel limite del 20%;
    • Spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento;
    • Altri costi indiretti (spese generali), riconosciuti in misura forfettaria nella misura del 7% dei costi diretti.

    Le spese sono ammissibili dal 1° gennaio 2022 al 22 dicembre 2022. Farà fede la data di emissione della fattura.

    Sono considerate invece spese non ammissibili al contributo:

    • Le spese in auto-fatturazione/lavori in economia;
    • Le spese per fornitura di beni e servizi da parte di società controllate e/o collegate e/o
      con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti;
    • Le spese per la gestione della domanda di contributo;
    • I costi del personale;
    • Spese derivanti da obblighi di legge;
    • Spese per minuterie.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche prevede la concessione di un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di 40.000,00 euro.

    Come partecipare al bando?

    E’ possibile inoltrare la domanda di partecipazione al bando efficienza energetica per le imprese turistiche esclusivamente tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 11.00 del 31 Ottobre 2022 fino alle ore 16.00 del 22 Dicembre 2023.

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  • Fondo Nuove Competenze: cos’è e come funziona

    ANPAL: Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze si aggiunge ai tanti provvedimenti legislativi ed economici stabiliti a supporto delle imprese in un periodo di grandi mutamenti economici.

    L’obiettivo dell’agevolazione è offrire l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento al mercato in continua evoluzione, soprattutto per garantire i livelli occupazionali in questo periodo di ripresa economica.

    Il Fondo Nuove Competenze (anche chiamato FNC) mira quindi alla riqualificazione dei lavoratori e, di conseguenza, all’aumento di produttività dei business.

    Al Fondo nuove competenze possono accedere tutte le imprese, di qualunque settore e dimensione, che vogliono rimodulare, in modo temporaneo, l’orario di lavoro dei propri dipendenti e utilizzare una parte delle ore per attività formative.

    Il FNC è gestito dall’ANPAL ed è finanziato con 1 miliardo di euro dal REACT-EU e 730 milioni di euro del decreto agosto.

    Cos’è il Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo per le nuove competenze è un programma finanziato dal governo che fornisce contributi alle imprese e alle organizzazioni per la formazione dei lavoratori su nuove competenze. Il programma, come dicevamo, è stato progettato per aiutare le aziende e le organizzazioni a tenere il passo con l’economia e le richieste di forza lavoro in continua evoluzione.

    Questo strumento di politica attiva del lavoro istituito per contrastare gli effetti economici post Covid-19, è stato successivamente inserito tra gli interventi che, insieme al programma GOL e al sistema duale, completano il Piano Nazionale Nuove Competenze previsto nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto come PNRR).

    Cosa finanzia il Fondo Nuove Competenze?

    Il FNC rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di formazione e di acquisizione delle competenze dei lavoratori.

    Ecco tutto ciò che devi sapere riguardo il rimborso:

    • la retribuzione oraria, al netto degli oneri, è finanziata dal FNC per un ammontare pari al 60% del totale (il calcolo della retribuzione oraria viene fatto a partire dalla retribuzione teorica mensile comunicata dal datore di lavoro all’INPS, moltiplicata per 12 mensilità e suddivisa per 1.720 ore considerate un tempo lavorativo annuo standard) che arriva fino al 100% in caso di accordi che prevedano una riduzione del normale orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva (anche di natura sperimentale) per almeno un triennio in favore di tutti i lavoratori dell’azienda. Tali accordi devono prevedere una riduzione di almeno 1 ora del normale orario di lavoro settimanale.
    • gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione sono rimborsati al 100%, inclusivi della quota a carico del lavoratore, al netto degli eventuali sgravi contributivi fruiti nel mese di approvazione dell’istanza di accesso al FNC.
    Fondo nuove competenze
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    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Possono presentare istanza di ammissione ai contributi previsti dal FNC tutti i datori di lavoro privati, incluse le società a partecipazione pubblica.

    Per poter partecipare, i datori di lavoro devono aver sottoscritto entro il 31 dicembre 2022 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle professionalità. Queste ore di formazione potranno realizzarsi anche nel corso 2023.

    Come funziona il Fondo Nuove Competenze?

    Per poter accedere al Fondo, il datore di lavoro deve sottoscrivere un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro entro il 31 dicembre 2022.

    Ma cosa dovrai fare per accedere al FNC?

    Prima di tutto, le aziende interessate a partecipare dovranno munirsi di un progetto formativo per i propri dipendenti, che dovranno inoltrare ad ANPAL al momento della presentazione della domanda.

    Tale progetto formativo dovrà poi essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali operative in azienda, e, in assenza di rappresentanze interne, da rappresentanze territoriali delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Il documento dovrà includere lo sviluppo e l’accrescimento delle:

    • competenze digitali di base (riferimento: modello europeo «DigComp 2.1») e/o specialistiche (in base alla classificazione europea contenuta nella norma UNI EN 16234-1 «e-Competence Framework 3.0”);
    • abilità/competenze identificate dalla Commissione Europea quali utili alla transizione ecologica.

     

    Quando compilerai il progetto formativo, ricorda che tutte le attività formative (e la relativa rendicontazione) dovranno concludersi entro e non oltre 150 giorni dalla data di approvazione della domanda.

    I progetti formativi potranno essere attuati anche nel 2023, e dovranno prevedere – per ciascun lavoratore coinvolto – una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore di formazione.

    Sono considerabili soggetti erogatori dei percorsi formativi tutti gli enti accreditati a livello nazionale o regionale, oppure altri soggetti anche privati che svolgono attività di formazione (comprese le Università statali e non statali).

    Al termine del percorso di sviluppo delle competenze, questi enti dovranno poi certificare l’acquisizione delle competenze dei dipendenti dell’azienda.

    Come partecipare al Fondo Nuove competenze?

    ANPAL ha messo a disposizione una piattaforma informatica dedicata alla presentazione delle domande (ammissione a contributo, richieste di anticipazione, richieste di saldo). Per l’utilizzo di tale piattaforma da parte del soggetto richiedente è necessario essere in possesso di identità SPID, CIE o CNS.

    In generale, oltre all’istanza, dovrà essere allegata la seguente documentazione.

    1. Accordo collettivo conforme: deve individuare i fabbisogni dell’impresa, ma può prevedere anche lo sviluppo di competenze volte a incrementare l’occupabilità del lavoratore. Deve, inoltre, specificare l’ente erogatore della formazione.
    2. Progetto formativo: che rispetterà gli obiettivi di apprendimento di cui abbiamo parlato in precedenza, e infine, devono essere certificate le competenze acquisite.
    3. Elenco dei lavoratori coinvolti: il limite massimo del contributo è di 200 ore per ogni dipendente.

    Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna domanda presentata all’ANPAL non potrà superare i 10 milioni di euro. L’erogazione del contributo, invece, è eseguita dall’Inps in due tranche:

    • anticipazione del 40%, previa fideiussione bancaria e/o assicurativa
    • saldo.

     

    Affrettati: potrai presentare la domanda dal 13 dicembre 2022 fino al 28 febbraio 2023.

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