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  • Agevolazioni Turismo: tutti i Bonus per le attività ricettive

    Nuovi Bonus e Agevolazioni per il Turismo e le attività ricettive

    Agevolazioni turismo: sia a livello nazionale che regionale, c’è grande attenzione per questo settore così strategico per l’economia del Paese. 

    Lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si sofferma in modo specifico sui progetti di investimento in materia di turismo: in particolare, nell’ambito della Missione 1 troviamo la Componente C3 “Turismo e cultura”, alla quale sono assegnati 2 miliardi e 400 milioni di euro.

    L’obiettivo è quello di aiutare le imprese a promuovere un’offerta turistica rinnovata, incentrata sui princìpi di sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione.

    Alcune misure sono già state attivate, ma il processo di transizione è appena iniziato. Vediamo insieme, allora,  alcuni nuovi incentivi attualmente disponibili in chiave Agevolazioni turismo!

    Avvisi a valere per il Fondo per il Turismo Sostenibile

    Nell’ambito del Fondo per il Turismo Sostenibile, sono  stati pubblicati 3 avvisi pubblici rivolti alle strutture ricettive (anche non imprenditoriali) e alle imprese turistiche. Ricordiamo che tale fondo ha una valenza pluriennale sul triennio 2023-2025 e una dotazione complessiva di 25milioni di euro.

    Le misure sono indirizzate alle strutture ricettive, anche non imprenditoriali, e alle imprese turistiche che perseguiranno le seguenti finalità:

    • rafforzare le grandi destinazioni culturali attraverso la promozione di forme di turismo sostenibile, l’attenuazione del sovraffollamento turistico, la creazione di itinerari turistici innovativi e la destagionalizzazione del turismo;
    • favorire la transizione ecologica nel turismo, con azioni di promozione del turismo intermodale secondo le strategie di riduzione delle emissioni per il turismo;
    • sostenere le strutture ricettive e le imprese turistiche nelle attività utili al conseguimento di certificazioni di sostenibilità.  

    Fondo di Garanzia sezione speciale Turismo

    Il Fondo di Garanzia è un intervento che aiuta le micro, piccole e medie imprese a ottenere credito dalle banche a condizioni migliori, in quanto lo Stato interviene per fornire parte delle garanzie che il soggetto finanziatore richiede alle imprese per ridurre il rischio sull’operazione. Previsti 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025

    E’, ancora una volta, grazie alle risorse del PNRR che questa sezione speciale è stata istituita, con la finalità di sostenere gli imprenditori di questo settore e i giovani  under 36 che intendono avviare una nuova attività turistica.

    In particolare, la sezione speciale si rivolge alle imprese alberghiere e agrituristiche, alle strutture ricettive all’aria aperta e in generale alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, inclusi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici e parchi tematici.

    I finanziamenti in relazione ai quali viene fornita la garanzia devono essere richiesti per:

    • interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale
    • assicurare la continuità aziendale e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti del settore

    La sezione speciale si distingue dalla normale operatività del Fondo prevedendo:

    • concessione gratuita della Garanzia
    • concessione della garanzia senza applicazione del modello di valutazione , anche nel caso di beneficiari finali che presentano esposizioni classificate come inadempienze probabili o come esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate, purché tale classificazione non risalga a prima del 31 gennaio 2020
    • copertura al 70% per Garanzia diretta, con possibile incremento all’80% mediante l’utilizzo dei contributi al Fondo, previsti dal decreto Fund raising del 26 gennaio 2012 e s.m.i..
    • riassicurazione fino all’80% o 90% dellimporto garantito da confidi o altro fondo di garanzia non eccedano l’80% di copertura
    • esonero dal versamento della commissione per mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie

    Resto al Sud

    Resto al Sud è un’agevolazione che non si rivolge in modo specifico all’ambito turistico-ricettivo, ma che vogliamo inserire fra le Agevolazioni turismo perché permette di agevolare la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, comprese quelle turistiche, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma anche nelle aree del cratere sismico del Centro Italie nelle isole minori del Centro-Nord.

    Per usufruirne bisogna avere un’età compresa fra i 18 e i 55 anni, ed è sicuramente un’ottima opportunità per avviare B&B, Affittacamere o attività turistiche in senso lato.

    L’agevolazione copre fino al 100% degli investimenti , grazie a una combinazione di contributo a fondo perduto (50%) e finanziamento a tasso zero (50%). Il finanziamento massimo complessivo è di 50.000 euro per ogni richiedente che rispetti i requisiti previsti, fino a un massimo di 200.000 euro nel caso di società composte da 4 soci. Per le imprese individuali invece, l’importo finanziabile è di 60.000 euro.

    E’ poi possibile ottenere un ulteriore contributo a fondo perduto, concesso al termine degli investimenti, pari a 15,000 euro per le attività individuali e fino a 40.000 euro per le società (10.000 per ogni socio).

    Puglia Mini PIA Turismo

    Rivolto alle le imprese turistico-alberghiere di ogni dimensione, quindi grandi, medie, piccole, e micro, le reti di impresa ed i consorzi, Mini PIA Turismo è un’agevolazione molto interessante per le pmi pugliesi

    Il sostegno previsto dalla misura è un mix tra una sovvenzione diretta a fondo perduto e un contributo in conto impianti determinato sul montante degli interessi relativi al finanziamento bancario.

    Nella determinazione dell’Esl (Equivalente sovvenzione lorda) è previsto anche il rilascio delle eventuali garanzie sul finanziamento bancario. 

    Le finalità sono l’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta e il miglioramento dei servizi in chiave ecologica e green, ma anche la digitalizzazione delle imprese che operano nel comparto turistico, la formazione degli operatori, il sostegno e la qualificazione dell’occupazione regionale inclusa l’occupazione femminile.

    Gli investimenti devono essere finalizzati al recupero del patrimonio esistente (dagli edifici abbandonati o non ultimati alle masserie, palazzi storici, trulli, torri e fortificazioni) da trasformare in strutture turistico-alberghiere o extralberghiere con almeno 5 camere.

    I programmi di investimento produttivo devono prevedere spese ammissibili non superiori al 90% del pacchetto integrato. Gli investimenti riguardanti il programma della rete d’impresa/consorzi, devono essere compresi tra 500mila euro e 2 milioni di euro.

    Le domande potranno essere presentate unicamente in via telematica a partire dal 22 maggio 2024.

    Calabria: Avviso Family Hotel

    L’obiettivo dell’agevolazione “Family Hotel” è quello di intervenire a sostegno del riposizionamento competitivo e del rilancio del sistema ricettivo calabrese incentivando l’ammodernamento e la creazione di strutture “a misura di bambino” specializzate nelle vacanze delle famiglie.

    Possono accedere le Micro, Piccole e Medie imprese gestori di strutture ricettive alberghiere (alberghi, villaggi albergo, residenze turistico alberghiere), già attive alla data di presentazione della domanda e dotate di CIR.

    Ecco alcuni degli investimenti che potrai agevolare: 

    Gli interventi ammissibili devono essere riconducibili ad una o più delle seguenti tipologie:

    1. Interventi di ammodernamento per adeguare gli spazi e sviluppare correttamente i servizi dedicati alle famiglie con bambini;

    2. Allestimento delle strutture ricettive a misura di bambino e funzionali alla realizzazione di aree bebè, di aree e parchi gioco, di servizi lavanderia, di piscine coperto o all’aperto con vasca bambini, di spazi verdi all’aperto sicuri, di spazi sportivi pertinenziali alle strutture alberghiere, di centri benessere, ecc.. in grado di rendere la struttura funzionale all’ottenimento del riconoscimento di “Calabria Family Hotel”;

    3. Interventi per l’accesso di persone con disabilità, per l’eliminazione delle barriere architettoniche e volte all’installazione di sistemi domotici;

    4. Acquisizione di servizi di consulenza specialistica per l’organizzazione e la gestione, per la comunicazione e il marketing digitale.

    Potrai presentare la tua domanda fino al 30.06.2025 alle ore 16:00.

    Puglia: NIDI

    Un’altra agevolazione interessante fra i bandi per imprenditoria femminile, è promossa dalla Regione Puglia, e si tratta dell’avviso NIDI.

    Il Fondo creato dalla Regione Puglia a favore delle Nuove Iniziative d’Impresa, prevede la possibilità di ricevere fino a 150 mila euro, metà a fondo perduto e metà come finanziamento agevolato, concesso a tasso zero a partire dal 2018.

    In questo caso le forme di agevolazione previste variano al crescere del valore dell’investimento. È inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

    Potranno accedere all’agevolazione tutte le aspiranti imprenditrici o le società partecipate per almeno la metà da soggetti appartenenti ad una serie di categorie, tra cui donne di età superiore a 18 anni.

    Parlando del settore turistico, potrai dar vita ad una nuova impresa nei seguenti ambiti:

    • agenzie di viaggio
    • affittacamere e B&B

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  • ZES Unica per il Mezzogiorno: le agevolazioni

    ZES unica per il mezzogiorno è stata istituita dal Decreto Sud, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 settembre 2023, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale delle aree più svantaggiate del Paese.

    E’ stato firmato nei giorni scorsi il decreto attuativo che prevede l’invio delle domande a partire dal 12 giugno e fino al 12 luglio 2024

    ZES Unica per il mezzogiorno: cos’è?

    Per ZES, acronimo di Zona economica speciale, si intende una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative sul territorio e di quelle che si insedieranno in futuro, può beneficiare di speciali condizioni.

    La Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno è stata istituita il 1° gennaio 2024, sostituendo le precedenti otto ZES regionali esistenti nel Sud Italia. 

    Questa nuova ZES Unica include i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna

    L’obiettivo principale della ZES Unica è di rafforzare la competitività del Mezzogiorno a livello internazionale, favorendo lo sviluppo economico e sociale delle aree coinvolte attraverso benefici fiscali e amministrativi per le imprese che vi operano o che intendono insediarsi.

    Quale agevolazione è prevista per la ZES Unica?

    È previsto un credito d’imposta differenziato per regioni, dimensioni dell’impresa ed entità dell’investimento.

    In particolare, il credito d’imposta è determinato:

    • nella misura del 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
    • nella misura del 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Basilicata, Molise e Sardegna;
    • nella misura massima, rispettivamente del 50% e del 40% per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del Fondo per una transizione giusta nelle regioni Puglia e Sardegna;
    • nella misura del 15% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle zone assistite della regione Abruzzo indicate dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

     

    Per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese.

    Per i grandi progetti di investimento con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro, come definiti al punto 19 (18) degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le intensità massime di aiuto per le grandi imprese si applicano anche alle piccole-medie imprese e sono calcolate secondo la metodologia dell’«importo di aiuto corretto» di cui all’art. 2, punto 20, del regolamento (UE) n. 651/2014.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, relativi a:

    • acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che verranno impiantate nella ZES unica
    • acquisto di terreni 
    • acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva. 

     

    Nel caso di beni immobili strumentali, sono agevolabili gli investimenti anche se riguardano beni già utilizzati da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica. Sono esclusi dall’agevolazione i beni autonomamente destinati alla vendita, come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita, nonché i materiali di consumo.

    Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all’agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

    Inoltre, sono escluse le acquisizioni effettuate tra soggetti tra i quali sussistano i rapporti di controllo o di collegamento (art. 2359 cod.civ.).


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  • Come aprire una casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Come aprire casa di riposo: agevolazioni e finanziamenti, quello che devi sapere se vuoi aprire la tua casa di riposo utilizzando le agevolazioni pubbliche

    Aprire una casa di riposo è una scelta molto interessante, soprattutto in Italia, Paese in cui la popolazione è sempre più composta da persone anziane, over 65. Tuttavia questa giusta ambizione può essere resa difficile soprattutto per via dei costi legati all’apertura di una casa di riposo.

    Se questo è il tuo caso, sai bene quanto può essere complicato finanziare l’apertura di una casa di riposo, con arredi, software o far fronte alle spese per la ristrutturazione dei locali e l’adeguamento alle normative settoriali.

    Eppure… forse non sapevi che esistono tantissime agevolazioni e finanziamenti europei e nazionali a sostegno di tutti coloro che vogliono aprire o sviluppare una casa di riposo.

    Qualche esempio?

    Poniamo il caso che tu sia un giovane residente al sud e voglia aprire una casa di riposo (dunque una struttura di tipo residenziale in grado di ospitare anziani parzialmente autosufficienti).

    Dovrai: affittare/comprare la struttura immobiliare, effettuare i lavori di ristrutturazione dei locali, comprare gli arredi per la casa di riposo, acquistare la strumentazione ed il mobilio necessari.

    Insomma, una spesa non indifferente, che può essere finanziata grazie ad agevolazioni nazionali e regionali. Ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini – beni strumentali e altre linee agevolative nazionali o regionali, come Resto al Sud, Oltre Nuove Imprese a Tasso zero o il Microcredito.

    persone anziane come aprire casa di riposo
    Come aprire la tua casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Vuoi sapere quali sonio i vantaggi offerti da queste agevolazioni?

    ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

    Il bando Nuove imprese a tasso zero è una delle possibilità di finanziamento per aprire una casa di riposo.

    ON – oltre nuove imprese a tasso zero, è rivolto ai giovani e alle donne di ogni età.

    L’agevolazione è valida in tutta Italia e prevede un mix di finanziamento agevolato a tasso zero  e contributo a fondo perduto per progetti con costi fino a 3 milioni di euro, con una copertura fino al 90% dei costi totali ammissibili.

    Il tuo progetto, per essere ammesso al finanziamento, deve interessare lo sviluppo di una nuova attività o l’ampliamento, la trasformazione o la diversificazione di un’attività già esistente. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

    Non è possibile accedere al finanziamento con progetti che prevedono spese inferiori a 250mila euro.

    Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate
    • Macchinari, impianti e attrezzature
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT
    • Brevetti, licenze e marchi
    • Consulenze specialistiche
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento
    • Spese per la costituzione della società

    Possono accedere al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni previste.

    Resto al Sud
    per aprire una casa di riposo

    Se sei alla ricerca di finanziamenti per aprire una casa di riposo nelle regioni del Sud puoi tener conto anche del bando Resto al Sud, gestito da Invitalia.

    Resto al Sud è una delle agevolazioni più interessanti e conosciute per avviare e sviluppare nuove attività nelle regioni del Sud da parte di under 56 . Quello che non tutti sanno è che questa agevolazione, nel tempo, ha subito una serie di modifiche che hanno comportato l’apertura anche ad altre zone dell’Italia, in particolare i 146 comuni del cratere sismico del centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche) e alle isole minori, marine, lagunari e lacustri, del Centro-Nord. 

    Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili con un mix di agevolazioni:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 

    Il finanziamento massimo arriva a 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    Possono essere finanziate le seguenti spese:

    • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili 
    • macchinari, impianti e attrezzature nuovi
    • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione
    • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative)

    Fondo di Garanzia
    e Nuova Sabatini

    Ti faccio solo un ultimo esempio, attraverso la garanzia del Fondo Centrale per le PMI potrai abbattere nettamente l’incidenza delle fidejussioni personali che devi rilasciare in relazione a un finanziamento bancario.

    Grazie alla Nuova Sabatini, invece, potrai beneficiare di un contributo a fondo perduto che ti permetterà di ridurre al minimo l’impatto degli interessi. Infatti la Nuova Sabatini è un’agevolazione associata a una richiesta di finanziamento di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e la cui finalità sia l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa. Essa permette di ridurre gli interessi dovuti per il finanziamento, con riduzioni particolarmente vantaggiose per investimenti tecnologici rientranti nel piano Industria 4.0 o per investimenti green. 

    Inoltre, se sei una donna di qualsiasi età, per te è disponibile la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ed una serie di linee di credito agevolate.

    Che aspetti ad esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per le case di riposo?

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  • Bandi per l’imprenditoria femminile 2024 : fondo perduto e finanziamenti agevolati

    La situazione dell’imprenditoria femminile in Italia

    Per tutte quelle donne che vogliono intraprendere un percorso volto ad affermare la propria capacità imprenditoriale, esistono i bandi per imprenditoria femminile. Questa serie di incentivi faciliteranno l’accesso al mondo del business e costituiranno la solida base su cui fondare il tuo progetto imprenditoriale. 

    Secondo le statistiche elaborate da Unioncamere, negli ultimi 5 anni l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. 

    Le regioni che hanno segnato una crescita consistente sono state il Lazio, la Campania, la Calabria e il Trentino. Si tratta di una crescita importante che porta le imprese guidate da donne a rappresentare quasi il 22% del totale delle imprese Italiane.

    La finanza agevolata al servizio delle imprenditrici

    Nonostante le donne imprenditrici e libere professioniste siano tante, ce ne sono molte altre che hanno un sogno nel cassetto e desiderano realizzarlo attraverso la finanza agevolata.

    I bandi che erogano finanziamenti agevolati o garanzie del credito possono essere, infatti, la soluzione giusta per tutte quelle donne che hanno bisogno di un piccolo aiuto per partire nel migliore dei modi con la propria attività.

    Vediamo insieme quali sono le principali agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile, a livello nazionale e regionale.

    Se vuoi ripassare che cosa si intende per impresa femminile, non dimenticare di dare un’occhiata all’articolo del nostro glossario.

    I bandi per imprenditoria femminile prevedono finanziamenti agevolati, soprattutto nei casi in cui siano a tasso zero, sono pensati per sostenere le donne desiderose di ricevere subito la liquidità per partire con la propria attività.

    Gli strumenti di garanzia del credito, invece, supportano le imprenditrici nell’accesso al credito, agevolando la possibilità di ricevere i finanziamenti bancari.

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Bandi nazionali per imprenditoria femminile

    Nuove Imprese a tasso zero

    Fra i bandi per imprenditoria femminile più conosciuti vi è senza dubbio ON – Oltre Nuove Imprese a tasso zero di Invitalia. Dedicata ai giovani under 35 e alle donne di tutte le età, mette a disposizione contributi a fondo perduto fino al 90% per progetti di impresa in tutti i settori economici.

    Le uniche eccezioni sono le attività legate alla pesca, all’acquacoltura e alla produzione primaria di prodotti agricoli, e le attività prevalentemente connesse all’esportazione.

    Possono partecipare al bando le imprese femminili costituite da non più di 5 anni composte per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età, e le donne che vogliono avviare una nuova attività.

    Fondo di Garanzia per Imprese Femminili

    Abbiamo già parlato diverse volte del Fondo di Garanzia MCC e di quanto questa agevolazione rappresenti un’opportunità unica fra i bandi per imprenditoria femminile.

    La sezione speciale del Fondo dedicata alle imprese femminili permette un più agevole accesso al credito bancario per questa tipologia di impresa. Infatti, oltre a poter ricevere una garanzia pubblica fino all’80% del totale dell’operazione, all’impresa femminile sono riservate delle condizioni vantaggiose, come:

    • Priorità di istruttoria e di delibera
    • Esenzione dal versamento della commissione una tantum al Fondo

    In questo caso, possono richiedere la garanzia, non solo le società di capitali (srl, srls, o spa) e le società di persone, ma anche le titolari di partita iva o libere professioniste per dare una spinta alla propria attività.

    Quanto scritto finora rappresenta una panoramica di alcune delle principali agevolazioni nazionali: ora vediamo insieme anche alcuni bandi regionali dedicati alle donne.

    Smart & Start Italia

    Smart&Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. La domanda si presenta solo online sulla piattaforma di Invitalia.

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci sia presente almeno un esperto.

    Resto al Sud

    Fra i bandi per imprenditoria femminile, in particolare per le donne del Sud di età compresa tra i 18 ed i 55 anni è doveroso segnalare Resto al Sud di Invitalia che è possibile consultare nella nostra miniguida.

    Un’agevolazione che consente di ricevere dai 50 mila ai 200 mila euro, per l’avvio di nuovi progetti di impresa nelle regioni del Mezzogiorno.

    Fondo perduto per imprenditoria femminile: agevolazioni regionali

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Donne Innovazione e Impresa: Regione lazio

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI del Lazio, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Nuova impresa: Regione Lombardia

    Per sostenere l’avvio di nuove imprese in Lombardia, segnaliamo fra i bandi per imprenditoria femminile il bando chiamato “Nuova impresa”.

    Si tratta di una misura finalizzata rivolta alle MPMI lombarde costituite a partire dal 1° giugno 2023, iscritte ed attive al Registro delle Imprese, in Lombardia; sono ammissibili anche i lavoratori autonomi  con partita IVA individuale attiva non iscritti al Registro delle Imprese, e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Le domande sono ammissibili fino al 31 dicembre 2024.

    L’obiettivo è quello di ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 50% sui costi relativi alla creazione delle nuove imprese, fino ad un massimo di €10.000 per impresa.

    NIDI, il fondo perduto per le donne in Puglia

    Un’altra agevolazione interessante fra i bandi per imprenditoria femminile, è promossa dalla Regione Puglia, e si tratta dell’avviso NIDI.

    Il Fondo creato dalla Regione Puglia a favore delle Nuove Iniziative d’Impresa, prevede la possibilità di ricevere fino a 150 mila euro, metà a fondo perduto e metà come finanziamento agevolato, concesso a tasso zero a partire dal 2018.

    In questo caso le forme di agevolazione previste variano al crescere del valore dell’investimento. È inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

    Potranno accedere all’agevolazione tutte le aspiranti imprenditrici o le società partecipate per almeno la metà da soggetti appartenenti ad una serie di categorie, tra cui donne di età superiore a 18 anni.

    Insomma, come vedi le opportunità per le donne che sono o che vogliono diventare imprenditrici sono tantissime! Cosa aspetti a coglierle tutte?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amica, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Gestione Finanziaria Studio Dentistico: 5 Consigli Efficaci per Liberi Professionisti

    Come gestire al meglio uno studio dentistico?

    Se stai leggendo questo articolo è probabile che tu sia alla ricerca di consigli sulla gestione finanziaria del tuo studio dentistico.

    Non temere: ti garantisco che con una pianificazione adeguata e strategie economiche ben mirate, potrai riuscire a massimizzare i tuoi profitti, garantendo la sostenibilità a lungo termine del tuo studio.

    Quali sono i pilastri per una corretta gestione dello studio dentistico?

    In questo articolo vogliamo esplorare i migliori consigli per una gestione finanziaria sana e prudente di uno studio dentistico.

    Ricorda: molte delle spese necessarie possono essere sostenute anche attraverso le agevolazioni pubbliche disponibili per il settore odontoiatrico, come il costo per l’acquisto dei macchinari biomedicali e di tutta la strumentazione necessaria per effettuare l’attività.

    Forse non sapevi che dal 2017 anche i liberi professionisti, come medici, veterinari e dentisti possono accedere alle agevolazioni pubbliche, in particolare i fondi strutturali.

    La legge di stabilità, infatti, ha equiparato i liberi professionisti alle piccole e medie imprese. Infatti, è stata data la possibilità, anche ai titolari di partita iva, di richiedere agevolazioni e contributi pubblici.

    1. Scegli un gestionale per il controllo accurato di spese e prenotazioni

    Una delle prime misure da adottare è l’implementazione di un sistema di contabilità dettagliato. 

    Monitorare tutte le spese, dalle forniture mediche ai costi di pubblicità, ti permetterà di avere una panoramica chiara delle uscite e di identificare eventuali aree in cui è possibile ridurre i costi. 

    L’utilizzo di software di contabilità specifici per il settore dentale può semplificare significativamente questo processo.

    Ma ti dirò di più: le agevolazioni pubbliche possono coprire una parte degli investimenti in software e sistemi di gestione, rendendo più accessibili queste tecnologie.

    2. Investi in tecnologie innovative

    L’investimento in tecnologie all’avanguardia può sembrare costoso inizialmente, ma ti assicuro che può ridurre i costi operativi nel lungo termine. 

    Per esempio, l’adozione di sistemi digitali per la gestione delle cartelle cliniche non solo migliora l’efficienza ma riduce anche la necessità di spazio fisico per l’archiviazione, diminuendo i costi di gestione. 

    Tra i più famosi in Italia c’è sicuramente XDENT, il gestionale che consente di automatizzare tutte quelle attività time-consuming, che vanno dalla presa di un appuntamento fino alla fatturazione.

    L’acquisto di nuova tecnologia può essere facilitato da specifiche agevolazioni pubbliche dedicate all’innovazione tecnologica nel settore sanitario, che permettono di ammortizzare l’investimento iniziale più velocemente.

    3. Gestisci le scorte in modo ottimizzato

    Mantieni le scorte al minimo necessario per evitare sprechi. 

    Avere un inventario ben gestito, che preveda una rotazione regolare e l’approvvigionamento basato sulle effettive necessità, può ridurre significativamente i costi legati agli articoli non utilizzati o scaduti. 

    Anche in questo caso, considera l’utilizzo di sovvenzioni per la gestione ottimale delle scorte: potresti investire in sistemi di inventario più sofisticati o ecocompatibili.

    4. Pianifica gli aspetti fiscali strategicamente

    Una consulenza fiscale professionale è essenziale per sfruttare al meglio le possibili deduzioni e per evitare sanzioni. 

    Un commercialista esperto nel settore sanitario può offrire preziosi consigli su come strutturare le finanze per massimizzare le deduzioni fiscali disponibili.

    5. Sviluppa di un modello di prezzo flessibile

    Come per ogni business, un’attività performante passa da una strategia di prezzi ottimale.

    Adotta un modello di prezzo che rifletta i vari livelli di servizio offerti, permettendo ai pazienti di scegliere in base alle loro capacità finanziarie. 

    Offrire, ad esempio, pacchetti di trattamento o piani di pagamento dilazionato può attrarre un numero maggiore di pazienti mantenendo un flusso di cassa stabile. 

    Ora che conosci gli aspetti più importanti per una gestione finanziaria ottimale del tuo studio professionale, non ti resta che esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per i liberi professionisti!

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  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Agevolazioni apertura studio professionale: Come aprire il tuo studio con le agevolazioni pubbliche

    Agevolazioni apertura studio professionale e finanza agevolata per liberi professionisti: tutto quello che devi sapere se vuoi aprire il tuo studio utilizzando le agevolazioni pubbliche

    Aprire il proprio studio è l’obiettivo di ogni professionista. Tuttavia questa giusta ambizione può essere resa difficile soprattutto se a nutrirla è un un giovane che si è affacciato da poco sul mercato.

    Se questo è il tuo caso, sai bene quanto può essere complicato finanziare l’acquisto di strumentazione, arredi, software o far fronte alle spese per la ristrutturazione dei locali e l’adeguamento alle normative settoriali.

    Alcune professioni, poi, richiedono uno sforzo in termini di investimenti più elevato di altri. Avviare uno studio medico, uno studio dentistico o un ambulatorio veterinario, ad esempio, può essere molto oneroso. Basti pensare al costo per l’acquisto dei macchinari biomedicali e di tutta la strumentazione necessaria per effettuare l’attività.

    Eppure… forse non sapevi che dal 2017 anche i liberi professionisti, come medici, veterinari e dentisti possono accedere alle agevolazioni pubbliche, in particolare i fondi strutturali.

    La legge di stabilità, infatti, ha equiparato i liberi professionisti alle piccole e medie imprese. Infatti, è stata data la possibilità, anche ai titolari di partita iva, di richiedere agevolazioni e contributi pubblici.

    Qualche esempio?

    Poniamo il caso che tu sia un giovane dentista e voglia metterti in proprio.

    Dovrai: affittare lo studio, effettuare i lavori di ristrutturazione dei locali, comprare gli arredi per la sala d’attesa, acquistare la strumentazione ed il mobilio necessari. Si va dalle cappe aspiranti alla strumentazione per la sterilizzazione. Senza considerare il costo per i materiali e le poltrone, le lampade scialitiche, la strumentazione radiografica…

    Insomma, una spesa non indifferente, che dal 2017 può essere finanziata grazie ad agevolazioni nazionali e regionali. Ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini – beni strumentali e altre linee agevolative nazionali o regionali, come Resto al Sud, Oltre Nuove Imprese a Tasso zero o il Microcredito.

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    Le migliori agevolazioni per aprire uno studio professionale

    Vuoi sapere quali sono i vantaggi offerti da queste agevolazioni?

    Fondo di Garanzia e Nuova Sabatini

    Ti faccio solo qualche esempio, attraverso la garanzia del Fondo Centrale per le PMI potrai abbattere nettamente l’incidenza delle fidejussioni personali che devi rilasciare in relazione a un finanziamento bancario.

    Grazie alla Nuova Sabatini, invece, potrai beneficiare di un contributo a fondo perduto che ti permetterà di ridurre al minimo l’impatto degli interessi. Infatti la Nuova Sabatini è un’agevolazione associata a una richiesta di finanziamento di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e la cui finalità sia l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa. Essa permette di ridurre gli interessi dovuti per il finanziamento, con riduzioni particolarmente vantaggiose per investimenti tecnologici rientranti nel piano Industria 4.0 o per investimenti green. 

    Inoltre, se sei una donna professionista di qualsiasi età, per te è disponibile la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ed una serie di linee di credito agevolate. Puoi saperne di più leggendo questo post!

    Resto al Sud per liberi professionisti

    Resto al Sud è una delle agevolazioni più interessanti e conosciute per avviare e sviluppare nuove attività nelle regioni del Sud da parte di under 56 . Quello che non tutti sanno è che questa agevolazione, nel tempo, ha subito una serie di modifiche che hanno comportato l’apertura sia ai liberi professionisti che ad altre zone dell’Italia, in particolare i 146 comuni del cratere sismico del centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche) e alle isole minori, marine, lagunari e lacustri, del Centro-Nord. 

    Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili con un mix di agevolazioni:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 
     

    Un professionista può richiedere fino a 60.000 euro, con la possibilità di ricevere, una colta completato il programma, un ulteriore contributo a fondo perduto di 15.000 euro.

    Per poter accedere è necessario che il libero professionista non risulti titolare di partita Iva nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si fa richiesta.

    Microcredito imprenditoriale

    Il Microcredito è uno strumento rivolto a chi intende avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e/o che ha difficoltà di accesso al normale credito bancario. E’ una buona opportunità per avviare un piccolo studio, perché e si rivolge anche, tra gli altri, ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti.

    Il Microcredito permette di richiedere un mutuo chirografario fino a 40.000 euro, destinato a:

    • Acquisto di beni e materie prime, o  servizi connessi all’attività;

    • Pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori;

    • Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale;

    • Ripristino capitale circolante;

    • Operazioni di liquidità.

    Nel caso in cui si risulti puntuali con il pagamento delle rate e il progetto finanziato sia in linea con gli obiettivi previsti, è anche possibile ottenere ulteriori 10.000 euro.

    La durata massima del finanziamento è di 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Il Fondo di Garanzia potrà garantire l’80% dell’importo finanziato, ma la banca potrà richiedere garanzie personali (non reali) sulla parte non non coperta dalla garanzia pubblica. 

    ON Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

    “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori (anche per chi vuole aprire uno studio professionale!). 

    Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

    Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

    Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate
    • Macchinari, impianti e attrezzature
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT
    • Brevetti, licenze e marchi
    • Consulenze specialistiche
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento
    • Spese per la costituzione della società

     

    Possono accedere al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, conl’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni

    Che aspetti ad esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per i liberi professionisti?

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  • Donne Innovazione e Impresa: contributi per le PMI femminili del Lazio

    Donne innovazione e impresa: cos’è?

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando  “Donne, Innovazione e impresa”.

    Sono considerate ammissibili le imprese femminili che abbiano (al più tardi al momento della richiesta di erogazione a saldo) una sede operativa nel Lazio in cui si svolge l’attività imprenditoriale oggetto del Progetto di Innovazione Azienzale, e nello specifico: 

    • la lavoratrice autonoma
    • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
    • la società cooperativa; 
    • la società cooperativa, la società di persone o lo studio associato in cui il numero di donne socie o associate rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
    • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da imprese femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne (in particolare, tale requisito aziendale dev’essere posseduto dall’impresa al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per almeno tre anni dall’erogazione del contributo).

    A ciascuna PMI femminile può essere finanziato un unico progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Ciascuna impresa femminile può presentare un solo progetto agevolabile riguardante la produzione di un bene o servizio nuovo o migliorato, che si differenzi in modo significativo rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, ad esempio sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità. 

    Sono ammissibili le spese necessarie per la realizzazione del Progetto e in particolare:

    • a. spese per investimenti materiali;
    • b. spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
    • c. spese per know how, servizi e consulenze nella misura massima del 20% delle precedenti voci a) e b);
    • d. spese per i costi del personale, generali e amministrativi, riconosciute nella misura forfettaria del 20% delle precedenti spese da rendicontare a), b) e c).

     

    Le spese da rendicontare di cui alle voci a), b) e c) non devono risultare inferiori a 50.000 euro e quindi il costo totale del progetto, comprensivo dei costi riconosciuti a forfait, non può risultare inferiore a 60.000 euro.

    I progetti devono essere conclusi e rendicontati entro 9 mesi dalla loro approvazione. 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%

    L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione.

    Come presentare la domanda?

    L’avvio ad istruttoria dei progetti avviene mediante una graduatoria determinata sulla base dei criteri oggettivi di seguito riportati e inizialmente formata sulla base dei punteggi calcolati dalle medesime PMI femminili partecipanti. 

    Le imprese interessate possono presentare domanda online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova, dalle 12 del 23 aprile e fino alle 17 del 12 giugno 2024.

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  • Che cos’è la finanza agevolata: i 5 concetti chiave che devi conoscere per utilizzarla

    La finanza agevolata for dummies

    Se stai leggendo questo post, sarai sicuramente alla ricerca di informazioni sulla finanza agevolata e su come bandi, agevolazioni e contributi pubblici, possano essere di supporto alla tua attività.

    Cos’è la finanza agevolata?

    Del termine finanza agevolata non esiste una definizione univoca: ti basterà pensare che per ora non esiste nemmeno una pagina dedicata su Wikipedia. Sul web, infatti, si possono trovare una serie di definizioni, ma nessuna di queste è considerabile ufficiale. Allora cos’è la finanza agevolata?

    Tuttavia, possiamo riferirci alla finanza agevolata come a tutti quegli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che hanno come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale.

    La finanza agevolata, ha come obiettivo, dunque, quello di favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

    Per perseguire questo ambizioso obiettivo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.

    Le fonti della finanza agevolata sono, infatti, differenti: si va dalla legislazione comunitaria, che mette a disposizione delle imprese, dei professionisti e degli aspiranti imprenditori, risorse attraverso i fondi diretti e indiretti, fino alla legislazione nazionale.

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    Che cos’è la finanza agevolata e perché devi conoscerla per far crescere la tua attività

    PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

    Il PNRR è sicuramente l’intervento di finanza agevolata più importante messo in atto negli ultimi anni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il programma di riforme ed investimenti presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU (220 miliardi di euro).

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e Pubblica Amministrazione attraverso importanti agevolazioni. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di dare un’occhiata agli articoli del nostro blog dedicati al PNRR.

    I 5 concetti chiave

    Ora che sai cos’è la finanza agevolata, passiamo ad analizzare alcuni concetti e definizioni fondamentali che devi conoscere, e che torneranno utili quando vorrai partecipare ad un bando o ad un’agevolazione pubblica.

    1. Tipologia di contributo

    Quando si parla di contributi e agevolazioni alle imprese, quasi sempre si pensa soltanto ai contributi a fondo perduto. In realtà la finanza agevolata mette a disposizione delle imprese strumenti molti diversi, adatti a bisogni differenti. Vediamoli insieme!

    1. contributi a fondo perduto
    2. finanziamenti agevolati
    3.  del credito
    4. sgravi fiscali e contributivi
    5. strumenti di intervento nel 

    2. Tipo di beneficiario

    La maggior parte dei contributi pubblici comunitari, regionali e nazionali, è destinata alle Micro, Piccole e Medie imprese, le c.d. MPMI (di cui fanno parte anche i ), ma esistono numerose agevolazioni per startup innovative, aspiranti imprenditori, imprenditoria femminile e giovanile (sotto i 35 anni), che spesso beneficiano di fondi specifici.

    Quando ti trovi alle prese con un avviso pubblico ricorda sempre di leggere bene quali sono i beneficiari dell’agevolazione che ti interessa, per comprendere bene se rientri, o meno, tra i soggetti che possono effettivamente accedere al bando.

    Per sapere se puoi partecipare, dovrai anche verificare se hai i requisiti giusti per farlo. Ad esempio dovrai appartenere alla classe Ateco prevista dal bando, o dovrai essere in regola con una serie di normative, tra cui il De Minimis, o quelle relative alla sicurezza dei lavoratori.

    Nella maggior parte dei casi, ad eccezione dei bandi per aspiranti imprenditori, la tua impresa dovrà essere attiva ed iscritta al Registro delle imprese.

    3. Codice Ateco

    La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben specifico e indicato all’interno dell’Avviso pubblico.

    Per Codice Ateco si intendo il Codice di Attività Economica, ovvero quel codice numerico di 6 cifre che classifica in maniera univoca la tua impresa. Se hai dubbi circa il tuo codice Ateco, puoi verificarlo sulla tua visura camerale o chiederlo al tuo commercialista.

    Puoi trovare un elenco completo di tutti i codici Ateco sul sito dell’Istat.

    Dovrai essere ammissibile quindi in base ai requisiti richiesti dal bando (es. PMI, Startup o ATI, ecc…)

    4. Spese ammissibili

    Quando si parla di “spese ammissibili” si fa riferimento alle spese (ovvero ai costi ed agli investimenti) che possono essere agevolate da un bando o da un contributo pubblico.

    Non tutte le spese possono, infatti, essere oggetto di agevolazione: alcuni bandi ti aiuteranno ad acquistare macchinari o strumentazione per la tua attività, altri ti consentiranno di spesare le consulenze, alcuni (pochi) le spese di marketing, ed altri ancora le ristrutturazioni edilizie.

    Ricorda sempre che le spese ammissibili saranno sempre considerate al netto dell’IVA, e di verificare le percentuali di copertura delle spese che, non sempre, sono pari al 100%.

    5. Regime De Minimis

    Se hai letto un avviso pubblico ti sarai sicuramente imbattuto nella dicitura “Regime De Minimis“: con questa locuzione, si fa riferimento ad aiuti di piccola entità che possono essere erogati alle imprese, senza obbligo di notifica all’UE da parte dei Paesi membri.

    Si presuppone infatti, proprio per la limitatezza degli importi, che la concessione di tali aiuti non incida sulla concorrenza tra imprese all’interno dell’Unione.

    Perché è importante? Esistono diverse tipologie di Regolamenti a cui i bandi fanno riferimento, ognuno dei quali prevede delle soglie (o massimali) di aiuti concedibili alle imprese. Questo significa che se hai già ricevuto delle agevolazioni in passato, per poter ricevere una nuova agevolazione dovrai rientrare nei massimali previsti dal Regolamento a cui il bando si riferisce.

    Se vuoi saperne di più, e capire come funziona il massimale previsto da questo regolamento (e quanti regolamenti ci sono), ti consiglio vivamente di leggere il nostro approfondimento sugli aiuti in De Minimis.

    Bene, abbiamo visto insieme che cos’è la finanza agevolata e quali sono i concetti chiave da conoscere se ti stai approcciando per la prima volta a questo mondo… adesso non devi fare altro che trovare l’agevolazione giusta per la tua attività!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando Brevetti Lombardia 2023

    Bando brevetti Lombardia: Di cosa si tratta?

    Il bando Brevetti Lombardia nasce con l’obiettivo di sostenere le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti operanti sul territorio regionale nell’ottenimento di nuovi brevetti europei e internazionali, o anche nell’estensione di brevetti già depositati a livello europeo o internazionale.

    La dotazione finanziaria è pari a 2,5 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 di Regione Lombardia.

    I brevetti devono riguardare invenzioni industriali che siano inerenti ad almeno una delle 92 priorità della Strategia di Specializzazione intelligente per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia (S3 2021-2027).

    Puoi consultare qui l’elenco completo, ma intanto sappi che queste priorità si riferiscono, in modo trasversale o specifico, a 8 grandi ecosistemi dell’innovazione, ovvero:


    1. nutrizione; 
    2. salute e life science; 
    3. cultura e conoscenza; 
    4. connettività e informazione; 
    5. smart mobility e architecture; 
    6. sostenibilità; 
    7. sviluppo sociale; 
    8. manifattura avanzata

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione di Bando Brevetti Lombardia consiste in un contributo a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia del brevetto e ai costi ammissibili. In particolare, i costi ammissibili vengono stabiliti su base forfettaria e il contributo è pari all’80% dei costi ammissibili (90% nel caso in cui, prima della rendicontazione, ci si impegni ad acquisire una nuova certificazione ambientale e/o energetica e/o di processo o prodotto):

    Per i brevetti europei il costo ammissibile è pari ad € 7.100, con un contributo che sarà quindi calcolato in € 5.680 (oppure € 6.390 in caso di certificazioni)

    Per i brevetti internazionali la spesa ammissibile è pari ad € 9.000 e pertanto il contributo è fissato in € 7.200 (€ 8.100 in caso di certificazioni)

    Chi può presentare domanda?

    Possono richiedere il contributo sia le micro, piccole e medie imprese che i liberi professionisti in forma singola o associata, purché siano attivi in Lombardia o si impegnino a costituire una sede legale o operativa (o domicilio professionale) nel territorio regionale.

    Chiaramente, è alla sede lombarda che devono riferirsi le attività relative all’intervento brevettuale.

    Rimangono però esclusi coloro che risultano attivi nei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco o, ancora, nei settori esclusi dal regolamento de minimis 1407/2013 e s.m.i.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti che è possibile finanziare possono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo brevetto europeo
    • estensione brevetto europeo
    • nuovo brevetto internazionale
    • estensione brevetto internazionale

     

    Nel caso di brevettazione europea sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) a partire dal 25 settembre 2022.

     

    Nel caso di brevettazione internazionale invece, sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso il Receiving Office di WIPO, EPO o UIBM a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso WIPO a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM a partire dal 25 settembre 2022.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Le domande di ammissione possono essere presentate a partire dal 25 gennaio 2024 alle ore 10.30 e fino a quando non verrà esaurita la dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro o, comunque, entro il 26 luglio 2024 alle ore 12.00.

    Le domande verranno processate in base all’ordine cronologico di invio e sono previste sia un’istruttoria formale che un’istruttoria di merito. Quest’ultima prenderà in considerazione la coerenza dell’intervento brevettuale rispetto alle priorità della S3, per poi valutare anche la qualità progettuale dell’operazione e il suo grado di innovazione. Sono inoltre previsti punteggi premiali per chi è in possesso di certificazione di sostenibilità ambientale, per le imprese femminili/giovanili e per gli interventi brevettuali con tematica afferente al Green Deal europeo.

    E’ proprio arrivato il momento di difendere la proprietà intellettuale delle tue innovazioni!

    Ti consigliamo di agire per tempo, perché le risorse potrebbero andare esaurite in poco tempo…

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