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  • Le agevolazioni fiscali per chi investe in una startup o PMI innovativa

    Le agevolazioni fiscali per chi investe in una startup o PMI innovativa

    Scopri le agevolazioni fiscali per chi investe in startup innovative, nuove opportunità per coloro i quali vogliono investire!

    Cos’è una Startup Innovativa?

    Una delle prime domande che ci si potrebbe porre, nel momento in cui si affronta questo argomento, è proprio cos’è una startup innovativa e come viene disciplinata dal nostro ordinamento?

    Per quanto riguarda la prima domanda occorre prendere in considerazione il D.L. Crescita 2.0 (179/2012) e le successive modifiche che permettono di conoscere sia la definizione di ‘start-up innovativa’ fatta propria dal legislatore, sia i requisiti indispensabili per costituirne una startup innovativa, secondo un’apposita procedura semplificata.

    Per riassumere, potremmo definire una startup innovativa come una impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita e rappresenta per questo uno dei punti chiave della politica industriale italiana.

    Nel 2012, il D.L. 179/2012 ha introdotto alcune misure specifiche a sostegno di tale tipologia di impresa per supportarle durante il loro ciclo di vita (nascita, crescita, maturità).

    Con questo pacchetto, oltre a sviluppare un ecosistema dell’innovazione dinamico e competitivo, si vogliono creare nuove opportunità per fare impresa e incoraggiare l’occupazione, si intende promuovere una strategia di crescita sostenibile a carattere innovativo.

    E’ evidente come nella definizione data sia fondamentale capire esattamente che cosa si intende per ‘innovativa’, o meglio cosa sia l’innovazione, che non si configura semplicemente nell’essere ‘una nuova società’.

    L’innovazione infatti si sostanzia nell’introduzione nel mercato di un prodotto/servizio nuovo, o significativamente migliorato, capace di rispondere a un bisogno o di avere un impatto positivo ed essere riconosciuto come un ‘progresso’.

    L’innovazione infatti può anche riguardare l’introduzione di nuovi processi, tecniche, organizzazione del lavoro, che abbattono i costi di produzione o aprono nuovi mercati.

    Si pensi semplicemente alla cosiddetta Industria 4.0: in essa si sta riversando e trova applicazione un enorme quantità di innovazione, poiché riguarda prodotti (ad es: nuovi macchinari, robotica, software); servizi (cloud computing, sistemi gestionali); processi e organizzazione del lavoro che dovranno essere ripensati in relazione a un nuovo modello produttivo e che possono essere ottimizzati grazie all’uso di apposito software.

    Le imprese in possesso dei requisiti possono accedere allo status di startup innovativa tramite autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante e godere delle agevolazioni registrandosi nella sezione speciale dedicata del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria provincia.

    Quali sono i requisiti di una startup innovativa?

    Ai sensi della normativa di riferimento (DL 179/2012, art. 25, comma 2) una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:

    • è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni
    • ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia
    • ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro
    • non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione
    • non distribuisce e non ha distribuito utili
    • ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico
    • non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda

     

    Infine, una startup è innovativa se rispetta almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:

    • sostiene spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
    • impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
    • è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

    Come si può possibile investire in startup e PMI innovative?

    Esistono diverso modi per poter investire in una startup o PMI innovative e variano in funzione del soggetto specifico che intende effettuare l’investimento.

    Vediamo insieme quali sono le più famose forme di investimento e le novità degli ultimi anni.

    Investimenti in Startup o PMI Innovative effettuati tramite OICR o società di capitali

    Come definito dall’articolo 1, comma 2, lettera e) del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 30 gennaio 2014, per Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) che investono prevalentemente in startup innovative si intendono quegli organismi di investimento collettivo del risparmio che, al termine del periodo di imposta in corso al 31 dicembre dell’anno in cui è effettuato l’investimento agevolato, detengono azioni o quote di startup o PMi innovative di valore almeno pari al 70% del valore complessivo degli investimenti in strumenti finanziari risultanti dal rendiconto di gestione o dal bilancio chiuso nel corso dell’anzidetto periodo di imposta.

    Questi Organismi sono una novità assoluta nel panorama del risparmio gestito italiano in quanto investono in strumenti finanziari non quotati: le Startup e le PMI innovative.

    Per poter beneficiare del vantaggio fiscale, deve essere rilasciata all’investitore apposita documentazione comprovante lo status di OICR con investimento prevalente in Startup e PMI innovative.

    L’equity crowdfunding

    Partecipando a una campagna di equity crowdfunding non stai acquistando un prodotto finanziario tradizionale, ma stai facendo un investimento che riguarda l’economia reale e in particolare lo sviluppo di un’impresa innovativa: si tratta quindi di un investimento ad alto rischio.

    L’impresa potrebbe non avere successo o comunque non produrre utili nell’immediato, per questo motivo devi tenere presente che:

    • potresti perdere l’intera cifra investita
    • aspetterai a lungo prima di avere un ritorno sul tuo investimento, soprattutto nel caso delle startup innovative per cui è fatto divieto di distribuzione degli utili fino a quando rimangono iscritte nel registro speciale presso la Camera di Commercio fino ad un massimo di 5 anni di attività

    Che tipo di investimento è l’equity crowdfunding?

    L’equity crowdfunding è un investimento a lungo termine che avrà successo solo se le imprese che hai finanziato riusciranno a sviluppare il loro business e a renderlo profittevole.

    In tal caso puoi trarre beneficio dal tuo investimento in diversi modi.

    Se hai investito in una startup innovativa, una volta cancellata la società dal registro speciale fino ad un massimo di 5 anni dalla costituzione della startup potrai partecipare alla divisione degli utili.

    Se hai investito in una PMI, invece, gli utili potranno essere divisi fin da subito.

    In entrambi i casi, se l’impresa viene acquistata potrai decidere di vendere la tua quota.

    Inoltre, puoi rivendere la tua quota in qualsiasi momento a un altro investitore privato.

    Quali sono i benefici fiscali derivanti da questo investimento?

    Dal 1° Gennaio 2017, con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2017, sono aumentate ulteriormente le agevolazioni fiscali a favore degli investitori.

    Per le persone fisiche: detrazione IRPEF pari al 30% dell’importo investito in startup innovative o PMI innovative. Investimento massimo detraibile per periodo d’imposta: € 1.000.000.

    Per le persone giuridiche: hanno diritto a dedurre dal reddito imponibile un importo pari al 30% dell’importo investito in startup innovative o PMI innovative. L’investimento massimo deducibile per periodo d’imposta è di € 1.800.000.

    Mantenimento e decadenza delle agevolazioni fiscali per chi investe in startup o PMI innovative

    Le condizioni per beneficiare delle agevolazioni sono in parte diverse in caso di startup e di PMI innovativa.

    Esiste tuttavia una condizione generale valida per entrambe: il mantenimento dell’investimento per almeno tre anni e la decadenza dal beneficio in caso di perdita dei requisiti innovativi.

    Come anticipato ci sono ulteriori specifici criteri ai quali prestare attenzione:

    • la società se è una Startup innovativa non deve perdere uno dei requisiti previsti dall’articolo 25, comma 2, del Dl 179/2012, se invece è una PMI innovativa non perda di uno dei requisiti previsti dall’articolo 4, comma 1, del Dl 3/2015;
    • la quota di capitale acquisita non deve essere ceduta a titolo oneroso;
    • il socio investitore non deve recedere o non deve essere escluso dalla società;
    • la riduzione di capitale nonché la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote delle Startup o delle PMI innovative o delle altre società che investono prevalentemente in Start-up o PMI innovative e le cui azioni non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema.

    Qual è la documentazione da compilare per usufruire delle agevolazioni?

    La tipologia di documentazione da compilare per usufruire delle agevolazioni varia in funzione del soggetto che ha effettuato l’investimento.

    Vi sono inoltre una serie di documenti che gli investitori devono obbligatoriamente ricevere per poter usufruire delle agevolazioni fiscali.

    La dichiarazione dei redditi per persone fisiche (Modelllo Redditi PF 2020)

    E’ importante precisare che tutte le persone fisiche che hanno investito in startup nell’anno 2019 non potranno compilare il modello 730 (normalmente compilato da dipendenti e pensionati), ma sono obbligate a compilare il modello Unico PF 2020 come da circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 26/E/2015 (compilato da chi ha la partita IVA o da persone che hanno redditi di varia natura).

    Per usufruire dell’agevolazione, andrà quindi compilato all’interno del Modello Unico PF 2020 il rigo RP 80– “Detrazioni per investimenti in Start up” presente nel Quadro RP, Sezione VI.

    La dichiarazione dei redditi per società

    Le società di capitali, essendo soggetti IRES, hanno l’obbligo di compilare il modello redditi SC.

    Per cui, le società che hanno effettuato nel 2019 investimenti in startup/PMI innovative dovranno, compilare gli importi nel quadro RS, molto simile al quadro RP 80 compilato dalle persone fisiche.

    Documentazione necessaria per usufruire delle agevolazioni fiscali

    Per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali, gli investitori devono ricevere:

    • Certificazione rilasciata dalla Startup o PMI innovativa che attesti: di non avere superato il limite di 15 milioni di euro ovvero, se superato, l’importo per il quale spetta la deduzione o detrazione. La certificazione deve essere rilasciata entro 60 giorni dal conferimento
    • Copia del piano d’investimento della Start-up o PMI innovativa, contenente informazioni dettagliate sull’oggetto dell’attività prevista, sui relativi prodotti e sull’andamento (previsto o attuale) di vendite e profitti. Se l’investimento viene fatto mediante OICR o in altre società che investono prevalentemente in startup innovative, tali soggetti rilasciano, su richiesta dell’investitore, una certificazione in cui attestano che il 70% dei loro investimenti viene effettuato in startup innovative e certificano l’entità dell’investimento agevolabile. Se nell’anno di competenza non si è potuto usufruire dell’agevolazione fiscale, in quanto, ad esempio il diretto interessato non aveva imposte da pagare, vi è la possibilità di riportare l’agevolazione negli anni successivi fino ad un massimo di 3 anni, ma non oltre il terzo.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Le agevolazioni per sostenere la tua attività durante e dopo l’emergenza

    Decreti Cura Italia (Decreto 18/2020), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo insieme ad altri, prevedono una serie di misure volte a sostenere il nostro Paese che, in questi giorni, si trova a fronteggiare l’ormai tristemente nota emergenza da COVID-19 (Coronavirus). A questo primo Decreto hanno fatto seguito, nei mesi successivi, il Decreto Liquidità (Decreto 23/2020), il Decreto Rilancio (Decreto 34/2020) e il Decreto Rilancio 2 (ex Decreto Agosto, DL 104/2020).

    Tra i vari provvedimenti del Governo, numerosi sono anche quelli relativi al mondo delle imprese e dei professionisti, soggetti che si trovano, loro malgrado, ad affrontare una crisi sanitaria, economica e organizzativa piuttosto seria.

    A queste iniziative, poi, se ne aggiungono altre, anche a livello regionale, già previste o appositamente varate e che possono certamente rivelarsi un valido supporto economico in questo momento particolarmente critico e delicato.

    Vediamo subito insieme quali sono queste iniziative…

    Decreto Rilancio 2: Sgravi contributivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato

    L’articolo 6 del nuovo Decreto prevede l’esonero totale per 6 mesi dal versamento dei contributi previdenziali (con esclusione di quelli INAIL) per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 15 agosto al 31 dicembre 2020. L’importo di esonero massimo è di 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

    Possono usufruire dell’agevolazione tutti i datori di lavoro, con l’esclusione del settore agricolo (per il quale è prevista un’agevolazione specifica), ma sono esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico.

    Il sostegno è concesso anche nel caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, tranne nel caso in cui il lavoratore, nei sei mesi

    Decreto Rilancio: Contributi a fondo perduto per autonomi e imprese

    Fra le misure previste dal Decreto Rilancio per sostenere le imprese in difficoltà, all’articolo 25 è prevista la concessione di un contributo a fondo perduto per autonomi e imprese. Chiaramente, anche in questo caso, per poter richiedere il contributo è necessario rispettare una serie di requisiti.

    Per cominciare, il contributo viene riconosciuto ai soggetti che esercitano attività d’impresa o attività di lavoro autonomo e ai titolari di reddito agrario la cui media dei ricavi tipici sia inferiore a 5 milioni di euro.

    E’ inoltre necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 rispetto all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

    E’ utile ricordare che per le nuove attività si applicano criteri differenti.          
    Per chi ha avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 infatti, non è valido quanto previsto in merito al fatturato. Tale criterio non si applica nemmeno ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno la sede operativa (o il domicilio fiscale) nel territorio di comuni colpiti dalla calamità fin dal suo primo insorgere e i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (zone rosse chiuse prima del lockdown).

    Restano esclusi dall’agevolazione invece

    • gli Intermediari finanziari e le società di partecipazione;
    •  i contribuenti che hanno diritto alla percezione dei bonus previsti dal Decreto Cura Italia (artt. 27 e 38), cioè liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23.02.2020 e lavoratori co.co.co. iscritti alla Gestione separata INPS, oppure lavoratori dello spettacolo).
    • lavoratori dipendenti professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (casse professionisti).

     

    Di certo ti starai chiedendo a quanto ammonta questo contributo… Ecco, per calcolarlo bisogna considerare la differenza fra l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi di aprile 2019 e quelli di aprile 2020. Il contributo verrà erogato in percentuale su questa cifra, ma la percentuale varia in funzione dei ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020 (nel caso in cui il periodo d’imposta coincida con l’anno solare si considerano quindi i ricavi del 2019):

    • 20% se i ricavi o compensi sono stati fino ad euro 400.000;
    • 15% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 400.000 euro e 1 milione di euro;
    • 10% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 1 milione e 5 milioni di euro.

     

    In ogni caso è previsto un contributo minimo fino a 1.000 euro alle persone fisiche e fino a 2.000 euro ai soggetti diversi dalle persone fisiche qualora il contributo a cui si ha diritto risulti inferiore o non calcolabile (come ad esempio per le attività avviate dopo il 30 aprile 2020).

    Il contributo può essere richiesto dal 15 giugno al 13 agosto 2020 (25 giugno – 24 agosto in caso di richiesta da parte di eredi) presentando istanza online, ma si attende comunque un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che definisca le varie disposizioni operative e le date di presentazione della domanda.

    Credito d’imposta per spese di Sanificazione, Dispositivi di Protezione Individuale e adeguamento dei locali aperti al pubblico

    Aggiornamento: Per l’adeguamento dei luoghi di lavoro aperti al pubblico, l’articolo 128 bis del Decreto Rilancio ha previsto anche un credito d’imposta al 60% della somma spesa, con un tetto massimo di 80.000 euro che comprende anche gli interventi edilizi per il rifacimento di locali quali spogliatoi, mense, spazi medici, ingressi e spazi comuni, l’acquisto di arredi di sicurezza e di apparecchi per il controllo della temperatura e anche gli investimenti in attività innovative, incluso lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie per lo svolgimento del lavoro. Non è ancora chiaro se, come potrebbe sembrare, la spese relative alla realizzazione di piani di smart working possano beneficiare del Credito d’imposta, ma probabilmente per chiarire questo aspetto bisognerà attendere un apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico. Questo credito però non sarà utilizzabile già dalle scadenze fiscali del 2020 (che, lo ricordiamo, sono state rimandate a settembre), ma solo dal 2021. La buona notizia invece è che è comunque possibile la cessione del credito agli istituti di credito o agli intermediari finanziari.

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” è prevista all’art. 64 del Decreto Cura Italia e le risorse attualmente stanziate per questa misura sono pari a 50 milioni di euroma non si può escludere che tale dotazione possa essere incrementata nel caso in cui l’emergenza dovesse protrarsi nel tempo (ma ci auguriamo di no!). Con il successivo Decreto Liquidità (art.30, c. 1) inoltre, il credito d’imposta è stato esteso anche alle spese sostenute nel 2020 per l’acquiso di dispositivi di protezione di vario tipo. Procediamo con ordine.

    Perché in questo momento la sanificazione è una pratica così importante?

    Tale pratica, sempre e comunque utile negli ambienti di lavoro, ma diventa indispensabile in questi giorni di propagazione del contagio, tanto più per tutti coloro che non hanno interrotto l’attività lavorativa e che si trovano a condividere spazi, attrezzature, postazioni di lavoro e che magari lavorano anche a contatto con il pubblico. Le misure di sicurezza imposte successivamente in relazione alla Fase 2 e alla ripresa delle attività inoltre, rendono comunque necessario effettuare spese di questo tipo al fine di tutelare lavoratori e clienti.

    Chi può richiederlo?

    Possono beneficiare del credito tutti i soggetti che esercitano attività d’, arte o professione, e quindi gli imprenditori, i titolari di partita IVA, le società e i professionisti. L’articolo 130 ter del Decreto Rilancio ha poi inserito fra i possibili beneficiari anche gli enti del Terzo Settore egli enti religiosi civilmente riconosciuti.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” contenuta nel Cura Italia concede la possibilità per i richiedenti di beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20.000 euro. Il Decreto Rilancio  ha fissato invece la misura del Credito d’Imposta al 60% dell’importo speso, portando il tetto massimo di spesa a 60.000 euro. Il credito può essere utilizzato in compensazione già della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in corso.

    Oltre che per le spese di sanificazione il Decreto Rilancio ha incluso anche l’acquisto di dispositivi di protezione individuale quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, termoscanner, termometri. Sono ammissibili anche l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi o tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti. Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Perché questa agevolazione sia fruibile bisogna attendere un decreto specifico da parte del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrebbe essere emanato a breve (era previsto entro il 16 aprile).

    Si presume che nel decreto verranno fornite anche maggiori informazioni in merito a dettagli operativi relativi alla scelta delle imprese autorizzate a effettuare gli interventi di sanificazione o ai prodotti da utilizzare.

    Se credi quindi che la tua attività abbia bisogno di interventi di sanificazione, non perderti gli aggiornamenti dell’articolo.

    Contributi per adeguamento dei luoghi di lavoro

    Questa nuova misura prevista all’articolo 102 del Decreto Rilancio prevede un parziale rimborso delle spese sostenute per adeguare i luoghi di lavoro alle nuove normative relative al contenimento del Coronavirus. Lo stanziamento di risorse per questo intervento è di 403 milioni di euro.

    Potranno accedere al contributo le imprese (anche quelle individuali) iscritte al Registro delle Imprese, le imprese artigiane e le imprese sociali iscritte al Registro delle Imprese. Rimangono quindi esclusi professionisti, commercianti e gli autonomi non iscritti al Registro delle Imprese.

    Non sono ancora molte le notizie relative all’attuazione di questa agevolazione, ma si sa che le spese ammissibili riguarderanno l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento di lavoratori e utenti esterni e l’acquisto dei vari dispositivi di protezione individuale.

    Gli importi massimi concedibili saranno stabiliti in base al numero dei dipendenti per un massimo di

    • 15.000 euro per imprese da 1 a 9 dipendenti;
    • 50.000 euro per imprese da 10 a 50 dipendenti
    • 100.000 euro per imprese oltre i 50 dipendenti.

    decreto-cura-italia-e-altre-agevolazioni-utili-per-imprese-e-professionisti

    All’art. 65 il Decreto Cura Italia prevede una agevolazione che ha come finalità quella di sostenere, almeno in parte, le botteghe e i negozi che durante il mese di marzo hanno sostenuto le spese di locazione dell’immobile.

    E’ evidente come in un momento in cui le attività non possono fatturare, anche il pagamento del semplice canone di locazione diventa una spesa gravosa. 

    Stiamo parlando dunque di tutte le attività che hanno dovuto chiudere le serrande per effetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, ma che sono comunque obbligate a pagare il canone di affitto ai proprietari degli immobili.

    Vediamo insieme tutte le caratteristiche specifiche di questa agevolazione…

     

    Chi può richiederlo?

    A poter beneficiare dell’agevolazione sono quindi solo le attività che sono state chiuse per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020.

    Ne sono quindi esclusi quei negozi che, poiché ritenuti attività essenziali, hanno potuto proseguire a esercitare, così come indicati agli allegati 1 e 2 del decreto stesso, ovvero:

    • Ipermercati
    • Supermercati
    • Discount di alimentari
    • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
    • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
    • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
    • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
    • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
    • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
    • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
    • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
    • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
    • Farmacie
    • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
    • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
    • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
    • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
    • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
    • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
    • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
    • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
    • Attività delle lavanderie industriali
    • Altre lavanderie, tintorie
    • Servizi di pompe funebri e attività connesse

    Se non appartieni a nessuno di questi settori ed hai dovuto pagare il canone di affitto per il mese di marzo, questa agevolazione può esserti davvero utile!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un credito d’imposta del 60% riconosciuto a chi esercita attività d’impresa (sono quindi esclusi i professionisti) e che si applica ai canoni di locazione per immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) relativamente al mese di marzo 2020.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Il credito d’imposta per botteghe e negozi può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite F24, a partire dal 25 marzo, utilizzando il codice tributo 6914 (già determinato dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13 del 20 marzo 2020).

    Credito d’imposta per canoni di locazione

    L’articolo 28 del Decreto Rilancio introduce un nuovo credito d’imposta del 60% o 30% relativo ai canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e sull’affitto d’azienda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico ricettive con attività stagionale).
    . Il credito è accessibile agli esercenti attività d’impresa, arte e o professione, enti non commerciali del terzo settore ed enti religiosi, ma per poterlo richiedere è necessario rientrare in alcuni parametri, che non sono uguali per tutti. Vediamoli:

    • I ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta 2019 non devono essere superiori a 5 milioni di euro. Questo limite non riguarda però le strutture alberghiere e gli agriturismi, né gli enti non commerciali, compresi quelli del Terzo settore, e gli enti religiosi riconosciuti civilmente, che possono accedere al credito indipendentemente dal fatturato.
    • E’ necessario che il canone di locazione/leasing/concessione sia stato versato.
    • Per chi svolge attività economica è necessario aver subito un calo del fatturato (o dei corrispettivi) pari ad almeno il 50% nel mese di riferimento.

     

    Il credito sarà pari al 60% della spesa nel caso di canoni di locali destinati allo svolgimento di attività industriale, commerciale, artigianale, professionale, agricola, di interesse turistico.
    E’ invece prevista la riduzione al 30% del canone versato nel caso di affitto di azienda o di contratti di servizi a prestazioni complesse, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività economica.

    Il credito è riconosciuto a partire dal periodo d’imposta in cui si sostiene la spesa e può essere utilizzato anche in compensazione. In ogni caso, l’articolo 122 del Decreto Rilancio prevede che il credito possa essere oggetto di cessione, anche parziale.

    Piani Aziendali di Smart Working: le agevolazioni per realizzarli

    COVID-19 ha prodotto effetti molto importanti in ambito lavorativo, che si traducono nell’impossibilità in molti casi di recarsi a lavoro e nella difficoltà dei datori di lavoro a fronteggiare una situazione di emergenza totale.

    Come risolvere allora questa problematica?

    Fortunatamente ci viene in aiuto una nuova modalità di lavoro, attualmente ancora poco utilizzata, che è lo smart working ( “lavoro agile”). In estrema sintesi, si tratta d dare la possibilità ai lavoratori di restare a casa e prestare comunque l’attività lavorativa, ma da remoto.

    Per incentivare lo smart working, le Regioni stanno prevedendo delle misure agevolative ad hoc che ne favoriscano l’adozione.

    Vediamo alcuno esempi…

    Regione Lazio – Piani Aziendali di Smart Working. Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio

     

    Si tratta di una misura che la Regione Lazio ha attivato proprio nell’ambito dell’attuale fase di emergenza epidemiologica, al fine di permettere di proseguire nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia, l’attività produttiva aziendale.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Il bando, rivolto a tutti i titolari di partita iva e alle imprese del Lazio, sostiene l’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro con piani aziendali che facilitino e promuovano l’uso di mezzi informatici per lo smart working.

    Il contributo è concesso per:

    • A) formazione/consulenza per realizzare piani di smart working (obbligatorio)
    • B) acquisizione di strumenti tecnologici (hardware e software) finalizzati allo smart working (facoltativo).

    Regione Lombardia – Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working

    L’intervento della Regione Lombardia era già previsto prima dell’emergenza, ma a causa della diffusione del Coronavirus è stato previsto che possano accedere all’agevolazione anche le aziende che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti, in modalità provvisoria, durante il periodo dello stato di emergenza.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Possono accedere al contributo i titolari di patita iva e le imprese della regione Lombardia per l’acquisto di:

    • A – Servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working
    • B – Acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working

    Altre agevolazioni sono già previste e altri provvedimenti sono attesi nelle prossime settimane quindi continua a seguirci per rimanere aggiornato.


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  • Adeguamento del registratore di cassa telematico: il credito d’imposta

    Adeguamento del registratore di cassa telematico: il credito d’imposta

    Nuova normativa registratore di cassa fiscale

    Il nuovo obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali. Scopri come funziona il credito d’imposta. ha portato un certo scompiglio nel mondo degli esercizi commerciali… Vediamo di fare un po’ di chiarezza!

    Dal 1° gennaio 2020 tutti gli esercizi commerciali (artigiani e commercianti) dovranno avere una cassa telematica che consenta la memorizzazione elettronica e l’invio telematico dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Per gli esercenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro, l’obbligo è anticipato addirittura al 1° luglio 2019.

    La buona notizia è che la normativa, per l’obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, ha previsto anche un contributo per le spese sostenute per l’acquisto di un nuovo misuratore fiscale o per adattarne uno vecchio.

    Il contributo per l’obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, permette di ricevere un  pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto di un nuovo apparecchio e un massimo di 50 euro in caso di adeguamento di un registratore di cassa già posseduto.

    Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, facendo ricorso al modello F24 e utilizzando l’apposito codice tributo 6899, comunicato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 33/E del 1° marzo 2019.

    In realtà, in un primo momento, si era previsto che il contributo venisse anticipato direttamente dal fornitore del bene, sotto forma di sconto diretto sull’acquisto. Certo, forse sarebbe stato più comodo (tranne che per il fornitore, in effetti…), ma allo stato attuale dei fatti, la Legge di Bilancio 2019 ha stabilito che il credito sarà riconosciuto al contribuente che sosterrà le spese per l’adeguamento.

    Sono valide le spese sostenute nel 2019 e nel 2020.

    Come beneficiare del credito d’imposta per adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali

    A partire dalla prima liquidazione periodica dell’IVA, successiva al mese in cui è stata registrata la fattura di acquisto o dell’intervento di adeguamento, sarà già possibile iniziare a utilizzare il credito, indicandolo nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui si è sostenuta la spesa e in quelle successive, finché il credito non sia esaurito.

    Quindi, visto che comunque bisognerà attenersi all’ obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, che aspetti? Tanto vale farlo risparmiando grazie a questo contributo statale!

    Vuoi conoscere altri contributi e agevolazioni disponibili per la tua impresa? Scopri Trovabando!

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  • Decreto Crescita 2019: le novità

    Decreto Crescita 2019: le novità

    Il Decreto Crescita 2019 è stato convertito in legge: ecco alcuni dei maggiori vantaggi per le imprese.

    Decreto Crescita 2019: negli ultimi tempi se ne è sentito parlare molto, ma vediamo quali sono le novità introdotte dal Decreto legge 34/2019, convertito in legge n. 58 del 2019.

    Nel testo, in realtà sono previsti molti interventi finalizzati a stimolare la ripresa economica attraverso varie agevolazioni, incentivi e bonus fiscali.

    Vediamo insieme alcuni dei più interessanti per , ditte e liberi professionisti.

    Super ammortamento

    Questo incentivo, che era stato cancellato dalla Legge di Bilancio 2019, è stato ora reintrodotto. Prevede la possibilità di maggiorare del 30% il valore dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi acquisiti da titolari di reddito d’impresa o da esercenti arti e professioni.

    Sono valide le spese fino a 2,5 milioni di euro effettuate dal 1° aprile 2019 fino al 31 dicembre 2019 e, pagando un acconto del 20%, anche fino al 30 giugno 2020, ma sono esclusi i veicoli. 

    Modifiche alla Nuova Sabatini

    Anche rispetto a questa nota agevolazione, il Decreto Crescita ha introdotto alcune importanti novità.

    La prima consiste nell’innalzamento del tetto massimo del finanziamento che è possibile richiedere, portato da 2 a 4 milioni di euro, con la possibilità  di ricevere il beneficio in un’unica soluzione nel caso in cui il finanziamento richiesto sia di importo inferiore ai 100.000 euro.

    Le nuove modifiche riconoscono il sostegno anche a progetti di capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria e che abbiano intenzione di realizzare un programma di investimento.

    Ecobonus

    Il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire dell’Ecobonus (detrazione  del 65% spettante per gli interventi di riqualificazione energetica) non più sotto forma di detrazione fiscale, ma direttamente come sconto sulla fattura del fornitore.

    Il fornitore riceverà poi un rimborso come  che potrà utilizzare in compensazione o cedere ai propri fornitori (che però non potranno cederlo ulteriormente). 

    Credito d’imposta fiere

    Per favorire l‘internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire di un credito d’imposta del 30% (fino a un massimo di 60.000 euro) a sostegno delle spese di partecipazione a fiere internazionali di settore, sia all’estero che in Italia.

    Manca ancora però il provvedimento di approvazione delle misure attuative, che dovrebbe contenere anche l’elenco delle manifestazioni fieristiche ammissibili.

    Per usufruire dell’agevolazione le imprese devono essere già costituita alla data del 1° gennaio 2019. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

    Bonus Assunzioni Sud

    Altro importante intervento messo in atto dal Decreto Crescita riguarda il famoso bonus relativo alle assunzioni nelle regioni del sud Italia.

    Per il 2019 infatti, il bonus era riconosciuto solo per le assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio, mentre la nuova normativa ha esteso l’incentivo anche a quelle effettuate nel primo quadrimestre dell’anno.

    Grazie a questo incentivo è possibile ottenere un’esenzione contributiva corrispondente al costo della contribuzione previdenziale dovuta all’INPS dal Datore di Lavoro per un anno, fino a un massimo di € 8.060.

    Bonus giovani eccellenze

    L’intervento posto in atto dal Decreto Crescita non cambia in realtà la misura già prevista dalla Legge di Bilancio 2019 per agevolare l’assunzione di giovani laureati o dottori di ricerca rispondenti a particolari requisiti di merito.

    La novità consiste nel reperimento dei fondi necessari all’attuazione del provvedimento, ora a carico del Fondo del programma operativo complementare per le politiche attive, in modo tale da facilitarne l’operatività. 

    Anche in questo caso l’incentivo comporta uno sgravio totale dei contributi previdenziali per 12 mesi fino a un massimo di € 8.000 per ogni assunzione.

    Marchi storici

    Con l’obiettivo di dare un supporto alle imprese italiane storiche, il Decreto Crescita ha previsto un’importante novità.

    Presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti viene infatti istituito un nuovo Registro Speciale dei marchi storici di interesse nazionale destinato a titolari (o licenziatari esclusivi) di marchi d’impresa registrati da 50 anni o più, o comunque utilizzati per più di 50 anni in via continuativa.

    I vantaggi previsti per gli iscritti al nuovo Registro sono più di uno:

    • possibilità di utilizzare il logo “ storico di di interesse nazionale”, da realizzare con apposito decreto ministeriale;
    • possibilità di accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici e di interesse nazionale, anch’esso di prossima attuazione da parte del MiSE. Il Fondo potrà intervenire mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese, con il preciso intento di evitare la cessazione o la delocalizzazione all’estero dell’attività. I titolari di imprese che si trovino a dover fronteggiare situazioni di questo tipo sono infatti obbligati a darne tempestiva comunicazione al MiSE.

    Revisione Mini IRES

    La Legge di Bilancio 2019 aveva introdotto l’Ires al 15% per gli utili d’esercizio accantonati a riserva e reinvestiti  in nuovi macchinari o in nuovo personale.

    Il Decreto Crescita invece ha eliminato le indicazioni relative alle modalità di reinvestimento, ma ha stabilito una diversa aliquota progressiva, stabilita in un valore pari al 22.5% per il 2019, 21.5% per il 2020, 21% per il 2021 e 20.5% per il 2022.

    Si rimane per ora in attesa del Decreto Attuativo che renda possibile il reale accesso a questa agevolazione. 

    Se vuoi verificare immediatamente la tua effettiva possibilità di usufruire di queste o di altre agevolazioni, non ti resta che farti aiutare da Trovabando!

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  • Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Se vuoi conoscere le novità riguardanti Ecobonus 110 ti consigliamo di dare un occhiata al nostro articolo dedicato!

    Lo sgravio fiscale dell’Agenzia delle Entrate rivolto a tutte le imprese italiane

    Ecobonus 2019, l’Agenzia delle Entrate sostiene le imprese, i lavoratori autonomi e i , concedendo , dall’ o dall’, per sostenere gli interventi in efficientamento energetico realizzati nel corso dell’anno.

    L’agevolazione è promossa al fine di aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurale, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale.

    Ma le buone notizie non finiscono qui. Devi sapere che la detrazione d’imposta è compatibile con specifici incentivi concessi da Regioni, Province e Comuni. Se compatibili, le detrazioni possono comunque essere richieste per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali.

    Come funziona Ecobonus 2019
    Attenzione!

    Questo incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali a valere sugli stessi interventi.

    Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta.

    Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali di questa agevolazione.

    Chi ha diritto e può usufruire della detrazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate?

    I beneficiari dello sgravio fiscale previsto dall’Ecobonus 2019 sono:

    • Imprese ovvero micro, piccole e medie imprese (MPMIGrandi imprese:
    1. indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato
    2. iscritte nel 
    • Lavoratori autonomi

    In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

    1. le , compresi gli esercenti arti e professioni
    2. contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche)
    3. le associazioni tra professionisti
    4. gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

    Praticamente quest’agevolazione è rivolta quasi a tutte le imprese italiane. In realtà, possono usufruire di questa detrazione fiscale anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, e coloro che hanno l’immobile in comodato.

    Non solo: in determinati casi, può spettare anche a familiari e conviventi. Ma sul nostro blog ci occupiamo di agevolazioni per le imprese, perciò non ci dilungheremo in dettagli per questo tipo di beneficiari.

    Che cosa prevede Ecobonus?

    L’agevolazione consiste in uno sgravio fiscale (detrazione Irpef) concesso dal 1° gennaio 2018. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%.

    La detrazione è pari al 50% per le seguenti spese: 

    1. l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari;
    2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione;
    3. l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Se, invece, oltre ad essere in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.

    Quali spese comprende e cosa è cambiato?

    Sono ammissibili esclusivamente le seguenti tipologie di interventi:

    • riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria;
    • interventi sull’involucro degli edifici;
    • installazione di pannelli solari;
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

     

    Alcuni provvedimenti successivi hanno esteso l’agevolazione ad altri interventi:

    • acquisto e posa in opera delle schermature solari;
    • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
    • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative;
    • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
    • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

     

    Il massimo di cui si può beneficiare dalla detrazione fiscale sarà così suddiviso:

    –  100.000 €, per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

    – 60.000 €, per il miglioramento termico dell’edificio e l’installazione di pannelli solari

    – 30.000 €, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

    Come posso richiedere l’Ecobonus 2019?

    Per richiedere questa detrazione per la riqualificazione enrgetica è necessario essere in possesso di alcuni documenti che riassumeremo brevemente di seguito:

    • asseverazione di un tecnico abilitato, o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;
    • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio;
    • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

     

    Una cosa molto importante da tenere a mente è il metodo di pagamento: è necessario effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale. Nel modello di versamento andranno dichiarate una serie informazioni come, ad esempio, il codice fiscale del beneficiario e di chi ha eseguito i lavori.

    Quando scade la possbilità di richiedere la detrazione?

    Le domande per ottenere la detrazione fiscale possono essere presentate fino al 31 dicembre 2019.

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  • Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017: Tutto quello che c’è da sapere su questo importante incentivo fiscale

    Il Superammortamento 2017 è uno degli incentivi più noti del Piano nazionale Industria 4.0

    Quest’agevolazione prevede un incentivo fiscale di cui possono godere le imprese per l’acquisto di beni strumentali. In particolare, il superammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 140% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni funzionali alla digitalizzazione, invece, il Piano Industria 4.0 ha previsto un’altra agevolazione: l’iper ammortamento al 250%.

    Cos’è e cosa significa Superammortamento?

    Già nel corso del 2015, con la legge di Stabilità 2016, era stata prevista la possibilità di operare un super ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi, effettuati appunto da ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

    Questo incentivo fiscale è stato riproposto con la legge di Bilancio 2017 (superammortamento 2017), per lo stesso tipo di investimenti effettuati durante il corso di quest’anno, e sarà prorogato per tutto il 2018 grazie alla nuova Legge di Stabilità 2018. Nell’ultimo paragrafo di questo post vedremo quali sono le novità.

    Ma, dopo questa breve ricapitolazione generale, torniamo a noi: cos’è il superammortamento o super ammortamento?

    In poche parole, è uno strumento di deducibilità fiscale che permette di aumentare i costi dell’ammortamento (del 40%, appunto) per alcune tipologie di beni aziendali, riducendo l’ammontare di imposte pagate sul bene stesso.

    superammortamento-140-esempio-come-si-applica
    Superammortamento: l’incentivo fiscale previsto dal Piano nazionale Industria 4.0 per i beni strumentali

    Questo sgravio fiscale è stato introdotto dal governo, come abbiamo visto sopra, per supportare ed incentivare le aziende italiane a compiere nuovi investimenti, e quindi come misura di rilancio dell’economia.

    Come funziona il superammortamento al 140% ?

    Nello specifico, il superammortamento 2017 al 140%, incrementando fiscalmente le quote di ammortamento di un bene del 40%, rispetto all’effettivo valore del bene acquistato, permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni delle quote di ammortamento maggiorate.

    Per semplificare, si tratta di una supervalutazione del bene che consente di beneficiare di una deduzione fiscale maggiore rispetto a quella che spetterebbe se il bene fosse iscritto in bilancio al suo reale costo.

    Quindi, permette di pagare meno tasse sul bene acquistato. Investi 100 mila euro, e ne deduci 140. 2017

    Cosa rientra nel Superammortamento 2017? Come si applica?

    Innanzitutto si applica soltanto ai beni strumentali nuovi. Questo chiarimento è stato reso noto dall’Agenzia delle Entrate a maggio 2016, con la circolare numero 23/E.

    Sono suscettibili di superammortamento sia i beni acquistati in proprietà che quelli acquistati in leasing, purché siano beni materiali acquistati fino al 31 dicembre 2017. Inoltre, per gli investimenti effettuati in leasing la maggiorazione spetta soltanto all’utilizzatore del bene, e non al concedente.

    Super ammortamento per i software

    Se il richiedente beneficia anche dell’iper ammortamento, potrà usufruire del superammortamento 2017 anche per alcuni beni strumentali immateriali, come software e sistemi IT.

    A chi si applica?

    Dal punto di vista soggettivo, possono beneficiare dell’agevolazione prevista dal pacchetto Industria 4.0 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni. Quindi, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dalla forma giuridica adottata e dal settore economico in cui operano.

    Possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

    E i liberi professionisti?

    La circolare n. 4/E dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 ha fornito chiarimenti in merito, disponendo che:

    “per quanto riguarda gli esercenti di arti e professioni, si ricorda che la disposizione sul super ammortamento si applica ai contribuenti che esercitano le attività di lavoro autonomo, anche se svolte in forma associata”.

    E’ possibile applicare questa maggiorazione anche per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che rientrano nel “regime di vantaggio“. Sono quindi escluse le persone fisiche a cui si applica il “regime forfettario“, e il cui reddito è determinato attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi.

    Per quel che interessa i lavoratori autonomi, la maxi deduzione si applica soltanto ai fini IRPEF e non ha alcun effetto sull’IRAP.

    Sulla circolare, vengono dati molti chiarimenti anche per quanto riguarda l’applicazione agli investimenti effettuati da imprese che aderiscono a “contratti di rete“.

    Come faccio ad avere il beneficio fiscale?

    Si può accedere al super ammortamento in maniera automatica, o quasi, in fase di presentazione del bilancio. Ottimo, no?!?

    Bisogna compilare un’autocertificazione in fase di redazione del bilancio, ma il diritto all’agevolazione matura soltanto, come accennato prima, se l’ordine è stato accettato dal fornitore e sono stati pagati almeno il 20% degli anticipi entro il 31 dicembre. In questo caso si può beneficiare di una proroga fino al 30 giugno 2018.

    L’autocertificazione di fatto sarebbe una dichiarazione del legale rappresentante, in cui si attesta che il bene:

    • possiede le caratteristiche per essere incluso in quelli descritti nell’Allegato A e nell’Allegato B (per iper ammortamento);
    • è collegato al sistema aziendale di gestione della produzione o della fornitura.

    La consegna del bene deve comunque avvenire entro il 30 settembre 2018.

    Super ammortamento 140: un esempio su come si calcola

    Ammettiamo che un’impresa acquisti, 5 nuovi pc portatili, entro il 31 dicembre 2017, per un totale di 5.000 euro + IVA.

    La maggiorazione del 40% sarà pari a 2.000 euro.

    Quindi il costo maggiorato dei pc sarà pari a 7 mila euro.

    Ammettiamo che l’aliquota di ammortamento sia pari al 20%.

    In questo caso, l’ammortamento deducibile per quest’anno sarà pari a: 7.000*20% = 1.400 euro. Si avrà quindi una deducibilità ordinaria di 1.000 euro, con una maggiorazione di 400 euro.

    La procedura sarà la stessa anche per gli anni successivi.

    Un caso particolare di super ammortamento, applicato ai professionisti, è quello che riguarda le auto acquistate in leasing.

    Come contabilizzare il super ammortamento

    Per quanto risulta a noi, il super ammortamento non si contabilizza, ma è una voce da inserire nei quadri di reddito tra gli altri componenti in diminuzione.

    Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2018

    La Legge di bilancio 2018 ha confermato la proroga di un anno per iper e super ammortamento.

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    Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 per il Superammortamento

    Le novità riguardano il fatto che per gli investimenti effettuati nel corso del 2018, il super ammortamento sarà del 130%, invece che del 140. Questo significa che le imprese dal 1° gennaio 2018 potranno beneficiare di una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto dei beni sopra citati.

    Ovviamente stiamo parlando dei beni acquistati durante il 2018 (con la stessa proroga descritta precedentemente, fino a giugno 2019).

    Sfortunatamente per il settore auto, con la nuova legge di Bilancio è stato abolito il super ammortamento auto al 120%. Almeno per ora. Vedremo se vi saranno critiche dagli addetti ai lavori di questo settore.

    Vi ricordiamo che il beneficio è cumulabile con tutti gli altri incentivi del pacchetto Industria 4.0, ossia:

    Hai ancora dubbi?

    Per avere chiarimenti in materia di disposizioni tributarie legate a fattispecie concrete e personali, è possibile presentare un’istanza d’appello all’Agenzia delle Entrate.

    Per avere chiarimenti in merito all’ambito oggettivo di applicazione del beneficio, quindi con riferimento ad un bene in particolare, è possibile richiedere un parere tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico, inviando una mail al seguente indirizzo: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it

     

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  • Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Le principali novità per imprese e professionisti

    Dopo l’approvazione del decreto fiscale del 13 Ottobre 2017, è arrivata, il 16 Ottobre scorso, anche l’approvazione del ddl della Legge di bilancio 2018. Sono previste diverse novità in termini di agevolazioni per piccole e medie imprese, e professionisti per l’anno prossimo.

    Vuoi conoscere le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

    Ma cos’è la Legge di Stabilità?

    La legge di stabilità sostituisce la vecchia e ben nota ”legge finanziaria” ed è, secondo la definizione del Ministero dello Finanze, “lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica“.

    Vediamo quali sono le 10 principali novità della Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti

    La legge di Stabilità 2018 prevede numerose novità, alcune conferme ed una serie di ottime notizie in termini di agevolazioni che potranno essere richieste da PMI, Startup e liberi professionisti.

    Le opportunità sono molte, sia per chi vuole avviare una nuova attività sia per chi vuole far crescere la sua impresa. Vediamole insieme una per una!

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    Scopri le 10 agevolazioni principali per imprese e professionisti previste dalla Legge di Stabilità 2018

    1. Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

    Un incentivo che prevede la riduzione dei contributi del 50%, per la durata massima di 36 mesi, a favore delle imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori fino a 35 anni di età.

    I datori di lavoro che possono usufruire di questo incentivo previsto dalla Legge di Stabilità 2018 sono:

    • imprenditori – compresi gli enti pubblici economici, i consorzi e gli enti morali ed ecclesiastici;
    • i datori di lavoro agricoli;
    • “non imprenditori” – come gli studi professionali, le associazioni culturali, e di volontariato.

    Per poter usufruire dell’agevolazione prevista, è necessario che si tratti di un’assunzione avvenuta successivamente al 1° gennaio 2018. Inoltre, i lavoratori non devono essere mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato, ad esclusione dei contratti di apprendistato svolti presso altre società e non proseguiti.

    2. Bonus pubblicità – Credito d’imposta per investimenti pubblicitari

    Uno sgravio fiscale dal 75% al 90% per gli investimenti in pubblicità, realizzati su radio analogiche e online, tv e giornali quotidiani e periodici (anche online).

    Quest’agevolazione fiscale è utilizzabile dalle piccole, medie e grandi imprese, dai lavoratori autonomi, e dagli enti non commerciali.

    Per l’esattezza, questa agevolazione è un “credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali”. Significa che per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione, nell’anno precedente.

    Per approfondimenti, visita il sito dell’Agenzia delle Entrate.

    3. Incremento delle risorse previste per il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Lo strumento di garanzia del credito, gestito da Medio Credito Centrale, beneficerà di un incremento della dotazione finanziaria disponibile di 200 Milioni di Euro nel solo 2018.

    4. Sostegno per le grandi imprese in crisi

    Istituzione di uno stanziamento ad hoc, all’interno delle risorse previste dal Fondo per la crescita sostenibile, per le Grandi Imprese con difficoltà finanziarie.

    I finanziamenti che verranno erogati saranno destinati ad aziende di grandi dimensioni, con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto ai fini della continuazione delle attività produttive e del mantenimento dei livelli occupazionali.

    5. Super ammortamento e Iper ammortamento

    Proroga per il 2018 delle deduzioni extra contabili previste per l’acquisto di beni strumentali.

    Il Super ammortamento prevede un incentivo fiscale utilizzabile per l’acquisto di beni strumentali nuovi. In particolare, il super ammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 130% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni che riguardano l’Industria 4.0, ossia quelli funzionali alla digitalizzazione delle imprese, si può usufruire invece dell’Iper ammortamento. Si tratta sempre di un incentivo fiscale, che prevede la supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie, che abilitano la trasformazione dell’impresa in chiave digitale.

    Per tutti e due gli incentivi, i beni in questione si possono acquistare o utilizzare in leasing.

    6. Proroga della Nuova Sabatini – beni strumentali

    Il contributo in conto interessi gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e pensato per favorire gli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali è stato prorogato dalla Legge di Stabilità 2018.

    Possono partecipare le MPMI di tutto il territorio nazionale, comprendendo quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    I settori esclusi sono l’industria carboniera, le attività finanziarie e assicurative, le attività connesse all’esportazione, e la fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.

    7. Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

    Uno sgravio fiscale concesso fino ad un massimo del 45% a favore delle imprese che acquistano beni strumentali, da destinare a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno, ovvero: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

    Si tratta di tutti quegli investimenti che l’azienda effettua per il suo funzionamento. Fanno parte di questo gruppo, le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, arredi, strumentazione, attrezzature informatiche e licenze software.

    In questo caso sono escluse dall’agevolazione le imprese che appartengono alla sezione A dei Codici Ateco, ossia quelle che si occupano di agricoltura, silvicoltura, e pesca.

    8. Bonus assunzioni sud

    Una riduzione totale dei contributi del 100% per il primo anno, e del 50% per il secondo e terzo anno, per le assunzioni di lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

    I datori di lavoro che assumono, a tempo determinato o indeterminato, giovani o disoccupati durante il corso del 2018, potranno ricevere un incentivo all’occupazione che può arrivare fino a 8.060 euro per il primo anno di assunzione, nel caso di contratto a tempo indeterminato.

    L’agevolazione è gestita da Anpal, e sarà utilizzabile per chi assume o stabilizza a tempo pieno e indeterminato, i seguenti tipi di lavoratori:

    • con età al momento dell’assunzione tra i 16 e i 34 anni;
    • con oltre 35 anni di età, ma privi di impegno regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

    Il bonus non spetterà nei rapporti di lavoro domestico, nei contratti a chiamata e nel lavoro occasionale.

    9. Fondo sviluppo e coesione

    La legge di Stabilità 2018 prevede un incremento delle risorse destinate alle aree sottoutilizzate.

    E’ uno degli strumenti finanziari principali, assieme ai Fondi Strutturali Europei, atrraverso cui si intendono attuare le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Per il 2018 ha una dotazione finanziaria di 4,879 miliardi di euro, prevista in crescita per il periodo 2019-2020.

    10. Istituzione del Fondo imprese Sud – Italia Venture II

    Un fondo da € 150 Milioni volto alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Questa è la dotazione finanziaria iniziale di Italia Venture II, il nuovo strumento di Private Equity gestito da Invitalia Ventures. Il Fondo è finanziato tramite risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, descritto al punto precedente, ma sarà utilizzabile solo assieme a degli investitori privati. Questi ultimi dovranno apportare almeno il 50% dell’investimento totale.

    Secondo i gestori del Fondo, si avrà un bacino potenziale di circa 300 imprese, alcune delle quali sono considerate un’eccellenza anche dal punto di vista della struttura finanziaria. Grazie a questo Fondo si vogliono aumentare investimenti di questo tipo, che per il momento sono molto più concentrati nelle regioni del nord Italia.

    Insomma, le possibilità offerte dalla Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti sono molte e ben distribuite per finalità, tipologia ed obiettivi. Dai liberi professionisti alle grande imprese, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tipologie di progetti.

     

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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