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Tag: Garanzia del credito

  • Fondo di Garanzia: Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Le Nuove Regole del Fondo di Garanzia 2025: CosaCambia per PMI e Mid-Cap

    Nel 2025, il Fondo di Garanzia per le PMI ha introdotto significative novità per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, commi 450-454).

    Principali novità

    • Riduzione della copertura per operazioni di liquidità: La garanzia per i finanziamenti destinati a esigenze di liquidità è stata uniformata al 50%, indipendentemente dal rating dell’impresa. Questa modifica si applica alle richieste deliberate a partire dal 1° gennaio 2025, nonché a quelle presentate prima di tale data ma non ancora deliberate.
    • Mantenimento della copertura per investimenti e start-up: Rimane invariata la garanzia all’80% per i finanziamenti finalizzati a programmi di investimento e per le start-up innovative, riconoscendo l’importanza di sostenere la crescita e l’innovazione nel tessuto imprenditoriale italiano.
    • Aumento dell’importo massimo per operazioni di importo ridotto: Per le richieste presentate da soggetti garanti autorizzati a certificare il merito di credito, l’importo massimo garantito è stato innalzato da 80.000 a 100.000 euro, ampliando le possibilità di accesso al credito per le piccole imprese.
    • Estensione della garanzia alle imprese mid-cap: Il Fondo di Garanzia è stato esteso alle imprese con un numero di dipendenti fino a 499, considerando eventuali relazioni di associazione o collegamento con altre imprese. Tuttavia, questa misura è subordinata all’autorizzazione preliminare della Commissione Europea.
    • Introduzione di un premio aggiuntivo per i soggetti finanziatori: I soggetti finanziatori sono tenuti a versare al Fondo di Garanzia, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di rilascio delle garanzie, un premio aggiuntivo rispetto a quello dovuto per la singola operazione. I criteri e le modalità di attuazione di questo premio saranno definiti da un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

    Queste modifiche mirano a rendere il Fondo di Garanzia uno strumento più efficiente e mirato, in grado di supportare le diverse esigenze finanziarie delle imprese italiane, favorendo investimenti e crescita sostenibile.

    Fondo Centrale di Garanzia per PMI: cos’è?

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI è uno strumento istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a), ed è operativo dal 2000.

    Il suo scopo principale è quello di favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle piccole e medie imprese e liberi professionisti, tramite la concessione (post richiesta della garanzia del fondo) di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali fornite dalle imprese.

    La garanzia costituisce per le banche una mitigazione del rischio di credito. Per questo, risulta molto utile per le imprese utilizzarla per migliorare le variabili di accesso al credito (condizioni contrattuali relative al rapporto di finanziamento: prezzo del credito, durata, importo etc.).

    Con il Fondo Centrale di Garanzia, l’Unione Europea e lo Stato Italiano affiancano le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, perché non dispongono di sufficienti garanzie.

    La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce le costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

    Nel corso degli anni, sono state modificate le modalità operative del Fondo di garanzia semplificando le procedure, aumentando le coperture e ampliando la platea dei beneficiari, in seguito alla riforma del fondo di garanzia.

    In particolare, dal 1° gennaio 2024 e per i successivi 12 mesi, sono in vigore le nuove regole previste dal DL Anticipi (DL 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023), alle quali facciamo riferimento in questo articolo.

    Chi può accedere alla garanzia del Fondo?

    Possono essere garantite dal Fondo Centrale di Garanzia per PMI le imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI), iscritte al Registro delle Imprese, i liberi professionisti titolari di P. Iva, ma anche le imprese femminili e le Startup (intese sia come startup innovative sia come “non innovative”).

    La nuova normativa include inoltre anche le small MidCap, ovvero imprese con un numero di addetti compreso tra le 250 e le 499 unità, e gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Gli enti non iscritti al RUNTS avranno comunque la possibilità di accedere a una sezione speciale del Fondo, che deve però ancora essere istituita.

    È importante sapere che, per essere ammessi alla Garanzia del Fondo, è necessario effettuare una valutazione del rischio creditizio applicando un modello che tiene conto sia dei dati economico-finanziari, sia dei dati della Centrale Rischi. La valutazione comporta l’inserimento del richiedente in apposite fasce di rischio: chi rientra in fascia 5 non sarà ammissibile, ma alcune tipologie di imprese sono esentate dall’applicazione di questo modello di valutazione.

    Quali tipologie di operazioni garantisce?

    L’intervento è concesso su tutti i tipi di operazioni finalizzate all’attività di impresa, sia a breve sia a medio-lungo termine, con diverse coperture stabilite dalle disposizioni operative del Fondo e dall’attuale disciplina prevista per il 2024 dal Decreto Anticipi e che tengono conto della finalità del finanziamento, della tipologia di richiedente e della fascia di rating.

    Quali sono le percentuali di copertura?

    Attualmente, per tutto il 2024, per le garanzie dirette in favore delle PMI sono previste le seguenti percentuali di copertura per le operazioni finanziarie che rispettano i criteri di valutazione del merito:

    • 80% per tutte le operazioni di finanziamento con finalità di investimento e, nel caso di PMI attive da meno di 3 anni, per tutte le operazioni finanziarie che richiedono una domanda al fondo. Questa percentuale si applica anche nel caso di operazioni di importo ridotto, di microcredito, per richieste inerenti l’agevolazione Nuova Sabatini, per gli enti del Terzo Settore e per gli incubatori certificati
    • 60% per le aziende PMI che rientrano nelle fasce 3 e 4 del modello di valutazione e che intendono effettuare operazioni di liquidità
    • 55% per le aziende PMI che ricadono nelle fasce 1 e 2 del modello di valutazione, per operazioni di liquidità
    • 50% per operazioni di capitale di rischio

    Per le MidCap invece, la Garanzia è esclusa per operazioni finanziarie inerenti investimenti nel capitale di rischio, mentre per le altre operazioni le percentuali di copertura sono:

    • 40% per operazioni di investimento (per tutte le operazioni se si tratta di startup, startup innovative o incubatori certificati)
    • 30% per operazioni di liquidità, secondo il modello di valutazione del fondo.

    Qual è l’importo del finanziamento che posso chiedere?

    L’importo massimo garantito per singola impresa è pari a 5 milioni di euro. Tale importo deve essere considerato come importo complessivo, risultante anche da diverse operazioni finanziarie. È necessario precisare però che per le richieste di garanzia di imprese con importi garantiti eccedenti i 2,5 milioni che presentano richiesta a valere sui Regolamenti de minimis e di esenzione, l’istruttoria verrà attualmente sospesa in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea.

    Per gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS le operazioni finanziarie non possono eccedere l’importo di 60.000 euro ciascuna.

    I vantaggi del Fondo di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI può portare benefici per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione finanziaria. Ovviamente, porta dei vantaggi alle imprese che, avendo lo Stato che fa da garante, riescono ad ottenere più facilmente il finanziamento.

    Allo stesso tempo, beneficiano dell’operazione anche le banche che concederanno credito senza sopportare il rischio d’insolvenza: nel peggiore dei casi, la banca potrà rivalersi sul Fondo o nei confronti dello Stato.

    Qual è il costo della Garanzia del Fondo?

    Per le microimprese l’accesso è gratuito, mentre è prevista una commissione una tantum nelle seguenti misure di agevolazione:

    • 0,5% dell’importo garantito per le piccole imprese
    • 1% dell’importo garantito per le medie imprese
    • 1,25% dell’importo garantito per le small MidCap

    Chi è esonerato dall’applicazione del modello di valutazione?

    L’applicazione del modello di scoring è prevista solo nel caso in cui i soggetti beneficiari siano in possesso di due bilanci depositati o dichiarazioni fiscali presentate, per facilitare la modulistica.

    Sono inoltre esentati anche gli enti del Terzo Settore che risultino iscritti al RUNTS e al REA presso il Registro delle Imprese.

    Come si può presentare la domanda?

    L’impresa, o il libero professionista, non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo Centrale di Garanzia per PMI.

    Deve rivolgersi ad una banca convenzionata per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

    Se vuoi sapere di più su quest’agevolazione, leggi i nostri approfondimenti su:

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare al Fondo di Garanzia?

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  • Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    La finalità della misura promossa da Lombardia Fesr è quella di incentivare lo sviluppo delle PMI e delle Midcap, offrendo sostegno finanziario alle proposte progettuali finalizzate alla crescita, alla flessibilità e all’organizzazione aziendale.

    In particolare, si promuove il potenziamento della resilienza dell’azienda a eventuali difficoltà interne ed esterne, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

    Il bando fa parte degli investimenti regionali della Lombardia, utilizzando le risorse del LOMBARDIA Fesr 2021-2027. In questo modo, le imprese hanno l’opportunità di investire nella propria espansione e competitività sul mercato.

    Le risorse stanziate per questo bando corrispondono a € 115.000.000 divise in due distinti plafond: € 69.000.000 sul Fondo di Garanzia e € 46.000.000 per la quota a fondo perduto.

    Chi sono i beneficiari?

    L’agevolazione Lombardia Fesr è riservata alle PMI e alle MidCap che risultano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, e che hanno depositato almeno 2 bilanci al momento della richiesta.

    Inoltre, per poter usufruire dell’intervento, l’azienda deve avere una sede operativa in Lombardia e rientrare nella classificazione da 1 a 10 secondo la metodologia di Credit Scoring su dati storici del Modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.

    Sono escluse dall’agevolazione prevista da Lombardia Fesr le imprese che operano nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia ai sensi della L.r. 31/2008 art. 13 bis, le imprese di magazzinaggio e trasporto, le attività finanziarie e assicurative, le grandi strutture di vendita e le imprese che operano nella fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Se, quindi, la tua impresa non fa parte dei settori esclusi, continua a leggere per scoprire cosa finanzia!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Lombardia Fesr prevede spese ammissibili, escluse le imposte sul valore aggiunto, che comprendono i seguenti tipi di costi che devono essere funzionali e connessi al progetto di investimento:

    • l’acquisto e l’installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature, hardware e mobili necessari per raggiungere gli obiettivi del progetto;
    • l’acquisto di software, licenze d’uso software e costi per servizi software cloud e saas simili per non oltre 12 mesi di servizio;
    • l’acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    • lavori edili, bonifiche e impiantistica strettamente connesse e funzionali all’installazione dei beni di cui alla voce a), limitatamente al 20% di tali spese.

     

    Gli interventi devono essere effettuati esclusivamente nella sede operativa del soggetto richiedente situata in Lombardia. Nel caso in cui ci siano più sedi operative in Lombardia, il richiedente dovrà selezionarne una sola e indicarla nella domanda. Per le MidCap che scelgono il regime di aiuto ex art. 14 del Regolamento GBER, l’intervento può consistere in un investimento in beni materiali e immateriali per un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento. L’investimento e le relative spese devono essere rendicontate entro 15 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto di concessione dell’agevolazione.

    Non saranno ammessi progetti di smantellamento o costruzione di centrali nucleari, investimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti derivati, investimenti in infrastrutture aeroportuali e in attività di smaltimento dei rifiuti in discariche, ad eccezione della dismissione, riconversione o messa in sicurezza delle discariche esistenti.

    Gli investimenti destinati ad aumentare la capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui sono esclusi, tranne gli investimenti in tecnologie per il recupero di materiali ai fini dell’economia circolare. 

    A quanto ammonta l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal bando Lombardia Fesr consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale sull’investimento e unagaranzia regionale gratuita su un finanziamento a medio-lungo termine erogato dai Soggetti Finanziatori per ottenere le risorse finanziarie necessarie per l’investimento.

    Il contributo massimo concesso previsto da Lombardia Fesr rivolto alle imprese dipende dall’area di riferimento e dal tipo di impresa.

    • Per le PMI, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili per le domande presentate a valere sull’Area 1 tramite il Regolamento de minimis o l’art. 17 del Regolamento GBER.
    • Per le MidCap, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili nel limite del plafond de minimis dell’impresa.

     

    Per le domande presentate a valere sull’Area 2, il contributo massimo varia dal 10% al 30% delle spese ammissibili in base alla zona individuata.

    Il finanziamento massimo concesso è di €2.850.000 e la durata varia da un minimo di 6 semestri a un massimo di 12 semestri, incluso l’eventuale preammortamento. Il tasso di interesse nominale annuo finale è determinato in seguito ad apposita istruttoria economico-finanziaria in funzione del livello di rischio assegnato al Soggetto richiedente dal Soggetto finanziatore.

    La Garanzia è rilasciata da Regione Lombardia a favore dei Soggetti finanziatori e nell’interesse dei Soggetti beneficiari. L’importo minimo dell’investimento è di €100.000 e l’importo massimo agevolabile (finanziamento assistito da garanzia e contributo) è pari ad €3 milioni. I massimali sono tali anche nel caso in cui venga presentato un investimento di valore superiore. La Garanzia è prestata a titolo gratuito e si intende diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile a prima richiesta.

    Quando e dove è possibile presentare la domanda?

    Le domande per il bando Lombardia Fesr dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura Bandi Online e dovranno essere corredate dalla delibera di finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore scelto. La domanda di partecipazione al bando, corredata dalla delibera di Finanziamento di un Soggetto finanziatore, può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it a partire dalle ore 10:30 del 13 giugno 2023.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

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  • Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Attenzione: AL VIA Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali ha chiuso lo sportello in data 30 Giugno 2021.

    Oltre 486 milioni di euro a sostegno degli investimenti produttivi aziendali delle imprese lombarde con il bando Al Via.

    Con il bando Al Via la Regione Lombardia agevola gli investimenti dedicati allo sviluppo aziendale, ma anche a programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo delle PMI lombarde. 

    Un buona notizia è che la dotazione finanziaria del bando Al Via è stata più volte aumentata dai 75 milioni iniziali, fino ad arrivare alla somma di 486.5 milioni di euro ripartiti tra finanziamenti agevolati, garanzie del credito e contributi a fondo perduto.

    A chi è rivolto il bando Al Via?

    Il bando Al Via è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) costituite da almeno 24 mesi e caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • C – Attività manifatturiere;
    • F – Costruzioni;
    • H – Trasporto e magazzinaggio;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle 

    Inoltre, indipendentemente dal codice ATECO  possono presentare la domanda per il bando Al Via anche le PMI iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche della Regione Lombardia.

    Esclusioni

    Il bando Al Via esclude diverse attività quali, ad esempio,

    • Industria del tabacco;
    • Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;
    • Attività editoriali;
    • Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore;

    Sono escluse anche le altre attività che riguardano le sezioni J, M e N della tabella Ateco. Per questa ragione, per visionare un elenco esaustivo dei codici Ateco esclusi si rimanda all’Allegato 2 del bando.

    Le linee di intervento

    Il bando Al Via prevede due diverse linee con caratteristiche differenti in termini di interventi finanziabili:

    1. Linea Sviluppo Aziendale: finanzia investimenti per l’ammodernamento e l’ampliamento produttivo;
    2. Linea Rilancio Aree Produttive: finanzia investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo collegati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive.

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    Bando al via agevolazioni per gli investimenti aziendali

    Qualeagevolazione prevede il bando?

    Le agevolazioni previste dal bando Al Via comprendono in ogni caso un finanziamento assistito da  del credito e da un  In base alla linea scelta possono essere presentati differenti tipologie di progetto, ed è possibile coprire differenti tipologie di spese.

    La linea Sviluppo Aziendale, prevede Progetti standard Progetti incentivati nei casi in cui i progetti stessi abbiano determinate caratteristiche. Mentre la linea Rilancio Aree produttive non prevede Progetti incentivati.

    Per entrambe le linee, l’agevolazione sarà concessa in alternativa, a scelta del beneficiario, nel rispetto del Regolamento de minimis oppure nel rispetto del Regolamento di esenzione.

    Gli incentivi economici previsti saranno:

    • Finanziamento agevolato, tra un minimo di 50 mila e un massimo di 2,85 milioni di euro;
    • Garanzia prestata a titolo gratuito, nel limite del 70% del Finanziamento;
    • Contributo in conto capitale, in misura variabile tra il 5% e il 15% in base alle caratteristiche del progetto presentato e al Regolamento scelto.

    Focus sulla linea Sviluppo Aziendale

    Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche fondamentali della linea “Sviluppo aziendale” del bando Al Via.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000 e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 3.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    I Progetti dovranno essere realizzati in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Regionale (S3) della Regione Lombardia, ovvero rientrare in una delle seguenti aree:

    • aerospazio;
    • agroalimentare;
    • eco-industria;
    • industrie creative e culturali;
    • industria della salute;
    • manifatturiero avanzato;
    • mobilità sostenibile.

     

    Le spese ammissibili dalla linea Sviluppo Aziendale sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & hardware)
    3. acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica.

     

    Le agevolazione previste per questa linea sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da una garanzia e da un contributo in conto capitale.

     

    Focus sulla linea Rilancio Aree Produttive

    Vediamo, ora, quali sono le caratteristiche peculiari della linea “Rilancio aree produttive” del bando “Al Via“.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000, e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 6.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    Nel caso di progetti presentati a valere su questa linea, l’impresa richiedente dovrà allegare una dichiarazione del Comune su cui è programmato l’investimento, che attesti l’inutilizzo, da almeno un’anno, dell’area o dell’immobile stesso, oppure una prova di appartenenza dell’area o dell’immobile agli elenchi delle aree dismesse della Regione Lombardia.

    Anche in questo caso, i progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Regionale (S3) e dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla concessione dell’agevolazione.

    Le spese ammissibili dalla linea “Rilancio aree produttive” sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica;
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & );
    3. acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica;
    5. acquisto di proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa;

    Per le prime tre spese in elenco, le agevolazioni sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da garanzia e da un contributo in conto capitale , mentre per le ultima due spese (4 e 5) l’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente on-line, sul portale Siage, a partire dal 05 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2020.

    Di seguito ti proponiamo due video esplicativi della Regione Lombardia, su come presentare la domanda di ammissione per le due linee. Se vuoi farti aiutare per presentare la domanda e non commettere errori, contattaci… saremo lieti di aiutarti!

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  • Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 promosso da MiSE e Invitalia

    Grazie al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019, è possibile ottenere finanziamenti agevolati e garanzie per investimenti di efficientamento energetico su immobili, impianti e processi produttivi.

    Il Fondo, di natura rotativa, ha infatti la finalità di sostenere interventi che possano garantire il raggiungimento dei target nazionali di efficienza energetica, riuscendo a mobilitare, proprio grazie a tale strumento, maggiori risorse private in questo settore.

    A questo scopo, con i suoi 310 milioni di dotazione finanziaria al 2020, si prevede che il Fondo possa mobilitare un volume di investimenti di oltre 1.7 miliardi di euro, grazie al quale generare un utilizzo più razionale dell’energia e una riduzione delle emissioni climalteranti.

    Chi può partecipare al bando Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 e come funziona

    Possono accedere al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 quasi tutte le imprese (in forma singola o associata/aggregata), le ESCo (Energy Service Company) e anche le Pubbliche Amministrazioni. Per tutte le imprese, tra gli altri requisiti, è necessario che siano costituite da almeno 2 anni e iscritte al .

    Sono previste esclusioni solo per i settori della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria dei prodotti agricoli o della loro trasformazione e commercializzazione, e per alcuni casi specifici.

    Il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 permetterà una riduzione dei costi di accesso al credito ed è articolato in due sezioni.

    La prima, che comprende il 30% delle risorse annuali, è destinata alla concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, a coprire fino all’80% dei costi agevolabili, per importi da 150.000 a 2.500.000 euro; la seconda, invece, prevede l’erogazione di finanziamenti a un tasso agevolato dello 0.25%. E’ possibile richiedere sia la garanzia che il finanziamento.

    Per le imprese il finanziamento del Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019  può avere una durata massima di 10 anni e può arrivare a coprire fino al 70% dei costi agevolabili, per un importo compreso fra 250.000 euro e 4 milioni di euro. La richiesta di finanziamento può essere presentata presso tutti gli istituti bancari.

    E’ obbligatorio fornire con mezzi propri una copertura finanziaria minima del 15% dell’investimento. La buona notizia è che per le operazioni relative a questa “quota privata” è comunque possibile utilizzare il Fondo di Garanzia per le PMI (rispettando comunque i limiti di cumulabilità).

    Non solo fotovoltaico: cosa si può fare con il Fondo Nazionale Efficienza Energetica

    Le imprese con il Fondo Nazionale Efficienza energetica 2019 possono finanziare progetti di investimento che riguardino:

    • il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi;
    • la riqualificazione energetica degli edifici (ad es. fotovoltaico);
    • l’installazione o il potenziamento di impianti per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento.

    Per queste tipologie di progetto, le spese ammissibili sono quelle per:

    1.  consulenze (nella misura max del 10% delle spese ammissibili), con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici;
    2. impianti, macchinari e attrezzature quali le apparecchiature, gli impianti, nonché macchinari e attrezzature varie, solo se nuovi (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
    3. interventi sull’involucro edilizio comprensivi di opere murarie e assimilate, inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
    4. infrastrutture specifiche, comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto.

    Come presentare la domanda di partecipazione

    La domanda di presentazione per il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 va inviata direttamente online sulla piattaforma di Invitalia prima della data di inizio dei lavori, a partire dal 20 maggio 2019.

    Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla presentazione (salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti).

    Ottima opportunità, quindi, soprattutto considerando che queste agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre norme comunitarie, nazionali e regionali. Quali? Scoprilo con Trovabando!

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  • Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Attivo da 17 anni e con oltre 658 mila operazioni accolte al 31/03/2017, il Fondo Centrale di Garanzia PMI è la più nota e longeva agevolazione nazionale utilizzata in Italia negli ultimi anni.

    Dopo una lunga discussione, il Fondo di Garanzia PMI è stato oggetto di un processo di riforma che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

    Vediamo insieme quali sono le principali novità.

    La riforma del Fondo di Garanzia PMI

    Il cuore della riforma è l’introduzione di un sistema di rating che incasella le imprese all’interno di classi di rischio diversificate. Perciò si prevedono riflessi importanti sulla percentuale di garanzia concessa dal fondo stesso.

    L’obiettivo della riforma del Fondo è quella di consentire al maggior numero di imprese di fruire della garanzia pubblica, supportando maggiormente proprio le imprese con un livello di rischio superiore.

    Sono queste imprese, infatti, che incontrano maggiori difficoltà dal punto di vista bancario.

    Il nuovo modello di rating è utilizzato al momento, in via sperimentale, per le sole operazioni di garanzia sui finanziamenti Sabatini-ter.

    A partire dal 2018, il modello di valutazione verrà utilizzato per valutare tutte le richieste da parte di imprese con almeno due esercizi contabili chiusi.

    Le novità nel modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Se leggere le disposizioni operative non ti entusiasma, di seguito trovi una breve sintesi delle maggiori novità:

    1. Introduzione di classi di rischio: la garanzia pubblica viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa, con almeno due bilanci depositati, sarà attribuita una una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata.
    2. Il modello di valutazione utilizzato per determinare la probabilità di default e la relativa classe di valutazione è strutturato in due moduli, più un blocco informativo:
      • modulo economico – finanziario: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio patrimoniale, economico e finanziario.
      • Modulo andamentale: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio di credito. Infatti, approfondisce la dinamica dei rapporti intrattenuti con le istituzioni finanziarie a livello di sistema bancario. Nei dati presi in considerazione dal modulo andamentale rientrano i dati forniti dalla Centrale dei Rischi e dai vari Credit Bureau o SIC. Qualche esempio? Rate scadute, sconfinamenti e analisi del rapporto tra accordato e utilizzato.
      • Blocco informativo: valuta la presenza di atti ed eventi pregiudizievoli a carico dell’impresa e dei soci come, ad esempio, ipoteca giudiziale o pignoramento, ipoteca legale, etc.

    A differenza dell’attuale sistema basato su un modello di scoring economico-finanziario, con la riforma, la valutazione del merito di credito dell’impresa, e dunque della probabilità di default, diventa il risultato dell’analisi dei dati dei due moduli e del blocco informativo.

    In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default (PD) stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 classi di valutazione, che a loro volta sono raggruppate all’interno di una delle 5 macro fasce di valutazione.

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    Tutte le novità introdotte dal nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Quali sono le caratteristiche delle imprese che appartengono alle 5 fasce di valutazione?

    Prima fascia – Sicurezza: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino allo 0.12%, ovvero con un rischio di credito estremamente ridotto.

    Seconda fascia – Solvibilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino all’ 1.02% e riguarda le aziende con un rischio di credito contenuto.

    Terza fascia – Vulnerabilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino al 3.62% e riguarda le aziende con un rischio di credito accettabile.

    Quarta fascia – Pericolosità: raggruppa le imprese con elementi di fragilità ed una probabilità di inadempimento fino al 9,43%.

    Quinta fascia – Rischiosità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento superiore al 9.43% e con un rischio di credito estremamente elevato.

    La riforma, quindi, intende collegare la percentuale di copertura concessa dal Fondo di Garanzia PMI, non solo con la durata e la tipologia di operazione, ma soprattutto con la rischiosità dell’impresa. L’obiettivo finale è quello di sostenere con la garanzia pubblica le imprese giudicate più a rischio.

    Un intento lodevole, che mira ad ampliare la platea di imprese potenzialmente interessate a beneficiare della garanzia, e a sostenerle nel difficile percorso dell’accesso al credito bancario.

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  • G…come fondo di Garanzia: cos’è e come si accede

    G…come fondo di Garanzia: cos’è e come si accede

    Una panoramica sul Fondo di Garanzia

    Siamo arrivati alla lettera G…come Garanzia. Esatto, proprio quella del Fondo di Garanzia!

    Vediamo insieme di cosa si tratta…ma prima di tutto:

    Che cos’è una garanzia?

    Bisogna specificare che le garanzie, generalmente, sono una sorta di “assicurazione” che l’imprenditore o un terzo soggetto, pubblico o privato, fornisce alla banca riguardo l’operazione di finanziamento che intende richiedere.

    Il soggetto che fornisce la garanzia, perciò, si impegna in caso di necessità a rispondere alle obbligazioni dell’impresa.

    Cos’è il Fondo di Garanzia?

    Tanto per cominciare, è necessario precisare che esistono diverse tipologie di Fondo di Garanzia:

    e, ovviamente, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche detto Fondo di garanzia del Mediocredito Centrale (MCC, che poi sarebbe la Banca del Mezzogiorno), ossia quello di cui parleremo di seguito.

    Perciò, se sei capitato su questo articolo per avere informazioni sui fondi che ti abbiamo elencato sopra, puoi continuare cliccando quello che ti interessa.

    Se invece vuoi sapere cos’è il Fondo di Garanzia per le PMI, allora continua a leggere…

    cos'è il fondo di garanzia
    Cos’è il Fondo di Garanzia: tutto quello che devi sapere

    Si tratta di un’iniziativa dello Stato per sostenere le piccole e medie imprese italiane, agevolando il loro accesso al credito. Infatti, è uno strumento, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, che permette alle imprese di ottenere la concessione di finanziamenti da parte delle banche, potendo contare sullo Stato che fa da garante.

    Per questo facilita l’accesso al credito bancario, perchè lo Stato garantisce alla banca che il finanziamento verrà restituito.

    Come funziona il Fondo di garanzia per le PMI?

    Cosa significa che lo Stato si fa carico di garantire per l’impresa parte del finanziamento che è stato concesso dalla banca?

    Significa che, sulla quota di prestito garantita dallo Stato, la banca non potrà richiederti altre garanzie (reali o personali), mentre potrà richiedertele sulla quota non garantita.

    Per questo il fondo di Garanzia è una delle agevolazioni di maggior successo nel nostro Paese.

    Qualche dato sul Fondo di garanzia

    È stato istituito dalla Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) ed è operativo dal 2000.

    Solo nel 2016, il Fondo di Garanzia ha accolto ben 114.400 richieste di garanzia e, dal 2000 al 2016, sono state oltre 628 mila le operazioni approvate, con un tasso di crescita costante: segno della diffusione sempre più ampia di questo strumento.

    Moltissime, vero? E il trend è in continua crescita!

    Inoltre per alcune tipologie di imprese e per specifiche operazioni esistono anche delle priorità di accesso: una sorta di corsia preferenziale in termini di tempistiche e adempimenti.

    Vuoi qualche esempio?

    I titolari di un’impresa femminile, di una startup o PMI innovativa, o di un’impresa del mondo dell’editoria, che richiedono un finanziamento garantito dal Fondo, hanno delle priorità d’accesso.

    Oppure gli interessati ad operazioni di microcredito – fino a €25.000 e per imprese fino a 10 dipendenti – su plafond BEI (Banca Europea degli Investimenti) e quelle assistite con Controgaranzia COSME-EFSI.

    Come si accede?

    Per accedere al Fondo di Garanzia dovrai rivolgerti alla tua banca, e richiedere un finanziamento su cui sia acquisita la garanzia diretta del Fondo MCC (mediocredito centrale).

    Il Fondo Centrale di Garanzia garantisce fino ad un massimo dell’ 80% dell’importo finanziato, su tutti i tipi di operazioni, sia a breve termine (ad es. scoperti di conto), sia a medio-lungo termine (ad es. mutui).

    Quindi, può essere un ottimo strumento per sostenere le tue esigenze di liquidità o gli investimenti, come l’acquisto di macchinari, impianti o attrezzature.

    Ora…non ti resta che preparare il tuo business plan e contattare la tua banca!

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