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Tag: Fondo di Garanzia

  • Fondo di Garanzia: Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Le Nuove Regole del Fondo di Garanzia 2025: CosaCambia per PMI e Mid-Cap

    Nel 2025, il Fondo di Garanzia per le PMI ha introdotto significative novità per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, commi 450-454).

    Principali novità

    • Riduzione della copertura per operazioni di liquidità: La garanzia per i finanziamenti destinati a esigenze di liquidità è stata uniformata al 50%, indipendentemente dal rating dell’impresa. Questa modifica si applica alle richieste deliberate a partire dal 1° gennaio 2025, nonché a quelle presentate prima di tale data ma non ancora deliberate.
    • Mantenimento della copertura per investimenti e start-up: Rimane invariata la garanzia all’80% per i finanziamenti finalizzati a programmi di investimento e per le start-up innovative, riconoscendo l’importanza di sostenere la crescita e l’innovazione nel tessuto imprenditoriale italiano.
    • Aumento dell’importo massimo per operazioni di importo ridotto: Per le richieste presentate da soggetti garanti autorizzati a certificare il merito di credito, l’importo massimo garantito è stato innalzato da 80.000 a 100.000 euro, ampliando le possibilità di accesso al credito per le piccole imprese.
    • Estensione della garanzia alle imprese mid-cap: Il Fondo di Garanzia è stato esteso alle imprese con un numero di dipendenti fino a 499, considerando eventuali relazioni di associazione o collegamento con altre imprese. Tuttavia, questa misura è subordinata all’autorizzazione preliminare della Commissione Europea.
    • Introduzione di un premio aggiuntivo per i soggetti finanziatori: I soggetti finanziatori sono tenuti a versare al Fondo di Garanzia, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di rilascio delle garanzie, un premio aggiuntivo rispetto a quello dovuto per la singola operazione. I criteri e le modalità di attuazione di questo premio saranno definiti da un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

    Queste modifiche mirano a rendere il Fondo di Garanzia uno strumento più efficiente e mirato, in grado di supportare le diverse esigenze finanziarie delle imprese italiane, favorendo investimenti e crescita sostenibile.

    Fondo Centrale di Garanzia per PMI: cos’è?

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI è uno strumento istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a), ed è operativo dal 2000.

    Il suo scopo principale è quello di favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle piccole e medie imprese e liberi professionisti, tramite la concessione (post richiesta della garanzia del fondo) di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali fornite dalle imprese.

    La garanzia costituisce per le banche una mitigazione del rischio di credito. Per questo, risulta molto utile per le imprese utilizzarla per migliorare le variabili di accesso al credito (condizioni contrattuali relative al rapporto di finanziamento: prezzo del credito, durata, importo etc.).

    Con il Fondo Centrale di Garanzia, l’Unione Europea e lo Stato Italiano affiancano le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, perché non dispongono di sufficienti garanzie.

    La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce le costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

    Nel corso degli anni, sono state modificate le modalità operative del Fondo di garanzia semplificando le procedure, aumentando le coperture e ampliando la platea dei beneficiari, in seguito alla riforma del fondo di garanzia.

    In particolare, dal 1° gennaio 2024 e per i successivi 12 mesi, sono in vigore le nuove regole previste dal DL Anticipi (DL 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023), alle quali facciamo riferimento in questo articolo.

    Chi può accedere alla garanzia del Fondo?

    Possono essere garantite dal Fondo Centrale di Garanzia per PMI le imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI), iscritte al Registro delle Imprese, i liberi professionisti titolari di P. Iva, ma anche le imprese femminili e le Startup (intese sia come startup innovative sia come “non innovative”).

    La nuova normativa include inoltre anche le small MidCap, ovvero imprese con un numero di addetti compreso tra le 250 e le 499 unità, e gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Gli enti non iscritti al RUNTS avranno comunque la possibilità di accedere a una sezione speciale del Fondo, che deve però ancora essere istituita.

    È importante sapere che, per essere ammessi alla Garanzia del Fondo, è necessario effettuare una valutazione del rischio creditizio applicando un modello che tiene conto sia dei dati economico-finanziari, sia dei dati della Centrale Rischi. La valutazione comporta l’inserimento del richiedente in apposite fasce di rischio: chi rientra in fascia 5 non sarà ammissibile, ma alcune tipologie di imprese sono esentate dall’applicazione di questo modello di valutazione.

    Quali tipologie di operazioni garantisce?

    L’intervento è concesso su tutti i tipi di operazioni finalizzate all’attività di impresa, sia a breve sia a medio-lungo termine, con diverse coperture stabilite dalle disposizioni operative del Fondo e dall’attuale disciplina prevista per il 2024 dal Decreto Anticipi e che tengono conto della finalità del finanziamento, della tipologia di richiedente e della fascia di rating.

    Quali sono le percentuali di copertura?

    Attualmente, per tutto il 2024, per le garanzie dirette in favore delle PMI sono previste le seguenti percentuali di copertura per le operazioni finanziarie che rispettano i criteri di valutazione del merito:

    • 80% per tutte le operazioni di finanziamento con finalità di investimento e, nel caso di PMI attive da meno di 3 anni, per tutte le operazioni finanziarie che richiedono una domanda al fondo. Questa percentuale si applica anche nel caso di operazioni di importo ridotto, di microcredito, per richieste inerenti l’agevolazione Nuova Sabatini, per gli enti del Terzo Settore e per gli incubatori certificati
    • 60% per le aziende PMI che rientrano nelle fasce 3 e 4 del modello di valutazione e che intendono effettuare operazioni di liquidità
    • 55% per le aziende PMI che ricadono nelle fasce 1 e 2 del modello di valutazione, per operazioni di liquidità
    • 50% per operazioni di capitale di rischio

    Per le MidCap invece, la Garanzia è esclusa per operazioni finanziarie inerenti investimenti nel capitale di rischio, mentre per le altre operazioni le percentuali di copertura sono:

    • 40% per operazioni di investimento (per tutte le operazioni se si tratta di startup, startup innovative o incubatori certificati)
    • 30% per operazioni di liquidità, secondo il modello di valutazione del fondo.

    Qual è l’importo del finanziamento che posso chiedere?

    L’importo massimo garantito per singola impresa è pari a 5 milioni di euro. Tale importo deve essere considerato come importo complessivo, risultante anche da diverse operazioni finanziarie. È necessario precisare però che per le richieste di garanzia di imprese con importi garantiti eccedenti i 2,5 milioni che presentano richiesta a valere sui Regolamenti de minimis e di esenzione, l’istruttoria verrà attualmente sospesa in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea.

    Per gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS le operazioni finanziarie non possono eccedere l’importo di 60.000 euro ciascuna.

    I vantaggi del Fondo di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI può portare benefici per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione finanziaria. Ovviamente, porta dei vantaggi alle imprese che, avendo lo Stato che fa da garante, riescono ad ottenere più facilmente il finanziamento.

    Allo stesso tempo, beneficiano dell’operazione anche le banche che concederanno credito senza sopportare il rischio d’insolvenza: nel peggiore dei casi, la banca potrà rivalersi sul Fondo o nei confronti dello Stato.

    Qual è il costo della Garanzia del Fondo?

    Per le microimprese l’accesso è gratuito, mentre è prevista una commissione una tantum nelle seguenti misure di agevolazione:

    • 0,5% dell’importo garantito per le piccole imprese
    • 1% dell’importo garantito per le medie imprese
    • 1,25% dell’importo garantito per le small MidCap

    Chi è esonerato dall’applicazione del modello di valutazione?

    L’applicazione del modello di scoring è prevista solo nel caso in cui i soggetti beneficiari siano in possesso di due bilanci depositati o dichiarazioni fiscali presentate, per facilitare la modulistica.

    Sono inoltre esentati anche gli enti del Terzo Settore che risultino iscritti al RUNTS e al REA presso il Registro delle Imprese.

    Come si può presentare la domanda?

    L’impresa, o il libero professionista, non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo Centrale di Garanzia per PMI.

    Deve rivolgersi ad una banca convenzionata per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

    Se vuoi sapere di più su quest’agevolazione, leggi i nostri approfondimenti su:

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare al Fondo di Garanzia?

    Clicca sul pulsante qui in basso, compila il form, e ti diremo se hai tutte le caratteristiche per poter accedere!

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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

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  • Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Tutto quello che devi sapere per non commettere errori

    Che cos’è il Fondo di Garanzia

    Il Fondo di Garanzia per Start up è una delle agevolazioni, oserei dire, storiche presenti nel nostro paese. Attiva dal 2000 ha aiutato moltissime imprese e liberi professionisti ad accedere al credito e a farsi finanziare dal mondo bancario in maniera più semplice, economica e veloce.

    A partire dal 2013 il Fondo di Garanzia ha previsto una serie di vantaggi concreti nel caso di richieste di accesso provenienti da Startup Innovative. A questo proposito, vediamo insieme alcune statistiche relative al Fondo di Garanzia e le startup innovative.

    Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, nel solo 2018 le operazioni relative al Fondo di Garanzia che hanno coinvolto Startup innovative sono state pari a 13.304, ovvero il 10,3% del totale delle operazioni accettate dal fondo con un aumento dell’ 1.6% rispetto al 2017.

    L’importo medio ricevuto come finanziamento da ogni startup è stato pari a circa € 73.662. 

    Se sei curioso e vuoi saperne di più sui numeri e le statistiche relative al Fondo di Garanzia ti suggerisco di dare una occhiata alla sezione “Numeri del Fondo” presente sul portale del Fondo di Garanzia.

    Ti ricordo una cosa fondamentale, anche se ovvia: per poter richiedere la garanzia del fondo dovrai effettivamente essere una startup innovativa, ovvero una PMI obbligatoriamente iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, come previsto dall’articolo 25, comma 8 del decreto legge n.179/2012.

    Essere una “semplice” startup, ovvero una nuova impresa non ti garantisce i vantaggi previsti per le startup innovative.

    Di seguito ti fornirò 5 buoni motivi per richiedere la  tramite il Fondo per la tua Startup Innovativa.

    Fondo di Garanzia per Start up – perchè conviene accedere?

    Ecco qui 5 buoni motivi per cui il Fondo di Garanzia per Start up può fare al caso tuo:

    1. La garanzia sui  bancari alle startup è concessa a titolo gratuito, quindi non dovrai pagare nessuna commissione di accesso alla banca per la tua richiesta.
    2. Alle domande riferite a questa tipologia di  è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione: quindi la risposta positiva o negativa da parte del Medio Credito Centrale arriverà prima per te che sei un Startup Innovativa.
    3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia, nel caso di controgaranzia.
    4. Un importo massimo garantibile dal Fondo maggiore, per singola start-up innovativa, pari a 2.5 milioni di euro da utilizzare, eventualmente, attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito. Ti ricordo che non esiste un limite massimo di operazioni effettuabili.
    5. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

    Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo di approfondimento su come funziona il Fondo di Garanzia.

    I 5 errori da evitare se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e sei una Startup

    Nonostante tutto, ancora oggi sono molti gli errori che gli startupper commettono quando decidono di rivolgersi ad una banca, per chiedere l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    Scopriamo insieme quali sono gli errori più frequenti che quasi tutte le startup innovative commettono.

    1. Non essere una startup innovativa

    Sembra ovvio, ma non lo è. Per accedere alla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Startup Innovative…devi esserlo! Dunque, non basta essere una “normale” srl costituta da pochi mesi, ma serve “una marcia in più”, ossia l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

    Tu ce l’hai? Se non sei sicuro di poterti iscrivere dai una occhiata ai requisiti.

    2. Non avere capitale a sufficienza

    Una delle prime cose che una banca verifica quando chiedi di accedere al Fondo è la tua patrimonializzazione.

    Ovvero? In parole povere quanti soldi avete messo tu o i tuoi soci nell’impresa. Con una srls con 100 euro di capitale sociale e poco altro…non si va lontano, sorry!

    3. Sparare troppo in alto

    Se hai letto il punto precedente ti sarà più facile capire il concetto di leva finanziaria, tanto banale quanto implacabile.

    Se non credi in te stesso nessuno lo farà al posto tuo, che tradotto nel linguaggio “finanziario” significa: non puoi indebitarti senza avere il patrimonio sufficiente per “assicurare” il prestito.

    Dunque, se hai 10.000 euro di capitale sociale, chiedere 2 milioni e mezzo di euro non è una mossa intelligente.

    4. Non avere un business plan o non averne uno decente

    Togliti dalla testa la vecchia mentalità del “conosco il direttore”, perché servirà solo a farti fare brutta figura!

    Tutti i progetti per i quali si richiede l’intervento del Fondo di Garanzia hanno bisogno di un business plan per essere valutati.

    Mi riferisco ad un piano d’impresa dettagliato, di almeno 3 o 5 anni (in base al tipo di debito), che comprenda un’analisi di mercato, un approfondimento sulla concorrenza con un benchmark sui competitor, la strategia commerciale, distributiva, di comunicazione e marketing, la struttura operativa della attività, le competenze del team, la struttura organizzativa e la sua evoluzione, gli eventuali aspetti legali, le previsioni economiche, finanziarie e di cassa eventualmente mensilizzate, un executive summary, etc. etc…

    Viene da se che chiedere all’amico dell’amico, che era bravo in ragioneria, non è la scelta giusta! Armati di impegno, caffeina e di un buon consulente. Non te ne serve uno “qualunque”, ma uno che sia effettivamente esperto in business planning.

    5. Non avere idea di che cosa hai realmente bisogno

    Anche questa può sembrare una banalità, ma spesso non si hanno le idee chiare né sui numeri né sul tipo di debito per il quale si fa richiesta di finanziamento.

    Una regola aurea? I costi di gestione o il personale si finanziano a breve termine, come ad esempio con uno scoperto di conto, mentre i macchinari, gli immobili, o la strumentazione che utilizzerai per più anni, si finanziano con mutui a medio lungo termine.

    Ti voglio lasciare con un piccolo consiglio extra che è semplice e complicato allo stesso tempo. Prima di fare qualsiasi cosa, fermati e documentati, informati e leggi la normativa che trovi sul sito del Fondo di Garanzia e, se hai difficoltà, fatti dare una mano da qualcuno che ne sa più di te.

    Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

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  • Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Le principali novità per imprese e professionisti

    Dopo l’approvazione del decreto fiscale del 13 Ottobre 2017, è arrivata, il 16 Ottobre scorso, anche l’approvazione del ddl della Legge di bilancio 2018. Sono previste diverse novità in termini di agevolazioni per piccole e medie imprese, e professionisti per l’anno prossimo.

    Vuoi conoscere le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

    Ma cos’è la Legge di Stabilità?

    La legge di stabilità sostituisce la vecchia e ben nota ”legge finanziaria” ed è, secondo la definizione del Ministero dello Finanze, “lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica“.

    Vediamo quali sono le 10 principali novità della Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti

    La legge di Stabilità 2018 prevede numerose novità, alcune conferme ed una serie di ottime notizie in termini di agevolazioni che potranno essere richieste da PMI, Startup e liberi professionisti.

    Le opportunità sono molte, sia per chi vuole avviare una nuova attività sia per chi vuole far crescere la sua impresa. Vediamole insieme una per una!

    legge-di-stabilita-2018-agevolazioni-per-imprese-e-professionisti
    Scopri le 10 agevolazioni principali per imprese e professionisti previste dalla Legge di Stabilità 2018

    1. Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

    Un incentivo che prevede la riduzione dei contributi del 50%, per la durata massima di 36 mesi, a favore delle imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori fino a 35 anni di età.

    I datori di lavoro che possono usufruire di questo incentivo previsto dalla Legge di Stabilità 2018 sono:

    • imprenditori – compresi gli enti pubblici economici, i consorzi e gli enti morali ed ecclesiastici;
    • i datori di lavoro agricoli;
    • “non imprenditori” – come gli studi professionali, le associazioni culturali, e di volontariato.

    Per poter usufruire dell’agevolazione prevista, è necessario che si tratti di un’assunzione avvenuta successivamente al 1° gennaio 2018. Inoltre, i lavoratori non devono essere mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato, ad esclusione dei contratti di apprendistato svolti presso altre società e non proseguiti.

    2. Bonus pubblicità – Credito d’imposta per investimenti pubblicitari

    Uno sgravio fiscale dal 75% al 90% per gli investimenti in pubblicità, realizzati su radio analogiche e online, tv e giornali quotidiani e periodici (anche online).

    Quest’agevolazione fiscale è utilizzabile dalle piccole, medie e grandi imprese, dai lavoratori autonomi, e dagli enti non commerciali.

    Per l’esattezza, questa agevolazione è un “credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali”. Significa che per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione, nell’anno precedente.

    Per approfondimenti, visita il sito dell’Agenzia delle Entrate.

    3. Incremento delle risorse previste per il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Lo strumento di garanzia del credito, gestito da Medio Credito Centrale, beneficerà di un incremento della dotazione finanziaria disponibile di 200 Milioni di Euro nel solo 2018.

    4. Sostegno per le grandi imprese in crisi

    Istituzione di uno stanziamento ad hoc, all’interno delle risorse previste dal Fondo per la crescita sostenibile, per le Grandi Imprese con difficoltà finanziarie.

    I finanziamenti che verranno erogati saranno destinati ad aziende di grandi dimensioni, con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto ai fini della continuazione delle attività produttive e del mantenimento dei livelli occupazionali.

    5. Super ammortamento e Iper ammortamento

    Proroga per il 2018 delle deduzioni extra contabili previste per l’acquisto di beni strumentali.

    Il Super ammortamento prevede un incentivo fiscale utilizzabile per l’acquisto di beni strumentali nuovi. In particolare, il super ammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 130% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni che riguardano l’Industria 4.0, ossia quelli funzionali alla digitalizzazione delle imprese, si può usufruire invece dell’Iper ammortamento. Si tratta sempre di un incentivo fiscale, che prevede la supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie, che abilitano la trasformazione dell’impresa in chiave digitale.

    Per tutti e due gli incentivi, i beni in questione si possono acquistare o utilizzare in leasing.

    6. Proroga della Nuova Sabatini – beni strumentali

    Il contributo in conto interessi gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e pensato per favorire gli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali è stato prorogato dalla Legge di Stabilità 2018.

    Possono partecipare le MPMI di tutto il territorio nazionale, comprendendo quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    I settori esclusi sono l’industria carboniera, le attività finanziarie e assicurative, le attività connesse all’esportazione, e la fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.

    7. Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

    Uno sgravio fiscale concesso fino ad un massimo del 45% a favore delle imprese che acquistano beni strumentali, da destinare a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno, ovvero: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

    Si tratta di tutti quegli investimenti che l’azienda effettua per il suo funzionamento. Fanno parte di questo gruppo, le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, arredi, strumentazione, attrezzature informatiche e licenze software.

    In questo caso sono escluse dall’agevolazione le imprese che appartengono alla sezione A dei Codici Ateco, ossia quelle che si occupano di agricoltura, silvicoltura, e pesca.

    8. Bonus assunzioni sud

    Una riduzione totale dei contributi del 100% per il primo anno, e del 50% per il secondo e terzo anno, per le assunzioni di lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

    I datori di lavoro che assumono, a tempo determinato o indeterminato, giovani o disoccupati durante il corso del 2018, potranno ricevere un incentivo all’occupazione che può arrivare fino a 8.060 euro per il primo anno di assunzione, nel caso di contratto a tempo indeterminato.

    L’agevolazione è gestita da Anpal, e sarà utilizzabile per chi assume o stabilizza a tempo pieno e indeterminato, i seguenti tipi di lavoratori:

    • con età al momento dell’assunzione tra i 16 e i 34 anni;
    • con oltre 35 anni di età, ma privi di impegno regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

    Il bonus non spetterà nei rapporti di lavoro domestico, nei contratti a chiamata e nel lavoro occasionale.

    9. Fondo sviluppo e coesione

    La legge di Stabilità 2018 prevede un incremento delle risorse destinate alle aree sottoutilizzate.

    E’ uno degli strumenti finanziari principali, assieme ai Fondi Strutturali Europei, atrraverso cui si intendono attuare le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Per il 2018 ha una dotazione finanziaria di 4,879 miliardi di euro, prevista in crescita per il periodo 2019-2020.

    10. Istituzione del Fondo imprese Sud – Italia Venture II

    Un fondo da € 150 Milioni volto alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Questa è la dotazione finanziaria iniziale di Italia Venture II, il nuovo strumento di Private Equity gestito da Invitalia Ventures. Il Fondo è finanziato tramite risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, descritto al punto precedente, ma sarà utilizzabile solo assieme a degli investitori privati. Questi ultimi dovranno apportare almeno il 50% dell’investimento totale.

    Secondo i gestori del Fondo, si avrà un bacino potenziale di circa 300 imprese, alcune delle quali sono considerate un’eccellenza anche dal punto di vista della struttura finanziaria. Grazie a questo Fondo si vogliono aumentare investimenti di questo tipo, che per il momento sono molto più concentrati nelle regioni del nord Italia.

    Insomma, le possibilità offerte dalla Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti sono molte e ben distribuite per finalità, tipologia ed obiettivi. Dai liberi professionisti alle grande imprese, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tipologie di progetti.

     

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  • Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Attivo da 17 anni e con oltre 658 mila operazioni accolte al 31/03/2017, il Fondo Centrale di Garanzia PMI è la più nota e longeva agevolazione nazionale utilizzata in Italia negli ultimi anni.

    Dopo una lunga discussione, il Fondo di Garanzia PMI è stato oggetto di un processo di riforma che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

    Vediamo insieme quali sono le principali novità.

    La riforma del Fondo di Garanzia PMI

    Il cuore della riforma è l’introduzione di un sistema di rating che incasella le imprese all’interno di classi di rischio diversificate. Perciò si prevedono riflessi importanti sulla percentuale di garanzia concessa dal fondo stesso.

    L’obiettivo della riforma del Fondo è quella di consentire al maggior numero di imprese di fruire della garanzia pubblica, supportando maggiormente proprio le imprese con un livello di rischio superiore.

    Sono queste imprese, infatti, che incontrano maggiori difficoltà dal punto di vista bancario.

    Il nuovo modello di rating è utilizzato al momento, in via sperimentale, per le sole operazioni di garanzia sui finanziamenti Sabatini-ter.

    A partire dal 2018, il modello di valutazione verrà utilizzato per valutare tutte le richieste da parte di imprese con almeno due esercizi contabili chiusi.

    Le novità nel modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Se leggere le disposizioni operative non ti entusiasma, di seguito trovi una breve sintesi delle maggiori novità:

    1. Introduzione di classi di rischio: la garanzia pubblica viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa, con almeno due bilanci depositati, sarà attribuita una una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata.
    2. Il modello di valutazione utilizzato per determinare la probabilità di default e la relativa classe di valutazione è strutturato in due moduli, più un blocco informativo:
      • modulo economico – finanziario: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio patrimoniale, economico e finanziario.
      • Modulo andamentale: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio di credito. Infatti, approfondisce la dinamica dei rapporti intrattenuti con le istituzioni finanziarie a livello di sistema bancario. Nei dati presi in considerazione dal modulo andamentale rientrano i dati forniti dalla Centrale dei Rischi e dai vari Credit Bureau o SIC. Qualche esempio? Rate scadute, sconfinamenti e analisi del rapporto tra accordato e utilizzato.
      • Blocco informativo: valuta la presenza di atti ed eventi pregiudizievoli a carico dell’impresa e dei soci come, ad esempio, ipoteca giudiziale o pignoramento, ipoteca legale, etc.

    A differenza dell’attuale sistema basato su un modello di scoring economico-finanziario, con la riforma, la valutazione del merito di credito dell’impresa, e dunque della probabilità di default, diventa il risultato dell’analisi dei dati dei due moduli e del blocco informativo.

    In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default (PD) stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 classi di valutazione, che a loro volta sono raggruppate all’interno di una delle 5 macro fasce di valutazione.

    fondo-di-garanzia-pmi-modello-di-rating
    Tutte le novità introdotte dal nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Quali sono le caratteristiche delle imprese che appartengono alle 5 fasce di valutazione?

    Prima fascia – Sicurezza: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino allo 0.12%, ovvero con un rischio di credito estremamente ridotto.

    Seconda fascia – Solvibilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino all’ 1.02% e riguarda le aziende con un rischio di credito contenuto.

    Terza fascia – Vulnerabilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino al 3.62% e riguarda le aziende con un rischio di credito accettabile.

    Quarta fascia – Pericolosità: raggruppa le imprese con elementi di fragilità ed una probabilità di inadempimento fino al 9,43%.

    Quinta fascia – Rischiosità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento superiore al 9.43% e con un rischio di credito estremamente elevato.

    La riforma, quindi, intende collegare la percentuale di copertura concessa dal Fondo di Garanzia PMI, non solo con la durata e la tipologia di operazione, ma soprattutto con la rischiosità dell’impresa. L’obiettivo finale è quello di sostenere con la garanzia pubblica le imprese giudicate più a rischio.

    Un intento lodevole, che mira ad ampliare la platea di imprese potenzialmente interessate a beneficiare della garanzia, e a sostenerle nel difficile percorso dell’accesso al credito bancario.

    Puoi restare aggiornato sul Fondo di Garanzia PMI isitando la nostra pagina dedicata.

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  • Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Hai sempre sentito parlare di incentivi Industria 4.0 ma non hai mai veramente compreso a quali agevolazioni ci si riferisce?

    La legge di Bilancio 2017 prevede, per il triennio 2017-2019, moltissime opportunità di sviluppo per le imprese italiane.

    In particolare, oggi ti parlerò delle agevolazioni previste dal pacchetto Industria 4.0 e dagli altri numerosi incentivi nazionali pensati per aiutare, tante piccole e medie imprese, ma anche liberi professionisti, a realizzare gli investimenti di cui hanno bisogno per crescere…

    Un gran numero di strumenti previsto dal pacchetto Industria 4.0: dai contributi in conto interessi agli sgravi fiscali, tutti pensati per permettere alle imprese, piccole e grandi, di crescere.

    Industria 4.0: che cos’è e cosa significa

    Se ne sente parlare praticamente ovunque, sui giornali, sui social, durante le presentazioni organizzate da associazioni di categoria e dalle associazioni professionali. Ma che cosa si intende con il termine “Industria 4.0”?

    Wikipedia definisce il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) come “una tendenza dell’automazione industriale, che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti”.

    Sempre secondo “Wikipedia”, Industria 4.0 si basa sul concetto di smart factory o Fabbrica Intelligente composta da:

    1. Smart production: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.
    2. Smart services: tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.)
    3. Smart energy: tutto questo sempre con un occhio attento ai consumi energetici, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia.

     

    La chiave di volta dell’Industry 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di industria 4.0.

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    Lo sapevi che all’interno della Legge di Bilancio 2017 sono incluse degli incentivi connessi proprio all’Industria 4.0?

    Industria 4.0 in Italia: le agevolazioni previste dal piano

    A livello globale, sono moltissimi i programmi e gli interventi declinati con strategie e formule differenti, ma tutti dedicati allo sviluppo e all’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet di “Industria 4.0”.

    Dal programma Manufacturing USA degli Stati Uniti, all’Industrie 4.0 tedesco, al programma Industrie du Future francese…

    In questo contesto l’Italia non è rimasta con le mani in mano. Con la legge di Bilancio 2017 è stato dato il via ad un piano basato su un intelligente mix di sgravi ed incentivi fiscali, contributi a fondo perduto, incentivi all’investimento in startup e pmi innovative ed altri strumenti dedicati allo sviluppo della competitività.

    In generale le agevolazioni previste dal pacchetto sono:

     

    A cui vanno aggiunti gli Incentivi per la Competitività

    Perché devi conoscere le agevolazioni previste dal piano italiano

    1. Se vuoi crescere ed investire in impianti, macchinari, strumenti e tecnologie è questo il momento giusto!
    2. Hai a disposizione strumenti diversi, ma cumulabili tra loro. Che significa? Che aver utilizzato un’agevolazione, come la Nuova Sabatini, non ti preclude l’utilizzo del super ammortamento. Non è mica un vantaggio da poco!
    3. Finalmente potrai digitalizzare la tua azienda, non era quello che stavi aspettando?

    Sei curioso di sapere come funziona la Nuova Sabatini nel dettaglio e se è l’agevolazione che fa davvero per te?

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • G…come fondo di Garanzia: cos’è e come si accede

    G…come fondo di Garanzia: cos’è e come si accede

    Una panoramica sul Fondo di Garanzia

    Siamo arrivati alla lettera G…come Garanzia. Esatto, proprio quella del Fondo di Garanzia!

    Vediamo insieme di cosa si tratta…ma prima di tutto:

    Che cos’è una garanzia?

    Bisogna specificare che le garanzie, generalmente, sono una sorta di “assicurazione” che l’imprenditore o un terzo soggetto, pubblico o privato, fornisce alla banca riguardo l’operazione di finanziamento che intende richiedere.

    Il soggetto che fornisce la garanzia, perciò, si impegna in caso di necessità a rispondere alle obbligazioni dell’impresa.

    Cos’è il Fondo di Garanzia?

    Tanto per cominciare, è necessario precisare che esistono diverse tipologie di Fondo di Garanzia:

    e, ovviamente, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche detto Fondo di garanzia del Mediocredito Centrale (MCC, che poi sarebbe la Banca del Mezzogiorno), ossia quello di cui parleremo di seguito.

    Perciò, se sei capitato su questo articolo per avere informazioni sui fondi che ti abbiamo elencato sopra, puoi continuare cliccando quello che ti interessa.

    Se invece vuoi sapere cos’è il Fondo di Garanzia per le PMI, allora continua a leggere…

    cos'è il fondo di garanzia
    Cos’è il Fondo di Garanzia: tutto quello che devi sapere

    Si tratta di un’iniziativa dello Stato per sostenere le piccole e medie imprese italiane, agevolando il loro accesso al credito. Infatti, è uno strumento, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, che permette alle imprese di ottenere la concessione di finanziamenti da parte delle banche, potendo contare sullo Stato che fa da garante.

    Per questo facilita l’accesso al credito bancario, perchè lo Stato garantisce alla banca che il finanziamento verrà restituito.

    Come funziona il Fondo di garanzia per le PMI?

    Cosa significa che lo Stato si fa carico di garantire per l’impresa parte del finanziamento che è stato concesso dalla banca?

    Significa che, sulla quota di prestito garantita dallo Stato, la banca non potrà richiederti altre garanzie (reali o personali), mentre potrà richiedertele sulla quota non garantita.

    Per questo il fondo di Garanzia è una delle agevolazioni di maggior successo nel nostro Paese.

    Qualche dato sul Fondo di garanzia

    È stato istituito dalla Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) ed è operativo dal 2000.

    Solo nel 2016, il Fondo di Garanzia ha accolto ben 114.400 richieste di garanzia e, dal 2000 al 2016, sono state oltre 628 mila le operazioni approvate, con un tasso di crescita costante: segno della diffusione sempre più ampia di questo strumento.

    Moltissime, vero? E il trend è in continua crescita!

    Inoltre per alcune tipologie di imprese e per specifiche operazioni esistono anche delle priorità di accesso: una sorta di corsia preferenziale in termini di tempistiche e adempimenti.

    Vuoi qualche esempio?

    I titolari di un’impresa femminile, di una startup o PMI innovativa, o di un’impresa del mondo dell’editoria, che richiedono un finanziamento garantito dal Fondo, hanno delle priorità d’accesso.

    Oppure gli interessati ad operazioni di microcredito – fino a €25.000 e per imprese fino a 10 dipendenti – su plafond BEI (Banca Europea degli Investimenti) e quelle assistite con Controgaranzia COSME-EFSI.

    Come si accede?

    Per accedere al Fondo di Garanzia dovrai rivolgerti alla tua banca, e richiedere un finanziamento su cui sia acquisita la garanzia diretta del Fondo MCC (mediocredito centrale).

    Il Fondo Centrale di Garanzia garantisce fino ad un massimo dell’ 80% dell’importo finanziato, su tutti i tipi di operazioni, sia a breve termine (ad es. scoperti di conto), sia a medio-lungo termine (ad es. mutui).

    Quindi, può essere un ottimo strumento per sostenere le tue esigenze di liquidità o gli investimenti, come l’acquisto di macchinari, impianti o attrezzature.

    Ora…non ti resta che preparare il tuo business plan e contattare la tua banca!

    Non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario di finanza agevolata per conoscere ogni giorno qualcosa di più su questo mondo!

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