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Tag: Industria 4.0

  • Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali – Le Novità Capitalizzazione 2024

    Pur con le dovute modifiche, è dal lontano 1965 che la “Nuova Sabatini”, la misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, continua ad essere rifinanziata e prorogata. Da ultimo, il Disegno di Legge di Bilancio 2024 assegna ulteriori 100 milioni di euro per il 2024 al finanziamento della Nuova Sabatini, già prorogata fino al 2026 dalla precedente Legge di Bilancio.

    Le PMI potranno quindi continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali d’impresa materiali (macchinari, impianti, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

    I benefici previsti riguardano, come detto, agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con maggiorazioni  per investimenti 4.0 e per investimenti green.

    Puoi rinfrescarti la memoria sulle modalità di funzionamento della Nuova Sabatini continuando a leggere…

    Nuova Sabatini Capitalizzazione 2024 : tutte le novità e come funziona

    A partire dal 1º ottobre 2024, le micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno cogliere una grande opportunità per crescere e rafforzarsi grazie alla “Nuova Sabatini Capitalizzazione”.

    Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa iniziativa è pensata per sostenere la capitalizzazione delle PMI, aiutandole a investire in beni strumentali fondamentali per la loro crescita.

    Ma cosa significa, in pratica?

    Vuol dire avere accesso a contributi maggiorati per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali — tutto ciò che serve per far fare un salto di qualità al tuo business.

    Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale, e c’è una buona notizia per le micro e piccole imprese: il tasso d’interesse è fissato al 5%, mentre per le medie imprese si attesta al 3,575%.

    Con una dotazione di 80 milioni di euro, la “Nuova Sabatini Capitalizzazione” non è solo un aiuto economico, ma una vera e propria spinta verso una maggiore competitività.

    È l’occasione per rafforzare la struttura patrimoniale della tua impresa, migliorare la tecnologia, e prepararti al futuro con maggiore solidità e innovazione.

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità per far crescere il tuo business.

    Cos’è la Nuova Sabatini

    La “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dall’ex Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. 

    Per promuovere e incentivare la trasformazione economica e la transizione verso l’industria 4.0, nel 2017 è stato varato un piano nazionale dedicato, poi rivisto e aggiornato dai governi che si sono succeduti, passando da Piano Industria 4.0 a Piano Impresa 4.0 fino all’attuale Transizione 4.0. Per contribuire alla realizzazione di questo piano, la Nuova Sabatini è stata adeguata, andando a incentivare ulteriormente proprio i beni tecnologicamente avanzati.

    Questo strumento serve insomma a favorire la trasformazione del sistema produttivo italiano verso la “Fabbrica Intelligente” e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

    La Legge Sabatini è, in termini tecnici, un incentivo che viene erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto forma di contributo per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari erogati per l’acquisto dei beni strumentali. In altri termini il contributo si caratterizza per essere in conto impianti e fa parte del pacchetto di contributi previsti dal piano Industria 4.0, insieme ad altre, ben note agevolazioni:

     

    Una serie di incentivi differenti uniti da un obiettivo comune, far ripartire l’Italia spingendo le aziende a cogliere tutte le possibilità offerte dalla c.d quarta rivoluzione industriale.

    Quali sono le risorse a disposizione per il 2024 per la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più longeve e apprezzate nel panorama imprenditoriale italiano. Nel 1965 è stata introdotta su proposta del deputato, sindacalista e operaio, Armando Sabatini e, da allora, di governo in governo, è diventata oggetto di numerosissime proroghe e, ovviamente, di rifinanziamenti

    Tra gli ultimi, il rifinanziamento avvenuto con la legge di bilancio 2023, con cui la Nuova Sabatini è stata prorogata fino al 2026 e dotata di ulteriori 150 milioni di euro, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro verranno stanziati con la legge di bilancio 2024.

    Chi può richiedere la Nuova Sabatini?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

    • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

    Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

    • Attività finanziarie e assicurativa e non svolgere attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    I liberi professionisti possono richiedere la Nuova Sabatini Beni Strumentali?

    , gli studi professionali e le Associazioni tra professionisti, purtroppo, non possono richiedere la Nuova Sabatini, a meno che non siano costituiti come impresa di piccola e media dimensione, che alla data di presentazione della domanda risulti iscritta nel Registro delle imprese, come nel caso delle STP (Società Tra Professionisti).

    operai che salgono per nuova sabatini
    Nuova Sabatini: tutte le novità in arrivo!

    Vediamo nel dettaglio che cos’è la Nuova Sabatini

    L’obiettivo della Nuova Sabatini, è quello di favorire e agevolare le imprese che intendono investire (sotto forma di acquisto o ) in macchinari, attrezzature, impianti, beni ad uso produttivo, , software e tecnologie digitali.

    Le principali linee di intervento riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali;
    • Agevolazioni per investimenti 4.0;
    • Agevolazioni per investimenti green, un ambito inserito nel 2023;
    • Nuova Sabatini Sud, dedicata agli investimenti nelle regioni del Sud

     

    La Nuova Sabatini consente la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle PMI italiane per sostenere alcuni tipi di investimenti. Su questi finanziamenti,  il Ministero concede un contributo che, in pratica, permette di ridurre il costo degli interessi dovuti. 

    L’investimento può essere:

    • interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e
    • assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

     

    Tale finanziamento inoltre, deve essere:

    • di durata non superiore a 5 anni;
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;

     

    Il contributo del MIMIT è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari;
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Vale anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi (Nuova Sabatini Green).
    • 5,5% per gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno effettuati da micro piccole imprese (Nuova Sabatini Sud)

     

    La Nuova Sabatini finanzia beni nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a: terreni e fabbricati; beni usati o rigenerati; immobilizzazioni in corso e acconti.

    Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

    Sono stati inoltre definiti – a partire dal 1° gennaio 2023 – quali sono gli investimenti ammissibili per le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali, nonché nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Ricordati che insieme alla Nuova Sabatini è possibile richiedere, inoltre,  l’intervento del Medio Credito Centrale che garantisce questa tipologia di finanziamenti fino ad un massimo dell’80%.

    Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Fondo di Garanzia per le PMI che trovi qui

    Dunque… un solo investimento e agevolazioni combinabili per ottenere il massimo vantaggio possibile. Interessante, non trovi?

    Maggiorazioni per la Nuova Sabatini Green

    Per la nuova Sabatini green,  gli aiuti sono quindi maggiorati rispetto a quelli ordinari. Per poter essere ammessi al contributo maggiorato, però, è richiesto il possesso:

    • di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui beni oggetto dell’investimento;
    • di un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni

    Come presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione dovrà essere compilata, pena l’inammissibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile sul sito ufficiale.
    Le domande di accesso all’agevolazione devono essere:

    • presentate dall’impresa in formato elettronico;
    • sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore, mediante firma digitale;
    • inviate esclusivamente tramite PEC agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione stipulata tra il Ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti 

     

    La domanda è inviata attraverso la procedura disponibile nella sezione dedicata “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica.

    E se ho già stipulato un contratto di leasing o di finanziamento?

    Purtroppo non potrai recuperare alcunché, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, dunque se hai già acceso un finanziamento per acquisto di nuovi macchinari non c’è più niente da fare per recuperare gli interessi.

    Dunque… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere, per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!


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  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando MADE 4.0: finanziamenti PNRR per la trasformazione digitale delle imprese

    Bando MADE Industria 4.0

    MADE, Competence Center riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato il Bando Made Industria 4.0 che mira a sostenere progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel contesto dell’Industria 4.0. Con una copertura finanziaria di 12.5 milioni, il bando fa parte dell’Investimento 2.3 della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si propone di potenziare la rete dei centri di trasferimento tecnologico in Italia.

    L’obiettivo principale del bando è promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), per favorire l’innovazione di prodotto, di servizio e di processo. MADE Industria 4.0 si propone di supportare le imprese lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione all’ingegnerizzazione, dalla gestione della produzione alla consegna, inclusa la gestione del fine ciclo del prodotto.

    Attraverso il bando MADE 4.0, si intende dunque potenziare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato di trasferimento tecnologico, offrendo servizi tecnologici avanzati e innovativi alle imprese, al fine di aumentarne la competitività e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’industria italiana

    I Beneficiari di MADE 4.0

    Il bando MADE Industria 4.0 è rivolto alle PMI e alle Grandi Imprese italiane e ai raggruppamenti delle stesse.

    Come di consueto, ci sono però alcuni requisiti specifici da rispettare: vediamo quali!

    Innanzitutto, le imprese richiedenti devono essere regolarmente costituite in forma societaria e iscritte al Registro Imprese. Nel caso di soggetti non residenti in Italia, devono possedere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza. Inoltre, devono dimostrare di avere almeno una sede secondaria nel territorio nazionale e di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana in materia.

    Non sono invece ammissibili al bando MADE 4.0 le imprese che:

    –  hanno ricevuto aiuti di Stato considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non li hanno rimborsati o li hanno depositati in un conto bloccato

    – non sono in regola con la restituzione di eventuali somme dovute in seguito a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.

    – si trovano nello stato di “impresa in difficoltà

    – siano sottoposte a procedure concorsuali

    Le imprese partecipanti devono inoltre rispettare le soglie previste dal Regolamento GBER o dal regolamento “de minimis”. È altresì richiesto il rispetto delle norme ambientali nazionali ed europee ed, in particolare del principio “DNSH” di non arrecare un danno significativo all’ambiente.

    I Progetti e le spese ammissibili

    MADE 4.0 sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità che riguardano l’Industria 4.0. I progetti devono essere coerenti con almeno una delle seguenti attività progettuali:

    1. Attività di trasferimento tecnologico relative a:
    • Strategia Industria 4.0: pianificazione dell’adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per consentire alle aziende di evolversi verso l’Industria 4.0, migliorando l’efficienza e l’efficacia dei processi.
    • Progetti di innovazione: ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di prodotto, processo o modelli organizzativi per trasformare idee innovative in concetti dimostrabili.
    • Demo e test: sviluppo di dimostratori, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed nell’ambito dell’Industria 4.0, utilizzando le risorse tecniche, tecnologiche e metodologiche disponibili nei centri di competenza.
    • Scouting tecnologico: individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a supportare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica coerente con le tendenze del settore.
    • Consulenza Tecnologica: consulenza e studi di fattibilità per l’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali volte a migliorare i processi aziendali nell’ambito dell’Industria 4.0.
    • Validazione di progetti Industria 4.0: valutazione dell’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati.
     

         2. Accesso alle strumentazioni e alle isole tecnologiche:

    • Accesso alle infrastrutture tecnologiche e alle tecnologie di MADE: fornitura di servizi quali il noleggio di attrezzature, l’accesso a infrastrutture tecnologiche per piattaforme, strutture di laboratorio e supporto alla produzione per test e prototipazione.
     

    Le spese ammissibili al finanziamento includono i costi del personale impiegato nel progetto, l’acquisizione di strumentazioni e attrezzature utilizzate per il progetto, le spese per la ricerca contrattuale, l’acquisizione di conoscenze e brevetti, i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per il progetto.

    Tipologia ed intensità dell’agevolazione

    I partecipanti al bando Made Industria 4.0 potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto, a parziale copertura delle spese ammissibili sopracitate.

    L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione di impresa e della tipologia di attività da realizzare (ricerca industriale, sviluppo sperimentale o studi di fattibilità) e può raggiungere il 70% dei costi di progetto ammissibili.

    Nello specifico, per le attività di ricerca industriale e per gli studi di fattibilità è previsto un contributo pari al 50% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 70% per le piccole imprese
    • 60% per le medie imprese

     

    Per le attività di sviluppo sperimentale, il contributo sarà invece pari al 25% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 45% per le piccole imprese
    • 35% per le medie imprese

    Valutazione delle proposte progettuali

    Le proposte progettuali presentate saranno valutate da una Commissione composta da valutatori indipendenti selezionati da MADE. La valutazione terrà conto dei criteri stabiliti nel bando, tra cui:

    • Coerenza della proposta progettuale con gli ambiti tecnologici di MADE e con gli obiettivi del bando;
    • Grado di innovazione e valore aggiunto che la proposta può apportare all’industria italiana;
    • Qualità e fattibilità del progetto, con particolare attenzione all’efficacia della metodologia di lavoro proposta;
    • Impatto sulla competitività delle imprese coinvolte e sul sistema produttivo nazionale;
    • Sostenibilità ambientale e impatto sull’efficienza energetica;
    • Capacità di diffondere e condividere i risultati ottenuti con altre imprese e il territorio circostante.

    Modalità di presentazione delle domande

    Le domande di agevolazione possono essere presentate, in via esclusivamente telematica, a partire dal giorno 05/07/2023 ed entro e non oltre il 31/12/2024. 

    La presentazione della proposta progettuale dovrà avvenire attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Concorsi Atenei) di Cineca, accessibile qui.

    È necessario compilare i documenti e gli allegati richiesti, che includono una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, una descrizione dettagliata della proposta progettuale e un impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato, se necessario.

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  • Iper Ammortamento 2019 – come funziona e quando si applica

    Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio

    Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 184-197, legge n. 160/2019) l’agevolazione dell’iper ammortamento è stata rimpiazzata (a decorrere dal 1°gennaio 2020) dal nuovo credito in beni strumentali nuovi.

    La Legge di Bilancio 2022 ha ulteriormente prorogato questa agevolazione.

    Cos’è l’Iper Ammortamento?

    L’Iper Ammortamento è una delle agevolazioni che il MiSE promuove per supportare e incentivare gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in ottica Industria 4.0.

    Grazie a questa agevolazione, i titolari di reddito d’impresa possono incrementare il costo di acquisizione del bene, ottenendo la maggiorazione della quota annua di ammortamento (o del canone annuo di leasing) fiscalmente deducibile. Da cui “Iper Ammortamento“, appunto.

    Di conseguenza, si avrà una deduzione che opera in via extracontabile, ottenendo un maggior abbattimento della base imponibile, ma soltanto per i beni che rientrano nel Piano Nazionale Industria 4.0. Più avanti ti sveleremo a quali beni si fa riferimento.

    Come funziona Ex Iper Ammortamento 2019 ora Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: quando si applica

    Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 (di cui all’allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) è riconosciuto alle seguenti condizioniPer l’anno 2021 

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Per l’anno 2022 

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Dal 2023 al 2025 

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 l’ordine venga accettato dal venditore e contestualmente sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0 (di cui all’allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) in favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in beni immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • dal 2021 al 2023: 20% (50% per tutto il 2022) del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

     Anche in questo caso, il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 sia stato accettato dal venditore l’ordine e risultino pagamenti pari al almeno il 20% del costo di acquisizione. Per quanto riguarda tutti gli altri beni strumentali materiali e immateriali, c.d. “ordinari” (per intendersi quelli diversi dai citati Allegati A e B), il relativo credito d’imposta è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
    • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro

    Chi può usufruire del Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali?

    I beneficiari sono le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. 

    Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime.

    A quali beni si può applicare?

    L’Iper Ammortamento è riservato soltanto ad alcune tipologie di beni.

    Possiamo infatti individuare in tal senso tre diverse tipologie di investimenti, aventi ad oggetto beni strumentali:

    • nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • nuovi indicati nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • diversi da quelli indicati negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato A:

    • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;
    • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;
    • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato B:

    • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0.

    Sono ammessi gli acquisti in leasing?

    L’agevolazione è applicabile anche ai beni acquistati in leasing, il costo da considerare, per il calcolo del credito di imposta, è quello di acquisizione del bene.

    Come usufruire del credito di imposta?

    Il credito d’imposto viene goduto come compensazione su F24 con l’uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell’AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021 e 2022.

    Cosa deve fare l’impresa per godere dell’agevolazione 2022?

    E’ necessario procedere all’acquisto di beni, materiali o immateriali nuovi di fabbrica, dal 1 gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2025, oppure deve emettere l’ ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2025 e mettere in funzione il bene entro il 30 giugno 2026.

    L’impresa, per beni del valore inferiore a 300.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

    • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
    • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

    Come richiedere il credito di imposta?

    Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

    I modelli di comunicazione sono stati resi disponibili solo il 20 ottobre 2021.

    L’agevolazione verrà poi goduta dall’impresa come credito di imposta utilizzabile, solo in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni.


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  • Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Attenzione: Il presente bando ha subito delle modifiche. Per rimanere aggiornato sulle novità ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato!

    Nuova Sabatini 2019: aumento degli importi massimi per l’acquisto di attrezzature, macchinari e impianti

    Aumentato l’importo massimo concedibile e nuovo modulo di domanda

    Grazie al Decreto Crescita, entrato in vigore il 1° maggio, è stato aumentato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa.

    Attenzione! Per le nuove domande presentate a partire dal 27 maggio 2019 è necessario utilizzare un nuovo Modulo di Domanda (Release 6.0), disponibile sul sito del MiSE alla sezione Beni Strumentali “Nuova Sabatini” – Presentazione domande.

    Agevolazione rifinanziata con la legge di Bilancio 2019

    Come anticipato sulla nostra miniguida sulla Legge di Bilancio 2019, tra i provvedimenti previsti dalla , approvata poche settimane fa, era presente il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

    E così, con decreto del 28 gennaio, è stata disposta la riapertura del bando, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro. E’ possibile presentare domanda a partire dal 7 febbraio.

    La Nuova Sabatini 2019, conosciuta anche come “Beni Strumentali”, è una delle misure più note e con più partecipazione da parte delle imprese, tanto più che l’edizione del 2018 si è chiusa a dicembre per esaurimento fondi.

    Con le agevolazioni previste da questa misura, il  intende:

    • accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese;
    • migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

    Infatti il MiSE agevola le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo. Non per tutte le tipologie di beni quindi, ma soltanto quelli che possono considerarsi strumentali per il funzionamento dell’azienda. Rispetto all’edizione passata non è cambiato molto, ma nei prossimi paragrafi cercheremo di spiegarti e ricapitolare tutto.

    Chi può partecipare alla Nuova Sabatini 2019?

    Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal bando Nuova Sabatini 2019  le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale, che rispettano determinati requisiti. Ad esempio dovranno risultare regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non dovranno avere procedure concorsuali in corso e non dovranno trovarsi in condizioni tali da risultare “impresa in difficoltà”.

    Sono ammessi quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    Quali sono i settori esclusi?

    Le uniche attività escluse dalla partecipazione Nuova Sabatini 2019 sono quelle finanziarie e assicurative, e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    Quali sono gli investimenti finanziabili?

    Con la Nuova Sabatini 2019 è possibile finanziare l’acquisto di (o prendere in leasing) macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivohardware, software e tecnologie digitali.

    Affinché i beni possano essere considerati strumentali ad uso produttivo devono riferirsi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, oppure a software e tecnologie digitali. Pertanto le spese devono essere classificabili nell’Attivo dello Stato Patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4.

    I beni materiali e immateriali che rientrano tra gli investimenti “Industria 4.0”, e che possono beneficiare di un contributo maggiorato del 30%, sono elencati negli allegati 6/A e 6/B, che puoi trovare nella documentazione pubblicata sul sito del MiSE.

    Sono quindi escluse le voci “terreni e fabbricati” e “immobilizzazioni in corso e acconti”. Inoltre l’agevolazione non finanzia l’acquisto di beni usati.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    A fronte della concessione di finanziamenti da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il MiSE, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti, a favore dell’impresa beneficiaria, è previsto un contributo in conto interessi (ovvero un ) ripartito in più quote annuali ed erogato a seguito della rendicontazione degli investimenti realizzati.

    Questo contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2.75% annuo per gli investimenti ordinari, e al tasso del 3.575% per gli investimenti in software e tecnologie digitali (Industria 4.0).

    Gli investimenti possono essere coperti interamente dal finanziamento bancario, ma questo dovrà essere:

    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro, innalzati a 4 milioni per effetto delle novità introdotte dal Decreto Crescita (D.L. 34/2019).
    • di durata non superiore a 5 anni.

    Le PMI possono beneficiare del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla  del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario con priorità di accesso.

    Come funziona e da quando si può presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda di accesso all’agevolazione Nuova Sabatini 2019  a partire dal 7 febbraio, fino a esaurimento fondi.

    Insieme alla richiesta di finanziamento, l’impresa presenta alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo previsto dalla Nuova Sabatini 2019. Dovrà inoltre attestare il possesso dei requisiti di partecipazione, e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge che ti abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Il resto della procedura è rappresentato sull’immagine in alto.

    La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità, i moduli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Tutto quello che devi sapere per non commettere errori

    Che cos’è il Fondo di Garanzia

    Il Fondo di Garanzia per Start up è una delle agevolazioni, oserei dire, storiche presenti nel nostro paese. Attiva dal 2000 ha aiutato moltissime imprese e liberi professionisti ad accedere al credito e a farsi finanziare dal mondo bancario in maniera più semplice, economica e veloce.

    A partire dal 2013 il Fondo di Garanzia ha previsto una serie di vantaggi concreti nel caso di richieste di accesso provenienti da Startup Innovative. A questo proposito, vediamo insieme alcune statistiche relative al Fondo di Garanzia e le startup innovative.

    Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, nel solo 2018 le operazioni relative al Fondo di Garanzia che hanno coinvolto Startup innovative sono state pari a 13.304, ovvero il 10,3% del totale delle operazioni accettate dal fondo con un aumento dell’ 1.6% rispetto al 2017.

    L’importo medio ricevuto come finanziamento da ogni startup è stato pari a circa € 73.662. 

    Se sei curioso e vuoi saperne di più sui numeri e le statistiche relative al Fondo di Garanzia ti suggerisco di dare una occhiata alla sezione “Numeri del Fondo” presente sul portale del Fondo di Garanzia.

    Ti ricordo una cosa fondamentale, anche se ovvia: per poter richiedere la garanzia del fondo dovrai effettivamente essere una startup innovativa, ovvero una PMI obbligatoriamente iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, come previsto dall’articolo 25, comma 8 del decreto legge n.179/2012.

    Essere una “semplice” startup, ovvero una nuova impresa non ti garantisce i vantaggi previsti per le startup innovative.

    Di seguito ti fornirò 5 buoni motivi per richiedere la  tramite il Fondo per la tua Startup Innovativa.

    Fondo di Garanzia per Start up – perchè conviene accedere?

    Ecco qui 5 buoni motivi per cui il Fondo di Garanzia per Start up può fare al caso tuo:

    1. La garanzia sui  bancari alle startup è concessa a titolo gratuito, quindi non dovrai pagare nessuna commissione di accesso alla banca per la tua richiesta.
    2. Alle domande riferite a questa tipologia di  è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione: quindi la risposta positiva o negativa da parte del Medio Credito Centrale arriverà prima per te che sei un Startup Innovativa.
    3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia, nel caso di controgaranzia.
    4. Un importo massimo garantibile dal Fondo maggiore, per singola start-up innovativa, pari a 2.5 milioni di euro da utilizzare, eventualmente, attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito. Ti ricordo che non esiste un limite massimo di operazioni effettuabili.
    5. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

    Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo di approfondimento su come funziona il Fondo di Garanzia.

    I 5 errori da evitare se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e sei una Startup

    Nonostante tutto, ancora oggi sono molti gli errori che gli startupper commettono quando decidono di rivolgersi ad una banca, per chiedere l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    Scopriamo insieme quali sono gli errori più frequenti che quasi tutte le startup innovative commettono.

    1. Non essere una startup innovativa

    Sembra ovvio, ma non lo è. Per accedere alla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Startup Innovative…devi esserlo! Dunque, non basta essere una “normale” srl costituta da pochi mesi, ma serve “una marcia in più”, ossia l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

    Tu ce l’hai? Se non sei sicuro di poterti iscrivere dai una occhiata ai requisiti.

    2. Non avere capitale a sufficienza

    Una delle prime cose che una banca verifica quando chiedi di accedere al Fondo è la tua patrimonializzazione.

    Ovvero? In parole povere quanti soldi avete messo tu o i tuoi soci nell’impresa. Con una srls con 100 euro di capitale sociale e poco altro…non si va lontano, sorry!

    3. Sparare troppo in alto

    Se hai letto il punto precedente ti sarà più facile capire il concetto di leva finanziaria, tanto banale quanto implacabile.

    Se non credi in te stesso nessuno lo farà al posto tuo, che tradotto nel linguaggio “finanziario” significa: non puoi indebitarti senza avere il patrimonio sufficiente per “assicurare” il prestito.

    Dunque, se hai 10.000 euro di capitale sociale, chiedere 2 milioni e mezzo di euro non è una mossa intelligente.

    4. Non avere un business plan o non averne uno decente

    Togliti dalla testa la vecchia mentalità del “conosco il direttore”, perché servirà solo a farti fare brutta figura!

    Tutti i progetti per i quali si richiede l’intervento del Fondo di Garanzia hanno bisogno di un business plan per essere valutati.

    Mi riferisco ad un piano d’impresa dettagliato, di almeno 3 o 5 anni (in base al tipo di debito), che comprenda un’analisi di mercato, un approfondimento sulla concorrenza con un benchmark sui competitor, la strategia commerciale, distributiva, di comunicazione e marketing, la struttura operativa della attività, le competenze del team, la struttura organizzativa e la sua evoluzione, gli eventuali aspetti legali, le previsioni economiche, finanziarie e di cassa eventualmente mensilizzate, un executive summary, etc. etc…

    Viene da se che chiedere all’amico dell’amico, che era bravo in ragioneria, non è la scelta giusta! Armati di impegno, caffeina e di un buon consulente. Non te ne serve uno “qualunque”, ma uno che sia effettivamente esperto in business planning.

    5. Non avere idea di che cosa hai realmente bisogno

    Anche questa può sembrare una banalità, ma spesso non si hanno le idee chiare né sui numeri né sul tipo di debito per il quale si fa richiesta di finanziamento.

    Una regola aurea? I costi di gestione o il personale si finanziano a breve termine, come ad esempio con uno scoperto di conto, mentre i macchinari, gli immobili, o la strumentazione che utilizzerai per più anni, si finanziano con mutui a medio lungo termine.

    Ti voglio lasciare con un piccolo consiglio extra che è semplice e complicato allo stesso tempo. Prima di fare qualsiasi cosa, fermati e documentati, informati e leggi la normativa che trovi sul sito del Fondo di Garanzia e, se hai difficoltà, fatti dare una mano da qualcuno che ne sa più di te.

    Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi! Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017: Tutto quello che c’è da sapere su questo importante incentivo fiscale

    Il Superammortamento 2017 è uno degli incentivi più noti del Piano nazionale Industria 4.0

    Quest’agevolazione prevede un incentivo fiscale di cui possono godere le imprese per l’acquisto di beni strumentali. In particolare, il superammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 140% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni funzionali alla digitalizzazione, invece, il Piano Industria 4.0 ha previsto un’altra agevolazione: l’iper ammortamento al 250%.

    Cos’è e cosa significa Superammortamento?

    Già nel corso del 2015, con la legge di Stabilità 2016, era stata prevista la possibilità di operare un super ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi, effettuati appunto da ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

    Questo incentivo fiscale è stato riproposto con la legge di Bilancio 2017 (superammortamento 2017), per lo stesso tipo di investimenti effettuati durante il corso di quest’anno, e sarà prorogato per tutto il 2018 grazie alla nuova Legge di Stabilità 2018. Nell’ultimo paragrafo di questo post vedremo quali sono le novità.

    Ma, dopo questa breve ricapitolazione generale, torniamo a noi: cos’è il superammortamento o super ammortamento?

    In poche parole, è uno strumento di deducibilità fiscale che permette di aumentare i costi dell’ammortamento (del 40%, appunto) per alcune tipologie di beni aziendali, riducendo l’ammontare di imposte pagate sul bene stesso.

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    Superammortamento: l’incentivo fiscale previsto dal Piano nazionale Industria 4.0 per i beni strumentali

    Questo sgravio fiscale è stato introdotto dal governo, come abbiamo visto sopra, per supportare ed incentivare le aziende italiane a compiere nuovi investimenti, e quindi come misura di rilancio dell’economia.

    Come funziona il superammortamento al 140% ?

    Nello specifico, il superammortamento 2017 al 140%, incrementando fiscalmente le quote di ammortamento di un bene del 40%, rispetto all’effettivo valore del bene acquistato, permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni delle quote di ammortamento maggiorate.

    Per semplificare, si tratta di una supervalutazione del bene che consente di beneficiare di una deduzione fiscale maggiore rispetto a quella che spetterebbe se il bene fosse iscritto in bilancio al suo reale costo.

    Quindi, permette di pagare meno tasse sul bene acquistato. Investi 100 mila euro, e ne deduci 140. 2017

    Cosa rientra nel Superammortamento 2017? Come si applica?

    Innanzitutto si applica soltanto ai beni strumentali nuovi. Questo chiarimento è stato reso noto dall’Agenzia delle Entrate a maggio 2016, con la circolare numero 23/E.

    Sono suscettibili di superammortamento sia i beni acquistati in proprietà che quelli acquistati in leasing, purché siano beni materiali acquistati fino al 31 dicembre 2017. Inoltre, per gli investimenti effettuati in leasing la maggiorazione spetta soltanto all’utilizzatore del bene, e non al concedente.

    Super ammortamento per i software

    Se il richiedente beneficia anche dell’iper ammortamento, potrà usufruire del superammortamento 2017 anche per alcuni beni strumentali immateriali, come software e sistemi IT.

    A chi si applica?

    Dal punto di vista soggettivo, possono beneficiare dell’agevolazione prevista dal pacchetto Industria 4.0 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni. Quindi, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dalla forma giuridica adottata e dal settore economico in cui operano.

    Possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

    E i liberi professionisti?

    La circolare n. 4/E dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 ha fornito chiarimenti in merito, disponendo che:

    “per quanto riguarda gli esercenti di arti e professioni, si ricorda che la disposizione sul super ammortamento si applica ai contribuenti che esercitano le attività di lavoro autonomo, anche se svolte in forma associata”.

    E’ possibile applicare questa maggiorazione anche per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che rientrano nel “regime di vantaggio“. Sono quindi escluse le persone fisiche a cui si applica il “regime forfettario“, e il cui reddito è determinato attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi.

    Per quel che interessa i lavoratori autonomi, la maxi deduzione si applica soltanto ai fini IRPEF e non ha alcun effetto sull’IRAP.

    Sulla circolare, vengono dati molti chiarimenti anche per quanto riguarda l’applicazione agli investimenti effettuati da imprese che aderiscono a “contratti di rete“.

    Come faccio ad avere il beneficio fiscale?

    Si può accedere al super ammortamento in maniera automatica, o quasi, in fase di presentazione del bilancio. Ottimo, no?!?

    Bisogna compilare un’autocertificazione in fase di redazione del bilancio, ma il diritto all’agevolazione matura soltanto, come accennato prima, se l’ordine è stato accettato dal fornitore e sono stati pagati almeno il 20% degli anticipi entro il 31 dicembre. In questo caso si può beneficiare di una proroga fino al 30 giugno 2018.

    L’autocertificazione di fatto sarebbe una dichiarazione del legale rappresentante, in cui si attesta che il bene:

    • possiede le caratteristiche per essere incluso in quelli descritti nell’Allegato A e nell’Allegato B (per iper ammortamento);
    • è collegato al sistema aziendale di gestione della produzione o della fornitura.

    La consegna del bene deve comunque avvenire entro il 30 settembre 2018.

    Super ammortamento 140: un esempio su come si calcola

    Ammettiamo che un’impresa acquisti, 5 nuovi pc portatili, entro il 31 dicembre 2017, per un totale di 5.000 euro + IVA.

    La maggiorazione del 40% sarà pari a 2.000 euro.

    Quindi il costo maggiorato dei pc sarà pari a 7 mila euro.

    Ammettiamo che l’aliquota di ammortamento sia pari al 20%.

    In questo caso, l’ammortamento deducibile per quest’anno sarà pari a: 7.000*20% = 1.400 euro. Si avrà quindi una deducibilità ordinaria di 1.000 euro, con una maggiorazione di 400 euro.

    La procedura sarà la stessa anche per gli anni successivi.

    Un caso particolare di super ammortamento, applicato ai professionisti, è quello che riguarda le auto acquistate in leasing.

    Come contabilizzare il super ammortamento

    Per quanto risulta a noi, il super ammortamento non si contabilizza, ma è una voce da inserire nei quadri di reddito tra gli altri componenti in diminuzione.

    Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2018

    La Legge di bilancio 2018 ha confermato la proroga di un anno per iper e super ammortamento.

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    Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 per il Superammortamento

    Le novità riguardano il fatto che per gli investimenti effettuati nel corso del 2018, il super ammortamento sarà del 130%, invece che del 140. Questo significa che le imprese dal 1° gennaio 2018 potranno beneficiare di una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto dei beni sopra citati.

    Ovviamente stiamo parlando dei beni acquistati durante il 2018 (con la stessa proroga descritta precedentemente, fino a giugno 2019).

    Sfortunatamente per il settore auto, con la nuova legge di Bilancio è stato abolito il super ammortamento auto al 120%. Almeno per ora. Vedremo se vi saranno critiche dagli addetti ai lavori di questo settore.

    Vi ricordiamo che il beneficio è cumulabile con tutti gli altri incentivi del pacchetto Industria 4.0, ossia:

    Hai ancora dubbi?

    Per avere chiarimenti in materia di disposizioni tributarie legate a fattispecie concrete e personali, è possibile presentare un’istanza d’appello all’Agenzia delle Entrate.

    Per avere chiarimenti in merito all’ambito oggettivo di applicazione del beneficio, quindi con riferimento ad un bene in particolare, è possibile richiedere un parere tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico, inviando una mail al seguente indirizzo: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it

     

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  • Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Hai sempre sentito parlare di incentivi Industria 4.0 ma non hai mai veramente compreso a quali agevolazioni ci si riferisce?

    La legge di Bilancio 2017 prevede, per il triennio 2017-2019, moltissime opportunità di sviluppo per le imprese italiane.

    In particolare, oggi ti parlerò delle agevolazioni previste dal pacchetto Industria 4.0 e dagli altri numerosi incentivi nazionali pensati per aiutare, tante piccole e medie imprese, ma anche liberi professionisti, a realizzare gli investimenti di cui hanno bisogno per crescere…

    Un gran numero di strumenti previsto dal pacchetto Industria 4.0: dai contributi in conto interessi agli sgravi fiscali, tutti pensati per permettere alle imprese, piccole e grandi, di crescere.

    Industria 4.0: che cos’è e cosa significa

    Se ne sente parlare praticamente ovunque, sui giornali, sui social, durante le presentazioni organizzate da associazioni di categoria e dalle associazioni professionali. Ma che cosa si intende con il termine “Industria 4.0”?

    Wikipedia definisce il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) come “una tendenza dell’automazione industriale, che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti”.

    Sempre secondo “Wikipedia”, Industria 4.0 si basa sul concetto di smart factory o Fabbrica Intelligente composta da:

    1. Smart production: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.
    2. Smart services: tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.)
    3. Smart energy: tutto questo sempre con un occhio attento ai consumi energetici, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia.

     

    La chiave di volta dell’Industry 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di industria 4.0.

    tutto-sugli-incentivi-di-industria-4-0
    Lo sapevi che all’interno della Legge di Bilancio 2017 sono incluse degli incentivi connessi proprio all’Industria 4.0?

    Industria 4.0 in Italia: le agevolazioni previste dal piano

    A livello globale, sono moltissimi i programmi e gli interventi declinati con strategie e formule differenti, ma tutti dedicati allo sviluppo e all’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet di “Industria 4.0”.

    Dal programma Manufacturing USA degli Stati Uniti, all’Industrie 4.0 tedesco, al programma Industrie du Future francese…

    In questo contesto l’Italia non è rimasta con le mani in mano. Con la legge di Bilancio 2017 è stato dato il via ad un piano basato su un intelligente mix di sgravi ed incentivi fiscali, contributi a fondo perduto, incentivi all’investimento in startup e pmi innovative ed altri strumenti dedicati allo sviluppo della competitività.

    In generale le agevolazioni previste dal pacchetto sono:

     

    A cui vanno aggiunti gli Incentivi per la Competitività

    Perché devi conoscere le agevolazioni previste dal piano italiano

    1. Se vuoi crescere ed investire in impianti, macchinari, strumenti e tecnologie è questo il momento giusto!
    2. Hai a disposizione strumenti diversi, ma cumulabili tra loro. Che significa? Che aver utilizzato un’agevolazione, come la Nuova Sabatini, non ti preclude l’utilizzo del super ammortamento. Non è mica un vantaggio da poco!
    3. Finalmente potrai digitalizzare la tua azienda, non era quello che stavi aspettando?

    Sei curioso di sapere come funziona la Nuova Sabatini nel dettaglio e se è l’agevolazione che fa davvero per te?

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • Legge di Stabilità 2017: come funziona la Nuova Sabatini

    Legge di Stabilità 2017: come funziona la Nuova Sabatini

    Continui a sentir parlare della Legge di Stabilità 2017 e della Nuova Sabatini, ma in giro trovi solo articoli lunghissimi e poco chiari?

    Nuova Sabatini: ecco riassunte tutte le risposte che stai cercando:

    • beneficiari
    • scadenze
    • documenti da presentare e…. molto altro!

    Come funziona nel dettaglio la Nuova Sabatini?

    Le imprese potranno chiedere finanziamenti a Banche e società di leasing aderenti alla convenzione MISE-ABI-CDP con importi variabili da 20 mila a 2 milioni di euro. Riceveranno un contributo per abbattere gli interessi sul debito, a fronte del finanziamento ottenuto, pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75 % annuo per cinque anni.

    In pratica, se richiedessi per la tua azienda 100.000 euro ad un tasso del 5% su un mutuo quinquennale a rate semestrali posticipate, pagheresti 14.258,76 euro. Grazie alla Nuova Sabatini potrai recuperare 7717,37 euro di interessi su questo prestito! Non male…

    E i vantaggi potrebbero non finire qui: sulle operazioni che deciderai di coprire con questa misura, potrai richiedere anche l’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari della misura sono micro, piccole e medie imprese (escluse quelle del settore finanziario), con sede operativa su tutto il territorio nazionale. Una platea di soggetti molto ampia!

    Ma quante sono le risorse che verranno rese disponibili per le imprese?

    Per il 2017 sono stati stanziati 28 milioni di euro che passeranno a 84 milioni di euro per il 2018, secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2017.

    Cogli al volo l’occasione di investire nella tua attività e di poter incentivare la competitività della tua impresa!

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