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Tag: Ministero dello Sviluppo Economico

  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Marchi+, Disegni+, Brevetti+ 2022 – tutte le novità in arrivo

    Confermata la riapertura per l’anno 2022 delle misure Marchi+, Disegni+ e Brevetti+, ovvero degli incentivi a supporto della valorizzazione dei titoli di proprietà industriale. La riapertura degli sportelli è stata confermata dal Decreto direttoriale 7 giugno 2022  (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2021).

    Ma cosa sono, e quali sarebbero i benefici riservati alle imprese? Vediamolo subito insieme!

    Cosa sono Marchi+, Disegni+ e Brevetti+?

    Si tratta di incentivi imperdibili per tutte le MPMI che intendono registrare marchi, ma anche per quelle imprese che vogliono brevettare delle innovazioni tecnologiche, oppure valorizzare disegni/modelli per la loro messa in produzione e/o per la loro offerta sul mercato.

    Le risorse messe a disposizione delle PMI ammontano complessivamente a 38 milioni di euro, sono così ripartite:

    • Marchi+: risorse disponibili 2 milioni di euro
    • Disegni+: risorse disponibili 14 milioni di euro
    • Brevetti+ : risorse disponibili 30 milioni di euro

    Scopriamo subito tutte le novità previste dagli incentivi per l’anno 2022!

    Marchi+ 2022

    Il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura si articola in 2 linee di intervento, che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Per scoprire tutti i requisiti necessari per partecipare, leggi la news dettagliata su Marchi+.

    Quali spese finanzia Marchi+ 2022?

    Le imprese in possesso dei requisiti possono richiedere l’agevolazione per le seguenti spese:

    • progettazione della rappresentazione;
    • assistenza per il deposito;
    • ricerche di anteriorità;
    • assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione;
    • tasse per il deposito/registrazione.

     

    Per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000.

    Scorri fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Disegni+ 2022

    Il bando vuole sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione di disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo in conto capitale. 

    Chi può partecipare al bando Disegni+?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia, che siano titolari del disegno/modello oggetto del progetto di valorizzazione.

    L’impresa dovrà aver registrato il disegno/modello presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) o l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). Soltanto in quest’ultimo ultimo caso tra i Paesi designati deve esserci l’Italia.

    Nota bene: Il disegno/modello deve essere registrato a decorrere dal 1° gennaio 2020 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione ed essere in corso di validità.

    Quali spese finanzia Disegni+ 2022?

    Le agevolazioni sostengono l’acquisto dei seguenti servizi specialistici esterni:

    • ricerca sull’utilizzo di materiali innovativi;
    • realizzazione di prototipi;
    • realizzazione di stampi;
    • consulenza tecnica per la catena produttiva finalizzata alla messa in produzione del prodotto/disegno;
    • consulenza tecnica per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale;
    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, progettazione layout grafici e testi per materiale di comunicazione offline e online) e per la valutazione tecnico-economica del disegno/modello;
    • consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione (azioni legali relative a casi concreti).

     

    Le agevolazioni previste da Disegni+ sono contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, entro l’importo massimo di 60.000 €, rispettando importi massimi previsti per ciascuna Fase e per ciascuna tipologia di spesa.

    … Non ti resta che scorrere fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Brevetti+ 2022

    Brevetti+ è un bando che intende favorire lo sviluppo di una strategia brevettuale e l’accrescimento della capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la concessione ed erogazione di incentivi per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

    Chi può partecipare al bando Brevetti+?

    Possono presentare domanda di accesso al bando Brevetti+ le PMI, anche di nuova costituzione, aventi sede legale ed operativa in Italia, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

    • siano titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019 ovvero titolari di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019. In entrambi i casi i brevetti devono essere in regola con i pagamenti delle tasse di mantenimento in vita, ove dovute, al momento della presentazione della domanda.
    • siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 01/01/20 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;
    • siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 01/01/20, con il relativo rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto.

     

    Le imprese che soddisfano una delle condizioni possono richiedere le agevolazioni se, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

    • Essere iscritte nel Registro delle imprese;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili;
    • Non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali.

    Quali spese finanzia Brevetti+?

    Brevetti+ finanzia l’acquisto di servizi specialistici strettamente connessi alla valorizzazione economica del brevetto e funzionali alla sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’impresa proponente, al fine di accrescere la capacità competitiva della stessa.

    Sono dunque ammissibili i costi dei seguenti servizi:

    • progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione;
    • organizzazione e sviluppo;
    • trasferimento tecnologico.

     

    Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% per un massimo di 140.000 €.

    Leggi il paragrafo successivo per scoprire quando presentare la domanda!

    Quali sono le scadenze per presentare le domande?

    Ecco tutte le date per accedere ai contributi a fondo perduto dei bandi per la valorizzazione di Marchi, Brevetti e Disegni.

    Le domande potranno essere presentate:

    • dal 25 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Marchi+
    • dal 11 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Disegni+
    • dal 27 settembre 2022 (ore 12.00) per il bando Brevetti+

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se i tuoi progetti sono finanziabili con Marchi+, Disegni+ o Brevetti+.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Marchi+ 2022: Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi

    Cos’è Marchi+

    Se hai registrato un marchio per la tua impresa sai quanto il processo di registrazione sia costoso ed impegnativo, soprattutto se fatto a livello internazionale, e non solo europeo. Ti sarai sicuramente trovato a dover sostenere le spese per il design grafico del marchio, le spese legali per le ricerche di anteriorità, quelle per il deposito e, non da ultime, le tasse di deposito vere e proprie.

    Di quale bando parlo? Di Marchi+, ovviamente!

    Dopo il successo di Marchi +2, e del nuovo Marchi +3, il Ministero dello Sviluppo Economico, l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e Unioncamere hanno deciso infatti di concedere una nuova opportunità agli imprenditori che intendono registrare (o hanno registrato) marchi comunitari e internazionali. Le nuove risorse messe a disposizione nel 2022 ammontano a 2 milioni di euro a fondo perduto, con modalità di accesso a sportello.

    Dunque… prima si presenta la domanda, meglio è! Soprattutto dopo che abbiamo visto quanto questo bando sia apprezzato!

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Quanto è possibile richiedere per la registrazione del marchio?

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00.

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00.

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000,00.

    Quali sono le spese agevolabili con il bando Marchi+?

    Il bando 2022, come quello dell’anno precedente, finanzia le spese per servizi specialistici di progettazione e registrazione di marchi per domande di agevolazione:

    • per le registrazioni UE – EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale), per la “misura A”;
    • relative alle registrazioni di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici per la “misura B”.

    Misura A

    Vediamo, in particolare, quali sono le spese agevolabili dalla Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Per la Misura A, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di deposito e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici di seguito indicati: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) e deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.
    • Tasse di deposito presso EUIPO.

     

    Le spese sostenute devono:

    • Risultare da fatture emesse a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione, intestate all’impresa richiedente l’agevolazione; 
    • Essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione dall’impresa richiedente.

    Misura B

    La Misura B prevede invece agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI, ovvero l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

    Per la Misura B, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di registrazione e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici come: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso OMPI e/o all’assistenza prestata di fronte agli uffici nazionali che hanno emesso il rilievo successivamente al deposito della domanda di registrazione presso OMPI. Il servizio deve esse effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati. L’agevolazione per tale servizio potrà essere richiesta – nel rispetto dei limiti previsti per singolo marchio – anche a fronte di un’agevolazione già concessa a valere sul presente Bando presentando, entro i termini di vigenza dello stesso, una nuova successiva domanda di partecipazione. e
    • Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.

    Quali sono i requisiti per presentare la domanda?

    Abbiamo detto che il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura, infatti, si articola in 2 tipologie di agevolazione che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

     

    Ad ogni misura, corrispondono diversi requisiti necessari alla presentazione della domanda per il Bando Marchi+: scopriamoli subito!

    Misura A

    Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti di accesso della Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve:

    • aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver provveduto a pagare le relative tasse di deposito;
    • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Questa registrazione deve essere avvenuta in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Misura B

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:

    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver pagato le relative tasse di registrazione.


    L’impresa dovrà anche aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI del marchio interessato, in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere a Marchi+?

    Sarà possibile compilare la domanda esclusivamente tramite la procedura informatica e secondo le modalità indicate al sito www.marchipiu2022.it

    La domanda, generata dalla piattaforma informatica deve – pena la non ammissibilità della stessa – essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente l’agevolazione ovvero dal procuratore speciale delegato sulla base di apposita procura speciale.

    Cosa aspetti? Approfittane subito: la domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Iper Ammortamento 2019 – come funziona e quando si applica

    Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio

    Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 184-197, legge n. 160/2019) l’agevolazione dell’iper ammortamento è stata rimpiazzata (a decorrere dal 1°gennaio 2020) dal nuovo credito in beni strumentali nuovi.

    La Legge di Bilancio 2022 ha ulteriormente prorogato questa agevolazione.

    Cos’è l’Iper Ammortamento?

    L’Iper Ammortamento è una delle agevolazioni che il MiSE promuove per supportare e incentivare gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in ottica Industria 4.0.

    Grazie a questa agevolazione, i titolari di reddito d’impresa possono incrementare il costo di acquisizione del bene, ottenendo la maggiorazione della quota annua di ammortamento (o del canone annuo di leasing) fiscalmente deducibile. Da cui “Iper Ammortamento“, appunto.

    Di conseguenza, si avrà una deduzione che opera in via extracontabile, ottenendo un maggior abbattimento della base imponibile, ma soltanto per i beni che rientrano nel Piano Nazionale Industria 4.0. Più avanti ti sveleremo a quali beni si fa riferimento.

    Come funziona Ex Iper Ammortamento 2019 ora Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: quando si applica

    Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 (di cui all’allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) è riconosciuto alle seguenti condizioniPer l’anno 2021 

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Per l’anno 2022 

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Dal 2023 al 2025 

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 l’ordine venga accettato dal venditore e contestualmente sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0 (di cui all’allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) in favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in beni immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • dal 2021 al 2023: 20% (50% per tutto il 2022) del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

     Anche in questo caso, il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 sia stato accettato dal venditore l’ordine e risultino pagamenti pari al almeno il 20% del costo di acquisizione. Per quanto riguarda tutti gli altri beni strumentali materiali e immateriali, c.d. “ordinari” (per intendersi quelli diversi dai citati Allegati A e B), il relativo credito d’imposta è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
    • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro

    Chi può usufruire del Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali?

    I beneficiari sono le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. 

    Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime.

    A quali beni si può applicare?

    L’Iper Ammortamento è riservato soltanto ad alcune tipologie di beni.

    Possiamo infatti individuare in tal senso tre diverse tipologie di investimenti, aventi ad oggetto beni strumentali:

    • nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • nuovi indicati nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • diversi da quelli indicati negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato A:

    • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;
    • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;
    • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato B:

    • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0.

    Sono ammessi gli acquisti in leasing?

    L’agevolazione è applicabile anche ai beni acquistati in leasing, il costo da considerare, per il calcolo del credito di imposta, è quello di acquisizione del bene.

    Come usufruire del credito di imposta?

    Il credito d’imposto viene goduto come compensazione su F24 con l’uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell’AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021 e 2022.

    Cosa deve fare l’impresa per godere dell’agevolazione 2022?

    E’ necessario procedere all’acquisto di beni, materiali o immateriali nuovi di fabbrica, dal 1 gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2025, oppure deve emettere l’ ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2025 e mettere in funzione il bene entro il 30 giugno 2026.

    L’impresa, per beni del valore inferiore a 300.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

    • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
    • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

    Come richiedere il credito di imposta?

    Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

    I modelli di comunicazione sono stati resi disponibili solo il 20 ottobre 2021.

    L’agevolazione verrà poi goduta dall’impresa come credito di imposta utilizzabile, solo in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni.


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  • Macchinari Innovativi: l’agevolazione per l’acquisto di macchinari tecnologici al Sud

    Avviso: il bando Macchinari Innovativi del MiSE, è stato chiuso il 28 aprile 2021. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Resta aperto soltanto lo sportello “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile”

    Nuovo Avviso dal MiSE del 28 novembre – fondi esauriti

    Anche l’ultimo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione, relative ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“, chiuderà a partire dal 29 novembre.

    Nuovo Avviso dal MiSE – 1° febbraio

    Lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione per il bando Macchinari Innovativi del MiSE è chiuso dal 1° febbraio 2019. Resta aperto solo lo sportello dedicato ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“.

    Investire in innovazione al Sud è ancora più semplice con la nuova misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico denominata “Macchinari Innovativi”.

    L’agevolazione mette a disposizione 342 Milioni di euro, per le imprese operanti nel Sud Italia che vogliono acquistare macchinari, hardware e macchinari purché ad alto tasso di innovazione.

    Se la tua impresa opera in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e hai bisogno di un aiuto per portare avanti i tuoi investimenti innovativi e per avvicinare la tua impresa manifatturiera alla cosiddetta “Fabbrica Intelligente”, questa misura è ciò di cui avevi bisogno!

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche che rendono “Macchinari Innovativi” un’agevolazione particolarmente interessante.

    Cosa significa “Fabbrica Intelligente”?

    Come prima cosa capiamo insieme il significato di “Fabbrica Intelligente”. In estrema sintesi, con questo termine si fa riferimento ad un nuovo processo produttivo che integra  e hardware, che può essere gestito e monitorato in tempo reale e che è in grado di rispondere alla forte richiesta di personalizzazione dei prodotti.

    Chi può richiedere questa agevolazione per acquistare macchinari innovativi?

    Per poter essere ammessa al bando Macchinari Innovativi del MiSE la tua impresa dovrà, prima di tutto, essere qualificata come micro, piccola o media impresa, che opera in una delle  cosiddette “Regioni meno sviluppate” ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.

    Questi requisiti, purtroppo, non sono sufficienti per poter avere accesso a questa misura. Vediamo insieme quali sono le altre caratteristiche per poter richiedere il bando “Macchinari Innovativi”.

    L’attività che eserciti dovrà appartenere al settore manifatturiero. Per avere la certezza che il settore in cui operi è proprio quello manifatturiero, controlla che il tuo Codice ATECO appartenga alla sezione C – Attività Manifatturiere.

    Rimangono, in ogni caso, escluse tutte le attività connesse ai seguenti settori:

    • siderurgia;
    • estrazione del carbone;
    • costruzione navale;
    • fabbricazione delle fibre sintetiche;
    • trasporti e relative infrastrutture;
    • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastru

    Quali tipologie di progetti possono essere agevolati?

    Il primo requisito che il tuo progetto deve rispettare riguarda l’ammontare di spese previste. Il bando, infatti, impone che le spese che hai pensato di effettuare siano compresi tra 500 mila e 3 milioni di euro. Mi raccomando, non potrai accedere con progetti che non rientrano in questo range.

    Il bando Macchinari Innovativi del MiSE prevede come spese ammissibili l’acquisto di impianti e attrezzature purché siano nuovi di fabbrica e strettamente funzionali alla realizzazione del tuo progetto, ma anche programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature.

    Quali spese possono essere agevolate con questo bando?

    Se gli investimenti che vuoi portare avanti hanno come obiettivo quello di ridurre i costi e aumentare il livello qualitativo dei tuoi prodotti, passando attraverso la  del processo produttivo, Macchinari Innovativi è una agevolazione da non perdere!

    Per permetterti di capire meglio quali tipologie di spese, riferibili all’area tematica “Fabbrica Intelligente”, potrai agevolare ti faccio qualche esempio specifico:

    • sistemi e modelli industriali per la produzione di prodotti personalizzati ad alto valore aggiunto, come ad esempio l’utilizzo della tecnologia per la costruzione di prototipi in 3D attraverso l’uso di specifici software e hardware;
    • sistemi in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi, tra cui figurano le tecnologie per la gestione dell’end-of-life e riciclo di prodotti a fine ciclo vita e scarti di produzione, con particolare riguardo al riuso di componentistica e materiali hi-tech;
    •  che permettano alle persone e alle macchine di cooperare sinergicamente, condividendo attività in modo efficiente e sicuro, che includono tutta una serie di strumenti volti a favorire l’interazione avanzata uomo/macchina;
    • sistemi produttivi che consentano di minimizzare i costi e migliorare la produttività e la qualità del prodotto, quali ad esempio “design for efficiency” e “design for recycling”; e impianti diretti alla “zero defect manufacturing”.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il bando Macchinari Innovativi?

    Il contributo a fondo perduto del bando Macchinari Innovativi del MiSE, è rappresentato da un mix di agevolazioni, una parte concessa sotto forma di contributo in conto impianti e l’altra sotto forma di finanziamento agevolato, calcolato in relazione alla dimensione dell’impresa.

    • Se la tua è una micro o piccola impresa, avrai diritto ad un contributo in conto impianti pari al 35% e un  agevolato pari al 40%.
    • Se la tua è, invece, un’impresa di media dimensione potrai ricevere un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

    In entrambi i casi però il totale del contributo concesso non può superare il 75% delle spese ritenute ammissibili.

    Quali sono le modalità di presentazione delle domande per il bando Macchinari Innovativi?

    L’iter di presentazione della domanda di accesso al  bando Macchinari Innovativi del MiSE è articolato in tre fasi principali.

    Vediamo insieme nel dettaglio cosa dovrai fare durante ciascuna fase.

    La prima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 9 gennaio 2019, è necessaria per verificare se la tua CNS (Carta nazionale dei servizi) e la tua PEC (posta elettronica certificata) sono correttamente funzionanti, nonché per accertarti del fatto che il soggetto che presenterà la domanda di accesso all’agevolazione sia in possesso dei poteri di firma necessari.

    La seconda fase è quella relativa alla vera e propria compilazione della domanda ed ha inizio alle ore 10.00 del 15 gennaio 2019. In tale
    fase dovrai accedere al portale informatico per compilare e caricare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi. Al termine della procedura di caricamento della domanda, verrà generato automaticamente il “codice di predisposizione domanda” necessario per il completamento della fase successiva.

    Durante la terza ed ultima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 29 gennaio 2019, dovrai inviare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi immettendo sul portale informatico il  “codice di predisposizione domanda” generato durante la fase precedente.

    Il termine della procedura è segnato dal rilascio, da parte del sistema informatico, dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

    Se sei una azienda del Sud e sei alla ricerca di agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi questo bando è sicuramente una occasione imperdibili per rinnovare la tua impresa e renderla maggiormente competitiva.

    Se vuoi finanziare la tua attività ricorda sempre di verificare prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Avviso: a seguito dell’esaurimento delle risorse non è più possibile presentare domanda. Nel frattempo non perderti le ultime novità di finanza agevolata, clicca qui!

    Bando Voucher 3I: l’incentivo per le startup innovative che finanzia l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione.

    Con la pubblicazione del Decreto Direttoriale del 14 maggio 2020 diviene operativo lo strumento denominato “Voucher 3I”, già previsto dal Decreto Crescita, interamente dedicato alle start-up che investono in innovazione.

    Il bando è promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia ed ha una dotazione finanziaria di 19, 5 milioni di euro per il triennio 2019-2021.

    Lo strumento ha l’obiettivo di supportare le imprese nella registrazione di un brevetto per invenzione industriale allo scopo di valorizzare e tutelare, in Italia e all’estero, i processi di innovazione tecnologica e digitale delle startup.

    Chi può richiedere il bando Voucher 3I?

    Hai diritto a richiedere questo voucher se sei una startup innovativa, ovvero una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

    Essere una startup innovativa però non basta, bisogna rispettare alcuni requisiti, tra cui:

    1. essere costituiti da non più di 60 mesi
    2. avere sede in Italia, o in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, a condizione di avere una sede produttiva o una filiale in Italia
    3. registrare, a partire dal secondo anno di attività, un valore totale della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro
    4. non distribuire, e non aver distribuito, utili
    5. avere, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    6. non essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda

     

    Per poter beneficiare del contributo bisogna inoltre possedere almeno uno tra questi ulteriori requisiti:

    • le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione
    • il personale complessivamente impiegato – come soci, dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo – deve essere costituito per almeno un terzo da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno due terzi da soggetti in possesso di laurea magistrale
    • l’impresa deve essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale (brevetto) o di un software originario registrato, purché direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Il contributo previsto dal bando è concesso sotto forma di voucher, finalizzato all’acquisizione di servizi specialistici di consulenza per :

    • ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione, concedibile nella misura massima di euro 2.000,00 + iva;
    • stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, concedibile nella misura massima di euro 4.000,00 +iva;
    • servizi di consulenza relativi al deposito all’estero della domanda nazionale di brevetto, concedibile nella misura massima di euro 6.000 + iva.

     

    I servizi possono essere acquistati anche separatamente e l’entità del voucher andrà a ricoprire interamente il costo del singolo servizio.

    Per ciascuna tipologia di servizio, inoltre, le startup possono richiedere fino a tre voucher, ricevendo la consulenza su tre diverse invenzioni e/o domande di brevetto.

    Potrai dunque ricevere fino a un massimo di 9 voucher nell’arco di un anno (12 mesi calcolati a partire dalla prima richiesta).

    Tieni a mente però che il voucher copre esclusivamente i costi dei servizi e non include gli oneri relativi a tasse e diritti relativi al deposito delle domande di brevetto presso gli uffici competenti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza specialistica?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti possono essere fornitori di servizi di consulenza specialistica.

    Il Decreto del MiSE precisa infatti che i servizi ammissibili possono essere forniti esclusivamente dai consulenti in proprietà industriale e avvocati, iscritti negli appositi elenchi predisposti e gestiti dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e dal Consiglio nazionale forense.

    L’inclusione dei fornitori negli appositi elenchi avviene su base volontaria, tramite la presentazione della propria candidatura al Consiglio dell’Ordine dei consulenti in Proprietà industriale, per i consulenti in Proprietà industriale, e al Consiglio nazionale Forense, per gli avvocati.

    Se hai già in mente un fornitore, o ne stai cercando uno, assicurati che sia iscritto ad uno degli elenchi specificati.

    Quando e come posso presentare domanda?

    Le domande potranno essere compilate, a partire dalle ore 12 del 15 giugno 2020, utilizzando il format predisposto da Invitalia.

    Ogni domanda deve indicare la tipologia di servizi di consulenza di cui il richiedente intende beneficiare, nonché il fornitore individuato e la relativa accettazione dell’incarico.

    Alla domanda dovranno inoltre essere allegate le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, i cui format sono scaricabili in automatico al momento della presentazione della domanda.

    Le domande verranno valutate in base all’ordine di arrivo e fino a esaurimento dei fondi: non ci sono quindi graduatorie o scadenze per la presentazione delle domande.

    Si tratta di un voucher sicuramente molto interessante per tutte le startup che hanno l’esigenza di ottenere un supporto concreto per la tutela, in Italia e all’estero, delle proprie idee innovative.

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  • Decreto Crescita 2019: le novità

    Decreto Crescita 2019: le novità

    Il Decreto Crescita 2019 è stato convertito in legge: ecco alcuni dei maggiori vantaggi per le imprese.

    Decreto Crescita 2019: negli ultimi tempi se ne è sentito parlare molto, ma vediamo quali sono le novità introdotte dal Decreto legge 34/2019, convertito in legge n. 58 del 2019.

    Nel testo, in realtà sono previsti molti interventi finalizzati a stimolare la ripresa economica attraverso varie agevolazioni, incentivi e bonus fiscali.

    Vediamo insieme alcuni dei più interessanti per , ditte e liberi professionisti.

    Super ammortamento

    Questo incentivo, che era stato cancellato dalla Legge di Bilancio 2019, è stato ora reintrodotto. Prevede la possibilità di maggiorare del 30% il valore dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi acquisiti da titolari di reddito d’impresa o da esercenti arti e professioni.

    Sono valide le spese fino a 2,5 milioni di euro effettuate dal 1° aprile 2019 fino al 31 dicembre 2019 e, pagando un acconto del 20%, anche fino al 30 giugno 2020, ma sono esclusi i veicoli. 

    Modifiche alla Nuova Sabatini

    Anche rispetto a questa nota agevolazione, il Decreto Crescita ha introdotto alcune importanti novità.

    La prima consiste nell’innalzamento del tetto massimo del finanziamento che è possibile richiedere, portato da 2 a 4 milioni di euro, con la possibilità  di ricevere il beneficio in un’unica soluzione nel caso in cui il finanziamento richiesto sia di importo inferiore ai 100.000 euro.

    Le nuove modifiche riconoscono il sostegno anche a progetti di capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria e che abbiano intenzione di realizzare un programma di investimento.

    Ecobonus

    Il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire dell’Ecobonus (detrazione  del 65% spettante per gli interventi di riqualificazione energetica) non più sotto forma di detrazione fiscale, ma direttamente come sconto sulla fattura del fornitore.

    Il fornitore riceverà poi un rimborso come  che potrà utilizzare in compensazione o cedere ai propri fornitori (che però non potranno cederlo ulteriormente). 

    Credito d’imposta fiere

    Per favorire l‘internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire di un credito d’imposta del 30% (fino a un massimo di 60.000 euro) a sostegno delle spese di partecipazione a fiere internazionali di settore, sia all’estero che in Italia.

    Manca ancora però il provvedimento di approvazione delle misure attuative, che dovrebbe contenere anche l’elenco delle manifestazioni fieristiche ammissibili.

    Per usufruire dell’agevolazione le imprese devono essere già costituita alla data del 1° gennaio 2019. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

    Bonus Assunzioni Sud

    Altro importante intervento messo in atto dal Decreto Crescita riguarda il famoso bonus relativo alle assunzioni nelle regioni del sud Italia.

    Per il 2019 infatti, il bonus era riconosciuto solo per le assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio, mentre la nuova normativa ha esteso l’incentivo anche a quelle effettuate nel primo quadrimestre dell’anno.

    Grazie a questo incentivo è possibile ottenere un’esenzione contributiva corrispondente al costo della contribuzione previdenziale dovuta all’INPS dal Datore di Lavoro per un anno, fino a un massimo di € 8.060.

    Bonus giovani eccellenze

    L’intervento posto in atto dal Decreto Crescita non cambia in realtà la misura già prevista dalla Legge di Bilancio 2019 per agevolare l’assunzione di giovani laureati o dottori di ricerca rispondenti a particolari requisiti di merito.

    La novità consiste nel reperimento dei fondi necessari all’attuazione del provvedimento, ora a carico del Fondo del programma operativo complementare per le politiche attive, in modo tale da facilitarne l’operatività. 

    Anche in questo caso l’incentivo comporta uno sgravio totale dei contributi previdenziali per 12 mesi fino a un massimo di € 8.000 per ogni assunzione.

    Marchi storici

    Con l’obiettivo di dare un supporto alle imprese italiane storiche, il Decreto Crescita ha previsto un’importante novità.

    Presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti viene infatti istituito un nuovo Registro Speciale dei marchi storici di interesse nazionale destinato a titolari (o licenziatari esclusivi) di marchi d’impresa registrati da 50 anni o più, o comunque utilizzati per più di 50 anni in via continuativa.

    I vantaggi previsti per gli iscritti al nuovo Registro sono più di uno:

    • possibilità di utilizzare il logo “ storico di di interesse nazionale”, da realizzare con apposito decreto ministeriale;
    • possibilità di accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici e di interesse nazionale, anch’esso di prossima attuazione da parte del MiSE. Il Fondo potrà intervenire mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese, con il preciso intento di evitare la cessazione o la delocalizzazione all’estero dell’attività. I titolari di imprese che si trovino a dover fronteggiare situazioni di questo tipo sono infatti obbligati a darne tempestiva comunicazione al MiSE.

    Revisione Mini IRES

    La Legge di Bilancio 2019 aveva introdotto l’Ires al 15% per gli utili d’esercizio accantonati a riserva e reinvestiti  in nuovi macchinari o in nuovo personale.

    Il Decreto Crescita invece ha eliminato le indicazioni relative alle modalità di reinvestimento, ma ha stabilito una diversa aliquota progressiva, stabilita in un valore pari al 22.5% per il 2019, 21.5% per il 2020, 21% per il 2021 e 20.5% per il 2022.

    Si rimane per ora in attesa del Decreto Attuativo che renda possibile il reale accesso a questa agevolazione. 

    Se vuoi verificare immediatamente la tua effettiva possibilità di usufruire di queste o di altre agevolazioni, non ti resta che farti aiutare da Trovabando!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Attenzione: Il presente bando ha subito delle modifiche. Per rimanere aggiornato sulle novità ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato!

    Nuova Sabatini 2019: aumento degli importi massimi per l’acquisto di attrezzature, macchinari e impianti

    Aumentato l’importo massimo concedibile e nuovo modulo di domanda

    Grazie al Decreto Crescita, entrato in vigore il 1° maggio, è stato aumentato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa.

    Attenzione! Per le nuove domande presentate a partire dal 27 maggio 2019 è necessario utilizzare un nuovo Modulo di Domanda (Release 6.0), disponibile sul sito del MiSE alla sezione Beni Strumentali “Nuova Sabatini” – Presentazione domande.

    Agevolazione rifinanziata con la legge di Bilancio 2019

    Come anticipato sulla nostra miniguida sulla Legge di Bilancio 2019, tra i provvedimenti previsti dalla , approvata poche settimane fa, era presente il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

    E così, con decreto del 28 gennaio, è stata disposta la riapertura del bando, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro. E’ possibile presentare domanda a partire dal 7 febbraio.

    La Nuova Sabatini 2019, conosciuta anche come “Beni Strumentali”, è una delle misure più note e con più partecipazione da parte delle imprese, tanto più che l’edizione del 2018 si è chiusa a dicembre per esaurimento fondi.

    Con le agevolazioni previste da questa misura, il  intende:

    • accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese;
    • migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

    Infatti il MiSE agevola le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo. Non per tutte le tipologie di beni quindi, ma soltanto quelli che possono considerarsi strumentali per il funzionamento dell’azienda. Rispetto all’edizione passata non è cambiato molto, ma nei prossimi paragrafi cercheremo di spiegarti e ricapitolare tutto.

    Chi può partecipare alla Nuova Sabatini 2019?

    Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal bando Nuova Sabatini 2019  le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale, che rispettano determinati requisiti. Ad esempio dovranno risultare regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non dovranno avere procedure concorsuali in corso e non dovranno trovarsi in condizioni tali da risultare “impresa in difficoltà”.

    Sono ammessi quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    Quali sono i settori esclusi?

    Le uniche attività escluse dalla partecipazione Nuova Sabatini 2019 sono quelle finanziarie e assicurative, e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    Quali sono gli investimenti finanziabili?

    Con la Nuova Sabatini 2019 è possibile finanziare l’acquisto di (o prendere in leasing) macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivohardware, software e tecnologie digitali.

    Affinché i beni possano essere considerati strumentali ad uso produttivo devono riferirsi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, oppure a software e tecnologie digitali. Pertanto le spese devono essere classificabili nell’Attivo dello Stato Patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4.

    I beni materiali e immateriali che rientrano tra gli investimenti “Industria 4.0”, e che possono beneficiare di un contributo maggiorato del 30%, sono elencati negli allegati 6/A e 6/B, che puoi trovare nella documentazione pubblicata sul sito del MiSE.

    Sono quindi escluse le voci “terreni e fabbricati” e “immobilizzazioni in corso e acconti”. Inoltre l’agevolazione non finanzia l’acquisto di beni usati.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    A fronte della concessione di finanziamenti da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il MiSE, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti, a favore dell’impresa beneficiaria, è previsto un contributo in conto interessi (ovvero un ) ripartito in più quote annuali ed erogato a seguito della rendicontazione degli investimenti realizzati.

    Questo contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2.75% annuo per gli investimenti ordinari, e al tasso del 3.575% per gli investimenti in software e tecnologie digitali (Industria 4.0).

    Gli investimenti possono essere coperti interamente dal finanziamento bancario, ma questo dovrà essere:

    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro, innalzati a 4 milioni per effetto delle novità introdotte dal Decreto Crescita (D.L. 34/2019).
    • di durata non superiore a 5 anni.

    Le PMI possono beneficiare del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla  del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario con priorità di accesso.

    Come funziona e da quando si può presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda di accesso all’agevolazione Nuova Sabatini 2019  a partire dal 7 febbraio, fino a esaurimento fondi.

    Insieme alla richiesta di finanziamento, l’impresa presenta alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo previsto dalla Nuova Sabatini 2019. Dovrà inoltre attestare il possesso dei requisiti di partecipazione, e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge che ti abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Il resto della procedura è rappresentato sull’immagine in alto.

    La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità, i moduli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Tutto quello che devi sapere per non commettere errori

    Che cos’è il Fondo di Garanzia

    Il Fondo di Garanzia per Start up è una delle agevolazioni, oserei dire, storiche presenti nel nostro paese. Attiva dal 2000 ha aiutato moltissime imprese e liberi professionisti ad accedere al credito e a farsi finanziare dal mondo bancario in maniera più semplice, economica e veloce.

    A partire dal 2013 il Fondo di Garanzia ha previsto una serie di vantaggi concreti nel caso di richieste di accesso provenienti da Startup Innovative. A questo proposito, vediamo insieme alcune statistiche relative al Fondo di Garanzia e le startup innovative.

    Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, nel solo 2018 le operazioni relative al Fondo di Garanzia che hanno coinvolto Startup innovative sono state pari a 13.304, ovvero il 10,3% del totale delle operazioni accettate dal fondo con un aumento dell’ 1.6% rispetto al 2017.

    L’importo medio ricevuto come finanziamento da ogni startup è stato pari a circa € 73.662. 

    Se sei curioso e vuoi saperne di più sui numeri e le statistiche relative al Fondo di Garanzia ti suggerisco di dare una occhiata alla sezione “Numeri del Fondo” presente sul portale del Fondo di Garanzia.

    Ti ricordo una cosa fondamentale, anche se ovvia: per poter richiedere la garanzia del fondo dovrai effettivamente essere una startup innovativa, ovvero una PMI obbligatoriamente iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, come previsto dall’articolo 25, comma 8 del decreto legge n.179/2012.

    Essere una “semplice” startup, ovvero una nuova impresa non ti garantisce i vantaggi previsti per le startup innovative.

    Di seguito ti fornirò 5 buoni motivi per richiedere la  tramite il Fondo per la tua Startup Innovativa.

    Fondo di Garanzia per Start up – perchè conviene accedere?

    Ecco qui 5 buoni motivi per cui il Fondo di Garanzia per Start up può fare al caso tuo:

    1. La garanzia sui  bancari alle startup è concessa a titolo gratuito, quindi non dovrai pagare nessuna commissione di accesso alla banca per la tua richiesta.
    2. Alle domande riferite a questa tipologia di  è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione: quindi la risposta positiva o negativa da parte del Medio Credito Centrale arriverà prima per te che sei un Startup Innovativa.
    3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia, nel caso di controgaranzia.
    4. Un importo massimo garantibile dal Fondo maggiore, per singola start-up innovativa, pari a 2.5 milioni di euro da utilizzare, eventualmente, attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito. Ti ricordo che non esiste un limite massimo di operazioni effettuabili.
    5. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

    Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo di approfondimento su come funziona il Fondo di Garanzia.

    I 5 errori da evitare se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e sei una Startup

    Nonostante tutto, ancora oggi sono molti gli errori che gli startupper commettono quando decidono di rivolgersi ad una banca, per chiedere l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    Scopriamo insieme quali sono gli errori più frequenti che quasi tutte le startup innovative commettono.

    1. Non essere una startup innovativa

    Sembra ovvio, ma non lo è. Per accedere alla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Startup Innovative…devi esserlo! Dunque, non basta essere una “normale” srl costituta da pochi mesi, ma serve “una marcia in più”, ossia l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

    Tu ce l’hai? Se non sei sicuro di poterti iscrivere dai una occhiata ai requisiti.

    2. Non avere capitale a sufficienza

    Una delle prime cose che una banca verifica quando chiedi di accedere al Fondo è la tua patrimonializzazione.

    Ovvero? In parole povere quanti soldi avete messo tu o i tuoi soci nell’impresa. Con una srls con 100 euro di capitale sociale e poco altro…non si va lontano, sorry!

    3. Sparare troppo in alto

    Se hai letto il punto precedente ti sarà più facile capire il concetto di leva finanziaria, tanto banale quanto implacabile.

    Se non credi in te stesso nessuno lo farà al posto tuo, che tradotto nel linguaggio “finanziario” significa: non puoi indebitarti senza avere il patrimonio sufficiente per “assicurare” il prestito.

    Dunque, se hai 10.000 euro di capitale sociale, chiedere 2 milioni e mezzo di euro non è una mossa intelligente.

    4. Non avere un business plan o non averne uno decente

    Togliti dalla testa la vecchia mentalità del “conosco il direttore”, perché servirà solo a farti fare brutta figura!

    Tutti i progetti per i quali si richiede l’intervento del Fondo di Garanzia hanno bisogno di un business plan per essere valutati.

    Mi riferisco ad un piano d’impresa dettagliato, di almeno 3 o 5 anni (in base al tipo di debito), che comprenda un’analisi di mercato, un approfondimento sulla concorrenza con un benchmark sui competitor, la strategia commerciale, distributiva, di comunicazione e marketing, la struttura operativa della attività, le competenze del team, la struttura organizzativa e la sua evoluzione, gli eventuali aspetti legali, le previsioni economiche, finanziarie e di cassa eventualmente mensilizzate, un executive summary, etc. etc…

    Viene da se che chiedere all’amico dell’amico, che era bravo in ragioneria, non è la scelta giusta! Armati di impegno, caffeina e di un buon consulente. Non te ne serve uno “qualunque”, ma uno che sia effettivamente esperto in business planning.

    5. Non avere idea di che cosa hai realmente bisogno

    Anche questa può sembrare una banalità, ma spesso non si hanno le idee chiare né sui numeri né sul tipo di debito per il quale si fa richiesta di finanziamento.

    Una regola aurea? I costi di gestione o il personale si finanziano a breve termine, come ad esempio con uno scoperto di conto, mentre i macchinari, gli immobili, o la strumentazione che utilizzerai per più anni, si finanziano con mutui a medio lungo termine.

    Ti voglio lasciare con un piccolo consiglio extra che è semplice e complicato allo stesso tempo. Prima di fare qualsiasi cosa, fermati e documentati, informati e leggi la normativa che trovi sul sito del Fondo di Garanzia e, se hai difficoltà, fatti dare una mano da qualcuno che ne sa più di te.

    Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi! Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Voucher per la digitalizzazione – cosa fare dopo l’ammissione [Miniguida – aggiornata]

    Voucher per la digitalizzazione – cosa fare dopo l’ammissione [Miniguida – aggiornata]

    Aggiornamento del 17 Dicembre 2018

    Ancora ottime notizie relativamente al Voucher per la Digitalizzazione: il Ministero dello Sviluppo Economico con il decreto direttoriale del 14 Dicembre 2018, che trovi disponibile quiconcede altro tempo per concludere i progetti delle imprese risultate aggiudicatarie del voucher.

    Questo significa che potrai concludere il tuo progetto e pagare i fornitori fino al 31 Gennaio 2019, mentre avrai tempo di presentare la documentazione necessaria per procedere con la rendicontazione fino al 19 Marzo 2019.

    Hai già effettuato tutte le spese? Per te che hai terminato il tuo progetto e vuoi subito procedere con la rendicontazione non c’è nessun problema, potrai consegnare tutta la documentazione attraverso la procedura informatica predisposta sulla piattaforma del Mise.

    Aggiornamento sul Voucher per la digitalizzazione 2018

    Sono usciti i risultati definitivi (sì, esatto…definitivi!) delle valutazioni di ammissione al bando, con i relativi importi per ciascuna impresa.

    Con decreto del 1° giugno, pubblicato il 20, è stato approvato l’elenco delle imprese assegnatarie dell’agevolazione, suddivise per regione, riportate nell’allegato A. Negli allegati B e C, sono riportate le imprese per le quali il MiSE ha riscontrato delle problematiche legate al Regolamento De minimis o ad altre dichiarazioni e documenti.

    Le nostre stime sullo strumento di calcolo che avevamo condiviso sui nostri articoli che trattano l’argomento, lasciacelo dire, erano molto molto vicine alla realtà!

    Prova subito il nostro strumento online che ti consentirà di scoprire l’importo del tuo voucher. E’ gratuito e ti consente di verificare in un attimo quanto vale il tuo Voucher.

    In questo modo non dovrai consultare i numerosi allegati in pdf del MiSE ma riceverai l’importo del tuo voucher direttamente sulla tua casella mai! Facile, no?

    Aggiornamento – 14 maggio 2018

    E’ stato pubblicato un nuovo decreto che prevede l’integrazione della dotazione finanziaria dei Voucher per la digitalizzazione delle PMI, per 242.5 milioni di euro.

    Adesso le risorse complessivamente disponibili per la concessione del contributo salgono a 342.5 milioni di euro.

    Come dichiarato sul sito del MiSE e sul decreto, è stata presa questa decisione per evitare che gli importi del voucher fossero sensibilmente inferiori a quelli richiesti dalle imprese. In sostanza, considerato l’elevato interesse che l’intervento agevolativo ha suscitato nelle imprese (hanno partecipato 91.500 imprese per un ammontare di agevolazioni richieste pari a circa 625 milioni) e che i decreti precedenti stabilivano che:

    • i servizi e le soluzioni informatiche oggetto di agevolazione dovevano essere acquisiti successivamente all’assegnazione del voucher alle imprese;
    • nel caso in cui l’importo complessivo dei voucher richiesti dalle imprese istanti fosse superiore all’ammontare delle risorse disponibili, era previsto il riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del voucher da assegnare a ciascun beneficiario;

    per sostenere (davvero) le imprese nella realizzazione dei progetti di digitalizzazione, il MiSE, attingendo a risorse del “Fondo per la crescita sostenibile”, ha stabilito di suddividere questa integrazione delle risorse finanziarie assegnando l’80% alle imprese operanti nelle regioni del , e il 20% a quelle operanti nelle aree del centro-nord.

    Non solo… Nei prossimi giorni verrà comunicato l’importo del Voucher concedibile a ciascuna impresa per la realizzazione dei progetti di digitalizzazione e di ammodernamento tecnologico proposti.”

    Nel frattempo, dai un’occhiata ai nostri 10 consigli pratici per ricevere il  che hai richiesto al MiSE.

    Le 10 cose da fare (e non fare) se hai vinto il Voucher per la digitalizzazione e vuoi ricevere effettivamente il contributo che ti spettaLe 10 cose da fare (e non fare) se hai vinto il Voucher per la digitalizzazione e vuoi ricevere effettivamente il contributo che ti spetta

    Se stai leggendo questo post sicuramente la tua impresa rientra tra quelle che sono risultate aggiudicatarie di questo interessante contributo a fondo perduto.

    L’elenco delle imprese ammissibili, suddiviso su base regionale, è stato infatti pubblicato il 14 marzo 2018 con provvedimento del  (puoi trovarlo qui).

    Passato il momento di euforia, probabilmente, ti sarai chiesto… e adesso?

    Se non sai da dove cominciare per iniziare ad utilizzare il voucher e realizzare il tuo progetto di digitalizzazione, non perdere la nostra miniguida, e scopri i segreti per non sbagliare un colpo in fase di rendicontazione.

    Se non hai voglia di leggere, guarda il nostro video riassuntivo.

    1. Conosci le tempistiche previste dal Voucher per la digitalizzazione

    Le imprese che sono risultate aggiudicatarie del voucher, come la tua, e che sono presenti nell’elenco pubblicato il 14 Marzo 2018 sul sito del Mise, hanno davanti a se diversi mesi per poter concludere il proprio progetto. Che cosa significa?

    Che tra il 14 Settembre 2018 ed il 31 Gennaio 2019 potrai chiudere ufficialmente il tuo progetto e passare alla fase successiva…

    A partire dalla chiusura del tuo progetto hai tempo fino al 14 Marzo 2019 per per presentare l’effettiva richiesta di erogazione dei contributi.

    Il Mise analizzerà i documenti che hai inviato, ed entro 30 giorni dalla richiesta di erogazione ti comunicherà l’importo esatto che ti verrà accreditato.

    Ricorda, che rispetto a quello che hai richiesto, il Ministero può operare delle decurtazioni se ritiene che le spese presentate non siano coerenti con quelle previste dal bando stesso.

    2. E’ cambiato qualcosa in azienda? Comunicalo subito!

    Nelle imprese, si sa, le cose possono cambiare molto velocemente. Ricordati di comunicare tempestivamente tutte le variazioni alla compagine societaria che sono avvenute dopo la data di presentazione della tua domanda, ma anche le variazioni relative alle condizioni del tuo progetto.

    3. Verifica che le spese che intendi realizzare con il tuo progetto siano effettivamente ammissibili per richiedere il Voucher per la digitalizzazione

    Con il voucher per la  puoi acquistare i , hardware, e sostenere le spese per consulenze che consentano all’impresa di:

    • migliorare l’efficienza aziendale;
    • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
    • sviluppare soluzioni di e-commerce;
    • fruire della connettività a  larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
    • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

    Tutto ciò che non rientra in questi ambiti non può essere spesato e quindi rendicontato al MISE!

    Mi raccomando: se hai dubbi ti consigliamo di dare un’occhiata alle FAQ del Ministero dello Sviluppo Economico.

    4. Paga i fornitori senza commettere errori

    Puoi pagare i fornitori solo ed esclusivamente tramite bonifico bancario SEPA. Ogni altra forma di pagamento non è ammessa: vuoi pagare un bene su Amazon con la carta di credito? Il MiSE potrebbe avere qualcosa da ridire.

    5. Usa la giusta causale per il pagamento

    Tutti i bonifici che effettuerai per pagare i fornitori che ti hanno supportato nel tuo progetto di digitalizzazione, dovranno riportare la seguente dicitura Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014”

    Fai attenzione alla causale, è molto importante!

    6. Fai sottoscrivere ai tuoi fornitori la liberatoria

    Ogni fornitore dovrà sottoscrivere una liberatoria relativa alle attività, i servizi o i beni che ti ha fornito.  La liberatoria dovrà riportare tutti gli allegati necessari così come previsto dal MISE.

    7. Non dimenticare nessun allegato

    Per la richiesta di erogazione dovrai compilare parecchi allegati, dal resoconto che descrive il progetto realizzato, alle liberatorie di cui abbiamo parlato prima, fino ai moduli previsti dall’allegato 3.

    Presta molta attenzione a questi documenti perché sono fondamentali.

    Ti ricordiamo che si può procedere alla presentazione della richiesta di contributo a partire dal 14 settembre 2018.

    8. Conserva i documenti del Voucher per la digitalizzazione

    Con le agevolazioni pubbliche serve la massima attenzione e precisione. In particolare sei tenuto a conservare la documentazione e le fatture per 10 anni, così da poterla esibire in caso di controlli del Ministero. Sappi che ci sono molti fornitori che effettuano la conservazione digitali dei documenti, in questo modo avrai tutta la documentazione a posto senza essere invaso da pezzi di carta.

    9. Controlli a campione

    Il Ministero controllerà a campione che le informazioni fornite dalle aziende siano rispondenti al vero: nel caso rilevi qualsiasi difformità provvederà a revocare l’agevolazione!

    10. Mantieni software ed hardware in azienda

    Ricorda che dovrai mantenere, nei 3 anni successivi alla data di erogazione del voucherle componenti  e software acquisite nell’unità produttiva interessata dal progetto agevolato.

    Nel caso tu dismetta prima tali investimenti, ti vedrai revocato il voucher.

    Noi di Trovabando abbiamo pensato ad un servizio di supporto dedicato, per aiutarti a portare avanti tutti gli adempimenti burocratici legati al Voucher per la digitalizzazione, nella maniera corretta.

    Vuoi saperne di più?

    E se vuoi rinunciare al tuo voucher?

    Nel caso tu voglia rinunciare al tuo voucher perchè hai deciso di non realizzare più il tuo progetto di digitalizzazione ti basterà visitare il sito del MISE ed in particolare il link https://agevolazionidgiai.invitalia.it/ per poter effettuare il login all’interno della tua pratica. 

    Da li, per effettuare la rinuncia, ti basterà cliccare sul link “Rinuncia” che trovi sul menù di destra. 

    Il processo per effettuare la rinuncia è estremamente semplice e guidato, ci vorranno non più di 10 minuti per portarlo a termine ma è fondamentale effettuarlo nel caso tu abbia deciso di non procedere con la richiesta di erogazione al Mise. 

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