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  • Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Il bando Disegni+ 2025 rappresenta una delle misure più rilevanti messe a disposizione dal Ministero delle Imprese nell’ambito del programma complessivo da 32 milioni di euro dedicato alla proprietà industriale. L’iniziativa si affianca infatti ai 20 milioni per brevetti, ai 2 milioni per marchi e ai 10 milioni di euro riservati al bando disegni, confermando la strategia nazionale di sostegno alla creatività delle imprese e del Made in Italy.

    L’agevolazione si rivolge in particolare a micro, piccole e medie imprese, mettendo al centro la valorizzazione e la trasformazione dei disegni e modelli industriali in prodotti innovativi, pronti per il mercato. Si tratta di una misura pensata per potenziare la dimensione nella valorizzazione di disegni, con attenzione sia agli aspetti tecnici sia a quelli commerciali e strategici, offrendo un contributo concreto alla crescita del sistema produttivo nazionale.

    Il ruolo degli uffici di riferimento: UIBM, EUIPO e OMPI

    Per accedere al bando, il titolo deve essere registrato presso uno degli enti competenti:

    • l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM),
    • l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO),
    • l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).

    Il disegno o modello deve essere registrato presso l’UIBM o presso tali enti internazionali, essere in corso di validità, ed essere comunque in data antecedente all’apertura dello sportello. Per i titoli internazionali è necessario che l’estensione ai paesi designati deve esserci.

    La misura specifica inoltre che il titolo deve essere registrato a decorrere dal 1° anno previsto, e più precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, oppure 1° gennaio 2023 e comunque conforme alle date previste dal decreto, risultando 2023 e comunque in data compatibile con il regolamento.

    Quali sono le finalità misura Disegni+ 2025

    L’obiettivo principale del bando Disegni+ è sostenere la valorizzazione di disegni e modelli, con interventi finalizzati alla messa in produzione, alla promozione strategica e alla commercializzazione.

    L’iniziativa promuove:

    • disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo pubblico;
    • supporto professionale tramite servizi specialistici esterni altamente qualificati;
    • sviluppo della catena produttiva finalizzata alla messa in produzione;
    • crescita della competitività del Made in Italy.

     

    Il percorso consente alle imprese di beneficiare di interventi che spaziano dalla prototipazione all’ingegnerizzazione, dall’utilizzo di tecnologie avanzate all’adozione di materiali innovativi, fino ai servizi di comunicazione necessari per portare il prodotto sul mercato offline e online.

    Chi può partecipare al bando Disegni+ 2025

    Possono presentare domanda micro imprese e imprese di piccola e media dimensione, che siano titolari o aventi diritto sul disegno o modello e che intendano svilupparlo in ottica di industrializzazione.

    Sono ammessi anche soggetti che dispongono del possesso della certificazione della parità di genere, appartenente alla tipologia di certificazione prevista dalla normativa nazionale, con valore aggiunto nella partecipazione ai bandi del Ministero delle imprese. Si tratta di un elemento che valorizza l’impegno delle imprese per l’equità e l’inclusione.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere l’oggetto del progetto di valorizzazione, registrato come richiesto e dotato di estensioni effettive verso i paesi designati.

    Quali sono le spese finanziabili con Disegni+ 2025

    Il bando sostiene ciascuna tipologia di servizio legata alla trasformazione del disegno in prodotto. Le linee di intervento principali includono:

    1. Progettazione, prototipazione e industrializzazione

    • sviluppo prototipi,
    • utilizzo di materiali avanzati o materiali innovativi,
    • ingegnerizzazione,
    • consulenza tecnica per la catena produttiva,
    • tecnica per la catena produttiva con fasi di test e ottimizzazione,
    • definizione della catena produttiva finalizzata alla messa,
    • attività finalizzata alla messa in produzione,
    • servizi di miglioramento estetico e funzionale dei disegni e modelli industriali.

    2. Comunicazione, branding e diffusione

    • progettazione ed ideazione dei layout,
    • ideazione dei layout grafici,
    • grafici e testi per materiale pubblicitario,
    • testi per materiale di comunicazione,
    • materiale di comunicazione offline,
    • iniziative di comunicazione offline e online,
    • layout grafici e testi integrati per brochure, cataloghi e strumenti di marketing.

    3. Strategie commerciali e internazionalizzazione

    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • studi di settore, benchmarking e posizionamento,
    • valutazioni di mercato per la progettazione ed ideazione dei layout orientati alla vendita,
    • accordi di licenza per l’utilizzo del design.

     

    Il modello di finanziamento è un contributo in conto capitale, concesso per facilitare la trasformazione dei disegni in prodotti commerciabili e competitivi.

    Quali sono importi e risorse disponibili per Disegni+ 2025

    Per l’annualità 2025, il Ministero ha destinato:

    • 20 milioni per brevetti,
    • 2 milioni per marchi,
    • 10 milioni di euro per Disegni+,

     

    con la volontà di rafforzare la tutela della creatività delle imprese italiane.

    Il contributo viene concesso nella forma di contributo in conto capitale, con intensità variabile in funzione delle attività richieste e della tipologia di intervento.

    Le richieste saranno accolte fino ad esaurimento delle risorse.

    Quali sono le scadenze, date chiave e procedure di partecipazione

    La presentazione della domanda di partecipazione segue le indicazioni del decreto attuativo e si svolge tramite procedura telematica.

    L’apertura dello sportello è prevista il 18 dicembre 2025.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere deve essere registrato a decorrere dal periodo indicato, e precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, con piena validità al momento della domanda di partecipazione ed essere riconosciuto come valido e opponibile.

    Le domande saranno accettate fino ad esaurimento delle risorse.

    Requisiti di ammissibilità del disegno o modello

    Il disegno o modello deve:

    • risultare essere in corso di validità,
    • essere partecipazione ed essere in corso coerente con i requisiti del bando,
    • essere stato registrato presso uno degli enti riconosciuti,
    • risultare comunque in data antecedente alla finestra di apertura del bando,
    • avere estensioni valide per i paesi designati,
    • essere l’oggetto del progetto di valorizzazione.

    Perché partecipare al bando Disegni+ 2025

    Le imprese italiane possono ottenere benefici concreti:

    • incremento della competitività grazie alla valorizzazione dei disegni,
    • rafforzamento della presenza commerciale nei mercati nazionali ed esteri,
    • sostegno alla prototipazione avanzata e all’utilizzo di materiali innovativi,
    • miglioramento dell’immagine tramite materiale di comunicazione offline,
    • acquisizione di servizi professionali e servizi specialistici esterni,
    • strutturazione della strategia commerciale con consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • valorizzazione della media dimensione nella valorizzazione del design,
    • crescita sostenuta del sistema produttivo attraverso strumenti dedicati alle imprese e del Made in Italy.

     

    La misura risponde inoltre all’esigenza delle imprese di trasformare un’idea progettuale in un prodotto reale, passando attraverso fasi di test, industrializzazione e commercializzazione.

    Il bando conferma l’impegno del Ministero nel supportare le imprese di micro , piccola o media dimansione e sostenere la creatività e l’innovazione delle imprese italiane, offrendo strumenti e risorse per valorizzare la proprietà industriale. Il bando Disegni+ 2025 è un’occasione strategica per rafforzare la competitività delle imprese, sviluppare nuovi prodotti e portare sul mercato soluzioni innovative basate su disegni registrati e pienamente tutelati.

    Per supportare la tua domanda di partecipazione, Trovabando può assisterti in ogni fase: verifica requisiti, definizione dei servizi da acquistare, preparazione della documentazione e gestione del processo di invio.

    Inoltre, se sei una azienda del Lazio potrebbe interessarti anche l’agevolazione “STEP-Lazio” .

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  • Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025: fino a 150.000 euro a fondo perduto

    Il bandovoucher digitalizzazione PMI Lazio – II edizione 2025” nasce per sostenere i progetti delle imprese che vogliono accelerare la trasformazione digitale con soluzioni digitali tecnologivhe concrete: diagnosi, cloud computing, e-commerce, sicurezza.

    La Regione Lazio e LazioInnova hanno pubblicato il nuovo avviso per offrire alle imprese laziali un aiuto a fondo perduto pensato per aumentarne l’efficienza e la competitività.

    Ilvoucher digitalizzazione PMI Lazio è un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Cos’è il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    La Regione Lazio ha recentemente lanciato il bando “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025- II edizione 2025“, un’agevolazione per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) a digitalizzarsi. 

    È un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Se sei un imprenditore che vuole innovare la tua azienda, questo bando potrebbe essere l’opportunità giusta per te.

    In questa guida esploreremo insieme tutti gli aspetti del bando ” Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 “: chi può partecipare, quali sono i vantaggi concreti, quali sono le spese ammissibili e come fare per accedere all’agevolazione.

    L’obiettivo è offrirti un quadro completo che ti permetta di capire se il voucher è adatto alla tua azienda e come sfruttare al massimo questa opportunità.

     

    Il contesto della digitalizzazione delle PMI in Italia

    La digitalizzazione è diventata una necessità impellente per le aziende italiane, in particolare per le PMI, che costituiscono la spina dorsale dell’economia del nostro paese.

    Negli ultimi anni, l’Italia ha fatto progressi significativi nel processo di trasformazione digitale grazie a varie iniziative sia a livello nazionale che regionale, come questo bando della Regione Lazio.

    Tuttavia, molti imprenditori faticano ancora a comprendere appieno il valore della digitalizzazione e come questa possa essere un volano per la crescita.

    Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index) dell’Unione Europea, l’Italia ha compiuto progressi negli ultimi anni, ma è ancora in ritardo rispetto a molti altri paesi europei per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali. 

    Il “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 ” mira a colmare questo gap, offrendo supporto finanziario alle imprese locali affinché possano rinnovare i propri sistemi tecnologici, migliorare la produttività e accedere a nuovi mercati.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 si inserisce all’interno del Programma FESR Lazio 2021-2027, con l’obiettivo principale di migliorare la competitività e l’innovazione delle PMI del territorio. 

    L’agevolazione è rivolta a incentivare l’adozione di tecnologie digitali da parte delle aziende, in modo da supportarle nel miglioramento dell’efficienza operativa e favorire la trasformazione digitale. 

    Questo vuol dire aiutare le imprese non solo a informatizzarsi, ma a rivedere i loro modelli di business, adattandosi così ai cambiamenti del mercato e rendendosi più resilienti di fronte alle sfide future.

    Le aree di intervento supportate dal bando includono vari aspetti della digitalizzazione, tra cui:

    • E-commerce: per permettere alle PMI di entrare in contatto con i clienti attraverso nuovi canali di vendita online.
    • Cloud Computing: per garantire maggiore flessibilità operativa e sicurezza nei processi aziendali.
    • Cybersecurity: fondamentale per proteggere i dati aziendali e i sistemi informatici da attacchi esterni.
    • Strumenti per la produttività: soluzioni che permettono di ottimizzare la gestione delle risorse umane e di migliorare il flusso di lavoro.

    A chi è rivolto e cosa finanzia il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    I beneficiari del bando sono tutte le piccole e medie imprese (PMI) iscritte al Registro delle imprese italiano e con una sede operativa nella Regione Lazio, che presentano progetti di innovazione in cinque aree: diagnosi digitale, Digital Workplace, Digital Commerce & Engagement, cloud computing, Cyber Security.

    Le caratteristiche per essere considerati una PMI sono definite dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 aprile 2005, che recepisce la Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea. 

    Sono ammissibili micro, piccole e medie imprese che rispettano i seguenti criteri:

    • Localizzazione: La sede operativa deve essere nella Regione Lazio.
    • Dimensioni dell’impresa: Sono ammesse micro, piccole e medie imprese (PMI).
    • Altri requisiti specifici: Le imprese devono rispettare i requisiti di ammissibilità indicati nel bando. Sono escluse quelle che operano in settori non ammessi o che non soddisfano i requisiti necessari, come l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Quali imprese non possono partecipare?​

    Non possono partecipare le imprese che operano in settori esclusi dal regolamento comunitario o che non rispettano i requisiti previsti dal bando, come l’assenza di una sede operativa nel Lazio.

    Quanto puoi ottenere con l’edizione 2025 del bando Voucher Digitalizzazione PMI Lazio?

    Il contributo massimo ottenibile con il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è di 50.000 euro per le micro imprese100.000 euro per le piccole imprese e 150.000 euro per le medie imprese.

    Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di intervento.

    Ecco i principali interventi finanziati:

    • Diagnosi Digitale: questo è il primo passo per qualsiasi progetto di digitalizzazione. Attraverso una consulenza mirata, le imprese possono analizzare il loro livello di maturità digitale e identificare le aree di miglioramento. 
    • Digital Workplace: la trasformazione digitale non riguarda solo la tecnologia, ma anche il modo in cui le persone lavorano. Il bando prevede un contributo  per ogni dipendente, finalizzato a migliorare l’efficienza lavorativa tramite strumenti digitali che consentono la collaborazione a distanza e la gestione condivisa dei progetti.
    • Digital Commerce & Engagement: l’e-commerce è uno dei motori principali della digitalizzazione. I contributi possono essere utilizzati per sviluppare piattaforme di vendita online, integrare sistemi di pagamento e implementare strategie di marketing digitale.
    • Cloud Computing: la migrazione in cloud è un elemento cruciale per migliorare la flessibilità e la sicurezza aziendale. I contributi variano in base alla complessità della soluzione. Questo tipo di migrazione è fondamentale per consentire alle imprese di accedere ai propri dati ovunque e garantire continuità operativa.
    • Cybersecurity: con l’aumento degli attacchi informatici, la sicurezza è diventata una priorità assoluta. Il bando prevede un contributo per migliorare la protezione dei dati e dei sistemi, attraverso strumenti come firewall, sistemi di autenticazione e monitoraggio continuo. 

    Quali sono le spese ammissibili con il Voucher Digitalizzazione Lazio 2025?

    Le spese ammissibili  del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 includono diversi tipi di progetti per la digitalizzazione:

    • Diagnosi Digitale: Consulenze per analizzare il livello di digitalizzazione dell’azienda e pianificare il percorso di miglioramento.
    • Acquisto di software e applicazioni: Sistemi per aumentare la produttività, strumenti per il digital workplace e soluzioni per il commercio online.
    • Migrazione in Cloud: Spese per spostare l’infrastruttura aziendale sul cloud, garantendo maggiore flessibilità e sicurezza.
    • Cybersecurity: Sistemi di sicurezza per proteggere i dati e i sistemi dell’azienda, come firewall e sistemi di monitoraggio.

     

    In sintesi: la soglia minima del progetto è di 14.000 €; bisogna rispettare i tetti massimi pari a €50k per le micro imprese, €100k per le piccole imprese e €150k per le medie imprese; il contributo viene erogato a saldo previa presentazione della pratica finale su GeCoWEB Plus.

    Spese non ammissibili​

    Non sono ammissibili per la partecipazione al Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 le spese non legate alla digitalizzazione o progetti con un contributo inferiore a 14.000 euro.

    Come funziona la procedura di partecipazione su GeCoWEB Plus

    Le domande per la richiesta del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 devono essere presentate tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, seguendo una procedura di selezione basata su una graduatoria

    Le domande verranno valutate in ordine di punteggio, privilegiando le imprese con maggiore capacità di realizzare il progetto e quelle con certificazioni di sostenibilità ambientale o parità di genere.

    Scadenze: Le imprese hanno 30 giorni dalla firma dell’atto di impegno per produrre una diagnosi digitale iniziale, sottoscritta da un Innovation Manager.

    Il contributo verrà poi erogato dopo la presentazione della documentazione finale entro 6 mesi.

    I vantaggi della digitalizzazione per le PMI

    Digitalizzare non è solo un modo per restare al passo coi tempi, è una vera e propria strategia per migliorare l’efficienza aziendale e rispondere meglio alle esigenze del mercato.

    Adottare tecnologie digitali consente di:

    • Ridurre i costi operativi: Con strumenti come il cloud computing e la gestione digitale dei processi, è possibile ridurre significativamente i costi fissi e operativi.
    • Accedere a nuovi mercati: Attraverso l’e-commerce, le PMI possono ampliare la propria base clienti, sia a livello nazionale che internazionale.
    • Migliorare la sicurezza dei dati: Investire in cybersecurity significa proteggere il know-how aziendale e garantire la fiducia dei propri clienti.
    • Aumentare la produttività: Strumenti come il digital workplace migliorano la collaborazione tra i dipendenti, anche quando lavorano a distanza, aumentando così la produttività.

    Storie di successo: esempi di PMI che hanno beneficiato di voucher per la digitalizzazione

    Per dare un’idea concreta dell’impatto di questo bando, ecco alcune storie di successo di clienti che hanno già beneficiato di voucher nelle precedenti edizioni o iniziative simili:

    • Un’azienda agricola nella provincia del Lazio: Questa azienda agricola ha utilizzato il voucher per sviluppare una piattaforma di e-commerce che le ha permesso di espandere la vendita dei propri prodotti biologici a livello nazionale. Grazie alla digitalizzazione, è riuscita ad aumentare le vendite del 40% in un solo anno.
    • Un’azienda specializzata in impianti di illuminazione: Questa azienda ha investito in soluzioni di cloud computing e cybersecurity per migliorare la sicurezza dei dati e la gestione interna dei progetti. Grazie a questi interventi, è riuscita a ridurre i tempi di consegna dei progetti del 20%, aumentando la soddisfazione dei clienti.

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è il bando giusto per te?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 rappresenta una grande opportunità per tutte quelle imprese che vogliono innovare, migliorare la propria competitività e aumentare la propria resilienza di fronte a un mercato in continua evoluzione. 

    Tuttavia, come qualsiasi agevolazione, richiede un certo impegno in termini di tempo e risorse per la preparazione della documentazione necessaria e per la gestione del progetto.

    Se la tua azienda si trova nel Lazio e desidera investire in tecnologia, questo bando potrebbe rappresentare una leva importante per crescere. Non perdere l’occasione di innovare e far crescere la tua impresa! La digitalizzazione è la chiave per il futuro e questo è il momento giusto per iniziare.

    Verifica la tua idoneità e, se ritieni che il voucher sia adatto alla tua azienda, prepara la documentazione necessaria e partecipa. Siamo qui per fornirti tutte le informazioni e il supporto di cui hai bisogno per intraprendere questo percorso.

    Digitalizza la tua impresa e apriti a nuove opportunità di crescita!

    PARLANE CON NOI

    Se la digitalizzazione è una tematica importante per la tua impresa dai uno sguardo all’articolo su questa agevolazione a fondo perduto per le imprese del Lazio.

  • STEP Lazio: il bando della Regione Lazio 2025 per investimenti in tecnologie strategiche

    Nel 2025 prende forma una delle iniziative più rilevanti per le imprese del territorio: STEP Lazio, un bando innovativo promosso dalla Regione Lazio e LazioInnova per sostenere lo sviluppo industriale, la ricerca avanzata e la fabbricazione di nuove tecnologie ad alto valore aggiunto.

    Il programma nasce con una visione chiara: contribuire al rafforzamento delle filiere produttive regionali, sostenere la crescita competitiva e favorire la salvaguardia e il rafforzamento della base industriale locale attraverso investimenti strutturati.

    STEP Lazio rientra tra le misure più strategiche del 2025 sotto il profilo del sostegno alle imprese, soprattutto in quei settori che richiedono innovazione continua, infrastrutture tecnologiche avanzate e capacità di sviluppare o implementare tecnologie critiche.

    Si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione, incluse microimprese, startup e PMI, che intendono investire nella regione e rafforzare la loro presenza nelle nuove catene del valore europee.

    Quali obiettivi si pone STEP Lazio

    Il bando STEP Lazio ha l’obiettivo di finanziare interventi che riguardano lo sviluppo industriale innovativo e la fabbricazione di soluzioni tecnologiche avanzate.

    Il programma nasce per sostenere imprese che intendono investire in strumenti, infrastrutture e processi che migliorino la loro capacità competitiva e favoriscano la transizione verso modelli più efficienti sotto il profilo energetico, digitale e produttivo.

    Tra gli scopi principali:

    • supportare attività che includano lo sviluppo o la fabbricazione di nuove tecnologie;
    • incoraggiare la creazione di prodotti e sistemi innovativi;
    • potenziare la ricerca applicata e le attività di sviluppo sperimentale;
    • promuovere la diversificazione industriale;
    • favorire investimenti in tecnologie pulite e processi avanzati;
    • facilitare il trasferimento tecnologico mediante la collaborazione con organismi di ricerca.

     

    È evidente come la misura punti in modo deciso al rafforzamento delle filiere tecnologiche strategiche, contribuendo anche al superamento delle fragilità industriali, al miglioramento delle performance produttive e al consolidamento dell’ecosistema regionale.

    Chi può partecipare al bando STEP Lazio

    Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, comprese PMI, startup e grandi aziende.

    La partecipazione può avvenire:

    • in forma singola,
    • oppure in aggregazione, anche con organismi di ricerca.

     

    La presenza di università, centri di ricerca o enti qualificati è particolarmente utile nel caso di progetti che includono attività di sviluppo sperimentale, poiché rafforza la qualità scientifica e tecnologica delle proposte e aumenta l’impatto sul sistema produttivo.

    Affinché un intervento sia giudicato ammissibile, deve essere coerente con gli obiettivi del bando e localizzato nel Lazio, con un’unità operativa attiva nel territorio.

    Cosa finanzia il bando STEP Lazio della Regione Lazio

    STEP Lazio sostiene progetti altamente innovativi, che possono includere:

    1. Investimenti produttivi e industriali

    Sono ammissibile spese per:

    • macchinari;
    • linee di produzione avanzate;
    • impianti industriali dedicati alla fabbricazione;
    • tecnologie per la riduzione degli impatti ambientali;
    • sistemi ad alta efficienza con tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo energetico.

    Gli investimenti possono inoltre comprendere nuovi processi di immobilizzazione industriale e tecnologie dedicate alla trasformazione dei modelli produttivi.

    2. Attività di sviluppo sperimentale

    Le attività di sviluppo sperimentale rappresentano il cuore tecnologico del bando e includono:

    • prototipazione;
    • test e validazione;
    • implementazione pre-industriale;
    • studi che riguardano lo sviluppo di nuove soluzioni;
    • ricerca applicata su processi di fabbricazione di tecnologie critiche.

    Queste attività permettono di accelerare l’adozione di soluzioni ad alto contenuto scientifico e industriale.

    3. Investimenti immateriali

    Sono finanziabili beni immateriale come:

    • software avanzati;
    • brevetti;
    • licenze;
    • infrastrutture digitali;
    • tecnologie per la simulazione o il controllo di processo.

    Gli investimenti immateriale favoriscono l’adozione di sistemi innovativi e la diversificazione delle capacità produttive.

    4. Consulenze e servizi per l’innovazione

    Tra le spese ammissibile rientrano:

    • attività di consulenza specialistica;
    • servizi di consulenza dedicati a progettazione, sviluppo, prototipazione;
    • consulenze e servizi per la valorizzazione dei risultati;
    • supporto tecnico alla fabbricazione delle tecnologie critiche.

     

    Questi interventi consentono di accelerare e stabilizzare i processi di innovazione.

    Qual è il contributo concesso dal bando Step Lazio 2025

    Il bando mette a disposizione un contributo a fondo perduto, con un massimo di 10 milioni per impresa e per progetto complesso. Il modello di finanziamento è pensato per sostenere processi di investimento impegnativi, spesso in grado di richiedere diversi milioni di euro per progetto.

    STEP Lazio include componenti a fondo perduto per tutte le tipologie di spesa considerate ammissibile, dall’acquisto di macchinari alla prototipazione, passando per la consulenza e gli investimenti ad alto impatto tecnologico.

    Cosa si intende per tecnologie prioritarie del 2025

    La misura incentiva in modo particolare tecnologie che riguardano lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, o la salvaguardia e il rafforzamento delle rispettive catene del valore, nei settori seguenti:

    1. tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech;
    2. tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, incluse le tecnologie a zero emissioni nette;
    3. biotecnologie, compreso lo sviluppo e la fabbricazione dei medicinali critici.

     

    Sono considerate critiche le tecnologie che soddisfano almeno una delle condizioni seguenti:

    • apportano un elemento innovativo, emergente e all’avanguardia con un notevole potenziale economico;
    • contribuiscono a ridurre o a prevenire le dipendenze strategiche della UE.

    Quali sono i tempi di presentazione della domanda

    Le domande possono essere inoltrate a partire dal 17 luglio 2025 e devono essere inviate entro il 5 marzo 2026, tramite il sistema telematico dedicato.

    Il rispetto delle scadenze è fondamentale affinché la proposta sia considerata ammissibile: affidarsi a una consulenza esperta come quella di Trovabando consente di ridurre il rischio di errori formali e di aumentare la qualità progettuale in fase di candidatura allo STEP Lazio.

    Perché partecipare a STEP Lazio

    I vantaggi principali includono:

    • accesso a un fondo strutturato e competitivo;
    • possibilità di ottenere un contributo rilevante;
    • sostegno alla fabbricazione industriale innovativa;
    • crescita tecnologica e apertura verso nuove catene del valore;
    • rafforzamento del ruolo degli organismi di ricerca;
    • maggiore solidità nelle filiere emergenti;
    • stimolo alla diversificazione produttiva.

     

    In un mercato sempre più complesso, il bando STEP offre un mezzo concreto per evolvere, innovare e competere.

    Il bando Step Lazio per gli investimenti strategici è davvero utile?

    STEP Lazio si conferma nel 2025 come una delle iniziative più strategico e rilevanti per lo sviluppo industriale del territorio.

    Attraverso il fondo perduto, la promozione della fabbricazione, il sostegno alle tecnologie critiche e la valorizzazione delle attività di sviluppo sperimentale, il programma rappresenta una leva potente per il rafforzamento del tessuto produttivo regionale.

    Per le imprese che desiderano crescere, investire e innovare, questo bando è un’occasione unica.

    PARLANE CON NOI

    Se il tema della digitalizzazione è importante per la tua impresa leggi l’articolo su questo Voucher a fondo perduto del Lazio.

  • Emilia Romagna: Bando per lo sviluppo delle startup innovative

    Qual è l’obiettivo del bando per le Startup Innovative dell’Emilia Romagna?

    Il bando emanato dalla regione Emilia Romagna ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo, il consolidamento e l’insediamento nel territorio regionale di startup innovative di rilevanza strategica.

    Mira a favorire la produzione di innovazione e risultati ad alto contenuto di conoscenza, sostenendo iniziative lungo tutta la catena del valore, dalla “idea generation” alla “accelerazione” fino allo “scale-up”.

    Particolare attenzione è data alle iniziative che ampliano l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle industrie, evitando nuove disuguaglianze. Se la tua startup opera in settori avanzati come l’IA, le biotecnologie, o altre tecnologie emergenti, questo bando potrebbe essere perfetto per te. L’obiettivo è anche quello di favorire l’adozione di modelli di business sostenibili che abbiano un impatto positivo su ambiente e società.

    Un punto critico da considerare è che i progetti devono dimostrare un significativo contenuto tecnologico e/o innovativo. Questo significa che dovrai presentare un progetto dettagliato che evidenzi chiaramente come la tua idea differisca dalle soluzioni esistenti e quale valore aggiunto porterà al mercato.

    Chi può partecipare?

    Per poter accedere alle agevolazioni, la tua impresa deve soddisfare i seguenti requisiti:

    1. Essere una MPMI, secondo la definizione comunitaria.
    2. Avere un’unità locale operativa nel territorio della Regione Emilia-Romagna. Se non hai ancora un’unità locale operativa, dovrai renderla operativa entro il 31 maggio 2025.
    3. Essere registrata nella Sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative.
    4. Non essere in stato di liquidazione giudiziale o in procedure concorsuali.
    5. Non presentare caratteristiche di impresa in difficoltà.

    Le imprese agricole, come definite dall’art. 2135 del c.c., sono escluse. Assicurati che la tua startup rispetti tutti questi criteri prima di presentare la domanda. È essenziale dimostrare un equilibrio finanziario solido e una capacità di copertura delle spese del progetto. Dovrai fornire evidenze concrete di come intendi finanziare il progetto, utilizzando mezzi propri o finanziamenti esterni.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Il contributo previsto è a fondo perduto nella misura del 40% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 150.000 euro. La misura del contributo può essere incrementata:

    • Del 10% se il progetto prevede l’assunzione di almeno una persona a tempo indeterminato.
    • Del 5% per progetti caratterizzati da rilevanza della presenza femminile/giovanile, localizzati in aree montane o interne, o colpite da avverse condizioni meteorologiche.

    Questo significa che il contributo potrebbe coprire fino al 50% delle tue spese ammissibili, rendendo l’investimento meno oneroso per la tua impresa.

    È importante notare che l’eventuale attribuzione degli incrementi di contributi previsti non potrà comportare il superamento del limite dei 150.000 euro di contributo massimo.

    Assicurati di richiedere espressamente le premialità nel modulo di domanda, e prepara documentazione accurata per dimostrare il rispetto dei requisiti.

    Quali sono le spese ammissibili previste?

    Sono ammissibili le seguenti spese:

    • Acquisto, locazione o leasing di impianti e macchinari industriali e attrezzature scientifiche.
    • Affitto di laboratori.
    • Consulenze per progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo e certificazione di soluzioni innovative, supporto alla redazione del business plan, piani industriali e di internazionalizzazione.
    • Acquisto di beni usati e rigenerati.
    • Spese di sviluppo prodotto e prototipazione.
    • Spese per la messa a punto e implementazione del modello di business.
    • Spese di marketing e sviluppo mercati esteri.
    • Rafforzamento del team imprenditoriale e della struttura organizzativa.

    Assicurati che tutte le spese che intendi presentare per il contributo siano strettamente legate al progetto e siano coerenti con gli obiettivi del bando. Le spese devono riferirsi ai progetti per cui si avanza richiesta di contributo ed essere coerenti e rivolte al raggiungimento delle finalità/obiettivi indicati nel bando.

    Un punto critico da considerare è la necessità di presentare una rendicontazione dettagliata e precisa delle spese. Ogni voce di spesa deve essere chiaramente documentata e giustificata per evitare problemi in fase di verifica e liquidazione del contributo.

    Quali sono le scadenze per la partecipazione?

    Per partecipare al bando per le startup innovative dell’Emilia Romagna, i progetti devono essere presentati entro i termini specificati nel bando. Le imprese devono dimostrare la copertura finanziaria del progetto entro il 31 maggio 2025. I progetti devono essere conclusi entro il 31 ottobre 2025, salvo eventuali proroghe.

    Rispettare queste scadenze è cruciale per non perdere l’opportunità di finanziamento.

    Pianifica attentamente il tuo progetto, assicurandoti di poter completare tutte le fasi nei tempi previsti. Un piano di lavoro dettagliato e realistico sarà fondamentale per garantire che tutte le attività si svolgano senza intoppi.


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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Bravo Innovation Hub, 5 Acceleratori per realtà innovative

    Cos’è Bravo Innovation Hub

    Bravo Innovation Hub, un programma acceleratore d’impresa creato da Invitalia, supporta le realtà imprenditoriali più innovative del Mezzogiorno.

    Questo Hub opera a Brindisi, Palermo e Cagliari e agisce come acceleratore di start-up, offrendo una serie di servizi per favorirne la crescita e lo sviluppo. Questi servizi includono formazione, consulenza, spazi di lavoro, supporto finanziario e assistenza nell’accesso al credito.

    Il programma, attivo da alcuni anni, è ora nella sua terza edizione ed è realizzato nell’ambito dell’Asse VI del PON IC 2014-2020-REACT EU. Attraverso il bando 2023, 50 start-up o imprese registrate nel Registro delle Imprese da non più di 60 mesi possono beneficiare di sostegno economico, consulenza, formazione e altri servizi per crescere e aumentare la loro competitività sul mercato.

    Bravo Innovation Hub offre percorsi di accelerazione focalizzati su diverse aree tematiche per agevolare l’ingresso rapido delle nuove imprese sul mercato. Queste aree includono il turismo, la cultura, il benessere e la sostenibilità; le nuove energie, le tecnologie green e pulite; l’inclusione, l’impatto sociale e la salute; la mobilità sostenibile e le smart cities; e le tecnologie per la transizione 4.0.

    Bravo Innovation Hub programmi

    Invitalia ha aperto le procedure per l’accesso a cinque nuovi programmi di accelerazione per gli anni 2023 e 2024. Questi programmi sono rivolti alle piccole imprese innovative e saranno realizzati presso gli hub di Brindisi, Palermo e Cagliari. Di seguito sono elencati i programmi e alcuni esempi di progetti di interesse per ciascuno di essi:

    • Tecnologie per Transizione 4.0” a Brindisi: progetti di sistemi di produzione e prototipazione per aumentare l’efficienza dei processi, sistemi per la gestione e l’analisi dei dati prodotti dalle smart factory, sistemi di cybersecurity.
    • Turismo, Cultura, Wellness e Sostenibilità” a Brindisi: progetti per il turismo sostenibile, utilizzo di tecnologie abilitanti nel settore turistico e culturale, interventi per la rigenerazione urbana, progetti innovativi per il turismo enogastronomico, culturale e sportivo.”New Energy, Green e
    • “Tech” a Palermo: progetti per l’efficienza energetica, il monitoraggio dei consumi energetici, soluzioni per lo smaltimento e il riciclo, riduzione delle emissioni di CO2, progetti per l’edilizia eco-friendly.
    • Inclusione, Impatto Sociale e Salute” a Palermo: progetti per la trasformazione digitale dei servizi sanitari, telemedicina, digitalizzazione dei servizi per il benessere e l’inclusione sociale, promozione di uno stile di vita sano, servizi di welfare aziendale, soluzioni per l’istruzione inclusiva e l’accesso al lavoro per persone fragili
    • Mobilità Green e Smart Cities” a Cagliari: progetti per la mobilità sostenibile, intermodalità e servizi di mobilità urbana, miglioramento delle infrastrutture urbane, guida autonoma, monitoraggio urbano tramite IoT e piattaforme di analisi, digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, gestione efficiente dei rifiuti e degli spazi verdi, accesso ai servizi pubblici in ottica smart cities.

     

    I programmi di Bravo Innovation Hub offriranno supporto economico, consulenza, formazione e altri servizi alle start-up selezionate, e culmineranno in un Demo Day in cui le imprese potranno presentare i propri progetti agli investitori interessati a sostenerne la crescita.

    Chi sono i beneficiari?

    Le destinatarie dell’edizione 2023 del Bravo Innovation Hub sono 50 imprese in totale, 10 per ciascun programma di accelerazione. Ciascuna azienda, valutando i settori più affini alla propria attività, potrà presentare domanda per più di un percorso ma potrà partecipare a un solo programma. I requisiti di ammissibilità richiesti alle imprese ai fini della partecipazione a Bravo innovation Hub 2023 sono i seguenti:

    1. Essere iscritte al Registro Imprese da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda, in qualsiasi forma giuridica societaria.
    2. Rientrare nella definizione di impresa di piccola dimensione.
    3. Avere una sede operativa all’interno del territorio italiano.
    4. Non essere quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione.
    5. Non aver distribuito ancora utili.
    6. Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
    7. Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente.
    8. Non essere costituite a seguito di fusione.
    9. Non essere state beneficiarie e successivamente non aver rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
    10. Non aver restituito agevolazioni oggetto di un ordine di recupero emanato dal Ministero, e non essere state destinatarie di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni pubbliche, ad eccezione di rinunce volontarie.
    11. Non rientrare nella definizione di imprese in difficoltà secondo l’articolo 2, punto 18 del Regolamento UE n. 651/2014.

    Programmi e servizi offerti

    I programmi di accelerazione offerti dal Bravo Innovation Hub avranno una durata compresa tra 10 e 12 settimane e si svolgeranno nel periodo tra settembre e dicembre 2023. Le aziende selezionate avranno accesso a una serie di servizi e attività, tra cui:

    • Un contributo finanziario di 20.000 euro, richiedibile dopo due settimane dall’inizio del programma e soggetto a verifiche legali.
    • Un percorso di assessment personalizzato per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento dei progetti delle aziende.
    • 60 ore di mentoring, coaching e consulenza su nuove tecnologie, tecniche di comunicazione, marketing e raccolta fondi.
    • Un percorso formativo di 18 giornate su competenze imprenditoriali e tematiche rilevanti del settore.
    • Uno spazio di lavoro presso il Bravo Innovation Hub di riferimento.
    • Un benchmark day per ascoltare e confrontarsi con testimonial nazionali e internazionali, imprenditori, ricercatori ed esperti specializzati.
    • Iniziative di business matching e Open Innovation.
    • Un evento conclusivo chiamato Demo Day, in cui le aziende avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a investitori nazionali e internazionali.

     

    Questi servizi e attività mirano a supportare lo sviluppo e la crescita delle imprese partecipanti, offrendo loro l’opportunità di acquisire conoscenze, connessioni e risorse necessarie per avere successo nel mercato

    Presentazione delle domande

    Per partecipare ai programmi Bravo Innovation Hub, è necessario seguire i seguenti passaggi:

    1. Leggere attentamente il Regolamento del programma di accelerazione desiderato, che sarà disponibile sul sito web di Invitalia.
    2. Compilare il Pitch di programma e la Dichiarazione riepilogative, che possono essere trovati nella sezione del sito web di Invitalia dedicata al Bravo Innovation Hub. Successivamente, fare clic su “Invia la domanda”.
    3. Accedere all’area riservata della piattaforma online di Invitalia, selezionare la misura BRAVO e compilare l’apposito modulo online. Durante la procedura, assicurarsi di allegare tutti i documenti richiesti.
    4. Per accedere all’area riservata e presentare la domanda, è necessario disporre di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE), una firma digitale del legale rappresentante dell’impresa e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    Le domande per Bravo Innovation Hub possono essere presentate sul sito di Invitalia fino alle ore 16:00 del giorno 3 luglio 2023.

    Si consiglia di prestare attenzione alle scadenze e di fornire tutte le informazioni e i documenti richiesti in modo accurato per aumentare le possibilità di essere selezionati per il programma di accelerazione.

     

     Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • “Premio 2031”: Call per PMI e Startup Innovative fino al 25 Giugno

    Presentazione del Premio 2031 pmi startup innovative

    La tredicesima edizione del Premio 2031 per PMI e Startup innovative, che viene lanciata con grande entusiasmo e fiducia, con lo spirito di “Crediamo in te!”. 

    L’annuncio ufficiale avviene durante la MIND Innovation Week presso il MIND (Milano Innovation District), con la presenza di oltre 100 partner. In palio ci sono 55 premi e un montepremi milionario, distribuito tra 15 Premi Speciali offerti da aziende e 41 dai migliori Centri di Innovazione italiani, insieme al prestigioso 2031 Startup Award.

    Il Premio Speciale Invitalia

    Invitalia, anche quest’anno, è partner del Premio 2031 pmi startup innovative e offre un Premio Speciale del valore di 50.000 euro in servizi di orientamento e accompagnamento. 

    Questo premio è riservato alle startup attive nei settori Clean/Energy Tech, FinTech/RegTech, Life Science, Industry 4.0 e Transportation/Logistic. Le startup vincitrici avranno l’opportunità di lavorare con un mentor specializzato selezionato dal network Sistema Invitalia Startup, per definire e implementare una strategia di successo per entrare sul mercato. Inoltre, verrà fornito supporto nella ricerca degli incentivi più idonei al progetto d’investimento della startup.

    Accompagnamento personalizzato e opportunità di business matching

    I vincitori del Premio 2031 pmi startup innovative beneficeranno di un percorso personalizzato di accompagnamento, che comprende la compilazione del piano d’impresa e una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa. Il servizio di accompagnamento sarà fornito attraverso tre incontri uno a uno con esperti dell’Agenzia. Inoltre, verranno offerte occasioni di business matching per favorire l’incontro con potenziali partner commerciali.

    premio 2031 pmi startup innovative
    Premio “2031”. Fino al 25 giugno aperta la call dedicata a imprese e startup innovative

    Primo Round – Il premio per le migliori startup early stage italiane

    Una novità dell’edizione di quest’anno del Premio 2031 pmi startup innnovative è il Primo Round, un premio dedicato a individuare e supportare le migliori startup early stage italiane. Le idee selezionate dalla call di 2031 avranno l’opportunità di presentarsi davanti a una giuria di investitori durante i tre giorni dell’Italian Tech Week di Torino, dal 27 al 29 settembre. Tra gli investitori presenti ci saranno nomi di rilievo come Isabelle Andrieu, Paola Bonomo, Lucia Chierchia, Luca Ferrari, Fausta Pavesio, Andrea Rota e Silvia Wang.

    Partecipazione al Premio 2031

    La competizione del Premio 2031 pmi startup innovative è aperta a diverse categorie di partecipanti, tra cui persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni. È fondamentale che i progetti imprenditoriali abbiano l’Italia come sede legale e base di sviluppo. Inoltre, la ricaduta economica e sociale di tali progetti deve avvenire principalmente nel territorio italiano, con l’obiettivo di generare risultati positivi, soprattutto in termini occupazionali.

    Non ci sono restrizioni di età per partecipare al Premio, purché i partecipanti siano maggiorenni. Il premio è suddiviso in due bandi, consentendo ai partecipanti di concorrerecontemporaneamente a più percorsi.

    Le idee proposte devono essere originali, innovative, finanziariamente sostenibili e in grado di generare ritorni economici. Ricordiamo anche che, i soggetti finalisti nelle edizioni precedenti del Premio 2031 pmi startup innovative, non possono concorrere nel 2023 con lo stesso progetto. Per partecipare, è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile sul sito www.2-0-3-1.com, nella sezione “Partecipa”, entro la mezzanotte del 25 giugno 2023.

    Successi passati del Premio

    Dal 2010, il Premio ha coinvolto oltre settemila startup, ha avviato centinaia di premi e percorsi, e ha generato decine di milioni di euro di investimenti grazie alla collaborazione con centinaia di partner. Questo testimonia l’impatto positivo e la rilevanza che il Premio 2031 ha avuto nell’ecosistema imprenditoriale italiano nel corso degli anni.

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  • Come fare un business plan perfetto: tutti i trucchi ed i consigli per te!

    Cosa fare, e cosa non fare, per scrivere un business plan coi fiocchi per la tua impresa o la tua startup

    Se sei capitato su questo articolo probabilmente sei impegnato, proprio in questo istante, nella scrittura del tuo  plan, o forse devi ancora metterti alla scrivania ed iniziare questa attività e vuoi capire meglio come poter realizzare un business plan solido per il tuo nuovo  imprenditoriale.

    Forse è stata la tua banca a chiederti questo documento per finanziare un tuo nuovo progetto o la tua nuova attività… o forse vuoi partecipare a quel contributo a fondo perduto che ti sembra così interessante…

    A prescindere dalle tue motivazioni, i nostri suggerimenti su come fare un business plan con i fiocchi è la cosa di cui hai bisogno!

    Leggi questa mini guida per comprendere:

    • Che cos’è il business plan
    • Quali sono gli elementi immancabili al suo interno
    • I trucchi per fare un business plan perfetto
    • Gli errori da non fare assolutamente

    Che cos’è il Business Plan

    Il Business Plan è un documento che descrive in maniera sintetica ma puntuale le caratteristiche di uno specifico progetto imprenditoriale o di una attività.

    All’interno di questo documento sono descritti, non solo il progetto imprenditoriale, ma anche la strategia per implementare il progetto stesso e i risultati economico-finanziari che ci si attende.

    Il business plan è una fotografia del tuo progetto dei suoi obiettivi e dei suoi risultati attesi.

    A che cosa serve il Business Plan e perché farne uno

    Le funzioni del business plan sono, sostanzialmente due. La prima è quella di formalizzare e cristallizzare l’idea di business, che, spesso, è solo nella testa dell’, la seconda è quella di presentare il progetto stesso a possibili finanziatori esterni. E’ questo il caso dei business plan che si presentano alle banche, a nuovi possibili soci, ai business angels, ai fondi di venture o agli enti erogatori come Regioni, , Ministeri o ad .

    Diciamoci la verità, la ricerca di finanziamenti o di liquidità per avviare un nuovo progetto o per far partire una nuova attività è il motivo più frequente che spinge imprenditori navigati e neofiti dell’imprenditoria ad approcciarsi con la scrittura di questo documento.

    Ed…è anche la ragione più frequente per la quale imprenditori e startupper si rivolgono a consulenti come me, con una forte esperienza in business planning.

    Quali sono gli elementi fondamentali da inserire in un business plan?

    Un business plan, come abbiamo detto, è un documento suddiviso in diverse sezioni. Queste sezioni servono ad analizzare ed esplicitare i diversi aspetti del progetto.

    Non esiste un format predefinito di business plan, tuttavia, le sezioni che non possono mancare in un business plan fatto nella maniera migliore sono sostanzialmente queste:

    • Indice
    • Executive Summary
    • Il progetto imprenditoriale
    • I prodotti o servizi che si intende proporre
    • La storia dell’azienda e degli imprenditori
    • Il mercato di riferimento
    • L’analisi dei competitor
    • La strategia commerciale e di posizionamento
    • La struttura organizzativa dell’impresa
    • Il piano operativo
    • La roadmap di sviluppo del progetto o cronoprogramma
    • Il piano economico finanziario
    • Gli eventuali allegati

    Come vedi le informazioni da presentare all’interno di un business plano sono molte e, a parte qualche aggiustamento in termini di contenuti, sono totalmente indipendenti dal  in cui operi o dallo stadio in cui si trova la tua attività.

    Anche se potrà sembrarti una questione molto complessa, la redazione di un Business Plan è un’attività particolarmente utile per l’imprenditore: questo perché consente a chi vuole partire con una propria attività e ha “tutto nella sua testa” di per mettere nero su bianco tanti aspetti o criticità del suo progetto a cui, magari, non ha mai neanche pensato.

    Il business plan, dunque, consente di dare forma a qualcosa di astratto o poco definito consentendo di comprendere se l’idea ha effettivamente le giuste potenzialità per essere realizzata.

    Ma vediamo insieme quali sono i 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    I 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…e far finanziare la tua attività

    1. Executive summary

    L’Executive summary non è un optional, anzi è la prima cosa che leggerà la banca, o un potenziale investitore. Dedica il giusto tempo alla redazione del tuo executive summary, e scrivilo solo dopo che avrai terminato la redazione dei restanti punti del business plan. Quello che scriverai in questa sezione riassuntiva sarà determinante per formare nel lettore un primo giudizio del tuo documento. Ricordati che, come sempre nella vita,  che è la prima impressione quella che conta.

    2. Less is more

    Meglio scrivere una trentina di pagine ben fatte, e che contengano tutti gli elementi fondamentali del tuo progetto, piuttosto che un documento lunghissimo ma ripetitivo e privo di un senso logico.

    3. Inserisci un indice generale

    Per la redazione del tuo business plan parti sempre dalla costruzione dell’ indice generale di cui ti ho parlato prima Ti servirà per non “perderti” e ti guiderà nella compilazione di tutti i punti fondamentali. Non dimenticare mai di includere le informazioni fondamentali, presenti in ogni business plan che si rispetti: descrizione dell’idea progettuale e dell’impresa, mercato di riferimento, fonti di approvvigionamento (se ci sono), il problema che intendi risolvere e la tua value proposition,  la descrizione del prodotto/servizio che intendi offrire, la strategia commerciale e distributiva, la struttura organizzativa e manageriale, la roadmap di sviluppo del progetto, e i dati economico-finanziari.

    4. Cita le fonti

    Durante la redazione della sezione dedicata al mercato, sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta, ricordati che citare le fonti è fondamentale. Mi raccomando: devono essere fonti affidabili e devono essere coerenti tra loro. Qualche esempio? Se devi valutare dati relativi al mercato italiano puoi utilizzare, ad esempio, dati Istat o dati provenienti da report e documenti che provengono dai ministeri, dai comuni o da centri studi.

    5. Inserisci “i numeri”

    Non dimenticare i dati economico-finanziari, inserendo i prospetti di , stato patrimoniale e rendiconto finanziario, su un orizzonte di 3-5 anni e con assumption ben definite ed esplicitate. Se è necessario puoi fornire approfondimenti ulteriori inserendo tavole e tabelle nella sezione dedicata agli allegati.

    Queste sono le informazioni che devi assolutamente inserire in un business plan…. ma vediamo insieme quali sono, invece, i 10 errori più frequenti commessi da imprenditori, startupper e neofiti del business da non commettere mai!

    Forse non sai che l’attività principale di Trovabando e del suo team, è quella di supportare imprese, piccole e grandi, aspiranti imprenditori e startupper a realizzare business plan.

    Perché ti sto raccontando questo?

    Perché vedendo business planning di tutti i tipi, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, da diversi anni mi sono resa conto che gli errori che vengono commessi nella redazione di un business plan sono quasi sempre gli stessi!

    Cosa NON devi fare quando realizzi il tuo business plan

    Eppure realizzare un business plan efficace è un po’ come preparare un piatto da chef… senza tecnica è difficile realizzare qualcosa di veramente speciale anche se ci metti tutto l’impegno del mondo.

    Sei curioso? Allora scopriamo subito insieme quali sono gli errori più comuni!

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    1. Un business plan per…tutte le stagioni

    La prima domanda che devi porti prima di iniziare a scrivere il tuo business plan è: a chi dovrò presentarlo? Lo terrò gelosamente per me? Lo porterò in banca? Oppure mi serve per cercare investitori? Magari me lo ha chiesto la banca per accedere al Fondo di Garanzia. Indipendentemente dalle motivazioni per il quale stai realizzando un business plan, sappi che ragioni diverse ed interlocutori diversi impongono documenti differenti! Il modello “4 stagioni” lasciamolo per altre cose! Ok?

    2. Executive Summary…questo sconosciuto

    Sii comprensivo con il tuo interlocutore e consenti sempre a chi prende in mano per la prima volta il tuo business plan di capire in pochi minuti quello che vuoi fare e perchè lui dovrebbe finanziarti/diventare tuo partner/vendere il tuo prodotto. Un buon executive summary è come un biglietto da visita: ricorda il vecchio detto “There is not a second chance to make a good first impression”.

    3. Analisi di mercato approssimativa

    L’analisi di mercato non è un’opinione: studia bene la domanda e l’offerta. Che caratteristiche ha il tuo target di clienti? Sarebbero disposti a spendere la cifra che intendi chiedergli per il tuo prodotto/servizio? Analizza molto bene il panorama competitivo, usando fonti affidabili: il Fact&Numbers checking se fatto male, potrebbe farti prendere una cantonata (oltre che farti perdere un sacco di soldi). Se pensi che non ci siano competitor nel tuo mercato, ricorda che il tuo mercato potrebbe non esistere!

    4. Limitarsi al business model canvas

    Il business model canvas è uno strumento molto utile nelle primissime fasi di formalizzazione della tua idea imprenditoriale, ed è un ottimo framework per mettere nero su bianco variabili qualitative ma… il business plan è una altra cosa! Non confonderli!

    5. Prendere sotto gamba le tue modalità di generazione dei ricavi (e la mancanza di un problema da risolvere o di un vero valore della tua soluzione)

    Come fai i soldi? È una delle prime domande a cui devi provare a dare una risposta, ragionando sul tuo business model e, di conseguenza, sul tuo modello di revenue. Sempre. Ah, dimenticavo: se non risolvi un problema reale con il tuo prodotto/servizio, le possibilità di riuscire a generare ricavi si assottigliano sensibilmente, perciò pensaci bene.

    6. Dare le cose per scontate

    Non tutti conoscono il tuo business, soprattutto se ti occupi di nanotecnologie… ma anche una “classica” attività turistica o di ristorazione devono essere adeguatamente spiegate a chi non le conosce. Sii chiaro e definisci chiaramente cosa vuoi fare e come intendi farlo!

    7. Le one-man-band non esistono

    Sii realistico quando si tratta di definire l’evoluzione del personale della tua attività! È poco probabile riuscire a generare milioni di  con…..1 dipendete, ovvero te stesso! Se ci riesci, fammelo sapere però!

    8. Chi ha paura della matematica?

    I numeri fanno, purtroppo, paura a tutti: se le parole “proiezioni economico finanziarie” e “stima dei  mensilizzati”, ti fa venire un attacco di orticaria forse è meglio rivolgersi ad un esperto.

    9. Anche l’occhio vuole la sua parte

    Il comic sans è bandito, stessa cosa per i layout bizzarri! Usa uno stile di impaginazione semplice e chiaro. Anche in questo caso “less is more”.

    10. I costi operativi esistono e tu dovrai pagare l’affitto (oltre alla luce, l’acqua ed il gas)

    Anche se tutti tendono sempre ad ignorarli i costi operativi vanno pagati. Ovvero? Tieni conto nella redazione del tuo business plan di cose come le spese per il , i pareri legali, il consulente del lavoro oltre alle utenze, gli affitti, le consulenze del grafico per il tuo logo e tutti i costi che generalmente le persone tendono a dimenticare.

    Come vedi le cose da tenere a mente durante la scrittura di un business plan sono parecchie, spero di averti dato una serie di informazioni utili per rendere il tuo business plan a prova di….bomba!

    Ma ti lascio con un ultimo consiglio extra: ricordati sempre di essere umile. Sì, perché quando si parla di business plan la competenza in maniera è necessaria.

    E quindi?

    Fai revisionare il tuo Business Plan da qualcuno che abbia reali competenze per farlo… quindi con tuo cugino o l’amico del tuo amico… vai solo a prendere un caffè! Ok?

    Siamo arrivati alla fine di questa guida, spero davvero che gli spunti che ti ho dato ti siano stati utili per realizzare un business plan perfetto. E se avessi necessità di un supporto professionale per realizzare il tuo business plan, io ed il team di Trovabando siamo a tua disposizione per aiutarti!


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  • Bando Campania Startup 2023 per Progetti Innovativi

    30 Milioni di euro in contributi a fondo perduto, per la nascita e lo sviluppo delle startup innovative campane

    Il Bando Campania Startup 2023 mira ad aumentare la competitività del sistema produttivo regionale sviluppando prodotti, processi e servizi innovativi in linea con la RIS3 Campania. 

    Il bando fa riferimento all’azione “1.1.3 Promuovere la nascita e il consolidamento di startup e spin-off innovativi e l’attrazione di imprese e capitali” nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.1 “Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e l’introduzione delle tecnologie avanzate” dell’Asse Prioritario 1 “Ricerca, Innovazione, Digitalizzazione e Competitività” PR FESR Campania 2021-2027.

    Quali e quante spese possono essere finanziate?

    L’aiuto fornito a ciascun beneficiario, previsto dal Bando Campania Startup è pari al 70% della spesa ammissibile. Questa percentuale può aumentare se la spesa di investimento ammissibile è pari o inferiore a 100.000 euro; in quel caso, l’aiuto erogato sale all’80% della spesa ammissibile. L’importo massimo del contributo concesso è di 350.000 euro.

    In ogni caso, non sono ammissibili interventi che, all’esito istruttorio, generino un contributo inferiore a € 50.000.

    Ecco quali sono le principali Spese ammissibili:

    •  Spese connesse all’investimento materiale e immateriale
      – impianti specifici, macchinari, attrezzature
      – acquisto/realizzazione proprietà intellettuale e programmi informatici
      funzionali all’attività di impresa
    • Consulenze funzionali all’avvio e/o allo sviluppo del progetto
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno all’innovazione
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno alla penetrazione del mercato
    • Spese di gestione
      – Spese del personale contrattualizzato a tempo determinato o indeterminato,
      impiegato nelle attività progettuali
      – Spese generali
      – Altri costi di esercizio

     

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti del bando Campania Startup Innovativa.

    campania startup 2023
    Il bando Campania Startup innovativa mette a disposizione delle agevolazioni a fondo perduto per le start up della Regione.

    Chi può partecipare al bando?

    Sono ammissibili al bando campania startup 2023:

    • startup innovative costituite da non più di 60 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso che risultino essere, all’atto della presentazione della domanda di agevolazione, iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura alla Sezione speciale dedicata alle Startup innovative, operanti nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania (vedremo più avanti di cosa si tratta);
    • persone fisiche che intendano costituire una micro o piccola impresa nella
      forma di start-up innovativa operante nell’ambito di una Area di specializzazione della RIS3
      Campania.
     

    Gli investimenti previsti dal bando startup campania 2023 devono essere finalizzati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche relative a una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie e ad un Ecosistema dell’Innovazione esclusivo o prevalente, come individuato dal Documento RIS3 Campania: “Strategia Regionale per la Ricerca e l’Innovazione per la Specializzazione Intelligente, come indicato nel Decreto Regionale n. 655 del 07/12/2022 della Regione Campania. Gli investimenti devono essere realizzati presso le unità locali situate nella regione Campania.

    Quali sono le aree di specializzazione della Regione Campania?

    Abbiamo detto poco fa che le startup innovative, per essere considerate ammissibili, devono operare nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania. Scopriamo subito quali sono:

    • Aerospazio
    • Biotecnologie, salute, agroalimentare
    • Blue Growth
    • Energia, ambiente, costruzioni sostenibili
    • Beni culturali, industrie creative, turismo
    • Nuovi materiali e tecnologie abilitanti
    • Moda (Made in Italy e Design)
    • Trasporti e logistica

    Come si presenta la domanda?

    La Domanda di partecipazione per startup campania 2023 deve essere compilata e presentata online insieme a tutti gli allegati, attraverso lo sportello telematico aperto dal 15 Giugno 2023 fino al 31 Luglio 2023.

    Vuoi partecipare a questo bando ma non sai da dove cominciare per la redazione del tuo progetto?

    Contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Bando IFIM – Imprese Femminili Innovative Montane

    Dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie arriva il bando Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM, che prevede contributi a fondo perduto a sostegno delle startup femminili operanti nei Comuni montani italiani e in settori ad alta tecnologia.

    Il bando IFIM, con una copertura finanziaria di 3,9 milioni di euro, verrà gestito da Invitalia e avrà come obiettivi principali la promozione dei processi di trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle iniziative di ricerca nel sistema pubblico e privato.  Questi due macro obiettivi saranno perseguiti attraverso il finanziamento a fondo perduto delle imprese femminili che investono in progetti innovativi in grado di determinare una crescita economica delle aree oggetto di investimento.

    L’intervento avrà dunque al suo centro il processo di empowerment femminile e la capacità dell’ecosistema imprenditoriale femminile di portare innovazione e di promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale nelle zone montane.

    Vediamo in cosa consiste l’agevolazione e i requisiti necessari per poter presentare domanda. 

    Imprese Femminili Innovative Montane IFIM: chi sono?

    Per accedere ai finanziamenti, è necessario soddisfare determinati requisiti. Il bando è infatti dedicato alle startup innovative costituite prevalentemente da donne, in forma di società di capitali o cooperativa e:

    • aventi sede operativa in uno dei Comuni montani di cui all’Allegato 1 dell’Avviso; 
    • rientranti nella definizione di impresa di “piccola dimensione” ai sensi del Regolamento GBER
    • iscritte al Registro delle Imprese nella sezione speciale startup innovative 
    • costituite da non più di 60 mesi
    • aventi come oggetto sociale principale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    • a partire dal secondo anno di attività, non devono superare un totale di 5 milioni di euro di valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio
    • che non distribuiscono utili
    • che non sono state costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
    • che non sono quotate in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione. 
     

    Inoltre, come richiesto dalla maggioranza dei bandi di finanza agevolata, le imprese richiedenti devono avere Durc regolare, non devono essere sottoposte a procedure concorsuali e non devono aver ricevuto e poi non restituito aiuti individuati come incompatibili dalla Commissione Europea.

    ifim imprese innovative invitalia
    Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Contributi a fondo perduto IFIM

    L’agevolazione consiste nell’assegnazione di contributi a fondo perduto, nella misura massima del 70% del programma di investimento, da realizzarsi entro 18 mesi dalla data del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. 

    L’importo del contributo non può superare i 70.000 euro, a fronte di un progetto le cui spese ammissibili non superino i 100.000 euro.

    Le agevolazioni sono concesse nel rispetto dei limiti stabiliti dal Regolamento de minimis n.1407/2013 e, come anticipato, possono essere utilizzate per finanziare programmi d’investimento finalizzati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un significativo contenuto tecnologico e innovativo. Inoltre, possono essere sostenute attività volte alla valorizzazione economica dei risultati della Ricerca.

     I contributi permettono di recuperare parzialmente alcune tipologie di costi legati al programma di investimento. Vediamo nel dettaglio quali!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili per l’ottenimento delle agevolazioni includono:

    1. Investimenti materiali e immateriali: possono essere coperti i costi di acquisizione o sviluppo di attrezzature, macchinari, brevetti, licenze, software, know-how e altre risorse necessarie per il programma d’investimento.
    2. Ricerca e sviluppo: le spese legate all’attività di ricerca e sviluppo finalizzata all’innovazione dei prodotti o dei processi possono essere considerate ammissibili. Ciò include i costi del personale coinvolto nella ricerca, i materiali di consumo, i servizi di consulenza e i servizi di ricerca.
    3. Personale: le spese per l’assunzione di personale addetto allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo possono rientrare tra le spese ammissibili. Questo comprende i salari, i contributi previdenziali e le spese per la formazione del personale.
    4. Marketing e promozione: i costi legati alle attività di marketing, pubblicità e promozione dei prodotti o servizi innovativi possono essere considerati ammissibili. Ciò include la creazione di materiali promozionali, la partecipazione a fiere e eventi di settore, la realizzazione di campagne pubblicitarie, ecc.
    5. Servizi professionali: le spese sostenute per consulenze esterne, servizi legali, servizi di contabilità e altri servizi professionali necessari per lo sviluppo e la gestione dell’impresa possono essere considerate ammissibili.

     

    Per poter richiedere le agevolazioni, è necessario conservare la documentazione comprovante le spese effettuate.

    Come puoi richiedere le agevolazioni?

    I contributi possono essere richiesti presentando domanda telematica sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 30 maggio 2023

    Le agevolazioni quindi saranno concesse mediante una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni impresa potrà presentare un’unica domanda.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

     

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