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Autore: gabriele@cloudfactory.it

  • Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Il bando Disegni+ 2025 rappresenta una delle misure più rilevanti messe a disposizione dal Ministero delle Imprese nell’ambito del programma complessivo da 32 milioni di euro dedicato alla proprietà industriale. L’iniziativa si affianca infatti ai 20 milioni per brevetti, ai 2 milioni per marchi e ai 10 milioni di euro riservati al bando disegni, confermando la strategia nazionale di sostegno alla creatività delle imprese e del Made in Italy.

    L’agevolazione si rivolge in particolare a micro, piccole e medie imprese, mettendo al centro la valorizzazione e la trasformazione dei disegni e modelli industriali in prodotti innovativi, pronti per il mercato. Si tratta di una misura pensata per potenziare la dimensione nella valorizzazione di disegni, con attenzione sia agli aspetti tecnici sia a quelli commerciali e strategici, offrendo un contributo concreto alla crescita del sistema produttivo nazionale.

    Il ruolo degli uffici di riferimento: UIBM, EUIPO e OMPI

    Per accedere al bando, il titolo deve essere registrato presso uno degli enti competenti:

    • l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM),
    • l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO),
    • l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).

    Il disegno o modello deve essere registrato presso l’UIBM o presso tali enti internazionali, essere in corso di validità, ed essere comunque in data antecedente all’apertura dello sportello. Per i titoli internazionali è necessario che l’estensione ai paesi designati deve esserci.

    La misura specifica inoltre che il titolo deve essere registrato a decorrere dal 1° anno previsto, e più precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, oppure 1° gennaio 2023 e comunque conforme alle date previste dal decreto, risultando 2023 e comunque in data compatibile con il regolamento.

    Quali sono le finalità misura Disegni+ 2025

    L’obiettivo principale del bando Disegni+ è sostenere la valorizzazione di disegni e modelli, con interventi finalizzati alla messa in produzione, alla promozione strategica e alla commercializzazione.

    L’iniziativa promuove:

    • disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo pubblico;
    • supporto professionale tramite servizi specialistici esterni altamente qualificati;
    • sviluppo della catena produttiva finalizzata alla messa in produzione;
    • crescita della competitività del Made in Italy.

     

    Il percorso consente alle imprese di beneficiare di interventi che spaziano dalla prototipazione all’ingegnerizzazione, dall’utilizzo di tecnologie avanzate all’adozione di materiali innovativi, fino ai servizi di comunicazione necessari per portare il prodotto sul mercato offline e online.

    Chi può partecipare al bando Disegni+ 2025

    Possono presentare domanda micro imprese e imprese di piccola e media dimensione, che siano titolari o aventi diritto sul disegno o modello e che intendano svilupparlo in ottica di industrializzazione.

    Sono ammessi anche soggetti che dispongono del possesso della certificazione della parità di genere, appartenente alla tipologia di certificazione prevista dalla normativa nazionale, con valore aggiunto nella partecipazione ai bandi del Ministero delle imprese. Si tratta di un elemento che valorizza l’impegno delle imprese per l’equità e l’inclusione.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere l’oggetto del progetto di valorizzazione, registrato come richiesto e dotato di estensioni effettive verso i paesi designati.

    Quali sono le spese finanziabili con Disegni+ 2025

    Il bando sostiene ciascuna tipologia di servizio legata alla trasformazione del disegno in prodotto. Le linee di intervento principali includono:

    1. Progettazione, prototipazione e industrializzazione

    • sviluppo prototipi,
    • utilizzo di materiali avanzati o materiali innovativi,
    • ingegnerizzazione,
    • consulenza tecnica per la catena produttiva,
    • tecnica per la catena produttiva con fasi di test e ottimizzazione,
    • definizione della catena produttiva finalizzata alla messa,
    • attività finalizzata alla messa in produzione,
    • servizi di miglioramento estetico e funzionale dei disegni e modelli industriali.

    2. Comunicazione, branding e diffusione

    • progettazione ed ideazione dei layout,
    • ideazione dei layout grafici,
    • grafici e testi per materiale pubblicitario,
    • testi per materiale di comunicazione,
    • materiale di comunicazione offline,
    • iniziative di comunicazione offline e online,
    • layout grafici e testi integrati per brochure, cataloghi e strumenti di marketing.

    3. Strategie commerciali e internazionalizzazione

    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • studi di settore, benchmarking e posizionamento,
    • valutazioni di mercato per la progettazione ed ideazione dei layout orientati alla vendita,
    • accordi di licenza per l’utilizzo del design.

     

    Il modello di finanziamento è un contributo in conto capitale, concesso per facilitare la trasformazione dei disegni in prodotti commerciabili e competitivi.

    Quali sono importi e risorse disponibili per Disegni+ 2025

    Per l’annualità 2025, il Ministero ha destinato:

    • 20 milioni per brevetti,
    • 2 milioni per marchi,
    • 10 milioni di euro per Disegni+,

     

    con la volontà di rafforzare la tutela della creatività delle imprese italiane.

    Il contributo viene concesso nella forma di contributo in conto capitale, con intensità variabile in funzione delle attività richieste e della tipologia di intervento.

    Le richieste saranno accolte fino ad esaurimento delle risorse.

    Quali sono le scadenze, date chiave e procedure di partecipazione

    La presentazione della domanda di partecipazione segue le indicazioni del decreto attuativo e si svolge tramite procedura telematica.

    L’apertura dello sportello è prevista il 18 dicembre 2025.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere deve essere registrato a decorrere dal periodo indicato, e precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, con piena validità al momento della domanda di partecipazione ed essere riconosciuto come valido e opponibile.

    Le domande saranno accettate fino ad esaurimento delle risorse.

    Requisiti di ammissibilità del disegno o modello

    Il disegno o modello deve:

    • risultare essere in corso di validità,
    • essere partecipazione ed essere in corso coerente con i requisiti del bando,
    • essere stato registrato presso uno degli enti riconosciuti,
    • risultare comunque in data antecedente alla finestra di apertura del bando,
    • avere estensioni valide per i paesi designati,
    • essere l’oggetto del progetto di valorizzazione.

    Perché partecipare al bando Disegni+ 2025

    Le imprese italiane possono ottenere benefici concreti:

    • incremento della competitività grazie alla valorizzazione dei disegni,
    • rafforzamento della presenza commerciale nei mercati nazionali ed esteri,
    • sostegno alla prototipazione avanzata e all’utilizzo di materiali innovativi,
    • miglioramento dell’immagine tramite materiale di comunicazione offline,
    • acquisizione di servizi professionali e servizi specialistici esterni,
    • strutturazione della strategia commerciale con consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • valorizzazione della media dimensione nella valorizzazione del design,
    • crescita sostenuta del sistema produttivo attraverso strumenti dedicati alle imprese e del Made in Italy.

     

    La misura risponde inoltre all’esigenza delle imprese di trasformare un’idea progettuale in un prodotto reale, passando attraverso fasi di test, industrializzazione e commercializzazione.

    Il bando conferma l’impegno del Ministero nel supportare le imprese di micro , piccola o media dimansione e sostenere la creatività e l’innovazione delle imprese italiane, offrendo strumenti e risorse per valorizzare la proprietà industriale. Il bando Disegni+ 2025 è un’occasione strategica per rafforzare la competitività delle imprese, sviluppare nuovi prodotti e portare sul mercato soluzioni innovative basate su disegni registrati e pienamente tutelati.

    Per supportare la tua domanda di partecipazione, Trovabando può assisterti in ogni fase: verifica requisiti, definizione dei servizi da acquistare, preparazione della documentazione e gestione del processo di invio.

    Inoltre, se sei una azienda del Lazio potrebbe interessarti anche l’agevolazione “STEP-Lazio” .

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  • Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025: fino a 150.000 euro a fondo perduto

    Il bandovoucher digitalizzazione PMI Lazio – II edizione 2025” nasce per sostenere i progetti delle imprese che vogliono accelerare la trasformazione digitale con soluzioni digitali tecnologivhe concrete: diagnosi, cloud computing, e-commerce, sicurezza.

    La Regione Lazio e LazioInnova hanno pubblicato il nuovo avviso per offrire alle imprese laziali un aiuto a fondo perduto pensato per aumentarne l’efficienza e la competitività.

    Ilvoucher digitalizzazione PMI Lazio è un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Cos’è il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    La Regione Lazio ha recentemente lanciato il bando “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025- II edizione 2025“, un’agevolazione per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) a digitalizzarsi. 

    È un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Se sei un imprenditore che vuole innovare la tua azienda, questo bando potrebbe essere l’opportunità giusta per te.

    In questa guida esploreremo insieme tutti gli aspetti del bando ” Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 “: chi può partecipare, quali sono i vantaggi concreti, quali sono le spese ammissibili e come fare per accedere all’agevolazione.

    L’obiettivo è offrirti un quadro completo che ti permetta di capire se il voucher è adatto alla tua azienda e come sfruttare al massimo questa opportunità.

     

    Il contesto della digitalizzazione delle PMI in Italia

    La digitalizzazione è diventata una necessità impellente per le aziende italiane, in particolare per le PMI, che costituiscono la spina dorsale dell’economia del nostro paese.

    Negli ultimi anni, l’Italia ha fatto progressi significativi nel processo di trasformazione digitale grazie a varie iniziative sia a livello nazionale che regionale, come questo bando della Regione Lazio.

    Tuttavia, molti imprenditori faticano ancora a comprendere appieno il valore della digitalizzazione e come questa possa essere un volano per la crescita.

    Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index) dell’Unione Europea, l’Italia ha compiuto progressi negli ultimi anni, ma è ancora in ritardo rispetto a molti altri paesi europei per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali. 

    Il “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 ” mira a colmare questo gap, offrendo supporto finanziario alle imprese locali affinché possano rinnovare i propri sistemi tecnologici, migliorare la produttività e accedere a nuovi mercati.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 si inserisce all’interno del Programma FESR Lazio 2021-2027, con l’obiettivo principale di migliorare la competitività e l’innovazione delle PMI del territorio. 

    L’agevolazione è rivolta a incentivare l’adozione di tecnologie digitali da parte delle aziende, in modo da supportarle nel miglioramento dell’efficienza operativa e favorire la trasformazione digitale. 

    Questo vuol dire aiutare le imprese non solo a informatizzarsi, ma a rivedere i loro modelli di business, adattandosi così ai cambiamenti del mercato e rendendosi più resilienti di fronte alle sfide future.

    Le aree di intervento supportate dal bando includono vari aspetti della digitalizzazione, tra cui:

    • E-commerce: per permettere alle PMI di entrare in contatto con i clienti attraverso nuovi canali di vendita online.
    • Cloud Computing: per garantire maggiore flessibilità operativa e sicurezza nei processi aziendali.
    • Cybersecurity: fondamentale per proteggere i dati aziendali e i sistemi informatici da attacchi esterni.
    • Strumenti per la produttività: soluzioni che permettono di ottimizzare la gestione delle risorse umane e di migliorare il flusso di lavoro.

    A chi è rivolto e cosa finanzia il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    I beneficiari del bando sono tutte le piccole e medie imprese (PMI) iscritte al Registro delle imprese italiano e con una sede operativa nella Regione Lazio, che presentano progetti di innovazione in cinque aree: diagnosi digitale, Digital Workplace, Digital Commerce & Engagement, cloud computing, Cyber Security.

    Le caratteristiche per essere considerati una PMI sono definite dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 aprile 2005, che recepisce la Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea. 

    Sono ammissibili micro, piccole e medie imprese che rispettano i seguenti criteri:

    • Localizzazione: La sede operativa deve essere nella Regione Lazio.
    • Dimensioni dell’impresa: Sono ammesse micro, piccole e medie imprese (PMI).
    • Altri requisiti specifici: Le imprese devono rispettare i requisiti di ammissibilità indicati nel bando. Sono escluse quelle che operano in settori non ammessi o che non soddisfano i requisiti necessari, come l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Quali imprese non possono partecipare?​

    Non possono partecipare le imprese che operano in settori esclusi dal regolamento comunitario o che non rispettano i requisiti previsti dal bando, come l’assenza di una sede operativa nel Lazio.

    Quanto puoi ottenere con l’edizione 2025 del bando Voucher Digitalizzazione PMI Lazio?

    Il contributo massimo ottenibile con il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è di 50.000 euro per le micro imprese100.000 euro per le piccole imprese e 150.000 euro per le medie imprese.

    Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di intervento.

    Ecco i principali interventi finanziati:

    • Diagnosi Digitale: questo è il primo passo per qualsiasi progetto di digitalizzazione. Attraverso una consulenza mirata, le imprese possono analizzare il loro livello di maturità digitale e identificare le aree di miglioramento. 
    • Digital Workplace: la trasformazione digitale non riguarda solo la tecnologia, ma anche il modo in cui le persone lavorano. Il bando prevede un contributo  per ogni dipendente, finalizzato a migliorare l’efficienza lavorativa tramite strumenti digitali che consentono la collaborazione a distanza e la gestione condivisa dei progetti.
    • Digital Commerce & Engagement: l’e-commerce è uno dei motori principali della digitalizzazione. I contributi possono essere utilizzati per sviluppare piattaforme di vendita online, integrare sistemi di pagamento e implementare strategie di marketing digitale.
    • Cloud Computing: la migrazione in cloud è un elemento cruciale per migliorare la flessibilità e la sicurezza aziendale. I contributi variano in base alla complessità della soluzione. Questo tipo di migrazione è fondamentale per consentire alle imprese di accedere ai propri dati ovunque e garantire continuità operativa.
    • Cybersecurity: con l’aumento degli attacchi informatici, la sicurezza è diventata una priorità assoluta. Il bando prevede un contributo per migliorare la protezione dei dati e dei sistemi, attraverso strumenti come firewall, sistemi di autenticazione e monitoraggio continuo. 

    Quali sono le spese ammissibili con il Voucher Digitalizzazione Lazio 2025?

    Le spese ammissibili  del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 includono diversi tipi di progetti per la digitalizzazione:

    • Diagnosi Digitale: Consulenze per analizzare il livello di digitalizzazione dell’azienda e pianificare il percorso di miglioramento.
    • Acquisto di software e applicazioni: Sistemi per aumentare la produttività, strumenti per il digital workplace e soluzioni per il commercio online.
    • Migrazione in Cloud: Spese per spostare l’infrastruttura aziendale sul cloud, garantendo maggiore flessibilità e sicurezza.
    • Cybersecurity: Sistemi di sicurezza per proteggere i dati e i sistemi dell’azienda, come firewall e sistemi di monitoraggio.

     

    In sintesi: la soglia minima del progetto è di 14.000 €; bisogna rispettare i tetti massimi pari a €50k per le micro imprese, €100k per le piccole imprese e €150k per le medie imprese; il contributo viene erogato a saldo previa presentazione della pratica finale su GeCoWEB Plus.

    Spese non ammissibili​

    Non sono ammissibili per la partecipazione al Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 le spese non legate alla digitalizzazione o progetti con un contributo inferiore a 14.000 euro.

    Come funziona la procedura di partecipazione su GeCoWEB Plus

    Le domande per la richiesta del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 devono essere presentate tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, seguendo una procedura di selezione basata su una graduatoria

    Le domande verranno valutate in ordine di punteggio, privilegiando le imprese con maggiore capacità di realizzare il progetto e quelle con certificazioni di sostenibilità ambientale o parità di genere.

    Scadenze: Le imprese hanno 30 giorni dalla firma dell’atto di impegno per produrre una diagnosi digitale iniziale, sottoscritta da un Innovation Manager.

    Il contributo verrà poi erogato dopo la presentazione della documentazione finale entro 6 mesi.

    I vantaggi della digitalizzazione per le PMI

    Digitalizzare non è solo un modo per restare al passo coi tempi, è una vera e propria strategia per migliorare l’efficienza aziendale e rispondere meglio alle esigenze del mercato.

    Adottare tecnologie digitali consente di:

    • Ridurre i costi operativi: Con strumenti come il cloud computing e la gestione digitale dei processi, è possibile ridurre significativamente i costi fissi e operativi.
    • Accedere a nuovi mercati: Attraverso l’e-commerce, le PMI possono ampliare la propria base clienti, sia a livello nazionale che internazionale.
    • Migliorare la sicurezza dei dati: Investire in cybersecurity significa proteggere il know-how aziendale e garantire la fiducia dei propri clienti.
    • Aumentare la produttività: Strumenti come il digital workplace migliorano la collaborazione tra i dipendenti, anche quando lavorano a distanza, aumentando così la produttività.

    Storie di successo: esempi di PMI che hanno beneficiato di voucher per la digitalizzazione

    Per dare un’idea concreta dell’impatto di questo bando, ecco alcune storie di successo di clienti che hanno già beneficiato di voucher nelle precedenti edizioni o iniziative simili:

    • Un’azienda agricola nella provincia del Lazio: Questa azienda agricola ha utilizzato il voucher per sviluppare una piattaforma di e-commerce che le ha permesso di espandere la vendita dei propri prodotti biologici a livello nazionale. Grazie alla digitalizzazione, è riuscita ad aumentare le vendite del 40% in un solo anno.
    • Un’azienda specializzata in impianti di illuminazione: Questa azienda ha investito in soluzioni di cloud computing e cybersecurity per migliorare la sicurezza dei dati e la gestione interna dei progetti. Grazie a questi interventi, è riuscita a ridurre i tempi di consegna dei progetti del 20%, aumentando la soddisfazione dei clienti.

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è il bando giusto per te?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 rappresenta una grande opportunità per tutte quelle imprese che vogliono innovare, migliorare la propria competitività e aumentare la propria resilienza di fronte a un mercato in continua evoluzione. 

    Tuttavia, come qualsiasi agevolazione, richiede un certo impegno in termini di tempo e risorse per la preparazione della documentazione necessaria e per la gestione del progetto.

    Se la tua azienda si trova nel Lazio e desidera investire in tecnologia, questo bando potrebbe rappresentare una leva importante per crescere. Non perdere l’occasione di innovare e far crescere la tua impresa! La digitalizzazione è la chiave per il futuro e questo è il momento giusto per iniziare.

    Verifica la tua idoneità e, se ritieni che il voucher sia adatto alla tua azienda, prepara la documentazione necessaria e partecipa. Siamo qui per fornirti tutte le informazioni e il supporto di cui hai bisogno per intraprendere questo percorso.

    Digitalizza la tua impresa e apriti a nuove opportunità di crescita!

    PARLANE CON NOI

    Se la digitalizzazione è una tematica importante per la tua impresa dai uno sguardo all’articolo su questa agevolazione a fondo perduto per le imprese del Lazio.

  • STEP Lazio: il bando della Regione Lazio 2025 per investimenti in tecnologie strategiche

    Nel 2025 prende forma una delle iniziative più rilevanti per le imprese del territorio: STEP Lazio, un bando innovativo promosso dalla Regione Lazio e LazioInnova per sostenere lo sviluppo industriale, la ricerca avanzata e la fabbricazione di nuove tecnologie ad alto valore aggiunto.

    Il programma nasce con una visione chiara: contribuire al rafforzamento delle filiere produttive regionali, sostenere la crescita competitiva e favorire la salvaguardia e il rafforzamento della base industriale locale attraverso investimenti strutturati.

    STEP Lazio rientra tra le misure più strategiche del 2025 sotto il profilo del sostegno alle imprese, soprattutto in quei settori che richiedono innovazione continua, infrastrutture tecnologiche avanzate e capacità di sviluppare o implementare tecnologie critiche.

    Si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione, incluse microimprese, startup e PMI, che intendono investire nella regione e rafforzare la loro presenza nelle nuove catene del valore europee.

    Quali obiettivi si pone STEP Lazio

    Il bando STEP Lazio ha l’obiettivo di finanziare interventi che riguardano lo sviluppo industriale innovativo e la fabbricazione di soluzioni tecnologiche avanzate.

    Il programma nasce per sostenere imprese che intendono investire in strumenti, infrastrutture e processi che migliorino la loro capacità competitiva e favoriscano la transizione verso modelli più efficienti sotto il profilo energetico, digitale e produttivo.

    Tra gli scopi principali:

    • supportare attività che includano lo sviluppo o la fabbricazione di nuove tecnologie;
    • incoraggiare la creazione di prodotti e sistemi innovativi;
    • potenziare la ricerca applicata e le attività di sviluppo sperimentale;
    • promuovere la diversificazione industriale;
    • favorire investimenti in tecnologie pulite e processi avanzati;
    • facilitare il trasferimento tecnologico mediante la collaborazione con organismi di ricerca.

     

    È evidente come la misura punti in modo deciso al rafforzamento delle filiere tecnologiche strategiche, contribuendo anche al superamento delle fragilità industriali, al miglioramento delle performance produttive e al consolidamento dell’ecosistema regionale.

    Chi può partecipare al bando STEP Lazio

    Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, comprese PMI, startup e grandi aziende.

    La partecipazione può avvenire:

    • in forma singola,
    • oppure in aggregazione, anche con organismi di ricerca.

     

    La presenza di università, centri di ricerca o enti qualificati è particolarmente utile nel caso di progetti che includono attività di sviluppo sperimentale, poiché rafforza la qualità scientifica e tecnologica delle proposte e aumenta l’impatto sul sistema produttivo.

    Affinché un intervento sia giudicato ammissibile, deve essere coerente con gli obiettivi del bando e localizzato nel Lazio, con un’unità operativa attiva nel territorio.

    Cosa finanzia il bando STEP Lazio della Regione Lazio

    STEP Lazio sostiene progetti altamente innovativi, che possono includere:

    1. Investimenti produttivi e industriali

    Sono ammissibile spese per:

    • macchinari;
    • linee di produzione avanzate;
    • impianti industriali dedicati alla fabbricazione;
    • tecnologie per la riduzione degli impatti ambientali;
    • sistemi ad alta efficienza con tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo energetico.

    Gli investimenti possono inoltre comprendere nuovi processi di immobilizzazione industriale e tecnologie dedicate alla trasformazione dei modelli produttivi.

    2. Attività di sviluppo sperimentale

    Le attività di sviluppo sperimentale rappresentano il cuore tecnologico del bando e includono:

    • prototipazione;
    • test e validazione;
    • implementazione pre-industriale;
    • studi che riguardano lo sviluppo di nuove soluzioni;
    • ricerca applicata su processi di fabbricazione di tecnologie critiche.

    Queste attività permettono di accelerare l’adozione di soluzioni ad alto contenuto scientifico e industriale.

    3. Investimenti immateriali

    Sono finanziabili beni immateriale come:

    • software avanzati;
    • brevetti;
    • licenze;
    • infrastrutture digitali;
    • tecnologie per la simulazione o il controllo di processo.

    Gli investimenti immateriale favoriscono l’adozione di sistemi innovativi e la diversificazione delle capacità produttive.

    4. Consulenze e servizi per l’innovazione

    Tra le spese ammissibile rientrano:

    • attività di consulenza specialistica;
    • servizi di consulenza dedicati a progettazione, sviluppo, prototipazione;
    • consulenze e servizi per la valorizzazione dei risultati;
    • supporto tecnico alla fabbricazione delle tecnologie critiche.

     

    Questi interventi consentono di accelerare e stabilizzare i processi di innovazione.

    Qual è il contributo concesso dal bando Step Lazio 2025

    Il bando mette a disposizione un contributo a fondo perduto, con un massimo di 10 milioni per impresa e per progetto complesso. Il modello di finanziamento è pensato per sostenere processi di investimento impegnativi, spesso in grado di richiedere diversi milioni di euro per progetto.

    STEP Lazio include componenti a fondo perduto per tutte le tipologie di spesa considerate ammissibile, dall’acquisto di macchinari alla prototipazione, passando per la consulenza e gli investimenti ad alto impatto tecnologico.

    Cosa si intende per tecnologie prioritarie del 2025

    La misura incentiva in modo particolare tecnologie che riguardano lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, o la salvaguardia e il rafforzamento delle rispettive catene del valore, nei settori seguenti:

    1. tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech;
    2. tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, incluse le tecnologie a zero emissioni nette;
    3. biotecnologie, compreso lo sviluppo e la fabbricazione dei medicinali critici.

     

    Sono considerate critiche le tecnologie che soddisfano almeno una delle condizioni seguenti:

    • apportano un elemento innovativo, emergente e all’avanguardia con un notevole potenziale economico;
    • contribuiscono a ridurre o a prevenire le dipendenze strategiche della UE.

    Quali sono i tempi di presentazione della domanda

    Le domande possono essere inoltrate a partire dal 17 luglio 2025 e devono essere inviate entro il 5 marzo 2026, tramite il sistema telematico dedicato.

    Il rispetto delle scadenze è fondamentale affinché la proposta sia considerata ammissibile: affidarsi a una consulenza esperta come quella di Trovabando consente di ridurre il rischio di errori formali e di aumentare la qualità progettuale in fase di candidatura allo STEP Lazio.

    Perché partecipare a STEP Lazio

    I vantaggi principali includono:

    • accesso a un fondo strutturato e competitivo;
    • possibilità di ottenere un contributo rilevante;
    • sostegno alla fabbricazione industriale innovativa;
    • crescita tecnologica e apertura verso nuove catene del valore;
    • rafforzamento del ruolo degli organismi di ricerca;
    • maggiore solidità nelle filiere emergenti;
    • stimolo alla diversificazione produttiva.

     

    In un mercato sempre più complesso, il bando STEP offre un mezzo concreto per evolvere, innovare e competere.

    Il bando Step Lazio per gli investimenti strategici è davvero utile?

    STEP Lazio si conferma nel 2025 come una delle iniziative più strategico e rilevanti per lo sviluppo industriale del territorio.

    Attraverso il fondo perduto, la promozione della fabbricazione, il sostegno alle tecnologie critiche e la valorizzazione delle attività di sviluppo sperimentale, il programma rappresenta una leva potente per il rafforzamento del tessuto produttivo regionale.

    Per le imprese che desiderano crescere, investire e innovare, questo bando è un’occasione unica.

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    Se il tema della digitalizzazione è importante per la tua impresa leggi l’articolo su questo Voucher a fondo perduto del Lazio.

  • Bilancio di sostenibilità: guida chiara e aggiornata per le PMI che vogliono crescere nel 2025

    Ti è mai capitato di sentir parlare di bilancio di sostenibilità e pensare: “Tanto riguarda solo le grandi aziende”? Oppure: “È una cosa da multinazionali, non da PMI”?

    Ecco, se anche tu l’hai pensato, sappi che dal 2025 le cose cambiano davvero per tutti. Anche per le piccole e medie imprese.

    E no, non è (solo) una questione burocratica. Il bilancio di sostenibilità può diventare un potente strumento competitivo, se sai come usarlo. Non si tratta solo di un obbligo normativo, ma di un’opportunità per migliorare la trasparenza, l’efficienza e la sostenibilità dell’azienda.

    In questa guida ti raccontiamo tutto quello che c’è da sapere sul bilancio di sostenibilità: cos’è, chi deve redigerlo, quali sono i suoi vantaggi e come prepararlo in modo efficace. Analizzeremo anche la rendicontazione di sostenibilità nel contesto della direttiva CSRD, gli standard ESRS, e la differenza tra bilancio e report di sostenibilità.

    Cos’è il bilancio di sostenibilità e perché oggi è centrale

    Il bilancio di sostenibilità è un documento che descrive l’impatto ambientale, sociale e di governance (ESG) di un’azienda.

    Include una rendicontazione completa e dettagliata delle performance di sostenibilità, sia in termini quantitativi che qualitativi.

    Ma il bilancio di sostenibilità cos’è davvero? È uno strumento per comunicare la propria strategia, le politiche di sostenibilità adottate e gli obiettivi di lungo periodo, secondo un piano di sostenibilità strutturato.

    La sostenibilità rappresenta ormai un elemento chiave nelle decisioni d’acquisto, nei criteri di finanziamento e nella reputazione delle imprese. Verso la sostenibilità, infatti, si orientano oggi consumatori, investitori, istituzioni e lavoratori.

    Per questo motivo, la rendicontazione della sostenibilità non è più una pratica riservata alle grandi imprese, ma una scelta strategica anche per le PMI.

    Report di sostenibilità e bilancio di sostenibilità: differenze fondamentali

    Molti confondono il bilancio di sostenibilità con il report di sostenibilità. Ma tra i due ci sono differenze importanti.

    Il report di sostenibilità ha spesso una base volontaria, è più flessibile nella struttura e viene usato dalle aziende per raccontare il proprio impegno ambientale e sociale.

    Il bilancio di sostenibilità, invece, è obbligatorio per tutte le imprese che superano determinate soglie, secondo la normativa di riferimento.

    Include una rendicontazione ESG completa, spesso redatta secondo gli standard di rendicontazione internazionali, come quelli definiti dalla Global Reporting Initiative (GRI).

    All’interno del bilancio di sostenibilità devono essere presenti dati precisi, coerenti e comparabili.

    Questa differenza del bilancio è fondamentale: mentre il report esg può essere uno strumento di marketing, il bilancio ESG è un documento ufficiale, integrato nel bilancio d’esercizio.

    Obbligatorio il bilancio di sostenibilità: quando è obbligatorio redigerlo

    Il bilancio di sostenibilità diventa obbligatorio a partire dal 2025 per tutte le aziende che superano almeno due dei seguenti tre criteri:

    • 250 dipendenti
    • 40 milioni di euro di fatturato
    • 20 milioni di euro di totale attivo

    Si tratta della diretta applicazione della direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che ha l’obiettivo di estendere la rendicontazione non finanziaria a un numero molto più ampio di soggetti rispetto alla precedente dichiarazione non finanziaria.

    Nel 2025 saranno coinvolte anche molte PMI quotate, mentre le piccole aziende potranno adottare un approccio volontario attraverso strumenti di rendicontazione semplificata.

    Gli ESRS: gli standard europei per la rendicontazione di sostenibilità

    Per redigere il bilancio di sostenibilità, è necessario seguire gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), pubblicati nel gennaio 2023 e recepiti nell’ordinamento italiano. Questi standard definiscono cosa includere nel documento e come strutturare la rendicontazione ESG.

    La redazione del bilancio di sostenibilità richiede l’analisi dei temi legati alla sostenibilità più rilevanti per l’impresa, secondo il principio della doppia materialità. Significa considerare sia l’impatto dell’azienda su ambiente e società, sia l’influenza di fattori esterni sulle sue attività.

    In questo processo sono fondamentali gli stakeholder: coinvolgerli consente di costruire un bilancio credibile e coerente con le aspettative del mercato. Propri stakeholder, comunità locali e investitori sono oggi sempre più attenti agli aspetti di sostenibilità.

    Come prepararsi alla redazione del bilancio di sostenibilità

    Redigere un bilancio di sostenibilità non significa solo compilare tabelle, ma raccontare con trasparenza chi sei, cosa fai, e dove vuoi andare. Per farlo, servono visione strategica, competenze e una buona raccolta dei dati. Ecco i passaggi fondamentali:

    1. Verifica se sei soggetto all’obbligo: controlla i criteri previsti dalla direttiva CSRD.

    2. Analizza la tua materialità: individua i temi ambientale e sociale più rilevanti per il tuo settore.

    3. Avvia la raccolta dei dati ESG: costruisci indicatori affidabili e confrontabili nel tempo.

    4. Coinvolgi gli stakeholder: confrontati con clienti, dipendenti, comunità locali.

    5. Redigi il bilancio secondo gli ESRS, garantendo coerenza e chiarezza.

    Molte PMI scelgono di iniziare nel 2024 con un reporting di sostenibilità volontario, per poi redigere un bilancio completo nel 2025.

    La pubblicazione bilancio deve avvenire in parallelo al bilancio d’esercizio.

    I vantaggi del bilancio di sostenibilità per le PMI

    Il bilancio di sostenibilità permette di:

    • migliorare la reputazione aziendale;
    • attrarre investitori e talenti;
    • ottenere condizioni di credito più favorevoli;
    • partecipare a bandi legati alla sostenibilità;
    • prendere decisioni strategiche basate su dati ESG reali.

     

    Ma c’è di più. L’importanza della sostenibilità si riflette anche nei comportamenti dei consumatori e nelle catene di fornitura.

    Le aziende sostenibili sono più resilienti e competitive. E la sostenibilità consente di prevenire rischi, anticipare cambiamenti normativi e rafforzare la governance interna.

    Verso la sostenibilità, passo dopo passo

    In un contesto sempre più complesso, redigere il bilancio di sostenibilità è diventato un passaggio necessario per ogni impresa che vuole crescere. Non si tratta solo di adempiere a un obbligo, ma di cogliere l’opportunità di contribuire allo sviluppo sostenibile e alla trasparenza economica.

    Che tu sia una delle grandi aziende già obbligate, o una PMI che vuole prepararsi in anticipo, la rendicontazione di sostenibilità è la chiave per il futuro.

    La sostenibilità è un documento, sì, ma prima ancora è una scelta. Una scelta strategica.

    Sostenibilità aziendale, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale: oggi più che mai, rappresentano il nuovo paradigma del fare impresa. E il bilancio di sostenibilità è il tuo primo, concreto passo in questa direzione.

    Se vuoi affrontare al meglio l’obbligo del bilancio di sostenibilità e trasformarlo in un vantaggio competitivo per la tua impresa, Trovabando è al tuo fianco. I nostri consulenti ti guidano passo dopo passo nella redazione conforme agli standard ESRS, aiutandoti a raccogliere i dati giusti, coinvolgere gli stakeholder e costruire una strategia ESG solida e credibile.

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  • Bandi Regionali Piemonte 2025: Agevolazioni e Contributi a Fondo Perduto

    Se sei un’impresa con sede operativa in Piemonte o stai pensando di avviare una nuova attività, le opportunità messe a disposizione dalla Regione Piemonte per il 2025 sono molteplici.

    Ci sono numerosi bandi regionali piemonte ed europei per favorire l’atterraggio di nuove iniziative imprenditoriali e sostenere lo sviluppo delle imprese già avviate, anche grazie a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino a coprire il 65% dei costi che possono essere ammessi a contributo.

    Questi strumenti sono pensati per incentivare gli investimenti in Piemonte – grandi e piccole imprese e per agevolare la transizione digitale ed ecologica, oltre a sostenere i progetti di ricerca e sviluppo e l’attrazione di investimenti in Piemonte.

    L’obiettivo è stimolare lo sviluppo e il rilancio delle imprese piemontesi e generare nuova occupazione tramite l’accesso ai bandi regionali Piemonte.

    Bandi Regionali Piemonte per Certificazioni di Competitività e Sostenibilità delle PMI

    Il primo tra i bandi regionali piemonte che analizziamo è dedicato alle PMI sul territorio piemontese. Questo avviso pubblico della Regione Piemonte rientra nel Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027 e ha come obiettivo la certificazione di qualità per incrementare la competitività delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

     

    Chi può beneficiare di questa misura agevolativa

    Le piccole e medie imprese (PMI) piemontesi possono accedere alla misura se hanno:

    • una sede operativa attiva in Piemonte,
    • l’iscrizione al Registro delle Imprese,
    • una situazione patrimoniale stabile e senza rischio di difficoltà.

    Possono accedere anche le piccole imprese a media capitalizzazione e le startup innovative già costituite e iscritte. La misura sostiene anche le imprese in situazione di pre-crisi o con l’obiettivo di attuare volte alla prevenzione di criticità future.

     

    Spese ammissibili e requisiti 

    I costi sostenibili con la misura sono quelli per:

    • certificazioni ESG, ambientali e di prodotto,
    • servizi consulenziali e di consulenza sviluppo impresa,
    • formazione e implementazione di servizi a sostegno dello sviluppo.

    L’incentivo prevede anche investimenti materiali e immateriali realizzati per ottenere le certificazioni necessarie al superamento di criticità di natura organizzativa.

     

    Contributo a fondo perduto e dotazione finanziaria dei voucher

    La misura prevede un contributo a fondo perduto con percentuali che arrivano fino al fondo perduto 50 o addirittura fino al 65% delle spese che sono state ammesse. La dotazione finanziaria complessiva dell’agevolazione è pari a 8,4 milioni di euro, un plafond importante per il rilancio delle piccole e medie imprese.

     

    Modalità telematica per la presentazione della domanda 2025

    Le domande vanno inviate in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart entro luglio 2025. La presentazione dell’istanza di agevolazione avviene con procedura a sportello e il sistema informatico determina l’ordine cronologico.

    Bandi Regionali Piemonte per imprese artigiane: contributi per eventi e fiere

    Un secondo incentivo tra i bandi regionali piemonte  riguarda le imprese artigiane e il settore dell’artigianato.

    L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali tramite la partecipazione a fiere.

    Requisiti per partecipare ai bandi regionali Piemonte per le imprese artigiane

    Possono partecipare le imprese con sede operativa in Piemonte, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese e in regola con DURC e normativa fiscale. Anche le imprese delle province di Novara, Cusio Ossola e provincia di Asti sono incluse.

     

    Tipologie di spese ammissibili e importo dei contributi a fondo perduto

    Si possono effettuare spese per:

    • iscrizione e allestimento dello stand,
    • comunicazione e mettersi in proprio attraverso fiere di settore.

    L’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro. Questo bando della Regione Piemonte è molto utile anche per chi vuole avviare una nuova attività o sviluppare un ramo d’azienda dedicato all’export.

     

    Come presentare la domanda telematica e le scadenze 2025

    La domanda deve essere presentata entro l’anno 2025, con piattaforma telematica ReStart. Il bando si chiude in base alla disponibilità del plafond, perciò è consigliato muoversi rapidamente.

    Bandi Regionali Piemonte per Aziende Turistico-Ricettive: Ammodernamenti e Ampliamenti

    Questa agevolazione, la terza tra i bandi regionali piemonte in oggetto, sostiene le aziende del turismo piemontese, in particolare quelle che operano in aree ricomprese nella carta degli aiuti e nelle aree 107.3.c.

     

    Agevolazioni a fondo perduto per migliorare la competitività nel turismo piemontese

    Il bando prevede finanziamenti a fondo perduto che coprono fino al 50% delle spese. Si rivolge a imprese piemontesi che intendono effettuare l’ammodernamento e l’ampliamento di una sede operativa. La misura sostiene anche il l’ampliamento e l’adeguamento degli stabilimenti produttivi.

     

    Interventi e spese agevolabili 

    Si possono effettuare:

    • interventi di transizione digitale e transizione ecologica,
    • investimenti materiali e immateriali realizzati nelle aree ricomprese nella carta degli aiuti,
    • azioni di ricerca e sviluppo preordinati o sviluppo preordinati o conseguenti.

    Questa misura è molto utile anche per le imprese in situazione di pre-crisi che devono affrontare il superamento di criticità di natura economica.

     

    Dotazione finanziaria e modalità di presentazione dell’istanza

    La dotazione del bando è di 15,8 milioni di euro. Le imprese devono inviare la presentazione della istanza tramite la piattaforma FINDOM di Finpiemonte, che gestisce le risorse regionali ed europei.

    Bandi Regionali Piemonte per il Rinnovo delle Flotte Aziendali: Acquisto, Noleggio e Conversione

    L’ultimo bando della Regione Piemonte riguarda il rinnovo dei veicoli aziendali. È un incentivo tra i bandi regionali piemonte rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle piemonte – grandi imprese che hanno flotte da aggiornare.

     

    Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese piemontesi

    Possono richiedere il contributo le imprese piemontesi con sede operativa in Piemonte che vogliono ridurre le emissioni e investire in sostenibilità. Possono partecipare anche le parte di grandi imprese che intendono effettuare sviluppo di investimenti da parte dei propri stabilimenti.

     

    Linee di intervento dei bandi regionali Piemonte per veicoli aziendali

    Il bando si articola in tre linee:

    1. Acquisto di veicoli nuovi con fondo perduto fino al 30% per veicoli elettrici e idrogeno.

    2. Noleggio a lungo termine con contributi a fondo perduto fino al 30% per 36 mesi.

    3. Conversione dei veicoli esistenti per favorire la transizione ecologica.

     

    Come presentare la domanda telematica tramite piattaforma ReStart

    La presentazione della domanda avviene tramite ReStart fino all’anno 2025. Finpiemonte e Unioncamere Piemonte seguono la concessione di agevolazioni e la tempestiva rilevazione delle richieste.

    Come Accedere alle Agevolazioni dei bandi Regionali Piemonte

    I bandi regionali Piemonte sono strumenti essenziali per il sviluppo preordinati o conseguenti delle attività produttive. Permettono di mettersi in proprio, finanziare progetti di ricerca e sviluppo, e offrire servizi a sostegno dello sviluppo.

     

    Suggerimenti pratici per la presentazione domanda di agevolazione

    • Leggere bene ogni bando e le aree ricomprese nella carta degli aiuti.
    • Preparare la documentazione per tempo, compreso il contratto di insediamento e gli eventuali requisiti l.r.
    • Prevedere lavoro a tempo indeterminato quando richiesto per il sviluppo e del rilancio delle imprese.

     

    Perché i bandi regionali Piemonte sono un’occasione unica

    Grazie ai finanziamenti a fondo perduto, alle condizioni a tasso zero e alla combinazione di finanziamenti agevolati e contributi, le imprese possono investire in innovazione e crescere in un mercato competitivo.

    Che tu sia una PMI, un’impresa artigiana, una realtà turistica o una nuova attività a Novara o in Cusio Ossola, i bandi regionali rappresentano un’opportunità strategica per il sviluppo delle imprese e il rilancio delle piccole e medie imprese in situazione difficile.

    Non sai da dove cominciare?

    Con TrovaBando hai un supporto completo: ti aiutiamo a scegliere il bando giusto, a preparare la documentazione e a presentare la domanda correttamente.

    Contattaci per scoprire subito quali opportunità sono aperte e come accedervi senza rischiare errori.

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  • Piemonte: agevolazione per Ricerca e Sviluppo

    Piemonte: agevolazione per Ricerca e Sviluppo – il bando per le imprese

    La Regione Piemonte ha lanciato un bando, di prossima apertura, a favore delle imprese regionali denominato “Supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione dei relativi risultati funzionali all’accelerazione della messa in produzione e/o commercializzazione” Con una copertura finanziaria di 80 milioni, la misura fa parte di una strategia più ampia finalizzata a promuovere una trasformazione economica innovativa e intelligente e a potenziare la connettività regionale e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), con l’obiettivo di rendere l’Europa più competitiva e intelligente.

    Il bando si propone di sostenere le attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione delle imprese e dell’ecosistema della ricerca piemontese, nonché la transizione dei relativi risultati alle fasi di avvio industriale e/o commerciale, favorendo in tal modo lo sviluppo e l’avanzamento di risultati scientifici e tecnologici di rilievo, come definiti nella Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente 2021-2027 della Regione Piemonte. Inoltre, il bando si concentra sulla validazione e incorporazione dei risultati nei processi produttivi e nell’offerta delle imprese, al fine di creare vantaggi competitivi e opportunità di business.

    Per raggiungere tali obiettivi, il bando si articola in due linee di intervento con categorie progettuali ammissibili diverse.

    Vediamo quali sono e come richiedere l’agevolazione!

    Linee di intervento e progetti ammissibili

    La Linea 1, intitolata “Supporto alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (R&D challenges)“, si rivolge a progetti che presentano un livello medio-basso di investimento e sfide o obiettivi circoscritti. Questi progetti possono essere presentati sia da singole imprese sia da partenariati collaborativi tra imprese, organismi di ricerca ed eventuali utenti finali. 

    La Linea 1 accoglie anche proposte in una fase più avanzata ma che non hanno ancora ottenuto la validazione tecnico-economica per l’avvio industriale o commerciale. I progetti di questa linea possono avere una durata massima di 24 mesi.

    La Linea 2, denominata “Supporto alle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione in fase avanzata CONFIGURANTI un piano definito di valorizzazione industriale/commerciale dei risultati (Production & Market challenges – P&M challenges)“, si concentra su progetti che hanno già definito un piano di valorizzazione industriale o commerciale dei risultati. Questa linea supporta attività di sviluppo sperimentale avanzato, ingegnerizzazione, industrializzazione, validazione e valorizzazione economica dell’innovazione. I progetti possono essere presentati da singole PMI o in collaborazione con organismi di ricerca e devono dimostrare un solido presupposto di ricerca e sviluppo. La Linea 2 accoglie sia progetti collaborativi che progetti di singole PMI, con durata fino a 30 mesi.

    Sia per la Linea 1 che per la Linea 2, i progetti devono rientrare nell’ambito della ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione, e devono presentare un livello di innovatività e qualità tecnico-scientifica rilevanti. Inoltre, i progetti di entrambe le linee devono essere coerenti con la Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente e dimostrare la fattibilità tecnico-economica per la messa in produzione o il lancio sul mercato.

    I Beneficiari

    La misura si rivolge principalmente al tessuto imprenditoriale piemontese. Nello specifico, possono presentare proposte progettuali e beneficiare dei contributi per attività di ricerca e sviluppo i seguenti soggetti operanti sul territorio della Regione Piemonte:

    • le MPMI (anche innovative);
    • le startup innovative;
    • le GI, solo in collaborazione con MPMI. Le sole small-mid caps possono partecipare anche in forma singola sulla Linea 1;
    • gli organismi di ricerca piemontesi (esclusivamente in collaborazione con le imprese) su entrambe le Linee, con requisiti diversi ed entro soglie differenti a seconda delle categorie progettuali applicate.
     Occorre specificare che, in caso di progetto collaborativo, la quota minima di partecipazione delle PMI non può essere inferiore al 30% del costo complessivo ammissibile della proposta progettuale. 

    Tipologia ed entità dell’agevolazione per Ricerca e Sviluppo

    L’agevolazione prevista nel bando “Supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione dei relativi risultati funzionali all’accelerazione della messa in produzione e/o commercializzazione” viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. L’entità del contributo varia in base alla tipologia di beneficiario e alle attività svolte, in conformità alle diverse Linee di intervento e categorie progettuali ammissibili, nonché degli articoli del Regolamento UE 651/2014, assunto come regime di aiuto.

    Ad ogni modo, l’entità del contributo non potrà essere superiore al:

    • 60% delle spese ammissibili per ciò che concerne le micro e piccole imprese;
    • 50% per quanto riguarda le medie imprese;
    • 40% per le GI partecipanti in collaborazione con le MPMI.
      Per conoscere le modalità di presentazione della domanda e ulteriori dettagli sugli importi del contributo e sui  minimi e massimi degli investimenti ammissibili, sarà necessario attendere l’uscita del bando, prevista entro luglio 2023.   

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per il tuo network, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Bandi regionali Basilicata: 3 incentivi a fondo perduto attivi per le PMI

    Se sei un’impresa del territorio o un aspirante imprenditore con sede nel territorio della Regione Basilicata, questo è il momento giusto per cogliere nuove opportunità inerenti i bandi regionali Basilicata. Nell’ambito del programma regionale Basilicata 2021-2027 FESR FSE, legato a Coesione Italia 2021-2027, sono disponibili numerosi bandi regionali Basilicata per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese del territorio.

    Con questa guida ti aiuto a scoprire tutte le agevolazioni attive, con un focus sui principali bandi regionali Basilicata, rivolti a chi vuole innovare, crescere, formare personale o consolidare il proprio progetto.

    Approfondiremo tre avvisi pubblici attualmente disponibili all’interno del panorama dei bandi regionali Basilicata:

    • uno per le imprese costituite da meno di 24 mesi,
    • uno per le imprese artigiane,
    • e uno dedicato alla formazione continua per lavoratori.

    Queste misure offrono finanziamenti a fondo perduto, con meccanismi di concessione di contributi pensati per facilitare l’accesso al credito, sostenere lo sviluppo e favorire la partecipazione delle imprese a iniziative regionali e comunitarie.

    Bandi Regionali Basilicata per Nuove Imprese Costituite da 0 a 24 Mesi

    Se sei titolare di una nuova attività, hai fondato una startup innovativa o stai muovendo i primi passi nel mercato, questo bando è pensato per te. Rientra nel programma regionale Basilicata FESR tra le opportunità dei bandi regionali Basilicata, con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove imprese e il rilancio delle attività in settori strategici.

     

    Chi può accedere a questa agevolazione regionale

    Il bando si rivolge a:

    • imprese costituite e iscritte da meno di 24 mesi al Registro delle Imprese;
    • realtà micro o piccole, incluse startup innovative e progetti guidati da giovani;
    • imprese con sede operativa interessata e localizzata nel territorio della Regione Basilicata.

    Il requisito fondamentale è la presentazione dell’istanza di agevolazione da parte di soggetti con il possesso dei requisiti richiesti, a partire dalla data di inoltro della candidatura.

     

    Spese ammissibili e tipologie di investimento

    Sono agevolabili le spese per:

    • opere murarie e adattamenti strutturali;
    • spese connesse all’acquisizione di attrezzature, arredi, impianti e macchinari per uso produttivo;
    • strumenti informatici, tecnologie digitali, software gestionali;
    • spese di avviamento (utenze, promozione, personale iniziale);
    • consulenze professionali e formazione.

    Il tutto deve rientrare in un programma di investimento coerente e ben pianificato.

     

    Contributi a fondo perduto e dotazione finanziaria del bando

    La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 8 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto massimo è di 150.000 euro per ciascun beneficiario.

    Le intensità variano in base al regime scelto:

    • regime “de minimis”: contributo pari al 65% delle spese ammissibili;
    • regime di esenzione: 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

    Parliamo quindi di fondo perduto per le imprese che vogliono sviluppare progetti di impresa innovativi e radicati nel territorio.

     

    Presentazione della domanda e scadenze per il 2025

    L’inoltro della candidatura telematica sarà possibile dal 9 giugno 2025 all’8 settembre 2025, esclusivamente tramite portale della Regione. Ti suggerisco di preparare con anticipo tutta la documentazione per la presentazione della istanza.

    Bandi regionali Basilicata per imprese artigiane: innovazione e digitalizzazione

    Questo bando, disponibile tra i bandi regionali Basilicata, è pensato per chi opera nei settori dell’artigianato e agricoltura, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella transizione digitale, nella crescita tecnologica e nel miglioramento dell’offerta. Se sei un artigiano o gestisci una bottega tradizionale, questa agevolazione è un’ottima opportunità per innovare senza stravolgere l’identità della tua attività.

     

    A chi si rivolgono gli incentivi a fondo perduto per l’artigianato

    Possono partecipare le imprese artigiane:

    • regolarmente iscritte all’albo presso la Camera di Commercio;
    • localizzate nel territorio della Regione Basilicata;
    • con progetti finalizzati a rafforzare il posizionamento sui mercati, anche digitali.

    I progetti devono prevedere investimenti localizzati nel territorio lucano e migliorare i processi aziendali, anche in settori come tessile, agroalimentare e manifattura.

     

    Interventi e spese ammissibili nel programma di investimento

    Sono ammissibili:

    • macchinari, attrezzature, arredi e software informatico;
    • attività legate all’innovazione digitale e alla produzione di energia rinnovabile;
    • opere murarie, formazione e consulenze collegate al progetto.

    L’incentivo a fondo perduto può arrivare fino a 200.000 euro per le imprese, con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro.

    Anche in questo caso, la percentuale varia:

    • 65% in regime “de minimis”;
    • 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

     

    Come e quando inviare la candidatura telematica

    La presentazione della domanda avverrà dal 9 settembre 2025 all’8 novembre 2025 via sportello regionale.

    Bandi regionali Basilicata per la formazione continua 2024–2027

    La terza misura rientra nell’ambito del programma regionale FESR FSE tra i bandi regionali Basilicata e intende favorire la crescita delle competenze interne, il ricambio generazionale e la resilienza delle imprese lucane.

    Se vuoi rafforzare la struttura aziendale attraverso il capitale umano, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza e la competitività.

     

    Imprese ammissibili e requisiti di partecipazione

    La misura è rivolta a:

    • PMI e grandi imprese con almeno una sede in Basilicata;
    • imprese con personale soggetto a ammortizzatori sociali;
    • aziende in fase di riconversione o attive in aree di crisi.

    Sono ammesse anche imprese in settori strategici, comprese quelle con startup innovative al proprio interno.

     

    Attività agevolabili e modalità di realizzazione dei percorsi

    Tra le attività agevolabili ci sono:

    • formazione tecnica, gestionale e digitale;
    • percorsi personalizzati per migliorare produttività e organizzazione;
    • corsi realizzabili anche in modalità telematica, fino al 30%.

    Ogni programma di investimento deve durare tra 30 e 100 ore, con almeno 5 partecipanti per gruppo.

     

    Dotazione finanziaria e calendario delle scadenze

    Il bando ha una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, con riserve specifiche per categorie svantaggiate. Le domande possono essere inviate entro il 31 dicembre 2026, tramite invio via PEC, secondo le indicazioni dell’avviso ufficiale.

    Come accedere alle agevolazioni dei bandi regionali Basilicata

    Come vedi, i bandi regionali Basilicata disponibili nel periodo 2021–2027 offrono reali opportunità per sviluppare, innovare e formare. Dalla nascita delle nuove imprese alla transizione digitale dell’artigianato, fino alla formazione del personale, ogni impresa può trovare lo strumento giusto.

     

    Suggerimenti operativi per la presentazione della istanza

    Prima di scegliere uno tra i bandi regionali Basilicata e di inviare la tua presentazione della domanda, ricorda:

    1. Leggi con attenzione l’avviso pubblico sul sito della Regione Basilicata. Ogni dettaglio conta: requisiti, modalità di invio, documenti richiesti.

    2. Verifica che la tua impresa rientri tra i beneficiari e che le spese che intendi sostenere siano effettivamente ammissibili.

    3. Prepara un piano progettuale chiaro, con obiettivi, cronoprogramma e preventivi aggiornati.

    4. Tieni d’occhio le scadenze: molti bandi chiudono a sportello, quindi prima si invia la domanda, più alte sono le probabilità di accedere ai fondi.

    5. Valuta il supporto di consulenti o enti accreditati, specializzati nella gestione di pratiche per agevolazioni pubbliche. Un errore formale può compromettere tutto.

     

    I bandi regionali Basilicata sono un’occasione da non perdere: A chi rivolgersi per supporto tecnico e consulenza

    Se hai bisogno di assistenza per analizzare i requisiti di ammissibilità, preparare la documentazione o presentare la tua candidatura in modo corretto, puoi rivolgerti al nostro team. Su TrovaBando monitoriamo ogni giorno le novità sui bandi regionali Basilicata e possiamo aiutarti a non perdere nessuna occasione utile per far crescere il tuo business.


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  • Nuova Impresa 2025: Contributi per Nuove Imprese in Lombardia

    Che cos’èNuova Impresa 2025 Lombardia?

    Il Bando Nuova Impresa 2025 rappresenta un’importante iniziativa per sostenere la creazione e l’avvio di nuove imprese lombarde, con l’obiettivo di stimolare l’economia locale e favorire l’autoimprenditorialità.

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede la concessione di un contributo a fondo perduto per le spese per l’avvio della nuova attività imprenditoriale, con un sostegno concreto a fondo perduto sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese e costituzione delle stesse, e delle attività in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale.

    Aprire una azienda lombarda offre numerosi vantaggi, grazie a un ambiente imprenditoriale favorevole e a una rete di supporto ben sviluppata.

    Il contributo Nuova Impresa 2025 rappresenta un’opportunità unica per gli imprenditori che desiderano investire nella propria idea e contribuire alla crescita economica della regione.

    I vantaggi includono l’accesso a contributi a fondo perduto, un mercato dinamico e la possibilità di innovare.

    Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia con il supporto del sistema camerale, in continuità con le edizioni precedenti, attivano lo sportello 2025 del bando “nuova impresa ” allo scopo di sostenere chi ha aperto una nuova impresa e quindi  l’autoimprenditorialità, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto per le spese in conto capitale e di avvio.

    Il bando Nuova Impresa 2025 rientra nel più ampio quadro delle misure regionali a favore delle piccole e medie imprese.

    Quali Sono gli Obiettivi del Bando Nuova Impresa 2025

    Gli obiettivi del bando comprendono la promozione dell’avvio di nuove imprese, la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento della competitività economica regionale.

    L’agevolazione consiste nella concessione di un fondo perduto fino al 50 % delle spese in conto capitale, incentivando l’apertura di una nuova azienda in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024.

    Chi può partecipare all’agevolazione Nuova Impresa 2025

    In breve, potranno richiedere Nuova Impresa 2025 e ottenere il contributo i seguenti soggetti:

    • persone fisiche che avviano un’attività in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024;
    • soggetti che esercitano lavoro autonomo con partita IVA individuale;
    • imprese con sede legale e operativa in Lombardiaiscritte al registro delle imprese entro il termine massimo di dodici mesi precedenti la presentazione della domanda.

     

    Sono inclusi anche gli autonomi con partita IVA individuale con partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate, che abbiano dichiarato l’inizio attività e svolgano attività ad uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale.

     

    Ulteriori dettagli sui beneficiari

    In primo luogo possono partecipare al bando Nuova Impresa 2025 le MPMI che:  

    • hanno avviato una nuova impresa in Lombardia a decorrere dal 1°giugno 2024 
    • sono già iscritte e attive al Registro delle Imprese a decorrere dal 1° giugno 2024
    • possiedono partita IVA attribuita nel termine massimo di 12 mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese

     

    Potranno accedere al contributo anche i lavoratori autonomi con partita IVA individuale che  rispettano questi requisiti:

    • hanno domicilio fiscale in Lombardia
    • non sono iscritti al Registro delle imprese
    • hanno che hanno dichiarato l’inizio attività ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenziae hanno partita IVA attiva a dal 1° giugno 2024

     

    Potranno richiedere il contributo infine i professionisti ordinistici con partita IVA individuale attiva che:

    • non siano iscritti al Registro delle Imprese
    • hanno dichiarato l’inizio attività da non oltre quattro anni dalla data di presentazione della domanda di contributo
    • hanno il domicilio fiscale in Lombardia 

    Spese ammissibili al bando Nuova Impresa 2025

    Le spese ammissibili alla misura Nuova Impresa 2025 includono una vasta gamma di costi necessari per l’avvio dell’attività.

    Queste spese possono comprendere investimenti in attrezzature, locali, e altre spese in conto capitale.

    È importante che gli imprenditori conservino tutte le ricevute e la documentazione relativa alle spese sostenute, poiché saranno necessarie per la rendicontazione e il calcolo del finanziamento a fondo perduto .

    In sintesi l’agevolazione copre:

    • spese in conto capitale come arredi, attrezzature, macchinari e servizi software di tipo cloud;
    • costi per ristrutturazioni e adeguamento locali;
    • spese per l’avvio dell’attività e investimenti materiali e immateriali.

    Le spese devono essere sostenute nei dodici mesi precedenti all’iscrizione al registro delle imprese o alla dichiarazione di inizio attività.

     

    Le spese per attrezzature sono incluse?

    Sì, le spese per attrezzature sono incluse tra le spese ammissibili.

    Gli imprenditori possono richiedere il contributo per l’acquisto di attrezzature necessarie per il funzionamento della loro nuova impresa.

    È essenziale fornire prove documentali delle spese sostenute per garantire l’accesso al contributo.

     

    Posso utilizzare il contributo per spese di marketing?

    Le spese di marketing possono essere incluse nel bando, a condizione che siano direttamente collegate all’avvio dell’attività.

    Gli imprenditori possono così promuovere la loro nuova attività e raggiungere un pubblico più ampio.

    È importante pianificare le spese di marketing in modo strategico per massimizzare l’impatto dell’investimento.

    Quali Sono i Contributi e gli Importi previsti?

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 10.000 euro.

    Il fondo perduto mira a sostenere l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità e si rivolge a chi ha aperto una nuova azienda o ha in programma di farlo.

    Come presentare la domanda al bando Nuova Impresa 2025

    La domanda di contributo va presentata tramite lo sportello 2025 del bando Nuova Impresa 2025, disponibile su Unioncamere Lombardia tramite il sito ufficiale. La presentazione della domanda è possibile dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2025 ed entro il 31 dicembre 2025. È fondamentale allegare tutta la documentazione richiesta: partita IVA individuale, prova di domicilio fiscale in Lombardia, piano imprenditoriale e giustificativi delle spese.

     

    Tempistiche e scadenze

    Le domande per la partecipazione al bando Nuova Impresa 2025 possono essere presentate dal 15 gennaio 2025 ed entro le ore 10.00 del 15 gennaio 2026, per iniziative avviate a decorrere dal 1° giugno 2024 e fino al 31 dicembre 2025. Il bando resterà aperto fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

    Come il Bando Nuova Impresa 2025 Stimola l’Innovazione

    Nonostante un lieve calo dello stock complessivo di imprese attive tra il 2024 e i primi mesi del 2025 (–0,6% nel 2024 e –0,7% su base annua a marzo 2025), il contesto lombardo continua a mostrarsi dinamico e attrattivo per chi desidera avviare una nuova attività.

    Le nuove iscrizioni al registro delle imprese sono cresciute del +3,9% nel 2024 rispetto all’anno precedente, segno della vitalità del tessuto imprenditoriale regionale. Ancora più positivo è il dato relativo ai primi tre mesi del 2025, in cui le cessazioni sono calate del –8,9%, migliorando il saldo tra iscrizioni e cessazioni e restituendo fiducia alle nuove iniziative.

    Secondo i dati di Unioncamere Lombardia e Infocamere (fonte: Movimprese 2025), queste dinamiche mostrano un sistema che, dopo gli shock degli anni scorsi, sta ritrovando equilibrio.

    Per chi decide oggi di aprire una nuova impresa, questo significa inserirsi in un mercato in fase di rigenerazione e rinnovamento, con il vantaggio di poter contare su strumenti concreti di supporto come il Bando Nuova Impresa 2025, che offre contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per agevolare l’avvio e il consolidamento delle nuove attività.

    La Lombardia, prima regione italiana per numero di imprese attive (oltre 811.000 a inizio 2025), resta un terreno fertile per le idee imprenditoriali, grazie a un’economia diversificata e a settori in crescita come i servizi innovativi, le costruzioni e le attività legate alla transizione digitale ed ecologica.

    Il mercato lombardo dunque offre numerose opportunità imprenditoriali, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di un’ampia rete di infrastrutture e servizi.

    La Lombardia è ancora oggi una delle regioni più dinamiche d’Italia, con un’economia diversificata che spazia da settori tradizionali a quelli innovativi.

    Gli imprenditori possono sfruttare queste opportunità per sviluppare progetti imprenditoriali di successo.

    L’agevolazione riesce a stimolare innovazione incoraggiando gli imprenditori a investire in idee nuove e creative.

    Grazie ai contributi erogati, le nuove imprese possono sperimentare e sviluppare prodotti e servizi innovativi, contribuendo così a un ambiente imprenditoriale più competitivo.

    Questo approccio non solo favorisce la crescita delle nuove realtà, ma promuove anche il progresso economico e sociale della Regione.

     

    Hai bisogno di supporto per accedere alla misura Nuova Impresa 2025?


    Il nostro team è al tuo fianco per fortiti assistenza sui contenuti del bando Nuova Impresa 2025 e sulla procedura per la presentazione della domanda di contributo, la preparazione della documentazione e nell’individuazione delle spese in conto capitale ammissibili.

    Contattaci oggi stesso: ti aiutiamo a ottenere il contributo a fondo perduto e a far crescere la tua nuova impresa in Lombardia!

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  • ATECO Codice 2025: Nuova Classificazione Codice ATECO 2025

    Ateco Codice 2025: Novità, Cambiamenti, Classificazione e Cosa Devi Sapere per la Tua Impresa

    Il 2025 porta con sé importanti aggiornamenti nella classificazione dei codici Ateco, un aspetto fondamentale per ogni imprenditore italiano. Scopri in questo articolo tutte le novità sulla nuova classificazione ateco 2025 operativa dal 1° aprile 2025  entrata in vigore lo scorso 1° gennaio 2025, le principali differenze rispetto agli anni precedenti e quali saranno le implicazioni pratiche per la tua azienda, sia dal punto di vista fiscale che per l’accesso a bandi e agevolazioni.

    Cos’è il Codice Ateco e Perché È Così Importante per le Imprese

    Il codice Ateco è un codice alfanumerico che identifica e serve a codificare l’attività economica svolta da un’impresa. Viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da molti enti pubblici per determinare, tra le altre cose, il regime fiscale applicabile, l’ammissibilità ai contributi e le modalità di versamento dei tributi per imprese e liberi professionisti.

    Nuova classificazione ateco 2025: Cosa Cambia Rispetto al Passato

    Dal 1° aprile 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO Codice 2025.

    La classificazione ATECO Codice 2025 è stata finalemnte aggiornata all’edizione 2025, che sostituisce la precedente versione ATECO 2007 (aggiornamento 2022).

    Nel 2025 dunque l’Istat e le istituzioni preposte hanno aggiornato la tabella dei codici Ateco per adattarla all’evoluzione del mercato e delle professioni. Ecco le principali novità riguardanti la realizzazione dell’ATECO Codice 2025:

    • Inserimento di nuove attività: Nuovi settori emergenti, come la digitalizzazione, le energie rinnovabili e i servizi legati alla sostenibilità ambientale, trovano ora un proprio codice specifico nella riclassificazione del 2025, che sostituisce l’attuale versione della classificazione Ateco.
    • Riorganizzazione di alcuni comparti tradizionali, necessaria per adeguarsi agli adempimenti statistici e amministrativi di imprese. Alcune attività precedentemente classificate in modo generico sono state suddivise in sottocategorie più dettagliate, favorendo una maggiore precisione.
    • Eliminazione di codici obsoleti: Attività non più attuali sono state rimosse, facilitando la semplificazione amministrativa.

    Perché È Importante Aggiornare l’Ateco Codice 2025 della Tua Impresa e per i Liberi Professionisti

    La nuova codifica è fondamentale per diversi motivi:

    • Accesso ai finanziamenti e bandi: Molte agevolazioni e contributi pubblici sono erogati solo ad alcune categorie di attività, identificate proprio dall’Ateco. Un codice errato può precludere l’accesso a risorse utili per lo sviluppo della tua impresa.
    • Aspetti fiscali e previdenziali: L’ATECO influisce sul regime fiscale applicato e sugli obblighi previdenziali; una classificazione non aggiornata può portare a errori o sanzioni, rendendo necessario un adeguato completamento per la natura amministrativa delle imprese e liberi professionisti.
    • Visibilità e posizionamento: Una classificazione precisa può facilitare la partecipazione a reti d’impresa, consorzi e opportunità di business.

    Cosa Deve Fare l’Imprenditore: Passi Pratici

    Cosa fare in pratica?

    1. Verifica il tuo attuale Ateco codice: Controlla la tua visura camerale o i documenti aziendali ufficiali.
    2. Consulta la nuova tabella 2025 per le attività economiche Ateco 2025. Verifica se ci sono nuove voci che descrivono meglio la tua attività o se la tua categoria è stata aggiornata.
    3. Aggiorna il codice in Camera di Commercio per riflettere l’attuale versione della classificazione Ateco. Se necessario, comunica la variazione tramite i canali ufficiali (es. portale Impresa in un giorno).
    4. Chiedi consiglio a un esperto in materia di imposte e Ateco codice 2025. Un consulente fiscale o un commercialista può aiutarti a interpretare le novità e a valutare l’impatto sulla tua impresa, soprattutto in relazione alla nuova versione rispetto alla classificazione ATECO 2007 o ATECO 2022.

    Rettifica con la Nuova Codifica Ateco Codice 2025: Registro delle Imprese e Istat

    Come detto in precedenza già dal 1° aprile di quest’anno è iniziata la riclassificazione automatica dei codici che attribuirà a tutte le imprese che hanno già iscritto l’attività economica (avviato una azienda), i codici Ateco 2025, lasciandoperò iscritti anche i codici precedenti classificati 2007-2022.

    Le nuove imprese che saranno iscritte al Registro Imprese dopo il 1° aprile 2025 saranno invece classificate esclusivamente secondo ATECO 2025.

    Come posso trovare il mio nuovo ATECO Codice 2025?

    La riclassificazione avverrà sulla base della Tabella operativa di riclassificazione ATECO 2022 – ATECO 2025 di Istat. Per ulteriori dettagli visita il sito Istat alla sezione “Strumenti per l’implementazione operativa”.

    Le nuove attività adotteranno dunque direttamente i nuovi ateco , mentre per le imprese esistenti, la nuova classificazione delle attività economiche ateco in Visura sarà aggiornato automaticamente, con un periodo transitorio in cui sarà affiancato dal precedente, lasciando iscritti anche i precedenti classificati come codici ateco 2007-2022. 

    Se l’impresa non ritiene corretto il nuovo codice assegnato automaticamente può richiederne la sostituzione e riclassificazione tramite il servizio gratuito Rettifica Ateco Codice 2025, che tiene conto della nuova codifica ateco 2025.

    Il servizio è gratuito e sarà disponibile all’indirizzo dell’Agenzia delle Entrate, dal 15 aprile 2025 al 30 novembre 2025. 

    Le imprese riceveranno la notifica dell’avvenuta riclassificazione tramite l’App impresa italia, scaricabile dagli store o da impresa.italia.it, e potranno consultare gratuitamente la visura aggiornata contenente il nuovo codice che gli è stato attribuito.

    Quale codice ATECO devo utilizzare per la dichiarazione IVA 2025?

    Dal 1° aprile 2025, in sede di compilazione della dichiarazione IVA 2025, i contribuenti avranno la possibilità di scegliere se indicare i vecchi codici 2007 (aggiornati al 2022) o i nuovi Ateco codice 2025. Qualunque sia la scelta, sarà necessario inserire il codice 1 nella casella “Situazioni particolari” del modello. Per facilitare la compilazione della dichiarazione, entro tale data saranno aggiornati il software ufficiale per la dichiarazione 2025 e le relative procedure di controllo, garantendo così la corretta gestione della nuova classificazione  e degli adempimenti connessi.

    Implicazioni della Riclassificazione su Agevolazioni e Finanza Agevolata

    Le novità sulle attività economiche ateco 2025 avranno un impatto diretto sulla partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei. Molti incentivi e contributi, infatti, saranno erogati solo alle imprese con un codice Ateco aggiornato e corrispondente ai requisiti richiesti dai singoli avvisi, come indicato nel registro delle imprese.

    Suggerimento pratico: consulta il sito Istat per informazioni aggiornate.
    Prima di presentare domanda per un bando o una misura agevolativa, assicurati di aver aggiornato il tuo codice Ateco per evitare esclusioni o rallentamenti nella procedura.

    Il 2025 rappresenta un anno di svolta per la classificazione delle attività economiche italiane, con la nuova versione. Essere informati sulle novità del codice Ateco non è solo un obbligo burocratico, ma un’opportunità per posizionare al meglio la tua azienda, accedere a nuove agevolazioni e ridurre i rischi di errori amministrativi.

    Tieniti aggiornato e cogli tutte le opportunità che i nuovi codici Ateco 2025 possono offrirti.

    Vuoi verificare il tuo codice Ateco o hai bisogno di supporto nell’aggiornamento dei tuoi adempimenti statistici e amministrativi? Contattaci per una consulenza gratuita o lascia un commento qui sotto!



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  • Certificazioni Aziendali: Leggi la Guida Completa con le 4 Migliori Agevolazioni per PMI

    Le certificazioni aziendali non sono solo un traguardo formale, ma rappresentano un biglietto da visita fondamentale per dimostrare la competitività, la sostenibilità e la conformità a standard di eccellenza riconosciuti

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di qualità, queste attestazioni rappresentano un valore aggiunto per l’impresa, migliorando la reputazione e facilitando l’accesso a nuovi mercati. 

    Per molte piccole e medie imprese (PMI), tuttavia, i costi associati possono rappresentare un ostacolo. Fortunatamente, esistono incentivi, contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che permettono di sostenere le imprese in questo percorso.

    In questa guida completa, esploreremo le quattro migliori agevolazioni disponibili per ottenere certificazioni aziendali essenziali. 

    Perché Investire nelle Certificazioni Aziendali?

    Le certificazioni aziendali non solo migliorano la reputazione dell’impresa, ma possono anche favorire l’accesso a nuovi mercati e incrementare la competitività. 

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di sostenibilità, queste attestazioni rappresentano un segnale tangibile di impegno e professionalità. 

    Grazie alle agevolazioni finanziarie, è possibile coprire parte dei costi legati all’ottenimento di queste certificazioni, facilitando l’accesso a opportunità di crescita e innovazione.

    Di seguito, approfondiremo quattro agevolazioni particolarmente convenienti per finanziare le certificazioni aziendali e scoprirai: come accedere a questi strumenti, quali spese possono essere coperte e quali vantaggi economici e strategici possono offrire alla tua impresa.

    Bando Certificazioni di Sostenibilità per il Settore Turistico e degli Eventi

    Il settore turistico e degli eventi è uno dei più colpiti dalle sfide legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Il Bando Certificazioni di Sostenibilità è stato ideato per supportare le imprese di questo settore nell’adeguarsi agli standard ambientali e di sostenibilità richiesti dal mercato globale. 

    Ottenere una certificazione ambientale non solo migliora la reputazione dell’azienda, ma apre anche nuove opportunità di business e contribuisce alla riduzione dei costi operativi.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è rivolto alle imprese del settore turistico e degli eventi. Per essere ammissibili, le imprese devono:

    • Essere localizzate sul territorio italiano.
    • Appartenere ai settori con codici ATECO specificati nel bando, prevalentemente legati a turismo e organizzazione eventi.
    • Dimostrare la regolarità contributiva e il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
    • Essere in regola con la normativa ambientale e di sicurezza sul lavoro.

    Sono ammesse sia micro che piccole e medie imprese, indipendentemente dalla loro anzianità, a condizione che soddisfino i requisiti sopra descritti.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 100.000 euro per ciascun progetto approvato. Questo incentivo è particolarmente vantaggioso per chi intende investire nella sostenibilità aziendale, in quanto consente di coprire una parte significativa dei costi necessari per ottenere certificazioni ambientali riconosciute a livello internazionale.

    Il contributo è erogato in più tranche: una percentuale è corrisposta al momento dell’approvazione del progetto, mentre il saldo viene versato una volta completate le attività previste.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili includono:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali riconosciute: ad esempio ISO 14001, EMAS.
    • Spese per audit interni ed esterni: essenziali per verificare la conformità agli standard richiesti.
    • Formazione del personale sulla sostenibilità: per garantire una gestione efficace dei processi aziendali sostenibili.
    • Acquisto di software per il monitoraggio delle performance ambientali: strumenti indispensabili per raccogliere e analizzare dati relativi all’impatto ambientale dell’azienda.

    Questo incentivo è particolarmente utile per le imprese che vogliono differenziarsi in un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale.

    Bando Impresa Rosa della Regione Lazio

    Il Bando Impresa Rosa è una misura mirata a sostenere l’imprenditoria femminile, promuovendo la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne. 

    L’obiettivo è favorire la crescita di realtà imprenditoriali che valorizzano il contributo femminile, sostenendo anche l’ottenimento di certificazioni di qualità e sostenibilità.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è dedicato a:

    • Imprese a prevalente partecipazione femminile (almeno il 60%).
    • PMI con sede legale e operativa nel Lazio.
    • Startup innovative al femminile.
    • Cooperative e società di persone con una maggioranza di donne nei ruoli decisionali.

    La misura è accessibile anche a nuove imprese, purché costituite formalmente al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 50.000 euro per progetto. Questa misura è pensata per favorire la crescita e lo sviluppo di imprese femminili, promuovendo al contempo la certificazione di qualità aziendale e l’innovazione.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte includono:

    • Certificazioni di qualità: come ISO 9001, ISO 14001, necessarie per migliorare la competitività aziendale.
    • Formazione manageriale e tecnica: rivolta specificamente alle imprenditrici.
    • Acquisto di attrezzature e strumenti per l’innovazione: essenziali per modernizzare l’impresa.

    Campagne di comunicazione e branding: per rafforzare il posizionamento dell’azienda sul mercato.

    Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze è una misura straordinaria introdotta per aiutare le aziende a fronteggiare i cambiamenti del mercato del lavoro. 

    Grazie a questo strumento, è possibile finanziare percorsi formativi che migliorano le competenze dei lavoratori, contribuendo al raggiungimento di certificazioni aziendali.

    Chi può partecipare?

    Il Fondo Nuove Competenze è accessibile a tutte le imprese italiane che:

    • Vogliono investire nella formazione del proprio personale.
    • Hanno necessità di aggiornare le competenze dei lavoratori per rispondere alle sfide del mercato, inclusa l’adozione di certificazioni aziendali.
    • Sono regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e in regola con i contributi.

    Questa misura è particolarmente indicata per aziende che devono affrontare trasformazioni tecnologiche o che desiderano migliorare la loro efficienza operativa.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Il fondo copre fino al 100% dei costi relativi alla formazione del personale, compresi i contributi previdenziali durante il periodo di formazione. Non è previsto un tetto massimo di spesa, rendendo questa misura particolarmente vantaggiosa per chi intende migliorare le competenze aziendali senza pesare sul bilancio.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Tra le spese ammissibili troviamo:

    • Costi per la formazione specifica finalizzata all’ottenimento di certificazioni.
    • Retribuzioni dei dipendenti durante il periodo di formazione: incluse le spese previdenziali.
    • Spese per il personale docente e per i materiali didattici: fondamentali per garantire un percorso formativo di alta qualità.

    Costi per la gestione dei progetti formativi: inclusa la consulenza specialistica.

    Investimenti per certificazioni nel settore tessile, moda e accessori

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato un incentivo per sostenere la transizione ecologica e digitale delle imprese operanti nel settore tessile, della moda e degli accessori e per l’acquisizione di certificazioni

    Con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, questa misura mira a promuovere l’adozione di tecnologie innovative e pratiche sostenibili, rafforzando la competitività delle aziende italiane in un mercato globale in continua evoluzione.

    Chi può partecipare?

    Possono accedere alle agevolazioni le piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda, soddisfano i seguenti requisiti:

    • Localizzazione: Operano sull’intero territorio nazionale.
    • Settore di attività: Svolgono attività nel settore tessile, moda e accessori, identificate dai codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale dell’8 agosto 2024.
    • Costituzione e iscrizione: Sono regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio territorialmente competente.
    • Dimensioni e anzianità: Qualificabili come PMI, in contabilità ordinaria, con almeno due bilanci di esercizio approvati.
    • Regolarità: Non sono in stato di liquidazione, né soggette a procedure concorsuali con finalità liquidatoria, e sono in regola con la normativa antimafia.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Le imprese ammesse possono beneficiare di un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 60.000 euro.

    Questo sostegno finanziario rappresenta un’opportunità significativa per le PMI del settore, permettendo di:

    • Ridurre i costi legati all’implementazione di tecnologie avanzate e sostenibili.
    • Accelerare la transizione verso modelli di business più ecologici e digitalizzati.
    • Aumentare la competitività sul mercato, grazie all’adozione di processi innovativi e certificazioni ambientali riconosciute.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte dall’agevolazione riguardano l’acquisizione di prestazioni specialistiche finalizzate a:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali, come:
      • Oeko-Tex® Standard 100
      • GOTS (Global Organic Textile Standard)
      • GRS (Global Recycled Standard)
      • ISO 14001
      • Bluesign®
      • Altre certificazioni riconosciute in ambito ambientale
    • Servizi di analisi di Life Cycle Assessment (LCA): Valutazioni del ciclo di vita dei prodotti secondo le norme UNI EN ISO 14040:2021 e UNI EN ISO 14044:2021.
    • Formazione del personale: Attività volte all’acquisizione o al consolidamento di competenze rilevanti per lo sviluppo aziendale.
    • Implementazione di tecnologie abilitanti, quali:
      • Cloud computing
      • Big data e analytics
      • Intelligenza artificiale
      • Blockchain
      • Robotica avanzata e collaborativa
      • Manifattura additiva e stampa 3D
      • Internet of Things (IoT)
      • Realtà aumentata
      • Soluzioni di manifattura avanzata
      • Piattaforme digitali per la condivisione di competenze
      • Sistemi di tracciabilità digitale della filiera produttiva

    È importante notare che le prestazioni specialistiche devono essere fornite da società o professionisti indipendenti con comprovata esperienza nel settore.

    Inoltre, le spese sono ammissibili solo se relative a contratti sottoscritti dopo la presentazione della domanda di agevolazione.

    Perchè richiedere le Certificazioni Aziendali aiuta a far crescere la propria attività?

    Le agevolazioni per l’ottenimento di certificazioni rappresentano un’opportunità imperdibile per migliorare la competitività, la sostenibilità e la reputazione della tua impresa. 

    Oltre ai vantaggi economici, le certificazioni garantiscono un valore aggiunto che può fare la differenza sul mercato.

     Investire in questi strumenti non solo ti consente di accedere a nuove opportunità di business, ma anche di rispondere alle sfide di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità e all’inclusione. 

    Valuta attentamente le opportunità descritte in questa guida e sfrutta le agevolazioni per rendere la tua azienda più forte e resiliente.

    Non lasciare che i costi iniziali ti fermino: sfrutta queste opportunità per far crescere la tua impresa!

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