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Categoria: Bandi

  • Le Migliori Agevolazioni per Partecipare a Fiere e Mostre per le PMI nel 2024

    Partecipare a fiere e mostre, soprattutto a carattere internazionale, può rappresentare un trampolino di lancio per ogni piccola o media impresa (PMI) che desideri espandere i propri orizzonti e raggiungere nuovi mercati. 

    Tuttavia, il costo per l’organizzazione, la logistica e la presenza agli eventi può essere significativo, soprattutto per le aziende che non dispongono di ampie risorse finanziarie. 

    E qui entrano in gioco le agevolazioni, come contributi a fondo perduto,  per la partecipazione a fiere e mostre: una soluzione estremamente vantaggiosa per finanziare gli investimenti, migliorare la visibilità aziendale e crescere a livello nazionale e internazionale.

    In questo articolo, esploreremo le migliori agevolazioni disponibili per la partecipazione a fiere e mostre. 

    Analizzeremo quattro contributi a fondo perduto  o voucher particolarmente interessanti, elencando i benefici per le PMI, i criteri di ammissibilità, le modalità di accesso e tutti i dettagli necessari per sfruttare al meglio queste opportunità di crescita.

    Agevolazioni per la Partecipazione a Fiere ed Eventi Internazionali di SIMEST

    Il programma di finanziamenti agevolati offerto da SIMEST è una delle opportunità più interessanti per le PMI italiane che desiderano partecipare a fiere e mostre internazionali. L’intervento agevolativo “Fiere e Eventi”  è progettato per supportare le imprese nella partecipazione a eventi, sia in Italia che all’estero, a carattere internazionale, come fiere, mostre, missioni imprenditoriali e missioni di sistema. 

    È possibile partecipare a un massimo di tre iniziative in diversi paesi di destinazione, con una prevalenza di prodotti fabbricati in Italia o marchi italiani registrati o in fase di registrazione. La natura internazionale dell’evento tenuto in Italia deve essere comprovata da una classificazione ufficiale o da una dichiarazione specifica dell’organizzatore.

    Chi Può Partecipare?

    Per accedere all’intervento agevolativo, l’impresa deve soddisfare una serie di condizioni, tra cui:

    • Essere legalmente attiva in Italia e avere una sede operativa in Italia.
    • Avere almeno un bilancio depositato presso il Registro delle Imprese (o due bilanci se la richiesta supera i 150.000 euro).
    • Essere in regola con la normativa del lavoro e di prevenzione degli infortuni, come attestato dal DURC.
    • Non essere inadempiente verso altre obbligazioni assunte nei confronti di SIMEST come gestore di fondi pubblici.
    • Non essere coinvolta in procedure concorsuali o trovarsi in stato di fallimento, liquidazione, o amministrazione controllata.
    • Non essere classificata nelle classi di scoring 10, 11 e 12 (per richieste superiori a 150.000 euro).

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’importo massimo dell’Intervento agevolativo che l’Impresa richiedente può chiedere è pari al minore tra:

      • il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo Bilancio (voce A1 del conto economico) per domande fino a € 150.000;
      • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico) per domande superiori a € 150.000;
    • € 500.000.

    E’ prevista una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% dell’importo dell’Intervento Agevolativo richiesto e comunque fino a un massimo di € 100.000), che è riconosciuto quale incentivazione alle Imprese Richiedenti in presenza di specifici requisiti, come da Circolare operativa 5/394/2023.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese ammissibili comprendono i costi relativi a:

    1. Spese per Area Espositiva che include costi quali: affitto e allestimento area espositiva, arredamento area espositiva, attrezzature audio/video, elettricità, utenze e servizi, assicurazione, compensi per il personale, servizi di traduzione e interpretariato offline;
    2. Spese Logistiche che include costi quali: trasporto materiale e prodotti ed spese per movimentazione dei macchinari/prodotti;
    3. Spese Promozionali che include costi quali: business meeting e workshop, pubblicità e cartellonistica, banner e cartellonistica esterna, certificazioni di prodotti;
    4. Spese per Consulenze che includono consulenze esterne e consulenze digital; 
    5. Spese Digitali che includono costi quali: iscrizioni e contenuti virtual, piattaforme CRM, web design, marketing digitale, servizi di traduzione e interpretariato online;
    6. Spese per Conformità Ambientale che include costi legati alle consulenze per normativa ambientale
    7. Spese per Gestione della Richiesta di Finanziamento, con un limite massimo del 5% dell’importo deliberato.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande per il finanziamento SIMEST devono essere presentate online sul portale ufficiale di SIMEST.

     È importante rispettare le scadenze indicate per ogni finestra temporale di finanziamento, e predisporre tutta la documentazione richiesta, tra cui il piano delle spese e le proiezioni di crescita derivanti dall’iniziativa.

    Bando Fiere Internazionali 2024-2026 di Unioncamere Lombardia

    Unioncamere Lombardia ha messo a disposizione il bando “Bando fiere internazionali 2024-2026 “ per agevolare la partecipazione delle PMI lombarde alle fiere internazionali, attraverso contributi a fondo perduto.

    Questa misura punta a supportare le imprese nella promozione dei propri prodotti e servizi su scala internazionale, contribuendo a migliorare la competitività e la presenza sui mercati esteri.

    Chi Può Partecipare?

    Possono partecipare al bando le PMI con sede legale o unità operativa in Lombardia, in regola con il DURC e non essere soggette a procedure fallimentari.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili.

    L’importo dell’agevolazione e l’intensità di aiuto massima concedibile sono così determinati: 50% dei costi ammissibili a cui si possono aggiungere premialità del 5% in caso di microimpresa e ulteriore premialità del 5% in caso di startup.

    La spesa ammessa che l’impresa deve sostenere è di minimo di 6.000 € fino a un massimo di 30.000 €. 

    Il contributo concedibile va da un minimo di 3.600 € fino a 15.000 €  per “Nuovi espositori”, mentre è di  € 8.000 per “Espositori abituali”.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Sono ammissibili i seguenti costi:

    • a) Costi per la partecipazione alla fiera: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura di 440 € per metro quadro di superficie espositiva affittata (Costo Unitario Standard).  
    • b) Costi diretti per il personale: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura del 20% della voce a)
    • c) Costi indiretti: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura del 7% delle voci a) e b) 

    Cosa Fare per Partecipare?

    La domanda deve essere presentata attraverso il portale di Unioncamere Lombardia entro il 31/12/2026, salvo chiusura anticipata.

    Le aziende devono preparare una dettagliata descrizione del progetto, specificando l’evento fieristico e gli obiettivi da raggiungere.

    Contributi a fondo perduto per la Partecipazione a Fiere della Camera di Commercio di Sassari

    Il “Fondo Fiere 2024” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari è rivolto alle PMI sarde che desiderano valorizzare i propri prodotti e servizi, partecipando a fiere e mostre sia in Italia che all’estero. 

    L’obiettivo è favorire lo sviluppo commerciale e la promozione internazionale delle imprese locali.

    Chi Può Partecipare?

    Possono beneficiare del contributo le PMI con sede legale nella Provincia di Sassari. Le imprese devono essere :

    • regolarmente iscritte al registro delle imprese della C.C.I.A.A. di Sassari e con sede legale nel territorio di competenza della C.C.I.A.A. di Sassari; 
    • attive, non siano assoggettate a procedure di liquidazione o fallimento o altra procedura concorsuale, comunque denominata al momento della presentazione della domanda; 
    • in regola con il pagamento del diritto camerale annuale; 
    • in regola con gli obblighi contributivi
    • in regola e rispettino quanto previsto dai Regolamenti “De Minimis”.

    Le imprese beneficiarie non devono inoltre avere, al momento della domanda nonché a quello della concessione, forniture in essere con la Camera di Commercio di Sassari, anche a titolo gratuito.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro per impresa

    Questo incentivo permette di abbattere notevolmente i costi di partecipazione agli eventi promozionali.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese che possono essere coperte dal contributo includono:

    • Affitto dello spazio espositivo, allestimento e servizi fieristici di supporto.
    • Iscrizione alle piattaforme digitali e altri servizi fieristici forniti dagli organizzatori.
    • Trasporto dei prodotti/materiali da esporre, incluso il noleggio del furgone/camion.
    • Viaggio effettuato con mezzi ferroviari, aerei o navali con il limite massimo di 2 rappresentanti per impresa richiedente.
    • Spese di solo pernottamento con un importo massimo di 300,00 euro al giorno per impresa richiedente, nel limite massimo di 200,00 euro a persona.
    • Spese per servizi resi da Camere di Commercio italiane all’estero, spese per servizi resi e/o quota di partecipazione ad iniziative organizzate dall’Azienda Speciale Promocamera.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande devono essere presentate online, tramite il portale della Camera di Commercio di Sassari, entro le date indicate. È importante allegare tutta la documentazione richiesta, tra cui il preventivo delle spese e il piano promozionale.

    Bando Promozione Imprese Artigiane Piemontesi per la Partecipazione a Fiere per il 2025

    La Regione Piemonte, tramite la Camera di Commercio, ha lanciato un bando “Contributi regionali per la promozione della partecipazione delle imprese artigiane piemontesi a eventi fieristici anno 2025”  per sostenere le imprese artigiane locali nella partecipazione a fiere nazionali e internazionali. 

    L’obiettivo è quello di favorire la crescita del comparto artigianale piemontese e migliorare la visibilità delle eccellenze locali.

    Chi Può Partecipare?

    Possono partecipare le imprese artigiane con sede legale o operativa in Piemonte. Devono inoltre:

    • Appartenere alla categoria di micro e piccole imprese.
    • Essere iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane della Regione Piemonte.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’agevolazione concessa alle imprese artigiane piemontesi consiste in un contributo regionale a fondo perduto “in regime de minimis”.

     Ciascuna impresa può richiedere il contributo regionale per la partecipazione ad una sola fiera nell’anno 2025.

    L’importo richiesto quale contributo a fondo perduto: 

    • deve essere compreso tra euro 2.000,00 ed euro 5.000,00, al netto di IVA, imposte e tasse; 
    • qualora le spese sostenute siano inferiori a euro 2.000,00 non verrà concesso alcun contributo; 
    • qualora le spese sostenute siano superiori al tetto massimo di contributo concedibile, l’impresa si impegna a coprire con risorse proprie l’eventuale restante parte non coperta da contributo regionale.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese ammissibili includono:

    • Quota di iscrizione
    • Area Espositiva (plateatico) 
    • Allestimento degli spazi espositivi.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande devono essere inviate tramite il portale della Camera di Commercio del Piemonte entro la scadenza prevista del 01/11/2025. 

    Agevolazioni in Prossima Apertura per la Partecipazione a Fiere e Mostre

    Bando Internazionalizzazione Camera di Commercio delle Marche (Secondo Semestre 2024)

    Questo bando è destinato alle PMI delle Marche che desiderano partecipare a fiere e mostre internazionali per espandere la propria rete commerciale. Prevede come agevolazione contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 12.000 euro.

    Bando Fiere Internazionali CCIAA Vicenza 2024

    Il bando della Camera di Commercio di Vicenza è rivolto alle PMI locali e offre contributi per partecipare a fiere sia in Italia che all’estero. Il contributo copre fino al 50% delle spese, con un massimo di 10.000 euro per impresa.

    Bando Agef 2407 per le MPMI Bresciane

    Il bando promosso dalla Camera di Commercio di Brescia mira a sostenere le micro, piccole e medie imprese bresciane nella partecipazione a fiere nazionali. Prevede contributi a fondo perduto fino al 60% delle spese, con un limite massimo di 15.000 euro.

    Perchè è utile sfruttare queste agevolazioni
    per partecipare a fiere e mostre?

    Sfruttare le agevolazioni per la partecipazione a fiere e mostre rappresenta un’importante occasione di crescita per le PMI italiane. 

    Queste agevolazioni, come i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati possono fare la differenza, rendendo accessibili eventi strategici per la promozione e l’espansione internazionale. 

    Se sei un imprenditore interessato a queste opportunità, ti invitiamo a esplorare le diverse opzioni e a presentare la tua domanda per il bando più adatto alle tue esigenze.

    Vuoi approfondire qualche dettaglio o hai bisogno di assistenza per la tua candidatura? Non esitare a contattarci per maggiori informazioni!


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  • Potenziamento Mercati Africani di SIMEST- Guida Completa 5 Step per la Richiesta

    Cos’è l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST?

    L’Africa è uno dei mercati emergenti più promettenti per le imprese italiane che vogliono espandere la propria presenza internazionale. 

    Con il programma “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST, le piccole e medie imprese (PMI) italiane hanno un’opportunità unica di sfruttare un sistema di agevolazioni mirato a promuovere investimenti produttivi, digitali ed ecologici nel continente africano

    Questo incentivo consente alle PMI italiane di ottenere finanziamenti agevolati e cofinanziamenti a fondo perduto, facilitando l’ingresso o il consolidamento in mercati esteri in rapida crescita.

    Nel corso dell’articolo esploreremo in dettaglio il funzionamento di questa agevolazione, i benefici economici per le imprese, i requisiti necessari per partecipare e le modalità di presentazione della domanda, offrendo una guida pratica per ottenere questo sostegno.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” nasce con l’obiettivo di rafforzare le capacità competitive delle imprese italiane nel continente africano, fornendo supporto finanziario per progetti di espansione commerciale, produttiva e tecnologica. 

    Grazie a questo incentivo, le PMI italiane possono:

    1. Rafforzare la propria presenza internazionale: Con la possibilità di aprire nuove sedi o potenziare quelle esistenti, si facilita l’inserimento nei mercati africani.
    2. Investire in tecnologie innovative: La digitalizzazione dei processi aziendali e la transizione ecologica diventano realtà grazie a investimenti agevolati in tecnologie digitali e sostenibili.
    3. Sostenere la crescita economica e occupazionale: Con progetti di formazione e inclusione di personale locale, le imprese contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle economie locali.

    Questa agevolazione mira quindi a generare un impatto positivo tanto per le imprese italiane quanto per i mercati africani in cui scelgono di operare. 

    Favorendo la cooperazione tra Italia e Africa, il programma di SIMEST si pone anche come strumento strategico per le PMI italiane che mirano a diversificare i loro mercati e a consolidare relazioni commerciali internazionali.

    Chi può partecipare?

    La partecipazione al programma “Potenziamento Mercati Africani” è riservata a imprese che soddisfano criteri specifici:

    1. Localizzazione: Le imprese devono avere sede legale e operativa in Italia.
    2. Dimensione e struttura aziendale: Possono partecipare PMI e micro-imprese italiane che desiderano internazionalizzare la loro attività, ma anche le imprese più grandi qualificate come “Altre Imprese”.
    3. Requisiti di bilancio: Per essere ammissibili, le imprese devono avere almeno due bilanci depositati relativi agli ultimi due esercizi completi.

    Per essere ammesse come beneficiarie le imprese devono ricadere inoltre in una delle seguenti condizioni:

    • Avere  un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante dall’ultimo Bilancio e possedere già una stabile presenza in un Paese africano, oppure
    • Avere un Fatturato Export di almeno il 2% verso l’Africa (come attestato dagli ultimi bilanci), oppure ancora che importino materie prime strategiche da questi Paesi in una percentuale non inferiore al 2% del proprio fatturato, oppure
    • Per le imprese che non operano direttamente in Africa, è previsto anche l’accesso alle aziende che siano “stabilmente fornitrici” di altre imprese italiane con significativa attività export verso l’Africa.

    Soggetti esclusi

    Sono escluse dall’agevolazione alcune categorie di imprese, tra cui:

    • Imprese attive nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
    • Aziende operanti prevalentemente nella pesca, nell’acquacoltura e nella produzione agricola primaria.
    • Imprese in difficoltà finanziaria o coinvolte in procedure concorsuali, liquidazioni o altre forme di insolvenza.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” offre un pacchetto di sostegni finanziari vantaggioso, articolato su due forme principali: un finanziamento agevolato ed una quota di contributo fondo perduto. 

    Il Finanziamento Agevolato  è concesso ad un tasso agevolato dello 0,445% e destinato a tutte le imprese italiane che rispettano i criteri d’accesso. 

    L’importo massimo finanziabile, ovvero l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e start up innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese
    • Importo minimo pari a € 10.000

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 anni di preammortamento ed il rimborso avviene in otto rate semestrali posticipate (sette in caso di richiesta di proroga per il periodo di preammortamento).

    Come anticipato è prevista una quota a fondo perduto che copre una parte del finanziamento, secondo questi criteri:

    • fino al 20% dell’importo complessivo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 200.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per le imprese con almeno una sede operativa costituita da almeno 6 mesi in una regione del Sud Italia
    • fino al 10% dell’importo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 100.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per tutte le altre imprese.

    La possibilità di un tasso agevolato per il finanziamento e il contibuto a fondo perduto rendono questo incentivo estremamente vantaggioso per le imprese, riducendo l’impatto finanziario degli investimenti necessari per l’espansione internazionale.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’interno del programma si dividono in due grandi categorie: spese principali e spese accessorie.

    Le Spese principali devono essere almeno il 60% del totale dell’intervento che deve essere destinato a spese finalizzate al rafforzamento patrimoniale e produttivo. Queste includono:

    • Macchinari e attrezzature: spese per l’acquisto o il leasing di impianti, apparecchiature e beni strumentali necessari per il potenziamento produttivo.
    • Tecnologie digitali: hardware, software, sistemi di cyber sicurezza, strumenti di cloud computing e soluzioni per l’Industria 4.0.
    • Investimenti immobiliari: acquisto o ristrutturazione di immobili per stabilire o ampliare strutture produttive e commerciali in Africa.
    • Investimenti ecologici: progetti per l’efficienza energetica, l’ottimizzazione idrica e altre pratiche di sostenibilità.

    Le Spese accessorie coprono restante 40% e possono essere utilizzate per altre tipologie di spese, tra cui:

    • Formazione: corsi di addestramento per il personale locale o italiano, in collaborazione con enti o società certificate.
    • Allestimento strutture: spese per affitti, allestimenti di showroom, negozi e uffici sia in Africa sia in Italia, se strettamente connessi al progetto.
    • Promozione: attività di marketing, certificazioni e omologazioni di prodotto, con l’obiettivo di consolidare la presenza dell’impresa nei mercati africani.

    Spese non ammissibili

    Non sono invece ammissibili:

    • Costi di personale, spese correnti aziendali, attività direttamente legate all’esportazione e alle vendite commerciali, consulenze periodiche e continuative.

    Cosa fare per partecipare? I 5 step fondamentali per la richiesta

    1. Registrazione sul Portale: Il primo passo per richiedere l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” è registrarsi sul portale ufficiale di SIMEST. Questa piattaforma digitale consente alle imprese italiane di compilare la domanda online, seguendo le istruzioni e assicurando che ogni dettaglio sia inserito correttamente e firmato digitalmente.
    2. Preparazione della Documentazione Necessaria: Una volta completata la registrazione e avviata la procedura, è essenziale preparare tutta la documentazione richiesta per dimostrare i requisiti di ammissibilità. Tra i documenti da presentare ci sono i bilanci degli ultimi esercizi finanziari, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e diverse dichiarazioni che attestano la conformità dell’impresa alle normative ambientali e agli obblighi previsti per l’internazionalizzazione.
    3. Requisiti di Accuratezza e Aggiornamento: Ogni documento deve essere preciso e aggiornato per rispettare gli standard stabiliti e assicurare trasparenza nella gestione del progetto. La conformità della documentazione è cruciale per l’approvazione della domanda.
    4. Rispetto delle Tempistiche: È fondamentale rispettare le scadenze indicate da SIMEST per la presentazione delle domande. Dopo l’invio, l’istruttoria di SIMEST valuterà l’ammissibilità dell’impresa e verificherà attentamente tutta la documentazione.
    5. Apertura di un Conto Corrente Dedicato: SIMEST richiede che l’impresa apra un conto corrente dedicato per il progetto, sul quale verranno erogati i finanziamenti. Questo conto dovrà essere utilizzato esclusivamente per le transazioni legate al progetto, garantendo la tracciabilità di tutte le spese.

    Tempistiche di erogazione

    Una volta approvata, l’erogazione del finanziamento avviene in tre tranche:

    1. Prima tranche: pari al 25% dell’importo, erogata come anticipo.
    2. Seconda tranche: pari al 25%, erogata dopo la prima rendicontazione delle spese.
    3. Tranche a saldo: erogata dopo la rendicontazione finale.

    “Potenziamento Mercati Africani” può fare davvero al caso mio?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” rappresenta un’opportunità preziosa per le PMI italiane che vogliono espandersi in uno dei mercati emergenti più promettenti al mondo. 

    Con finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e un supporto a 360 gradi per le imprese che puntano all’internazionalizzazione, SIMEST fornisce strumenti di supporto concreti per l’ingresso in Africa, facilitando l’avvio di progetti di investimento sostenibili e innovativi.

    Per le imprese italiane che cercano di internazionalizzarsi e innovarsi, questa è un’opportunità da cogliere al volo: espandere il proprio mercato, migliorare la competitività e investire in un futuro sostenibile sono oggi possibili grazie al programma di SIMEST.

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  • Transizione Digitale delle Imprese Lombarde 2025: contributi a fondo perduto fino al 50%

    Cos è Transizione Digitale delle Imprese Lombarde?

    “Transizione Digitale delle Imprese Lombarde” 2024 è un’opportunità per accelerare la digitalizzazione delle PMI locali con un contributo a fondo perduto (voucher), ma le imprese lombarde sono pronte per una trasformazione digitale? In questa giuda completa, esploreremo tutti i dettagli di questa agevolazione, dai beneficiari alle spese ammissibili, passando per i requisiti e le modalità di partecipazione.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione?

    Il programma Transizione Digitale delle Imprese Lombarde è stato creato per sostenere il percorso di trasformazione digitale delle PMI in Lombardia, aumentando la loro competitività e rafforzando la resilienza in un mondo sempre più dipendente dalle tecnologie.

    L’agevolazione è parte del Programma Regionale FESR 2021-2027, Asse 1, “Un’Europa più competitiva e intelligente”, che promuove la digitalizzazione non solo come processo tecnico, ma come cambiamento culturale e organizzativo.

    L’obiettivo è far sì che le imprese diventino più consapevoli dei loro punti di forza e debolezza in termini di maturità digitale, sviluppando un Piano Strategico di Digitalizzazione.

    Questo piano permetterà alle aziende di identificare soluzioni su misura per colmare i loro gap digitali, migliorando la loro efficienza operativa e posizionandole meglio sia sui mercati nazionali che internazionali.

    Chi può partecipare?

    Sono ammesse alla partecipazione tutte le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede operativa in Lombardia.

    Per poter accedere all’agevolazione, le imprese beneficiarie devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci approvati o dichiarazioni fiscali presentate (per i soggetti non tenuti al deposito del bilancio) alla data di presentazione della domanda.

    Imprese non ammissibili

    Non tutte le aziende possono accedere al bando.

    Sono escluse, ad esempio, quelle con codici ATECO relativi ai settori dell’agricoltura (sezione A), telecomunicazioni, attività finanziarie e assicurative, nonché alcune attività del settore tabacchiero.

    Inoltre, sono escluse le società con codici ATECO 62 (produzione di software, consulenza informatica e attività connesse) e 63 (attività dei servizi di informazione e altri servizi informatici).

    Inoltre, è richiesta la regolarità contributiva (DURC) e l’assenza di problemi relativi alla normativa antimafia.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 100.000 euro per progetto.

    La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 20 milioni di euro, che potranno essere incrementati fino a 30 milioni in caso di disponibilità di ulteriori risorse.

    Il contributo punta a coprire parte dei costi necessari alla digitalizzazione, con una particolare attenzione a progetti che includano innovazioni tecnologiche, miglioramenti dei processi di cybersecurity, l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale e soluzioni per la digitalizzazione della supply chain.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Tra le spese ammissibili rientrano:

    • Acquisto di servizi informatici e tecnologie digitali necessari per l’implementazione del progetto di trasformazione digitale
    • Consulenze per la definizione del Piano Strategico di Digitalizzazione, fino a un massimo del 10% dell’investimento complessivo
    • Formazione e accompagnamento per il personale aziendale, per garantire che le tecnologie introdotte siano sfruttate al meglio. Queste spese possono raggiungere un massimo del 5% dell’investimento totale
    • Spese indirette (come spese di amministrazione generale) fino al 7% delle spese ammissibili.

    Spese non ammissibili

    Sono invece escluse dal bando le spese per:

    • Acquisto di immobili e opere murarie
    • Acquisto di beni di consumo, come PC o smartphone, se non specificatamente funzionali alla realizzazione dell’intervento
    • Spese di personale, vitto e alloggio, non direttamente riconducibili al progetto di digitalizzazione.

    Cosa fare per partecipare a Transizione Digitale delle Imprese Lombarde?

    La presentazione delle domande di partecipazione avverrà esclusivamente online, attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.

    Le domande potranno essere inviate a partire dalle ore 10:00 del 3 settembre 2024 fino alle ore 16:00 del 12 novembre 2024.

    Le richieste verranno valutate tramite una procedura valutativa a graduatoria basata sulla qualità del progetto presentato, senza tenere in considerazione l’ordine di presentazione.

    Documentazione necessaria

    Per partecipare al bando, è necessario allegare alcuni documenti fondamentali, tra cui:

    • Piano Strategico di Digitalizzazione, che dimostri la coerenza del progetto con gli obiettivi aziendali
    • Misurazione della maturità digitale dell’impresa, che deve essere realizzata presso uno dei fornitori accreditati (Digital Innovation Hub, Poli Europei dell’Innovazione, ecc.)
    • Intervento Attuativo, che illustri in dettaglio le soluzioni tecnologiche da implementare.

    Come vengono valutate le domande?

    Le domande presentate verranno valutate sulla base di una serie di criteri qualitativi, con un punteggio massimo di 100 punti, suddiviso come segue:

    • Qualità del progetto e coerenza con la strategia aziendale: fino a 40 punti
    • Impatto atteso del progetto, con particolare attenzione agli effetti positivi sulla competitività e maturità digitale dell’impresa: fino a 30 punti
    • Innovatività delle soluzioni adottate: fino a 20 punti
    • Sostenibilità economica e finanziaria del progetto: fino a 10 punti

    La digitalizzazione può davvero aiutare la mia impresa?

    Certo! La digitalizzazione è un investimento sul futuro.

    Per le piccole e medie imprese, rappresenta l’opportunità di ottimizzare processi, ridurre costi e aumentare la produttività.

    Ad esempio, l’adozione di sistemi di analisi dei dati e soluzioni di cybersecurity non solo migliora l’efficienza, ma garantisce anche una maggiore protezione contro i rischi informatici.

    Inoltre, grazie ai contributi a fondo perduto previsti dal bando, è possibile mitigare i costi di investimento, riducendo il rischio finanziario e accelerando il ritorno sugli investimenti.

    Se sei un imprenditore in Lombardia, questa potrebbe essere la tua occasione per fare un salto di qualità e affrontare con più fiducia le sfide del mercato globale.

    La digitalizzazione può davvero aiutare la mia impresa?

    Certo! La digitalizzazione è un investimento sul futuro.

    Per le piccole e medie imprese, rappresenta l’opportunità di ottimizzare processi, ridurre costi e aumentare la produttività.

    Ad esempio, l’adozione di sistemi di analisi dei dati e soluzioni di cybersecurity non solo migliora l’efficienza, ma garantisce anche una maggiore protezione contro i rischi informatici.

    Inoltre, grazie ai contributi a fondo perduto previsti dal bando, è possibile mitigare i costi di investimento, riducendo il rischio finanziario e accelerando il ritorno sugli investimenti.

    Se sei un imprenditore in Lombardia, questa potrebbe essere la tua occasione per fare un salto di qualità e affrontare con più fiducia le sfide del mercato globale.

    Il bando Transizione Digitale delle Imprese Lombarde rappresenta un’opportunità unica per le PMI della Lombardia di migliorare la loro competitività attraverso la digitalizzazione.

    Se hai una piccola o media impresa e desideri investire in nuove tecnologie per innovare e crescere, non lasciarti sfuggire questa occasione.

    Se hai bisogno di assistenza per capire meglio come partecipare o vuoi ottimizzare la tua domanda, contatta noi di Trovabando. Siamo qui per supportarti in ogni fase del processo, aiutandoti a ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili.

    PARLANE CON NOI
  • Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali – Le Novità Capitalizzazione 2024

    Pur con le dovute modifiche, è dal lontano 1965 che la “Nuova Sabatini”, la misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, continua ad essere rifinanziata e prorogata. Da ultimo, il Disegno di Legge di Bilancio 2024 assegna ulteriori 100 milioni di euro per il 2024 al finanziamento della Nuova Sabatini, già prorogata fino al 2026 dalla precedente Legge di Bilancio.

    Le PMI potranno quindi continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali d’impresa materiali (macchinari, impianti, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

    I benefici previsti riguardano, come detto, agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con maggiorazioni  per investimenti 4.0 e per investimenti green.

    Puoi rinfrescarti la memoria sulle modalità di funzionamento della Nuova Sabatini continuando a leggere…

    Nuova Sabatini Capitalizzazione 2024 : tutte le novità e come funziona

    A partire dal 1º ottobre 2024, le micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno cogliere una grande opportunità per crescere e rafforzarsi grazie alla “Nuova Sabatini Capitalizzazione”.

    Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa iniziativa è pensata per sostenere la capitalizzazione delle PMI, aiutandole a investire in beni strumentali fondamentali per la loro crescita.

    Ma cosa significa, in pratica?

    Vuol dire avere accesso a contributi maggiorati per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali — tutto ciò che serve per far fare un salto di qualità al tuo business.

    Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale, e c’è una buona notizia per le micro e piccole imprese: il tasso d’interesse è fissato al 5%, mentre per le medie imprese si attesta al 3,575%.

    Con una dotazione di 80 milioni di euro, la “Nuova Sabatini Capitalizzazione” non è solo un aiuto economico, ma una vera e propria spinta verso una maggiore competitività.

    È l’occasione per rafforzare la struttura patrimoniale della tua impresa, migliorare la tecnologia, e prepararti al futuro con maggiore solidità e innovazione.

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità per far crescere il tuo business.

    Cos’è la Nuova Sabatini

    La “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dall’ex Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. 

    Per promuovere e incentivare la trasformazione economica e la transizione verso l’industria 4.0, nel 2017 è stato varato un piano nazionale dedicato, poi rivisto e aggiornato dai governi che si sono succeduti, passando da Piano Industria 4.0 a Piano Impresa 4.0 fino all’attuale Transizione 4.0. Per contribuire alla realizzazione di questo piano, la Nuova Sabatini è stata adeguata, andando a incentivare ulteriormente proprio i beni tecnologicamente avanzati.

    Questo strumento serve insomma a favorire la trasformazione del sistema produttivo italiano verso la “Fabbrica Intelligente” e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

    La Legge Sabatini è, in termini tecnici, un incentivo che viene erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto forma di contributo per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari erogati per l’acquisto dei beni strumentali. In altri termini il contributo si caratterizza per essere in conto impianti e fa parte del pacchetto di contributi previsti dal piano Industria 4.0, insieme ad altre, ben note agevolazioni:

     

    Una serie di incentivi differenti uniti da un obiettivo comune, far ripartire l’Italia spingendo le aziende a cogliere tutte le possibilità offerte dalla c.d quarta rivoluzione industriale.

    Quali sono le risorse a disposizione per il 2024 per la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più longeve e apprezzate nel panorama imprenditoriale italiano. Nel 1965 è stata introdotta su proposta del deputato, sindacalista e operaio, Armando Sabatini e, da allora, di governo in governo, è diventata oggetto di numerosissime proroghe e, ovviamente, di rifinanziamenti

    Tra gli ultimi, il rifinanziamento avvenuto con la legge di bilancio 2023, con cui la Nuova Sabatini è stata prorogata fino al 2026 e dotata di ulteriori 150 milioni di euro, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro verranno stanziati con la legge di bilancio 2024.

    Chi può richiedere la Nuova Sabatini?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

    • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

    Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

    • Attività finanziarie e assicurativa e non svolgere attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    I liberi professionisti possono richiedere la Nuova Sabatini Beni Strumentali?

    , gli studi professionali e le Associazioni tra professionisti, purtroppo, non possono richiedere la Nuova Sabatini, a meno che non siano costituiti come impresa di piccola e media dimensione, che alla data di presentazione della domanda risulti iscritta nel Registro delle imprese, come nel caso delle STP (Società Tra Professionisti).

    operai che salgono per nuova sabatini
    Nuova Sabatini: tutte le novità in arrivo!

    Vediamo nel dettaglio che cos’è la Nuova Sabatini

    L’obiettivo della Nuova Sabatini, è quello di favorire e agevolare le imprese che intendono investire (sotto forma di acquisto o ) in macchinari, attrezzature, impianti, beni ad uso produttivo, , software e tecnologie digitali.

    Le principali linee di intervento riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali;
    • Agevolazioni per investimenti 4.0;
    • Agevolazioni per investimenti green, un ambito inserito nel 2023;
    • Nuova Sabatini Sud, dedicata agli investimenti nelle regioni del Sud

     

    La Nuova Sabatini consente la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle PMI italiane per sostenere alcuni tipi di investimenti. Su questi finanziamenti,  il Ministero concede un contributo che, in pratica, permette di ridurre il costo degli interessi dovuti. 

    L’investimento può essere:

    • interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e
    • assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

     

    Tale finanziamento inoltre, deve essere:

    • di durata non superiore a 5 anni;
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;

     

    Il contributo del MIMIT è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari;
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Vale anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi (Nuova Sabatini Green).
    • 5,5% per gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno effettuati da micro piccole imprese (Nuova Sabatini Sud)

     

    La Nuova Sabatini finanzia beni nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a: terreni e fabbricati; beni usati o rigenerati; immobilizzazioni in corso e acconti.

    Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

    Sono stati inoltre definiti – a partire dal 1° gennaio 2023 – quali sono gli investimenti ammissibili per le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali, nonché nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Ricordati che insieme alla Nuova Sabatini è possibile richiedere, inoltre,  l’intervento del Medio Credito Centrale che garantisce questa tipologia di finanziamenti fino ad un massimo dell’80%.

    Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Fondo di Garanzia per le PMI che trovi qui

    Dunque… un solo investimento e agevolazioni combinabili per ottenere il massimo vantaggio possibile. Interessante, non trovi?

    Maggiorazioni per la Nuova Sabatini Green

    Per la nuova Sabatini green,  gli aiuti sono quindi maggiorati rispetto a quelli ordinari. Per poter essere ammessi al contributo maggiorato, però, è richiesto il possesso:

    • di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui beni oggetto dell’investimento;
    • di un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni

    Come presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione dovrà essere compilata, pena l’inammissibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile sul sito ufficiale.
    Le domande di accesso all’agevolazione devono essere:

    • presentate dall’impresa in formato elettronico;
    • sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore, mediante firma digitale;
    • inviate esclusivamente tramite PEC agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione stipulata tra il Ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti 

     

    La domanda è inviata attraverso la procedura disponibile nella sezione dedicata “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica.

    E se ho già stipulato un contratto di leasing o di finanziamento?

    Purtroppo non potrai recuperare alcunché, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, dunque se hai già acceso un finanziamento per acquisto di nuovi macchinari non c’è più niente da fare per recuperare gli interessi.

    Dunque… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere, per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!


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  • Bandi per l’imprenditoria femminile 2024 : fondo perduto e finanziamenti agevolati

    La situazione dell’imprenditoria femminile in Italia

    Per tutte quelle donne che vogliono intraprendere un percorso volto ad affermare la propria capacità imprenditoriale, esistono i bandi per imprenditoria femminile. Questa serie di incentivi faciliteranno l’accesso al mondo del business e costituiranno la solida base su cui fondare il tuo progetto imprenditoriale. 

    Secondo le statistiche elaborate da Unioncamere, negli ultimi 5 anni l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. 

    Le regioni che hanno segnato una crescita consistente sono state il Lazio, la Campania, la Calabria e il Trentino. Si tratta di una crescita importante che porta le imprese guidate da donne a rappresentare quasi il 22% del totale delle imprese Italiane.

    La finanza agevolata al servizio delle imprenditrici

    Nonostante le donne imprenditrici e libere professioniste siano tante, ce ne sono molte altre che hanno un sogno nel cassetto e desiderano realizzarlo attraverso la finanza agevolata.

    I bandi che erogano finanziamenti agevolati o garanzie del credito possono essere, infatti, la soluzione giusta per tutte quelle donne che hanno bisogno di un piccolo aiuto per partire nel migliore dei modi con la propria attività.

    Vediamo insieme quali sono le principali agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile, a livello nazionale e regionale.

    Se vuoi ripassare che cosa si intende per impresa femminile, non dimenticare di dare un’occhiata all’articolo del nostro glossario.

    I bandi per imprenditoria femminile prevedono finanziamenti agevolati, soprattutto nei casi in cui siano a tasso zero, sono pensati per sostenere le donne desiderose di ricevere subito la liquidità per partire con la propria attività.

    Gli strumenti di garanzia del credito, invece, supportano le imprenditrici nell’accesso al credito, agevolando la possibilità di ricevere i finanziamenti bancari.

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Bandi nazionali per imprenditoria femminile

    Nuove Imprese a tasso zero

    Fra i bandi per imprenditoria femminile più conosciuti vi è senza dubbio ON – Oltre Nuove Imprese a tasso zero di Invitalia. Dedicata ai giovani under 35 e alle donne di tutte le età, mette a disposizione contributi a fondo perduto fino al 90% per progetti di impresa in tutti i settori economici.

    Le uniche eccezioni sono le attività legate alla pesca, all’acquacoltura e alla produzione primaria di prodotti agricoli, e le attività prevalentemente connesse all’esportazione.

    Possono partecipare al bando le imprese femminili costituite da non più di 5 anni composte per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età, e le donne che vogliono avviare una nuova attività.

    Fondo di Garanzia per Imprese Femminili

    Abbiamo già parlato diverse volte del Fondo di Garanzia MCC e di quanto questa agevolazione rappresenti un’opportunità unica fra i bandi per imprenditoria femminile.

    La sezione speciale del Fondo dedicata alle imprese femminili permette un più agevole accesso al credito bancario per questa tipologia di impresa. Infatti, oltre a poter ricevere una garanzia pubblica fino all’80% del totale dell’operazione, all’impresa femminile sono riservate delle condizioni vantaggiose, come:

    • Priorità di istruttoria e di delibera
    • Esenzione dal versamento della commissione una tantum al Fondo

    In questo caso, possono richiedere la garanzia, non solo le società di capitali (srl, srls, o spa) e le società di persone, ma anche le titolari di partita iva o libere professioniste per dare una spinta alla propria attività.

    Quanto scritto finora rappresenta una panoramica di alcune delle principali agevolazioni nazionali: ora vediamo insieme anche alcuni bandi regionali dedicati alle donne.

    Smart & Start Italia

    Smart&Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. La domanda si presenta solo online sulla piattaforma di Invitalia.

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci sia presente almeno un esperto.

    Resto al Sud

    Fra i bandi per imprenditoria femminile, in particolare per le donne del Sud di età compresa tra i 18 ed i 55 anni è doveroso segnalare Resto al Sud di Invitalia che è possibile consultare nella nostra miniguida.

    Un’agevolazione che consente di ricevere dai 50 mila ai 200 mila euro, per l’avvio di nuovi progetti di impresa nelle regioni del Mezzogiorno.

    Fondo perduto per imprenditoria femminile: agevolazioni regionali

    Per le imprenditrici o le titolari di partita iva, che vogliono sviluppare la loro impresa o attività, o ne vogliono creare una nuova, ma preferiscono avvalersi di un contributo a fondo perduto, possiamo segnalare fra i bandi per imprenditoria femminile anche qualche agevolazione di carattere regionale.

    Donne Innovazione e Impresa: Regione lazio

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI del Lazio, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Nuova impresa: Regione Lombardia

    Per sostenere l’avvio di nuove imprese in Lombardia, segnaliamo fra i bandi per imprenditoria femminile il bando chiamato “Nuova impresa”.

    Si tratta di una misura finalizzata rivolta alle MPMI lombarde costituite a partire dal 1° giugno 2023, iscritte ed attive al Registro delle Imprese, in Lombardia; sono ammissibili anche i lavoratori autonomi  con partita IVA individuale attiva non iscritti al Registro delle Imprese, e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Le domande sono ammissibili fino al 31 dicembre 2024.

    L’obiettivo è quello di ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 50% sui costi relativi alla creazione delle nuove imprese, fino ad un massimo di €10.000 per impresa.

    NIDI, il fondo perduto per le donne in Puglia

    Un’altra agevolazione interessante fra i bandi per imprenditoria femminile, è promossa dalla Regione Puglia, e si tratta dell’avviso NIDI.

    Il Fondo creato dalla Regione Puglia a favore delle Nuove Iniziative d’Impresa, prevede la possibilità di ricevere fino a 150 mila euro, metà a fondo perduto e metà come finanziamento agevolato, concesso a tasso zero a partire dal 2018.

    In questo caso le forme di agevolazione previste variano al crescere del valore dell’investimento. È inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

    Potranno accedere all’agevolazione tutte le aspiranti imprenditrici o le società partecipate per almeno la metà da soggetti appartenenti ad una serie di categorie, tra cui donne di età superiore a 18 anni.

    Insomma, come vedi le opportunità per le donne che sono o che vogliono diventare imprenditrici sono tantissime! Cosa aspetti a coglierle tutte?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Transizione 5.0 cos’è e come funziona: Guida Essenziale 2025

    Transizione 5.0: un nuovo modello per uno sviluppo sostenibile

    Avevamo appena iniziato a capire cosa fosse la Transizione 4.0 e a metterla subito in relazione con la digitalizzazione, e… ecco che già si parla di Transizione 5.0! Che significa?

    Il concetto di Transizione 5.0 è stato introdotto per la prima volta dal World Economic Forum nel 2020 e si basa sull’idea che, insieme all’innovazione tecnologica, è indispensabile perseguire anche la sostenibilità e l’inclusione sociale.

    Il progresso tecnologico è infatti un tema centrale e importante, ma è necessario concentrarsi su una visione più ampia del benessere umano e dell’equilibrio con l’ambiente. Per questo motivo, uno dei pilastri principali della Transizione 5.0 è rappresentato proprio dalla sostenibilità ambientale.

    Transizione 5.0: cos’è e quante sono le risorse

    L’attenzione all’ambiente, alle risorse naturali e al consumo responsabile, tuttavia, non può prescindere dal tema dell’innovazione tecnologica, che continua quindi ad essere di estrema importanza, soprattutto perché le nuove tecnologie possono offrire un contributo enorme nel risolvere sfide ambientali e sociali. 

    Considerata l’importanza e l’attualità delle tematiche ambientali e di sostenibilità, le istituzioni si stanno già attivando per favorire il nuovo processo di Transizione 5.0 anche con azioni concrete. A tal proposito, il Piano intende sostenere il passaggio verso processi più efficienti da un punto di vista energetico e più sostenibili, basati su fonti rinnovabili e volti alla riduzione degli sprechi.

    Per il biennio 2024-2025 il RePowerEU ha stanziato 6.3 miliardi di euro sono stati previsti dal piano per sostenere le imprese nell’industria, permettendo di introdurre nuove misure per incentivare investimenti che possano aumentare l’efficienza energetica e/o favorire l’autoproduzione di energia rinnovabile.

    A queste risorse, 6.4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio, per un totale di circa 13 miliardi nel biennio 2024-2025 a favore della trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane, incentivando la promozione delle imprese e del made in Italy.

    L’articolo 38 del Decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, ha istituito il nuovo Piano Transizione 5.0, introducendo un credito d’imposta utilizzabile per le imprese che effettuano nuovi investimenti, a decorrere dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2025, destinati ad aziende ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione che comportano una riduzione dei consumi.

    Inoltre qui potete trovare il link alla gazzetta ufficiale.

     

    Quali sono gli investimenti agevolabili?

    L’agevolazione riguarda i seguenti investimenti:

    1. investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui agli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, interconnessi al sistema aziendale, a condizione che, tramite gli stessi, si consegua.

     

    Il nostro consiglio? Inizia subito a programmare i tuoi investimenti e rivolgiti a dei veri professionisti per non perdere le opportunità in arrivo!

    Piano Transizione 5.0: chi può accedere ai crediti?

    Il Piano è dedicato a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, nonché le Stabili Organizzazioni nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

    Possono partecipare quindi tutte le imprese che negli anni 2024 e 2025 in accordo con il piano nazionale di ripresa e resilienza effettuano investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, contribuendo alla transizione digitale ed energetica.

    Per accedere all’incentivo occorre che si verifichino le seguenti condizioni:

    • Effettuare un investimento in almeno uno dei I beni strumentali materiali e immateriali,  fondamentali per le imprese nel contesto della transizione energetica,  previsti agli allegati A e B del piano. I beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
    • Questi beni devono essere inseriti in un contesto di innovazione per il risparmio energetico. progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici
    • La riduzione dei consumi deve essere pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, in linea con le tecnologie rilevanti.

     

    La riduzione dei consumi energetici deve essere:

    • attestata da una certificazione ex ante, idonea a individuare i consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti da effettuare, una certificazione ex post idonea a dimostrare l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente alla certificazione ex ante;
    • rilasciata da valutatori indipendenti, disciplinati da un successivo decreto. Sono in ogni caso compresi gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) nonché le Energy Service Company (ESCo) riconosciute dal ministero delle imprese, certificati da organismi accreditati, certificati da organismo accreditato.

     

    Sono escluse dall’agevolazione le imprese in difficoltà finanziaria o che hanno ricevuto sanzioni interdittive.

    piano transizione 5.0
    Piano Transizione 5.0: tutte le novità

    In cosa consiste l’agevolazione?

    La trasformazione digitale e energetica dei processi produttivi innescata per sostenere la transizione è il presupposto per le imprese per ottenere un beneficio sotto forma di agevolazione fiscale.

    Gli investimenti effettuati determinano l’importo del credito d’imposta utilizzabile, come anche l’eventuale aumento del credito d’imposta. 

    Le imprese ammissibili potranno beneficiare di un credito di imposta riconosciuto per investimenti in tecnologia sostenibile fino al 45%, proporzionale alla spesa sostenuta per gli investimenti effettuati alla percentuale di riduzione dei consumi energetici (dei processi o dell’unità produttiva).

    Le aliquote di base del credito, esogabili se l’investimento consegua una riduzione non inferiore al 3% dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata o, in alternativa, una riduzione non inferiore al 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

    • 35% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    • 15% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
    • 5% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria

     

    Come abbiamo già anticipato, sono previste delle maggiorazioni. Le aliquote, infatti, aumentano al:

    • 40%, 20% e 10% nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva superiore al 6%, e le imprese possono beneficiare di incentivi riconosciuti in aumento del credito.
    • 45%, 25% e 15% nel caso di riduzione dei consumi energetici superiore al 10% o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 15%.

     

    Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24 secondo la legge di bilancio 2025, da avviare entro la data del 31 dicembre 2025 e, in ogni caso, a decorrere dal quinto giorno successivo alla comunicazione del provvedimento di concessione.

    Per poter poter la prenotazione del credito è possibile accedere tramite SPID dall’Area Clienti del sito istituzionale del GSE

    Le comunicazioni preventive inviate saranno valutate e gestite dal Gestore dei servizi Energetici (GSE) secondo l’ordine cronologico di invio.

    L’agevolazione fiscale è utilizzabile, esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art.17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, decorsi 10 giorni dalla comunicazione delle imprese beneficiarie all’Agenzia delle entrate da parte del GSE. 

    Piano Transizione 5.0: è cumulabile?

    L’incentivo Transizione 5.0 è cumulabile con altri incentivi che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.

    Non è invece cumulabile con i crediti d’imposta previsti dalla legge di bilancio 2025 Transizione 4.0 (se si entra nell’alveo del 5.0 si esce da quello del 4.0) e con quello per investimenti nella ZES unica.

    Il piano resterà operativo per tutti gli investimenti nei beni previsti negli allegati A- B che:

    • non generano risparmio, oppure
    • generano risparmio sotto le soglie minime previste 

     

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  • Green New Deal italiano: incentivi per la transizione ecologica

    Green New Deal significato

    Il Green New Deal o “Green and Innovation Deal” è un programma di interventi le cui finalità sono: l’aumento della sostenibilità ambientale, l’efficientamento energetico e l’innovazione tecnologica il tutto ispirato ai principi di resilienza economica.  Il programma in questione è organizzato in coerenza e nel rispetto del Green Deal europeo (comunicazione della Commissione europea COM(2019) 640 fino al dell’11 dicembre 2019).

    La misura è volta al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

    Gli obiettivi del Fondo per la Crescita Sostenibile

    Il FCS è destinato in particolare al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell’apparato produttivo, con particolare riguardo a:

    • Promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
    • Rafforzamento della struttura produttiva, riutilizzo di impianti produttivi e rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
    • Promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

    E il Green new deal italiano?

    Con un plafond di 750 milioni di euro così distribuito su:

    • Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale,
    • Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti

     

    verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti, non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.

    Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

    • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale;
    • 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

     

    Le agevolazioni del Green New Deal sono concesse sono nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, a cui deve essere associato un finanziamento bancario.

    L’intervento, realizzato nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), è disciplinato dal decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

    Con il recente decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono state definite le modalità attuative, e i relativi Allegati per il Green New Deal.

    A chi si rivolge il Green New Deal?

    Il Green New Deal individua come ammissibili i progetti presentati singolarmente o in forma congiunta dai seguenti beneficiari:

    1. Imprese, di qualsiasi dimensione, che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3) (e quindi attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi e attività di trasporto per terra, per acqua o per aria), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;
    2. Imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 Codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
    4. Centri di ricerca, vale a dire imprese con personalità giuridica autonoma che svolgono attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale.

     

    I beneficiari del Green New Deal possono presentare programmi come descritto in precedenza congiuntamente tra loro, indicando prima il soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00).

    Quali progetti si possono finanziare?

    L’intervento sostiene progetti di transizione ecologica in particolar modo:

    • Decarbonizzazione dell’economia
    • Economia circolare
    • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
    • Rigenerazione urbana
    • Turismo sostenibile
    • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

     

    Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

    Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

    progetti ammissibili del Green New Deal inoltre devono:

    • Essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
    • Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
    • Avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
    • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

     

    Consulta la pagina dedicata al Green New Deal sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (mise.gov.it)

    Quali sono le spese ammissibili dei programmi del Green New Deal?

    Nel caso delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, il Green New Deal prevede come ammissibili le spese e i costi delle imprese beneficiarie relativi a:

    • Il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    • Gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
    • Servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    • Le spese generali relative al progetto;
    • I materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Nel caso delle attività di industrializzazione, il Green New Deal prevede come ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi:

    • All’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali;
    • All’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni;
    • All’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad
      attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità.

    Le agevolazioni del Green New Deal

    Nel rispetto della normativa recante i limiti e le spese ammissibili possono essere concesse agevolazioni nella forma:

    1. Finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, per una percentuale nominale
      delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 70%;
    2. Contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:
    • Pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
    • Pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Il finanziamento agevolato ed il contributo possono essere concessi a ciascuna impresa beneficiaria esclusivamente in concorso tra loro. La concessione del contributo è subordinata alla deliberazione del finanziamento agevolato nel rispetto delle condizioni di accesso al FRI.

    Presentazione della domanda

    Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Fondo di Garanzia: Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Le Nuove Regole del Fondo di Garanzia 2025: CosaCambia per PMI e Mid-Cap

    Nel 2025, il Fondo di Garanzia per le PMI ha introdotto significative novità per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, commi 450-454).

    Principali novità

    • Riduzione della copertura per operazioni di liquidità: La garanzia per i finanziamenti destinati a esigenze di liquidità è stata uniformata al 50%, indipendentemente dal rating dell’impresa. Questa modifica si applica alle richieste deliberate a partire dal 1° gennaio 2025, nonché a quelle presentate prima di tale data ma non ancora deliberate.
    • Mantenimento della copertura per investimenti e start-up: Rimane invariata la garanzia all’80% per i finanziamenti finalizzati a programmi di investimento e per le start-up innovative, riconoscendo l’importanza di sostenere la crescita e l’innovazione nel tessuto imprenditoriale italiano.
    • Aumento dell’importo massimo per operazioni di importo ridotto: Per le richieste presentate da soggetti garanti autorizzati a certificare il merito di credito, l’importo massimo garantito è stato innalzato da 80.000 a 100.000 euro, ampliando le possibilità di accesso al credito per le piccole imprese.
    • Estensione della garanzia alle imprese mid-cap: Il Fondo di Garanzia è stato esteso alle imprese con un numero di dipendenti fino a 499, considerando eventuali relazioni di associazione o collegamento con altre imprese. Tuttavia, questa misura è subordinata all’autorizzazione preliminare della Commissione Europea.
    • Introduzione di un premio aggiuntivo per i soggetti finanziatori: I soggetti finanziatori sono tenuti a versare al Fondo di Garanzia, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di rilascio delle garanzie, un premio aggiuntivo rispetto a quello dovuto per la singola operazione. I criteri e le modalità di attuazione di questo premio saranno definiti da un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

    Queste modifiche mirano a rendere il Fondo di Garanzia uno strumento più efficiente e mirato, in grado di supportare le diverse esigenze finanziarie delle imprese italiane, favorendo investimenti e crescita sostenibile.

    Fondo Centrale di Garanzia per PMI: cos’è?

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI è uno strumento istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a), ed è operativo dal 2000.

    Il suo scopo principale è quello di favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle piccole e medie imprese e liberi professionisti, tramite la concessione (post richiesta della garanzia del fondo) di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali fornite dalle imprese.

    La garanzia costituisce per le banche una mitigazione del rischio di credito. Per questo, risulta molto utile per le imprese utilizzarla per migliorare le variabili di accesso al credito (condizioni contrattuali relative al rapporto di finanziamento: prezzo del credito, durata, importo etc.).

    Con il Fondo Centrale di Garanzia, l’Unione Europea e lo Stato Italiano affiancano le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, perché non dispongono di sufficienti garanzie.

    La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce le costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

    Nel corso degli anni, sono state modificate le modalità operative del Fondo di garanzia semplificando le procedure, aumentando le coperture e ampliando la platea dei beneficiari, in seguito alla riforma del fondo di garanzia.

    In particolare, dal 1° gennaio 2024 e per i successivi 12 mesi, sono in vigore le nuove regole previste dal DL Anticipi (DL 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023), alle quali facciamo riferimento in questo articolo.

    Chi può accedere alla garanzia del Fondo?

    Possono essere garantite dal Fondo Centrale di Garanzia per PMI le imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI), iscritte al Registro delle Imprese, i liberi professionisti titolari di P. Iva, ma anche le imprese femminili e le Startup (intese sia come startup innovative sia come “non innovative”).

    La nuova normativa include inoltre anche le small MidCap, ovvero imprese con un numero di addetti compreso tra le 250 e le 499 unità, e gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Gli enti non iscritti al RUNTS avranno comunque la possibilità di accedere a una sezione speciale del Fondo, che deve però ancora essere istituita.

    È importante sapere che, per essere ammessi alla Garanzia del Fondo, è necessario effettuare una valutazione del rischio creditizio applicando un modello che tiene conto sia dei dati economico-finanziari, sia dei dati della Centrale Rischi. La valutazione comporta l’inserimento del richiedente in apposite fasce di rischio: chi rientra in fascia 5 non sarà ammissibile, ma alcune tipologie di imprese sono esentate dall’applicazione di questo modello di valutazione.

    Quali tipologie di operazioni garantisce?

    L’intervento è concesso su tutti i tipi di operazioni finalizzate all’attività di impresa, sia a breve sia a medio-lungo termine, con diverse coperture stabilite dalle disposizioni operative del Fondo e dall’attuale disciplina prevista per il 2024 dal Decreto Anticipi e che tengono conto della finalità del finanziamento, della tipologia di richiedente e della fascia di rating.

    Quali sono le percentuali di copertura?

    Attualmente, per tutto il 2024, per le garanzie dirette in favore delle PMI sono previste le seguenti percentuali di copertura per le operazioni finanziarie che rispettano i criteri di valutazione del merito:

    • 80% per tutte le operazioni di finanziamento con finalità di investimento e, nel caso di PMI attive da meno di 3 anni, per tutte le operazioni finanziarie che richiedono una domanda al fondo. Questa percentuale si applica anche nel caso di operazioni di importo ridotto, di microcredito, per richieste inerenti l’agevolazione Nuova Sabatini, per gli enti del Terzo Settore e per gli incubatori certificati
    • 60% per le aziende PMI che rientrano nelle fasce 3 e 4 del modello di valutazione e che intendono effettuare operazioni di liquidità
    • 55% per le aziende PMI che ricadono nelle fasce 1 e 2 del modello di valutazione, per operazioni di liquidità
    • 50% per operazioni di capitale di rischio

    Per le MidCap invece, la Garanzia è esclusa per operazioni finanziarie inerenti investimenti nel capitale di rischio, mentre per le altre operazioni le percentuali di copertura sono:

    • 40% per operazioni di investimento (per tutte le operazioni se si tratta di startup, startup innovative o incubatori certificati)
    • 30% per operazioni di liquidità, secondo il modello di valutazione del fondo.

    Qual è l’importo del finanziamento che posso chiedere?

    L’importo massimo garantito per singola impresa è pari a 5 milioni di euro. Tale importo deve essere considerato come importo complessivo, risultante anche da diverse operazioni finanziarie. È necessario precisare però che per le richieste di garanzia di imprese con importi garantiti eccedenti i 2,5 milioni che presentano richiesta a valere sui Regolamenti de minimis e di esenzione, l’istruttoria verrà attualmente sospesa in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea.

    Per gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS le operazioni finanziarie non possono eccedere l’importo di 60.000 euro ciascuna.

    I vantaggi del Fondo di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI può portare benefici per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione finanziaria. Ovviamente, porta dei vantaggi alle imprese che, avendo lo Stato che fa da garante, riescono ad ottenere più facilmente il finanziamento.

    Allo stesso tempo, beneficiano dell’operazione anche le banche che concederanno credito senza sopportare il rischio d’insolvenza: nel peggiore dei casi, la banca potrà rivalersi sul Fondo o nei confronti dello Stato.

    Qual è il costo della Garanzia del Fondo?

    Per le microimprese l’accesso è gratuito, mentre è prevista una commissione una tantum nelle seguenti misure di agevolazione:

    • 0,5% dell’importo garantito per le piccole imprese
    • 1% dell’importo garantito per le medie imprese
    • 1,25% dell’importo garantito per le small MidCap

    Chi è esonerato dall’applicazione del modello di valutazione?

    L’applicazione del modello di scoring è prevista solo nel caso in cui i soggetti beneficiari siano in possesso di due bilanci depositati o dichiarazioni fiscali presentate, per facilitare la modulistica.

    Sono inoltre esentati anche gli enti del Terzo Settore che risultino iscritti al RUNTS e al REA presso il Registro delle Imprese.

    Come si può presentare la domanda?

    L’impresa, o il libero professionista, non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo Centrale di Garanzia per PMI.

    Deve rivolgersi ad una banca convenzionata per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

    Se vuoi sapere di più su quest’agevolazione, leggi i nostri approfondimenti su:

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare al Fondo di Garanzia?

    Clicca sul pulsante qui in basso, compila il form, e ti diremo se hai tutte le caratteristiche per poter accedere!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!


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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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