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Categoria: Bandi

  • Microcredito Lazio alle Imprese: tutte le novità

    Microcredito Lazio alle imprese: 70 milioni di euro alle MPMI

    Microcredito Lazio alle imprese: tutte le novità!

    Buone notizie per il tessuto imprenditoriale del Lazio, grazie all’arrivo di nuovi bandi dedicati al credito aziendale

    La Regione Lazio ha infatti disposto pacchetto di quattro misure mirate a stimolare la crescita e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio. Questi strumenti, del valore complessivo di circa 135 milioni di euro e finanziati attraverso il Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, mirano a fornire supporto finanziario a imprese in varie fasi del loro ciclo di vita, dall’avvio al consolidamento sul mercato.Analizziamoli insieme.

    Parliamo di 3 misure, conosciute con i nomi:

    • Fondo Patrimonializzazione PMI;
    • Nuovo Fondo Futuro;
    • Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio
    • Nuovo Fondo Piccolo Credito

    Fondo Patrimonializzazione PMI

    Il Fondo Patrimonializzazione PMI dispone di un budget di 20 milioni di euro (di cui 10 milioni come aumento di capitale) e si rivolge alle Piccole e Medie Imprese costituite come società di capitali.

    Come funziona l’agevolazione?

    Il Fondo intende incentivare interventi di patrimonializzazione da parte di soci esistenti o di nuovi soci, offrendo finanziamenti a tasso zero della durata di 7 anni, da 50 a 500 mila euro (e comunque di importo pari all’aumento di capitale), coprendo fino al 50% del progetto mentre la restante parte deve essere coperta dall’aumento di capitale. 

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on-line sul portale http://www.farelazio.it alla pagina dedicata al “Fondo Patrimonializzazione PMI”, le domande possono essere presentate dal 5 dicembre 2023 fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Due persone esplorano un tunnel illuminato da luci vibranti nel Lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Futuro

    Il Nuovo Fondo Futuro (NFF) ha l’obiettivo di sostenere le microimprese in fase di avviamento per contrastare l’economia sommersa e sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici.

    Con una dotazione di 10 milioni di euro, mira a sostenere imprese nuove o in fase di avviamento (con meno di 36 mesi), che hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali canali di credito. L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero della durata di 6 anni e di importo da 5 a 25 mila euro, con la possibilità, per le imprese in regola con il piano di ammortamento, di non dover restituire le ultime 12 rate mensili. 

    Le domande saranno accettate dal 12 dicembre 2023 al 23 gennaio 2024.

    Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio

    Un’altra iniziativa, il Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio, prevede risorse a garanzia pari a 15 milioni di euro e risorse finanziarie attivate per 60 milioni. Questo strumento mira a favorire l’emissione di prestiti obbligazionari e/o titoli di debito (“Minibond”) raggruppati in Portafoglio (“Basket”), garantendo una copertura delle prime perdite. Il Portafoglio dovrà essere costituito entro il 3 settembre 2025.

    In questo modo la Regione Lazio vuole favorire forme di finanziamento che possano essere alternative o complementari al credito bancario.

    Alla garanzia potrà inoltre essere affiancato un contributo a fondo perduto (per il quale sono stanziati ulteriori 2 milioni di euro) per la copertura dei costi di emissione. Il contributo permette quindi di ridurre l’incidenza dei costi fissi legati all’emissione di obbligazioni, rendendo più accessibile l’emissione di Minibond anche per imprese di minori dimensioni. 

    Le manifestazioni di interesse per la Garanzia si possono presentare dal 14 dicembre 2023 fino al completamento del Portafoglio, mentre le domande di Contributo per i costi di emissione dei minibond  potranno essere presentate a partire dal 23 gennaio 2024.

    Un gruppo di alti edifici si riflettono nel vetro della regione lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Piccolo Credito

    L’ultimo strumento, con un budget di 45 milioni di euro, si rivolge a imprese con una storia finanziaria consolidata (per accedere è necessario avere almeno 2 bilanci chiusi e depositati e un buon merito di credito), ma con fabbisogni finanziari contenuti che non generano sufficiente marginalità per il sistema bancario.

    Il fondo offre finanziamenti a tasso zero della durata di 5 anni, da 10 a 50 mila euro. La procedura per la presentazione delle domande sarà a sportello, con una prima finestra entro gennaio 2024 e una seconda entro marzo 2024, ma non sono attualmente disponibili (21 dicembre 2023) le date precise di apertura.

    Ti ricordiamo inoltre che, in relazione a questo fondo, dal 20 dicembre 2022 è attiva anche una sezione speciale, “Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Energia”, dedicata a Progetti volti all’aumento dell’efficienza energetica, alla riduzione dei consumi e all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.  

    Questi strumenti, gestiti da Lazio Innova in collaborazione con operatori selezionati tramite procedure di evidenza pubblica, si pongono come un solido sostegno per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese, offrendo soluzioni flessibili e accessibili per soddisfare una varietà di esigenze finanziarie.

     

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  • Fondo Energia in Emilia Romagna: finanziamenti agevolati per interventi di green economy

    Nuova finestra presentazione domande 2023

    Il Fondo Energia continua a sostenere le aziende impegnate nel green: dall’8 novembre all’11 dicembre 2023 sarà nuovamente possibile presentare domanda di agevolazione. 

    Il Fondo Energia finanzia il 100% dei progetti per gli interventi di green economy delle imprese emiliane e delle ESCo (Energy Service Company). L’importo dei finanziamenti che è possibile ottenere va dai 25.000 euro fino a un milione di euro, per una durata di 8 anni.

    Se stavi pensando a degli interventi di questo tipo per la tua azienda e ti interessa coprire queste spese, leggi l’articolo completo per scoprire come funziona nel dettaglio.

    Cos’è il Fondo Energia

    Il Fondo Energia è un fondo rotativo a compartecipazione privata che supporta gli interventi di efficientamento energetico, e sostiene le spese relative all’utilizzo di energie rinnovabili.

    Il Fondo è destinato a finanziare progetti volti a:

    • efficientamento energetico delle imprese;
    • realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
    • interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
    • interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.

    Chi può presentare domanda per il Fondo Energia?

    Possono beneficiare dell’intervento le imprese di qualsiasi dimensione e le società ESCo operanti in Emilia-Romagna.

    Le imprese beneficiarie del Fondo Energia devono essere attive, iscritte al , ed avere un codice ATECO 2007 appartenente alle seguenti Sezioni:

    • B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;
    • C “Attività manifatturiere”;
    • D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
    • E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;
    • F “Costruzioni”;
    • G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;
    • H “Trasporto e magazzinaggio”;
    • I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;
    • J “Servizi di informazione e comunicazione”;
    • L “Attività immobiliari”;
    • M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;
    • N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;
    • P “Istruzione”;
    • Q “Sanità e assistenza sociale”;
    • R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;
    • S “Altre attività di servizi”.

    Che tipo di agevolazione concede?

    Con il Fondo Energia, la Regione concede finanziamenti di importo compreso tra € 25.000 ed € 1.000.000, a copertura del 100% delle spese progettuali, così composti:

    • il 75% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a tasso zero;
    • il restante 25% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi +4,99%.

    La durata dei finanziamenti è compresa tra i 36 e 96 mesi, con la possibilità di avere 12 mesi di preammortamento.

    E’ inoltre previsto un contributo a fondo perduto per le spese tecniche relative alla preparazione del progetto di investimento. Tale contributo, però, non può far parte delle spese coperte dal finanziamento agevolato: il suo importo andrà considerato separatamente.

    Contributo a fondo perduto, come e quando richiederlo?

    Il  del bando Fondo Energia è concesso a copertura delle:

    • spese tecniche sostenute per la diagnosi energetica;
    • preparazione del progetto di investimento.

    L’importo massimo del contributo non potrà superare il 12,5% della quota pubblica di finanziamento ammesso e sarà erogato dopo la rendicontazione finale del progetto.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    progetti ammissibili per il bando Fondo Energia dovranno necessariamente prevedere investimenti che riguardano: efficienza energetica e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (esclusivamente per autoconsumo), interventi di miglioramento e adeguamento sismico abbinati a interventi energetici o, ancora, interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare

    Le spese ritenute ammissibili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

    • interventi su immobili strumentali: ampliamento e/o ristrutturazione, opere edili funzionali al progetto;
    • acquisto ed installazione, adeguamenti di macchinari, impianti, attrezzature, ;
    • acquisizione di  e licenze;
    • consulenze tecnico-specialistiche funzionali al progetto di investimento;
    • spese per redazione di diagnosi energetica e/o progettazione utili ai fini della preparazione dell’intervento in domanda.

    Come funziona il Fondo

    Le imprese richiedenti dovranno:

    • registrarsi alla piattaforma online,
    • compilare i dati richiesti,
    • inserire nella piattaforma online tutti i documenti obbligatori richiesti.

    Il passo successivo sarà firmare digitalmente il modulo di domanda, caricare il file nell’interfaccia e inviare la domanda al Gestore.

    Le imprese riceveranno conferma di avvenuta ricezione da parte del sistema, entro 24 ore dall’invio della domanda, attraverso un messaggio contenente il numero di protocollo attestante data e ora di ricezione.

    Come funziona la valutazione delle domande?

    Il Comitato di valutazione del fondo esamina e valuta le proposte progettuali attraverso un processo che segue queste fasi:

    1. istruttoria formale, tesa a verificare i requisiti formali dell’impresa richiedente e la corretta compilazione della modulistica;
    2. analisi tecnica del progetto;
    3. analisi di merito creditizio volta ad esaminare la capacità dell’impresa di rimborsare il prestito concesso e fattibilità economico-finanziaria del progetto.

    La Delibera del comitato di valutazione del fondo che comunicherà, sia alle imprese richiedenti che alle rispettive banche, l’esito della valutazione.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Puoi presentare richiesta di accesso all’agevolazione dalle ore 10 dell’8 novembre 2023 alle ore 13 dell’11 dicembre 2023, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

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  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

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  • Esonero per assunzioni di donne lavoratrici

    Esonero per assunzioni di donne lavoratrici

    Nel 2023, le aziende possono richiedere esonero per assunzioni donne lavoratrici, beneficiando di un‘esenzione del 100% fino a 8 mila euro all’anno. Il beneficio si applica alle donne svantaggiate e disoccupate da 6, 12 o 24 mesi, con le indicazioni operative fornite dall’INPS a giugno e il procedimento per il recupero degli arretrati reso noto a luglio 2023. Questa misura mira a incentivare l’occupazione femminile e sostenere le aziende nell‘assunzione di donne in situazioni di svantaggio lavorativo.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    L’esonero per assunzioni di donne lavoratrici riguardano i datori di lavoro privati fino al 31 dicembre 2023. Per ottenere l’esonero contributivo, è necessario dimostrare un incremento netto dell’occupazione rispetto ai 12 mesi precedenti. Le agevolazioni sono estese anche a datori di lavoro agricoli e diverse categorie di enti pubblici ed enti trasformati in società di capitali. Tuttavia, alcune istituzioni pubbliche, come aziende sanitarie, non possono beneficiare dell’esonero.

    1. L’esonero per assunzioni di donne lavoratrici sono disponibili per i datori di lavoro privati fino al 31 dicembre 2023.
    2. L’esonero contributivo è subordinato all’aumento netto dell’occupazione rispetto ai 12 mesi precedenti.
    3. Le agevolazioni si applicano anche a datori di lavoro agricoli e ad alcune categorie specifiche, come enti pubblici economici, istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici, enti privatizzati in società di capitali a capitale pubblico, e altre.
    4. Le prime istruzioni ufficiali riguardanti assetto e misura degli incentivi sono state pubblicate con la Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023.
    5. Alcune organizzazioni pubbliche non possono usufruire dell’esonero, come le aziende sanitarie locali, le aziende sanitarie ospedaliere e altre strutture sanitarie regionali.
    6. Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e le aziende pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) possono rientrare nelle Amministrazioni pubbliche in determinate situazioni specificate dal decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207.

    Soggetti beneficiari esclusi

    Diverse istituzioni sono escluse dall’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici, tra cui enti pubblici come le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, i Comuni, le Università, e altre autorità indipendenti come la Banca d’Italia e la CONSOB. Anche le Camere di commercio e alcuni istituti per case popolari sono esclusi.

    Tipologia di lavoratrici beneficiarie

    Le  assunzioni agevolabili con l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici riguardano le seguenti 4 tipologie:

    1. di almeno 50 anni di età  disoccupate da oltre 12 mesi oppure 
    2. di qualsiasi età, se  residenti in regioni  meno sviluppate ,  prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; oppure 
    3. di qualsiasi età  per  settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; 
    4. di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

    Tipologia di assunzioni incentivabili

    L’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici si applica ai seguenti tipi di rapporti di lavoro:

    1. Assunzioni a tempo determinato.
    2. Assunzioni a tempo indeterminato.
    3. Trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato o non agevolato.
    4. Proroghe di rapporti di lavoro a tempo determinato.

    L’incentivo è valido anche per i contratti a tempo parziale e i rapporti di lavoro subordinato instaurati con una cooperativa di lavoro o a scopo di somministrazione. Sono esclusi i rapporti di lavoro intermittente, occasionale e domestico, così come i rapporti di apprendistato. La Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023 conferma queste esclusioni, aggiungendo che i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico già prevedono aliquote previdenziali ridotte.

    Durata del beneficio

    Il periodo agevolato con l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici varia a seconda del tipo di contratto:

    1. Per assunzioni a tempo determinato o proroga di un contratto a termine: 12 mesi.
    2. Per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a termine già agevolato o non agevolato: 18 mesi.

     

    Nel 2023, le disposizioni specificate dalla Circolare INPS numero 58 del 23 giugno 2023 stabiliscono quanto segue per l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici:

    • In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato, il periodo agevolato è di 18 mesi a partire dalla data di assunzione.
    • In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine non agevolato, il periodo agevolato è di 18 mesi a partire dalla data di trasformazione.

    L’ esonero per assunzioni di donne lavoratici è applicabile anche alle proroghe di contratti a tempo determinato, nel rispetto della disciplina prevista per tali tipologie di contratti, fino a un massimo complessivo di 12 mesi. È importante notare che il periodo di godimento dell’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici può essere sospeso solo in caso di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo quindi un differimento temporale dell’uso degli incentivi.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La Circolare numero 58 del 23-06-2023 dell’INPS ha stabilito che l’ esonero per assunzioni di donne lavoratrici può essere richiesto attraverso il portale web dell’Istituto. Ogni evento incentivabile (assunzione, proroga o trasformazione) richiede una singola comunicazione all’INPS, seguita dall’autorizzazione. I datori di lavoro autorizzati dovranno includere le lavoratrici per cui spetta l’esonero nel flusso Uniemens, seguendo le istruzioni fornite nella Circolare. Per effettuare la comunicazione, i datori di lavoro possono continuare a utilizzare il modulo “92-2012” all’interno del “Cassetto previdenziale” tramite credenziali SPID, CIE o CNS.

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  • Green Transition Incentivi alle imprese per il 2023

    Cosa si intende per Green Transition?

    Green transition: gli incentivi alle imprese sono sicuramente un capitolo importante nel processo di transizione verde, ma cerchiamo di capire esattamente di cosa stiamo parlando.

    Green transition” è un termine che si riferisce a un processo di transizione verso un’economia e una società più sostenibili dal punto di vista ambientale. L’obiettivo principale della green transition è ridurre l’impatto negativo delle attività umane sull’ambiente, cercando di mitigare i cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e utilizzare in modo sostenibile le risorse naturali.

    In questo processo di trasformazione sono coinvolti diversi settori e ambiti, tra cui l’energia, l’industria, l’agricoltura, i trasporti e la gestione dei rifiuti. Alcuni degli aspetti chiave della green transition includono:

    1. Energia pulita: promuovere l’adozione di fonti di energia rinnovabile, come il solare, l’eolico, l’idroelettrico e l’energia geotermica, riducendo al contempo la dipendenza dai combustibili fossili e le emissioni di gas serra.

    2. Efficienza energetica: migliorare l’efficienza nell’uso dell’energia attraverso misure come l’isolamento termico degli edifici, l’adozione di tecnologie energetiche efficienti e il miglioramento dei processi industriali.

    3. Mobilità sostenibile: promuovere il trasporto pubblico, le auto elettriche, le biciclette e le infrastrutture per la ricarica, riducendo l’uso dei veicoli a combustione interna e le emissioni di gas nocivi.

    4. Economia circolare: spostarsi verso un modello economico che mira a ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali, riducendo così il consumo di risorse e la produzione di rifiuti.

    5. Agricoltura sostenibile: promuovere pratiche agricole che riducono l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, preservano la fertilità del suolo, proteggono la biodiversità e riducono le emissioni di gas serra.

    6. Consapevolezza e cambiamento comportamentale: promuovere la consapevolezza ambientale e incoraggiare i cittadini, le imprese e le istituzioni a adottare comportamenti più sostenibili, come il risparmio energetico, il riciclaggio e l’acquisto di prodotti ecologici.ca.

    Appare quindi chiaro come la Green transition passi anche attraverso l’adozione di processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico, volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, e a promuovere un uso razionale delle risorse naturali e la protezione degli ecosistemi.

    La Green transition non riguarda solo l’aspetto ambientale, ma ha anche implicazioni economiche e sociali. Si prevede che la transizione verso un’economia verde possa creare nuove opportunità di lavoro, stimolare l’innovazione tecnologica, migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua e promuovere una maggiore equità sociale.

    In sintesi, stiamo parlando di un cambiamento sistematico verso un’economia e una società sostenibili dal punto di vista ambientale, in cui le decisioni politiche, le pratiche aziendali e il comportamento individuale sono orientati verso la protezione dell’ambiente e il benessere a lungo termine delle persone.

    Molte agevolazioni intendono aiutare le imprese a compiere e accelerare questo importante passaggio: scopriamole insieme!

    Green transition fund
    Green Transition Imprese

    Green Transition – Gli incentivi alle imprese

    1) Green Transition Fund

    Si tratta di un Fondo da 250 milioni di euro istituito dal MIMIT e gestito da CDP Venture Capital sgr. Il Fondo è attivo dal 1° marzo 2023 e, attraverso investimenti diretti e indiretti nel capitale di rischio, supporta imprese attive negli ambiti della transizione ecologica, con ticket di investimento da 1 a 15 milioni di euro.

    Il Fondo si rivolge a:

    • start-up e PMI con elevato potenziale di sviluppo;
    • start-up e PMI costituite tramite una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda da parte di grande impresa o di un’impresa a media capitalizzazione;
    • imprese holding che abbiano sede legale in uno Stato diverso dall’Italia e lavorino in Italia.

    Il 40% delle risorse sarà destinato a operazioni che prevedono piani di sviluppo da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Scopri di più sul Green Transition Fund all’interno del nostro articolo cliccando qui!

    2) Nuova Sabatini Green

    La Nuova Sabatini è un’agevolazione che permette alle MPMI di ottenere finanziamenti per l’acquisto di beni strumentali e di ricevere un contributo commisurato agli interessi passivi dovuti sul finanziamento. 

    L’agevolazione prevedeva già, per gli investimenti legati al mondo dell’Industria 4.0, un contributo maggiorato del 30% rispetto al normale contributo che sarebbe spettato all’impresa, ma dal 1° gennaio 2023 questa maggiorazione si applica anche sugli investimenti green, ossia su quei beni strumentali (macchinari, impianti e attrezzature a uso produttivo) a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

    Per essere più precisi, il contributo riconosciuto per gli investimenti green vinee determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575 per cento (per gli investimenti ordinari si calcola invece un tasso di interesse pari al 2,75%).

    Ecco quindi che anche questa agevolazione, attiva ormai da moltissimi anni, si è rinnovata entrando di pieno diritto a far parte del nostro articolo “Green Transition gli incentivi alle imprese”.

    bando parco agrisolare
    Green Transition Imprese

    3) Parco Agrisolare

    Questa volta si tratta di un’agevolazione rivolta al mondo dell’agricoltura e dell’agroindustria. 

    Il 19 aprile 2023 il MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha emanato un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 152 del 1° luglio che programma l’impiego delle risorse residue della misura Parco Agrisolare: si tratta di quasi 1 miliardo di euro (775 milioni per le imprese agricole, 150 milioni per quelle della trasformazione agricola e 75 milioni per quelle dell’agroindustria) per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici ad uso produttivo.

    Manca ancora la pubblicazione del bando vero e proprio, ma dalle bozze preliminari emerge che verranno concessi contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici (e di altri interventi) su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

    In particolare, l’entità del contributo potrà raggiungere:

    • l’80% per le imprese agricole attive nella produzione primaria, nel caso di autoconsumo (anche condiviso); il contributo a fondo perduto scende al 30% senza vincolo di autoconsumo (+20% per le piccole imprese e +10% per le medie imprese);
    • 80% per le imprese della trasformazione di prodotti agricoli contributo a fondo perduto, senza vincolo di autoconsumo;
    • 30% per le imprese dell’agroindustria (trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli), senza vincolo di autoconsumo; anche in questo caso è previsto un aumento del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie.

    Il bando è rivolto a:

    • imprenditori agricoli;
    • imprese agroindustriali;
    • cooperative agricole;
    • i soggetti precedenti aggregati in associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I.), reti d’impresa, CER.

    Gli interventi finanziabili riguardano: 

    • impianti fotovoltaici con potenza (P) ≥ 6 kWp e ≤ 1 MWp, per i quali è fissato è fissato un limite massimo di spesa di € 1.500/kWp;
    • accumuli abbinati al fotovoltaico, con un limite di spesa di € 1.000/kWh e un tetto di spesa di 100.000 €;
    • sistemi di ricarica per mezzi elettrici, con un limite di spesa di € 30.000.

    Sarà inoltre possibile abbinare all’impianto fotovoltaico altri interventi di riqualificazione (per es: isolamento o miglioramento di areazione e coibentazione delle coperture, rimozione di amianto).

    Lazio: Nuovo Fondo Piccvolo Credito – ENERGIA

    Rivolto alle MPMI e ai liberi professionisti del Lazio, il Nuovo Fondo Piccolo Credito, sezione Energia permette di accedere a piccoli finanziamenti aqevolati a tasso zero di importo compreso fra 10.000 e 50.000 euro e destinati a investimenti finalizzati al risparmio e al miglioramento dell’efficienza energetica, al fine di contrastare il caro-bollette e incentivare una produzione ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale.

    Per accedere è necessario disporre di almeno 2 bilanci chiusi (o dichiarazioni dei redditi) e presentare un’esposizione complessiva massima, nei confronti del sistema bancario sui crediti per cassa a scadenza, di 100.000 euro.

    Le spese ammissibili sono quelle necessarie alla realizzazione degli interventi quali:

    • spese per investimenti materiali e immateriali, quali acquisto e installazione di impianti, attrezzature, componenti e strumenti necessari alla realizzazione dell’intervento;
    • spese accessorie, nel limite del 10% del valore totale del Progetto, per servizi di consulenza, spese di progettazione tecnica degli investimenti;
    • capitale circolante relativo ai costi dei consumi energetici, nel limite del 30% delle spese ammissibili complessive.

    Lombardia: Pacchetto Investimenti – LINEA GREEN

    L’iniziativa agevola investimenti dedicati all’efficientamento energetico degli impianti produttivi delle imprese, per favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi, sia riducendo i consumi energetici che attraverso il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra dai cicli produttivi.

    I Progetti devono comportare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.

    L’accesso è riservato alle PMI (e, solo fino al 28 luglio 2023, anche alle Grandi imprese) che abbiano almeno due bilanci depositati (o dichiarazioni fiscali) e una classificazione di Credit Scoring tra 1 e 10.

    L’agevolazione deve essere abbinata a un Finanziamento a medio-lungo termine, che permette di ottenere le risorse necessarie ad effettuare l’investimento e si compone di:

    • una Garanzia regionale gratuita da applicare al Finanziamento
    • un Contributo a fondo perduto di intensità variabile in base alla localizzazione dell’investimento e al regime di aiuto applicato.

    In ogni caso l’importo minimo dell’investimento deve essere pari a euro 100.000, mentre la somma tra Finanziamento assistito da Garanzia e Contributo è pari ad un massimo di:

    • euro 10.000.000 per le domande presentate entro il 28 luglio 2023 e concesse entro il 31 dicembre 2023;
    • euro 3.000.000 per le domande presentate dopo il 28 luglio 2023 e per le domande presentate prima del 28 luglio 2023 e concesse successivamente al 31 dicembre 2023.

    Molte altre agevolazioni, anche a livello locale, sono disponibili, e altre apriranno nei prossimi mesi: non perderle! 

    Rimani sempre monitorato e aggiornato grazie a Trovabando!


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  • Simest Fondo Perduto Internazionalizzazione: Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto

    Simest Internazionalizzazione 2023: di cosa si tratta?

    Per supportare le imprese che intendono aprirsi ai mercati internazionali, SIMEST mette a disposizione una serie di strumenti specifici fra cui, simest fondo perduto internazionalizzazione.

    Quest’anno è stato stanziato un plafond pari a 4 miliardi di euro e sono previste 6 differenti linee di intervento per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane:

    1. Inserimento Mercati esteri;
    2. E-commerce;
    3. Fiere ed eventi;
    4. Temporary Manager;
    5. Certificazione e consulenze – per agevolare consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa e per l’ottenimento di certificazioni di prodotto per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica;
    6. Transizione digitale ed ecologica – per la realizzazione di investimenti digitali o volti alla transizione ecologica e, parallelamente,per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

    Si tratta di finanziamenti agevolati che coprono le spese relative alle varie azioni necessarie allo sviluppo di un processo di internazionalizzazione e per i quali una parte fino al 10% può essere ottenuta come contributo a fondo perduto.

    Il tasso d’interesse di questi finanziamenti è fisso ed è pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria, quindi davvero molto conveniente!

    Analizziamo brevemente le varie opportunità offerte da Simest!

    campania startup 2023
    Simest Internazionalizzazione

    1) Internazionalizzazione Simest per E-commerce

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo finanziabile è fino a 500.000 euro e comunque non superiore al 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati dall’impresa.

    Spese ammissibili

    1. Creazione e sviluppo di una Piattaforma propria oppure utilizzo di un market place

    – creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma;
    – componenti hardware e software;
    – estensioni componenti software per ampliare le funzionalità (es. software per la gestione degli ordini, circuiti di pagamento, servizi cloud, integrazioni con ERP, CRM, AI e realtà aumentata);
    – creazione e configurazione app;
    – spese di avvio dell’utilizzo di un market place.

    2. Investimenti per una Piattaforma propria oppure per un market place:

    – spese di hosting del dominio della piattaforma;
    – commissioni per utilizzo della piattaforma oppure di un market place;
    – spese per investimenti in sicurezza dei dati e della piattaforma;
    – aggiunta di contenuti e soluzioni grafiche;
    – spese per lo sviluppo del monitoraggio accessi alla piattaforma;
    – spese per lo sviluppo di analisi e tracciamento dati di navigazione;
    – consulenze finalizzate allo sviluppo e/o alla modifica della piattaforma;
    – registrazione, omologazione e per la tutela del marchio;
    – spese per certificazioni internazionali di prodotto.

    3. Spese promozionali e formazione relative al progetto:

    – spese per l’indicizzazione della piattaforma oppure del market place;
    – spese per web o spese per comunicazione;
    – formazione del personale interno adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma.

    4. spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

    5. spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

    Le spese delle voci 1 e 2 devono rappresentare almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo.

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    Simest Internazionalizzazione

    2) Partecipazione a fiere, mostre

    Per affermare e rafforzare la presenza del proprio brand all’estero, un’altra opportunità è certamente rappresentata dalla partecipazione a fiere, mostre, eventi e missioni internazionali che hanno luogo in Italia.

    Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’mporto massimo finanziabile è l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra: 

    • il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo Bilancio (voce A1 del conto economico) per domande fino a € 150.000; 
    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico) per domande superiori a € 150.000;
    • € 500.000.

    Progetti e spese ammissibili

    L’agevolazione prevede la partecipazione ad un massimo di 3 eventi di carattere internazionale per la promozione di beni e/o servizi prodotti in Italia o a marchio italiano.

    Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.

    Ecco qualche dettaglio sulle spese ammissibili:

    1. Spese per area espositiva: 1) affitto area espositiva, compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori; allestimento dell’area espositiva; 2) arredamento dell’area espositiva 3) attrezzature, supporto audio/video 4) servizio elettricità; 5) utenze varie; 6) servizio di pulizia dello stand; 7) costi di assicurazione; 8) compensi riconosciuti al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) per il periodo riferito all’esecuzione della fiera/mostra (compresi viaggi, soggiorni e trasferte per il raggiungimento del luogo della fiera/mostra) e/o direttamente collegati alla fiera/mostra stessa, come da idonea documentazione comprovante la spesa. Eventuali ulteriori compensi al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) sono riconosciuti nella misura massima del 10% dell’importo del finanziamento concesso; 9) servizi di traduzione ed interpretariato offline;
    2. Spese logistiche: 1) trasporto a destinazione di materiale e prodotti esposti, compreso il trasporto di campionario; 2) movimentazione dei macchinari/prodotti;
    3. Spese promozionali: 1) partecipazione/organizzazione di business meeting, workshop, B2B, B2C; 2) spese di pubblicità, cartellonistica e grafica per i mezzi di stampa (es. pubblicità nel catalogo ufficiale, magazine e quotidiani informativi della fiera o della mostra, a supporto dell’iniziativa, stampa specializzata, omaggistica); 3) realizzazione banner (es. poster e cartellonistica negli spazi esterni e limitrofi al centro fieristico). 4) spese di certificazione dei prodotti;
    4. Spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) consulenze esterne (es. designer/architetti, innovazione prodotti, servizi fotografici/video). 2) consulenze in ambito digitale (es. digital manager, social media manager, digital maketing manager);
    5. Spese digitali connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) fee di iscrizione alla manifestazione virtuale, compresi i costi per l’elaborazione del contenuto virtuale (es. stand virtuali, presentazione dell’azienda, cataloghi virtuali, eventi live streaming, webinar) 2) spese per integrazione e sviluppo digitale di piattaforme CRM; 3) spese di web design (es. landing page, pagina dedicate all’evento) e integrazione/innovazione di contenuti/funzionalità digitali anche su piattaforme già esistenti; 4) spese per digital marketing (es. banner video, banner sul sito ufficiale della fiera/mostra, newsletter, social network); 5) servizi di traduzione ed interpretariato online;
    6. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
    7. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato. 
    IFIM
    Simest Internazionalizzazione

    3) Transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale

    Un altro aspetto importante per le imprese esportatrici riguarda la transizione digitale ed ecologica.

    Per questo finanziamento sono richiesti ulteriori requisiti oltre a quelli sopracitati:

    • avere un Fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo Bilancio; oppure, in alternativa
    • essere una PMI produttiva, con un Fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo Bilancio, e far parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti (con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della Domanda);

     

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    Finanziamento a tasso agevolato che può essere utilizzato – fino al 50% dell’importo complessivo deliberato – a sostegno degli investimenti in Transizione Digitale e/o Ecologica. La restante parte – fino al 50% – può essere invece destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

    L’importo massimo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese

    Spese ammissibili

    1. Spese per la Transizione Digitale, anche in Italia:

    • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
    • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
    • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
    • consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager);
    • disaster recovery e business continuity;
    • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali);
    • spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine);

     

    2. Spese per Transizione Ecologica, anche in Italia:

    • spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.);
    • spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento;

     

    3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia. Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale;

    4. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;

    5. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000. 

    piano Transizione 4.0
    Simest Internazionalizzazione

    4) Certificazioni e consulenze

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:

    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000;

    Progetti ammissibili

    I progetti ammissibili sono:

    • consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa – inclusa la formazione relativa a tematiche di export e internazionalizzazione – e/o per l’innovazione digitale, tecnologica, di prodotto nell’ottica dell’internazionalizzazione dell’attività d’impresa;
    • l’ottenimento di certificazioni di prodotto, per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.

     

    I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al primo punto devono essere regolati tramite il supporto esclusivo di Società di consulenza terze. I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al secondo punto possono essere realizzati direttamente dall’Impresa Richiedente oppure per il tramite di società di consulenza.

    Spese ammissibili

    1) Consulenze per indagini e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione finalizzate all’individuazione, allo sviluppo e al rafforzamento della presenza sui mercati esteri di interesse.

    2) Formazione per export/internazionalizzazione:

    1. Spese per la formazione del management e/o del personale della società richiedente relative alle iniziative di export e internazionalizzazione;

    3) Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto relative ai processi produttivi e alla sostenibilità ambientale.

    4) Certificazioni di prodotto e di sostenibilità ambientale:

    1. Spese per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio o altre spese finalizzate all’ottenimento di certificazioni internazionali;
    2. Spese per ottenimento delle licenze di prodotti e/o servizi, registrazione di marchi o altre forme di tutela del made in Italy;
    3. Spese per consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni.

     

    5) Spese di supporto al progetto (max 20% dell’Intervento Agevolativo – dell’importo rendicontato)

    1. Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori dell’impresa richiedente;
    2. Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela);

     

    6) Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

    7) Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

    come ottenere agevolazioni imprese
    Simest Internazionalizzazione

    5) Temporary Manager

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:

    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci;
    • € 500.000;

    Sono ammissibili investimenti per l’inserimento temporaneo nell’Impresa di Temporary Manager, per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica, a sostegno dell’internazionalizzazione dell’Impresa. L’inserimento temporaneo di Temporary Manager è regolato da un Contratto di Temporary Management stipulato esclusivamente con una Società di servizi terza.

    Spese ammissibili

    1. Spese per le prestazioni professionali del Temporary Manager (almeno il 60% dell’Intervento Agevolativo):
      1. Spese relative alle prestazioni temporanee di Temporary Manager risultanti dal Contratto di Temporary Management;
    2. Spese strettamente connesse alla realizzazione del progetto elaborato con l’assistenza del Temporary Manager (massimo il 40% delle spese rendicontate ammissibili all’Intervento Agevolativo):
        1. Spese per attività di marketing e promozionali;
        2. Spese per integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
        3. Spese per la realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali;
        4. Spese di ideazione per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio;
        5. Spese per le certificazioni internazionali e le licenze di prodotti e/o servizi, deposito di marchi o altre forme di tutela del Made in Italy;
        6. Spese per attività di supporto: a) Spese per la formazione interna/esterna del personale amministrativo o tecnico; b) Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori e/o titolari dell’impresa richiedente; c) Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela); d) Spese legali per la costituzione di società controllate locali o filiali gestite direttamente.
    3. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
    4. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
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    Simest Internazionalizzazione

    6) Inserimento nei mercati esteri

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    Importo massimo finanziabile: l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 3.500.000 per le Altre imprese.

    Progetti ammissibili

    Il Programma di inserimento mercati deve avere ad oggetto esclusivamente o in prevalenza beni e/o servizi dell’Impresa prodotti in Italia o distribuiti con marchio italiano registrato.

    La Domanda dovrà riguardare 1 Paese Estero e fino a un massimo di 2 Paesi target per l’effettuazione di missioni (viaggi/soggiorni) del personale operante presso la struttura estera e/o attività promozionali. L’apertura della Struttura risultante dal Contratto di locazione/acquisto, non può essere antecedente i 12 mesi alla data di presentazione della Domanda. 

    Spese ammissibili

    Classe 1 – Spese di investimento per la Struttura (almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo):

    1.1. Spese di struttura

    • locali;
    • ristrutturazione e investimento di start-up;

    1.2. Spese di personale (non ammissibili nel caso di negozio):

    • personale operante in via esclusiva e continuativa all’estero, per lo svolgimento di mansioni non correlate all’attività commerciale di vendita;
    • viaggi del personale;

    Classe 2 – Spese di supporto (massimo il 50% dell’Intervento Agevolativo):

    • spese per formazione (non ammissibili nel caso di negozio);
    • spese per consulenze specialistiche afferenti la realizzazione del Programma di inserimento mercati, nei limiti del 10% del totale delle spese rendicontate e ammissibili all’Intervento Agevolativo
    • spese per attività promozionali allo scopo di lanciare su un nuovo mercato un prodotto nuovo o già esistente;
    • spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000.;
    • spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

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  • Regione Piemonte: scopri l’agevolazione per la digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione mira a sostenere programmi di investimento che promuovono la digitalizzazione e l’efficientamento produttivo

    L’obiettivo è realizzare prodotti più sostenibili, migliorare l’efficienza del processo produttivo e garantire un livello di sicurezza superiore negli ambienti di lavoro. 

    La misura si divide in due linee di intervento:
    a) digitalizzazione del processo produttivo 
    b) efficientamento sostenibile del processo produttivo

    Entrambe le linee includono sottolinee “green“, offrono una maggiore intensità di aiuto per i progetti che prevedono investimenti volti alla protezione ambientale.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    I soggetti beneficiari del bando Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le Piccole medie imprese (PMI), incluse le micro imprese con sedi locali in Piemonte.

    Piccole imprese a media capitalizzazione e imprese a media capitalizzazione (solo a valere sulle sub-linee greee limitatamente alla parte di agevolazione che consiste in un finanziamento agevolato).I soggetti beneficiari non devono avere a proprio carico procedure concorsuali ne procedimenti volti alla loro dichiarazione ed assenza di liquidazione volontaria nei loro confronti.

    Tipologie di investimenti possibili

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione prevede le seguenti linee d’intervento:

    La linea a) si concentra sulla digitalizzazione, consentendo investimenti in infrastrutture digitali, cybersecurity, commercio elettronico e tecnologie emergenti. Inoltre, i progetti di digitalizzazione green, che includono investimenti nella decarbonizzazione, beneficiano di un maggiore aiuto finanziario.

    La linea b) riguarda l’efficientamento produttivo, promuovendo investimenti per migliorare la competitività e la sostenibilità attraverso diversificazione produttiva, innovazione di prodotto e trasformazione dei processi produttivi. Anche qui, i progetti green che mirano alla protezione ambientale, inclusa la decarbonizzazione, godono di un’intensità di aiuto superiore.

    Entrambe le linee consentono alle imprese di richiedere la sottolinea “green” se il progetto prevede investimenti in ambito ambientale.

    Saranno ammissibili progetti aventi le seguenti dimensioni (al netto IVA):
    – per le micro e piccole imprese: importo minimo pari a € 50.000;
    – per le medie imprese: importo minimo pari a € 100.000;
    – per le imprese a media capitalizzazione: importo minimo pari a € 250.000.

    L’importo massimo dei costi ammissibili è fissato in € 3.000.000.

    Tutti i progetti verranno valutati attraverso delle voci di punteggio stabilite dal bando.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le voci di spesa ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le seguenti:

    1. Acquisto di macchinari, attrezzature e forniture funzionali all’attività produttiva, compresi software, hardware, veicoli puliti o a zero emissioni, e pannelli fotovoltaici (fino al 20% delle spese ammissibili).
    2. Installazione e posa in opera degli impianti correlati ai beni acquistati (fino al 20% degli investimenti ammessi).
    3. Acquisto di diritti di proprietà intellettuale, come brevetti e licenze, fino al 10% delle spese ammissibili.
    4. Spese per progettazione, sviluppo e certificazioni strettamente legate al progetto di investimento, inclusi gli studi di fattibilità (purché avviati dopo una data specifica e correlati al progetto).

    Gli attivi immateriali acquistati devono rispettare alcune condizioni, come l’utilizzo esclusivo nello stabilimento beneficiario, la possibilità di ammortizzarli, l’acquisto da terzi senza relazioni con l’acquirente e, per le PMI, la presenza nell’attivo di bilancio per almeno 3 anni (a seconda del tipo di aiuto concesso). 

    Quali sono le spese non ammissibili?

    Le voci di spesa non ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono:

    1. IVA, a meno che non sia effettivamente sostenuta e non possa essere recuperata secondo la normativa nazionale.
    2. Telefoni cellulari, computer portatili e tablet.
    3. Beni o servizi con un valore inferiore a 500 euro (IVA esclusa).
    4. Acquisto di beni usati o in leasing.
    5. Beni assimilabili a materiali di consumo, scorte o minuteria.
    6. Beni o servizi non coerenti con l’intervento oggetto di agevolazione richiesta.
    7. Opere murarie generiche o non strettamente correlate agli impianti/macchinari finanziati nel progetto.
    8. Commesse interne o affidate a imprese con legami societari o amministratori con il beneficiario finale.
    9. Lavori eseguiti in economia.
    10. Spese di manutenzione ordinaria.
    11. Servizi volti al conseguimento di requisiti o certificazioni obbligatorie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili del progetto e si suddivide come segue:

    • Finanziamento agevolato: Per le PMI e le imprese a media capitalizzazione, può coprire fino al 100% del valore del progetto. Il 70% del finanziamento proviene da risorse PR FESR a tasso zero, mentre il restante 30% è fornito da risorse bancarie.

    • Contributo a fondo perduto: Disponibile solo per le PMI, consiste in un contributo a fondo perduto calcolato sulla base dell’ESL disponibile (al netto dell’ESL del finanziamento). Il contributo sarà erogato solo se l’importo quantificato supera i 500 euro.

    La quantificazione dell’aiuto concesso al beneficiario finale di Piemonte agevolazione per digitalizzazione è determinata da Finpiemonte al momento dell’approvazione dell’agevolazione. Per la parte di finanziamento, l’equivalente sovvenzione lordo (ESL) viene utilizzato per determinare il valore dell’aiuto concesso e deve essere considerato per il calcolo delle soglie di aiuto specifiche. Per il contributo a fondo perduto, l’importo concesso corrisponde alla quantificazione. L’ESL derivante dal finanziamento, sommato al contributo a fondo perduto, determina il valore complessivo dell’aiuto che deve rispettare le soglie di aiuto specifiche in base al tipo di regime di aiuto utilizzato.per 

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per Piemonte agevolazione per digitalizzazione potranno essere presentate a partire dal 7 Luglio 2023 fino al 31 Gennaio 2024 compilando il modulo telematico reperibile cliccando qui.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.


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  • Contributi editoria del Ministero della Cultura

    Contributi editoria Ministero della Cultura

    Il Centro per il libro e la lettura insieme al Ministero della Cultura ha emesso un  bando contributi editoria volto a promuovere questo settore attraverso la partecipazione a fiere, rassegne e manifestazioni editoriali nazionali e/o internazionali tenute in Italia.

    L’obiettivo è sostenere tali editori offrendo un supporto finanziario per coprire le spese connesse a queste attività. L’avviso fornisce l’opportunità di promuovere e far conoscere le loro pubblicazioni a un pubblico più ampio.

    I fondi saranno assegnati in base a criteri di valutazione, come la qualità delle pubblicazioni, l’originalità dei progetti proposti e l’impatto culturale. Scopriamo subito di più! 

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando contributi editoria è rivolto alle imprese italiane con codice ATECO principale 58.11.00, che soddisfano i seguenti requisiti:

    • avere sede legale in Italia;
    • rientrare nella categoria di piccola impresa autonoma secondo il decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005. Per essere considerate piccole imprese, devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
    • Inoltre, devono essere registrate presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
    • aver pubblicato almeno 10 nuove opere editoriali nell’anno precedente alla partecipazione alla manifestazione per cui viene richiesto il contributo;
    • essere in regola con gli obblighi contributivi previdenziali, fiscali e assicurativi;

     

    I requisiti di ammissibilità, insieme alle ulteriori condizioni e prescrizioni stabilite dall’avviso, devono essere soddisfatti al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili previste dal bando contributi editoria includono l’affitto di spazi espositivi e il relativo allestimento, nonché altri servizi collegati forniti dall’ente organizzatore della fiera, rassegna o manifestazione.

    Tuttavia, ci sono vincoli: le spese sono ammesse solo se l’impresa partecipa come espositore in forma singola, escludendo partecipazioni indirette tramite distributori o consorzi.

    Inoltre, le spese devono essere nette, escludendo bolli, imposte o altri oneri o commissioni. Non sono ammesse le spese fatturate da agenti, distributori o importatori dell’impresa beneficiaria, né le imposte e tasse a carico dell’impresa beneficiaria. Non sono ammessi rimborsi da altri enti, spese con causali non pertinenti all’Avviso, spese di viaggio, vitto e alloggio, trasporti, pagamenti in contanti, contributi, donazioni o liberalità.

    A quanto ammonta il contributo?

    Secondo quanto previsto dal bando contributi editoria questo sarà erogato in un’unica soluzione e l’importo sarà determinato dal Centro in base alla documentazione contabile fornita dal richiedente, con un limite massimo di 5.000 euro.

    La concessione o il rifiuto del contributo a fondo perduto verranno comunicati agli interessati tramite pubblicazione di un elenco apposito sui siti internet istituzionali del Centro, della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

    L’erogazione dei contributi avverrà entro novanta giorni dalla scadenza delle domande, seguendo l’ordine di ricezione delle stesse. Qualora si raggiunga il limite delle disponibilità finanziarie previste, ciò sarà comunicato sulla sezione “Notizie” del sito istituzionale del Centro.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando contributi editoria, compilata in tutte le sue parti e firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa interessata, deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo c-ll.avvisipubblici@pec.cultura.gov.it entro le ore 13:00 del 29 marzo 2024.

    Nell’oggetto dell’email deve essere indicata la dicitura “Domanda di contributo – Avviso Piccola Editoria”, seguita dall’indicazione dell’impresa richiedente.

    Il termine per la presentazione delle domande  per il bando contributi editoria è vincolante e la data e l’orario di trasmissione attestati dal sistema di posta elettronica certificata sono considerati validi. Non saranno accettati eventuali invii successivi di documenti dopo la scadenza del termine.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua casa editrice sia o meno idonea alla presentazione della domanda per l’agevolazione. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Simest Ristori Emilia Romagna: 300 milioni per le imprese esportatrici colpite dall’alluvione

    Simest: Ristori per le imprese emiliane colpite dall’alluvione

    Grazie al bando Simest Ristori Emilia Romagna arrivano i primi ristori per le imprese esportatrici dell’Emilia Romagna localizzate nei comuni e nelle frazioni colpiti dall’ondata di maltempo del maggio 2023.

    Si tratta di 300 milioni di euro (dei 700 milioni complessivamente messi a disposizione dal MAECI e gestiti da Simest) che dal 26 giugno 2023 possono essere richiesti per compensare i danni materiali subiti su beni mobili e immobili, ma anche la perdita di reddito derivante dal calo di fatturato.  

    Simest inoltre consente alle imprese la sospensione fino al 31 dicembre 2023 dei pagamenti in quota capitale e interessi sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394 e sulla misura PNRR/Fondo 394, ferma restando la durata massima del finanziamento concesso. 

    Quali sono le imprese ammissibili?

    Al bando Simest Ristori Emilia Romagna possono accedere le micro, piccole e medie imprese e le Mid Cap (imprese con un nuomero di dipendenti tra 250 e 1.500 unità o ULA) esportatrici, con sede operativa o unità locali nei territori colpiti dall’alluvione. 

    Se ti stai chiedendo quali imprese possano considerarsi esportatrici, questa è la risposta: i contributi saranno concessi alle imprese che, nell’ultimo esercizio, hanno realizzato un fatturato estero pari ad almeno il 10% del fatturato totale. 

    Per essere più precisi e non rischiare di sbagliare, dovrai verificare il rapporto tra il fatturato estero e il fatturato totale dell’Impresa, considerando i valori che troverai nella dichiarazione iva 2023, alle voci VE30 e VE34, rapportati alla valore VE50. Se stai beneficiando di una proroga per la presentazione della dichiarazione iva 2023, potrai considerare quella del 2022.  

    Riguardo invece alla localizzazione delle sedi, i Comuni e le frazioni ammissibili sono quelli per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza,  indicati nell’allegato al Decreto-Legge 61/2023, che puoi consultare a questo link.

    E’ necessario inoltre avere depositato il Bilancio relativo all’esercizio 2022, o in caso di proroga dei termini per il deposito, il Bilancio relativo all’esercizio 2021.

    Non possono comunque accedere al contributo le imprese

    1) attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo;

    2) attive in via prevalente nei settori della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (la Sezione Ateco A e i codici Ateco C 10.11 e C 10.12.

    Quanto possono ricevere e per cosa?

    Il Contributo del bando Simest Ristori Emilia Romagna serve a coprire i danni direttamente causati dalle alluvioni di maggio 2023. 

    Il Contributo può essere riconosciuto soltanto in relazione ai Danni non coperti da eventuali e pertanto è possibile ricevere: 

    • per gli attivi non coperti da polizza assicurativa, fino all’80% del valore dei Danni certificati;
    • per gli attivi coperti da polizza assicurativa, fino al 100% del valore dei Danni certificati che non rientrano nelle coperture della polizza assicurativa (c.d. franchigia/scoperto o quota non assicurata).

     

    In ogni caso il limite massimo del Contributo concedibile non può superare 1,5 milioni di euro.

    Cosa serve per richiedere il contributo?

    Per presentare la domanda di contributo, l’impresa dovrà fornire, oltre a una serie di Dichiarazioni e alla Domanda stessa, che verrà generata dal portale Simest a seguito della compilazione online, anche la seguente documentazione: 

    • Perizia Asseverata rilasciata da un perito incaricato dall’Impresa Richiedente iscritto ad un Albo/ordine/collegio professionale, volta a certificare i Danni, e a descrivere il nesso di causalità diretta tra Evento e Danni subiti dall’Impresa:
    • Documento di identità del perito;
    • Dichiarazione IVA;
    • DURC;
    • Documentazione afferente agli obblighi Antimafia, nei casi di Contributo richiesto pari o superiori a € 150.000; 
    • Documentazione attestante il possesso dei poteri di firma da parte del Legale Rappresentante (Statuto, atto di nomina oppure delibera di conferimento dei poteri secondo format SIMEST);
    • Il proprio casellario giudiziale in corso di validità e l’eventuale domanda o concessione di un provvedimento di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p.

     Ti ricordiamo infine che a breve Simest renderà disponibili altri 400 milioni di euro per concedere finanziamenti agevolati non solo alle imprese esportatrici, ma anche a tutte quelle della filiera produttiva locale. Stay tuned! Hai bisogno di un supporto per indirizzare la tua richiesta di contributo sul bando Simest Ristori Emilia Romagna?
    Contattaci subito!

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  • Bando SI 4.0 della Regione Lombardia per la Digitalizzazione: al via le domande

    Bando SI 4.0 Lombardia 2023

    Il Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia hanno avviato l’iniziativa “Bando SI 4.0 Lombardia 2023” per promuovere l’adozione e lo sviluppo di soluzioni innovative legate alle competenze e alle tecnologie digitali, in linea con la strategia del Piano Nazionale Transizione 4.0.

    L’obiettivo è favorire la transizione digitale ed ecologica, creando ecosistemi di innovazione digitale e green e promuovendo la collaborazione tra le PMI e soggetti qualificati nel campo delle tecnologie 4.0.

    Si mira a stimolare la domanda di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche, implementare modelli di business legati alle tecnologie 4.0 e promuovere un’economia inclusiva e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta alla cybersecurity e alla continuità aziendale, nonché ai progetti che utilizzano l’Intelligenza Artificiale.

    Chi sono i soggetti beneficiari ?

    Requisiti per partecipare al bando SI 4.0 Lombardia 2023:

      1. Essere micro, piccola o media impresa secondo il Regolamento UE 651/2014.
      2. Avere la sede operativa iscritta e attiva presso una Camera di commercio della Lombardia che prevede finanziamenti per il bando.
      3. Non avere forniture in corso con la Camera di commercio di appartenenza.
      4. Non aver ricevuto altri aiuti pubblici per le spese ammissibili del bando.
     

    Le imprese collegate, controllate o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti possono presentare solo una domanda di finanziamento.

    Quali sono i progetti ammissibili?

    Sono ammissibili due categorie di progetti di digitalizzazione al bando SI 4.0 Lombardia 2023:

    • Progetti “adozione”
    • Progetti “sviluppo”
     

    I progetti di adozione mirano all’introduzione di tecnologie digitali 4.0 nelle aziende per la digitalizzazione di processi, prodotti e servizi offerti, mentre i progetti di sviluppo si concentrano sulla sperimentazione, prototipazione e commercializzazione di soluzioni innovative 4.0 con potenziale interesse di mercato.

    Le aziende che presentano progetti di sviluppo devono avere competenze interne nello sviluppo di tecnologie digitali. Si presta particolare attenzione ai progetti che favoriscono l’eco-sostenibilità nella “doppia transizione” digitale ed ecologica e a quelli che migliorano la cybersecurity, la continuità aziendale o utilizzano tecniche di intelligenza artificiale.

    I progetti ammissibili dal bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono riguardare almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 indicate nell’elenco 1, con la possibilità di aggiungere altre tecnologie presenti negli elenchi 1 o 2 del bando.

    Quali sono le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono riguardare la digitalizzazione e comprendere almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 dell’elenco 1 e possono includere anche tecnologie dell’elenco 2, purché siano propedeutiche o complementari a quelle dell’elenco 1.

    L’elenco 1 comprende tecnologie come la robotica avanzata, la stampa 3D, la realtà aumentata, l’Internet delle cose, la cyber security, l’intelligenza artificiale e la blockchain.

    L’elenco 2 include tecnologie come i pagamenti mobili, i sistemi fintech, l’e-commerce e le tecnologie per l’automazione dei processi.

    I progetti del bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono essere completati entro 12 mesi dalla concessione del contributo, con tutte le spese documentate entro tale data.

    Non sono consentite proroghe.

    Quali sono le spese ammissibili e soglie minime di ammissibilità?

    I progetti ammissibili dal bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono avere una spesa ammissibile complessiva di almeno 25.000,00 euro, senza un limite massimo di investimento.

    Le spese ammissibili devono essere correlate alle tecnologie previste nel bando e possono includere consulenza, formazione, investimenti in attrezzature tecnologiche, servizi di ingegnerizzazione, spese per la tutela della proprietà industriale e spese del personale dedicato al progetto (fino al 30% delle spese totali).

    La consulenza e la formazione devono essere fornite da fornitori qualificati indicati nel bando e non devono riguardare attività come l’acquisizione di certificazioni, supporto legale o fiscale generico, o formazione obbligatoria secondo la normativa vigente.

    Chi sono i fornitori qualificati dei servizi?

    I fornitori qualificati dei servizi per il bando SI 4.0 Lombardia 2023 includono:

    • DIH-Digital Innovation Hub ed EDI-Ecosistema Digitale;
    • Centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
    • Incubatori certificati e incubatori regionali accreditati;
    • FABLAB;
    • Centri di trasferimento tecnologico sulla Transizione 4.0 definiti dal D.M. 22 maggio 2017 (MiSE);
    • Start-up innovative e PMI innovative;
    • Fornitori iscritti all’”Elenco pubblico di Fornitori di servizi e tecnologie 4.0″ sul sito.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di contributo per il bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono essere presentate online a Unioncamere Lombardia tramite il sito web, nel periodo compreso tra le ore 10.00 del 12 giugno 2023 e le ore 12.00 del 21 luglio 2023.

    Per istruzioni dettagliate su come profilarsi e compilare la domanda, si può consultare il sito di unioncamere nella sezione dedicata ai “Bandi e incentivi alle imprese”.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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