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Categoria: Bandi

  • Cultura Crea 2.0: una grande opportunità per l’industria turistica e culturale del Sud!

    Finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per il settore dell’industria culturale e turistica e creativa

    Cultura Crea, l’incentivo rivolto alle imprese turistico-culturali del Mezzogiorno, ha riaperto in versione rinnovata. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero della cultura nell’ambito del PON “Cultura e Sviluppo”, Cultura Crea  sostiene la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’incentivo ha una risorsa finanziaria di circa 54 milioni di euro.

    Continua a leggere per scoprire tutti i requisiti necessari per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti a tasso zero!

    Chi sono i beneficiari?

    Cultura Crea 2.0 si rivolge alle MPMI dell’industria culturale e creativa, ai team di persone che vogliono costituire una società e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo) e alle reti d’impresa per progetti integrati.

    Gli ambiti di intervento interessati riguardano la creazione di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione (startup), oppure la crescita e l’integrazione di imprese consolidate attive nella filiera culturale e creativa, nello spettacolo e nelle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.

    Vediamo più nel dettaglio quali sono le 3 linee di intervento previste nei vari “Titoli” del decreto.

    Titolo II per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” destinato a:

    • Team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni;
    • Imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo III per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” destinato a:

    • Imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo IV per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” destinato a:

    • Onlus;
    • Imprese sociali;
    • Organizzazioni di volontariato;
    • Associazioni per la promozione sociale (APS).

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano gli incentivi previsti e quanto è possibile ottenere.

    All’agevolazione Cultura Crea 2.0 sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari riguardanti le seguenti voci di investimento:

    • Impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all’erogazione dei servizi;
    • Beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento ed attestare la congruità del prezzo;
    • Opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nel primo punto.


    Sono, altresì, ammissibili spese di capitale circolante, nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili. L’agevolazione relativa alla quota di capitale circolante è concessa esclusivamente nella forma di finanziamento agevolato. 

    Come specificato precedentemente, Cultura Crea 2.0 prevede  interventi differenziati in base alla tipologia di beneficiario. Scopriamo subito come funziona! 

    Titolo II Incentivi per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale”

    I programmi di investimento devono riguardare l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree culturali ammissibili e possono prevedere spese fino a 400.000 euro e dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.  In questo caso è possibile ricevere:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 45% in caso di impresa giovanile, femminile o in possesso del rating di legalità;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa; anche in questo caso la misura è elevabile al 45% negli stessi casi previsti.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 50% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 50% del totale dei contributi concessi; 

    Complessivamente, è quindi possibile coprire l’80% o addirittura il 90% del programma di investimento. 

    Titolo III Incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”

    In questo caso gli incentivi sono rivolti a imprese già consolidate, costituite da almeno 36 mesi e i Programmi di investimento, che potranno raggiungere i 500.000 euro, non possono essere realizzati in Sicilia, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania o Puglia. Devono inoltre avere un legame funzionale con uno o più  Attrattori di rilevanza strategica per il territorio. I benefici consistono in:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 65%) nei casi già visti per il titolo II.;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa, oppure fino al 25% per le previste premialità.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 25% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 75% del totale dei contributi concessi.

    Titolo IV Incentivi per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”

    I progetti ammessi all’agevolazione possono prevedere spese fino a 400.000 euro. I soggetti del Terzo Settore possono ricevere:

    • Un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

    Alle imprese beneficiarie possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    Come posso accedere all’agevolazione Cultura Crea 2.0?

    Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 26 Aprile 2021. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere presentate esclusivamente per via elettronica al sito www.invitalia.it

    Ecco quali sono gli allegati da presentare in sede di domanda:

    • Statuto e atto costitutivo del soggetto beneficiario;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante in merito alle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni richieste sia uguale o superiore a 150.000,00 euro;
    • Piano d’impresa sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la classificazione del soggetto proponente quale piccola e media impresa;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la concessione o l’assenza di altri aiuti, ai sensi del Regolamento de minimis, durante l’esercizio finanziario in corso al momento della domanda ed i due precedenti;
    • Per le nuove Imprese di cui al Titolo II del decreto ed i soggetti del terzo settore di cui al Titolo IV ultimo bilancio approvato, ove esistente, ovvero ultima situazione contabile aggiornata;
    • Per le Imprese già costituite di cui al Titolo III del decreto, ultimi due bilanci approvati, completi dei relativi documenti obbligatori e situazione di periodo, completa di stato patrimoniale e conto economico;
    • Nel caso di Imprese costituende di cui al Titolo II del decreto, la domanda di agevolazione deve essere accompagnata dal piano d’impresa.

    Sembra un’ottima opportunità, non credi?

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  • Lombardia Bando Turismo strutture ricettive: scoprilo ora

    Chi sono i beneficiari?

    Lombardia bando turismo strutture ricettive supporta le micro, piccole e medie imprese nel settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero.

    Le imprese che desiderano riqualificare una struttura esistente, devono già esercitare attività ricettive come alberghi, residenze turistico-alberghiere, condhotel o alberghi diffusi, o attività non alberghiere all’aria aperta come villaggi turistici, campeggi o aree di sosta.

    Le imprese che intendono creare una nuova struttura ricettiva, invece, devono dichiarare l’intenzione di avviare una delle tipologie di attività ricettiva menzionate sopra.

    Le imprese del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono avere una sede operativa attiva in Lombardia, essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese. Inoltre, devono dichiarare la conformità del progetto alle norme urbanistiche comunali vigenti se sono previste spese per opere murarie e impiantistiche. Ogni soggetto richiedente può presentare una sola domanda per una sola sede e una sola struttura ricettiva.

    Il requisito di esercizio dell’attività ricettiva deve essere mantenuto per un periodo di 3 anni dopo il pagamento finale dell’agevolazione, pena la decadenza dal diritto all’agevolazione stessa.

    A quanto ammonta il contributo?

    L’agevolazione Lombardia bando turismo strutture ricettive può essere concessa sia in base al Regolamento De Minimis (per aziende costituite dopo il 1 ottobre 2022), sia in base al ‘Regime quadro regionale per il sostegno alle imprese colpite dalla crisi’ (per aziende costituite entro il 30 settembre 2022).

    Nel caso del Regolamento De Minimis, il contributo massimo è del 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 80.000 euro e un limite massimo di 200.000 euro, a seconda delle disponibilità di ciascuna impresa.

    Nel caso del Regime quadro regionale, il contributo massimo è del 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 80.000 euro e un limite massimo di 500.000 euro.

    Il Regime quadro regionale è in vigore fino al 31 dicembre 2023.

    Quali sono i programmi ammissibili?

    Sono considerati ammissibili per il Lombardia bando turismo strutture ricettive progetti avviati dopo la presentazione della domanda, con un importo minimo di investimento di 80.000 euro, che riguardano:

    a) La riqualificazione di una struttura ricettiva alberghiera o non alberghiera già esistente al momento della presentazione della domanda, nel contesto di un’attività imprenditoriale. La validità di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o di altro titolo abilitativo, come indicato nella richiesta di adesione, è riconosciuta in tutte le fasi del processo;

    b) La realizzazione di una nuova struttura ricettiva alberghiera o non alberghiera nel contesto di un’attività imprenditoriale ammissibile secondo i criteri stabiliti nel provvedimento. Questa nuova struttura può derivare dalla conversione di un’altra attività ricettiva o economica. La validità di SCIA o di altro titolo abilitativo deve essere ottenuta entro la richiesta di erogazione del saldo o dell’unica soluzione e deve essere comunicata durante la richiesta stessa.

    Gli investimenti per Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere realizzati presso una sede operativa situata o da situare in Lombardia e devono essere completati entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.

    bando turismo strutture ricettive
    Bando turismo strutture ricettive Lombardia

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere connesse al progetto e devono essere calcolate escludendo l’IVA.

    Per i richiedenti che sono proprietari dell’immobile in cui si svolge l’attività produttiva o gestiscono la struttura ricettiva oggetto dell’intervento in un immobile di proprietà di una persona fisica non impegnata in un’attività economica, le spese ammissibili includono:

    a) Acquisto di arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software;

    b) Esecuzione di lavori edili, murari e impiantistici;

    c) Costi di progettazione e direzione lavori, fino al massimo dell’8% delle spese ammissibili indicate nella lettera b);

    d) Spese generali determinate forfettariamente al 7% delle spese ammissibili indicate nelle lettere precedenti a) e b).

    Per i richiedenti che gestiscono la struttura ricettiva oggetto dell’intervento in un immobile di proprietà di un soggetto diverso da una persona fisica non impegnata in un’attività economica, le spese ammissibili includono:

    a) Acquisto di arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software;

    b) Esecuzione di lavori edili, murari e impiantistici, limitatamente ai costi delle opere strettamente funzionali e necessarie per l’installazione degli arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software, fino al massimo del 20% dei costi ammissibili per l’acquisto dei beni installati;

    c) Spese generali determinate forfettariamente al 7% delle spese ammissibili indicate nelle lettere precedenti a) e b).

    Quando e come è possibile presentare la domanda?

    Le domande del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma Bandi Online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it, a partire dalle 10:00 del 4 maggio 2023 fino al 29 giugno 2023. La selezione delle domande avverrà attraverso una procedura valutativa basata su una graduatoria. I criteri di valutazione da considerare sono i seguenti:

    1. Coerenza e qualità del progetto proposto.
    2. Sostenibilità economica e finanziaria del progetto.
    3. Contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro o al sostegno dell’occupazione esistente.
    4. Impatto sulla crescita economica e sullo sviluppo territoriale.
    5. Livello di innovazione e utilizzo di tecnologie avanzate.
    6. Rilevanza strategica per il settore o l’ambito di intervento.
    7. Adesione alle politiche e agli obiettivi regionali.

    La valutazione terrà conto di questi criteri al fine di stilare la graduatoria delle domande presentate per il Lombardia bando turismo strutture ricettive.

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  • MIMIT: 400 milioni per il processo di transizione delle PMI del Sud

    Nuovi Incentivi per le Imprese del Sud

    Un nuovo decreto del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) firmato dal ministro Adolfo Urso stanzia 400 milioni di euro destinati a finanziare un nuovo bando rivolto alle MPMI del Sud Italia.

    In questo modo si intende dare sostegno a investimenti che utilizzino tecnologie digitali abilitanti del Piano Transizione 4.0 (come cloud, realtà virtuale, AI, big data, blockchain, IoT…) per aumentare la capacità produttiva, realizzare nuovi prodotti, modificare il processo di produzione o realizzare una nuova unità produttiva.

    Se il ricorso alla tecnologia è strettamente legato al Piano Transizione 4.0, l’attenzione sarà rivolta in particolar modo a progetti che possano contribuire anche alla Transizione ecologica, per i quali sono previste specifiche premialità.

    Ma vediamo più nel dettaglio cosa prevede il decreto e a chi è rivolto.

    Quali sono i Progetti ammissibili?

    Come già accennato, i progetti ammissibili al nuovo bando del Mimit dovranno prevedere l’utilizzo di tecnologie digitali per arrivare a conseguire uno o più dei seguenti obiettivi:

    • l’ampliamento della capacità produttiva;
    • la diversificazione della produzione;
    • la realizzazione di nuovi prodotti;
    • la modifica del processo di produzione già esistente;
    • la realizzazione una nuova unità produttiva.

    Gli investimenti dovranno prevedere spese ammissibili comprese tra i 750.000 euro e i 5 milioni di euro.

    Importante ricordare anche che sono previsti punteggi premiali per progetti “green”, ossia:

    • progetti di efficientamento energetico che comportino un risparmio energetico del 5% almeno
    • progetti che consentano l’introduzione di soluzioni di economia circolare nel processo produttivo aziendale
    • progetti che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti dal regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2020/852 (art. 9)
    • PMI che abbiano scelto di aderire a un sistema di gestione ambientale o di efficienza energetica o che siano in possesso di una certificazione ambientale di prodotto.

    Avere quindi un progetto che soddisfi anche questi requisiti potrà essere di grande aiuto, quindi, per riuscire a rientrare tra i progetti finanziabili.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Per questo bando il Mimit ha previsto un mix di agevolazioni, composto da un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, che andranno a coprire complessivamente il 75% delle spese ammissibili.

    Non sono ancora disponibili i dettagli, ma dalle prime indiscrezioni sembra che la proporzione tra le due tipologie di incentivo dipenderà dalle dimensioni dell’impresa:

    • 50% delle spese come contributo in conto impianti e 25% in forma finanziamento a tasso agevolato per le micro e piccole imprese
    • 40% delle spese come contributo in conto impianti e 35% come finanziamento agevolato per le medie imprese
      Sembra inoltre che ci sia la possibilità che il finanziamento agevolato possa essere concesso senza richiesta di garanzie, ma su questo è meglio attendere informazioni definitive.   Rimaniamo comunque in attesa di aggiornamenti ufficiali da parte del Mimit per sapere esattamente quali saranno le spese ammissibili e per capire se i costi di ricerca e sviluppo verranno calcolati secondo modalità differenti, come spesso avviene in questi casi.

    Chi sono i beneficiari?

    A poter beneficiare di questa nuova opportunità saranno le micro, piccole e medie imprese che operano in una delle regioni del Sud Italia. 

    Esse dovranno avere almeno due bilanci approvati ed esercitare attività industriali, agroindustriali, di servizi all’industria e attività di ricerca.

    Maggiori dettagli saranno disponibili quando il Decreto del Mimit verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e poi con i successivi provvedimenti necessari a chiarire le modalità di accesso e la data di apertura dello sportello per la richiesta di agevolazione.

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  • Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    La misura del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico, finanziata attraverso il Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 2.1.3.) di Regione Lombardia con fondi europei, ha l’obiettivo di agevolare l’avvio di investimenti volti all‘efficientamento energetico dei sistemi produttivi delle imprese

    Lo scopo principale è ridurre l’impatto ambientale generato da tali sistemi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia mediante il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra prodotti durante i cicli produttivi.

    I Progetti del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico  devono comportare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.

    Finlombarda spa svolge per conto di Regione Lombardia la funzione di soggetto gestore della misura.

    I Progetti ammessi al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico devono essere realizzati e rendicontati entro 18 mesi dalla pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione. È fatta salva la possibilità di richiedere proroga motivata fino ad un massimo di 3 mesi.

    La dotazione finanziaria del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico è pari a 65 milioni di euro, comprensivi degli oneri di gestione, così suddivisa: 

    • 31 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Garanzia)
    • 34 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Contributo) 
     

    Il progetto deve essere corredato – in fase di domanda – da una diagnosi energetica finalizzata ad individuare esclusivamente gli interventi o le soluzioni impiantistiche da implementare e oggetto del progetto, che devono trovare puntuale riscontro negli investimenti e nelle relative voci di spesa.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando Regione Lombardia efficientamento energetico sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le grandi imprese devono soddisfare i seguenti requisiti per poter partecipare:

    • Devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando. Nel caso delle imprese non residenti in Italia, devono essere costituite in conformità alle norme del diritto civile e commerciale vigenti nel loro Paese di residenza e iscritte nel relativo Registro delle Imprese.
    • Devono avere una sede operativa in Lombardia alla data di presentazione della domanda o devono costituire una sede operativa in Lombardia entro la concessione dell’Agevolazione.
    • Devono rientrare nella classificazione da 1 a 10, secondo la metodologia di Credit Scoring del Modello di valutazione utilizzato per calcolare la probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.
     

    Sono escluse dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico i seguenti casi:

    • Le imprese che rientrano nella sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca) del codice primario o prevalente Istat Ateco 2007, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia in conformità all’articolo 13 bis della Legge Regionale 31/2008.
    • Le imprese che operano nella sezione K (attività finanziarie e assicurative) del codice primario e/o secondario Istat Ateco 2007.
    • Le imprese attive nel settore di produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti del tabacco, come definito nell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 2021/1058. Questo si riferisce a imprese che operano in settori specifici corrispondenti ai codici primari o prevalenti inclusi nella sezione C (codice 12) e nella sezione G (codici 46.35, 46.39.20, 46.21.21, 47.26) della classificazione delle attività economiche Istat Ateco 2007.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Regione Lombardia efficientamento energetico mira a sostenere progetti che prevedano investimenti volti all’ottimizzazione dell’uso dell’energia, all’adeguamento e/o alla modernizzazione degli impianti produttivi. Questi progetti potrebbero anche includere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili al fine di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia tramite il recupero di energia e/o la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dai cicli produttivi esistenti.

    Sono ammissibili al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico le spese per:

    a. Acquisto e installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature ed hardware
    b. Acquisto, installazione e allacciamento alla rete di impianti per la produzione di energia rinnovabile, esclusivamente in combinazione con le altre voci di spesa di cui alle lettere a), c), d), e)
    c. Acquisto e installazione di impianti di produzione di energia termica e frigorifera e di impianti di cogenerazione/trigenerazione
    d. Acquisto e installazione di sistemi di accumulo dell’energia 
    e. Acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore
    f. Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico
    g. Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping)
    h. Acquisto di software e licenze d’uso; costi per servizi software di tipo cloud e saas per un periodo non superiore ai 12 mesi di servizio, ammissibili solo in regime 3.13, de minimis e art. 14 del GBER
    i. Acquisizione di brevetti
    j. Opere murarie, opere di bonifica e impiantistica se direttamente correlate e funzionali all’installazione dei beni di cui alle voci da a) a f) nel limite del 20% di tali voci di spesa
    k. Solo in regime 3.13 e de minimis, costi di formazione
    l. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese tecniche di consulenza nel limite del 20% dei costi di cui alle precedenti voci da a) a i)
    m. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese generali determinate con un tasso forfettario pari al 7% delle spese ammissibili di cui alle precedenti lettere da a) a k).

    La misura 3.13 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

    A quanto ammonta il l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico prevede una dotazione finanziaria complessiva di 65 milioni di euro, di cui 34 milioni di euro sono concessi come contributo in conto capitale e 31 milioni di euro sono erogati tramite il Fondo di Garanzia. Le imprese possono richiedere un contributo massimo di 10 milioni di euro per le domande presentate entro il 28/07/2023 e 3 milioni di euro per le domande presentate dopo tale data. L’investimento minimo richiesto è di 100.000 euro.

    Le percentuali di risorse a fondo perduto variano a seconda della dimensione dell’impresa, dell’ubicazione dell’unità locale e della data di presentazione della domanda.

    Per le domande del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico presentate entro il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 35% per comuni NON aree 107.3.c, 50% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 45% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 25% per comuni NON aree 107.3.c, 40% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 35% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Grandi imprese: 15% per comuni NON aree 107.3.c, 30% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 25% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Per le domande presentate dopo il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 20% per comuni NON aree 107.3.c, 35% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 20% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 10% per comuni NON aree 107.3.c, 25% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 30% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Il finanziamento di medio-lungo termine supportato dalla garanzia gratuita regionale previsto dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico può coprire un importo fino a 9.000.000 euro per le domande entro il 28/07/2023 e fino a 2.850.000 euro per le domande successive. La durata dell’investimento deve essere compresa tra 3 e 6 anni, incluso un eventuale periodo di preammortamento fino a 24 mesi.

    Gli interventi ammissibili previsti dal bando Regione Lombardia efficientamento energetico riguardano gli investimenti per l’efficientamento energetico degli impianti produttivi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. Per le Micro, Piccole e Medie Imprese che optano per regimi diversi da quello “de minimis”, è possibile realizzare un investimento per trasformare radicalmente il processo produttivo di uno stabilimento esistente. In caso di più sedi operative in Lombardia, è necessario scegliere una sede e redigere una DIAGNOSI ENERGETICA come documento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande riferite al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico possono essere presentate a partire dalle ore 10:30 del 17 maggio 2023 fino a esaurimento delle risorse per le PMI e entro il 28 luglio 2023 per le grandi imprese.

    La domanda di partecipazione al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico deve essere presentata in forma telematica, sulla piattaforma Bandi online, dal Soggetto richiedente. La domanda deve essere corredata dall’attestazione di un soggetto finanziatore che confermi l’approvazione del finanziamento, insieme a tutti gli altri documenti richiesti nell’avviso.

    Per presentare la domanda di agevolazione, è necessario utilizzare il Pacchetto Investimenti – Linea green.

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  • Bando Campania Startup 2023 per Progetti Innovativi

    30 Milioni di euro in contributi a fondo perduto, per la nascita e lo sviluppo delle startup innovative campane

    Il Bando Campania Startup 2023 mira ad aumentare la competitività del sistema produttivo regionale sviluppando prodotti, processi e servizi innovativi in linea con la RIS3 Campania. 

    Il bando fa riferimento all’azione “1.1.3 Promuovere la nascita e il consolidamento di startup e spin-off innovativi e l’attrazione di imprese e capitali” nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.1 “Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e l’introduzione delle tecnologie avanzate” dell’Asse Prioritario 1 “Ricerca, Innovazione, Digitalizzazione e Competitività” PR FESR Campania 2021-2027.

    Quali e quante spese possono essere finanziate?

    L’aiuto fornito a ciascun beneficiario, previsto dal Bando Campania Startup è pari al 70% della spesa ammissibile. Questa percentuale può aumentare se la spesa di investimento ammissibile è pari o inferiore a 100.000 euro; in quel caso, l’aiuto erogato sale all’80% della spesa ammissibile. L’importo massimo del contributo concesso è di 350.000 euro.

    In ogni caso, non sono ammissibili interventi che, all’esito istruttorio, generino un contributo inferiore a € 50.000.

    Ecco quali sono le principali Spese ammissibili:

    •  Spese connesse all’investimento materiale e immateriale
      – impianti specifici, macchinari, attrezzature
      – acquisto/realizzazione proprietà intellettuale e programmi informatici
      funzionali all’attività di impresa
    • Consulenze funzionali all’avvio e/o allo sviluppo del progetto
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno all’innovazione
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno alla penetrazione del mercato
    • Spese di gestione
      – Spese del personale contrattualizzato a tempo determinato o indeterminato,
      impiegato nelle attività progettuali
      – Spese generali
      – Altri costi di esercizio

     

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti del bando Campania Startup Innovativa.

    campania startup 2023
    Il bando Campania Startup innovativa mette a disposizione delle agevolazioni a fondo perduto per le start up della Regione.

    Chi può partecipare al bando?

    Sono ammissibili al bando campania startup 2023:

    • startup innovative costituite da non più di 60 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso che risultino essere, all’atto della presentazione della domanda di agevolazione, iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura alla Sezione speciale dedicata alle Startup innovative, operanti nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania (vedremo più avanti di cosa si tratta);
    • persone fisiche che intendano costituire una micro o piccola impresa nella
      forma di start-up innovativa operante nell’ambito di una Area di specializzazione della RIS3
      Campania.
     

    Gli investimenti previsti dal bando startup campania 2023 devono essere finalizzati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche relative a una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie e ad un Ecosistema dell’Innovazione esclusivo o prevalente, come individuato dal Documento RIS3 Campania: “Strategia Regionale per la Ricerca e l’Innovazione per la Specializzazione Intelligente, come indicato nel Decreto Regionale n. 655 del 07/12/2022 della Regione Campania. Gli investimenti devono essere realizzati presso le unità locali situate nella regione Campania.

    Quali sono le aree di specializzazione della Regione Campania?

    Abbiamo detto poco fa che le startup innovative, per essere considerate ammissibili, devono operare nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania. Scopriamo subito quali sono:

    • Aerospazio
    • Biotecnologie, salute, agroalimentare
    • Blue Growth
    • Energia, ambiente, costruzioni sostenibili
    • Beni culturali, industrie creative, turismo
    • Nuovi materiali e tecnologie abilitanti
    • Moda (Made in Italy e Design)
    • Trasporti e logistica

    Come si presenta la domanda?

    La Domanda di partecipazione per startup campania 2023 deve essere compilata e presentata online insieme a tutti gli allegati, attraverso lo sportello telematico aperto dal 15 Giugno 2023 fino al 31 Luglio 2023.

    Vuoi partecipare a questo bando ma non sai da dove cominciare per la redazione del tuo progetto?

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  • Bando Parco Agrisolare: Fondo Perduto per il Fotovoltaico

    Bando Parco Agrisolare

    Il Ministero dell’Agricoltura ha proposto un nuovo decreto per promuovere la costruzione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici agricoli.

    Questa proposta fa parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a promuovere l’autosufficienza energetica nel settore agricolo e agroalimentare. Il nuovo decreto mira a rendere questa misura più interessante, offrendo nuovi vantaggi come un aumento dell’importo del contributo per le imprese agricole, l’introduzione dell’autoconsumo condiviso e il raddoppio della capacità energetica dei sistemi fotovoltaici.

    Fino ad 1 miliardo di € saranno stanziati attraverso il bando Parco Agrisolare per sostenere questa proposta. L’intero progetto sarà gestito dal Responsabile dei Servizi Energetici e il decreto sarà sottoposto all’approvazione della Commissione Europea prima del lancio della gara d’appalto.

    Il bando riguarda la  realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto.

    Il Decreto Ministeriale stabilisce i criteri e le modalità di erogazione delle risorse, tra cui i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e l’importo dell’aiuto stesso. Inoltre, definisce la procedura per l’ammissione all’aiuto e i criteri di verifica per la concessione dell’agevolazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il nuovo bando Parco Agrisolare prevede agevolazioni per la costruzione di impianti fotovoltaici sugli edifici agricoli.

    I beneficiari dell’agevolazione bando Parco Agrisolare devono essere imprenditori agricoli o agroindustriali, cooperative agricole e soggetti aggregati come A.T.I., R.T.I., reti d’impresa e CER (Comunità energetiche rinnovabili).

    Saranno esclusi i soggetti che sono esonerati dalla tenuta della contabilità IVA e che hanno un volume di affari annuo inferiore a €7.000.

    La classificazione dei soggetti beneficiari e quindi l’identificazione dell’attività svolta, si basa sul codice ATECO prevalente dell’azienda.

    I codici ATECO ammessi, sono consultabili nell’Allegato B dell’Avviso (aggiornamento 09 2022).

    I beneficiari del bando Parco Agrisolare alla data di presentazione della domanda, devono essere regolarmente costituiti e iscritti come attivi nel registro delle imprese, essere in regola con il DURC e  non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il nuovo decreto Pnrr Bando Parco Agrisolare offre sostegno per l’installazione di sistemi fotovoltaici nei settori agricolo ed agroindustriale.

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che varia a seconda dell’attività svolta dall’impresa beneficiaria.

    Le aziende agricole attive nella produzione primaria possono ricevere un contributo pari all’80% con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) e pari al 30% senza vincolo di autoconsumo, mentre le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli possono ottenere un contributo fino all’80% senza vincolo di autoconsumo.

    Le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese possono ricevere un contributo pari al 30% senza vincolo di autoconsumo.

    Il contributo totale destinato alle aziende agricole è di 775 milioni di €, mentre 150 milioni sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli e 75 milioni alle altre imprese.

    La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750.000 euro nel limite massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

    Agli interventi previsti dal bando Parco Agrisolare viene dunque riconosciuto:

    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di produrre più energia rispetto a quella media necessaria per l’autoconsumo, un incentivo in conto capitale per l’intero progetto (compreso la quota parte adibita all’autoconsumo):
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, un incentivo in conto capitale:
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    Interventi e spese ammissibili

    Il PNRR Bando Parco Agrisolare prevede l’installazione di impianti fotovoltaici con una potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1000 kWp sui tetti di edifici utilizzati per l’attività agricola, zootecnica e agroindustriale.

    Gli impianti devono essere di nuova costruzione e realizzati con componenti nuovi.

    Le aziende agricole di produzione primaria possono beneficiare di aiuti solo per l’autoconsumo o l’autoconsumo condiviso se costituite in forma aggregata.

    Inoltre, insieme all’installazione degli impianti fotovoltaici, possono essere effettuati interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica, come la rimozione dell’amianto dai tetti, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione. Tuttavia, questi interventi devono essere effettuati da ditte specializzate e il grado di coibentazione e il sistema di aerazione devono essere descritti e giustificati dalla relazione del professionista abilitato in base alla destinazione produttiva dell’edificio.

    Sono considerate ammissibili dal bando Parco Agrisolare, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

    • per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete:
      • con un limite massimo di 1.500,00 euro/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala;
      • fino ad ulteriori 1.000,00 euro/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo (In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 100.000,00);
      • fino ad ulteriori 30.000,00 euro massimi di spesa qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, secondo gli importi e quantità massimi;
    • per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e/o l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):
      • fino a un limite massimo di 700,00 euro/Kwp comprensivo di tutte le spese compreso quelle di demolizione e ricostruzione delle coperture e la messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi.

     

    Per tutti gli interventi ammissibili del bando Parco Agrisolare sono altresì ammissibili, se prestate da soggetti esterni all’impresa:

    • spese di progettazioneasseverazioni altre spese professionali richieste dal tipo di lavori;
    • spese relative all’elaborazione e presentazione della domandadirezione lavori e collaudi.

     

    Non sono ammissibili per il bando Parco Agrisolare i seguenti costi (a titolo meramente esplicativo, non esaustivo):

    • acquisto di beni usati;  
    • acquisto di beni in leasing;
    • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
    • lavori in economia;
    • pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione;
    • spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento.

    Come e quando presentare la domanda?

    Modalità e termini del bando Parco Agrisolare sono fissati con successivi Provvedimenti.

    Gli interventi dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi e comunque entro il 30 giugno 2026. 

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  • Digital Transformation, il bando per le PMI: tutto quello che c’è da sapere

    100 milioni di euro per Digital Trasformation: ecco in cosa consiste e come accedere agli incentivi previsti.

    ll Ministero dello Sviluppo Economico (attuale Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per il bando Digital Transformation, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

    Per questa misura sono stati stanziati ben 100 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

    Con Digital Transformation si punta a favorire lo sviluppo nel settore manifatturiero e in quello dei servizi diretti alle imprese, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali e nel settore del commercio, contribuendo così agli obiettivi di innovazione e di crescita di competitività dell’intero tessuto produttivo del Paese.

    Bando Mise Digital Tranformation chi può richiedere il contributo?

    Per poter presentare domanda di contributo bisogna innanzitutto essere una piccola o media impresa (PMI) ed operare, in via prevalente o primaria, in uno dei seguenti settori:

    1. settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
    2. settore turistico
    3. oppure nel settore del commercio.

    Per poter accedere alla misura la tua impresa deve necessariamente rispettare tutti i seguenti requisiti:

    • l’impresa è iscritta e attiva presso il Registro delle Imprese
    • devi aver conseguito nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi, delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro
    • disponi di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle Imprese.

    È prevista la possibilità di presentare progetti realizzati congiuntamente da più imprese (max 10) attraverso il ricorso allo strumento del contratto di rete o di altre forme contrattuali di collaborazione compresi il consorzio e il partenariato.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Le agevolazioni previste dal bando Digital Transformation sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50% così organizzata:

    • 10% sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40% sotto forma di finanziamento a tasso zero.

    Nel complesso, dunque, l’agevolazione ha una copertura massima pari alla metà delle spese totali connesse alla realizzazione del progetto di trasformazione digitale. 

    I progetti di spesa devono, inoltre,  prevedere un importo di spesa compreso fra 50.000 e 500.000 euro.

    Che tipo di progetti puoi realizzare?

    I progetti ammissibili alle agevolazioni del bando Digital Transformation devono riguardare la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi mediante l’implementazione di tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0 e/o tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale.

    Per fare chiarezza, ecco alcuni esempi di Tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0:

    • advanced manufacturing solutions,
    • additive manufacturing,
    • realtà aumentata,
    • cyber security,
    • big data analytics,
    • industrial internet,
    • cloud,
    • simulation,
    • integrazione orizzontale e verticale.

     

    Per quanto riguarda le Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale, tali tecnologie dovranno essere finalizzate a:

    • piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio
    • Software
    • ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi soggetti
    • altre tecnologie come ad esempio i sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, sistemi elettronici per lo scambio di dati, geolocalizzazione, tecnologie per in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

     

    Ogni soggetto può presentare una sola domanda di accesso al bando Digital Transformation, presentando unicamente:

    1.  un progetto di innovazione di processo (Capo II)
    2. un progetto di innovazione dell’organizzazione (Capo II)
    3. un progetto di investimenti (Capo III).

    Progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa

    Le spese e i costi ammissibili nell’ambito dei progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa devono essere sostenuti direttamente dal soggetto beneficiario e pagati dallo stesso e sono quelli relativi a:

    1. personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione o di somministrazione lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività previste dal progetto. Sono escluse le spese del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    2. strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto.
    3. servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per la realizzazione del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    4. le spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.

    Progetti di investimento

    Le spese ammissibili nell’ambito dei progetti di investimento devono essere sostenute direttamente dal soggetto beneficiario e dallo stesso pagate e sono quelle relative a:

    1. immobilizzazioni materiali, quali macchinari, impianti e attrezzature tecnologicamente avanzate ovvero tecnico-scientifiche, purché coerenti con le finalità di trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dell’impresa
    2. immobilizzazioni immateriali necessarie alle finalità del progetto agevolato;
    3. costi per servizi di consulenza specialistica strettamente funzionali alla realizzazione del progetto, nella misura massima del 10% dei costi complessivi ammissibili;
    4. costi sostenuti a titolo di canone per l’utilizzo, mediante soluzioni cloud computing, dei programmi informatici ovvero per la fruizione di servizi di connettività a banda larga o ultra larga;
    5. costi per i servizi resi alle PMI beneficiarie dal soggetto promotore capofila per la gestione delle iniziative riguardanti i progetti presentati congiuntamente da più imprese nella misura massima del 2% dei costi complessivi ammissibili.

    Come posso richiedere l’agevolazione?

    Le domande potranno essere compilate, a decorrere dalle ore 12.00 del 15 Dicembre 2020, e devono essere compilate esclusivamente in forma elettronica e attraverso procedura informatica sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

    La chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

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  • Bandi EIC 2023: agevolazioni UE per PMI e Startup

    European Innovation Council (EIC): cos’é?

    Con il Work Programme 2023 arrivano in nuovi bandi EIC 2023.

    L’European Innovation Council (EIC) è uno dei più importanti strumenti di Horizon Europe per dare sostegno all’identificazione, allo sviluppo e all’implementazione di innovazioni dirompenti ad alto rischio, che possano generare un forte impatto sulla società e creare nuovi mercati.

    L’EIC prevede 3 principali programmi, destinati a progetti con specifici livelli di TRL (Technology Readiness Level). Vediamo quali. 

    1) EIC Accelerator

    Uno dei più attesi ed interessanti è l’EIC Accelerator, al quale sono destinate risorse complessive pari a 1,13 miliardi di euro.

    Il programma si rivolge alle PMI (soprattutto startup e spinout), ma in alcuni casi sono ammissibili anche le mid-cap fino a 500 dipendenti. Finanzia il completamento dello sviluppo di innovazioni ad alto rischio, con TRL da 5-6 a 8, che siano in grado di rivoluzionare il mercato o crearne uno nuovo.

    Il sostegno dell’EIC Accelerator viene fornito attraverso:

    • Grant (contributi a fondo perduto) fino a 2,5 milioni, per finanziare fino al 70% dei costi legati allo sviluppo dell’innovazione, come, ad esempio, la dimostrazione della tecnologia in ambiente rilevante, la prototipazione e la dimostrazione a livello di sistema, la R&S e i test necessari per soddisfare i requisiti normativi e di standardizzazione, la gestione della proprietà intellettuale e le autorizzazione per la commercializzazione.
    • Equity investments (investimenti) fino a 15 milioni, destinati a finanziare lo scale up e altri costi rilevanti. Gli investimenti potrebbero essere anche superiori ai 15 milioni nel caso in cui l’azienda si occupi di tecnologie considerate di interesse strategico europeo.
    • Servizi di coaching e mentoring e altri vantaggi specifici come l’opportunità di networking con altre aziende e l’accesso a investitori terzi.

       

    L’invio delle domande deve rispettare precise finestre di apertura, con le prossime scadenze fissate al 7 giugno e al 4 ottobre 2023. 

    In particolare, le risorse dell’EIC Accelerator sono distribuite fra

    EIC Accelerator Open (613 milioni di euro), che non prevede priorità tematiche specifiche e permette quindi di presentare proposte in qualsiasi ambito tecnologico, e 

    EIC Accelerator Challenges, con un budget di 524,7 milioni di euro destinato ai seguenti topic

    • Novel biomarker-based assays to guide personalised cancer treatment 

    • Aerosol and surface decontamination for pandemic management 

    • Energy storage 

    • New European Bauhaus and Architecture, Engineering and Construction digitalisation for decarbonisation 

    • Emerging semiconductor or quantum technology components 

    • Novel technologies for resilient agriculture 

    • Customer-driven, innovative space technologies and services .

    BANDI EIC 2023
    Bandi EIC 2023: agevolazioni per Startup e PMI

    2) EIC Pathfinder

    Altra importante opportunità è fornita dall’EIC Pathfinder, programma con una dotazione finanziaria complessiva di 343 milioni di euro. In questo caso vengono finanziati progetti volti a convalidare le basi scientifiche di una nuova tecnologia (da TRL 1 a TRL 4). E’ possibile chiedere sovvenzioni a fondo perduto fino a 3 o 4 milioni di euro (a seconda che ci si rivolga all’EIC Pathfinder Open o al Challenge) per coprire il 100% dei costi ammissibili. 

    Le call dedicate ai progetti “Open”, rivolte unicamente a consorzi formati da almeno 3 entità, si sono chiuse il 7 marzo, ma sarà ancora possibile presentare proposte inerenti alcuni settori strategici (Strategic EIC Pathfinder Challenges, con dotazione di 165,5 milioni) nel periodo 20 giugno-18 ottobre 2023. In questo caso sono ammissibili anche proposte presentate singolarmente. 

    Le sfide specifiche riguardano raffreddamento pulito ed efficiente, digitalizzazione delle costruzioni, nutrizione di precisione, elettronica responsabile, energia solare nello spazio:

    • Clean and efficient cooling
    • Architecture, Engineering and Construction digitalisation for a novel triad of design, fabrication, and materials
    • Precision nutrition
    • Responsible electronics
    • In-space solar energy harvesting for innovative space applications.

    3) EIC Transition

    Infine, vogliamo parlarti dell’EIC Transition, che prevede ancora una volta una divisione tra progetti Open e progetti Challenge, ai quali sono destinati 60,5 milioni di euro dei complessivi 128,3 milioni di dotazione. 

    Questo programma permette di trasformare quanto emerso in fase di ricerca in vere e proprie innovazioni, finanziando le attività necessarie a convalidare la nuova tecnologia in ambiente rilevante e renderla pronta per il mercato (da TRL 4 a TRL 5-6). Il finanziamento è però riservato ai risultati di ricerca ottenuti all’interno di altri specifici programmi UE (ad es. EIC Pathfinder, H2020 FET o, per le Challenges, Horizon 2020 o Horizon Europe…) o ad applicazioni civili di progetti finanziati dallo European Defence Fund.

    Il finanziamento consiste in un contributo a fondo perduto che copre fino al 100% dei costi ammissibili, per un importo massimo di 2,5 milioni di euro (e in alcuni casi anche oltre).

    Prossime scadenze per l’application: 12 aprile e 27 settembre 2023.

    Per la Challenge i settori di riferimento sono:

    • Full scale Micro-Nano-Bio devices for medical and medical research applications
    • Environmental intelligence
    • Chip-scale optical frequency combs.
     

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  • Nuovo Patent Box

    Nuovo Patent box: di cosa si tratta?

    Il nuovo Patent Box è finalizzato a promuovere la creazione e lo sfruttamento economico di specifici beni immateriali nello svolgimento della propria attività d’impresa. 

    Così come riformulato dall’art. 6 del D.L. 146/2021, questo regime fiscale agevolato consiste in una deduzione maggiorata dei costi di Ricerca & Sviluppo sostenuti per alcuni beni immateriali utilizzati nell’attività di impresa e per i quali si detiene un diritto allo sfruttamento economico. 

    L’agevolazione può comprendere il recupero delle spese relative anche agli 8 anni fiscali precedenti il conseguimento della privativa ed è cumulabile, secondo precise regole, con il credito d’imposta R&S

    Come funziona il nuovo Patent box?

    A differenza della vecchia disciplina, che prevedeva una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’impiego di beni immateriali, il nuovo Patent Box riguarda invece le spese per attività di Ricerca e Sviluppo inerenti alcune tipologie di beni immateriali:

    • software coperti da copyright
    • brevetti industriali  (inclusi i brevetti per invenzione, le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione), brevetti per modello d’utilità, brevetti e certificati per varietà vegetali e topografie di prodotti a semiconduttori; 
    • disegni e modelli giuridicamente tutelati. 
     

    Il nuovo regime fiscale non si applica per i marchi di impresa e il know-how (informazioni  relative a esperienze maturate nel settore industriale, commerciale o scientifico che possono essere legalmente protette tramite formule e informazioni riservate. 

    Ma come funziona nel dettaglio? 

    Il nuovo Patent Box è rivolto a coloro che, a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021, ottengono un titolo di privativa industriale sui beni immateriali ammissibili.

    Grazie al Patent Box è possibile maggiorare del 110% le spese di ricerca e sviluppo che sono state state sostenute per il mantenimento, il potenziamento, la tutela e l’accrescimento del valore dei beni immateriali considerati ammissibili, ottenendo quindi, per tali spese, una deduzione fiscale maggiorata e, conseguentemente, un imponibile minore sul quale pagare IRES e IRAP. 

    Il titolare del diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali impiegati nelle attività d’impresa, potrà dedurre in maniera maggiorata non solo i costi sostenuti nel corso dell’anno di ottenimento della privativa, ma anche quelli degli otto periodi di imposta precedenti.

    Patent box: un esempio pratico

    Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio il tipo di beneficio che è possibile ottenere grazie all’agevolazione Patent Box.

    Poniamo il caso che un’impresa sostenga costi ammissibili per 200.000 euro. Ai fini della deducibilità, potrà calcolare questi costi con una maggiorazione del 110% e quindi come se avesse speso 220.000 euro. 

    Ipotizziamo che questa impresa debba pagare IRES (al 24%) e IRAP (al 3,9%) su un imponibile di 500.000. Da tale imponibile è possibile dedurre i costi di Ricerca e Sviluppo ammissibili, e grazie alla maggiorazione prevista dal Patent Box, l’impresa potrà dedurre 220.000 euro, anziché 200.000. Di conseguenza, pagherà IRES e IRAP su un imponibile di 280.000 euro (500.000 euro – 220.000 euro), invece che su un imponibile di 300.000 euro (cioè 500.000 euro – 200.000 euro), per un totale di 78.120 euro (27,9% di 280.000 euro) contro gli 83.700 euro (27,9% di 300.000) che avrebbe pagato senza l’opzione Patent Box, risparmiando quindi 5.580 euro. 

     

    Come accedere al Patent Box?

    Si tratta di un regime opzionale e l’esercizio di tale opzione dovrà essere comunicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale la stessa si riferisce. 

    In particolare, l’opzione verrà indicata nel quadro OP della dichiarazione dei redditi, mentre le specifiche relative alla tipologia e al numero dei beni agevolabili dovranno essere indicate nel quadro RS.

    L’opzione è irrevocabile, rinnovabile e di durata pari a cinque periodi di imposta.

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  • Bando Fiere Emilia Romagna: progetti di promozione dell’export e fiere

    Bando progetti di promozione e fiere Emilia Romagna

    Con il bando fiere Emilia Romagna,  si vogliono promuovere le piccole e medie imprese locali e la loro diversificazione di mercato, attraverso l’emissione di un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export e partecipazione ad eventi fieristici nel 2023. 

    L’obiettivo di questo provvedimento è di agevolare l’accesso delle imprese ai mercati esteri, aprendo nuovi canali di vendita e rinforzando la funzione del commercio estero all’interno delle aziende.

    L’iniziativa non solo promuoverà la crescita economica delle imprese e delle regioni coinvolte, ma creerà anche nuovi posti di lavoro e fornirà un contributo importante all’economia locale. Inoltre, questo progetto rappresenta un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole di acquisire una maggiore conoscenza e comprensione dei mercati esteri e delle loro esigenze, migliorando la loro capacità di competere globalmente.

    Per finanziare i progetti approvati sono stati stanziati € 7.000.000 per l’annualità 2023

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I beneficiari del bando fiere Emilia Romagna sono le imprese di micro, piccola e media dimensione e soggetti giuridici iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA), aventi sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna.

    I codici ATECO ammissibili primari o secondari sono:

    • C, D, E, F, G codice 47.78.31; 
    • J, M, N (divisione 82), Q, R, S codici 94.00.0; 94.99.00; 94.99.20.


    Il bando fiere Emilia Romagna prevede la partecipazione anche da parte di soggetti che non hanno sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna, purché si impegnino ad aprire l’unità operativa sul territorio regionale dopo la concessione del contributo. L’apertura deve avvenire entro 3 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione del contributo e sarà verificata in fase di rendicontazione del progetto. La mancata apertura comporterà la revoca totale del contributo concesso.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando fiere Emilia Romagna riguardano progetti per la partecipazione a una o più fiere internazionali svolte in paesi esteri o in Italia purché con qualifica internazionale. Le fiere possono essere sia in presenza, sia digitalizzate (fiere virtuali con partecipazione da remoto).

    È ammessa anche l’adesione a incontri d’affari (B2B) o eventi di promozione collettivi e di livello internazionale, organizzati da soggetti terzi con comprovata esperienza in ambito internazionale, in presenza o in formato virtuale.

    Gli interventi previsti dal bando firere Emilia Romagna devono essere eseguiti nell’arco del 2023 e riguardare esclusivamente l’unità produttiva/sede operativa del richiedente nella regione Emilia Romagna. Non sono ammissibili le attività che riguardano delocalizzazioni o trasferimenti di attività produttive provenienti da altri Stati membri o regioni italiane.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dal bando fiere Emilia Romagna deve essere di almeno €10.000 (IVA esclusa), mentre per i soggetti del settore cinematografico, culturale e musicale il minimo è di €5.000 (IVA esclusa). Al termine del progetto, le spese ammissibili devono essere pari ad almeno il 50% del costo originariamente approvato, pena la revoca del contributo.

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per le Fiere internazionali in presenza:

    • Affitto spazi;
    • Noleggio allestimento (incluse le spese di progettazione degli stand;
    • Gestione spazi;
    • Trasporto merci in esposizione e assicurazione delle stesse;
    • Ingaggio di hostess/interpreti.

     

    Per le Fiere Virtuali sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

    • Iscrizione alla fiera e ai relativi servizi;
    • Consulenze in campo digital;
    • Hosting;
    • Produzione di contenuti digitali;
    • Accordi onerosi con media partners;
    • Spese di spedizione dei campionari.

     

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per B2B ed eventi:

    • Adesione da parte del beneficiario del contributo a eventi promozionali;
    • Incontri di affari.

     

    Le voci di spesa ammissibili per B2B ed eventi sono le medesime elencate per le fiere internazionali. Per alcuni settori di attività sono previste ulteriori spese ammissibili.

     

    A quanto ammonta il contributo?

    Il contributo regionale del bando fiere Emilia Romagna sarà concesso a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ritenute ammissibili, per un importo non superiore a euro 25.000.

    L’importo del contributo può essere incrementato del 5%  nei casi in cui:

    • Si tratta di un’impresa a prevalente partecipazione femminile e/o giovanile;
    • Le sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, sono ubicate in zone montane;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate nelle aree dell’Emilia-Romagna comprese nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate , nelle aree interne dell’Emilia-Romagna;
    • Il fatturato annuo è pari o maggiore a 2 mln di €.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando fiere Emilia Romagna dovrà essere compilata ed inviata tramite l‘applicazione web Sfinge 2020 a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2023 fino alle ore 16.00 del 18 aprile 2023.
    Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

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