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Categoria: Contributi a fondo perduto

  • Temporary framework: aggiornato e prorogato al 30 giugno 2022

    Prorogato il Quadro temporaneo di aiuti per il Covid-19

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza del Temporary framework al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    L’epidemia da Covid-19 ha rappresentato una grave minaccia per la salute mondiale, ma anche un grande danno per l’economia degli stati. Tutti i Paesi infatti stanno affrontando una fase di recessione economica causata dall’emergenza sanitaria.
    È proprio per questo che la Commissione Europea ha adottato, il 19 marzo 2020, un Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19. Il documento mira a consentire agli Stati membri di adottare misure di sostegno alle imprese duramente colpite dalla crisi, sfruttando la massima flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.

     

    Temporary Framework: cos’è

    Si tratta di uno strumento che ha permesso l’attivazione di nuovi e numerosi incentivi e il rafforzamento di quelli esistenti per fronteggiare a livello economico la crisi Covid.

    Il Quadro Temporaneo non sostituisce, ma integra gli altri strumenti di intervento pubblico ordinari basati sulle norme già vigenti relative agli aiuti di Stato (ad esempio il “regime de minimis”).

    Dunque, le misure temporanee di aiuto previste possono essere cumulate tra loro, nonché possono essere cumulate con i regimi di aiuti ordinari consentiti, a patto che vengano rispettate le regole di cumulo previste.

    Proroga Temporary Framework e aiuti Covid: ecco le novità

    Inizialmente, la scadenza di applicabilità del Quadro era stata fissata al 31 dicembre 2020, fatta eccezione per le misure per la ricapitalizzazione delle imprese che potevano essere concesse fino al 30 giugno 2021.

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    Quali modifiche sono state introdotte oltre alla proroga?

    1. Aumento dei massimali della:
      – Sezione 3.1: aumentati a 2,3 milioni di euro (per impresa unica);
      – Sezione 3.12: aumentati a 12 milioni di euro (per impresa unica).
    2. Introduzione di due nuovi strumenti per sostenere la ripresa in corso dell’economia europea in modo sostenibile
    • Misure di sostegno agli investimenti per aiutare gli Stati membri a colmare il divario lasciato dalla crisi. La misura comprende salvaguardie per evitare indebite distorsioni della concorrenza. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2022.
    • Misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati ​​e renderli disponibili per investimenti in piccole e medie imprese, incluse le start-up e le piccole midcap. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari privati, creando incentivi per investire in questo tipo di società e fornendo loro un accesso più facile ai finanziamenti azionari. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2023.
      Inoltre la Commissione ha prorogato dal 30 giugno 2022 al 30 giugno 2023 la possibilità, per gli Stati membri, di convertire gli strumenti rimborsabili concessi nell’ambito del quadro temporaneo in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette.

     

    Temporary Framework: chi può richiedere gli aiuti

    Con la Comunicazione del 29 giugno 2020, la Commissione ha esteso l’applicazione del quadro temporaneo a tutte le micro e piccole imprese. La loro inclusione vale anche se al 31 dicembre 2019 erano già in difficoltà finanziarie.

    La modifica ha anche aumentato le possibilità di sostenere le startup, in particolare quelle innovative, che svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa economica dell’Unione.

     

    Temporary Framework: regimi di aiuto

    Il “Temporary Framework”, nella sua prima versione del 19 marzo 2020, ha ritenuto ammissibili, sino al 31 dicembre 2020, cinque categorie di aiuti finalizzati a garantire la liquidità e l’accesso ai finanziamenti per le imprese colpite dalle misure restrittive determinate della pandemia. In particolare, gli Stati membri sono stati autorizzati a concedere:

    • aiuti di importo limitato, quali sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme (Sezione 3.1 del Temporary Framework);
    • aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti; (Sezione 3.2 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di tassi di interesse agevolati per i prestiti; (Sezione 3.3 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di garanzie e prestiti agevolati veicolati tramite enti creditizi o altri enti finanziari; (Sezione 3.4 del Temporary Framework)
      maggiore flessibilità nell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. (Sezione 3.5 del Temporary Framework)

    Con la successiva Comunicazione del 3 aprile, la Commissione ha integrato il Quadro Temporaneo, consentendo ulteriori misure di sostegno pubblico per accelerare la ricerca, la sperimentazione e la produzione di prodotti connessi alla crisi sanitaria da COVID-19, tutelare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia durante la crisi, quali:

    • il sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus (Sezione 3.6 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova (Sezione 3.7 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia (Sezione 3.8 del Temporary Framework)
    • il sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali e il sostegno mirato sotto forma di contributo ai costi salariali di imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti dovrebbero licenziare del personale (Sezione 3.9 del Temporary Framework)

     

    Altri regimi di aiuto

    Le ultime 3 Sezioni del Quadro temporaneo riguardano:

    • Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19 contributi ai costi salariali delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) che, a causa della pandemia di Covid-19, sarebbero altrimenti costrette a licenziare i dipendenti (Sezione 3.10);
    • Misure di ricapitalizzazione sostegno pubblico sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale a favore di imprese che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della pandemia di Covid-1944. Esso mira a garantire che la perturbazione dell’economia non dia luogo a un’uscita dal mercato non necessaria di imprese che erano redditizie prima della pandemia di Covid19 (Sezione 3.11);
    • Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti (Sezione 3.12).

     

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  • Contributo a fondo perduto per settore tessile, moda e accessori

    Attenzione: è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande della misura agevolativa contributo a fondo perduto per settore tessile, della moda e accessori. L’avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Se la tua MPMI opera nel settore tessile, moda o accessori, è questo il contributo a fondo perduto che fa per te!

    Di cosa si tratta?

    Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha pubblicato il decreto 3 agosto 2021 che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni a sostegno delle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori.

    Il provvedimento sostiene tutte le start-up che investono nel design e nella creazione, con lo scopo di valorizzare i prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

    La misura mette a disposizione 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto in favore di progetti presentati da piccole imprese costituite da non più di 5 anni, che svolgono la propria attività in Italia e realizzano progetti innovativi e tecnologici.

    A chi si rivolge?

    Possono accedere alle agevolazioni le imprese di piccola dimensione (come MPMI e startup), non quotate, che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite in seguito a fusione.

    Inoltre è necessario che svolgano in Italia una o più attività economiche identificate dall’elenco codici Ateco ammissibili che hanno integrato con Decreto del 18 Maggio 2021.

    Le predette imprese devono:

    • Risultare iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
    • Svolgere in Italia una o più delle attività economiche indicate dal bando;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà;
    • Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
    • Non avere ancora distribuito utili.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute. Le agevolazioni sono erogate dal Ministero in non più di due quote, in relazione a spese effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i seguenti progetti:

    • Progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
      Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
    • Progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
    • Progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
    • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

    Devono inoltre prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 e non superiori a euro 200.000,00.

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:

    • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
    • Brevetti, programmi informatici e licenze software;
    • Formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

     

    È altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:

    • Materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
    • Servizi, diversi da quelli compresi nelle spese di cui al comma 1, necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
    • Godimento di beni di terzi;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

    Come posso presentare la domanda?

    Le imprese interessate potranno presentare domanda di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2021 esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.

    Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere compilate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica, secondo le modalità e gli schemi resi disponibili dall’Agenzia prima dell’apertura dello sportello.

    Le domande, da sottoscrivere tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale in modalità persona fisica, devono essere corredate dalla proposta progettuale e dall’ulteriore documentazione indicata nella domanda medesima.

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  • Voucher Internazionalizzazione 2021: contributi per le spese di consulenza digitali del TEM

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse, dal 15 dicembre 2021 è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura Voucher per l’internazionalizzazione TEM con competenze digitali, di cui al DM MAECI 18/08/2020.

    Cos’è il Voucher per l’internazionalizzazione?

    Voucher internazionalizzazione Invitalia (o “Voucher TEM digitali”) è una misura che permette di usufruire di un contributo a fondo perduto per finanziare le spese di consulenza del Temporary Export Manager (TEM)

    Chi è il Temporary Export Manager? Il TEM è un professionista esperto di Export e Internazionalizzazione, che mette le proprie competenze a disposizione delle imprese. L’obiettivo di un TEM è migliorare il profitto all’estero dell’azienda, ottimizzando i processi e l’apporto commerciale.

    Ma non perdiamo altro tempo: scopriamo subito tutti i vantaggi del Voucher Internazionalizzazione!

    Chi può richiedere il Voucher Internazionalizzazione?

    Il Voucher internazionalizzazione 2021 si rivolge alle micro e piccole imprese che abbiano i seguenti requisiti:

    1. Costituite in forma societaria
    2. Sede legale sul territorio italiano
    3. Iscritte come attive al Registro delle imprese

     

    Le imprese devono inoltre avere codice Ateco primario appartenente alla classificazione C (manifatturiero). Possono usufruire della misura anche le Reti di Imprese costituite da almeno due micro/piccole imprese.

    Cosa finanzia Voucher TEM digitali?

    Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

    La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

    1. Analisi e ricerche sui mercati esteri
    2. Individuazione e acquisizione di nuovi clienti
    3. Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
    4. Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
    5. Integrazione dei canali di marketing online
    6. Gestione evoluta dei flussi logistici

     

    Le prestazioni di consulenza dovranno avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza sull’Export?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti i TEM possono essere fornitori di servizi di consulenza.

    Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 ha istituito l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM abilitati a erogare i servizi previsti dall’agevolazione.

    Ad ogni modo, la consulenza deve essere erogata da un Temporary Export Manager con le seguenti caratteristiche:

    • avere significativa esperienza negli ambiti di:
    • progettazione e organizzazione della rete di distribuzione di prodotti e servizi in nuovi mercati esteri;
    • assistenza alle imprese nella partecipazione a fiere internazionali in modalità virtuale ed ad eventi in diretta su piattaforme streaming internazionali;
    • implementazione di strumenti di logistica integrata per distribuzione e approvvigionamenti, analisi della concorrenza e valutazione delle iniziative volte a migliorare le performance di e-commerce;
    • realizzazione di cataloghi digitali, negoziazione, promozione dei prodotti sugli showroom digitali, coinvolgimento di possibili acquirenti internazionali e utilizzo di micro-influencer;
    • predisposizione di accordi e sviluppo di rapporti con distributori ed agenti esteri, operatori stranieri del settore, provider di servizi di supply chain e di commercio digitale;
    • trasferimento delle conoscenze, metodologie e tecniche di trasformazione digitale e adozione di metodi e strumenti di e-commerce coerenti con il settore di attività e la generale evoluzione digitale dello scenario competitivo internazionale.
    • deve essere in possesso di almeno due certificazioni sull’utilizzo di strumenti digitali di marketing tra quelle rilasciate da Hubspot Academy, Facebook Blueprint, Google Skillshop e Microsoft Advertising.
    • aver svolto almeno 5 progetti di supporto a processi di internazionalizzazione d’impresa tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della domanda di inserimento nell’elenco del Ministero, con esito positivo.
    • essere in possesso di partita IVA da almeno due anni prima della richiesta di inserimento nell’elenco del Ministero.

    Contributo previsto dal Voucher Internazionalizzazione 2021

    Questa misura prevede un contributo a fondo perduto in “regime de minimis” pari a:

    • 20.000 € per micro e piccole imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 30.000 €,
    • 40.000 € per le reti di imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 60.000 €.

     

    Inoltre, le imprese beneficiarie possono richiedere un contributo aggiuntivo di € 10.000, se raggiungono questi volumi di vendita all’estero:

    • incremento volume d’affari estero di almeno il 15%
    • fatturato verso l’estero di almeno il 6% del fatturato complessivo aziendale

    Come presentare la domanda per il voucher internazionalizzazione?

    È possibile presentare una sola domanda per impresa esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

    Al momento non è prevista una data di chiusura dello sportello: la chiusura dello sportello, infatti, sarà disposta ad esaurimento delle risorse stanziate con apposito provvedimento.

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  • Smart Money: contributi a fondo perduto per startup innovative

    Avviso: il bando è stato chiuso il 3 agosto 2021 per esaurimento delle risorse.
    Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Contributi a fondo perduto fino al 100% e investimenti nel capitale di rischio​ per la tua startup innovativa

    Aggiornamento:
    In previsione dell’esaurimento delle risorse finanziarie dal giorno 3 agosto alle 12.00 non sarà più possibile presentare domanda per i contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati.

    Smart Money è la nuova misura promossa dal MiSE (Decreto ministeriale 18 settembre 2020) e gestita da Invitalia fatta su misura per le startup innovative che intendono “agevolarsi” con dei contributi a fondo perduto!

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia e supportare le potenzialità delle imprese innovative che si preparano a fare il loro ingresso nel mercato. Come? Grazie a ben 2 tipi di agevolazione! Prima di parlarne, però, scopriamo qual è la somma in gioco e a chi si rivolge.

    L’incentivo ha una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro e si rivolge, per l’appunto, a startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi per il lancio sul mercato.

    Le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività (e che presenteranno il progetto di sviluppo richiesto per poter accedere all’agevolazione) potranno richiedere un contributo a fondo perduto pari all’80% per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca ed innovation hub.

    Inoltre, dopo aver completato il piano di attività ammesso alle agevolazioni, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto al 100% se sono presenti enti abilitati, investitori qualificati o business angels che abbiano fatto investimenti in equity nel capitale sociale.

    Non c’è che dire: è un’occasione imperdibile. Continua a leggere per scoprire se possiedi tutti i requisiti necessari per richiedere i contributi a fondo perduto!

    Chi può richiedere l’agevolazione?

    Potranno richiedere l’agevolazione tutte le startup innovative che:

    • Sono costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese;
    • Hanno sede legale e operativa in Italia;
    • Sono di piccole dimensioni;
    • Si trovano in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).

     

    Non solo; potranno presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche che intendono dar vita a una startup innovativa, con l’impegno di costituire la società entro 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Ma, attenzione: entro lo stesso termine, l’impresa dovrà inoltrare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese.

    Quali sono gli enti abilitati?

    Come abbiamo visto, le startup innovative potranno beneficiare delle agevolazioni per sfruttare i servizi specialistici forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Ma quali sono, quindi, gli enti abilitati nell’ambito degli interventi di Smart Money?

    Le startup innovative potranno chiedere i contributi a fondo perduto per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:

    • Incubatori certificati e acceleratori;
    • Innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo
    • Organismi di ricerca;
    • Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angels e investitori qualificati.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica l’incentivo Smart Money e quanto è possibile ottenere.

    Smart money prevede due forme di sostegno delle startup innovative:

    • Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati

     

    Si tratta di contributi a fondo perduto pari all’80% per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati per un importo massimo di 10.000 euro. Il contributo è riconosciuto ai sensi del de minimis e l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni.
    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo in ambiti specifici (se vuoi sapere come presentare i progetti di sviluppo, scorri fino all’ultimo paragrafo).

    • Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative

     

    Tale secondo intervento è previsto per le startup che abbiano completato i progetti di sviluppo, menzionati al paragrafo precedente.

    Tali startup potranno richiedere un secondo contributo a fondo perduto, nel caso in cui abbiano ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. In questo caso, il contributo a fondo perduto è del 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite di 30 mila euro per start-up innovativa.

    Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi (la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding).

    Esclusioni

    Sono ESCLUSE da Smart Money le startup innovative:

    • Operanti nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura;
    • Che abbiano ricevuto una sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta.

    Come presentare il progetto?

    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che:

    • Contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva
    • Puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato
    • Siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori.

     

    I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto.

    Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di attività (aventi una durata non inferiore a 12 mesi) che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

    • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto
    • la gestione della proprietà intellettuale
    • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale
    • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie
    • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale
    • i lavori preparatori per campagne di crowfunding

     

    Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.


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  • Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Cos’è l’attività di Temporary Manger e a cosa serve?

    Il Temporary Manager (o TEM – Temporary Export Manager) è una figura chiave per le imprese che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

    Il finanziamento agevolato SIMEST, parte del Fondo 394/81, sostiene l’inserimento temporaneo di queste figure professionali altamente specializzate (temporary manager), e quindi l’inserimento temporaneo nell’impresa di un temporary manager, per realizzare progetti di internazionalizzazione, innovazione digitale, tecnologica o ecologica. Questo tipo di intervento rappresenta una tipica declinazione del temporary management, una soluzione intermedia che consente di ridurre al minimo le tempistiche operative per l’avvio di nuovi progetti.

    Con la nuova Circolare n. 8/394/2023, aggiornata a dicembre 2023 e operativa da marzo 2024, SIMEST ha introdotto novità importanti: aumento delle aree geografiche prioritarie, maggiore flessibilità nelle spese, semplificazione delle condizioni di accesso, ed estensione dei benefici anche a imprese non PMI in specifici casi. 

    A cosa serve ottenere un finanziamento per inserire un Temporary Manager

    L’obiettivo del finanziamento è supportare le imprese italiane nei processi di espansione estera, attraverso un affiancamento con temporary manager esperti. Il temporary manager viene messo a disposizione da una società di servizi qualificata e lavora all’interno dell’impresa per almeno 6 mesi.

    Questa forma di gestione temporanea consente all’impresa di beneficiare di competenze manageriali esistenti, accrescendone le competenze manageriali e garantendo un vantaggio competitivo nei mercati internazionali.

    Le attività finanziabili riguardano:

    • L’esportazione verso nuovi mercati (export);
    • La digitalizzazione dei processi aziendali;
    • L’innovazione ecologica e tecnologica;
    • Il miglioramento organizzativo;
    • L’acquisizione di certificazioni internazionali o marchi.

    Chi può accedere al bando per il Temporary Management

    Possono richiedere il finanziamento:

    • Micro, Piccole e Medie Imprese;
    • Altre imprese se in possesso dei requisiti specifici;
    • Imprese con sede legale e operativa in Italia;
    • Imprese in possesso di almeno due bilanci approvati o, in assenza, con documentazione contabile equivalente.

    Requisiti aggiuntivi:

    • Essere in regola con DURC, normativa ambientale e obblighi fiscali;
    • Non operare in settori esclusi (banche, assicurazioni, pesca, ecc.);
    • Non avere procedure concorsuali o situazioni di crisi e garantire la gestione di un’impresa stabile;
    • Non essere state destinatarie di revoche da parte di SIMEST.

    Quanto si può ottenere con il bando Temporary Manager

    L’importo finanziabile va da 10.000 a 500.000 euro, nel limite del 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, per la realizzazione di progetti innovativi.

    Il finanziamento si compone di:

    • Una quota di prestito a tasso agevolato (tra 10%, 50% o 80% del tasso UE);
    • Un contributo a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 euro), che può arrivare al 20% per le imprese del Sud o per progetti in Africa e America Latina.

    Quali sono le spese ammissibili e cosa finanzia il bando per il Temporary Management

    Le spese finanziabili sono suddivise in:

    Spese obbligatorie (minimo 60%):

    • Compenso e costi per il Temporary Manager, come da contratto stipulato con società di servizi esterna, per l’inserimento di un temporary manager a tempo nell’impresa. Si tratta di una figura spesso scelta anche in alternativa al manager a tempo pieno, per incarichi di medio termine (tipicamente 18-36 mesi).

    Spese accessorie (massimo 40%):

    • Attività di marketing e promozione;
    • Viaggi, fiere, eventi, soggiorni partner esteri;
    • Digitalizzazione e innovazione gestionale;
    • Adeguamenti organizzativi, certificazioni, marchi;
    • Consulenze per l’applicazione del progetto;
    • Spese legali per apertura filiali all’estero;
    • Costi di formazione del personale e interventi operativi su alcune funzioni aziendali.

    Come presentare domanda per il Temporary Manager

    La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il Portale dedicato.

    Documenti da preparare:

    • Contratto con la società di servizi e dettagli sull’attività del temporary manager;
    • Bilanci o documenti contabili alternativi;
    • Documento sul rispetto della normativa ambientale;
    • Documento sui poteri del legale rappresentante;
    • Richiesta del CUP e apertura conto corrente dedicato.

    Modalità di erogazione e rendicontazione delle spese

    L’erogazione avviene in due tranche:

    • 25% anticipato a contratto firmato e condizioni rispettate;
    • 75% a saldo dopo la rendicontazione delle spese, da completarsi entro 4 mesi dalla fine del progetto.

     

    Linee guida per la Rendicontazione:

    • Le spese devono essere pagate tramite il conto dedicato;
    • Tutti i documenti (fatture, bonifici) devono riportare il CUP;
    • Devono essere accompagnati da dichiarazioni di fornitura, evidenze e relazioni finali.

     

    Quando viene erogato il fondo perduto

    Il contributo a fondo perduto viene concesso solo se, alla data di prima erogazione, l’impresa rispetta almeno uno dei seguenti criteri:

    • Sede operativa nel Sud Italia;
    • Impresa femminile o giovanile;
    • PMI innovativa;
    • Possesso di certificazioni ISO ambientali/sociali;
    • Export >20% del fatturato;
    • Interesse diretto o indiretto nei Balcani o paesi in Africa o America Latina.

    In mancanza dei requisiti, la parte a fondo perduto viene revocata ma rimane il prestito agevolato.

     

    Garanzie richieste e casi di esenzione

    La garanzia dipende dallo scoring MCC (da 1 a 9):

    • Le imprese con scoring 1 o 2 non devono prestare garanzie;
    • Le altre devono offrire garanzie crescenti (fino al 40%).

     

    Sono esentate dalle garanzie anche:

    • PMI innovative;
    • Imprese nei Balcani, Africa o America Latina;
    • Imprese colpite da alluvioni (fino al 31/12/2024).

    Novità 2024–2025: Africa e America Latina tra i paesi prioritari

    Dal 2024, le imprese che realizzano progetti in Africa o America Latina hanno:

    • Fondo perduto fino al 20%;
    • Esenzione da garanzie;
    • Priorità in graduatoria.

     

    Queste novità si affiancano a quelle già attive per le imprese del Sud e per progetti nei Balcani Occidentali. L’attività nei contesti internazionali, specialmente in paesi extra-UE, rappresenta un supporto flessibile e concreto all’internazionalizzare.

    Vantaggi del Temporary Manager con elevata esperienza

    • Inserimento di un temporary manager, cioè un esperto a tempo altamente qualificato;
    • Accesso a nuovi mercati esteri;
    • Progetti green e digitali con cofinanziamento pubblico;
    • Ottimizzazione dell’organizzazione interna attraverso l’inserimento di top direttori;
    • Formazione del personale;
    • Miglioramento della reputazione internazionale;
    • Capacità di gestione e capacità di gestire lo stress nelle fasi di riassestamento o sviluppo di nuovi business.

    Il dirigente ad interim può rappresentare una leva fondamentale per garantire continuità all’organizzazione.

    Diverse realtà aziendali, tra cui aziende di piccole dimensioni, si affidano oggi a società di temporary management per integrare temporaneamente alcune funzioni critiche, anche in ambiti come la finanza e controllo o il senior project management.

    Figure come il fractional manager o l’executive manager rappresentano opzioni efficaci per affiancare il manager o sostituire il manager con incarico a tempo determinato, con la possibilità di riattivare rapidamente strategie aziendali condivise e obiettivi concordati.

    Come combinare il bando Temporary Manager con altre agevolazioni SIMEST

    Il bando è cumulabile (entro i limiti del “de minimis”) con altre iniziative per l’internazionalizzazione:

    • Finanziamenti SIMEST per fiere e mostre;
    • Finanziamento per e-commerce estero;
    • Studi di fattibilità;
    • Inserimento in mercati extra UE;
    • Transizione digitale ed ecologica per progetti di innovazione tecnologica.

     

    Combinare più misure consente di amplificare l’impatto strategico del progetto di internazionalizzazione.

    Perché richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager 

    Perché richiedere richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager

    Con un tasso agevolato tra i più bassi in Europa, una quota a fondo perduto fino al 20% e spese flessibili, il bando Temporary Manager SIMEST rappresenta un’occasione concreta per fare il salto di qualità sui mercati internazionali attraverso l’inserimento di un direttore temporaneo.

    I fondi sono disponibili fino a esaurimento, con riserve specifiche per Sud Italia e aree prioritarie.

    La partecipazione al bando può rappresentare un acceleratore decisivo per portare competenze dirigenziali in azienda, con una copertura pubblica che riduce costi e rischi e può aiutare a garantire continuità in contesti di cambiamento.

    L’approccio dirigenziale e gestionale proposto dal fractional o dall’interim consente alle imprese di inserire una figura professionale ad interim anche solo per lo stesso periodo di tempo utile a completare un progetto di sviluppo aziendale ben definito.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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