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Categoria: Contributi a fondo perduto

  • Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Bando IFIM – Imprese Femminili Innovative Montane

    Dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie arriva il bando Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM, che prevede contributi a fondo perduto a sostegno delle startup femminili operanti nei Comuni montani italiani e in settori ad alta tecnologia.

    Il bando IFIM, con una copertura finanziaria di 3,9 milioni di euro, verrà gestito da Invitalia e avrà come obiettivi principali la promozione dei processi di trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle iniziative di ricerca nel sistema pubblico e privato.  Questi due macro obiettivi saranno perseguiti attraverso il finanziamento a fondo perduto delle imprese femminili che investono in progetti innovativi in grado di determinare una crescita economica delle aree oggetto di investimento.

    L’intervento avrà dunque al suo centro il processo di empowerment femminile e la capacità dell’ecosistema imprenditoriale femminile di portare innovazione e di promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale nelle zone montane.

    Vediamo in cosa consiste l’agevolazione e i requisiti necessari per poter presentare domanda. 

    Imprese Femminili Innovative Montane IFIM: chi sono?

    Per accedere ai finanziamenti, è necessario soddisfare determinati requisiti. Il bando è infatti dedicato alle startup innovative costituite prevalentemente da donne, in forma di società di capitali o cooperativa e:

    • aventi sede operativa in uno dei Comuni montani di cui all’Allegato 1 dell’Avviso; 
    • rientranti nella definizione di impresa di “piccola dimensione” ai sensi del Regolamento GBER
    • iscritte al Registro delle Imprese nella sezione speciale startup innovative 
    • costituite da non più di 60 mesi
    • aventi come oggetto sociale principale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    • a partire dal secondo anno di attività, non devono superare un totale di 5 milioni di euro di valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio
    • che non distribuiscono utili
    • che non sono state costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
    • che non sono quotate in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione. 
     

    Inoltre, come richiesto dalla maggioranza dei bandi di finanza agevolata, le imprese richiedenti devono avere Durc regolare, non devono essere sottoposte a procedure concorsuali e non devono aver ricevuto e poi non restituito aiuti individuati come incompatibili dalla Commissione Europea.

    ifim imprese innovative invitalia
    Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Contributi a fondo perduto IFIM

    L’agevolazione consiste nell’assegnazione di contributi a fondo perduto, nella misura massima del 70% del programma di investimento, da realizzarsi entro 18 mesi dalla data del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. 

    L’importo del contributo non può superare i 70.000 euro, a fronte di un progetto le cui spese ammissibili non superino i 100.000 euro.

    Le agevolazioni sono concesse nel rispetto dei limiti stabiliti dal Regolamento de minimis n.1407/2013 e, come anticipato, possono essere utilizzate per finanziare programmi d’investimento finalizzati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un significativo contenuto tecnologico e innovativo. Inoltre, possono essere sostenute attività volte alla valorizzazione economica dei risultati della Ricerca.

     I contributi permettono di recuperare parzialmente alcune tipologie di costi legati al programma di investimento. Vediamo nel dettaglio quali!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili per l’ottenimento delle agevolazioni includono:

    1. Investimenti materiali e immateriali: possono essere coperti i costi di acquisizione o sviluppo di attrezzature, macchinari, brevetti, licenze, software, know-how e altre risorse necessarie per il programma d’investimento.
    2. Ricerca e sviluppo: le spese legate all’attività di ricerca e sviluppo finalizzata all’innovazione dei prodotti o dei processi possono essere considerate ammissibili. Ciò include i costi del personale coinvolto nella ricerca, i materiali di consumo, i servizi di consulenza e i servizi di ricerca.
    3. Personale: le spese per l’assunzione di personale addetto allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo possono rientrare tra le spese ammissibili. Questo comprende i salari, i contributi previdenziali e le spese per la formazione del personale.
    4. Marketing e promozione: i costi legati alle attività di marketing, pubblicità e promozione dei prodotti o servizi innovativi possono essere considerati ammissibili. Ciò include la creazione di materiali promozionali, la partecipazione a fiere e eventi di settore, la realizzazione di campagne pubblicitarie, ecc.
    5. Servizi professionali: le spese sostenute per consulenze esterne, servizi legali, servizi di contabilità e altri servizi professionali necessari per lo sviluppo e la gestione dell’impresa possono essere considerate ammissibili.

     

    Per poter richiedere le agevolazioni, è necessario conservare la documentazione comprovante le spese effettuate.

    Come puoi richiedere le agevolazioni?

    I contributi possono essere richiesti presentando domanda telematica sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 30 maggio 2023

    Le agevolazioni quindi saranno concesse mediante una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni impresa potrà presentare un’unica domanda.

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  • Bando Parco Agrisolare: Fondo Perduto per il Fotovoltaico

    Bando Parco Agrisolare

    Il Ministero dell’Agricoltura ha proposto un nuovo decreto per promuovere la costruzione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici agricoli.

    Questa proposta fa parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a promuovere l’autosufficienza energetica nel settore agricolo e agroalimentare. Il nuovo decreto mira a rendere questa misura più interessante, offrendo nuovi vantaggi come un aumento dell’importo del contributo per le imprese agricole, l’introduzione dell’autoconsumo condiviso e il raddoppio della capacità energetica dei sistemi fotovoltaici.

    Fino ad 1 miliardo di € saranno stanziati attraverso il bando Parco Agrisolare per sostenere questa proposta. L’intero progetto sarà gestito dal Responsabile dei Servizi Energetici e il decreto sarà sottoposto all’approvazione della Commissione Europea prima del lancio della gara d’appalto.

    Il bando riguarda la  realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto.

    Il Decreto Ministeriale stabilisce i criteri e le modalità di erogazione delle risorse, tra cui i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e l’importo dell’aiuto stesso. Inoltre, definisce la procedura per l’ammissione all’aiuto e i criteri di verifica per la concessione dell’agevolazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il nuovo bando Parco Agrisolare prevede agevolazioni per la costruzione di impianti fotovoltaici sugli edifici agricoli.

    I beneficiari dell’agevolazione bando Parco Agrisolare devono essere imprenditori agricoli o agroindustriali, cooperative agricole e soggetti aggregati come A.T.I., R.T.I., reti d’impresa e CER (Comunità energetiche rinnovabili).

    Saranno esclusi i soggetti che sono esonerati dalla tenuta della contabilità IVA e che hanno un volume di affari annuo inferiore a €7.000.

    La classificazione dei soggetti beneficiari e quindi l’identificazione dell’attività svolta, si basa sul codice ATECO prevalente dell’azienda.

    I codici ATECO ammessi, sono consultabili nell’Allegato B dell’Avviso (aggiornamento 09 2022).

    I beneficiari del bando Parco Agrisolare alla data di presentazione della domanda, devono essere regolarmente costituiti e iscritti come attivi nel registro delle imprese, essere in regola con il DURC e  non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il nuovo decreto Pnrr Bando Parco Agrisolare offre sostegno per l’installazione di sistemi fotovoltaici nei settori agricolo ed agroindustriale.

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che varia a seconda dell’attività svolta dall’impresa beneficiaria.

    Le aziende agricole attive nella produzione primaria possono ricevere un contributo pari all’80% con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) e pari al 30% senza vincolo di autoconsumo, mentre le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli possono ottenere un contributo fino all’80% senza vincolo di autoconsumo.

    Le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese possono ricevere un contributo pari al 30% senza vincolo di autoconsumo.

    Il contributo totale destinato alle aziende agricole è di 775 milioni di €, mentre 150 milioni sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli e 75 milioni alle altre imprese.

    La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750.000 euro nel limite massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

    Agli interventi previsti dal bando Parco Agrisolare viene dunque riconosciuto:

    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di produrre più energia rispetto a quella media necessaria per l’autoconsumo, un incentivo in conto capitale per l’intero progetto (compreso la quota parte adibita all’autoconsumo):
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, un incentivo in conto capitale:
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    Interventi e spese ammissibili

    Il PNRR Bando Parco Agrisolare prevede l’installazione di impianti fotovoltaici con una potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1000 kWp sui tetti di edifici utilizzati per l’attività agricola, zootecnica e agroindustriale.

    Gli impianti devono essere di nuova costruzione e realizzati con componenti nuovi.

    Le aziende agricole di produzione primaria possono beneficiare di aiuti solo per l’autoconsumo o l’autoconsumo condiviso se costituite in forma aggregata.

    Inoltre, insieme all’installazione degli impianti fotovoltaici, possono essere effettuati interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica, come la rimozione dell’amianto dai tetti, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione. Tuttavia, questi interventi devono essere effettuati da ditte specializzate e il grado di coibentazione e il sistema di aerazione devono essere descritti e giustificati dalla relazione del professionista abilitato in base alla destinazione produttiva dell’edificio.

    Sono considerate ammissibili dal bando Parco Agrisolare, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

    • per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete:
      • con un limite massimo di 1.500,00 euro/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala;
      • fino ad ulteriori 1.000,00 euro/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo (In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 100.000,00);
      • fino ad ulteriori 30.000,00 euro massimi di spesa qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, secondo gli importi e quantità massimi;
    • per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e/o l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):
      • fino a un limite massimo di 700,00 euro/Kwp comprensivo di tutte le spese compreso quelle di demolizione e ricostruzione delle coperture e la messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi.

     

    Per tutti gli interventi ammissibili del bando Parco Agrisolare sono altresì ammissibili, se prestate da soggetti esterni all’impresa:

    • spese di progettazioneasseverazioni altre spese professionali richieste dal tipo di lavori;
    • spese relative all’elaborazione e presentazione della domandadirezione lavori e collaudi.

     

    Non sono ammissibili per il bando Parco Agrisolare i seguenti costi (a titolo meramente esplicativo, non esaustivo):

    • acquisto di beni usati;  
    • acquisto di beni in leasing;
    • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
    • lavori in economia;
    • pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione;
    • spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento.

    Come e quando presentare la domanda?

    Modalità e termini del bando Parco Agrisolare sono fissati con successivi Provvedimenti.

    Gli interventi dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi e comunque entro il 30 giugno 2026. 

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  • Bando cinema finanziamenti ad attività ed iniziative di promozione cinematografica ed audiovisiva

    Bando cinema finanziamenti attività ed iniziative di promozione cinematografica ed audiovisiva

    La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo ha recentemente pubblicato il Bando per la concessione di finanziamenti a progetti e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva.

    Il bando, che fa riferimento all’articolo 27 della legge n. 220 del 2016, prevede uno stanziamento di 11,6 milioni di euro

    Il bando cinema finanziamenti  sarà destinato principalmente alla realizzazione di festival, rassegne e premi di rilevanza nazionale, con un budget di 7 milioni di euro.

    Altri 3,1 milioni di euro saranno destinati a sostenere lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia, la promozione dell’industria a livello internazionale e l’immagine turistica dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo.

    Infine, 1,5 milioni di euro saranno destinati alle attività di acquisizione, conservazione, catalogazione, restauro, studio, ricerca, fruizione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo svolte dalle cineteche.

    Chi sono i beneficiari?

    Le richieste di contributo per il bando cinema possono essere presentate da soggetti rappresentanti d’impresa, enti pubblici e privati, fondazioni, comitati e associazioni culturali e di categoria aventi come finalità statutaria o attività principale la promozione del cinema e dell’audiovisivo in Italia e all’estero, nonché università ed enti di ricerca, istituti dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

    I soggetti richiedenti, a pena di inammissibilità, devono:

    a) avere sede legale nello Spazio economico europeo;
    b) essere fiscalmente residenti in Italia al momento dell’erogazione del contributo;
    c) essere in possesso di codice fiscale o partita IVA;
    d) attestare, in forma di autocertificazione o di autodichiarazione, il possesso dei requisiti;
    e) essere dotati di indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e di firma digitale;
    f) essere in regola con gli adempimenti relativi a eventuali contributi assegnati negli ultimi tre anni ai sensi della legge n. 220 del 2016.

    A quanto ammonta il contributo per il bando cinema?

    Il contributo previsto dal bando cinema è di entità non inferiore ad euro 10.000 e nella misura massima dell’80% dei costi ammissibili dichiarati a preventivo.

    Il contributo assegnato non può in ogni caso eccedere il disavanzo, inteso come differenza fra costi complessivi e fonti di copertura.

    L’entità del contributo è determinata dagli esperti sulla base del punteggio assegnato in relazione ai criteri e ai sotto-criteri previsti dal Bando.

    Ai fini dell’erogazione del contributo concesso, ovvero del saldo in caso di concessione dell’acconto, i soggetti beneficiari devono presentare, a pena di inammissibilità, entro 120 giorni dalla conclusione del progetto, la cui data è indicata nella domanda di contributo e secondo le modalità indicate nella piattaforma. Le iniziative per le quali si richiede il contributo devono essere realizzate nel periodo fra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023. E’ prevista una valutazione a punteggio.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando cinema prevede una serie di costi ammissibili per i progetti di sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva. Tra questi rientrano:

    • Logistica: affitto e allestimento degli spazi, compresi i costi amministrativi e quelli legati alla salute, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale
    • Utilizzo delle opere audiovisive protette dal diritto d’autore o da diritti di proprietà intellettuale
    • Innovazione tecnologica, compresi software e apparecchiature digitali direttamente legati all’iniziativa
    • Promozione e pubblicità dell’iniziativa
    • Personale impiegato nella realizzazione dell’iniziativa e prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto
    • Ospitalità, limitata ai costi strettamente collegati all’iniziativa e autorizzati dal rappresentante legale dell’ente
    • Attività di docenza
    • Spese generali e di gestione, fino al 20% del costo complessivo, compresi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta.

     

    Costi ammissibili per la realizzazione di festival, rassegne e premi cinematografici e audiovisivi.

    • Logistica: affitto e allestimento degli spazi, ivi inclusi i costi relativi alle autorizzazioni o concessioni amministrative nonché le spese derivanti dall’applicazione dei protocolli sanitari e di sicurezza obbligatori e di sostenibilità ambientale;
    • Utilizzo delle opere audiovisive protette dal diritto d’autore ovvero da diritti di proprietà intellettuale;
    • Innovazione tecnologica e valorizzazione dei luoghi e degli spazi di fruizione;
    • Promozione e pubblicità dell’iniziativa;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dell’iniziativa e prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto, purché e nella misura in cui siano direttamente imputabili all’iniziativa medesima;
    • Ospitalità, relativi alle delegazioni artistiche, giuria, artisti, giornalisti, critici, personalità e operatori del settore, direttore artistico o suoi delegati;
    • Attività di docenza;
    • Spese generali e di gestione; tali costi sono ammissibili fino ad un limite massimo del 20% del costo complessivo, inclusi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie finalizzate alla realizzazione dell’iniziativa, maturati entro e non oltre 120 giorni dalla conclusione del progetto;
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi del DPR 633/1972 e successive modifiche.

     

    Ecco l’elenco dei costi ammissibili per le attività delle cineteche:

    • Conservazione, catalogazione, restauro
    • Acquisizione delle opere
    • Fruizione e valorizzazione del materiale restaurato
    • Spese per attività di studio e ricerca
    • Costi relativi al personale direttamente impiegato nella realizzazione del progetto e alle prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto, purché e nella misura in cui siano direttamente imputabili al progetto medesimo
    • Spese generali e di gestione, ammissibili fino ad un limite massimo del 20% del costo complessivo, inclusi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie finalizzate alla realizzazione dell’iniziativa, maturati entro e non oltre 120 giorni dalla conclusione del progetto
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi del DPR 633/1972 e delle successive modifiche

    Quando e come presentare la domanda ?

    La richiesta di contributo per il bando cinema deve essere presentata utilizzando la piattaforma informatica DGCOL, disponibile sul sito www.cinema.cultura.gov.it a partire dal 27 aprile 2023 ed entro il termine del 16 maggio ore 23:59.

    Ti rendi conto di quanto sia importante, per un’impresa, sfruttare ogni possibilità offerta dalla finanza agevolata?

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  • Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    La finalità della misura promossa da Lombardia Fesr è quella di incentivare lo sviluppo delle PMI e delle Midcap, offrendo sostegno finanziario alle proposte progettuali finalizzate alla crescita, alla flessibilità e all’organizzazione aziendale.

    In particolare, si promuove il potenziamento della resilienza dell’azienda a eventuali difficoltà interne ed esterne, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

    Il bando fa parte degli investimenti regionali della Lombardia, utilizzando le risorse del LOMBARDIA Fesr 2021-2027. In questo modo, le imprese hanno l’opportunità di investire nella propria espansione e competitività sul mercato.

    Le risorse stanziate per questo bando corrispondono a € 115.000.000 divise in due distinti plafond: € 69.000.000 sul Fondo di Garanzia e € 46.000.000 per la quota a fondo perduto.

    Chi sono i beneficiari?

    L’agevolazione Lombardia Fesr è riservata alle PMI e alle MidCap che risultano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, e che hanno depositato almeno 2 bilanci al momento della richiesta.

    Inoltre, per poter usufruire dell’intervento, l’azienda deve avere una sede operativa in Lombardia e rientrare nella classificazione da 1 a 10 secondo la metodologia di Credit Scoring su dati storici del Modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.

    Sono escluse dall’agevolazione prevista da Lombardia Fesr le imprese che operano nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia ai sensi della L.r. 31/2008 art. 13 bis, le imprese di magazzinaggio e trasporto, le attività finanziarie e assicurative, le grandi strutture di vendita e le imprese che operano nella fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Se, quindi, la tua impresa non fa parte dei settori esclusi, continua a leggere per scoprire cosa finanzia!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Lombardia Fesr prevede spese ammissibili, escluse le imposte sul valore aggiunto, che comprendono i seguenti tipi di costi che devono essere funzionali e connessi al progetto di investimento:

    • l’acquisto e l’installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature, hardware e mobili necessari per raggiungere gli obiettivi del progetto;
    • l’acquisto di software, licenze d’uso software e costi per servizi software cloud e saas simili per non oltre 12 mesi di servizio;
    • l’acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    • lavori edili, bonifiche e impiantistica strettamente connesse e funzionali all’installazione dei beni di cui alla voce a), limitatamente al 20% di tali spese.

     

    Gli interventi devono essere effettuati esclusivamente nella sede operativa del soggetto richiedente situata in Lombardia. Nel caso in cui ci siano più sedi operative in Lombardia, il richiedente dovrà selezionarne una sola e indicarla nella domanda. Per le MidCap che scelgono il regime di aiuto ex art. 14 del Regolamento GBER, l’intervento può consistere in un investimento in beni materiali e immateriali per un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento. L’investimento e le relative spese devono essere rendicontate entro 15 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto di concessione dell’agevolazione.

    Non saranno ammessi progetti di smantellamento o costruzione di centrali nucleari, investimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti derivati, investimenti in infrastrutture aeroportuali e in attività di smaltimento dei rifiuti in discariche, ad eccezione della dismissione, riconversione o messa in sicurezza delle discariche esistenti.

    Gli investimenti destinati ad aumentare la capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui sono esclusi, tranne gli investimenti in tecnologie per il recupero di materiali ai fini dell’economia circolare. 

    A quanto ammonta l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal bando Lombardia Fesr consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale sull’investimento e unagaranzia regionale gratuita su un finanziamento a medio-lungo termine erogato dai Soggetti Finanziatori per ottenere le risorse finanziarie necessarie per l’investimento.

    Il contributo massimo concesso previsto da Lombardia Fesr rivolto alle imprese dipende dall’area di riferimento e dal tipo di impresa.

    • Per le PMI, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili per le domande presentate a valere sull’Area 1 tramite il Regolamento de minimis o l’art. 17 del Regolamento GBER.
    • Per le MidCap, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili nel limite del plafond de minimis dell’impresa.

     

    Per le domande presentate a valere sull’Area 2, il contributo massimo varia dal 10% al 30% delle spese ammissibili in base alla zona individuata.

    Il finanziamento massimo concesso è di €2.850.000 e la durata varia da un minimo di 6 semestri a un massimo di 12 semestri, incluso l’eventuale preammortamento. Il tasso di interesse nominale annuo finale è determinato in seguito ad apposita istruttoria economico-finanziaria in funzione del livello di rischio assegnato al Soggetto richiedente dal Soggetto finanziatore.

    La Garanzia è rilasciata da Regione Lombardia a favore dei Soggetti finanziatori e nell’interesse dei Soggetti beneficiari. L’importo minimo dell’investimento è di €100.000 e l’importo massimo agevolabile (finanziamento assistito da garanzia e contributo) è pari ad €3 milioni. I massimali sono tali anche nel caso in cui venga presentato un investimento di valore superiore. La Garanzia è prestata a titolo gratuito e si intende diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile a prima richiesta.

    Quando e dove è possibile presentare la domanda?

    Le domande per il bando Lombardia Fesr dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura Bandi Online e dovranno essere corredate dalla delibera di finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore scelto. La domanda di partecipazione al bando, corredata dalla delibera di Finanziamento di un Soggetto finanziatore, può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it a partire dalle ore 10:30 del 13 giugno 2023.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

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  • Bando Nuova Impresa Lombardia

    Cos’è il bando nuova impresa?

    Anche quest’anno Unioncamere Lombardia vuole sostenere l’autoimprenditorialità attraverso l’emanazione del Bando Nuova Impresa.

    L’obiettivo del bando, in continuità con le precedenti edizioni, è quello di erogare un contributo a fondo perduto, per sostenere le spese connesse alla creazione delle nuove imprese.

    Il target di riferimento sono le MPMI e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, i quali potranno presentare domanda di agevolazione fino al 28 marzo 2024.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando nuova impresa prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di €10.000.

    La dotazione finanziaria è pari a € 2.100.300,00.

    I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro. Ogni impresa o professionista (come indentificati dal codice fiscale) può presentare per il bando nuova impresa una sola domanda di agevolazione. L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, con un minimo di spese in conto capitale pari al 50% del totale.

    Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale.

    bando nuova impresa lombardia
    Bando Nuova Impresa Lombardia 2023

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando nuova impresa si rivolge a due tipologie di soggetti di seguito meglio specificati:

    • MPMI che hanno aperto una nuova impresa (sede legale e operativa) in Lombardia,
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2023 e che sono in regola con
      l’iscrizione al Registro delle imprese e risultano attive. L’impresa deve essere iscritta e attiva
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e con partita IVA attribuita nel termine massimo di dodici
      mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese Non si considera nuova impresa l’attivazione di una nuova
      sede operativa sul territorio lombardo da parte di imprese già esistenti;
    • Lavoratori autonomi con partita iva individuale non iscritti al Registro delle Imprese e che hanno la partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate attiva a decorrere dal 1° gennaio 2023 ed entro il 31 dicembre 2023 e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Indipendentemente dal codice ATECO, il bando nuova impresa individua fra i soggetti beneficiari anchele nuove imprese iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia.

    Sono escluse le MPMI e i lavoratori autonomi che abbiano codice Ateco primario o prevalente, risultante dalla visura camerale ovvero dall’Anagrafe Tributaria, ricompreso nella sezione A (Agricoltura, silvicoltura e pesca) e K (Attività finanziarie ed assicurative) della classificazione Ateco 2007 e altresì quelli che svolgono attività primaria o prevalente di cui ai seguenti codici ATECO:

    • 47.78.94 commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop);
    • 92.00 attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco;
    • 92.00.02 gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a
      gettone;
    • 92.00.09 altre attività connesse con le lotterie e le scommesse;
    • 96.04.1 servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali).

    In attuazione della l.r. 8/2013 sono escluse dal bando nuova impresa coloro i quali detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.

    Il bando nuova impresa  non ammette fra i soggetti beneficiari coloro i quali sono in rapporto di collegamento, controllo e/o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando nuova impresa prevede due categorie di spesa. 

    1) Spesa in conto capitale:

    • Acquisto di beni strumentali/macchinari/attrezzature/arredi nuovi, incluse le spese per il
      montaggio/trasporto/manodopera e realizzazione di strutture, anche in muratura,
      strettamente collegate. Le spese devono riguardare esclusivamente beni durevoli, non di
      consumo e strettamente funzionali all’attività svolta (non sono ammessi gli autoveicoli);
    • Acquisto di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto;
    • Acquisto di hardware (sono escluse le spese per smartphone e cellulari);
    • Registrazione e sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità.

    2) Spesa in conto corrente:

    • Onorari notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa (al netto di tasse, imposte, diritti e
      bolli anticipate dal notaio/consulente);
    • Onorari per prestazioni e consulenze relative all’avvio d’impresa
    • Contabilità e fiscalità;
    • Spese relative alle consulenze specialistiche legate alla registrazione allo sviluppo di marchi e brevetti, nonché per le certificazioni di qualità di cui alla relativa voce di spesa in conto capitale;
    • Canoni di locazione della sede legale e operativa della nuova impresa;
    • Sviluppo di un piano di comunicazione (progettazione del logo aziendale, progettazione e
      realizzazione sito internet, registrazione del dominio, progettazione piano di lancio dell’attività) e strumenti di comunicazione e promozione (es. messaggi pubblicitari su radio, TV, cartellonistica, social network, banner su siti di terzi, Google Ads, spese per materiali
      pubblicitari, etc).
    • Spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7%

    Come e quando è possibile presentare la domanda di agevolazione?

    Le domande di partecipazione per il bando nuova impresa devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 14.00 del 27 Aprile 2023 fino alle ore 12.00 del 28 Marzo 2024. Le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito www.unioncamerelombardia.it nell’apposita sezione “Bandi e contributi alle imprese”.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

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  • TOCC: Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi

    Bando TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi: cos’è?

    Nell’ambito della Missione 1 del PNRR, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato l’Avviso Pubblico TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi che ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente e del clima” – Azione B2, finanziato con 20 milioni di euro

    Il bando, in linea con gli obiettivi programmatici del Next Generation Ue e con il principio di “non arrecare un danno significativo” (DNSH) agli obiettivi ambientali, è volto ad incoraggiare e promuovere un approccio green e sostenibile lungo tutta la filiera culturale e creativa, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto a soggetti che, a vario titolo, animano i settori le cui attività si basano su valori culturali es espressioni artistiche creative.

    Vediamo chi sono i beneficiari, quali sono i progetti ammissibili e come funziona!.

    TOCC – chi sono i beneficiari?

    Possono richiedere i contributi a fondo perduto TOCC i seguenti soggetti:

    1. le micro e piccole imprese, in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le società cooperative di cui all’art. 2511 e seguenti del codice civile; 
    2. le associazioni riconosciute e non riconosciute; 
    3. le fondazioni
    4. le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit;
    5. gli Enti del Terzo settore di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 117/2017 e ss.mm.ii

     

    I soggetti richiedenti devono essere già costituiti alla data del 31 dicembre 2021 e devono svolgere la propria attività, orientata o meno al mercato, nei seguenti ambiti culturali e creativi:

    1. Musica
    2. Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia); 
    3. Moda;
    4. Architettura e Design
    5. Arti visive (inclusa fotografia); 
    6. Spettacolo dal vivo e Festival
    7. Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei); 
    8. Artigianato artistico
    9. Editoria, libri e letteratura
    10. Area interdisciplinare (relativo ai soggetti che operano in più di un ambito di intervento tra quelli elencati).
    Transizione ecologica organismi culturali e creativi
    Didascalia lorem ipsum dolor sit, 2021

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    Per beneficiare dell’agevolazione TOCC, è necessario presentare progetti volti alla realizzazione di:

    1. attività, progetti o prodotti improntati sull’eco-design e sulla sostenibilità, anche finalizzati alla sensibilizzazione del pubblico verso tematiche ambientali;
    2. strumenti e soluzioni per la realizzazione di eventi, attività e servizi culturali a basso impatto ambientale
    3. azioni di pianificazione strategica, organizzativa ed operativa per la redazione e attuazione di piani di sviluppo di governance e di misurazione degli impatti ambientali, ivi compresi programmi di efficienza energetica; 
    4. prodotti culturali con una forte componente educativa e didattica finalizzati alla sensibilizzazione del rispetto dell’ambiente
    5. attività di sviluppo e prototipazione sperimentale, finalizzate all’ecodesign dei prodotti e al recupero, riuso, riciclo di prodotti.
     

    I progetti proposti devono essere conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e devono concorrere al raggiungimento degli scopi del Green Deal europeo e alla transizione ecologica, coniugando design e sostenibilità, sensibilizzando e diffondendo consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera culturale e creativa.

     

    I contributi possono essere utilizzati a parziale copertura delle seguenti spese:

    1. impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili di ultima generazione, a basso impatto ambientale e finalizzati all’utilizzo del ciclo produttivo green. 
    2. servizi specialistici e beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al progetto da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa;
    3. opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile, per l’adeguamento alle condizioni necessarie alla realizzazione dell’investimento proposto e finanziato, delle unità locali dei soggetti realizzatori.
    4. capitale circolante, fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile e, a tal riguardo, nello specifico:
      • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti connessi al processo produttivo, purché strettamente funzionali al progetto finanziato e a basso impatto ambientale;
      • utenze relative all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • canoni di locazione relativi all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • prestazioni di servizi strettamente funzionali al progetto finanziato non rientranti direttamente nelle spese per servizi specialistici di cui al comma 1 lett. b), ma comunque connessi ad esigenze derivanti dalla realizzazione del progetto; e. nuovo personale assunto per il progetto finanziato, che non benefici di altre agevolazioni.

     

    L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un costo ammissibile solo se questa non sia recuperabile.

    Qual è l’entità del contributo e come fare domanda?

    Le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto e nella misura massima dell’80% del progetto di spesa ammissibile e, comunque, per un importo massimo pari a euro 75.000

    I progetti proposti possono avere un valore massimo di euro 100.000, dovranno avere durata massima pari a 18 mesi e dovranno in ogni caso concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

    I soggetti in linea con i requisiti dell’Avviso Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi, potranno presentare domande esclusivamente su Invitalia,  a partire dalle ore 12:00 dell’11 maggio 2023 ed entro e non oltre le ore 18:00 del 12 luglio 2023.

     

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  • Bonus export digitale: fondo perduto settore manifatturiero

    Bonus export digitale

    Il Bonus Export Digitale è una misura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE, volto a sostenere le microimprese nella loro attività di internazionalizzazione attraverso la digitalizzazione. 

    La Convenzione MAECI-ICE per la promozione del Made in Italy prevede il supporto alla digitalizzazione delle PMI per consolidare le attività di export e internazionalizzazione. 

    L’agevolazione prevede la concessione di contributi sotto forma di bonus per promuovere l’esportazione e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese manifatturiere attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali per l’export. Questa disposizione prevede un finanziamento di 30 milioni di euro dal bilancio di ICE per supportare questa iniziativa.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo che può essere richiesto dalle micro, piccole e medie imprese manifatturiere, nonché dalle reti e dai consorzi di tali imprese. Le reti e i consorzi devono essere composti da almeno cinque imprese che soddisfano determinati requisiti. 

    Le imprese devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro, devono essere attive da almeno un anno, avere sede in Italia e operare nel settore manifatturiero primario.

    Tra le principali attività manifatturiere (ATECO C dal 10.00.00 al 33) indichiamo:

    • Industrie alimentari
    • Industria del legno e dei mobili
    • Confezione di articoli di abbigliamento, di articoli in pelle e pelliccia
    • Fabbricazione di prodotti in metallo
    • Altre attività manifatturiere: gioielli, macchinari e apparecchiature, stampa, pelle, gomma, plastiche, chimici, elettronica, elettromedicali

     

    Devono inoltre essere in regola con le norme fiscali e di contribuzione, non avere già richiesto altri contributi pubblici e non aver beneficiato di aiuti de minimis che superino il limite massimo previsto.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo fornito sotto il regolamento de minimis per sostenere l’espansione internazionale attraverso soluzioni digitali offerte da fornitori specifici.

    Il contributo è concesso alle microimprese manifatturiere per un importo pari a €4.000 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €5.000,00.

    Inoltre, alle reti e ai consorzi composti da almeno cinque imprese, viene concesso un importo pari a €22.500 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €25.00. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori ai suddetti importi.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il Bonus Export Digitale prevede una serie di spese ammissibili per i soggetti beneficiari.

     Tra le spese coperte rientrano: 

    • la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile;
    • la creazione di sistemi di e-commerce automatizzati per la gestione degli articoli e il raccordo con i propri sistemi di Customer Relationship Management;
    • la realizzazione di servizi accessori all’e-commerce come smart payment, traduzioni, shooting fotografici, video making, web design e content strategy;
    • la definizione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale;
    • le spese per il digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione, tra cui campagne di promozione digitale, SEO, SEM, content marketing, lead generation e lead nurturing. Inoltre, sono ammissibili spese per servizi di CMS, di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano, e per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie.

     

    Non sono ammissibili, invece, le spese per l’acquisto generico di hardware, le spese per imposte, tasse e oneri sociali, le spese legali e notarili, le spese relative alle attività amministrative, aziendali o commerciali e i costi diretti relativi all’acquisizione o alla registrazione e alla tutela della proprietà intellettuale.

    Dove presentare la domanda?

    Per richiedere il Bonus per l’Export Digitale, è sufficiente compilare e inviare la domanda attraverso il sito web di INVITALIA. Dopo aver effettuato l’accesso con SPID al seguente indirizzo: https://sso-padigitale.invitalia.it/Account/Login, selezionare la misura “Bonus per l’Export Digitale” e seguire la procedura guidata.

    Inoltre, nella sezione “Presenta la domanda” sono disponibili i manuali guida per aiutare nella compilazione e invio della domanda. Il processo è rapido e semplice, richiedendo solo pochi minuti del tuo tempo.

     

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  • Bando Fiere Emilia Romagna: progetti di promozione dell’export e fiere

    Bando progetti di promozione e fiere Emilia Romagna

    Con il bando fiere Emilia Romagna,  si vogliono promuovere le piccole e medie imprese locali e la loro diversificazione di mercato, attraverso l’emissione di un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export e partecipazione ad eventi fieristici nel 2023. 

    L’obiettivo di questo provvedimento è di agevolare l’accesso delle imprese ai mercati esteri, aprendo nuovi canali di vendita e rinforzando la funzione del commercio estero all’interno delle aziende.

    L’iniziativa non solo promuoverà la crescita economica delle imprese e delle regioni coinvolte, ma creerà anche nuovi posti di lavoro e fornirà un contributo importante all’economia locale. Inoltre, questo progetto rappresenta un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole di acquisire una maggiore conoscenza e comprensione dei mercati esteri e delle loro esigenze, migliorando la loro capacità di competere globalmente.

    Per finanziare i progetti approvati sono stati stanziati € 7.000.000 per l’annualità 2023

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I beneficiari del bando fiere Emilia Romagna sono le imprese di micro, piccola e media dimensione e soggetti giuridici iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA), aventi sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna.

    I codici ATECO ammissibili primari o secondari sono:

    • C, D, E, F, G codice 47.78.31; 
    • J, M, N (divisione 82), Q, R, S codici 94.00.0; 94.99.00; 94.99.20.


    Il bando fiere Emilia Romagna prevede la partecipazione anche da parte di soggetti che non hanno sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna, purché si impegnino ad aprire l’unità operativa sul territorio regionale dopo la concessione del contributo. L’apertura deve avvenire entro 3 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione del contributo e sarà verificata in fase di rendicontazione del progetto. La mancata apertura comporterà la revoca totale del contributo concesso.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando fiere Emilia Romagna riguardano progetti per la partecipazione a una o più fiere internazionali svolte in paesi esteri o in Italia purché con qualifica internazionale. Le fiere possono essere sia in presenza, sia digitalizzate (fiere virtuali con partecipazione da remoto).

    È ammessa anche l’adesione a incontri d’affari (B2B) o eventi di promozione collettivi e di livello internazionale, organizzati da soggetti terzi con comprovata esperienza in ambito internazionale, in presenza o in formato virtuale.

    Gli interventi previsti dal bando firere Emilia Romagna devono essere eseguiti nell’arco del 2023 e riguardare esclusivamente l’unità produttiva/sede operativa del richiedente nella regione Emilia Romagna. Non sono ammissibili le attività che riguardano delocalizzazioni o trasferimenti di attività produttive provenienti da altri Stati membri o regioni italiane.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dal bando fiere Emilia Romagna deve essere di almeno €10.000 (IVA esclusa), mentre per i soggetti del settore cinematografico, culturale e musicale il minimo è di €5.000 (IVA esclusa). Al termine del progetto, le spese ammissibili devono essere pari ad almeno il 50% del costo originariamente approvato, pena la revoca del contributo.

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per le Fiere internazionali in presenza:

    • Affitto spazi;
    • Noleggio allestimento (incluse le spese di progettazione degli stand;
    • Gestione spazi;
    • Trasporto merci in esposizione e assicurazione delle stesse;
    • Ingaggio di hostess/interpreti.

     

    Per le Fiere Virtuali sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

    • Iscrizione alla fiera e ai relativi servizi;
    • Consulenze in campo digital;
    • Hosting;
    • Produzione di contenuti digitali;
    • Accordi onerosi con media partners;
    • Spese di spedizione dei campionari.

     

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per B2B ed eventi:

    • Adesione da parte del beneficiario del contributo a eventi promozionali;
    • Incontri di affari.

     

    Le voci di spesa ammissibili per B2B ed eventi sono le medesime elencate per le fiere internazionali. Per alcuni settori di attività sono previste ulteriori spese ammissibili.

     

    A quanto ammonta il contributo?

    Il contributo regionale del bando fiere Emilia Romagna sarà concesso a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ritenute ammissibili, per un importo non superiore a euro 25.000.

    L’importo del contributo può essere incrementato del 5%  nei casi in cui:

    • Si tratta di un’impresa a prevalente partecipazione femminile e/o giovanile;
    • Le sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, sono ubicate in zone montane;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate nelle aree dell’Emilia-Romagna comprese nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate , nelle aree interne dell’Emilia-Romagna;
    • Il fatturato annuo è pari o maggiore a 2 mln di €.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando fiere Emilia Romagna dovrà essere compilata ed inviata tramite l‘applicazione web Sfinge 2020 a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2023 fino alle ore 16.00 del 18 aprile 2023.
    Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

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  • Bandi Online Regione Lombardia – Agevola Credito – Bandi e Servizi Regione Lombardia

    Bando Agevola credito 2023

    La Regione Lombardia ha implementato un sistema di bandi online che offre numerosi servizi ai cittadini e alle imprese. Questi bandi promossi dalla Regione Lombardia sono progettati per agevolare l’accesso a finanziamenti e contributi, rendendo il processo di partecipazione più semplice e accessibile. 

    In questo articolo, esploreremo i vari aspetti dei bandi online e dei servizi correlati, fornendo informazioni dettagliate su come accedere, partecipare e monitorare le domande.

    Tra i bandi online regione Lombardia il bando Agevola credito 2023 eroga un contributo a fondo perduto in favore delle MPMI con sede legale e/o unità locale nei territori di competenza della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
    Sono previste due linee di intervento principali:

    • Intervento 1: l’abbattimento dei tassi d’interesse dei finanziamenti bancari e del costo della garanzia prestata dai Confidi per operazioni di investimento (1a), patrimonializzazione (1.b), consolidamento e ristrutturazione del debito (1c) e contributo a fondo perduto per la garanzia prestata dai Confidi.
    • Intervento 2: l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti erogati alle PMI direttamente dai Confidi.

    La dotazione finanziaria è così suddivisa:

    • per la misura 1: € 200.000
    • per la misura 2: € 50.000

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I soggetti beneficiari del bando Agevola credito 2023 sono tutte le imprese indipendentemente dal settore di appartenenza che al momento di presentazione della domanda risultino attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Non sono ammissibili le imprese che versano in condizioni di difficoltà come individuato dall’ art. 2 punto 18 del Regolamento 651/2014 della Commissione europea.

    Quali sono i programmi e le spese ammissibili?

    Sono agevolabili i finanziamenti destinati alla realizzazione dei seguenti programmi/operazioni:

    1) Investimenti 1a

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti sono:

    • avvio di attività imprenditoriale e acquisto di attività preesistente
    • realizzazione di progetti aziendali concernenti l’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa
    •  realizzazione di progetti aziendali innovativi 
    • incremento e/o miglioramento della capacità produttiva attraverso l’ammodernamento, l’ampliamento dei processi aziendali e delle strutture operative
    • realizzazione di percorsi di certificazione inerenti sia l’impresa che un prodotto specifico
    • incremento/implementazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza
    • al miglioramento organizzativo e gestionale attraverso l’adeguamento strumentale e tecnologico del sistema informativo.

    Le tipologie di spesa agevolabili per l’Intervento sono le seguenti:

    • acquisto/ristrutturazione di immobili (esclusi i terreni) e/o fabbricati solo se negli stessi si svolge l’attività dell’impresa o questa verrà svolta entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda. 
    • acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali 
    • acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software) 
    • spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda, all’erogazione di propri servizi web su Internet, all’attivazione di procedure di commercio elettronico tradizionale 
    • acquisizioni di marchi e brevetti e fee d’ingresso per franchising
    • acquisizioni di aziende o di rami d’azienda documentate da contratti di cessione, acquisizione di almeno il 70% di partecipazioni in aziende con attività connessa a quella dell’acquirente, avviamento se acquisito a titolo oneroso 
    • acquisti di automezzi per un importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa 
    • acquisto di scorte entro il limite massimo del 20% – 40% per le nuove imprese – dell’ammontare complessivo dell’investimento agevolato 
    • spese per consulenze specialistiche riferite ai programmi di investimenti oggetto dell’agevolazione nel limite del 30% delle stesse 
    • installazione impianti di allarme antintrusione, sorveglianza, ecc. 
    • acquisto di nuove strutture, impianti e attrezzature per la realizzazione di interventi di riduzione dell’impatto ambientale
    • spese per consulenze specialistiche riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone a società di capitali nel limite del 30% delle stesse
    • spese notarili riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone, a società di capitali
    • spese relative alla prototipazione
    • spese relative a pubblicità, promozione e partecipazioni a eventi fieristici

    2) Investimenti digitali

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti digitali sono:

    • adozione di tecnologie informatiche per la promozione e la vendita on line di prodotti e servizi (Mobile & Social eCommerce)
    • adozione di tecnologie informatiche che consentano di supportare i processi che coinvolgono partner esterni, anche attraverso tecnologie di cloud computing (Extended Enterprise)
    • adozione di soluzioni digitali innovative, che comprendano tecnologie e contenuti digitali, per la vendita e la promozione di prodotti e servizi (Dettaglio Digitale)
    • adozione di soluzioni telecontrollo riscaldamento, gestione scenari e più in generale energy management (Smart Building)
    • adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi caratteristici dell’azienda (Produzione digitale)
    • adozione di tecnologie finalizzate alla gestione di grandi quantità di dati direttamente in rete (Cloud)
    • adozione di tecnologie digitali a supporto della tracciabilità dei prodotti e tecnologie per la gestione automatizzata del magazzino
    • adozione di tecnologie IoT per i sistemi di produzione per migliorare la flessibilità, la capacità di interazione con l’operatore umano e la gestione in remoto di asset di valore (Smart and Digital Factories)
    • adozione di tecnologie che garantiscono sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi in cloud (Cybersicurezza e business continuity)
    • adozione di soluzioni IoT volte ad aumentare la sicurezza sul lavoro e negli spazi aperti al pubblico (Safety)
    • adozione di Sistemi informativi e gestionali es. ERP, MES, PLM SCM, CRM
    • adozione di tecnologie IoT finalizzate alla gestione ottimale delle risorse ambientali Smart Environment
    • adozione di tecnologie IoT finalizzati alla tracciabilità e la gestione delle produzioni e il monitoraggio agrometeorologico dell’ambiente di coltivazione (Agricoltura digitale)
    • adozione di servizi, strumenti e tecnologie ICT per gestire e valorizzare grandi quantità di dati (Big Data)
    • adozione di tecnologie per l’utilizzo di apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality (Dispositivi wearable)
    • adozione di tecnologie per applicazioni che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici (Artificial intelligence & machine learning)

     

    Le tipologie di spesa agevolabili previste dal bando Agevola credito sono:

    • Acquisti di Software di sistema e software applicativo e licenze software
    • Acquisti di infrastrutture abilitanti: Hardware, PC, Server, macchine virtuali; stampanti 3D
    • Acquisti di Infrastrutture, apparecchiature e servizi per protezione dati
    • Acquisti di apparecchiature di rilevamento dati per i dispositivi della rete elettrica
    • Investimenti in implementazione di strutture sensoristiche per sviluppare l’IoT sia nel settore della manifattura che in quello dei servizi es. linea di produzione, retail digitale (vetrine digitali, scaffali virtuali, digital mirror) etc.
    • Acquisto di dispositivi di realtà aumentata e virtual reality
    • Realizzazione di APP funzionali ad altre infrastrutture funzionali al BtoB.

    3) Patrimonializzazione e altri interventi

    Sono ammissibili tre tipi di operazioni di patrimonializzazione:

    • Aumento di capitale sociale
    • Versamento soci in conto capitale
    • Finanziamento soci

     

    Per quanto riguarda gli altri due interventi, invece:

    Intervento 1c Operazioni di consolidamento e ristrutturazione del debito:

    Sono ammissibili le operazioni di razionalizzazione e consolidamento del debito effettuate tramite i Confidi convenzionati, finalizzate a migliorare l’esposizione debitoria dell’impresa. I finanziamenti non devono essere stati precedentemente oggetto di agevolazioni.

    Intervento 2 Finanziamenti erogati direttamente dai confidi:

    Sono agevolabili le spese di:

    • investimento;
    • liquidità.

    Le domande di contributo devono essere presentate, al massimo, entro 3 mesi dalla data del finanziamento.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando Agevola credito 2023 stabilisce che:

    1. Rispetto all’obiettivo del finanziamento in corso, è possibile presentare domanda per un contributo per l’abbattimento dei tassi di interesse a partire dal 2,5% fino all’abbattimento totale, tranne casi particolari (3% per investimenti delle startup ovvero imprese con meno di due anni di iscrizione al Registro Imprese) fino al 4% per la patrimonializzazione (4,5% per le startup) nei limiti minimi e massimi indicati nel bando;
    2. Un contributo fino ad un massimo di 3.000 €, fino al 50% del costo della garanzia del Confidi, per le operazioni di cui all’Intervento 1
    3. Un contributo complessivo unico fino al massimo di 12.000 € sul costo della garanzia e per l’abbattimento dei tassi di interesse del finanziamento.

     

    Ogni impresa partecipante al bando Agevola credito 2023 può beneficiare di un contributo massimo complessivo pari a 12.000 euro – dato dalla somma dei contributi a fondo perduto per l’abbattimento del tasso di interesse e per la riduzione del costo della garanzia. Nel caso un’impresa presenti, a fronte di finanziamenti agevolabili diversi, più domande di contributo la somma dei contributi erogabili alla medesima impresa non potrà superare l’ammontare massimo di 12.000 euro.

    Prima della presentazione della domanda per Agevola credito 2023 le imprese interessate devono avere effettuato preliminarmente il test di autovalutazione economico finanziaria partecipando ad almeno un incontro con gli esperti della Camera di Commercio di Milano Lodi Monza Brianza.

    Quando è possibile presentare la domanda??

    E’ possibile presentare domanda di contributo per il bando Agevola credito 2023, a partire dalle ore 10.00 del 20 Febbraio 2023. Il Bando è sempre aperto, salvo esaurimento delle risorse (l’esaurimento delle risorse come pure l’eventuale chiusura del bando verranno pubblicati sulla pagina web della camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi dedicata al Bando https://www.milomb.camcom.it/contributi-e-finanziamenti-credito). Le domande di contributo potranno essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it 

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    Quali sono i servizi disponibili per bandi online in Lombardia?

     Esistono una vasta gamma di bandi online, che spaziano da finanziamenti per progetti imprenditoriali a contributi per iniziative culturali e sociali. I bandi promossi dalla Regione Lombardia sono suddivisi in diverse categorie, tra cui quelli destinati a piccole e medie imprese, progetti di innovazione tecnologica, e iniziative per la sostenibilità ambientale. Ogni bando ha specifici obiettivi e requisiti, rendendo fondamentale per i cittadini e le imprese informarsi sui dettagli di ciascuna opportunità. Inoltre, i bandi online sono progettati per essere facilmente accessibili, consentendo agli utenti di presentare online le domande in modo rapido e intuitivo.

     

    Come accedere ai servizi di bandi online?

    Per accedere ai servizi di bandi online offerti nel territorio lombardo, è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata. La registrazione è un passo fondamentale per poter presentare online le domande di partecipazione. Una volta completata la registrazione, gli utenti possono navigare tra i vari bandi disponibili, consultare le informazioni necessarie e preparare la documentazione richiesta. La piattaforma è progettata per essere user-friendly, facilitando l’accesso ai servizi e permettendo agli utenti di rimanere aggiornati sulle nuove opportunità di finanziamento per i bandi promossi dalla Regione Lombardia.

     

    Quali sono i requisiti necessari per partecipare ai bandi?

    La partecipazione ai bandi online è soggetta a requisiti specifici, che possono variare a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario essere un cittadino o un’impresa registrata in Lombardia. Inoltre, per alcuni bandi è richiesto di dimostrare la capacità di realizzare il progetto proposto e di fornire informazioni dettagliate sul piano di finanziamento. È fondamentale leggere attentamente i requisiti di ciascun bando, poiché la mancata conformità può comportare l’esclusione dalla selezione: le istituzioni si impegnano a garantire che i bandi siano accessibili a tutti coloro che soddisfano i criteri stabiliti.

    Come ottenere informazioni sui bandi online della Regione Lombardia? Dove trovare informazioni aggiornate sui bandi?

    Per ottenere informazioni aggiornate sui bandi online, gli utenti possono visitare il sito ufficiale della Regione Lombardia, dove vengono pubblicati regolarmente avvisi e aggiornamenti sui bandi e servizi disponibili. La piattaforma offre anche una sezione dedicata alle FAQ, dove è possibile trovare risposte alle domande più comuni riguardanti la partecipazione ai bandi. Inoltre, è consigliabile iscriversi alla newsletter della Regione per ricevere notifiche dirette sulle nuove opportunità di finanziamento e sui bandi promossi.

     

    Quali sono le fonti ufficiali di informazione?

    Le fonti ufficiali di informazione sui bandi online includono il sito web della Regione, i portali dedicati ai bandi e i canali social ufficiali. Queste fonti forniscono informazioni dettagliate sui bandi, inclusi i requisiti, le scadenze e le modalità di presentazione delle domande. È importante fare riferimento solo a fonti ufficiali per evitare informazioni errate o fuorvianti. Inoltre, la Regione Lombardia offre anche eventi informativi e webinar per approfondire le opportunità di finanziamento disponibili.

     

    Come contattare il servizio di assistenza per informazioni?

    Per qualsiasi domanda o chiarimento riguardante i bandi online, gli utenti possono contattare il servizio di assistenza della Regione Lombardia. Questo servizio è disponibile tramite email, telefono e chat online, offrendo supporto diretto agli utenti. È consigliabile preparare in anticipo le domande specifiche per ottenere risposte più rapide ed efficaci. Il servizio di assistenza è un’importante risorsa per coloro che desiderano avere maggiori informazioni sui bandi e sui requisiti necessari per la partecipazione.

     

    Quali allegati sono necessari per la partecipazione ai bandi online?

    Documentazione richiesta per la presentazione delle domande

    La documentazione richiesta per la presentazione delle domande di partecipazione ai bandi online varia a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario fornire documenti che attestino l’identità del richiedente, la registrazione dell’impresa, e una descrizione dettagliata del progetto proposto. Inoltre, potrebbero essere richiesti documenti finanziari, come bilanci e piani di investimento, per dimostrare la sostenibilità economica del progetto. È fondamentale preparare tutta la documentazione in modo accurato e completo per evitare ritardi o esclusioni dalla selezione.

     

    Come preparare gli allegati in formato digitale?

    Preparare gli allegati in formato digitale è un passaggio cruciale per la presentazione delle domande online. Gli utenti devono assicurarsi che i documenti siano in formati accettati dalla piattaforma, come PDF o JPEG, e che siano di alta qualità per garantire la leggibilità. È consigliabile organizzare i documenti in cartelle chiare e denominarli in modo appropriato per facilitare il caricamento. Inoltre, è utile verificare che tutti i file siano completi e corretti prima di procedere con la presentazione online delle domande di partecipazione.

     

    Scadenze per la presentazione degli allegati

    Ogni bando online ha scadenze specifiche per la presentazione degli allegati. È fondamentale tenere traccia di queste scadenze per garantire che la domanda venga presentata in tempo utile. La Regione Lombardia pubblica le date di scadenza sul proprio sito web, e gli utenti sono incoraggiati a pianificare in anticipo per evitare di perdere opportunità di finanziamento. In caso di ritardi, è possibile che la domanda venga esclusa, quindi è importante rispettare le tempistiche indicate.

     

    Quali sono i vantaggi dei bandi online rispetto ai bandi tradizionali?

    1) Facilità di accesso e partecipazione

    I bandi online offrono numerosi vantaggi rispetto ai bandi tradizionali, in particolare per quanto riguarda la facilità di accesso e partecipazione. Gli utenti possono accedere alla piattaforma da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, eliminando la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici della Regione Lombardia. Questo approccio digitale consente di presentare online le domande in modo rapido e senza complicazioni, rendendo il processo molto più efficiente per i cittadini e le imprese.

    2)Risparmio di tempo e risorse

    Un altro vantaggio significativo dei bandi online è il risparmio di tempo e risorse. La possibilità di compilare e inviare la domanda direttamente online riduce notevolmente i tempi di attesa e le spese associate alla stampa e alla spedizione dei documenti. Inoltre, gli utenti possono monitorare lo stato della propria domanda in tempo reale, evitando ulteriori spostamenti e comunicazioni cartacee. Questo approccio moderno e snello contribuisce a rendere il processo di partecipazione ai bandi più sostenibile e accessibile.

    3)Maggiore trasparenza e tracciabilità

    I bandi online garantiscono anche una maggiore trasparenza e tracciabilità rispetto ai bandi tradizionali. Gli utenti possono facilmente accedere a informazioni dettagliate sui criteri di selezione, le tempistiche di risposta e le modalità di finanziamento. Inoltre, la possibilità di monitorare lo stato della propria domanda consente agli utenti di essere sempre informati sull’andamento della propria richiesta. Questa trasparenza è fondamentale per costruire fiducia tra la Regione Lombardia e i cittadini, assicurando che il processo di assegnazione dei finanziamenti sia equo e aperto.

     

    Come seguire l’andamento della propria domanda per i bandi online?

    Strumenti per monitorare lo stato della domanda

    La Regione Lombardia offre diversi strumenti per monitorare lo stato della domanda per i bandi online. Gli utenti possono accedere alla propria area personale sulla piattaforma, dove è possibile visualizzare tutte le domande presentate e il loro stato attuale. Questo sistema di tracciamento consente agli utenti di rimanere aggiornati e di intervenire tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o altre comunicazioni da parte della Regione.

    Tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia

    Le tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia possono variare a seconda del tipo di bando e del numero di domande ricevute. In generale, la Regione si impegna a fornire risposte tempestive, ma è importante che gli utenti siano pazienti e comprendano che i processi di valutazione possono richiedere tempo. Gli utenti possono consultare le informazioni sulle tempistiche di risposta direttamente sulla piattaforma, dove vengono pubblicati aggiornamenti regolari.

    Come gestire eventuali richieste di integrazione documentale?

    In caso di richieste di integrazione documentale, è fondamentale rispondere prontamente e fornire i documenti richiesti nel formato e nei tempi indicati dalla Regione Lombardia. Gli utenti possono ricevere notifiche via email o attraverso la piattaforma stessa riguardo a eventuali mancanze nella documentazione. È consigliabile mantenere una comunicazione aperta con il servizio di assistenza per chiarire eventuali dubbi e garantire che la domanda possa essere completata con successo. La gestione efficace delle richieste di integrazione è essenziale per aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento desiderato.

     

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  • Bando CONneSSi 2023 Lombardia: contributo a fondo perduto fino al 50%

    Bando CONneSSI 2023: 2,5 milioni di euro alle MPMI

    La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti e canali digitali per la promozione di beni e servizi nelle micro, piccole e medie imprese, ha emanato il bando “CONneSSI – Contributi alle MPMI per lo sviluppo di strategie digitali per i mercati globali – Anno 2023”.

    Il bando prevede la concessione di contributi diretti alle MPMI finalizzate all’implementazione di corrette strategie di marketing online digitale all’interno di un panorama internazionale.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando CONneSSI 2023 sono le MPMI con sede legale e/o unità locale iscritta e attiva presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. La domanda di partecipazione è riservata a coloro i quali alla data del 01/07/2022 siano titolari di:

    • un sito internet multilingua (italiano più almeno una lingua straniera) attivo e pienamente operativo e di almeno uno dei seguenti canali digitali già attivi ed operativi:
      • un sito di e-commerce aziendale multilingua (italiano più almeno una lingua straniera);
      • una pagina aziendale/di prodotto su un marketplace internazionale;
      • una o più pagine social aziendali (es. Facebook, Instagram e Linkedin)

    Qualora l’esito di assegnazione contributi risulti positivo, il soggetto beneficiario dovrà contestualmente partecipare al corso di formazione sulle tematiche digitali organizzato da Promos Italia.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando CONneSSI 2023 eroga un contributo a fondo perduto del valore massimo di 10.000 euro a fronte di un investimento minimo di spesa pari a 5.000 euro.

    I fornitori abilitati a erogare i servizi ammissibili possono essere:

    • imprese, fondazioni, enti operanti nel campo del digital marketing e della consulenza, attive ed iscritte alla CCIAA di propria competenza in data non successiva al 31/12/2019;
    • liberi professionisti titolari di Partita Iva, almeno dal 31/12/2019;
    • Camere di Commercio Italiane all’estero, se ufficialmente riconosciute da Assocamerestero

    Quali sono le attività e spese ammissibili?

    Il bando CONneSSI 2023 prevede lo sviluppo di una serie di attività che puntano all’espansione del business sui mercati internazionali realizzati con strumenti e servizi digitali.

    Sono considerate ammissibili le seguenti attività:

    • attività di digital marketing (Content e Social Media marketing, Display Advertising, E-mail marketing, Couponing);
    • campagne di promozione su motori di ricerca, marketplace o piattaforme social;
    • attività di SEO E SEM;
    • live streaming ecommerce attività di vendita online in occasione di dirette streaming) sui canali online (quali ad es. Instagram, Facebook, Amazon Live, Taobao Live, WeChat, Lazada, etc…);

     

    Sono considerate ammissibili le attività e le corrispondenti spese, al netto dell’IVA, realizzate e interamente pagate nel periodo che decorre dalla data di apertura del bando, fino al termine previsto per la realizzazione delle stesse (max 240 gg dalla determina di concessione).

    Come posso presentare la domanda di partecipazione?

    Il bando CONneSSI 2023 ha stabilito come termine iniziale di presentazione delle domande il giorno 31 Gennaio 2023 a partire dalle ore 10.00 fino alle 14.00 del 16 Marzo 2023

    Le domande di contributo possono essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it, a cui le imprese possono accedere con SPID, CNS, CIE, o attraverso le proprie credenziali (username e password) se già richieste con  prima del 28 febbraio 2021.

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