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  • Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 promosso da MiSE e Invitalia

    Grazie al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019, è possibile ottenere finanziamenti agevolati e garanzie per investimenti di efficientamento energetico su immobili, impianti e processi produttivi.

    Il Fondo, di natura rotativa, ha infatti la finalità di sostenere interventi che possano garantire il raggiungimento dei target nazionali di efficienza energetica, riuscendo a mobilitare, proprio grazie a tale strumento, maggiori risorse private in questo settore.

    A questo scopo, con i suoi 310 milioni di dotazione finanziaria al 2020, si prevede che il Fondo possa mobilitare un volume di investimenti di oltre 1.7 miliardi di euro, grazie al quale generare un utilizzo più razionale dell’energia e una riduzione delle emissioni climalteranti.

    Chi può partecipare al bando Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 e come funziona

    Possono accedere al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 quasi tutte le imprese (in forma singola o associata/aggregata), le ESCo (Energy Service Company) e anche le Pubbliche Amministrazioni. Per tutte le imprese, tra gli altri requisiti, è necessario che siano costituite da almeno 2 anni e iscritte al .

    Sono previste esclusioni solo per i settori della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria dei prodotti agricoli o della loro trasformazione e commercializzazione, e per alcuni casi specifici.

    Il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 permetterà una riduzione dei costi di accesso al credito ed è articolato in due sezioni.

    La prima, che comprende il 30% delle risorse annuali, è destinata alla concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, a coprire fino all’80% dei costi agevolabili, per importi da 150.000 a 2.500.000 euro; la seconda, invece, prevede l’erogazione di finanziamenti a un tasso agevolato dello 0.25%. E’ possibile richiedere sia la garanzia che il finanziamento.

    Per le imprese il finanziamento del Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019  può avere una durata massima di 10 anni e può arrivare a coprire fino al 70% dei costi agevolabili, per un importo compreso fra 250.000 euro e 4 milioni di euro. La richiesta di finanziamento può essere presentata presso tutti gli istituti bancari.

    E’ obbligatorio fornire con mezzi propri una copertura finanziaria minima del 15% dell’investimento. La buona notizia è che per le operazioni relative a questa “quota privata” è comunque possibile utilizzare il Fondo di Garanzia per le PMI (rispettando comunque i limiti di cumulabilità).

    Non solo fotovoltaico: cosa si può fare con il Fondo Nazionale Efficienza Energetica

    Le imprese con il Fondo Nazionale Efficienza energetica 2019 possono finanziare progetti di investimento che riguardino:

    • il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi;
    • la riqualificazione energetica degli edifici (ad es. fotovoltaico);
    • l’installazione o il potenziamento di impianti per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento.

    Per queste tipologie di progetto, le spese ammissibili sono quelle per:

    1.  consulenze (nella misura max del 10% delle spese ammissibili), con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici;
    2. impianti, macchinari e attrezzature quali le apparecchiature, gli impianti, nonché macchinari e attrezzature varie, solo se nuovi (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
    3. interventi sull’involucro edilizio comprensivi di opere murarie e assimilate, inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
    4. infrastrutture specifiche, comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto.

    Come presentare la domanda di partecipazione

    La domanda di presentazione per il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 va inviata direttamente online sulla piattaforma di Invitalia prima della data di inizio dei lavori, a partire dal 20 maggio 2019.

    Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla presentazione (salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti).

    Ottima opportunità, quindi, soprattutto considerando che queste agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre norme comunitarie, nazionali e regionali. Quali? Scoprilo con Trovabando!

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  • Decreto Crescita 2019: le novità

    Decreto Crescita 2019: le novità

    Il Decreto Crescita 2019 è stato convertito in legge: ecco alcuni dei maggiori vantaggi per le imprese.

    Decreto Crescita 2019: negli ultimi tempi se ne è sentito parlare molto, ma vediamo quali sono le novità introdotte dal Decreto legge 34/2019, convertito in legge n. 58 del 2019.

    Nel testo, in realtà sono previsti molti interventi finalizzati a stimolare la ripresa economica attraverso varie agevolazioni, incentivi e bonus fiscali.

    Vediamo insieme alcuni dei più interessanti per , ditte e liberi professionisti.

    Super ammortamento

    Questo incentivo, che era stato cancellato dalla Legge di Bilancio 2019, è stato ora reintrodotto. Prevede la possibilità di maggiorare del 30% il valore dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi acquisiti da titolari di reddito d’impresa o da esercenti arti e professioni.

    Sono valide le spese fino a 2,5 milioni di euro effettuate dal 1° aprile 2019 fino al 31 dicembre 2019 e, pagando un acconto del 20%, anche fino al 30 giugno 2020, ma sono esclusi i veicoli. 

    Modifiche alla Nuova Sabatini

    Anche rispetto a questa nota agevolazione, il Decreto Crescita ha introdotto alcune importanti novità.

    La prima consiste nell’innalzamento del tetto massimo del finanziamento che è possibile richiedere, portato da 2 a 4 milioni di euro, con la possibilità  di ricevere il beneficio in un’unica soluzione nel caso in cui il finanziamento richiesto sia di importo inferiore ai 100.000 euro.

    Le nuove modifiche riconoscono il sostegno anche a progetti di capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria e che abbiano intenzione di realizzare un programma di investimento.

    Ecobonus

    Il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire dell’Ecobonus (detrazione  del 65% spettante per gli interventi di riqualificazione energetica) non più sotto forma di detrazione fiscale, ma direttamente come sconto sulla fattura del fornitore.

    Il fornitore riceverà poi un rimborso come  che potrà utilizzare in compensazione o cedere ai propri fornitori (che però non potranno cederlo ulteriormente). 

    Credito d’imposta fiere

    Per favorire l‘internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire di un credito d’imposta del 30% (fino a un massimo di 60.000 euro) a sostegno delle spese di partecipazione a fiere internazionali di settore, sia all’estero che in Italia.

    Manca ancora però il provvedimento di approvazione delle misure attuative, che dovrebbe contenere anche l’elenco delle manifestazioni fieristiche ammissibili.

    Per usufruire dell’agevolazione le imprese devono essere già costituita alla data del 1° gennaio 2019. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

    Bonus Assunzioni Sud

    Altro importante intervento messo in atto dal Decreto Crescita riguarda il famoso bonus relativo alle assunzioni nelle regioni del sud Italia.

    Per il 2019 infatti, il bonus era riconosciuto solo per le assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio, mentre la nuova normativa ha esteso l’incentivo anche a quelle effettuate nel primo quadrimestre dell’anno.

    Grazie a questo incentivo è possibile ottenere un’esenzione contributiva corrispondente al costo della contribuzione previdenziale dovuta all’INPS dal Datore di Lavoro per un anno, fino a un massimo di € 8.060.

    Bonus giovani eccellenze

    L’intervento posto in atto dal Decreto Crescita non cambia in realtà la misura già prevista dalla Legge di Bilancio 2019 per agevolare l’assunzione di giovani laureati o dottori di ricerca rispondenti a particolari requisiti di merito.

    La novità consiste nel reperimento dei fondi necessari all’attuazione del provvedimento, ora a carico del Fondo del programma operativo complementare per le politiche attive, in modo tale da facilitarne l’operatività. 

    Anche in questo caso l’incentivo comporta uno sgravio totale dei contributi previdenziali per 12 mesi fino a un massimo di € 8.000 per ogni assunzione.

    Marchi storici

    Con l’obiettivo di dare un supporto alle imprese italiane storiche, il Decreto Crescita ha previsto un’importante novità.

    Presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti viene infatti istituito un nuovo Registro Speciale dei marchi storici di interesse nazionale destinato a titolari (o licenziatari esclusivi) di marchi d’impresa registrati da 50 anni o più, o comunque utilizzati per più di 50 anni in via continuativa.

    I vantaggi previsti per gli iscritti al nuovo Registro sono più di uno:

    • possibilità di utilizzare il logo “ storico di di interesse nazionale”, da realizzare con apposito decreto ministeriale;
    • possibilità di accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici e di interesse nazionale, anch’esso di prossima attuazione da parte del MiSE. Il Fondo potrà intervenire mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese, con il preciso intento di evitare la cessazione o la delocalizzazione all’estero dell’attività. I titolari di imprese che si trovino a dover fronteggiare situazioni di questo tipo sono infatti obbligati a darne tempestiva comunicazione al MiSE.

    Revisione Mini IRES

    La Legge di Bilancio 2019 aveva introdotto l’Ires al 15% per gli utili d’esercizio accantonati a riserva e reinvestiti  in nuovi macchinari o in nuovo personale.

    Il Decreto Crescita invece ha eliminato le indicazioni relative alle modalità di reinvestimento, ma ha stabilito una diversa aliquota progressiva, stabilita in un valore pari al 22.5% per il 2019, 21.5% per il 2020, 21% per il 2021 e 20.5% per il 2022.

    Si rimane per ora in attesa del Decreto Attuativo che renda possibile il reale accesso a questa agevolazione. 

    Se vuoi verificare immediatamente la tua effettiva possibilità di usufruire di queste o di altre agevolazioni, non ti resta che farti aiutare da Trovabando!

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  • Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2019. Non perderti le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per le Start up della Lombardia

    Il bando Intraprendo per le start up lombarde, riaperto dal 4 ottobre 2017, è l’agevolazione promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Finlombarda spa.

    L’obiettivo è favorire e stimolare l’imprenditorialità lombarda, mediante l’avvio ed il sostegno alla realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e di autoimpiego.

    Saranno favorite le iniziative intraprese da giovani (under 35 anni) o da soggetti maturi (over 50 anni) usciti dal mondo del lavoro, oppure da imprese caratterizzate da elevata innovatività e a forte contenuto tecnologico.

    Qual’ è la dotazione finanziaria del bando Intraprendo?

    L’intera linea Intraprendo ha una dotazione finanziaria complessiva pari ad 30 milioni di euro.

    La finestra di erogazione per il 2017 ha una dotazione di oltre 7 milioni di euro.

    Chi può partecipare?

    Possono partecipare al Bando Intraprendo i soggetti che, al momento della presentazione on line della domanda, siano classificabili come:

    • microimprese o PMI iscritte e attive al Registro delle Imprese da non più di 24 mesi, con una sede operativa attiva in Lombardia;
    • Liberi Professionisti in forma singola che abbiano avviato la propria attività professionale da non più di 24 mesi, e che abbiano eletto a luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale uno dei Comuni di Regione Lombardia e che, per tale attività professionale, risultino iscritti all’albo professionale del territorio di Regione Lombardia;
    • aspiranti imprenditori”, ossia persone fisiche che provvedano, nel termine perentorio di 90 giorni a partire dalla data del decreto di assegnazione ad iscrivere ed attivare nel Registro delle Imprese di una delle  di Regione Lombardia una microimpresa o una PMI;
    • aspiranti liberi professionisti in forma singola”, ossia persone fisiche, non ancora in possesso di una Partita IVA riferibile all’attività professionale che intendono avviare.

    Che tipo di contributo è previsto?

    Il contributo del Bando Intraprendo può variare da un minimo di 25 mila euro fino ad un massimo di 65 mila euro.

    Questo si compone di una quota di contributo a fondo perduto (pari al 10%) e di una quota di finanziamento agevolato a tasso zero (pari al 90%).

    Il  è a tasso zero con rimborso compreso tra 3 e 7 anni e un pre-ammortamento massimo di 18 mesi: in pratica per i primi 18 mesi non rimborsi la quota capitale del prestito.

    L’entità del contributo, determinata sulla base della tipologia di progetto, è normalmente pari al 60% delle spese ammissibili e può aumentare fino al 65% se il progetto:

    • è presentato da giovani under 35;
    • è proposto da soggetti usciti dal mondo del lavoro over 50;
    • è caratterizzato da elevata innovatività.

    I contributi saranno concessi secondo il Regime De minimis n. 1407/2013.

    Quali sono gli investimenti agevolati secondo il bando Intraprendo?

    Per la realizzazione della finalità del Bando Intraprendo possono essere presentati Progetti di:

    • avvio e/o sviluppo di microimprese e PMI;
    • avvio e/o sviluppo di attività di lavoro libero-professionale in forma singola, da realizzarsi esclusivamente in una sede operativa/luogo di esercizio prevalente in Lombardia.

    Sono ammissibili all’Intervento Finanziario progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700,00.

    Per essere ammessi all’agevolazione prevista dal bando Intraprendo, i progetti presentati devono aver ricevuto uno o più endorsement, ovvero una dichiarazione a supporto della qualità dell’idea imprenditoriale/professionale oggetto della domanda di partecipazione al bando.

    Quali spese possono essere agevolate?

    Come già detto, sono ammissibili all’intervento finanziario previsto dal bando Intraprendo soltanto i progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700.

     
    Le spese ammissibili devono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo personale contrattualizzato fino ad un massimo del 30% delle spese totali ammissibili;
    • acquisto di beni strumentali materiali nuovi, usati o noleggio dei medesimi, quali ad es. attrezzature, hardware, macchinari, impianti, arredi, veicoli commerciali leggeri
    • acquisto di beni immateriali (marchi e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, licenze di produzione di  e di conoscenze tecniche non brevettate, costi di prototipazione);
    • licenze di software nel limite massimo del 20% delle spese totali ammissibili;
    • servizi di consulenza o servizi equivalenti, non riferiti all’ordinaria amministrazione, fino ad un massimo del 25% delle spese totali ammissibili;
    • affitto dei locali della sede operativa o del luogo di esercizio prevalente nel quale viene realizzato il Progetto di avvio e/o sviluppo dell’impresa o dell’attività libero-professionale, fino a un massimo di dodici mensilità di canone di locazione all’interno della durata di realizzazione del progetto;
    • acquisto delle scorte fino ad un massimo del 10% delle spese totali ammissibili;
    • spese generali addizionali forfettarie per un massimo del 15% delle spese di personale ammissibili del Progetto e il costo per le commissioni relative al rilascio di una eventuale  fidejussoria, nel caso sia richiesta in base alle vigenti regole e in base agli esiti dell’ di merito creditizio.

    Quando posso presentare la domanda?

    La domanda di partecipazione per il  Bando Intraprendo deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa SiAge a partire dalle ore 12.00 del giorno 4 ottobre 2017, fino al 15 luglio 2019.

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  • Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Attenzione: Lo sportello è stato chiuso in data giovedì 20 Giugno 2019. Qualora tu voglia conoscere altre agevolazioni riguardanti la digitalizzazione delle imprese nel Lazio ti consigliamo la lettura di questo articolo!

    Fino a € 17.500 a fondo perduto per l’innovazione digitale delle aziende laziali

    Apre il 12 Luglio 2019 il nuovo voucher per la digitalizzazione Digital Impresa Lazio, gestito da Lazio Innova.

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di € 17.500 dedicato alle imprese e ai liberi professionisti laziali che desiderano intraprendere un percorso di digitalizzazione della propria attività.

    La dotazione finanziaria per il 2019 ammonta a 5 milioni di euro e sarà possibile richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70% delle spese ammissibili.

    Chi può richiedere Digital Impresa Lazio?

    • Micro e PMI
    • Liberi professionisti iscritti o meno ad un albo professionale
    • Ditte Individuali

     

    con sede operativa o domicilio fiscale nel Lazio, appartenenti a tutti i settori ad esclusione del settore Agricolo, Carbonifero e quello relativo ai servizi di import-export.

    Una parte dei fondi è destinata a chi opera nel campo del Commercio al Dettaglio o della Ristorazione, e a coloro che hanno sede operativa in uno dei Comuni ricadenti nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

    Quali sono le spese finanziabili con il bando Digital Impresa Lazio?

    I progetti che è possibile finanziare con Digital Impresa Lazio devono riguardare una o più fra le seguenti soluzioni tecnologiche/sistemi digitali:

    1. digital marketing: soluzioni di digital marketing: interventi SEO (Search Engine Optimization), SEM (Search Engine Marketing), Web, Social e Mobile marketing;
    2. e-commerce: siti di e-commerce su piattaforme software CMS (Content Management System);
    3. punto vendita digitale: soluzioni digitali per lo sviluppo di servizi front-end e customer experience nel punto vendita (chioschi, totem, touchpoint, segnaletica digitale, vetrine intelligenti, specchi e camerini smart, realtà aumentata, sistemi di accettazione di couponing e loyalty, di Electroning Shelf Labeling, di sales force automation e di proximity marketing);
    4. prenotazione e pagamento: sistemi di prenotazione e pagamento via internet e/o mobile; sistemi Self scanning e Self checkout;
    5. stampa 3D: attrezzature ed applicazioni per la progettazione e la stampa 3D;
    6. internet of things: sistemi e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni grazie a una rete di sensori intelligenti;
    7. logistica digitale: software e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica;
    8. amministrazione digitale: soluzioni digitali a supporto della fatturazione elettronica e per l’ottimizzazione del magazzino;
    9. sicurezza digitale: sistemi di sicurezza informaticij;
    10. sistemi integrati: sistemi di informazione integrati: quali i sistemi ERP (Enterprice Resource Planning), sistemi di gestione documentali e sistemi di Customer Relationship Management (CRM); sistemi e applicazioni a supporto dello smart-working e del coworking.

     

    Anche l’hardware può essere acquistato, ma solamente nel caso in cui risulti necessario per acquisire o elaborare i dati in funzione delle soluzioni tecnologiche previste dal Progetto stesso, o nel caso in cui serva a dare valore aggiunto ai dati elaborati, purché sempre mediante tecnologie digitali.

    Che tipo di progetto bisogna presentare?

    Per accedere al bando Digital Impresa Lazio è necessario presentare un progetto di importo compreso fra € 7.000 e € 25.000 e rientrare in specifici criteri di selezione. Si tratta, infatti di un bando che prevede una valutazione a punteggio

    Si può richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70%, a scelta del richiedente, ma bisogna tenere presente che, ai fini della valutazione del progetto, verrà assegnato un punteggio maggiore a coloro che richiederanno una percentuale inferiore di contributo.

    Facciamo qualche esempio pratico

    Se il mio progetto prevede spese per 10.000 euro e posso richiedere un contributo compreso tra il 45% e il 70%, significa che potrò ricevere un rimborso pari a:

    • € 4.500 se scelgo una quota di contributo pari al 45%
    • € 6.000 se scelgo una quota di contributo pari al 60%
    • € 7.000 se scelgo una quota di contributo pari al 70%

    La scelta della percentuale, oltre a dipendere dalla strategia che si intende adottare rispetto alla voce di valutazione (che, lo ricordiamo, prevede un punteggio tanto più alto quanto minore è il contributo richiesto), sarà influenzata anche dai “numeri” della propria attività…

    Che significa?

    Per poter partecipare a Digital Impresa Lazio e richiedere il proprio contributo è necessario avere un fatturato pari ad almeno 10 volte il valore del Progetto non coperto dal contributo.

    In alternativa è possibile fare riferimento al Patrimonio netto, che deve essere almeno il doppio del valore del Progetto non coperto dal contributo.

    Vuoi partecipare a questo bando?

    Il bando Digital Impresa Lazio scade il 2 Ottobre 2019, quindi affrettati a partecipare e presentare il tuo progetto!

    Comprendere se si hanno i requisiti, o meno, per partecipare a questa agevolazione può non essere semplice, me ne rendo conto.

    Per questa ragione noi di Trovabando abbiamo costruito uno strumento online gratuito di verifica dei requisiti di accesso a questo specifico bando: ti diremo subito, gratis e online se puoi partecipare e calcoleremo il punteggio del tuo progetto in graduatoria così da farti conoscere in anticipo le possibilità di successo della tua domanda.

    Siamo gli unici a farlo!

    Lo sapevi? Clicca subito sul pulsante arancione e verifica se puoi richiedere Digital Impresa Lazio!

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  • Le novità sul Voucher per la digitalizzazione di Milano – nuovi fondi e riapertura 2019

    Le novità sul Voucher per la digitalizzazione di Milano – nuovi fondi e riapertura 2019

    Avviso: il bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano è stato chiuso il 16 luglio 2019. Rimani aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Se la tua impresa si trova nella città di Milano o provincia e hai intenzione di avviare un progetto di  per la tua impresa, ci sono ottime notizie per te!

    Per il 2019 è stato rifinanziato il bando “Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano” con una dotazione finanziaria di 1.700.000 euro (dei quali 600.000 euro sono destinati specificatamente a imprese della filiera del turismo). E’ possibile presentare la domanda di partecipazione a partire dal 15 maggio e fino al 16 luglio 2019.

    Il bando è stato pubblicato al fine di sostenere la diffusione della cultura e della pratica digitale delle imprese, operanti nelle province di Milano – Monza e Brianza – Lodi.

    Chi può richiedere il Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano?

    Con il bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano è possibile richiedere contributi a fondo perduto destinati alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici:

    • con sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Milano – Monza e Brianza – Lodi
    • iscritte nel  e attive
    • in regola con il pagamento del diritto annuale camerale

    Quanto è possibile richiedere con il Voucher per la digitalizzazione della Camera di Commercio di Milano?

    Rispetto all’edizione precedente il Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano ha aumentato l’importo massimo concedibile è stato aumentato e il valore può raggiungere i 15.000 euro e coprire il 50% dei costi ammissibili.

    E non basta! Infatti una novità introdotta quest’anno prevede condizioni ancora più vantaggiose per le microimprese e per le imprese costituite prima del 2000, per le quali l’importo potrà spingersi fino a 18.000 euro, perché è previsto un rimborso delle spese fino al 60%.

    Le spese ammissibili del bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano, devono risultare almeno pari a 5.000 euro, mentre il totale dei costi sostenuti dall’impresa possono essere anche superiori a 30.000 euro, tenendo conto però che il voucher concesso non potrà superare i 15.000 (o 18.000) euro.

    Quali sono le spese finanziabili con il voucher per la digitalizzazione?

    Come già nella precedente edizione e a differenza di quelle precedenti, possono partecipare soltanto progetti presentati da singole imprese.

    Sono ammissibili al Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano le spese per servizi di consulenza o formazione (da sostenere obbligatoriamente per almeno il 50% dei costi ammissibili) utilizzati per realizzare progetti di innovazione tecnologica ricadenti nelle seguenti categorie:

    • Soluzioni per la manifattura avanzata
    • Manifattura additiva
    • Realtà aumentata e virtual reality
    • Simulazione
    • Integrazione verticale e orizzontale
    • Industrial Internet e IoT
    • Cloud
    • Cybersicurezza e business continuity
    • Big Data e Analytics
    • Soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain , della logistica e della gestione delle relazioni con i diversi attori (es. sistemi che abilitano soluzioni di Drop Shipping, di “azzeramento di magazzino”
      e di “just in time”)
    • Software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-impresa, impresa-campo con integrazione telematica dei dispositivi on- field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field; incluse attività connesse a sistemi informativi e gestionali (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.) e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento (RFID, barcode, ecc.)
    • Soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relative all’Intelligenza Artificiale
    • Soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relativi alla Blockchain
    • Sistemi di e-commerce
    • Sistemi di pagamento mobile e/o via Internet, fintech
    • Sistemi EDI, Electronic Data Interchange
    • Georeferenziazione e GIS
    • Tecnologie per l’in-store customer experience
    • RFID, barcode, sistemi di tracking
    • System integration applicata all’automazione dei processi.

    Questi servizi dovranno essere erogati da fornitori abilitati, che abbiano le caratteristiche elencate all’interno del bando.

    Nell’edizione 2019 del Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano troviamo inoltre una gradita conferma, relativa alla possibilità di coprire anche l‘acquisto di beni e servizi. Anzi, quest’anno il limite per questa tipologia di spesa è stato innalzato dal 40 al 50% del totale complessivo del progetto, sempre a condizione che tali spese siano funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti elencate precedentemente.

    Per fare alcuni esempi, potrai acquistare: licenze , servizi erogati in modalità cloud computing e SaaS, servizi per lo sviluppo di software e applicazioni digitali, macchinari , dispositivi hardware, e servizi per la creazione e l’uso di ambienti tridimensionali.

    Mi raccomando, ricorda che, come sempre in caso di agevolazioni pubbliche, tutte le spese rimborsabili con questo bando sono intese al netto dell’IVA.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere al Voucher per la digitalizzazione?

    Le domande per ottenere il del bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano possono essere presentate fino alle 12:00 del 16 luglio 2019, o comunque fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Si tratta di un bando a sportello, quindi… affrettati a preparare la tua pratica!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Attenzione: Il presente bando ha subito delle modifiche. Per rimanere aggiornato sulle novità ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato!

    Nuova Sabatini 2019: aumento degli importi massimi per l’acquisto di attrezzature, macchinari e impianti

    Aumentato l’importo massimo concedibile e nuovo modulo di domanda

    Grazie al Decreto Crescita, entrato in vigore il 1° maggio, è stato aumentato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa.

    Attenzione! Per le nuove domande presentate a partire dal 27 maggio 2019 è necessario utilizzare un nuovo Modulo di Domanda (Release 6.0), disponibile sul sito del MiSE alla sezione Beni Strumentali “Nuova Sabatini” – Presentazione domande.

    Agevolazione rifinanziata con la legge di Bilancio 2019

    Come anticipato sulla nostra miniguida sulla Legge di Bilancio 2019, tra i provvedimenti previsti dalla , approvata poche settimane fa, era presente il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

    E così, con decreto del 28 gennaio, è stata disposta la riapertura del bando, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro. E’ possibile presentare domanda a partire dal 7 febbraio.

    La Nuova Sabatini 2019, conosciuta anche come “Beni Strumentali”, è una delle misure più note e con più partecipazione da parte delle imprese, tanto più che l’edizione del 2018 si è chiusa a dicembre per esaurimento fondi.

    Con le agevolazioni previste da questa misura, il  intende:

    • accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese;
    • migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

    Infatti il MiSE agevola le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo. Non per tutte le tipologie di beni quindi, ma soltanto quelli che possono considerarsi strumentali per il funzionamento dell’azienda. Rispetto all’edizione passata non è cambiato molto, ma nei prossimi paragrafi cercheremo di spiegarti e ricapitolare tutto.

    Chi può partecipare alla Nuova Sabatini 2019?

    Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal bando Nuova Sabatini 2019  le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale, che rispettano determinati requisiti. Ad esempio dovranno risultare regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non dovranno avere procedure concorsuali in corso e non dovranno trovarsi in condizioni tali da risultare “impresa in difficoltà”.

    Sono ammessi quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    Quali sono i settori esclusi?

    Le uniche attività escluse dalla partecipazione Nuova Sabatini 2019 sono quelle finanziarie e assicurative, e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    Quali sono gli investimenti finanziabili?

    Con la Nuova Sabatini 2019 è possibile finanziare l’acquisto di (o prendere in leasing) macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivohardware, software e tecnologie digitali.

    Affinché i beni possano essere considerati strumentali ad uso produttivo devono riferirsi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, oppure a software e tecnologie digitali. Pertanto le spese devono essere classificabili nell’Attivo dello Stato Patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4.

    I beni materiali e immateriali che rientrano tra gli investimenti “Industria 4.0”, e che possono beneficiare di un contributo maggiorato del 30%, sono elencati negli allegati 6/A e 6/B, che puoi trovare nella documentazione pubblicata sul sito del MiSE.

    Sono quindi escluse le voci “terreni e fabbricati” e “immobilizzazioni in corso e acconti”. Inoltre l’agevolazione non finanzia l’acquisto di beni usati.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    A fronte della concessione di finanziamenti da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il MiSE, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti, a favore dell’impresa beneficiaria, è previsto un contributo in conto interessi (ovvero un ) ripartito in più quote annuali ed erogato a seguito della rendicontazione degli investimenti realizzati.

    Questo contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2.75% annuo per gli investimenti ordinari, e al tasso del 3.575% per gli investimenti in software e tecnologie digitali (Industria 4.0).

    Gli investimenti possono essere coperti interamente dal finanziamento bancario, ma questo dovrà essere:

    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro, innalzati a 4 milioni per effetto delle novità introdotte dal Decreto Crescita (D.L. 34/2019).
    • di durata non superiore a 5 anni.

    Le PMI possono beneficiare del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla  del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario con priorità di accesso.

    Come funziona e da quando si può presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda di accesso all’agevolazione Nuova Sabatini 2019  a partire dal 7 febbraio, fino a esaurimento fondi.

    Insieme alla richiesta di finanziamento, l’impresa presenta alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo previsto dalla Nuova Sabatini 2019. Dovrà inoltre attestare il possesso dei requisiti di partecipazione, e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge che ti abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Il resto della procedura è rappresentato sull’immagine in alto.

    La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità, i moduli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

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  • Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Fondo di Garanzia per Start Up – 5 buoni motivi per accedere

    Tutto quello che devi sapere per non commettere errori

    Che cos’è il Fondo di Garanzia

    Il Fondo di Garanzia per Start up è una delle agevolazioni, oserei dire, storiche presenti nel nostro paese. Attiva dal 2000 ha aiutato moltissime imprese e liberi professionisti ad accedere al credito e a farsi finanziare dal mondo bancario in maniera più semplice, economica e veloce.

    A partire dal 2013 il Fondo di Garanzia ha previsto una serie di vantaggi concreti nel caso di richieste di accesso provenienti da Startup Innovative. A questo proposito, vediamo insieme alcune statistiche relative al Fondo di Garanzia e le startup innovative.

    Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, nel solo 2018 le operazioni relative al Fondo di Garanzia che hanno coinvolto Startup innovative sono state pari a 13.304, ovvero il 10,3% del totale delle operazioni accettate dal fondo con un aumento dell’ 1.6% rispetto al 2017.

    L’importo medio ricevuto come finanziamento da ogni startup è stato pari a circa € 73.662. 

    Se sei curioso e vuoi saperne di più sui numeri e le statistiche relative al Fondo di Garanzia ti suggerisco di dare una occhiata alla sezione “Numeri del Fondo” presente sul portale del Fondo di Garanzia.

    Ti ricordo una cosa fondamentale, anche se ovvia: per poter richiedere la garanzia del fondo dovrai effettivamente essere una startup innovativa, ovvero una PMI obbligatoriamente iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, come previsto dall’articolo 25, comma 8 del decreto legge n.179/2012.

    Essere una “semplice” startup, ovvero una nuova impresa non ti garantisce i vantaggi previsti per le startup innovative.

    Di seguito ti fornirò 5 buoni motivi per richiedere la  tramite il Fondo per la tua Startup Innovativa.

    Fondo di Garanzia per Start up – perchè conviene accedere?

    Ecco qui 5 buoni motivi per cui il Fondo di Garanzia per Start up può fare al caso tuo:

    1. La garanzia sui  bancari alle startup è concessa a titolo gratuito, quindi non dovrai pagare nessuna commissione di accesso alla banca per la tua richiesta.
    2. Alle domande riferite a questa tipologia di  è assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Comitato di gestione: quindi la risposta positiva o negativa da parte del Medio Credito Centrale arriverà prima per te che sei un Startup Innovativa.
    3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia, nel caso di controgaranzia.
    4. Un importo massimo garantibile dal Fondo maggiore, per singola start-up innovativa, pari a 2.5 milioni di euro da utilizzare, eventualmente, attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito. Ti ricordo che non esiste un limite massimo di operazioni effettuabili.
    5. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

    Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo di approfondimento su come funziona il Fondo di Garanzia.

    I 5 errori da evitare se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e sei una Startup

    Nonostante tutto, ancora oggi sono molti gli errori che gli startupper commettono quando decidono di rivolgersi ad una banca, per chiedere l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    Scopriamo insieme quali sono gli errori più frequenti che quasi tutte le startup innovative commettono.

    1. Non essere una startup innovativa

    Sembra ovvio, ma non lo è. Per accedere alla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Startup Innovative…devi esserlo! Dunque, non basta essere una “normale” srl costituta da pochi mesi, ma serve “una marcia in più”, ossia l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

    Tu ce l’hai? Se non sei sicuro di poterti iscrivere dai una occhiata ai requisiti.

    2. Non avere capitale a sufficienza

    Una delle prime cose che una banca verifica quando chiedi di accedere al Fondo è la tua patrimonializzazione.

    Ovvero? In parole povere quanti soldi avete messo tu o i tuoi soci nell’impresa. Con una srls con 100 euro di capitale sociale e poco altro…non si va lontano, sorry!

    3. Sparare troppo in alto

    Se hai letto il punto precedente ti sarà più facile capire il concetto di leva finanziaria, tanto banale quanto implacabile.

    Se non credi in te stesso nessuno lo farà al posto tuo, che tradotto nel linguaggio “finanziario” significa: non puoi indebitarti senza avere il patrimonio sufficiente per “assicurare” il prestito.

    Dunque, se hai 10.000 euro di capitale sociale, chiedere 2 milioni e mezzo di euro non è una mossa intelligente.

    4. Non avere un business plan o non averne uno decente

    Togliti dalla testa la vecchia mentalità del “conosco il direttore”, perché servirà solo a farti fare brutta figura!

    Tutti i progetti per i quali si richiede l’intervento del Fondo di Garanzia hanno bisogno di un business plan per essere valutati.

    Mi riferisco ad un piano d’impresa dettagliato, di almeno 3 o 5 anni (in base al tipo di debito), che comprenda un’analisi di mercato, un approfondimento sulla concorrenza con un benchmark sui competitor, la strategia commerciale, distributiva, di comunicazione e marketing, la struttura operativa della attività, le competenze del team, la struttura organizzativa e la sua evoluzione, gli eventuali aspetti legali, le previsioni economiche, finanziarie e di cassa eventualmente mensilizzate, un executive summary, etc. etc…

    Viene da se che chiedere all’amico dell’amico, che era bravo in ragioneria, non è la scelta giusta! Armati di impegno, caffeina e di un buon consulente. Non te ne serve uno “qualunque”, ma uno che sia effettivamente esperto in business planning.

    5. Non avere idea di che cosa hai realmente bisogno

    Anche questa può sembrare una banalità, ma spesso non si hanno le idee chiare né sui numeri né sul tipo di debito per il quale si fa richiesta di finanziamento.

    Una regola aurea? I costi di gestione o il personale si finanziano a breve termine, come ad esempio con uno scoperto di conto, mentre i macchinari, gli immobili, o la strumentazione che utilizzerai per più anni, si finanziano con mutui a medio lungo termine.

    Ti voglio lasciare con un piccolo consiglio extra che è semplice e complicato allo stesso tempo. Prima di fare qualsiasi cosa, fermati e documentati, informati e leggi la normativa che trovi sul sito del Fondo di Garanzia e, se hai difficoltà, fatti dare una mano da qualcuno che ne sa più di te.

    Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti! Nel frattempo…

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  • Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Fare startup (digitale e no) è complicato, sotto tutti i punti di vista… E’ necessario avere la capacità di comprendere il mercato ed i suoi bisogni, formalizzare l’idea ed il modello di business più adatto, trovare i capitali necessari per partire, mettere insieme il miglior team possibile, cambiare idea, sbagliare, riprovarci, prendere tante porte in faccia, ripartire per fare meglio.… questo sono le sfide con cui si confronta chi decide di fare startup.

    Elon Musk, che non è proprio l’ultimo arrivato, qualche anno fa ha detto “ Running a start-up is like chewing glass and staring into the abyss”.  Ecco, masticare vetri sull’orlo di un precipizio rende bene l’idea.

    Per una startup crescere è l’imperativo categorico ed uno dei modi per farlo è tramite accordi con partner e clienti, possibilmente di grandi dimensioni e con una base clienti che, per una  nata da pochissimo, sarebbe impossibile da raggiungere in pochissimo tempo.

    E’ questo il principio sui cui si basa l’open innovation, teorizzata nel 2003 dall’economista americano Chesbrough. Ovvero un meccanismo per il quale l’innovazione necessaria ad imprese di medie e grandi dimensioni non viene ricercata solamente all’interno dell’azienda ma anche coinvolgendo altri attori, come le startup, le università o i centri di ricerca.

    Una formula che le grandi imprese italiane stanno adottando sempre di più, negli ultimi anni e che vede le startup sempre più coinvolte e ricercate. Ma partecipare ad un  di open innovation può non essere semplice, né per le startup e neanche per le grandi imprese.

    Le difficoltà possono essere molte, spesso i mondi in cui vivono e lavorano le startup e grandi imprese sono, davvero, universi paralleli.  Spesso le startup e le grandi imprese faticano a trovare un punto di incontro, un terreno comune su cui lavorare.

    Quello che voglio raccontarti oggi, è, però una storia di open innovation a lieto fine: quella che abbiamo vissuto noi di Trovabando insieme a Banca Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo e che ha portato alla nascita del nuovo servizio MPS Agevola+.

    Il servizio che abbiamo pensato e realizzato insieme a MPS e che consente in pochi click di scoprire le agevolazioni pubbliche a cui possono accedere imprese, ditte e liberi professionisti alla ricerca di contributi pubblici.

    Vuoi sapere come è andata?

    Ok, continua a leggere. Era il 1 febbraio 2018 ed una mail dalla mia socia Marina mi avvisava della possibilità di partecipare all’iniziativa di open innovation Officina MPS di Banca Monte dei Paschi di Siena(oggi giunta alla seconda edizione). Abbiamo subito capito che poteva essere un’ottima di occasione di visibilità nei confronti di uno dei principali target del nostro servizio: il  bancario. Sono seguiti giorni di riunioni febbrili e mail di bozze di documenti aggiornati, rivisti, ricontrollati, modificati…

    Arriva il giorno dell’invio delle informazioni sulla piattaforma: ultimo check e poi il fatidico click su “Invia”.

    Ora bisognava solo aspettare…Era il 26 marzo quando Marina ha ricevuto una mail che annunciava che, delle oltre 230 startup che avevano partecipato a questa iniziativa, eravamo rientrati tra le 21 aziende selezionate per andare avanti nella fase successiva! WOW! Increduli ma felici passiamo anche questa selezione e approdiamo alla finale del 17 Maggio 2018.

    trovabando-e-mps-una-storia-di-open-innovation

    In quell’occasione, di fronte al gotha della banca, ad investitori professionali, ai top manager di realtà multinazionali ci confrontiamo a suon di “pitch” con altre startup ed  scelti, come noi, per offrire i propri servizi alla banca. A dire la verità eravamo convinti che i vincitori sarebbero stati Sellf di Diego Pizzocaro o Braincontrol di Pasquale Fedele. Quando l’AD Marco Morelli ci ha proclamati chiamandoci sul palco, onestamente, stentavamo a crederci. Sapevamo che la parte più semplice del percorso era appena finita e stavamo per iniziare quella più complessa che ci avrebbe assorbito completamente per diversi mesi.

    Per una startup entrare all’interno della più antica banca del mondo non è stato semplice, ma abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di essere supportati da un team cross-funzionale di professionisti interni alla banca, che si sono appassionati alla nostra idea e con i quali abbiamo condiviso l’idea di fondo del progetto: quella di dare un servizio di valore alle imprese italiane, attraverso il servizio MPS Agevola+.

    Insieme abbiamo costruito l’esperienza dell’utente, dalla A alla Z, con una logica inclusiva e costruttiva: è stato davvero bello vedere un’organizzazione intera, quella di MPS, mobilitarsi e coordinarsi per far sì che tutto questo si realizzasse.

    Da giovedì 04 Aprile il servizio sarà operativo e, come spesso accade, ciò che l’utente vede è solo una minima parte del  che è stato necessario per giungere a questo risultato.

    Clicca qui e leggi il comunicato stampa congiunto dell’iniziativa

    Da parte mia e di tutto il team di Trovabando un grazie speciale a Banca MPS per la splendida opportunità: in questi momenti di difficoltà per le  europee, speriamo davvero che grazie a questo nostro servzio molte imprese italiane possano avvicinarsi al credito agevolato con maggiore fiducia ed effettuare gli investimenti che sono necessari per far ripartire l’occupazione nel nostro Paese.


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  • Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Avviso: il bando è stato chiudo il 28 febbraio 2019. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    In arrivo contributi per l’innovazione delle imprese emiliane

    In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese emiliane che vogliono innovare! Scopri se la tua impresa è tra quelle che possono richiedere l’agevolazione e quanto puoi ricevere.

    A chi è rivolto il bando?

    Possono fare domanda per ottenere l’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano nel territorio dell’Emilia-Romagna.

    Purtroppo, non tutte le tipologie di impresa possono richiedere l’agevolazione. Potrai fare domanda solo se la tua impresa opera in uno di questi settori:

    • estrazione di minerali da cave e torbiere;
    • attività manifatturiere;
    • energia elettrica, gas vapore e aria condizionata;
    • fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
    • costruzioni;
    • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
    • trasporto e magazzinaggio;
    • attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

    Che tipo di agevolazione viene concessa?

    La nota positiva di questa agevolazione risiede proprio nella tipologia di contributo che viene concesso. L’agevolazione è composta infatti da una parte di contributo a fondo perduto e, per la restante quota, un finanziamento agevolato.

    L’impresa che fa domanda di partecipazione al bando, potrà richiedere ad una banca o istituto di credito un finanziamento bancario a parziale copertura dell’investimento, per un importo complessivo che arriva ad un massimo dell’80% del costo complessivo dell’investimento.

    La restante parte, cioè il 20% del costo complessivo dell’investimento, verrà coperta con un contributo a fondo perduto.

    Il finanziamento bancario verrà assistito da una garanzia diretta fino all’80% dello stesso prestata da un Confidi, a sua volta assistita da una controgaranzia prestata, tramite il fondo EuReCa, da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Un esempio pratico di quanto è possibile richiedere con il nuovo fondo per l’innovazione dell’Emilia Romagna

    Troppi numeri e percentuali? Tranquillo, ti faccio subito un esempio pratico.

    Supponiamo che tu voglia richiedere l’agevolazione a fronte di un investimento che abbia un costo complessivo pari a € 100.000. L’agevolazione è articolata in due strumenti agevolativi, che coprono il 100% delle spese per cui, di questi € 100.000:

    • l’80% (cioè € 80.000 ) saranno erogati sotto forma di finanziamento bancario ed assistiti da doppia garanzia.
    • il restante 20% (cioè 20.000 €) è erogato sotto forma di contributo a fondo perduto

    In merito alla quota di finanziamento, tieni bene a mente che, fino a 64.000 €, ovvero fino ad un massimo dell’80% del finanziamento bancario, saranno garantiti da un Confidi convenzionato. Questa garanzia Confidi sarà, a sua volta, assistita da una controgaranzia prestata da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Quali progetti possono essere finanziati?

    Se hai in mente di innovare i processi aziendali per migliorare i tempi di risposta e soddisfare le esigenze dei clienti, ridurre gli impatti ambientali dei processi produttivi, introdurre nuove tecnologie abilitanti nei processi produttivi, migliorare la sicurezza delle imprese e dei luoghi di lavoro, questa è l’agevolazione perfetta per te.

    Che tipologie di spese si possono agevolare con questo bando?

    Le spese che potrai agevolare riguardano:

    • l’acquisto di impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature purché nuovi di fabbrica;
    • le spese per servizi di consulenza specializzata;
    • l’acquisto di beni intangibili come ad esempio brevetti, marchi, licenze e know how;
    • l’acquisto di hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing;
    • le spese per opere murarie ed edilizie strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei macchinari, beni strumentali, attrezzature e impianti.

    Quando è possibile presentare domanda?

    Il bando è attivo su due finestre temporali, la prima scade il 17 Luglio. Puoi presentare la domanda di contributo durante la seconda finestra dalle ore 10.00 del giorno 4 settembre 2018 alle ore 13.00 del giorno 28 febbraio 2019.

     

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  • Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2022. Nel frattempo non perderti tutte le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    POR FESR Lazio 2014-2020: “Fondo Rotativo per il piccolo credito”

    Disponibilità dei fondi limitata

    Per alcune sezioni e sottosezioni del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, è assicurata la copertura finanziaria per le domande pervenute soltanto fino ad una determinata data, che non va mai oltre il 28 giugno 2019. Per queste sezioni, è ancora possibile presentare domandama queste saranno finanziate solo in caso di fondi disponibili per effetto dell’esito negativo di istruttorie in corso, o derivanti dal rimborso di finanziamenti già erogati.

    Di seguito trovi le sezioni del Fondo con disponibilità finanziaria limitata:

    • Sezione IV – Sub sezione a) – Artigianato del Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 5/02/2019
    • Sezione II e II. Bis – Garanzie e accesso al credito Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 24/04/2019
    • Sezione I del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito – settore manifatturiero – troveranno copertura le domande pervenute sino al 28/06/2019

    Su tutte le altre sezioni, come quella che prevede finanziamenti per imprese del settore turismoci sono ancora fondi a disposizione delle imprese che vogliono partecipare.

    Aggiornamento del 21 settembre 2018

    Ottime notizie per le imprese e i liberi professionisti del Lazio. Sono state introdotte delle importanti novità sul Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio più importante della regione.

    Si è provveduto ad inserire delle semplificazioni ed è stata attivata la riserva da 2 milioni di Euro destinata alle Botteghe storiche, ossia quelle con almeno 50 anni di attività.

    Tra le botteghe storiche sono incluse attività che possono avere le seguenti caratteristiche:

    • collocate in immobili di particolare valore storico-artistico e architettonico;
    • artigianali, di lavorazione manuale, non seriale, e di creazione di opere di artigianato artistico;
    • commerciali, di somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri, e librerie.

    Sono però escluse le attività in franchising.

    Inoltre, per rispondere al meglio alle reali esigenze delle imprese, è stato prolungato il periodo di ammortamento del finanziamento rispetto a quanto proposto in origine, passando da 3 a 5 anni.

    Ti ricordo che, con il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, la Regione Lazio mette a disposizione oltre 39 Milioni di Euro a beneficio di Piccole e Medie Imprese, compresi i liberi professionisti, i consorzi e le reti di imprese.

    Il bando rappresenta un’occasione di finanziamento a tasso zero per tutti coloro che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, e con un fabbisogno finanziario compreso tra i 10.000 e i 50.000 Euro.

    A chi è rivolto il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio?

    1. Piccole e Medie Imprese (PMI)
    2. Liberi professionisti e titolari di partita iva
    3. Consorzi e Reti di Imprese

    con le seguenti caratteristiche:

    • costituite da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando;
    • con una  operativa nel Lazio;
    • con una esposizione con il sistema bancario inferiore a € 100.000. 

    Esposizione con il sistema bancario: crediti per cassa a scadenza

    Con riferimento a quest’ultimo punto, ovvero alla esposizione che la società o il professionista ha già in essere con il sistema bancario, l’avviso pubblico fa riferimento ai crediti per cassa a scadenza che sono rilevabili dalla Centrale Rischi

    Ti stai chiedendo cosa significa la dizione “Crediti per cassa a scadenza“? Dammi 5 minuti del tuo tempo per fare un breve ripasso di questa “tecnica bancaria”. Niente di complesso, promesso!

    Con la dizione crediti per cassa indichiamo i classici finanziamenti che le banche concedono ai propri clienti mentre, con la denominazione “a scadenza“,  indichiamo finanziamenti che hanno una scadenza prefissata già al momento della firma del contratto. Ne sono un esempio i mutui e le operazioni di .

    Requisito fondamentale per la richiesta di agevolazione è quello di non aver subito, nell’ultimo anno, la revoca per inadempimento di finanziamenti o affidamenti bancari, e non essere stato oggetto di protesti o pregiudizievoli di conservatoria.

    Sottosezioni del fondo e settori finanziati

    Il Fondo è suddiviso in 4 sezioni che prevedono differenti tipologie e percentuali di spese finanziabili in base allo specifico settore di attività.

    Il bando Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, inoltre, prevede riserve specifiche per le botteghe storiche, i piccoli negozi al dettaglio, le attività di ristorazione, le imprese artigiane, il  trasporto non di linea nonché risorse specifiche per finanziare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica come quelli descritti nell’allegato disponibile a questo link.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo Rotativo per il piccolo credito?

    Ogni sezione del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio prevede spese finanziabili specifiche, con soglie ben precise.

    Dunque mi raccomando: controlla con attenzione qual è la sezione del Fondo più corretta per il tuo progetto, per comprendere pienamente quali spese potrai finanziare, e in quale precisa percentuale.

    In linea generale però il Fondo finanzia le seguenti spese:

    • Attivi materiali e immateriali
    • acquisto di terreni
    • acquisto di macchinari, attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi,  e applicativi digitali
    • acquisizione di brevetti, licenze,  o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali.
    • Spese per investimenti materiali e immateriali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese
    • Veicoli a trazione elettrica o ibrida (per i soli titolari di licenza taxi rilasciata da un Comune della Regione Lazio.)
    • Spese di consulenza
    • servizi di consulenza specialistica prestati da soggetti esterni;
    • studi di fattibilità.
    • Capitale circolante

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio consiste in un finanziamento a tasso zero con un importo compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Il finanziamento deve essere compreso tra 3 e 5 anni, con un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi, mentre il rimborso dovrà avvenire mensilmente a rata costante posticipata.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso all’agevolazione Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio a partire dal 21 settembre 2018 (la prima edizione del fondo era stata attivata il 10 luglio 2017).

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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