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  • Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Avviso: il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 5 luglio 2018. Se vuoi conoscere le novità sulle altre agevolazioni clicca qui.

    Sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti coerenti con la RIS3

    Con il nuovo bando “Innovazione e trasferimento tecnologico: sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità (Fase 1) e progetti (Fase 2) coerenti con la RIS3″ la Regione Campania sostiene le imprese innovative del suo territorio nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti di trasferimento tecnologico attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto.

    Una opportunità da non lasciarsi scappare se hai una un’impresa che opera nel territorio campano e vuoi avviare un progetto innovativo di ricerca e sviluppo.

    A chi è rivolto il bando per l’innovazione della Regione Campania?

    Potrai presentare per questa agevolazione se la tua è una micro, piccola o media impresa che opera nella regione Campania e che, al momento della presentazione della domanda, si è già costituita ed è regolarmente iscritta al registro delle imprese.

    Che tipo di progetti di ricerca e sviluppo sono finanziabili da questo bando?

    Una particolarità di questa agevolazione è che ha l’obiettivo di finanziare due diverse fasi del processo di ricerca e sviluppo.

    La prima fase riguarda il finanziamento di studi di fattibilità, mentre la seconda è inerente ai progetti di trasferimento tecnologico, nell’ambito di progetti che abbiano una forte connotazione innovativa.

    Capiamo meglio quali attività sono comprese in ciascuna delle due fasi.

    La prima fase, ovvero quella relativa allo studio di fattibilità, servirà alle imprese campane per comprendere la fattibilità tecnica ed economica, la difendibilità intellettuale ed il potenziale commerciale delle idee innovative.

    Ma cosa vuol dire studio di fattibilità?

    Per studio di fattibilità si intende l’insieme di analisi e processi che hanno come obiettivo quello di valutare il potenziale di un progetto, di individuarne i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, le risorse necessarie per l’effettiva realizzazione del progetto e, in ultima battuta, le sue probabilità di successo.

    Gli studi di fattibilità, inoltre, dovranno riguardare una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie individuate dal documento RIS3 Campania e, nello specifico, la:

    • Proprietà intellettuale;
    • Ricerca partner;
    • Progettazione tecnica;
    • Valutazione del rischio;
    • Analisi di fattibilità tecnica ed economico/finanziaria;
    • Business planning;
    • Verifica su applicazioni pilota e proof of concept.

    Nell’ambito della seconda fase di trasferimento tecnologico, sono incluse tutta una serie di attività che riguardano lo sviluppo sperimentale e la ricerca industriale.

    Facciamo subito un po’ di chiarezza sul significato di questi ultimi due termini.

    Con sviluppo sperimentale si intende l’acquisizione, l’organizzazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità che sono necessarie per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.

    La ricerca industriale invece, come suggerisce il termine, riguarda la ricerca di nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o che siano in grado di apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti.

    Le attività di sviluppo sperimentale devono generare almeno il 60% dei costi complessivi previsti nell’ambito del progetto di trasferimento tecnologico.

    Che tipologie di spesa si possono agevolare con il bando per il trasferimento tecnologico?

    Per renderti più semplice la lettura delle spese che potrai sostenere, le abbiamo suddivise in base alla fase del progetto.

    Per la realizzazione dello studio di fattibilità, i costi che potrai sostenere riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca.

    Per questa fase, i costi sostenuti non potranno essere inferiori a € 50.000 e superiori a € 120.000 e la durata non potrà superare i sei mesi.

    Per la fase relativa al trasferimento tecnologico, le spese previste riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca;
    • spese generali, calcolate nella misura forfettaria del 15% del totale delle spese del personale;
    • costi di esercizio, ovvero i costi direttamente imputabili all’attività di ricerca (materie prime, componenti, semilavorati, materiali commerciali e materiali di consumo specifici).

    Per questa fase, i costi non potranno essere inferiori a € 500.000,00 e superiori a € 2.000.000, e la durata del progetto non potrà essere inferiore a 6 mesi e non superiore a 18 mesi.

    A quanto ammontano le risorse stanziate dal bando?

    Le risorse disponibili per realizzazione di studi di fattibilità ammontano complessivamente a € 5.000.000, mentre quelle disponibili per il trasferimento tecnologico a € 40.000.000.

    Ma non finisce qui. Per le imprese operanti nell’ambito Aerospazio e identificate come coerenti con gli obiettivi di Clean Sky per la fase di trasferimento tecnologico verrà stanziata una dotazione aggiuntiva pari a € 10.000.000.

    Quanto è possibile richiedere?

    Per gli studi di fattibilità, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa:

    • il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese;
    • il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Per i progetti di trasferimento tecnologico, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa e della tipologia di intervento:

    • per la ricerca industriale, il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese;
    • per lo sviluppo sperimentale, il 35% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Da quando sarà possibile presentare le domande?

    Potrai presentare la tua domanda di accesso al contributo a partire dalle ore 12:00 del 5 luglio 2018 dunque… affrettati!

     

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Avviso: il bando è stato chiuso. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui !

    Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio. Negli ultimi anni, complice anche la crisi, il numero di imprese artigiane italiane è, purtroppo, calato vertiginosamente. E’ in considerazione di questo fenomeno e della necessità di supportare questa tipologia di imprese nei propri processi di digitalizzazione, che la Regione Lazio ha scelto di sostenere l’artigianato le imprese iscritte alla sezione I dell’Albo delle imprese artigiane, con il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” di Lazio Innova.

    L’agevolazione, che si è aperta il 22 febbraio 2018, mette a disposizione 2.6 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo dell’artigianato regionale, rafforzando la competitività delle imprese e l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale.

    Il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” prevede due misure che rispondono ad altrettanti obiettivi specifici tra loro complementari:

    1. Linea di intervento A. I progetti imprenditoriali devono riguardare: l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale delle imprese artigiane e/o l’apertura di nuovi canali commerciali per via telematica.
    2. Linea di intervento B. Sono ammissibili esclusivamente progetti sovra-provinciali presentati dai Centri Servizi per l’Artigianato organizzati in rete.

     

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali e i destinatari della misura A del bando dedicato alle imprese artigiane per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Chi può partecipare al bando per ricevere il contributo a Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio?

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    I destinatari delle agevolazioni previste dal bando sono le Imprese Artigiane, in forma singola o in forma di Aggregazione Temporanea e consorzi:

    • iscritte nel Registro delle Imprese, nell’Albo delle imprese artigiane;
    • con sede operativa nella Regione Lazio;
    • in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il nuovo bando per l’artigianato del Lazio?

    L’Aiuto è concesso in regime De Minimis, sotto forma di un contributo a fondo perduto nella misura di base dell’80% delle spese ammissibili e nella misura massima di:

    • € 25.000 per Progetto realizzato da un impresa artigiana in forma singola;
    • € 70.000 per Progetto realizzato sotto forma di aggregazione stabile o temporanea.

     

    Le buone notizie non finiscono qui! È importante sottolineare, infatti, che per quanto riguarda la Linea di Intervento A, la percentuale del contributo può salire dall’80% al 100% delle spese ammesse nel caso in cui l’impresa artigiana, dopo aver presentato la richiesta di contributo, assuma personale di età inferiore ai 35 anni.

    Quali sono le spese finanziabili dal bando per l’artigianato del Lazio?

    Per la Misura A dedicata alle imprese artigiane, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti materiali: macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche nuove di fabbrica funzionali alla realizzazione del Progetto imprenditoriale;
    • interventi edili e sugli impianti generici, purché solo se strettamente legati alle innovazioni introdotte e con un limite massimo del 10% delle Spese Ammesse;
    • investimenti Immateriali: programmi informatici, brevetti, licenze e know how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e altri servizi acquisiti e funzionali alla realizzazione del Progetto ed ammortizzabili;
    • spese per servizi: canoni o assimilabili relativi all’acquisto di servizi innovativi per l’Impresa direttamente imputabili al Progetto imprenditoriale, quali, ad esempio: adesione ad una piattaforma di ecommerce, acquisto di software as a service, noleggio di stampanti 3D, servizi a supporto di logistica, marketing, gestione interna ed esterna, gestione degli acquisti e dei rapporti con i fornitori;
    • servizi e consulenze tecniche riguardanti l’innovazione di prodotto (es: consulenze qualificate per applicazione di processi creativi o di tecnologie digitali per il miglioramento di un prodotto già esistente o la creazione di un nuovo prodotto);
    • servizi e consulenze tecniche relative all’innovazione del processo produttivo;
      servizi e consulenze tecniche finalizzate all’innovazione dei modelli commerciali, quali ad esempio l’e-commerce o modelli collettivi di vendita;
    • servizi e consulenze attinenti la formazione per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto, con un limite massimo del 20% delle spese ammesse al netto della voce di spesa spese generali;
    • servizi di assistenza tecnica e di supporto al progetto imprenditoriale, in particolare riguardanti il supporto tecnico ed operativo per la progettazione, implementazione e corretta rendicontazione nel limite massimo del 10% delle spese ammesse;
    • spese per l’ottenimento della fidejussione da rilasciare a fronte dell’erogazione dell’anticipo;
    • spese generali nella misura massima del 10% del totale delle Spese Ammesse;
    • servizi e consulenze per la formazione, e per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto.

    Mi raccomando, ricorda che, come sempre in caso di agevolazioni pubbliche, tutte le spese rimborsabili con questo bando sono intese al netto dell’IVA.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto possono essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2018 alle ore 12 del 15 maggio 2018 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Si tratta di un bando a sportello, quindi, affrettati a preparare la tua pratica!

     

    Hai bisogno di un supporto professionale per richiedere il fondo perduto per le imprese artigiane del Lazio?

    Contattaci! Saremo lieti di aiutarti…

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  • Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Avviso: il bando per l’innovazione in friuli venezia giulia è stato chiuso il 16 maggio 2018. Se vuoi rimanere sulle ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui!

    In Friuli è il momento giusto per innovare!

    Si apre il 27 marzo 2018 il bando promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia ha lo scopo di incentivare la realizzazione nel territorio regionale di progetti di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), finalizzati al consolidamento delle imprese stesse in chiave innovativa.

    Il bando denominato “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI” – linea b, ha una dotazione finanziaria di oltre 2.3 milioni di euro.

    Chi può partecipare al bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia?

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia finanzia i progetti di investimento delle micro, piccole e medie imprese (PMI), inclusi i liberi professionisti operanti in Friuli. Sia le imprese che i liberi professionisti, possono presentare un solo progetto a valere sul bando.

    Per poter partecipare i richiedenti dovranno essere attive, regolarmente costituite, e iscritte al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre rispettare una serie di requisiti legati al rispetto delle normative, alla situazione economico-finanziaria, e all’eventuale accesso ad altre agevolazioni avvenuto in passato.

    Quale agevolazione è prevista?

    Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, con delle intensità di aiuto diverse in base al Regime con cui l’agevolazione viene concessa:

    • Regime De Minimis 1407/2013, sarà pari al 50% della spesa ammissibile;
    • Art. 17 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 20% per micro e piccole imprese, e al 10% per le medie imprese;
    • Art. 14 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 30% per micro e piccole imprese, e al 20% per le medie imprese.

     

    In ogni caso, il limite massimo di aiuto concedibile per ogni domanda è pari a 200 mila euro, mentre il limite minimo è di 3 mila euro per le microimprese, 6 mila euro per le piccole, e 9 mila euro per le medie imprese.

    L’aiuto è concesso esclusivamente per la realizzazione di progetti di investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I progetti devono essere focalizzati al miglioramento o all’automazione dell’efficienza aziendale ma anche al miglioramento dei processi aziendali e della capacità di penetrare in nuovi mercati.

    I progetti finanziabili possono essere suddivisi in tre gruppi, legati alla realizzazione di:

    1. soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati, come enterprise Resource Planning o ERP, Manufacturing Resource Planning o MPR, sistemi di gestione documentale, sistemi di Customer Relationship Management o CRM, tracciabilità dei prodotti, strumenti di business intelligence e business analytics, strumenti per la sicurezza informatica ed il cloud computing;
    2. soluzione ed applicazioni digitali che consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti (Internet of Thing);
    3. servizi innovativi per la clientela [solo per imprese turistiche].

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti descritti nel paragrafo precedente, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto di:

    • hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale (installazione compresa);
    • sistemi di sicurezza della connessione di rete;
    • software e licenze, anche a canone periodico o a consumo limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica, limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;
    • servizi di consulenza concernenti l’analisi, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informatici descritti al punto precedente;
    • altri servizi di consulenza inerenti al progetto presentato.

    Attenzione, il bando non consente di finanziare la pura e semplice sostituzione di software o hardware o sistemi già in possesso del richiedente, con versioni più aggiornate.

    Come posso presentare domanda di partecipazione?

    La domanda di partecipazione al banco per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia deve essere presentata alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, a partire dalle ore 10:00 del 27 marzo e fino alle ore 16:00 del 16 maggio 2018.

    E’ possibile presentare domanda esclusivamente per via telematica, tramite il sistema informativo FEG (Front End Generalizzato), che puoi trovare sulla colonna destra del sito della Regione FVG. Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione prevista dal bando.

    Le domande saranno valutate sulla base di diversi criteri, ad esempio: la coerenza del progetto presentato con la Strategia di Specializzazione S3, investimenti in tecnologie abilitanti, capacità di ridurre l’impatto ambientale, incremento occupazionale, possesso del rating di legalità.

    Non saranno ammesse a contributo le domande che otterranno un punteggio inferiore a 15 punti. Perciò se hai dubbi, e vuoi essere sicuro di riuscire a vincere il bando, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente esperto.

    Approfondimenti

    Un altro interessante bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese operanti sul territorio, è “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI“ – linea a.

    Questa linea ha una dotazione finanziaria di oltre 6.3 milioni di euro, ma scade il 23 marzo 2018.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Avviso: il bando è stato chiuso il 20 aprile 2018. Nel frattempo rimani aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata, clicca qui

    Con il nuovo bando “Finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica” la Regione Liguria, intende favorire lo la riqualificazione delle strutture ricettive regionali. Il bando, che sarà disponibile dal 30 Novembre 2017 al 20 Marzo 2018, prevede la concessione di finanziamenti agevolati destinati allo sviluppo di piani di riqualificazione per le strutture alberghiere liguri da €150.000 fino ad un massimo di €800.000.

    Chi può partecipare al bando?

    Possono richiedere il finanziamento le micro, piccole e medie imprese, iscritte al Registro delle Imprese e che svolgono l’attività alberghiera.

    Si tratta dunque di:

    1. alberghi
    2. residenze turistico – alberghiere
    3. locande
    4. alberghi diffusi

    Quali progetti è possibile agevolare?

    Il bando prevede che i beneficiari, cioè le strutture alberghiere, presentino un piano di riqualificazione relativamente ad una sola struttura ricettiva ed alle sue pertinenze che devono essere situate sul territorio ligure.

    Il piano deve avere un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000 ed essere completato entro 18 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione da parte della F.I.L.S.E, la finanziaria regionale Ligure.

    Trattandosi di un finanziamento agevolato è evidente che il piano di riqualificazione dovrà essere avviato solo dopo aver presentato domanda a FILSE.

    Quali spese è possibile finanziare?

    Le spese che è possibile finanziare fanno riferimento a Piani di riqualificazione che devono necessariamente avere come obiettivo quello di riqualificare, sviluppare e rendere più competitive le strutture ricettive o i servizi complementari offerti da queste ultime.

    Si fa riferimento, quindi, a interventi di riqualificazione che non solo diretti al miglioramento dei singoli alberghi ma estesi anche ai loro centri benessere, spa, impianti sportivi o parcheggi riservati.

    Nello specifico le spese agevolabili sono:

    • progettazione e direzione lavori, oneri per le concessioni edilizie e collaudi;
    • opere murarie;
    • acquisto di macchinari, impianti, attrezzature varie ed arredi nuovi di fabbrica;
    • acquisto di dotazioni e programmi informatici e realizzazione di siti internet;
    • spese connesse con l’introduzione di sistemi di qualità e all’adesione a sistemi di certificazione ambientale (ad esempio ISO, EMAS, Ecolabel, etc.).

    Quale agevolazione?

    Il bando mette a disposizione un finanziamento ipotecario su un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000.

    La metà di questo finanziamento viene concessa dalla FILSE con un tasso compreso tra 0.50% e 1.25% mentre sulla quota restante, che viene concessa da una delle banche convenzionate si applicherà, in funzione del rating creditizio della singola impresa, uno spread non superiore ai 350 punti base per i finanziamenti con durata 10 anni ed uno spread non superiore ai 400 punti base per i finanziamenti con durata 15 anni.

    In ogni caso, la banca convenzionata effettuerà le proprie valutazioni sul merito creditizio delle singole imprese richiedenti.

    Quali sono le banche convenzionate con F.I.L.S.E?

    Le banche convenzionate con FILSE per questa agevolazione sono:

    • Banca di Credito Cooperativo di Cherasco s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca De’ Baldi s.c.;
    • Banca Alpi Marittime – Credito Cooperativo di Carrù s.c.;
    • Banca Credito Cooperativo di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei fiori s.c..
    • Banca Carige S.p.A.

    Come partecipare?

    Le domande di partecipazione alla agevolazione dovranno essere compilate sul portale “Bandi online” di FILSE tra il 30 Novembre 2017 e il 20 Marzo 2018 e dovranno essere corredate da una serie di documenti quali:

    • dati generali dell’impresa;
    • relazione illustrativa;
      relazione tecnico-economica;
    • copia dei preventivi facenti parte del piano di riqualificazione;
    • eventuale copia dei titoli abilitativi per le opere di ristrutturazione edilizia e per le opere relative agli impianti tecnologici completi di domandarelazione ed elaborati grafici, qualora già in possesso dell’impresa richiedente;
    • dichiarazione di assenso del proprietario stesso ai fini dell’apposizione del vincolo di destinazione d’uso che verrà a gravare sull’immobile sede dell’intervento;
    • copia della richiesta di finanziamento alla Banca Convenzionata;
    • copia di attribuzione della cd. “Classificazione di rischio” da parte della Banca Convenzionata.

    Tutto chiaro? e ricordati… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!

    Vorresti partecipare ma non sai da quale parte cominciare? Contattaci saremo lieti di aiutarti!

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Avviso: il bando beni culturali e turismo è stato chiuso il 10 aprile 2018. Nel frattempo non perderti le ultime novità sulla finanza agevolata, clicca qui !

    La Regione Lazio sostiene il turismo e l’industria culturale regionale con diverse iniziative, tutte estremamente interessanti. Prima fra tutte, il nuovo bando Beni Culturali e Turismo, per le PMI e i Liberi Professionisti laziali con tanta voglia di innovare nell’ambito del turismo e dei beni culturali.

    Dal 5 Dicembre 2017 è, possibile presentare la propria domanda per il nuovo bando Beni Culturali e Turismo di Lazio Innova.

    L’agevolazione mette a disposizione 15 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo della filiera turistica e culturale regionale, rafforzando la competitività del tessuto produttivo laziale nei settori del Turismo, dei Beni Culturali e delle Tecnologie della Cultura, che rappresentano un asset strategico per l’economia della regione.

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali del bando “Beni Culturali e Turismo” della Regione Lazio per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Ambiti progettuali del bando Beni Culturali e Turismo

    Come si evince dal nome, il bando beni culturali e turismo di Lazio Innova consente ai richiedenti di presentare i propri progetti su due diversi settori, quello turistico e quello dei beni culturali. Di seguito analizzeremo le tipologie di progetti che possono essere presentati in ciascuno dei due settori.

    Turismo

    • Efficientamento energetico degli Alberghi
    • Servizi digitali per il turismo e sviluppo di soluzioni innovative, in ambito ICT, quali:
      • l’ideazione e la realizzazione di piattaforme digitali integrate che veicolino le informazioni legate alle località turistiche del Lazio e che consentano una più efficace azione di marketing territoriale facilitando la ricerca, pianificazione, acquisto ed esperienza delle scelte di viaggio nel Lazio;
      • lo sviluppo e l’adozione di tecnologie digitali integrate per la messa in rete di offerte e servizi turistici e tese a supportare il turismo legato a:
        1. agricoltura ed enogastronomia;
        2. cammini, sport, salute e natura;
        3. incoming formativo, corsi e laboratori di Italian Style;
        4. congressi e affari;
        5. personalizzazione e gamma alta;
      • l’adozione di sistemi basati su tecnologie  digitali finalizzati all’offerta di servizi digitali;

    la veicolazione sui nuovi media di informazioni e servizi turistici, garantendo una migliore accessibilità, sicurezza, comfort, connettività e disponibilità di nuovi contenuti anche in un’ottica di internet of things.

    • Miglioramento dell’offerta alberghiera
      Gli Alberghi possono richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Bando a sostegno di investimenti materiali ed immateriali in linea con le indicazioni del Piano del Turismo, quali:
      • quelli riguardanti il miglioramento dell’accessibilità delle strutture e dei relativi servizi per i diversamente abili;
      • quelli finalizzati ad intercettare nuova domanda in coerenza con i 5 cluster strategici regionali ivi individuati:
        1. nel segmento dei congressi e affari: investimenti riguardanti sale congressi, sale riunioni ed uffici temporanei, servizi business quali teleconferenze, call ed hangout;
        2. nel segmento della turismo di alta gamma: investimenti riguardanti SPA, altri trattamenti benessere, finalizzati a proposte di intrattenimento o sportive;
        3. interventi su immobili o giardini di pregio, interventi “firmati” di particolare pregio e richiamo architettonico-artistico, predisposizione di shop o corner per prodotti alti di gamma
        4. nel segmento dell’enogastronomia e dell’Italian Style: investimenti riguardanti l’upgrading ristoranti, bar-caffè, servizi di catering, relativa logistica ed inserimento in catene horeca riguardanti i prodotti agricoli locali, realizzazione e allestimento di locali dedicati a corsi di cucina, laboratori artigianali;
        5. in segmenti chiaramente individuati nell’ambito di Club di prodotto e catene volontarie, per adeguarsi a standard qualitativi derivanti da accordi Tour Operator Incoming (DMC o Territory Operator) o aggregatori tra domanda ed offerta turistica.

    Beni culturali

    Innovazioni di prodotto e di processo esclusivamente nell’ambito di:

    • Fluorescenza a raggi x;
    • Microscopia elettronica a scansione;
    • Modelli di dispersione degli inquinanti atmosferici;
    • Modelli di deposizione di inquinanti;
    • Riflettografia Infrarosso;
    • Telerilevamento;
    • Rilievi fotogrammetrici;
    • Tecnologie per scavi e ricerche archeologiche, archeologia sperimentale;
    • Tecnologie per la digitalizzazione e la classificazione;
    • New media & storytelling/storyguide/audiovisual guide;
    • Augmented reality;
    • Virtual museum, social museum, participatory museum, Qrcode;
    • Marked images, NFC, indoor geolocalization;
    • 3D projection mapping;
    • Tecnologie immersive interactive, motion/body;
    • Tracking, gesture control;
    • 3D imaging & simulation;
    • 3D laser scanning, modelling, e printing.

    Progetti Semplici e Progetti Integrati

    Il bando beni culturali e turismo consente alle imprese di presentare sia progetti semplici che progetti integrati.

    I progetti semplici possono essere presentati da una singola impresa e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i € 50.000 ed i € 500.000.

    I progetti integrati possono essere presentati sia da una singola impresa ma, anche, da una aggregazione di imprese o di altri soggetti come, ad esempio, le Università e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i 500.000 e i 3 Milioni di Euro.

    Il Contributo a fondo perduto previsto dal bando Beni Culturali e Turismo

    Il contributo a fondo perduto può essere richiesto in regime di esenzione o in Regime de minimis, e prevede percentuali differenti di rimborso in base al tipo di piano di investimento che l’impresa o le imprese vogliono attuare e alla dimensione aziendale.

    Se vuoi sapere l’importo preciso del contributo a fondo perduto che ti spetterebbe partecipando al bando ti consiglio di leggere con attenzione l’Art. 5 dell’Avviso Pubblico che puoi trovare qui.

    Quali sono i criteri di valutazione per partecipare al bando?

    I criteri di valutazione previsti dal bando Beni Culturali e Turismo riguardano i seguenti aspetti:

    1. validità tecnica e fattibilità del progetto
      • livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale;
      • qualità tecnica del progetto;
      • miglioramento competitivo;
    1. validità economico-finanziaria del progetto, articolata in:
      • congruità e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere;
      • validità economico e finanziaria;
    2. impatto potenziale del progetto, con riferimento a:
      • mercato di riferimento, in termini di miglioramento delle condizioni occupazionali;
      • filiera di riferimento, in termini di diversificazione produttiva e di mercato;
      • sostenibilità ambientale e miglioramento delle performance ambientali della filiera/settore.
    1.  
    •  

    Fino a quando è possibile presentare le domande ?

    Il bando Beni Culturali e Turismo è un bando a sportello, questi significa che lo sportello resterà aperto fino a quando ci saranno risorse effettivamente disponibili.

    É possibile caricare il proprio progetto sul portale GECOWEB dal 5 Dicembre 2017 ed inviare via pec la domanda di partecipazione al bando:

    • per i Progetti Semplici, a partire da 18 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 20 marzo 2018
    • per i Progetti Integrati, a partire dal 23 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 10 aprile 2018

     

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  • Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    I 5 consigli Trovabando per aprire un affittacamere o un b&b con Resto al Sud

    Se il tuo obiettivo è quello di aprire un’affittacamere o un b&b, Resto al sud è sicuramente l’opportunità che fa per te, perché ti da la possibilità di avere accesso ad un’agevolazione che copre il 100% delle spese che dovrai sostenere per avviare la tua attività.

    Buttarsi a capofitto nella scrittura del progetto, senza capire bene quali elementi “critici” bisogna valutare attentamente, può essere molto rischioso.

    Per queste ragioni ho pensato di suggerirti alcune domande fondamentali che dovrai porti per scrivere il tuo progetto in maniera efficace ed…aprire finalmente il tuo affittacamere.

    Se vuoi sapere come funziona il bando Resto al Sud, o quali sono le attività finanziabili, puoi leggere i nostri blog post precedenti.

    Ho i giusti requisiti per partecipare a Resto al Sud?

    Questa è in assoluto la prima cosa su cui devi essere assolutamente certo: possedere tutti i requisiti per poter richiedere l’agevolazione.

    Di quali requisiti sto parlando? Mi riferisco, in prima battuta, all’età che deve essere compresa tra i 18 e i 45 anni.

    Per poter partecipare e richiedere Resto al Sud devi avere 18 anni già compiuti o 46 anni non compiuti, alla data di entrata in vigore del Decreto “Resto al Sud”: ossia, al 21 giugno 2017.

    Oltre a questo requisito strettamente anagrafico, dovrai dimostrare di possedere le competenze ed esperienze necessarie per portare a termine il tuo progetto nell’ambito del turismo con successo.

    Chi sono i competitor del mio affittacamere o B&B che dovrò indicare nella domanda del bando Resto al Sud?

    Conoscere i propri competitor vuol dire capire, per ciascuno di loro, punti di forza e di debolezza.

    Lo so, sembra un’affermazione leggermente “spietata” ma fidati, è la logica più utile per approcciare il mercato in cui stai cercando di inserirti.

    Analizzare i potenziali competitor diretti e indiretti e il comportamento del target di riferimento, ti permette di ottenere tutta una serie di informazioni utilissime per capire quali azioni vanno replicate (perché di successo) e quali sono quelle da evitare.

    Quali spese dovrò sostenere e quali di queste posso agevolare con Resto al Sud?

    L’avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale, compreso ovviamente l’affittacamere, sottintende il dover sostenere numerosi costi.

    La prima tipologia di spesa che, molto probabilmente, dovrai affrontare sarà relativa agli eventuali interventi di ristrutturazione.

    Parlo di ristrutturazione dell’immobile, e non di acquisto dello stesso, perché mentre il primo è consentito nel limite del 30% del programma di spesa, il secondo non può essere in nessun caso agevolato con Resto al Sud.

    La seconda tipologia di spesa a cui far fronte riguarda le materie prime. Un esempio di materie prime può riguardare, laddove dovessi decidere di offrire la colazione, i costi per l’acquisto di latte, caffè, biscotti, e tutto quello di cui avrai bisogno per proporre un’ottima colazione ai tuoi clienti.

    La gestione di una struttura ricettiva comporta grossi sforzi, soprattutto per ciò che concerne la gestione delle prenotazioni.

    Per questa semplice motivazione, se pur cruciale, adottare un software gestionale che semplifichi l’intera attività, diventa essenziale. Anche in questo senso, Resto al Sud ti dà un grosso aiuto, permettendoti di spesare anche i programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC), purché connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

    Non vanno sottovalutate assolutamente le spese per le utenze, come ad esempio telefono, gas, luce, abbonamento ad internet, acqua. Anche in questo caso, si tratta di spese che potrai tranquillamente agevolare con Resto al Sud.

    Non hai un locale a disposizione e, considerando che la misura non ti consente di spesarne l’acquisto, non hai il capitale necessario per acquistarlo? Nessun problema: Resto al Sud ti permette di includere tra le spese agevolabili quelle relative ai canoni di affitto di immobili.

    Come posso pubblicizzare il mio affittacamere o b&b?

    Quando si parla di promozione della propria attività ci si riferisce all’identificazione delle strategie attraverso cui si può incrementare il numero dei clienti, identificando il budget di cui avrai bisogno.

    Le azioni di marketing offline ed online che puoi implementare sui potenziali clienti, sono molteplici e toccherà pianificarle attentamente, anche con l’aiuto di esperti del settore, per ottenere reali risultati.

    Alcuni esempi di strategie da adottare potrebbero essere:

    • eventi inaugurali
    • realizzazione di un sito web completo, multilingua e curato dal punto di vista della SEO
    • creazione e cura dei profili della tua attività su Social networks
    • attività di SEM e SEA
    • siti web intermediari di 1° livello generici come ad esempio Booking.com

     

    Queste sono certamente alcune delle cose più importanti da tenere a mente.

    Se vuoi approfondire gli argomenti trattati, o avere ulteriori informazioni per la stesura del business plan, clicca subito sul pulsante arancione che trovi qui sotto.

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  • Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Avviso: il bando Apulia Film Fund 2017 è stato chiudo il 28 febbraio 2018. Rimani aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Cos’è Apulia film fund?

    Riapre l’Apulia Film Fund, dedicato alle imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva. A disposizione delle imprese ci saranno €5 milioni, che potranno essere utilizzati per documentari, lungometraggi, cortometraggi, serie TV/WEB e format televisi.
    Se ti occupi di audiovisivo, cinema o tv sai benissimo che i fondi regionali possono rappresentare un ottimo strumento per realizzare i tuoi progetti creativi.

    apulia-film-fund-2017-la-guida-definitiva-per-fare-cinema-e-tv-in-puglia
    Riapre il bando della Apulia Film Commission: 5 Milioni di euro a fondo perduto per l’audiovisivo in Puglia

    Se stai pensando di girare una fiction o un documentario oppure vuoi dare finalmente dare vita a quel film che avevi nel cassetto da anni… ecco, questo può essere il tuo momento!

    Come? Semplice! Con l’Apulia Film Fund, il fondo erogato dalla Fondazione Apulia Film Commission per l’anno 2017 che ha come obiettivo quello di attrarre produzioni audiovisive sul territorio pugliese.

    Attraverso l’Apulia Film Fund la Regione Puglia sostiene le imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva (contraddistinte dal codice ATECO 59.11) non solo italiane, ma anche europee ed extraeuropee, che intendono produrre i propri prodotti creativi in Puglia valorizzando le location pugliesi e promuovendole attraverso il canale cinematografico/televisivo.

    I contributi che vengono erogati sono a fondo perduto e sostengono diverse categorie di prodotti con logiche ed importi differenti ma con l’obiettivo comune di abbattere i costi di trasferta, il cast, le spese per la troupe, le location e lo scouting del territorio pugliese..

    Le categorie di progetto che possono beneficiare di queste agevolazioni sono le opere audiovisive appartenenti alle seguenti tipologie

    1. Fiction
      • Lungometraggi di finzione o animazione a principale sfruttamento cinematografico;
      • Film Tv di finzione o animazione;
      • Serie Tv/Web di finzione o animazione;
    2. Doc
      • Documentario a principale sfruttamento cinematografico;
      • Documentario Tv;
      • Serie di documentari Tv/Web;
    3. Short
      • Cortometraggio di fiction o animazione;
      • Cortometraggio musicale (videoclip o music-video) Tv/Web;
    4. Format
      • Reality;
      • Talent show;
      • Factual entertainment;
      • Fictionality/constructed reality;
      • Action game;
      • Adventure game.

    La dotazione del bando, è estremamente interessante: a disposizione ci sono,infatti, €5 Milioni.

    I contributi che verranno erogati saranno, al massimo:

    • €350.000 nel caso di progetto della categoria Fiction;
    • €60.000 nel caso di progetto della categoria Doc;
    • €25.000 nel caso di progetto della categoria Short;
    • €100.000 nel caso di progetto della categoria Format.

    Le spese coperte riguarderanno lo sviluppo e l’intera produzione dell’opera audiovisiva.

    La condizione inderogabile per ricevere il contributo è lo sviluppo dell’opera interamente o in parte nel territorio pugliese.

    Hai tempo per presentare le domande fino al 2018 ma affrettati le risorse finiscono in fretta! Che stai aspettando?

    Goditi anche tu le bellezze di questo territorio e sviluppa il tuo progetto cinematografico con l’Apulia Film Fund.

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  • Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Ti proponiamo degli esempi per capire meglio quali attività sono ammesse da Invitalia e quali sono escluse

    Leggi il nostro articolo e scopri subito tutto quello che c’è da sapere su questa agevolazione che ti permette di finanziare nuove attività come: affittacamere, b&b, ristoranti… E molto altro!

    Nella nostra mini guida, abbiamo già parlato nel dettaglio di Resto al Sud, la nuova agevolazione di Invitalia pensata per combattere il fenomeno dell’emigrazione dei giovani dal sud Italia e per favorire la nascita di nuove attività nel meridione.

    Per Resto al sud sono stati stanziati complessivamente 1.25 miliardi di euro, che saranno di grande supporto per tutti gli under 46 che vogliono aprire (o hanno da poco aperto) un’attività nelle 8 regioni del meridione, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Ma quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    La prima cosa da fare per comprendere se Resto al Sud fa davvero al casa tuo, è capire quali solo le attività che possono essere finanziate da questo bando!

    A questo proposito, una prima soluzione è quella di leggere il bando, dal sito di Invitalia, e consultare uno ad uno i codici ATECO delle attività che sono ammissibili per richiedere questa agevolazione, sincerandosi che il codice relativo all’attività che si vuole intraprendere non sia presente tra le attività escluse dal bando.

    Ti anticipo, però, che i codici ATECO sono più di 1.300… una lettura abbastanza impegnativa!

    Se ti stai chiedendo come fare, e già ti vedi impegnato per ore e ore a leggere righe di Excel, abbiamo pensato per te di fornirti qualche esempio di attività che puoi avviare con questo bando “Resto al Sud”.

    Come molti sanno il sud Italia è famoso per il suo cibo squisito ed ogni regione ha i suoi piatti tipici… perché ti dico questo?

    Perchè grazie al bando Resto al Sud potrai finanziare l’apertura di attività collegate alla ristorazione e alla somministrazione. Potrai aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • ristorante
    • gelateria
    • pasticceria
    • bar
    • catering per eventi o matrimoni

     

    Se invece sei interessato all’ambito del turismo e delle ricettività, grazie a Resto al sud potrai finalmente aprire le attività che trovi di seguito:

     

    Resto al sud finanzia anche l’apertura di attività collegate ai servizi alla persona. Qualche esempio?

    • lavanderia
    • tintoria
    • parrucchiere
    • istituti di bellezza
    • salone di estetica
    • manicure
    • pedicure
    • studio di tatuaggi
    • toletta per animali
    • centro benessere
    • palestra
    • stabilimento balneare

     

    Ma non finisce qui!

    Resto al Sud potrà essere utilizzato anche nell’ambito della formazione e dell’istruzione, ovvero per aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • scuola di vela
    • scuola di danza
    • autoscuola
    • scuole di lingua
    • asilo nido

    E nel campo della sanità e dell’assistenza sociale?


    Al bando Resto al Sud possono accedere anche le attività che si riferiscono ai servizi di assistenza sanitaria e sociale, che appartengono alla sezione Q, come ad esempio:

    • servizi degli studi medici di medicina generale
    • attività dei centri di radioterapia
    • studi di omeopatia e di agopuntura
    • attività degli studi odontoiatrici
    • fisioterapia
    • attività svolta da psicologi
    • strutture di assistenza residenziale, e non residenziale, per anziani e disabili
    • servizi di asili nido.

    Abbiamo visto insieme alcune delle attività finanziabili con il bando Resto al Sud. Ma vediamo insieme quali sono, invece, alcune delle attività che non possono essere finanziate con questo bando.

    Quali sono le attività che non possono essere finanziate con Resto al Sud?

    Resto al sud esclude la creazione di qualsiasi attività commerciale sia al dettaglio che all’ingrosso. Che significa?

    Con resto al sud non potrai aprire nessun tipo di negozio, né fisico né online. Quindi un no assoluto ai negozi di abbigliamento, fiori e piante, articoli di profumeria, prodotti per l’igiene personale, piccoli animali domestici, orologi, articoli di gioielleria e argenteria, calzature e pelletterie, articoli sportivi, pesce, carni, verdure, bibite, computer, e così via.

    Resto al Sud, inoltre esclude tutte le attività legate all’agricoltura ed alla silvicoltura.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se il tuo progetto e la tua nuova attività sono finanziabili o meno tramite Resto al sud. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

     

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  • [Bando Creatività 2020] Un contributo a fondo perduto per le industrie creative e digitali del Lazio

    [Bando Creatività 2020] Un contributo a fondo perduto per le industrie creative e digitali del Lazio

    Avviso: il bando Creatività 2020 è stato chiuso il 9 gennaio 2018. Nel frattempo non perderti le ultime novità sulla finanza agevolata, clicca qui !

    Ottime notizie per le imprese e gli organismi di diffusione della conoscenza della regione Lazio, che operano nell’ambito delle industrie creative e digitali. E’ fissata per il 26 Settembre 2017 l’apertura del bando Creatività 2020, un contributo a fondo perduto con una dotazione finanziaria di oltre € 9.2 Milioni di euro.

    Quali sono i beneficiari del bando?

    • Micro, piccole, medie imprese (PMI) e liberi professionisti;
    • Grandi Imprese;
    • Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza;
    • Aggregazioni temporanee di imprese (ATI).

    Attenzione: per partecipare al bando, i beneficiari devono avere una sede operativa nel territorio del Lazio.

    Quali progetti sono agevolati dal bando Creatività 2020?

    Gli ambiti di operatività del bando si suddividono in due macro aree:

    1. Sviluppo, produzione e distribuzione cross-mediale, post-produzione digitale, spettacolo digitale e dal vivo

    In particolare con riferimento a:

    • Produzione, post-produzione e disseminazione nel campo dell’audiovisivo;
    • Sviluppo e adozione di tecnologie digitali applicate al mondo dell’audiovisivo, dello spettacolo dal vivo e di nuove forme di intrattenimento, nelle fasi di pre-produzione, produzione, post-produzione, effetti speciali e distribuzione;
    • Sviluppo e adozione di applicazioni e servizi digitali in grado di implementare canali di collaborazione e condivisione dei diversi business in modo da collegare contenuti audiovisivi ai bisogni dei diversi mercati (ad esempio per lo sviluppo di componenti software, gaming, apparecchi mobili, etc.);
    • Utilizzo e sviluppo di tecnologie digitali per il restauro e la tutela del patrimonio culturale immateriale (audiovisivo), per consentirne nuove modalità di valorizzazione e fruizione.

    2. Sviluppo di applicazioni digitali, sia come prodotto che come servizio

    In particolare con riferimento a:

    • Servizi digitali per medicina, salute e benessere personale, con particolare riferimento a servizi digitali integrati, sostenibili e incentrati sul benessere della persona (citizen centered care) e a sistemi per la fornitura, l’analisi e il trattamento delle immagini mediche in un’ottica di improving health information finalizzate alla realizzazione di supporti clinici decisionali per la diagnosi e la terapia;
    • Nuove modalità di fruizione (on-board & public media) che colleghino progettualità e contenuti ai bisogni di nuovi mercati (ad es. accesso mediante mobile o public devices, anche per i turisti), migliorandone l’accessibilità (connettività e appropriatezza), l’affidabilità, la sicurezza e quindi il valore percepito.

    bando-creativita-2020-un-contributo-a-fondo-perduto-di-e9-2-milioni-per-le-industrie-creative-e-digitali-del-lazio
    Scopri tutto sul nuovo bando Creatività 2020, €9.2 Milioni a fondo perduto per PMI, liberi professionisti, grandi imprese, ATI e organismi di ricerca e diffusione della conoscenza del Lazio

    I progetti potranno essere presentati al bando Creatività 2020 sia come “progetti semplici” che come “progetti complessi“. Vediamo insieme quali sono le principali differenze.

    Progetti semplici

    I progetti semplici possono essere presentati da PMI, e dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla data di concessione del contributo a fondo perduto. Per i progetti semplici, l’importo complessivo delle spese ammesse al contributo deve essere compreso tra i € 50.000 ed i € 500.000.

    Progetti integrati

    Possono essere presentati da singole imprese (per imprese si fa riferimento a MPMI, liberi professionisti e grandi imprese), da imprese in collaborazione con un organismo di diffusione della conoscenza, o da aggregazioni temporanee di imprese (ATI). I Progetti integrati dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla data di concessione della sovvenzione, e l’importo complessivo delle spese ammissibili deve essere compreso tra 500 mila euro e €3 Milioni.

    Come verranno valutati i progetti?

    Il contributo sarà concesso del contributo sulla base di procedura valutativa a sportello. I progetti verranno giudicati in base ad una griglia di valutazione ben precisa che terrà conto dei seguenti aspetti:

    1. validità tecnica e fattibilità del progetto;
    2. validità economico-finanziaria del progetto;
    3. impatto del progetto su:
      • mercato di riferimento nell’ottica di un miglioramento delle condizioni occupazionali;
      • filiera di riferimento, in termini di diversificazione produttiva e di mercato;
      • sostenibilità ambientale e miglioramento delle performance ambientali della filiera o del settore.

    Quando è possibile presentare la domanda per il Bando Creatività 2020?

    A partire dalle ore 12 del 26 settembre 2017 i richiedenti potranno accedere al portale GeCoWEB e compilare online il formulario per il bando Creatività 2020. La domanda generata dal sistema dovrà essere poi inviata via Pec con le seguenti tempistiche:

    • Progetti Semplici – a partire dalle ore 12 del 10 ottobre 2017 e fino alle ore 12 del 12 dicembre 2017
    • Progetti Integrati – a partire dalle ore 12 del 24 ottobre 2017 e fino alle ore 12 del 9 gennaio 2018 

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  • Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Perchè è importante richiedere la Carta Nazionale dei Servizi

    La Carta Nazionale dei Servizi, spesso indicata con l’acronimo CNS, è uno dei vari strumenti messi a disposizione delle imprese per permettere una identificazione assolutamente certa dell’impresa da parte della Pubblica Amministrazione.

    La CNS può quindi essere vista come una sorta di carta d’identità elettronica dell’impresa. Consente a quest’ultima, tra le altre cose, di accedere ad una serie di servizi on-line offerti dalla pubblica amministrazione.

    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi?

    La Carta Nazionale dei Servizi è un dispositivo informatico che può avere l’aspetto di una chiavetta USB o di una smart card, e contiene al suo interno un “certificato digitale” che permette l’identificazione certa di qualsiasi azienda in rete.

    La CNS è, quindi, uno strumento digitale estremamente utile e sempre più indispensabile per tutte le aziende che vogliono dialogare con le Pubbliche Amministrazioni in via telematica.

    Cos'è la Carta Nazionale dei Servizi
    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi e e perchè dovresti richiederla se vuoi partecipare ad agevolazioni pubbliche

    Chi può richiedere la CNS?

    Se pensi che solo le imprese possano richiedere la CNS, ti sbagli di grosso!

    La CNS può essere richiesta anche da cittadini privati, per consultare i propri dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su un sito web.

    A cosa serve?

    La CNS consente non solo di firmare digitalmente documenti informatici come bilanci, fatture o contratti, con lo stesso valore legale di una firma autografa apposta su carta, ma anche di accedere in rete ai servizi della Pubblica Amministrazione come bandi ed agevolazioni pubbliche.

    Prima di presentare qualche esempio utile, ti proponiamo un video pubblicato dalla Camera di Commercio di Varese, che illustra che cos’è la Carta Nazionale dei Servizi.

     

    Fonte video: Camera di Commercio di Varese

    Come usare la Carta: qualche esempio utile

    Visitando, ad esempio, il sito https://impresa.italia.it e facendo login con CNS (o SPID) ogni impresa può accedere al “cassetto digitale”, il nuovo strumento per avere sempre a disposizione le informazioni ed i documenti ufficiali della propria impresa.

    Grazie al cassetto digitale, le imprese italiane possono accedere in maniera del tutto gratuita a:

    • Visura ordinaria, visura storica, visura artigiana e scheda società;
    • Modello di dichiarazione sostitutiva del certificato Registro Imprese;
    • Statuti, atti e bilanci depositati;
    • Situazione dei pagamenti del diritto annuale;
    • Stato pratiche Registro Imprese (trasparenza amministrativa).

     

    Ma l’utilità della CNS non si esaurisce qui. Il possesso della CNS è spesso un requisito fondamentale per poter avere accesso alle procedure per la trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni pubbliche.

    È il caso, ad esempio, del voucher per la digitalizzazione delle PMI che abbiamo visto sul blog di Trovabando in maniera molto approfondita.

    Il cittadino invece, può collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, registrarsi senza digitare tutti i propri dati e accedere così al sito e verificare lo stato della propria posizione fiscale.

    Come richiedere la Carta

    Le Camere di Commercio, in quanto Pubbliche Amministrazioni, rilasciano la CNS insieme al servizio di firma digitale degli atti e dei documenti.

    Per poter avviare le pratiche di emissione e consegna della Carta Nazionale dei Servizi con funzioni di Firma Digitale bisognerà presentarsi di persona presso la propria Camera di Commercio, con un documento di riconoscimento valido e un indirizzo e-mail.

    Alcune Camere di Commercio rendono disponibile la possibilità di prenotare la propria CNS direttamente tramite web.

    Per agevolare gli utenti interessati, e per rendere la procedura di richiesta della Carta Nazionale dei Servizi più veloce, è stata attivata una collaborazione con soggetti esterni accreditati.

     

     

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