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  • Z…come Zone Franche Urbane – cosa sono e quali agevolazioni prevedono

    Z…come Zone Franche Urbane – cosa sono e quali agevolazioni prevedono

    Zone Franche Urbane: che cosa e quali sono le agevolazioni e gli incentivi previsti dallo Stato per le imprese che operano in questi territori

    Il dizionario della finanza agevolata di Trovabando è arrivato alla lettera Z di… Zone Franche Urbane. Ma che cosa sono le Zone Franche Urbane e quali sono gli incentivi e le agevolazioni previste per le imprese che operano in questi territori? Scopriamolo insieme in questa nuova puntata del nostro Glossario!

    Che cosa sono le Zone Franche Urbane?

    Le zone franche urbane o ZFU sono dei territori, ben definiti a livello geografico dal legislatore nazionale, nei quali le imprese che vi operano possono beneficiare di programmi di defiscalizzazione e deconcentribuzione. In parole povere, lo Stato con l’obiettivo di risollevare aree caratterizzate da disagio sociale ed occupazionale nonché da una economia estremamente depressa, intervengono a supporto delle imprese di tali zone con una diminuzione dell’abituale carico fiscale e contributivo.

    Le Zone Franche Urbane vengono istituite inoltre, anche per supportare e favorire aree colpite da eventi naturali come terremoti ed inondazioni. E’ questo il caso, della Zona Franca Urbana del Sisma del Centro Italia, istituita con la legge 21 giugno 2017, n. 96 e che interessa una serie di comuni delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dal terremoto che ha raso al suolo le città di Amatrice il 24 Agosto 2016.

    Zone Franche Urbane: un po’ di storia

    Queste zone nascono dall’esperienza francese e sono state istituite in Italia per la prima volta nel 2007. La prima Zona franca urbana è stata però effettivamente avviata nel 2013 nel territorio del comune dell’Aquila ed è stata seguita da altre Zone Franche Urbane in Calabria, Campania, Sicilia, Puglia, nella provincia di Carbonia-Iglesias in Sardegna, in Emilia Romagna, Lombardia e nel centro Italia, per l’appunto.

    Quali agevolazioni sono previste per le imprese delle Zone Franche Urbane?

    Come abbiamo visto insieme, i benefici previsti per le imprese che operano in una Zona Franca Urbana consistono sostanzialmente in una esenzione dalle imposte come l’IRPEF, l’IRES, l’IRAP o l’IMU e dall’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sul lavoro dipendente.

    Vorresti richiedere un contributo o una agevolazione ma non sai da che parte cominciare?

    Il team di Trovabando sarà felice di aiutarti

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  • V…come Venture Capital – cos’è e come funziona

    V…come Venture Capital – cos’è e come funziona

    Venture Capital: che cos’è, come funziona e quali strumenti devi conoscere se ti approcci per la prima volta al mondo del venture capital

    Tra le fonti di finanziamento alternative al credito bancario, il capitale di ventura o venture capital, rappresenta sicuramente lo strumento più noto, per lo meno nell’ambito delle startup innovative.

    Secondo la definizione dell’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, il venture capital è:

    l’attività di investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate, con l’obiettivo della valorizzazione dell’impresa oggetto dell’investimento, ai fini della sua dismissione entro un periodo di medio-lungo termine”.

    Che cos’è il Venture Capital?

    Per Venture Capital facciamo riferimento ad una tipologia di investimento che si focalizza su aziende in una fase iniziale del proprio ciclo di vita (c.d seed, startup ed expansion) ma con elevate prospettive di crescita.

    L’obiettivo delle operazioni di venture capital è quello di accrescere in maniera molto consistente il valore dell’azienda oggetto dell’investimento, per rivendere la propria partecipazione (la c.d exit) in un periodo successivo, generalmente di 5 anni.

    Senza l’intervento dei fondi di venture capital, aziende come Facebook, Google o Apple non sarebbero mai esistite… questo per farti capire la fondamentale importanza di questa forma di finanziamento, per lo sviluppo di realtà innovative.

    Fondi di Venture pubblici e privati

    I fondi di venture possono essere privati, la stragrande maggioranza, o pubblici. Questi ultimi, forse meno conosciuti, rappresentano però un’occasione molto interessante per le startup innovative in fase di fundraising o raccolta di capitali.

    Tra i fondi di venture più noti, e che hanno compiuto negli ultimi anni operazioni di investimento molto interessanti, c’è Lazio Innova, la finanziaria regionale della Regione Lazio, che con il suo fondo di venture ha co-investito in startup di successo come Tiassisto24 e Social Academy. Ma anche il fondo di regionale di venture della Regione Basilicata o quello della Regione Sardegna, tanto per citarne alcuni.

    L’accesso ai fondi di venture delle finanziarie regionali è regolato da specifici bandi ed avvisi pubblici, con finestre temporali per l’invio della domanda ben definite.

    Venture Up: la piattaforma da non perdere se sei alla ricerca di investitori….

    Sei sei uno startupper e ti trovi in quel processo di ricerca di capitale denominato fundraising, avrai sicuramente preso in considerazione l’ipotesi di rivolgerti ad un fondo di venture per raccogliere capitale.

    Per districarti meglio in questo mondo, oggettivamente complesso, ti segnaliamo un indirizzo che può esserti molto utile nel progettare la tua strategia di approccio ai fondi di venture. Si tratta di Venture UP, piattaforma creata da AIFI e dal Fondo Italiano di Investimento per promuovere la conoscenza e il matching tra startup e fondi di venture.

    La piattaforma contiene l’elenco completo dei soggetti, pubblici e privati, che si occupano di venture capital in italia. Inoltre, da la la possibilità alle startup di inserire il proprio progetto sul marketplace interno e fornisce una serie di strumenti utili come tool di business planning e strumenti di autovalutazione. Dunque, vale la pena di approfittarne!

    Tutto chiaro?

    Allora non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata!

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  • U…come ULA: Unità Lavorative Annue

    U…come ULA: Unità Lavorative Annue

    Che cosa sono le ULA, Unità Lavorative Annue, e come si calcolano? Scopri come calcolare gli effettivi della tua azienda con la nuova puntata del Glossario di Finanza Agevolata!

    Se stai partecipando ad un bando pubblico o hai richiesto in passato contributo a fondo perduto, un finanziamento agevolato o qualsiasi altra agevolazione pubblica, sicuramente ti sarai imbattuto nel termine “ULA” o “Effettivi“. Ma che cosa si nasconde dietro questa sigla? Vediamolo insieme!

    Che cosa sono le ULA?

    Per ULA, o “effettivi”, si intendono le c.d. unità lavorative annue (ULA), cioè il numero complessivo di occupati in un anno all’interno di un’impresa.

    Per occupati si intendono i dipendenti dell’impresa (sia a tempo determinato o indeterminato), iscritti nel libro matricola dell’impresa e legati all’impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza. Fanno eccezione i dipendenti posti in cassa integrazione straordinaria.

    Si considerano dipendenti dell’impresa anche gli imprenditori individuali, e i soci che svolgono attività regolare nell’impresa e percepiscono un compenso per l’attività svolta, a patto che sia diverso da quello di partecipazione agli organi amministrativi della società.

    Tra i dipendenti dell’impresa non sono conteggiati gli apprendisti, con contratto di apprendistato, e le persone con contratto di formazione o di inserimento.

    Come si effettua il calcolo ULA?

    Il calcolo delle ULA si effettua a livello mensile, considerando un mese l’attivita’ lavorativa prestata per piu’ di 15 giorni solari.

    I dipendenti occupati part-time sono conteggiati come una frazione di unità lavorative, in misura proporzionale al rapporto tra le ore di lavoro previste dal contratto part-time e quelle fissate dal loro contratto collettivo di riferimento.

    Facciamo un esempio

    Se ad esempio il dipendente Mario Rossi, il cui contratto di riferimento prevede l’effettuazione a tempo pieno di 36 ore settimanali, ha lavorato per 12 mesi con un part time di 18 ore settimanali, dovrà essere conteggiato come 0.5 ULA.

    Questo valore deriva dal seguente calcolo:

    (18 ore/36 ore) * (12 mesi lavorati/ 12 mesi annui) = 0.5 ULA

    Se invece Mario Rossi, piuttosto che 18 ore settimanali, ne ha lavorate 24, dovremo conteggiarlo come:

    (24 ore/36 ore) * (12 mesi lavorati/12 mesi annui) = 0.666 ULA

    Qualora Mario Rossi, con un part time di 18 ore settimanali, abbia lavorato per un periodo inferiore ad un anno, il calcolo sarà il seguente:

    (18 ore/36 ore) * (6 mesi lavorati/12 mesi annui)= 0.25 ULA

    Naturalmente questo è il calcolo su un solo dipendente… per calcolare il numero di ULA della tua azienda, dovrai effettuare questo singolo calcolo per tutti i dipendenti della tua impresa, e sommare successivamente i valori.

    E se non sono sicuro?

    Calcolare il numero di ULA nel caso di un numero elevato di dipendenti, con forme contrattuali molto diverse, può non essere semplicissimo. Se hai dubbi sul conteggio, ti consiglio di chiedere aiuto al tuo consulente del lavoro, che ti potrà indicare il numero esatto grazie ai gestionali che utilizza per redigere le buste paga della tua azienda.

    Tutto chiaro?

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    Sei alla ricerca dell’agevolazione giusta per la tua attività?
    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Agevolazioni per la Regione Lazio: ecco il Voucher di garanzia

    Agevolazioni per la Regione Lazio: ecco il Voucher di garanzia

    Avviso: il bando Voucher di Garanzia è stato chiuso il 18 settembre 2017. Nel frattempo non perderti le ultime novità sulla finanza agevolata, clicca qui

    3 milioni di euro a fondo perduto a valere sul POR FESR Lazio 2014-2020 per PMI e Liberi Professionisti del Lazio!

    Il bando Voucher di Garanzia della Regione Lazio consiste in un contributo a fondo perduto, che può essere richiesto dalle PMI e dai liberi professionisti laziali, a valere sul costo sostenuto per l’ottenimento di una garanzia rilasciata da un confidi.

    L’obiettivo della Regione è quello migliorare l’accesso al credito bancario imprese e dei professionisti del Lazio.

    La gestione dell’agevolazione è affidata al Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito tra Artigiancassa e Banca del Mezzogiorno – Medio Credito Centrale.

    A chi è rivolto il Voucher Garanzia?

    Beneficiari del bando sono:

    • PMI
    • Liberi professionisti

    Purché:

    • abbiano sede operativa nella Regione Lazio;
    • abbiano ottenuto una garanzia da un Confidi a fronte dell’erogazione di un Finanziamento.

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    Fondo perduto per la Regione Lazio: arriva il bando “voucher di garanzia”.

    Vediamo i dettagli tecnici dell’erogazione

    Il Voucher di garanzia consiste in un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 100% dei costi sostenuti per la Garanzia, entro un massimo di 7.500 Euro.

    Premesso questo, il valore del contributo erogabile sarà comunque calcolato sulla base del costo “di mercato” della garanzia e non potrà comunque superare il costo effettivo della stessa.

    Quali sono le caratteristiche del Voucher di Garanzia?

    La garanzia potrà essere rilasciata a fronte di un finanziamento con le seguenti caratteristiche:

    • la finalità degli investimenti deve essere la realizzazione di investimenti connessi all’attività dell’ impresa;
    • l’importo dovrà essere superiore a 10 mila euro e inferiore/uguale a 250 mila euro;
    • la durata è prevista essere: da 3 a 10 anni se finalizzato ad investimenti, da 18 mesi a 3 anni se finalizzato alla copertura del fabbisogno di circolante;
    • sono ammissibili solo le spese di garanzia per finanziamenti erogati in data successiva alla data di pubblicazione del presente bando;
    • l’investimento oggetto del finanziamento deve essere localizzato nella regione Lazio.

    Il Voucher è concesso in regime “de minimis”, entro il tetto massimo previsto dal corrispondente regolamento.

    Quando e come è possibile fare domanda?

    Le richieste di accesso all’agevolazione possono essere presentate esclusivamente online, sul portale www.farelazio.it, accedendo alla pagina dedicata al Voucher di Garanzia, a partire dalle ore 9 del 18 settembre 2017.

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  • Digital Award 2017: moda e design, fatevi avanti

    Digital Award 2017: moda e design, fatevi avanti

    Avviso: il bando Digital Award 2017 è stato chiuso il 14 settembre 2017. Nel frattempo non perderti le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Digital Award – il coraggio di innovare: quando moda e design incontrano l’innovazione

    Aprirà il 6 giugno 2017 l’edizione di Digital Awardw 2017, il concorso indetto da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Meet the Media Guru dedicato alla moda e al design.
    All’iniziativa sono stati assegnati complessivamente ben € 171.000 ed i finalisti riceveranno premi dai €1.000 ai € 10.000. Parole chiave di questa iniziativa sono “Originalità“, “Creatività” ed “Innovazione

    Quali progetti saranno ammessi?

    L’obiettivo che Regione Lombardia si prefigge con il Digital Award 2017 è quello di premiare quelle realtà, della moda e del design, che abbiano utilizzato il digitale all’interno delle proprie aziende con ricadute positive in termini di competitività.

    Si potrà quindi fare domanda, raccontando il proprio progetto nei settori moda e design, facendo particolare riferimento all’uso di strumenti e di strategie digitali innovative.

    Verranno premiati i progetti che oseranno di più in ambito di innovazione digitale e che sapranno raccontare al meglio le motivazioni che hanno portato alla presentazione del progetto stesso.

    digital-award-2017-moda-e-design
    Aprirà il 6 giugno 2017 il concorso aperto ai settori moda e design. Verrà premiato chi riuscirà ad applicare l’innovazione digitale al proprio progetto.

    Chi potrà fare domanda?

    • Imprese
    • Soggetti pubblici e/o privati
    • Liberi professionisti

    Per quanto riguarda imprese e soggetti pubblici/privati, dovranno avere una sede operativa in Lombardia oppure dovranno impegnarsi ad aprirne una prima dell’erogazione del premio. I liberi professionisti dovranno invece aver eletto come luogo di esercizio uno dei comuni della Regione Lombardia.

    Nel corso di Digital Award 2017 verranno premiate 3 diverse categorie di progetti per tutti e due i settori oggetto del concorso, ovvero moda e design. Verrà inoltre concesso un premio speciale di € 1.000 al progetto più votato dal pubblico durante la serata di premiazione del 23 novembre 2017.

    Le categorie moda, che riceveranno ognuna un premio di €10.000, saranno così suddivise:

    • Produzione e Manifattura Innovativa;
    • Comunicazione e Marketing;
    • Retail e E-commerce.

    Le categorie design, che riceveranno ognuna un premio di €10.000, saranno così suddivise:

    • Produzione e Manifattura Innovativa;
    • Comunicazione e Marketing;
    • Retail e E-commerce.

    Potrai presentare la tua candidatura a partire dalle ore 14.00 del 6 giugno e fino alle ore 14.00 del 14 settembre 2017. Le domande andranno presentate su questo sito.Ne

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  • T…come Tasso agevolato

    T…come Tasso agevolato

    Che cosa significa tasso agevolato? Scoprilo ora nella nostra nuova voce del Glossario della finanza agevolata

    Se il tuo consulente di fiducia ti informa che un determinato finanziamento prevede un tasso agevolato, significa che è prevista una forma di agevolazione per il pagamento degli interessi. Ciò che è agevolato, infatti, è proprio il tasso d’interesse.

    Quindi, cosa significa tasso agevolato?

    Con un finanziamento a tasso agevolato, quindi, potrai ricevere un prestito ad un tasso d’interesse più vantaggioso rispetto ai normali tassi di mercato. I tassi d’interesse di mercato possono variare nel tempo, ma non ci soffermeremo su questo.

    Facciamo un esempio

    Ammettiamo che il normale tasso di mercato sia pari al 6%.

    Se prendi un prestito di 24 mila euro, in questo caso dovrai restituire a fine periodo quello che ti è stato dato in prestito, più 1.440 euro di interessi.

    Poter avere un tasso agevolato su quel finanziamento, significa che potrai pagare meno del 6% di interessi. Ammettiamo che il tasso d’interesse “agevolato” sia del 2%: ciò significa che pagherai solo 480 euro di interessi, risparmiando circa 1.000 euro.

    In realtà il calcolo della rata di finanziamento relativa agli interessi è un po’ più complesso, perché dipende dalla durata del finanziamento e dalla periodicità delle rate. Ma in questo caso stiamo semplificando per far capire il concetto di agevolazione, e non le caratteristiche tecniche del calcolo di una rata di un mutuo.

    Come può essere “agevolato”?

    I finanziamenti agevolati, sono spesso associati ad altre forme di agevolazione, come abbiamo già anticipato nel nostro precedente articolo relativo ai finanziamenti agevolati, che fa parte del glossario della finanza agevolata.

    Ad esempio si possono associare al finanziamento agevolato specifiche garanzie, oppure accade spesso che un bando pubblico possa prevedere, oltre ad un tasso agevolato anche contributi in conto interessi.

    Tutte queste forme di agevolazione sono finalizzate all’abbattimento del tasso di interesse.

    Quindi, qual è la particolarità del finanziamento a tasso zero?

    Il finanziamento a tasso zero è “solamente” la forma di finanziamento agevolato più vantaggiosa di tutte. Perchè? Perchè in questo caso non dovrai pagare gli interessi sul prestito che hai richiesto.

    Ad esempio: per un finanziamento di 24.000 euro (come sopra), potrai pagare una rata più bassa, restituendo esattamente quanto ti è stato dato in prestito, senza interessi aggiuntivi .

    Tutto chiaro?

    Siamo quasi alla fine del nostro glossario: se ti sei perso qualche definizione, significato o approfondimento, puoi tornare sulla categoria “abc della finanza agevolata”.

    Non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della finanza agevolata e dei contributi alle imprese!

    Desideri approfondire qualche concetto o curiosità relativo al mondo delle agevolazioni alle imprese e della finanza agevolata che non abbiamo ancora trattato? Non essere timido, scrivilo nei commenti. Saremo felici di poterti aiutare realizzando un articolo o un approfondimento sul tema che ti interessa maggiormente.

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  • Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Attivo da 17 anni e con oltre 658 mila operazioni accolte al 31/03/2017, il Fondo Centrale di Garanzia PMI è la più nota e longeva agevolazione nazionale utilizzata in Italia negli ultimi anni.

    Dopo una lunga discussione, il Fondo di Garanzia PMI è stato oggetto di un processo di riforma che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

    Vediamo insieme quali sono le principali novità.

    La riforma del Fondo di Garanzia PMI

    Il cuore della riforma è l’introduzione di un sistema di rating che incasella le imprese all’interno di classi di rischio diversificate. Perciò si prevedono riflessi importanti sulla percentuale di garanzia concessa dal fondo stesso.

    L’obiettivo della riforma del Fondo è quella di consentire al maggior numero di imprese di fruire della garanzia pubblica, supportando maggiormente proprio le imprese con un livello di rischio superiore.

    Sono queste imprese, infatti, che incontrano maggiori difficoltà dal punto di vista bancario.

    Il nuovo modello di rating è utilizzato al momento, in via sperimentale, per le sole operazioni di garanzia sui finanziamenti Sabatini-ter.

    A partire dal 2018, il modello di valutazione verrà utilizzato per valutare tutte le richieste da parte di imprese con almeno due esercizi contabili chiusi.

    Le novità nel modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Se leggere le disposizioni operative non ti entusiasma, di seguito trovi una breve sintesi delle maggiori novità:

    1. Introduzione di classi di rischio: la garanzia pubblica viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa, con almeno due bilanci depositati, sarà attribuita una una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata.
    2. Il modello di valutazione utilizzato per determinare la probabilità di default e la relativa classe di valutazione è strutturato in due moduli, più un blocco informativo:
      • modulo economico – finanziario: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio patrimoniale, economico e finanziario.
      • Modulo andamentale: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio di credito. Infatti, approfondisce la dinamica dei rapporti intrattenuti con le istituzioni finanziarie a livello di sistema bancario. Nei dati presi in considerazione dal modulo andamentale rientrano i dati forniti dalla Centrale dei Rischi e dai vari Credit Bureau o SIC. Qualche esempio? Rate scadute, sconfinamenti e analisi del rapporto tra accordato e utilizzato.
      • Blocco informativo: valuta la presenza di atti ed eventi pregiudizievoli a carico dell’impresa e dei soci come, ad esempio, ipoteca giudiziale o pignoramento, ipoteca legale, etc.

    A differenza dell’attuale sistema basato su un modello di scoring economico-finanziario, con la riforma, la valutazione del merito di credito dell’impresa, e dunque della probabilità di default, diventa il risultato dell’analisi dei dati dei due moduli e del blocco informativo.

    In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default (PD) stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 classi di valutazione, che a loro volta sono raggruppate all’interno di una delle 5 macro fasce di valutazione.

    fondo-di-garanzia-pmi-modello-di-rating
    Tutte le novità introdotte dal nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Quali sono le caratteristiche delle imprese che appartengono alle 5 fasce di valutazione?

    Prima fascia – Sicurezza: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino allo 0.12%, ovvero con un rischio di credito estremamente ridotto.

    Seconda fascia – Solvibilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino all’ 1.02% e riguarda le aziende con un rischio di credito contenuto.

    Terza fascia – Vulnerabilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino al 3.62% e riguarda le aziende con un rischio di credito accettabile.

    Quarta fascia – Pericolosità: raggruppa le imprese con elementi di fragilità ed una probabilità di inadempimento fino al 9,43%.

    Quinta fascia – Rischiosità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento superiore al 9.43% e con un rischio di credito estremamente elevato.

    La riforma, quindi, intende collegare la percentuale di copertura concessa dal Fondo di Garanzia PMI, non solo con la durata e la tipologia di operazione, ma soprattutto con la rischiosità dell’impresa. L’obiettivo finale è quello di sostenere con la garanzia pubblica le imprese giudicate più a rischio.

    Un intento lodevole, che mira ad ampliare la platea di imprese potenzialmente interessate a beneficiare della garanzia, e a sostenerle nel difficile percorso dell’accesso al credito bancario.

    Puoi restare aggiornato sul Fondo di Garanzia PMI isitando la nostra pagina dedicata.

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  • Trovabando goes to Matera: 13 Luglio 2017 live dal Comincenter

    Trovabando goes to Matera: 13 Luglio 2017 live dal Comincenter

    Una giornata, due eventi, un mare di opportunità al Comincenter Matera!

    Perché la Basilicata?

    Perché per la Basilicata, sul settennato 2014-2020, sono stati stanziati oltre 320 milioni di euro con l’obiettivo di agevolare imprese, professionisti ed aspiranti imprenditori di questa fantastica regione… e noi vogliamo aiutarti a sfruttare al meglio tutte queste opportunità!

    Ecco perché il team di Trovabando sarà lieto di condividere con te e con gli amici del Comincenter Matera le sue competenze e svelarti qualche piccolo “trucco” per permetterti di realizzare i tuoi sogni!

     

    Sei interessato a conoscere più da vicino il mondo della finanza agevolata? Non perdere questa fantastica opportunità formativa, e partecipa all’incontro…

    Avrai l’occasione di ascoltare dei veri esperti del settore, partecipando ad uno solo, o ad entrambi, le interessantissime proposte di workshop

    Trovabando tour

    • Impresa femminile – dalle ore 10.30 alle ore 13.30
    • Finanza agevolata e fundraising – dalle ore 17.30 alle 20.00

    E per concludere… un aperitivo di networking per fare quattro chiacchiere e conoscerci meglio!

    La partecipazione alla giornata è completamente gratuita, ma i posti sono limitati, affrettati!

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  • R…come Rating d’impresa

    R…come Rating d’impresa

    Rating d’impresa: che cos’è e perché è importante conoscerlo?

    Il termine Rating d’impresa indica un giudizio sintetico attribuito da un soggetto terzo ad una azienda e può riguardare diversi aspetti che possono essere oggetto di una specifica valutazione.

    Di rating d’impresa, infatti, ce ne sono diversi… dal rating di legalità al rating utilizzato invece dalle banche a fini valutativi.

    Vediamoli nel dettaglio.

    Cosa s’intende per Rating di legalità?

    Il rating di legalità è stato introdotto nel 2012 al fine di favorire la promozione e l’introduzione di un corretto comportamento etico in ambito aziendale tramite l’assegnazione di un riconoscimento indicativo del rispetto della legalità o, meno nel dettaglio, del grado di attenzione nella gestione del proprio business. Possono richiederlo le aziende italiane che abbiano raggiunto un fatturato minimo di 2.000.000 di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta di rating.

    Le aziende titolari di Rating di legalità sono iscritte in un apposito elenco tenuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ed il possesso di questo rating rappresenta, spesso, un criterio di premialità in sede di partecipazioni ad agevolazioni pubbliche.

    Come funziona la valutazione? Vediamolo meglio…

    Per la attribuzione del rating di legalità, espresso con un numero variabile di stelline, da 1 a 3, sono presi in considerazione una serie di fattori quali, ad esempio:

    • Adozione di processi di Corporate Social Responsibility;
    • Rispetto dei contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno, da Confindustria, dalla Lega delle Cooperative, e a livello locale, dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
    • Adozione di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

    E per quanto riguarda il rating bancario?

    Come saprai, ogni impresa che intrattiene rapporti con un istituto di credito è incasellata in una specifica classe di rating. L’assegnazione di una classe di rating consente alle banche di valutare la solvibilità dei clienti nei processi di concessione di credito.

    In poche parole, il rating indica un giudizio di sintesi attribuito da un intermediario finanziario sul profilo di rischio di un creditore, ovvero sulla previsione della sua capacità di rimborsare il prestito ricevuto.

    Come viene valutata l’azienda?

    Gli approcci per la valutazione di questo tipo di rating d’impresa sono un argomento estremamente complesso e di pertinenza di esperti. Tuttavia, possiamo semplificare dicendo che, in generale, le aziende vengono valutate in base ad una analisi:

    • Economico Finanziaria;
    • Qualitativa;
    • Andamentale.

    Appartenere ad una classe di rischio molto bassa, agevola l’azienda nella richiesta di finanziamenti: la banca, infatti, considerando l’azienda in questione un soggetto a basso rischio, prezzerà il denaro ad un tasso molto basso con un impatto molto positivo per l’azienda in termini di oneri finanziari.
    Viceversa, appartenere ad una classe valutativa medio alta, approssimativamente dal sei, sette al dodici, indica che la banca vede l’impresa come potenzialmente incapace, in futuro, di far fronte al rimborso del debito e per questo le applicherà un tasso di interesse più elevato.

    Tutto chiaro?

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  • S…come Start Up innovativa

    S…come Start Up innovativa

    Senti sempre parlare di Startup innovative e vuoi saperne di più? Non perdere questa voce del nostro glossario

    Sempre più spesso, oggi, sentiamo parlare di Start Up. Capiamo insieme quali sono le caratteristiche di questo tipo d’impresa, e quali sono i principali vantaggi per chi decide di investire.

    Cosa s’intende per Start Up Innovativa?

    Quando si parla di start up innovative si fa riferimento a società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012.

    Quali requisiti deve avere?

    Per essere considerata start up innovativa, l’impresa deve:

    • Essere costituita e svolgere attività d’impresa da non più di 60 mesi;
    • Avere la sede principale dei propri affari ed interessi in Italia;
    • Avere, a partire dal secondo anno di attività della startup innovativa, un totale del valore della produzione annua, inferiore a 5 milioni di euro;
    • Non distribuire, e non aver distribuito, utili;
    • Avere come oggetto sociale prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
    • Non essere stata costituita a seguito della fusione o scissione societaria oppure per cessione di azienda o di ramo di azienda.

    Inoltre, per essere ritenuta tale, La start up innovativa deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

    • le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori del 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;
    • almeno 1/3 del personale assunto, deve essere dottore o dottorando di ricerca, o essere comunque in possesso di una laurea ma che abbia svolto, negli ultimi 3 anni, un’attività di ricerca certificata;
    • Essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

    Una lampadina blu che illumina l’oscurità con innovazione e spirito da startup.
    I requisiti che deve avere una startup innovativa

    Quali sono i vantaggi per le Startup Innovative?

    In favore di una start up innovativa, sono previsti numerosissimi vantaggi. Ecco le principali agevolazioni

    • Esonero da diritti camerali e imposte di bollo: le startup non dovranno pagare il diritto annuale ed i diritti di segreteria dovuti in favore delle Camere di Commercio;
    • Diritto del lavoro: le start up potranno assumere personale con contratti a tempo determinato da un minimo di 6 ad un massimo di 36 mesi;
    • Piani di stock option: le startup possono remunerare i suoi dipendenti con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option);
    • Incentivi fiscali per gli investimenti in startup effettuati nel 2016 da parte di persone fisiche sono previste detrazioni Irpef del 19% che sono stati incrementati al 30% per gli investimenti realizzati nel 2017;
    • Introduzione dell’equity crowdfunding. Le start up hanno la possibilità di raccogliere capitale attraverso campagne effettuate su portali online autorizzati da Consob;
    • Accesso semplificato, gratuito e diretto per le startup al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese;
    • Fail-fast: nel caso in cui la start up non decolli, esistono delle procedure che rendono questo processo meno gravoso. In che modo? Sottraendo le startup innovative dalla disciplina del fallimento, si permette all’imprenditore di ripartire con un nuovo progetto imprenditoriale in modo più semplice e veloce.

    Se investi in una start up… lo stato prevede una riduzione del 30% sull’IRPEF!

    Il nuovo socio che entra nel capitale di una start up, potrà “scontare” dalle proprie tasse un terzo della somma versata all’atto dell’aumento di capitale.

    Poter beneficiare delle agevolazioni è molto semplice. Basterà chiedere alla start up la copia di una serie di documenti e certificazioni, tra i quali:

    • Certificazione che attesti il rispetto dei limiti massimi per i conferimenti relativamente al periodo di imposta in cui è stato fatto l’investimento;
    • Piano di investimento della startup, contenente le informazioni dettagliate sull’ oggetto della propria attività, sui prodotti e sull’andamento (attuale o previsto) delle vendite e dei profitti.

     

    Raccolti i documenti, il socio dovrà semplicemente inviarli al proprio Commercialista che li utilizzerà in sede di dichiarazione dei redditi.

    Condizione necessaria per poter beneficiare di tali agevolazioni è la registrazione della start up in una particolare sezione del registro delle imprese riservato alle start up innovative. La durata massima del regime di agevolazioni al momento è di 5 anni dal momento della costituzione.

    Non perderti tutti gli aggiornamenti per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata! Non sei una start up ma una PMI innovativa? consulta il nostro articolo “P come… PMI innovativa“!

    Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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