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  • GO AND GROW: il secondo bando del pacchetto CreOpportunità

    GO AND GROW: il secondo bando del pacchetto CreOpportunità

    Avviso: il bando GO AND GROW è stato chiuso il 29 dicembre 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Pacchetto CreOpportunità: 22 milioni di euro per rilanciare l’imprenditorialità lucana

    Buone nuove per le imprese della Basilicata!

    Continuiamo ad occuparci del pacchetto CreOpportunità: dopo averti presentato la prima linea del pacchetto Start and go parliamo oggi della seconda linea Go and Grow.

    ….Continua a seguirci nei prossimi giorni per conoscere anche la terza e ultima linea: Start and Grow.

    Qual è la finalità del bando Go and Grow del pacchetto CreOpportunità?

    Go and grow è uno dei 3 strumenti finanziari del Pacchetto CreOpportunità individuato per supportare la nascita di nuove imprese attraverso incentivi diretti, l’offerta di servizi ed interventi di microfinanza.

    Lo scopo del Pacchetto CreOpportunità è quella di “favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali”.

    Scopri tutto sulla prima linea di questo pacchetto: Start and Grow.

    go-and-grow-il-secondo-bando-del-pacchetto-creopportunita

    Qual è la dotazione finanziaria dell’agevolazione?

    Le risorse finanziarie disponibili per il bando GO AND GROW ammontano a ben 10 milioni di euro!

    Chi può presentare la domanda?

    Le micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare il proprio progetto nelle sedi operative in Basilicata, e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, da più di 12 mesi e da non più di 60 mesi dalla data di inoltro della candidatura telematica.

    Il secondo dei tre bandi previsti dal pacchetto CreOpportunità: Go and Grow!

    Che tipo di contributo è previsto?

    Sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto capitale pari al:

    • 45% delle spese ammesse per le micro e piccole imprese;
    • 35% delle spese ammesse per le medie imprese.

    In ogni caso, il contributo massimo concedibile non potrà superare € 250.000,00.

    (Se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione, non essere timido… Contattaci subito!)

    Quali progetti possono essere agevolati?

    I programmi di investimento ammissibili possono comprendere spese per investimenti materiali e immateriali.
    Gli investimenti devono riguardare una sola sede produttiva.

    Sono ammissibili i programmi di investimento con un valore superiore a € 30.000,00.

    Quali sono i settori ammessi?

    Il settore dell’investimento deve rientrare in uno dei seguenti Codici ATECO 2007:

    • C – Attività manifatturiere, con l’esclusione dei seguenti codici: 20.61 , 24.102, 24.20.1, 24.20.2, 24.31, 24.32, 24.33, 24.34, 30.113, 33.15,
    • F – Costruzioni;
    • G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli;
    • H – Trasporto e magazzinaggio ad esclusione delle divisioni 49, 50,51;
    • I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, ad esclusione delle divisioni 77 e 80;
    • P – Istruzione ad esclusione delle classi 85.1, 85.2, 85.3, 85.4;
    • Q – Sanità e assistenza sociale;
    • R – Attività creative, artistiche, sportive, di intrattenimento e dive.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti previsti dal bando, le spese ammesse ad agevolazione sono:

    • Spese generali
    • Spese connesse all’investimento materiale
    • Spese connesse all’investimento immateriale

    Da quando posso presentare la domanda al bando Go and Grow?

    La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico che sarà aperto fino alle ore 20.00 del giorno 7/05/2018.

    Comincia a compilare la documentazione per richiedere il tuo contributo!…e se non sai come fare, CONTATTACI ORA!

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando! Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

  • E…come Ente Erogatore

    E…come Ente Erogatore

    Che cos’è e che cosa si intende per “Ente Erogatore”?

    142 miliardi di euro per le imprese italiane nel periodo 2014-2020. Ormai lo abbiamo sentito moltissime volte.
    Ma vi siete mai chiesti chi decide chi, come e quanto possono essere agevolate le imprese italiane?

    Indovinate? Il soggetto che si occupa di tutto questo è proprio l’Ente Erogatore!

    due mani che tengono un vocabolario con la scritta il glossario di trovabando e il logo contributo a fondo perduto
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    Chi è l’Ente Erogatore?

    Non esiste una definizione specifica per Ente Erogatore, ma noi cercheremo di fornirvela lo stesso…

    L’Ente Erogatore è quel soggetto, solitamente pubblico, che eroga l’agevolazione alle imprese vincitrici di un’agevolazione.
    Può essere rappresentato da diverse figure, come ad esempio da Agenzie Nazionali (una su tutte, Invitalia), da una finanziaria regionale, da un Confidi (acronimo di “consorzio di garanzia collettiva dei fidi” ovvero un consorzio che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive), o da una Camera di Commercio.

    Sono talmente tanti che nel nostro database ne monitoriamo giornalmente quasi 200!

    Cosa fa l’Ente Erogatore?

           1. Provvede alla stesura dell’avviso pubblico

    Uno dei compiti dell’Ente Erogatore è proprio quello di scrivere il testo del bando.
    Esistono diversi livelli di autonomia nel farlo. A volte bisogna rispettare le direttive imposte dalla Comunità Europea, mentre in altri casi c’è più libertà e possibilità di “personalizzazione”. Come si può facilmente immaginare, infatti, le esigenze delle imprese localizzate in regioni diverse possono essere molto differenti tra loro e per questo è necessario definire vincoli e obiettivi specifici a seconda delle necessità del tessuto imprenditoriale che verrà agevolato.

           2. I vincoli di partecipazione ai bandi

    Nel definire l’obiettivo dei bandi, l’Ente Erogatore si occupa anche della definizione dei criteri di partecipazione.
    Nel testo del bando, solitamente esiste un paragrafo dedicato solo ai vincoli di accesso che i potenziali beneficiari del bando devono assolutamente avere.
    Questi criteri possono essere molto stringenti oppure molto ampi. Nel caso di bandi nazionali, emessi ad esempio da Invitalia o dai vari Ministeri, per consentire la partecipazione ad un numero maggiori di imprese, i vincoli di partecipazione al bando saranno molto generici.
    Nel caso di bandi redatti da Camere di Commercio, invece, i vincoli saranno molto più precisi e puntuali.
    Alcuni esempi di vincoli di accesso sono il possesso di uno specifico codice ateco, la localizzazione della sede legale o l’appartenenza ai settori ammessi dal Regolamento De Minimis.

           3. La valutazione delle domande e assegnazione dell’agevolazione

    Uno dei compiti più importanti dell’Ente Erogatore è la verifica del rispetto dei vincoli stabiliti nel bando da parte delle imprese che hanno richiesto l’agevolazione.
    Nel caso in cui l’impresa non possedesse tutti i vincoli sarà esclusa dall’agevolazione.
    E’ per questo che è importante verificare di avere tutti i requisiti giusti per partecipare, prima di impiegare il proprio tempo nella redazione della documentazione.
    Se non sai come fare e vuoi essere sicuro di poter partecipare realmente contattaci!

           4. Il supporto (eventuale) per la richiesta dell’agevolazione

    Oltre alla fase di scrittura del bando, molte volte l’Ente Erogatore svolge anche attività di supporto alle imprese nella fase di richiesta di agevolazione.
    Utilizzando strumenti come le FAQ (domande frequenti) e la documentazione specifica, eroga delle informazioni aggiuntive ed esposte in modo più chiaro per le imprese.
    Ma purtroppo, vista la complessità della materia, a volte potrebbero non bastare: l’aiuto di un consulente esperto, in questi casi, può fare la differenza nella presentazione di un progetto e nella conseguente vittoria del bando.

    Se sei un imprenditore ed hai bisogno di un supporto per accedere alle agevolazioni contattaci o clicca sul bottone “Consulenza gratuita – prenotala!” per raccontarci il tuo progetto.
    Ti aiuteremo a capire, in base alle caratteristiche della tua impresa e del tuo progetto, qual è l’agevolazione più adatta a te!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!

     

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  • Bando Isi Inail 2016. La guida completa!

    Bando Isi Inail 2016. La guida completa!

    Avviso: il bando è stato chiuso il 5 giugno 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    245 milioni di euro dal bando ISI INAIL 2016, per incentivare gli interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

    Buone nuove per le imprese italiane!
    In arrivo dall’INAIL nuovi fondi per sostenere l’incolumità dei loro lavoratori.

    Chi può presentare la domanda?

    Destinatarie del bando ISI Inail 2016 sono le imprese italiane, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

    L’unica esclusione riguarda le micro e piccole imprese agricole operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.
    Sei proprio una di loro? Non preoccuparti, l’INAIL ha pensato anche a te! Leggi tutto sul bando ISI AGRICOLTURA 2016!

    bando-isi-inail-2016-contributi-miglioramento-dei-livelli-salute-sicurezza-nei-luoghi-lavoro

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    L’Inail, tramite il Bando Isi 2016, ha messo a disposizione delle imprese italiane complessivamente 244.507.756 euro.
    L’agevolazione è a fondo perduto e viene assegnato fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

    Quindi, se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione, fatti furbo…Contattaci ora!

    Che tipo di contributo è previsto?

    Per il bando ISI Inail 2016 è previsto contributo in conto capitale, pari al 65% dell’investimento e fino a un massimo di 130.000 euro, il quale viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea).

    Ricordati che per evitare di perdere tempo e denaro, prima di cominciare a compilare tutti i documenti necessari per richiedere l’agevolazione, dovrai assicurati di possedere tutti i requisiti che vengono richiesti dal bando specifico della tua regione!

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Lo scopo del bando ISI Inail 2016  è quello di incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per fare questo i progetti finanziabili possono essere di varia natura:

    1. Progetti di investimento
    2. per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
    3. di bonifica da materiali contenenti amianto
    4. per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

    Bando Isi Inail 2016. PRONTO AL CLICK-DAY?

    Come posso presentare domanda al bando ISI Inail 2016?

    Per richiedere questo contributo, dopo aver verificato di avere tutti i requisiti richiesti, ti basterà seguire questi tre semplici step!

    Primo Step: Inserimento online della domanda e download del codice identificativo

    Dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017, nella sezione “Accedi ai servizi online” del sito Inail le imprese registrate potranno compilare della domanda.

    Dal 12 giugno 2017, le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno effettuare il download del proprio codice identificativo.

    Secondo Step: invio del codice identificativo (Fai attenzione, è un click-day!)

    Le imprese potranno inviare, attraverso lo sportello informatico, la domanda di ammissione al contributo utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda.

    Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.

    Terzo Step: invio della documentazione a completamento della domanda

    Le imprese che avranno raggiunto una buona posizione in graduatoria dovranno inviare all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla pubblicazione della classifica, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

    Affrettati a compilare la documentazione richiesta per ricevere il tuo contributo!

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Come partecipare al Bando ICT Calabria

    Come partecipare al Bando ICT Calabria

    Avviso: non è più possibile presentare domanda per questo bando. Nel frattempo non perderti le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Le aziende calabresi crescono se investono in tecnologia!
    É proprio così, e la Regione Calabria, con il suo ultimo bando, ha deciso di sostenerle nell’adozione di nuovi sistemi per l’informazione e la comunicazione.

    Qual è la finalità del Bando ICT Calabria?

    L’agevolazione prevista per le PMI calabresi bando ICT Calabria ha lo scopo di promuovere l’adozione e la diffusione di nuove tecnologie e di favorire l’introduzione di innovazione di prodotto e di processo per incrementarne la produttività.

    Qual è la dotazione finanziaria del bando?

    L’ammontare complessivo delle risorse finanziarie di questo bando è pari a 7 milioni di euro!

    Chi può presentare la domanda?

    Possono presentare domanda di per il bando ICT Calabria:

    • le piccole e medie imprese (PMI) con unità locale o sede operativa in Calabria;
    • i liberi professionisti, singoli o associati; ebbene si, grazie alla nuova Legge di Stabilità 2016 anche loro sono stati finalmente equiparati alle Piccole e Medie Imprese ai fini dell’accesso alle agevolazioni previste dalla programmazione dei fondi strutturali 2014-2020!

    Ma attenzione, per partecipare a questo bando le imprese e i professionisti devono, alla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURC, aver iniziato l’attività e aver approvato e presentato almeno un bilancio o una dichiarazione dei redditi.

    Inoltre, possono accedere alle agevolazioni anche:

    • i consorzi o le società consortili di imprese;
    • le reti di piccole e medie imprese (PMI), che intendano realizzare un progetto di rete.

    Bando ICT: 7 milioni di euro a sostegno dell’adozione di nuove tecnologie informatiche in Calabria!

    Che tipo di contributo è previsto?

    Le agevolazioni previste dal bando ICT Calabria sono erogate secondo il regime «de minimis» e concesse nella forma di un contributo in conto capitale, nella misura massima del 70% delle spese ammissibili, fino all’importo massimo di:

    • 200.000 euro per progetti proposti da reti di imprese;
    • 100.000 euro per progetti proposti da singole PMI.

    Sono molti soldi vero? Se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione ed avere maggiore probabilità di vincere, non essere timido…Contattaci subito!

    Quali sono i settori ammessi?

    Il bando ICT Calabria, nel suo primo allegato, individua precisamente quali sono i codici ateco ammessi alla partecipazione dell’agevolazione.
    Controlla di possedere tutti i requisiti richiesti per partecipare al bando prima di impiegare il tuo tempo nella preparazione della documentazione! Se hai dei dubbi non esitare, CONTATTACI ORA!

    Quali sono i progetti possono essere agevolati?

    Il bando ICT Calabria mira ad incentivare gli interventi per l’introduzione di strumenti informatici e telematici avanzati e la loro integrazione con l’organizzazione aziendale/professionale, riguardanti in particolare:

    • Implementazione e diffusione di metodi di acquisto e vendita online (e-commerce)
    • Sviluppo di nuove funzioni avanzate nel rapporto clienti/fornitori
    • Condivisione di sistemi di cooperazione e collaborazione tra imprese/professionisti
    • Sviluppo di sistemi di manifattura digitale
    • Riorganizzazione e miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi e di erogazione dei servizi
    • Sviluppo di sistemi che favoriscono l’integrazione
    • Sviluppo di sistemi di sicurezza informatici

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per la realizzazione dei progetti previsti dal bando ICT Calabria, le specifiche spese ammesse individuate dal bando sono:

    • Acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi, software
    • Acquisto di servizi erogati in modalità cloud computing e software as a service
    • Acquisizione di brevetti e licenze
    • Servizi di consulenza specialistica
    • Costi per l’ottenimento della fidejussione e collaudi

    Da quando posso presentare la domanda al bando ICT Calabria?

    Così come definito nel bando ICT Calabria pubblicato sul BURC n. 108 del 28/10/2016 le domande dovranno essere compilate on line, previa registrazione, sottoscritte digitalmente e inviate tramite procedura telematica.

    • La piattaforma informatica sarà aperta a partire dal 20/01/2017 e gli utenti potranno caricare la propria domanda sul sito della Regione Calabria.
    • Una volta caricate le domande, queste dovranno essere inviate a partire dal 04/02/2017, e nei giorni successivi, dalle ore 09.00 alle ore 19.00
    • La data di chiusura dello sportello per la presentazione delle domande non è ancora stata stabilita.
      Dipenderà dalla disponibilità delle risorse finanziarie.

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Lazio creativo: i vincitori del fondo creatività 2016

    Lazio creativo: i vincitori del fondo creatività 2016

    Il Programma Lazio Creativo nasce per avvolgere in un unico network: talenti, start up, luoghi, appuntamenti e occasioni di finanziamento.

    Ottimi risultati per il 2016: complimenti!

    Su 416 domande presentate, le start up finanziate dal Fondo della creatività 2016 sono 40, per un totale di contributi ammessi di oltre 1 milione e 118 mila euro, e un finanziamento massimo per impresa di 30 mila euro. Un ottimo risultato per la provincia di Latina, con 7 startup finanziate, e per la provincia di Viterbo, con 4 startup finanziate.

    Le graduatorie sono disponibili dal 16 novembre sul sito della Regione Lazio.

    Lo scorso anno la Regione ha stanziato 1.5 milioni di euro per il sostegno e lo sviluppo di imprese nei settori delle arti e dei beni culturali, dell’architettura, del design, dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo, e dell’editoria. Le domande ricevute furono oltre 630 da tutte le province del Lazio, e ben 53 i progetti premiati.

    Con Lazio creativo la creatività è stata posta al centro del programma strategico, con l’obiettivo di rilanciare un segmento importante per l’economia del territorio regionale. Infatti, questo settore produce 78.6 miliardi di valore aggiunto, nel Lazio si trovano oltre il 10% delle industrie creative nazionali (630 mila imprese) e vale l’8% del Pil, contro circa il 6% della media nazionale [fonte Regione Lazio].

    Per la prossima edizione

    Nella nuova programmazione la Regione Lazio investirà 100 milioni di fondi europei e regionali per le start up innovative e creative, oltre che 20 milioni destinati a e-commerce e manifattura digitale, e un ulteriore milione nel 2017 sul fondo creatività.

    Perciò se avete partecipato, ma non è andata come speravate in questa edizione, non disperate. Siate fiduciosi!

    In ogni caso, siamo contenti per le startup vincitrici, sappiamo quanto sia difficile, e non possiamo che concludere facendo loro i nostri più sinceri complimenti.

    Se vuoi partecipare anche tu ad un bando e possibilmente vincerlo (per scoprire chi ha vinto clicca qui) contatta Trovabando e scopri i nostri servizi di consulenza one-to-one! Un team di esperti ti accompagnerà passo passo nella redazione della documentazione e della modulistica per partecipare ai bandi ed alle agevolazioni pubbliche.

    PARLANE CON NOI
  • D…come De Minimis

    D…come De Minimis

    Aiuti De Minimis? Di che cosa si tratta? Scopriamolo insieme nella nuova puntata del Glossario Trovabando.

    I contributi ai sensi del presente Avviso sono concessi in base al regime di aiuto De Minimis.
    Quante volte ti è capitato di leggere questa frase su bandi e agevolazioni?

    Ma cosa vuol dire esattamente? Cos’è il regime di aiuto De Minimis?

    Vediamolo insieme…

    due mani che tengono un vocabolario con la scritta il glossario di trovabando e il logo contributo a fondo perduto
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    Le origini

    De minimis non curat praetor” è una locuzione latina che tradotta significa “il pretore non si occupa di cose di poca importanza o di poco conto”.

    L’Unione Europea ha adottato il termine De Minimis per indicare gli aiuti di stato di piccolissima entità che non devono essere sottoposti al vaglio comunitario, ma dei quali ha fissato legislativamente il valore.

    Qual è lo scopo del Regolamento De Minimis?

    Facciamo un passo indietro…

    Per comprendere appieno la ratio di questo regolamento, occorre risalire al concetto di aiuti di Stato definito nel trattato istitutivo dell’Unione Europea che, agli articoli 87 e 88, disciplina il regime che i singoli Stati membri devono rispettare per quanto concerne i sistemi di incentivazione alle imprese.

    L’articolo 87 dice infatti: “Salvo deroghe contemplate nel presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidono sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.”

    A questi aiuti fanno eccezione quelli di piccola entità, definiti dall’UE De Minimis, i quali si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo. Le pubbliche autorità possono quindi erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime De Minimis, senza obbligo di notifica.

    Questo regolamento quindi, disciplina l’erogazione di aiuti alle imprese dell’UE. Si tratta, in altre parole, di incentivi pubblici a favore delle attività produttive di misura talmente ridotta da non poter in alcun modo intaccare i principi comunitari della libera concorrenza e libertà negli scambi tra gli Stati membri.

    Questo comporta anche il vantaggio di permettere agli Stati di sostenere alcuni settori di attività o imprese, tramite la concessione di aiuti di modesta entità, senza dover attendere l’autorizzazione da parte della Commissione, semplificando e velocizzando le procedure.

    Non ci soffermiamo sull’iter normativo del regolamento perchè sarebbe noioso per la maggior parte dei lettori, ma se vuoi approfondire l’argomento ti suggeriamo di visitare il sito di Unioncamere.

    Cosa significa che gli aiuti sono concessi in regime De Minimis?

    Facciamo una piccola premessa…

    Secondo questo regolamento, l’importo totale massimo degli aiuti di questo tipo, ottenuti da una impresa, non può superare nell’arco di tre anni i 200.000 euro.

    Ciò significa che per definire se un’impresa possa o meno ottenere un’agevolazione in regime De Minimis, e di conseguenza l’ammontare della agevolazione stessa, bisognerà sommare tutti gli aiuti ottenuti da quell’impresa, a qualsiasi titolo (per investimenti, attività di ricerca, promozione all’estero, ecc.) in regime De Minimis, nell’arco dei tre esercizi finanziari precedenti, ovvero l’esercizio finanziario in cui l’aiuto è concesso più i due precedenti.

    Con “periodo degli esercizi finanziari”, non si intendono più i mesi dell’anno in vigore, come accadeva con il vecchio Regolamento 69/2001 per determinare il quale si contavano i 36 mesi naturali a ritroso nel tempo, ma, appunto, l’annualità finanziaria. Di conseguenza, qualsiasi sia il mese dell’anno in cui viene erogato l’aiuto, l’arco di tempo rilevante abbraccia la relativa annualità finanziaria e le due precedenti.

    Nel caso un’agevolazione concessa in De Minimis superi il massimale previsto a disposizione in quel momento dell’impresa beneficiaria, l’aiuto non potrà essere concesso nemmeno per la parte non eccedente.

    Nella compilazione della domanda di finanziamento, l’impresa che richiede un aiuto di questo tipo dovrà dichiarare, tramite l’apposito modulo, quali altri aiuti ha ottenuto in base a quel regime. Sarà l’ente erogante, in fase di analisi della domanda, a verificare la disponibilità residua sul massimale individuale dell’impresa.

    Nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi il massimale degli aiuti De Minimis, nell’arco dei tre anni, è ridotto a 100.000 euro ad impresa beneficiaria. Inoltre è escluso l’acquisto di veicoli.

    I 4 regolamenti per gli aiuti De Minimis?

           1. Il Regolamento Ue 1407/2013

    Questo Regolamento Ue, ha mantenuto il massimale di 200.000 euro per gli aiuti de minimis che un’impresa unica può ricevere nell’arco di tre anni da uno Stato membro e quello di 100.000 euro per le imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi, escludendo i settori della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura per i quali si sono create delle norme specifiche, e ammettendo invece nel campo di applicazione la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

           2. De minimis per il settore agricolo

    Per quanto riguarda la produzione primaria di prodotti agricoli, il 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il Regolamento della Commissione europea n. 1408/2013, che sostituisce il Regolamento n. 1535/2007, applicabile fine al 31 dicembre 2013.

    La normativa innalza il massimale dell’aiuto concesso a un’impresa unica nell’arco di un triennio a 15.000 euro e porta il limite nazionale all’1% della produzione annua, che nel caso dell’Italia vale 475.080.000 euro, contro i precedenti 320.505.000 euro.

           3. De minimis per il settore della pesca e dell’acquacoltura

    Le pubbliche autorità possono erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime de minimis, senza obbligo di notifica, nel settore della pesca (produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti della pesca di cui all’articolo 5 del regolamento UE n. 1379/2013 del Parlamento e del Consiglio), nel rispetto delle condizioni di cui, attualmente, al regolamento UE della Commissione n. 717/2014.

    L’importo totale massimo degli aiuti di questo tipo ottenuti da una impresa non può superare, nell’arco di tre anni, i 30.000 euro.

    Ogni Stato membro ha a disposizione un plafond nazionale che costituisce l’importo cumulativo che può essere corrisposto alle imprese del settore della pesca nell’arco di tre esercizi finanziari: per l’Italia ammonta a 96.310.000 euro.

           4. De minimis SIEG

    In base a questo regolamento le misure di aiuto possono beneficiare del regime de minimis se l’importo totale degli aiuti concessi a un’impresa che fornisce servizi di interesse economico generale non supera 500.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Questa nuova regola risponde alle esigenze di riduzione degli oneri amministrativi e di semplificazione provenienti dagli operatori e dalle amministrazioni pubbliche, specie a livello locale.

    Abbiamo collezionato i documenti che riguardano questi quattro regolamenti nelle nostre FAQ. Se ne hai bisogno puoi scaricarli da lì.

    Queste sono alcune nozioni base che ti permetteranno di muoverti con più sicurezza nel mondo della finanza agevolata. Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Ora non ti resta che scoprire se il bando giusto per te è o no in regime De Minimis!

    Non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata! Nel frattempo…

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  • Trovabando @ Premio Best Practices per l’Innovazione

    Trovabando @ Premio Best Practices per l’Innovazione

    Avviso: non è più possibile votare per questo progetto. Nel frattempo non perderti le novità di finanza agevolata, clicca qui!

    AMICI DI TROVABANDO ABBIAMO BISOGNO DI VOI!

    Quest’anno presenteremo il nostro progetto alla X edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione, in programma a Salerno i prossimi 1 e 2 dicembre presso la Stazione Marittima, via Molo Manfredi.

    Il Premio Best Practices per l’Innovazione

    Nasce nel 2006, su iniziativa del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, con l’obiettivo di diffondere la “cultura” dell’innovazione e promuovere l’utilità dei processi innovativi al mercato, pubblico e privato, attraverso la presentazione di casi reali di innovazione realizzati dalle imprese del settore Servizi.

    Dal 28 novembre e fino alle 19.00 del 2 dicembre, sul sito www.premiobestpractices.it, sarà possibile votare i progetti delle imprese e delle start up partecipanti al premio.

    ok…tutto molto bello direte voi.. ma noi che c’entriamo?

    Abbiamo bisogno del vostro aiuto per vincere il premio!

    CLICCA QUI PER VOTARCI!

    perciò VOTATE, VOTATE, VOTATE!
    e coinvolgete in questo anche i vostri amici, parenti, familiari e colleghi…

    Come faccio a votare?

    Innanzi tutto clicca qui!
    Ti troverai su una pagina con la descrizione della nostra società e alla fine troverai un QR code da cliccare (quello strano quadratino nero in fondo).

    immagine votare

    Una volta cliccato sul QR Code, per votare bisognerà autenticarsi attraverso Facebook, LinkedIn o Twitter.

    sponsorship Trovabando

    Dedicaci 5 Stelle (solo se lo pensi davvero!) e finalmente ci avrai votato!
    Grazie per il tuo prezioso aiuto!

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  • Bando ISI Agricoltura 2016. Pronto al click-day?

    Bando ISI Agricoltura 2016. Pronto al click-day?

    Avviso: il bando è stato chiuso il 28 aprile 2017. Non perderti tutte le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Prorogati i termini per il bando ISI Agricoltura 2016! Hai tempo fino al 28 Aprile 2017!

    45 milioni di euro dal bando ISI Agricoltura 2016, a favore delle micro e piccole aziende del settore agricolo per sostenere il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza.

    I fondi del bando ISI Agricoltura 2016 sono destinati all’acquisto o al noleggio (con patto di acquisto) di trattori e macchine innovative che rappresentano soluzioni per abbattere il rischio rumore, le emissioni inquinanti, incrementare rendimento e sostenibilità delle produzioni.

    bando-isi-agricoltura-2016-pronto-al-click-day

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    Il bando ISI Agricoltura 2016 mette a disposizione 45 milioni di euro suddivisi in due assi di finanziamento differenziati in base ai destinatari:

    • Asse 1: riservato a giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria, che prevede una dotazione di 5 milioni di euro;
    • Asse 2: per la generalità delle imprese agricole, che invece prevede una dotazione di 40 milioni di euro.

    Chi può presentare la domanda?

    I beneficiari del fondo sono le micro e le piccole imprese, operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.

    Come posso presentare domanda al bando ISI Agricoltura 2016?

    Per richiedere questo contributo, ti basterà seguire questi tre semplici step:

    1. Inserimento online del progetto
      A partire dal 10 novembre 2016 ed entro e non oltre le ore 18.00 del 28 Aprile 2017, nella sezione “accedi ai servizi online” del sito Inail, dopo esserti registrato, avrai a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda.
    2. Inserimento del codice identificativo
      Dal 5 maggio 2017, se avrai raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la tua domanda, potrai accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del tuo codice identificativo che ti identificherà in maniera univoca.
    3. Invio del codice identificativo (Pronto al click-day?)
      A questo punto potrai inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al contributo, utilizzando il codice identificativo attribuito alla tua domanda, ottenuto durante lo step 2.
      La data e gli orari di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.

    Bando Isi Agricoltura 2016. PRONTO AL CLICK-DAY?

    Che tipo di contributo è previsto?

    I finanziamenti previsti dal bando ISI Agricoltura sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
    Il contributo, pari al 40% dell’investimento (50% per gli imprenditori giovani agricoltori), per un massimo di 60 mila euro ed un minimo di mille euro, viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali.
    Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.

    Affrettati a richiedere il tuo contributo!

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  • 2° tappa del Trovabando Tour @ Smart Hub Firenze

    2° tappa del Trovabando Tour @ Smart Hub Firenze

    Pronto per la seconda tappa del Trovabando Tour?

    Dopo il successo della prima tappa a Napoli, Trovabando arriva anche nella tua città!
    Non perdere la possibilità di scoprire come realizzare i tuoi sogni…

    Ti aspettiamo il 25.11.2016 presso lo Smart Hub di Firenze in Via Quintino Sella 6/A dalle 16.30.

    Si parlerà di bandi, imprenditorialità e business planning. Inoltre ci sarà un helpdesk a disposizione per tutti i partecipanti!

    2-tappa-del-trovabando-tour-firenze

    Il #TBTour è un workshop di formazione di due ore, completamente gratuito ed offerto dal team di Trovabando, basato su un format sperimentato, che prevede:

    1. Una panoramica sul mondo delle agevolazioni nazionali e della tua regione: per imprese, startup, liberi professionisti ed aspiranti imprenditori;
    2. Il decalogo dei bandi: le nozioni fondamentali da conoscere per poter partecipare ad un bando e… vincerlo!
    3. Q&A’s: spazio per domande, curiosità e interventi;
    4. Helpdesk bandi gratuito per i partecipanti al workshop: i partecipanti potranno chiarirsi le idee in modalità “one to one” con uno dei consulenti Trovabando per 10 minuti, durante e dopo il workshop.

     

    Se hai qualche domanda, usa l’hashtag #TBTour

    Scopri le agevolazioni a cui puoi partecipare: Contattaci!

    Non farti scappare questo imperdibile appuntamento!

    Noi ci saremo… e tu?

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  • C…come Contributo a fondo perduto: le 5 tipologie principali

    C…come Contributo a fondo perduto: le 5 tipologie principali

    Quante volte hai sentito parlare di contributi a fondo perduto? Ma il contributo a fondo perduto cos’è? Conosci davvero la differenza tra le diverse forme di agevolazione disponibili per imprese, startup ed aspiranti imprenditori?

    Noi di Trovabando ci occupiamo giornalmente di bandi per i nostri clienti e possiamo assicurarti che la forma di agevolazione più ricercata da imprese, piccole o grandi, startup o realtà consolidate, è senza dubbio il contributo a fondo perduto.

    Il contributo a fondo perduto

    La funzione del contributo a fondo perduto è quella di conferire un aiuto economico concreto al beneficiario, e si concretizza in un intervento finanziario caratterizzato dall’erogazione da parte di un soggetto esterno all’impresa, come ad esempio una finanziaria regionale o una Camera di Commercio, di una somma della quale non si richiederà la restituzione.

    Bisogna sottolineare, però, che questo contributo viene effettivamente erogato solo a fronte della presentazione di tutte le fatture relative alle spese pagate per la realizzazione effettiva del progetto.

    Ciò significa che il beneficiario di un contributo a fondo perduto dovrà prima sostenere le spese ammesse dal bando, poi, una volta consegnate e verificate tutte le fatture, riceverà effettivamente il contributo.

    Eppure… i contributi a fondo perduto non sono tutti uguali! In base alle diverse finalità per cui questo contributo viene concesso è possibile classificarlo in 5 differenti categorie.

    Vediamole insieme…

    due mani che tengono un vocabolario con la scritta il glossario di trovabando e il logo contributo a fondo perduto
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    1. Contributo in conto capitale

    I contributi in conto capitale hanno come obiettivo l’incremento dei mezzi patrimoniali dell’impresa. Ciò significa che non sono correlati all’obbligo di effettuare specifici investimenti, oppure alla copertura dei costi di gestione.

    Solitamente non è richiesta alcuna garanzia all’impresa beneficiaria, a meno che non si preveda l’erogazione di un anticipo.

    Questo tipo di contributo è imputato a bilancio in base al principio di competenza, e va collocato alla voce “Proventi e oneri straordinari”. Tuttavia, per un’approfondimento sugli aspetti civilistici e contabili ti consigliamo di leggere questo articolo del Commercialista Telematico.

     

    2. Contributo in conto impianti

    I contributi in conto impianti vengono erogati per ridurre il costo di acquisto di beni ammortizzabili con l’obiettivo di incentivare gli investimenti.

    Concorre alla formazione del reddito di esercizio, nella stessa misura in cui vi concorre il costo del bene ammortizzabile, sotto forma di quote di ammortamento.

    3. Contributo in conto esercizio

    È un contributo a fondo perduto riconosciuto alle imprese per far fronte ai costi di gestione (come, ad esempio, costi per il personale, pubblicità, locazioni immobiliari, utenze, etc.) sostenuti nell’esecuzione di un progetto specifico, oppure in momenti specifici della vita della impresa, come quello di start up.

    I contributi in conto esercizio vengono erogati allo scopo di integrare i ricavi dell’azienda, o di ridurre i costi d’esercizio, che le imprese sostengono per esigenze legate all’attività produttiva. Per questo motivo, a differenza dei contributi in conto capitale, dal punto di vista fiscale devono essere considerati dei ricavi.

    4. Contributo in conto interessi

    Il contributo in conto interessi viene concesso a fronte della stipula di un contratto di finanziamento, generalmente a medio-lungo termine, ed è erogato direttamente dall’ente finanziatore. Di norma, il beneficiario del contributo può scegliere la banca con cui stipulare il finanziamento, tra una serie di banche convenzionate con l’ente erogatore del contributo in conto interessi.

    Tale contributo ha lo scopo di ridurre il costo del tasso di interesse applicato al finanziamento stipulato dal beneficiario. L’entità dell’agevolazione è calcolata attualizzando la differenza tra tasso ordinario e tasso agevolato.

    Può essere erogato in corrispondenza delle varie scadenze del finanziamento, oppure in un’unica soluzione.

    In ogni caso, poiché il finanziamento con la banca è una normale operazione finanziaria, l’impresa sarà sottoposta alla valutazione della capacità di rimborso del finanziamento e dell’esistenza di idonee garanzie.

    Questo tipo di operazione può essere realizzata, non solo per piani di investimento materiali o immateriali, ma anche per il ripristino della liquidità aziendale.

    5. Contributo in conto canoni

    Presenta le stesse caratteristiche del contributo in conto interessi ma è erogato a fronte della stipula di un contratto di locazione finanziaria (leasing). Anche in questo caso lo scopo è quello di abbattere gli oneri di esercizio.

    Ora non ti resta che scoprire quale contributo può finanziare il tuo progetto!

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