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  • Bando Campania Startup 2023 per Progetti Innovativi

    30 Milioni di euro in contributi a fondo perduto, per la nascita e lo sviluppo delle startup innovative campane

    Il Bando Campania Startup 2023 mira ad aumentare la competitività del sistema produttivo regionale sviluppando prodotti, processi e servizi innovativi in linea con la RIS3 Campania. 

    Il bando fa riferimento all’azione “1.1.3 Promuovere la nascita e il consolidamento di startup e spin-off innovativi e l’attrazione di imprese e capitali” nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.1 “Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e l’introduzione delle tecnologie avanzate” dell’Asse Prioritario 1 “Ricerca, Innovazione, Digitalizzazione e Competitività” PR FESR Campania 2021-2027.

    Quali e quante spese possono essere finanziate?

    L’aiuto fornito a ciascun beneficiario, previsto dal Bando Campania Startup è pari al 70% della spesa ammissibile. Questa percentuale può aumentare se la spesa di investimento ammissibile è pari o inferiore a 100.000 euro; in quel caso, l’aiuto erogato sale all’80% della spesa ammissibile. L’importo massimo del contributo concesso è di 350.000 euro.

    In ogni caso, non sono ammissibili interventi che, all’esito istruttorio, generino un contributo inferiore a € 50.000.

    Ecco quali sono le principali Spese ammissibili:

    •  Spese connesse all’investimento materiale e immateriale
      – impianti specifici, macchinari, attrezzature
      – acquisto/realizzazione proprietà intellettuale e programmi informatici
      funzionali all’attività di impresa
    • Consulenze funzionali all’avvio e/o allo sviluppo del progetto
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno all’innovazione
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno alla penetrazione del mercato
    • Spese di gestione
      – Spese del personale contrattualizzato a tempo determinato o indeterminato,
      impiegato nelle attività progettuali
      – Spese generali
      – Altri costi di esercizio

     

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti del bando Campania Startup Innovativa.

    campania startup 2023
    Il bando Campania Startup innovativa mette a disposizione delle agevolazioni a fondo perduto per le start up della Regione.

    Chi può partecipare al bando?

    Sono ammissibili al bando campania startup 2023:

    • startup innovative costituite da non più di 60 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso che risultino essere, all’atto della presentazione della domanda di agevolazione, iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura alla Sezione speciale dedicata alle Startup innovative, operanti nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania (vedremo più avanti di cosa si tratta);
    • persone fisiche che intendano costituire una micro o piccola impresa nella
      forma di start-up innovativa operante nell’ambito di una Area di specializzazione della RIS3
      Campania.
     

    Gli investimenti previsti dal bando startup campania 2023 devono essere finalizzati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche relative a una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie e ad un Ecosistema dell’Innovazione esclusivo o prevalente, come individuato dal Documento RIS3 Campania: “Strategia Regionale per la Ricerca e l’Innovazione per la Specializzazione Intelligente, come indicato nel Decreto Regionale n. 655 del 07/12/2022 della Regione Campania. Gli investimenti devono essere realizzati presso le unità locali situate nella regione Campania.

    Quali sono le aree di specializzazione della Regione Campania?

    Abbiamo detto poco fa che le startup innovative, per essere considerate ammissibili, devono operare nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania. Scopriamo subito quali sono:

    • Aerospazio
    • Biotecnologie, salute, agroalimentare
    • Blue Growth
    • Energia, ambiente, costruzioni sostenibili
    • Beni culturali, industrie creative, turismo
    • Nuovi materiali e tecnologie abilitanti
    • Moda (Made in Italy e Design)
    • Trasporti e logistica

    Come si presenta la domanda?

    La Domanda di partecipazione per startup campania 2023 deve essere compilata e presentata online insieme a tutti gli allegati, attraverso lo sportello telematico aperto dal 15 Giugno 2023 fino al 31 Luglio 2023.

    Vuoi partecipare a questo bando ma non sai da dove cominciare per la redazione del tuo progetto?

    Contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Bando IFIM – Imprese Femminili Innovative Montane

    Dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie arriva il bando Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM, che prevede contributi a fondo perduto a sostegno delle startup femminili operanti nei Comuni montani italiani e in settori ad alta tecnologia.

    Il bando IFIM, con una copertura finanziaria di 3,9 milioni di euro, verrà gestito da Invitalia e avrà come obiettivi principali la promozione dei processi di trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle iniziative di ricerca nel sistema pubblico e privato.  Questi due macro obiettivi saranno perseguiti attraverso il finanziamento a fondo perduto delle imprese femminili che investono in progetti innovativi in grado di determinare una crescita economica delle aree oggetto di investimento.

    L’intervento avrà dunque al suo centro il processo di empowerment femminile e la capacità dell’ecosistema imprenditoriale femminile di portare innovazione e di promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale nelle zone montane.

    Vediamo in cosa consiste l’agevolazione e i requisiti necessari per poter presentare domanda. 

    Imprese Femminili Innovative Montane IFIM: chi sono?

    Per accedere ai finanziamenti, è necessario soddisfare determinati requisiti. Il bando è infatti dedicato alle startup innovative costituite prevalentemente da donne, in forma di società di capitali o cooperativa e:

    • aventi sede operativa in uno dei Comuni montani di cui all’Allegato 1 dell’Avviso; 
    • rientranti nella definizione di impresa di “piccola dimensione” ai sensi del Regolamento GBER
    • iscritte al Registro delle Imprese nella sezione speciale startup innovative 
    • costituite da non più di 60 mesi
    • aventi come oggetto sociale principale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    • a partire dal secondo anno di attività, non devono superare un totale di 5 milioni di euro di valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio
    • che non distribuiscono utili
    • che non sono state costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
    • che non sono quotate in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione. 
     

    Inoltre, come richiesto dalla maggioranza dei bandi di finanza agevolata, le imprese richiedenti devono avere Durc regolare, non devono essere sottoposte a procedure concorsuali e non devono aver ricevuto e poi non restituito aiuti individuati come incompatibili dalla Commissione Europea.

    ifim imprese innovative invitalia
    Imprese Femminili Innovative Montane – IFIM

    Contributi a fondo perduto IFIM

    L’agevolazione consiste nell’assegnazione di contributi a fondo perduto, nella misura massima del 70% del programma di investimento, da realizzarsi entro 18 mesi dalla data del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. 

    L’importo del contributo non può superare i 70.000 euro, a fronte di un progetto le cui spese ammissibili non superino i 100.000 euro.

    Le agevolazioni sono concesse nel rispetto dei limiti stabiliti dal Regolamento de minimis n.1407/2013 e, come anticipato, possono essere utilizzate per finanziare programmi d’investimento finalizzati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un significativo contenuto tecnologico e innovativo. Inoltre, possono essere sostenute attività volte alla valorizzazione economica dei risultati della Ricerca.

     I contributi permettono di recuperare parzialmente alcune tipologie di costi legati al programma di investimento. Vediamo nel dettaglio quali!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili per l’ottenimento delle agevolazioni includono:

    1. Investimenti materiali e immateriali: possono essere coperti i costi di acquisizione o sviluppo di attrezzature, macchinari, brevetti, licenze, software, know-how e altre risorse necessarie per il programma d’investimento.
    2. Ricerca e sviluppo: le spese legate all’attività di ricerca e sviluppo finalizzata all’innovazione dei prodotti o dei processi possono essere considerate ammissibili. Ciò include i costi del personale coinvolto nella ricerca, i materiali di consumo, i servizi di consulenza e i servizi di ricerca.
    3. Personale: le spese per l’assunzione di personale addetto allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo possono rientrare tra le spese ammissibili. Questo comprende i salari, i contributi previdenziali e le spese per la formazione del personale.
    4. Marketing e promozione: i costi legati alle attività di marketing, pubblicità e promozione dei prodotti o servizi innovativi possono essere considerati ammissibili. Ciò include la creazione di materiali promozionali, la partecipazione a fiere e eventi di settore, la realizzazione di campagne pubblicitarie, ecc.
    5. Servizi professionali: le spese sostenute per consulenze esterne, servizi legali, servizi di contabilità e altri servizi professionali necessari per lo sviluppo e la gestione dell’impresa possono essere considerate ammissibili.

     

    Per poter richiedere le agevolazioni, è necessario conservare la documentazione comprovante le spese effettuate.

    Come puoi richiedere le agevolazioni?

    I contributi possono essere richiesti presentando domanda telematica sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 30 maggio 2023

    Le agevolazioni quindi saranno concesse mediante una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ogni impresa potrà presentare un’unica domanda.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Agevolazioni alle imprese: 10 cose da sapere per partecipare ad un bando

    Agevolazioni alle imprese: 10 cose da non dimenticare

    Come avrai capito se segui il nostro blog, noi di Trovabando ci occupiamo di consulenza e di agevolazioni alle imprese da diversi anni ed i bandi e le agevolazioni pubbliche sono, letteralmente, il nostro pane quotidiano.

    Dall’inizio dell’avventura della nostra piattaforma web, ovvero dall’ottobre 2014, abbiamo lavorato con oltre 50 aspiranti imprenditori, liberi professionisti, aziende di piccole e piccolissime dimensioni, per accedere a bandi ed agevolazioni regionali e nazionali. Senza contare le agevolazioni a cui abbiamo partecipato noi stessi come azienda, ad esempio per assumere personale o sviluppare la nostra piattaforma.

    Tutto questo ci ha fatto comprendere come le convinzioni sbagliate, sul tema della finanza agevolata, siano abbastanza diffuse e radicate.

    La scarsa conoscenza del mondo delle agevolazioni alle imprese penalizza fortemente le imprese, le startup e gli aspiranti imprenditori che, a volte, finiscono per essere esclusi dai bandi o rinunciano direttamente a partecipare alle agevolazioni per paura di non risultare vincitori.

    agevolazioni-imprese-10-cose-da-sapere
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    Eppure le regole da tenere a mente, non sono poi così tante, ed ho pensato di sintetizzartele in un piccolo decalogo che potrai utilizzare ogni qual volta deciderai di approcciarti ad un bando pubblico per non sprecare alcuna opportunità di partecipare anche tu alle agevolazioni alle imprese.

    1. Leggi con attenzione tutto il bando

    Non limitarti a leggere la scheda sintetica sul bando o gli articoli dei blog ma leggi sempre tutto l’avviso pubblico, la modulistica e le FAQ.

    2. Occhio alla data di scadenza

    Controlla sempre la data di scadenza del bando e la modalità di presentazione della domanda.

    come trovare le agevolazioni imprese
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    3. Modulistica e documentazione

    Controlla bene quali sono i documenti da presentare: c’è da scrivere il Business Plan?

    Devi compilare dei moduli specifici e tecnici? Il tempo per preparare la documentazione richiesta dall’avviso pubblico è sufficiente? Sei in grado di farlo da solo?

    Se sei autonom* nella gestione dei documenti, dovrai solo assicurarti di poter realizzare o raccogliere i moduli necessari alla partecipazione entro la data di scadenza della partecipazione. Ma, qualora dovessi avere delle difficoltà, ti suggerisco di leggere il punto successivo.

    4. Non avere paura di chiedere aiuto

    Usa le eventuali FAQ che trovi sul sito dell’ente erogante, ma, se hai dei dubbi, non avere paura di chiedere aiuto: al tuo consulente, all’ente erogante o ai servizi di assistenza indicati nell’avviso pubblico.

    Esistono tante società di consulenza che possono aiutarti nella partecipazione alle agevolazioni pubbliche. Anche Trovabando offre uno specifico servizio di Advisory, per aiutare le imprese ad ottenere i fondi a loro dedicati. 

    come ottenere agevolazioni imprese
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    5. Codice ateco e altri requisiti

    Se sei una società già costituita verifica di possedere tutti i requisiti richiesti dal bando facendo attenzione al tuo codice ateco e al regime di aiuto previsto dal bando (es. De Minimis, Reg 651/2014). Sono molte le agevolazioni alle imprese che sono indirizzate solo a chi opera in specifici settori di attività.

    Se sei una costituenda puoi costituirti con il codice ateco ammesso. Inoltre verifica se esistono altri requisiti come sede operativa in una determinata regione o limiti di età.

    Verifica l’elenco dei codici ateco ufficiale aggiornato al 2024.

    6. Posso partecipare?

    Verifica bene chi sono i soggetti beneficiari e i requisiti per partecipare: MPMI, ditta individuale, startup innovativa, società di persone, società di capitali, cooperative, RTI, ATI, e così via.

    Hai ben chiaro chi è il beneficiario del bando? 

    7. Che tipo di impresa sei?

    Il bando richiede di essere una startup innovativa, impresa sociale, impresa femminile o giovanile? Verifica con il tuo commercialista se hai i requisiti per esserlo o per diventarlo.

    fondo perduto imprese come richiederlo
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    8. Ambito di investimento

    Se il bando richiede che il progetto ammissibile rientri in determinate aree tematiche (ad es. S3, settori KIA, innnovazione etc.) verifica che il tuo progetto rientri nell’area richiesta.

    9. Quali sono le spese ammissibili?

    Verifica che le spese a cui si riferisce il bando siano quelle di cui hai realmente bisogno ma soprattutto la modalità di funzionamento del bando: si riferisce a spese già sostenute o a spese ancora da sostenere?

    In quel caso, dovrai prima di tutto capire se la tua esigenza è quella di avere un ritorno su dei costi che hai già sostenuto, oppure se vuoi liquidità per le spese d’impresa da sostenere.

    10. Sii critic* e scrupolos*

    Se sei abituato a fare business plan e a presentare progetti non essere presuntuoso! Fai comunque revisionare il tuo progetto da persone competenti.

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per accedere ad una agevolazione pubblica contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • PNRR: al via i Bandi per le imprese del Nord Ovest

    NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile

    Il progetto Ecosistema Nodes – Nord Ovest Digitale e Sostenibile, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sta prendendo forma con l’avvio di una serie di bandi a cascata per le imprese

    Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con una copertura di 115 milioni di euro, di cui 35,5 milioni a favore delle imprese, mira a creare un ecosistema dell’innovazione capace di integrare i diversi attori del territorio, come le imprese, le università, le istituzioni e i cittadini, per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio e aumentare la competitività del sistema produttivo.

    Il Nodes rappresenta un’opportunità unica per la regione del Nord Ovest di diventare un polo di innovazione e sviluppo economico sostenibile a livello nazionale ed europeo. La realizzazione di questo progetto non solo favorirà la crescita di imprese e start-up, ma contribuirà anche alla creazione di un mercato del lavoro più qualificato e specializzato nei settori dell’innovazione, dell’energia, del turismo, della mobilità sostenibile, dell’agroindustria e della salute.

    I bandi a cascata coinvolgeranno le micro, piccole, medie e grandi imprese operanti sul territorio del Piemonte, della Valle d’Aosta e delle provincie di Como, Pavia e Varese che potranno beneficiare di consistenti contributi a fondo perduto a sostegno di investimenti aventi ad oggetto la trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale del Nord Ovest italiano.

    Il programma Nodes si compone di 2 linee di intervento dedicate alle imprese:

    • Linea A: Ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che prevede anche dei bandi a cascata per il Mezzogiorno
    • Linea B: Servizi avanzati di consulenza specialistica individuati nel “Catalogo dell’Ecosistema NODES”
      Ogni linea di intervento è poi suddivisa in 7 “spoke”, ovvero settori di intervento specifici, ognuno dei quali è finalizzato a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per le imprese e per la società.

    PNRR NODES: i 7 “spoke”

    I settori in cui si articola il progetto Nodes, sono i seguenti:

    1. Spoke 1: industria 4.0 per la mobilità e l’aerospazio
    2. Spoke 2: Sostenibilità industriale e green
    3. Spoke 3: Industria del turismo e cultura
    4. Spoke 4: Montagna digitale e sostenibile
    5. Spoke 5: Industria della Salute e silver economy
    6. Spoke 6: Agroindustria primaria
    7. Spoke 7: Agroindustria secondaria


    Ad ogni spoke è dedicato un bando per ogni linea di intervento (A o B).

    I bandi delle linee A e B per il Nord Ovest hanno una prima finestra di apertura dal 12 aprile al 16 giugno 2023 e una seconda finestra dal 1 settembre al 31 ottobre 2023.

    Per quanto riguarda i bandi della linea A dedicati al Mezzogiorno (nello specifico, alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), è prevista un’unica finestra per la presentazione delle domande di agevolazione, dal 4 maggio 2023 al 31 ottobre 2023.

    Vediamo chi può beneficiare delle agevolazioni e qual è l’entità massima dei contributi ottenibili!

    bandi pnrr imprese del nord ovest
    PNRR: al via i Bandi per le imprese del NordOvest

    NODES: chi sono i beneficiari?

    Pur cambiando il settore di riferimento, i singoli bandi sono accomunati da una medesima struttura che permette di fornire alcuni indicazioni generali relative ai beneficiari delle agevolazioni. 

    Per quanto riguarda i bandi della linea A, possono presentare domanda di contributo, i seguenti soggetti:

    • le Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) che concorrono in modalità singola o collaborativa con altre imprese
    • le Grandi Imprese (GI) in modalità collaborativa a condizione che persista il requisito di collaborazione con almeno una MPMI; possono sostenere al massimo il 70% del costo totale ammissibile di progetto.

    Inoltre, i soggetti pubblici aventi ruolo di End User possono partecipare in qualità di partner non beneficiari di contributo, a condizione che siano ricondotti alle aree di tematiche di sviluppo di NODES.

    Dai beneficiari dei bandi della linea B, vengono invece escluse le grandi imprese

    Tutti i soggetti richiedenti devono:

    • essere iscritti al Registro delle Imprese;
    • avere sede operativa in uno dei territori dell’area del Nord Ovest sopra indicata o del Mezzogiorno (in quest’ultimo caso solo per quanto riguarda i bandi a cascata della linea A);
    • dimostrare affidabilità economica e finanziaria;
    • avere regolarità contributiva e fiscale;
    • non essere sottoposte a procedure concorsuali
    • non essere identificabili come imprese in difficoltà

    Quali sono le attività ammissibili?

    Gli interventi ammissibili al finanziamento sono molteplici e riguardano principalmente lo sviluppo di progetti innovativi che siano in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di ciascun Spoke.

    Tra gli interventi ammissibili rientrano ad esempio lo sviluppo di nuove tecnologie, la realizzazione di progetti pilota, la creazione di reti di collaborazione tra imprese e centri di ricerca, l’adozione di soluzioni di efficienza energetica, la promozione del turismo sostenibile e la realizzazione di infrastrutture tecnologiche avanzate.

    Le spese ammissibili al finanziamento includono principalmente le spese di investimento e le spese di funzionamento necessarie per la realizzazione dei progetti, tra cui ad esempio le spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature, tecnologie e beni immateriali, nonché le spese per la formazione e la ricerca e sviluppo.

    Per partecipare ai bandi del progetto Nodes, le imprese e le organizzazioni no-profit dovranno presentare un progetto dettagliato che rispetti le linee guida di ciascuno Spoke.

    In generale, anche in questo caso è possibile fare una distinzione tra gli interventi della linea A e della linea B.

    Per la linea A, sono ammissibili i seguenti tipi di intervento:

    • Ricerca industriale: la ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti 
    • Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati
      Per la linea B, possono essere invece finanziati i costi per servizi di consulenze specialistiche. Nello specifico, sono considerati ammissibili i soli servizi qualificati di innovazione che rientrino in una delle categorie di cui “Catalogo dell’Ecosistema NODES“ – Allegato 7 del bando e identificabili in una delle seguenti macrocategorie:

    • Servizi qualificati di supporto alla ricerca e sviluppo ed alla innovazione di prodotto e/o processo
    • Servizi qualificati per il sostegno a nuove imprese e nuove imprese innovative

    Entità delle agevolazioni e valore degli investimenti ammissibili

    L’entità delle agevolazioni e l’importo degli investimenti ammissibili variano in funzione del singolo bando Spoke, della dimensione dell’impresa richiedente e della tipologia di attività. 

    Per quanto riguarda la linea A, sono previste agevolazioni nella misura del 25% – 75%, a fronte di investimenti variabili da un minimo di 100.000 euro ad un massimo di 1.000.000 di euro. Nel caso di collaborazioni tra imprese o con soggetti pubblici, l’entità dell’agevolazione può essere inoltre maggiorata fino al 15%.

    Le imprese possono presentare non più di 1 domanda a valere su ogni finestra di presentazione del bando a cascata – Linea A di uno specifico Spoke.

    Di minore impatto finanziario sono invece i contributi della linea B che possono avere percentuale massima, calcolata sulle spese ammissibili del servizio pari a 50% e per un importo massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 60.000 euro, a fronte di un costo complessivo del singolo servizio non inferiore a 15.000 euro e non superiore a 80.000 euro.

    In questo caso, le imprese possono presentare non più 3 domande a valere su bando a cascata – Linea B di uno specifico Spoke, fatto salvo il contributo massimo concedibile di 60.000 euro per impresa cumulabile con più servizi finanziati sulla sola Linea B dei Bandi dell’Ecosistema.

    Bandi NODES: come fare domanda?

    Per presentare domanda per i bandi Nodes, è necessario seguire le procedure specifiche indicate nei bandi stessi, che vengono pubblicati sul sito web dei partner del progetto Nodes e sul portale dedicato. Il richiedente dovrà presentare la domanda di finanziamento sulla piattaforma webtelemaco.infocamere.it.

    In generale, la procedura di presentazione delle domande prevede la compilazione di un modulo di domanda online, e una serie di allegati, riguardanti, da una parte, il contenuto, il cronoprogramma e il piano economico-finanziario del progetto proposto, dall’altra, i requisiti soggettivi del richiedente.

    È importante leggere attentamente il bando e verificare di soddisfare tutti i requisiti previsti per la partecipazione al bando. Inoltre, è possibile contattare i partner del progetto Nodes per richiedere ulteriori informazioni o supporto nella compilazione della domanda.

    Una volta presentata la domanda, verrà avviata la valutazione dei progetti da parte di una commissione di esperti, che successivamente stilerà una graduatoria sulla base di criteri di merito e della coerenza con gli obiettivi del progetto Nodes.

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  • Bando Parco Agrisolare: Fondo Perduto per il Fotovoltaico

    Bando Parco Agrisolare

    Il Ministero dell’Agricoltura ha proposto un nuovo decreto per promuovere la costruzione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici agricoli.

    Questa proposta fa parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a promuovere l’autosufficienza energetica nel settore agricolo e agroalimentare. Il nuovo decreto mira a rendere questa misura più interessante, offrendo nuovi vantaggi come un aumento dell’importo del contributo per le imprese agricole, l’introduzione dell’autoconsumo condiviso e il raddoppio della capacità energetica dei sistemi fotovoltaici.

    Fino ad 1 miliardo di € saranno stanziati attraverso il bando Parco Agrisolare per sostenere questa proposta. L’intero progetto sarà gestito dal Responsabile dei Servizi Energetici e il decreto sarà sottoposto all’approvazione della Commissione Europea prima del lancio della gara d’appalto.

    Il bando riguarda la  realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto.

    Il Decreto Ministeriale stabilisce i criteri e le modalità di erogazione delle risorse, tra cui i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e l’importo dell’aiuto stesso. Inoltre, definisce la procedura per l’ammissione all’aiuto e i criteri di verifica per la concessione dell’agevolazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il nuovo bando Parco Agrisolare prevede agevolazioni per la costruzione di impianti fotovoltaici sugli edifici agricoli.

    I beneficiari dell’agevolazione bando Parco Agrisolare devono essere imprenditori agricoli o agroindustriali, cooperative agricole e soggetti aggregati come A.T.I., R.T.I., reti d’impresa e CER (Comunità energetiche rinnovabili).

    Saranno esclusi i soggetti che sono esonerati dalla tenuta della contabilità IVA e che hanno un volume di affari annuo inferiore a €7.000.

    La classificazione dei soggetti beneficiari e quindi l’identificazione dell’attività svolta, si basa sul codice ATECO prevalente dell’azienda.

    I codici ATECO ammessi, sono consultabili nell’Allegato B dell’Avviso (aggiornamento 09 2022).

    I beneficiari del bando Parco Agrisolare alla data di presentazione della domanda, devono essere regolarmente costituiti e iscritti come attivi nel registro delle imprese, essere in regola con il DURC e  non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il nuovo decreto Pnrr Bando Parco Agrisolare offre sostegno per l’installazione di sistemi fotovoltaici nei settori agricolo ed agroindustriale.

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che varia a seconda dell’attività svolta dall’impresa beneficiaria.

    Le aziende agricole attive nella produzione primaria possono ricevere un contributo pari all’80% con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) e pari al 30% senza vincolo di autoconsumo, mentre le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli possono ottenere un contributo fino all’80% senza vincolo di autoconsumo.

    Le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese possono ricevere un contributo pari al 30% senza vincolo di autoconsumo.

    Il contributo totale destinato alle aziende agricole è di 775 milioni di €, mentre 150 milioni sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli e 75 milioni alle altre imprese.

    La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750.000 euro nel limite massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

    Agli interventi previsti dal bando Parco Agrisolare viene dunque riconosciuto:

    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di produrre più energia rispetto a quella media necessaria per l’autoconsumo, un incentivo in conto capitale per l’intero progetto (compreso la quota parte adibita all’autoconsumo):
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, un incentivo in conto capitale:
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    Interventi e spese ammissibili

    Il PNRR Bando Parco Agrisolare prevede l’installazione di impianti fotovoltaici con una potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1000 kWp sui tetti di edifici utilizzati per l’attività agricola, zootecnica e agroindustriale.

    Gli impianti devono essere di nuova costruzione e realizzati con componenti nuovi.

    Le aziende agricole di produzione primaria possono beneficiare di aiuti solo per l’autoconsumo o l’autoconsumo condiviso se costituite in forma aggregata.

    Inoltre, insieme all’installazione degli impianti fotovoltaici, possono essere effettuati interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica, come la rimozione dell’amianto dai tetti, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione. Tuttavia, questi interventi devono essere effettuati da ditte specializzate e il grado di coibentazione e il sistema di aerazione devono essere descritti e giustificati dalla relazione del professionista abilitato in base alla destinazione produttiva dell’edificio.

    Sono considerate ammissibili dal bando Parco Agrisolare, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

    • per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete:
      • con un limite massimo di 1.500,00 euro/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala;
      • fino ad ulteriori 1.000,00 euro/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo (In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 100.000,00);
      • fino ad ulteriori 30.000,00 euro massimi di spesa qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, secondo gli importi e quantità massimi;
    • per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e/o l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):
      • fino a un limite massimo di 700,00 euro/Kwp comprensivo di tutte le spese compreso quelle di demolizione e ricostruzione delle coperture e la messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi.

     

    Per tutti gli interventi ammissibili del bando Parco Agrisolare sono altresì ammissibili, se prestate da soggetti esterni all’impresa:

    • spese di progettazioneasseverazioni altre spese professionali richieste dal tipo di lavori;
    • spese relative all’elaborazione e presentazione della domandadirezione lavori e collaudi.

     

    Non sono ammissibili per il bando Parco Agrisolare i seguenti costi (a titolo meramente esplicativo, non esaustivo):

    • acquisto di beni usati;  
    • acquisto di beni in leasing;
    • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
    • lavori in economia;
    • pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione;
    • spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento.

    Come e quando presentare la domanda?

    Modalità e termini del bando Parco Agrisolare sono fissati con successivi Provvedimenti.

    Gli interventi dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi e comunque entro il 30 giugno 2026. 

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  • Bando cinema finanziamenti ad attività ed iniziative di promozione cinematografica ed audiovisiva

    Bando cinema finanziamenti attività ed iniziative di promozione cinematografica ed audiovisiva

    La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo ha recentemente pubblicato il Bando per la concessione di finanziamenti a progetti e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva.

    Il bando, che fa riferimento all’articolo 27 della legge n. 220 del 2016, prevede uno stanziamento di 11,6 milioni di euro

    Il bando cinema finanziamenti  sarà destinato principalmente alla realizzazione di festival, rassegne e premi di rilevanza nazionale, con un budget di 7 milioni di euro.

    Altri 3,1 milioni di euro saranno destinati a sostenere lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia, la promozione dell’industria a livello internazionale e l’immagine turistica dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo.

    Infine, 1,5 milioni di euro saranno destinati alle attività di acquisizione, conservazione, catalogazione, restauro, studio, ricerca, fruizione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo svolte dalle cineteche.

    Chi sono i beneficiari?

    Le richieste di contributo per il bando cinema possono essere presentate da soggetti rappresentanti d’impresa, enti pubblici e privati, fondazioni, comitati e associazioni culturali e di categoria aventi come finalità statutaria o attività principale la promozione del cinema e dell’audiovisivo in Italia e all’estero, nonché università ed enti di ricerca, istituti dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

    I soggetti richiedenti, a pena di inammissibilità, devono:

    a) avere sede legale nello Spazio economico europeo;
    b) essere fiscalmente residenti in Italia al momento dell’erogazione del contributo;
    c) essere in possesso di codice fiscale o partita IVA;
    d) attestare, in forma di autocertificazione o di autodichiarazione, il possesso dei requisiti;
    e) essere dotati di indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e di firma digitale;
    f) essere in regola con gli adempimenti relativi a eventuali contributi assegnati negli ultimi tre anni ai sensi della legge n. 220 del 2016.

    A quanto ammonta il contributo per il bando cinema?

    Il contributo previsto dal bando cinema è di entità non inferiore ad euro 10.000 e nella misura massima dell’80% dei costi ammissibili dichiarati a preventivo.

    Il contributo assegnato non può in ogni caso eccedere il disavanzo, inteso come differenza fra costi complessivi e fonti di copertura.

    L’entità del contributo è determinata dagli esperti sulla base del punteggio assegnato in relazione ai criteri e ai sotto-criteri previsti dal Bando.

    Ai fini dell’erogazione del contributo concesso, ovvero del saldo in caso di concessione dell’acconto, i soggetti beneficiari devono presentare, a pena di inammissibilità, entro 120 giorni dalla conclusione del progetto, la cui data è indicata nella domanda di contributo e secondo le modalità indicate nella piattaforma. Le iniziative per le quali si richiede il contributo devono essere realizzate nel periodo fra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023. E’ prevista una valutazione a punteggio.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando cinema prevede una serie di costi ammissibili per i progetti di sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva. Tra questi rientrano:

    • Logistica: affitto e allestimento degli spazi, compresi i costi amministrativi e quelli legati alla salute, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale
    • Utilizzo delle opere audiovisive protette dal diritto d’autore o da diritti di proprietà intellettuale
    • Innovazione tecnologica, compresi software e apparecchiature digitali direttamente legati all’iniziativa
    • Promozione e pubblicità dell’iniziativa
    • Personale impiegato nella realizzazione dell’iniziativa e prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto
    • Ospitalità, limitata ai costi strettamente collegati all’iniziativa e autorizzati dal rappresentante legale dell’ente
    • Attività di docenza
    • Spese generali e di gestione, fino al 20% del costo complessivo, compresi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta.

     

    Costi ammissibili per la realizzazione di festival, rassegne e premi cinematografici e audiovisivi.

    • Logistica: affitto e allestimento degli spazi, ivi inclusi i costi relativi alle autorizzazioni o concessioni amministrative nonché le spese derivanti dall’applicazione dei protocolli sanitari e di sicurezza obbligatori e di sostenibilità ambientale;
    • Utilizzo delle opere audiovisive protette dal diritto d’autore ovvero da diritti di proprietà intellettuale;
    • Innovazione tecnologica e valorizzazione dei luoghi e degli spazi di fruizione;
    • Promozione e pubblicità dell’iniziativa;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dell’iniziativa e prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto, purché e nella misura in cui siano direttamente imputabili all’iniziativa medesima;
    • Ospitalità, relativi alle delegazioni artistiche, giuria, artisti, giornalisti, critici, personalità e operatori del settore, direttore artistico o suoi delegati;
    • Attività di docenza;
    • Spese generali e di gestione; tali costi sono ammissibili fino ad un limite massimo del 20% del costo complessivo, inclusi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie finalizzate alla realizzazione dell’iniziativa, maturati entro e non oltre 120 giorni dalla conclusione del progetto;
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi del DPR 633/1972 e successive modifiche.

     

    Ecco l’elenco dei costi ammissibili per le attività delle cineteche:

    • Conservazione, catalogazione, restauro
    • Acquisizione delle opere
    • Fruizione e valorizzazione del materiale restaurato
    • Spese per attività di studio e ricerca
    • Costi relativi al personale direttamente impiegato nella realizzazione del progetto e alle prestazioni d’opera professionali, intellettuali e di supporto, purché e nella misura in cui siano direttamente imputabili al progetto medesimo
    • Spese generali e di gestione, ammissibili fino ad un limite massimo del 20% del costo complessivo, inclusi gli interessi relativi ad anticipazioni bancarie finalizzate alla realizzazione dell’iniziativa, maturati entro e non oltre 120 giorni dalla conclusione del progetto
    • Imposta sul valore aggiunto, se il beneficiario non è soggetto passivo dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi del DPR 633/1972 e delle successive modifiche

    Quando e come presentare la domanda ?

    La richiesta di contributo per il bando cinema deve essere presentata utilizzando la piattaforma informatica DGCOL, disponibile sul sito www.cinema.cultura.gov.it a partire dal 27 aprile 2023 ed entro il termine del 16 maggio ore 23:59.

    Ti rendi conto di quanto sia importante, per un’impresa, sfruttare ogni possibilità offerta dalla finanza agevolata?

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  • Digital Transformation, il bando per le PMI: tutto quello che c’è da sapere

    100 milioni di euro per Digital Trasformation: ecco in cosa consiste e come accedere agli incentivi previsti.

    ll Ministero dello Sviluppo Economico (attuale Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per il bando Digital Transformation, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

    Per questa misura sono stati stanziati ben 100 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

    Con Digital Transformation si punta a favorire lo sviluppo nel settore manifatturiero e in quello dei servizi diretti alle imprese, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali e nel settore del commercio, contribuendo così agli obiettivi di innovazione e di crescita di competitività dell’intero tessuto produttivo del Paese.

    Bando Mise Digital Tranformation chi può richiedere il contributo?

    Per poter presentare domanda di contributo bisogna innanzitutto essere una piccola o media impresa (PMI) ed operare, in via prevalente o primaria, in uno dei seguenti settori:

    1. settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
    2. settore turistico
    3. oppure nel settore del commercio.

    Per poter accedere alla misura la tua impresa deve necessariamente rispettare tutti i seguenti requisiti:

    • l’impresa è iscritta e attiva presso il Registro delle Imprese
    • devi aver conseguito nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi, delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro
    • disponi di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle Imprese.

    È prevista la possibilità di presentare progetti realizzati congiuntamente da più imprese (max 10) attraverso il ricorso allo strumento del contratto di rete o di altre forme contrattuali di collaborazione compresi il consorzio e il partenariato.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Le agevolazioni previste dal bando Digital Transformation sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50% così organizzata:

    • 10% sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40% sotto forma di finanziamento a tasso zero.

    Nel complesso, dunque, l’agevolazione ha una copertura massima pari alla metà delle spese totali connesse alla realizzazione del progetto di trasformazione digitale. 

    I progetti di spesa devono, inoltre,  prevedere un importo di spesa compreso fra 50.000 e 500.000 euro.

    Che tipo di progetti puoi realizzare?

    I progetti ammissibili alle agevolazioni del bando Digital Transformation devono riguardare la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi mediante l’implementazione di tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0 e/o tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale.

    Per fare chiarezza, ecco alcuni esempi di Tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0:

    • advanced manufacturing solutions,
    • additive manufacturing,
    • realtà aumentata,
    • cyber security,
    • big data analytics,
    • industrial internet,
    • cloud,
    • simulation,
    • integrazione orizzontale e verticale.

     

    Per quanto riguarda le Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale, tali tecnologie dovranno essere finalizzate a:

    • piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio
    • Software
    • ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi soggetti
    • altre tecnologie come ad esempio i sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, sistemi elettronici per lo scambio di dati, geolocalizzazione, tecnologie per in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

     

    Ogni soggetto può presentare una sola domanda di accesso al bando Digital Transformation, presentando unicamente:

    1.  un progetto di innovazione di processo (Capo II)
    2. un progetto di innovazione dell’organizzazione (Capo II)
    3. un progetto di investimenti (Capo III).

    Progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa

    Le spese e i costi ammissibili nell’ambito dei progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa devono essere sostenuti direttamente dal soggetto beneficiario e pagati dallo stesso e sono quelli relativi a:

    1. personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione o di somministrazione lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività previste dal progetto. Sono escluse le spese del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    2. strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto.
    3. servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per la realizzazione del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    4. le spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.

    Progetti di investimento

    Le spese ammissibili nell’ambito dei progetti di investimento devono essere sostenute direttamente dal soggetto beneficiario e dallo stesso pagate e sono quelle relative a:

    1. immobilizzazioni materiali, quali macchinari, impianti e attrezzature tecnologicamente avanzate ovvero tecnico-scientifiche, purché coerenti con le finalità di trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dell’impresa
    2. immobilizzazioni immateriali necessarie alle finalità del progetto agevolato;
    3. costi per servizi di consulenza specialistica strettamente funzionali alla realizzazione del progetto, nella misura massima del 10% dei costi complessivi ammissibili;
    4. costi sostenuti a titolo di canone per l’utilizzo, mediante soluzioni cloud computing, dei programmi informatici ovvero per la fruizione di servizi di connettività a banda larga o ultra larga;
    5. costi per i servizi resi alle PMI beneficiarie dal soggetto promotore capofila per la gestione delle iniziative riguardanti i progetti presentati congiuntamente da più imprese nella misura massima del 2% dei costi complessivi ammissibili.

    Come posso richiedere l’agevolazione?

    Le domande potranno essere compilate, a decorrere dalle ore 12.00 del 15 Dicembre 2020, e devono essere compilate esclusivamente in forma elettronica e attraverso procedura informatica sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

    La chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

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  • Credito d’Imposta Formazione 4.0: le novità del 2023

    Bonus Formazione 4.0

    Con la legge di bilancio 2023, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha deciso di non prorogare la misura del credito d’imposta formazione 4.0 per l’anno in corso.

    L’incentivo fiscale, inserito nel piano Transizione 4.0, è tuttavia ancora disponibile per le imprese che hanno maturato crediti sostenendo spese per la formazione nell’anno 2022.

    Gli investimenti in formazione, soprattutto sulle tematiche legate all’Industry 4.0, rappresentano oggi un elemento strategico per le imprese, che possono così implementare e migliorare i propri processi produttivi, essere competitive sul mercato e creare nuove opportunità di business. 

    Il credito d’imposta 4.0, anche conosciuto come Bonus Formazione 4.0,  è un incentivo fiscale che permette alle aziende italiane di recuperare una parte dei costi sostenuti per la formazione dei propri dipendenti su temi legati alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica.

    La misura è dunque finalizzata a sostenere lo sviluppo di competenze abilitanti in ambito tecnologico e digitale e a favorire in tal modo la transizione al paradigma 4.0. 

    Vediamo subito chi può beneficiare dell’incentivo, quali sono le spese e le attività agevolabili e come funziona!

    Credito d’imposta Formazione 4.0: i beneficiari e le aliquote

    Il Bonus Formazione 4.0 è destinato a tutte le imprese operanti e residenti sul territorio italiano, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalla forma giuridica, che rispettino le normative in materia di sicurezza sul lavoro e gli obblighi contributivi assistenziali e previdenziali in favore dei lavoratori.

    Non possono usufruire dell’incentivo, invece, le imprese sottoposte a procedure concorsuali e quelle destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

    Tuttavia, le aliquote del Credito d’imposta formazione 4.0, variano in funzione della dimensione di impresa e della data di avvio delle attività formative, antecedente o successiva al 17 maggio 2022. Ecco, nel dettaglio, come:

    1. per i progetti di formazione 4.0 iniziati entro il 17 maggio 2022, si applicano le seguenti aliquote, come previsto all’art.1 comma 211 della Legge di Bilancio 2020:
     
    • 50% per le piccole imprese, nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
    • 40% per le medie imprese, nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
    • 30% per le grandi imprese nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
     

         2. Per le attività di formazione 4.0 avviate dopo il 17 maggio 2022, le aliquote applicabili sono invece le seguenti:

    • 40% per le piccole imprese, nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
    • 35% per le medie imprese, nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
    • 30% per le grandi imprese nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
     

    Per i progetti di formazione 4.0 rivolti ai lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definiti dal decreto del  Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017, l’aliquota applicabile è, per entrambi i periodi di riferimento, del 60%.

    Bonus Formazione 4.0: ecco le attività agevolabili

    Come abbiamo visto, il credito d’imposta formazione 4.0 nasce con l’obiettivo di promuovere la transizione digitale delle imprese italiane e, per questa ragione, i progetti formativi oggetto dell’agevolazione devono essere specificatamente connessi agli ambiti 4.0. In particolare, dunque, la formazione dovrà riguardare vendite e marketing, servizi IT, processi e tecniche di produzione e dovrà fare riferimento alle seguenti tematiche:

    • big data e analisi dei dati;
    • cloud e fog computing;
    • cyber security;
    • simulazione e sistemi cyber-fisici;
    • prototipazione rapida;
    • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
    • robotica avanzata e collaborativa;
    • interfaccia uomo macchina;
    • manifattura additiva;
    • internet delle cose e delle macchine;
    • integrazione digitale dei processi aziendali
      In relazione ai suddetti ambiti di intervento, sono ammissibili le seguenti spese direttamente connesse ai progetti di formazione:  
    • spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
    • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione  (spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione). Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
    • costi dei servizi di consulenza;
    • spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.
      Inoltre, affinché le attività formative siano ammissibili, è necessario che siano erogate dai seguenti soggetti:
    • Soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
    • Università, pubbliche o private, o strutture a esse collegate;
    • Soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001;
    • Soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37;
    • ITS.

    Bonus Formazione 4.0: come funziona e come richiederlo

    Le imprese possono beneficiare del Credito d’Imposta Formazione 4.0 in compensazione, attraverso il modello F24 messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, e a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili.

    Per essere ammessi al credito d’imposta, è necessario che l’effettiva spesa ammissibile sia certificata dall’ente incaricato della revisione dei conti e allegata al bilancio. Non sono tenute a certificazione le imprese con un bilancio già revisionato.

    È possibile incrementare il credito d’imposta fino a un massimo di € 5.000 per la spesa sostenuta per adempiere all’obbligo di certificazione contabile per le aziende non soggette per legge alla revisione legale dei conti.

     

    Inoltre, è necessario che le aziende beneficiarie dispongano dei seguenti documenti:

    • una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;

    • l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del beneficio, anche in funzione del rispetto dei limiti e delle condizioni posti dalla disciplina comunitaria in materia;

    • i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

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  • Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    La finalità della misura promossa da Lombardia Fesr è quella di incentivare lo sviluppo delle PMI e delle Midcap, offrendo sostegno finanziario alle proposte progettuali finalizzate alla crescita, alla flessibilità e all’organizzazione aziendale.

    In particolare, si promuove il potenziamento della resilienza dell’azienda a eventuali difficoltà interne ed esterne, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

    Il bando fa parte degli investimenti regionali della Lombardia, utilizzando le risorse del LOMBARDIA Fesr 2021-2027. In questo modo, le imprese hanno l’opportunità di investire nella propria espansione e competitività sul mercato.

    Le risorse stanziate per questo bando corrispondono a € 115.000.000 divise in due distinti plafond: € 69.000.000 sul Fondo di Garanzia e € 46.000.000 per la quota a fondo perduto.

    Chi sono i beneficiari?

    L’agevolazione Lombardia Fesr è riservata alle PMI e alle MidCap che risultano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, e che hanno depositato almeno 2 bilanci al momento della richiesta.

    Inoltre, per poter usufruire dell’intervento, l’azienda deve avere una sede operativa in Lombardia e rientrare nella classificazione da 1 a 10 secondo la metodologia di Credit Scoring su dati storici del Modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.

    Sono escluse dall’agevolazione prevista da Lombardia Fesr le imprese che operano nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia ai sensi della L.r. 31/2008 art. 13 bis, le imprese di magazzinaggio e trasporto, le attività finanziarie e assicurative, le grandi strutture di vendita e le imprese che operano nella fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Se, quindi, la tua impresa non fa parte dei settori esclusi, continua a leggere per scoprire cosa finanzia!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Lombardia Fesr prevede spese ammissibili, escluse le imposte sul valore aggiunto, che comprendono i seguenti tipi di costi che devono essere funzionali e connessi al progetto di investimento:

    • l’acquisto e l’installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature, hardware e mobili necessari per raggiungere gli obiettivi del progetto;
    • l’acquisto di software, licenze d’uso software e costi per servizi software cloud e saas simili per non oltre 12 mesi di servizio;
    • l’acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    • lavori edili, bonifiche e impiantistica strettamente connesse e funzionali all’installazione dei beni di cui alla voce a), limitatamente al 20% di tali spese.

     

    Gli interventi devono essere effettuati esclusivamente nella sede operativa del soggetto richiedente situata in Lombardia. Nel caso in cui ci siano più sedi operative in Lombardia, il richiedente dovrà selezionarne una sola e indicarla nella domanda. Per le MidCap che scelgono il regime di aiuto ex art. 14 del Regolamento GBER, l’intervento può consistere in un investimento in beni materiali e immateriali per un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento. L’investimento e le relative spese devono essere rendicontate entro 15 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto di concessione dell’agevolazione.

    Non saranno ammessi progetti di smantellamento o costruzione di centrali nucleari, investimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti derivati, investimenti in infrastrutture aeroportuali e in attività di smaltimento dei rifiuti in discariche, ad eccezione della dismissione, riconversione o messa in sicurezza delle discariche esistenti.

    Gli investimenti destinati ad aumentare la capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui sono esclusi, tranne gli investimenti in tecnologie per il recupero di materiali ai fini dell’economia circolare. 

    A quanto ammonta l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal bando Lombardia Fesr consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale sull’investimento e unagaranzia regionale gratuita su un finanziamento a medio-lungo termine erogato dai Soggetti Finanziatori per ottenere le risorse finanziarie necessarie per l’investimento.

    Il contributo massimo concesso previsto da Lombardia Fesr rivolto alle imprese dipende dall’area di riferimento e dal tipo di impresa.

    • Per le PMI, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili per le domande presentate a valere sull’Area 1 tramite il Regolamento de minimis o l’art. 17 del Regolamento GBER.
    • Per le MidCap, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili nel limite del plafond de minimis dell’impresa.

     

    Per le domande presentate a valere sull’Area 2, il contributo massimo varia dal 10% al 30% delle spese ammissibili in base alla zona individuata.

    Il finanziamento massimo concesso è di €2.850.000 e la durata varia da un minimo di 6 semestri a un massimo di 12 semestri, incluso l’eventuale preammortamento. Il tasso di interesse nominale annuo finale è determinato in seguito ad apposita istruttoria economico-finanziaria in funzione del livello di rischio assegnato al Soggetto richiedente dal Soggetto finanziatore.

    La Garanzia è rilasciata da Regione Lombardia a favore dei Soggetti finanziatori e nell’interesse dei Soggetti beneficiari. L’importo minimo dell’investimento è di €100.000 e l’importo massimo agevolabile (finanziamento assistito da garanzia e contributo) è pari ad €3 milioni. I massimali sono tali anche nel caso in cui venga presentato un investimento di valore superiore. La Garanzia è prestata a titolo gratuito e si intende diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile a prima richiesta.

    Quando e dove è possibile presentare la domanda?

    Le domande per il bando Lombardia Fesr dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura Bandi Online e dovranno essere corredate dalla delibera di finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore scelto. La domanda di partecipazione al bando, corredata dalla delibera di Finanziamento di un Soggetto finanziatore, può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it a partire dalle ore 10:30 del 13 giugno 2023.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

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  • Bando Nuova Impresa Lombardia

    Cos’è il bando nuova impresa?

    Anche quest’anno Unioncamere Lombardia vuole sostenere l’autoimprenditorialità attraverso l’emanazione del Bando Nuova Impresa.

    L’obiettivo del bando, in continuità con le precedenti edizioni, è quello di erogare un contributo a fondo perduto, per sostenere le spese connesse alla creazione delle nuove imprese.

    Il target di riferimento sono le MPMI e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, i quali potranno presentare domanda di agevolazione fino al 28 marzo 2024.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando nuova impresa prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di €10.000.

    La dotazione finanziaria è pari a € 2.100.300,00.

    I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro. Ogni impresa o professionista (come indentificati dal codice fiscale) può presentare per il bando nuova impresa una sola domanda di agevolazione. L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, con un minimo di spese in conto capitale pari al 50% del totale.

    Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale.

    bando nuova impresa lombardia
    Bando Nuova Impresa Lombardia 2023

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando nuova impresa si rivolge a due tipologie di soggetti di seguito meglio specificati:

    • MPMI che hanno aperto una nuova impresa (sede legale e operativa) in Lombardia,
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2023 e che sono in regola con
      l’iscrizione al Registro delle imprese e risultano attive. L’impresa deve essere iscritta e attiva
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e con partita IVA attribuita nel termine massimo di dodici
      mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese Non si considera nuova impresa l’attivazione di una nuova
      sede operativa sul territorio lombardo da parte di imprese già esistenti;
    • Lavoratori autonomi con partita iva individuale non iscritti al Registro delle Imprese e che hanno la partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate attiva a decorrere dal 1° gennaio 2023 ed entro il 31 dicembre 2023 e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Indipendentemente dal codice ATECO, il bando nuova impresa individua fra i soggetti beneficiari anchele nuove imprese iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia.

    Sono escluse le MPMI e i lavoratori autonomi che abbiano codice Ateco primario o prevalente, risultante dalla visura camerale ovvero dall’Anagrafe Tributaria, ricompreso nella sezione A (Agricoltura, silvicoltura e pesca) e K (Attività finanziarie ed assicurative) della classificazione Ateco 2007 e altresì quelli che svolgono attività primaria o prevalente di cui ai seguenti codici ATECO:

    • 47.78.94 commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop);
    • 92.00 attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco;
    • 92.00.02 gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a
      gettone;
    • 92.00.09 altre attività connesse con le lotterie e le scommesse;
    • 96.04.1 servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali).

    In attuazione della l.r. 8/2013 sono escluse dal bando nuova impresa coloro i quali detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.

    Il bando nuova impresa  non ammette fra i soggetti beneficiari coloro i quali sono in rapporto di collegamento, controllo e/o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando nuova impresa prevede due categorie di spesa. 

    1) Spesa in conto capitale:

    • Acquisto di beni strumentali/macchinari/attrezzature/arredi nuovi, incluse le spese per il
      montaggio/trasporto/manodopera e realizzazione di strutture, anche in muratura,
      strettamente collegate. Le spese devono riguardare esclusivamente beni durevoli, non di
      consumo e strettamente funzionali all’attività svolta (non sono ammessi gli autoveicoli);
    • Acquisto di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto;
    • Acquisto di hardware (sono escluse le spese per smartphone e cellulari);
    • Registrazione e sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità.

    2) Spesa in conto corrente:

    • Onorari notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa (al netto di tasse, imposte, diritti e
      bolli anticipate dal notaio/consulente);
    • Onorari per prestazioni e consulenze relative all’avvio d’impresa
    • Contabilità e fiscalità;
    • Spese relative alle consulenze specialistiche legate alla registrazione allo sviluppo di marchi e brevetti, nonché per le certificazioni di qualità di cui alla relativa voce di spesa in conto capitale;
    • Canoni di locazione della sede legale e operativa della nuova impresa;
    • Sviluppo di un piano di comunicazione (progettazione del logo aziendale, progettazione e
      realizzazione sito internet, registrazione del dominio, progettazione piano di lancio dell’attività) e strumenti di comunicazione e promozione (es. messaggi pubblicitari su radio, TV, cartellonistica, social network, banner su siti di terzi, Google Ads, spese per materiali
      pubblicitari, etc).
    • Spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7%

    Come e quando è possibile presentare la domanda di agevolazione?

    Le domande di partecipazione per il bando nuova impresa devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 14.00 del 27 Aprile 2023 fino alle ore 12.00 del 28 Marzo 2024. Le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito www.unioncamerelombardia.it nell’apposita sezione “Bandi e contributi alle imprese”.

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