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  • TOCC: Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi

    Bando TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi: cos’è?

    Nell’ambito della Missione 1 del PNRR, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato l’Avviso Pubblico TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi che ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente e del clima” – Azione B2, finanziato con 20 milioni di euro

    Il bando, in linea con gli obiettivi programmatici del Next Generation Ue e con il principio di “non arrecare un danno significativo” (DNSH) agli obiettivi ambientali, è volto ad incoraggiare e promuovere un approccio green e sostenibile lungo tutta la filiera culturale e creativa, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto a soggetti che, a vario titolo, animano i settori le cui attività si basano su valori culturali es espressioni artistiche creative.

    Vediamo chi sono i beneficiari, quali sono i progetti ammissibili e come funziona!.

    TOCC – chi sono i beneficiari?

    Possono richiedere i contributi a fondo perduto TOCC i seguenti soggetti:

    1. le micro e piccole imprese, in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le società cooperative di cui all’art. 2511 e seguenti del codice civile; 
    2. le associazioni riconosciute e non riconosciute; 
    3. le fondazioni
    4. le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit;
    5. gli Enti del Terzo settore di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 117/2017 e ss.mm.ii

     

    I soggetti richiedenti devono essere già costituiti alla data del 31 dicembre 2021 e devono svolgere la propria attività, orientata o meno al mercato, nei seguenti ambiti culturali e creativi:

    1. Musica
    2. Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia); 
    3. Moda;
    4. Architettura e Design
    5. Arti visive (inclusa fotografia); 
    6. Spettacolo dal vivo e Festival
    7. Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei); 
    8. Artigianato artistico
    9. Editoria, libri e letteratura
    10. Area interdisciplinare (relativo ai soggetti che operano in più di un ambito di intervento tra quelli elencati).
    Transizione ecologica organismi culturali e creativi
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    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    Per beneficiare dell’agevolazione TOCC, è necessario presentare progetti volti alla realizzazione di:

    1. attività, progetti o prodotti improntati sull’eco-design e sulla sostenibilità, anche finalizzati alla sensibilizzazione del pubblico verso tematiche ambientali;
    2. strumenti e soluzioni per la realizzazione di eventi, attività e servizi culturali a basso impatto ambientale
    3. azioni di pianificazione strategica, organizzativa ed operativa per la redazione e attuazione di piani di sviluppo di governance e di misurazione degli impatti ambientali, ivi compresi programmi di efficienza energetica; 
    4. prodotti culturali con una forte componente educativa e didattica finalizzati alla sensibilizzazione del rispetto dell’ambiente
    5. attività di sviluppo e prototipazione sperimentale, finalizzate all’ecodesign dei prodotti e al recupero, riuso, riciclo di prodotti.
     

    I progetti proposti devono essere conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e devono concorrere al raggiungimento degli scopi del Green Deal europeo e alla transizione ecologica, coniugando design e sostenibilità, sensibilizzando e diffondendo consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera culturale e creativa.

     

    I contributi possono essere utilizzati a parziale copertura delle seguenti spese:

    1. impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili di ultima generazione, a basso impatto ambientale e finalizzati all’utilizzo del ciclo produttivo green. 
    2. servizi specialistici e beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al progetto da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa;
    3. opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile, per l’adeguamento alle condizioni necessarie alla realizzazione dell’investimento proposto e finanziato, delle unità locali dei soggetti realizzatori.
    4. capitale circolante, fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile e, a tal riguardo, nello specifico:
      • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti connessi al processo produttivo, purché strettamente funzionali al progetto finanziato e a basso impatto ambientale;
      • utenze relative all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • canoni di locazione relativi all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • prestazioni di servizi strettamente funzionali al progetto finanziato non rientranti direttamente nelle spese per servizi specialistici di cui al comma 1 lett. b), ma comunque connessi ad esigenze derivanti dalla realizzazione del progetto; e. nuovo personale assunto per il progetto finanziato, che non benefici di altre agevolazioni.

     

    L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un costo ammissibile solo se questa non sia recuperabile.

    Qual è l’entità del contributo e come fare domanda?

    Le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto e nella misura massima dell’80% del progetto di spesa ammissibile e, comunque, per un importo massimo pari a euro 75.000

    I progetti proposti possono avere un valore massimo di euro 100.000, dovranno avere durata massima pari a 18 mesi e dovranno in ogni caso concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

    I soggetti in linea con i requisiti dell’Avviso Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi, potranno presentare domande esclusivamente su Invitalia,  a partire dalle ore 12:00 dell’11 maggio 2023 ed entro e non oltre le ore 18:00 del 12 luglio 2023.

     

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  • Bandi EIC 2023: agevolazioni UE per PMI e Startup

    European Innovation Council (EIC): cos’é?

    Con il Work Programme 2023 arrivano in nuovi bandi EIC 2023.

    L’European Innovation Council (EIC) è uno dei più importanti strumenti di Horizon Europe per dare sostegno all’identificazione, allo sviluppo e all’implementazione di innovazioni dirompenti ad alto rischio, che possano generare un forte impatto sulla società e creare nuovi mercati.

    L’EIC prevede 3 principali programmi, destinati a progetti con specifici livelli di TRL (Technology Readiness Level). Vediamo quali. 

    1) EIC Accelerator

    Uno dei più attesi ed interessanti è l’EIC Accelerator, al quale sono destinate risorse complessive pari a 1,13 miliardi di euro.

    Il programma si rivolge alle PMI (soprattutto startup e spinout), ma in alcuni casi sono ammissibili anche le mid-cap fino a 500 dipendenti. Finanzia il completamento dello sviluppo di innovazioni ad alto rischio, con TRL da 5-6 a 8, che siano in grado di rivoluzionare il mercato o crearne uno nuovo.

    Il sostegno dell’EIC Accelerator viene fornito attraverso:

    • Grant (contributi a fondo perduto) fino a 2,5 milioni, per finanziare fino al 70% dei costi legati allo sviluppo dell’innovazione, come, ad esempio, la dimostrazione della tecnologia in ambiente rilevante, la prototipazione e la dimostrazione a livello di sistema, la R&S e i test necessari per soddisfare i requisiti normativi e di standardizzazione, la gestione della proprietà intellettuale e le autorizzazione per la commercializzazione.
    • Equity investments (investimenti) fino a 15 milioni, destinati a finanziare lo scale up e altri costi rilevanti. Gli investimenti potrebbero essere anche superiori ai 15 milioni nel caso in cui l’azienda si occupi di tecnologie considerate di interesse strategico europeo.
    • Servizi di coaching e mentoring e altri vantaggi specifici come l’opportunità di networking con altre aziende e l’accesso a investitori terzi.

       

    L’invio delle domande deve rispettare precise finestre di apertura, con le prossime scadenze fissate al 7 giugno e al 4 ottobre 2023. 

    In particolare, le risorse dell’EIC Accelerator sono distribuite fra

    EIC Accelerator Open (613 milioni di euro), che non prevede priorità tematiche specifiche e permette quindi di presentare proposte in qualsiasi ambito tecnologico, e 

    EIC Accelerator Challenges, con un budget di 524,7 milioni di euro destinato ai seguenti topic

    • Novel biomarker-based assays to guide personalised cancer treatment 

    • Aerosol and surface decontamination for pandemic management 

    • Energy storage 

    • New European Bauhaus and Architecture, Engineering and Construction digitalisation for decarbonisation 

    • Emerging semiconductor or quantum technology components 

    • Novel technologies for resilient agriculture 

    • Customer-driven, innovative space technologies and services .

    BANDI EIC 2023
    Bandi EIC 2023: agevolazioni per Startup e PMI

    2) EIC Pathfinder

    Altra importante opportunità è fornita dall’EIC Pathfinder, programma con una dotazione finanziaria complessiva di 343 milioni di euro. In questo caso vengono finanziati progetti volti a convalidare le basi scientifiche di una nuova tecnologia (da TRL 1 a TRL 4). E’ possibile chiedere sovvenzioni a fondo perduto fino a 3 o 4 milioni di euro (a seconda che ci si rivolga all’EIC Pathfinder Open o al Challenge) per coprire il 100% dei costi ammissibili. 

    Le call dedicate ai progetti “Open”, rivolte unicamente a consorzi formati da almeno 3 entità, si sono chiuse il 7 marzo, ma sarà ancora possibile presentare proposte inerenti alcuni settori strategici (Strategic EIC Pathfinder Challenges, con dotazione di 165,5 milioni) nel periodo 20 giugno-18 ottobre 2023. In questo caso sono ammissibili anche proposte presentate singolarmente. 

    Le sfide specifiche riguardano raffreddamento pulito ed efficiente, digitalizzazione delle costruzioni, nutrizione di precisione, elettronica responsabile, energia solare nello spazio:

    • Clean and efficient cooling
    • Architecture, Engineering and Construction digitalisation for a novel triad of design, fabrication, and materials
    • Precision nutrition
    • Responsible electronics
    • In-space solar energy harvesting for innovative space applications.

    3) EIC Transition

    Infine, vogliamo parlarti dell’EIC Transition, che prevede ancora una volta una divisione tra progetti Open e progetti Challenge, ai quali sono destinati 60,5 milioni di euro dei complessivi 128,3 milioni di dotazione. 

    Questo programma permette di trasformare quanto emerso in fase di ricerca in vere e proprie innovazioni, finanziando le attività necessarie a convalidare la nuova tecnologia in ambiente rilevante e renderla pronta per il mercato (da TRL 4 a TRL 5-6). Il finanziamento è però riservato ai risultati di ricerca ottenuti all’interno di altri specifici programmi UE (ad es. EIC Pathfinder, H2020 FET o, per le Challenges, Horizon 2020 o Horizon Europe…) o ad applicazioni civili di progetti finanziati dallo European Defence Fund.

    Il finanziamento consiste in un contributo a fondo perduto che copre fino al 100% dei costi ammissibili, per un importo massimo di 2,5 milioni di euro (e in alcuni casi anche oltre).

    Prossime scadenze per l’application: 12 aprile e 27 settembre 2023.

    Per la Challenge i settori di riferimento sono:

    • Full scale Micro-Nano-Bio devices for medical and medical research applications
    • Environmental intelligence
    • Chip-scale optical frequency combs.
     

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  • Bonus Energia Imprese 2023

    Bonus Energia Imprese: cos’è?

    Con la legge di Bilancio 2023 e il successivo DL 34/2023, il governo italiano ha prorogato la possibilità per le imprese di accedere a dei crediti di imposta a parziale copertura delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, gas e combustibili nel I e II trimestre 2023

     

    La misura, meglio conosciuta con l’espressione “Bonus Energia Imprese” mira a supportare le realtà imprenditoriali italiane nel far fronte all’aumento dei costi dell’energia che, dal 2022, per effetto della crisi russo-ucraina, interessano il nostro territorio e, più in generale, il contesto europeo.

     

    In continuità con le disposizioni legislative emanate nel 2022, il governo ha quindi confermato il Bonus Energia Imprese anche per il primo e il secondo trimestre 2023.

     

    Vediamo chi sono i beneficiari e come funziona!

    Chi può beneficiare del Credito d’Imposta Energia?

    Innanzitutto, può essere utile tenere a mente alcune categorie, in funzione delle quali il credito d’imposta energia assume valori differenti.

     

    Una prima categorizzazione riguarda le imprese che vengono distinte in:

     

    • imprese energivore

    • imprese gasivore

    • imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica

    • imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale

    • imprese che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca

     

    Una seconda categorizzazione riguarda la tipologia di prodotto energetico: energia elettrica, gas naturale, carburanti. 

     

    A prescindere dalla categoria di appartenenza, il Bonus Energia viene riconosciuto alle imprese che hanno sostenuto una media dei costi per l’energia superiore almeno al 30% rispetto alla media sostenuta nel 2019 con riferimento allo stesso semestre.

     

    Nello specifico, il credito d’imposta ha le seguenti caratteristiche:

     

    • per le imprese energivore, il bonus va dal 20 al 40% dei costi d’acquisto dell’energia elettrica;

     
    • per le imprese gasivore, il bonus va dal 10 al 45% dei costi d’acquisto del gas naturale;

     
    • per le imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica, il bonus va dall 15 al 35% dei costi sostenuti per l’acquisto di energia elettrica;

     
    • per le imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale il bonus va dal 25 al 45% dei costi sostenuti per l’acquisto di gas naturale;

     
    • per le imprese che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante.
     

    Capiamo insieme come distinguere le differenti categorie citate e come cambia la percentuale del credito d’imposta a seconda del periodo di riferimento (I o II trimestre 2023).

    Credito d’Imposta Imprese Energivore

    Le imprese vengono definite energivore quando il loro consumo medio di energia elettrica è pari almeno ad 1 GWh/anno e quando rispettano altresì uno dei seguenti requisiti:

     

    a) operano nei settori dell’Allegato 3 alla Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020 (estrazione di minerali, produzione di oli e grassi, tessitura, produzione di cemento, fabbricazione di componenti elettronici, etc);

     

    b) operano nei settori dell’Allegato 5 all’anzidetta Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020 (altri settori minerari e manifatturieri)

     

    c) non rientrano fra quelle di cui ai punti a) e b), ma sono ricomprese negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia redatti  dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA)

     

    Per questa tipologia di imprese, il bonus energia viene concesso nella forma di credito d’imposta come parziale rimborso dei maggiori costi sostenuti per l’acquisto e l’utilizzo effettivo della componente energetica nei trimestri di riferimento e corrisponde a:

     

    – Il 45% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’utilizzo effettivo della componente energetica nel primo trimestre 2023 (gennaio, febbraio, marzo);

     

    – Il 20% delle spese sostenute per l’acquisto e l’utilizzo effettivo della componente energetica nel secondo trimestre 2023 (aprile, maggio, giugno)

    Credito d’Imposta Imprese Gasivore

    Le imprese sono definite gasivore quando il loro consumo medio di gas naturale è almeno pari ad 1GWh/anno e  operano in uno dei settori specificati dall’ex Ministero della Transizione Ecologica all’Allegato 1 del DM 21.12.2021 n.541.

     

    Per beneficiare del Bonus Energia, le imprese gasivore devono aver consumato nel primo trimestre solare dell’anno un quantitativo di gas naturale per usi energetici pari o superiore al 25% del volume di gas naturale indicato all’articolo 3, comma 1, del sopracitato DM 21.12.2021 n. 541, esclusi i consumi di gas naturale impiegati in usi termoelettrici.

     

    Le aziende che consumano gas per usi diversi da quelli termoelettrici nel primo o secondo trimestre del 2023 possono ottenere il contributo a condizione che il prezzo del gas naturale, calcolato come media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME) per il quarto trimestre del 2022 (per il credito del primo trimestre) o il primo trimestre del 2023 (per il credito del secondo trimestre), abbia subito un incremento superiore al 30% rispetto al prezzo medio riferito ai medesimi trimestri del 2019.

     

    Per le imprese gasivore, il credito d’imposta corrisponde a:

     

    • il 45% dei costi d’acquisto del gas consumato  nel primo trimestre 2023 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici
    • 20% dei costi d’acquisto del gas consumato  nel secondo trimestre 2023 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici

    Credito d’Imposta Imprese Non Energivore

    Le imprese non energivore, per accedere all’agevolazione,  devono avere in dotazione almeno un contatore di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 Kw

    Per la suddetta categoria, il bonus energia è pari al:

    • il 35% dei costi di acquisto della componente energia elettrica effettivamente consumata nel primo trimestre 2023

     
    • il 10%  dei costi di acquisto della componente energia elettrica effettivamente consumata nel secondo trimestre 2023

    Credito d’Imposta Imprese Non Gasivore

    Per le imprese che non hanno alti consumi della componente gas naturale e che non rientrano quindi nella definizione di impresa gasivora, il bonus energia è pari al:

    • il 45% dei costi d’acquisto del gas consumato  nel primo trimestre 2023 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici

    • 20% dei costi d’acquisto del gas consumato  nel secondo trimestre 2023 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici

    Credito d’Imposta Settore Agricoltura e Pesca

    Per le imprese esercenti l’attività agricola e la pesca e per quelle esercenti l’attività agromeccanica di cui al codice ATECO 01.61, il contributo viene riconosciuto a parziale compensazione dei costi di carburante ed è pari al:

    • 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato nel primo trimestre 2023, per la trazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio delle predette attività. 

     

    • 20%  in relazione alla spesa sostenuta nel primo trimestre 2023, per l’acquisto del gasolio e della benzina utilizzati per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi adibiti all’allevamento degli animali.

    Bonus Energia Imprese Come Richiederlo?

    Le imprese che possiedono i requisiti possono beneficiare dei crediti di imposta in compensazione attraverso il modello F24, indicando, nella “sezione erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, uno dei codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate

    In alternativa, le imprese possono decidere di cedere i crediti d’imposta per l’intero importo. A tal fine, è necessario inviare telematicamente all’Agenzia delle entrate la comunicazione della cessione del credito.

    Il termine per la fruizione dei crediti è fissato al 31 dicembre 2023. I bonus ottenuti dalle imprese nella forma di crediti di imposta non contribuiscono alla determinazione del reddito dell’impresa, nè alla base imponibile per il calcalo dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

    I crediti possono inoltre essere cumulati con altre misure agevolative riguardanti i medesimi costi, purché la somma delle agevolazioni non superi i costi effettivamente sostenuti per l’energia.

     

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  • Bonus export digitale: fondo perduto settore manifatturiero

    Bonus export digitale

    Il Bonus Export Digitale è una misura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE, volto a sostenere le microimprese nella loro attività di internazionalizzazione attraverso la digitalizzazione. 

    La Convenzione MAECI-ICE per la promozione del Made in Italy prevede il supporto alla digitalizzazione delle PMI per consolidare le attività di export e internazionalizzazione. 

    L’agevolazione prevede la concessione di contributi sotto forma di bonus per promuovere l’esportazione e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese manifatturiere attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali per l’export. Questa disposizione prevede un finanziamento di 30 milioni di euro dal bilancio di ICE per supportare questa iniziativa.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo che può essere richiesto dalle micro, piccole e medie imprese manifatturiere, nonché dalle reti e dai consorzi di tali imprese. Le reti e i consorzi devono essere composti da almeno cinque imprese che soddisfano determinati requisiti. 

    Le imprese devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro, devono essere attive da almeno un anno, avere sede in Italia e operare nel settore manifatturiero primario.

    Tra le principali attività manifatturiere (ATECO C dal 10.00.00 al 33) indichiamo:

    • Industrie alimentari
    • Industria del legno e dei mobili
    • Confezione di articoli di abbigliamento, di articoli in pelle e pelliccia
    • Fabbricazione di prodotti in metallo
    • Altre attività manifatturiere: gioielli, macchinari e apparecchiature, stampa, pelle, gomma, plastiche, chimici, elettronica, elettromedicali

     

    Devono inoltre essere in regola con le norme fiscali e di contribuzione, non avere già richiesto altri contributi pubblici e non aver beneficiato di aiuti de minimis che superino il limite massimo previsto.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo fornito sotto il regolamento de minimis per sostenere l’espansione internazionale attraverso soluzioni digitali offerte da fornitori specifici.

    Il contributo è concesso alle microimprese manifatturiere per un importo pari a €4.000 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €5.000,00.

    Inoltre, alle reti e ai consorzi composti da almeno cinque imprese, viene concesso un importo pari a €22.500 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €25.00. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori ai suddetti importi.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il Bonus Export Digitale prevede una serie di spese ammissibili per i soggetti beneficiari.

     Tra le spese coperte rientrano: 

    • la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile;
    • la creazione di sistemi di e-commerce automatizzati per la gestione degli articoli e il raccordo con i propri sistemi di Customer Relationship Management;
    • la realizzazione di servizi accessori all’e-commerce come smart payment, traduzioni, shooting fotografici, video making, web design e content strategy;
    • la definizione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale;
    • le spese per il digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione, tra cui campagne di promozione digitale, SEO, SEM, content marketing, lead generation e lead nurturing. Inoltre, sono ammissibili spese per servizi di CMS, di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano, e per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie.

     

    Non sono ammissibili, invece, le spese per l’acquisto generico di hardware, le spese per imposte, tasse e oneri sociali, le spese legali e notarili, le spese relative alle attività amministrative, aziendali o commerciali e i costi diretti relativi all’acquisizione o alla registrazione e alla tutela della proprietà intellettuale.

    Dove presentare la domanda?

    Per richiedere il Bonus per l’Export Digitale, è sufficiente compilare e inviare la domanda attraverso il sito web di INVITALIA. Dopo aver effettuato l’accesso con SPID al seguente indirizzo: https://sso-padigitale.invitalia.it/Account/Login, selezionare la misura “Bonus per l’Export Digitale” e seguire la procedura guidata.

    Inoltre, nella sezione “Presenta la domanda” sono disponibili i manuali guida per aiutare nella compilazione e invio della domanda. Il processo è rapido e semplice, richiedendo solo pochi minuti del tuo tempo.

     

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  • Innovative SMEs: Sostegno alle PMI innovative

    Innovative SMEs Sostegno alle PMI innovative

    Eureka, con una storia di quasi 40 anni, ha sviluppato numerose iniziative, tra cui Innovative SMEs, Network projects, Clusters, Globalstars e Investment Readiness Programma. Innovative SMEs è finanziato dalla Commissione Europea, mentre le altre iniziative ricevono finanziamenti direttamente dagli Stati Membri e da altri Paesi extra UE (37 in totale), assegnando fondi dai propri bilanci statali.

    Innovative SMEs è un partenariato dedicato alle PMI innovative, progettato per aumentare la loro capacità di ricerca e innovazione, nonché la produttività. Ciò offre alle PMI la possibilità di inserirsi nella value chain europea e in quelle di nuovi mercati globali, supportando la competitività, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle PMI innovative, attraverso la connessione con lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA).

    Le imprese che partecipano avranno la possibilità di collaborare a livello internazionale, definendo la propria idea di progetto, condividendo competenze e creando reti con aziende innovative in tutto il mondo.

    Nell’ambito dell’iniziativa europea Innovative SMEs è stato emanato il bando Eurostars, che ha l’obiettivo di finanziare le piccole e medie imprese che desiderano collaborare a progetti di ricerca e sviluppo per creare prodotti, processi o servizi innovativi per la commercializzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando Eurostars è aperto a diverse tipologie di imprese e organizzazioni che desiderano collaborare su progetti innovativi, inclusi: piccole e medie imprese (PMI) che cercano finanziamenti per sviluppare prodotti, processi o servizi innovativi; PMI innovative con un alto livello di innovazione e ricerca di soluzioni all’avanguardia; start-up innovative nelle prime fasi di sviluppo che cercano finanziamenti per portare avanti idee innovative; organismi di ricerca che possono fornire competenze e conoscenze specializzate per il progetto di ricerca e sviluppo; e grandi imprese che desiderano collaborare con PMI, PMI innovative o start-up innovative per progetti innovativi. Inoltre, il bando all’interno di innovative smes consente la collaborazione tra diverse tipologie di imprese e organizzazioni, favorendo la creazione di sinergie imprenditoriali e stimolando l’innovazione europea.

    Quali sono le spese ammissibili?

    L’agevolazione all’interno di innovative smes riguarda le spese sostenute dal soggetto proponente o dal personale in collaborazione con il progetto di ricerca e sviluppo.

    Sono ammessi i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, ad esclusione del personale amministrativo, contabile e commerciale. Sono ammissibili anche gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione utilizzati per il progetto, con una quota di ammortamento fiscali ordinarie calcolate sul periodo di svolgimento del progetto. Sono inoltre inclusi i servizi di consulenza e l’acquisizione dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato. Vengono inoltre coperte le spese generali, comprese le spese per la comunicazione e la disseminazione dei risultati, calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili.

    Le agevolazioni sono concesse in base alle soglie di notifica individuali stabilite, con un contributo diretto alla spesa del 50% per i costi di ricerca industriale e del 25% per i costi di sviluppo sperimentale, fino a un massimo di €500.000 per progetto, indipendentemente dal numero di partecipanti italiani.

    Per accedere al programma, è necessario soddisfare specifiche caratteristiche, tra cui la formazione di un consorzio che coinvolga almeno due soggetti indipendenti, inclusi organismi di ricerca e grandi imprese, e la nomina di un capo progetto che sia una PMI innovativa di un Paese Eurostars.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Per partecipare al progetto congiunto all’interno di innovative smes, sarà necessario presentare una domanda sia al bando europeo che a quello nazionale. Il bando europeo è già disponibile online con scadenza fissata al 13 aprile 2023. Per accedervi, è necessario creare un account sulla piattaforma di progetto e avviare la richiesta.

    Per quanto riguarda la domanda nazionale, i ministeri saranno responsabili della gestione. I due ministeri pubblicheranno presto un provvedimento con i termini e le modalità di presentazione delle richieste, che non dovrebbero differire troppo dalla documentazione richiesta a livello europeo. Sul sito del MIMIT sono disponibili già la normativa e tutte le informazioni necessarie.

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  • Nuovo Patent Box

    Nuovo Patent box: di cosa si tratta?

    Il nuovo Patent Box è finalizzato a promuovere la creazione e lo sfruttamento economico di specifici beni immateriali nello svolgimento della propria attività d’impresa. 

    Così come riformulato dall’art. 6 del D.L. 146/2021, questo regime fiscale agevolato consiste in una deduzione maggiorata dei costi di Ricerca & Sviluppo sostenuti per alcuni beni immateriali utilizzati nell’attività di impresa e per i quali si detiene un diritto allo sfruttamento economico. 

    L’agevolazione può comprendere il recupero delle spese relative anche agli 8 anni fiscali precedenti il conseguimento della privativa ed è cumulabile, secondo precise regole, con il credito d’imposta R&S

    Come funziona il nuovo Patent box?

    A differenza della vecchia disciplina, che prevedeva una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’impiego di beni immateriali, il nuovo Patent Box riguarda invece le spese per attività di Ricerca e Sviluppo inerenti alcune tipologie di beni immateriali:

    • software coperti da copyright
    • brevetti industriali  (inclusi i brevetti per invenzione, le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione), brevetti per modello d’utilità, brevetti e certificati per varietà vegetali e topografie di prodotti a semiconduttori; 
    • disegni e modelli giuridicamente tutelati. 
     

    Il nuovo regime fiscale non si applica per i marchi di impresa e il know-how (informazioni  relative a esperienze maturate nel settore industriale, commerciale o scientifico che possono essere legalmente protette tramite formule e informazioni riservate. 

    Ma come funziona nel dettaglio? 

    Il nuovo Patent Box è rivolto a coloro che, a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021, ottengono un titolo di privativa industriale sui beni immateriali ammissibili.

    Grazie al Patent Box è possibile maggiorare del 110% le spese di ricerca e sviluppo che sono state state sostenute per il mantenimento, il potenziamento, la tutela e l’accrescimento del valore dei beni immateriali considerati ammissibili, ottenendo quindi, per tali spese, una deduzione fiscale maggiorata e, conseguentemente, un imponibile minore sul quale pagare IRES e IRAP. 

    Il titolare del diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali impiegati nelle attività d’impresa, potrà dedurre in maniera maggiorata non solo i costi sostenuti nel corso dell’anno di ottenimento della privativa, ma anche quelli degli otto periodi di imposta precedenti.

    Patent box: un esempio pratico

    Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio il tipo di beneficio che è possibile ottenere grazie all’agevolazione Patent Box.

    Poniamo il caso che un’impresa sostenga costi ammissibili per 200.000 euro. Ai fini della deducibilità, potrà calcolare questi costi con una maggiorazione del 110% e quindi come se avesse speso 220.000 euro. 

    Ipotizziamo che questa impresa debba pagare IRES (al 24%) e IRAP (al 3,9%) su un imponibile di 500.000. Da tale imponibile è possibile dedurre i costi di Ricerca e Sviluppo ammissibili, e grazie alla maggiorazione prevista dal Patent Box, l’impresa potrà dedurre 220.000 euro, anziché 200.000. Di conseguenza, pagherà IRES e IRAP su un imponibile di 280.000 euro (500.000 euro – 220.000 euro), invece che su un imponibile di 300.000 euro (cioè 500.000 euro – 200.000 euro), per un totale di 78.120 euro (27,9% di 280.000 euro) contro gli 83.700 euro (27,9% di 300.000) che avrebbe pagato senza l’opzione Patent Box, risparmiando quindi 5.580 euro. 

     

    Come accedere al Patent Box?

    Si tratta di un regime opzionale e l’esercizio di tale opzione dovrà essere comunicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale la stessa si riferisce. 

    In particolare, l’opzione verrà indicata nel quadro OP della dichiarazione dei redditi, mentre le specifiche relative alla tipologia e al numero dei beni agevolabili dovranno essere indicate nel quadro RS.

    L’opzione è irrevocabile, rinnovabile e di durata pari a cinque periodi di imposta.

    Ti rendi conto di quanto sia importante, per un’impresa, sfruttare ogni possibilità offerta dalla finanza agevolata?

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  • Digital Transition Fund dedicato alle start-up

    Digital Transition Fund

    Il PNRR, in particolare la Missione 4, prevede il finanziamento di startup con una dotazione di 300 milioni di euro sotto forma di prestiti che potenziano il Fondo Nazionale Innovazione e creano il Digital Transition Fund gestito da CDP Venture Capital SGR SpA.

    Le risorse saranno destinate a:

    • investimenti diretti, cioè investimenti che abbiano ad oggetto strumenti di equity, quasi equity, debito e quasi-debito di imprese target;
    • investimenti indiretti, ossia investimenti in fondi di venture capital o in fondi di venture debt, gestiti da un gestore autorizzato.

     

    L’obiettivo di questo finanziamento è quello di favorire la digitalizzazione delle filiere e delle piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti innovativi in vari ambiti, tra cui l’Industria 4.0, l’intelligenza artificiale, il cloud, la cybersecurity, la fintech, la blockchain e altri. Questo permetterà di stimolare la crescita dell’ecosistema innovativo attraverso gli investimenti di capitale di rischio (venture capital), sia diretti che indiretti.

    Il Fondo è stato istituito tramite un decreto ministeriale pubblicato il 6 maggio 2022, e il 27 giugno 2022 è stato stipulato un accordo tra il MIMIT e CDP Venture Capital SGR SpA per formalizzare e gestire gli obblighi tra le parti, le modalità e l’utilizzo delle risorse disponibili.

    Chi sono i beneficiari?

    Il Digital Transition Fund (DTF), che fa parte dell’Investimento 3.2 del PNRR, mira a sostenere entro il 30 giugno 2025 almeno 250 imprese target, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi, con un significativo grado di scalabilità. Il DTF favorisce il co-investimento con fondi istituiti e gestiti dal Soggetto gestore, nonché con altri fondi di investimento gestiti da gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe, e in linea con le migliori prassi di mercato.

    Il Soggetto gestore destina il 40% delle risorse disponibili per gli investimenti del DTF alle imprese target per il finanziamento di operazioni da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno o che abbiano una sede operativa in tali regioni. Il DTF investe sia in modo diretto che indiretto, quest’ultimo attraverso intermediari finanziari ammissibili, come i gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe e in possesso di un assetto organizzativo in linea con le migliori prassi di mercato.

    Non sono ammissibili al Digital Transition Fund le operazioni riferite alle seguenti attività:

    • Attività e attivi connessi ai combustibili fossili;
    • Attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
    • Attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
    • Attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Digital Transition Fund agirà attraverso una serie di strategie, tra cui investimenti diretti o indiretti a sostegno di startup con un alto potenziale di sviluppo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi. Questi progetti, anche se già avviati, devono essere caratterizzati da un significativo grado di scalabilità e non devono essere stati avviati prima del 1° febbraio 2020.

    Inoltre, il Fondo incoraggerà il co-investimento con fondi gestiti da CDP Venture Capital Sgr, ma anche con altri fondi di investimento gestiti da team indipendenti, purché siano dotati di significativa esperienza e abbiano avuto successo in operazioni simili in passato. È necessario che questi team siano organizzati secondo le migliori prassi di mercato per garantire la massima efficacia e efficienza degli investimenti.

    Quali sono le operazioni ammissibili?

    Sono ammissibili al sostegno del Fondo Digital Transition Fund operazioni:

    • Volte a favorire la transizione digitale delle filiere negli ambiti, in particolare, dell’Intelligenza Artificiale, del cloud, dell’assistenza sanitaria, dell’Industria 4.0, della cybersicurezza, del fintech e blockchain, ovvero di altri ambiti della transizione digitale;
    • Conformi all’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 di “non arrecare un danno significativo” (principio DNSH);
    • Rispettano il divieto di doppio finanziamento di cui all’articolo 9 del Regolamento (UE) 2021/241, secondo le indicazioni della Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze RGS-MEF n. 33 del 31 dicembre 2021;
    • Conformi alle ulteriori disposizioni nazionali ed europee di riferimento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Sia per gli investimenti diretti che indiretti, i soggetti Interessati al Digital Transition Fund possono presentare i progetti per un eventuale investimento nelle imprese da parte del Fondo, inviando la presentazione del progetto all’indirizzo digitaltransitionfund@cdpventurecapital.it 

    Per reperire i documenti a corredo della domanda è necessario andare sul sito del Ministero delle Imprese e de Made in Italy.

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  • Bando Fiere Emilia Romagna: progetti di promozione dell’export e fiere

    Bando progetti di promozione e fiere Emilia Romagna

    Con il bando fiere Emilia Romagna,  si vogliono promuovere le piccole e medie imprese locali e la loro diversificazione di mercato, attraverso l’emissione di un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export e partecipazione ad eventi fieristici nel 2023. 

    L’obiettivo di questo provvedimento è di agevolare l’accesso delle imprese ai mercati esteri, aprendo nuovi canali di vendita e rinforzando la funzione del commercio estero all’interno delle aziende.

    L’iniziativa non solo promuoverà la crescita economica delle imprese e delle regioni coinvolte, ma creerà anche nuovi posti di lavoro e fornirà un contributo importante all’economia locale. Inoltre, questo progetto rappresenta un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole di acquisire una maggiore conoscenza e comprensione dei mercati esteri e delle loro esigenze, migliorando la loro capacità di competere globalmente.

    Per finanziare i progetti approvati sono stati stanziati € 7.000.000 per l’annualità 2023

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I beneficiari del bando fiere Emilia Romagna sono le imprese di micro, piccola e media dimensione e soggetti giuridici iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA), aventi sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna.

    I codici ATECO ammissibili primari o secondari sono:

    • C, D, E, F, G codice 47.78.31; 
    • J, M, N (divisione 82), Q, R, S codici 94.00.0; 94.99.00; 94.99.20.


    Il bando fiere Emilia Romagna prevede la partecipazione anche da parte di soggetti che non hanno sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna, purché si impegnino ad aprire l’unità operativa sul territorio regionale dopo la concessione del contributo. L’apertura deve avvenire entro 3 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione del contributo e sarà verificata in fase di rendicontazione del progetto. La mancata apertura comporterà la revoca totale del contributo concesso.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando fiere Emilia Romagna riguardano progetti per la partecipazione a una o più fiere internazionali svolte in paesi esteri o in Italia purché con qualifica internazionale. Le fiere possono essere sia in presenza, sia digitalizzate (fiere virtuali con partecipazione da remoto).

    È ammessa anche l’adesione a incontri d’affari (B2B) o eventi di promozione collettivi e di livello internazionale, organizzati da soggetti terzi con comprovata esperienza in ambito internazionale, in presenza o in formato virtuale.

    Gli interventi previsti dal bando firere Emilia Romagna devono essere eseguiti nell’arco del 2023 e riguardare esclusivamente l’unità produttiva/sede operativa del richiedente nella regione Emilia Romagna. Non sono ammissibili le attività che riguardano delocalizzazioni o trasferimenti di attività produttive provenienti da altri Stati membri o regioni italiane.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dal bando fiere Emilia Romagna deve essere di almeno €10.000 (IVA esclusa), mentre per i soggetti del settore cinematografico, culturale e musicale il minimo è di €5.000 (IVA esclusa). Al termine del progetto, le spese ammissibili devono essere pari ad almeno il 50% del costo originariamente approvato, pena la revoca del contributo.

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per le Fiere internazionali in presenza:

    • Affitto spazi;
    • Noleggio allestimento (incluse le spese di progettazione degli stand;
    • Gestione spazi;
    • Trasporto merci in esposizione e assicurazione delle stesse;
    • Ingaggio di hostess/interpreti.

     

    Per le Fiere Virtuali sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

    • Iscrizione alla fiera e ai relativi servizi;
    • Consulenze in campo digital;
    • Hosting;
    • Produzione di contenuti digitali;
    • Accordi onerosi con media partners;
    • Spese di spedizione dei campionari.

     

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per B2B ed eventi:

    • Adesione da parte del beneficiario del contributo a eventi promozionali;
    • Incontri di affari.

     

    Le voci di spesa ammissibili per B2B ed eventi sono le medesime elencate per le fiere internazionali. Per alcuni settori di attività sono previste ulteriori spese ammissibili.

     

    A quanto ammonta il contributo?

    Il contributo regionale del bando fiere Emilia Romagna sarà concesso a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ritenute ammissibili, per un importo non superiore a euro 25.000.

    L’importo del contributo può essere incrementato del 5%  nei casi in cui:

    • Si tratta di un’impresa a prevalente partecipazione femminile e/o giovanile;
    • Le sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, sono ubicate in zone montane;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate nelle aree dell’Emilia-Romagna comprese nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate , nelle aree interne dell’Emilia-Romagna;
    • Il fatturato annuo è pari o maggiore a 2 mln di €.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando fiere Emilia Romagna dovrà essere compilata ed inviata tramite l‘applicazione web Sfinge 2020 a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2023 fino alle ore 16.00 del 18 aprile 2023.
    Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

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  • Credito d’imposta pubblicità 2023: tutti i dettagli del Bonus

    Credito d’imposta pubblicità

    Il Credito d’imposta pubblicità 2023 è una misura di agevolazione fiscale che mira a sostenere la comunicazione commerciale delle imprese italiane e promuovere la ripresa economica del Paese.

    Il credito d’imposta pubblicità è una misura fiscale che consente alle imprese di detrarre dall’imposta dovuta una percentuale dei costi sostenuti per la pubblicità. 

    Inizialmente, il credito d’imposta pubblicità prevedeva una detrazione sulle spese sostenute per l’acquisto di spazi pubblicitari su giornali e periodici registrati presso il Tribunale Competente o presso il Registro degli operatori di comunicazione (ROC).

    Nel corso degli anni, la misura è stata prorogata e modificata più volte, al fine di renderla più efficace e mirata. Nel 2023, il credito d’imposta pubblicità prevede una detrazione del 75% delle spese sostenute per l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali anche online.

    Per accedere al credito d’imposta, le imprese devono rispettare alcuni requisiti, tra cui la registrazione al Registro delle imprese e la presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, le spese sostenute devono essere documentate e possono essere effettuate sia da imprese individuali che da società di capitali.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono presentare domanda per il credito d’imposta pubblicità 2023 le imprese o i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line. 

    Non sono beneficiari del credito d’imposta pubblicità i soggetti che:

    • nell’anno precedente a quello per il quale si richiede il beneficio (2022) non abbiamo effettuato investimenti pubblicitari ammissibili (campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online);
    • iniziano la loro attività nel corso dell’anno 2023;
    • nel 2023 registrano un incremento degli investimenti ammissibili inferiore all’1% rispetto a quelli effettuati nel 2022;
    • nel 2023 registrano un decremento degli investimenti ammissibili rispetto a quelli effettuati nel 2022.
    Credito d'imposta pubblicità 2023
    Crredito d’imposta pubblicità 2023

    Quali spese possono essere agevolate?

    Le spese ammissibili per il credito d’imposta pubblicità includono l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, sia in formato cartaceo che digitale, che siano iscritti presso il Tribunale Competente o presso il Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e dotati del Direttore responsabile.

    Tuttavia, sono escluse le spese accessorie, i costi di intermediazione e ogni altra spesa che non sia direttamente relativa all’acquisto dello spazio pubblicitario o che riguardi forme di pubblicità diverse.

    Le spese devono essere attestate e sono di competenza dell’anno in cui le prestazioni sono state ultimate.

    Inoltre, è importante notare che il tax credit pubblicità è soggetto alle regole del Regime De Minimis, quindi deve essere considerato insieme ad altri eventuali aiuti ricevuti sotto questo regime. In ogni caso, non è possibile cumulare il tax credit pubblicità con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee.

    I costi ammissibili sono quelli sostenuti nel corso dell’anno in cui le prestazioni sono state ultimate.

    È importante sottolineare che le spese devono essere attestate e presentate in relazione alla Dichiarazione sostitutiva da parte dei soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità o dai revisori legali dei conti.

    Il tetto di spesa per il 2023 è di 30 milioni di euro.

    Quando e come è possibile presentare la domanda?

    I richiedenti del credito d’imposta pubblicità 2023, che soddisfano i requisiti e le condizioni previste devono inviare la comunicazione nel periodo compreso tra il 1° marzo 2023 e il 31 marzo 2023.

    Il credito d’imposta va utilizzato esclusivamente in compensazione, presentando il Modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e indicando l’apposito codice tributo, “6900”. È importante sottolineare che il credito d’imposta pubblicità è un’incentivo fiscale limitato e soggetto a specifiche regole e procedure. Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi a un esperto per ottenere informazioni dettagliate e assicurarsi di rispettare tutte le condizioni necessarie per beneficiare dell’incentivo.

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  • Bandi Online Regione Lombardia – Agevola Credito – Bandi e Servizi Regione Lombardia

    Bando Agevola credito 2023

    La Regione Lombardia ha implementato un sistema di bandi online che offre numerosi servizi ai cittadini e alle imprese. Questi bandi promossi dalla Regione Lombardia sono progettati per agevolare l’accesso a finanziamenti e contributi, rendendo il processo di partecipazione più semplice e accessibile. 

    In questo articolo, esploreremo i vari aspetti dei bandi online e dei servizi correlati, fornendo informazioni dettagliate su come accedere, partecipare e monitorare le domande.

    Tra i bandi online regione Lombardia il bando Agevola credito 2023 eroga un contributo a fondo perduto in favore delle MPMI con sede legale e/o unità locale nei territori di competenza della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
    Sono previste due linee di intervento principali:

    • Intervento 1: l’abbattimento dei tassi d’interesse dei finanziamenti bancari e del costo della garanzia prestata dai Confidi per operazioni di investimento (1a), patrimonializzazione (1.b), consolidamento e ristrutturazione del debito (1c) e contributo a fondo perduto per la garanzia prestata dai Confidi.
    • Intervento 2: l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti erogati alle PMI direttamente dai Confidi.

    La dotazione finanziaria è così suddivisa:

    • per la misura 1: € 200.000
    • per la misura 2: € 50.000

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I soggetti beneficiari del bando Agevola credito 2023 sono tutte le imprese indipendentemente dal settore di appartenenza che al momento di presentazione della domanda risultino attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Non sono ammissibili le imprese che versano in condizioni di difficoltà come individuato dall’ art. 2 punto 18 del Regolamento 651/2014 della Commissione europea.

    Quali sono i programmi e le spese ammissibili?

    Sono agevolabili i finanziamenti destinati alla realizzazione dei seguenti programmi/operazioni:

    1) Investimenti 1a

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti sono:

    • avvio di attività imprenditoriale e acquisto di attività preesistente
    • realizzazione di progetti aziendali concernenti l’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa
    •  realizzazione di progetti aziendali innovativi 
    • incremento e/o miglioramento della capacità produttiva attraverso l’ammodernamento, l’ampliamento dei processi aziendali e delle strutture operative
    • realizzazione di percorsi di certificazione inerenti sia l’impresa che un prodotto specifico
    • incremento/implementazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza
    • al miglioramento organizzativo e gestionale attraverso l’adeguamento strumentale e tecnologico del sistema informativo.

    Le tipologie di spesa agevolabili per l’Intervento sono le seguenti:

    • acquisto/ristrutturazione di immobili (esclusi i terreni) e/o fabbricati solo se negli stessi si svolge l’attività dell’impresa o questa verrà svolta entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda. 
    • acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali 
    • acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software) 
    • spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda, all’erogazione di propri servizi web su Internet, all’attivazione di procedure di commercio elettronico tradizionale 
    • acquisizioni di marchi e brevetti e fee d’ingresso per franchising
    • acquisizioni di aziende o di rami d’azienda documentate da contratti di cessione, acquisizione di almeno il 70% di partecipazioni in aziende con attività connessa a quella dell’acquirente, avviamento se acquisito a titolo oneroso 
    • acquisti di automezzi per un importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa 
    • acquisto di scorte entro il limite massimo del 20% – 40% per le nuove imprese – dell’ammontare complessivo dell’investimento agevolato 
    • spese per consulenze specialistiche riferite ai programmi di investimenti oggetto dell’agevolazione nel limite del 30% delle stesse 
    • installazione impianti di allarme antintrusione, sorveglianza, ecc. 
    • acquisto di nuove strutture, impianti e attrezzature per la realizzazione di interventi di riduzione dell’impatto ambientale
    • spese per consulenze specialistiche riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone a società di capitali nel limite del 30% delle stesse
    • spese notarili riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone, a società di capitali
    • spese relative alla prototipazione
    • spese relative a pubblicità, promozione e partecipazioni a eventi fieristici

    2) Investimenti digitali

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti digitali sono:

    • adozione di tecnologie informatiche per la promozione e la vendita on line di prodotti e servizi (Mobile & Social eCommerce)
    • adozione di tecnologie informatiche che consentano di supportare i processi che coinvolgono partner esterni, anche attraverso tecnologie di cloud computing (Extended Enterprise)
    • adozione di soluzioni digitali innovative, che comprendano tecnologie e contenuti digitali, per la vendita e la promozione di prodotti e servizi (Dettaglio Digitale)
    • adozione di soluzioni telecontrollo riscaldamento, gestione scenari e più in generale energy management (Smart Building)
    • adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi caratteristici dell’azienda (Produzione digitale)
    • adozione di tecnologie finalizzate alla gestione di grandi quantità di dati direttamente in rete (Cloud)
    • adozione di tecnologie digitali a supporto della tracciabilità dei prodotti e tecnologie per la gestione automatizzata del magazzino
    • adozione di tecnologie IoT per i sistemi di produzione per migliorare la flessibilità, la capacità di interazione con l’operatore umano e la gestione in remoto di asset di valore (Smart and Digital Factories)
    • adozione di tecnologie che garantiscono sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi in cloud (Cybersicurezza e business continuity)
    • adozione di soluzioni IoT volte ad aumentare la sicurezza sul lavoro e negli spazi aperti al pubblico (Safety)
    • adozione di Sistemi informativi e gestionali es. ERP, MES, PLM SCM, CRM
    • adozione di tecnologie IoT finalizzate alla gestione ottimale delle risorse ambientali Smart Environment
    • adozione di tecnologie IoT finalizzati alla tracciabilità e la gestione delle produzioni e il monitoraggio agrometeorologico dell’ambiente di coltivazione (Agricoltura digitale)
    • adozione di servizi, strumenti e tecnologie ICT per gestire e valorizzare grandi quantità di dati (Big Data)
    • adozione di tecnologie per l’utilizzo di apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality (Dispositivi wearable)
    • adozione di tecnologie per applicazioni che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici (Artificial intelligence & machine learning)

     

    Le tipologie di spesa agevolabili previste dal bando Agevola credito sono:

    • Acquisti di Software di sistema e software applicativo e licenze software
    • Acquisti di infrastrutture abilitanti: Hardware, PC, Server, macchine virtuali; stampanti 3D
    • Acquisti di Infrastrutture, apparecchiature e servizi per protezione dati
    • Acquisti di apparecchiature di rilevamento dati per i dispositivi della rete elettrica
    • Investimenti in implementazione di strutture sensoristiche per sviluppare l’IoT sia nel settore della manifattura che in quello dei servizi es. linea di produzione, retail digitale (vetrine digitali, scaffali virtuali, digital mirror) etc.
    • Acquisto di dispositivi di realtà aumentata e virtual reality
    • Realizzazione di APP funzionali ad altre infrastrutture funzionali al BtoB.

    3) Patrimonializzazione e altri interventi

    Sono ammissibili tre tipi di operazioni di patrimonializzazione:

    • Aumento di capitale sociale
    • Versamento soci in conto capitale
    • Finanziamento soci

     

    Per quanto riguarda gli altri due interventi, invece:

    Intervento 1c Operazioni di consolidamento e ristrutturazione del debito:

    Sono ammissibili le operazioni di razionalizzazione e consolidamento del debito effettuate tramite i Confidi convenzionati, finalizzate a migliorare l’esposizione debitoria dell’impresa. I finanziamenti non devono essere stati precedentemente oggetto di agevolazioni.

    Intervento 2 Finanziamenti erogati direttamente dai confidi:

    Sono agevolabili le spese di:

    • investimento;
    • liquidità.

    Le domande di contributo devono essere presentate, al massimo, entro 3 mesi dalla data del finanziamento.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando Agevola credito 2023 stabilisce che:

    1. Rispetto all’obiettivo del finanziamento in corso, è possibile presentare domanda per un contributo per l’abbattimento dei tassi di interesse a partire dal 2,5% fino all’abbattimento totale, tranne casi particolari (3% per investimenti delle startup ovvero imprese con meno di due anni di iscrizione al Registro Imprese) fino al 4% per la patrimonializzazione (4,5% per le startup) nei limiti minimi e massimi indicati nel bando;
    2. Un contributo fino ad un massimo di 3.000 €, fino al 50% del costo della garanzia del Confidi, per le operazioni di cui all’Intervento 1
    3. Un contributo complessivo unico fino al massimo di 12.000 € sul costo della garanzia e per l’abbattimento dei tassi di interesse del finanziamento.

     

    Ogni impresa partecipante al bando Agevola credito 2023 può beneficiare di un contributo massimo complessivo pari a 12.000 euro – dato dalla somma dei contributi a fondo perduto per l’abbattimento del tasso di interesse e per la riduzione del costo della garanzia. Nel caso un’impresa presenti, a fronte di finanziamenti agevolabili diversi, più domande di contributo la somma dei contributi erogabili alla medesima impresa non potrà superare l’ammontare massimo di 12.000 euro.

    Prima della presentazione della domanda per Agevola credito 2023 le imprese interessate devono avere effettuato preliminarmente il test di autovalutazione economico finanziaria partecipando ad almeno un incontro con gli esperti della Camera di Commercio di Milano Lodi Monza Brianza.

    Quando è possibile presentare la domanda??

    E’ possibile presentare domanda di contributo per il bando Agevola credito 2023, a partire dalle ore 10.00 del 20 Febbraio 2023. Il Bando è sempre aperto, salvo esaurimento delle risorse (l’esaurimento delle risorse come pure l’eventuale chiusura del bando verranno pubblicati sulla pagina web della camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi dedicata al Bando https://www.milomb.camcom.it/contributi-e-finanziamenti-credito). Le domande di contributo potranno essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it 

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    Quali sono i servizi disponibili per bandi online in Lombardia?

     Esistono una vasta gamma di bandi online, che spaziano da finanziamenti per progetti imprenditoriali a contributi per iniziative culturali e sociali. I bandi promossi dalla Regione Lombardia sono suddivisi in diverse categorie, tra cui quelli destinati a piccole e medie imprese, progetti di innovazione tecnologica, e iniziative per la sostenibilità ambientale. Ogni bando ha specifici obiettivi e requisiti, rendendo fondamentale per i cittadini e le imprese informarsi sui dettagli di ciascuna opportunità. Inoltre, i bandi online sono progettati per essere facilmente accessibili, consentendo agli utenti di presentare online le domande in modo rapido e intuitivo.

     

    Come accedere ai servizi di bandi online?

    Per accedere ai servizi di bandi online offerti nel territorio lombardo, è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata. La registrazione è un passo fondamentale per poter presentare online le domande di partecipazione. Una volta completata la registrazione, gli utenti possono navigare tra i vari bandi disponibili, consultare le informazioni necessarie e preparare la documentazione richiesta. La piattaforma è progettata per essere user-friendly, facilitando l’accesso ai servizi e permettendo agli utenti di rimanere aggiornati sulle nuove opportunità di finanziamento per i bandi promossi dalla Regione Lombardia.

     

    Quali sono i requisiti necessari per partecipare ai bandi?

    La partecipazione ai bandi online è soggetta a requisiti specifici, che possono variare a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario essere un cittadino o un’impresa registrata in Lombardia. Inoltre, per alcuni bandi è richiesto di dimostrare la capacità di realizzare il progetto proposto e di fornire informazioni dettagliate sul piano di finanziamento. È fondamentale leggere attentamente i requisiti di ciascun bando, poiché la mancata conformità può comportare l’esclusione dalla selezione: le istituzioni si impegnano a garantire che i bandi siano accessibili a tutti coloro che soddisfano i criteri stabiliti.

    Come ottenere informazioni sui bandi online della Regione Lombardia? Dove trovare informazioni aggiornate sui bandi?

    Per ottenere informazioni aggiornate sui bandi online, gli utenti possono visitare il sito ufficiale della Regione Lombardia, dove vengono pubblicati regolarmente avvisi e aggiornamenti sui bandi e servizi disponibili. La piattaforma offre anche una sezione dedicata alle FAQ, dove è possibile trovare risposte alle domande più comuni riguardanti la partecipazione ai bandi. Inoltre, è consigliabile iscriversi alla newsletter della Regione per ricevere notifiche dirette sulle nuove opportunità di finanziamento e sui bandi promossi.

     

    Quali sono le fonti ufficiali di informazione?

    Le fonti ufficiali di informazione sui bandi online includono il sito web della Regione, i portali dedicati ai bandi e i canali social ufficiali. Queste fonti forniscono informazioni dettagliate sui bandi, inclusi i requisiti, le scadenze e le modalità di presentazione delle domande. È importante fare riferimento solo a fonti ufficiali per evitare informazioni errate o fuorvianti. Inoltre, la Regione Lombardia offre anche eventi informativi e webinar per approfondire le opportunità di finanziamento disponibili.

     

    Come contattare il servizio di assistenza per informazioni?

    Per qualsiasi domanda o chiarimento riguardante i bandi online, gli utenti possono contattare il servizio di assistenza della Regione Lombardia. Questo servizio è disponibile tramite email, telefono e chat online, offrendo supporto diretto agli utenti. È consigliabile preparare in anticipo le domande specifiche per ottenere risposte più rapide ed efficaci. Il servizio di assistenza è un’importante risorsa per coloro che desiderano avere maggiori informazioni sui bandi e sui requisiti necessari per la partecipazione.

     

    Quali allegati sono necessari per la partecipazione ai bandi online?

    Documentazione richiesta per la presentazione delle domande

    La documentazione richiesta per la presentazione delle domande di partecipazione ai bandi online varia a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario fornire documenti che attestino l’identità del richiedente, la registrazione dell’impresa, e una descrizione dettagliata del progetto proposto. Inoltre, potrebbero essere richiesti documenti finanziari, come bilanci e piani di investimento, per dimostrare la sostenibilità economica del progetto. È fondamentale preparare tutta la documentazione in modo accurato e completo per evitare ritardi o esclusioni dalla selezione.

     

    Come preparare gli allegati in formato digitale?

    Preparare gli allegati in formato digitale è un passaggio cruciale per la presentazione delle domande online. Gli utenti devono assicurarsi che i documenti siano in formati accettati dalla piattaforma, come PDF o JPEG, e che siano di alta qualità per garantire la leggibilità. È consigliabile organizzare i documenti in cartelle chiare e denominarli in modo appropriato per facilitare il caricamento. Inoltre, è utile verificare che tutti i file siano completi e corretti prima di procedere con la presentazione online delle domande di partecipazione.

     

    Scadenze per la presentazione degli allegati

    Ogni bando online ha scadenze specifiche per la presentazione degli allegati. È fondamentale tenere traccia di queste scadenze per garantire che la domanda venga presentata in tempo utile. La Regione Lombardia pubblica le date di scadenza sul proprio sito web, e gli utenti sono incoraggiati a pianificare in anticipo per evitare di perdere opportunità di finanziamento. In caso di ritardi, è possibile che la domanda venga esclusa, quindi è importante rispettare le tempistiche indicate.

     

    Quali sono i vantaggi dei bandi online rispetto ai bandi tradizionali?

    1) Facilità di accesso e partecipazione

    I bandi online offrono numerosi vantaggi rispetto ai bandi tradizionali, in particolare per quanto riguarda la facilità di accesso e partecipazione. Gli utenti possono accedere alla piattaforma da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, eliminando la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici della Regione Lombardia. Questo approccio digitale consente di presentare online le domande in modo rapido e senza complicazioni, rendendo il processo molto più efficiente per i cittadini e le imprese.

    2)Risparmio di tempo e risorse

    Un altro vantaggio significativo dei bandi online è il risparmio di tempo e risorse. La possibilità di compilare e inviare la domanda direttamente online riduce notevolmente i tempi di attesa e le spese associate alla stampa e alla spedizione dei documenti. Inoltre, gli utenti possono monitorare lo stato della propria domanda in tempo reale, evitando ulteriori spostamenti e comunicazioni cartacee. Questo approccio moderno e snello contribuisce a rendere il processo di partecipazione ai bandi più sostenibile e accessibile.

    3)Maggiore trasparenza e tracciabilità

    I bandi online garantiscono anche una maggiore trasparenza e tracciabilità rispetto ai bandi tradizionali. Gli utenti possono facilmente accedere a informazioni dettagliate sui criteri di selezione, le tempistiche di risposta e le modalità di finanziamento. Inoltre, la possibilità di monitorare lo stato della propria domanda consente agli utenti di essere sempre informati sull’andamento della propria richiesta. Questa trasparenza è fondamentale per costruire fiducia tra la Regione Lombardia e i cittadini, assicurando che il processo di assegnazione dei finanziamenti sia equo e aperto.

     

    Come seguire l’andamento della propria domanda per i bandi online?

    Strumenti per monitorare lo stato della domanda

    La Regione Lombardia offre diversi strumenti per monitorare lo stato della domanda per i bandi online. Gli utenti possono accedere alla propria area personale sulla piattaforma, dove è possibile visualizzare tutte le domande presentate e il loro stato attuale. Questo sistema di tracciamento consente agli utenti di rimanere aggiornati e di intervenire tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o altre comunicazioni da parte della Regione.

    Tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia

    Le tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia possono variare a seconda del tipo di bando e del numero di domande ricevute. In generale, la Regione si impegna a fornire risposte tempestive, ma è importante che gli utenti siano pazienti e comprendano che i processi di valutazione possono richiedere tempo. Gli utenti possono consultare le informazioni sulle tempistiche di risposta direttamente sulla piattaforma, dove vengono pubblicati aggiornamenti regolari.

    Come gestire eventuali richieste di integrazione documentale?

    In caso di richieste di integrazione documentale, è fondamentale rispondere prontamente e fornire i documenti richiesti nel formato e nei tempi indicati dalla Regione Lombardia. Gli utenti possono ricevere notifiche via email o attraverso la piattaforma stessa riguardo a eventuali mancanze nella documentazione. È consigliabile mantenere una comunicazione aperta con il servizio di assistenza per chiarire eventuali dubbi e garantire che la domanda possa essere completata con successo. La gestione efficace delle richieste di integrazione è essenziale per aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento desiderato.

     

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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