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  • Agevolazioni per le tue spese in Ricerca e Sviluppo

    Ricerca e Sviluppo: cosa si intende?

    I bandi Ricerca e Sviluppo intendono incentivare quelle attività che, a partire da studi e ricerche, portano a sviluppare un’innovazione tecnologica, con un conseguente e importante vantaggio competitivo per le aziende e per il Paese stesso.

    Ecco perché esistono varie agevolazioni rivolte alle attività di Ricerca industriale, sviluppo sperimentale e Innovazione tecnologica, sia in forma di Credito d’imposta che di contributi/finanziamenti.

    Vediamo insieme alcune delle principali agevolazioni Ricerca e Sviluppo attualmente in essere o in arrivo.

    1) Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica, Design e Ideazione Estetica

    Il governo italiano, già da svariati anni, ha introdotto un sistema di agevolazioni fiscali per la ricerca e lo sviluppo, noto come “credito d’imposta ricerca e sviluppo“. Si tratta di una misura importante per incoraggiare le imprese a investire in ricerca e a sviluppare nuovi prodotti, tecnologie, servizi e processi innovativi.

    In particolare, questo bonus ricerca e sviluppo consiste in una detrazione fiscale in forma di credito d’imposta, che le aziende possono utilizzare per compensare l’imposta sui redditi. La percentuale di detrazione varia in base al tipo di attività che viene svolta. 

    Attualmente, il credito d’imposta è riconosciuto:

    • per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in misura pari al 10%, e nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, per gli anni fiscali 2023-2031;
    • per le attività Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati
      • in misura pari al 10% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per il 2023 (il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0)
      • in misura pari al 5% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per gli anni 2024-2025 (anche in questo caso il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green).
    • per le attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti,…), in misura pari al 10% per il 2023 e al 5% per il 2024 e 2025, sempre nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
     

    Il credito d’imposta copre una serie di spese sostenute per progetti di ricerca e sviluppo, tra cui il personale, l’acquisto di materiali e la consulenza specialistica. Le imprese possono richiedere il credito d’imposta ogni anno, aumentando così il loro potenziale di investimento in ricerca e sviluppo.

    L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

    Per accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo, è necessario presentare un apposito progetto di ricerca e sviluppo, che vada ad affrontare tematiche inerenti la creazione di nuove conoscenze scientifiche e tecniche, l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti e servizi, nonché l’innovazione dei processi produttivi.

    Ricorda inoltre che generalmente il bonus Ricerca e Sviluppo può essere utilizzato anche in combinazione con altri bandi Ricerca e Sviluppo.

     

    finanziamenti ricerca e sviluppo
    Agevolazioni Ricerca e Sviluppo

    2) Fondo per la Ricerca e lo Sviluppo Industriale e Biomedico

    Il Fondo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2022, ma solo a dicembre dello stesso anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale 20 ottobre 2022 che ne definisce il funzionamento.

    Il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico è un’altra iniziativa importante per promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico in Italia, ponendosi come obiettivo quello di sostenere progetti di ricerca e sviluppo in ambito industriale e biomedico, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende. Il finanziamento è rivolto sia a progetti di ricerca applicata che a progetti di sviluppo tecnologico e innovazione di prodotto.  La finalità del fondo è di potenziare la ricerca, lo sviluppo e la riconversione industriale del settore biomedico per la produzione di farmaci e vaccini, di prodotti per la diagnostica e di dispositivi medicali. Inoltre, il Fondo supporta la creazione di nuove imprese innovative, favorendo la nascita di nuove idee e potenziando il sistema produttivo nazionale.

    Il suo funzionamento è basato su un sistema di finanziamenti mirati ad incentivare progetti innovativi nel campo dell’industria e della biomedicina, attraverso diverse modalità di intervento:

    • finanziamento del rischio e sostegno delle imprese della filiera del settore biomedico, attraverso investimenti diretti e indiretti;
    • finanziamento e sostegno di attività di ricerca e sviluppo nel settore biomedico
    • creazione di poli di alta specializzazione nel settore biomedico;
    • altri interventi a sostegno del settore biomedico, che possono includere la realizzazione di ulteriori forme di collaborazione o partenariato nel settore biomedico. 
     

    La gestione del Fondo è affidata all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ne garantisce il funzionamento e la trasparenza. 

    Al momento, però, si attende ancora l’operatività vera e propria del Fondo per l’emanazione di bandi ricerca e sviluppo.

    3) Fondo per il Trasferimento Tecnologico

    Il Fondo per il trasferimento tecnologico è uno strumento fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese italiane. Creato con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra università e industria, il fondo supporta la ricerca scientifica e il trasferimento di conoscenze tecnologiche dal mondo accademico a quello produttivo. Grazie a questo strumento, le aziende italiane hanno l’opportunità di accedere a nuove tecnologie e di sviluppare prodotti innovativi, rafforzando così la loro competitività sul mercato globale. 

    A seconda delle peculiarità e delle necessità finanziarie specifiche delle aziende, gli investimenti possono adottare diverse forme, tra cui interventi in equity e quasi-equity, prestiti convertibili e strumenti finanziari partecipativi, contratti e grant che includono opzioni convertibili. 

    Il Fondo, gestito dal MIMIT tramite la Fondazione ENEA Tech, garantisce investimenti di almeno 100.000 euro e non più di 15 milioni di euro per ciascuna azienda ed è rivolto in particolare a startup innovative e PMI innovative.

    I benefici per le imprese che usufruiscono del Fondo sono diversi. In primo luogo, il supporto finanziario permette di ridurre i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dall’impresa, favorendo così l’investimento in progetti più ambiziosi e impegnativi. In secondo luogo, il Fondo aiuta a creare nuove sinergie e reti di collaborazione tra le imprese e gli enti di ricerca, favorendo il trasferimento di conoscenze e tecnologie dal mondo accademico a quello produttivo. Infine, la realizzazione di progetti innovativi può contribuire a creare nuovi mercati e a rafforzare la posizione competitiva dell’impresa nel proprio settore di riferimento.

     Anche nel caso del Fondo per il Trasferimento Tecnologico siamo in attesa dell’effettiva operatività.

    Altri bandi Ricerca e Sviluppo vengono spesso indetti anche dalle Regioni/Province autonome, ma si tratta di agevolazioni che in genere rimangono aperte per tempi molto brevi, perché le risorse disponibili finiscono molto rapidamente. Ti consigliamo quindi di rimanere sempre aggiornat* sui bandi Ricerca e Sviluppo e sulle tante altre agevolazioni per la tua impresa grazie a Trovabando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • I…come Impresa Femminile

    Marzo è il mese delle donne e ovviamente non poteva mancare sul nostro blog un articolo dedicato proprio a loro!

    Cos’è un’impresa femminile e quali sono i requisiti

    Secondo la definizione ufficiale, “si considerano femminili, le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne: sono classificate in base al maggiore o minore grado di imprenditorialità femminile, desunto dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale sociale detenuta da ciascun socio, e dalla percentuale di donne presenti tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa“.

    In altre parole…

    Le imprese femminili sono le micro, piccole e medie imprese che possiedono queste caratteristiche:

    1. possono essere società cooperative o società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
    2. oppure società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da donne;
    3. o anche imprese individuali gestite da donne.
      La definizione delle imprese femminili è stabilita dall’art. 2, comma 1, lettera a) della legge 215/1992 e successive modifiche e integrazioni.

    Cosa vuol dire? Vediamo insieme un esempio pratico..

    Hai una ditta individuale?

    Sei considerata impresa femminile se sei la titolare di una ditta individuale. Questo è il caso sicuramente più semplice di impresa femminile!

    Hai una società di capitali?

    Se hai delle quote di una srl o le azioni di una spa, il calcolo è un pochino più complesso, poichè bisogna tener conto sia della percentuale di quote detenute dalle socie donne, sia della governance dell’impresa.

    Riprendiamo l’esempio di prima e immaginiamo che tu sia in società con tua sorella e tuo fratello, ma che la vostra sia una srl la cui composizione è la seguente:

    • Tu detieni il 35%
    • Tua sorella detiene il 35%
    • Tuo fratello detiene il 30%

     

    In questo caso la componente femminile (tu e tua sorella per capirci) detiene congiuntamente il 70% delle quote (35% + 35%) e supera il limite “minimo” del 60% richiesto dalla normativa per essere considerata un’impresa femminile.

    Però (eh si, c’è sempre un però) è necessario che anche gli organi amministrativi dell’impresa siano costituiti per almeno 2/3 da donne…

    Che significa? Che nel caso in cui la vostra impresa adotti il sistema tradizionale, con un Consiglio di Amministrazione quindi, è necessario che questo sia composto da te, tua sorella e da tuo fratello. In questo modo sarà rispettata la composizione di 2/3 richiesta dalla norma per quanto concerne gli organi amministrativi.

    Ricorda, quindi, che non basta avere delle socie donne in azienda, ma vanno sempre prese in considerazione la percentuale delle quote di ogni socia e composizione degli organi di controllo (come il Consiglio di Amministrazione, ad esempio).

    …e in Italia?

    Non spaventarti, non sei sola! Se ti stai chiedendo quante imprese femminili ci sono attualmente attive in Italia, sappi che non sono poche. Le italiane sono un popolo di imprenditrici!

    Esiste anche un interessante strumento che tratta proprio di questo: l’Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere – Infocamere.

    I dati del 3° Rapporto Nazionale “Impresa in genere” 2016, realizzato in collaborazione tra Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità parlano chiaro:

    Il ruolo attivo delle donne nel tessuto imprenditoriale del Paese è espresso dalla presenza, nel 2014, di 1,3 milioni di imprese femminili, ovvero in Italia un’impresa su 5 è una impresa femminile!

    …e tu? Cosa aspetti ad aprire la tua impresa femminile?

    Sapevi che esistono delle agevolazioni dedicate solo a questo tipo di impresa? Contattaci per scoprire qual è quella su misura per te!

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  • Le 8 idee per attirare clienti potenziali

    La mini guida con le principali strategie per commercialisti… e non solo!

    Le 8 idee per attirare clienti e una serie di semplici tool che ti consentiranno di lavorare meglio, comunicare meglio ed in definitiva… semplificare la tua vita lavorativa.

    Sono tutti rigorosamente online, alcuni gratuiti e altri disponibili per poco meno di 10 o 20 euro.

    Prima di procedere però vorrei darti qualche informazione in più sull’argomento…

    Gli ultimi Rapporti Annuali sull’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili parlano chiaro: nel 2022 il numero dei Commercialisti iscritto all’albo è aumentato del 15%, i redditi medi stanno lentamente diminuendo e attori sempre più competitivi sul business “tradizionale” consolidano le proprie posizioni come, ad esempio, i CAF.

    Il risultato è che acquisire nuovi clienti è diventata, specialmente per i giovani commercialisti, una “missione impossibile”. 

    Come attirare nuovi clienti potenziali?

    Volantinaggio? Pubblicità sui giornali locali? Passaparola?

    Se le hai provate praticamente tutte per trovare nuovi clienti, tutte ma senza risultati visibili e stai cercando un modo efficace per aumentare il numero di clienti ed il fatturato del tuo studio professionale..sei nel posto giusto!

    Inizia a pensare “out of the box” ed impara a:

    • rendere più efficiente il tuo lavoro
    • offrire qualcosa di diverso dalla “classica” assistenza contabile e fiscale
    • semplificare il rapporto con i tuoi clienti
    • farti trovare da chi non ti conoscere

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    Le 8 idee per attirare clienti e aumentare il fatturato

    Se non è possibile ridurre le scadenze fiscali, scegliere solo clienti perfetti ed emigrare alle Maldive…è però possibile utilizzare una serie di strumenti che ti renderanno più semplice e veloce il tuo lavoro.

    1. Fatti trovare facilmente  

    Ti sembrerà scontato ma non è così! Il primo passo da fare è inserire il tuo studio su Google My Business.

    Ti basterà registrare il tuo studio su questo strumento gratuito di Google e potrai mostrare l’orario di apertura, il numero di telefono e le indicazioni stradali per raggiungerti nella Ricerca Google e su Maps, tramite Google My Business.

    Inoltre i tuoi clienti potranno lasciare delle recensioni e, come sicuramente saprai, il passaparola positivo è uno degli strumenti determinanti nella scelta di un professionista da parte di un cliente!

    2. Organizza al meglio il tuo lavoro

    Sul web ci sono moltissimi strumenti di project mangement che ti consentiranno di gestire al meglio compiti, progetti e appunti e abbandonare definitivamente i fogli volanti e le corse all’ultimo minuto per finire quello che stavi facendo.

    Qualche esempio? Prova con Asanatrello o basecamp! Potrai provarli in versione free e magari passare alla versione a pagamento (ma si tratta di pochi euro) per coordinare efficacemente anche il lavoro dei tuoi colleghi e collaboratori.

    Noi di Trovabando utilizziamo da diversi anni Asana e ci troviamo benissimo!

    3. Mostra chi sei e cosa sai fare

    Se sei pratico di informatica puoi provare a creare il tuo sito aziendale con piattaforme online gratuite, come ad esempio wordpress, oppure utilizzare alcuni strumenti online che consentono a tutti, ma proprio tutti, di creare il proprio sito da zero senza avere competenze di programmazione.

    Qualche esempio? Wix.com o Flazio fra tutti.

    Perché ti dico questo? Perché il sito web è spesso la prima cosa che gli altri vedono di te quando cercano il tuo nome su Google e… non essere presenti sul web o esserlo in maniera poco professionale o approssimativa è davvero una pessima pubblicità

    D’altronde, la prima impressione è quello che conta: perché giocarsi male una possibile opportunità?

    Essere un professionista significa, in fondo, che sei tu il tuo prodotto e devi saperti proporre nel modo giusto, evidenziando le tue competenze, specializzazioni e capacità, nell’ottica del Personal Branding (per il concetto di personal branding ti rimando all’ottimo manuale “Fai di te stesso un brand” di Riccardo Scandellari).

    4. Risparmia tempo

    Perché vedersi di persona e perdere tempo nel traffico se puoi incontrarti virtualmente? Prova ad usare Gotomeeting o Join.me e risparmierai tempo e fatica, riducendo il tempo degli spostamenti per te e per i tuoi clienti.

    Meno stress per te e per loro, e soddisfazione per tutti. Non male, non trovi?

    5. Resta aggiornato 

    Forse usi già Google Alert ma per non perdere nulla, ma proprio nulla, di quello che ti interessa perché non utilizzare delle cosiddette “Reading App”?

    Ce ne sono diverse, da Feedly a Flipboard… Un ottimo modo per non perdersi aggiornamenti e novità quando sei impegnato, e leggerli con calma nei ritagli di tempo.

    6. Cura i canali social

    Se anche tu pensi che creare una pagina Facebook del tuo studio, una pagina aziendale su Linkedin o un account Twitter sia una perdita di tempo… ti sbagli di grosso!

    Curare la tua presenza sui social ti consentirà di comunicare ai tuoi clienti, di oggi e di domani, le tue aree di competenza, le tue specializzazioni ed i tuoi interessi professionali ed extra professionali, veicolando allo stesso tempo informazioni utili su argomenti attinenti il tuo lavoro. Essere generosi ripaga sempre, ricordatelo! Anche e soprattutto sui social.

    Se vuoi gestire i tuoi canali social con un unico strumento che ti permette di calendarizzare i tuoi post o tweet ti segnalo Postpickr, piattaforma gratuita italiana che ti consente la gestione integrata di tutti i tuoi account in maniera semplice ed intuitiva.

    Testato dal team di Trovabando!

    7. Tieni un blog

    Non c’è modo migliore per farsi conoscere da nuovi potenziali clienti e mettere in luce le proprie aree di competenza specialistica che tenere un blog.

    Se non vuoi addentrarti nella creazione e gestione di un blog strutturato, perché magari sei solo all’inizio, prendi in considerazione piattaforme come Linkedin Pulse, Facebook Note e Medium.

    Se vuoi approfondire questo aspetto, questo articolo di Ninja Marketing fa al caso tuo.

    8. Fai felici i tuoi clienti con un servizio innovativo…

    Converrai con me che un cliente soddisfatto è viatico per una vita professionale, serena e proficua. Se cerchi un servizio in grado di fare davvero felici i tuoi clienti, individuando per loro tutte le opportunità provenienti da bandi e contributi europei… sei già sul sito giusto.

    Concentrati solo sulla tua professione, a trovare il bando giusto per i tuoi clienti ci pensiamo noi!

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  • Riforma degli incentivi: cos’è il nuovo Codice

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    La situazione degli incentivi in Italia

    Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso di un’intervista, ha dichiarato che in Italia esistono circa 2.000 diversi incentivi, di cui 230 circa nazionali e oltre 1700 promossi delle Regioni.

    Una situazione molto complessa, a cui si aggiunge un’enorme difficoltà da parte delle imprese, nell’identificare nella giungla di misure, le migliori agevolazioni adatte alla propria attività a cui possono realmente accedere.

    La Riforma degli incentivi: gli obiettivi

    È proprio per questo motivo che, nel corso della seduta del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2023, il Governo ha approvato il disegno di legge di riforma degli incentivi.

    La Riforma si pone due obiettivi principali. Il primo è razionalizzare gli strumenti agevolativi, individuando un insieme definito, limitato e ordinato di misure.

    Il riassetto dovrà portare anche alla certezza dell’orizzonte temporale dell’incentivazione e ad evitare una sovrapposizione tra gli interventi e la frammentazione del sostegno pubblico.

    Il secondo obiettivo è armonizzare la disciplina di carattere generale in materia di incentivi. Il processo dovrà portare al varo di un “Codice degli incentivi”, che dovrà ridefinire i principi comuni che regolano i procedimenti amministrativi concernenti le misure agevolative.

    Ricognizione e sistematizzazione degli incentivi

    Si comincerà quindi con il “riordinare” e sistematizzare gli strumenti agevolativi esistenti, in base a criteri che tengano conto degli ambiti o delle finalità dell’agevolazione, come il sostegno agli investimenti, alla ricerca e allo sviluppo, alla formazione, all’innovazione, nonché la facilitazione nell’accesso al credito delle imprese, il rafforzamento patrimoniale delle stesse o altri ambiti e finalità del sostegno.

    Nel processo di razionalizzazione, in particolare, il Governo dovrà tenere conto:

    • delle diverse fasi del ciclo di vita delle imprese: una startup, ad esempio, avrà esigenze differenti rispetto ad un’impresa
    • del livello di complessità e alla dimensione dei progetti da agevolare: valutando accuratamente se i programmi di spesa proposti o effettuati dai soggetti beneficiari abbiano bisogno o meno di essere sottoposti a valutazioni istruttorie di carattere tecnico, economico e finanziario;
    • degli obiettivi di coesione sociale, economica e territoriale e all’esigenza di sostenere uno sviluppo economico armonico ed equilibrato della Nazione, con particolare riferimento alle politiche di incentivazione della base produttiva del Mezzogiorno e delle aree interne così come individuate dall’Accordo di partenariato tra Italia e Commissione europea relativo al ciclo di programmazione 2021-2027;
    • della capacità di coprire ambiti strategici dello sviluppo economico: ad esempio l’efficientamento energetico e la transizione ecologica, la transizione digitale e l’innovazione tecnologica, la valorizzazione delle produzioni nazionali e del made in Italy o delle specificità territoriali, l’attrazione di investimenti esteri, il sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile;
    • delle forme dell’incentivazione: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie del credito, ecc..

    codice degli incentivi
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    Organizzazione dell’offerta di incentivi

    Il riassetto degli incentivi, come abbiamo già specificato, dovrà evitare la sovrapposizione tra gli interventi e la frammentazione del sostegno pubblico.

    A tal scopo, tra gli strumenti agevolativi esistenti saranno selezionati quelli più idonei a ricoprire il ruolo di regimi tipo e ad attrarre interventi sia già esistenti che futuri e potenziali.

    Un aspetto importante da evidenziare è che terranno conto anche dei risultati di attuazione e del gradimento riscontrato presso il sistema delle imprese, nonché, ove disponibili, delle valutazioni di impatto degli strumenti di incentivazione.

    Programmazione delle agevolazioni

    Il processo di revisione dovrà portare infine ad una pluriennalità e certezza dell’orizzonte temporale dell’incentivazione.

    Ciascuna amministrazione competente dovrà programmare le misure agevolative per un periodo temporale congruo, in modo da assicurare un sostegno tendenzialmente stabile, continuativo e pluriennale.

    L’unica eccezione saranno le eventuali esigenze degli interventi di carattere emergenziale.

    Negli atti programmatici, per il periodo di riferimento, dovranno essere stabiliti:
    – gli obiettivi strategici di sviluppo;
    – le tipologie di interventi da adottare, in relazione agli obiettivi strategici;
    – il cronoprogramma di massima di attuazione;
    – il quadro finanziario delle risorse e dei fabbisogni di stanziamento.

    Durante la programmazione, dovranno essere evitate ovviamente le duplicazioni e sovrapposizioni tra soggetti che gestiscono politiche pubbliche di incentivazione.

    Il Codice degli Incentivi: cos’è e cosa prevede

    La riforma dovrà anche armonizzare la disciplina di carattere generale in materia di incentivi alle imprese, coordinandola in un testo normativo principale, chiamato “codice degli incentivi”.

    Il codice dovrà individuare i contenuti minimi dei bandi,  inclusi i motivi di esclusione generale delle imprese richiedenti, i profili procedurali per l’accesso e il mantenimento delle agevolazioni e l’individuazione degli oneri a carico delle imprese beneficiarie, la disciplina del cumulo degli incentivi nel rispetto dei massimali fissati dalle normative europee.

    Tutta questa serie di interventi porterà quindi:
    – alla riduzione e alla semplificazione degli oneri amministrativi a carico delle imprese beneficiarie;
    – al contenimento, da parte dei soggetti competenti, dei tempi delle attività istruttorie;
    – all’aggiornamento dei criteri per la stipula delle convenzioni con soggetti esterni alle amministrazioni titolari degli interventi, per lo svolgimento di attività inerenti all’attuazione degli interventi di agevolazione alle imprese, prevedendo la misura massima di copertura dei relativi oneri a valere sugli stanziamenti dei medesimi interventi;
    – all’armonizzazione e semplificazione delle procedure in materia di controlli nei confronti delle imprese beneficiarie;
    – alla declinazione dei poteri di autotutela del soggetto competente adeguati al nuovo contesto normativo di riferimento;
    – alla valorizzazione dell’uso degli strumenti digitali, anche attraverso la messa a punto di piattaforme comuni

    Entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti legislativi, il Governo potrà emanare decreti correttivi e integrativi.

     

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  • Bando CONneSSi 2023 Lombardia: contributo a fondo perduto fino al 50%

    Bando CONneSSI 2023: 2,5 milioni di euro alle MPMI

    La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti e canali digitali per la promozione di beni e servizi nelle micro, piccole e medie imprese, ha emanato il bando “CONneSSI – Contributi alle MPMI per lo sviluppo di strategie digitali per i mercati globali – Anno 2023”.

    Il bando prevede la concessione di contributi diretti alle MPMI finalizzate all’implementazione di corrette strategie di marketing online digitale all’interno di un panorama internazionale.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando CONneSSI 2023 sono le MPMI con sede legale e/o unità locale iscritta e attiva presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. La domanda di partecipazione è riservata a coloro i quali alla data del 01/07/2022 siano titolari di:

    • un sito internet multilingua (italiano più almeno una lingua straniera) attivo e pienamente operativo e di almeno uno dei seguenti canali digitali già attivi ed operativi:
      • un sito di e-commerce aziendale multilingua (italiano più almeno una lingua straniera);
      • una pagina aziendale/di prodotto su un marketplace internazionale;
      • una o più pagine social aziendali (es. Facebook, Instagram e Linkedin)

    Qualora l’esito di assegnazione contributi risulti positivo, il soggetto beneficiario dovrà contestualmente partecipare al corso di formazione sulle tematiche digitali organizzato da Promos Italia.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando CONneSSI 2023 eroga un contributo a fondo perduto del valore massimo di 10.000 euro a fronte di un investimento minimo di spesa pari a 5.000 euro.

    I fornitori abilitati a erogare i servizi ammissibili possono essere:

    • imprese, fondazioni, enti operanti nel campo del digital marketing e della consulenza, attive ed iscritte alla CCIAA di propria competenza in data non successiva al 31/12/2019;
    • liberi professionisti titolari di Partita Iva, almeno dal 31/12/2019;
    • Camere di Commercio Italiane all’estero, se ufficialmente riconosciute da Assocamerestero

    Quali sono le attività e spese ammissibili?

    Il bando CONneSSI 2023 prevede lo sviluppo di una serie di attività che puntano all’espansione del business sui mercati internazionali realizzati con strumenti e servizi digitali.

    Sono considerate ammissibili le seguenti attività:

    • attività di digital marketing (Content e Social Media marketing, Display Advertising, E-mail marketing, Couponing);
    • campagne di promozione su motori di ricerca, marketplace o piattaforme social;
    • attività di SEO E SEM;
    • live streaming ecommerce attività di vendita online in occasione di dirette streaming) sui canali online (quali ad es. Instagram, Facebook, Amazon Live, Taobao Live, WeChat, Lazada, etc…);

     

    Sono considerate ammissibili le attività e le corrispondenti spese, al netto dell’IVA, realizzate e interamente pagate nel periodo che decorre dalla data di apertura del bando, fino al termine previsto per la realizzazione delle stesse (max 240 gg dalla determina di concessione).

    Come posso presentare la domanda di partecipazione?

    Il bando CONneSSI 2023 ha stabilito come termine iniziale di presentazione delle domande il giorno 31 Gennaio 2023 a partire dalle ore 10.00 fino alle 14.00 del 16 Marzo 2023

    Le domande di contributo possono essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it, a cui le imprese possono accedere con SPID, CNS, CIE, o attraverso le proprie credenziali (username e password) se già richieste con  prima del 28 febbraio 2021.

    Vuoi scoprire altre opportunità di finanza agevolata per la tua attività? Clicca il pulsante qui in basso e prova gratis Trovabando!


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  • Emilia Romagna: sostegno imprenditoria femminile

    Sostegno imprenditoria femminile

    La Regione Emilia Romagna inizia il 2023 con una serie di agevolazioni regionali e bandi tesi a supportare le pmi del territorio e a maggioranza femminile.

    L’agevolazione in questione ha come obiettivo quello di incentivare interventi riguardanti la crescita e il consolidamento dell’imprenditoria femminile.

    Questi dovranno mirare all’aumento della competitività e della qualità delle imprese gestite da donne, ed evidenziare, qualora fosse possibile, il legame tra le pari opportunità, il business aziendale e la qualità del lavoro. Le risorse assegnate sono pari a 3.000.000 milioni di euro, i destinatari sono le imprese a partecipazione femminile.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto nella misura massima del 50% della spesa ammessa e per un importo, comunque, non superiore a euro 80.000,00 e sarà calcolato come segue:

    • una quota parte sarà determinata in misura pari al 30% della spesa ritenuta ammissibile;
    • una eventuale quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ritenuta ammissibile, a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni, calcolato sulla base dell’attualizzazione dei costi di interessi. Il calcolo di tale importo sarà effettuato considerando la durata e il valore del mutuo effettivamente stipulato dall’impresa (di importo almeno pari al 50% dell’investimento), applicando un tasso massimo di interesse forfettario del 4%.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari dell’agevolazione sostegno imprenditoria femminile sono le MPMI (micro, piccole e medie imprese, compresi consorzi, società consortili e società cooperative) con sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna, a “prevalente partecipazione femminile” così individuate:

    • le imprese individuali in cui il titolare sia una donna;
    • le società di persone e le società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenti
      almeno il 60% dei componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;
    • le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e
      costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.

    I soggetti che non possono in alcun caso accedere all’agevolazione sono le imprese agricole.

    Quali sono gli investimenti ammissibili?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile finanzia una serie di interventi volti alla crescita e al consolidamento dell’imprenditoria femminile. Fra gli investimenti ammissibili troviamo quelli volti a:

    • all’innovazione e valorizzazione di prodotto e dei sistemi di vendita;
    • al miglioramento dell’efficienza dei processi di erogazione dei servizi, all’innovazione dei servizi con particolare riferimento alla messa a punto ed alla sperimentazione di metodologie e applicazioni innovative nel campo della progettazione, dei processi e del monitoraggio;
    • alla informatizzazione e alle innovazioni di processo;
    • allo sviluppo innovativo dei sistemi informatici-informativi e dei processi di digitalizzazione del lavoro;
    • ad implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi
      nonché a sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
    • a sviluppare sistemi di sicurezza informatica;
    • alla riqualificazione estetica e funzionale del laboratorio/punto vendita;
    • all’automatizzazione e informatizzazione dell’attività anche con acquisto di strumenti e
      attrezzature professionali tecnico-strumentali e tecnologiche;
    • al riposizionamento strategico dell’attività;
    • a implementare sistemi di controllo di gestione e valutazione economica dell’attività;
    • all’introduzioni di soluzioni in grado di consentire lo sviluppo di un contesto e di un’organizzazione lavorativa tali da agevolare la conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede una serie di spese ammissibili di seguito elencate:

    1. acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali;
    2. acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di
      proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento;
    3. consulenze, destinate all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al
      trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei
      prodotti, gli studi di fattibilità e i piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, gli
      studi per la valutazione dell’impatto ambientale, le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate. Tali spese saranno riconosciute nella misura massima del 30% della somma delle spese di cui ai numeri 1+2;
    4. opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro;
    5. costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione,
      ovvero della somma delle spese di cui ai numeri 1+2+3+4.

    Sono da considerarsi non ammissibili tutte le voci di spesa non contenute in questo elenco.

    Ricordiamo inoltre che è prevista una valutazione a punteggio.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di partecipazione al bando sostegno imprenditoria femminile devono essere presentate dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.

    Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate ed inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web SFINGE 2020, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili sul sito internet della Regione al seguente indirizzo: http://fesr.regione.emilia-romagna.it, nella sezione dedicata al bando.


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  • Report 2022 del Fondo di garanzia per le PMI

    Report 2022 del Fondo di Garanzia per le PMI: cos’è

    Come ogni anno, il Report del Fondo di Garanzia per le PMI rappresenta un termometro dell’economia relativa alle imprese italiane.

    Se non sai di cosa si tratta, il Fondo di garanzia è un fondo per le piccole e medie imprese e professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

    Grazie a questo Fondo, PMI e professionisti possono accedere ad una garanzia pubblica, che sostituisce le costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

    Ma qual è stata la situazione nel 2022?

    Cambiamento qualitativo dell’intervento

    Durante l’anno 2022 si è registrato un mutamento qualitativo dell’intervento.

    Il Fondo è stato infatti maggiormente utilizzato per sostenere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale, piuttosto che focalizzarsi nel supporto alle esigenze immediate delle imprese, come era necessario in un periodo di emergenza dovuto al Covid.

    Risulta, infatti, più che triplicata la percentuale delle operazioni a fronte di investimento che si attestano su 71.903 domande accolte, pari al 24,5% del totale, a fronte del 7,4% del 2021.

    L’andamento del 2022 inoltre è segnato da una significativa differenza tra il primo e il secondo semestre: nella prima metà dell’anno, con le misure emergenziali ancora attive, si registrano circa 190 mila domande, quasi il doppio delle 95 mila operazioni approvate nella seconda metà del 2022, quando sono entrate in vigore le nuove misure che mirano alla graduale uscita dalla normativa emergenziale e che rimarranno in vigore per tutto il 2023.

    report fondo di garanzia pmi
    Report 2022 Fondo di Garanzia PMI

    Cresce la quota del Mezzogiorno e delle Startup

    Cresce la quota del Mezzogiorno con 80.232 operazioni, pari al 28,3% del totale (a fronte del 23,8% nel 2021). Se diamo uno sguardo d’insieme al Report, le domande dal Mezzogiorno sono diminuite in misura inferiore rispetto a quelle delle altre macroaree.

    La quota prevalente, anche se in diminuzione, rimane quella del Nord con 140.049 operazioni (49,5% del totale, 53,2% nel 2021), mentre il Centro con 62.775 operazioni si attesta al 22,2% del totale (23% nel 2021).

    Aumentano del 9,3%, infine, le garanzie sulle operazioni “Resto al Sud”, che passano da 2.985 nel 2021 a 3.263 nel 2022.

    Si registra altresì un aumento delle operazioni accolte relative a imprese innovative e startup che risultano 43.739, pari al 15,5% del totale (in aumento del 4,5 p.p. sul 2021).

    Crescono, questa volta in assoluto, le operazioni di startup innovative, PMI Innovative e incubatori certificati: sono 2.177 e segnano una crescita del +2% rispetto al 2021.

     

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  • Bandi innovazione tecnologica: sfrutta le agevolazioni per innovare la tua impresa

    Come finanziare l’innovazione della tua impresa con i bandi innovazione tecnologica

    Le sovvenzioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono iniziative finanziate dal governo che forniscono fondi a imprese, organizzazioni di ricerca, università e altri enti per lo sviluppo di nuove tecnologie. Queste sovvenzioni e bandi possono variare da piccole somme di denaro per studi di proof of concept a grandi somme di denaro per lo sviluppo di un prodotto o servizio completo.

    Esistono varie fonti di sovvenzioni e bandi per la tecnologia, messi a disposizione dal governo, dalle regioni e dalle Camere di Commercio. Queste possono essere trovate online attraverso risorse come Incentivi.gov o attraverso una ricerca sui siti ufficiali degli enti eroganti.

    È importante ricordare che ogni agevolazione prevede specifici requisiti di ammissibilità, da verificare prima di presentare la domanda di ammissione.

    Le agevolazioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono generalmente emessi per stimolare l’innovazione in un particolare settore o industria. Queste sovvenzioni e bandi possono essere utilizzati per finanziare progetti incentrati sullo sviluppo di nuove tecnologie, sul miglioramento di quelle esistenti o sulla loro commercializzazione. I tipi di sovvenzioni più comuni includono finanziamenti di avviamento per le start-up, investimenti in capitale di rischio, finanziamenti per la fase iniziale di ricerca e sviluppo e sostegno finanziario per l’ingresso nel mercato.

    Vediamo insieme alcune agevolazioni utili a finanziare progetti di innovazione tecnologica.

    Nuova Sabatini

    La misura Beni strumentali – “Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy cha facilita l’accesso al credito delle imprese aiutandole ad acquisire nuovi beni strumentali, favorendo in particolare gli investimenti in tecnologie 4.0 e gli investimenti green.

    I beni strumentali sono infatti un fattore chiave per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi economia. L’iniziativa Nuova Sabatini è stata pensata per aiutare le piccole e medie imprese ad acquistare questa tipologia di beni. 

    In particolare la Nuova Sabatini permette di acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Attraverso questo strumento agevolativo le micro, piccole e medie imprese possono accedere a un finanziamento di importo compreso fra 20.000 euro e 4 milioni di euro e della durata massima di 5 anni e ottenere, da parte del Ministero, un contributo che copre parte degli interessi dovuti.

    L’ammontare del contributo (tecnicamente un contributo in conto impianti) è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

      • 2,75% per gli investimenti ordinari
      • 3,575% per gli investimenti 4.0
      • 3,575  per gli investimenti green (solo per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023).

     

    Per capire a quanto ammonta il contributo facciamo un esempio pratico.

    Per finanziare un investimento 4.0 da 500.000 euro, indipendentemente dal reale tasso di interesse applicato e dalla reale durata del finanziamento, il contributo verrà calcolato come se l’interesse fosse del 3,575% e la durata di 5 anni. In questo caso, quindi, l’impresa, in 5 anni, dovrebbe pagare un interesse pari a 50.461,92, che sarà anche l’importo del contributo. Se la durata del finanziamento o il tasso d’interesse applicato dalla banca/intermediario finanziario fossero diversi, il contributo rimarrebbe comunque lo stesso e la differenza dovrà essere a carico dell’impresa.

    Green New Deal

    Il bando Green New Deal mira ad agevolare progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare che abbiano spese e costi ammissibili fra 3 milioni e 40 milioni di euro. Il bando si concentra in particolare su progetti che riguardano l’efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabile, l’adattamento e la mitigazione del clima, l’economia circolare, la mobilità verde e l’agricoltura sostenibile.

    Con questo bando, il Governo italiano dimostra il suo impegno a fornire risorse a chi lavora a soluzioni innovative per i problemi ambientali.

    A tal fine vengono erogati finanziamenti e contributi a fondo perduto per finanziare la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e, per le piccole e medie imprese, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e dello sviluppo.

    Sono ammissibili le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che potranno beneficiare di:

    • Finanziamenti agevolati del FRI (Fondo Rotativo Imprese) di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.
    • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al:
      • 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per i costi di consulenza relativi alle attività di industrializzazione;
      • 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Digital Transformation

    Il bando Digital Transformation è un’iniziativa lanciata dal Ministero dello Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per promuovere la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI dei settori manifatturiero, dei servizi alle imprese manifatturiere, turistico o del commercio.  

    Questo programma è in linea con l’impegno dell’Italia per l’Industria 4.0, in quanto fornisce alle PMI le risorse necessarie per rendere le loro aziende più competitive nell’era digitale.

    Attraverso questa misura le piccole e medie imprese possono accedere a fondi per progetti che prevedano la realizzazione di:

    • attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione

    oppure

    • investimenti

     

    Per poter accedere al bando è necessario disporre di almeno due bilanci approvati e depositati e, in relazione all’ultimo, aver conseguito un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro.

    L’agevolazione finanzia il 50% dei costi e delle spese ammissibili di un progetto compreso tra 50.000 e 500.000 euro ed è articolata come segue:

    • 10 % sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40 % sotto forma di finanziamento agevolato.

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  • Fondi europei diretti e indiretti: tutto quello che devi sapere per conoscerli e usarli

    Mini guida per comprendere meglio come funzionano le opportunità di finanziamento tramite i fondi europei diretti e indiretti.

    Il mondo dei fondi europei diretti e indiretti per chi non si occupa di europrogettazione è spesso visto come un pianeta misterioso ed impenetrabile. In realtà le opportunità per aziende, startup, università, enti, e associazioni sono molteplici e decisamente interessanti.

    Per poter utilizzare correttamente i fondi europei diretti e indiretti, però, è fondamentale comprendere bene quali sono le differenze tra le varie tipologie di fondi, ma anche pro e contro di ciascuna tipologia di agevolazione, così da scegliere correttamente un fondo diretto piuttosto che un fondo indiretto, o viceversa.

    In linea generale, devi sapere che le opportunità che vengono dall’Europa si suddividono in fondi diretti e fondi indiretti. Vediamo insieme analogie e differenze di questi strumenti, per comprendere quale risorsa fa realmente al caso tuo.

    Fondi europei diretti

    I fondi europei diretti sono gestiti direttamente dalle Direzioni generali della  o dalle Agenzie esecutive, che per la gestione dei programmi del settennato 2021-2027 sono sei. 

    I fondi diretti sono strutturati in:

    • programmi tematici o comunitari
    • strumenti per l’assistenza esterna

    I fondi europei diretti sono erogati sotto forma di:

    1. Sovvenzioni (dette grants), ossia contributi economici destinati a specifici progetti collegati alle politiche dell’di solito a seguito di un “invito a presentare proposte”, o “call for proposal“.
    2. Appalti conclusi dalle istituzioni europee per acquistare servizi, beni o opere, necessari per le loro attività, per esempio studi specifici, corsi di formazione, organizzazione di eventi o conferenze, o la fornitura di nuove attrezzature informatiche. Gli appalti sono aggiudicati mediante bandi di gara (call for tenders).

    Alcuni dei programmi comunitari più noti e che, probabilmente avrai già sentito nominare, sono:

    Se desideri rimanere aggiornato su tutte le informazioni relative ai fondi diretti, ti consiglio di visitare il sito della Commissione Europea, che ti consente di verificare quali e quante sono le opportunità disponibili per il tuo progetto e le modalità di partecipazione per ciascun programma comunitario. In alternativa, se vuoi una soluzione più rapida e comoda, c’è Trovabando!

    Ricorda che una caratteristica estremamente importante di questa tipologia di fondi è la necessità (con rarissime eccezioni) della creazione di un partenariato transnazionale.

    Che cosa significa? In parole povere, i progetti presentati dovranno coinvolgere società o enti partner di almeno due stati membri della Comunità Europea. La ricerca di potenziali partner può essere effettuata attraverso numerosi portali, particolarmente utili sono gli strumenti di ricerca dell’Executive Agency for Smes (EASME), ed il motore di ricerca dell’Agency for the promotion of European Research (APRE).

    Last but not least, tutti i fondi diretti non finanziano mai il 100% dei costi del progetto. Quindi, se decidi di partecipare dovrai dimostrare di possedere la capacità economica sufficiente per poter sostenere le spese che saranno a tuo carico.

    Fondi europei indiretti

    I fondi europei indiretti sono rappresentati dai c.d fondi strutturali e di investimento anche detti fondi SIE. I fondi indiretti sono finanziati dalla Commissione Europea ma sono gestiti dalle autorità locali nazionali, come i ministeri (e si parlerà di PON, Programmi Operativi Nazionali), o regionali (e si parlerà di POR, Programmi Operativi Regionali).

    Questi fondi hanno l’obiettivo di attuare la “politica regionale” o “politica di coesione” dell’Unione Europea riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee.

    I fondi strutturali sono suddivisi in:

    •  (FESR)
    • Fondo sociale europeo Plus (FSE+)
    • Fondo di coesione (FC)
    • Fondo per la giusta transizione (JTF)
    • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
    • Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura (FEAMPA)

     

    In Italia sono operativi il FESR, l’FSE+, il FEASR e il FEAMPA, mentre possono accedere alle risorse del Fondo di Coesione, solo gli stati membri con Redditi Nazionali Lordi estremamente bassi come, la Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

    I fondi indiretti vengono gestiti ed erogati dalla autorità regionali o nazionali sotto forma di:

     

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questi fondi. I fondi indiretti sono, generalmente cofinanziati dallo Stato Italiano.

    Il cofinanziamento fa si che le risorse per le imprese, gli aspiranti imprenditori e gli enti, per il settennato 2021-2027 ammontino a circa 148 Miliardi di Euro come riportato dal portale del Dipartimento delle Politiche di Coesione “OpenCoesione“.

    Gli avvisi pubblici che vengono emanati dalle finanziarie regionali e dagli altri enti eroganti sono indirizzati sia allo sviluppo dell’imprenditorialità, sia allo sviluppo di iniziative esistenti per Piccole e Medie imprese, startup innovative, ma anche per liberi professionisti e titolari di ditte individuali che, solo dal 2017, dopo anni di attesa, sono stati ammessi a presentare domanda per richiedere questa tipologia di agevolazioni.A

    Come posso individuare le opportunità per me?

    Se ti stai chiedendo dove trovare tutte le opportunità derivanti da fondi europei indiretti… la risposta è facile!

    Su Trovabando, infatti, sono presenti, in un unico posto, tutte le opportunità derivanti da fondi indiretti in un unico posto.

    Spero che questa breve panoramica sul mondo delle agevolazioni e dei fondi europei diretti e indiretti ti abbia fatto comprendere quali strumenti utilizzare per finanziare il tuo progetto nel migliore dei modi. Se cerchi un aiuto professionale per la partecipazione a un bando o a un’agevolazione pubblica… non esitare a contattarci!

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  • Fri-Tur di Invitalia: agevolazioni per strutture ricettive

    Cos’è il Fri-Tur?

    Invitalia dal 1° marzo 2023 apre gli sportelli per presentare la domanda di sostegno per l’incentivo FRI-Tur (Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo).

    Il Fri-Tur è un contributo diretto alla spesa erogato dal Ministero o in alternativa di un finanziamento agevolato concesso da Cassa Depositi e Prestiti. Entrambe le agevolazioni verranno riconosciute sui progetti relativi a investimenti medio-grandi, compresi tra 500.000 e 10 milioni di euro.

    Come funziona l’incentivo e le tipologie di agevolazione?

    L’agevolazione FRI-tur prevede due forme di incentivo ovvero:

    • contributo diretto alla spesa, concesso per massimo il 35% della spesa sulla base degli importi ammissibili delle spese, tenuto conto delle percentuali massime sulla base della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento, coerentemente con i target di attuazione previsti dal PNRR;
    • finanziamento agevolato, concesso ad un tasso nominale annuo pari allo 0,5% con durata tra 4 e 15 anni e un periodo di preammortamento di massimo 3 anni.

    Al finanziamento agevolato deve essere abbinato un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata, erogato da una banca finanziatrice che aderisce alla Convenzione del 29 agosto 2022 firmata dal Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti.

    Il 40% delle risorse stanziate per il contributo diretto alla spesa è dedicato alle imprese con sede in una delle Regioni del Mezzogiorno.

    Il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Chi sono i Beneficiari?

    I beneficiari del FRI-Tur sono le realtà del settore turistico, cioè in particolare:

    • le imprese alberghiere
    • le imprese che esercitano attività agrituristica
    • le imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta
    • le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale
    • gli stabilimenti balneari
    • i complessi termali
    • i porti turistici
    • i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

     

    Queste realtà, per essere considerate ammissibili, devono essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Gli incentivi FRI-Tur possono essere richiesti per interventi di:

    • riqualificazione energetica e antisismica
    • eliminazione delle barriere architettoniche
    • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri
    • realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali)
    • digitalizzazione
    • acquisto o rinnovo di arredi.

     

    L’investimento deve essere riferito ad una o più unità dell’impresa richiedente situate sul territorio nazionale e deve prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, comprese tra 500.000 euro e 10 milioni di euro.

    progetti devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 e il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’agevolazione FRI-Tur sono:

    • Servizi di progettazione, nella misura massima complessiva del 2%
    • Suolo aziendale e sue sistemazioni, nella misura massima del 5%
    • Fabbricati, opere murarie e assimilate, nella misura massima del 50%
    • Macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica
    • Investimenti in digitalizzazione, esclusi i costi di intermediazione, nella misura massima del
      5%.

    Come e quando presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda per l’agevolazione FRI-Tur dalle 12.00 del 1 marzo 2023, fino alle  12.00 del 31 marzo 2023. Per inviare la domanda è necessario:

    • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE);
    • accedere all’area riservata per compilare online la domanda.

    Inoltre, bisogna disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Al termine della procedura online viene assegnato un protocollo elettronico. Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione.

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