Trovabando

Tag: Bandi Nazionali

  • Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Disegni+ 2025: disegni e modelli industriali

    Il bando Disegni+ 2025 rappresenta una delle misure più rilevanti messe a disposizione dal Ministero delle Imprese nell’ambito del programma complessivo da 32 milioni di euro dedicato alla proprietà industriale. L’iniziativa si affianca infatti ai 20 milioni per brevetti, ai 2 milioni per marchi e ai 10 milioni di euro riservati al bando disegni, confermando la strategia nazionale di sostegno alla creatività delle imprese e del Made in Italy.

    L’agevolazione si rivolge in particolare a micro, piccole e medie imprese, mettendo al centro la valorizzazione e la trasformazione dei disegni e modelli industriali in prodotti innovativi, pronti per il mercato. Si tratta di una misura pensata per potenziare la dimensione nella valorizzazione di disegni, con attenzione sia agli aspetti tecnici sia a quelli commerciali e strategici, offrendo un contributo concreto alla crescita del sistema produttivo nazionale.

    Il ruolo degli uffici di riferimento: UIBM, EUIPO e OMPI

    Per accedere al bando, il titolo deve essere registrato presso uno degli enti competenti:

    • l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM),
    • l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO),
    • l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).

    Il disegno o modello deve essere registrato presso l’UIBM o presso tali enti internazionali, essere in corso di validità, ed essere comunque in data antecedente all’apertura dello sportello. Per i titoli internazionali è necessario che l’estensione ai paesi designati deve esserci.

    La misura specifica inoltre che il titolo deve essere registrato a decorrere dal 1° anno previsto, e più precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, oppure 1° gennaio 2023 e comunque conforme alle date previste dal decreto, risultando 2023 e comunque in data compatibile con il regolamento.

    Quali sono le finalità misura Disegni+ 2025

    L’obiettivo principale del bando Disegni+ è sostenere la valorizzazione di disegni e modelli, con interventi finalizzati alla messa in produzione, alla promozione strategica e alla commercializzazione.

    L’iniziativa promuove:

    • disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo pubblico;
    • supporto professionale tramite servizi specialistici esterni altamente qualificati;
    • sviluppo della catena produttiva finalizzata alla messa in produzione;
    • crescita della competitività del Made in Italy.

     

    Il percorso consente alle imprese di beneficiare di interventi che spaziano dalla prototipazione all’ingegnerizzazione, dall’utilizzo di tecnologie avanzate all’adozione di materiali innovativi, fino ai servizi di comunicazione necessari per portare il prodotto sul mercato offline e online.

    Chi può partecipare al bando Disegni+ 2025

    Possono presentare domanda micro imprese e imprese di piccola e media dimensione, che siano titolari o aventi diritto sul disegno o modello e che intendano svilupparlo in ottica di industrializzazione.

    Sono ammessi anche soggetti che dispongono del possesso della certificazione della parità di genere, appartenente alla tipologia di certificazione prevista dalla normativa nazionale, con valore aggiunto nella partecipazione ai bandi del Ministero delle imprese. Si tratta di un elemento che valorizza l’impegno delle imprese per l’equità e l’inclusione.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere l’oggetto del progetto di valorizzazione, registrato come richiesto e dotato di estensioni effettive verso i paesi designati.

    Quali sono le spese finanziabili con Disegni+ 2025

    Il bando sostiene ciascuna tipologia di servizio legata alla trasformazione del disegno in prodotto. Le linee di intervento principali includono:

    1. Progettazione, prototipazione e industrializzazione

    • sviluppo prototipi,
    • utilizzo di materiali avanzati o materiali innovativi,
    • ingegnerizzazione,
    • consulenza tecnica per la catena produttiva,
    • tecnica per la catena produttiva con fasi di test e ottimizzazione,
    • definizione della catena produttiva finalizzata alla messa,
    • attività finalizzata alla messa in produzione,
    • servizi di miglioramento estetico e funzionale dei disegni e modelli industriali.

    2. Comunicazione, branding e diffusione

    • progettazione ed ideazione dei layout,
    • ideazione dei layout grafici,
    • grafici e testi per materiale pubblicitario,
    • testi per materiale di comunicazione,
    • materiale di comunicazione offline,
    • iniziative di comunicazione offline e online,
    • layout grafici e testi integrati per brochure, cataloghi e strumenti di marketing.

    3. Strategie commerciali e internazionalizzazione

    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • studi di settore, benchmarking e posizionamento,
    • valutazioni di mercato per la progettazione ed ideazione dei layout orientati alla vendita,
    • accordi di licenza per l’utilizzo del design.

     

    Il modello di finanziamento è un contributo in conto capitale, concesso per facilitare la trasformazione dei disegni in prodotti commerciabili e competitivi.

    Quali sono importi e risorse disponibili per Disegni+ 2025

    Per l’annualità 2025, il Ministero ha destinato:

    • 20 milioni per brevetti,
    • 2 milioni per marchi,
    • 10 milioni di euro per Disegni+,

     

    con la volontà di rafforzare la tutela della creatività delle imprese italiane.

    Il contributo viene concesso nella forma di contributo in conto capitale, con intensità variabile in funzione delle attività richieste e della tipologia di intervento.

    Le richieste saranno accolte fino ad esaurimento delle risorse.

    Quali sono le scadenze, date chiave e procedure di partecipazione

    La presentazione della domanda di partecipazione segue le indicazioni del decreto attuativo e si svolge tramite procedura telematica.

    L’apertura dello sportello è prevista il 18 dicembre 2025.

    Il titolo oggetto della domanda deve essere deve essere registrato a decorrere dal periodo indicato, e precisamente registrato a decorrere dal 1° gennaio 2023, con piena validità al momento della domanda di partecipazione ed essere riconosciuto come valido e opponibile.

    Le domande saranno accettate fino ad esaurimento delle risorse.

    Requisiti di ammissibilità del disegno o modello

    Il disegno o modello deve:

    • risultare essere in corso di validità,
    • essere partecipazione ed essere in corso coerente con i requisiti del bando,
    • essere stato registrato presso uno degli enti riconosciuti,
    • risultare comunque in data antecedente alla finestra di apertura del bando,
    • avere estensioni valide per i paesi designati,
    • essere l’oggetto del progetto di valorizzazione.

    Perché partecipare al bando Disegni+ 2025

    Le imprese italiane possono ottenere benefici concreti:

    • incremento della competitività grazie alla valorizzazione dei disegni,
    • rafforzamento della presenza commerciale nei mercati nazionali ed esteri,
    • sostegno alla prototipazione avanzata e all’utilizzo di materiali innovativi,
    • miglioramento dell’immagine tramite materiale di comunicazione offline,
    • acquisizione di servizi professionali e servizi specialistici esterni,
    • strutturazione della strategia commerciale con consulenza specializzata nell’approccio al mercato,
    • valorizzazione della media dimensione nella valorizzazione del design,
    • crescita sostenuta del sistema produttivo attraverso strumenti dedicati alle imprese e del Made in Italy.

     

    La misura risponde inoltre all’esigenza delle imprese di trasformare un’idea progettuale in un prodotto reale, passando attraverso fasi di test, industrializzazione e commercializzazione.

    Il bando conferma l’impegno del Ministero nel supportare le imprese di micro , piccola o media dimansione e sostenere la creatività e l’innovazione delle imprese italiane, offrendo strumenti e risorse per valorizzare la proprietà industriale. Il bando Disegni+ 2025 è un’occasione strategica per rafforzare la competitività delle imprese, sviluppare nuovi prodotti e portare sul mercato soluzioni innovative basate su disegni registrati e pienamente tutelati.

    Per supportare la tua domanda di partecipazione, Trovabando può assisterti in ogni fase: verifica requisiti, definizione dei servizi da acquistare, preparazione della documentazione e gestione del processo di invio.

    Inoltre, se sei una azienda del Lazio potrebbe interessarti anche l’agevolazione “STEP-Lazio” .

    PARLANE CON NOI
  • Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025: fino a 150.000 euro a fondo perduto

    Il bandovoucher digitalizzazione PMI Lazio – II edizione 2025” nasce per sostenere i progetti delle imprese che vogliono accelerare la trasformazione digitale con soluzioni digitali tecnologivhe concrete: diagnosi, cloud computing, e-commerce, sicurezza.

    La Regione Lazio e LazioInnova hanno pubblicato il nuovo avviso per offrire alle imprese laziali un aiuto a fondo perduto pensato per aumentarne l’efficienza e la competitività.

    Ilvoucher digitalizzazione PMI Lazio è un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Cos’è il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    La Regione Lazio ha recentemente lanciato il bando “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025- II edizione 2025“, un’agevolazione per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) a digitalizzarsi. 

    È un intervento destinato alle PMI iscritte che operano con una sede operativa nel Lazio e iscritte al Registro delle Imprese (Registro delle Imprese italiano), perché l’obiettivo è semplice: innovare e far crescere il territorio con tecnologie digitali alla portata delle aziende.

    Se sei un imprenditore che vuole innovare la tua azienda, questo bando potrebbe essere l’opportunità giusta per te.

    In questa guida esploreremo insieme tutti gli aspetti del bando ” Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 “: chi può partecipare, quali sono i vantaggi concreti, quali sono le spese ammissibili e come fare per accedere all’agevolazione.

    L’obiettivo è offrirti un quadro completo che ti permetta di capire se il voucher è adatto alla tua azienda e come sfruttare al massimo questa opportunità.

     

    Il contesto della digitalizzazione delle PMI in Italia

    La digitalizzazione è diventata una necessità impellente per le aziende italiane, in particolare per le PMI, che costituiscono la spina dorsale dell’economia del nostro paese.

    Negli ultimi anni, l’Italia ha fatto progressi significativi nel processo di trasformazione digitale grazie a varie iniziative sia a livello nazionale che regionale, come questo bando della Regione Lazio.

    Tuttavia, molti imprenditori faticano ancora a comprendere appieno il valore della digitalizzazione e come questa possa essere un volano per la crescita.

    Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index) dell’Unione Europea, l’Italia ha compiuto progressi negli ultimi anni, ma è ancora in ritardo rispetto a molti altri paesi europei per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali. 

    Il “Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 ” mira a colmare questo gap, offrendo supporto finanziario alle imprese locali affinché possano rinnovare i propri sistemi tecnologici, migliorare la produttività e accedere a nuovi mercati.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 si inserisce all’interno del Programma FESR Lazio 2021-2027, con l’obiettivo principale di migliorare la competitività e l’innovazione delle PMI del territorio. 

    L’agevolazione è rivolta a incentivare l’adozione di tecnologie digitali da parte delle aziende, in modo da supportarle nel miglioramento dell’efficienza operativa e favorire la trasformazione digitale. 

    Questo vuol dire aiutare le imprese non solo a informatizzarsi, ma a rivedere i loro modelli di business, adattandosi così ai cambiamenti del mercato e rendendosi più resilienti di fronte alle sfide future.

    Le aree di intervento supportate dal bando includono vari aspetti della digitalizzazione, tra cui:

    • E-commerce: per permettere alle PMI di entrare in contatto con i clienti attraverso nuovi canali di vendita online.
    • Cloud Computing: per garantire maggiore flessibilità operativa e sicurezza nei processi aziendali.
    • Cybersecurity: fondamentale per proteggere i dati aziendali e i sistemi informatici da attacchi esterni.
    • Strumenti per la produttività: soluzioni che permettono di ottimizzare la gestione delle risorse umane e di migliorare il flusso di lavoro.

    A chi è rivolto e cosa finanzia il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025?

    I beneficiari del bando sono tutte le piccole e medie imprese (PMI) iscritte al Registro delle imprese italiano e con una sede operativa nella Regione Lazio, che presentano progetti di innovazione in cinque aree: diagnosi digitale, Digital Workplace, Digital Commerce & Engagement, cloud computing, Cyber Security.

    Le caratteristiche per essere considerati una PMI sono definite dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 aprile 2005, che recepisce la Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea. 

    Sono ammissibili micro, piccole e medie imprese che rispettano i seguenti criteri:

    • Localizzazione: La sede operativa deve essere nella Regione Lazio.
    • Dimensioni dell’impresa: Sono ammesse micro, piccole e medie imprese (PMI).
    • Altri requisiti specifici: Le imprese devono rispettare i requisiti di ammissibilità indicati nel bando. Sono escluse quelle che operano in settori non ammessi o che non soddisfano i requisiti necessari, come l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Quali imprese non possono partecipare?​

    Non possono partecipare le imprese che operano in settori esclusi dal regolamento comunitario o che non rispettano i requisiti previsti dal bando, come l’assenza di una sede operativa nel Lazio.

    Quanto puoi ottenere con l’edizione 2025 del bando Voucher Digitalizzazione PMI Lazio?

    Il contributo massimo ottenibile con il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è di 50.000 euro per le micro imprese100.000 euro per le piccole imprese e 150.000 euro per le medie imprese.

    Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di intervento.

    Ecco i principali interventi finanziati:

    • Diagnosi Digitale: questo è il primo passo per qualsiasi progetto di digitalizzazione. Attraverso una consulenza mirata, le imprese possono analizzare il loro livello di maturità digitale e identificare le aree di miglioramento. 
    • Digital Workplace: la trasformazione digitale non riguarda solo la tecnologia, ma anche il modo in cui le persone lavorano. Il bando prevede un contributo  per ogni dipendente, finalizzato a migliorare l’efficienza lavorativa tramite strumenti digitali che consentono la collaborazione a distanza e la gestione condivisa dei progetti.
    • Digital Commerce & Engagement: l’e-commerce è uno dei motori principali della digitalizzazione. I contributi possono essere utilizzati per sviluppare piattaforme di vendita online, integrare sistemi di pagamento e implementare strategie di marketing digitale.
    • Cloud Computing: la migrazione in cloud è un elemento cruciale per migliorare la flessibilità e la sicurezza aziendale. I contributi variano in base alla complessità della soluzione. Questo tipo di migrazione è fondamentale per consentire alle imprese di accedere ai propri dati ovunque e garantire continuità operativa.
    • Cybersecurity: con l’aumento degli attacchi informatici, la sicurezza è diventata una priorità assoluta. Il bando prevede un contributo per migliorare la protezione dei dati e dei sistemi, attraverso strumenti come firewall, sistemi di autenticazione e monitoraggio continuo. 

    Quali sono le spese ammissibili con il Voucher Digitalizzazione Lazio 2025?

    Le spese ammissibili  del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 includono diversi tipi di progetti per la digitalizzazione:

    • Diagnosi Digitale: Consulenze per analizzare il livello di digitalizzazione dell’azienda e pianificare il percorso di miglioramento.
    • Acquisto di software e applicazioni: Sistemi per aumentare la produttività, strumenti per il digital workplace e soluzioni per il commercio online.
    • Migrazione in Cloud: Spese per spostare l’infrastruttura aziendale sul cloud, garantendo maggiore flessibilità e sicurezza.
    • Cybersecurity: Sistemi di sicurezza per proteggere i dati e i sistemi dell’azienda, come firewall e sistemi di monitoraggio.

     

    In sintesi: la soglia minima del progetto è di 14.000 €; bisogna rispettare i tetti massimi pari a €50k per le micro imprese, €100k per le piccole imprese e €150k per le medie imprese; il contributo viene erogato a saldo previa presentazione della pratica finale su GeCoWEB Plus.

    Spese non ammissibili​

    Non sono ammissibili per la partecipazione al Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 le spese non legate alla digitalizzazione o progetti con un contributo inferiore a 14.000 euro.

    Come funziona la procedura di partecipazione su GeCoWEB Plus

    Le domande per la richiesta del Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 devono essere presentate tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, seguendo una procedura di selezione basata su una graduatoria

    Le domande verranno valutate in ordine di punteggio, privilegiando le imprese con maggiore capacità di realizzare il progetto e quelle con certificazioni di sostenibilità ambientale o parità di genere.

    Scadenze: Le imprese hanno 30 giorni dalla firma dell’atto di impegno per produrre una diagnosi digitale iniziale, sottoscritta da un Innovation Manager.

    Il contributo verrà poi erogato dopo la presentazione della documentazione finale entro 6 mesi.

    I vantaggi della digitalizzazione per le PMI

    Digitalizzare non è solo un modo per restare al passo coi tempi, è una vera e propria strategia per migliorare l’efficienza aziendale e rispondere meglio alle esigenze del mercato.

    Adottare tecnologie digitali consente di:

    • Ridurre i costi operativi: Con strumenti come il cloud computing e la gestione digitale dei processi, è possibile ridurre significativamente i costi fissi e operativi.
    • Accedere a nuovi mercati: Attraverso l’e-commerce, le PMI possono ampliare la propria base clienti, sia a livello nazionale che internazionale.
    • Migliorare la sicurezza dei dati: Investire in cybersecurity significa proteggere il know-how aziendale e garantire la fiducia dei propri clienti.
    • Aumentare la produttività: Strumenti come il digital workplace migliorano la collaborazione tra i dipendenti, anche quando lavorano a distanza, aumentando così la produttività.

    Storie di successo: esempi di PMI che hanno beneficiato di voucher per la digitalizzazione

    Per dare un’idea concreta dell’impatto di questo bando, ecco alcune storie di successo di clienti che hanno già beneficiato di voucher nelle precedenti edizioni o iniziative simili:

    • Un’azienda agricola nella provincia del Lazio: Questa azienda agricola ha utilizzato il voucher per sviluppare una piattaforma di e-commerce che le ha permesso di espandere la vendita dei propri prodotti biologici a livello nazionale. Grazie alla digitalizzazione, è riuscita ad aumentare le vendite del 40% in un solo anno.
    • Un’azienda specializzata in impianti di illuminazione: Questa azienda ha investito in soluzioni di cloud computing e cybersecurity per migliorare la sicurezza dei dati e la gestione interna dei progetti. Grazie a questi interventi, è riuscita a ridurre i tempi di consegna dei progetti del 20%, aumentando la soddisfazione dei clienti.

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 è il bando giusto per te?

    Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2025 rappresenta una grande opportunità per tutte quelle imprese che vogliono innovare, migliorare la propria competitività e aumentare la propria resilienza di fronte a un mercato in continua evoluzione. 

    Tuttavia, come qualsiasi agevolazione, richiede un certo impegno in termini di tempo e risorse per la preparazione della documentazione necessaria e per la gestione del progetto.

    Se la tua azienda si trova nel Lazio e desidera investire in tecnologia, questo bando potrebbe rappresentare una leva importante per crescere. Non perdere l’occasione di innovare e far crescere la tua impresa! La digitalizzazione è la chiave per il futuro e questo è il momento giusto per iniziare.

    Verifica la tua idoneità e, se ritieni che il voucher sia adatto alla tua azienda, prepara la documentazione necessaria e partecipa. Siamo qui per fornirti tutte le informazioni e il supporto di cui hai bisogno per intraprendere questo percorso.

    Digitalizza la tua impresa e apriti a nuove opportunità di crescita!

    PARLANE CON NOI

    Se la digitalizzazione è una tematica importante per la tua impresa dai uno sguardo all’articolo su questa agevolazione a fondo perduto per le imprese del Lazio.

  • STEP Lazio: il bando della Regione Lazio 2025 per investimenti in tecnologie strategiche

    Nel 2025 prende forma una delle iniziative più rilevanti per le imprese del territorio: STEP Lazio, un bando innovativo promosso dalla Regione Lazio e LazioInnova per sostenere lo sviluppo industriale, la ricerca avanzata e la fabbricazione di nuove tecnologie ad alto valore aggiunto.

    Il programma nasce con una visione chiara: contribuire al rafforzamento delle filiere produttive regionali, sostenere la crescita competitiva e favorire la salvaguardia e il rafforzamento della base industriale locale attraverso investimenti strutturati.

    STEP Lazio rientra tra le misure più strategiche del 2025 sotto il profilo del sostegno alle imprese, soprattutto in quei settori che richiedono innovazione continua, infrastrutture tecnologiche avanzate e capacità di sviluppare o implementare tecnologie critiche.

    Si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione, incluse microimprese, startup e PMI, che intendono investire nella regione e rafforzare la loro presenza nelle nuove catene del valore europee.

    Quali obiettivi si pone STEP Lazio

    Il bando STEP Lazio ha l’obiettivo di finanziare interventi che riguardano lo sviluppo industriale innovativo e la fabbricazione di soluzioni tecnologiche avanzate.

    Il programma nasce per sostenere imprese che intendono investire in strumenti, infrastrutture e processi che migliorino la loro capacità competitiva e favoriscano la transizione verso modelli più efficienti sotto il profilo energetico, digitale e produttivo.

    Tra gli scopi principali:

    • supportare attività che includano lo sviluppo o la fabbricazione di nuove tecnologie;
    • incoraggiare la creazione di prodotti e sistemi innovativi;
    • potenziare la ricerca applicata e le attività di sviluppo sperimentale;
    • promuovere la diversificazione industriale;
    • favorire investimenti in tecnologie pulite e processi avanzati;
    • facilitare il trasferimento tecnologico mediante la collaborazione con organismi di ricerca.

     

    È evidente come la misura punti in modo deciso al rafforzamento delle filiere tecnologiche strategiche, contribuendo anche al superamento delle fragilità industriali, al miglioramento delle performance produttive e al consolidamento dell’ecosistema regionale.

    Chi può partecipare al bando STEP Lazio

    Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, comprese PMI, startup e grandi aziende.

    La partecipazione può avvenire:

    • in forma singola,
    • oppure in aggregazione, anche con organismi di ricerca.

     

    La presenza di università, centri di ricerca o enti qualificati è particolarmente utile nel caso di progetti che includono attività di sviluppo sperimentale, poiché rafforza la qualità scientifica e tecnologica delle proposte e aumenta l’impatto sul sistema produttivo.

    Affinché un intervento sia giudicato ammissibile, deve essere coerente con gli obiettivi del bando e localizzato nel Lazio, con un’unità operativa attiva nel territorio.

    Cosa finanzia il bando STEP Lazio della Regione Lazio

    STEP Lazio sostiene progetti altamente innovativi, che possono includere:

    1. Investimenti produttivi e industriali

    Sono ammissibile spese per:

    • macchinari;
    • linee di produzione avanzate;
    • impianti industriali dedicati alla fabbricazione;
    • tecnologie per la riduzione degli impatti ambientali;
    • sistemi ad alta efficienza con tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo energetico.

    Gli investimenti possono inoltre comprendere nuovi processi di immobilizzazione industriale e tecnologie dedicate alla trasformazione dei modelli produttivi.

    2. Attività di sviluppo sperimentale

    Le attività di sviluppo sperimentale rappresentano il cuore tecnologico del bando e includono:

    • prototipazione;
    • test e validazione;
    • implementazione pre-industriale;
    • studi che riguardano lo sviluppo di nuove soluzioni;
    • ricerca applicata su processi di fabbricazione di tecnologie critiche.

    Queste attività permettono di accelerare l’adozione di soluzioni ad alto contenuto scientifico e industriale.

    3. Investimenti immateriali

    Sono finanziabili beni immateriale come:

    • software avanzati;
    • brevetti;
    • licenze;
    • infrastrutture digitali;
    • tecnologie per la simulazione o il controllo di processo.

    Gli investimenti immateriale favoriscono l’adozione di sistemi innovativi e la diversificazione delle capacità produttive.

    4. Consulenze e servizi per l’innovazione

    Tra le spese ammissibile rientrano:

    • attività di consulenza specialistica;
    • servizi di consulenza dedicati a progettazione, sviluppo, prototipazione;
    • consulenze e servizi per la valorizzazione dei risultati;
    • supporto tecnico alla fabbricazione delle tecnologie critiche.

     

    Questi interventi consentono di accelerare e stabilizzare i processi di innovazione.

    Qual è il contributo concesso dal bando Step Lazio 2025

    Il bando mette a disposizione un contributo a fondo perduto, con un massimo di 10 milioni per impresa e per progetto complesso. Il modello di finanziamento è pensato per sostenere processi di investimento impegnativi, spesso in grado di richiedere diversi milioni di euro per progetto.

    STEP Lazio include componenti a fondo perduto per tutte le tipologie di spesa considerate ammissibile, dall’acquisto di macchinari alla prototipazione, passando per la consulenza e gli investimenti ad alto impatto tecnologico.

    Cosa si intende per tecnologie prioritarie del 2025

    La misura incentiva in modo particolare tecnologie che riguardano lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, o la salvaguardia e il rafforzamento delle rispettive catene del valore, nei settori seguenti:

    1. tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech;
    2. tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, incluse le tecnologie a zero emissioni nette;
    3. biotecnologie, compreso lo sviluppo e la fabbricazione dei medicinali critici.

     

    Sono considerate critiche le tecnologie che soddisfano almeno una delle condizioni seguenti:

    • apportano un elemento innovativo, emergente e all’avanguardia con un notevole potenziale economico;
    • contribuiscono a ridurre o a prevenire le dipendenze strategiche della UE.

    Quali sono i tempi di presentazione della domanda

    Le domande possono essere inoltrate a partire dal 17 luglio 2025 e devono essere inviate entro il 5 marzo 2026, tramite il sistema telematico dedicato.

    Il rispetto delle scadenze è fondamentale affinché la proposta sia considerata ammissibile: affidarsi a una consulenza esperta come quella di Trovabando consente di ridurre il rischio di errori formali e di aumentare la qualità progettuale in fase di candidatura allo STEP Lazio.

    Perché partecipare a STEP Lazio

    I vantaggi principali includono:

    • accesso a un fondo strutturato e competitivo;
    • possibilità di ottenere un contributo rilevante;
    • sostegno alla fabbricazione industriale innovativa;
    • crescita tecnologica e apertura verso nuove catene del valore;
    • rafforzamento del ruolo degli organismi di ricerca;
    • maggiore solidità nelle filiere emergenti;
    • stimolo alla diversificazione produttiva.

     

    In un mercato sempre più complesso, il bando STEP offre un mezzo concreto per evolvere, innovare e competere.

    Il bando Step Lazio per gli investimenti strategici è davvero utile?

    STEP Lazio si conferma nel 2025 come una delle iniziative più strategico e rilevanti per lo sviluppo industriale del territorio.

    Attraverso il fondo perduto, la promozione della fabbricazione, il sostegno alle tecnologie critiche e la valorizzazione delle attività di sviluppo sperimentale, il programma rappresenta una leva potente per il rafforzamento del tessuto produttivo regionale.

    Per le imprese che desiderano crescere, investire e innovare, questo bando è un’occasione unica.

    PARLANE CON NOI

    Se il tema della digitalizzazione è importante per la tua impresa leggi l’articolo su questo Voucher a fondo perduto del Lazio.

  • Bandi Regionali Piemonte 2025: Agevolazioni e Contributi a Fondo Perduto

    Se sei un’impresa con sede operativa in Piemonte o stai pensando di avviare una nuova attività, le opportunità messe a disposizione dalla Regione Piemonte per il 2025 sono molteplici.

    Ci sono numerosi bandi regionali piemonte ed europei per favorire l’atterraggio di nuove iniziative imprenditoriali e sostenere lo sviluppo delle imprese già avviate, anche grazie a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino a coprire il 65% dei costi che possono essere ammessi a contributo.

    Questi strumenti sono pensati per incentivare gli investimenti in Piemonte – grandi e piccole imprese e per agevolare la transizione digitale ed ecologica, oltre a sostenere i progetti di ricerca e sviluppo e l’attrazione di investimenti in Piemonte.

    L’obiettivo è stimolare lo sviluppo e il rilancio delle imprese piemontesi e generare nuova occupazione tramite l’accesso ai bandi regionali Piemonte.

    Bandi Regionali Piemonte per Certificazioni di Competitività e Sostenibilità delle PMI

    Il primo tra i bandi regionali piemonte che analizziamo è dedicato alle PMI sul territorio piemontese. Questo avviso pubblico della Regione Piemonte rientra nel Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027 e ha come obiettivo la certificazione di qualità per incrementare la competitività delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

     

    Chi può beneficiare di questa misura agevolativa

    Le piccole e medie imprese (PMI) piemontesi possono accedere alla misura se hanno:

    • una sede operativa attiva in Piemonte,
    • l’iscrizione al Registro delle Imprese,
    • una situazione patrimoniale stabile e senza rischio di difficoltà.

    Possono accedere anche le piccole imprese a media capitalizzazione e le startup innovative già costituite e iscritte. La misura sostiene anche le imprese in situazione di pre-crisi o con l’obiettivo di attuare volte alla prevenzione di criticità future.

     

    Spese ammissibili e requisiti 

    I costi sostenibili con la misura sono quelli per:

    • certificazioni ESG, ambientali e di prodotto,
    • servizi consulenziali e di consulenza sviluppo impresa,
    • formazione e implementazione di servizi a sostegno dello sviluppo.

    L’incentivo prevede anche investimenti materiali e immateriali realizzati per ottenere le certificazioni necessarie al superamento di criticità di natura organizzativa.

     

    Contributo a fondo perduto e dotazione finanziaria dei voucher

    La misura prevede un contributo a fondo perduto con percentuali che arrivano fino al fondo perduto 50 o addirittura fino al 65% delle spese che sono state ammesse. La dotazione finanziaria complessiva dell’agevolazione è pari a 8,4 milioni di euro, un plafond importante per il rilancio delle piccole e medie imprese.

     

    Modalità telematica per la presentazione della domanda 2025

    Le domande vanno inviate in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart entro luglio 2025. La presentazione dell’istanza di agevolazione avviene con procedura a sportello e il sistema informatico determina l’ordine cronologico.

    Bandi Regionali Piemonte per imprese artigiane: contributi per eventi e fiere

    Un secondo incentivo tra i bandi regionali piemonte  riguarda le imprese artigiane e il settore dell’artigianato.

    L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali tramite la partecipazione a fiere.

    Requisiti per partecipare ai bandi regionali Piemonte per le imprese artigiane

    Possono partecipare le imprese con sede operativa in Piemonte, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese e in regola con DURC e normativa fiscale. Anche le imprese delle province di Novara, Cusio Ossola e provincia di Asti sono incluse.

     

    Tipologie di spese ammissibili e importo dei contributi a fondo perduto

    Si possono effettuare spese per:

    • iscrizione e allestimento dello stand,
    • comunicazione e mettersi in proprio attraverso fiere di settore.

    L’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro. Questo bando della Regione Piemonte è molto utile anche per chi vuole avviare una nuova attività o sviluppare un ramo d’azienda dedicato all’export.

     

    Come presentare la domanda telematica e le scadenze 2025

    La domanda deve essere presentata entro l’anno 2025, con piattaforma telematica ReStart. Il bando si chiude in base alla disponibilità del plafond, perciò è consigliato muoversi rapidamente.

    Bandi Regionali Piemonte per Aziende Turistico-Ricettive: Ammodernamenti e Ampliamenti

    Questa agevolazione, la terza tra i bandi regionali piemonte in oggetto, sostiene le aziende del turismo piemontese, in particolare quelle che operano in aree ricomprese nella carta degli aiuti e nelle aree 107.3.c.

     

    Agevolazioni a fondo perduto per migliorare la competitività nel turismo piemontese

    Il bando prevede finanziamenti a fondo perduto che coprono fino al 50% delle spese. Si rivolge a imprese piemontesi che intendono effettuare l’ammodernamento e l’ampliamento di una sede operativa. La misura sostiene anche il l’ampliamento e l’adeguamento degli stabilimenti produttivi.

     

    Interventi e spese agevolabili 

    Si possono effettuare:

    • interventi di transizione digitale e transizione ecologica,
    • investimenti materiali e immateriali realizzati nelle aree ricomprese nella carta degli aiuti,
    • azioni di ricerca e sviluppo preordinati o sviluppo preordinati o conseguenti.

    Questa misura è molto utile anche per le imprese in situazione di pre-crisi che devono affrontare il superamento di criticità di natura economica.

     

    Dotazione finanziaria e modalità di presentazione dell’istanza

    La dotazione del bando è di 15,8 milioni di euro. Le imprese devono inviare la presentazione della istanza tramite la piattaforma FINDOM di Finpiemonte, che gestisce le risorse regionali ed europei.

    Bandi Regionali Piemonte per il Rinnovo delle Flotte Aziendali: Acquisto, Noleggio e Conversione

    L’ultimo bando della Regione Piemonte riguarda il rinnovo dei veicoli aziendali. È un incentivo tra i bandi regionali piemonte rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle piemonte – grandi imprese che hanno flotte da aggiornare.

     

    Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese piemontesi

    Possono richiedere il contributo le imprese piemontesi con sede operativa in Piemonte che vogliono ridurre le emissioni e investire in sostenibilità. Possono partecipare anche le parte di grandi imprese che intendono effettuare sviluppo di investimenti da parte dei propri stabilimenti.

     

    Linee di intervento dei bandi regionali Piemonte per veicoli aziendali

    Il bando si articola in tre linee:

    1. Acquisto di veicoli nuovi con fondo perduto fino al 30% per veicoli elettrici e idrogeno.

    2. Noleggio a lungo termine con contributi a fondo perduto fino al 30% per 36 mesi.

    3. Conversione dei veicoli esistenti per favorire la transizione ecologica.

     

    Come presentare la domanda telematica tramite piattaforma ReStart

    La presentazione della domanda avviene tramite ReStart fino all’anno 2025. Finpiemonte e Unioncamere Piemonte seguono la concessione di agevolazioni e la tempestiva rilevazione delle richieste.

    Come Accedere alle Agevolazioni dei bandi Regionali Piemonte

    I bandi regionali Piemonte sono strumenti essenziali per il sviluppo preordinati o conseguenti delle attività produttive. Permettono di mettersi in proprio, finanziare progetti di ricerca e sviluppo, e offrire servizi a sostegno dello sviluppo.

     

    Suggerimenti pratici per la presentazione domanda di agevolazione

    • Leggere bene ogni bando e le aree ricomprese nella carta degli aiuti.
    • Preparare la documentazione per tempo, compreso il contratto di insediamento e gli eventuali requisiti l.r.
    • Prevedere lavoro a tempo indeterminato quando richiesto per il sviluppo e del rilancio delle imprese.

     

    Perché i bandi regionali Piemonte sono un’occasione unica

    Grazie ai finanziamenti a fondo perduto, alle condizioni a tasso zero e alla combinazione di finanziamenti agevolati e contributi, le imprese possono investire in innovazione e crescere in un mercato competitivo.

    Che tu sia una PMI, un’impresa artigiana, una realtà turistica o una nuova attività a Novara o in Cusio Ossola, i bandi regionali rappresentano un’opportunità strategica per il sviluppo delle imprese e il rilancio delle piccole e medie imprese in situazione difficile.

    Non sai da dove cominciare?

    Con TrovaBando hai un supporto completo: ti aiutiamo a scegliere il bando giusto, a preparare la documentazione e a presentare la domanda correttamente.

    Contattaci per scoprire subito quali opportunità sono aperte e come accedervi senza rischiare errori.

    PARLANE CON NOI
  • Nuova Impresa 2025: Contributi per Nuove Imprese in Lombardia

    Che cos’èNuova Impresa 2025 Lombardia?

    Il Bando Nuova Impresa 2025 rappresenta un’importante iniziativa per sostenere la creazione e l’avvio di nuove imprese lombarde, con l’obiettivo di stimolare l’economia locale e favorire l’autoimprenditorialità.

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede la concessione di un contributo a fondo perduto per le spese per l’avvio della nuova attività imprenditoriale, con un sostegno concreto a fondo perduto sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese e costituzione delle stesse, e delle attività in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale.

    Aprire una azienda lombarda offre numerosi vantaggi, grazie a un ambiente imprenditoriale favorevole e a una rete di supporto ben sviluppata.

    Il contributo Nuova Impresa 2025 rappresenta un’opportunità unica per gli imprenditori che desiderano investire nella propria idea e contribuire alla crescita economica della regione.

    I vantaggi includono l’accesso a contributi a fondo perduto, un mercato dinamico e la possibilità di innovare.

    Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia con il supporto del sistema camerale, in continuità con le edizioni precedenti, attivano lo sportello 2025 del bando “nuova impresa ” allo scopo di sostenere chi ha aperto una nuova impresa e quindi  l’autoimprenditorialità, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto per le spese in conto capitale e di avvio.

    Il bando Nuova Impresa 2025 rientra nel più ampio quadro delle misure regionali a favore delle piccole e medie imprese.

    Quali Sono gli Obiettivi del Bando Nuova Impresa 2025

    Gli obiettivi del bando comprendono la promozione dell’avvio di nuove imprese, la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento della competitività economica regionale.

    L’agevolazione consiste nella concessione di un fondo perduto fino al 50 % delle spese in conto capitale, incentivando l’apertura di una nuova azienda in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024.

    Chi può partecipare all’agevolazione Nuova Impresa 2025

    In breve, potranno richiedere Nuova Impresa 2025 e ottenere il contributo i seguenti soggetti:

    • persone fisiche che avviano un’attività in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024;
    • soggetti che esercitano lavoro autonomo con partita IVA individuale;
    • imprese con sede legale e operativa in Lombardiaiscritte al registro delle imprese entro il termine massimo di dodici mesi precedenti la presentazione della domanda.

     

    Sono inclusi anche gli autonomi con partita IVA individuale con partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate, che abbiano dichiarato l’inizio attività e svolgano attività ad uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale.

     

    Ulteriori dettagli sui beneficiari

    In primo luogo possono partecipare al bando Nuova Impresa 2025 le MPMI che:  

    • hanno avviato una nuova impresa in Lombardia a decorrere dal 1°giugno 2024 
    • sono già iscritte e attive al Registro delle Imprese a decorrere dal 1° giugno 2024
    • possiedono partita IVA attribuita nel termine massimo di 12 mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese

     

    Potranno accedere al contributo anche i lavoratori autonomi con partita IVA individuale che  rispettano questi requisiti:

    • hanno domicilio fiscale in Lombardia
    • non sono iscritti al Registro delle imprese
    • hanno che hanno dichiarato l’inizio attività ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenziae hanno partita IVA attiva a dal 1° giugno 2024

     

    Potranno richiedere il contributo infine i professionisti ordinistici con partita IVA individuale attiva che:

    • non siano iscritti al Registro delle Imprese
    • hanno dichiarato l’inizio attività da non oltre quattro anni dalla data di presentazione della domanda di contributo
    • hanno il domicilio fiscale in Lombardia 

    Spese ammissibili al bando Nuova Impresa 2025

    Le spese ammissibili alla misura Nuova Impresa 2025 includono una vasta gamma di costi necessari per l’avvio dell’attività.

    Queste spese possono comprendere investimenti in attrezzature, locali, e altre spese in conto capitale.

    È importante che gli imprenditori conservino tutte le ricevute e la documentazione relativa alle spese sostenute, poiché saranno necessarie per la rendicontazione e il calcolo del finanziamento a fondo perduto .

    In sintesi l’agevolazione copre:

    • spese in conto capitale come arredi, attrezzature, macchinari e servizi software di tipo cloud;
    • costi per ristrutturazioni e adeguamento locali;
    • spese per l’avvio dell’attività e investimenti materiali e immateriali.

    Le spese devono essere sostenute nei dodici mesi precedenti all’iscrizione al registro delle imprese o alla dichiarazione di inizio attività.

     

    Le spese per attrezzature sono incluse?

    Sì, le spese per attrezzature sono incluse tra le spese ammissibili.

    Gli imprenditori possono richiedere il contributo per l’acquisto di attrezzature necessarie per il funzionamento della loro nuova impresa.

    È essenziale fornire prove documentali delle spese sostenute per garantire l’accesso al contributo.

     

    Posso utilizzare il contributo per spese di marketing?

    Le spese di marketing possono essere incluse nel bando, a condizione che siano direttamente collegate all’avvio dell’attività.

    Gli imprenditori possono così promuovere la loro nuova attività e raggiungere un pubblico più ampio.

    È importante pianificare le spese di marketing in modo strategico per massimizzare l’impatto dell’investimento.

    Quali Sono i Contributi e gli Importi previsti?

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 10.000 euro.

    Il fondo perduto mira a sostenere l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità e si rivolge a chi ha aperto una nuova azienda o ha in programma di farlo.

    Come presentare la domanda al bando Nuova Impresa 2025

    La domanda di contributo va presentata tramite lo sportello 2025 del bando Nuova Impresa 2025, disponibile su Unioncamere Lombardia tramite il sito ufficiale. La presentazione della domanda è possibile dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2025 ed entro il 31 dicembre 2025. È fondamentale allegare tutta la documentazione richiesta: partita IVA individuale, prova di domicilio fiscale in Lombardia, piano imprenditoriale e giustificativi delle spese.

     

    Tempistiche e scadenze

    Le domande per la partecipazione al bando Nuova Impresa 2025 possono essere presentate dal 15 gennaio 2025 ed entro le ore 10.00 del 15 gennaio 2026, per iniziative avviate a decorrere dal 1° giugno 2024 e fino al 31 dicembre 2025. Il bando resterà aperto fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

    Come il Bando Nuova Impresa 2025 Stimola l’Innovazione

    Nonostante un lieve calo dello stock complessivo di imprese attive tra il 2024 e i primi mesi del 2025 (–0,6% nel 2024 e –0,7% su base annua a marzo 2025), il contesto lombardo continua a mostrarsi dinamico e attrattivo per chi desidera avviare una nuova attività.

    Le nuove iscrizioni al registro delle imprese sono cresciute del +3,9% nel 2024 rispetto all’anno precedente, segno della vitalità del tessuto imprenditoriale regionale. Ancora più positivo è il dato relativo ai primi tre mesi del 2025, in cui le cessazioni sono calate del –8,9%, migliorando il saldo tra iscrizioni e cessazioni e restituendo fiducia alle nuove iniziative.

    Secondo i dati di Unioncamere Lombardia e Infocamere (fonte: Movimprese 2025), queste dinamiche mostrano un sistema che, dopo gli shock degli anni scorsi, sta ritrovando equilibrio.

    Per chi decide oggi di aprire una nuova impresa, questo significa inserirsi in un mercato in fase di rigenerazione e rinnovamento, con il vantaggio di poter contare su strumenti concreti di supporto come il Bando Nuova Impresa 2025, che offre contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per agevolare l’avvio e il consolidamento delle nuove attività.

    La Lombardia, prima regione italiana per numero di imprese attive (oltre 811.000 a inizio 2025), resta un terreno fertile per le idee imprenditoriali, grazie a un’economia diversificata e a settori in crescita come i servizi innovativi, le costruzioni e le attività legate alla transizione digitale ed ecologica.

    Il mercato lombardo dunque offre numerose opportunità imprenditoriali, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di un’ampia rete di infrastrutture e servizi.

    La Lombardia è ancora oggi una delle regioni più dinamiche d’Italia, con un’economia diversificata che spazia da settori tradizionali a quelli innovativi.

    Gli imprenditori possono sfruttare queste opportunità per sviluppare progetti imprenditoriali di successo.

    L’agevolazione riesce a stimolare innovazione incoraggiando gli imprenditori a investire in idee nuove e creative.

    Grazie ai contributi erogati, le nuove imprese possono sperimentare e sviluppare prodotti e servizi innovativi, contribuendo così a un ambiente imprenditoriale più competitivo.

    Questo approccio non solo favorisce la crescita delle nuove realtà, ma promuove anche il progresso economico e sociale della Regione.

     

    Hai bisogno di supporto per accedere alla misura Nuova Impresa 2025?


    Il nostro team è al tuo fianco per fortiti assistenza sui contenuti del bando Nuova Impresa 2025 e sulla procedura per la presentazione della domanda di contributo, la preparazione della documentazione e nell’individuazione delle spese in conto capitale ammissibili.

    Contattaci oggi stesso: ti aiutiamo a ottenere il contributo a fondo perduto e a far crescere la tua nuova impresa in Lombardia!

    PARLANE CON NOI
  • Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali – Le Novità Capitalizzazione 2024

    Pur con le dovute modifiche, è dal lontano 1965 che la “Nuova Sabatini”, la misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, continua ad essere rifinanziata e prorogata. Da ultimo, il Disegno di Legge di Bilancio 2024 assegna ulteriori 100 milioni di euro per il 2024 al finanziamento della Nuova Sabatini, già prorogata fino al 2026 dalla precedente Legge di Bilancio.

    Le PMI potranno quindi continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali d’impresa materiali (macchinari, impianti, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

    I benefici previsti riguardano, come detto, agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con maggiorazioni  per investimenti 4.0 e per investimenti green.

    Puoi rinfrescarti la memoria sulle modalità di funzionamento della Nuova Sabatini continuando a leggere…

    Nuova Sabatini Capitalizzazione 2024 : tutte le novità e come funziona

    A partire dal 1º ottobre 2024, le micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno cogliere una grande opportunità per crescere e rafforzarsi grazie alla “Nuova Sabatini Capitalizzazione”.

    Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa iniziativa è pensata per sostenere la capitalizzazione delle PMI, aiutandole a investire in beni strumentali fondamentali per la loro crescita.

    Ma cosa significa, in pratica?

    Vuol dire avere accesso a contributi maggiorati per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali — tutto ciò che serve per far fare un salto di qualità al tuo business.

    Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale, e c’è una buona notizia per le micro e piccole imprese: il tasso d’interesse è fissato al 5%, mentre per le medie imprese si attesta al 3,575%.

    Con una dotazione di 80 milioni di euro, la “Nuova Sabatini Capitalizzazione” non è solo un aiuto economico, ma una vera e propria spinta verso una maggiore competitività.

    È l’occasione per rafforzare la struttura patrimoniale della tua impresa, migliorare la tecnologia, e prepararti al futuro con maggiore solidità e innovazione.

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità per far crescere il tuo business.

    Cos’è la Nuova Sabatini

    La “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dall’ex Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. 

    Per promuovere e incentivare la trasformazione economica e la transizione verso l’industria 4.0, nel 2017 è stato varato un piano nazionale dedicato, poi rivisto e aggiornato dai governi che si sono succeduti, passando da Piano Industria 4.0 a Piano Impresa 4.0 fino all’attuale Transizione 4.0. Per contribuire alla realizzazione di questo piano, la Nuova Sabatini è stata adeguata, andando a incentivare ulteriormente proprio i beni tecnologicamente avanzati.

    Questo strumento serve insomma a favorire la trasformazione del sistema produttivo italiano verso la “Fabbrica Intelligente” e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

    La Legge Sabatini è, in termini tecnici, un incentivo che viene erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto forma di contributo per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari erogati per l’acquisto dei beni strumentali. In altri termini il contributo si caratterizza per essere in conto impianti e fa parte del pacchetto di contributi previsti dal piano Industria 4.0, insieme ad altre, ben note agevolazioni:

     

    Una serie di incentivi differenti uniti da un obiettivo comune, far ripartire l’Italia spingendo le aziende a cogliere tutte le possibilità offerte dalla c.d quarta rivoluzione industriale.

    Quali sono le risorse a disposizione per il 2024 per la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più longeve e apprezzate nel panorama imprenditoriale italiano. Nel 1965 è stata introdotta su proposta del deputato, sindacalista e operaio, Armando Sabatini e, da allora, di governo in governo, è diventata oggetto di numerosissime proroghe e, ovviamente, di rifinanziamenti

    Tra gli ultimi, il rifinanziamento avvenuto con la legge di bilancio 2023, con cui la Nuova Sabatini è stata prorogata fino al 2026 e dotata di ulteriori 150 milioni di euro, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro verranno stanziati con la legge di bilancio 2024.

    Chi può richiedere la Nuova Sabatini?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

    • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

    Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

    • Attività finanziarie e assicurativa e non svolgere attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    I liberi professionisti possono richiedere la Nuova Sabatini Beni Strumentali?

    , gli studi professionali e le Associazioni tra professionisti, purtroppo, non possono richiedere la Nuova Sabatini, a meno che non siano costituiti come impresa di piccola e media dimensione, che alla data di presentazione della domanda risulti iscritta nel Registro delle imprese, come nel caso delle STP (Società Tra Professionisti).

    operai che salgono per nuova sabatini
    Nuova Sabatini: tutte le novità in arrivo!

    Vediamo nel dettaglio che cos’è la Nuova Sabatini

    L’obiettivo della Nuova Sabatini, è quello di favorire e agevolare le imprese che intendono investire (sotto forma di acquisto o ) in macchinari, attrezzature, impianti, beni ad uso produttivo, , software e tecnologie digitali.

    Le principali linee di intervento riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali;
    • Agevolazioni per investimenti 4.0;
    • Agevolazioni per investimenti green, un ambito inserito nel 2023;
    • Nuova Sabatini Sud, dedicata agli investimenti nelle regioni del Sud

     

    La Nuova Sabatini consente la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle PMI italiane per sostenere alcuni tipi di investimenti. Su questi finanziamenti,  il Ministero concede un contributo che, in pratica, permette di ridurre il costo degli interessi dovuti. 

    L’investimento può essere:

    • interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e
    • assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

     

    Tale finanziamento inoltre, deve essere:

    • di durata non superiore a 5 anni;
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;

     

    Il contributo del MIMIT è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari;
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Vale anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi (Nuova Sabatini Green).
    • 5,5% per gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno effettuati da micro piccole imprese (Nuova Sabatini Sud)

     

    La Nuova Sabatini finanzia beni nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a: terreni e fabbricati; beni usati o rigenerati; immobilizzazioni in corso e acconti.

    Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

    Sono stati inoltre definiti – a partire dal 1° gennaio 2023 – quali sono gli investimenti ammissibili per le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali, nonché nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Ricordati che insieme alla Nuova Sabatini è possibile richiedere, inoltre,  l’intervento del Medio Credito Centrale che garantisce questa tipologia di finanziamenti fino ad un massimo dell’80%.

    Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Fondo di Garanzia per le PMI che trovi qui

    Dunque… un solo investimento e agevolazioni combinabili per ottenere il massimo vantaggio possibile. Interessante, non trovi?

    Maggiorazioni per la Nuova Sabatini Green

    Per la nuova Sabatini green,  gli aiuti sono quindi maggiorati rispetto a quelli ordinari. Per poter essere ammessi al contributo maggiorato, però, è richiesto il possesso:

    • di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui beni oggetto dell’investimento;
    • di un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni

    Come presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione dovrà essere compilata, pena l’inammissibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile sul sito ufficiale.
    Le domande di accesso all’agevolazione devono essere:

    • presentate dall’impresa in formato elettronico;
    • sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore, mediante firma digitale;
    • inviate esclusivamente tramite PEC agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione stipulata tra il Ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti 

     

    La domanda è inviata attraverso la procedura disponibile nella sezione dedicata “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica.

    E se ho già stipulato un contratto di leasing o di finanziamento?

    Purtroppo non potrai recuperare alcunché, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, dunque se hai già acceso un finanziamento per acquisto di nuovi macchinari non c’è più niente da fare per recuperare gli interessi.

    Dunque… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere, per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!


    PARLANE CON NOI

  • ZES Unica per il Mezzogiorno: le agevolazioni

    ZES unica per il mezzogiorno è stata istituita dal Decreto Sud, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 settembre 2023, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale delle aree più svantaggiate del Paese.

    E’ stato firmato nei giorni scorsi il decreto attuativo che prevede l’invio delle domande a partire dal 12 giugno e fino al 12 luglio 2024

    ZES Unica per il mezzogiorno: cos’è?

    Per ZES, acronimo di Zona economica speciale, si intende una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative sul territorio e di quelle che si insedieranno in futuro, può beneficiare di speciali condizioni.

    La Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno è stata istituita il 1° gennaio 2024, sostituendo le precedenti otto ZES regionali esistenti nel Sud Italia. 

    Questa nuova ZES Unica include i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna

    L’obiettivo principale della ZES Unica è di rafforzare la competitività del Mezzogiorno a livello internazionale, favorendo lo sviluppo economico e sociale delle aree coinvolte attraverso benefici fiscali e amministrativi per le imprese che vi operano o che intendono insediarsi.

    Quale agevolazione è prevista per la ZES Unica?

    È previsto un credito d’imposta differenziato per regioni, dimensioni dell’impresa ed entità dell’investimento.

    In particolare, il credito d’imposta è determinato:

    • nella misura del 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
    • nella misura del 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Basilicata, Molise e Sardegna;
    • nella misura massima, rispettivamente del 50% e del 40% per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del Fondo per una transizione giusta nelle regioni Puglia e Sardegna;
    • nella misura del 15% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle zone assistite della regione Abruzzo indicate dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

     

    Per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese.

    Per i grandi progetti di investimento con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro, come definiti al punto 19 (18) degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le intensità massime di aiuto per le grandi imprese si applicano anche alle piccole-medie imprese e sono calcolate secondo la metodologia dell’«importo di aiuto corretto» di cui all’art. 2, punto 20, del regolamento (UE) n. 651/2014.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, relativi a:

    • acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che verranno impiantate nella ZES unica
    • acquisto di terreni 
    • acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva. 

     

    Nel caso di beni immobili strumentali, sono agevolabili gli investimenti anche se riguardano beni già utilizzati da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica. Sono esclusi dall’agevolazione i beni autonomamente destinati alla vendita, come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita, nonché i materiali di consumo.

    Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all’agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

    Inoltre, sono escluse le acquisizioni effettuate tra soggetti tra i quali sussistano i rapporti di controllo o di collegamento (art. 2359 cod.civ.).


    PARLANE CON NOI

  • Green New Deal italiano: incentivi per la transizione ecologica

    Green New Deal significato

    Il Green New Deal o “Green and Innovation Deal” è un programma di interventi le cui finalità sono: l’aumento della sostenibilità ambientale, l’efficientamento energetico e l’innovazione tecnologica il tutto ispirato ai principi di resilienza economica.  Il programma in questione è organizzato in coerenza e nel rispetto del Green Deal europeo (comunicazione della Commissione europea COM(2019) 640 fino al dell’11 dicembre 2019).

    La misura è volta al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

    Gli obiettivi del Fondo per la Crescita Sostenibile

    Il FCS è destinato in particolare al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell’apparato produttivo, con particolare riguardo a:

    • Promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
    • Rafforzamento della struttura produttiva, riutilizzo di impianti produttivi e rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
    • Promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

    E il Green new deal italiano?

    Con un plafond di 750 milioni di euro così distribuito su:

    • Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale,
    • Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti

     

    verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti, non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.

    Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

    • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale;
    • 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

     

    Le agevolazioni del Green New Deal sono concesse sono nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, a cui deve essere associato un finanziamento bancario.

    L’intervento, realizzato nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), è disciplinato dal decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

    Con il recente decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono state definite le modalità attuative, e i relativi Allegati per il Green New Deal.

    A chi si rivolge il Green New Deal?

    Il Green New Deal individua come ammissibili i progetti presentati singolarmente o in forma congiunta dai seguenti beneficiari:

    1. Imprese, di qualsiasi dimensione, che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3) (e quindi attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi e attività di trasporto per terra, per acqua o per aria), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;
    2. Imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 Codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
    4. Centri di ricerca, vale a dire imprese con personalità giuridica autonoma che svolgono attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale.

     

    I beneficiari del Green New Deal possono presentare programmi come descritto in precedenza congiuntamente tra loro, indicando prima il soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00).

    Quali progetti si possono finanziare?

    L’intervento sostiene progetti di transizione ecologica in particolar modo:

    • Decarbonizzazione dell’economia
    • Economia circolare
    • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
    • Rigenerazione urbana
    • Turismo sostenibile
    • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

     

    Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

    Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

    progetti ammissibili del Green New Deal inoltre devono:

    • Essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
    • Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
    • Avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
    • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

     

    Consulta la pagina dedicata al Green New Deal sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (mise.gov.it)

    Quali sono le spese ammissibili dei programmi del Green New Deal?

    Nel caso delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, il Green New Deal prevede come ammissibili le spese e i costi delle imprese beneficiarie relativi a:

    • Il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    • Gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
    • Servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    • Le spese generali relative al progetto;
    • I materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Nel caso delle attività di industrializzazione, il Green New Deal prevede come ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi:

    • All’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali;
    • All’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni;
    • All’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad
      attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità.

    Le agevolazioni del Green New Deal

    Nel rispetto della normativa recante i limiti e le spese ammissibili possono essere concesse agevolazioni nella forma:

    1. Finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, per una percentuale nominale
      delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 70%;
    2. Contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:
    • Pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
    • Pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Il finanziamento agevolato ed il contributo possono essere concessi a ciascuna impresa beneficiaria esclusivamente in concorso tra loro. La concessione del contributo è subordinata alla deliberazione del finanziamento agevolato nel rispetto delle condizioni di accesso al FRI.

    Presentazione della domanda

    Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    PARLANE CON NOI
  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


    PARLANE CON NOI

  • PNRR Imprese Borghi: il bando da 188 milioni per le PMI

    PNRR Imprese Borghi

    Dall’8 giugno 2023, Invitalia apre le porte ai contributi a valere sul bando PNRR Imprese Borghi. Questo ambizioso programma, promosso dal Ministero della Cultura, mette a disposizione una dotazione finanziaria di 188 milioni di euro, derivante dal PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.

    L’obiettivo principale di questo incentivo è favorire il recupero dell’economia e della produttività in 294 borghi italiani, sostenendo progetti imprenditoriali presentati da PMI. Le due finalità principali su cui si punta sono la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli comuni e la promozione della sostenibilità ambientale.

    Più nel dettaglio, il bando Imprese Borghi, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali nei piccoli centri italiani,  persegue i seguenti obiettivi:

      1. Riduzione dell’abbandono e recupero del patrimonio: il bando mira a frenare l’emigrazione dalle aree rurali, incentivando l’avvio di nuove imprese o la riqualificazione di quelle esistenti. Ciò contribuisce a preservare e valorizzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale che caratterizza i borghi italiani.
      2. Promozione dell’occupazione e dell’innovazione: l’iniziativa si propone di creare nuove opportunità lavorative, stimolando l’imprenditorialità locale e favorendo la diversificazione economica. Attraverso il sostegno finanziario e l’accesso a servizi di consulenza specializzata, il bando incoraggia l’innovazione e lo sviluppo di settori strategici per la sostenibilità economica dei borghi.
      3. Sostenibilità ambientale: il bando Imprese Borghi, come accennato, promuove l’adozione di pratiche sostenibili e incoraggia progetti che tengano conto dell’uso efficiente delle risorse, della riduzione dell’impatto ambientale e della promozione di iniziative legate all’ecoturismo e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti nei borghi.
      4. Valorizzazione del turismo locale: I borghi italiani sono spesso ricchi di storia, cultura e bellezze naturali. Il bando mira a potenziare l’attrattività turistica dei centri minori, favorendo la creazione di servizi e strutture e contribuendo a generare flussi turistici sostenibili e a valorizzare le tradizioni locali.

     

    Si tratta dunque sicuramente di obiettivi molto ambiziosi ma vediamo concretamente come funzionerà l’intervento e a chi è dedicato.

    Chi può beneficiarne?

    Le agevolazioni del bando Pnrr Imprese Borghi sono destinate a micro, piccole e medie imprese che presentano progetti imprenditoriali sia individualmente che in forma aggregata. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese già costituite o che hanno l’intenzione di costituirsi come società di capitali o di persone, comprese le ditte individuali e le società cooperative. Inoltre, sono ammesse le imprese agricole, per iniziative non connesse alla produzione primaria dei prodotti agricoli, e le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica senza scopo di lucro e gli Enti del Terzo Settore, che sono iscritti o in corso di iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

    E’ necessario fare alcune precisazioni:

    • i soggetti richiedenti devono avere sede operativa o unità locale oggetto dell’investimento in uno dei 294 Comuni/borghi storici assegnatari di risorse per i Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale
    • le persone fisiche che intendono realizzare un’attività da localizzare nei comuni/borghi storici ammessi dall’intervento,devono, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal Soggetto gestore, far pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.
     

    Inoltre, ai fini dell’ammissibilità, le imprese già costituite:

    • devono risultare iscritte al Registro delle Imprese;
    • non devono essere sottoposte a procedure concorsuali
    • devono risultare in regola con le normative vigenti in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente
    • devono avere titolo a ricevere aiuti ai sensi del Regolamento De Minimis 1407/2013 
    • non devono aver ricevuto aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
    • devono avere restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dalla Pubblica Amministrazione un ordine di recupero
     

    I Progetti e le spese ammissibili

    Il contributo a fondo perduto previsto dal bando Pnrr Imprese Borghi è destinato a progetti imprenditoriali, del valore massimo di 150.000 euro, che mirano a rilanciare le economie locali nei settori delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.

    L’obiettivo è valorizzare i prodotti, le conoscenze e le tecniche tradizionali del territorio, promuovendo al contempo lo sviluppo sostenibile.

    Le iniziative imprenditoriali possono essere strutturate in linea con i due campi di intervento indicati nell’Allegato VI del Regolamento UE 2021/241 per questa specifica azione. Questi campi di intervento comprendono l’efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle PMI e le misure di sostegno che contribuiscono alla riduzione dei cambiamenti climatici. Inoltre, sono ammissibili le iniziative che si occupano della protezione, dello sviluppo e della promozione dei beni turistici pubblici e dei servizi turistici.

    È fondamentale che i progetti imprenditoriali proposti siano coerenti con la strategia di rigenerazione scelta dal Comune/i beneficiario/i del finanziamento. Devono rispondere ai bisogni effettivi dei residenti e avere come obiettivo la costruzione di imprese che rafforzino la comunità e generino benessere nelle aree interessate.

    I progetti i devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La durata massima prevista per ogni progetto è di 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione, e tutti i progetti devono essere completati entro il 31 dicembre 2025.

    In relazione ai suddetti progetti, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o erogazione dei servizi;
    • spese relative a beni immateriali di utilità pluriennale, come programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, a condizione che siano supportate da una perizia giurata di un tecnico abilitato.
    • spese per opere murarie, entro il limite massimo del 40% della spesa ammissibile, per adeguare le sedi operative dei soggetti realizzatori all’investimento proposto e finanziato;
    • spese di capitale circolante quali materie prime, materiali di consumo, semilavorati, prodotti finiti connessi al processo produttivo, utenze, canoni di locazione, prestazioni di servizi connesse all’attività agevolata e costo del lavoro dipendente assunto a seguito della realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale e non beneficiario di altre agevolazioni (nel limite limite massimo del 20% della spesa ammissibile).
     

    Affinché siano ammissibili, gli interventi e le spese devono essere conformi al principio “non arrecare un danno significativo” all’ambiente (DNSH)

    A quanto ammonta il contributo a fondo perduto?

    Le agevolazioni finanziarie relative al bando PNRR Imprese Borghi sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, fino al 90% dell’iniziativa imprenditoriale ammissibile. Il contributo massimo non può superare l’importo di 75.000 euro.

    In determinati casi, la percentuale di finanziamento può arrivare al 100% se si tratta di nuove imprese che si costituiscono entro 60 giorni dalla concessione del contributo, o se si tratta di imprese a prevalente titolarità giovanile e/o femminile.

    Le imprese devono in ogni caso finanziarie con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni.

    Le domande vanno presentate online sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 dell’8 giugno 2023 e fino alle ore 18.00 dell’11 settembre 2023.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI