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  • Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Le agevolazioni per sostenere la tua attività durante e dopo l’emergenza

    Decreti Cura Italia (Decreto 18/2020), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo insieme ad altri, prevedono una serie di misure volte a sostenere il nostro Paese che, in questi giorni, si trova a fronteggiare l’ormai tristemente nota emergenza da COVID-19 (Coronavirus). A questo primo Decreto hanno fatto seguito, nei mesi successivi, il Decreto Liquidità (Decreto 23/2020), il Decreto Rilancio (Decreto 34/2020) e il Decreto Rilancio 2 (ex Decreto Agosto, DL 104/2020).

    Tra i vari provvedimenti del Governo, numerosi sono anche quelli relativi al mondo delle imprese e dei professionisti, soggetti che si trovano, loro malgrado, ad affrontare una crisi sanitaria, economica e organizzativa piuttosto seria.

    A queste iniziative, poi, se ne aggiungono altre, anche a livello regionale, già previste o appositamente varate e che possono certamente rivelarsi un valido supporto economico in questo momento particolarmente critico e delicato.

    Vediamo subito insieme quali sono queste iniziative…

    Decreto Rilancio 2: Sgravi contributivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato

    L’articolo 6 del nuovo Decreto prevede l’esonero totale per 6 mesi dal versamento dei contributi previdenziali (con esclusione di quelli INAIL) per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 15 agosto al 31 dicembre 2020. L’importo di esonero massimo è di 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

    Possono usufruire dell’agevolazione tutti i datori di lavoro, con l’esclusione del settore agricolo (per il quale è prevista un’agevolazione specifica), ma sono esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico.

    Il sostegno è concesso anche nel caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, tranne nel caso in cui il lavoratore, nei sei mesi

    Decreto Rilancio: Contributi a fondo perduto per autonomi e imprese

    Fra le misure previste dal Decreto Rilancio per sostenere le imprese in difficoltà, all’articolo 25 è prevista la concessione di un contributo a fondo perduto per autonomi e imprese. Chiaramente, anche in questo caso, per poter richiedere il contributo è necessario rispettare una serie di requisiti.

    Per cominciare, il contributo viene riconosciuto ai soggetti che esercitano attività d’impresa o attività di lavoro autonomo e ai titolari di reddito agrario la cui media dei ricavi tipici sia inferiore a 5 milioni di euro.

    E’ inoltre necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 rispetto all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

    E’ utile ricordare che per le nuove attività si applicano criteri differenti.          
    Per chi ha avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 infatti, non è valido quanto previsto in merito al fatturato. Tale criterio non si applica nemmeno ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno la sede operativa (o il domicilio fiscale) nel territorio di comuni colpiti dalla calamità fin dal suo primo insorgere e i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (zone rosse chiuse prima del lockdown).

    Restano esclusi dall’agevolazione invece

    • gli Intermediari finanziari e le società di partecipazione;
    •  i contribuenti che hanno diritto alla percezione dei bonus previsti dal Decreto Cura Italia (artt. 27 e 38), cioè liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23.02.2020 e lavoratori co.co.co. iscritti alla Gestione separata INPS, oppure lavoratori dello spettacolo).
    • lavoratori dipendenti professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (casse professionisti).

     

    Di certo ti starai chiedendo a quanto ammonta questo contributo… Ecco, per calcolarlo bisogna considerare la differenza fra l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi di aprile 2019 e quelli di aprile 2020. Il contributo verrà erogato in percentuale su questa cifra, ma la percentuale varia in funzione dei ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020 (nel caso in cui il periodo d’imposta coincida con l’anno solare si considerano quindi i ricavi del 2019):

    • 20% se i ricavi o compensi sono stati fino ad euro 400.000;
    • 15% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 400.000 euro e 1 milione di euro;
    • 10% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 1 milione e 5 milioni di euro.

     

    In ogni caso è previsto un contributo minimo fino a 1.000 euro alle persone fisiche e fino a 2.000 euro ai soggetti diversi dalle persone fisiche qualora il contributo a cui si ha diritto risulti inferiore o non calcolabile (come ad esempio per le attività avviate dopo il 30 aprile 2020).

    Il contributo può essere richiesto dal 15 giugno al 13 agosto 2020 (25 giugno – 24 agosto in caso di richiesta da parte di eredi) presentando istanza online, ma si attende comunque un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che definisca le varie disposizioni operative e le date di presentazione della domanda.

    Credito d’imposta per spese di Sanificazione, Dispositivi di Protezione Individuale e adeguamento dei locali aperti al pubblico

    Aggiornamento: Per l’adeguamento dei luoghi di lavoro aperti al pubblico, l’articolo 128 bis del Decreto Rilancio ha previsto anche un credito d’imposta al 60% della somma spesa, con un tetto massimo di 80.000 euro che comprende anche gli interventi edilizi per il rifacimento di locali quali spogliatoi, mense, spazi medici, ingressi e spazi comuni, l’acquisto di arredi di sicurezza e di apparecchi per il controllo della temperatura e anche gli investimenti in attività innovative, incluso lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie per lo svolgimento del lavoro. Non è ancora chiaro se, come potrebbe sembrare, la spese relative alla realizzazione di piani di smart working possano beneficiare del Credito d’imposta, ma probabilmente per chiarire questo aspetto bisognerà attendere un apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico. Questo credito però non sarà utilizzabile già dalle scadenze fiscali del 2020 (che, lo ricordiamo, sono state rimandate a settembre), ma solo dal 2021. La buona notizia invece è che è comunque possibile la cessione del credito agli istituti di credito o agli intermediari finanziari.

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” è prevista all’art. 64 del Decreto Cura Italia e le risorse attualmente stanziate per questa misura sono pari a 50 milioni di euroma non si può escludere che tale dotazione possa essere incrementata nel caso in cui l’emergenza dovesse protrarsi nel tempo (ma ci auguriamo di no!). Con il successivo Decreto Liquidità (art.30, c. 1) inoltre, il credito d’imposta è stato esteso anche alle spese sostenute nel 2020 per l’acquiso di dispositivi di protezione di vario tipo. Procediamo con ordine.

    Perché in questo momento la sanificazione è una pratica così importante?

    Tale pratica, sempre e comunque utile negli ambienti di lavoro, ma diventa indispensabile in questi giorni di propagazione del contagio, tanto più per tutti coloro che non hanno interrotto l’attività lavorativa e che si trovano a condividere spazi, attrezzature, postazioni di lavoro e che magari lavorano anche a contatto con il pubblico. Le misure di sicurezza imposte successivamente in relazione alla Fase 2 e alla ripresa delle attività inoltre, rendono comunque necessario effettuare spese di questo tipo al fine di tutelare lavoratori e clienti.

    Chi può richiederlo?

    Possono beneficiare del credito tutti i soggetti che esercitano attività d’, arte o professione, e quindi gli imprenditori, i titolari di partita IVA, le società e i professionisti. L’articolo 130 ter del Decreto Rilancio ha poi inserito fra i possibili beneficiari anche gli enti del Terzo Settore egli enti religiosi civilmente riconosciuti.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” contenuta nel Cura Italia concede la possibilità per i richiedenti di beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20.000 euro. Il Decreto Rilancio  ha fissato invece la misura del Credito d’Imposta al 60% dell’importo speso, portando il tetto massimo di spesa a 60.000 euro. Il credito può essere utilizzato in compensazione già della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in corso.

    Oltre che per le spese di sanificazione il Decreto Rilancio ha incluso anche l’acquisto di dispositivi di protezione individuale quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, termoscanner, termometri. Sono ammissibili anche l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi o tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti. Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Perché questa agevolazione sia fruibile bisogna attendere un decreto specifico da parte del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrebbe essere emanato a breve (era previsto entro il 16 aprile).

    Si presume che nel decreto verranno fornite anche maggiori informazioni in merito a dettagli operativi relativi alla scelta delle imprese autorizzate a effettuare gli interventi di sanificazione o ai prodotti da utilizzare.

    Se credi quindi che la tua attività abbia bisogno di interventi di sanificazione, non perderti gli aggiornamenti dell’articolo.

    Contributi per adeguamento dei luoghi di lavoro

    Questa nuova misura prevista all’articolo 102 del Decreto Rilancio prevede un parziale rimborso delle spese sostenute per adeguare i luoghi di lavoro alle nuove normative relative al contenimento del Coronavirus. Lo stanziamento di risorse per questo intervento è di 403 milioni di euro.

    Potranno accedere al contributo le imprese (anche quelle individuali) iscritte al Registro delle Imprese, le imprese artigiane e le imprese sociali iscritte al Registro delle Imprese. Rimangono quindi esclusi professionisti, commercianti e gli autonomi non iscritti al Registro delle Imprese.

    Non sono ancora molte le notizie relative all’attuazione di questa agevolazione, ma si sa che le spese ammissibili riguarderanno l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento di lavoratori e utenti esterni e l’acquisto dei vari dispositivi di protezione individuale.

    Gli importi massimi concedibili saranno stabiliti in base al numero dei dipendenti per un massimo di

    • 15.000 euro per imprese da 1 a 9 dipendenti;
    • 50.000 euro per imprese da 10 a 50 dipendenti
    • 100.000 euro per imprese oltre i 50 dipendenti.

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    All’art. 65 il Decreto Cura Italia prevede una agevolazione che ha come finalità quella di sostenere, almeno in parte, le botteghe e i negozi che durante il mese di marzo hanno sostenuto le spese di locazione dell’immobile.

    E’ evidente come in un momento in cui le attività non possono fatturare, anche il pagamento del semplice canone di locazione diventa una spesa gravosa. 

    Stiamo parlando dunque di tutte le attività che hanno dovuto chiudere le serrande per effetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, ma che sono comunque obbligate a pagare il canone di affitto ai proprietari degli immobili.

    Vediamo insieme tutte le caratteristiche specifiche di questa agevolazione…

     

    Chi può richiederlo?

    A poter beneficiare dell’agevolazione sono quindi solo le attività che sono state chiuse per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020.

    Ne sono quindi esclusi quei negozi che, poiché ritenuti attività essenziali, hanno potuto proseguire a esercitare, così come indicati agli allegati 1 e 2 del decreto stesso, ovvero:

    • Ipermercati
    • Supermercati
    • Discount di alimentari
    • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
    • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
    • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
    • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
    • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
    • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
    • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
    • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
    • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
    • Farmacie
    • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
    • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
    • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
    • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
    • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
    • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
    • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
    • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
    • Attività delle lavanderie industriali
    • Altre lavanderie, tintorie
    • Servizi di pompe funebri e attività connesse

    Se non appartieni a nessuno di questi settori ed hai dovuto pagare il canone di affitto per il mese di marzo, questa agevolazione può esserti davvero utile!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un credito d’imposta del 60% riconosciuto a chi esercita attività d’impresa (sono quindi esclusi i professionisti) e che si applica ai canoni di locazione per immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) relativamente al mese di marzo 2020.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Il credito d’imposta per botteghe e negozi può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite F24, a partire dal 25 marzo, utilizzando il codice tributo 6914 (già determinato dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13 del 20 marzo 2020).

    Credito d’imposta per canoni di locazione

    L’articolo 28 del Decreto Rilancio introduce un nuovo credito d’imposta del 60% o 30% relativo ai canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e sull’affitto d’azienda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico ricettive con attività stagionale).
    . Il credito è accessibile agli esercenti attività d’impresa, arte e o professione, enti non commerciali del terzo settore ed enti religiosi, ma per poterlo richiedere è necessario rientrare in alcuni parametri, che non sono uguali per tutti. Vediamoli:

    • I ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta 2019 non devono essere superiori a 5 milioni di euro. Questo limite non riguarda però le strutture alberghiere e gli agriturismi, né gli enti non commerciali, compresi quelli del Terzo settore, e gli enti religiosi riconosciuti civilmente, che possono accedere al credito indipendentemente dal fatturato.
    • E’ necessario che il canone di locazione/leasing/concessione sia stato versato.
    • Per chi svolge attività economica è necessario aver subito un calo del fatturato (o dei corrispettivi) pari ad almeno il 50% nel mese di riferimento.

     

    Il credito sarà pari al 60% della spesa nel caso di canoni di locali destinati allo svolgimento di attività industriale, commerciale, artigianale, professionale, agricola, di interesse turistico.
    E’ invece prevista la riduzione al 30% del canone versato nel caso di affitto di azienda o di contratti di servizi a prestazioni complesse, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività economica.

    Il credito è riconosciuto a partire dal periodo d’imposta in cui si sostiene la spesa e può essere utilizzato anche in compensazione. In ogni caso, l’articolo 122 del Decreto Rilancio prevede che il credito possa essere oggetto di cessione, anche parziale.

    Piani Aziendali di Smart Working: le agevolazioni per realizzarli

    COVID-19 ha prodotto effetti molto importanti in ambito lavorativo, che si traducono nell’impossibilità in molti casi di recarsi a lavoro e nella difficoltà dei datori di lavoro a fronteggiare una situazione di emergenza totale.

    Come risolvere allora questa problematica?

    Fortunatamente ci viene in aiuto una nuova modalità di lavoro, attualmente ancora poco utilizzata, che è lo smart working ( “lavoro agile”). In estrema sintesi, si tratta d dare la possibilità ai lavoratori di restare a casa e prestare comunque l’attività lavorativa, ma da remoto.

    Per incentivare lo smart working, le Regioni stanno prevedendo delle misure agevolative ad hoc che ne favoriscano l’adozione.

    Vediamo alcuno esempi…

    Regione Lazio – Piani Aziendali di Smart Working. Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio

     

    Si tratta di una misura che la Regione Lazio ha attivato proprio nell’ambito dell’attuale fase di emergenza epidemiologica, al fine di permettere di proseguire nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia, l’attività produttiva aziendale.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Il bando, rivolto a tutti i titolari di partita iva e alle imprese del Lazio, sostiene l’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro con piani aziendali che facilitino e promuovano l’uso di mezzi informatici per lo smart working.

    Il contributo è concesso per:

    • A) formazione/consulenza per realizzare piani di smart working (obbligatorio)
    • B) acquisizione di strumenti tecnologici (hardware e software) finalizzati allo smart working (facoltativo).

    Regione Lombardia – Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working

    L’intervento della Regione Lombardia era già previsto prima dell’emergenza, ma a causa della diffusione del Coronavirus è stato previsto che possano accedere all’agevolazione anche le aziende che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti, in modalità provvisoria, durante il periodo dello stato di emergenza.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Possono accedere al contributo i titolari di patita iva e le imprese della regione Lombardia per l’acquisto di:

    • A – Servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working
    • B – Acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working

    Altre agevolazioni sono già previste e altri provvedimenti sono attesi nelle prossime settimane quindi continua a seguirci per rimanere aggiornato.


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  • I professionisti e l’innovazione digitale

    I professionisti e l’innovazione digitale

    La  è una tematica più che mai attuale e stare al passo con il cambiamento è diventata una necessità anche per  i professionisti. Vediamo insieme come si sta evolvendo il processo di digitalizzazione degli studi professionali,

    I Professionisti e l’innovazione digitale: fatturazione elettronica, firma digitale, gestionale online, archiviazione e conservazione digitale dei documenti, sono solo alcuni degli applicativi in cloud che uno studio professionale potrebbe – e dovrebbe – utilizzare.

    A questi si aggiungono le piattaforme di e-learning, i  per commercialisti e professionisti, i software per le videochiamate, il , il sito Internet e la pagina Social dello Studio, fino ad arrivare ai servizi più evoluti come Artificial e Business Intelligence.

    In questo articolo capiremo cosa è successo fino a questo momento in termini di digitalizzazione e cosa potrebbe succedere nel prossimo futuro.

    Iniziamo dando un’occhiata a cosa è successo fino ad ora.

    Cosa è successo fino ad ora?

    Oggi la spesa in tecnologie digitali è soprattutto “law driven”, ovvero guidata dalla necessità di adeguarsi ad obblighi normativi indispensabili per svolgere l’attività professionale.

    Alcuni esempi di tecnologie “law driven” – che tutti conosciamo -fin troppo- bene – sono la fatturazione elettronica e l’adeguamento alla normativa GDPR.

    Gli obblighi normativi però non sono, e non devono essere, l’unico motore trainante del cambiamento.

    L’ingresso nel settore di nuove imprese digitali che offrono soluzioni innovative ha senza alcun dubbio spinto gli studi professionali ad intraprendere il faticoso cammino verso il cambiamento.

    Per queste ragioni, i professionisti e l’innovazione digitale vanno di pari passo per  far si che vi sia un’efficientamento dei processi, oltre che un’innovazione dei servizi, al fine di migliorare la relazione con la propria clientela e acquisirne di nuova.

    Commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati diventano sempre più digitali ed a confermarlo è uno studio dell’ ”Osservatorio professionisti e innovazione digitale” della School of Management del Politecnico di Milano.

    Dati alla mano, nel 2017 la spesa in tecnologie  di commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati italiani, ha raggiunto la cifra di 1.172 milioni di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2016.

    Ad oggi, i dati dell’Osservatorio relativi al biennio 2018-2019 non sono stati ancora resi noti per cui ci toccherà attendere ancora un po’ limitandoci a guardare con occhio analitico ciò che è stato fino a questo momento.

    In quali tecnologie hanno investito gli studi professionali?

    La ricerca dell’Osservatorio rivela che gli strumenti maggiormente utilizzati dagli Studi di commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati sono:

    1. firma digitale (97%)
    2. fatturazione elettronica (42%)
    3. software per le videochiamate (36%)
    4. sito internet dello Studio (34%)
    5. piattaforme di e-learning (28%)
    6. business intelligence e CRM (3%), che stentano ancora a decollare
    7. artificial intelligence (2%)

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    Chi ha stanziato i budget più consistenti per l’innovazione nel 2017?

    Lo studio dell’Osservatorio afferma che nel 2017 soltanto il 2% degli studi non ha investito in tecnologia.

    Ma del restante 98% degli studi che hanno effettuato investimenti in ICT, quali sono quelli che hanno destinato i budget più consistenti?

    Vediamo insieme la classifica.

    Al primo posto abbiamo gli studi multidisciplinari con una spesa media di 14.100 euro, seguiti da commercialisti con 8.800 euro (+1,6%) e consulenti del lavoro stabili a 8.700 euro.  In ultima posizione gli studi legali con una spesa media di 5.300 euro.


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  • Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per liberi professionisti – mini guida 2019

    Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per liberi professionisti – mini guida 2019

    Sei un libero professionista? Se pensi che le agevolazioni ed i bandi non facciano per te…sbagli di grosso!

    Scopri vantaggi e svantaggi dei contributi a fondo perduto per liberi professionisti con la nostra mini guida. Una panoramica completa sulle principali agevolazioni, i contributi (anche a fondo perduto) regionali e nazionali per liberi professionisti e freelance.

    Da freelance o libero professionista, ti sarai sicuramente domandato molte volte se le opportunità di finanza agevolata, come contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati,potessero rappresentare risorse effettivamente utilizzabili per lo sviluppo della tua attività.

    Devi sapere che, fino a pochissimo tempo fa, nel nostro Paese i liberi professionisti, i lavoratori autonomi ed i titolari delle ditte individuali, erano esclusi dall’accesso ai fondi strutturali europei (i più noti PON, POR,  e FSER). Una situazione davvero spiacevole che si è, fortunatamente risolta, con l’approvazione della  2016.

    Dal 2017 in poi, infatti, sempre più regioni hanno allargato la platea di potenziali beneficiari. Questo ha comportato non solo la possibilità per le ditte individuali di essere equiparate alle Micro e Piccole Medie Imprese (MPMI), ma anche ai liberi professionisti di accedere a bandi e agevolazioni che fino ad allora erano esclusivamente dedicati alle imprese.

    Accesso ai fondi europei per i liberi professionisti

    Con l’approvazione della Legge di stabilità, infatti, lo Stato italiano ha finalmente recepito la Raccomandazione CE 2003/361/CE, del 6 maggio 2003, ed ha equiparato i liberi professionisti, e i titolari di partita iva, alle PMI che esercitano un’attività economica, consentendo a questi soggetti la possibilità di accedere a bandi ed agevolazioni pubbliche.

    L’art. 1, comma 821, della Legge di stabilità 2016, recita così:

    “I Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo (FSE) e del  (FESR), rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si intendono estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attivita’ economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, […], ed espressamente individuati, dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialita’ 2020, come destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati fino al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e regioni.”

    finanziamenti-a-fondo-perduto-per-liberi-professionisti
    Tutto quello che devi sapere sulle agevolazioni (anche a fondo perduto) per i liberi professionisti e lavoratori freelance!

    Che significa di preciso “per i liberi professionisti“?

    Che finalmente anche tu che fai il dentista, il veterinario, l’avvocato o l’architetto, potrai richiedere una o più delle agevolazioni della tua regione.

    Non sono solo le professioni c.d. ordinistiche a poter beneficiare della agevolazioni regionali e nazionali, ma anche tutti i lavoratori autonomi che non appartengono ad ordini: come grafici, sviluppatori, consulenti aziendali e…chi più ne ha più ne metta.

    Insomma, dopo anni di attesa viene concesso il libero accesso ai fondi europei per tutti i liberi professionisti, proprio come te.

    Quali sono i vantaggi di utilizzare i fondi europei se sei un libero professionista?

    I vantaggi dell’utilizzo delle agevolazioni pubbliche per un libero professionista, o un titolare di partita iva, sono molteplici.

    Si va da una riduzione del costo del debito, in caso di finanziamenti agevolati o a tasso zero, fino alla riduzione delle  fidejussiorie richieste dalle banche su un mutuo.

    Per non parlare dei contributi a fondo perduto, che ti consentono di recuperare gran parte delle spese sostenute per lo sviluppo di un determinato progetto a fronte della presentazione delle fatture di spesa quietanzate, così come richiesto dal bando.

    I contributi a fondo perduto per liberi professionisti possono essere richiesti per partire con la tua attività o per sviluppare un business esistente. Possono rappresentare un’ottima opportunità, specialmente se devi effettuare investimenti materiali come: l’acquisto di macchinari, arredi per il tuo studio professionale, strumenti, hardware o .

    Quali sono gli svantaggi nell’utilizzare queste risorse?

    Sicuramente richiedere contributi a fondo perduto per liberi professionisti e tutte le altre agevolazioni previste dai fondi europei non è semplicissimo, soprattutto se non sei particolarmente abituato a misurarti con adempimenti burocratici.

    Anche la redazione del business plan, necessario per partecipare alla maggior parte delle agevolazioni pubbliche, può non essere alla portata di tutti, ma per questo puoi affidarti a società di consulenza in materia di europrogettazione e finanza agevolata, che ti sapranno supportare in tutte le fasi del processo.

    Quali sono i bandi e i contributi più interessanti per i liberi professionisti?

    Vediamo di seguito quali sono i contributi a fondo perduto per liberi professionisti ed i titolari di p.iva a livello nazionale e regionale.

    Per iniziare ti ricordo che, i titolari di p.iva iscritti al , e che si configurano come ditta individuale possono accedere al Fondo di Garanzia per le PMI e alla Nuova Sabatini beni strumentali nonchè ai Voucher Camerali Industria 4.0.

    Per i titolari di P.IVA che non sono iscritti al registro delle imprese, invece, alcuni dei bandi da tenere d’occhio sono:

    • Intraprendo di cui abbiamo parlato in precedenza, che prevede un contributo a fondo perduto ed un finanziamento agevolato per i liberi professionisti attivi nella Regione Lombardia, con p.iva aperta da non più di 2 anni.
    • Fondo Creatività, di cui abbiamo già parlato in un articolo precedente, ovvero un contributo a fondo perduto fino a € 30.000 per i liberi professionisti attivi da non più di 2 anni nei settori culturali e creativi ed operativi nella Regione Lazio.
    • Microcredito Regione Toscana ovvero un finanziamento a tasso zero fino a  € 25.000 per i liberi professionisti con progetti di innovazione tecnologica nell’ambito dell’ITC e della Fotonica, della fabbrica intelligente, della Chimica e delle nanotecnologie.
    • Il bando Filiera produttiva turistica, culturale e creativa per la fruizione dei beni del patrimonio culturale e naturale della Regione Basilicata ovvero un contributo a fondo perduto, fino al 50% delle spese, per progetti relativi alle industrie culturali, creative, dello spettacolo e dei servizi del turismo, alla industria dei prodotti tradizionali e tipici ( artigianato artistico e tradizionale, ristorazione, bar, design industriale e artigianato) e dell’industria dei servizi e delle attività a valenza ambientale e naturalistica.
    • Resto al Sud, di cui abbiamo ampiamente parlato nella nostra mini guida e negli articoli di approfondimento, che da pochi mesi è accessibile anche ai liberi professionisti fino ai 46 anni di età, residenti in una delle regioni del Meridione o che vogliano spostare la loro residenza in seguito alla ammissione al bando.

    Come vedi, i contributi a fondo perduto per liberi professionisti sono numerosi e disponibili su tutta Italia. Per individuare quella più corretta, però, ti suggerisco di utilizzare la piattaforma Trovabando per identificare in meno di un minuto i bandi a cui puoi effettivamente puoi accedere.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Attenzione: Lo sportello è stato chiuso in data giovedì 20 Giugno 2019. Qualora tu voglia conoscere altre agevolazioni riguardanti la digitalizzazione delle imprese nel Lazio ti consigliamo la lettura di questo articolo!

    Fino a € 17.500 a fondo perduto per l’innovazione digitale delle aziende laziali

    Apre il 12 Luglio 2019 il nuovo voucher per la digitalizzazione Digital Impresa Lazio, gestito da Lazio Innova.

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di € 17.500 dedicato alle imprese e ai liberi professionisti laziali che desiderano intraprendere un percorso di digitalizzazione della propria attività.

    La dotazione finanziaria per il 2019 ammonta a 5 milioni di euro e sarà possibile richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70% delle spese ammissibili.

    Chi può richiedere Digital Impresa Lazio?

    • Micro e PMI
    • Liberi professionisti iscritti o meno ad un albo professionale
    • Ditte Individuali

     

    con sede operativa o domicilio fiscale nel Lazio, appartenenti a tutti i settori ad esclusione del settore Agricolo, Carbonifero e quello relativo ai servizi di import-export.

    Una parte dei fondi è destinata a chi opera nel campo del Commercio al Dettaglio o della Ristorazione, e a coloro che hanno sede operativa in uno dei Comuni ricadenti nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

    Quali sono le spese finanziabili con il bando Digital Impresa Lazio?

    I progetti che è possibile finanziare con Digital Impresa Lazio devono riguardare una o più fra le seguenti soluzioni tecnologiche/sistemi digitali:

    1. digital marketing: soluzioni di digital marketing: interventi SEO (Search Engine Optimization), SEM (Search Engine Marketing), Web, Social e Mobile marketing;
    2. e-commerce: siti di e-commerce su piattaforme software CMS (Content Management System);
    3. punto vendita digitale: soluzioni digitali per lo sviluppo di servizi front-end e customer experience nel punto vendita (chioschi, totem, touchpoint, segnaletica digitale, vetrine intelligenti, specchi e camerini smart, realtà aumentata, sistemi di accettazione di couponing e loyalty, di Electroning Shelf Labeling, di sales force automation e di proximity marketing);
    4. prenotazione e pagamento: sistemi di prenotazione e pagamento via internet e/o mobile; sistemi Self scanning e Self checkout;
    5. stampa 3D: attrezzature ed applicazioni per la progettazione e la stampa 3D;
    6. internet of things: sistemi e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni grazie a una rete di sensori intelligenti;
    7. logistica digitale: software e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica;
    8. amministrazione digitale: soluzioni digitali a supporto della fatturazione elettronica e per l’ottimizzazione del magazzino;
    9. sicurezza digitale: sistemi di sicurezza informaticij;
    10. sistemi integrati: sistemi di informazione integrati: quali i sistemi ERP (Enterprice Resource Planning), sistemi di gestione documentali e sistemi di Customer Relationship Management (CRM); sistemi e applicazioni a supporto dello smart-working e del coworking.

     

    Anche l’hardware può essere acquistato, ma solamente nel caso in cui risulti necessario per acquisire o elaborare i dati in funzione delle soluzioni tecnologiche previste dal Progetto stesso, o nel caso in cui serva a dare valore aggiunto ai dati elaborati, purché sempre mediante tecnologie digitali.

    Che tipo di progetto bisogna presentare?

    Per accedere al bando Digital Impresa Lazio è necessario presentare un progetto di importo compreso fra € 7.000 e € 25.000 e rientrare in specifici criteri di selezione. Si tratta, infatti di un bando che prevede una valutazione a punteggio

    Si può richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70%, a scelta del richiedente, ma bisogna tenere presente che, ai fini della valutazione del progetto, verrà assegnato un punteggio maggiore a coloro che richiederanno una percentuale inferiore di contributo.

    Facciamo qualche esempio pratico

    Se il mio progetto prevede spese per 10.000 euro e posso richiedere un contributo compreso tra il 45% e il 70%, significa che potrò ricevere un rimborso pari a:

    • € 4.500 se scelgo una quota di contributo pari al 45%
    • € 6.000 se scelgo una quota di contributo pari al 60%
    • € 7.000 se scelgo una quota di contributo pari al 70%

    La scelta della percentuale, oltre a dipendere dalla strategia che si intende adottare rispetto alla voce di valutazione (che, lo ricordiamo, prevede un punteggio tanto più alto quanto minore è il contributo richiesto), sarà influenzata anche dai “numeri” della propria attività…

    Che significa?

    Per poter partecipare a Digital Impresa Lazio e richiedere il proprio contributo è necessario avere un fatturato pari ad almeno 10 volte il valore del Progetto non coperto dal contributo.

    In alternativa è possibile fare riferimento al Patrimonio netto, che deve essere almeno il doppio del valore del Progetto non coperto dal contributo.

    Vuoi partecipare a questo bando?

    Il bando Digital Impresa Lazio scade il 2 Ottobre 2019, quindi affrettati a partecipare e presentare il tuo progetto!

    Comprendere se si hanno i requisiti, o meno, per partecipare a questa agevolazione può non essere semplice, me ne rendo conto.

    Per questa ragione noi di Trovabando abbiamo costruito uno strumento online gratuito di verifica dei requisiti di accesso a questo specifico bando: ti diremo subito, gratis e online se puoi partecipare e calcoleremo il punteggio del tuo progetto in graduatoria così da farti conoscere in anticipo le possibilità di successo della tua domanda.

    Siamo gli unici a farlo!

    Lo sapevi? Clicca subito sul pulsante arancione e verifica se puoi richiedere Digital Impresa Lazio!

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  • Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Fare startup (digitale e no) è complicato, sotto tutti i punti di vista… E’ necessario avere la capacità di comprendere il mercato ed i suoi bisogni, formalizzare l’idea ed il modello di business più adatto, trovare i capitali necessari per partire, mettere insieme il miglior team possibile, cambiare idea, sbagliare, riprovarci, prendere tante porte in faccia, ripartire per fare meglio.… questo sono le sfide con cui si confronta chi decide di fare startup.

    Elon Musk, che non è proprio l’ultimo arrivato, qualche anno fa ha detto “ Running a start-up is like chewing glass and staring into the abyss”.  Ecco, masticare vetri sull’orlo di un precipizio rende bene l’idea.

    Per una startup crescere è l’imperativo categorico ed uno dei modi per farlo è tramite accordi con partner e clienti, possibilmente di grandi dimensioni e con una base clienti che, per una  nata da pochissimo, sarebbe impossibile da raggiungere in pochissimo tempo.

    E’ questo il principio sui cui si basa l’open innovation, teorizzata nel 2003 dall’economista americano Chesbrough. Ovvero un meccanismo per il quale l’innovazione necessaria ad imprese di medie e grandi dimensioni non viene ricercata solamente all’interno dell’azienda ma anche coinvolgendo altri attori, come le startup, le università o i centri di ricerca.

    Una formula che le grandi imprese italiane stanno adottando sempre di più, negli ultimi anni e che vede le startup sempre più coinvolte e ricercate. Ma partecipare ad un  di open innovation può non essere semplice, né per le startup e neanche per le grandi imprese.

    Le difficoltà possono essere molte, spesso i mondi in cui vivono e lavorano le startup e grandi imprese sono, davvero, universi paralleli.  Spesso le startup e le grandi imprese faticano a trovare un punto di incontro, un terreno comune su cui lavorare.

    Quello che voglio raccontarti oggi, è, però una storia di open innovation a lieto fine: quella che abbiamo vissuto noi di Trovabando insieme a Banca Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo e che ha portato alla nascita del nuovo servizio MPS Agevola+.

    Il servizio che abbiamo pensato e realizzato insieme a MPS e che consente in pochi click di scoprire le agevolazioni pubbliche a cui possono accedere imprese, ditte e liberi professionisti alla ricerca di contributi pubblici.

    Vuoi sapere come è andata?

    Ok, continua a leggere. Era il 1 febbraio 2018 ed una mail dalla mia socia Marina mi avvisava della possibilità di partecipare all’iniziativa di open innovation Officina MPS di Banca Monte dei Paschi di Siena(oggi giunta alla seconda edizione). Abbiamo subito capito che poteva essere un’ottima di occasione di visibilità nei confronti di uno dei principali target del nostro servizio: il  bancario. Sono seguiti giorni di riunioni febbrili e mail di bozze di documenti aggiornati, rivisti, ricontrollati, modificati…

    Arriva il giorno dell’invio delle informazioni sulla piattaforma: ultimo check e poi il fatidico click su “Invia”.

    Ora bisognava solo aspettare…Era il 26 marzo quando Marina ha ricevuto una mail che annunciava che, delle oltre 230 startup che avevano partecipato a questa iniziativa, eravamo rientrati tra le 21 aziende selezionate per andare avanti nella fase successiva! WOW! Increduli ma felici passiamo anche questa selezione e approdiamo alla finale del 17 Maggio 2018.

    trovabando-e-mps-una-storia-di-open-innovation

    In quell’occasione, di fronte al gotha della banca, ad investitori professionali, ai top manager di realtà multinazionali ci confrontiamo a suon di “pitch” con altre startup ed  scelti, come noi, per offrire i propri servizi alla banca. A dire la verità eravamo convinti che i vincitori sarebbero stati Sellf di Diego Pizzocaro o Braincontrol di Pasquale Fedele. Quando l’AD Marco Morelli ci ha proclamati chiamandoci sul palco, onestamente, stentavamo a crederci. Sapevamo che la parte più semplice del percorso era appena finita e stavamo per iniziare quella più complessa che ci avrebbe assorbito completamente per diversi mesi.

    Per una startup entrare all’interno della più antica banca del mondo non è stato semplice, ma abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di essere supportati da un team cross-funzionale di professionisti interni alla banca, che si sono appassionati alla nostra idea e con i quali abbiamo condiviso l’idea di fondo del progetto: quella di dare un servizio di valore alle imprese italiane, attraverso il servizio MPS Agevola+.

    Insieme abbiamo costruito l’esperienza dell’utente, dalla A alla Z, con una logica inclusiva e costruttiva: è stato davvero bello vedere un’organizzazione intera, quella di MPS, mobilitarsi e coordinarsi per far sì che tutto questo si realizzasse.

    Da giovedì 04 Aprile il servizio sarà operativo e, come spesso accade, ciò che l’utente vede è solo una minima parte del  che è stato necessario per giungere a questo risultato.

    Clicca qui e leggi il comunicato stampa congiunto dell’iniziativa

    Da parte mia e di tutto il team di Trovabando un grazie speciale a Banca MPS per la splendida opportunità: in questi momenti di difficoltà per le  europee, speriamo davvero che grazie a questo nostro servzio molte imprese italiane possano avvicinarsi al credito agevolato con maggiore fiducia ed effettuare gli investimenti che sono necessari per far ripartire l’occupazione nel nostro Paese.


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  • Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2022. Nel frattempo non perderti tutte le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    POR FESR Lazio 2014-2020: “Fondo Rotativo per il piccolo credito”

    Disponibilità dei fondi limitata

    Per alcune sezioni e sottosezioni del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, è assicurata la copertura finanziaria per le domande pervenute soltanto fino ad una determinata data, che non va mai oltre il 28 giugno 2019. Per queste sezioni, è ancora possibile presentare domandama queste saranno finanziate solo in caso di fondi disponibili per effetto dell’esito negativo di istruttorie in corso, o derivanti dal rimborso di finanziamenti già erogati.

    Di seguito trovi le sezioni del Fondo con disponibilità finanziaria limitata:

    • Sezione IV – Sub sezione a) – Artigianato del Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 5/02/2019
    • Sezione II e II. Bis – Garanzie e accesso al credito Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 24/04/2019
    • Sezione I del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito – settore manifatturiero – troveranno copertura le domande pervenute sino al 28/06/2019

    Su tutte le altre sezioni, come quella che prevede finanziamenti per imprese del settore turismoci sono ancora fondi a disposizione delle imprese che vogliono partecipare.

    Aggiornamento del 21 settembre 2018

    Ottime notizie per le imprese e i liberi professionisti del Lazio. Sono state introdotte delle importanti novità sul Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio più importante della regione.

    Si è provveduto ad inserire delle semplificazioni ed è stata attivata la riserva da 2 milioni di Euro destinata alle Botteghe storiche, ossia quelle con almeno 50 anni di attività.

    Tra le botteghe storiche sono incluse attività che possono avere le seguenti caratteristiche:

    • collocate in immobili di particolare valore storico-artistico e architettonico;
    • artigianali, di lavorazione manuale, non seriale, e di creazione di opere di artigianato artistico;
    • commerciali, di somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri, e librerie.

    Sono però escluse le attività in franchising.

    Inoltre, per rispondere al meglio alle reali esigenze delle imprese, è stato prolungato il periodo di ammortamento del finanziamento rispetto a quanto proposto in origine, passando da 3 a 5 anni.

    Ti ricordo che, con il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, la Regione Lazio mette a disposizione oltre 39 Milioni di Euro a beneficio di Piccole e Medie Imprese, compresi i liberi professionisti, i consorzi e le reti di imprese.

    Il bando rappresenta un’occasione di finanziamento a tasso zero per tutti coloro che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, e con un fabbisogno finanziario compreso tra i 10.000 e i 50.000 Euro.

    A chi è rivolto il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio?

    1. Piccole e Medie Imprese (PMI)
    2. Liberi professionisti e titolari di partita iva
    3. Consorzi e Reti di Imprese

    con le seguenti caratteristiche:

    • costituite da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando;
    • con una  operativa nel Lazio;
    • con una esposizione con il sistema bancario inferiore a € 100.000. 

    Esposizione con il sistema bancario: crediti per cassa a scadenza

    Con riferimento a quest’ultimo punto, ovvero alla esposizione che la società o il professionista ha già in essere con il sistema bancario, l’avviso pubblico fa riferimento ai crediti per cassa a scadenza che sono rilevabili dalla Centrale Rischi

    Ti stai chiedendo cosa significa la dizione “Crediti per cassa a scadenza“? Dammi 5 minuti del tuo tempo per fare un breve ripasso di questa “tecnica bancaria”. Niente di complesso, promesso!

    Con la dizione crediti per cassa indichiamo i classici finanziamenti che le banche concedono ai propri clienti mentre, con la denominazione “a scadenza“,  indichiamo finanziamenti che hanno una scadenza prefissata già al momento della firma del contratto. Ne sono un esempio i mutui e le operazioni di .

    Requisito fondamentale per la richiesta di agevolazione è quello di non aver subito, nell’ultimo anno, la revoca per inadempimento di finanziamenti o affidamenti bancari, e non essere stato oggetto di protesti o pregiudizievoli di conservatoria.

    Sottosezioni del fondo e settori finanziati

    Il Fondo è suddiviso in 4 sezioni che prevedono differenti tipologie e percentuali di spese finanziabili in base allo specifico settore di attività.

    Il bando Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, inoltre, prevede riserve specifiche per le botteghe storiche, i piccoli negozi al dettaglio, le attività di ristorazione, le imprese artigiane, il  trasporto non di linea nonché risorse specifiche per finanziare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica come quelli descritti nell’allegato disponibile a questo link.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo Rotativo per il piccolo credito?

    Ogni sezione del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio prevede spese finanziabili specifiche, con soglie ben precise.

    Dunque mi raccomando: controlla con attenzione qual è la sezione del Fondo più corretta per il tuo progetto, per comprendere pienamente quali spese potrai finanziare, e in quale precisa percentuale.

    In linea generale però il Fondo finanzia le seguenti spese:

    • Attivi materiali e immateriali
    • acquisto di terreni
    • acquisto di macchinari, attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi,  e applicativi digitali
    • acquisizione di brevetti, licenze,  o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali.
    • Spese per investimenti materiali e immateriali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese
    • Veicoli a trazione elettrica o ibrida (per i soli titolari di licenza taxi rilasciata da un Comune della Regione Lazio.)
    • Spese di consulenza
    • servizi di consulenza specialistica prestati da soggetti esterni;
    • studi di fattibilità.
    • Capitale circolante

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio consiste in un finanziamento a tasso zero con un importo compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Il finanziamento deve essere compreso tra 3 e 5 anni, con un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi, mentre il rimborso dovrà avvenire mensilmente a rata costante posticipata.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso all’agevolazione Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio a partire dal 21 settembre 2018 (la prima edizione del fondo era stata attivata il 10 luglio 2017).

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bandi e agevolazioni per liberi professionisti e imprese individuali – mini guida 2018

    Bandi e agevolazioni per liberi professionisti e imprese individuali – mini guida 2018

    Non perdere la nostra ultima mini guida e scopri tutte le agevolazioni per liberi professionisti e titolari di ditte individuali!

    Sapevi che la finanza agevolata sostiene anche i liberi professionisti e le imprese individuali? A seguito dell’approvazione della Legge di Stabilità 2016, anche i liberi professionisti, i lavoratori autonomi ed i titolari delle ditte individuali, possono accedere ai fondi strutturali europei.

    Ma le buone notizie non finiscono qui. Devi sapere che attualmente sono attive molte agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, per finanziare la tua attività di libero professionista o lavoratore autonomo.

    Vediamo quali sono alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per te in Italia.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali nella Regione Lombardia

    La Regione Lombardia, così come anche altre regioni italiane, sostiene l’efficientamento energetico del tessuto imprenditoriale. Nello specifico, grazie al “Bando Efficientamento energetico delle Piccole e Medie Imprese”, le PMI possono beneficiare di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di diagnosi energetiche o per l’adozione del sistema di gestione ISO 5000 in ognuna delle sedi operative in cui svolgono la propria attività.

    Il vantaggio di quest’agevolazione è dato principalmente dalla possibilità di accedere sia ad un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.

    I requisiti dei richiedenti per partecipare a questo bando sono principalmente tre: avere sede legale e operativa in Lombardia, essere regolarmente costituiti ed iscritti al registro delle imprese da almeno 2 anni alla data del 30.10.2015 (data di approvazione del Programma regionale); se si tratta di imprese di servizi, essere costituite sotto forma di società.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Emilia-Romagna

    Il Fondo ENERGIA della Regione Emilia Romagna è un fondo rotativo di finanza agevolata che opera concedendo finanziamenti agevolati a sostegno di progetti di efficienza energetica ed uso di energia rinnovabile avviati da imprese in Emilia Romagna.

    Il vantaggio di quest’agevolazione è dato principalmente dalla possibilità di accedere sia ad un finanziamento a tasso zero che ad un contributo a fondo perduto.

    I soggetti richiedenti devono avere necessariamente una unità locale in Emilia Romagna. Sono escluse le attività che rientrano nei seguenti codici ATECO: A; K; O; T; U.

    Sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di spese:

    • acquisto ed installazione, adeguamento di macchinari, impianti, attrezzature, hardware
    • acquisto di software e licenze
    • consulenze tecnico/specialistiche funzionali al progetto di investimento
    • spese per studio di fattibilità, e/o la preparazione del progetto di investimento

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Toscana

    La Regione Toscana, da sempre molto attiva dal punto di vista del supporto alla formazione, ha emanato il bando “Voucher formativi individuali rivolti a imprenditori e liberi professionisti”.

    Quest’agevolazione permette agli imprenditori e i loro coadiuvanti, aventi sede legale o unità operativa nel territorio della Regione Toscana, ai liberi professionisti di richiedere un voucher per la frequenza a Corsi di formazione e di aggiornamento professionale, anche in modalità e-learning, e a Master di I e II livello in Italia e all’estero.

    Il vantaggio di quest’agevolazione risiede nella possibilità di accedere a un contributo a fondo perduto fino a un massimo di € 5.000.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Lazio

    Il Fondo Rotativo per il Piccolo Credito della Regione Lazio sostiene le Piccole e Medie Imprese e i liberi professionisti della regione

    L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero per imprese e liberi professionisti, che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, con un importo massimo pari a € 50.000 anche per l’acquisto di scorte e di macchinari e attrezzature.

    Uno dei principali vantaggi risiede nella natura dell’agevolazione, che salvo eventi eccezionali, prevede un rifinanziamento periodico da parte della Regione.

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole finanziare la propria attività sono diverse e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

     

    Se vuoi finanziare la tua attività libero professionale o autonoma verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Avviso: il bando per l’innovazione in friuli venezia giulia è stato chiuso il 16 maggio 2018. Se vuoi rimanere sulle ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui!

    In Friuli è il momento giusto per innovare!

    Si apre il 27 marzo 2018 il bando promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia ha lo scopo di incentivare la realizzazione nel territorio regionale di progetti di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), finalizzati al consolidamento delle imprese stesse in chiave innovativa.

    Il bando denominato “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI” – linea b, ha una dotazione finanziaria di oltre 2.3 milioni di euro.

    Chi può partecipare al bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia?

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia finanzia i progetti di investimento delle micro, piccole e medie imprese (PMI), inclusi i liberi professionisti operanti in Friuli. Sia le imprese che i liberi professionisti, possono presentare un solo progetto a valere sul bando.

    Per poter partecipare i richiedenti dovranno essere attive, regolarmente costituite, e iscritte al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre rispettare una serie di requisiti legati al rispetto delle normative, alla situazione economico-finanziaria, e all’eventuale accesso ad altre agevolazioni avvenuto in passato.

    Quale agevolazione è prevista?

    Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, con delle intensità di aiuto diverse in base al Regime con cui l’agevolazione viene concessa:

    • Regime De Minimis 1407/2013, sarà pari al 50% della spesa ammissibile;
    • Art. 17 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 20% per micro e piccole imprese, e al 10% per le medie imprese;
    • Art. 14 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 30% per micro e piccole imprese, e al 20% per le medie imprese.

     

    In ogni caso, il limite massimo di aiuto concedibile per ogni domanda è pari a 200 mila euro, mentre il limite minimo è di 3 mila euro per le microimprese, 6 mila euro per le piccole, e 9 mila euro per le medie imprese.

    L’aiuto è concesso esclusivamente per la realizzazione di progetti di investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I progetti devono essere focalizzati al miglioramento o all’automazione dell’efficienza aziendale ma anche al miglioramento dei processi aziendali e della capacità di penetrare in nuovi mercati.

    I progetti finanziabili possono essere suddivisi in tre gruppi, legati alla realizzazione di:

    1. soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati, come enterprise Resource Planning o ERP, Manufacturing Resource Planning o MPR, sistemi di gestione documentale, sistemi di Customer Relationship Management o CRM, tracciabilità dei prodotti, strumenti di business intelligence e business analytics, strumenti per la sicurezza informatica ed il cloud computing;
    2. soluzione ed applicazioni digitali che consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti (Internet of Thing);
    3. servizi innovativi per la clientela [solo per imprese turistiche].

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti descritti nel paragrafo precedente, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto di:

    • hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale (installazione compresa);
    • sistemi di sicurezza della connessione di rete;
    • software e licenze, anche a canone periodico o a consumo limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica, limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;
    • servizi di consulenza concernenti l’analisi, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informatici descritti al punto precedente;
    • altri servizi di consulenza inerenti al progetto presentato.

    Attenzione, il bando non consente di finanziare la pura e semplice sostituzione di software o hardware o sistemi già in possesso del richiedente, con versioni più aggiornate.

    Come posso presentare domanda di partecipazione?

    La domanda di partecipazione al banco per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia deve essere presentata alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, a partire dalle ore 10:00 del 27 marzo e fino alle ore 16:00 del 16 maggio 2018.

    E’ possibile presentare domanda esclusivamente per via telematica, tramite il sistema informativo FEG (Front End Generalizzato), che puoi trovare sulla colonna destra del sito della Regione FVG. Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione prevista dal bando.

    Le domande saranno valutate sulla base di diversi criteri, ad esempio: la coerenza del progetto presentato con la Strategia di Specializzazione S3, investimenti in tecnologie abilitanti, capacità di ridurre l’impatto ambientale, incremento occupazionale, possesso del rating di legalità.

    Non saranno ammesse a contributo le domande che otterranno un punteggio inferiore a 15 punti. Perciò se hai dubbi, e vuoi essere sicuro di riuscire a vincere il bando, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente esperto.

    Approfondimenti

    Un altro interessante bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese operanti sul territorio, è “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI“ – linea a.

    Questa linea ha una dotazione finanziaria di oltre 6.3 milioni di euro, ma scade il 23 marzo 2018.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto il nostro articolo dedicato al nuovo bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia oppure pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

  • LIBERI PROFESSIONISTI START AND GROW: il terzo bando di CreOpportunità

    LIBERI PROFESSIONISTI START AND GROW: il terzo bando di CreOpportunità

    Avviso: il bando CreOpportunità è stato chiuso il 29 dicembre 2017. Nel frattempo non perderti tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Pacchetto CreOpportunità: 22 milioni di euro per rilanciare l’imprenditorialità lucana

    Buone nuove per le imprese della Basilicata!

    Leggi anche le altre 2 linee del pacchetto CreOpportunità.

    1. Pacchetto CreOpportunità: 3 misure per agevolare le imprese lucane
    2. Start and go: per imprese costituite e costituende
    3. Go and Grow: per micro, piccole e medie imprese

    Qual è la finalità del terzo bando del pacchetto CreOpportunità?

    L’obiettivo è quello di promuovere interventi di supporto per la nascita di nuove imprese, utilizzando sia incentivi diretti, sia offrendo servizi, sia attraverso interventi di microfinanza.

    liberi-professionisti-start-and-grow-il-3-di-creopportunita

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    Dei 22 milioni di euro totali del pacchetto CreOpportunità, la dotazione finanziaria prevista per la terza linea è pari a 5 milioni di euro!

    Chi può presentare la domanda?

    Possono presentare domanda di agevolazione i liberi professionisti in una delle seguenti condizioni:

    • che siano liberi professionisti in forma singola, che abbiano avviato la propria attività professionale da non più di 60 mesi dalla data di inoltro della candidatura telematica e che abbiano eletto a luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale uno dei Comuni della regione Basilicata.
    • che siano “aspiranti liberi professionisti in forma singola” ossia persone fisiche, non ancora in possesso di una partita IVA riferibile all’attività professionale che intendono avviare nella Regione Basilicata.
    • che siano associazione tra professionisti o società tra professionisti costituite da non più di 60 mesi con sede del luogo di esercizio nella regione Basilicata.
    • che siano società tra professionisti costituende e che si impegnano a costituirsi nelle forme previste per legge e ad avere il luogo di esercizio nella regione Basilicata.

    Che tipo di contributo è previsto?

    Il contributo previsto dal bando è concesso sotto forma di contributo in conto capitale e viene concesso sotto il regime “de minimis” per l’avvio e lo sviluppo di attività professionali.
    L’intensità massima di aiuto è pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili.

    Il contributo massimo concedibile non potrà superare € 40.000,00.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    I programmi di investimento ammissibili ad agevolazione possono comprendere sia spese per investimenti materiali che immateriali, volti a supportate l’avvio dell’attività professionale.
    Sono considerati validi solo i programmi di investimento di importo superiore a € 10.000,00.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando prevede tra le spese agevolabili:

    • Spese generali
    • Investimenti materiali
    • Investimenti immateriali
    • Acquisizione di servizi reali
    • Spese di avvio dell’attività (solo per gli aspiranti professionisti/società costituende o professionisti/associazioni/società con partiva IVA non superiore a 24 mesi)

    Da quando posso presentare la domanda?

    La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico, che sarà aperto fino alle ore 20.00 del giorno 7/05/2018.

    Comincia a compilare da ora la documentazione per richiedere il tuo contributo!

    …e se non sai come fare, CONTATTACI ORA!

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    …e se non sai come fare, CONTATTACI ORA!

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando, nel frattempo dici cosa ne pensi su questo quiz!

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  • Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Avviso: non è più possibile partecipare a questi bandi. Non perderti le ultime novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Stavolta la regione Basilicata non ha lasciato indietro nessuno, ce n’è per tutti i gusti!

    Il nuovo pacchetto CreOpportunità pensato per la zona lucana comprende diversi strumenti in grado di soddisfare beneficiari con diverse caratteristiche.
    In particolare i pacchetti in questione sono tre: “START AND GO”, “GO AND GROW” e “Liberi professionistiSTART and GROW”.

    L’obiettivo principale del pacchetto CreOpportunità è quello di sostenere e facilitare l’imprenditorialità attraverso la nascita e lo sviluppo di nuovi business nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché quello di incentivare le professioni.

    Chi sono i beneficiari del pacchetto CreOpportunità?

    I beneficiari del 22 milioni di euro stanziati per il pacchetto Creopportunità  saranno le micro, piccole e medie imprese, costituite o da costituire, ma anche i liberi professionisti.

    Una novità assoluta per la regione Basilicata!

    Vediamo insieme cosa contiene questo pacchetto.

    1. START AND GO

    “START AND GO” è lo strumento dedicato alle micro e piccole imprese di nuova costituzione o che si impegnano a costituirsi prima della concessione del finanziamento.
    I beneficiari godranno di un contributo a fondo perduto sul 60% delle spese ammissibili dal bando, su cui potranno avere un contributo massimo di 100 mila euro, in regime de minimis. I programmi di investimento che potranno essere presentati dalle mpmi dovranno prevedere un investimento pari o maggiore a 20mila euro.

    2. GO AND GROW

    “GO AND GROW” è la soluzione del pacchetto Creopportunità rivolta alle micro, piccole e medie imprese con una dotazione pari a 10 milioni di euro, che offrirà ai beneficiari contributi in conto capitale con una intensità di aiuto pari al 35% per le medie imprese e al 45% per le micro e piccole imprese.

    Il contributo massimo finanziabile è di 250 mila euro, in regime di esenzione, con cui potranno essere coperte le spese per investimenti materiali, immateriali e di gestione.

    3. Liberi professionisti START and GROW

    L’ultima misura del pacchetto CreOpportunità è “Liberi professionisti START and GROW” .
    Questa linea è riservata ai liberi professionisti o aspiranti tali, associazioni o società di professionisti, e prevede contributi in conto capitale con un’intensità di aiuto del 50%, a valere su una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro.
    Il contributo massimo finanziabile è di 40 mila euro per un investimento minimo di 10 mila euro, in regime de minimis.

    Entro quando posso presentare la domanda?

    Le domande potranno essere presentate su 3 intervalli temporali, a cui seguiranno 3 valutazioni intermedie.

    L’ultimo sportello sarà aperto fino alle ore 20.00 del 7/05/2018.

    Hai ancora dubbi o perplessità?
    Contattaci per scoprire se anche tu puoi partecipare!

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

    Registrati a Trovabando per scoprire tutti i bandi e le agevolazioni a cui la tua impresa può DAVVERO partecipare!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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