Trovabando

Autore: gabriele@cloudfactory.it

  • Iper Ammortamento 2019 – come funziona e quando si applica

    Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio

    Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 184-197, legge n. 160/2019) l’agevolazione dell’iper ammortamento è stata rimpiazzata (a decorrere dal 1°gennaio 2020) dal nuovo credito in beni strumentali nuovi.

    La Legge di Bilancio 2022 ha ulteriormente prorogato questa agevolazione.

    Cos’è l’Iper Ammortamento?

    L’Iper Ammortamento è una delle agevolazioni che il MiSE promuove per supportare e incentivare gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in ottica Industria 4.0.

    Grazie a questa agevolazione, i titolari di reddito d’impresa possono incrementare il costo di acquisizione del bene, ottenendo la maggiorazione della quota annua di ammortamento (o del canone annuo di leasing) fiscalmente deducibile. Da cui “Iper Ammortamento“, appunto.

    Di conseguenza, si avrà una deduzione che opera in via extracontabile, ottenendo un maggior abbattimento della base imponibile, ma soltanto per i beni che rientrano nel Piano Nazionale Industria 4.0. Più avanti ti sveleremo a quali beni si fa riferimento.

    Come funziona Ex Iper Ammortamento 2019 ora Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: quando si applica

    Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 (di cui all’allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) è riconosciuto alle seguenti condizioniPer l’anno 2021 

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Per l’anno 2022 

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Dal 2023 al 2025 

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 l’ordine venga accettato dal venditore e contestualmente sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0 (di cui all’allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) in favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in beni immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • dal 2021 al 2023: 20% (50% per tutto il 2022) del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

     Anche in questo caso, il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 sia stato accettato dal venditore l’ordine e risultino pagamenti pari al almeno il 20% del costo di acquisizione. Per quanto riguarda tutti gli altri beni strumentali materiali e immateriali, c.d. “ordinari” (per intendersi quelli diversi dai citati Allegati A e B), il relativo credito d’imposta è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
    • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro

    Chi può usufruire del Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali?

    I beneficiari sono le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. 

    Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime.

    A quali beni si può applicare?

    L’Iper Ammortamento è riservato soltanto ad alcune tipologie di beni.

    Possiamo infatti individuare in tal senso tre diverse tipologie di investimenti, aventi ad oggetto beni strumentali:

    • nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • nuovi indicati nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • diversi da quelli indicati negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato A:

    • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;
    • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;
    • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato B:

    • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0.

    Sono ammessi gli acquisti in leasing?

    L’agevolazione è applicabile anche ai beni acquistati in leasing, il costo da considerare, per il calcolo del credito di imposta, è quello di acquisizione del bene.

    Come usufruire del credito di imposta?

    Il credito d’imposto viene goduto come compensazione su F24 con l’uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell’AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021 e 2022.

    Cosa deve fare l’impresa per godere dell’agevolazione 2022?

    E’ necessario procedere all’acquisto di beni, materiali o immateriali nuovi di fabbrica, dal 1 gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2025, oppure deve emettere l’ ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2025 e mettere in funzione il bene entro il 30 giugno 2026.

    L’impresa, per beni del valore inferiore a 300.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

    • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
    • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

    Come richiedere il credito di imposta?

    Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

    I modelli di comunicazione sono stati resi disponibili solo il 20 ottobre 2021.

    L’agevolazione verrà poi goduta dall’impresa come credito di imposta utilizzabile, solo in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni.


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  • Nuova Sabatini: Calcola il contributo con il tool gratuito per PMI

    Attenzione:

    Con decreto interministeriale MISE-MEF, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.139 del 16 giugno 2022, sono stati disciplinati i nuovi criteri per la concessione e l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali a favore delle piccole e medie imprese.

    In questo articolo troverai le info sulla Nuova Sabatini calcolo contributo

    Hai sentito spesso parlare dell’agevolazione del MiSE  – Nuova Sabatini” e vuoi sapere che tipo di contributo è previsto?

    Se vuoi calcolare quanto puoi ricevere da questa agevolazione, e quanto può essere conveniente, dovresti già sapere come funziona: se così non fosse ti consigliamo di leggere la nostra mini guida sulla Nuova Sabatini.

    In ogni caso, faremo un breve riassunto sulle caratteristiche di questo contributo concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, prima di farti utilizzare il tool Nuova Sabatini calcolo contributo.

    Se sai già tutto, puoi saltare il prossimo paragrafo e passare direttamente all’utilizzo dello strumento di calcolo.

    Cosa finanzia e cosa prevede la Nuova Sabatini

    Perchè pagare più interessi per l’acquisto di macchinari, impianti o attrezzature utili alla tua impresa?
    La “Nuova Sabatini2022 è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura mira a sostenere gli investimenti per acquistare in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Come riportato nel decreto sopra citato i benefici previsti dal decreto riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali,
    • Agevolazioni per investimenti 4.0,
    • Agevolazioni per investimenti green introdotta nel 2022,
    • Nuova Sabatini Sud, anche questa una novità del 2022.

     

    Oltre a queste tre tipologie di intervento, il decreto illustra anche un contributo maggiorato a favore delle imprese che effettuano investimenti nelle regioni del Meridione; ma analizziamo più nel dettaglio gli interventi previsti dalla Nuova Sabatini 2022.

    La Nuova Sabatini mette a disposizione un contributo in conto impianti pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni.

    Il tasso di interesse annuo è diversificato in base alla tipologia di intervento:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari (diversi da quelli Impresa 4.0);
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali 4.0 ed investimenti green;
    • 5,5% per gli investimenti in tecnologie Impresa 4.0 delle micro e piccole imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

     

    L’importo richiesto deve essere compreso tra i 20.000 e i 4.000.000 di euro.

    L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (leasing) o assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

    Le nuove misure si affiancano ai contributi per gli investimenti in tecnologie 4.0 e per gli investimenti “ordinari”.

    La Legge di Bilancio 2022  ha previsto il ripristino di erogazione in più quote; mentre la possibilità di ricevere il contributo in un’unica soluzione è limitata ai finanziamenti fino a 200mila euro.

     

    Strumento di calcolo del contributo

    Clicca sul pulsante qua sotto per sapere gratuitamente quale contributo riceveresti e quanto potresti risparmiare rispetto ad un normale finanziamento bancario. Bastano 3 minuti!

    Ti basterà inserire il valore del finanziamento di cui hai bisogno e il tasso d’interesse che applicherebbe la tua banca di riferimento. Per semplicità, il nostro tool calcola sempre il valore del contributo su un finanziamento di durata quinquennale.


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  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Pnrr in sintesi: cos’è il Piano Nazionale di ripresa e resilienza

    Cosa significa Pnrr, il piano dell’Italia per superare la crisi economica e sociale

    Pnrr: cosa significa

    Pnrr in sintesi è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto anche come Italia Domani). È il piano elaborato dall’Italia per superare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

    Fornisce un vasto programma di riforme che verrà avviato, da qui fino al 2026, per investire i 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa.

    Cos’è il Pnrr?

    Quando parliamo del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci riferiamo a un programma di oltre 200 pagine di non semplice comprensione che servirà ad accedere alle risorse economiche previste dal Next Generation EU.

    Sul PNRR aleggia un velo di mistero, sotto il quale si nascondono tante domande: quali sono gli obiettivi del piano? Da dove arrivano le risorse economiche? Quanti miliardi verranno stanziati? Quali sono i temi interessati? Ma soprattutto, quali imprese potranno realmente accedere alle risorse economiche?

    Cerchiamo subito di dare una risposta a queste (e a tante altre) domande.

    Da dove arrivano le risorse economiche?

    Facciamo un po’ di chiarezza rispondendo a una semplice domanda: da cosa nasce il PNRR? Per dare una risposta esaustiva dobbiamo partire dal NGEU. Il programma Next Generation EU (NGEU), infatti, è un fondo che intende sostenere il rilancio economico degli Stati della Comunità Europea a seguito della pandemia da Covid-19. Comprende due strumenti di sostegno agli Stati membri:

    1. Il REACT-EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe), che vale 47,5 miliardi ed è stato concepito in un’ottica di più breve termine (2021-2022) per aiutare nella fase iniziale di rilancio delle economie.
    2. Il Recovery and Resilience Facility (RRF), che ha invece una durata di sei anni, (dal 2021 al 2026) e la sua dimensione totale è pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi prestiti a tassi agevolati.

     

    All’Italia spetteranno €13,5 miliardi dal React-EU, €191,5 miliardi dal RRF e ben €31 miliardi dal Fondo Complementare Nazionale.

    Chi beneficerà degli investimenti europei?

    … Ma chi beneficerà degli incentivi europei? La risposta è nella struttura del Pnrr.

    Tutte le riforme e i relativi investimenti sono raggruppati in 6 Missioni, ciascuna delle quali rappresenta un settore di investimento:

    Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
    Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
    Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    Missione 4: Istruzione e ricerca
    Missione 5: Inclusione e coesione
    Missione 6: Salute

    Ogni Missione contiene, al suo interno, riforme ed incentivi economici rivolti a Imprese, Pubblica Amministrazione, famiglie, ricerca e innovazione, comuni, ed il Mezzogiorno.

    Quali sono i bandi e le agevolazioni del Pnrr?

    Grazie al Pnrr sono state pensate numerose agevolazioni su svariati temi, come l’economia circolare (Missione 2), con l’obiettivo di realizzare la transizione verde ed ecologica, oppure ricerca e sviluppo (Missione 4) al servizio delle imprese, ma anche la mobilità sostenibile (Missione 3) e l’empowerment femminile, grazie al Fondo impresa femminile.

     

    Se vuoi scoprire quali sono le agevolazioni del Pnrr per la tua impresa, lascia un commento o clicca il tasto arancione per contattarci: sapremo consigliarti la soluzione migliore per te!


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  • Temporary framework: aggiornato e prorogato al 30 giugno 2022

    Prorogato il Quadro temporaneo di aiuti per il Covid-19

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza del Temporary framework al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    L’epidemia da Covid-19 ha rappresentato una grave minaccia per la salute mondiale, ma anche un grande danno per l’economia degli stati. Tutti i Paesi infatti stanno affrontando una fase di recessione economica causata dall’emergenza sanitaria.
    È proprio per questo che la Commissione Europea ha adottato, il 19 marzo 2020, un Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19. Il documento mira a consentire agli Stati membri di adottare misure di sostegno alle imprese duramente colpite dalla crisi, sfruttando la massima flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.

     

    Temporary Framework: cos’è

    Si tratta di uno strumento che ha permesso l’attivazione di nuovi e numerosi incentivi e il rafforzamento di quelli esistenti per fronteggiare a livello economico la crisi Covid.

    Il Quadro Temporaneo non sostituisce, ma integra gli altri strumenti di intervento pubblico ordinari basati sulle norme già vigenti relative agli aiuti di Stato (ad esempio il “regime de minimis”).

    Dunque, le misure temporanee di aiuto previste possono essere cumulate tra loro, nonché possono essere cumulate con i regimi di aiuti ordinari consentiti, a patto che vengano rispettate le regole di cumulo previste.

    Proroga Temporary Framework e aiuti Covid: ecco le novità

    Inizialmente, la scadenza di applicabilità del Quadro era stata fissata al 31 dicembre 2020, fatta eccezione per le misure per la ricapitalizzazione delle imprese che potevano essere concesse fino al 30 giugno 2021.

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    Quali modifiche sono state introdotte oltre alla proroga?

    1. Aumento dei massimali della:
      – Sezione 3.1: aumentati a 2,3 milioni di euro (per impresa unica);
      – Sezione 3.12: aumentati a 12 milioni di euro (per impresa unica).
    2. Introduzione di due nuovi strumenti per sostenere la ripresa in corso dell’economia europea in modo sostenibile
    • Misure di sostegno agli investimenti per aiutare gli Stati membri a colmare il divario lasciato dalla crisi. La misura comprende salvaguardie per evitare indebite distorsioni della concorrenza. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2022.
    • Misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati ​​e renderli disponibili per investimenti in piccole e medie imprese, incluse le start-up e le piccole midcap. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari privati, creando incentivi per investire in questo tipo di società e fornendo loro un accesso più facile ai finanziamenti azionari. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2023.
      Inoltre la Commissione ha prorogato dal 30 giugno 2022 al 30 giugno 2023 la possibilità, per gli Stati membri, di convertire gli strumenti rimborsabili concessi nell’ambito del quadro temporaneo in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette.

     

    Temporary Framework: chi può richiedere gli aiuti

    Con la Comunicazione del 29 giugno 2020, la Commissione ha esteso l’applicazione del quadro temporaneo a tutte le micro e piccole imprese. La loro inclusione vale anche se al 31 dicembre 2019 erano già in difficoltà finanziarie.

    La modifica ha anche aumentato le possibilità di sostenere le startup, in particolare quelle innovative, che svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa economica dell’Unione.

     

    Temporary Framework: regimi di aiuto

    Il “Temporary Framework”, nella sua prima versione del 19 marzo 2020, ha ritenuto ammissibili, sino al 31 dicembre 2020, cinque categorie di aiuti finalizzati a garantire la liquidità e l’accesso ai finanziamenti per le imprese colpite dalle misure restrittive determinate della pandemia. In particolare, gli Stati membri sono stati autorizzati a concedere:

    • aiuti di importo limitato, quali sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme (Sezione 3.1 del Temporary Framework);
    • aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti; (Sezione 3.2 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di tassi di interesse agevolati per i prestiti; (Sezione 3.3 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di garanzie e prestiti agevolati veicolati tramite enti creditizi o altri enti finanziari; (Sezione 3.4 del Temporary Framework)
      maggiore flessibilità nell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. (Sezione 3.5 del Temporary Framework)

    Con la successiva Comunicazione del 3 aprile, la Commissione ha integrato il Quadro Temporaneo, consentendo ulteriori misure di sostegno pubblico per accelerare la ricerca, la sperimentazione e la produzione di prodotti connessi alla crisi sanitaria da COVID-19, tutelare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia durante la crisi, quali:

    • il sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus (Sezione 3.6 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova (Sezione 3.7 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia (Sezione 3.8 del Temporary Framework)
    • il sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali e il sostegno mirato sotto forma di contributo ai costi salariali di imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti dovrebbero licenziare del personale (Sezione 3.9 del Temporary Framework)

     

    Altri regimi di aiuto

    Le ultime 3 Sezioni del Quadro temporaneo riguardano:

    • Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19 contributi ai costi salariali delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) che, a causa della pandemia di Covid-19, sarebbero altrimenti costrette a licenziare i dipendenti (Sezione 3.10);
    • Misure di ricapitalizzazione sostegno pubblico sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale a favore di imprese che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della pandemia di Covid-1944. Esso mira a garantire che la perturbazione dell’economia non dia luogo a un’uscita dal mercato non necessaria di imprese che erano redditizie prima della pandemia di Covid19 (Sezione 3.11);
    • Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti (Sezione 3.12).

     

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  • Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro per giovani, donne e disoccupati

    Bando chiuso dal 15 giugno 2023.

    Avvia la tua iniziativa imprenditoriale con finanziamenti fino al 100% su importi fino a 50.000 euro!

    Di cosa si tratta?

    Il Nuovo SELFIEmployment finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    L’incentivo è gestito da Invitalia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, sotto la supervisione dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

    Rispetto all’edizione precedente, la nuova versione offre condizioni di accesso e di erogazione dei finanziamenti più vantaggiose: scopriamole subito!

    Chi può partecipare al nuovo SELFIEmployment?

    L’ è rivolto a una categoria specifica di persone che abbiano una forte attitudine al lavoro autonomo e voglia di mettersi in gioco.

    Per poter accedere al finanziamento infatti bisogna essere residenti nel territorio nazionale e appartenere a una delle seguenti categorie:

    •  (Not in Education, Employment or Training), vale a dire persone maggiorenni che, al momento della presentazione della domanda, si sono iscritti al programma Garanzia Giovani entro il 29esimo anno di età, e che non sono impegnati in altre attività lavorative e in percorsi di studio o di formazione professionale
    • Donne inattive, intese come donne maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupate in altre attività lavorative
    • Disoccupati di lunga durata, cioè persone maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupati in altre attività lavorative e hanno presentato – da almeno 12 mesi – una dichiarazione di disponibilità al lavoro (DID)

    Per accedere all’agevolazione le donne inattive e i disoccupati di lunga durata non dovranno necessariamente essere iscritti a Garanzia Giovani.

    Veniamo quindi al dunque: le categorie di persone che abbiamo appena citato possono presentare le domande in forma di:

    1. Imprese individuali,  di persone, Società cooperative, Cooperative sociali, Associazioni professionali e Società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda purché non attive;
    2. Imprese individuali, Società di persone, Società cooperative, Cooperative sociali non ancora costituite, a condizione che si costituiscano entro 90 giorni dall’eventuale Provvedimento di ammissione.

    Cosa finanzia e quali sono le spese ammissibili?

    Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    Sono esclusi i settori della pesca e dell’acquacultura, della produzione primaria in agricoltura.

    Ma veniamo ora alle spese ammissibili… ecco cosa puoi finanziare con il Nuovo SELFIEmployment:

    • acquisto di strumentiattrezzature e macchinari
    • acquisto di hardware e software
    • opere murarie (entro il limite del 10% del totale delle spese in investimento ammesse)
    • spese di gestione quali: locazione di beni immobili e canoni di leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

    Quando posso presentare la domanda per accedere a SELFIEmployment?

    Le domande possono essere inviate dalle ore 12.00 del 22 febbraio 2021.

    Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le richieste di finanziamento vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

    La domanda e i relativi allegati possono essere inviati esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    1. essere in possesso di una identità SPID per accedere alla piattaforma dedicata
    2. accedere all’area riservata tramite l’identità SPID per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati.

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario possedere una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    L’onestà è un valore davvero molto importante per noi, quindi ci teniamo a dirti fin da subito che è possibile presentare una domanda per Nuovo Selfiemployment autonomamente, senza il supporto di un consulente. Ci sembra doveroso dirti anche che presentare domanda e vincere non è affatto semplice!

    Rivolgersi ad un team di professionisti come noi aumenta le possibilità che la tua domanda venga accolta positivamente.

    Contattaci subito senza impegno e scopri cosa possiamo fare per te!


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  • Fondo per il sostegno alle grandi Imprese in difficoltà finanziaria

    Aggiornamento: Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo. Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di Invitalia.

    Di cosa si tratta?

    Il Fondo per il sostegno alle grandi imprese in difficoltà ha come finalità quella di sostenere la ripresa o la continuità dell’attività imprenditoriale. Tale Fondo opera attraverso la concessione di prestiti quinquennali a tasso agevolato a favore di Grandi Imprese e imprese in amministrazione straordinaria.

    Istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, il fondo ha una dotazione di 400 milioni di euro per l’anno 2021.

    A chi è rivolto il Fondo Grandi Imprese?

    Potranno richiedere le agevolazioni le grandi imprese che alla data di presentazione della domanda presentano i seguenti requisiti:

    1. Versano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19;
    2. Presentano prospettive di ripresa dell’attività;
    3. Devono essere regolarmente costituite e iscritte nel ;
    4. Devono avere  e operativa ubicata sul territorio nazionale;
    5. Non devono rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla ;
    6. Devono aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
    7. Possono altresì beneficiare dell’intervento del Fondo le grandi imprese che si trovano in amministrazione straordinaria.

    Quali grandi imprese sono escluse?

    Ci sono, tuttavia, delle imprese che sono escluse dall’agevolazione, ovvero quelle:

    • Nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o  penale di condanna divenuto irrevocabile;
    • Che hanno riportato condanne penali o sanzioni amministrative definitive per le violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale;
    • Che sono sottoposte a procedure di tipo liquidatorio.

    Ricordiamo che sono escluse dalle agevolazioni le imprese che operano nel settore bancario, finanziario e assicurativo e le imprese che si trovavano già in una situazione di difficoltà alla data del 31 Dicembre 2019.

    A quanto ammontano i finanziamenti?

    I finanziamenti concessi alle grandi aziende in difficoltà presentano le seguenti condizioni:

    1. Hanno durata massima di 5 anni;
    2. Sono concessi entro il 31 dicembre 2021, ovvero entro il maggior termine eventualmente previsto da successive modifiche e integrazioni al quadro temporaneo;
    3. Sono concessi per un importo complessivo per ciascuna impresa beneficiaria, fatto salvo quanto previsto dal bando, non superiore, alternativamente:
    i. al doppio della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria per il 2019 o per l’ultimo esercizio disponibile. Nel caso di imprese create a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
    ii. al 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
    4. Sono concessi a un tasso agevolato pari al tasso di base (IBOR a 1 anno o equivalente, pubblicato dalla Commissione europea) disponibile al momento della notifica, incrementato del margine per il rischio di credito fissato in 50 punti base per il primo anno, 100 punti base per il secondo e terzo anno e 200 punti base per il quarto e quinto anno.

    L’importo complessivo dei finanziamenti concessi dal Fondo non può, in ogni caso, superare, con riferimento a ciascuna impresa beneficiaria, l’importo di 30 milioni di euro. Nel caso di imprese beneficiarie appartenenti a gruppi, il limite si riferisce all’intero gruppo.

    I finanziamenti concessi dal Fondo sono restituiti dalle imprese beneficiarie a partire da 12 mesi successivi alla data di prima erogazione all’impresa, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

    Come presentare la domanda?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:
    ● Registrarsi ai  online di  compilando l’apposito form;
    ● Accedere con lo SPID al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare
    la documentazione da allegare;
    ● Disporre della firma digitale del legale rappresentante e dell’indirizzo di posta
    elettronica certificata (PEC) della società.
    ● Al termine della procedura on line verrà assegnato un protocollo elettronico.

    La domanda di accesso al Fondo deve contenere il piano aziendale.

    Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo.

    Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di  Invitalia

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  • Contributo a fondo perduto per settore tessile, moda e accessori

    Attenzione: è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande della misura agevolativa contributo a fondo perduto per settore tessile, della moda e accessori. L’avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Se la tua MPMI opera nel settore tessile, moda o accessori, è questo il contributo a fondo perduto che fa per te!

    Di cosa si tratta?

    Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha pubblicato il decreto 3 agosto 2021 che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni a sostegno delle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori.

    Il provvedimento sostiene tutte le start-up che investono nel design e nella creazione, con lo scopo di valorizzare i prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

    La misura mette a disposizione 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto in favore di progetti presentati da piccole imprese costituite da non più di 5 anni, che svolgono la propria attività in Italia e realizzano progetti innovativi e tecnologici.

    A chi si rivolge?

    Possono accedere alle agevolazioni le imprese di piccola dimensione (come MPMI e startup), non quotate, che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite in seguito a fusione.

    Inoltre è necessario che svolgano in Italia una o più attività economiche identificate dall’elenco codici Ateco ammissibili che hanno integrato con Decreto del 18 Maggio 2021.

    Le predette imprese devono:

    • Risultare iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
    • Svolgere in Italia una o più delle attività economiche indicate dal bando;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà;
    • Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
    • Non avere ancora distribuito utili.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute. Le agevolazioni sono erogate dal Ministero in non più di due quote, in relazione a spese effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i seguenti progetti:

    • Progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
      Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
    • Progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
    • Progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
    • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

    Devono inoltre prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 e non superiori a euro 200.000,00.

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:

    • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
    • Brevetti, programmi informatici e licenze software;
    • Formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

     

    È altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:

    • Materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
    • Servizi, diversi da quelli compresi nelle spese di cui al comma 1, necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
    • Godimento di beni di terzi;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

    Come posso presentare la domanda?

    Le imprese interessate potranno presentare domanda di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2021 esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.

    Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere compilate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica, secondo le modalità e gli schemi resi disponibili dall’Agenzia prima dell’apertura dello sportello.

    Le domande, da sottoscrivere tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale in modalità persona fisica, devono essere corredate dalla proposta progettuale e dall’ulteriore documentazione indicata nella domanda medesima.

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  • Credito d’imposta sanificazione e dispositivi di protezione 2021: come richiederlo

    Recupera parte delle spese di sanificazione del 2021, grazie ad un credito d’imposta pari al 30% delle spese ammissibili: quello che hai speso non va perso!

    Di cosa si tratta?

    Per favorire l’adozione di misure adatte a contrastare la diffusione del COVID-19, il Decreto Sostegni-bis ha introdotto uno sgravio fiscale per chi ha sostenuto spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati a lavoro, e che ha acquistato dispositivi di protezione individuale, come termoscanner, detergenti ecc

    Veniamo quindi al dunque: l’articolo 32 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 ha riconosciuto un credito d’imposta per chi, nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, ha sostenuto spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19.

    Scopriamo subito come recuperare parte delle spese sostenute grazie al credito d’imposta per la sanificazione!

    A chi è rivolto il Credito d’imposta Sanificazione?

    I contribuenti che possono accedere al beneficio fiscale sono:

    • i soggetti esercenti attività di impresa, arti e professioni;
    • gli enti non commerciali (compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti);
    • i soggetti esercenti attività extra-alberghiera a carattere non imprenditoriale.

    Per quest’ultima categoria c’è un’ulteriore specifica: dovranno possedere il codice identificativo specificato nell’articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare il Credito di imposta Sanificazione 2021:

    1. La sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
    2. La somministrazione di tamponi a chi svolge la propria mansione nell’ambito delle attività lavorative;
    3. L’acquisto di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che rispettino i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
    4. L’acquisto di prodotti detergenti, disinfettanti o igienizzanti;
    5. L’acquisto di termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, comprese le eventuali spese di installazione;
    6. L’acquisto e l’installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi.

     

    È un’ottima occasione per recuperare parte delle spese sostenute a causa della pandemia! Ma quanto sarà possibile recuperare, e come?

    In cosa consiste il Credito di imposta per la sanificazione?

    Il credito d’imposta sanificazioni 2021 è pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, entro un limite massimo di 60.000 euro.

    Se le richieste dovessero superare il plafond disponibile (200 milioni di euro per l’anno 2021) l’Agenzia determinerà la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili.

    In questo caso, l’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile sarà pari al credito richiesto moltiplicato per la percentuale che sarà resa nota con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate entro il 12 novembre 2021.

    Come richiedere il Credito di imposta

    Scopriamo allora come richiedere il Credito di imposta.

    La procedura è piuttosto semplice, ed è stata definita tramite l’apposito documento dell’Agenzia delle Entrate, chiamato “Definizione dei criteri e delle modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione, di cui all’articolo 32 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73”.

    Per accedere all’agevolazione, i contribuenti in possesso dei requisiti dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nei mesi interessati attraverso il Modello per la comunicazione delle spese per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione.

    La Comunicazione, da inviare esclusivamente in modalità telematica, potrà essere inoltrata dal contribuente o da un suo intermediario. L’inoltro avviene tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, oppure attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

    Entro 5 giorni dall’invio della Comunicazione viene emessa una ricevuta che attesta la presa in carico o lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni.

    La Comunicazione può essere presentata dal 4 ottobre al 4 novembre 2021: durante questo stesso periodo, la dichiarazione può essere corretta, così come è possibile presentare domanda di rinuncia al credito di imposta precedentemente comunicato, utilizzando lo stesso modello.

    Modalità di utilizzo del Credito d’imposta

    Il credito d’imposta potrà essere utilizzato dai beneficiari:

    • nella dichiarazione dei redditi del periodo di imposta di sostenimento della spesa (il modello Redditi 2022);
    • in compensazione a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento che determina la percentuale definitiva del credito di imposta spettante.

     

    L’utilizzo in compensazione potrà essere effettuato tramite modello F24, da presentare esclusivamente tramite i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando il codice tributo e le istruzioni che saranno rese disponibili con successiva risoluzione.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per richiedere il credito di imposta per le spese di sanificazione da Covid-19. Naturalmente se vuoi saperne di più, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Voucher Internazionalizzazione 2021: contributi per le spese di consulenza digitali del TEM

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse, dal 15 dicembre 2021 è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura Voucher per l’internazionalizzazione TEM con competenze digitali, di cui al DM MAECI 18/08/2020.

    Cos’è il Voucher per l’internazionalizzazione?

    Voucher internazionalizzazione Invitalia (o “Voucher TEM digitali”) è una misura che permette di usufruire di un contributo a fondo perduto per finanziare le spese di consulenza del Temporary Export Manager (TEM)

    Chi è il Temporary Export Manager? Il TEM è un professionista esperto di Export e Internazionalizzazione, che mette le proprie competenze a disposizione delle imprese. L’obiettivo di un TEM è migliorare il profitto all’estero dell’azienda, ottimizzando i processi e l’apporto commerciale.

    Ma non perdiamo altro tempo: scopriamo subito tutti i vantaggi del Voucher Internazionalizzazione!

    Chi può richiedere il Voucher Internazionalizzazione?

    Il Voucher internazionalizzazione 2021 si rivolge alle micro e piccole imprese che abbiano i seguenti requisiti:

    1. Costituite in forma societaria
    2. Sede legale sul territorio italiano
    3. Iscritte come attive al Registro delle imprese

     

    Le imprese devono inoltre avere codice Ateco primario appartenente alla classificazione C (manifatturiero). Possono usufruire della misura anche le Reti di Imprese costituite da almeno due micro/piccole imprese.

    Cosa finanzia Voucher TEM digitali?

    Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

    La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

    1. Analisi e ricerche sui mercati esteri
    2. Individuazione e acquisizione di nuovi clienti
    3. Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
    4. Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
    5. Integrazione dei canali di marketing online
    6. Gestione evoluta dei flussi logistici

     

    Le prestazioni di consulenza dovranno avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza sull’Export?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti i TEM possono essere fornitori di servizi di consulenza.

    Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 ha istituito l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM abilitati a erogare i servizi previsti dall’agevolazione.

    Ad ogni modo, la consulenza deve essere erogata da un Temporary Export Manager con le seguenti caratteristiche:

    • avere significativa esperienza negli ambiti di:
    • progettazione e organizzazione della rete di distribuzione di prodotti e servizi in nuovi mercati esteri;
    • assistenza alle imprese nella partecipazione a fiere internazionali in modalità virtuale ed ad eventi in diretta su piattaforme streaming internazionali;
    • implementazione di strumenti di logistica integrata per distribuzione e approvvigionamenti, analisi della concorrenza e valutazione delle iniziative volte a migliorare le performance di e-commerce;
    • realizzazione di cataloghi digitali, negoziazione, promozione dei prodotti sugli showroom digitali, coinvolgimento di possibili acquirenti internazionali e utilizzo di micro-influencer;
    • predisposizione di accordi e sviluppo di rapporti con distributori ed agenti esteri, operatori stranieri del settore, provider di servizi di supply chain e di commercio digitale;
    • trasferimento delle conoscenze, metodologie e tecniche di trasformazione digitale e adozione di metodi e strumenti di e-commerce coerenti con il settore di attività e la generale evoluzione digitale dello scenario competitivo internazionale.
    • deve essere in possesso di almeno due certificazioni sull’utilizzo di strumenti digitali di marketing tra quelle rilasciate da Hubspot Academy, Facebook Blueprint, Google Skillshop e Microsoft Advertising.
    • aver svolto almeno 5 progetti di supporto a processi di internazionalizzazione d’impresa tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della domanda di inserimento nell’elenco del Ministero, con esito positivo.
    • essere in possesso di partita IVA da almeno due anni prima della richiesta di inserimento nell’elenco del Ministero.

    Contributo previsto dal Voucher Internazionalizzazione 2021

    Questa misura prevede un contributo a fondo perduto in “regime de minimis” pari a:

    • 20.000 € per micro e piccole imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 30.000 €,
    • 40.000 € per le reti di imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 60.000 €.

     

    Inoltre, le imprese beneficiarie possono richiedere un contributo aggiuntivo di € 10.000, se raggiungono questi volumi di vendita all’estero:

    • incremento volume d’affari estero di almeno il 15%
    • fatturato verso l’estero di almeno il 6% del fatturato complessivo aziendale

    Come presentare la domanda per il voucher internazionalizzazione?

    È possibile presentare una sola domanda per impresa esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

    Al momento non è prevista una data di chiusura dello sportello: la chiusura dello sportello, infatti, sarà disposta ad esaurimento delle risorse stanziate con apposito provvedimento.

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