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Categoria: Bandi

  • Finanziamenti a fondo perduto in Sardegna – 3 fondi regionali per l’innovazione in campo ICT

    Finanziamenti a fondo perduto in Sardegna – 3 fondi regionali per l’innovazione in campo ICT

    Avviso: i bandi sono stati chiusi. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui.

    Vuoi innovare? Ecco i tre finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna dedicati alle imprese

    In questo articolo parleremo di tre interessanti misure che la Regione Sardegna ha previsto in base alla Strategia di specializzazione intelligente (S3), con la finalità di promuove la crescita, lo sviluppo sostenibile e l’inclusione sociale della regione, in linea con la più ampia strategia europea c.d 2020.

    Le tre misure di cui ho deciso di parlarti oggi sono rivolte alle imprese operanti nel territorio sardo, che hanno l’intenzione di investire in ricerca e innovazione, principalmente in campo ICT.

    Senza indugiare ulteriormente, ti presento subito queste tre interessanti misure a fondo perduto Regione Sardegna:

    Bando per contributi a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI
    Bando per contributi a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI del settore turistico
    Bando per contributi a fondo perduto “Programma di ricerca e sviluppo – Area di specializzazione ICT“

    Inizio subito col darti le informazioni sui tratti salienti delle tre agevolazioni.

    1. Bando per finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna “Servizi per l’innovazione nelle MPMI”

    La prima agevolazione di cui ti parlerò riguarda una tematica che, oggi più che mai, è di primaria importanza per tutte le realtà imprenditoriali: l’innovazione.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Questa agevolazione nasce dalla volontà della Regione Sardegna di aiutare le imprese che, attraverso la redazione e realizzazione di un piano di innovazione, vogliono sviluppare nuovi prodotti e/o innovare i propri processi produttivi, avvalendosi di interventi di consulenza in materia di innovazione e servizi di supporto all’innovazione organizzativa.

    Obiettivo ultimo della Regione Sardegna e, dunque, dell’agevolazione stessa è favorire l’innovazione e il rafforzamento competitivo delle imprese del territorio sardo.

    Si tratta di un’agevolazione concessa sotto forma di contributo a fondo perduto a cui possono accedere le micro, piccole, medie imprese che operano nella regione Sardegna.

    Il contributo a fondo perduto, inutile negarlo, è la tipologia di contributo maggiormente richiesto dalle imprese, nonostante molte volte il funzionamento di questo tipo di agevolazione non è del tutto chiaro.

    Se anche tu appartieni a quest’ultima categoria di imprenditori, o aspiranti tali, ti suggerisco la lettura di questo nostro articolo, in cui spieghiamo il meccanismo di funzionamento di questa tipologia di contributo.

    Quali imprese possono richiedere il Bando per finanziamenti a fondo perduto Regione Sardegna “Servizi per l’innovazione nelle MPMI”?

    Purtroppo, non tutte le imprese potranno avere accesso a questo contributo a fondo perduto, ma solo quelle che svolgono attività di:

    1. manifattura e agroindustria
    2. fornitura di acqua
    3. costruzioni
    4. edizione di libri, giochi per computer, software a pacchetto o non connessi all’edizione ed altre attività dei servizi d’informazione
    5. ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria
    6. noleggio di biciclette, canoe, barche a vela, gommoni, motoscafi, pedalò, windsurf, acquascooter.

     

    Quindi, se la tua impresa opera in uno dei settori elencati e avevi in cantiere l’idea di arricchire la tua offerta o innovare i processi produttivi, questo contributo potrebbe fare al caso tuo.

    2. Bando per finanziamenti a fondo perduto “Servizi per l’innovazione nelle MPMI del settore turistico” della Regione Sardegna

    La seconda agevolazione di cui voglio parlarti è estremamente interessante, ed è specificatamente diretta all’innovazione nel settore turistico.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Grazie a questa agevolazione, le imprese potranno finalmente pianificare interventi che siano finalizzati all’introduzione di strumenti ICT, all’innovazione organizzativa e di mercato, usufruendo di servizi di consulenza specificatamente diretti al supporto nel processo di innovazione aziendale.

    A questo punto, probabilmente, ti starai chiedendo cosa significa ICT, innovazione organizzativa e di mercato. Te lo spiego subito, partendo proprio dal concetto di ICT.

    ICT è l’acronimo di Information Communication Technology ed indica, in estrema sintesi, l’insieme delle tecnologie che consentono il trattamento e lo scambio delle informazioni in formato Digitale.

    Alcuni esempi di servizi inerenti l’introduzione di strumenti ICT, ammessi al contributo sono:

    • Gestione degli acquisti e/o delle prenotazioni anche mediante il sito web (PMS, Booking on line, e-commerce);
    • Sito web aziendale realizzato secondo tecniche di responsive web design alimentato da un sistema editoriale per la gestione dei contenuti (CMS);
    • Gestione canali di vendita (sistemi di channel manager) e gestione clienti (CRM con funzioni di direct marketing, Online concierge);
    • Web marketing: studio e implementazione di politiche di social media, ottimizzazione sito per i motori di ricerca (SEO), pianificazione (non realizzazione) di campagne advertisement su web (SEM);
    • Revenue Management (strumenti di analisi dei segmenti di mercato e dei competitor per la definizione di un piano tariffario dinamico).

    In maniera del tutto analoga al caso precedente, si tratta di un contributo a fondo perduto a cui possono accedere le micro, piccole, medie imprese che operano nella regione Sardegna.

    Quali imprese possono richiedere il finanziamento a fondo perduto della Regione Sardegna?

    Come suggerisce il nome stesso dell’agevolazione, le azioni previste sono finalizzate a favorire l’innovazione delle micro, piccole, medie imprese operanti nel settore turistico e culturale.

    Anche in questo caso, dunque, sono previste limitazioni inerenti l’accesso all’agevolazione, che dipendono dalla tipologia di attività svolta impresa.

    Per queste prime due tipologie di agevolazioni di cui abbiamo parlato, i termini di presentazioni delle domande sono estremamente dilatati. Potrai, infatti, presentare domanda fino al 2020!

    3. Bando Programma di ricerca e sviluppo – Area di specializzazione ICT

    La terza agevolazione di cui voglio parlarti riguarda le tematiche di ricerca e sviluppo, collegate all’ambito dell’ICT.

    Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche principali dell’agevolazione?

    Quest’ultima agevolazione di cui parleremo ha tre principali finalità:

    1. rilanciare la competitività tecnologica di settori portanti dell’economia regionale, promuovendo lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi innovativi;
    2. favorire la collaborazione tra imprese e sistema della ricerca per l’elaborazione di progetti che rispondano alle esigenze di innovazione e competitività del territorio sardo;
    3. favorire ricadute sul territorio in termini di competitività del sistema produttivo, innalzando in particolare il contenuto tecnico-scientifico di prodotti e/o processi e/o servizi.

     

    I progetti che le imprese potranno sviluppare, dovranno riguardare la «ricerca industriale» e lo «sviluppo sperimentale» e nello specifico, una – o più tematiche e ambiti tecnologici, tra:

    • tecnologie aperte per la comunicazione ubiqua e la sensoristica diffusa;
    • aggregazione e trattamento di big data e distribuzione di open data;
    • distribuzione e visualizzazione scalabile di grosse quantità di dati;
    • sicurezza del cittadino da rischi ambientali;
    • consapevolezza energetica e sviluppo di reti intelligenti per la distribuzione di energia;
    • altri ambiti tecnologici attinenti alle tematiche delle “Safe and Smart City”.

     

    Anche in questo caso, come in quelli precedenti, l’aiuto consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto.

    A differenza però delle due agevolazioni di cui abbiamo parlato prima, per quest’ultimo contributo la richiesta di agevolazione può essere presentata fino al 18 maggio 2018!

    Quali imprese possono richiedere questo finanziamento a fondo perduto?

    Per questo tipo di contributo a fondo perduto le limitazioni sono molto stringenti.

    Potranno, infatti, beneficiare degli aiuti le imprese esistenti in forma singola e/o aggregata, operanti nel settore di attività economica dei Servizi di informazione e comunicazione.

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  • Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto

    Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto

    Avviso: il bando è stato chiuso. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto: scopri tutto sul nuovo Fondo di rotazione per le PMI del turismo e richiedi fino a € 5 Milioni!

    Grazie ai nuovi finanziamenti agevolati previsti dal fondo rotativo per le PMI turistiche, la Regione Veneto sostiene e promuove il turismo regionale incentivando gli investimenti e il miglioramento dell’offerta delle proprie strutture alberghiere ed extra alberghiere.

    Per le imprese del turismo della Regione Veneto sono previsti finanziamenti agevolati di importo cospicuo, ovvero compresi dai € 150.000 ai 5 milioni di euro. Un bel boost di liquidità per innovare radicalmente la propria offerta turistica!

    Quali sono le imprese beneficiarie di questo finanziamento agevolato?

    I finanziamenti agevolati possono essere richiesti da Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che gestiscano o siano proprietarie di strutture turistiche con sede in Veneto.

    Possono, quindi, richiedere questa tipologia di finanziamenti:

    • Strutture ricettive alberghiere ovvero alberghi, hotel, villaggi, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi;
    • Strutture ricettive all’aperto ovvero villaggi turistici, campeggi, resort;
    • Strutture ricettive complementari ovvero alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate ad uso turistico, bed & breakfast;
    • Strutture ricettive in ambienti naturali;
    • Altre strutture turistiche ammissibili ovvero stabilimenti balneari, impianti di risalita e parchi divertimento.

    Quali progetti possono essere finanziati con il fondo di rotazione della regione Veneto?

    I finanziamenti agevolati previsti dalla Regione Veneto per le strutture ricettive e turistiche devono riguardare, ad esempio:

    • ampliamento, ristrutturazione, manutenzione, riconversione e innovazione delle
      strutture turistiche esistenti;
    • acquisto di impianti e strumenti tecnologici connessi all’attività d’impresa e finalizzati
      all’innovazione dei processi organizzativi e dei servizi per gli ospiti;
    • acquisto di attrezzature informatiche sia hardware che software;
    • attivazione o l’implementazione di sistemi di prenotazione elettronica;
    • interventi per la riduzione dell’impatto ambientale e/o consumo di risorse (energia/acqua) della struttura;
    • interventi finalizzati alla crescita dimensionale delle imprese stesse attraverso la acquisizione di strutture ricettive esistenti, lo sviluppo di sinergie tra imprese del turismo e altre attività economiche;
    • realizzazione di aree benessere, piscine, sala congressi, wellness, ecc. complementari alle strutture ammissibili;
    • interventi per migliorare l’accessibilità della struttura alle persone con disabilità o handicap.

     

    Attenzione, se hai già effettuato queste spese non potrai beneficiare del bando. Per essere ritenuto ammissibile il progetto dovrà iniziare solo successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

    Come funziona il finanziamento agevolato previsto dal bando per il Turismo della Regione Veneto?

    I finanziamenti agevolati concessi dovranno essere compresi tra € 150.000 ed € 5 milioni e coprono il 100% delle spese e saranno erogati in Regime De Minimis.

    Il 50% del finanziamento sarà a tasso zero mentre il restante 50% sarà erogata ad un tasso convenzionato pari all’Euribor a 3/6 mesi + uno spread non più alto del 5%.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Le 10 cose da sapere sul voucher per la digitalizzazione delle PMI

    Le 10 cose da sapere sul voucher per la digitalizzazione delle PMI

    Avviso: Il bando voucher per la digitalizzazione delle pmi è stato chiuso alle ore 17:00 del 12 febbraio 2018. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità sulla finanza agevolata clicca qui !

    Se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Se hai letto il nostro blog post precedente sul Voucher per la digitalizzazione delle PMI, conoscerai già, a grandi linee, le principali caratteristiche del nuovo contributo del Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno dei processi di digitalizzazione delle PMI italiane.

    Il voucher, come fa intuire il nome, si configura, in un contributo a fondo perduto, fino ad un massimo di €10.000 che le imprese possono prenotare a partire dal 15 Gennaio 2018.

    Ma vediamo insieme le 10 cose che devi sapere se vuoi partecipare e richiedere questo interessante contributo a fondo perduto per la tua impresa.

    1. Per chi?

    Il voucher per la digitalizzazione delle PMI può essere richiesto da micro, piccole e medie imprese, costituite in qualsiasi forma giuridica e con qualsiasi regime contabile. L’importante è che risultino iscritte nel Registro delle Imprese.

    2. I liberi professionisti possono richiedere il voucher per la digitalizzazione delle PMI?

    I liberi professionisti, come avvocati, architetti, commercialisti o titolari di partita IVA, possono accedere alle agevolazioni solo ed esclusivamente se iscritti al Registro delle imprese. Questo significa che la sola iscrizione ad un albo professionale non è sufficiente per richiedere l’agevolazione, ma l’attività deve essere svolta in forma di impresa.

    Le associazioni o gli enti posso richiedere il voucher?

    Purtroppo no! Le associazioni o gli enti non possono richiedere il Voucher, anche se registrate presso il REA della Camera di Commercio di competenza.

    3. Quali progetti è possibile spesare con il voucher per la digitalizzazione?

    Con il voucher per la digitalizzazione delle PMI potrai spesare l’acquisto di software, hardware e consulenze che consentano all’impresa di:

    • migliorare l’efficienza aziendale;
    • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
    • sviluppare soluzioni di e-commerce;
    • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
    • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

    4. É possibile spesare canoni di Saas?

    Purtroppo no! Non potrai spesare i canoni di un Saas (Software as a Service) ma solo l’acquisto di licenze software.

    Secondo le FAQ 2.4 e 2.5 del MiSE, le spese per i canoni relativi a servizi informatici, sono escluse.

    Sono ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d’uso dei software, a condizione che gli stessi risultino iscrivibili in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali dell’impresa beneficiaria.

    La condizione a cui si fa riferimento, dovrebbe essere che la durata della licenza sia di almeno 3 anni. Puoi chiedere conferma al tuo commercialista.

    5. É possibile richiedere più di un voucher?

    No, ogni azienda può fare richiesta per un singolo voucher che copre il 50% delle spese presentate per un importo non superiore ai €10.000.

    6. É possibile richiedere il voucher su spese già sostenute?

    No, se hai già sostenuto le spese e ricevuto fattura non potrai beneficiare del voucher per la digitalizzazione delle PMI. Gli acquisti di beni o servizi dovranno essere effettuati tassativamente solo dopo la la prenotazione del voucher.

    7. Entro quanto deve essere concluso il progetto?

    Il progetto che presenterai dovrà essere completato entro 6 mesi dall’ammissione del progetto all’agevolazione.

    8. A partire da che data è possibile prenotare il voucher?

    É possibile inviare la propria domanda per la richiesta del Voucher utilizzando la piattaforma del Ministero dello Sviluppo Economico a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018, e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

    La domanda può essere pre-caricata sulla piattaforma dal 15 al 30 gennaio. A fine procedura il MiSE assocerà un codice alla tua domanda di partecipazione, che potrai riutilizzare dopo il 30 gennaio per inviare la domanda.

    9. Si tratterà di un click day?

    No, non si tratta di un click day! Il Ministero considererà come ricevute nello stesso momento tutte le domande. A disposizione delle imprese italiane ci sono € 100 Milioni suddivisi su base regionale.

    10. Per partecipare al Voucher hai bisogno della Carta Nazionale dei Servizi

    La CNS, ovvero la Carta nazionale dei Servizi, è una sorta di carta d’identità dell’impresa.

    E’ uno degli strumenti messi a disposizione delle imprese per permettere alla Pubblica Amministrazione di identificare l’impresa, con assoluta certezza.

     

    Noi di Trovabando abbiamo offerto un servizio specifico per aiutarti a richiedere il voucher per la digitalizzazione delle PMI.

    Se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

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  • Bandi e agevolazioni per liberi professionisti e imprese individuali – mini guida 2018

    Bandi e agevolazioni per liberi professionisti e imprese individuali – mini guida 2018

    Non perdere la nostra ultima mini guida e scopri tutte le agevolazioni per liberi professionisti e titolari di ditte individuali!

    Sapevi che la finanza agevolata sostiene anche i liberi professionisti e le imprese individuali? A seguito dell’approvazione della Legge di Stabilità 2016, anche i liberi professionisti, i lavoratori autonomi ed i titolari delle ditte individuali, possono accedere ai fondi strutturali europei.

    Ma le buone notizie non finiscono qui. Devi sapere che attualmente sono attive molte agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, per finanziare la tua attività di libero professionista o lavoratore autonomo.

    Vediamo quali sono alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per te in Italia.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali nella Regione Lombardia

    La Regione Lombardia, così come anche altre regioni italiane, sostiene l’efficientamento energetico del tessuto imprenditoriale. Nello specifico, grazie al “Bando Efficientamento energetico delle Piccole e Medie Imprese”, le PMI possono beneficiare di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di diagnosi energetiche o per l’adozione del sistema di gestione ISO 5000 in ognuna delle sedi operative in cui svolgono la propria attività.

    Il vantaggio di quest’agevolazione è dato principalmente dalla possibilità di accedere sia ad un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.

    I requisiti dei richiedenti per partecipare a questo bando sono principalmente tre: avere sede legale e operativa in Lombardia, essere regolarmente costituiti ed iscritti al registro delle imprese da almeno 2 anni alla data del 30.10.2015 (data di approvazione del Programma regionale); se si tratta di imprese di servizi, essere costituite sotto forma di società.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Emilia-Romagna

    Il Fondo ENERGIA della Regione Emilia Romagna è un fondo rotativo di finanza agevolata che opera concedendo finanziamenti agevolati a sostegno di progetti di efficienza energetica ed uso di energia rinnovabile avviati da imprese in Emilia Romagna.

    Il vantaggio di quest’agevolazione è dato principalmente dalla possibilità di accedere sia ad un finanziamento a tasso zero che ad un contributo a fondo perduto.

    I soggetti richiedenti devono avere necessariamente una unità locale in Emilia Romagna. Sono escluse le attività che rientrano nei seguenti codici ATECO: A; K; O; T; U.

    Sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di spese:

    • acquisto ed installazione, adeguamento di macchinari, impianti, attrezzature, hardware
    • acquisto di software e licenze
    • consulenze tecnico/specialistiche funzionali al progetto di investimento
    • spese per studio di fattibilità, e/o la preparazione del progetto di investimento

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Toscana

    La Regione Toscana, da sempre molto attiva dal punto di vista del supporto alla formazione, ha emanato il bando “Voucher formativi individuali rivolti a imprenditori e liberi professionisti”.

    Quest’agevolazione permette agli imprenditori e i loro coadiuvanti, aventi sede legale o unità operativa nel territorio della Regione Toscana, ai liberi professionisti di richiedere un voucher per la frequenza a Corsi di formazione e di aggiornamento professionale, anche in modalità e-learning, e a Master di I e II livello in Italia e all’estero.

    Il vantaggio di quest’agevolazione risiede nella possibilità di accedere a un contributo a fondo perduto fino a un massimo di € 5.000.

    Agevolazioni per liberi professionisti e ditte individuali della Regione Lazio

    Il Fondo Rotativo per il Piccolo Credito della Regione Lazio sostiene le Piccole e Medie Imprese e i liberi professionisti della regione

    L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero per imprese e liberi professionisti, che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, con un importo massimo pari a € 50.000 anche per l’acquisto di scorte e di macchinari e attrezzature.

    Uno dei principali vantaggi risiede nella natura dell’agevolazione, che salvo eventi eccezionali, prevede un rifinanziamento periodico da parte della Regione.

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole finanziare la propria attività sono diverse e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

     

    Se vuoi finanziare la tua attività libero professionale o autonoma verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Avviso: il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 5 luglio 2018. Se vuoi conoscere le novità sulle altre agevolazioni clicca qui.

    Sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti coerenti con la RIS3

    Con il nuovo bando “Innovazione e trasferimento tecnologico: sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità (Fase 1) e progetti (Fase 2) coerenti con la RIS3″ la Regione Campania sostiene le imprese innovative del suo territorio nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti di trasferimento tecnologico attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto.

    Una opportunità da non lasciarsi scappare se hai una un’impresa che opera nel territorio campano e vuoi avviare un progetto innovativo di ricerca e sviluppo.

    A chi è rivolto il bando per l’innovazione della Regione Campania?

    Potrai presentare per questa agevolazione se la tua è una micro, piccola o media impresa che opera nella regione Campania e che, al momento della presentazione della domanda, si è già costituita ed è regolarmente iscritta al registro delle imprese.

    Che tipo di progetti di ricerca e sviluppo sono finanziabili da questo bando?

    Una particolarità di questa agevolazione è che ha l’obiettivo di finanziare due diverse fasi del processo di ricerca e sviluppo.

    La prima fase riguarda il finanziamento di studi di fattibilità, mentre la seconda è inerente ai progetti di trasferimento tecnologico, nell’ambito di progetti che abbiano una forte connotazione innovativa.

    Capiamo meglio quali attività sono comprese in ciascuna delle due fasi.

    La prima fase, ovvero quella relativa allo studio di fattibilità, servirà alle imprese campane per comprendere la fattibilità tecnica ed economica, la difendibilità intellettuale ed il potenziale commerciale delle idee innovative.

    Ma cosa vuol dire studio di fattibilità?

    Per studio di fattibilità si intende l’insieme di analisi e processi che hanno come obiettivo quello di valutare il potenziale di un progetto, di individuarne i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, le risorse necessarie per l’effettiva realizzazione del progetto e, in ultima battuta, le sue probabilità di successo.

    Gli studi di fattibilità, inoltre, dovranno riguardare una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie individuate dal documento RIS3 Campania e, nello specifico, la:

    • Proprietà intellettuale;
    • Ricerca partner;
    • Progettazione tecnica;
    • Valutazione del rischio;
    • Analisi di fattibilità tecnica ed economico/finanziaria;
    • Business planning;
    • Verifica su applicazioni pilota e proof of concept.

    Nell’ambito della seconda fase di trasferimento tecnologico, sono incluse tutta una serie di attività che riguardano lo sviluppo sperimentale e la ricerca industriale.

    Facciamo subito un po’ di chiarezza sul significato di questi ultimi due termini.

    Con sviluppo sperimentale si intende l’acquisizione, l’organizzazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità che sono necessarie per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.

    La ricerca industriale invece, come suggerisce il termine, riguarda la ricerca di nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o che siano in grado di apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti.

    Le attività di sviluppo sperimentale devono generare almeno il 60% dei costi complessivi previsti nell’ambito del progetto di trasferimento tecnologico.

    Che tipologie di spesa si possono agevolare con il bando per il trasferimento tecnologico?

    Per renderti più semplice la lettura delle spese che potrai sostenere, le abbiamo suddivise in base alla fase del progetto.

    Per la realizzazione dello studio di fattibilità, i costi che potrai sostenere riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca.

    Per questa fase, i costi sostenuti non potranno essere inferiori a € 50.000 e superiori a € 120.000 e la durata non potrà superare i sei mesi.

    Per la fase relativa al trasferimento tecnologico, le spese previste riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca;
    • spese generali, calcolate nella misura forfettaria del 15% del totale delle spese del personale;
    • costi di esercizio, ovvero i costi direttamente imputabili all’attività di ricerca (materie prime, componenti, semilavorati, materiali commerciali e materiali di consumo specifici).

    Per questa fase, i costi non potranno essere inferiori a € 500.000,00 e superiori a € 2.000.000, e la durata del progetto non potrà essere inferiore a 6 mesi e non superiore a 18 mesi.

    A quanto ammontano le risorse stanziate dal bando?

    Le risorse disponibili per realizzazione di studi di fattibilità ammontano complessivamente a € 5.000.000, mentre quelle disponibili per il trasferimento tecnologico a € 40.000.000.

    Ma non finisce qui. Per le imprese operanti nell’ambito Aerospazio e identificate come coerenti con gli obiettivi di Clean Sky per la fase di trasferimento tecnologico verrà stanziata una dotazione aggiuntiva pari a € 10.000.000.

    Quanto è possibile richiedere?

    Per gli studi di fattibilità, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa:

    • il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese;
    • il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Per i progetti di trasferimento tecnologico, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa e della tipologia di intervento:

    • per la ricerca industriale, il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese;
    • per lo sviluppo sperimentale, il 35% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Da quando sarà possibile presentare le domande?

    Potrai presentare la tua domanda di accesso al contributo a partire dalle ore 12:00 del 5 luglio 2018 dunque… affrettati!

     

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Avviso: il bando è stato chiuso. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui !

    Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio. Negli ultimi anni, complice anche la crisi, il numero di imprese artigiane italiane è, purtroppo, calato vertiginosamente. E’ in considerazione di questo fenomeno e della necessità di supportare questa tipologia di imprese nei propri processi di digitalizzazione, che la Regione Lazio ha scelto di sostenere l’artigianato le imprese iscritte alla sezione I dell’Albo delle imprese artigiane, con il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” di Lazio Innova.

    L’agevolazione, che si è aperta il 22 febbraio 2018, mette a disposizione 2.6 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo dell’artigianato regionale, rafforzando la competitività delle imprese e l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale.

    Il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” prevede due misure che rispondono ad altrettanti obiettivi specifici tra loro complementari:

    1. Linea di intervento A. I progetti imprenditoriali devono riguardare: l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale delle imprese artigiane e/o l’apertura di nuovi canali commerciali per via telematica.
    2. Linea di intervento B. Sono ammissibili esclusivamente progetti sovra-provinciali presentati dai Centri Servizi per l’Artigianato organizzati in rete.

     

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali e i destinatari della misura A del bando dedicato alle imprese artigiane per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Chi può partecipare al bando per ricevere il contributo a Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio?

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    I destinatari delle agevolazioni previste dal bando sono le Imprese Artigiane, in forma singola o in forma di Aggregazione Temporanea e consorzi:

    • iscritte nel Registro delle Imprese, nell’Albo delle imprese artigiane;
    • con sede operativa nella Regione Lazio;
    • in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il nuovo bando per l’artigianato del Lazio?

    L’Aiuto è concesso in regime De Minimis, sotto forma di un contributo a fondo perduto nella misura di base dell’80% delle spese ammissibili e nella misura massima di:

    • € 25.000 per Progetto realizzato da un impresa artigiana in forma singola;
    • € 70.000 per Progetto realizzato sotto forma di aggregazione stabile o temporanea.

     

    Le buone notizie non finiscono qui! È importante sottolineare, infatti, che per quanto riguarda la Linea di Intervento A, la percentuale del contributo può salire dall’80% al 100% delle spese ammesse nel caso in cui l’impresa artigiana, dopo aver presentato la richiesta di contributo, assuma personale di età inferiore ai 35 anni.

    Quali sono le spese finanziabili dal bando per l’artigianato del Lazio?

    Per la Misura A dedicata alle imprese artigiane, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti materiali: macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche nuove di fabbrica funzionali alla realizzazione del Progetto imprenditoriale;
    • interventi edili e sugli impianti generici, purché solo se strettamente legati alle innovazioni introdotte e con un limite massimo del 10% delle Spese Ammesse;
    • investimenti Immateriali: programmi informatici, brevetti, licenze e know how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e altri servizi acquisiti e funzionali alla realizzazione del Progetto ed ammortizzabili;
    • spese per servizi: canoni o assimilabili relativi all’acquisto di servizi innovativi per l’Impresa direttamente imputabili al Progetto imprenditoriale, quali, ad esempio: adesione ad una piattaforma di ecommerce, acquisto di software as a service, noleggio di stampanti 3D, servizi a supporto di logistica, marketing, gestione interna ed esterna, gestione degli acquisti e dei rapporti con i fornitori;
    • servizi e consulenze tecniche riguardanti l’innovazione di prodotto (es: consulenze qualificate per applicazione di processi creativi o di tecnologie digitali per il miglioramento di un prodotto già esistente o la creazione di un nuovo prodotto);
    • servizi e consulenze tecniche relative all’innovazione del processo produttivo;
      servizi e consulenze tecniche finalizzate all’innovazione dei modelli commerciali, quali ad esempio l’e-commerce o modelli collettivi di vendita;
    • servizi e consulenze attinenti la formazione per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto, con un limite massimo del 20% delle spese ammesse al netto della voce di spesa spese generali;
    • servizi di assistenza tecnica e di supporto al progetto imprenditoriale, in particolare riguardanti il supporto tecnico ed operativo per la progettazione, implementazione e corretta rendicontazione nel limite massimo del 10% delle spese ammesse;
    • spese per l’ottenimento della fidejussione da rilasciare a fronte dell’erogazione dell’anticipo;
    • spese generali nella misura massima del 10% del totale delle Spese Ammesse;
    • servizi e consulenze per la formazione, e per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto.

    Mi raccomando, ricorda che, come sempre in caso di agevolazioni pubbliche, tutte le spese rimborsabili con questo bando sono intese al netto dell’IVA.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto possono essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2018 alle ore 12 del 15 maggio 2018 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Si tratta di un bando a sportello, quindi, affrettati a preparare la tua pratica!

     

    Hai bisogno di un supporto professionale per richiedere il fondo perduto per le imprese artigiane del Lazio?

    Contattaci! Saremo lieti di aiutarti…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto l’articolo sul nuovo contributo per l’artigianato del Lazio, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Avviso: il bando per l’innovazione in friuli venezia giulia è stato chiuso il 16 maggio 2018. Se vuoi rimanere sulle ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui!

    In Friuli è il momento giusto per innovare!

    Si apre il 27 marzo 2018 il bando promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia ha lo scopo di incentivare la realizzazione nel territorio regionale di progetti di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), finalizzati al consolidamento delle imprese stesse in chiave innovativa.

    Il bando denominato “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI” – linea b, ha una dotazione finanziaria di oltre 2.3 milioni di euro.

    Chi può partecipare al bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia?

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia finanzia i progetti di investimento delle micro, piccole e medie imprese (PMI), inclusi i liberi professionisti operanti in Friuli. Sia le imprese che i liberi professionisti, possono presentare un solo progetto a valere sul bando.

    Per poter partecipare i richiedenti dovranno essere attive, regolarmente costituite, e iscritte al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre rispettare una serie di requisiti legati al rispetto delle normative, alla situazione economico-finanziaria, e all’eventuale accesso ad altre agevolazioni avvenuto in passato.

    Quale agevolazione è prevista?

    Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, con delle intensità di aiuto diverse in base al Regime con cui l’agevolazione viene concessa:

    • Regime De Minimis 1407/2013, sarà pari al 50% della spesa ammissibile;
    • Art. 17 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 20% per micro e piccole imprese, e al 10% per le medie imprese;
    • Art. 14 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 30% per micro e piccole imprese, e al 20% per le medie imprese.

     

    In ogni caso, il limite massimo di aiuto concedibile per ogni domanda è pari a 200 mila euro, mentre il limite minimo è di 3 mila euro per le microimprese, 6 mila euro per le piccole, e 9 mila euro per le medie imprese.

    L’aiuto è concesso esclusivamente per la realizzazione di progetti di investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I progetti devono essere focalizzati al miglioramento o all’automazione dell’efficienza aziendale ma anche al miglioramento dei processi aziendali e della capacità di penetrare in nuovi mercati.

    I progetti finanziabili possono essere suddivisi in tre gruppi, legati alla realizzazione di:

    1. soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati, come enterprise Resource Planning o ERP, Manufacturing Resource Planning o MPR, sistemi di gestione documentale, sistemi di Customer Relationship Management o CRM, tracciabilità dei prodotti, strumenti di business intelligence e business analytics, strumenti per la sicurezza informatica ed il cloud computing;
    2. soluzione ed applicazioni digitali che consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti (Internet of Thing);
    3. servizi innovativi per la clientela [solo per imprese turistiche].

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti descritti nel paragrafo precedente, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto di:

    • hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale (installazione compresa);
    • sistemi di sicurezza della connessione di rete;
    • software e licenze, anche a canone periodico o a consumo limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica, limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;
    • servizi di consulenza concernenti l’analisi, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informatici descritti al punto precedente;
    • altri servizi di consulenza inerenti al progetto presentato.

    Attenzione, il bando non consente di finanziare la pura e semplice sostituzione di software o hardware o sistemi già in possesso del richiedente, con versioni più aggiornate.

    Come posso presentare domanda di partecipazione?

    La domanda di partecipazione al banco per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia deve essere presentata alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, a partire dalle ore 10:00 del 27 marzo e fino alle ore 16:00 del 16 maggio 2018.

    E’ possibile presentare domanda esclusivamente per via telematica, tramite il sistema informativo FEG (Front End Generalizzato), che puoi trovare sulla colonna destra del sito della Regione FVG. Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione prevista dal bando.

    Le domande saranno valutate sulla base di diversi criteri, ad esempio: la coerenza del progetto presentato con la Strategia di Specializzazione S3, investimenti in tecnologie abilitanti, capacità di ridurre l’impatto ambientale, incremento occupazionale, possesso del rating di legalità.

    Non saranno ammesse a contributo le domande che otterranno un punteggio inferiore a 15 punti. Perciò se hai dubbi, e vuoi essere sicuro di riuscire a vincere il bando, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente esperto.

    Approfondimenti

    Un altro interessante bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese operanti sul territorio, è “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI“ – linea a.

    Questa linea ha una dotazione finanziaria di oltre 6.3 milioni di euro, ma scade il 23 marzo 2018.

     

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  • Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Avviso: il bando è stato chiuso il 20 aprile 2018. Nel frattempo rimani aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata, clicca qui

    Con il nuovo bando “Finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica” la Regione Liguria, intende favorire lo la riqualificazione delle strutture ricettive regionali. Il bando, che sarà disponibile dal 30 Novembre 2017 al 20 Marzo 2018, prevede la concessione di finanziamenti agevolati destinati allo sviluppo di piani di riqualificazione per le strutture alberghiere liguri da €150.000 fino ad un massimo di €800.000.

    Chi può partecipare al bando?

    Possono richiedere il finanziamento le micro, piccole e medie imprese, iscritte al Registro delle Imprese e che svolgono l’attività alberghiera.

    Si tratta dunque di:

    1. alberghi
    2. residenze turistico – alberghiere
    3. locande
    4. alberghi diffusi

    Quali progetti è possibile agevolare?

    Il bando prevede che i beneficiari, cioè le strutture alberghiere, presentino un piano di riqualificazione relativamente ad una sola struttura ricettiva ed alle sue pertinenze che devono essere situate sul territorio ligure.

    Il piano deve avere un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000 ed essere completato entro 18 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione da parte della F.I.L.S.E, la finanziaria regionale Ligure.

    Trattandosi di un finanziamento agevolato è evidente che il piano di riqualificazione dovrà essere avviato solo dopo aver presentato domanda a FILSE.

    Quali spese è possibile finanziare?

    Le spese che è possibile finanziare fanno riferimento a Piani di riqualificazione che devono necessariamente avere come obiettivo quello di riqualificare, sviluppare e rendere più competitive le strutture ricettive o i servizi complementari offerti da queste ultime.

    Si fa riferimento, quindi, a interventi di riqualificazione che non solo diretti al miglioramento dei singoli alberghi ma estesi anche ai loro centri benessere, spa, impianti sportivi o parcheggi riservati.

    Nello specifico le spese agevolabili sono:

    • progettazione e direzione lavori, oneri per le concessioni edilizie e collaudi;
    • opere murarie;
    • acquisto di macchinari, impianti, attrezzature varie ed arredi nuovi di fabbrica;
    • acquisto di dotazioni e programmi informatici e realizzazione di siti internet;
    • spese connesse con l’introduzione di sistemi di qualità e all’adesione a sistemi di certificazione ambientale (ad esempio ISO, EMAS, Ecolabel, etc.).

    Quale agevolazione?

    Il bando mette a disposizione un finanziamento ipotecario su un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000.

    La metà di questo finanziamento viene concessa dalla FILSE con un tasso compreso tra 0.50% e 1.25% mentre sulla quota restante, che viene concessa da una delle banche convenzionate si applicherà, in funzione del rating creditizio della singola impresa, uno spread non superiore ai 350 punti base per i finanziamenti con durata 10 anni ed uno spread non superiore ai 400 punti base per i finanziamenti con durata 15 anni.

    In ogni caso, la banca convenzionata effettuerà le proprie valutazioni sul merito creditizio delle singole imprese richiedenti.

    Quali sono le banche convenzionate con F.I.L.S.E?

    Le banche convenzionate con FILSE per questa agevolazione sono:

    • Banca di Credito Cooperativo di Cherasco s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca De’ Baldi s.c.;
    • Banca Alpi Marittime – Credito Cooperativo di Carrù s.c.;
    • Banca Credito Cooperativo di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei fiori s.c..
    • Banca Carige S.p.A.

    Come partecipare?

    Le domande di partecipazione alla agevolazione dovranno essere compilate sul portale “Bandi online” di FILSE tra il 30 Novembre 2017 e il 20 Marzo 2018 e dovranno essere corredate da una serie di documenti quali:

    • dati generali dell’impresa;
    • relazione illustrativa;
      relazione tecnico-economica;
    • copia dei preventivi facenti parte del piano di riqualificazione;
    • eventuale copia dei titoli abilitativi per le opere di ristrutturazione edilizia e per le opere relative agli impianti tecnologici completi di domandarelazione ed elaborati grafici, qualora già in possesso dell’impresa richiedente;
    • dichiarazione di assenso del proprietario stesso ai fini dell’apposizione del vincolo di destinazione d’uso che verrà a gravare sull’immobile sede dell’intervento;
    • copia della richiesta di finanziamento alla Banca Convenzionata;
    • copia di attribuzione della cd. “Classificazione di rischio” da parte della Banca Convenzionata.

    Tutto chiaro? e ricordati… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!

    Vorresti partecipare ma non sai da quale parte cominciare? Contattaci saremo lieti di aiutarti!

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Avviso: il bando beni culturali e turismo è stato chiuso il 10 aprile 2018. Nel frattempo non perderti le ultime novità sulla finanza agevolata, clicca qui !

    La Regione Lazio sostiene il turismo e l’industria culturale regionale con diverse iniziative, tutte estremamente interessanti. Prima fra tutte, il nuovo bando Beni Culturali e Turismo, per le PMI e i Liberi Professionisti laziali con tanta voglia di innovare nell’ambito del turismo e dei beni culturali.

    Dal 5 Dicembre 2017 è, possibile presentare la propria domanda per il nuovo bando Beni Culturali e Turismo di Lazio Innova.

    L’agevolazione mette a disposizione 15 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo della filiera turistica e culturale regionale, rafforzando la competitività del tessuto produttivo laziale nei settori del Turismo, dei Beni Culturali e delle Tecnologie della Cultura, che rappresentano un asset strategico per l’economia della regione.

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali del bando “Beni Culturali e Turismo” della Regione Lazio per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Ambiti progettuali del bando Beni Culturali e Turismo

    Come si evince dal nome, il bando beni culturali e turismo di Lazio Innova consente ai richiedenti di presentare i propri progetti su due diversi settori, quello turistico e quello dei beni culturali. Di seguito analizzeremo le tipologie di progetti che possono essere presentati in ciascuno dei due settori.

    Turismo

    • Efficientamento energetico degli Alberghi
    • Servizi digitali per il turismo e sviluppo di soluzioni innovative, in ambito ICT, quali:
      • l’ideazione e la realizzazione di piattaforme digitali integrate che veicolino le informazioni legate alle località turistiche del Lazio e che consentano una più efficace azione di marketing territoriale facilitando la ricerca, pianificazione, acquisto ed esperienza delle scelte di viaggio nel Lazio;
      • lo sviluppo e l’adozione di tecnologie digitali integrate per la messa in rete di offerte e servizi turistici e tese a supportare il turismo legato a:
        1. agricoltura ed enogastronomia;
        2. cammini, sport, salute e natura;
        3. incoming formativo, corsi e laboratori di Italian Style;
        4. congressi e affari;
        5. personalizzazione e gamma alta;
      • l’adozione di sistemi basati su tecnologie  digitali finalizzati all’offerta di servizi digitali;

    la veicolazione sui nuovi media di informazioni e servizi turistici, garantendo una migliore accessibilità, sicurezza, comfort, connettività e disponibilità di nuovi contenuti anche in un’ottica di internet of things.

    • Miglioramento dell’offerta alberghiera
      Gli Alberghi possono richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Bando a sostegno di investimenti materiali ed immateriali in linea con le indicazioni del Piano del Turismo, quali:
      • quelli riguardanti il miglioramento dell’accessibilità delle strutture e dei relativi servizi per i diversamente abili;
      • quelli finalizzati ad intercettare nuova domanda in coerenza con i 5 cluster strategici regionali ivi individuati:
        1. nel segmento dei congressi e affari: investimenti riguardanti sale congressi, sale riunioni ed uffici temporanei, servizi business quali teleconferenze, call ed hangout;
        2. nel segmento della turismo di alta gamma: investimenti riguardanti SPA, altri trattamenti benessere, finalizzati a proposte di intrattenimento o sportive;
        3. interventi su immobili o giardini di pregio, interventi “firmati” di particolare pregio e richiamo architettonico-artistico, predisposizione di shop o corner per prodotti alti di gamma
        4. nel segmento dell’enogastronomia e dell’Italian Style: investimenti riguardanti l’upgrading ristoranti, bar-caffè, servizi di catering, relativa logistica ed inserimento in catene horeca riguardanti i prodotti agricoli locali, realizzazione e allestimento di locali dedicati a corsi di cucina, laboratori artigianali;
        5. in segmenti chiaramente individuati nell’ambito di Club di prodotto e catene volontarie, per adeguarsi a standard qualitativi derivanti da accordi Tour Operator Incoming (DMC o Territory Operator) o aggregatori tra domanda ed offerta turistica.

    Beni culturali

    Innovazioni di prodotto e di processo esclusivamente nell’ambito di:

    • Fluorescenza a raggi x;
    • Microscopia elettronica a scansione;
    • Modelli di dispersione degli inquinanti atmosferici;
    • Modelli di deposizione di inquinanti;
    • Riflettografia Infrarosso;
    • Telerilevamento;
    • Rilievi fotogrammetrici;
    • Tecnologie per scavi e ricerche archeologiche, archeologia sperimentale;
    • Tecnologie per la digitalizzazione e la classificazione;
    • New media & storytelling/storyguide/audiovisual guide;
    • Augmented reality;
    • Virtual museum, social museum, participatory museum, Qrcode;
    • Marked images, NFC, indoor geolocalization;
    • 3D projection mapping;
    • Tecnologie immersive interactive, motion/body;
    • Tracking, gesture control;
    • 3D imaging & simulation;
    • 3D laser scanning, modelling, e printing.

    Progetti Semplici e Progetti Integrati

    Il bando beni culturali e turismo consente alle imprese di presentare sia progetti semplici che progetti integrati.

    I progetti semplici possono essere presentati da una singola impresa e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i € 50.000 ed i € 500.000.

    I progetti integrati possono essere presentati sia da una singola impresa ma, anche, da una aggregazione di imprese o di altri soggetti come, ad esempio, le Università e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i 500.000 e i 3 Milioni di Euro.

    Il Contributo a fondo perduto previsto dal bando Beni Culturali e Turismo

    Il contributo a fondo perduto può essere richiesto in regime di esenzione o in Regime de minimis, e prevede percentuali differenti di rimborso in base al tipo di piano di investimento che l’impresa o le imprese vogliono attuare e alla dimensione aziendale.

    Se vuoi sapere l’importo preciso del contributo a fondo perduto che ti spetterebbe partecipando al bando ti consiglio di leggere con attenzione l’Art. 5 dell’Avviso Pubblico che puoi trovare qui.

    Quali sono i criteri di valutazione per partecipare al bando?

    I criteri di valutazione previsti dal bando Beni Culturali e Turismo riguardano i seguenti aspetti:

    1. validità tecnica e fattibilità del progetto
      • livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale;
      • qualità tecnica del progetto;
      • miglioramento competitivo;
    1. validità economico-finanziaria del progetto, articolata in:
      • congruità e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere;
      • validità economico e finanziaria;
    2. impatto potenziale del progetto, con riferimento a:
      • mercato di riferimento, in termini di miglioramento delle condizioni occupazionali;
      • filiera di riferimento, in termini di diversificazione produttiva e di mercato;
      • sostenibilità ambientale e miglioramento delle performance ambientali della filiera/settore.
    1.  
    •  

    Fino a quando è possibile presentare le domande ?

    Il bando Beni Culturali e Turismo è un bando a sportello, questi significa che lo sportello resterà aperto fino a quando ci saranno risorse effettivamente disponibili.

    É possibile caricare il proprio progetto sul portale GECOWEB dal 5 Dicembre 2017 ed inviare via pec la domanda di partecipazione al bando:

    • per i Progetti Semplici, a partire da 18 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 20 marzo 2018
    • per i Progetti Integrati, a partire dal 23 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 10 aprile 2018

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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    PARLANE CON NOI
  • Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    Resto al Sud – Come scrivere la tua domanda per aprire un’affittacamere

    I 5 consigli Trovabando per aprire un affittacamere o un b&b con Resto al Sud

    Se il tuo obiettivo è quello di aprire un’affittacamere o un b&b, Resto al sud è sicuramente l’opportunità che fa per te, perché ti da la possibilità di avere accesso ad un’agevolazione che copre il 100% delle spese che dovrai sostenere per avviare la tua attività.

    Buttarsi a capofitto nella scrittura del progetto, senza capire bene quali elementi “critici” bisogna valutare attentamente, può essere molto rischioso.

    Per queste ragioni ho pensato di suggerirti alcune domande fondamentali che dovrai porti per scrivere il tuo progetto in maniera efficace ed…aprire finalmente il tuo affittacamere.

    Se vuoi sapere come funziona il bando Resto al Sud, o quali sono le attività finanziabili, puoi leggere i nostri blog post precedenti.

    Ho i giusti requisiti per partecipare a Resto al Sud?

    Questa è in assoluto la prima cosa su cui devi essere assolutamente certo: possedere tutti i requisiti per poter richiedere l’agevolazione.

    Di quali requisiti sto parlando? Mi riferisco, in prima battuta, all’età che deve essere compresa tra i 18 e i 45 anni.

    Per poter partecipare e richiedere Resto al Sud devi avere 18 anni già compiuti o 46 anni non compiuti, alla data di entrata in vigore del Decreto “Resto al Sud”: ossia, al 21 giugno 2017.

    Oltre a questo requisito strettamente anagrafico, dovrai dimostrare di possedere le competenze ed esperienze necessarie per portare a termine il tuo progetto nell’ambito del turismo con successo.

    Chi sono i competitor del mio affittacamere o B&B che dovrò indicare nella domanda del bando Resto al Sud?

    Conoscere i propri competitor vuol dire capire, per ciascuno di loro, punti di forza e di debolezza.

    Lo so, sembra un’affermazione leggermente “spietata” ma fidati, è la logica più utile per approcciare il mercato in cui stai cercando di inserirti.

    Analizzare i potenziali competitor diretti e indiretti e il comportamento del target di riferimento, ti permette di ottenere tutta una serie di informazioni utilissime per capire quali azioni vanno replicate (perché di successo) e quali sono quelle da evitare.

    Quali spese dovrò sostenere e quali di queste posso agevolare con Resto al Sud?

    L’avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale, compreso ovviamente l’affittacamere, sottintende il dover sostenere numerosi costi.

    La prima tipologia di spesa che, molto probabilmente, dovrai affrontare sarà relativa agli eventuali interventi di ristrutturazione.

    Parlo di ristrutturazione dell’immobile, e non di acquisto dello stesso, perché mentre il primo è consentito nel limite del 30% del programma di spesa, il secondo non può essere in nessun caso agevolato con Resto al Sud.

    La seconda tipologia di spesa a cui far fronte riguarda le materie prime. Un esempio di materie prime può riguardare, laddove dovessi decidere di offrire la colazione, i costi per l’acquisto di latte, caffè, biscotti, e tutto quello di cui avrai bisogno per proporre un’ottima colazione ai tuoi clienti.

    La gestione di una struttura ricettiva comporta grossi sforzi, soprattutto per ciò che concerne la gestione delle prenotazioni.

    Per questa semplice motivazione, se pur cruciale, adottare un software gestionale che semplifichi l’intera attività, diventa essenziale. Anche in questo senso, Resto al Sud ti dà un grosso aiuto, permettendoti di spesare anche i programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC), purché connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

    Non vanno sottovalutate assolutamente le spese per le utenze, come ad esempio telefono, gas, luce, abbonamento ad internet, acqua. Anche in questo caso, si tratta di spese che potrai tranquillamente agevolare con Resto al Sud.

    Non hai un locale a disposizione e, considerando che la misura non ti consente di spesarne l’acquisto, non hai il capitale necessario per acquistarlo? Nessun problema: Resto al Sud ti permette di includere tra le spese agevolabili quelle relative ai canoni di affitto di immobili.

    Come posso pubblicizzare il mio affittacamere o b&b?

    Quando si parla di promozione della propria attività ci si riferisce all’identificazione delle strategie attraverso cui si può incrementare il numero dei clienti, identificando il budget di cui avrai bisogno.

    Le azioni di marketing offline ed online che puoi implementare sui potenziali clienti, sono molteplici e toccherà pianificarle attentamente, anche con l’aiuto di esperti del settore, per ottenere reali risultati.

    Alcuni esempi di strategie da adottare potrebbero essere:

    • eventi inaugurali
    • realizzazione di un sito web completo, multilingua e curato dal punto di vista della SEO
    • creazione e cura dei profili della tua attività su Social networks
    • attività di SEM e SEA
    • siti web intermediari di 1° livello generici come ad esempio Booking.com

     

    Queste sono certamente alcune delle cose più importanti da tenere a mente.

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