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Categoria: Bandi

  • Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Digital Impresa Lazio: il nuovo voucher digitale della Regione Lazio [la mini guida]

    Attenzione: Lo sportello è stato chiuso in data giovedì 20 Giugno 2019. Qualora tu voglia conoscere altre agevolazioni riguardanti la digitalizzazione delle imprese nel Lazio ti consigliamo la lettura di questo articolo!

    Fino a € 17.500 a fondo perduto per l’innovazione digitale delle aziende laziali

    Apre il 12 Luglio 2019 il nuovo voucher per la digitalizzazione Digital Impresa Lazio, gestito da Lazio Innova.

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di € 17.500 dedicato alle imprese e ai liberi professionisti laziali che desiderano intraprendere un percorso di digitalizzazione della propria attività.

    La dotazione finanziaria per il 2019 ammonta a 5 milioni di euro e sarà possibile richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70% delle spese ammissibili.

    Chi può richiedere Digital Impresa Lazio?

    • Micro e PMI
    • Liberi professionisti iscritti o meno ad un albo professionale
    • Ditte Individuali

     

    con sede operativa o domicilio fiscale nel Lazio, appartenenti a tutti i settori ad esclusione del settore Agricolo, Carbonifero e quello relativo ai servizi di import-export.

    Una parte dei fondi è destinata a chi opera nel campo del Commercio al Dettaglio o della Ristorazione, e a coloro che hanno sede operativa in uno dei Comuni ricadenti nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

    Quali sono le spese finanziabili con il bando Digital Impresa Lazio?

    I progetti che è possibile finanziare con Digital Impresa Lazio devono riguardare una o più fra le seguenti soluzioni tecnologiche/sistemi digitali:

    1. digital marketing: soluzioni di digital marketing: interventi SEO (Search Engine Optimization), SEM (Search Engine Marketing), Web, Social e Mobile marketing;
    2. e-commerce: siti di e-commerce su piattaforme software CMS (Content Management System);
    3. punto vendita digitale: soluzioni digitali per lo sviluppo di servizi front-end e customer experience nel punto vendita (chioschi, totem, touchpoint, segnaletica digitale, vetrine intelligenti, specchi e camerini smart, realtà aumentata, sistemi di accettazione di couponing e loyalty, di Electroning Shelf Labeling, di sales force automation e di proximity marketing);
    4. prenotazione e pagamento: sistemi di prenotazione e pagamento via internet e/o mobile; sistemi Self scanning e Self checkout;
    5. stampa 3D: attrezzature ed applicazioni per la progettazione e la stampa 3D;
    6. internet of things: sistemi e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni grazie a una rete di sensori intelligenti;
    7. logistica digitale: software e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica;
    8. amministrazione digitale: soluzioni digitali a supporto della fatturazione elettronica e per l’ottimizzazione del magazzino;
    9. sicurezza digitale: sistemi di sicurezza informaticij;
    10. sistemi integrati: sistemi di informazione integrati: quali i sistemi ERP (Enterprice Resource Planning), sistemi di gestione documentali e sistemi di Customer Relationship Management (CRM); sistemi e applicazioni a supporto dello smart-working e del coworking.

     

    Anche l’hardware può essere acquistato, ma solamente nel caso in cui risulti necessario per acquisire o elaborare i dati in funzione delle soluzioni tecnologiche previste dal Progetto stesso, o nel caso in cui serva a dare valore aggiunto ai dati elaborati, purché sempre mediante tecnologie digitali.

    Che tipo di progetto bisogna presentare?

    Per accedere al bando Digital Impresa Lazio è necessario presentare un progetto di importo compreso fra € 7.000 e € 25.000 e rientrare in specifici criteri di selezione. Si tratta, infatti di un bando che prevede una valutazione a punteggio

    Si può richiedere un contributo compreso fra il 45% e il 70%, a scelta del richiedente, ma bisogna tenere presente che, ai fini della valutazione del progetto, verrà assegnato un punteggio maggiore a coloro che richiederanno una percentuale inferiore di contributo.

    Facciamo qualche esempio pratico

    Se il mio progetto prevede spese per 10.000 euro e posso richiedere un contributo compreso tra il 45% e il 70%, significa che potrò ricevere un rimborso pari a:

    • € 4.500 se scelgo una quota di contributo pari al 45%
    • € 6.000 se scelgo una quota di contributo pari al 60%
    • € 7.000 se scelgo una quota di contributo pari al 70%

    La scelta della percentuale, oltre a dipendere dalla strategia che si intende adottare rispetto alla voce di valutazione (che, lo ricordiamo, prevede un punteggio tanto più alto quanto minore è il contributo richiesto), sarà influenzata anche dai “numeri” della propria attività…

    Che significa?

    Per poter partecipare a Digital Impresa Lazio e richiedere il proprio contributo è necessario avere un fatturato pari ad almeno 10 volte il valore del Progetto non coperto dal contributo.

    In alternativa è possibile fare riferimento al Patrimonio netto, che deve essere almeno il doppio del valore del Progetto non coperto dal contributo.

    Vuoi partecipare a questo bando?

    Il bando Digital Impresa Lazio scade il 2 Ottobre 2019, quindi affrettati a partecipare e presentare il tuo progetto!

    Comprendere se si hanno i requisiti, o meno, per partecipare a questa agevolazione può non essere semplice, me ne rendo conto.

    Per questa ragione noi di Trovabando abbiamo costruito uno strumento online gratuito di verifica dei requisiti di accesso a questo specifico bando: ti diremo subito, gratis e online se puoi partecipare e calcoleremo il punteggio del tuo progetto in graduatoria così da farti conoscere in anticipo le possibilità di successo della tua domanda.

    Siamo gli unici a farlo!

    Lo sapevi? Clicca subito sul pulsante arancione e verifica se puoi richiedere Digital Impresa Lazio!

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  • Le novità sul Voucher per la digitalizzazione di Milano – nuovi fondi e riapertura 2019

    Le novità sul Voucher per la digitalizzazione di Milano – nuovi fondi e riapertura 2019

    Avviso: il bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano è stato chiuso il 16 luglio 2019. Rimani aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Se la tua impresa si trova nella città di Milano o provincia e hai intenzione di avviare un progetto di  per la tua impresa, ci sono ottime notizie per te!

    Per il 2019 è stato rifinanziato il bando “Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano” con una dotazione finanziaria di 1.700.000 euro (dei quali 600.000 euro sono destinati specificatamente a imprese della filiera del turismo). E’ possibile presentare la domanda di partecipazione a partire dal 15 maggio e fino al 16 luglio 2019.

    Il bando è stato pubblicato al fine di sostenere la diffusione della cultura e della pratica digitale delle imprese, operanti nelle province di Milano – Monza e Brianza – Lodi.

    Chi può richiedere il Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano?

    Con il bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano è possibile richiedere contributi a fondo perduto destinati alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici:

    • con sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Milano – Monza e Brianza – Lodi
    • iscritte nel  e attive
    • in regola con il pagamento del diritto annuale camerale

    Quanto è possibile richiedere con il Voucher per la digitalizzazione della Camera di Commercio di Milano?

    Rispetto all’edizione precedente il Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano ha aumentato l’importo massimo concedibile è stato aumentato e il valore può raggiungere i 15.000 euro e coprire il 50% dei costi ammissibili.

    E non basta! Infatti una novità introdotta quest’anno prevede condizioni ancora più vantaggiose per le microimprese e per le imprese costituite prima del 2000, per le quali l’importo potrà spingersi fino a 18.000 euro, perché è previsto un rimborso delle spese fino al 60%.

    Le spese ammissibili del bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano, devono risultare almeno pari a 5.000 euro, mentre il totale dei costi sostenuti dall’impresa possono essere anche superiori a 30.000 euro, tenendo conto però che il voucher concesso non potrà superare i 15.000 (o 18.000) euro.

    Quali sono le spese finanziabili con il voucher per la digitalizzazione?

    Come già nella precedente edizione e a differenza di quelle precedenti, possono partecipare soltanto progetti presentati da singole imprese.

    Sono ammissibili al Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano le spese per servizi di consulenza o formazione (da sostenere obbligatoriamente per almeno il 50% dei costi ammissibili) utilizzati per realizzare progetti di innovazione tecnologica ricadenti nelle seguenti categorie:

    • Soluzioni per la manifattura avanzata
    • Manifattura additiva
    • Realtà aumentata e virtual reality
    • Simulazione
    • Integrazione verticale e orizzontale
    • Industrial Internet e IoT
    • Cloud
    • Cybersicurezza e business continuity
    • Big Data e Analytics
    • Soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain , della logistica e della gestione delle relazioni con i diversi attori (es. sistemi che abilitano soluzioni di Drop Shipping, di “azzeramento di magazzino”
      e di “just in time”)
    • Software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-impresa, impresa-campo con integrazione telematica dei dispositivi on- field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field; incluse attività connesse a sistemi informativi e gestionali (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.) e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento (RFID, barcode, ecc.)
    • Soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relative all’Intelligenza Artificiale
    • Soluzioni per l’applicazione e implementazione di software relativi alla Blockchain
    • Sistemi di e-commerce
    • Sistemi di pagamento mobile e/o via Internet, fintech
    • Sistemi EDI, Electronic Data Interchange
    • Georeferenziazione e GIS
    • Tecnologie per l’in-store customer experience
    • RFID, barcode, sistemi di tracking
    • System integration applicata all’automazione dei processi.

    Questi servizi dovranno essere erogati da fornitori abilitati, che abbiano le caratteristiche elencate all’interno del bando.

    Nell’edizione 2019 del Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano troviamo inoltre una gradita conferma, relativa alla possibilità di coprire anche l‘acquisto di beni e servizi. Anzi, quest’anno il limite per questa tipologia di spesa è stato innalzato dal 40 al 50% del totale complessivo del progetto, sempre a condizione che tali spese siano funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti elencate precedentemente.

    Per fare alcuni esempi, potrai acquistare: licenze , servizi erogati in modalità cloud computing e SaaS, servizi per lo sviluppo di software e applicazioni digitali, macchinari , dispositivi hardware, e servizi per la creazione e l’uso di ambienti tridimensionali.

    Mi raccomando, ricorda che, come sempre in caso di agevolazioni pubbliche, tutte le spese rimborsabili con questo bando sono intese al netto dell’IVA.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere al Voucher per la digitalizzazione?

    Le domande per ottenere il del bando Voucher per la digitalizzazione delle imprese di Milano possono essere presentate fino alle 12:00 del 16 luglio 2019, o comunque fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Si tratta di un bando a sportello, quindi… affrettati a preparare la tua pratica!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Nuova Sabatini 2019 – il contributo del MiSE per l’acquisto di beni strumentali

    Attenzione: Il presente bando ha subito delle modifiche. Per rimanere aggiornato sulle novità ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato!

    Nuova Sabatini 2019: aumento degli importi massimi per l’acquisto di attrezzature, macchinari e impianti

    Aumentato l’importo massimo concedibile e nuovo modulo di domanda

    Grazie al Decreto Crescita, entrato in vigore il 1° maggio, è stato aumentato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa.

    Attenzione! Per le nuove domande presentate a partire dal 27 maggio 2019 è necessario utilizzare un nuovo Modulo di Domanda (Release 6.0), disponibile sul sito del MiSE alla sezione Beni Strumentali “Nuova Sabatini” – Presentazione domande.

    Agevolazione rifinanziata con la legge di Bilancio 2019

    Come anticipato sulla nostra miniguida sulla Legge di Bilancio 2019, tra i provvedimenti previsti dalla , approvata poche settimane fa, era presente il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

    E così, con decreto del 28 gennaio, è stata disposta la riapertura del bando, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro. E’ possibile presentare domanda a partire dal 7 febbraio.

    La Nuova Sabatini 2019, conosciuta anche come “Beni Strumentali”, è una delle misure più note e con più partecipazione da parte delle imprese, tanto più che l’edizione del 2018 si è chiusa a dicembre per esaurimento fondi.

    Con le agevolazioni previste da questa misura, il  intende:

    • accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese;
    • migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

    Infatti il MiSE agevola le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo. Non per tutte le tipologie di beni quindi, ma soltanto quelli che possono considerarsi strumentali per il funzionamento dell’azienda. Rispetto all’edizione passata non è cambiato molto, ma nei prossimi paragrafi cercheremo di spiegarti e ricapitolare tutto.

    Chi può partecipare alla Nuova Sabatini 2019?

    Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal bando Nuova Sabatini 2019  le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale, che rispettano determinati requisiti. Ad esempio dovranno risultare regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non dovranno avere procedure concorsuali in corso e non dovranno trovarsi in condizioni tali da risultare “impresa in difficoltà”.

    Sono ammessi quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    Quali sono i settori esclusi?

    Le uniche attività escluse dalla partecipazione Nuova Sabatini 2019 sono quelle finanziarie e assicurative, e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    Quali sono gli investimenti finanziabili?

    Con la Nuova Sabatini 2019 è possibile finanziare l’acquisto di (o prendere in leasing) macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivohardware, software e tecnologie digitali.

    Affinché i beni possano essere considerati strumentali ad uso produttivo devono riferirsi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, oppure a software e tecnologie digitali. Pertanto le spese devono essere classificabili nell’Attivo dello Stato Patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4.

    I beni materiali e immateriali che rientrano tra gli investimenti “Industria 4.0”, e che possono beneficiare di un contributo maggiorato del 30%, sono elencati negli allegati 6/A e 6/B, che puoi trovare nella documentazione pubblicata sul sito del MiSE.

    Sono quindi escluse le voci “terreni e fabbricati” e “immobilizzazioni in corso e acconti”. Inoltre l’agevolazione non finanzia l’acquisto di beni usati.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    A fronte della concessione di finanziamenti da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il MiSE, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti, a favore dell’impresa beneficiaria, è previsto un contributo in conto interessi (ovvero un ) ripartito in più quote annuali ed erogato a seguito della rendicontazione degli investimenti realizzati.

    Questo contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2.75% annuo per gli investimenti ordinari, e al tasso del 3.575% per gli investimenti in software e tecnologie digitali (Industria 4.0).

    Gli investimenti possono essere coperti interamente dal finanziamento bancario, ma questo dovrà essere:

    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro, innalzati a 4 milioni per effetto delle novità introdotte dal Decreto Crescita (D.L. 34/2019).
    • di durata non superiore a 5 anni.

    Le PMI possono beneficiare del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla  del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario con priorità di accesso.

    Come funziona e da quando si può presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda di accesso all’agevolazione Nuova Sabatini 2019  a partire dal 7 febbraio, fino a esaurimento fondi.

    Insieme alla richiesta di finanziamento, l’impresa presenta alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo previsto dalla Nuova Sabatini 2019. Dovrà inoltre attestare il possesso dei requisiti di partecipazione, e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge che ti abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Il resto della procedura è rappresentato sull’immagine in alto.

    La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità, i moduli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Avviso: il bando è stato chiudo il 28 febbraio 2019. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    In arrivo contributi per l’innovazione delle imprese emiliane

    In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese emiliane che vogliono innovare! Scopri se la tua impresa è tra quelle che possono richiedere l’agevolazione e quanto puoi ricevere.

    A chi è rivolto il bando?

    Possono fare domanda per ottenere l’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano nel territorio dell’Emilia-Romagna.

    Purtroppo, non tutte le tipologie di impresa possono richiedere l’agevolazione. Potrai fare domanda solo se la tua impresa opera in uno di questi settori:

    • estrazione di minerali da cave e torbiere;
    • attività manifatturiere;
    • energia elettrica, gas vapore e aria condizionata;
    • fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
    • costruzioni;
    • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
    • trasporto e magazzinaggio;
    • attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

    Che tipo di agevolazione viene concessa?

    La nota positiva di questa agevolazione risiede proprio nella tipologia di contributo che viene concesso. L’agevolazione è composta infatti da una parte di contributo a fondo perduto e, per la restante quota, un finanziamento agevolato.

    L’impresa che fa domanda di partecipazione al bando, potrà richiedere ad una banca o istituto di credito un finanziamento bancario a parziale copertura dell’investimento, per un importo complessivo che arriva ad un massimo dell’80% del costo complessivo dell’investimento.

    La restante parte, cioè il 20% del costo complessivo dell’investimento, verrà coperta con un contributo a fondo perduto.

    Il finanziamento bancario verrà assistito da una garanzia diretta fino all’80% dello stesso prestata da un Confidi, a sua volta assistita da una controgaranzia prestata, tramite il fondo EuReCa, da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Un esempio pratico di quanto è possibile richiedere con il nuovo fondo per l’innovazione dell’Emilia Romagna

    Troppi numeri e percentuali? Tranquillo, ti faccio subito un esempio pratico.

    Supponiamo che tu voglia richiedere l’agevolazione a fronte di un investimento che abbia un costo complessivo pari a € 100.000. L’agevolazione è articolata in due strumenti agevolativi, che coprono il 100% delle spese per cui, di questi € 100.000:

    • l’80% (cioè € 80.000 ) saranno erogati sotto forma di finanziamento bancario ed assistiti da doppia garanzia.
    • il restante 20% (cioè 20.000 €) è erogato sotto forma di contributo a fondo perduto

    In merito alla quota di finanziamento, tieni bene a mente che, fino a 64.000 €, ovvero fino ad un massimo dell’80% del finanziamento bancario, saranno garantiti da un Confidi convenzionato. Questa garanzia Confidi sarà, a sua volta, assistita da una controgaranzia prestata da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Quali progetti possono essere finanziati?

    Se hai in mente di innovare i processi aziendali per migliorare i tempi di risposta e soddisfare le esigenze dei clienti, ridurre gli impatti ambientali dei processi produttivi, introdurre nuove tecnologie abilitanti nei processi produttivi, migliorare la sicurezza delle imprese e dei luoghi di lavoro, questa è l’agevolazione perfetta per te.

    Che tipologie di spese si possono agevolare con questo bando?

    Le spese che potrai agevolare riguardano:

    • l’acquisto di impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature purché nuovi di fabbrica;
    • le spese per servizi di consulenza specializzata;
    • l’acquisto di beni intangibili come ad esempio brevetti, marchi, licenze e know how;
    • l’acquisto di hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing;
    • le spese per opere murarie ed edilizie strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei macchinari, beni strumentali, attrezzature e impianti.

    Quando è possibile presentare domanda?

    Il bando è attivo su due finestre temporali, la prima scade il 17 Luglio. Puoi presentare la domanda di contributo durante la seconda finestra dalle ore 10.00 del giorno 4 settembre 2018 alle ore 13.00 del giorno 28 febbraio 2019.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2022. Nel frattempo non perderti tutte le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    POR FESR Lazio 2014-2020: “Fondo Rotativo per il piccolo credito”

    Disponibilità dei fondi limitata

    Per alcune sezioni e sottosezioni del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, è assicurata la copertura finanziaria per le domande pervenute soltanto fino ad una determinata data, che non va mai oltre il 28 giugno 2019. Per queste sezioni, è ancora possibile presentare domandama queste saranno finanziate solo in caso di fondi disponibili per effetto dell’esito negativo di istruttorie in corso, o derivanti dal rimborso di finanziamenti già erogati.

    Di seguito trovi le sezioni del Fondo con disponibilità finanziaria limitata:

    • Sezione IV – Sub sezione a) – Artigianato del Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 5/02/2019
    • Sezione II e II. Bis – Garanzie e accesso al credito Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 24/04/2019
    • Sezione I del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito – settore manifatturiero – troveranno copertura le domande pervenute sino al 28/06/2019

    Su tutte le altre sezioni, come quella che prevede finanziamenti per imprese del settore turismoci sono ancora fondi a disposizione delle imprese che vogliono partecipare.

    Aggiornamento del 21 settembre 2018

    Ottime notizie per le imprese e i liberi professionisti del Lazio. Sono state introdotte delle importanti novità sul Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio più importante della regione.

    Si è provveduto ad inserire delle semplificazioni ed è stata attivata la riserva da 2 milioni di Euro destinata alle Botteghe storiche, ossia quelle con almeno 50 anni di attività.

    Tra le botteghe storiche sono incluse attività che possono avere le seguenti caratteristiche:

    • collocate in immobili di particolare valore storico-artistico e architettonico;
    • artigianali, di lavorazione manuale, non seriale, e di creazione di opere di artigianato artistico;
    • commerciali, di somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri, e librerie.

    Sono però escluse le attività in franchising.

    Inoltre, per rispondere al meglio alle reali esigenze delle imprese, è stato prolungato il periodo di ammortamento del finanziamento rispetto a quanto proposto in origine, passando da 3 a 5 anni.

    Ti ricordo che, con il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, la Regione Lazio mette a disposizione oltre 39 Milioni di Euro a beneficio di Piccole e Medie Imprese, compresi i liberi professionisti, i consorzi e le reti di imprese.

    Il bando rappresenta un’occasione di finanziamento a tasso zero per tutti coloro che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, e con un fabbisogno finanziario compreso tra i 10.000 e i 50.000 Euro.

    A chi è rivolto il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio?

    1. Piccole e Medie Imprese (PMI)
    2. Liberi professionisti e titolari di partita iva
    3. Consorzi e Reti di Imprese

    con le seguenti caratteristiche:

    • costituite da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando;
    • con una  operativa nel Lazio;
    • con una esposizione con il sistema bancario inferiore a € 100.000. 

    Esposizione con il sistema bancario: crediti per cassa a scadenza

    Con riferimento a quest’ultimo punto, ovvero alla esposizione che la società o il professionista ha già in essere con il sistema bancario, l’avviso pubblico fa riferimento ai crediti per cassa a scadenza che sono rilevabili dalla Centrale Rischi

    Ti stai chiedendo cosa significa la dizione “Crediti per cassa a scadenza“? Dammi 5 minuti del tuo tempo per fare un breve ripasso di questa “tecnica bancaria”. Niente di complesso, promesso!

    Con la dizione crediti per cassa indichiamo i classici finanziamenti che le banche concedono ai propri clienti mentre, con la denominazione “a scadenza“,  indichiamo finanziamenti che hanno una scadenza prefissata già al momento della firma del contratto. Ne sono un esempio i mutui e le operazioni di .

    Requisito fondamentale per la richiesta di agevolazione è quello di non aver subito, nell’ultimo anno, la revoca per inadempimento di finanziamenti o affidamenti bancari, e non essere stato oggetto di protesti o pregiudizievoli di conservatoria.

    Sottosezioni del fondo e settori finanziati

    Il Fondo è suddiviso in 4 sezioni che prevedono differenti tipologie e percentuali di spese finanziabili in base allo specifico settore di attività.

    Il bando Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, inoltre, prevede riserve specifiche per le botteghe storiche, i piccoli negozi al dettaglio, le attività di ristorazione, le imprese artigiane, il  trasporto non di linea nonché risorse specifiche per finanziare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica come quelli descritti nell’allegato disponibile a questo link.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo Rotativo per il piccolo credito?

    Ogni sezione del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio prevede spese finanziabili specifiche, con soglie ben precise.

    Dunque mi raccomando: controlla con attenzione qual è la sezione del Fondo più corretta per il tuo progetto, per comprendere pienamente quali spese potrai finanziare, e in quale precisa percentuale.

    In linea generale però il Fondo finanzia le seguenti spese:

    • Attivi materiali e immateriali
    • acquisto di terreni
    • acquisto di macchinari, attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi,  e applicativi digitali
    • acquisizione di brevetti, licenze,  o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali.
    • Spese per investimenti materiali e immateriali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese
    • Veicoli a trazione elettrica o ibrida (per i soli titolari di licenza taxi rilasciata da un Comune della Regione Lazio.)
    • Spese di consulenza
    • servizi di consulenza specialistica prestati da soggetti esterni;
    • studi di fattibilità.
    • Capitale circolante

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio consiste in un finanziamento a tasso zero con un importo compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Il finanziamento deve essere compreso tra 3 e 5 anni, con un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi, mentre il rimborso dovrà avvenire mensilmente a rata costante posticipata.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso all’agevolazione Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio a partire dal 21 settembre 2018 (la prima edizione del fondo era stata attivata il 10 luglio 2017).

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Startup del Molise: il bando High Tech Business

    Startup del Molise: il bando High Tech Business

    Avviso: non sarà possibile inviare le domanda dal 25 gennaio 2019. Se vuoi scoprire tutte le novità sulle ultime agevolazioni clicca qui

    Bando High Tech Business: buone notizie per le startup innovative del Molise!

    Con la determinazione del 28 giugno 2018 è stato prorogato il bando che prevede una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro a valere sulle risorse POR FESR–FSE Molise 2014-2020.

    AZIONE 1.3.1 AVVISO “Bando High Tech Business” per le startup innovative del Molise

    Con il bando High Tech Business la Regione Molise sostiene le start up innovative ad alta intensità di conoscenza mettendo a disposizione fino a 120 mila euro a fondo perduto per ogni impresa. Il fine ultimo che persegue la Regione Molise con la pubblicazione del bando è la valorizzazione economica dei risultati della ricerca, nonché lo sviluppo di nuovi prodotti altamente innovativi.

    Sei tra i fortunati che potranno usufruire di questa fantastica opportunità? Scopriamolo insieme!

    Chi può partecipare al bando High Tech Business?

    Destinatarie del bando sono le startup innovative ad alta intensità di conoscenza che devono:

    • Essere costituite da non più di 36 mesi
    • Avere piccole dimensioni (per sapere di più, CLICCA QUI e leggi il Decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005)
    • Possedere almeno una sede operativa ubicata sul territorio molisano

    Ma non solo, possono infatti aderire anche le persone fisiche, italiane e no, che abbiano intenzione di costituire una start up innovativa che dovrà essere formalmente iscritta al Registro delle imprese.

    Quale agevolazione è prevista?

    Per quanto riguarda la tipologia dell’agevolazione, parliamo di un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, del quale potranno usufruire le start up innovative. Questa percentuale può essere implementata di un ulteriore 10% qualora le imprese richiedenti rispettino almeno una delle seguenti condizioni:

    • composte interamente da soggetti di età non superiore ai 40 anni;
    • composte interamente da donne;

    costituite interamente da soggetti di età non superiore ai 40 anni e da donne.
    L’importo del quale potrà beneficiare ogni singola impresa sarà pari a euro 100.000 nel caso in cui le imprese rientrino nella prima categoria di beneficiari, estendibile a 120.000 euro nel caso in cui venga rispettato anche un solo requisito del secondo gruppo di condizioni.

    Quali progetti saranno finanziati?

    Ma entriamo nel vivo del bando… quali sono i progetti che potranno avvalersi di questa agevolazione? Il quadro di riferimento è quello dell’S3 (Smart Specialisation Strategy) della Regione Molise e prevede sia attività di sviluppo sperimentale che attività di industrializzazione dei risultati.

    Le imprese che vorranno partecipare al bando FESR Molise “High Tech Business” dovranno assicurarsi di presentare piani d’impresa che

    • siano caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo
    • prevedano l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive nuove rispetto al mercato di riferimento dell’impresa
    • siano funzionali all’ampliamento del target di utenza del prodotto-servizio offerto
    • prevedano lo sviluppo e la vendita di prodotti-servizi innovativi
    • propongano l’adozione di modelli di business orientati all’innovazione sociale
    • siano finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Grazie a questa agevolazione potrai coprire diverse tipologie di spese e costi aziendali. Ad esempio, potrai coprire l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, le spese di costituzione della società e le spese per i servizi di incubazione e accelerazione di impresa, che sono molto spesso utilizzati dalle startup innovative.

    Ma potrai anche coprire una parte dei costi del personale, l’acquisto di hardware e software, l’acquisto di brevetti e licenze funzionali al progetto, e tanto altro ancora.

    molise-high-tech-business-startup-innovative
    Bando HIGH TECH BUSINESS: 2 milioni di euro di contributi a disposizione delle start up innovative della Regione Molise.

    Come e quando presentare la domanda?

    Pensi di aver trovato il bando che fa al caso tuo? Ricorda che per presentare la domanda hai tempo fino al 31/01/2019.

    Il contributo sarà concesso del contributo sulla base di procedura valutativa con procedimento a sportello, vale a dire con l’esame delle proposte pervenute entro i termini, in base all’ordine di arrivo. Non perdere altro tempo!

    Scopri tutto quello che c’è da sapere sul mondo delle startup innovative… leggi l’articolo sul nostro glossario della finanza agevolata: “S come…Start up innovativa“.

    Vorresti partecipare ma non sai da quale parte cominciare? Contattaci per ricevere il supporto dei nostri esperti che sapranno consigliarti al meglio.

     

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  • Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Se vuoi conoscere le novità riguardanti Ecobonus 110 ti consigliamo di dare un occhiata al nostro articolo dedicato!

    Lo sgravio fiscale dell’Agenzia delle Entrate rivolto a tutte le imprese italiane

    Ecobonus 2019, l’Agenzia delle Entrate sostiene le imprese, i lavoratori autonomi e i , concedendo , dall’ o dall’, per sostenere gli interventi in efficientamento energetico realizzati nel corso dell’anno.

    L’agevolazione è promossa al fine di aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurale, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale.

    Ma le buone notizie non finiscono qui. Devi sapere che la detrazione d’imposta è compatibile con specifici incentivi concessi da Regioni, Province e Comuni. Se compatibili, le detrazioni possono comunque essere richieste per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali.

    Come funziona Ecobonus 2019
    Attenzione!

    Questo incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali a valere sugli stessi interventi.

    Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta.

    Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali di questa agevolazione.

    Chi ha diritto e può usufruire della detrazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate?

    I beneficiari dello sgravio fiscale previsto dall’Ecobonus 2019 sono:

    • Imprese ovvero micro, piccole e medie imprese (MPMIGrandi imprese:
    1. indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato
    2. iscritte nel 
    • Lavoratori autonomi

    In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

    1. le , compresi gli esercenti arti e professioni
    2. contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche)
    3. le associazioni tra professionisti
    4. gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

    Praticamente quest’agevolazione è rivolta quasi a tutte le imprese italiane. In realtà, possono usufruire di questa detrazione fiscale anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, e coloro che hanno l’immobile in comodato.

    Non solo: in determinati casi, può spettare anche a familiari e conviventi. Ma sul nostro blog ci occupiamo di agevolazioni per le imprese, perciò non ci dilungheremo in dettagli per questo tipo di beneficiari.

    Che cosa prevede Ecobonus?

    L’agevolazione consiste in uno sgravio fiscale (detrazione Irpef) concesso dal 1° gennaio 2018. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%.

    La detrazione è pari al 50% per le seguenti spese: 

    1. l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari;
    2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione;
    3. l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Se, invece, oltre ad essere in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.

    Quali spese comprende e cosa è cambiato?

    Sono ammissibili esclusivamente le seguenti tipologie di interventi:

    • riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria;
    • interventi sull’involucro degli edifici;
    • installazione di pannelli solari;
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

     

    Alcuni provvedimenti successivi hanno esteso l’agevolazione ad altri interventi:

    • acquisto e posa in opera delle schermature solari;
    • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
    • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative;
    • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
    • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

     

    Il massimo di cui si può beneficiare dalla detrazione fiscale sarà così suddiviso:

    –  100.000 €, per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

    – 60.000 €, per il miglioramento termico dell’edificio e l’installazione di pannelli solari

    – 30.000 €, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

    Come posso richiedere l’Ecobonus 2019?

    Per richiedere questa detrazione per la riqualificazione enrgetica è necessario essere in possesso di alcuni documenti che riassumeremo brevemente di seguito:

    • asseverazione di un tecnico abilitato, o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;
    • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio;
    • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

     

    Una cosa molto importante da tenere a mente è il metodo di pagamento: è necessario effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale. Nel modello di versamento andranno dichiarate una serie informazioni come, ad esempio, il codice fiscale del beneficiario e di chi ha eseguito i lavori.

    Quando scade la possbilità di richiedere la detrazione?

    Le domande per ottenere la detrazione fiscale possono essere presentate fino al 31 dicembre 2019.

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  • Lombardia Film Fund 2017, contributi per il cinema

    Lombardia Film Fund 2017, contributi per il cinema

    Avviso: il bando è stato chiudo il 31 dicembre 2018. Nel frattempo non perderti tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Lombardia Film Fund 2017, una nuova opportunità per il cinema e l’audiovisivo.

    Partirà il 12 giugno il bando Lombardia Film Fund 2017 della Lombardia Film Commission, che offre 728 mila euro a fondo perduto per le le produzioni cinematografiche e dell’audiovisivo, realizzate in Lombardia.
    Il bando intende sostenere e valorizzare le bellezze della Regione, promuovendone il patrimonio culturale e ambientale attraverso la produzione di lungometraggi e documentari.

    Quali progetti saranno ammessi?

    Ci dispiace per tutti gli appassionati dei corti, ma in questa edizione non saranno ammessi a partecipare!

    Sono, invece, ammissibili a richiedere il contributo le seguenti tipologie:

    • Tipologia A – Lungometraggi per il cinema anche opera prima o seconda, anche in animazione;
    • Tipologia B – Documentari/docufiction o docudrama anche fuori formato.

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    Cinema e audiovisivo in Lombardia, ecco i fondi che tutti aspettavano!

    Chi potrà fare domanda?

    Ecco i requisiti richiesti dal bando Lombardia Film Fund per presentare domanda:

    • essere una Pmi;
    • avere attività primaria o secondaria con ATECO 50.11 o 59.12 (se non sai di che parliamo, leggi il nostro articolo sul codice ATECO), ovvero produzione cinematografica, di video, di programmi televisivi e di film;
    • essere costituite da almeno 12 mesi dalla pubblicazione del bando.

    Considerando l’obiettivo della valorizzazione territoriale, il bando impone che almeno il 150% dell’aiuto concesso venga speso effettivamente nella Regione Lombardia. Non è, però, richiesta una sede aziendale all’interno della Regione, quindi potranno partecipare società italiane, europee ed extraeuropee.

    Ricorda che almeno il 30% delle maestranze dovranno essere residenti in Lombardia e dovrai utilizzare come fornitori imprese lombarde per almeno il 20% del budget.

    Quanto sarà concesso alle aziende?

    Il contributo a fondo perduto verrà concesso in maniera differente a seconda del progetto presentato:

    • per i progetti tipologia A, l’importo massimo riconosciuto sarà di € 60.000,00;
    • per i progetti tipologia B, l’importo massimo riconosciuto sarò di € 40.000,00.
     

    Potrai presentare la tua candidatura al bando Lombardia Film Fund a partire dal 12 giugno 2017 e fino al 31 dicembre 2018, attraverso la piattaforma Siage. Potrai accedere alla piattaforma attraverso questo link.

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  • Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Avviso: il bando è stato chiuso l’11 aprile 2022. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui

    Bando “Pre-Seed” di Lazio Innova, dedicato alle Startup Innovative e agli Spin off da ricerca

    Bando Pre Seed di Lazio Innova prorogato fino ad esaurimento fondi

    Un bando pensato dalla Regione Lazio per il “Sostegno alla creazione e al consolidamento delle Startup innovative ad alta intensità di applicazione della conoscenza e alle iniziative di spin-off della Ricerca, in ambiti in linea con la Strategia di specializzazione intelligente“.

    Sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2018 e invece è stato nuovamente prorogato, con la comunicazione del 21 dicembre. Questa proroga pare che sarà l’ultima dato che la scadenza è fissata a quando risulteranno esauriti i fondi a disposizione.

    Perciò rivediamo insieme di cosa si tratta.

    Probabilmente in questo momento starai pensando che, già dal nome, deve essere necessariamente qualcosa di estremamente complesso…

    Ad onor del vero, leggendo le schede e gli approfondimenti presenti sul sito di Lazio Innova, si comprende che si tratta di un bando da preparare con la massima cura, ma che rappresenta sicuramente un’opportunità interessante.

    La terza missione

    L’obiettivo del bando Pre Seed di Lazio Innova è di diffondere nel territorio del Lazio i risultati della ricerca, in particolare quella svolta in ambito universitario.

    Un obiettivo che coincide con quella che in gergo è chiamata terza missione dell’Università: la capacità di docenti e ricercatori di trasferire all’esterno i risultati della ricerca svolta nelle aule e nei laboratori universitari, rendendoli operativi ed applicabili all’interno del mondo produttivo e d’impresa per creare innovazione. 

    Viste le premesse, non potevo che appassionarmi a questo contributo, anche perché il progetto Trovabando, nel suo piccolo, è nato proprio da una startup innovativa fondata nel 2014 da 4 docenti universitari, che hanno partecipato ad un bando simile a questo.

    Ma bando ai sentimentalismi. Vediamo quali sono le caratteristiche più interessanti di questa agevolazione, e soprattutto i requisiti da valutare bene prima di partecipare.

    Ambito di attività e settori ammessi

    Il punto cruciale del bando Pre Seed di Lazio Innova è rappresentato dall’ambito di attività della futura startup.

    Dovrà necessariamente essere quello definito dalla S3 – Strategia di Specializzazione Regionale (in questo caso quella della regione Lazio, che trovi qui), ma dovrà anche operare in uno dei settori ad alta intensità di conoscenza, detti settori KIA.

    E’ probabile che il termine “settori ad alta intensità di conoscenza” non ti sia familiare, perciò voglio aiutarti: qui trovi un elenco in inglese dei settori a cui si fa riferimento.

    Per semplificare, si tratta di quei settori in cui almeno 1/3 della forza lavoro è in possesso di un titolo post universitario.

    Significa che almeno il 33% dei lavoratori ha un master di secondo livello, oppure ha frequentato una scuola di specializzazione o è in possesso di un Dottorato di ricerca.

    Le startup e gli spin-off dovranno presentare per il bando Pre Seed di Lazio Innova un piano di attività articolato su un orizzonte temporale di un anno. Le proiezioni dovranno evidenziare come e perchè, alla fine di questo periodo, il progetto potrà diventare di interesse per operatori attivi nell’ambito del venture, nella fase early stage.

    Le startup dovranno proporre beni o servizi scalabili, basati su soluzioni innovative già identificate al momento della partenza del progetto.

    I soci e/o il loro team dovranno dimostrare di avere capacità tecniche e gestionali. Dovranno inoltre assicurare il proprio impegno allo sviluppo del progetto, anche in termini di apporto tecnologico e lavorativo.

    Ma che tipo di agevolazione concessa?

    Il  bando Pre Seed di Lazio Innova un contributo a fondo perduto riconosciuto a fronte di spese ammissibili, effettivamente sostenute e rendicontate, fino ad un massimo del 100%..

    Gli importi sono differenti in caso di “startup innovativa” e di “startup innovativa da spin off da ricerca”.

    Ma in tutti e due i casi, il contributo sarà commisurato agli apporti di capitale dei soci.

    Ti faccio un esempio numerico per rendere tutto più facile…

    Poniamo che tu sia un “socio innovatore” proveniente dal mondo della ricerca.

    Insieme ad altri colleghi, decidi di apportare € 40.000 di capitale. Un altro 40% sarà apportato dai tuoi soci innovatori, non in denaro ma in tempo lavorativo da dedicare al progetto.

    In questo caso, a fronte di un totale di € 80.000 apportati, la Regione ti concederà altri € 80.000 a copertura di una serie di spese. A solo titolo esemplificativo, gli investimenti materiali ed immateriali, i costi del personale, le spese di costituzione, e così via.

    Il contributo massimo concesso per arriva fino a € 100.000.

    Nel caso di startup innovative costituende, invece, il contributo massimo concesso dal bando Pre Seed di Lazio Innova  arriva a € 40.000, ma solo in presenza di investitori terzi ed indipendenti, come investitori professionali, business angels, soggetti identificati tramiteequity crowdfunding.

    Insomma, quella proposta da Lazio Innova è un’opportunità molto interessante per tutti quei ricercatori e docenti che vogliono applicare i risultati di studi e ricerche di una vita, e misurarsi con lo startup d’impresa.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Voucher per la digitalizzazione – cosa fare dopo l’ammissione [Miniguida – aggiornata]

    Voucher per la digitalizzazione – cosa fare dopo l’ammissione [Miniguida – aggiornata]

    Aggiornamento del 17 Dicembre 2018

    Ancora ottime notizie relativamente al Voucher per la Digitalizzazione: il Ministero dello Sviluppo Economico con il decreto direttoriale del 14 Dicembre 2018, che trovi disponibile quiconcede altro tempo per concludere i progetti delle imprese risultate aggiudicatarie del voucher.

    Questo significa che potrai concludere il tuo progetto e pagare i fornitori fino al 31 Gennaio 2019, mentre avrai tempo di presentare la documentazione necessaria per procedere con la rendicontazione fino al 19 Marzo 2019.

    Hai già effettuato tutte le spese? Per te che hai terminato il tuo progetto e vuoi subito procedere con la rendicontazione non c’è nessun problema, potrai consegnare tutta la documentazione attraverso la procedura informatica predisposta sulla piattaforma del Mise.

    Aggiornamento sul Voucher per la digitalizzazione 2018

    Sono usciti i risultati definitivi (sì, esatto…definitivi!) delle valutazioni di ammissione al bando, con i relativi importi per ciascuna impresa.

    Con decreto del 1° giugno, pubblicato il 20, è stato approvato l’elenco delle imprese assegnatarie dell’agevolazione, suddivise per regione, riportate nell’allegato A. Negli allegati B e C, sono riportate le imprese per le quali il MiSE ha riscontrato delle problematiche legate al Regolamento De minimis o ad altre dichiarazioni e documenti.

    Le nostre stime sullo strumento di calcolo che avevamo condiviso sui nostri articoli che trattano l’argomento, lasciacelo dire, erano molto molto vicine alla realtà!

    Prova subito il nostro strumento online che ti consentirà di scoprire l’importo del tuo voucher. E’ gratuito e ti consente di verificare in un attimo quanto vale il tuo Voucher.

    In questo modo non dovrai consultare i numerosi allegati in pdf del MiSE ma riceverai l’importo del tuo voucher direttamente sulla tua casella mai! Facile, no?

    Aggiornamento – 14 maggio 2018

    E’ stato pubblicato un nuovo decreto che prevede l’integrazione della dotazione finanziaria dei Voucher per la digitalizzazione delle PMI, per 242.5 milioni di euro.

    Adesso le risorse complessivamente disponibili per la concessione del contributo salgono a 342.5 milioni di euro.

    Come dichiarato sul sito del MiSE e sul decreto, è stata presa questa decisione per evitare che gli importi del voucher fossero sensibilmente inferiori a quelli richiesti dalle imprese. In sostanza, considerato l’elevato interesse che l’intervento agevolativo ha suscitato nelle imprese (hanno partecipato 91.500 imprese per un ammontare di agevolazioni richieste pari a circa 625 milioni) e che i decreti precedenti stabilivano che:

    • i servizi e le soluzioni informatiche oggetto di agevolazione dovevano essere acquisiti successivamente all’assegnazione del voucher alle imprese;
    • nel caso in cui l’importo complessivo dei voucher richiesti dalle imprese istanti fosse superiore all’ammontare delle risorse disponibili, era previsto il riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del voucher da assegnare a ciascun beneficiario;

    per sostenere (davvero) le imprese nella realizzazione dei progetti di digitalizzazione, il MiSE, attingendo a risorse del “Fondo per la crescita sostenibile”, ha stabilito di suddividere questa integrazione delle risorse finanziarie assegnando l’80% alle imprese operanti nelle regioni del , e il 20% a quelle operanti nelle aree del centro-nord.

    Non solo… Nei prossimi giorni verrà comunicato l’importo del Voucher concedibile a ciascuna impresa per la realizzazione dei progetti di digitalizzazione e di ammodernamento tecnologico proposti.”

    Nel frattempo, dai un’occhiata ai nostri 10 consigli pratici per ricevere il  che hai richiesto al MiSE.

    Le 10 cose da fare (e non fare) se hai vinto il Voucher per la digitalizzazione e vuoi ricevere effettivamente il contributo che ti spettaLe 10 cose da fare (e non fare) se hai vinto il Voucher per la digitalizzazione e vuoi ricevere effettivamente il contributo che ti spetta

    Se stai leggendo questo post sicuramente la tua impresa rientra tra quelle che sono risultate aggiudicatarie di questo interessante contributo a fondo perduto.

    L’elenco delle imprese ammissibili, suddiviso su base regionale, è stato infatti pubblicato il 14 marzo 2018 con provvedimento del  (puoi trovarlo qui).

    Passato il momento di euforia, probabilmente, ti sarai chiesto… e adesso?

    Se non sai da dove cominciare per iniziare ad utilizzare il voucher e realizzare il tuo progetto di digitalizzazione, non perdere la nostra miniguida, e scopri i segreti per non sbagliare un colpo in fase di rendicontazione.

    Se non hai voglia di leggere, guarda il nostro video riassuntivo.

    1. Conosci le tempistiche previste dal Voucher per la digitalizzazione

    Le imprese che sono risultate aggiudicatarie del voucher, come la tua, e che sono presenti nell’elenco pubblicato il 14 Marzo 2018 sul sito del Mise, hanno davanti a se diversi mesi per poter concludere il proprio progetto. Che cosa significa?

    Che tra il 14 Settembre 2018 ed il 31 Gennaio 2019 potrai chiudere ufficialmente il tuo progetto e passare alla fase successiva…

    A partire dalla chiusura del tuo progetto hai tempo fino al 14 Marzo 2019 per per presentare l’effettiva richiesta di erogazione dei contributi.

    Il Mise analizzerà i documenti che hai inviato, ed entro 30 giorni dalla richiesta di erogazione ti comunicherà l’importo esatto che ti verrà accreditato.

    Ricorda, che rispetto a quello che hai richiesto, il Ministero può operare delle decurtazioni se ritiene che le spese presentate non siano coerenti con quelle previste dal bando stesso.

    2. E’ cambiato qualcosa in azienda? Comunicalo subito!

    Nelle imprese, si sa, le cose possono cambiare molto velocemente. Ricordati di comunicare tempestivamente tutte le variazioni alla compagine societaria che sono avvenute dopo la data di presentazione della tua domanda, ma anche le variazioni relative alle condizioni del tuo progetto.

    3. Verifica che le spese che intendi realizzare con il tuo progetto siano effettivamente ammissibili per richiedere il Voucher per la digitalizzazione

    Con il voucher per la  puoi acquistare i , hardware, e sostenere le spese per consulenze che consentano all’impresa di:

    • migliorare l’efficienza aziendale;
    • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
    • sviluppare soluzioni di e-commerce;
    • fruire della connettività a  larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
    • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

    Tutto ciò che non rientra in questi ambiti non può essere spesato e quindi rendicontato al MISE!

    Mi raccomando: se hai dubbi ti consigliamo di dare un’occhiata alle FAQ del Ministero dello Sviluppo Economico.

    4. Paga i fornitori senza commettere errori

    Puoi pagare i fornitori solo ed esclusivamente tramite bonifico bancario SEPA. Ogni altra forma di pagamento non è ammessa: vuoi pagare un bene su Amazon con la carta di credito? Il MiSE potrebbe avere qualcosa da ridire.

    5. Usa la giusta causale per il pagamento

    Tutti i bonifici che effettuerai per pagare i fornitori che ti hanno supportato nel tuo progetto di digitalizzazione, dovranno riportare la seguente dicitura Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014”

    Fai attenzione alla causale, è molto importante!

    6. Fai sottoscrivere ai tuoi fornitori la liberatoria

    Ogni fornitore dovrà sottoscrivere una liberatoria relativa alle attività, i servizi o i beni che ti ha fornito.  La liberatoria dovrà riportare tutti gli allegati necessari così come previsto dal MISE.

    7. Non dimenticare nessun allegato

    Per la richiesta di erogazione dovrai compilare parecchi allegati, dal resoconto che descrive il progetto realizzato, alle liberatorie di cui abbiamo parlato prima, fino ai moduli previsti dall’allegato 3.

    Presta molta attenzione a questi documenti perché sono fondamentali.

    Ti ricordiamo che si può procedere alla presentazione della richiesta di contributo a partire dal 14 settembre 2018.

    8. Conserva i documenti del Voucher per la digitalizzazione

    Con le agevolazioni pubbliche serve la massima attenzione e precisione. In particolare sei tenuto a conservare la documentazione e le fatture per 10 anni, così da poterla esibire in caso di controlli del Ministero. Sappi che ci sono molti fornitori che effettuano la conservazione digitali dei documenti, in questo modo avrai tutta la documentazione a posto senza essere invaso da pezzi di carta.

    9. Controlli a campione

    Il Ministero controllerà a campione che le informazioni fornite dalle aziende siano rispondenti al vero: nel caso rilevi qualsiasi difformità provvederà a revocare l’agevolazione!

    10. Mantieni software ed hardware in azienda

    Ricorda che dovrai mantenere, nei 3 anni successivi alla data di erogazione del voucherle componenti  e software acquisite nell’unità produttiva interessata dal progetto agevolato.

    Nel caso tu dismetta prima tali investimenti, ti vedrai revocato il voucher.

    Noi di Trovabando abbiamo pensato ad un servizio di supporto dedicato, per aiutarti a portare avanti tutti gli adempimenti burocratici legati al Voucher per la digitalizzazione, nella maniera corretta.

    Vuoi saperne di più?

    E se vuoi rinunciare al tuo voucher?

    Nel caso tu voglia rinunciare al tuo voucher perchè hai deciso di non realizzare più il tuo progetto di digitalizzazione ti basterà visitare il sito del MISE ed in particolare il link https://agevolazionidgiai.invitalia.it/ per poter effettuare il login all’interno della tua pratica. 

    Da li, per effettuare la rinuncia, ti basterà cliccare sul link “Rinuncia” che trovi sul menù di destra. 

    Il processo per effettuare la rinuncia è estremamente semplice e guidato, ci vorranno non più di 10 minuti per portarlo a termine ma è fondamentale effettuarlo nel caso tu abbia deciso di non procedere con la richiesta di erogazione al Mise. 

    voucher-per-la-digitalizzazione-mise-cosa-fare-dopo-ammissione

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