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Categoria: Contributi a fondo perduto

  • Emilia Romagna: Bando per lo sviluppo delle startup innovative

    Qual è l’obiettivo del bando per le Startup Innovative dell’Emilia Romagna?

    Il bando emanato dalla regione Emilia Romagna ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo, il consolidamento e l’insediamento nel territorio regionale di startup innovative di rilevanza strategica.

    Mira a favorire la produzione di innovazione e risultati ad alto contenuto di conoscenza, sostenendo iniziative lungo tutta la catena del valore, dalla “idea generation” alla “accelerazione” fino allo “scale-up”.

    Particolare attenzione è data alle iniziative che ampliano l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle industrie, evitando nuove disuguaglianze. Se la tua startup opera in settori avanzati come l’IA, le biotecnologie, o altre tecnologie emergenti, questo bando potrebbe essere perfetto per te. L’obiettivo è anche quello di favorire l’adozione di modelli di business sostenibili che abbiano un impatto positivo su ambiente e società.

    Un punto critico da considerare è che i progetti devono dimostrare un significativo contenuto tecnologico e/o innovativo. Questo significa che dovrai presentare un progetto dettagliato che evidenzi chiaramente come la tua idea differisca dalle soluzioni esistenti e quale valore aggiunto porterà al mercato.

    Chi può partecipare?

    Per poter accedere alle agevolazioni, la tua impresa deve soddisfare i seguenti requisiti:

    1. Essere una MPMI, secondo la definizione comunitaria.
    2. Avere un’unità locale operativa nel territorio della Regione Emilia-Romagna. Se non hai ancora un’unità locale operativa, dovrai renderla operativa entro il 31 maggio 2025.
    3. Essere registrata nella Sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative.
    4. Non essere in stato di liquidazione giudiziale o in procedure concorsuali.
    5. Non presentare caratteristiche di impresa in difficoltà.

    Le imprese agricole, come definite dall’art. 2135 del c.c., sono escluse. Assicurati che la tua startup rispetti tutti questi criteri prima di presentare la domanda. È essenziale dimostrare un equilibrio finanziario solido e una capacità di copertura delle spese del progetto. Dovrai fornire evidenze concrete di come intendi finanziare il progetto, utilizzando mezzi propri o finanziamenti esterni.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Il contributo previsto è a fondo perduto nella misura del 40% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 150.000 euro. La misura del contributo può essere incrementata:

    • Del 10% se il progetto prevede l’assunzione di almeno una persona a tempo indeterminato.
    • Del 5% per progetti caratterizzati da rilevanza della presenza femminile/giovanile, localizzati in aree montane o interne, o colpite da avverse condizioni meteorologiche.

    Questo significa che il contributo potrebbe coprire fino al 50% delle tue spese ammissibili, rendendo l’investimento meno oneroso per la tua impresa.

    È importante notare che l’eventuale attribuzione degli incrementi di contributi previsti non potrà comportare il superamento del limite dei 150.000 euro di contributo massimo.

    Assicurati di richiedere espressamente le premialità nel modulo di domanda, e prepara documentazione accurata per dimostrare il rispetto dei requisiti.

    Quali sono le spese ammissibili previste?

    Sono ammissibili le seguenti spese:

    • Acquisto, locazione o leasing di impianti e macchinari industriali e attrezzature scientifiche.
    • Affitto di laboratori.
    • Consulenze per progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo e certificazione di soluzioni innovative, supporto alla redazione del business plan, piani industriali e di internazionalizzazione.
    • Acquisto di beni usati e rigenerati.
    • Spese di sviluppo prodotto e prototipazione.
    • Spese per la messa a punto e implementazione del modello di business.
    • Spese di marketing e sviluppo mercati esteri.
    • Rafforzamento del team imprenditoriale e della struttura organizzativa.

    Assicurati che tutte le spese che intendi presentare per il contributo siano strettamente legate al progetto e siano coerenti con gli obiettivi del bando. Le spese devono riferirsi ai progetti per cui si avanza richiesta di contributo ed essere coerenti e rivolte al raggiungimento delle finalità/obiettivi indicati nel bando.

    Un punto critico da considerare è la necessità di presentare una rendicontazione dettagliata e precisa delle spese. Ogni voce di spesa deve essere chiaramente documentata e giustificata per evitare problemi in fase di verifica e liquidazione del contributo.

    Quali sono le scadenze per la partecipazione?

    Per partecipare al bando per le startup innovative dell’Emilia Romagna, i progetti devono essere presentati entro i termini specificati nel bando. Le imprese devono dimostrare la copertura finanziaria del progetto entro il 31 maggio 2025. I progetti devono essere conclusi entro il 31 ottobre 2025, salvo eventuali proroghe.

    Rispettare queste scadenze è cruciale per non perdere l’opportunità di finanziamento.

    Pianifica attentamente il tuo progetto, assicurandoti di poter completare tutte le fasi nei tempi previsti. Un piano di lavoro dettagliato e realistico sarà fondamentale per garantire che tutte le attività si svolgano senza intoppi.


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  • Bandi Regione Calabria: fondo perduto per internazionalizzazione, export, fiere e mostre

    Calabria bando internazionalizzazione fiere e mostre. L’obiettivo del bando è di accompagnare il sistema produttivo regionale nei processi di apertura e/o incremento dell’export, di diversificazione dei mercati di sbocco e di utilizzo di canali anche “digitali”.

    La Regione Calabria Intende accompagnare il sistema produttivo regionale nei processi di apertura e/o incremento dell’export, di diversificazione dei mercati di sbocco e di utilizzo di canali anche “digitali”. La dotazione finanziaria è pari a €5.500.000.

    L’obiettivo è quello di supportare progetti di internazionalizzazione e di promozione internazionale delle PMI e loro aggregazioni.

    Quali sono i beneficiari dell’agevolazione?

    Possono presentare domanda di agevolazione le micro, piccole medie imprese (MPMI), che possono partecipare: 

    • singolarmente 
    • o in associazioni temporanee di scopo (ATS) (n. minimo di soggetti associati pari a 4 imprese autonome non associate o collegate tra di loro)
    • o Reti di imprese (Rete Soggetto) 
    • o Consorzi (n. minimo di soggetti associati pari a 4 imprese autonome non associate o collegate tra di loro)

    I soggetti economici già costituiti possono partecipare, a prescindere dal settore economico, con le sole esclusioni fissate dalle norme su aiuti (pesca e acquacoltura, produzione primaria prodotti agricoli..).

    Quale tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione prevede la concessione di contributo in conto capitale basato su una procedura valutativa a sportello, la cui % varia in base alle due linee di intervento considerate ammissibili:

    • fino al 50% delle spese ammissibili per le Linee A e B: Servizi di consulenza specialistica per piani per l’export, studi di fattibilità e servizi di supporto all’internazionalizzazione.
    • fino al 100% delle spese ammissibili per la linea C: Costi di partecipazione alle fiere/mostre

     

    Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche, ma non è cumulabile con nessun altra agevolazione pubblica concessa per la partecipazione alla medesima fiera.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili gli interventi riconducibili a o più delle tipologie/linee di seguito elencate:

    1. Linea A: Definizione di un progetto per l’internazionalizzazione (piano export), che dovrà contenere, a titolo esemplificativo e non esaustivo: motivazioni, obiettivi e strategie commerciali internazionali, modello di business e proposta di valore, mercati esteri target, piano operativo che riporti anche gli strumenti e le risorse umane e finanziarie previsti per l’implementazione del piano per l’export, con definizione di milestone, cronoprogrammi, meccanismi di verifica e di revisione del piano. Le attività consulenziali, finalizzate alla preparazione di un piano di sviluppo sui mercati obiettivo del progetto (con esclusione dei soli studi relativi ai mercati obiettivo), potranno essere comprensive di un piano export digitale.
    2. Linea B: Servizi specialistici per l’export. I servizi finalizzati all’accrescimento delle potenzialità di export del beneficiario, saranno diretti a:

    – conseguimento di certificazioni di prodotto/processo che consentono l’accesso ai mercati esteri (es. Agroalimentare per UK: BRC, ecc.),

    – certificazioni aziendali per l’ottenimento dello status di operatore economico autorizzati o di altre figure e qualificazioni richieste per il commercio internazionale e dagli accordi di libero scambio con paesi terzi;

    – consulenza per ottenimento di marchi, brevetti o altre forme di protezione della proprietà intellettuale internazionali, nonché assistenza legale in materia doganale, contrattuale, fiscale, per l’export nei singoli paesi;

    – utilizzo di TEM (temporary export manager) e/o DEM (digitale export manager), ad integrazione delle funzioni aziendali, funzionale allo sviluppo delle competenze interne del beneficiario per l’export;

    – consulenze per ricerca operatori esteri e assistenza per organizzazione incontri commerciali;

    – consulenza per business on line diretta all’utilizzo di piattaforme/marketplace, sistemi di smart payment internazionali, ecc.;

    – consulenze per la realizzazione di video e materiali di comunicazione digitali redatti in lingua diversa dall’italiano;

    – consulenze per la realizzazione di campagne di comunicazione e marketing digitale finalizzati all’export, comprese vetrine digitali in lingua estera;

    – consulenze per la promozione dei siti web attraverso azioni di search engine marketing (seo e paid adv) e metodologie similari;

    – spese per la registrazione di APP e/o applicativi a livello internazionale connesse alle iniziative promozionali virtuali ammesse;

    – spese per la realizzazione di siti e-commerce.


    • Linea C: partecipazioni a manifestazioni fieristiche e/o saloni internazionali e/o rilevanti eventi commerciali o divulgativi (questi ultimi diretti solo alle imprese Startup e PMI innovative) di livello internazionale:

     

    Le iniziative, se svolte in Italia, dovranno essere presenti sul catalogo fiere internazionali certificato AEFI o devono risultare certificate di valenza internazionale nel calendario fieristico nazionale (calendario manifestazioni fieristiche – Regioni.it) oppure svolte direttamente all’estero e/o inserite in circuiti/cataloghi internazionali.

    I progetti presentati non devono ricomprendere attività che sono parte di operazioni di delocalizzazione/trasferimento in Calabria da altri paesi UE o altre regioni italiane.

    Quali sono gli importi finanziabili?

    Il costo totale ammissibile del progetto presentato non deve essere inferiore a  15.000 Euro e non deve essere superiore a 200.000 Euro.

    Ma veniamo ora alle intensità di aiuto:

    per consulenze di cui alla Linea A e B è del 50% (art. 18 Reg. 651/14);
    – per i costi di partecipazione a fiere internazionali l’impresa ha due opzioni:

    c.1 Per ogni fiera è prevista una somma forfettaria di 12.790 euro più tasso forfettario del 20% per i costi diretti del personale impiegato nella fiera

    c.2 rendicontazione a costi effettivi (Reg. 651/14 art. 19 intensità di aiuto 50%) Aiuto concedibile: massimo 100.000 Euro.

    Tali soglie (di spese ammissibili e di aiuti concedibili) restano valide anche nel caso di domande presentate da aggregazioni di imprese.

    Quando posso presentare la domanda?

    Lo sportello per l’inserimento delle domande è aperto dal giorno 10 aprile 2024 e resterà aperto fino al 10 aprile 2026. …Cosa aspetti? Contattaci per saperne di più!


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  • Agevolazioni Turismo: tutti i Bonus per le attività ricettive

    Nuovi Bonus e Agevolazioni per il Turismo e le attività ricettive

    Agevolazioni turismo: sia a livello nazionale che regionale, c’è grande attenzione per questo settore così strategico per l’economia del Paese. 

    Lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si sofferma in modo specifico sui progetti di investimento in materia di turismo: in particolare, nell’ambito della Missione 1 troviamo la Componente C3 “Turismo e cultura”, alla quale sono assegnati 2 miliardi e 400 milioni di euro.

    L’obiettivo è quello di aiutare le imprese a promuovere un’offerta turistica rinnovata, incentrata sui princìpi di sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione.

    Alcune misure sono già state attivate, ma il processo di transizione è appena iniziato. Vediamo insieme, allora,  alcuni nuovi incentivi attualmente disponibili in chiave Agevolazioni turismo!

    Avvisi a valere per il Fondo per il Turismo Sostenibile

    Nell’ambito del Fondo per il Turismo Sostenibile, sono  stati pubblicati 3 avvisi pubblici rivolti alle strutture ricettive (anche non imprenditoriali) e alle imprese turistiche. Ricordiamo che tale fondo ha una valenza pluriennale sul triennio 2023-2025 e una dotazione complessiva di 25milioni di euro.

    Le misure sono indirizzate alle strutture ricettive, anche non imprenditoriali, e alle imprese turistiche che perseguiranno le seguenti finalità:

    • rafforzare le grandi destinazioni culturali attraverso la promozione di forme di turismo sostenibile, l’attenuazione del sovraffollamento turistico, la creazione di itinerari turistici innovativi e la destagionalizzazione del turismo;
    • favorire la transizione ecologica nel turismo, con azioni di promozione del turismo intermodale secondo le strategie di riduzione delle emissioni per il turismo;
    • sostenere le strutture ricettive e le imprese turistiche nelle attività utili al conseguimento di certificazioni di sostenibilità.  

    Fondo di Garanzia sezione speciale Turismo

    Il Fondo di Garanzia è un intervento che aiuta le micro, piccole e medie imprese a ottenere credito dalle banche a condizioni migliori, in quanto lo Stato interviene per fornire parte delle garanzie che il soggetto finanziatore richiede alle imprese per ridurre il rischio sull’operazione. Previsti 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025

    E’, ancora una volta, grazie alle risorse del PNRR che questa sezione speciale è stata istituita, con la finalità di sostenere gli imprenditori di questo settore e i giovani  under 36 che intendono avviare una nuova attività turistica.

    In particolare, la sezione speciale si rivolge alle imprese alberghiere e agrituristiche, alle strutture ricettive all’aria aperta e in generale alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, inclusi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici e parchi tematici.

    I finanziamenti in relazione ai quali viene fornita la garanzia devono essere richiesti per:

    • interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale
    • assicurare la continuità aziendale e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti del settore

    La sezione speciale si distingue dalla normale operatività del Fondo prevedendo:

    • concessione gratuita della Garanzia
    • concessione della garanzia senza applicazione del modello di valutazione , anche nel caso di beneficiari finali che presentano esposizioni classificate come inadempienze probabili o come esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate, purché tale classificazione non risalga a prima del 31 gennaio 2020
    • copertura al 70% per Garanzia diretta, con possibile incremento all’80% mediante l’utilizzo dei contributi al Fondo, previsti dal decreto Fund raising del 26 gennaio 2012 e s.m.i..
    • riassicurazione fino all’80% o 90% dellimporto garantito da confidi o altro fondo di garanzia non eccedano l’80% di copertura
    • esonero dal versamento della commissione per mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie

    Resto al Sud

    Resto al Sud è un’agevolazione che non si rivolge in modo specifico all’ambito turistico-ricettivo, ma che vogliamo inserire fra le Agevolazioni turismo perché permette di agevolare la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, comprese quelle turistiche, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma anche nelle aree del cratere sismico del Centro Italie nelle isole minori del Centro-Nord.

    Per usufruirne bisogna avere un’età compresa fra i 18 e i 55 anni, ed è sicuramente un’ottima opportunità per avviare B&B, Affittacamere o attività turistiche in senso lato.

    L’agevolazione copre fino al 100% degli investimenti , grazie a una combinazione di contributo a fondo perduto (50%) e finanziamento a tasso zero (50%). Il finanziamento massimo complessivo è di 50.000 euro per ogni richiedente che rispetti i requisiti previsti, fino a un massimo di 200.000 euro nel caso di società composte da 4 soci. Per le imprese individuali invece, l’importo finanziabile è di 60.000 euro.

    E’ poi possibile ottenere un ulteriore contributo a fondo perduto, concesso al termine degli investimenti, pari a 15,000 euro per le attività individuali e fino a 40.000 euro per le società (10.000 per ogni socio).

    Puglia Mini PIA Turismo

    Rivolto alle le imprese turistico-alberghiere di ogni dimensione, quindi grandi, medie, piccole, e micro, le reti di impresa ed i consorzi, Mini PIA Turismo è un’agevolazione molto interessante per le pmi pugliesi

    Il sostegno previsto dalla misura è un mix tra una sovvenzione diretta a fondo perduto e un contributo in conto impianti determinato sul montante degli interessi relativi al finanziamento bancario.

    Nella determinazione dell’Esl (Equivalente sovvenzione lorda) è previsto anche il rilascio delle eventuali garanzie sul finanziamento bancario. 

    Le finalità sono l’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta e il miglioramento dei servizi in chiave ecologica e green, ma anche la digitalizzazione delle imprese che operano nel comparto turistico, la formazione degli operatori, il sostegno e la qualificazione dell’occupazione regionale inclusa l’occupazione femminile.

    Gli investimenti devono essere finalizzati al recupero del patrimonio esistente (dagli edifici abbandonati o non ultimati alle masserie, palazzi storici, trulli, torri e fortificazioni) da trasformare in strutture turistico-alberghiere o extralberghiere con almeno 5 camere.

    I programmi di investimento produttivo devono prevedere spese ammissibili non superiori al 90% del pacchetto integrato. Gli investimenti riguardanti il programma della rete d’impresa/consorzi, devono essere compresi tra 500mila euro e 2 milioni di euro.

    Le domande potranno essere presentate unicamente in via telematica a partire dal 22 maggio 2024.

    Calabria: Avviso Family Hotel

    L’obiettivo dell’agevolazione “Family Hotel” è quello di intervenire a sostegno del riposizionamento competitivo e del rilancio del sistema ricettivo calabrese incentivando l’ammodernamento e la creazione di strutture “a misura di bambino” specializzate nelle vacanze delle famiglie.

    Possono accedere le Micro, Piccole e Medie imprese gestori di strutture ricettive alberghiere (alberghi, villaggi albergo, residenze turistico alberghiere), già attive alla data di presentazione della domanda e dotate di CIR.

    Ecco alcuni degli investimenti che potrai agevolare: 

    Gli interventi ammissibili devono essere riconducibili ad una o più delle seguenti tipologie:

    1. Interventi di ammodernamento per adeguare gli spazi e sviluppare correttamente i servizi dedicati alle famiglie con bambini;

    2. Allestimento delle strutture ricettive a misura di bambino e funzionali alla realizzazione di aree bebè, di aree e parchi gioco, di servizi lavanderia, di piscine coperto o all’aperto con vasca bambini, di spazi verdi all’aperto sicuri, di spazi sportivi pertinenziali alle strutture alberghiere, di centri benessere, ecc.. in grado di rendere la struttura funzionale all’ottenimento del riconoscimento di “Calabria Family Hotel”;

    3. Interventi per l’accesso di persone con disabilità, per l’eliminazione delle barriere architettoniche e volte all’installazione di sistemi domotici;

    4. Acquisizione di servizi di consulenza specialistica per l’organizzazione e la gestione, per la comunicazione e il marketing digitale.

    Potrai presentare la tua domanda fino al 30.06.2025 alle ore 16:00.

    Puglia: NIDI

    Un’altra agevolazione interessante fra i bandi per imprenditoria femminile, è promossa dalla Regione Puglia, e si tratta dell’avviso NIDI.

    Il Fondo creato dalla Regione Puglia a favore delle Nuove Iniziative d’Impresa, prevede la possibilità di ricevere fino a 150 mila euro, metà a fondo perduto e metà come finanziamento agevolato, concesso a tasso zero a partire dal 2018.

    In questo caso le forme di agevolazione previste variano al crescere del valore dell’investimento. È inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

    Potranno accedere all’agevolazione tutte le aspiranti imprenditrici o le società partecipate per almeno la metà da soggetti appartenenti ad una serie di categorie, tra cui donne di età superiore a 18 anni.

    Parlando del settore turistico, potrai dar vita ad una nuova impresa nei seguenti ambiti:

    • agenzie di viaggio
    • affittacamere e B&B

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  • Come aprire una casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Come aprire casa di riposo: agevolazioni e finanziamenti, quello che devi sapere se vuoi aprire la tua casa di riposo utilizzando le agevolazioni pubbliche

    Aprire una casa di riposo è una scelta molto interessante, soprattutto in Italia, Paese in cui la popolazione è sempre più composta da persone anziane, over 65. Tuttavia questa giusta ambizione può essere resa difficile soprattutto per via dei costi legati all’apertura di una casa di riposo.

    Se questo è il tuo caso, sai bene quanto può essere complicato finanziare l’apertura di una casa di riposo, con arredi, software o far fronte alle spese per la ristrutturazione dei locali e l’adeguamento alle normative settoriali.

    Eppure… forse non sapevi che esistono tantissime agevolazioni e finanziamenti europei e nazionali a sostegno di tutti coloro che vogliono aprire o sviluppare una casa di riposo.

    Qualche esempio?

    Poniamo il caso che tu sia un giovane residente al sud e voglia aprire una casa di riposo (dunque una struttura di tipo residenziale in grado di ospitare anziani parzialmente autosufficienti).

    Dovrai: affittare/comprare la struttura immobiliare, effettuare i lavori di ristrutturazione dei locali, comprare gli arredi per la casa di riposo, acquistare la strumentazione ed il mobilio necessari.

    Insomma, una spesa non indifferente, che può essere finanziata grazie ad agevolazioni nazionali e regionali. Ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini – beni strumentali e altre linee agevolative nazionali o regionali, come Resto al Sud, Oltre Nuove Imprese a Tasso zero o il Microcredito.

    persone anziane come aprire casa di riposo
    Come aprire la tua casa di riposo, con le agevolazioni pubbliche

    Vuoi sapere quali sonio i vantaggi offerti da queste agevolazioni?

    ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

    Il bando Nuove imprese a tasso zero è una delle possibilità di finanziamento per aprire una casa di riposo.

    ON – oltre nuove imprese a tasso zero, è rivolto ai giovani e alle donne di ogni età.

    L’agevolazione è valida in tutta Italia e prevede un mix di finanziamento agevolato a tasso zero  e contributo a fondo perduto per progetti con costi fino a 3 milioni di euro, con una copertura fino al 90% dei costi totali ammissibili.

    Il tuo progetto, per essere ammesso al finanziamento, deve interessare lo sviluppo di una nuova attività o l’ampliamento, la trasformazione o la diversificazione di un’attività già esistente. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

    Non è possibile accedere al finanziamento con progetti che prevedono spese inferiori a 250mila euro.

    Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate
    • Macchinari, impianti e attrezzature
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT
    • Brevetti, licenze e marchi
    • Consulenze specialistiche
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento
    • Spese per la costituzione della società

    Possono accedere al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni previste.

    Resto al Sud
    per aprire una casa di riposo

    Se sei alla ricerca di finanziamenti per aprire una casa di riposo nelle regioni del Sud puoi tener conto anche del bando Resto al Sud, gestito da Invitalia.

    Resto al Sud è una delle agevolazioni più interessanti e conosciute per avviare e sviluppare nuove attività nelle regioni del Sud da parte di under 56 . Quello che non tutti sanno è che questa agevolazione, nel tempo, ha subito una serie di modifiche che hanno comportato l’apertura anche ad altre zone dell’Italia, in particolare i 146 comuni del cratere sismico del centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche) e alle isole minori, marine, lagunari e lacustri, del Centro-Nord. 

    Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili con un mix di agevolazioni:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 

    Il finanziamento massimo arriva a 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    Possono essere finanziate le seguenti spese:

    • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili 
    • macchinari, impianti e attrezzature nuovi
    • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione
    • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative)

    Fondo di Garanzia
    e Nuova Sabatini

    Ti faccio solo un ultimo esempio, attraverso la garanzia del Fondo Centrale per le PMI potrai abbattere nettamente l’incidenza delle fidejussioni personali che devi rilasciare in relazione a un finanziamento bancario.

    Grazie alla Nuova Sabatini, invece, potrai beneficiare di un contributo a fondo perduto che ti permetterà di ridurre al minimo l’impatto degli interessi. Infatti la Nuova Sabatini è un’agevolazione associata a una richiesta di finanziamento di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e la cui finalità sia l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa. Essa permette di ridurre gli interessi dovuti per il finanziamento, con riduzioni particolarmente vantaggiose per investimenti tecnologici rientranti nel piano Industria 4.0 o per investimenti green. 

    Inoltre, se sei una donna di qualsiasi età, per te è disponibile la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ed una serie di linee di credito agevolate.

    Che aspetti ad esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per le case di riposo?

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  • Donne Innovazione e Impresa: contributi per le PMI femminili del Lazio

    Donne innovazione e impresa: cos’è?

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando  “Donne, Innovazione e impresa”.

    Sono considerate ammissibili le imprese femminili che abbiano (al più tardi al momento della richiesta di erogazione a saldo) una sede operativa nel Lazio in cui si svolge l’attività imprenditoriale oggetto del Progetto di Innovazione Azienzale, e nello specifico: 

    • la lavoratrice autonoma
    • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
    • la società cooperativa; 
    • la società cooperativa, la società di persone o lo studio associato in cui il numero di donne socie o associate rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
    • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da imprese femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne (in particolare, tale requisito aziendale dev’essere posseduto dall’impresa al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per almeno tre anni dall’erogazione del contributo).

    A ciascuna PMI femminile può essere finanziato un unico progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Ciascuna impresa femminile può presentare un solo progetto agevolabile riguardante la produzione di un bene o servizio nuovo o migliorato, che si differenzi in modo significativo rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, ad esempio sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità. 

    Sono ammissibili le spese necessarie per la realizzazione del Progetto e in particolare:

    • a. spese per investimenti materiali;
    • b. spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
    • c. spese per know how, servizi e consulenze nella misura massima del 20% delle precedenti voci a) e b);
    • d. spese per i costi del personale, generali e amministrativi, riconosciute nella misura forfettaria del 20% delle precedenti spese da rendicontare a), b) e c).

     

    Le spese da rendicontare di cui alle voci a), b) e c) non devono risultare inferiori a 50.000 euro e quindi il costo totale del progetto, comprensivo dei costi riconosciuti a forfait, non può risultare inferiore a 60.000 euro.

    I progetti devono essere conclusi e rendicontati entro 9 mesi dalla loro approvazione. 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%

    L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione.

    Come presentare la domanda?

    L’avvio ad istruttoria dei progetti avviene mediante una graduatoria determinata sulla base dei criteri oggettivi di seguito riportati e inizialmente formata sulla base dei punteggi calcolati dalle medesime PMI femminili partecipanti. 

    Le imprese interessate possono presentare domanda online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova, dalle 12 del 23 aprile e fino alle 17 del 12 giugno 2024.

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  • Bando Brevetti Lombardia 2023

    Bando brevetti Lombardia: Di cosa si tratta?

    Il bando Brevetti Lombardia nasce con l’obiettivo di sostenere le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti operanti sul territorio regionale nell’ottenimento di nuovi brevetti europei e internazionali, o anche nell’estensione di brevetti già depositati a livello europeo o internazionale.

    La dotazione finanziaria è pari a 2,5 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 di Regione Lombardia.

    I brevetti devono riguardare invenzioni industriali che siano inerenti ad almeno una delle 92 priorità della Strategia di Specializzazione intelligente per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia (S3 2021-2027).

    Puoi consultare qui l’elenco completo, ma intanto sappi che queste priorità si riferiscono, in modo trasversale o specifico, a 8 grandi ecosistemi dell’innovazione, ovvero:


    1. nutrizione; 
    2. salute e life science; 
    3. cultura e conoscenza; 
    4. connettività e informazione; 
    5. smart mobility e architecture; 
    6. sostenibilità; 
    7. sviluppo sociale; 
    8. manifattura avanzata

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione di Bando Brevetti Lombardia consiste in un contributo a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia del brevetto e ai costi ammissibili. In particolare, i costi ammissibili vengono stabiliti su base forfettaria e il contributo è pari all’80% dei costi ammissibili (90% nel caso in cui, prima della rendicontazione, ci si impegni ad acquisire una nuova certificazione ambientale e/o energetica e/o di processo o prodotto):

    Per i brevetti europei il costo ammissibile è pari ad € 7.100, con un contributo che sarà quindi calcolato in € 5.680 (oppure € 6.390 in caso di certificazioni)

    Per i brevetti internazionali la spesa ammissibile è pari ad € 9.000 e pertanto il contributo è fissato in € 7.200 (€ 8.100 in caso di certificazioni)

    Chi può presentare domanda?

    Possono richiedere il contributo sia le micro, piccole e medie imprese che i liberi professionisti in forma singola o associata, purché siano attivi in Lombardia o si impegnino a costituire una sede legale o operativa (o domicilio professionale) nel territorio regionale.

    Chiaramente, è alla sede lombarda che devono riferirsi le attività relative all’intervento brevettuale.

    Rimangono però esclusi coloro che risultano attivi nei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco o, ancora, nei settori esclusi dal regolamento de minimis 1407/2013 e s.m.i.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti che è possibile finanziare possono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo brevetto europeo
    • estensione brevetto europeo
    • nuovo brevetto internazionale
    • estensione brevetto internazionale

     

    Nel caso di brevettazione europea sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) a partire dal 25 settembre 2022.

     

    Nel caso di brevettazione internazionale invece, sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso il Receiving Office di WIPO, EPO o UIBM a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso WIPO a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM a partire dal 25 settembre 2022.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Le domande di ammissione possono essere presentate a partire dal 25 gennaio 2024 alle ore 10.30 e fino a quando non verrà esaurita la dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro o, comunque, entro il 26 luglio 2024 alle ore 12.00.

    Le domande verranno processate in base all’ordine cronologico di invio e sono previste sia un’istruttoria formale che un’istruttoria di merito. Quest’ultima prenderà in considerazione la coerenza dell’intervento brevettuale rispetto alle priorità della S3, per poi valutare anche la qualità progettuale dell’operazione e il suo grado di innovazione. Sono inoltre previsti punteggi premiali per chi è in possesso di certificazione di sostenibilità ambientale, per le imprese femminili/giovanili e per gli interventi brevettuali con tematica afferente al Green Deal europeo.

    E’ proprio arrivato il momento di difendere la proprietà intellettuale delle tue innovazioni!

    Ti consigliamo di agire per tempo, perché le risorse potrebbero andare esaurite in poco tempo…

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  • Bando ISI INAIL 2023: agevolazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro

    Il 20 dicembre 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso pubblico del bando Isi Inail 2023

    Oltre 508 milioni di euro alle imprese per progetti sul miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

    Bando Isi Inail 2023: cos’è

    Isi Inail è l’incentivo che sostiene le imprese nella realizzazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, supportando inoltre le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli nell’acquisto di nuove attrezzature di lavoro e macchinari innovativi per abbattere le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità aziendale e ridurre il livello di rumorosità o il rischio di infortuni..

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando Isi Inail 2023.

    Possono richiedere le agevolazioni tutte le imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura.

    Non solo: anche gli enti del terzo settore possono beneficiare delle agevolazioni, seppur limitatamente a una sola tipologia di Intervento (Asse 1.1, intervento d).

    Sono escluse le imprese beneficiarie dell’incentivo 2020, 2021 e 2022 e, per le imprese agricole, anche 2019/2020.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Lo scopo del bando è quello di incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per fare questo i progetti finanziabili possono essere di varia natura, e sono ricompresi in 5 Assi di finanziamento:

    • Asse 1 (Isi generalista): Progetti volti alla riduzione dei rischi tecnopatici (Asse 1.1) e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2);
    • Asse 2 (Isi tematica): Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
    • Asse 3 (Isi amianto): Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
    • Asse 4 (Isi micro e piccole imprese): Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività;
    • Asse 5 (Isi agricoltura): Progetti per imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (Asse 5.1) e per i giovani agricoltori (Asse 5.2).

     

    Gli investimenti devono essere avviati dopo la chiusura dello sportello telematico per l’invio delle domande.

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    La dotazione finanziaria totale del bando Isi Inail 2023 è pari a oltre 508,4 milioni di euro (l’importo più alto stanziato nelle 14 edizioni dell’iniziativa) ed è suddivisa tra i diversi Assi e tra le diverse regioni/province autonome:

    1. Asse 1 (“Isi generalista”): prevede risorse per oltre 98 milioni, suddivisi in:
      – 93,4 milioni per progetti di prevenzione del rischio chimico e dei rischi legati al rumore (Asse 1.1),
      – 5 milioni per progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2).
    2. Asse 2 (“Isi tematica”): dispone di 140 milioni, destinati a progetti di prevenzione dei rischi infortunistici. 
    3. Asse 3 (“Isi amianto”), che dispone di 100 milioni per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (MCA).
    4. Asse 4 (“Isi micro e piccole imprese”): prevede 80 milioni per progetti realizzati da micro e piccole imprese che operano in diversi settori dell’industria manifatturiera.
    5. Asse 5 (“Isi agricoltura”) mette a disposizione 90 milioni di euro (70 milioni per tutte le imprese agricole, Asse 5.1, e 20 milioni per per i giovani agricoltori under 40, Asse 5.2). 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Il bando Isi Inail 2023 prevede un contributo in conto capitale fino al 65% dell’investimento (80% nel caso di giovani agricoltori) e fino a un massimo di 130.000 euro, che viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

    Il finanziamento in conto capitale è calcolato sulle spese ammissibili al netto dell’iva e l’ammontare del contributo.

    Con la sola esclusione delle imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, i progetti dovranno comportare un contributo minimo di 5.000 euro.

    Come presentare la domanda?

    La procedura informatica per presentare la domanda di finanziamento si svolge in più fasi. 

    Per iniziare, è necessario procedere alla compilazione della domanda in piattaforma. 

    I soggetti risultati ammissibili potranno quindi accedere alla procedura per scaricare il codice che li identificherà in modo univoco e che dovrà essere utilizzato per l’inoltro vero e proprio della domanda, nel corso di un click-day.

    Le date di apertura dello sportello per la presentazione della domanda verranno definite entro il 21 febbraio 2024.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social


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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • InnovaCultura – il Fondo Perduto della Regione Lombardia – Bando 2024

    InnovaCultura regione Lombardia: Di cosa si tratta?

    Il Bando InnovaCultura 2024, promosso dalla Regione Lombardia, si configura come un fondamentale catalizzatore per lo sviluppo e l’innovazione nel panorama culturale e creativo della regione.

    Questa iniziativa, dotata di una significativa dotazione finanziaria di 6 milioni di euro, sostiene progetti culturali innovativi, promuovendo la collaborazione sinergica tra le micro, piccole e medie imprese culturali e creative della Lombardia e gli istituti e luoghi della cultura lombardi.

    Per partecipare è infatti necessario attivare Accordi di Progetto con almeno un istituto culturale (ente pubblico o soggetto privato senza fini di lucro) che sia titolare o gestore di musei, ecomusei e sistemi museali, biblioteche e archivi aperti al pubblico, siti UNESCO, complessi monumentali non statali o anche aree e parchi archeologici non statali, che siano aperti al pubblico. I contributi sono però riservati alle sole imprese.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal Bando InnovaCultura consiste in un contributo a fondo perduto finalizzato a sostenere finanziariamente la realizzazione dei progetti culturali innovativi presentati dalle imprese. Questo contributo può coprire fino al 70% del costo totale del progetto approvato, con un massimo di 200.000 euro per progetto finanziato.

    Il costo minimo di ogni progetto è di 50.000 euro, ridotto a 30.000 euro nel caso di progetti presentati in partenariato con ecomusei riconosciuti, archivi, biblioteche e sistemi bibliotecari riconosciuti.

    Chi può presentare domanda?

    Le imprese che desiderano partecipare al Bando InnovaCultura devono essere micro, piccole o medie imprese (MPMI) attive nel settore culturale e creativo. Per rientrare in quest’ambito, le imprese devono occuparsi di attività:

    1. culturali “core”: arti visive, arti performative, patrimonio culturale;
    2. culturali: editoria (comprese le sue declinazioni multimediali), musica, radio-televisione, cinema, videogiochi e imprese del settore digitale;
    3. creative: architettura, design e pubblicità/comunicazione.

     

    Le imprese devono essere costituite da almeno sei mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso pubblico (30 novembre 2023).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili per il Bando InnovaCultura devono concentrarsi sull‘innovazione nel campo culturale e creativo. Ecco una panoramica dei tipi di progetti che possono essere finanziati:

     

    1. Soluzioni Innovative e Nuove Tecnologie per la Fruizione dei Beni Culturali: progetti che facilitano l’esperienza interattiva, multisensoriale e esperienziale dei beni culturali in loco, utilizzando soluzioni tecnologiche avanzate.
    2. Digitalizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale: progetti che mirano a catalogare, digitalizzare e gestire in modo efficiente il patrimonio culturale, integrando soluzioni tecnologiche innovative.
    3. Valorizzazione delle risorse culturali digitali: introduzione di strumenti e soluzioni che permettano di valorizzare questa specifica tipologia di risorse.
    4. Inclusione e Accessibilità: iniziative volte a favorire l’inclusione e l’accessibilità dei visitatori vulnerabili e dei soggetti fragili agli istituti e luoghi della cultura.
    5. Coinvolgimento attivo: soluzioni utili a promuovere il coinvolgimento diretto della comunità locale e delle scuole nel processo di creazione, cura e fruizione dei beni culturali.
    6. Promozione e Diversificazione dei Canali di Marketing e Vendita: progetti che puntano a diversificare ed efficientare i canali di promozione, marketing e vendita degli istituti culturali, con un focus sul raggiungimento di nuovi fruitori.
    7. Gestione Amministrativa ed Operativa Ottimizzata: iniziative che prevedono strumenti utili a migliorare ed efficientare la gestione amministrativa, operativa e del personale degli istituti culturali, integrandosi nelle loro infrastrutture.

     

    È importante notare che questi progetti devono essere realizzati a favore degli istituti e luoghi della cultura con sede legale e/o operativa in Lombardia. Inoltre, non saranno finanziati progetti che costituiscono uno sviluppo o prosecuzione di iniziative già avviate dalle istituzioni culturali coinvolte.

     

    Nell’ambito di questi progetti, le spese ammissibili sono rappresentate da quelle necessarie per la realizzazione del progetto, ovvero:

    • Personale che sviluppa il prodotto/servizio
    • Acquisizione di servizi, entro il 40% del totale del valore progettuale
    • Acquisto di strumenti e attrezzature, fino al 30% del valore del progetto
    • Costi per la presentazione di fideiussione necessaria per l’eventuale richiesta di anticipo del contributo, fino al 2% del costo complessivo dell’intervento realizzato
    • Costi indiretti forfettari, calcolati nel 7% dei costi diretti sostenuti per le altre spese elencate

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    La domanda potrà essere presentata dal 1° al 12 marzo 2024 e le risorse verranno assegnate con una procedura valutativa a graduatoria, fino all’esaurimento del plafond disponibile. Verranno comunque formati più elenchi, in base alla tipologia di partenariato prevista dal progetto:

    1. Partenariati tra Imprese e raccolte museali/musei riconosciuti e sistemi museali riconosciuti
    2. Partenariati tra Imprese ed Ecomusei riconosciuti
    3. Partenariati tra Imprese e siti UNESCO, aree e parchi archeologici e complessi monumentali non statali
    4. Partenariati tra Imprese e biblioteche e sistemi bibliotecari, archivi.

     

    Le domande formalmente ammissibili verranno quindi valutate sulla base dei seguenti criteri:

    • Qualità dell’organizzazione tecnica e gestionale (fino a 16 punti)
    • Qualità dell’operazione, sia in termini progettuali che di sostenibilità/potenzialità (fino a 60 punti)
    • Qualità economico-finanziaria del progetto, anche in termini di sostenibilità ed economicità (fino a 10 punti)
    • Grado di innovazione in rapporto al contesto specifico (fino a 25 punti).

     

    Per essere ammessi è necessario totalizzare almeno 60 punti e, in questo caso, sarà anche possibile ottenere punti premiali per il possesso di certificazioni ambientali o adesione a sistemi di gestione ambientale (2 punti), per progetti volti a migliorare la fruizione del patrimonio culturale da parte di persone con disabilità (2 punti) e per imprese giovanili/femminili (1 punto).

    L’importante, quindi, non è presentare la domanda per primi, ma sviluppare un progetto di qualità! E se hai bisogno di una mano… ti aiuta Trovabando!


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  • Fare Impresa in Sicilia: Bando 2023

    Che Cos’è il Bando FAInSicilia?

    Il Bando “FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia” rappresenta un’opportunità straordinaria per giovani e donne che desiderano avviare o sviluppare la propria attività imprenditoriale in Sicilia.

    Con un budget di 26 milioni di euro, il bando offre un contributo a fondo perduto per progetti innovativi. 

    Agevolazioni del Bando per Fare Impresa in Sicilia

    L’agevolazione finanzia con un contributo a fondo perduto fino al 90% progetti imprenditoriali di nuove imprese femminili o giovanili, di importo compreso tra 50.000 euro e 300.000 euro

    Chi Può Beneficiare del Bando Fare Impresa Sicilia?

    L’agevolazione è rivolta a giovani o donne che devono avviare la loro attività o che l’abbiano avviata da meno di 36 mesi. Più in particolare, possono accedere al bando FAInSicilia:

    • giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni e/o donne di qualsiasi età, già residenti in Sicilia o che comunque si impegnino a trasferire la propria residenza sull’isola, intenzionati a costituirsi in forma di impresa individuale o di società (anche cooperativa)
    • Micro e piccole imprese con sede in Sicilia (o che si impegnino ad aprirla), che siano attive da non più di 36 mesi e che siano costituite da persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 45 anni o che siano donne. In caso di società, la compagine sociale deve essere composta in maggioranza da persone fisiche che rispettino questi requisiti e che detengano almeno il 51% del capitale sociale. Le persone giuridiche non possono detenere più di un terzo del capitale sociale.

     

    Sono ammissibili quasi tutti i settori, con l’esclusione della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli, dei trasporti e delle costruzioni, dell’estrazione di minerali e delle attività connesse all’esportazione.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti imprenditoriali che possono essere finanziati devono riguardare almeno una delle seguenti finalità:

    • la fornitura di nuovi prodotti e/o servizi al mercato, ovvero la combinazione di prodotti e/o servizi in grado di differenziare l’impresa sul mercato rispetto ai concorrenti; 
    • l’introduzione di cambiamenti sui processi produttivi e/o di erogazione di servizi o parti di essi in grado di migliorarne l’efficienza e l’efficacia complessiva;
    • l’introduzione di prodotti, servizi e/o processi che generano come effetto l’ampliamento a nuovi target di consumatori o di utenza; 
    • la capacità di soddisfare bisogni culturali, sociali e sociosanitari, in modo più efficace rispetto alle alternative esistenti;
    • la valorizzazione di attività di ricerca e sviluppo.

     

    All’interno di questi ambiti, le spese ammissibili riguardano:

    • Opere edili di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, nel limite massimo del 30% dei costi ammissibili (40% nel caso di alberghi e strutture simili, ristoranti e bar);
    • macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi, purché siano nuovi di fabbrica e funzionali all’attività di impresa
    • software e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, entro il limite del 15% dell’importo totale del programma di spesa;
    • formazione specialistica per il personale coinvolto nell’attuazione del progetto ed oneri professionali ascrivibili a professioni regolamentate (progettazione tecnica, direzione lavori, studi di fattibilità, elaborazione di calcoli statistici…) , entro il limite del 7% del totale dei costi ammissibili

    Presentazione della Domanda e Valutazione

    Le domande di ammissione all’agevolazione possono essere presentate dal 20 febbraio 2023 al 27 febbraio 2023, inviando tramite piattaforma informatica la domanda, il progetto imprenditoriale e i vari allegati richiesti.

    Qualora le risorse disponibili, pari a 26 milioni di euro, non fossero sufficienti a finanziare tutte le domande presentate, le domande passeranno alla fase istruttoria sulla base della posizione assunta in un elenco che terrà conto della percentuale di cofinanziamento privato, data dal rapporto tra il cofinanziamento privato e il costo totale lordo del programma di investimento.

     

    La fase istruttoria vera e propria terrà invece in considerazione i seguenti criteri:

     

    1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal soggetto proponente o dai relativi soci rispetto alla specifica attività prevista dal progetto imprenditoriale (max. 12 punti);
    2. capacità di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo (max. 4 punti); 
    3. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing (max. 4 punti); 
    4. fattibilità e sostenibilità tecnica e qualità economico-finanziaria dell’iniziativa in termini di economicità della proposta, adeguatezza e sostenibilità del business plan e prospettive di crescita dell’impresa (max. 10 punti); 
    5. contributo allo sviluppo sostenibile (nuove attività di impresa delle filiere della green e della blue economy) (max. 2 punti); 
    6. contributo alla transizione digitale (max. 2 punti).

     

    Sono inoltre previste premialità aggiuntive di 5 punti ciascuna per i progetti presentati da startup innovative (anche costituende) e per progetti legati a un’attività economica che sia coerente con almeno una delle Traiettorie previste dagli Ambiti di Specializzazione intelligente della S3 Sicilia 2021-2023.

    È comunque necessario raggiungere un punteggio almeno pari a 20.

    Giovani e donne siciliani, siete pronti a far decollare la vostra attività?

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