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Categoria: Contributi a fondo perduto

  • Piemonte: Fondo Unico per il Commercio

    Piemonte Fondo Unico per il Commercio, di cosa si tratta?

    Il fondo Unico per il Commercio è una misura volta a fornire sostegno alle imprese commerciali che intendono sostenere investimenti per il proprio sviluppo e consolidamento e per l’ammodernamento e l’innovazione dei propri processi produttivi. 

    Grazie a questa agevolazione, le micro, piccole e medie imprese potranno ricevere un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto che le aiuteranno a finanziare i propri progetti di sviluppo.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevede la possibilità di accedere a un finanziamento costituito in parte (fino al 70%) da risorse regionali a tasso zero e in parte da risorse degli intermediari finanziari a tassi di mercato convenzionati. 

    È possibile finanziare fino al 100% delle spese ritenute ammissibili, ma è importante tenere presente che il finanziamento complessivo dovrà rispettare i seguenti importi minimi:

    • Per le micro e piccole imprese, € 25.000 
    • Per le medie imprese, € 250.000 

    La quota massima di intervento regionale è invece fissata in:

    • € 500.000 per le micro imprese; 
    • € 1.000.000 per le piccole imprese; 
    • € 1.500.000 per le medie imprese.

    La durata del finanziamento è di almeno 36 mesi, mentre il massimo varia in base all’importo richiesto, fino a raggiungere gli 84 mesi per finanziamenti di importo complessivo superiore al milione di euro. In ogni caso, è previsto un eventuale periodo di preammortamento di 6 mesi.

    Ma non finisce qui! Come già accennato, l’agevolazione prevede  anche un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulla parte di finanziamento con risorse regionali:

    • 10% per le micro imprese
    • 8% per le piccole imprese
    • 4% per le medie imprese

    Chi può presentare domanda?

    Come già accennato, attualmente possono essere ammesse all’agevolazione solo le MPMI con almeno un’unità locale operativa in Piemonte e che appartengono a specifici settori di attività, individuati dai seguenti codici Ateco:

    • Sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e di motocicli, Divisioni da 45 a 47, ad eccezione delle imprese aventi codice ATECO prevalente 45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli;
    • Sezione I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, Divisioni da 55 a 56; 

     

    Sezione R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, ma solamente le imprese con codice ATECO prevalente 93.29.1 e 93.29.10 (Discoteche, sale da ballo night-club e simili).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Possono essere finanziati progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte.

     

    Sono ammesse le spese sostenute dopo l’invio della domanda di ammissione, ma per chi si è costituito da meno di 6 mesi è possibile presentare anche le spese sostenute entro i 6 mesi che precedono l’invio della domanda, purché esse non rappresentino più del 30% dei costi ammissibili.    

     

    I costi che è possibile agevolare sono molto vari e rendono pertanto il Fondo Unico Commercio un’agevolazione davvero interessante. Vediamoli nel dettaglio:

    1. a)    Spese principali: 
    • macchinari e impianti di servizio ai macchinari , attrezzature; a.2)  hardware e software;
    • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni, strumentali al progetto di investimento; 
    • automezzi per trasporto di cose  alimentati a combustibili tradizionali  o a combustibili alternativi ; 
    • opere edili
    • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore; 
    • sistemi e certificazioni aziendali  che riguardino la qualità della lavorazione, il rispetto per l’ambiente e la sicurezza e la salute dei lavoratori; 
    • certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da Organismi di certificazione adeguatamente accreditati.

    1. b)    Spese con limitazione: 
    • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa, per un importo non superiore al totale delle “spese principali”); 
    • avviamento d’azienda per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
    • scorte  (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
    • spese per servizi, entro il 25% del totale delle “spese principali” (consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare; costi di pubblicità e marketing, compresa la realizzazione e/o il potenziamento della propria presenza su internet attraverso siti e/o e-commerce, spese per partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili per l’attività di impresa,  locazione operativa (noleggio) di beni e servizi; 
    • spese generali, fino al 5% del totale delle “spese principali”  (ad esempio utenze; cancelleria; spese per manutenzioni ordinarie; commissioni di garanzia, per un limite massimo di 1.500 euro).

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Lo sportello per la presentazione delle domande è stato riattivato il 25 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino a quando Finpiemonte, la finanziaria regionale responsabile dell’attuazione della Misura, non darà comunicazione di sospensione/termine.

    Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di invio e, una volta valutate la ricevibilità e l’ammissibilità della domanda ci sarà anche una verifica tecnica e di merito attraverso la quale si valuteranno l’idoneità tecnica ed economico-patrimoniale dell’impresa, la congruità e la pertinenza dei costi del progetto e la qualità tecnica del progetto.


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  • INNOAID Puglia: sostegno alle PMI per l’acquisto di servizi

    Innoaid Puglia: di cosa si tratta?

    Innoaid Puglia è la misura che permette alle micro, piccole e medie imprese della regione di ottenere un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 50% per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale e, da giugno 2023, anche per l’acquisto di servizi servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione.

    Grazie a Innoaid Puglia, la Regione intende quindi sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi e soluzioni, ma anche l’efficientamento energetico delle imprese, soprattutto nel caso in cui si tratti di attività il cui svolgimento comporta un elevato consumo energetico.

    In questo modo per le imprese sarà più facile accedere a conoscenze e tecnologie che possano aiutarle a sviluppare nuovi prodotti/servizi, o anche ad ad acquisire idee, brevetti e conoscenze e nuove competenze che possano rispondere alle necessità di innovazione.

    E’ importante sapere però che i progetti di innovazione che verranno finanziati devono essere legati alle tre Aree di Innovazione che sono state individuate come prioritarie per il territorio, ovvero:

      1. Manifattura sostenibile, con riferimento a
        1. Fabbrica intelligente (settori applicativi: meccanica, manifatturiero, trasporti)
        2. Aerospazio-Aeronautica
        3. Meccatronica
    • Salute dell’uomo e dell’ambiente, con riferimento a
      1. Benessere della persona (settori applicativi: terapie innovative e farmaceutica, diagnostica, bioinformatica)
      2. Green Blue economy (settori applicativi: tecnologie per le energie, ambiente e territorio)
      3. Agroalimentare – Agroindustria
    1. Comunità digitali, creative e inclusive, con riferimento a
      1. Industria culturale e creativa (settori applicativi: social innovation – design – innovazione non R&D
      2. Beni culturali (settori applicativi: beni culturali).

    Innoaid Puglia: in cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione  prevede un contributo a fondo perduto pari al 45% delle spese,e può aumentare fino a raggiungere un massimo del 50% nel caso in cui l’impresa possieda:

    • Certificazione etica SA8000 (aumento di 1 punto percentuale)
    • Certificazione ambientale (aumento di 1 punto percentuale)
    • Rating di legalità (aumento di 2 punti percentuali)
    • Principio di parità e non discriminazione, sulla base di precisi requisiti (aumento di 1 punto percentuale).

    Chi può presentare domanda?

    All’agevolazione possono partecipare le Micro Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale in Puglia. E’ possibile partecipare sia in forma singola che associata, in Consorzio, ATI, Reti di imprese con personalità giuridica (Reti- soggetto) o Reti senza personalità giuridica (Reti-contratto). Nel caso di raggruppamenti, è necessario che partecipino almeno 3 MPMI.

    E’ comunque necessario essere attivi in un settore economico ammissibile: i codici ISTAT ATECO 2007 accettati sono numerosi, ma ti consigliamo di verificare consultando l’Allegato 2 del bando.

    Infine, non sono ammissibili le imprese in contabilità semplificata.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili non devono essere ancora avviati e possono riguardare vari ambiti, in base al tipo o ai tipi di consulenza necessaria. Per ogni tipologia di consulenza sono definiti precisi limiti di investimento ammissibile ma, in ogni caso,il costo massimo per singolo progetto è di 520.000 euro. Cerchiamo di capire meglio!


    • Servizi di consulenza in materia di innovazione:
      • Servizi di supporto all’innovazione guidata dal design; si tratta di servizi utili a concepire nuovi prodotti/servizi legati a bisogni latenti e inespressi dei clienti e che possano occupare nuove nicchie di mercato.
        In questo caso sono ammissibili progetti compresi tra 10.000 euro e 60.000 euro.
      • Servizi di supporto all’innovazione di prodotto/servizio; sono servizi finalizzati alla progettazione tecnica di dettaglio di nuovi prodotti/servizi e/o al miglioramento delle loro caratteristiche funzionali e prestazionali. L’investimento deve essere compreso tra 15.000 euro e 80.000 euro.
      • Studi di fattibilità; sono funzionali allo studio della fattibilità tecnico-economica della realizzazione di progetti di R&D, di ingegnerizzazione, test e prototipazione, di trasferimento tecnologico o di realizzazione di impianti pilota. Sono ammissibili investimenti tra 5.000 e 35.000 euro.


    • Servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
      • Servizi tecnologici di sperimentazione; riguardano le fasi di dimostrazione e ingegnerizzazione di nuovi prodotti e servizi. L’importo degli investimenti ammissibili deve rientrare tra i 15.000 e gli 80.000 euro.
      • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto; sono i servizi inerenti la tutela della proprietà intellettuale relativamente a disegni, modelli, marchi, brevetti e diritti d’autore, e/o quelli per l’avvio dei processi di certificazione/etichettatura di qualità. L’importo dell’investimento può variare da 10.000 euro fino a 50.000 euro.


    • Servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione:
      • Servizi di consulenza per l’adozione di un sistema di gestione dell’energia ISO 50001; riguardano la progettazione del sistema, l’integrazione con altri sistemi di gestione aziendale o ambientale e i vari servizi connessi al percorso di ottenimento della certificazione. L’importo minimo deve essere di 5.000 euro mentre quello massimo è di 40.000 euro
      • Servizi di supporto alla realizzazione di audit e diagnosi energetica; servizi diretti a sostenere la realizzazione di audit energetici, diagnosi, consulenze, monitoraggio e proposte d’intervento per migliorare le modalità di utilizzo dell’energia in azienda. Gli investimenti ammissibili devono in questo caso rientrare tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 35.000 euro per ogni sede operativa.

    Spese finanziate indipendentemente dall’ambito specifico del progetto

    Le spese che vengono finanziate invece, indipendentemente dall’ambito specifico del progetto, riguardano:

    • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato
    • Costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali
    • Costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione

     

    La durata delle varie attività previste dal progetto non può eccedere gli 8 mesi.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Dal 12 giugno 2023 è possibile presentare domanda sul nuovo sportello agevolativo, che presenta una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro. Non è prevista una data di scadenza: fino a quando ci saranno risorse disponibili, sarà possibile presentare la domanda.

    L’erogazione del contributo avverrà attraverso una procedura valutativa a sportello che prenderà in considerazione specifiche caratteristiche della proposta progettuale, come il grado di innovatività del progetto e dei servizi richiesti, la congruenza tecnico-economica della proposta, l’impatto potenziale del progetto sul sistema socio-economico-industriale, la sostenibilità ambientale…

    Beh, sembra proprio arrivato il momento di innovare… Con Innoaid Puglia! 

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  • Bonus Regione Lazio 2024 2025: Voucher Internazionalizzazione PMI

    Se sei una piccola o media impresa del Lazio e stai pensando di far conoscere i tuoi prodotti o servizi oltre i confini italiani, questo è il momento giusto per agire. Con il nuovo bonus Regione Lazio 2024 2025, puoi ricevere un contributo a fondo perduto per partecipare a fiere internazionali e avviare o rafforzare il tuo percorso di internazionalizzazione. Ma attenzione: il tempo stringe e le opportunità non aspettano!

    Cos’è il Voucher Internazionalizzazione PMI della Regione Lazio 2025

    Il Bonus Regione Lazio 2024 2025 (Voucher Internazionalizzazione) è un’agevolazione prevista nell’ambito del PR FESR Lazio 2021-2027, che sostiene la partecipazione a fiere internazionali delle PMI regionali e mira a favorirne i processi di internazionalizzazione. L’obiettivo? Semplice e ambizioso: ampliarne l’accesso ai mercati esteri, aiutando le imprese a promuoversi all’estero, rafforzare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali.

    La Spinta Verso i Mercati Esteri: 5 Milioni di Euro con il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il programma prevede una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Lazio per incentivare la partecipazione delle PMI del Lazio a fiere internazionali, in Italia e all’estero. L’avviso sul BUR Lazio rappresenta un’opportunità concreta per ogni beneficiario che vuole investire nel proprio futuro imprenditoriale, rafforzare la propria presenza internazionale. L’agevolazione ha l’obiettivo di spingere le PMI regionali su nuovi mercati esteri e favorirne i processi di internazionalizzazione.

    A Quanto Ammonta il Bonus Concesso

    Il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025,  deve promuovere l’attività imprenditoriale e viene riconosciuto a fondo perduto per un importo pari a 15.240 euro per ciascuna singola fiera internazionale.

    Questo importo è composto da:

    • 12.700 euro come quota fissa per la partecipazione;
    • un 20% aggiuntivo, calcolato automaticamente dalla piattaforma GeCoWEB Plus, per coprire i costi diretti del personale coinvolto.

     

    Ciascuna PMI può presentare un solo progetto, per partecipare a fino a tre fiere internazionali oggetto del contributo, a condizione che queste inizino dopo la data di pubblicazione e si concludano entro il 31 dicembre 2025.

    In totale, il contributo concedibile è pari a 45.720 euro.

    Chi può essere beneficiario: requisiti per farsi ammettere

    Possono essere ammesse al Bonus Regione Lazio 2024 2025 tutte le imprese con almeno una sede o più sedi operative ubicate nel Lazio e in possesso dei seguenti requisiti:

    • Iscrizione al Registro delle Imprese italiano;
    • Regolarità contributiva tramite DURC;
    • Settori non esclusi (sono escluse ad esempio agricoltura primaria, gioco d’azzardo, nucleare, ecc.);
    • Partecipazione in forma singola, con proprio spazio espositivo fisico.

     

    I requisiti devono restare validi fino alla data della concessione del contributo.

    Le sedi operative nel Lazio possono essere attivate anche prima dell’erogazione, ma devono essere sedi operative localizzate nel territorio del Lazio.

    A Quali Fiere si Può Partecipare: Requisiti di Ammissibilità

    Per ottenere il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, le fiere internazionali oggetto del contributo devono rispettare precisi criteri.

    Nello specifico:

    • Se la fiera si svolge in Italia, deve essere inserita nel calendario manifestazioni fieristiche ufficiale pubblicato su Regioni.it;
    • Se la fiera si svolge in uno stato estero ed è censita nel sito TradeFairDates o, oppure non è ivi censita, deve comunque essere dimostrata la sua natura business-to-business e non rivolta ai consumatori finali.

     

    In ogni caso, la fiera internazionale a cui la PMI beneficiaria deve partecipare ad un evento che deve avere luogo dopo la data di pubblicazione del bando e concludersi entro il 31 dicembre 2025.

    Può essere finanziato un unico progetto di partecipazione.

    Presentazione della Domanda di Partecipazione alla Misura

    La presentazione della domanda al Bonus Regione Lazio 2024 2025 avviene esclusivamente online, tramite GeCoWEB Plus, seguendo queste tre fasi:

    1. Calcolo del punteggio (calcolato automaticamente dalla piattaforma);

    2. Compilazione del formulario, disponibile dal 28 novembre 2024 e fino alle ore 17:00 del 15 gennaio 2025;

    3. L’invio della domanda deve avvenire tramite PEC, secondo quanto previsto dall’avviso del Bonus Regione Lazio 2024 2025.

    Ogni beneficiario può presentare una sola domanda per il Bonus Regione Lazio 2024 2025: in caso di invii multipli, verrà considerata valida solo l’ultima.

    Le spese devono tutte iniziare successivamente alla presentazione della domanda.

     

    Documenti richiesti

    Per presentare domanda di partecipazione alle fiere internazionali oggetto del contributo previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, il beneficiario dovrà allegare:

    • Dichiarazione IVA 2023 (modello 2024);
    • Attestazione INPS di ottobre 2024 (campo “Forza Aziendale”);
    • Eventuali certificazioni (ambientali, di parità di genere);
    • Link al sito web aziendale in lingua straniera, se dichiarato.

     

    Come funziona la selezione: criteri di valutazione

    Le domande per il Bonus Regione Lazio 2024 2025 non sono valutate in ordine cronologico dalla data della domanda ma secondo una graduatoria, basata su questi punteggi:

    • Dimensione internazionale (max 40 punti);
    • Numero di addetti (max 25 punti);
    • Articolazione del progetto (max 15 punti);
    • Sito web multilingue, certificazioni, impresa giovanile (fino a 5 punti ciascuno).

     

    La selezione tiene conto della coerenza con l’attività imprenditoriale svolta della PMI.

    A parità di punteggio, prevale chi ottiene un punteggio migliore sui primi tre criteri.

    Come Avviene l’Erogazione del Contributo Richiesto

    Il contributo viene erogato in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione entro due mesi dalla conclusione della fiera dei seguenti documenti:

    • DSAN che attesta la partecipazione e l’assenza di altri contributi;
    • Contratto con l’organizzatore della fiera;
    • Relazione descrittiva sull’attività promozionale svolta;
    • Documentazione fotografica o video con loghi UE, Italia e Regione Lazio.

     

    Lazio Innova ha fino a 80 giorni per validare la rendicontazione ed erogare il contributo.

     

    Revoche, rinunce e obblighi

    La revoca del contributo Bonus Regione Lazio 2024 2025 può avvenire nei casi di:

    • Mancata firma dell’atto di impegno;
    • Requisiti non più validi;
    • Dichiarazioni false;
    • Doppio finanziamento sulla stessa spesa;
    • Trasferimento dell’attività fuori dal Lazio entro 5 anni.

     

    I beneficiari del Bonus Regione Lazio 2024 2025 devono conservare la documentazione e rispettare le normative europee, incluso il principio DNSH.

    Perchè Richiedere il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il contributo è pensato per favorire l’internazionalizzazione delle PMI beneficiarie e ampliarne l’accesso ai mercati esteri. In un contesto competitivo come quello attuale, partecipare a fiere internazionali è un investimento fondamentale.

    Con la guida di Trovabando, potrai accedere al bando con facilità e ricevere supporto operativo in ogni fase. Preparati per novembre 2024 e non lasciarti sfuggire questa occasione.

    Vuoi far crescere la tua impresa all’estero? Questa è la strada giusta. Il tuo viaggio può iniziare oggi.


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  • Ricerca e Innova Lombardia: seconda edizione

    Si tratta di due nuovi sportelli per il bando che finanzia fino a 800.000 euro per investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Continua a leggere per scoprire subito tutti i dettagli.

    Ricerca e Innova Lombardia: di cosa si tratta?

    Il bando “Ricerca & Innova” è l’iniziativa promossa dalla Regione Lombardia per sostenere progetti di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico sul territorio lombardo.

    La finalità di questa misura è quella di promuovere e sostenere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica in diversi settori, come ad esempio l’energia, l’ambiente, la salute e l’agroalimentare.

    Dopo il grande successo della prima edizione del bando, la Regione ha indetto una seconda edizione, per la quale sono disponibili risorse per 27,2 milioni di euro.

    Queste risorse verranno ripartite su due finestre di presentazione delle domande, ognuna delle quali, come vedremo fra poco, dedicata a tematiche specifiche.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione finanzia l’80% delle spese ammissibili (fino a 800.000 euro) attraverso un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto.

    Ma entriamo più nel dettaglio:

    • il finanziamento agevolato coprirà il 70% del progetto e verrà concesso a un tasso dello 0,5%, per una durata compresa tra 3 e 7 anni, senza necessità di presentare garanzie.
    • Il contributo sarà invece pari al 10%, ma potrà salire al 15% se l’impresa si impegna ad acquisire  una certificazione di sistemi di gestione ambientale e/o energetica e/o di processo o di prodotto; il contributo può aumentare fino al 20% nel caso di progetti Green. In caso di maggiorazione del contributo, la percentuale di finanziamento agevolato verrà conseguentemente ridotta).

    Chi può presentare domanda?

    I destinatari del bando “Ricerca & Innova” sono le PMI (Piccole e Medie imprese) che intendono realizzare progetti di ricerca e sviluppo innovativi in Lombardia. Esse devono

    • avere almeno due bilanci approvati (oppure due dichiarazioni fiscali presentate per i soggetti non tenuti al deposito del bilancio) alla data di presentazione della domanda; 
    • avere o costituire una sede operativa in Lombardia
    • presentare un rapporto (media degli ultimi due bilanci approvati) almeno pari al 5% tra la differenza del valore della produzione e del costo della produzione e il valore della produzione (EBITDA margin);
    • presentare un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA non superiore a 4 (media degli ultimi due bilanci approvati);
    • rientrare nella classificazione da 1 a 7 secondo il credit scoring del Fondo di Garanzia.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti devono essere legati alle priorità afferenti alle aree strategiche individuate nella strategia di specializzazione intelligente (S3 2021 – 2027) di Regione Lombardia e ricadere negli 8 Ecosistemi dell’Innovazione individuati, ovvero:

    • nutrizione;
    • salute e life science;
    • sostenibilità;
    • sviluppo sociale
    • smart mobility e architecture;
    • connettività e informazione;
    • cultura e conoscenza;
    • manifattura avanzata

    Ogni progetto deve prevedere spese ammissibili pari ad almeno 80.000 euro. 

    Le spese che è possibile finanziare sono quelle connesse alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ossia:

    • le spese di personale;
    • i costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • i costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del progetto;
    • gli altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto;
    • le spese generali supplementari calcolate come tasso forfettario pari al 15% delle spese di personale.

    Quando posso presentare domanda?

    Questa seconda edizione del bando “Ricerca & Innova”, come già accennato, prevede due diverse finestre di apertura dedicate a differenti Ecosistemi:

    • la Prima finestra attuativa è aperta dal 26 ottobre al 16 novembre 2023 (salvo esaurimento anticipato delle risorse) ed è relativa ai quattro ecosistemi “Salute e Life Science”, “Nutrizione”, “Sostenibilità” e “Sviluppo sociale”;
    • la Seconda finestra, relativa ai quattro ecosistemi “Manifattura avanzata”, “Connettività e informazione”, “Smart Mobility e Architecture” e “Cultura e Conoscenza”, sarà aperta a partire dal 18 gennaio 2024 sino al 2 febbraio 2024.

     

    La prima edizione del bando ha esaurito le risorse in tempi brevissimi, quindi non aspettare: chiedi subito il nostro supporto e finanzia il tuo progetto!


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  • Investimenti sostenibili 4.0

    Incentivi sostenibili 4.0: cosa sono?

    Le MPMI delle Regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) potranno compilare la domanda per l’agevolazione Investimenti Sostenibili 4.0.

    Ad essere ammissibili sono le MPMI manifatturiere (con alcune eccezioni) e quelle di servizi alle imprese.

    La misura, che ha una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro, intende incentivare gli investimenti innovativi e sostenibili che facciano ampio ricorso alle tecnologie digitali, per sostenere il processo di transizione 4.0 delle imprese.

    Spese ammissibili

    I programmi di investimento dovranno prevedere spese ammissibili comprese fra 750.000 e 5 milioni di euro (e comunque entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio/dichiarazione fiscale) ed essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva.

    Devono inoltre rispettare i principi di tutela ambientale. In programmi particolarmente in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’UE e quelli volti a favorire l’economia circolare e la transizione energetica saranno considerati prioritari.

    Per l’accesso, inoltre, è necessario:

    • appartenere al settore manifatturiero (con alcune eccezioni) o dei servizi alle imprese
      trovarsi in regime di contabilità ordinaria
    • disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi

    Le spese ammissibili sono quelle necessarie alla realizzazione dei programmi e comprendono:

    • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature
      opere murarie, entro il 40% del totale dei costi ammissibili;
    • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali;
    • acquisizione di certificazioni ambientali.

    Sono inoltre ammissibili:

    • spese per i servizi avanzati di consulenza specialistica (nei limiti del 5% dell’importo delle spese ammissibili relative ai beni)
    • spese relative ai servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto di misure di efficientamento energetico, ammissibili solo per specifiche tipologie di programmi di investimento e nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato a tasso zero, che possono coprire complessivamente fino al 75% delle spese. Più in particolare, l’agevolazione sarà così ripartita:

    • per imprese di micro e piccola dimensione, il 50% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili sarà corrisposto in forma di contributo in conto impianti e il 25% in forma di finanziamento agevolato;
    • per le imprese di media dimensione, il contributo in conto impianti sarà pari al 40% delle spese ammissibili, mentre il finanziamento agevolato coprirà il 35% delle spese.

    Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

    L’invio delle domande sarà possibile a partire dal 18 ottobre 2023 e fino all’esaurimento delle risorse, mentre la compilazione potrà avvenire dal 20 settembre 2023.

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  • Bando MADE 4.0: finanziamenti PNRR per la trasformazione digitale delle imprese

    Bando MADE Industria 4.0

    MADE, Competence Center riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato il Bando Made Industria 4.0 che mira a sostenere progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel contesto dell’Industria 4.0. Con una copertura finanziaria di 12.5 milioni, il bando fa parte dell’Investimento 2.3 della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si propone di potenziare la rete dei centri di trasferimento tecnologico in Italia.

    L’obiettivo principale del bando è promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), per favorire l’innovazione di prodotto, di servizio e di processo. MADE Industria 4.0 si propone di supportare le imprese lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione all’ingegnerizzazione, dalla gestione della produzione alla consegna, inclusa la gestione del fine ciclo del prodotto.

    Attraverso il bando MADE 4.0, si intende dunque potenziare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato di trasferimento tecnologico, offrendo servizi tecnologici avanzati e innovativi alle imprese, al fine di aumentarne la competitività e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’industria italiana

    I Beneficiari di MADE 4.0

    Il bando MADE Industria 4.0 è rivolto alle PMI e alle Grandi Imprese italiane e ai raggruppamenti delle stesse.

    Come di consueto, ci sono però alcuni requisiti specifici da rispettare: vediamo quali!

    Innanzitutto, le imprese richiedenti devono essere regolarmente costituite in forma societaria e iscritte al Registro Imprese. Nel caso di soggetti non residenti in Italia, devono possedere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza. Inoltre, devono dimostrare di avere almeno una sede secondaria nel territorio nazionale e di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana in materia.

    Non sono invece ammissibili al bando MADE 4.0 le imprese che:

    –  hanno ricevuto aiuti di Stato considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non li hanno rimborsati o li hanno depositati in un conto bloccato

    – non sono in regola con la restituzione di eventuali somme dovute in seguito a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.

    – si trovano nello stato di “impresa in difficoltà

    – siano sottoposte a procedure concorsuali

    Le imprese partecipanti devono inoltre rispettare le soglie previste dal Regolamento GBER o dal regolamento “de minimis”. È altresì richiesto il rispetto delle norme ambientali nazionali ed europee ed, in particolare del principio “DNSH” di non arrecare un danno significativo all’ambiente.

    I Progetti e le spese ammissibili

    MADE 4.0 sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità che riguardano l’Industria 4.0. I progetti devono essere coerenti con almeno una delle seguenti attività progettuali:

    1. Attività di trasferimento tecnologico relative a:
    • Strategia Industria 4.0: pianificazione dell’adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per consentire alle aziende di evolversi verso l’Industria 4.0, migliorando l’efficienza e l’efficacia dei processi.
    • Progetti di innovazione: ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di prodotto, processo o modelli organizzativi per trasformare idee innovative in concetti dimostrabili.
    • Demo e test: sviluppo di dimostratori, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed nell’ambito dell’Industria 4.0, utilizzando le risorse tecniche, tecnologiche e metodologiche disponibili nei centri di competenza.
    • Scouting tecnologico: individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a supportare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica coerente con le tendenze del settore.
    • Consulenza Tecnologica: consulenza e studi di fattibilità per l’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali volte a migliorare i processi aziendali nell’ambito dell’Industria 4.0.
    • Validazione di progetti Industria 4.0: valutazione dell’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati.
     

         2. Accesso alle strumentazioni e alle isole tecnologiche:

    • Accesso alle infrastrutture tecnologiche e alle tecnologie di MADE: fornitura di servizi quali il noleggio di attrezzature, l’accesso a infrastrutture tecnologiche per piattaforme, strutture di laboratorio e supporto alla produzione per test e prototipazione.
     

    Le spese ammissibili al finanziamento includono i costi del personale impiegato nel progetto, l’acquisizione di strumentazioni e attrezzature utilizzate per il progetto, le spese per la ricerca contrattuale, l’acquisizione di conoscenze e brevetti, i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per il progetto.

    Tipologia ed intensità dell’agevolazione

    I partecipanti al bando Made Industria 4.0 potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto, a parziale copertura delle spese ammissibili sopracitate.

    L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione di impresa e della tipologia di attività da realizzare (ricerca industriale, sviluppo sperimentale o studi di fattibilità) e può raggiungere il 70% dei costi di progetto ammissibili.

    Nello specifico, per le attività di ricerca industriale e per gli studi di fattibilità è previsto un contributo pari al 50% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 70% per le piccole imprese
    • 60% per le medie imprese

     

    Per le attività di sviluppo sperimentale, il contributo sarà invece pari al 25% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 45% per le piccole imprese
    • 35% per le medie imprese

    Valutazione delle proposte progettuali

    Le proposte progettuali presentate saranno valutate da una Commissione composta da valutatori indipendenti selezionati da MADE. La valutazione terrà conto dei criteri stabiliti nel bando, tra cui:

    • Coerenza della proposta progettuale con gli ambiti tecnologici di MADE e con gli obiettivi del bando;
    • Grado di innovazione e valore aggiunto che la proposta può apportare all’industria italiana;
    • Qualità e fattibilità del progetto, con particolare attenzione all’efficacia della metodologia di lavoro proposta;
    • Impatto sulla competitività delle imprese coinvolte e sul sistema produttivo nazionale;
    • Sostenibilità ambientale e impatto sull’efficienza energetica;
    • Capacità di diffondere e condividere i risultati ottenuti con altre imprese e il territorio circostante.

    Modalità di presentazione delle domande

    Le domande di agevolazione possono essere presentate, in via esclusivamente telematica, a partire dal giorno 05/07/2023 ed entro e non oltre il 31/12/2024. 

    La presentazione della proposta progettuale dovrà avvenire attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Concorsi Atenei) di Cineca, accessibile qui.

    È necessario compilare i documenti e gli allegati richiesti, che includono una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, una descrizione dettagliata della proposta progettuale e un impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato, se necessario.

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  • Contributi editoria del Ministero della Cultura

    Contributi editoria Ministero della Cultura

    Il Centro per il libro e la lettura insieme al Ministero della Cultura ha emesso un  bando contributi editoria volto a promuovere questo settore attraverso la partecipazione a fiere, rassegne e manifestazioni editoriali nazionali e/o internazionali tenute in Italia.

    L’obiettivo è sostenere tali editori offrendo un supporto finanziario per coprire le spese connesse a queste attività. L’avviso fornisce l’opportunità di promuovere e far conoscere le loro pubblicazioni a un pubblico più ampio.

    I fondi saranno assegnati in base a criteri di valutazione, come la qualità delle pubblicazioni, l’originalità dei progetti proposti e l’impatto culturale. Scopriamo subito di più! 

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando contributi editoria è rivolto alle imprese italiane con codice ATECO principale 58.11.00, che soddisfano i seguenti requisiti:

    • avere sede legale in Italia;
    • rientrare nella categoria di piccola impresa autonoma secondo il decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005. Per essere considerate piccole imprese, devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
    • Inoltre, devono essere registrate presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
    • aver pubblicato almeno 10 nuove opere editoriali nell’anno precedente alla partecipazione alla manifestazione per cui viene richiesto il contributo;
    • essere in regola con gli obblighi contributivi previdenziali, fiscali e assicurativi;

     

    I requisiti di ammissibilità, insieme alle ulteriori condizioni e prescrizioni stabilite dall’avviso, devono essere soddisfatti al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili previste dal bando contributi editoria includono l’affitto di spazi espositivi e il relativo allestimento, nonché altri servizi collegati forniti dall’ente organizzatore della fiera, rassegna o manifestazione.

    Tuttavia, ci sono vincoli: le spese sono ammesse solo se l’impresa partecipa come espositore in forma singola, escludendo partecipazioni indirette tramite distributori o consorzi.

    Inoltre, le spese devono essere nette, escludendo bolli, imposte o altri oneri o commissioni. Non sono ammesse le spese fatturate da agenti, distributori o importatori dell’impresa beneficiaria, né le imposte e tasse a carico dell’impresa beneficiaria. Non sono ammessi rimborsi da altri enti, spese con causali non pertinenti all’Avviso, spese di viaggio, vitto e alloggio, trasporti, pagamenti in contanti, contributi, donazioni o liberalità.

    A quanto ammonta il contributo?

    Secondo quanto previsto dal bando contributi editoria questo sarà erogato in un’unica soluzione e l’importo sarà determinato dal Centro in base alla documentazione contabile fornita dal richiedente, con un limite massimo di 5.000 euro.

    La concessione o il rifiuto del contributo a fondo perduto verranno comunicati agli interessati tramite pubblicazione di un elenco apposito sui siti internet istituzionali del Centro, della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

    L’erogazione dei contributi avverrà entro novanta giorni dalla scadenza delle domande, seguendo l’ordine di ricezione delle stesse. Qualora si raggiunga il limite delle disponibilità finanziarie previste, ciò sarà comunicato sulla sezione “Notizie” del sito istituzionale del Centro.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando contributi editoria, compilata in tutte le sue parti e firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa interessata, deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo c-ll.avvisipubblici@pec.cultura.gov.it entro le ore 13:00 del 29 marzo 2024.

    Nell’oggetto dell’email deve essere indicata la dicitura “Domanda di contributo – Avviso Piccola Editoria”, seguita dall’indicazione dell’impresa richiedente.

    Il termine per la presentazione delle domande  per il bando contributi editoria è vincolante e la data e l’orario di trasmissione attestati dal sistema di posta elettronica certificata sono considerati validi. Non saranno accettati eventuali invii successivi di documenti dopo la scadenza del termine.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua casa editrice sia o meno idonea alla presentazione della domanda per l’agevolazione. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Contratti di sviluppo: nuovo sportello “Filiere produttive”

    Contratti di Sviluppo – “Filiere produttive”

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato la prossima apertura di un  nuovo sportello per la presentazione di domande a valere sullo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo – sportello “Filiere Produttive”, dotato di una dotazione finanziaria di 391,8 milioni di euro.

    Questa misura mira a sostenere i programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni messi in campo dalle imprese italiane operanti nelle seguenti filiere produttive strategiche per lo sviluppo del Paese:

    1. aerospazio e aeronautica;
    2. design, moda e arredo;
    3. metallo ed elettromeccanica;
    4. chimico e farmaceutico;
    5. gomma e plastica;
    6. alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
     Le agevolazioni finanzieranno la realizzazione di progetti di sviluppo Industriale,  progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali. È importante sottolineare che i programmi per la tutela ambientale non rientrano in questa misura.

    Contratti di Sviluppo: chi sono i beneficiari?

    Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese italiane ed estere  di qualsiasi dimensione operanti nei settori sopracitati e che si impegnino a realizzare i programmi di investimento nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate come “zone a” nell’ambito della Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

    Nello specifico, i contributi sono destinati a diversi soggetti coinvolti nel Contratto di Sviluppo:

    1. L’impresa proponente: essa è responsabile della promozione dell’iniziativa imprenditoriale e deve garantire la coerenza tecnica ed economica del Contratto. L’impresa proponente agisce come l’interlocutore ufficiale nei confronti dell’ente erogante Invitalia, sia per conto proprio che per conto delle eventuali aziende aderenti.

    2. Eventuali imprese aderenti: queste imprese partecipano al Contratto di Sviluppo e realizzano progetti di investimento all’interno dello stesso. Le imprese aderenti beneficiano delle agevolazioni previste dal Contratto, e la loro partecipazione contribuisce alla realizzazione degli obiettivi comuni stabiliti.

    3. Soggetti partecipanti ai progetti di ricerca, sviluppo e innovazione: il Contratto di Sviluppo, come anticipato,  può includere anche la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Pertanto, i soggetti che partecipano a tali progetti, come istituti di ricerca, università o altre entità specializzate, possono beneficiare delle agevolazioni concesse nel contesto del Contratto.

    L’impresa proponente assume dunque un ruolo chiave nel Contratto di Sviluppo, agendo come rappresentante formale nei confronti di Invitalia. L’impresa proponente è responsabile della gestione del Contratto e delle relazioni con gli altri soggetti coinvolti.

    Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare dei contratti di rete per la realizzazione dei programmi di sviluppo. In questo caso, occorre nominare un organo comune che agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e si assume la responsabilità degli adempimenti necessari nei confronti di Invitalia.

    Ad ogni modo, i programmi potranno essere attuati da più imprese operanti nella filiera di riferimento o da una singola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.

    Programmi ammissibili e tipologia di agevolazioni erogabili

    Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dai Contratti di sviluppo,  è necessario che i programmi di sviluppo industriale, ricerca e innovazione prevedano spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro e abbiano una durata massima di 36 mesi (con possibilità di estensione di 18 mesi su richiesta motivata del proponente).

    I programmi ammissibili ai benefici finanziari dei Contratti di Sviluppo  saranno sottoposti ad una procedura valutativa a punteggio che terrà in considerazione i seguenti parametri:

    • l‘innovatività, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
    • l’impatto occupazionale , con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
    • il coinvolgimento di piccole e medie imprese 

     

    Saranno inoltre valutati positivamente, con l’eventuale attribuzione al massimo di ulteriori 10 punti percentuali, il possesso, da parte delle imprese richiedenti, del rating di legalità e/o di almeno una certificazione ambientale (EMAS, ISO 140001, ISO 50001).

    Le agevolazioni consistono in contributi in conto impianti, per quanto riguarda gli investimenti produttivi e in contributi diretti alla spesa, per ciò che concerne i progetti di ricerca è sviluppo.

    I contributi saranno concessi entro il termine finale di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (31 dicembre 2023). 

    Come presentare la domanda?

    Ulteriori informazioni in merito all’entità delle agevolazioni e alle date di apertura e chiusura dello sportello saranno disponibili una volta emanato il bando, per il quale si attende specifico provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese

    Le domande di agevolazione andranno in ogni caso presentate all’ente erogante Invitalia che renderà disponibile la procedura di compilazione delle richieste e l’ulteriore documentazione nella sezione dedicata ai Contratti di Sviluppo. 

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  • “Premio 2031”: Call per PMI e Startup Innovative fino al 25 Giugno

    Presentazione del Premio 2031 pmi startup innovative

    La tredicesima edizione del Premio 2031 per PMI e Startup innovative, che viene lanciata con grande entusiasmo e fiducia, con lo spirito di “Crediamo in te!”. 

    L’annuncio ufficiale avviene durante la MIND Innovation Week presso il MIND (Milano Innovation District), con la presenza di oltre 100 partner. In palio ci sono 55 premi e un montepremi milionario, distribuito tra 15 Premi Speciali offerti da aziende e 41 dai migliori Centri di Innovazione italiani, insieme al prestigioso 2031 Startup Award.

    Il Premio Speciale Invitalia

    Invitalia, anche quest’anno, è partner del Premio 2031 pmi startup innovative e offre un Premio Speciale del valore di 50.000 euro in servizi di orientamento e accompagnamento. 

    Questo premio è riservato alle startup attive nei settori Clean/Energy Tech, FinTech/RegTech, Life Science, Industry 4.0 e Transportation/Logistic. Le startup vincitrici avranno l’opportunità di lavorare con un mentor specializzato selezionato dal network Sistema Invitalia Startup, per definire e implementare una strategia di successo per entrare sul mercato. Inoltre, verrà fornito supporto nella ricerca degli incentivi più idonei al progetto d’investimento della startup.

    Accompagnamento personalizzato e opportunità di business matching

    I vincitori del Premio 2031 pmi startup innovative beneficeranno di un percorso personalizzato di accompagnamento, che comprende la compilazione del piano d’impresa e una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa. Il servizio di accompagnamento sarà fornito attraverso tre incontri uno a uno con esperti dell’Agenzia. Inoltre, verranno offerte occasioni di business matching per favorire l’incontro con potenziali partner commerciali.

    premio 2031 pmi startup innovative
    Premio “2031”. Fino al 25 giugno aperta la call dedicata a imprese e startup innovative

    Primo Round – Il premio per le migliori startup early stage italiane

    Una novità dell’edizione di quest’anno del Premio 2031 pmi startup innnovative è il Primo Round, un premio dedicato a individuare e supportare le migliori startup early stage italiane. Le idee selezionate dalla call di 2031 avranno l’opportunità di presentarsi davanti a una giuria di investitori durante i tre giorni dell’Italian Tech Week di Torino, dal 27 al 29 settembre. Tra gli investitori presenti ci saranno nomi di rilievo come Isabelle Andrieu, Paola Bonomo, Lucia Chierchia, Luca Ferrari, Fausta Pavesio, Andrea Rota e Silvia Wang.

    Partecipazione al Premio 2031

    La competizione del Premio 2031 pmi startup innovative è aperta a diverse categorie di partecipanti, tra cui persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni. È fondamentale che i progetti imprenditoriali abbiano l’Italia come sede legale e base di sviluppo. Inoltre, la ricaduta economica e sociale di tali progetti deve avvenire principalmente nel territorio italiano, con l’obiettivo di generare risultati positivi, soprattutto in termini occupazionali.

    Non ci sono restrizioni di età per partecipare al Premio, purché i partecipanti siano maggiorenni. Il premio è suddiviso in due bandi, consentendo ai partecipanti di concorrerecontemporaneamente a più percorsi.

    Le idee proposte devono essere originali, innovative, finanziariamente sostenibili e in grado di generare ritorni economici. Ricordiamo anche che, i soggetti finalisti nelle edizioni precedenti del Premio 2031 pmi startup innovative, non possono concorrere nel 2023 con lo stesso progetto. Per partecipare, è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile sul sito www.2-0-3-1.com, nella sezione “Partecipa”, entro la mezzanotte del 25 giugno 2023.

    Successi passati del Premio

    Dal 2010, il Premio ha coinvolto oltre settemila startup, ha avviato centinaia di premi e percorsi, e ha generato decine di milioni di euro di investimenti grazie alla collaborazione con centinaia di partner. Questo testimonia l’impatto positivo e la rilevanza che il Premio 2031 ha avuto nell’ecosistema imprenditoriale italiano nel corso degli anni.

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  • Bonus Alluvione Emilia Romagna

    Decreto Maltempo Emilia Romagna

    Gli eventi alluvionali delle scorse settimane hanno inferto un duro colpo alle popolazioni e alle infrastrutture dell’Emilia Romagna.

    Per affrontare questa emergenza, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 23 maggio 2023, un decreto-legge, già noto come “Decreto Maltempo” che introduce una serie di interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli alluvioni e dalla conseguente esondazione dei fiumi della Regione.

    Con una copertura finanziaria di circa 2 miliardi di euro, è stato così dato il via agli aiuti all’Emilia Romagna. I fondi stanziati saranno infatti destinati a supportare le popolazioni e le aziende colpite, nonché a promuovere un rapido superamento della fase emergenziale. Tra le misure previste dal decreto, vi sono diverse disposizioni volte a fornire assistenza finanziaria e supporto alle comunità e alle imprese colpite.

    In particolare, vediamo quali sono gli aiuti previsti a favore di imprese e lavoratori autonomi!

    Bonus Alluvione Emilia Romagna per le imprese

    Partiamo con i Bonus Alluvione Emilia Romagna previsti, per il momento, a favore delle imprese:

    1. Sospensione dei termini di versamento tributari e contributivi fino al 31 di agosto

    Uno degli aspetti chiave del decreto maltempo è la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari e contributivi. Questa sospensione sarà in vigore dal 1° maggio 2023 al 31 agosto 2023 e si applicherà a datori di lavoro, professionisti, consulenti e centri di assistenza fiscale operanti nei territori colpiti dagli eventi alluvionali. Questa misura mira a fornire sollievo finanziario alle imprese e alle persone coinvolte, consentendo loro di concentrarsi sulla riparazione dei danni subiti.

    2. Sospensione dei Pagamenti delle Bollette di Luce e Gas

    Il Decreto Maltempo ha stabilito la sospensione dei pagamenti delle bollette di luce e gas emesse a partire dal 1° maggio 2023. Questa misura è stata deliberata dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) e assicura che le famiglie e le imprese colpite dall’alluvione non siano gravate dai pagamenti delle utenze durante il periodo di emergenza.

    3. Rafforzamento Fondo Centrale di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia svolgerà un ruolo rafforzato nel sostegno alle imprese, con una copertura straordinaria di 110 milioni di euro e la possibilità di aumentare la garanzia anche fino al 100%. Ciò consentirà alle attività economiche colpite di accedere a finanziamenti agevolati e di ottenere liquidità per affrontare le conseguenze dell’alluvione.

    4. Cassa integrazione in deroga per i dipendenti fino a 90 giorni

    In continuità con le politiche messe in campo per far fronte ad altre emergenze che hanno interessato il territorio nazionale, è stato previsto il ricorso allo strumento della Cassa Integrazione in deroga per tutti i dipendenti fino a 90 giorni. L’ammortizzatore sociale si rivolge alla generalità dei lavoratori, compresi quelli del settore agricolo, che sono impossibilitati a svolgere la propria attività lavorativa a causa dell’emergenza provocata dall’alluvione. Saranno altresì considerati idonei per ricevere l’indennità i lavoratori che non possono recarsi al lavoro a causa della situazione di emergenza.

    Con una copertura finanziaria di circa 600 milioni di euro, la cassa integrazione in deroga verrà semplificata grazie all’introduzione di una sola gestione per tutte le tipologie di aziende, l’individuazione di un’unica causale di intervento e l’accelerazione dell’iter autorizzatorio che sarà gestito in maniera diretta dall’INPS. 

    decreto maltempo
    Bonus Alluvione Emilia Romagna: gli aiuti dallo Stato alle imprese e liberi professionisti del territorio

    Aiuti e risarcimento danni per le imprese Agricole

    Tra i Bonus alluvione Emilia Romagna sono previste anche importanti misure di sostegno per le imprese agricole danneggiate.

    In particolare, saranno destinati 100 milioni di euro del “Fondo di solidarietà nazionale – interventi indennizzatori” alle aziende agricole colpite. Questo amplia la possibilità di accedere agli interventi compensativi per le produzioni e le strutture aziendali assicurabili che, al momento dell’evento, non risultavano coperte da polizze assicurative. Gli aiuti concessi saranno complementari ai risarcimenti forniti dal “Fondo Agricat“. Inoltre, la regione competente potrà richiedere un’anticipazione delle risorse per garantire la continuità produttiva e erogare tempestivamente i primi sostegni necessari.

    Per promuovere l’innovazione nel settore agricolo, verrà destinata inoltre una quota di 75 milioni di euro del Fondo per l’innovazione in agricoltura a sostegno degli investimenti e dei progetti di innovazione realizzati dalle imprese operanti nei settori dell’agricoltura e della zootecnia, con sede operativa nei territori colpiti. Queste misure mirano a sostenere la ripresa e lo sviluppo dell’agricoltura nelle zone colpite, promuovendo investimenti e nuove soluzioni per affrontare le sfide del settore.

    Pacchetto aiuti SIMEST per le imprese esportatrici

    Un pacchetto di misure ad hoc arriva anche da SIMEST.

    La società del Gruppo CDP che si impegna nella promozione delle imprese italiane all’estero, ha infatti annunciato un pacchetto di misure del valore complessivo di 700 milioni di euro, di cui 300 destinati a contributi a fondo perduto, per sostenere le imprese esportatrici colpite dall’alluvione.

    Le tre misure previste sono le seguenti:

    1. Contributi a fondo perduto per un importo di 300 milioni di euro. Queste risorse saranno destinate a ristori indirizzati alle imprese esportatrici dei territori colpiti dall’alluvione, sia per i danni materiali subiti su beni mobili e immobili (come fabbricati, attrezzature, macchinari, e scorte), sia per la perdita di reddito causata dal calo del fatturato.

    2. Finanziamenti agevolati per un totale di 400 milioni di euro, da utilizzare attraverso il Fondo 394/81 gestito per conto della Farnesina. Queste risorse saranno erogate sotto forma di finanziamenti a tassi agevolati, con una percentuale a fondo perduto del 10% e senza la necessità di garanzie. La misura sarà accessibile non solo alle imprese esportatrici, ma anche a tutte le aziende coinvolte nella filiera produttiva locale.

    3. Moratoria sui pagamenti. SIMEST prevede una sospensione di 12 mesi dei pagamenti relativi al capitale e agli interessi per tutti i finanziamenti già in corso utilizzando il Fondo 394 e la misura PNRR/Fondo 394. Tuttavia, la durata massima del finanziamento concesso rimarrà invariata.

    Bonus Alluvione Emilia Romagna per professionisti e lavoratori autonomi

    Il Decreto maltempo si compone anche di un provvedimento a favore dei lavoratori autonomi e dei possessori di Partita Iva operanti nella Regione Emilia Romagna. 

    1. Bonus una tantum fino a 3 mila euro per lavoratori autonomi e Partite Iva

    Questa misura prevede l’erogazione di un sostegno al reddito nella forma di un’indennità una tantum, finalizzata a fornire un ristoro ai collaboratori coordinati e continuativi, ai titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, nonché ai lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività d’impresa, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza. Sono beneficiari di questa indennità coloro che, alla data del 4 maggio 2023, risiedono o sono domiciliati o operano prevalentemente in uno dei Comuni colpiti dall’alluvione e che hanno dovuto sospendere la propria attività.

    Per l’anno 2023, l’importo dell’indennità riconosciuta è di 1.000 euro per ogni periodo di sospensione dell’attività non superiore a un mese, con un limite massimo di 3.000 euro.

    L’INPS è l’ente responsabile del riconoscimento e dell’erogazione di questa indennità, che sarà concessa su domanda presentata dai lavoratori interessati. L’importo complessivo previsto per tale misura è di 248,9 milioni di euro, che rappresenta il limite di spesa stabilito dall’ente erogatore.


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