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Tag: Agevolazioni imprese

  • Bandi Regionali Piemonte 2025: Agevolazioni e Contributi a Fondo Perduto

    Se sei un’impresa con sede operativa in Piemonte o stai pensando di avviare una nuova attività, le opportunità messe a disposizione dalla Regione Piemonte per il 2025 sono molteplici.

    Ci sono numerosi bandi regionali piemonte ed europei per favorire l’atterraggio di nuove iniziative imprenditoriali e sostenere lo sviluppo delle imprese già avviate, anche grazie a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino a coprire il 65% dei costi che possono essere ammessi a contributo.

    Questi strumenti sono pensati per incentivare gli investimenti in Piemonte – grandi e piccole imprese e per agevolare la transizione digitale ed ecologica, oltre a sostenere i progetti di ricerca e sviluppo e l’attrazione di investimenti in Piemonte.

    L’obiettivo è stimolare lo sviluppo e il rilancio delle imprese piemontesi e generare nuova occupazione tramite l’accesso ai bandi regionali Piemonte.

    Bandi Regionali Piemonte per Certificazioni di Competitività e Sostenibilità delle PMI

    Il primo tra i bandi regionali piemonte che analizziamo è dedicato alle PMI sul territorio piemontese. Questo avviso pubblico della Regione Piemonte rientra nel Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027 e ha come obiettivo la certificazione di qualità per incrementare la competitività delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

     

    Chi può beneficiare di questa misura agevolativa

    Le piccole e medie imprese (PMI) piemontesi possono accedere alla misura se hanno:

    • una sede operativa attiva in Piemonte,
    • l’iscrizione al Registro delle Imprese,
    • una situazione patrimoniale stabile e senza rischio di difficoltà.

    Possono accedere anche le piccole imprese a media capitalizzazione e le startup innovative già costituite e iscritte. La misura sostiene anche le imprese in situazione di pre-crisi o con l’obiettivo di attuare volte alla prevenzione di criticità future.

     

    Spese ammissibili e requisiti 

    I costi sostenibili con la misura sono quelli per:

    • certificazioni ESG, ambientali e di prodotto,
    • servizi consulenziali e di consulenza sviluppo impresa,
    • formazione e implementazione di servizi a sostegno dello sviluppo.

    L’incentivo prevede anche investimenti materiali e immateriali realizzati per ottenere le certificazioni necessarie al superamento di criticità di natura organizzativa.

     

    Contributo a fondo perduto e dotazione finanziaria dei voucher

    La misura prevede un contributo a fondo perduto con percentuali che arrivano fino al fondo perduto 50 o addirittura fino al 65% delle spese che sono state ammesse. La dotazione finanziaria complessiva dell’agevolazione è pari a 8,4 milioni di euro, un plafond importante per il rilancio delle piccole e medie imprese.

     

    Modalità telematica per la presentazione della domanda 2025

    Le domande vanno inviate in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart entro luglio 2025. La presentazione dell’istanza di agevolazione avviene con procedura a sportello e il sistema informatico determina l’ordine cronologico.

    Bandi Regionali Piemonte per imprese artigiane: contributi per eventi e fiere

    Un secondo incentivo tra i bandi regionali piemonte  riguarda le imprese artigiane e il settore dell’artigianato.

    L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali tramite la partecipazione a fiere.

    Requisiti per partecipare ai bandi regionali Piemonte per le imprese artigiane

    Possono partecipare le imprese con sede operativa in Piemonte, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese e in regola con DURC e normativa fiscale. Anche le imprese delle province di Novara, Cusio Ossola e provincia di Asti sono incluse.

     

    Tipologie di spese ammissibili e importo dei contributi a fondo perduto

    Si possono effettuare spese per:

    • iscrizione e allestimento dello stand,
    • comunicazione e mettersi in proprio attraverso fiere di settore.

    L’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro. Questo bando della Regione Piemonte è molto utile anche per chi vuole avviare una nuova attività o sviluppare un ramo d’azienda dedicato all’export.

     

    Come presentare la domanda telematica e le scadenze 2025

    La domanda deve essere presentata entro l’anno 2025, con piattaforma telematica ReStart. Il bando si chiude in base alla disponibilità del plafond, perciò è consigliato muoversi rapidamente.

    Bandi Regionali Piemonte per Aziende Turistico-Ricettive: Ammodernamenti e Ampliamenti

    Questa agevolazione, la terza tra i bandi regionali piemonte in oggetto, sostiene le aziende del turismo piemontese, in particolare quelle che operano in aree ricomprese nella carta degli aiuti e nelle aree 107.3.c.

     

    Agevolazioni a fondo perduto per migliorare la competitività nel turismo piemontese

    Il bando prevede finanziamenti a fondo perduto che coprono fino al 50% delle spese. Si rivolge a imprese piemontesi che intendono effettuare l’ammodernamento e l’ampliamento di una sede operativa. La misura sostiene anche il l’ampliamento e l’adeguamento degli stabilimenti produttivi.

     

    Interventi e spese agevolabili 

    Si possono effettuare:

    • interventi di transizione digitale e transizione ecologica,
    • investimenti materiali e immateriali realizzati nelle aree ricomprese nella carta degli aiuti,
    • azioni di ricerca e sviluppo preordinati o sviluppo preordinati o conseguenti.

    Questa misura è molto utile anche per le imprese in situazione di pre-crisi che devono affrontare il superamento di criticità di natura economica.

     

    Dotazione finanziaria e modalità di presentazione dell’istanza

    La dotazione del bando è di 15,8 milioni di euro. Le imprese devono inviare la presentazione della istanza tramite la piattaforma FINDOM di Finpiemonte, che gestisce le risorse regionali ed europei.

    Bandi Regionali Piemonte per il Rinnovo delle Flotte Aziendali: Acquisto, Noleggio e Conversione

    L’ultimo bando della Regione Piemonte riguarda il rinnovo dei veicoli aziendali. È un incentivo tra i bandi regionali piemonte rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle piemonte – grandi imprese che hanno flotte da aggiornare.

     

    Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese piemontesi

    Possono richiedere il contributo le imprese piemontesi con sede operativa in Piemonte che vogliono ridurre le emissioni e investire in sostenibilità. Possono partecipare anche le parte di grandi imprese che intendono effettuare sviluppo di investimenti da parte dei propri stabilimenti.

     

    Linee di intervento dei bandi regionali Piemonte per veicoli aziendali

    Il bando si articola in tre linee:

    1. Acquisto di veicoli nuovi con fondo perduto fino al 30% per veicoli elettrici e idrogeno.

    2. Noleggio a lungo termine con contributi a fondo perduto fino al 30% per 36 mesi.

    3. Conversione dei veicoli esistenti per favorire la transizione ecologica.

     

    Come presentare la domanda telematica tramite piattaforma ReStart

    La presentazione della domanda avviene tramite ReStart fino all’anno 2025. Finpiemonte e Unioncamere Piemonte seguono la concessione di agevolazioni e la tempestiva rilevazione delle richieste.

    Come Accedere alle Agevolazioni dei bandi Regionali Piemonte

    I bandi regionali Piemonte sono strumenti essenziali per il sviluppo preordinati o conseguenti delle attività produttive. Permettono di mettersi in proprio, finanziare progetti di ricerca e sviluppo, e offrire servizi a sostegno dello sviluppo.

     

    Suggerimenti pratici per la presentazione domanda di agevolazione

    • Leggere bene ogni bando e le aree ricomprese nella carta degli aiuti.
    • Preparare la documentazione per tempo, compreso il contratto di insediamento e gli eventuali requisiti l.r.
    • Prevedere lavoro a tempo indeterminato quando richiesto per il sviluppo e del rilancio delle imprese.

     

    Perché i bandi regionali Piemonte sono un’occasione unica

    Grazie ai finanziamenti a fondo perduto, alle condizioni a tasso zero e alla combinazione di finanziamenti agevolati e contributi, le imprese possono investire in innovazione e crescere in un mercato competitivo.

    Che tu sia una PMI, un’impresa artigiana, una realtà turistica o una nuova attività a Novara o in Cusio Ossola, i bandi regionali rappresentano un’opportunità strategica per il sviluppo delle imprese e il rilancio delle piccole e medie imprese in situazione difficile.

    Non sai da dove cominciare?

    Con TrovaBando hai un supporto completo: ti aiutiamo a scegliere il bando giusto, a preparare la documentazione e a presentare la domanda correttamente.

    Contattaci per scoprire subito quali opportunità sono aperte e come accedervi senza rischiare errori.

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  • Bandi regionali Basilicata: 3 incentivi a fondo perduto attivi per le PMI

    Se sei un’impresa del territorio o un aspirante imprenditore con sede nel territorio della Regione Basilicata, questo è il momento giusto per cogliere nuove opportunità inerenti i bandi regionali Basilicata. Nell’ambito del programma regionale Basilicata 2021-2027 FESR FSE, legato a Coesione Italia 2021-2027, sono disponibili numerosi bandi regionali Basilicata per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese del territorio.

    Con questa guida ti aiuto a scoprire tutte le agevolazioni attive, con un focus sui principali bandi regionali Basilicata, rivolti a chi vuole innovare, crescere, formare personale o consolidare il proprio progetto.

    Approfondiremo tre avvisi pubblici attualmente disponibili all’interno del panorama dei bandi regionali Basilicata:

    • uno per le imprese costituite da meno di 24 mesi,
    • uno per le imprese artigiane,
    • e uno dedicato alla formazione continua per lavoratori.

    Queste misure offrono finanziamenti a fondo perduto, con meccanismi di concessione di contributi pensati per facilitare l’accesso al credito, sostenere lo sviluppo e favorire la partecipazione delle imprese a iniziative regionali e comunitarie.

    Bandi Regionali Basilicata per Nuove Imprese Costituite da 0 a 24 Mesi

    Se sei titolare di una nuova attività, hai fondato una startup innovativa o stai muovendo i primi passi nel mercato, questo bando è pensato per te. Rientra nel programma regionale Basilicata FESR tra le opportunità dei bandi regionali Basilicata, con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove imprese e il rilancio delle attività in settori strategici.

     

    Chi può accedere a questa agevolazione regionale

    Il bando si rivolge a:

    • imprese costituite e iscritte da meno di 24 mesi al Registro delle Imprese;
    • realtà micro o piccole, incluse startup innovative e progetti guidati da giovani;
    • imprese con sede operativa interessata e localizzata nel territorio della Regione Basilicata.

    Il requisito fondamentale è la presentazione dell’istanza di agevolazione da parte di soggetti con il possesso dei requisiti richiesti, a partire dalla data di inoltro della candidatura.

     

    Spese ammissibili e tipologie di investimento

    Sono agevolabili le spese per:

    • opere murarie e adattamenti strutturali;
    • spese connesse all’acquisizione di attrezzature, arredi, impianti e macchinari per uso produttivo;
    • strumenti informatici, tecnologie digitali, software gestionali;
    • spese di avviamento (utenze, promozione, personale iniziale);
    • consulenze professionali e formazione.

    Il tutto deve rientrare in un programma di investimento coerente e ben pianificato.

     

    Contributi a fondo perduto e dotazione finanziaria del bando

    La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 8 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto massimo è di 150.000 euro per ciascun beneficiario.

    Le intensità variano in base al regime scelto:

    • regime “de minimis”: contributo pari al 65% delle spese ammissibili;
    • regime di esenzione: 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

    Parliamo quindi di fondo perduto per le imprese che vogliono sviluppare progetti di impresa innovativi e radicati nel territorio.

     

    Presentazione della domanda e scadenze per il 2025

    L’inoltro della candidatura telematica sarà possibile dal 9 giugno 2025 all’8 settembre 2025, esclusivamente tramite portale della Regione. Ti suggerisco di preparare con anticipo tutta la documentazione per la presentazione della istanza.

    Bandi regionali Basilicata per imprese artigiane: innovazione e digitalizzazione

    Questo bando, disponibile tra i bandi regionali Basilicata, è pensato per chi opera nei settori dell’artigianato e agricoltura, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella transizione digitale, nella crescita tecnologica e nel miglioramento dell’offerta. Se sei un artigiano o gestisci una bottega tradizionale, questa agevolazione è un’ottima opportunità per innovare senza stravolgere l’identità della tua attività.

     

    A chi si rivolgono gli incentivi a fondo perduto per l’artigianato

    Possono partecipare le imprese artigiane:

    • regolarmente iscritte all’albo presso la Camera di Commercio;
    • localizzate nel territorio della Regione Basilicata;
    • con progetti finalizzati a rafforzare il posizionamento sui mercati, anche digitali.

    I progetti devono prevedere investimenti localizzati nel territorio lucano e migliorare i processi aziendali, anche in settori come tessile, agroalimentare e manifattura.

     

    Interventi e spese ammissibili nel programma di investimento

    Sono ammissibili:

    • macchinari, attrezzature, arredi e software informatico;
    • attività legate all’innovazione digitale e alla produzione di energia rinnovabile;
    • opere murarie, formazione e consulenze collegate al progetto.

    L’incentivo a fondo perduto può arrivare fino a 200.000 euro per le imprese, con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro.

    Anche in questo caso, la percentuale varia:

    • 65% in regime “de minimis”;
    • 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

     

    Come e quando inviare la candidatura telematica

    La presentazione della domanda avverrà dal 9 settembre 2025 all’8 novembre 2025 via sportello regionale.

    Bandi regionali Basilicata per la formazione continua 2024–2027

    La terza misura rientra nell’ambito del programma regionale FESR FSE tra i bandi regionali Basilicata e intende favorire la crescita delle competenze interne, il ricambio generazionale e la resilienza delle imprese lucane.

    Se vuoi rafforzare la struttura aziendale attraverso il capitale umano, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza e la competitività.

     

    Imprese ammissibili e requisiti di partecipazione

    La misura è rivolta a:

    • PMI e grandi imprese con almeno una sede in Basilicata;
    • imprese con personale soggetto a ammortizzatori sociali;
    • aziende in fase di riconversione o attive in aree di crisi.

    Sono ammesse anche imprese in settori strategici, comprese quelle con startup innovative al proprio interno.

     

    Attività agevolabili e modalità di realizzazione dei percorsi

    Tra le attività agevolabili ci sono:

    • formazione tecnica, gestionale e digitale;
    • percorsi personalizzati per migliorare produttività e organizzazione;
    • corsi realizzabili anche in modalità telematica, fino al 30%.

    Ogni programma di investimento deve durare tra 30 e 100 ore, con almeno 5 partecipanti per gruppo.

     

    Dotazione finanziaria e calendario delle scadenze

    Il bando ha una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, con riserve specifiche per categorie svantaggiate. Le domande possono essere inviate entro il 31 dicembre 2026, tramite invio via PEC, secondo le indicazioni dell’avviso ufficiale.

    Come accedere alle agevolazioni dei bandi regionali Basilicata

    Come vedi, i bandi regionali Basilicata disponibili nel periodo 2021–2027 offrono reali opportunità per sviluppare, innovare e formare. Dalla nascita delle nuove imprese alla transizione digitale dell’artigianato, fino alla formazione del personale, ogni impresa può trovare lo strumento giusto.

     

    Suggerimenti operativi per la presentazione della istanza

    Prima di scegliere uno tra i bandi regionali Basilicata e di inviare la tua presentazione della domanda, ricorda:

    1. Leggi con attenzione l’avviso pubblico sul sito della Regione Basilicata. Ogni dettaglio conta: requisiti, modalità di invio, documenti richiesti.

    2. Verifica che la tua impresa rientri tra i beneficiari e che le spese che intendi sostenere siano effettivamente ammissibili.

    3. Prepara un piano progettuale chiaro, con obiettivi, cronoprogramma e preventivi aggiornati.

    4. Tieni d’occhio le scadenze: molti bandi chiudono a sportello, quindi prima si invia la domanda, più alte sono le probabilità di accedere ai fondi.

    5. Valuta il supporto di consulenti o enti accreditati, specializzati nella gestione di pratiche per agevolazioni pubbliche. Un errore formale può compromettere tutto.

     

    I bandi regionali Basilicata sono un’occasione da non perdere: A chi rivolgersi per supporto tecnico e consulenza

    Se hai bisogno di assistenza per analizzare i requisiti di ammissibilità, preparare la documentazione o presentare la tua candidatura in modo corretto, puoi rivolgerti al nostro team. Su TrovaBando monitoriamo ogni giorno le novità sui bandi regionali Basilicata e possiamo aiutarti a non perdere nessuna occasione utile per far crescere il tuo business.


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  • Nuova Impresa 2025: Contributi per Nuove Imprese in Lombardia

    Che cos’èNuova Impresa 2025 Lombardia?

    Il Bando Nuova Impresa 2025 rappresenta un’importante iniziativa per sostenere la creazione e l’avvio di nuove imprese lombarde, con l’obiettivo di stimolare l’economia locale e favorire l’autoimprenditorialità.

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede la concessione di un contributo a fondo perduto per le spese per l’avvio della nuova attività imprenditoriale, con un sostegno concreto a fondo perduto sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese e costituzione delle stesse, e delle attività in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale.

    Aprire una azienda lombarda offre numerosi vantaggi, grazie a un ambiente imprenditoriale favorevole e a una rete di supporto ben sviluppata.

    Il contributo Nuova Impresa 2025 rappresenta un’opportunità unica per gli imprenditori che desiderano investire nella propria idea e contribuire alla crescita economica della regione.

    I vantaggi includono l’accesso a contributi a fondo perduto, un mercato dinamico e la possibilità di innovare.

    Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia con il supporto del sistema camerale, in continuità con le edizioni precedenti, attivano lo sportello 2025 del bando “nuova impresa ” allo scopo di sostenere chi ha aperto una nuova impresa e quindi  l’autoimprenditorialità, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto per le spese in conto capitale e di avvio.

    Il bando Nuova Impresa 2025 rientra nel più ampio quadro delle misure regionali a favore delle piccole e medie imprese.

    Quali Sono gli Obiettivi del Bando Nuova Impresa 2025

    Gli obiettivi del bando comprendono la promozione dell’avvio di nuove imprese, la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento della competitività economica regionale.

    L’agevolazione consiste nella concessione di un fondo perduto fino al 50 % delle spese in conto capitale, incentivando l’apertura di una nuova azienda in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024.

    Chi può partecipare all’agevolazione Nuova Impresa 2025

    In breve, potranno richiedere Nuova Impresa 2025 e ottenere il contributo i seguenti soggetti:

    • persone fisiche che avviano un’attività in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2024;
    • soggetti che esercitano lavoro autonomo con partita IVA individuale;
    • imprese con sede legale e operativa in Lombardiaiscritte al registro delle imprese entro il termine massimo di dodici mesi precedenti la presentazione della domanda.

     

    Sono inclusi anche gli autonomi con partita IVA individuale con partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate, che abbiano dichiarato l’inizio attività e svolgano attività ad uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale.

     

    Ulteriori dettagli sui beneficiari

    In primo luogo possono partecipare al bando Nuova Impresa 2025 le MPMI che:  

    • hanno avviato una nuova impresa in Lombardia a decorrere dal 1°giugno 2024 
    • sono già iscritte e attive al Registro delle Imprese a decorrere dal 1° giugno 2024
    • possiedono partita IVA attribuita nel termine massimo di 12 mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese

     

    Potranno accedere al contributo anche i lavoratori autonomi con partita IVA individuale che  rispettano questi requisiti:

    • hanno domicilio fiscale in Lombardia
    • non sono iscritti al Registro delle imprese
    • hanno che hanno dichiarato l’inizio attività ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenziae hanno partita IVA attiva a dal 1° giugno 2024

     

    Potranno richiedere il contributo infine i professionisti ordinistici con partita IVA individuale attiva che:

    • non siano iscritti al Registro delle Imprese
    • hanno dichiarato l’inizio attività da non oltre quattro anni dalla data di presentazione della domanda di contributo
    • hanno il domicilio fiscale in Lombardia 

    Spese ammissibili al bando Nuova Impresa 2025

    Le spese ammissibili alla misura Nuova Impresa 2025 includono una vasta gamma di costi necessari per l’avvio dell’attività.

    Queste spese possono comprendere investimenti in attrezzature, locali, e altre spese in conto capitale.

    È importante che gli imprenditori conservino tutte le ricevute e la documentazione relativa alle spese sostenute, poiché saranno necessarie per la rendicontazione e il calcolo del finanziamento a fondo perduto .

    In sintesi l’agevolazione copre:

    • spese in conto capitale come arredi, attrezzature, macchinari e servizi software di tipo cloud;
    • costi per ristrutturazioni e adeguamento locali;
    • spese per l’avvio dell’attività e investimenti materiali e immateriali.

    Le spese devono essere sostenute nei dodici mesi precedenti all’iscrizione al registro delle imprese o alla dichiarazione di inizio attività.

     

    Le spese per attrezzature sono incluse?

    Sì, le spese per attrezzature sono incluse tra le spese ammissibili.

    Gli imprenditori possono richiedere il contributo per l’acquisto di attrezzature necessarie per il funzionamento della loro nuova impresa.

    È essenziale fornire prove documentali delle spese sostenute per garantire l’accesso al contributo.

     

    Posso utilizzare il contributo per spese di marketing?

    Le spese di marketing possono essere incluse nel bando, a condizione che siano direttamente collegate all’avvio dell’attività.

    Gli imprenditori possono così promuovere la loro nuova attività e raggiungere un pubblico più ampio.

    È importante pianificare le spese di marketing in modo strategico per massimizzare l’impatto dell’investimento.

    Quali Sono i Contributi e gli Importi previsti?

    Il bando Nuova Impresa 2025 prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 10.000 euro.

    Il fondo perduto mira a sostenere l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità e si rivolge a chi ha aperto una nuova azienda o ha in programma di farlo.

    Come presentare la domanda al bando Nuova Impresa 2025

    La domanda di contributo va presentata tramite lo sportello 2025 del bando Nuova Impresa 2025, disponibile su Unioncamere Lombardia tramite il sito ufficiale. La presentazione della domanda è possibile dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2025 ed entro il 31 dicembre 2025. È fondamentale allegare tutta la documentazione richiesta: partita IVA individuale, prova di domicilio fiscale in Lombardia, piano imprenditoriale e giustificativi delle spese.

     

    Tempistiche e scadenze

    Le domande per la partecipazione al bando Nuova Impresa 2025 possono essere presentate dal 15 gennaio 2025 ed entro le ore 10.00 del 15 gennaio 2026, per iniziative avviate a decorrere dal 1° giugno 2024 e fino al 31 dicembre 2025. Il bando resterà aperto fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

    Come il Bando Nuova Impresa 2025 Stimola l’Innovazione

    Nonostante un lieve calo dello stock complessivo di imprese attive tra il 2024 e i primi mesi del 2025 (–0,6% nel 2024 e –0,7% su base annua a marzo 2025), il contesto lombardo continua a mostrarsi dinamico e attrattivo per chi desidera avviare una nuova attività.

    Le nuove iscrizioni al registro delle imprese sono cresciute del +3,9% nel 2024 rispetto all’anno precedente, segno della vitalità del tessuto imprenditoriale regionale. Ancora più positivo è il dato relativo ai primi tre mesi del 2025, in cui le cessazioni sono calate del –8,9%, migliorando il saldo tra iscrizioni e cessazioni e restituendo fiducia alle nuove iniziative.

    Secondo i dati di Unioncamere Lombardia e Infocamere (fonte: Movimprese 2025), queste dinamiche mostrano un sistema che, dopo gli shock degli anni scorsi, sta ritrovando equilibrio.

    Per chi decide oggi di aprire una nuova impresa, questo significa inserirsi in un mercato in fase di rigenerazione e rinnovamento, con il vantaggio di poter contare su strumenti concreti di supporto come il Bando Nuova Impresa 2025, che offre contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per agevolare l’avvio e il consolidamento delle nuove attività.

    La Lombardia, prima regione italiana per numero di imprese attive (oltre 811.000 a inizio 2025), resta un terreno fertile per le idee imprenditoriali, grazie a un’economia diversificata e a settori in crescita come i servizi innovativi, le costruzioni e le attività legate alla transizione digitale ed ecologica.

    Il mercato lombardo dunque offre numerose opportunità imprenditoriali, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di un’ampia rete di infrastrutture e servizi.

    La Lombardia è ancora oggi una delle regioni più dinamiche d’Italia, con un’economia diversificata che spazia da settori tradizionali a quelli innovativi.

    Gli imprenditori possono sfruttare queste opportunità per sviluppare progetti imprenditoriali di successo.

    L’agevolazione riesce a stimolare innovazione incoraggiando gli imprenditori a investire in idee nuove e creative.

    Grazie ai contributi erogati, le nuove imprese possono sperimentare e sviluppare prodotti e servizi innovativi, contribuendo così a un ambiente imprenditoriale più competitivo.

    Questo approccio non solo favorisce la crescita delle nuove realtà, ma promuove anche il progresso economico e sociale della Regione.

     

    Hai bisogno di supporto per accedere alla misura Nuova Impresa 2025?


    Il nostro team è al tuo fianco per fortiti assistenza sui contenuti del bando Nuova Impresa 2025 e sulla procedura per la presentazione della domanda di contributo, la preparazione della documentazione e nell’individuazione delle spese in conto capitale ammissibili.

    Contattaci oggi stesso: ti aiutiamo a ottenere il contributo a fondo perduto e a far crescere la tua nuova impresa in Lombardia!

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  • Certificazioni Aziendali: Leggi la Guida Completa con le 4 Migliori Agevolazioni per PMI

    Le certificazioni aziendali non sono solo un traguardo formale, ma rappresentano un biglietto da visita fondamentale per dimostrare la competitività, la sostenibilità e la conformità a standard di eccellenza riconosciuti

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di qualità, queste attestazioni rappresentano un valore aggiunto per l’impresa, migliorando la reputazione e facilitando l’accesso a nuovi mercati. 

    Per molte piccole e medie imprese (PMI), tuttavia, i costi associati possono rappresentare un ostacolo. Fortunatamente, esistono incentivi, contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che permettono di sostenere le imprese in questo percorso.

    In questa guida completa, esploreremo le quattro migliori agevolazioni disponibili per ottenere certificazioni aziendali essenziali. 

    Perché Investire nelle Certificazioni Aziendali?

    Le certificazioni aziendali non solo migliorano la reputazione dell’impresa, ma possono anche favorire l’accesso a nuovi mercati e incrementare la competitività. 

    Che si tratti di certificazioni ambientali, di parità di genere o di sostenibilità, queste attestazioni rappresentano un segnale tangibile di impegno e professionalità. 

    Grazie alle agevolazioni finanziarie, è possibile coprire parte dei costi legati all’ottenimento di queste certificazioni, facilitando l’accesso a opportunità di crescita e innovazione.

    Di seguito, approfondiremo quattro agevolazioni particolarmente convenienti per finanziare le certificazioni aziendali e scoprirai: come accedere a questi strumenti, quali spese possono essere coperte e quali vantaggi economici e strategici possono offrire alla tua impresa.

    Bando Certificazioni di Sostenibilità per il Settore Turistico e degli Eventi

    Il settore turistico e degli eventi è uno dei più colpiti dalle sfide legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Il Bando Certificazioni di Sostenibilità è stato ideato per supportare le imprese di questo settore nell’adeguarsi agli standard ambientali e di sostenibilità richiesti dal mercato globale. 

    Ottenere una certificazione ambientale non solo migliora la reputazione dell’azienda, ma apre anche nuove opportunità di business e contribuisce alla riduzione dei costi operativi.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è rivolto alle imprese del settore turistico e degli eventi. Per essere ammissibili, le imprese devono:

    • Essere localizzate sul territorio italiano.
    • Appartenere ai settori con codici ATECO specificati nel bando, prevalentemente legati a turismo e organizzazione eventi.
    • Dimostrare la regolarità contributiva e il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
    • Essere in regola con la normativa ambientale e di sicurezza sul lavoro.

    Sono ammesse sia micro che piccole e medie imprese, indipendentemente dalla loro anzianità, a condizione che soddisfino i requisiti sopra descritti.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 100.000 euro per ciascun progetto approvato. Questo incentivo è particolarmente vantaggioso per chi intende investire nella sostenibilità aziendale, in quanto consente di coprire una parte significativa dei costi necessari per ottenere certificazioni ambientali riconosciute a livello internazionale.

    Il contributo è erogato in più tranche: una percentuale è corrisposta al momento dell’approvazione del progetto, mentre il saldo viene versato una volta completate le attività previste.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili includono:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali riconosciute: ad esempio ISO 14001, EMAS.
    • Spese per audit interni ed esterni: essenziali per verificare la conformità agli standard richiesti.
    • Formazione del personale sulla sostenibilità: per garantire una gestione efficace dei processi aziendali sostenibili.
    • Acquisto di software per il monitoraggio delle performance ambientali: strumenti indispensabili per raccogliere e analizzare dati relativi all’impatto ambientale dell’azienda.

    Questo incentivo è particolarmente utile per le imprese che vogliono differenziarsi in un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale.

    Bando Impresa Rosa della Regione Lazio

    Il Bando Impresa Rosa è una misura mirata a sostenere l’imprenditoria femminile, promuovendo la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne. 

    L’obiettivo è favorire la crescita di realtà imprenditoriali che valorizzano il contributo femminile, sostenendo anche l’ottenimento di certificazioni di qualità e sostenibilità.

    Chi può partecipare?

    Questo bando è dedicato a:

    • Imprese a prevalente partecipazione femminile (almeno il 60%).
    • PMI con sede legale e operativa nel Lazio.
    • Startup innovative al femminile.
    • Cooperative e società di persone con una maggioranza di donne nei ruoli decisionali.

    La misura è accessibile anche a nuove imprese, purché costituite formalmente al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 50.000 euro per progetto. Questa misura è pensata per favorire la crescita e lo sviluppo di imprese femminili, promuovendo al contempo la certificazione di qualità aziendale e l’innovazione.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte includono:

    • Certificazioni di qualità: come ISO 9001, ISO 14001, necessarie per migliorare la competitività aziendale.
    • Formazione manageriale e tecnica: rivolta specificamente alle imprenditrici.
    • Acquisto di attrezzature e strumenti per l’innovazione: essenziali per modernizzare l’impresa.

    Campagne di comunicazione e branding: per rafforzare il posizionamento dell’azienda sul mercato.

    Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze è una misura straordinaria introdotta per aiutare le aziende a fronteggiare i cambiamenti del mercato del lavoro. 

    Grazie a questo strumento, è possibile finanziare percorsi formativi che migliorano le competenze dei lavoratori, contribuendo al raggiungimento di certificazioni aziendali.

    Chi può partecipare?

    Il Fondo Nuove Competenze è accessibile a tutte le imprese italiane che:

    • Vogliono investire nella formazione del proprio personale.
    • Hanno necessità di aggiornare le competenze dei lavoratori per rispondere alle sfide del mercato, inclusa l’adozione di certificazioni aziendali.
    • Sono regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e in regola con i contributi.

    Questa misura è particolarmente indicata per aziende che devono affrontare trasformazioni tecnologiche o che desiderano migliorare la loro efficienza operativa.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Il fondo copre fino al 100% dei costi relativi alla formazione del personale, compresi i contributi previdenziali durante il periodo di formazione. Non è previsto un tetto massimo di spesa, rendendo questa misura particolarmente vantaggiosa per chi intende migliorare le competenze aziendali senza pesare sul bilancio.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Tra le spese ammissibili troviamo:

    • Costi per la formazione specifica finalizzata all’ottenimento di certificazioni.
    • Retribuzioni dei dipendenti durante il periodo di formazione: incluse le spese previdenziali.
    • Spese per il personale docente e per i materiali didattici: fondamentali per garantire un percorso formativo di alta qualità.

    Costi per la gestione dei progetti formativi: inclusa la consulenza specialistica.

    Investimenti per certificazioni nel settore tessile, moda e accessori

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato un incentivo per sostenere la transizione ecologica e digitale delle imprese operanti nel settore tessile, della moda e degli accessori e per l’acquisizione di certificazioni

    Con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, questa misura mira a promuovere l’adozione di tecnologie innovative e pratiche sostenibili, rafforzando la competitività delle aziende italiane in un mercato globale in continua evoluzione.

    Chi può partecipare?

    Possono accedere alle agevolazioni le piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda, soddisfano i seguenti requisiti:

    • Localizzazione: Operano sull’intero territorio nazionale.
    • Settore di attività: Svolgono attività nel settore tessile, moda e accessori, identificate dai codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale dell’8 agosto 2024.
    • Costituzione e iscrizione: Sono regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio territorialmente competente.
    • Dimensioni e anzianità: Qualificabili come PMI, in contabilità ordinaria, con almeno due bilanci di esercizio approvati.
    • Regolarità: Non sono in stato di liquidazione, né soggette a procedure concorsuali con finalità liquidatoria, e sono in regola con la normativa antimafia.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Le imprese ammesse possono beneficiare di un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 60.000 euro.

    Questo sostegno finanziario rappresenta un’opportunità significativa per le PMI del settore, permettendo di:

    • Ridurre i costi legati all’implementazione di tecnologie avanzate e sostenibili.
    • Accelerare la transizione verso modelli di business più ecologici e digitalizzati.
    • Aumentare la competitività sul mercato, grazie all’adozione di processi innovativi e certificazioni ambientali riconosciute.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese coperte dall’agevolazione riguardano l’acquisizione di prestazioni specialistiche finalizzate a:

    • Ottenimento di certificazioni ambientali, come:
      • Oeko-Tex® Standard 100
      • GOTS (Global Organic Textile Standard)
      • GRS (Global Recycled Standard)
      • ISO 14001
      • Bluesign®
      • Altre certificazioni riconosciute in ambito ambientale
    • Servizi di analisi di Life Cycle Assessment (LCA): Valutazioni del ciclo di vita dei prodotti secondo le norme UNI EN ISO 14040:2021 e UNI EN ISO 14044:2021.
    • Formazione del personale: Attività volte all’acquisizione o al consolidamento di competenze rilevanti per lo sviluppo aziendale.
    • Implementazione di tecnologie abilitanti, quali:
      • Cloud computing
      • Big data e analytics
      • Intelligenza artificiale
      • Blockchain
      • Robotica avanzata e collaborativa
      • Manifattura additiva e stampa 3D
      • Internet of Things (IoT)
      • Realtà aumentata
      • Soluzioni di manifattura avanzata
      • Piattaforme digitali per la condivisione di competenze
      • Sistemi di tracciabilità digitale della filiera produttiva

    È importante notare che le prestazioni specialistiche devono essere fornite da società o professionisti indipendenti con comprovata esperienza nel settore.

    Inoltre, le spese sono ammissibili solo se relative a contratti sottoscritti dopo la presentazione della domanda di agevolazione.

    Perchè richiedere le Certificazioni Aziendali aiuta a far crescere la propria attività?

    Le agevolazioni per l’ottenimento di certificazioni rappresentano un’opportunità imperdibile per migliorare la competitività, la sostenibilità e la reputazione della tua impresa. 

    Oltre ai vantaggi economici, le certificazioni garantiscono un valore aggiunto che può fare la differenza sul mercato.

     Investire in questi strumenti non solo ti consente di accedere a nuove opportunità di business, ma anche di rispondere alle sfide di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità e all’inclusione. 

    Valuta attentamente le opportunità descritte in questa guida e sfrutta le agevolazioni per rendere la tua azienda più forte e resiliente.

    Non lasciare che i costi iniziali ti fermino: sfrutta queste opportunità per far crescere la tua impresa!

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  • Internazionalizzazione: Le 7 Migliori Agevolazioni per le Imprese nel 2024

    Investire nell’internazionalizzazione della propria impresa non è solo un’opportunità per espandere il proprio mercato, ma una necessità per competere in un panorama economico sempre più globalizzato. 

    Cosa vuol dire internazionalizzazione?

    L’internazionalizzazione è il processo attraverso il quale un’impresa espande le proprie attività, prodotti o servizi al di fuori dei confini nazionali, penetrando nuovi mercati esteri. 

    Questo processo può includere diverse strategie, come l’esportazione, la creazione di filiali o joint venture, la collaborazione con partner internazionali o l’adozione di modelli di business globali.

    Quali sono i vantaggi dell’internazionalizzazione?

    L’accesso ai mercati internazionali consente di diversificare il rischio, incrementare il fatturato e acquisire nuove competenze.

    Tuttavia, affrontare un progetto di internazionalizzazione richiede risorse significative, sia in termini economici che organizzativi. Per questo motivo, numerosi enti pubblici e privati offrono agevolazioni specifiche per sostenere le imprese italiane in questo percorso di crescita.

    Le agevolazioni per l’internazionalizzazione includono finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e voucher dedicati, pensati per coprire una vasta gamma di necessità. 

    Dalla partecipazione a fiere internazionali, alla creazione di piattaforme e-commerce, fino all’apertura di filiali estere, queste misure sono strumenti fondamentali per abbattere le barriere economiche e logistiche che spesso limitano le possibilità di espansione.

    In questa guida, esploreremo le 7 migliori agevolazioni per l’internazionalizzazione disponibili nel 2024. Ogni agevolazione è stata selezionata per la sua rilevanza e utilità nel supportare le PMI italiane. 

    Forniremo dettagli su chi può partecipare, quali benefici offre ogni misura e quali spese possono essere coperte. L’obiettivo è aiutarti a comprendere come sfruttare queste opportunità per portare la tua impresa su nuovi mercati, rafforzando la competitività e garantendo una crescita sostenibile.

    Scopri come le agevolazioni possono trasformare il tuo progetto di internazionalizzazione da un’idea ambiziosa a una realtà concreta, riducendo i costi e aumentando il potenziale di successo.

    Finanziamento Agevolato per E-commerce di SIMEST

    Il finanziamento SIMEST per l’e-commerce rappresenta un’opportunità straordinaria per le PMI che desiderano espandersi sui mercati esteri attraverso il digitale

    Grazie a questo strumento, le imprese possono accedere a risorse per sviluppare piattaforme e-commerce all’avanguardia o migliorare quelle esistenti, aumentando così la loro visibilità internazionale e raggiungendo un pubblico globale. 

    Offre fino a 500.000 euro di finanziamento e una durata di rimborso fino a 6 anni, con un contributo a fondo perduto del 10% riduce significativamente l’onere economico, rendendo più sostenibile l’investimento iniziale. La possibilità di finanziare anche il marketing digitale e la localizzazione dei contenuti consente di personalizzare l’approccio ai mercati esteri, massimizzando le probabilità di successo.

    Chi può partecipare?

    Il finanziamento SIMEST per l’e-commerce è rivolto alle PMI italiane che desiderano sviluppare o migliorare una piattaforma di e-commerce per la vendita di beni o servizi sui mercati internazionali. 

    Sono ammessi all’agevolazione:

    • Localizzazione: Imprese registrate in Italia.
    • Dimensioni: Piccole e medie imprese (PMI).
    • Settori: Tutti i settori sono ammissibili, tranne alcune eccezioni specifiche indicate nei criteri SIMEST.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Importo finanziabile: Fino a 500.000 euro per lo sviluppo o il miglioramento di piattaforme e-commerce.
    • Contributo a fondo perduto: Fino al 10% del finanziamento richiesto.
    • Durata: Rimborso fino a 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Creazione o miglioramento della piattaforma e-commerce.
    • Investimenti in marketing digitale.
    • Consulenze specialistiche per la gestione della piattaforma.
    • Traduzione e localizzazione di contenuti per i mercati esteri.

     

    Scopri di più sul sito ufficiale SIMEST

    Finanziamento per Temporary Manager di SIMEST

    L’agevolazione Temporary Manager di SIMEST è pensata per le PMI italiane che vogliono avvalersi di un Temporary Manager per sviluppare strategie di internazionalizzazione

    Copre fino a 150.000 euro, con un contributo a fondo perduto del 10% e una durata fino a 6 anni, incluso un periodo di pre-ammortamento di 2 anni.

    Questo finanziamento agevolato è progettato per fornire alle PMI italiane l’accesso a professionisti altamente qualificati in grado di guidare l’impresa nel percorso di internazionalizzazione.

     I Temporary Manager offrono competenze specifiche che aiutano a pianificare strategie efficaci, riducendo il rischio di errori operativi e aumentando le probabilità di successo sui mercati esteri. 

    Grazie al contributo a fondo perduto e alle condizioni di rimborso agevolate, le imprese possono beneficiare di un supporto strategico senza appesantire il proprio budget.

     

    Chi può partecipare?

    PMI italiane che desiderano avvalersi di Temporary Manager per sviluppare strategie di internazionalizzazione. Requisiti:

    • Localizzazione: Tutta Italia.
    • Dimensioni: PMI registrate alla Camera di Commercio.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Importo massimo: Fino a 150.000 euro.
    • Contributo a fondo perduto: Fino al 10% del totale finanziabile.
    • Durata: Fino a 6 anni, con 2 anni di pre-ammortamento.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Contratti con Temporary Manager specializzati in export.
    • Formazione del personale interno.
    • Spese di viaggio e alloggio del manager.

     

    Scopri di più sul sito ufficiale SIMEST

    Finanziamento per Inserimento nei Mercati Esteri di SIMEST

    Il finanziamento SIMEST per l’inserimento nei Mercati Esteri è pensato per le imprese che mirano a consolidare la propria presenza a livello globale

    Questo strumento permette di coprire spese importanti come l’apertura di filiali, l’acquisto di attrezzature e le campagne di marketing, riducendo significativamente il carico finanziario. 

    Può finanziare fino a 4 milioni di euro, coprendo il 90% delle spese ammissibili con un rimborso fino a 6 anni.

    L’alto livello di copertura delle spese ammissibili offre alle imprese un solido supporto per affrontare con sicurezza i mercati esteri, favorendo una crescita sostenibile e strategica.

    Chi può partecipare?

    Ammesse PMI italiane che intendono aprire sedi operative, filiali o joint venture all’estero. Requisiti:

    • Localizzazione: Sede legale in Italia.
    • Settori: Imprese di qualsiasi settore economico.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Importo massimo: Fino a 4 milioni di euro.
    • Copertura: Fino al 90% delle spese ammissibili.
    • Durata: Rimborso in 6 anni, con 2 di pre-ammortamento.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Costi di apertura di nuove sedi all’estero.
    • Investimenti in attrezzature e tecnologie.
    • Consulenze legali e contrattuali.
    • Campagne di marketing e pubblicità nei mercati di riferimento.

     

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    Bando per Internazionalizzazione della Regione Marche

    Il bando promosso dalla Regione Marche è una grande opportunità per le imprese locali che desiderano espandere la loro presenza sui mercati esteri. 

    Grazie al contributo a fondo perduto fino al 50%, le PMI possono partecipare a fiere internazionali e accedere a servizi di consulenza strategica, aumentando così la loro competitività. 

    Questo bando è particolarmente utile per le aziende che puntano a rafforzare le proprie relazioni commerciali all’estero.

     

    Chi può partecipare?

    PMI situate nelle Marche, con sede legale o operativa nella regione. Criteri:

    • Dimensioni: PMI, anche in forma aggregata.
    • Settori: Priorità ai settori manifatturiero e agroalimentare.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Contributo a fondo perduto: Fino al 50% delle spese ammissibili.
    • Importo massimo: 40.000 euro per singola impresa.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Partecipazione a fiere e mostre internazionali.
    • Consulenze per la ricerca di partner esteri.
    • Traduzioni tecniche.
    • Materiale promozionale in lingua straniera.

     

    Scopri di più sul sito della Regione Marche

    Bando Voucher Internazionalizzazione della Camera di Commercio di Bari

    Il bando della Camera di Commercio di Bari rappresenta un’eccellente opportunità per le imprese locali di esplorare nuovi mercati senza gravare eccessivamente sul bilancio aziendale. 

    Il contributo fino a 8.000 euro può essere utilizzato per coprire costi relativi a fiere, consulenze strategiche e marketing digitale, offrendo un supporto concreto per migliorare la propria presenza internazionale.

    Chi può partecipare?

    PMI con sede legale o operativa nella provincia di Bari. Requisiti:

    • Settori: Priorità a imprese del commercio e della produzione.
    • Altri requisiti: Iscrizione al Registro delle Imprese da almeno 2 anni.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Contributo massimo: 8.000 euro.
    • Copertura: Fino al 70% delle spese ammissibili.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Partecipazione a fiere e mostre internazionali.
    • Servizi di consulenza per la penetrazione nei mercati esteri.
    • Realizzazione di campagne di marketing digitale.

     

    Scopri di più sul sito della Camera di Commercio di Bari

    Bando per Internazionalizzazione della Regione Calabria

    Grazie al bando della Regione Calabria, le imprese locali possono ottenere un contributo significativo per espandere le loro attività sui mercati esteri. 

    Questa misura incentiva le PMI a partecipare a fiere internazionali e sviluppare strategie di export efficaci, coprendo fino al 70% delle spese ammissibili. 

    L’agevolazione è particolarmente utile per accedere a mercati esteri strategici.

    Chi può partecipare?

    PMI con sede legale o operativa in Calabria. Requisiti:

    • Dimensioni: PMI.
    • Settori: Priorità ai settori strategici per l’economia regionale.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Contributo a fondo perduto: Fino al 70% delle spese ammissibili.
    • Importo massimo: 100.000 euro per impresa.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Partecipazione a fiere e mostre internazionali.
    • Attività di ricerca partner commerciali.
    • Consulenze per la realizzazione di strategie di export.

     

    Scopri di più sul sito della Regione Calabria

    Bando per Internazionalizzazione della Camera di Commercio di Pavia

    Il bando della Camera di Commercio di Pavia offre un supporto concreto alle imprese locali che desiderano rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. 

    Il contributo fino a 10.000 euro, coprendo fino al 50% delle spese sostenute,  consente di coprire spese relative alla partecipazione a fiere, alla creazione di materiali promozionali e alla traduzione di documenti essenziali, facilitando il contatto con clienti e partner esteri.

    Chi può partecipare?

    PMI con sede legale o operativa nella provincia di Pavia. Requisiti specifici:

    • Dimensioni: PMI iscritte alla Camera di Commercio di Pavia.
    • Settori: Priorità ai settori manifatturiero e agroalimentare.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    • Contributo massimo: 10.000 euro.
    • Copertura: Fino al 50% delle spese.

    Quali sono le spese ammissibili?

    • Partecipazione a fiere internazionali.
    • Creazione di materiali promozionali.
    • Traduzione di cataloghi e siti web.

     

    Scopri di più sul sito della Camera di Commercio di Pavia

    Perché internazionalizzare la mia attività?

    L’internazionalizzazione rappresenta una straordinaria opportunità per le imprese italiane che desiderano crescere, innovare e competere su scala globale

    Entrare in nuovi mercati non solo consente di diversificare i rischi, ma permette anche di ampliare la base clienti, accedere a nuove risorse e tecnologie, e migliorare la competitività aziendale.

    Un elemento chiave per rendere questo percorso sostenibile e vantaggioso è sfruttare le numerose agevolazioni pubbliche disponibili. Incentivi come contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, supporto per l’export e la partecipazione a fiere internazionali sono strumenti che permettono di ridurre significativamente i costi iniziali e operativi legati all’espansione su nuovi mercati. Ciò consente alle imprese di concentrarsi sull’implementazione delle proprie strategie senza gravare eccessivamente sul budget.

    Esaminare con attenzione le opzioni disponibili e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze è un passo cruciale per pianificare con successo l’espansione internazionale. 

    Non tutte le opportunità sono uguali, e una scelta strategica basata sulle peculiarità della propria impresa garantisce il massimo ritorno sull’investimento.

    Non perdere tempo: l’internazionalizzazione è un’opportunità concreta e oggi più che mai accessibile grazie alle agevolazioni pubbliche. Avvia subito il tuo percorso verso una crescita sostenibile e globale!

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  • Le Migliori Agevolazioni per Partecipare a Fiere e Mostre per le PMI nel 2024

    Partecipare a fiere e mostre, soprattutto a carattere internazionale, può rappresentare un trampolino di lancio per ogni piccola o media impresa (PMI) che desideri espandere i propri orizzonti e raggiungere nuovi mercati. 

    Tuttavia, il costo per l’organizzazione, la logistica e la presenza agli eventi può essere significativo, soprattutto per le aziende che non dispongono di ampie risorse finanziarie. 

    E qui entrano in gioco le agevolazioni, come contributi a fondo perduto,  per la partecipazione a fiere e mostre: una soluzione estremamente vantaggiosa per finanziare gli investimenti, migliorare la visibilità aziendale e crescere a livello nazionale e internazionale.

    In questo articolo, esploreremo le migliori agevolazioni disponibili per la partecipazione a fiere e mostre. 

    Analizzeremo quattro contributi a fondo perduto  o voucher particolarmente interessanti, elencando i benefici per le PMI, i criteri di ammissibilità, le modalità di accesso e tutti i dettagli necessari per sfruttare al meglio queste opportunità di crescita.

    Agevolazioni per la Partecipazione a Fiere ed Eventi Internazionali di SIMEST

    Il programma di finanziamenti agevolati offerto da SIMEST è una delle opportunità più interessanti per le PMI italiane che desiderano partecipare a fiere e mostre internazionali. L’intervento agevolativo “Fiere e Eventi”  è progettato per supportare le imprese nella partecipazione a eventi, sia in Italia che all’estero, a carattere internazionale, come fiere, mostre, missioni imprenditoriali e missioni di sistema. 

    È possibile partecipare a un massimo di tre iniziative in diversi paesi di destinazione, con una prevalenza di prodotti fabbricati in Italia o marchi italiani registrati o in fase di registrazione. La natura internazionale dell’evento tenuto in Italia deve essere comprovata da una classificazione ufficiale o da una dichiarazione specifica dell’organizzatore.

    Chi Può Partecipare?

    Per accedere all’intervento agevolativo, l’impresa deve soddisfare una serie di condizioni, tra cui:

    • Essere legalmente attiva in Italia e avere una sede operativa in Italia.
    • Avere almeno un bilancio depositato presso il Registro delle Imprese (o due bilanci se la richiesta supera i 150.000 euro).
    • Essere in regola con la normativa del lavoro e di prevenzione degli infortuni, come attestato dal DURC.
    • Non essere inadempiente verso altre obbligazioni assunte nei confronti di SIMEST come gestore di fondi pubblici.
    • Non essere coinvolta in procedure concorsuali o trovarsi in stato di fallimento, liquidazione, o amministrazione controllata.
    • Non essere classificata nelle classi di scoring 10, 11 e 12 (per richieste superiori a 150.000 euro).

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’importo massimo dell’Intervento agevolativo che l’Impresa richiedente può chiedere è pari al minore tra:

      • il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo Bilancio (voce A1 del conto economico) per domande fino a € 150.000;
      • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico) per domande superiori a € 150.000;
    • € 500.000.

    E’ prevista una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% dell’importo dell’Intervento Agevolativo richiesto e comunque fino a un massimo di € 100.000), che è riconosciuto quale incentivazione alle Imprese Richiedenti in presenza di specifici requisiti, come da Circolare operativa 5/394/2023.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese ammissibili comprendono i costi relativi a:

    1. Spese per Area Espositiva che include costi quali: affitto e allestimento area espositiva, arredamento area espositiva, attrezzature audio/video, elettricità, utenze e servizi, assicurazione, compensi per il personale, servizi di traduzione e interpretariato offline;
    2. Spese Logistiche che include costi quali: trasporto materiale e prodotti ed spese per movimentazione dei macchinari/prodotti;
    3. Spese Promozionali che include costi quali: business meeting e workshop, pubblicità e cartellonistica, banner e cartellonistica esterna, certificazioni di prodotti;
    4. Spese per Consulenze che includono consulenze esterne e consulenze digital; 
    5. Spese Digitali che includono costi quali: iscrizioni e contenuti virtual, piattaforme CRM, web design, marketing digitale, servizi di traduzione e interpretariato online;
    6. Spese per Conformità Ambientale che include costi legati alle consulenze per normativa ambientale
    7. Spese per Gestione della Richiesta di Finanziamento, con un limite massimo del 5% dell’importo deliberato.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande per il finanziamento SIMEST devono essere presentate online sul portale ufficiale di SIMEST.

     È importante rispettare le scadenze indicate per ogni finestra temporale di finanziamento, e predisporre tutta la documentazione richiesta, tra cui il piano delle spese e le proiezioni di crescita derivanti dall’iniziativa.

    Bando Fiere Internazionali 2024-2026 di Unioncamere Lombardia

    Unioncamere Lombardia ha messo a disposizione il bando “Bando fiere internazionali 2024-2026 “ per agevolare la partecipazione delle PMI lombarde alle fiere internazionali, attraverso contributi a fondo perduto.

    Questa misura punta a supportare le imprese nella promozione dei propri prodotti e servizi su scala internazionale, contribuendo a migliorare la competitività e la presenza sui mercati esteri.

    Chi Può Partecipare?

    Possono partecipare al bando le PMI con sede legale o unità operativa in Lombardia, in regola con il DURC e non essere soggette a procedure fallimentari.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili.

    L’importo dell’agevolazione e l’intensità di aiuto massima concedibile sono così determinati: 50% dei costi ammissibili a cui si possono aggiungere premialità del 5% in caso di microimpresa e ulteriore premialità del 5% in caso di startup.

    La spesa ammessa che l’impresa deve sostenere è di minimo di 6.000 € fino a un massimo di 30.000 €. 

    Il contributo concedibile va da un minimo di 3.600 € fino a 15.000 €  per “Nuovi espositori”, mentre è di  € 8.000 per “Espositori abituali”.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Sono ammissibili i seguenti costi:

    • a) Costi per la partecipazione alla fiera: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura di 440 € per metro quadro di superficie espositiva affittata (Costo Unitario Standard).  
    • b) Costi diretti per il personale: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura del 20% della voce a)
    • c) Costi indiretti: riconosciuti in maniera forfettaria nella misura del 7% delle voci a) e b) 

    Cosa Fare per Partecipare?

    La domanda deve essere presentata attraverso il portale di Unioncamere Lombardia entro il 31/12/2026, salvo chiusura anticipata.

    Le aziende devono preparare una dettagliata descrizione del progetto, specificando l’evento fieristico e gli obiettivi da raggiungere.

    Contributi a fondo perduto per la Partecipazione a Fiere della Camera di Commercio di Sassari

    Il “Fondo Fiere 2024” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari è rivolto alle PMI sarde che desiderano valorizzare i propri prodotti e servizi, partecipando a fiere e mostre sia in Italia che all’estero. 

    L’obiettivo è favorire lo sviluppo commerciale e la promozione internazionale delle imprese locali.

    Chi Può Partecipare?

    Possono beneficiare del contributo le PMI con sede legale nella Provincia di Sassari. Le imprese devono essere :

    • regolarmente iscritte al registro delle imprese della C.C.I.A.A. di Sassari e con sede legale nel territorio di competenza della C.C.I.A.A. di Sassari; 
    • attive, non siano assoggettate a procedure di liquidazione o fallimento o altra procedura concorsuale, comunque denominata al momento della presentazione della domanda; 
    • in regola con il pagamento del diritto camerale annuale; 
    • in regola con gli obblighi contributivi
    • in regola e rispettino quanto previsto dai Regolamenti “De Minimis”.

    Le imprese beneficiarie non devono inoltre avere, al momento della domanda nonché a quello della concessione, forniture in essere con la Camera di Commercio di Sassari, anche a titolo gratuito.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro per impresa

    Questo incentivo permette di abbattere notevolmente i costi di partecipazione agli eventi promozionali.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese che possono essere coperte dal contributo includono:

    • Affitto dello spazio espositivo, allestimento e servizi fieristici di supporto.
    • Iscrizione alle piattaforme digitali e altri servizi fieristici forniti dagli organizzatori.
    • Trasporto dei prodotti/materiali da esporre, incluso il noleggio del furgone/camion.
    • Viaggio effettuato con mezzi ferroviari, aerei o navali con il limite massimo di 2 rappresentanti per impresa richiedente.
    • Spese di solo pernottamento con un importo massimo di 300,00 euro al giorno per impresa richiedente, nel limite massimo di 200,00 euro a persona.
    • Spese per servizi resi da Camere di Commercio italiane all’estero, spese per servizi resi e/o quota di partecipazione ad iniziative organizzate dall’Azienda Speciale Promocamera.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande devono essere presentate online, tramite il portale della Camera di Commercio di Sassari, entro le date indicate. È importante allegare tutta la documentazione richiesta, tra cui il preventivo delle spese e il piano promozionale.

    Bando Promozione Imprese Artigiane Piemontesi per la Partecipazione a Fiere per il 2025

    La Regione Piemonte, tramite la Camera di Commercio, ha lanciato un bando “Contributi regionali per la promozione della partecipazione delle imprese artigiane piemontesi a eventi fieristici anno 2025”  per sostenere le imprese artigiane locali nella partecipazione a fiere nazionali e internazionali. 

    L’obiettivo è quello di favorire la crescita del comparto artigianale piemontese e migliorare la visibilità delle eccellenze locali.

    Chi Può Partecipare?

    Possono partecipare le imprese artigiane con sede legale o operativa in Piemonte. Devono inoltre:

    • Appartenere alla categoria di micro e piccole imprese.
    • Essere iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane della Regione Piemonte.

    Quali Sono le Agevolazioni Previste?

    L’agevolazione concessa alle imprese artigiane piemontesi consiste in un contributo regionale a fondo perduto “in regime de minimis”.

     Ciascuna impresa può richiedere il contributo regionale per la partecipazione ad una sola fiera nell’anno 2025.

    L’importo richiesto quale contributo a fondo perduto: 

    • deve essere compreso tra euro 2.000,00 ed euro 5.000,00, al netto di IVA, imposte e tasse; 
    • qualora le spese sostenute siano inferiori a euro 2.000,00 non verrà concesso alcun contributo; 
    • qualora le spese sostenute siano superiori al tetto massimo di contributo concedibile, l’impresa si impegna a coprire con risorse proprie l’eventuale restante parte non coperta da contributo regionale.

    Quali Sono le Spese Ammissibili?

    Le spese ammissibili includono:

    • Quota di iscrizione
    • Area Espositiva (plateatico) 
    • Allestimento degli spazi espositivi.

    Cosa Fare per Partecipare?

    Le domande devono essere inviate tramite il portale della Camera di Commercio del Piemonte entro la scadenza prevista del 01/11/2025. 

    Agevolazioni in Prossima Apertura per la Partecipazione a Fiere e Mostre

    Bando Internazionalizzazione Camera di Commercio delle Marche (Secondo Semestre 2024)

    Questo bando è destinato alle PMI delle Marche che desiderano partecipare a fiere e mostre internazionali per espandere la propria rete commerciale. Prevede come agevolazione contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 12.000 euro.

    Bando Fiere Internazionali CCIAA Vicenza 2024

    Il bando della Camera di Commercio di Vicenza è rivolto alle PMI locali e offre contributi per partecipare a fiere sia in Italia che all’estero. Il contributo copre fino al 50% delle spese, con un massimo di 10.000 euro per impresa.

    Bando Agef 2407 per le MPMI Bresciane

    Il bando promosso dalla Camera di Commercio di Brescia mira a sostenere le micro, piccole e medie imprese bresciane nella partecipazione a fiere nazionali. Prevede contributi a fondo perduto fino al 60% delle spese, con un limite massimo di 15.000 euro.

    Perchè è utile sfruttare queste agevolazioni
    per partecipare a fiere e mostre?

    Sfruttare le agevolazioni per la partecipazione a fiere e mostre rappresenta un’importante occasione di crescita per le PMI italiane. 

    Queste agevolazioni, come i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati possono fare la differenza, rendendo accessibili eventi strategici per la promozione e l’espansione internazionale. 

    Se sei un imprenditore interessato a queste opportunità, ti invitiamo a esplorare le diverse opzioni e a presentare la tua domanda per il bando più adatto alle tue esigenze.

    Vuoi approfondire qualche dettaglio o hai bisogno di assistenza per la tua candidatura? Non esitare a contattarci per maggiori informazioni!


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  • 5 Strategie per Finanziarie per le Strutture Ricettive

    Strategie finanziarie strutture ricettive

    Le strutture ricettive, come hotel, bed and breakfast, e agriturismi, sono essenziali per il settore turistico. Tuttavia, gestire una struttura ricettiva può essere un’impresa complessa, specialmente dal punto di vista finanziario

    Ecco cinque strategie finanziarie che possono aiutare i proprietari di strutture ricettive a migliorare la loro redditività e a garantire una gestione sostenibile.

    1. Ottimizzare i Costi Operativi

    La gestione efficace dei costi operativi è fondamentale per mantenere una struttura ricettiva redditizia. Questo può includere:

    • Automatizzazione dei processi: L’adozione di software gestionali per prenotazioni, check-in e check-out può ridurre i costi del personale e migliorare l’efficienza. Questi strumenti possono automatizzare molte delle attività quotidiane, liberando il personale per concentrarsi su compiti più strategici e migliorando l’esperienza del cliente.
    • Acquisti all’ingrosso: Acquistare beni di consumo come prodotti per la pulizia, biancheria e articoli da toeletta all’ingrosso può ridurre significativamente i costi. Stabilire relazioni con fornitori affidabili può anche assicurare una fornitura costante di materiali di qualità a prezzi competitivi.
    • Energia sostenibile: Investire in tecnologie energetiche efficienti, come pannelli solari e sistemi di illuminazione a LED, può ridurre le bollette energetiche nel lungo termine. Anche l’implementazione di sistemi di gestione dell’energia può aiutare a monitorare e ottimizzare il consumo energetico, contribuendo a ridurre i costi operativi e l’impatto ambientale.

    2. Diversificare le Fonti di Entrata

    Affidarsi esclusivamente alle prenotazioni delle camere può essere rischioso, specialmente in periodi di bassa stagione. Diversificare le fonti di entrata può aiutare a stabilizzare il flusso di cassa:

    • Offrire pacchetti esperienziali: Escursioni, tour guidati, lezioni di cucina locale o degustazioni possono attrarre ospiti e aumentare le entrate. Questi pacchetti non solo offrono un valore aggiunto agli ospiti, ma possono anche differenziare la struttura dalla concorrenza.
    • Eventi e conferenze: Affittare spazi per eventi aziendali, matrimoni o conferenze può generare entrate aggiuntive. Le strutture che possono ospitare grandi gruppi possono beneficiare di entrate supplementari significative, specialmente durante i periodi di bassa occupazione turistica.
    • Ristorazione e benessere: Aprire un ristorante o una spa all’interno della struttura può attirare non solo gli ospiti ma anche clienti esterni. Offrire servizi di alta qualità può aumentare la reputazione della struttura e creare ulteriori opportunità di guadagno attraverso la vendita di pasti, trattamenti spa e altri servizi di benessere.

    3. Gestione Dinamica dei Prezzi

    Adottare una strategia di pricing dinamico consente di ottimizzare le tariffe delle camere in base alla domanda. Alcuni suggerimenti includono:

    • Software di gestione delle entrate: Utilizzare strumenti che analizzano i dati storici e le tendenze di mercato per stabilire le tariffe ottimali. Questi software possono aiutare a massimizzare i ricavi identificando i periodi di alta e bassa domanda e regolando di conseguenza i prezzi.
    • Promozioni stagionali: Offrire sconti e pacchetti speciali durante i periodi di bassa stagione per attirare più ospiti. Creare offerte irresistibili può stimolare la domanda e migliorare l’occupazione anche nei mesi meno popolari.
    • Monitorare la concorrenza: Tenere d’occhio le tariffe dei concorrenti per assicurarsi di rimanere competitivi. Analizzare le strategie di pricing dei concorrenti può fornire preziose informazioni per adattare le proprie tariffe e strategie promozionali.

     

    In questo ambito specifico, ti suggeriamo anche di utilizzare dei tool automatici che ti permettano di calcolare dinamicamente i prezzi della tua struttura, come smartpricing.

    4. Investire in Marketing Digitale

    Il marketing digitale è essenziale per attrarre nuovi ospiti e fidelizzare quelli esistenti. Alcune strategie efficaci includono:

    • Ottimizzazione SEO: Migliorare la visibilità del sito web della struttura sui motori di ricerca per attirare più visitatori. L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) aiuta il sito a posizionarsi più in alto nei risultati di ricerca, aumentando le probabilità che potenziali ospiti trovino e prenotino presso la struttura.
    • Social media marketing: Utilizzare piattaforme come Facebook, Instagram e Twitter per promuovere la struttura e interagire con i clienti. Pubblicare contenuti coinvolgenti, come foto, video e storie degli ospiti, può creare una comunità online attiva e fedelizzare i clienti.
    • Email marketing: Inviare newsletter regolari con offerte speciali e aggiornamenti può mantenere vivo l’interesse degli ospiti passati. Le campagne di email marketing ben progettate possono promuovere offerte stagionali, pacchetti speciali e eventi, incentivando i clienti a tornare e a raccomandare la struttura ad altri.

    5. Sfruttare i Bandi Regionali e Nazionali

    Uno dei primi passi per supportare i nuovi investimenti della tua struttura ricettiva è monitorare i bandi pubblici (agevolazioni) regionali e nazionali. Molte regioni italiane offrono fondi specifici per il miglioramento delle strutture ricettive. 

    Queste agevolazioni pubbliche possono finanziare una vasta gamma di interventi, ammodernamento delle infrastrutture all’acquisto di nuove attrezzature. 

    È importante tenersi aggiornati per non perdere tutta una serie di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che possono aiutarti a supportare gli investimenti della tua attività-

    Hai bisogno di un aiuto per cercare le agevolazioni adatte a te? Clicca il pulsante qui in basso, saremo lieti di aiutarti!


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  • Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali – Le Novità Capitalizzazione 2024

    Pur con le dovute modifiche, è dal lontano 1965 che la “Nuova Sabatini”, la misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, continua ad essere rifinanziata e prorogata. Da ultimo, il Disegno di Legge di Bilancio 2024 assegna ulteriori 100 milioni di euro per il 2024 al finanziamento della Nuova Sabatini, già prorogata fino al 2026 dalla precedente Legge di Bilancio.

    Le PMI potranno quindi continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali d’impresa materiali (macchinari, impianti, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

    I benefici previsti riguardano, come detto, agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con maggiorazioni  per investimenti 4.0 e per investimenti green.

    Puoi rinfrescarti la memoria sulle modalità di funzionamento della Nuova Sabatini continuando a leggere…

    Nuova Sabatini Capitalizzazione 2024 : tutte le novità e come funziona

    A partire dal 1º ottobre 2024, le micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno cogliere una grande opportunità per crescere e rafforzarsi grazie alla “Nuova Sabatini Capitalizzazione”.

    Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa iniziativa è pensata per sostenere la capitalizzazione delle PMI, aiutandole a investire in beni strumentali fondamentali per la loro crescita.

    Ma cosa significa, in pratica?

    Vuol dire avere accesso a contributi maggiorati per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali — tutto ciò che serve per far fare un salto di qualità al tuo business.

    Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale, e c’è una buona notizia per le micro e piccole imprese: il tasso d’interesse è fissato al 5%, mentre per le medie imprese si attesta al 3,575%.

    Con una dotazione di 80 milioni di euro, la “Nuova Sabatini Capitalizzazione” non è solo un aiuto economico, ma una vera e propria spinta verso una maggiore competitività.

    È l’occasione per rafforzare la struttura patrimoniale della tua impresa, migliorare la tecnologia, e prepararti al futuro con maggiore solidità e innovazione.

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità per far crescere il tuo business.

    Cos’è la Nuova Sabatini

    La “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dall’ex Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. 

    Per promuovere e incentivare la trasformazione economica e la transizione verso l’industria 4.0, nel 2017 è stato varato un piano nazionale dedicato, poi rivisto e aggiornato dai governi che si sono succeduti, passando da Piano Industria 4.0 a Piano Impresa 4.0 fino all’attuale Transizione 4.0. Per contribuire alla realizzazione di questo piano, la Nuova Sabatini è stata adeguata, andando a incentivare ulteriormente proprio i beni tecnologicamente avanzati.

    Questo strumento serve insomma a favorire la trasformazione del sistema produttivo italiano verso la “Fabbrica Intelligente” e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

    La Legge Sabatini è, in termini tecnici, un incentivo che viene erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto forma di contributo per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari erogati per l’acquisto dei beni strumentali. In altri termini il contributo si caratterizza per essere in conto impianti e fa parte del pacchetto di contributi previsti dal piano Industria 4.0, insieme ad altre, ben note agevolazioni:

     

    Una serie di incentivi differenti uniti da un obiettivo comune, far ripartire l’Italia spingendo le aziende a cogliere tutte le possibilità offerte dalla c.d quarta rivoluzione industriale.

    Quali sono le risorse a disposizione per il 2024 per la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più longeve e apprezzate nel panorama imprenditoriale italiano. Nel 1965 è stata introdotta su proposta del deputato, sindacalista e operaio, Armando Sabatini e, da allora, di governo in governo, è diventata oggetto di numerosissime proroghe e, ovviamente, di rifinanziamenti

    Tra gli ultimi, il rifinanziamento avvenuto con la legge di bilancio 2023, con cui la Nuova Sabatini è stata prorogata fino al 2026 e dotata di ulteriori 150 milioni di euro, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro verranno stanziati con la legge di bilancio 2024.

    Chi può richiedere la Nuova Sabatini?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

    • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

    Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

    • Attività finanziarie e assicurativa e non svolgere attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    I liberi professionisti possono richiedere la Nuova Sabatini Beni Strumentali?

    , gli studi professionali e le Associazioni tra professionisti, purtroppo, non possono richiedere la Nuova Sabatini, a meno che non siano costituiti come impresa di piccola e media dimensione, che alla data di presentazione della domanda risulti iscritta nel Registro delle imprese, come nel caso delle STP (Società Tra Professionisti).

    operai che salgono per nuova sabatini
    Nuova Sabatini: tutte le novità in arrivo!

    Vediamo nel dettaglio che cos’è la Nuova Sabatini

    L’obiettivo della Nuova Sabatini, è quello di favorire e agevolare le imprese che intendono investire (sotto forma di acquisto o ) in macchinari, attrezzature, impianti, beni ad uso produttivo, , software e tecnologie digitali.

    Le principali linee di intervento riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali;
    • Agevolazioni per investimenti 4.0;
    • Agevolazioni per investimenti green, un ambito inserito nel 2023;
    • Nuova Sabatini Sud, dedicata agli investimenti nelle regioni del Sud

     

    La Nuova Sabatini consente la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle PMI italiane per sostenere alcuni tipi di investimenti. Su questi finanziamenti,  il Ministero concede un contributo che, in pratica, permette di ridurre il costo degli interessi dovuti. 

    L’investimento può essere:

    • interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e
    • assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

     

    Tale finanziamento inoltre, deve essere:

    • di durata non superiore a 5 anni;
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;

     

    Il contributo del MIMIT è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari;
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Vale anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi (Nuova Sabatini Green).
    • 5,5% per gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno effettuati da micro piccole imprese (Nuova Sabatini Sud)

     

    La Nuova Sabatini finanzia beni nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a: terreni e fabbricati; beni usati o rigenerati; immobilizzazioni in corso e acconti.

    Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

    Sono stati inoltre definiti – a partire dal 1° gennaio 2023 – quali sono gli investimenti ammissibili per le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali, nonché nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Ricordati che insieme alla Nuova Sabatini è possibile richiedere, inoltre,  l’intervento del Medio Credito Centrale che garantisce questa tipologia di finanziamenti fino ad un massimo dell’80%.

    Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Fondo di Garanzia per le PMI che trovi qui

    Dunque… un solo investimento e agevolazioni combinabili per ottenere il massimo vantaggio possibile. Interessante, non trovi?

    Maggiorazioni per la Nuova Sabatini Green

    Per la nuova Sabatini green,  gli aiuti sono quindi maggiorati rispetto a quelli ordinari. Per poter essere ammessi al contributo maggiorato, però, è richiesto il possesso:

    • di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui beni oggetto dell’investimento;
    • di un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni

    Come presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione dovrà essere compilata, pena l’inammissibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile sul sito ufficiale.
    Le domande di accesso all’agevolazione devono essere:

    • presentate dall’impresa in formato elettronico;
    • sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore, mediante firma digitale;
    • inviate esclusivamente tramite PEC agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione stipulata tra il Ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti 

     

    La domanda è inviata attraverso la procedura disponibile nella sezione dedicata “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica.

    E se ho già stipulato un contratto di leasing o di finanziamento?

    Purtroppo non potrai recuperare alcunché, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, dunque se hai già acceso un finanziamento per acquisto di nuovi macchinari non c’è più niente da fare per recuperare gli interessi.

    Dunque… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere, per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!


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  • ZES Unica per il Mezzogiorno: le agevolazioni

    ZES unica per il mezzogiorno è stata istituita dal Decreto Sud, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 settembre 2023, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale delle aree più svantaggiate del Paese.

    E’ stato firmato nei giorni scorsi il decreto attuativo che prevede l’invio delle domande a partire dal 12 giugno e fino al 12 luglio 2024

    ZES Unica per il mezzogiorno: cos’è?

    Per ZES, acronimo di Zona economica speciale, si intende una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative sul territorio e di quelle che si insedieranno in futuro, può beneficiare di speciali condizioni.

    La Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno è stata istituita il 1° gennaio 2024, sostituendo le precedenti otto ZES regionali esistenti nel Sud Italia. 

    Questa nuova ZES Unica include i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna

    L’obiettivo principale della ZES Unica è di rafforzare la competitività del Mezzogiorno a livello internazionale, favorendo lo sviluppo economico e sociale delle aree coinvolte attraverso benefici fiscali e amministrativi per le imprese che vi operano o che intendono insediarsi.

    Quale agevolazione è prevista per la ZES Unica?

    È previsto un credito d’imposta differenziato per regioni, dimensioni dell’impresa ed entità dell’investimento.

    In particolare, il credito d’imposta è determinato:

    • nella misura del 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
    • nella misura del 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Basilicata, Molise e Sardegna;
    • nella misura massima, rispettivamente del 50% e del 40% per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del Fondo per una transizione giusta nelle regioni Puglia e Sardegna;
    • nella misura del 15% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle zone assistite della regione Abruzzo indicate dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

     

    Per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese.

    Per i grandi progetti di investimento con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro, come definiti al punto 19 (18) degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le intensità massime di aiuto per le grandi imprese si applicano anche alle piccole-medie imprese e sono calcolate secondo la metodologia dell’«importo di aiuto corretto» di cui all’art. 2, punto 20, del regolamento (UE) n. 651/2014.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, relativi a:

    • acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che verranno impiantate nella ZES unica
    • acquisto di terreni 
    • acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva. 

     

    Nel caso di beni immobili strumentali, sono agevolabili gli investimenti anche se riguardano beni già utilizzati da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica. Sono esclusi dall’agevolazione i beni autonomamente destinati alla vendita, come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita, nonché i materiali di consumo.

    Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all’agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

    Inoltre, sono escluse le acquisizioni effettuate tra soggetti tra i quali sussistano i rapporti di controllo o di collegamento (art. 2359 cod.civ.).


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  • Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica: aggiornamento 2024

    Le aliquote per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica.

    La Legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 45) aveva già previsto la proroga del Credito d’imposta e la rimodulazione delle aliquote per il 2022 e per gli anni successivi. Vediamo insieme le aliquote valide fino al 2031, variabili in base alla tipologia di spese sostenute nei diversi ambiti di innovazione, facendo chiarezza anche su questo aspetto.

    Sappiamo infatti che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, ma capire le differenze è importante, perché significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

    Partiamo dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Quelle di Ricerca e Sviluppo sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

    Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

    • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
    • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
    • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rientra nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

    Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nel 2023 sono invece applicabili le seguenti aliquote maggiorate, in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

    • Dal 2023 al 2031: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, aggiornato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
    credito d'imposta ricerca sviluppo 2023
    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di Innovazione Tecnologica

    Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

    Costituiscono obiettivi di transizione ecologica: 

    • La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign); 
    • La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali; 
    • L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque);
    • L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori; 
    • L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale; 
    • L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni; 
    • L’introduzione di modelli di business prodotto come servizio ( product-as-a-service ) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali. 

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022-2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

    • Anno 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.
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    Credito dimposta ricerca e sviluppo innovazione design e ideazione estetica le novità

    Attività di design e ideazione estetica

    Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

    Si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti. Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti.

    Come viene riconosciuto il credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica?

    • Anni 2022 e 2023: il credito d’imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
    • Anni 2024 e 2025: il credito d’imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
      d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

     

    Le attività di design e ideazione estetica non possono rientrare nel perimetro del bonus R&S, come disciplinato dalle norme vigenti fino al 2020, in quanto prive di quelle caratteristiche di novità e rischio di insuccesso scientifico e tecnologico richiesto per l’accesso agli incentivi. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, dopo aver consultato il Ministero dello Sviluppo economico.

    Devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

    L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022 ha chiarito che non costituiscono attività ammissibili al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo le attività relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti i gusti e le abitudini dei consumatori, nonché le attività riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti (sotto il profilo estetico), necessarie per il corretto posizionamento di una nuova collezione, al fine anche di individuarne il mercato di inserimento. In generale, devono considerarsi escluse le attività finalizzate alla modifica in senso ampio dell’estetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda, ma non finalizzate alla risoluzione di un’incertezza di carattere tecnico o scientifico.

     

    Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

    Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
    Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

    E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Le spese ammissibili sono:

    • Lespese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni;
    • Le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
    • Le spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
    • Le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
    • Le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sono ammissibili nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale;
    • Le spese permateriali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’impostasvolte internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese di personale, ovvero, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei contratti.

    Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

    Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

    E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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