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Tag: Agevolazioni imprese

  • Donne Innovazione e Impresa: contributi per le PMI femminili del Lazio

    Donne innovazione e impresa: cos’è?

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando  “Donne, Innovazione e impresa”.

    Sono considerate ammissibili le imprese femminili che abbiano (al più tardi al momento della richiesta di erogazione a saldo) una sede operativa nel Lazio in cui si svolge l’attività imprenditoriale oggetto del Progetto di Innovazione Azienzale, e nello specifico: 

    • la lavoratrice autonoma
    • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
    • la società cooperativa; 
    • la società cooperativa, la società di persone o lo studio associato in cui il numero di donne socie o associate rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
    • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da imprese femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne (in particolare, tale requisito aziendale dev’essere posseduto dall’impresa al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per almeno tre anni dall’erogazione del contributo).

    A ciascuna PMI femminile può essere finanziato un unico progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Ciascuna impresa femminile può presentare un solo progetto agevolabile riguardante la produzione di un bene o servizio nuovo o migliorato, che si differenzi in modo significativo rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, ad esempio sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità. 

    Sono ammissibili le spese necessarie per la realizzazione del Progetto e in particolare:

    • a. spese per investimenti materiali;
    • b. spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
    • c. spese per know how, servizi e consulenze nella misura massima del 20% delle precedenti voci a) e b);
    • d. spese per i costi del personale, generali e amministrativi, riconosciute nella misura forfettaria del 20% delle precedenti spese da rendicontare a), b) e c).

     

    Le spese da rendicontare di cui alle voci a), b) e c) non devono risultare inferiori a 50.000 euro e quindi il costo totale del progetto, comprensivo dei costi riconosciuti a forfait, non può risultare inferiore a 60.000 euro.

    I progetti devono essere conclusi e rendicontati entro 9 mesi dalla loro approvazione. 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%

    L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione.

    Come presentare la domanda?

    L’avvio ad istruttoria dei progetti avviene mediante una graduatoria determinata sulla base dei criteri oggettivi di seguito riportati e inizialmente formata sulla base dei punteggi calcolati dalle medesime PMI femminili partecipanti. 

    Le imprese interessate possono presentare domanda online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova, dalle 12 del 23 aprile e fino alle 17 del 12 giugno 2024.

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  • Che cos’è la finanza agevolata: i 5 concetti chiave che devi conoscere per utilizzarla

    La finanza agevolata for dummies

    Se stai leggendo questo post, sarai sicuramente alla ricerca di informazioni sulla finanza agevolata e su come bandi, agevolazioni e contributi pubblici, possano essere di supporto alla tua attività.

    Cos’è la finanza agevolata?

    Del termine finanza agevolata non esiste una definizione univoca: ti basterà pensare che per ora non esiste nemmeno una pagina dedicata su Wikipedia. Sul web, infatti, si possono trovare una serie di definizioni, ma nessuna di queste è considerabile ufficiale. Allora cos’è la finanza agevolata?

    Tuttavia, possiamo riferirci alla finanza agevolata come a tutti quegli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che hanno come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale.

    La finanza agevolata, ha come obiettivo, dunque, quello di favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

    Per perseguire questo ambizioso obiettivo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.

    Le fonti della finanza agevolata sono, infatti, differenti: si va dalla legislazione comunitaria, che mette a disposizione delle imprese, dei professionisti e degli aspiranti imprenditori, risorse attraverso i fondi diretti e indiretti, fino alla legislazione nazionale.

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    Che cos’è la finanza agevolata e perché devi conoscerla per far crescere la tua attività

    PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

    Il PNRR è sicuramente l’intervento di finanza agevolata più importante messo in atto negli ultimi anni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il programma di riforme ed investimenti presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU (220 miliardi di euro).

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e Pubblica Amministrazione attraverso importanti agevolazioni. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di dare un’occhiata agli articoli del nostro blog dedicati al PNRR.

    I 5 concetti chiave

    Ora che sai cos’è la finanza agevolata, passiamo ad analizzare alcuni concetti e definizioni fondamentali che devi conoscere, e che torneranno utili quando vorrai partecipare ad un bando o ad un’agevolazione pubblica.

    1. Tipologia di contributo

    Quando si parla di contributi e agevolazioni alle imprese, quasi sempre si pensa soltanto ai contributi a fondo perduto. In realtà la finanza agevolata mette a disposizione delle imprese strumenti molti diversi, adatti a bisogni differenti. Vediamoli insieme!

    1. contributi a fondo perduto
    2. finanziamenti agevolati
    3.  del credito
    4. sgravi fiscali e contributivi
    5. strumenti di intervento nel 

    2. Tipo di beneficiario

    La maggior parte dei contributi pubblici comunitari, regionali e nazionali, è destinata alle Micro, Piccole e Medie imprese, le c.d. MPMI (di cui fanno parte anche i ), ma esistono numerose agevolazioni per startup innovative, aspiranti imprenditori, imprenditoria femminile e giovanile (sotto i 35 anni), che spesso beneficiano di fondi specifici.

    Quando ti trovi alle prese con un avviso pubblico ricorda sempre di leggere bene quali sono i beneficiari dell’agevolazione che ti interessa, per comprendere bene se rientri, o meno, tra i soggetti che possono effettivamente accedere al bando.

    Per sapere se puoi partecipare, dovrai anche verificare se hai i requisiti giusti per farlo. Ad esempio dovrai appartenere alla classe Ateco prevista dal bando, o dovrai essere in regola con una serie di normative, tra cui il De Minimis, o quelle relative alla sicurezza dei lavoratori.

    Nella maggior parte dei casi, ad eccezione dei bandi per aspiranti imprenditori, la tua impresa dovrà essere attiva ed iscritta al Registro delle imprese.

    3. Codice Ateco

    La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben specifico e indicato all’interno dell’Avviso pubblico.

    Per Codice Ateco si intendo il Codice di Attività Economica, ovvero quel codice numerico di 6 cifre che classifica in maniera univoca la tua impresa. Se hai dubbi circa il tuo codice Ateco, puoi verificarlo sulla tua visura camerale o chiederlo al tuo commercialista.

    Puoi trovare un elenco completo di tutti i codici Ateco sul sito dell’Istat.

    Dovrai essere ammissibile quindi in base ai requisiti richiesti dal bando (es. PMI, Startup o ATI, ecc…)

    4. Spese ammissibili

    Quando si parla di “spese ammissibili” si fa riferimento alle spese (ovvero ai costi ed agli investimenti) che possono essere agevolate da un bando o da un contributo pubblico.

    Non tutte le spese possono, infatti, essere oggetto di agevolazione: alcuni bandi ti aiuteranno ad acquistare macchinari o strumentazione per la tua attività, altri ti consentiranno di spesare le consulenze, alcuni (pochi) le spese di marketing, ed altri ancora le ristrutturazioni edilizie.

    Ricorda sempre che le spese ammissibili saranno sempre considerate al netto dell’IVA, e di verificare le percentuali di copertura delle spese che, non sempre, sono pari al 100%.

    5. Regime De Minimis

    Se hai letto un avviso pubblico ti sarai sicuramente imbattuto nella dicitura “Regime De Minimis“: con questa locuzione, si fa riferimento ad aiuti di piccola entità che possono essere erogati alle imprese, senza obbligo di notifica all’UE da parte dei Paesi membri.

    Si presuppone infatti, proprio per la limitatezza degli importi, che la concessione di tali aiuti non incida sulla concorrenza tra imprese all’interno dell’Unione.

    Perché è importante? Esistono diverse tipologie di Regolamenti a cui i bandi fanno riferimento, ognuno dei quali prevede delle soglie (o massimali) di aiuti concedibili alle imprese. Questo significa che se hai già ricevuto delle agevolazioni in passato, per poter ricevere una nuova agevolazione dovrai rientrare nei massimali previsti dal Regolamento a cui il bando si riferisce.

    Se vuoi saperne di più, e capire come funziona il massimale previsto da questo regolamento (e quanti regolamenti ci sono), ti consiglio vivamente di leggere il nostro approfondimento sugli aiuti in De Minimis.

    Bene, abbiamo visto insieme che cos’è la finanza agevolata e quali sono i concetti chiave da conoscere se ti stai approcciando per la prima volta a questo mondo… adesso non devi fare altro che trovare l’agevolazione giusta per la tua attività!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando Brevetti Lombardia 2023

    Bando brevetti Lombardia: Di cosa si tratta?

    Il bando Brevetti Lombardia nasce con l’obiettivo di sostenere le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti operanti sul territorio regionale nell’ottenimento di nuovi brevetti europei e internazionali, o anche nell’estensione di brevetti già depositati a livello europeo o internazionale.

    La dotazione finanziaria è pari a 2,5 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 di Regione Lombardia.

    I brevetti devono riguardare invenzioni industriali che siano inerenti ad almeno una delle 92 priorità della Strategia di Specializzazione intelligente per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia (S3 2021-2027).

    Puoi consultare qui l’elenco completo, ma intanto sappi che queste priorità si riferiscono, in modo trasversale o specifico, a 8 grandi ecosistemi dell’innovazione, ovvero:


    1. nutrizione; 
    2. salute e life science; 
    3. cultura e conoscenza; 
    4. connettività e informazione; 
    5. smart mobility e architecture; 
    6. sostenibilità; 
    7. sviluppo sociale; 
    8. manifattura avanzata

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione di Bando Brevetti Lombardia consiste in un contributo a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia del brevetto e ai costi ammissibili. In particolare, i costi ammissibili vengono stabiliti su base forfettaria e il contributo è pari all’80% dei costi ammissibili (90% nel caso in cui, prima della rendicontazione, ci si impegni ad acquisire una nuova certificazione ambientale e/o energetica e/o di processo o prodotto):

    Per i brevetti europei il costo ammissibile è pari ad € 7.100, con un contributo che sarà quindi calcolato in € 5.680 (oppure € 6.390 in caso di certificazioni)

    Per i brevetti internazionali la spesa ammissibile è pari ad € 9.000 e pertanto il contributo è fissato in € 7.200 (€ 8.100 in caso di certificazioni)

    Chi può presentare domanda?

    Possono richiedere il contributo sia le micro, piccole e medie imprese che i liberi professionisti in forma singola o associata, purché siano attivi in Lombardia o si impegnino a costituire una sede legale o operativa (o domicilio professionale) nel territorio regionale.

    Chiaramente, è alla sede lombarda che devono riferirsi le attività relative all’intervento brevettuale.

    Rimangono però esclusi coloro che risultano attivi nei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco o, ancora, nei settori esclusi dal regolamento de minimis 1407/2013 e s.m.i.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti che è possibile finanziare possono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo brevetto europeo
    • estensione brevetto europeo
    • nuovo brevetto internazionale
    • estensione brevetto internazionale

     

    Nel caso di brevettazione europea sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso EPO (European Patent Office) a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) a partire dal 25 settembre 2022.

     

    Nel caso di brevettazione internazionale invece, sono ammissibili:

    • la presentazione di domanda di brevetto presso il Receiving Office di WIPO, EPO o UIBM a partire dal 25 settembre 2023;
    • la presentazione di domanda di estensione presso WIPO a partire dal 25 settembre 2023 di una domanda di brevetto presentata presso UIBM a partire dal 25 settembre 2022.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Le domande di ammissione possono essere presentate a partire dal 25 gennaio 2024 alle ore 10.30 e fino a quando non verrà esaurita la dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro o, comunque, entro il 26 luglio 2024 alle ore 12.00.

    Le domande verranno processate in base all’ordine cronologico di invio e sono previste sia un’istruttoria formale che un’istruttoria di merito. Quest’ultima prenderà in considerazione la coerenza dell’intervento brevettuale rispetto alle priorità della S3, per poi valutare anche la qualità progettuale dell’operazione e il suo grado di innovazione. Sono inoltre previsti punteggi premiali per chi è in possesso di certificazione di sostenibilità ambientale, per le imprese femminili/giovanili e per gli interventi brevettuali con tematica afferente al Green Deal europeo.

    E’ proprio arrivato il momento di difendere la proprietà intellettuale delle tue innovazioni!

    Ti consigliamo di agire per tempo, perché le risorse potrebbero andare esaurite in poco tempo…

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  • Green New Deal italiano: incentivi per la transizione ecologica

    Green New Deal significato

    Il Green New Deal o “Green and Innovation Deal” è un programma di interventi le cui finalità sono: l’aumento della sostenibilità ambientale, l’efficientamento energetico e l’innovazione tecnologica il tutto ispirato ai principi di resilienza economica.  Il programma in questione è organizzato in coerenza e nel rispetto del Green Deal europeo (comunicazione della Commissione europea COM(2019) 640 fino al dell’11 dicembre 2019).

    La misura è volta al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

    Gli obiettivi del Fondo per la Crescita Sostenibile

    Il FCS è destinato in particolare al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell’apparato produttivo, con particolare riguardo a:

    • Promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
    • Rafforzamento della struttura produttiva, riutilizzo di impianti produttivi e rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
    • Promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

    E il Green new deal italiano?

    Con un plafond di 750 milioni di euro così distribuito su:

    • Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale,
    • Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti

     

    verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti, non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.

    Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

    • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale;
    • 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello e 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

     

    Le agevolazioni del Green New Deal sono concesse sono nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, a cui deve essere associato un finanziamento bancario.

    L’intervento, realizzato nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), è disciplinato dal decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

    Con il recente decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono state definite le modalità attuative, e i relativi Allegati per il Green New Deal.

    A chi si rivolge il Green New Deal?

    Il Green New Deal individua come ammissibili i progetti presentati singolarmente o in forma congiunta dai seguenti beneficiari:

    1. Imprese, di qualsiasi dimensione, che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3) (e quindi attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi e attività di trasporto per terra, per acqua o per aria), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;
    2. Imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 Codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
    4. Centri di ricerca, vale a dire imprese con personalità giuridica autonoma che svolgono attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale.

     

    I beneficiari del Green New Deal possono presentare programmi come descritto in precedenza congiuntamente tra loro, indicando prima il soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00).

    Quali progetti si possono finanziare?

    L’intervento sostiene progetti di transizione ecologica in particolar modo:

    • Decarbonizzazione dell’economia
    • Economia circolare
    • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
    • Rigenerazione urbana
    • Turismo sostenibile
    • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

     

    Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

    Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

    progetti ammissibili del Green New Deal inoltre devono:

    • Essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
    • Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
    • Avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
    • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

     

    Consulta la pagina dedicata al Green New Deal sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (mise.gov.it)

    Quali sono le spese ammissibili dei programmi del Green New Deal?

    Nel caso delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, il Green New Deal prevede come ammissibili le spese e i costi delle imprese beneficiarie relativi a:

    • Il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    • Gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
    • Servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    • Le spese generali relative al progetto;
    • I materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Nel caso delle attività di industrializzazione, il Green New Deal prevede come ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi:

    • All’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali;
    • All’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni;
    • All’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad
      attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità.

    Le agevolazioni del Green New Deal

    Nel rispetto della normativa recante i limiti e le spese ammissibili possono essere concesse agevolazioni nella forma:

    1. Finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, per una percentuale nominale
      delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 70%;
    2. Contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:
    • Pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
    • Pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Il finanziamento agevolato ed il contributo possono essere concessi a ciascuna impresa beneficiaria esclusivamente in concorso tra loro. La concessione del contributo è subordinata alla deliberazione del finanziamento agevolato nel rispetto delle condizioni di accesso al FRI.

    Presentazione della domanda

    Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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  • Bando ISI INAIL 2023: agevolazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro

    Il 20 dicembre 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso pubblico del bando Isi Inail 2023

    Oltre 508 milioni di euro alle imprese per progetti sul miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

    Bando Isi Inail 2023: cos’è

    Isi Inail è l’incentivo che sostiene le imprese nella realizzazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, supportando inoltre le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli nell’acquisto di nuove attrezzature di lavoro e macchinari innovativi per abbattere le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità aziendale e ridurre il livello di rumorosità o il rischio di infortuni..

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando Isi Inail 2023.

    Possono richiedere le agevolazioni tutte le imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura.

    Non solo: anche gli enti del terzo settore possono beneficiare delle agevolazioni, seppur limitatamente a una sola tipologia di Intervento (Asse 1.1, intervento d).

    Sono escluse le imprese beneficiarie dell’incentivo 2020, 2021 e 2022 e, per le imprese agricole, anche 2019/2020.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Lo scopo del bando è quello di incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per fare questo i progetti finanziabili possono essere di varia natura, e sono ricompresi in 5 Assi di finanziamento:

    • Asse 1 (Isi generalista): Progetti volti alla riduzione dei rischi tecnopatici (Asse 1.1) e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2);
    • Asse 2 (Isi tematica): Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
    • Asse 3 (Isi amianto): Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
    • Asse 4 (Isi micro e piccole imprese): Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività;
    • Asse 5 (Isi agricoltura): Progetti per imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (Asse 5.1) e per i giovani agricoltori (Asse 5.2).

     

    Gli investimenti devono essere avviati dopo la chiusura dello sportello telematico per l’invio delle domande.

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    La dotazione finanziaria totale del bando Isi Inail 2023 è pari a oltre 508,4 milioni di euro (l’importo più alto stanziato nelle 14 edizioni dell’iniziativa) ed è suddivisa tra i diversi Assi e tra le diverse regioni/province autonome:

    1. Asse 1 (“Isi generalista”): prevede risorse per oltre 98 milioni, suddivisi in:
      – 93,4 milioni per progetti di prevenzione del rischio chimico e dei rischi legati al rumore (Asse 1.1),
      – 5 milioni per progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2).
    2. Asse 2 (“Isi tematica”): dispone di 140 milioni, destinati a progetti di prevenzione dei rischi infortunistici. 
    3. Asse 3 (“Isi amianto”), che dispone di 100 milioni per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (MCA).
    4. Asse 4 (“Isi micro e piccole imprese”): prevede 80 milioni per progetti realizzati da micro e piccole imprese che operano in diversi settori dell’industria manifatturiera.
    5. Asse 5 (“Isi agricoltura”) mette a disposizione 90 milioni di euro (70 milioni per tutte le imprese agricole, Asse 5.1, e 20 milioni per per i giovani agricoltori under 40, Asse 5.2). 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Il bando Isi Inail 2023 prevede un contributo in conto capitale fino al 65% dell’investimento (80% nel caso di giovani agricoltori) e fino a un massimo di 130.000 euro, che viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

    Il finanziamento in conto capitale è calcolato sulle spese ammissibili al netto dell’iva e l’ammontare del contributo.

    Con la sola esclusione delle imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, i progetti dovranno comportare un contributo minimo di 5.000 euro.

    Come presentare la domanda?

    La procedura informatica per presentare la domanda di finanziamento si svolge in più fasi. 

    Per iniziare, è necessario procedere alla compilazione della domanda in piattaforma. 

    I soggetti risultati ammissibili potranno quindi accedere alla procedura per scaricare il codice che li identificherà in modo univoco e che dovrà essere utilizzato per l’inoltro vero e proprio della domanda, nel corso di un click-day.

    Le date di apertura dello sportello per la presentazione della domanda verranno definite entro il 21 febbraio 2024.

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  • Microcredito Lazio alle Imprese: tutte le novità

    Microcredito Lazio alle imprese: 70 milioni di euro alle MPMI

    Microcredito Lazio alle imprese: tutte le novità!

    Buone notizie per il tessuto imprenditoriale del Lazio, grazie all’arrivo di nuovi bandi dedicati al credito aziendale

    La Regione Lazio ha infatti disposto pacchetto di quattro misure mirate a stimolare la crescita e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio. Questi strumenti, del valore complessivo di circa 135 milioni di euro e finanziati attraverso il Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, mirano a fornire supporto finanziario a imprese in varie fasi del loro ciclo di vita, dall’avvio al consolidamento sul mercato.Analizziamoli insieme.

    Parliamo di 3 misure, conosciute con i nomi:

    • Fondo Patrimonializzazione PMI;
    • Nuovo Fondo Futuro;
    • Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio
    • Nuovo Fondo Piccolo Credito

    Fondo Patrimonializzazione PMI

    Il Fondo Patrimonializzazione PMI dispone di un budget di 20 milioni di euro (di cui 10 milioni come aumento di capitale) e si rivolge alle Piccole e Medie Imprese costituite come società di capitali.

    Come funziona l’agevolazione?

    Il Fondo intende incentivare interventi di patrimonializzazione da parte di soci esistenti o di nuovi soci, offrendo finanziamenti a tasso zero della durata di 7 anni, da 50 a 500 mila euro (e comunque di importo pari all’aumento di capitale), coprendo fino al 50% del progetto mentre la restante parte deve essere coperta dall’aumento di capitale. 

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Le domande dovranno essere presentate esclusivamente on-line sul portale http://www.farelazio.it alla pagina dedicata al “Fondo Patrimonializzazione PMI”, le domande possono essere presentate dal 5 dicembre 2023 fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Due persone esplorano un tunnel illuminato da luci vibranti nel Lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Futuro

    Il Nuovo Fondo Futuro (NFF) ha l’obiettivo di sostenere le microimprese in fase di avviamento per contrastare l’economia sommersa e sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici.

    Con una dotazione di 10 milioni di euro, mira a sostenere imprese nuove o in fase di avviamento (con meno di 36 mesi), che hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali canali di credito. L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero della durata di 6 anni e di importo da 5 a 25 mila euro, con la possibilità, per le imprese in regola con il piano di ammortamento, di non dover restituire le ultime 12 rate mensili. 

    Le domande saranno accettate dal 12 dicembre 2023 al 23 gennaio 2024.

    Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio

    Un’altra iniziativa, il Fondo di Garanzia Minibond Basket Bond Lazio, prevede risorse a garanzia pari a 15 milioni di euro e risorse finanziarie attivate per 60 milioni. Questo strumento mira a favorire l’emissione di prestiti obbligazionari e/o titoli di debito (“Minibond”) raggruppati in Portafoglio (“Basket”), garantendo una copertura delle prime perdite. Il Portafoglio dovrà essere costituito entro il 3 settembre 2025.

    In questo modo la Regione Lazio vuole favorire forme di finanziamento che possano essere alternative o complementari al credito bancario.

    Alla garanzia potrà inoltre essere affiancato un contributo a fondo perduto (per il quale sono stanziati ulteriori 2 milioni di euro) per la copertura dei costi di emissione. Il contributo permette quindi di ridurre l’incidenza dei costi fissi legati all’emissione di obbligazioni, rendendo più accessibile l’emissione di Minibond anche per imprese di minori dimensioni. 

    Le manifestazioni di interesse per la Garanzia si possono presentare dal 14 dicembre 2023 fino al completamento del Portafoglio, mentre le domande di Contributo per i costi di emissione dei minibond  potranno essere presentate a partire dal 23 gennaio 2024.

    Un gruppo di alti edifici si riflettono nel vetro della regione lazio.
    Tutte le novità sul microcredito lazio alle imprese

    Nuovo Fondo Piccolo Credito

    L’ultimo strumento, con un budget di 45 milioni di euro, si rivolge a imprese con una storia finanziaria consolidata (per accedere è necessario avere almeno 2 bilanci chiusi e depositati e un buon merito di credito), ma con fabbisogni finanziari contenuti che non generano sufficiente marginalità per il sistema bancario.

    Il fondo offre finanziamenti a tasso zero della durata di 5 anni, da 10 a 50 mila euro. La procedura per la presentazione delle domande sarà a sportello, con una prima finestra entro gennaio 2024 e una seconda entro marzo 2024, ma non sono attualmente disponibili (21 dicembre 2023) le date precise di apertura.

    Ti ricordiamo inoltre che, in relazione a questo fondo, dal 20 dicembre 2022 è attiva anche una sezione speciale, “Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Energia”, dedicata a Progetti volti all’aumento dell’efficienza energetica, alla riduzione dei consumi e all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.  

    Questi strumenti, gestiti da Lazio Innova in collaborazione con operatori selezionati tramite procedure di evidenza pubblica, si pongono come un solido sostegno per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese, offrendo soluzioni flessibili e accessibili per soddisfare una varietà di esigenze finanziarie.

     

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  • Fare Impresa in Sicilia: Bando 2023

    Che Cos’è il Bando FAInSicilia?

    Il Bando “FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia” rappresenta un’opportunità straordinaria per giovani e donne che desiderano avviare o sviluppare la propria attività imprenditoriale in Sicilia.

    Con un budget di 26 milioni di euro, il bando offre un contributo a fondo perduto per progetti innovativi. 

    Agevolazioni del Bando per Fare Impresa in Sicilia

    L’agevolazione finanzia con un contributo a fondo perduto fino al 90% progetti imprenditoriali di nuove imprese femminili o giovanili, di importo compreso tra 50.000 euro e 300.000 euro

    Chi Può Beneficiare del Bando Fare Impresa Sicilia?

    L’agevolazione è rivolta a giovani o donne che devono avviare la loro attività o che l’abbiano avviata da meno di 36 mesi. Più in particolare, possono accedere al bando FAInSicilia:

    • giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni e/o donne di qualsiasi età, già residenti in Sicilia o che comunque si impegnino a trasferire la propria residenza sull’isola, intenzionati a costituirsi in forma di impresa individuale o di società (anche cooperativa)
    • Micro e piccole imprese con sede in Sicilia (o che si impegnino ad aprirla), che siano attive da non più di 36 mesi e che siano costituite da persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 45 anni o che siano donne. In caso di società, la compagine sociale deve essere composta in maggioranza da persone fisiche che rispettino questi requisiti e che detengano almeno il 51% del capitale sociale. Le persone giuridiche non possono detenere più di un terzo del capitale sociale.

     

    Sono ammissibili quasi tutti i settori, con l’esclusione della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli, dei trasporti e delle costruzioni, dell’estrazione di minerali e delle attività connesse all’esportazione.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti imprenditoriali che possono essere finanziati devono riguardare almeno una delle seguenti finalità:

    • la fornitura di nuovi prodotti e/o servizi al mercato, ovvero la combinazione di prodotti e/o servizi in grado di differenziare l’impresa sul mercato rispetto ai concorrenti; 
    • l’introduzione di cambiamenti sui processi produttivi e/o di erogazione di servizi o parti di essi in grado di migliorarne l’efficienza e l’efficacia complessiva;
    • l’introduzione di prodotti, servizi e/o processi che generano come effetto l’ampliamento a nuovi target di consumatori o di utenza; 
    • la capacità di soddisfare bisogni culturali, sociali e sociosanitari, in modo più efficace rispetto alle alternative esistenti;
    • la valorizzazione di attività di ricerca e sviluppo.

     

    All’interno di questi ambiti, le spese ammissibili riguardano:

    • Opere edili di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, nel limite massimo del 30% dei costi ammissibili (40% nel caso di alberghi e strutture simili, ristoranti e bar);
    • macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi, purché siano nuovi di fabbrica e funzionali all’attività di impresa
    • software e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, entro il limite del 15% dell’importo totale del programma di spesa;
    • formazione specialistica per il personale coinvolto nell’attuazione del progetto ed oneri professionali ascrivibili a professioni regolamentate (progettazione tecnica, direzione lavori, studi di fattibilità, elaborazione di calcoli statistici…) , entro il limite del 7% del totale dei costi ammissibili

    Presentazione della Domanda e Valutazione

    Le domande di ammissione all’agevolazione possono essere presentate dal 20 febbraio 2023 al 27 febbraio 2023, inviando tramite piattaforma informatica la domanda, il progetto imprenditoriale e i vari allegati richiesti.

    Qualora le risorse disponibili, pari a 26 milioni di euro, non fossero sufficienti a finanziare tutte le domande presentate, le domande passeranno alla fase istruttoria sulla base della posizione assunta in un elenco che terrà conto della percentuale di cofinanziamento privato, data dal rapporto tra il cofinanziamento privato e il costo totale lordo del programma di investimento.

     

    La fase istruttoria vera e propria terrà invece in considerazione i seguenti criteri:

     

    1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal soggetto proponente o dai relativi soci rispetto alla specifica attività prevista dal progetto imprenditoriale (max. 12 punti);
    2. capacità di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo (max. 4 punti); 
    3. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing (max. 4 punti); 
    4. fattibilità e sostenibilità tecnica e qualità economico-finanziaria dell’iniziativa in termini di economicità della proposta, adeguatezza e sostenibilità del business plan e prospettive di crescita dell’impresa (max. 10 punti); 
    5. contributo allo sviluppo sostenibile (nuove attività di impresa delle filiere della green e della blue economy) (max. 2 punti); 
    6. contributo alla transizione digitale (max. 2 punti).

     

    Sono inoltre previste premialità aggiuntive di 5 punti ciascuna per i progetti presentati da startup innovative (anche costituende) e per progetti legati a un’attività economica che sia coerente con almeno una delle Traiettorie previste dagli Ambiti di Specializzazione intelligente della S3 Sicilia 2021-2023.

    È comunque necessario raggiungere un punteggio almeno pari a 20.

    Giovani e donne siciliani, siete pronti a far decollare la vostra attività?

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  • Bando Regione Veneto efficienza energetica

    Bando Regione Veneto efficienza energetica: di cosa si tratta?

    Le piccole e medie imprese (PMI) sono il motore dell’economia italiana e svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del Paese. Tuttavia, spesso queste imprese si trovano ad affrontare sfide e difficoltà nell’adeguarsi alle esigenze del mercato e alle normative vigenti.

    Per fortuna, esistono agevolazioni pubbliche che possono aiutare le PMI a superare queste sfide, in particolare nell’ambito dell’efficienza energetica. 

    In questo caso parliamo di un’agevolazione rivolta alle micro, piccole e medie imprese del Veneto, che grazie a questo bando per l’efficientamento energetico potranno ricevere un sostegno pubblico per l’adozione di soluzioni energetiche sostenibili e innovative

    L’obiettivo del bando è infatti quello di favorire la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nocive, promuovendo una maggiore competitività e sostenibilità per le imprese beneficiarie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione si compone di un finanziamento agevolato, erogato da Veneto Sviluppo, eventualmente abbinato a un contributo a fondo perduto con risorse stanziate dalle varie Camere di Commercio del Veneto.

    L’agevolazione concessa da Veneto Sviluppo Spa consiste in un finanziamento agevolato sull’85% dell’investimento, con quota di intervento del fondo al 50%: questo significa che per un progetto che prevede spese ammissibili per 100.000 euro, il finanziamento agevolato sarà pari al 50% di 85.000 euro, cioè 42.500 euro.

    Il contributo a fondo perduto aggiuntivo riguarda invece il 15% delle spese effettivamente ammesse.

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    Chi può presentare domanda?

    L’agevolazione può essere richieste dalla micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori, purché abbiano una sede in Veneto e siano regolarmente iscritte alla Camera di Commercio

    In caso di imprese artigiane, la partecipazione è ammissibile indipendentemente dal settore di appartenenza.

    Per le altre MPMI, i settori ammissibili sono quelli identificati dai seguenti codici Ateco:

    A01.61, C, D, E, F, H, J, M72, E38, G, H52.29, H53.20, I56, J59, J60.10, J60.20, J62, K66, L68, M69, M70, M71, M73, M74.20, M74.30, N77, N78, N79, N80, N81, N82, P85, R90.02, R92, R93, S95, S96. 

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Il bando riguarda gli investimenti per l’efficienza energetica di importo compreso tra 20.000 euro e 500.000 euro e copre una vasta gamma di spese e investimenti ammissibili, che possono includere l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e impianti ad alta efficienza energetica, nonché l’adozione di soluzioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono inoltre finanziabili le spese di progettazione, consulenza tecnica e studi di fattibilità.

    Cerchiamo di entrare nel dettaglio. Ecco cosa potrai finanziare con l’agevolazione per l’efficienza energetica:

    impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili da utilizzare nel sito produttivo;  

    acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;  

    acquisto e installazione di macchinari e attrezzature a basso consumo energetico, in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi che non richiedono l’utilizzo di fluidi refrigeranti in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;  

    acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping); 

    relazioni tecniche specialistiche di intervento di efficientamento energetico relative agli investimenti sopra elencati, firmate e timbrate da tecnici abilitati all’esercizio della professione. 

    Ricorda però che le spese devono essere sostenute solo dopo aver presentato la domanda di agevolazione!

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Il bando è aperto a partire dal 30 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    È consigliabile quindi iniziare a preparare la richiesta agevolativa il prima possibile per non perdere questa opportunità, ricordando che i soggetti accreditati alla presentazione delle domande sono Banche convenzionate e Intermediari finanziari convenzionati e abilitati, il cui elenco è disponibile sul sito web di Veneto Sviluppo SpA. 

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  • Piemonte: Fondo Unico per il Commercio

    Piemonte Fondo Unico per il Commercio, di cosa si tratta?

    Il fondo Unico per il Commercio è una misura volta a fornire sostegno alle imprese commerciali che intendono sostenere investimenti per il proprio sviluppo e consolidamento e per l’ammodernamento e l’innovazione dei propri processi produttivi. 

    Grazie a questa agevolazione, le micro, piccole e medie imprese potranno ricevere un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto che le aiuteranno a finanziare i propri progetti di sviluppo.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevede la possibilità di accedere a un finanziamento costituito in parte (fino al 70%) da risorse regionali a tasso zero e in parte da risorse degli intermediari finanziari a tassi di mercato convenzionati. 

    È possibile finanziare fino al 100% delle spese ritenute ammissibili, ma è importante tenere presente che il finanziamento complessivo dovrà rispettare i seguenti importi minimi:

    • Per le micro e piccole imprese, € 25.000 
    • Per le medie imprese, € 250.000 

    La quota massima di intervento regionale è invece fissata in:

    • € 500.000 per le micro imprese; 
    • € 1.000.000 per le piccole imprese; 
    • € 1.500.000 per le medie imprese.

    La durata del finanziamento è di almeno 36 mesi, mentre il massimo varia in base all’importo richiesto, fino a raggiungere gli 84 mesi per finanziamenti di importo complessivo superiore al milione di euro. In ogni caso, è previsto un eventuale periodo di preammortamento di 6 mesi.

    Ma non finisce qui! Come già accennato, l’agevolazione prevede  anche un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulla parte di finanziamento con risorse regionali:

    • 10% per le micro imprese
    • 8% per le piccole imprese
    • 4% per le medie imprese

    Chi può presentare domanda?

    Come già accennato, attualmente possono essere ammesse all’agevolazione solo le MPMI con almeno un’unità locale operativa in Piemonte e che appartengono a specifici settori di attività, individuati dai seguenti codici Ateco:

    • Sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e di motocicli, Divisioni da 45 a 47, ad eccezione delle imprese aventi codice ATECO prevalente 45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli;
    • Sezione I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, Divisioni da 55 a 56; 

     

    Sezione R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, ma solamente le imprese con codice ATECO prevalente 93.29.1 e 93.29.10 (Discoteche, sale da ballo night-club e simili).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Possono essere finanziati progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte.

     

    Sono ammesse le spese sostenute dopo l’invio della domanda di ammissione, ma per chi si è costituito da meno di 6 mesi è possibile presentare anche le spese sostenute entro i 6 mesi che precedono l’invio della domanda, purché esse non rappresentino più del 30% dei costi ammissibili.    

     

    I costi che è possibile agevolare sono molto vari e rendono pertanto il Fondo Unico Commercio un’agevolazione davvero interessante. Vediamoli nel dettaglio:

    1. a)    Spese principali: 
    • macchinari e impianti di servizio ai macchinari , attrezzature; a.2)  hardware e software;
    • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni, strumentali al progetto di investimento; 
    • automezzi per trasporto di cose  alimentati a combustibili tradizionali  o a combustibili alternativi ; 
    • opere edili
    • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore; 
    • sistemi e certificazioni aziendali  che riguardino la qualità della lavorazione, il rispetto per l’ambiente e la sicurezza e la salute dei lavoratori; 
    • certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da Organismi di certificazione adeguatamente accreditati.

    1. b)    Spese con limitazione: 
    • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa, per un importo non superiore al totale delle “spese principali”); 
    • avviamento d’azienda per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
    • scorte  (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
    • spese per servizi, entro il 25% del totale delle “spese principali” (consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare; costi di pubblicità e marketing, compresa la realizzazione e/o il potenziamento della propria presenza su internet attraverso siti e/o e-commerce, spese per partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili per l’attività di impresa,  locazione operativa (noleggio) di beni e servizi; 
    • spese generali, fino al 5% del totale delle “spese principali”  (ad esempio utenze; cancelleria; spese per manutenzioni ordinarie; commissioni di garanzia, per un limite massimo di 1.500 euro).

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Lo sportello per la presentazione delle domande è stato riattivato il 25 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino a quando Finpiemonte, la finanziaria regionale responsabile dell’attuazione della Misura, non darà comunicazione di sospensione/termine.

    Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di invio e, una volta valutate la ricevibilità e l’ammissibilità della domanda ci sarà anche una verifica tecnica e di merito attraverso la quale si valuteranno l’idoneità tecnica ed economico-patrimoniale dell’impresa, la congruità e la pertinenza dei costi del progetto e la qualità tecnica del progetto.


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  • INNOAID Puglia: sostegno alle PMI per l’acquisto di servizi

    Innoaid Puglia: di cosa si tratta?

    Innoaid Puglia è la misura che permette alle micro, piccole e medie imprese della regione di ottenere un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 50% per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale e, da giugno 2023, anche per l’acquisto di servizi servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione.

    Grazie a Innoaid Puglia, la Regione intende quindi sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi e soluzioni, ma anche l’efficientamento energetico delle imprese, soprattutto nel caso in cui si tratti di attività il cui svolgimento comporta un elevato consumo energetico.

    In questo modo per le imprese sarà più facile accedere a conoscenze e tecnologie che possano aiutarle a sviluppare nuovi prodotti/servizi, o anche ad ad acquisire idee, brevetti e conoscenze e nuove competenze che possano rispondere alle necessità di innovazione.

    E’ importante sapere però che i progetti di innovazione che verranno finanziati devono essere legati alle tre Aree di Innovazione che sono state individuate come prioritarie per il territorio, ovvero:

      1. Manifattura sostenibile, con riferimento a
        1. Fabbrica intelligente (settori applicativi: meccanica, manifatturiero, trasporti)
        2. Aerospazio-Aeronautica
        3. Meccatronica
    • Salute dell’uomo e dell’ambiente, con riferimento a
      1. Benessere della persona (settori applicativi: terapie innovative e farmaceutica, diagnostica, bioinformatica)
      2. Green Blue economy (settori applicativi: tecnologie per le energie, ambiente e territorio)
      3. Agroalimentare – Agroindustria
    1. Comunità digitali, creative e inclusive, con riferimento a
      1. Industria culturale e creativa (settori applicativi: social innovation – design – innovazione non R&D
      2. Beni culturali (settori applicativi: beni culturali).

    Innoaid Puglia: in cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione  prevede un contributo a fondo perduto pari al 45% delle spese,e può aumentare fino a raggiungere un massimo del 50% nel caso in cui l’impresa possieda:

    • Certificazione etica SA8000 (aumento di 1 punto percentuale)
    • Certificazione ambientale (aumento di 1 punto percentuale)
    • Rating di legalità (aumento di 2 punti percentuali)
    • Principio di parità e non discriminazione, sulla base di precisi requisiti (aumento di 1 punto percentuale).

    Chi può presentare domanda?

    All’agevolazione possono partecipare le Micro Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale in Puglia. E’ possibile partecipare sia in forma singola che associata, in Consorzio, ATI, Reti di imprese con personalità giuridica (Reti- soggetto) o Reti senza personalità giuridica (Reti-contratto). Nel caso di raggruppamenti, è necessario che partecipino almeno 3 MPMI.

    E’ comunque necessario essere attivi in un settore economico ammissibile: i codici ISTAT ATECO 2007 accettati sono numerosi, ma ti consigliamo di verificare consultando l’Allegato 2 del bando.

    Infine, non sono ammissibili le imprese in contabilità semplificata.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili non devono essere ancora avviati e possono riguardare vari ambiti, in base al tipo o ai tipi di consulenza necessaria. Per ogni tipologia di consulenza sono definiti precisi limiti di investimento ammissibile ma, in ogni caso,il costo massimo per singolo progetto è di 520.000 euro. Cerchiamo di capire meglio!


    • Servizi di consulenza in materia di innovazione:
      • Servizi di supporto all’innovazione guidata dal design; si tratta di servizi utili a concepire nuovi prodotti/servizi legati a bisogni latenti e inespressi dei clienti e che possano occupare nuove nicchie di mercato.
        In questo caso sono ammissibili progetti compresi tra 10.000 euro e 60.000 euro.
      • Servizi di supporto all’innovazione di prodotto/servizio; sono servizi finalizzati alla progettazione tecnica di dettaglio di nuovi prodotti/servizi e/o al miglioramento delle loro caratteristiche funzionali e prestazionali. L’investimento deve essere compreso tra 15.000 euro e 80.000 euro.
      • Studi di fattibilità; sono funzionali allo studio della fattibilità tecnico-economica della realizzazione di progetti di R&D, di ingegnerizzazione, test e prototipazione, di trasferimento tecnologico o di realizzazione di impianti pilota. Sono ammissibili investimenti tra 5.000 e 35.000 euro.


    • Servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
      • Servizi tecnologici di sperimentazione; riguardano le fasi di dimostrazione e ingegnerizzazione di nuovi prodotti e servizi. L’importo degli investimenti ammissibili deve rientrare tra i 15.000 e gli 80.000 euro.
      • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto; sono i servizi inerenti la tutela della proprietà intellettuale relativamente a disegni, modelli, marchi, brevetti e diritti d’autore, e/o quelli per l’avvio dei processi di certificazione/etichettatura di qualità. L’importo dell’investimento può variare da 10.000 euro fino a 50.000 euro.


    • Servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione:
      • Servizi di consulenza per l’adozione di un sistema di gestione dell’energia ISO 50001; riguardano la progettazione del sistema, l’integrazione con altri sistemi di gestione aziendale o ambientale e i vari servizi connessi al percorso di ottenimento della certificazione. L’importo minimo deve essere di 5.000 euro mentre quello massimo è di 40.000 euro
      • Servizi di supporto alla realizzazione di audit e diagnosi energetica; servizi diretti a sostenere la realizzazione di audit energetici, diagnosi, consulenze, monitoraggio e proposte d’intervento per migliorare le modalità di utilizzo dell’energia in azienda. Gli investimenti ammissibili devono in questo caso rientrare tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 35.000 euro per ogni sede operativa.

    Spese finanziate indipendentemente dall’ambito specifico del progetto

    Le spese che vengono finanziate invece, indipendentemente dall’ambito specifico del progetto, riguardano:

    • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato
    • Costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali
    • Costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione

     

    La durata delle varie attività previste dal progetto non può eccedere gli 8 mesi.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Dal 12 giugno 2023 è possibile presentare domanda sul nuovo sportello agevolativo, che presenta una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro. Non è prevista una data di scadenza: fino a quando ci saranno risorse disponibili, sarà possibile presentare la domanda.

    L’erogazione del contributo avverrà attraverso una procedura valutativa a sportello che prenderà in considerazione specifiche caratteristiche della proposta progettuale, come il grado di innovatività del progetto e dei servizi richiesti, la congruenza tecnico-economica della proposta, l’impatto potenziale del progetto sul sistema socio-economico-industriale, la sostenibilità ambientale…

    Beh, sembra proprio arrivato il momento di innovare… Con Innoaid Puglia! 

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