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Tag: Agevolazioni imprese

  • Bonus Regione Lazio 2024 2025: Voucher Internazionalizzazione PMI

    Se sei una piccola o media impresa del Lazio e stai pensando di far conoscere i tuoi prodotti o servizi oltre i confini italiani, questo è il momento giusto per agire. Con il nuovo bonus Regione Lazio 2024 2025, puoi ricevere un contributo a fondo perduto per partecipare a fiere internazionali e avviare o rafforzare il tuo percorso di internazionalizzazione. Ma attenzione: il tempo stringe e le opportunità non aspettano!

    Cos’è il Voucher Internazionalizzazione PMI della Regione Lazio 2025

    Il Bonus Regione Lazio 2024 2025 (Voucher Internazionalizzazione) è un’agevolazione prevista nell’ambito del PR FESR Lazio 2021-2027, che sostiene la partecipazione a fiere internazionali delle PMI regionali e mira a favorirne i processi di internazionalizzazione. L’obiettivo? Semplice e ambizioso: ampliarne l’accesso ai mercati esteri, aiutando le imprese a promuoversi all’estero, rafforzare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali.

    La Spinta Verso i Mercati Esteri: 5 Milioni di Euro con il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il programma prevede una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Lazio per incentivare la partecipazione delle PMI del Lazio a fiere internazionali, in Italia e all’estero. L’avviso sul BUR Lazio rappresenta un’opportunità concreta per ogni beneficiario che vuole investire nel proprio futuro imprenditoriale, rafforzare la propria presenza internazionale. L’agevolazione ha l’obiettivo di spingere le PMI regionali su nuovi mercati esteri e favorirne i processi di internazionalizzazione.

    A Quanto Ammonta il Bonus Concesso

    Il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025,  deve promuovere l’attività imprenditoriale e viene riconosciuto a fondo perduto per un importo pari a 15.240 euro per ciascuna singola fiera internazionale.

    Questo importo è composto da:

    • 12.700 euro come quota fissa per la partecipazione;
    • un 20% aggiuntivo, calcolato automaticamente dalla piattaforma GeCoWEB Plus, per coprire i costi diretti del personale coinvolto.

     

    Ciascuna PMI può presentare un solo progetto, per partecipare a fino a tre fiere internazionali oggetto del contributo, a condizione che queste inizino dopo la data di pubblicazione e si concludano entro il 31 dicembre 2025.

    In totale, il contributo concedibile è pari a 45.720 euro.

    Chi può essere beneficiario: requisiti per farsi ammettere

    Possono essere ammesse al Bonus Regione Lazio 2024 2025 tutte le imprese con almeno una sede o più sedi operative ubicate nel Lazio e in possesso dei seguenti requisiti:

    • Iscrizione al Registro delle Imprese italiano;
    • Regolarità contributiva tramite DURC;
    • Settori non esclusi (sono escluse ad esempio agricoltura primaria, gioco d’azzardo, nucleare, ecc.);
    • Partecipazione in forma singola, con proprio spazio espositivo fisico.

     

    I requisiti devono restare validi fino alla data della concessione del contributo.

    Le sedi operative nel Lazio possono essere attivate anche prima dell’erogazione, ma devono essere sedi operative localizzate nel territorio del Lazio.

    A Quali Fiere si Può Partecipare: Requisiti di Ammissibilità

    Per ottenere il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, le fiere internazionali oggetto del contributo devono rispettare precisi criteri.

    Nello specifico:

    • Se la fiera si svolge in Italia, deve essere inserita nel calendario manifestazioni fieristiche ufficiale pubblicato su Regioni.it;
    • Se la fiera si svolge in uno stato estero ed è censita nel sito TradeFairDates o, oppure non è ivi censita, deve comunque essere dimostrata la sua natura business-to-business e non rivolta ai consumatori finali.

     

    In ogni caso, la fiera internazionale a cui la PMI beneficiaria deve partecipare ad un evento che deve avere luogo dopo la data di pubblicazione del bando e concludersi entro il 31 dicembre 2025.

    Può essere finanziato un unico progetto di partecipazione.

    Presentazione della Domanda di Partecipazione alla Misura

    La presentazione della domanda al Bonus Regione Lazio 2024 2025 avviene esclusivamente online, tramite GeCoWEB Plus, seguendo queste tre fasi:

    1. Calcolo del punteggio (calcolato automaticamente dalla piattaforma);

    2. Compilazione del formulario, disponibile dal 28 novembre 2024 e fino alle ore 17:00 del 15 gennaio 2025;

    3. L’invio della domanda deve avvenire tramite PEC, secondo quanto previsto dall’avviso del Bonus Regione Lazio 2024 2025.

    Ogni beneficiario può presentare una sola domanda per il Bonus Regione Lazio 2024 2025: in caso di invii multipli, verrà considerata valida solo l’ultima.

    Le spese devono tutte iniziare successivamente alla presentazione della domanda.

     

    Documenti richiesti

    Per presentare domanda di partecipazione alle fiere internazionali oggetto del contributo previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, il beneficiario dovrà allegare:

    • Dichiarazione IVA 2023 (modello 2024);
    • Attestazione INPS di ottobre 2024 (campo “Forza Aziendale”);
    • Eventuali certificazioni (ambientali, di parità di genere);
    • Link al sito web aziendale in lingua straniera, se dichiarato.

     

    Come funziona la selezione: criteri di valutazione

    Le domande per il Bonus Regione Lazio 2024 2025 non sono valutate in ordine cronologico dalla data della domanda ma secondo una graduatoria, basata su questi punteggi:

    • Dimensione internazionale (max 40 punti);
    • Numero di addetti (max 25 punti);
    • Articolazione del progetto (max 15 punti);
    • Sito web multilingue, certificazioni, impresa giovanile (fino a 5 punti ciascuno).

     

    La selezione tiene conto della coerenza con l’attività imprenditoriale svolta della PMI.

    A parità di punteggio, prevale chi ottiene un punteggio migliore sui primi tre criteri.

    Come Avviene l’Erogazione del Contributo Richiesto

    Il contributo viene erogato in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione entro due mesi dalla conclusione della fiera dei seguenti documenti:

    • DSAN che attesta la partecipazione e l’assenza di altri contributi;
    • Contratto con l’organizzatore della fiera;
    • Relazione descrittiva sull’attività promozionale svolta;
    • Documentazione fotografica o video con loghi UE, Italia e Regione Lazio.

     

    Lazio Innova ha fino a 80 giorni per validare la rendicontazione ed erogare il contributo.

     

    Revoche, rinunce e obblighi

    La revoca del contributo Bonus Regione Lazio 2024 2025 può avvenire nei casi di:

    • Mancata firma dell’atto di impegno;
    • Requisiti non più validi;
    • Dichiarazioni false;
    • Doppio finanziamento sulla stessa spesa;
    • Trasferimento dell’attività fuori dal Lazio entro 5 anni.

     

    I beneficiari del Bonus Regione Lazio 2024 2025 devono conservare la documentazione e rispettare le normative europee, incluso il principio DNSH.

    Perchè Richiedere il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il contributo è pensato per favorire l’internazionalizzazione delle PMI beneficiarie e ampliarne l’accesso ai mercati esteri. In un contesto competitivo come quello attuale, partecipare a fiere internazionali è un investimento fondamentale.

    Con la guida di Trovabando, potrai accedere al bando con facilità e ricevere supporto operativo in ogni fase. Preparati per novembre 2024 e non lasciarti sfuggire questa occasione.

    Vuoi far crescere la tua impresa all’estero? Questa è la strada giusta. Il tuo viaggio può iniziare oggi.


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  • Ricerca e Innova Lombardia: seconda edizione

    Si tratta di due nuovi sportelli per il bando che finanzia fino a 800.000 euro per investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Continua a leggere per scoprire subito tutti i dettagli.

    Ricerca e Innova Lombardia: di cosa si tratta?

    Il bando “Ricerca & Innova” è l’iniziativa promossa dalla Regione Lombardia per sostenere progetti di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico sul territorio lombardo.

    La finalità di questa misura è quella di promuovere e sostenere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica in diversi settori, come ad esempio l’energia, l’ambiente, la salute e l’agroalimentare.

    Dopo il grande successo della prima edizione del bando, la Regione ha indetto una seconda edizione, per la quale sono disponibili risorse per 27,2 milioni di euro.

    Queste risorse verranno ripartite su due finestre di presentazione delle domande, ognuna delle quali, come vedremo fra poco, dedicata a tematiche specifiche.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione finanzia l’80% delle spese ammissibili (fino a 800.000 euro) attraverso un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto.

    Ma entriamo più nel dettaglio:

    • il finanziamento agevolato coprirà il 70% del progetto e verrà concesso a un tasso dello 0,5%, per una durata compresa tra 3 e 7 anni, senza necessità di presentare garanzie.
    • Il contributo sarà invece pari al 10%, ma potrà salire al 15% se l’impresa si impegna ad acquisire  una certificazione di sistemi di gestione ambientale e/o energetica e/o di processo o di prodotto; il contributo può aumentare fino al 20% nel caso di progetti Green. In caso di maggiorazione del contributo, la percentuale di finanziamento agevolato verrà conseguentemente ridotta).

    Chi può presentare domanda?

    I destinatari del bando “Ricerca & Innova” sono le PMI (Piccole e Medie imprese) che intendono realizzare progetti di ricerca e sviluppo innovativi in Lombardia. Esse devono

    • avere almeno due bilanci approvati (oppure due dichiarazioni fiscali presentate per i soggetti non tenuti al deposito del bilancio) alla data di presentazione della domanda; 
    • avere o costituire una sede operativa in Lombardia
    • presentare un rapporto (media degli ultimi due bilanci approvati) almeno pari al 5% tra la differenza del valore della produzione e del costo della produzione e il valore della produzione (EBITDA margin);
    • presentare un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA non superiore a 4 (media degli ultimi due bilanci approvati);
    • rientrare nella classificazione da 1 a 7 secondo il credit scoring del Fondo di Garanzia.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti devono essere legati alle priorità afferenti alle aree strategiche individuate nella strategia di specializzazione intelligente (S3 2021 – 2027) di Regione Lombardia e ricadere negli 8 Ecosistemi dell’Innovazione individuati, ovvero:

    • nutrizione;
    • salute e life science;
    • sostenibilità;
    • sviluppo sociale
    • smart mobility e architecture;
    • connettività e informazione;
    • cultura e conoscenza;
    • manifattura avanzata

    Ogni progetto deve prevedere spese ammissibili pari ad almeno 80.000 euro. 

    Le spese che è possibile finanziare sono quelle connesse alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ossia:

    • le spese di personale;
    • i costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • i costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del progetto;
    • gli altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto;
    • le spese generali supplementari calcolate come tasso forfettario pari al 15% delle spese di personale.

    Quando posso presentare domanda?

    Questa seconda edizione del bando “Ricerca & Innova”, come già accennato, prevede due diverse finestre di apertura dedicate a differenti Ecosistemi:

    • la Prima finestra attuativa è aperta dal 26 ottobre al 16 novembre 2023 (salvo esaurimento anticipato delle risorse) ed è relativa ai quattro ecosistemi “Salute e Life Science”, “Nutrizione”, “Sostenibilità” e “Sviluppo sociale”;
    • la Seconda finestra, relativa ai quattro ecosistemi “Manifattura avanzata”, “Connettività e informazione”, “Smart Mobility e Architecture” e “Cultura e Conoscenza”, sarà aperta a partire dal 18 gennaio 2024 sino al 2 febbraio 2024.

     

    La prima edizione del bando ha esaurito le risorse in tempi brevissimi, quindi non aspettare: chiedi subito il nostro supporto e finanzia il tuo progetto!


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  • Fondo Energia in Emilia Romagna: finanziamenti agevolati per interventi di green economy

    Nuova finestra presentazione domande 2023

    Il Fondo Energia continua a sostenere le aziende impegnate nel green: dall’8 novembre all’11 dicembre 2023 sarà nuovamente possibile presentare domanda di agevolazione. 

    Il Fondo Energia finanzia il 100% dei progetti per gli interventi di green economy delle imprese emiliane e delle ESCo (Energy Service Company). L’importo dei finanziamenti che è possibile ottenere va dai 25.000 euro fino a un milione di euro, per una durata di 8 anni.

    Se stavi pensando a degli interventi di questo tipo per la tua azienda e ti interessa coprire queste spese, leggi l’articolo completo per scoprire come funziona nel dettaglio.

    Cos’è il Fondo Energia

    Il Fondo Energia è un fondo rotativo a compartecipazione privata che supporta gli interventi di efficientamento energetico, e sostiene le spese relative all’utilizzo di energie rinnovabili.

    Il Fondo è destinato a finanziare progetti volti a:

    • efficientamento energetico delle imprese;
    • realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
    • interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
    • interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.

    Chi può presentare domanda per il Fondo Energia?

    Possono beneficiare dell’intervento le imprese di qualsiasi dimensione e le società ESCo operanti in Emilia-Romagna.

    Le imprese beneficiarie del Fondo Energia devono essere attive, iscritte al , ed avere un codice ATECO 2007 appartenente alle seguenti Sezioni:

    • B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;
    • C “Attività manifatturiere”;
    • D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
    • E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;
    • F “Costruzioni”;
    • G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;
    • H “Trasporto e magazzinaggio”;
    • I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;
    • J “Servizi di informazione e comunicazione”;
    • L “Attività immobiliari”;
    • M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;
    • N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;
    • P “Istruzione”;
    • Q “Sanità e assistenza sociale”;
    • R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;
    • S “Altre attività di servizi”.

    Che tipo di agevolazione concede?

    Con il Fondo Energia, la Regione concede finanziamenti di importo compreso tra € 25.000 ed € 1.000.000, a copertura del 100% delle spese progettuali, così composti:

    • il 75% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a tasso zero;
    • il restante 25% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi +4,99%.

    La durata dei finanziamenti è compresa tra i 36 e 96 mesi, con la possibilità di avere 12 mesi di preammortamento.

    E’ inoltre previsto un contributo a fondo perduto per le spese tecniche relative alla preparazione del progetto di investimento. Tale contributo, però, non può far parte delle spese coperte dal finanziamento agevolato: il suo importo andrà considerato separatamente.

    Contributo a fondo perduto, come e quando richiederlo?

    Il  del bando Fondo Energia è concesso a copertura delle:

    • spese tecniche sostenute per la diagnosi energetica;
    • preparazione del progetto di investimento.

    L’importo massimo del contributo non potrà superare il 12,5% della quota pubblica di finanziamento ammesso e sarà erogato dopo la rendicontazione finale del progetto.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    progetti ammissibili per il bando Fondo Energia dovranno necessariamente prevedere investimenti che riguardano: efficienza energetica e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (esclusivamente per autoconsumo), interventi di miglioramento e adeguamento sismico abbinati a interventi energetici o, ancora, interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare

    Le spese ritenute ammissibili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

    • interventi su immobili strumentali: ampliamento e/o ristrutturazione, opere edili funzionali al progetto;
    • acquisto ed installazione, adeguamenti di macchinari, impianti, attrezzature, ;
    • acquisizione di  e licenze;
    • consulenze tecnico-specialistiche funzionali al progetto di investimento;
    • spese per redazione di diagnosi energetica e/o progettazione utili ai fini della preparazione dell’intervento in domanda.

    Come funziona il Fondo

    Le imprese richiedenti dovranno:

    • registrarsi alla piattaforma online,
    • compilare i dati richiesti,
    • inserire nella piattaforma online tutti i documenti obbligatori richiesti.

    Il passo successivo sarà firmare digitalmente il modulo di domanda, caricare il file nell’interfaccia e inviare la domanda al Gestore.

    Le imprese riceveranno conferma di avvenuta ricezione da parte del sistema, entro 24 ore dall’invio della domanda, attraverso un messaggio contenente il numero di protocollo attestante data e ora di ricezione.

    Come funziona la valutazione delle domande?

    Il Comitato di valutazione del fondo esamina e valuta le proposte progettuali attraverso un processo che segue queste fasi:

    1. istruttoria formale, tesa a verificare i requisiti formali dell’impresa richiedente e la corretta compilazione della modulistica;
    2. analisi tecnica del progetto;
    3. analisi di merito creditizio volta ad esaminare la capacità dell’impresa di rimborsare il prestito concesso e fattibilità economico-finanziaria del progetto.

    La Delibera del comitato di valutazione del fondo che comunicherà, sia alle imprese richiedenti che alle rispettive banche, l’esito della valutazione.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Puoi presentare richiesta di accesso all’agevolazione dalle ore 10 dell’8 novembre 2023 alle ore 13 dell’11 dicembre 2023, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

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  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Investimenti sostenibili 4.0

    Incentivi sostenibili 4.0: cosa sono?

    Le MPMI delle Regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) potranno compilare la domanda per l’agevolazione Investimenti Sostenibili 4.0.

    Ad essere ammissibili sono le MPMI manifatturiere (con alcune eccezioni) e quelle di servizi alle imprese.

    La misura, che ha una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro, intende incentivare gli investimenti innovativi e sostenibili che facciano ampio ricorso alle tecnologie digitali, per sostenere il processo di transizione 4.0 delle imprese.

    Spese ammissibili

    I programmi di investimento dovranno prevedere spese ammissibili comprese fra 750.000 e 5 milioni di euro (e comunque entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio/dichiarazione fiscale) ed essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva.

    Devono inoltre rispettare i principi di tutela ambientale. In programmi particolarmente in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’UE e quelli volti a favorire l’economia circolare e la transizione energetica saranno considerati prioritari.

    Per l’accesso, inoltre, è necessario:

    • appartenere al settore manifatturiero (con alcune eccezioni) o dei servizi alle imprese
      trovarsi in regime di contabilità ordinaria
    • disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi

    Le spese ammissibili sono quelle necessarie alla realizzazione dei programmi e comprendono:

    • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature
      opere murarie, entro il 40% del totale dei costi ammissibili;
    • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali;
    • acquisizione di certificazioni ambientali.

    Sono inoltre ammissibili:

    • spese per i servizi avanzati di consulenza specialistica (nei limiti del 5% dell’importo delle spese ammissibili relative ai beni)
    • spese relative ai servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto di misure di efficientamento energetico, ammissibili solo per specifiche tipologie di programmi di investimento e nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato a tasso zero, che possono coprire complessivamente fino al 75% delle spese. Più in particolare, l’agevolazione sarà così ripartita:

    • per imprese di micro e piccola dimensione, il 50% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili sarà corrisposto in forma di contributo in conto impianti e il 25% in forma di finanziamento agevolato;
    • per le imprese di media dimensione, il contributo in conto impianti sarà pari al 40% delle spese ammissibili, mentre il finanziamento agevolato coprirà il 35% delle spese.

    Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

    L’invio delle domande sarà possibile a partire dal 18 ottobre 2023 e fino all’esaurimento delle risorse, mentre la compilazione potrà avvenire dal 20 settembre 2023.

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  • Trovabando si rinnova

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    Lo sappiamo tutti: la finanza agevolata è fondamentale per sostenere la crescita di ciascuna impresa

    Soprattutto dopo il Covid, con la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), tantissime risorse sono state messe a disposizione delle aziende per i loro futuri investimenti imprenditoriali.

    D’altro canto, anche i professionisti si sono attivati per supportare le imprese italiane ad ottenere tutte le opportunità del PNRR attraverso la finanza agevolata.

    Eppure… c’è un “ma”! 

    La finanza agevolata è un mondo davvero complicato.

    Tante imprese non riescono a trovare le agevolazioni compatibili con i loro progetti, ed i professionisti di finanza agevolata (commercialisti, consulenti) perdono tempo a gestire tutte il mare magnum di informazioni, bandi, scadenze e presentazioni delle domande. 

    La Mission di Trovabando

    L’obiettivo di Trovabando è semplificare l’accesso alla finanza agevolata per sbloccare gli investimenti ed aumentare l’occupazione nelle imprese.

    Proprio per questo abbiamo introdotto in piattaforma tantissime nuove funzionalità che semplificheranno ancor di più l’accesso alle agevolazioni per imprese e professionisti!

    Partecipa al nostro Webinar Gratuito del Nuovo Trovabando: “La Finanza agevolata semplice, innovativa e a portata di click” di Mercoledì 4 Ottobre alle ore 14.30.

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    Durante il live Webinar ti mostreremo le principali novità della piattaforma!

    Nuove funzionalità per le Imprese

    Scopriamone alcune insieme per le imprese:

    • l’indice di compatibilità progettuale: con la nuova piattaforma scoprirai quali delle agevolazioni disponibili per la tua impresa sono maggiormente compatibili con i progetti che intendi sviluppare 
    • le agevolazioni Europee: all’interno della tua area riservata avrai a disposizione un database delle agevolazioni Europee disponibili per la tua impresa per sviluppare i tuoi investimenti
    • la sezione Trova Professionista: Una volta individuati i bandi e le agevolazioni a cui puoi davvero accedere, potrai usare la feature “Trova Professionista” per individuare e scegliere i migliori consulenti del network Trovabando che possono accompagnarti durante tutto il percorso di richiesta e ottenimento dell’agevolazione

    Nuove funzionalità per i Professionisti 

    Ecco svelata qualche novità per i Professionisti

    • l’indice di compatibilità progettuale: con la nuova piattaforma scoprirai quali delle agevolazioni disponibili per la tua impresa cliente sono maggiormente compatibili con i progetti che intende sviluppare 
    • le agevolazioni Europee: all’interno della tua area riservata avrai a disposizione un database delle agevolazioni Europee disponibili per i tuoi clienti per sviluppare i loro investimenti
    • la personalizzazione dei report: con la nuova piattaforma potrai generare dei report personalizzati di agevolazioni disponibili per i tuoi clienti inserendo il logo del tuo studio, scegliendo un colore e inserendo una descrizione
    • la dashboard di data insight: in una sola pagina troverai tutte le informazioni importanti riguardanti l’attività di ciascun tuo cliente, le agevolazioni Nazionali ed Europee individuate per il tuo cliente e come sono distribuite a livello di compatibilità progettuale, il calendario con le scadenze principali, e molto altro ancora..

     

    Vuoi scoprire tutte le funzionalità e approfittare della PROMO LANCIO… ? 

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    Ti aspettiamo Mercoledì 4 Ottobre alle 14:30 al live webinar! 

    Ci vediamo lì!

    il team Trovabando

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  • Regione Piemonte: scopri l’agevolazione per la digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione mira a sostenere programmi di investimento che promuovono la digitalizzazione e l’efficientamento produttivo

    L’obiettivo è realizzare prodotti più sostenibili, migliorare l’efficienza del processo produttivo e garantire un livello di sicurezza superiore negli ambienti di lavoro. 

    La misura si divide in due linee di intervento:
    a) digitalizzazione del processo produttivo 
    b) efficientamento sostenibile del processo produttivo

    Entrambe le linee includono sottolinee “green“, offrono una maggiore intensità di aiuto per i progetti che prevedono investimenti volti alla protezione ambientale.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    I soggetti beneficiari del bando Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le Piccole medie imprese (PMI), incluse le micro imprese con sedi locali in Piemonte.

    Piccole imprese a media capitalizzazione e imprese a media capitalizzazione (solo a valere sulle sub-linee greee limitatamente alla parte di agevolazione che consiste in un finanziamento agevolato).I soggetti beneficiari non devono avere a proprio carico procedure concorsuali ne procedimenti volti alla loro dichiarazione ed assenza di liquidazione volontaria nei loro confronti.

    Tipologie di investimenti possibili

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione prevede le seguenti linee d’intervento:

    La linea a) si concentra sulla digitalizzazione, consentendo investimenti in infrastrutture digitali, cybersecurity, commercio elettronico e tecnologie emergenti. Inoltre, i progetti di digitalizzazione green, che includono investimenti nella decarbonizzazione, beneficiano di un maggiore aiuto finanziario.

    La linea b) riguarda l’efficientamento produttivo, promuovendo investimenti per migliorare la competitività e la sostenibilità attraverso diversificazione produttiva, innovazione di prodotto e trasformazione dei processi produttivi. Anche qui, i progetti green che mirano alla protezione ambientale, inclusa la decarbonizzazione, godono di un’intensità di aiuto superiore.

    Entrambe le linee consentono alle imprese di richiedere la sottolinea “green” se il progetto prevede investimenti in ambito ambientale.

    Saranno ammissibili progetti aventi le seguenti dimensioni (al netto IVA):
    – per le micro e piccole imprese: importo minimo pari a € 50.000;
    – per le medie imprese: importo minimo pari a € 100.000;
    – per le imprese a media capitalizzazione: importo minimo pari a € 250.000.

    L’importo massimo dei costi ammissibili è fissato in € 3.000.000.

    Tutti i progetti verranno valutati attraverso delle voci di punteggio stabilite dal bando.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le voci di spesa ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le seguenti:

    1. Acquisto di macchinari, attrezzature e forniture funzionali all’attività produttiva, compresi software, hardware, veicoli puliti o a zero emissioni, e pannelli fotovoltaici (fino al 20% delle spese ammissibili).
    2. Installazione e posa in opera degli impianti correlati ai beni acquistati (fino al 20% degli investimenti ammessi).
    3. Acquisto di diritti di proprietà intellettuale, come brevetti e licenze, fino al 10% delle spese ammissibili.
    4. Spese per progettazione, sviluppo e certificazioni strettamente legate al progetto di investimento, inclusi gli studi di fattibilità (purché avviati dopo una data specifica e correlati al progetto).

    Gli attivi immateriali acquistati devono rispettare alcune condizioni, come l’utilizzo esclusivo nello stabilimento beneficiario, la possibilità di ammortizzarli, l’acquisto da terzi senza relazioni con l’acquirente e, per le PMI, la presenza nell’attivo di bilancio per almeno 3 anni (a seconda del tipo di aiuto concesso). 

    Quali sono le spese non ammissibili?

    Le voci di spesa non ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono:

    1. IVA, a meno che non sia effettivamente sostenuta e non possa essere recuperata secondo la normativa nazionale.
    2. Telefoni cellulari, computer portatili e tablet.
    3. Beni o servizi con un valore inferiore a 500 euro (IVA esclusa).
    4. Acquisto di beni usati o in leasing.
    5. Beni assimilabili a materiali di consumo, scorte o minuteria.
    6. Beni o servizi non coerenti con l’intervento oggetto di agevolazione richiesta.
    7. Opere murarie generiche o non strettamente correlate agli impianti/macchinari finanziati nel progetto.
    8. Commesse interne o affidate a imprese con legami societari o amministratori con il beneficiario finale.
    9. Lavori eseguiti in economia.
    10. Spese di manutenzione ordinaria.
    11. Servizi volti al conseguimento di requisiti o certificazioni obbligatorie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili del progetto e si suddivide come segue:

    • Finanziamento agevolato: Per le PMI e le imprese a media capitalizzazione, può coprire fino al 100% del valore del progetto. Il 70% del finanziamento proviene da risorse PR FESR a tasso zero, mentre il restante 30% è fornito da risorse bancarie.

    • Contributo a fondo perduto: Disponibile solo per le PMI, consiste in un contributo a fondo perduto calcolato sulla base dell’ESL disponibile (al netto dell’ESL del finanziamento). Il contributo sarà erogato solo se l’importo quantificato supera i 500 euro.

    La quantificazione dell’aiuto concesso al beneficiario finale di Piemonte agevolazione per digitalizzazione è determinata da Finpiemonte al momento dell’approvazione dell’agevolazione. Per la parte di finanziamento, l’equivalente sovvenzione lordo (ESL) viene utilizzato per determinare il valore dell’aiuto concesso e deve essere considerato per il calcolo delle soglie di aiuto specifiche. Per il contributo a fondo perduto, l’importo concesso corrisponde alla quantificazione. L’ESL derivante dal finanziamento, sommato al contributo a fondo perduto, determina il valore complessivo dell’aiuto che deve rispettare le soglie di aiuto specifiche in base al tipo di regime di aiuto utilizzato.per 

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per Piemonte agevolazione per digitalizzazione potranno essere presentate a partire dal 7 Luglio 2023 fino al 31 Gennaio 2024 compilando il modulo telematico reperibile cliccando qui.

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  • Contratti di sviluppo: nuovo sportello “Filiere produttive”

    Contratti di Sviluppo – “Filiere produttive”

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato la prossima apertura di un  nuovo sportello per la presentazione di domande a valere sullo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo – sportello “Filiere Produttive”, dotato di una dotazione finanziaria di 391,8 milioni di euro.

    Questa misura mira a sostenere i programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni messi in campo dalle imprese italiane operanti nelle seguenti filiere produttive strategiche per lo sviluppo del Paese:

    1. aerospazio e aeronautica;
    2. design, moda e arredo;
    3. metallo ed elettromeccanica;
    4. chimico e farmaceutico;
    5. gomma e plastica;
    6. alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
     Le agevolazioni finanzieranno la realizzazione di progetti di sviluppo Industriale,  progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali. È importante sottolineare che i programmi per la tutela ambientale non rientrano in questa misura.

    Contratti di Sviluppo: chi sono i beneficiari?

    Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese italiane ed estere  di qualsiasi dimensione operanti nei settori sopracitati e che si impegnino a realizzare i programmi di investimento nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate come “zone a” nell’ambito della Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

    Nello specifico, i contributi sono destinati a diversi soggetti coinvolti nel Contratto di Sviluppo:

    1. L’impresa proponente: essa è responsabile della promozione dell’iniziativa imprenditoriale e deve garantire la coerenza tecnica ed economica del Contratto. L’impresa proponente agisce come l’interlocutore ufficiale nei confronti dell’ente erogante Invitalia, sia per conto proprio che per conto delle eventuali aziende aderenti.

    2. Eventuali imprese aderenti: queste imprese partecipano al Contratto di Sviluppo e realizzano progetti di investimento all’interno dello stesso. Le imprese aderenti beneficiano delle agevolazioni previste dal Contratto, e la loro partecipazione contribuisce alla realizzazione degli obiettivi comuni stabiliti.

    3. Soggetti partecipanti ai progetti di ricerca, sviluppo e innovazione: il Contratto di Sviluppo, come anticipato,  può includere anche la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Pertanto, i soggetti che partecipano a tali progetti, come istituti di ricerca, università o altre entità specializzate, possono beneficiare delle agevolazioni concesse nel contesto del Contratto.

    L’impresa proponente assume dunque un ruolo chiave nel Contratto di Sviluppo, agendo come rappresentante formale nei confronti di Invitalia. L’impresa proponente è responsabile della gestione del Contratto e delle relazioni con gli altri soggetti coinvolti.

    Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare dei contratti di rete per la realizzazione dei programmi di sviluppo. In questo caso, occorre nominare un organo comune che agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e si assume la responsabilità degli adempimenti necessari nei confronti di Invitalia.

    Ad ogni modo, i programmi potranno essere attuati da più imprese operanti nella filiera di riferimento o da una singola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.

    Programmi ammissibili e tipologia di agevolazioni erogabili

    Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dai Contratti di sviluppo,  è necessario che i programmi di sviluppo industriale, ricerca e innovazione prevedano spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro e abbiano una durata massima di 36 mesi (con possibilità di estensione di 18 mesi su richiesta motivata del proponente).

    I programmi ammissibili ai benefici finanziari dei Contratti di Sviluppo  saranno sottoposti ad una procedura valutativa a punteggio che terrà in considerazione i seguenti parametri:

    • l‘innovatività, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
    • l’impatto occupazionale , con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
    • il coinvolgimento di piccole e medie imprese 

     

    Saranno inoltre valutati positivamente, con l’eventuale attribuzione al massimo di ulteriori 10 punti percentuali, il possesso, da parte delle imprese richiedenti, del rating di legalità e/o di almeno una certificazione ambientale (EMAS, ISO 140001, ISO 50001).

    Le agevolazioni consistono in contributi in conto impianti, per quanto riguarda gli investimenti produttivi e in contributi diretti alla spesa, per ciò che concerne i progetti di ricerca è sviluppo.

    I contributi saranno concessi entro il termine finale di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (31 dicembre 2023). 

    Come presentare la domanda?

    Ulteriori informazioni in merito all’entità delle agevolazioni e alle date di apertura e chiusura dello sportello saranno disponibili una volta emanato il bando, per il quale si attende specifico provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese

    Le domande di agevolazione andranno in ogni caso presentate all’ente erogante Invitalia che renderà disponibile la procedura di compilazione delle richieste e l’ulteriore documentazione nella sezione dedicata ai Contratti di Sviluppo. 

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  • Cultura Crea 2.0: una grande opportunità per l’industria turistica e culturale del Sud!

    Finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per il settore dell’industria culturale e turistica e creativa

    Cultura Crea, l’incentivo rivolto alle imprese turistico-culturali del Mezzogiorno, ha riaperto in versione rinnovata. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero della cultura nell’ambito del PON “Cultura e Sviluppo”, Cultura Crea  sostiene la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’incentivo ha una risorsa finanziaria di circa 54 milioni di euro.

    Continua a leggere per scoprire tutti i requisiti necessari per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti a tasso zero!

    Chi sono i beneficiari?

    Cultura Crea 2.0 si rivolge alle MPMI dell’industria culturale e creativa, ai team di persone che vogliono costituire una società e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo) e alle reti d’impresa per progetti integrati.

    Gli ambiti di intervento interessati riguardano la creazione di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione (startup), oppure la crescita e l’integrazione di imprese consolidate attive nella filiera culturale e creativa, nello spettacolo e nelle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.

    Vediamo più nel dettaglio quali sono le 3 linee di intervento previste nei vari “Titoli” del decreto.

    Titolo II per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” destinato a:

    • Team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni;
    • Imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo III per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” destinato a:

    • Imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo IV per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” destinato a:

    • Onlus;
    • Imprese sociali;
    • Organizzazioni di volontariato;
    • Associazioni per la promozione sociale (APS).

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano gli incentivi previsti e quanto è possibile ottenere.

    All’agevolazione Cultura Crea 2.0 sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari riguardanti le seguenti voci di investimento:

    • Impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all’erogazione dei servizi;
    • Beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento ed attestare la congruità del prezzo;
    • Opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nel primo punto.


    Sono, altresì, ammissibili spese di capitale circolante, nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili. L’agevolazione relativa alla quota di capitale circolante è concessa esclusivamente nella forma di finanziamento agevolato. 

    Come specificato precedentemente, Cultura Crea 2.0 prevede  interventi differenziati in base alla tipologia di beneficiario. Scopriamo subito come funziona! 

    Titolo II Incentivi per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale”

    I programmi di investimento devono riguardare l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree culturali ammissibili e possono prevedere spese fino a 400.000 euro e dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.  In questo caso è possibile ricevere:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 45% in caso di impresa giovanile, femminile o in possesso del rating di legalità;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa; anche in questo caso la misura è elevabile al 45% negli stessi casi previsti.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 50% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 50% del totale dei contributi concessi; 

    Complessivamente, è quindi possibile coprire l’80% o addirittura il 90% del programma di investimento. 

    Titolo III Incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”

    In questo caso gli incentivi sono rivolti a imprese già consolidate, costituite da almeno 36 mesi e i Programmi di investimento, che potranno raggiungere i 500.000 euro, non possono essere realizzati in Sicilia, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania o Puglia. Devono inoltre avere un legame funzionale con uno o più  Attrattori di rilevanza strategica per il territorio. I benefici consistono in:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 65%) nei casi già visti per il titolo II.;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa, oppure fino al 25% per le previste premialità.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 25% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 75% del totale dei contributi concessi.

    Titolo IV Incentivi per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”

    I progetti ammessi all’agevolazione possono prevedere spese fino a 400.000 euro. I soggetti del Terzo Settore possono ricevere:

    • Un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

    Alle imprese beneficiarie possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    Come posso accedere all’agevolazione Cultura Crea 2.0?

    Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 26 Aprile 2021. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere presentate esclusivamente per via elettronica al sito www.invitalia.it

    Ecco quali sono gli allegati da presentare in sede di domanda:

    • Statuto e atto costitutivo del soggetto beneficiario;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante in merito alle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni richieste sia uguale o superiore a 150.000,00 euro;
    • Piano d’impresa sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la classificazione del soggetto proponente quale piccola e media impresa;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la concessione o l’assenza di altri aiuti, ai sensi del Regolamento de minimis, durante l’esercizio finanziario in corso al momento della domanda ed i due precedenti;
    • Per le nuove Imprese di cui al Titolo II del decreto ed i soggetti del terzo settore di cui al Titolo IV ultimo bilancio approvato, ove esistente, ovvero ultima situazione contabile aggiornata;
    • Per le Imprese già costituite di cui al Titolo III del decreto, ultimi due bilanci approvati, completi dei relativi documenti obbligatori e situazione di periodo, completa di stato patrimoniale e conto economico;
    • Nel caso di Imprese costituende di cui al Titolo II del decreto, la domanda di agevolazione deve essere accompagnata dal piano d’impresa.

    Sembra un’ottima opportunità, non credi?

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  • MIMIT: 400 milioni per il processo di transizione delle PMI del Sud

    Nuovi Incentivi per le Imprese del Sud

    Un nuovo decreto del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) firmato dal ministro Adolfo Urso stanzia 400 milioni di euro destinati a finanziare un nuovo bando rivolto alle MPMI del Sud Italia.

    In questo modo si intende dare sostegno a investimenti che utilizzino tecnologie digitali abilitanti del Piano Transizione 4.0 (come cloud, realtà virtuale, AI, big data, blockchain, IoT…) per aumentare la capacità produttiva, realizzare nuovi prodotti, modificare il processo di produzione o realizzare una nuova unità produttiva.

    Se il ricorso alla tecnologia è strettamente legato al Piano Transizione 4.0, l’attenzione sarà rivolta in particolar modo a progetti che possano contribuire anche alla Transizione ecologica, per i quali sono previste specifiche premialità.

    Ma vediamo più nel dettaglio cosa prevede il decreto e a chi è rivolto.

    Quali sono i Progetti ammissibili?

    Come già accennato, i progetti ammissibili al nuovo bando del Mimit dovranno prevedere l’utilizzo di tecnologie digitali per arrivare a conseguire uno o più dei seguenti obiettivi:

    • l’ampliamento della capacità produttiva;
    • la diversificazione della produzione;
    • la realizzazione di nuovi prodotti;
    • la modifica del processo di produzione già esistente;
    • la realizzazione una nuova unità produttiva.

    Gli investimenti dovranno prevedere spese ammissibili comprese tra i 750.000 euro e i 5 milioni di euro.

    Importante ricordare anche che sono previsti punteggi premiali per progetti “green”, ossia:

    • progetti di efficientamento energetico che comportino un risparmio energetico del 5% almeno
    • progetti che consentano l’introduzione di soluzioni di economia circolare nel processo produttivo aziendale
    • progetti che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti dal regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2020/852 (art. 9)
    • PMI che abbiano scelto di aderire a un sistema di gestione ambientale o di efficienza energetica o che siano in possesso di una certificazione ambientale di prodotto.

    Avere quindi un progetto che soddisfi anche questi requisiti potrà essere di grande aiuto, quindi, per riuscire a rientrare tra i progetti finanziabili.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Per questo bando il Mimit ha previsto un mix di agevolazioni, composto da un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, che andranno a coprire complessivamente il 75% delle spese ammissibili.

    Non sono ancora disponibili i dettagli, ma dalle prime indiscrezioni sembra che la proporzione tra le due tipologie di incentivo dipenderà dalle dimensioni dell’impresa:

    • 50% delle spese come contributo in conto impianti e 25% in forma finanziamento a tasso agevolato per le micro e piccole imprese
    • 40% delle spese come contributo in conto impianti e 35% come finanziamento agevolato per le medie imprese
      Sembra inoltre che ci sia la possibilità che il finanziamento agevolato possa essere concesso senza richiesta di garanzie, ma su questo è meglio attendere informazioni definitive.   Rimaniamo comunque in attesa di aggiornamenti ufficiali da parte del Mimit per sapere esattamente quali saranno le spese ammissibili e per capire se i costi di ricerca e sviluppo verranno calcolati secondo modalità differenti, come spesso avviene in questi casi.

    Chi sono i beneficiari?

    A poter beneficiare di questa nuova opportunità saranno le micro, piccole e medie imprese che operano in una delle regioni del Sud Italia. 

    Esse dovranno avere almeno due bilanci approvati ed esercitare attività industriali, agroindustriali, di servizi all’industria e attività di ricerca.

    Maggiori dettagli saranno disponibili quando il Decreto del Mimit verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e poi con i successivi provvedimenti necessari a chiarire le modalità di accesso e la data di apertura dello sportello per la richiesta di agevolazione.

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