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Tag: Agevolazioni imprese

  • Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Scopri la nostra mini guida per partecipare al bando Nuove Imprese a Tasso Zero.

    Attenzione

    A seguito dell’elevato numero di domande presentate, le risorse disponibili sono esaurite. Pertanto al momento non è più possibile inviare la domanda. Dall’apertura dello sportello, sono state finanziate più di 462 iniziative.

    Ma non disperare: scopri subito altre agevolazioni per te cliccando il pulsante qui in basso!

    Con un rifinanziamento da 100 milioni, Nuove imprese a tasso zero di Invitalia rappresenta un’occasione molto interessante per giovani, tra i 18 ed i 35 anni, e donne che abbiano costituito un’impresa da meno di 12 mesi, o che vogliano costituirne una.

    Se non sai cosa prevede il bando, provo a riassumerti brevemente le caratteristiche principali di questa agevolazione: si tratta di un finanziamento a tasso zero su 8 anni, che copre il 75% delle spese, su un investimento massimo che può arrivare ad un milione e mezzo di euro.

    Se pensi che questa possa essere l’agevolazione per te e hai intenzione di partecipare, ti chiedo di dedicarmi 5 minuti del tuo tempo per scoprire insieme quali sono i documenti che dovrai produrre e le procedure che dovrai effettuare per partecipare.

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    Come compilare la domanda per il bando “Nuove imprese a tasso zero”

    Cosa devi sapere per presentare la domanda senza imprevisti

    Prima di tutto devi sapere che tutta la procedura avviene online, ed il processo richiede la compilazione di un buon numero di allegati.

    Mi raccomando, ricorda che per partecipare devi avere la firma digitale, quindi, prima di procedere con l’application assicurati che la tua firma digitale sia attiva.

    Vediamo insieme, uno per uno, i dati e i documenti necessari per partecipare a Nuove Imprese a tasso zero, focalizzandoci sui documenti richiesti per le imprese che sono costituite da meno di un anno.

    Se vuoi sapere qual è lo stato attuale dell’agevolazione, clicca qui.

    Come compilare la domanda di ammissione per “Nuove Imprese a tasso zero”

    Per prima cosa, nella compilazione della domanda di ammissione, dovrai indicare i dati dell’impresa, del rappresentante legale e dei soci. A questo dovrai aggiungere una sintesi del tuo progetto, ed un piano sintetico degli investimenti.

    Giustamente Invitalia, nella sua guida alla compilazione, sottolinea che dovrai dedicare un “impegno adeguato alla compilazione del piano d’impresa” .

    Il motivo per il quale la compilazione del piano di impresa e degli allegati è assolutamente cruciale è rappresentato dal fatto che, il piano è l’unico strumento che ti consentirà di mostrare ad Invitalia che il tuo è un progetto:

    1. credibile
    2. fattibile a livello tecnico
    3. sostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

    Ricordati: il piano d’impresa è il tuo biglietto da visita!

    Il processo di valutazione portato avanti da Invitalia è molto puntuale, approfondito ed articolato. Perciò dovrai dare il 100% nella preparazione della documentazione, se vuoi avere delle reali possibilità di essere finanziato. Se non sai di preciso come realizzare un Business Plan, puoi leggere il nostro articolo di approfondimento.

    In ogni caso, di seguito trovi le principali informazioni che dovrai includere nel Business Plan:

    • La descrizione dell’attività che verrà svolta, ovvero cosa vuoi fare in maniera sintetica e comprensibile anche ai non addetti ai lavori;
    • Gli elementi di innovatività della soluzione che intendi proporre, ovvero perché la tua proposta si differenzia da quelle già presenti sul mercato;
    • Il mercato di riferimento, i competitor e le eventuali barriere all’entrata ovvero la descrizione del panorama nel quale si posiziona il tuo progetto;
    • I bisogni che intendi soddisfare con la tua proposta, cioè quali richieste specifiche vuoi indirizzare e soprattutto a quali target di clienti ti rivolgi;
    • La strategia commerciale che intendi seguire per la distribuzione del tuo prodotto o servizio;
    • Gli aspetti tecnici del progetto, ovvero la tecnologia che intendi utilizzare;
    • Gli investimenti materiali ed immateriali che andrai ad effettuare, e con quali tempistiche li porterai a termine;
    • La struttura organizzativa e le risorse umane che saranno coinvolte;
    • Il conto economico e lo stato patrimoniale previsionale, su 5 anni;
    • Un piano di cash flow a 3 anni, ovvero un rendiconto finanziario su un orizzonte temporale di 3 anni. Cash is king, ricordalo!

     

    Alla domanda di ammissione dovranno essere allegati, inoltre, i curricula dei soci e del personale coinvolto nel progetto di sviluppo, oltre ad una serie di dichiarazioni relative al codice antimafia, ai carichi pendenti, e alle normative per l’antiriciclaggio.

    In conclusione

    Insomma… la mole di documentazione richiesta per partecipare a Nuove Imprese a Tasso Zero non è proprio di poco conto, ma le opportunità che si possono aprire partecipando al bando valgono sicuramente il tempo e la fatica per realizzare un piano a prova di finanziamento.

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  • GO AND GROW: il secondo bando del pacchetto CreOpportunità

    GO AND GROW: il secondo bando del pacchetto CreOpportunità

    Avviso: il bando GO AND GROW è stato chiuso il 29 dicembre 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Pacchetto CreOpportunità: 22 milioni di euro per rilanciare l’imprenditorialità lucana

    Buone nuove per le imprese della Basilicata!

    Continuiamo ad occuparci del pacchetto CreOpportunità: dopo averti presentato la prima linea del pacchetto Start and go parliamo oggi della seconda linea Go and Grow.

    ….Continua a seguirci nei prossimi giorni per conoscere anche la terza e ultima linea: Start and Grow.

    Qual è la finalità del bando Go and Grow del pacchetto CreOpportunità?

    Go and grow è uno dei 3 strumenti finanziari del Pacchetto CreOpportunità individuato per supportare la nascita di nuove imprese attraverso incentivi diretti, l’offerta di servizi ed interventi di microfinanza.

    Lo scopo del Pacchetto CreOpportunità è quella di “favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali”.

    Scopri tutto sulla prima linea di questo pacchetto: Start and Grow.

    go-and-grow-il-secondo-bando-del-pacchetto-creopportunita

    Qual è la dotazione finanziaria dell’agevolazione?

    Le risorse finanziarie disponibili per il bando GO AND GROW ammontano a ben 10 milioni di euro!

    Chi può presentare la domanda?

    Le micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare il proprio progetto nelle sedi operative in Basilicata, e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, da più di 12 mesi e da non più di 60 mesi dalla data di inoltro della candidatura telematica.

    Il secondo dei tre bandi previsti dal pacchetto CreOpportunità: Go and Grow!

    Che tipo di contributo è previsto?

    Sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto capitale pari al:

    • 45% delle spese ammesse per le micro e piccole imprese;
    • 35% delle spese ammesse per le medie imprese.

    In ogni caso, il contributo massimo concedibile non potrà superare € 250.000,00.

    (Se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione, non essere timido… Contattaci subito!)

    Quali progetti possono essere agevolati?

    I programmi di investimento ammissibili possono comprendere spese per investimenti materiali e immateriali.
    Gli investimenti devono riguardare una sola sede produttiva.

    Sono ammissibili i programmi di investimento con un valore superiore a € 30.000,00.

    Quali sono i settori ammessi?

    Il settore dell’investimento deve rientrare in uno dei seguenti Codici ATECO 2007:

    • C – Attività manifatturiere, con l’esclusione dei seguenti codici: 20.61 , 24.102, 24.20.1, 24.20.2, 24.31, 24.32, 24.33, 24.34, 30.113, 33.15,
    • F – Costruzioni;
    • G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli;
    • H – Trasporto e magazzinaggio ad esclusione delle divisioni 49, 50,51;
    • I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, ad esclusione delle divisioni 77 e 80;
    • P – Istruzione ad esclusione delle classi 85.1, 85.2, 85.3, 85.4;
    • Q – Sanità e assistenza sociale;
    • R – Attività creative, artistiche, sportive, di intrattenimento e dive.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti previsti dal bando, le spese ammesse ad agevolazione sono:

    • Spese generali
    • Spese connesse all’investimento materiale
    • Spese connesse all’investimento immateriale

    Da quando posso presentare la domanda al bando Go and Grow?

    La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico che sarà aperto fino alle ore 20.00 del giorno 7/05/2018.

    Comincia a compilare la documentazione per richiedere il tuo contributo!…e se non sai come fare, CONTATTACI ORA!

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando! Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Come partecipare al Bando ICT Calabria

    Come partecipare al Bando ICT Calabria

    Avviso: non è più possibile presentare domanda per questo bando. Nel frattempo non perderti le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Le aziende calabresi crescono se investono in tecnologia!
    É proprio così, e la Regione Calabria, con il suo ultimo bando, ha deciso di sostenerle nell’adozione di nuovi sistemi per l’informazione e la comunicazione.

    Qual è la finalità del Bando ICT Calabria?

    L’agevolazione prevista per le PMI calabresi bando ICT Calabria ha lo scopo di promuovere l’adozione e la diffusione di nuove tecnologie e di favorire l’introduzione di innovazione di prodotto e di processo per incrementarne la produttività.

    Qual è la dotazione finanziaria del bando?

    L’ammontare complessivo delle risorse finanziarie di questo bando è pari a 7 milioni di euro!

    Chi può presentare la domanda?

    Possono presentare domanda di per il bando ICT Calabria:

    • le piccole e medie imprese (PMI) con unità locale o sede operativa in Calabria;
    • i liberi professionisti, singoli o associati; ebbene si, grazie alla nuova Legge di Stabilità 2016 anche loro sono stati finalmente equiparati alle Piccole e Medie Imprese ai fini dell’accesso alle agevolazioni previste dalla programmazione dei fondi strutturali 2014-2020!

    Ma attenzione, per partecipare a questo bando le imprese e i professionisti devono, alla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURC, aver iniziato l’attività e aver approvato e presentato almeno un bilancio o una dichiarazione dei redditi.

    Inoltre, possono accedere alle agevolazioni anche:

    • i consorzi o le società consortili di imprese;
    • le reti di piccole e medie imprese (PMI), che intendano realizzare un progetto di rete.

    Bando ICT: 7 milioni di euro a sostegno dell’adozione di nuove tecnologie informatiche in Calabria!

    Che tipo di contributo è previsto?

    Le agevolazioni previste dal bando ICT Calabria sono erogate secondo il regime «de minimis» e concesse nella forma di un contributo in conto capitale, nella misura massima del 70% delle spese ammissibili, fino all’importo massimo di:

    • 200.000 euro per progetti proposti da reti di imprese;
    • 100.000 euro per progetti proposti da singole PMI.

    Sono molti soldi vero? Se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione ed avere maggiore probabilità di vincere, non essere timido…Contattaci subito!

    Quali sono i settori ammessi?

    Il bando ICT Calabria, nel suo primo allegato, individua precisamente quali sono i codici ateco ammessi alla partecipazione dell’agevolazione.
    Controlla di possedere tutti i requisiti richiesti per partecipare al bando prima di impiegare il tuo tempo nella preparazione della documentazione! Se hai dei dubbi non esitare, CONTATTACI ORA!

    Quali sono i progetti possono essere agevolati?

    Il bando ICT Calabria mira ad incentivare gli interventi per l’introduzione di strumenti informatici e telematici avanzati e la loro integrazione con l’organizzazione aziendale/professionale, riguardanti in particolare:

    • Implementazione e diffusione di metodi di acquisto e vendita online (e-commerce)
    • Sviluppo di nuove funzioni avanzate nel rapporto clienti/fornitori
    • Condivisione di sistemi di cooperazione e collaborazione tra imprese/professionisti
    • Sviluppo di sistemi di manifattura digitale
    • Riorganizzazione e miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi e di erogazione dei servizi
    • Sviluppo di sistemi che favoriscono l’integrazione
    • Sviluppo di sistemi di sicurezza informatici

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per la realizzazione dei progetti previsti dal bando ICT Calabria, le specifiche spese ammesse individuate dal bando sono:

    • Acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi, software
    • Acquisto di servizi erogati in modalità cloud computing e software as a service
    • Acquisizione di brevetti e licenze
    • Servizi di consulenza specialistica
    • Costi per l’ottenimento della fidejussione e collaudi

    Da quando posso presentare la domanda al bando ICT Calabria?

    Così come definito nel bando ICT Calabria pubblicato sul BURC n. 108 del 28/10/2016 le domande dovranno essere compilate on line, previa registrazione, sottoscritte digitalmente e inviate tramite procedura telematica.

    • La piattaforma informatica sarà aperta a partire dal 20/01/2017 e gli utenti potranno caricare la propria domanda sul sito della Regione Calabria.
    • Una volta caricate le domande, queste dovranno essere inviate a partire dal 04/02/2017, e nei giorni successivi, dalle ore 09.00 alle ore 19.00
    • La data di chiusura dello sportello per la presentazione delle domande non è ancora stata stabilita.
      Dipenderà dalla disponibilità delle risorse finanziarie.

    Non sei ancora sicuro che questo sia il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • La Liguria finanzia l’Innovazione!

    La Liguria finanzia l’Innovazione!

    Avviso: non è più possibile partecipare al bando della Liguria agevolazioni per l’innovazione. Non perderti tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    La Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico – FI.L.S.E. S.p.A, insieme alla Regione Liguria, per sostenere progetti d’investimento in:

    • Innovazione di prodotti e servizi
    • Innovazione di processo
    • Innovazione organizzativa

    Le aree di intervento sono quelle individuate dalla strategia regionale di Smart Specialisation Strategy, ovvero:

    • tecnologie del mare
    • salute e scienze della vita
    • sicurezza e qualità della vita nel territorio

    con l’obiettivo al fine di rafforzare la competitività del sistema produttivo ligure.

    Chi può partecipare dal bando?

    Tutte le micro, piccole, medie e grandi imprese in forma singola o associata (forma cooperativa o consortile). Gli investimenti devono riguardare unità locali ubicate sul territorio della Regione Liguria.

    Che tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 50% della spesa ammissibile e comunque con il limite massimo di contributo concedibile di 200.000 euro. L’investimento ammissibile agevolabile non può essere inferiore 50.000 euro.

    La dotazione finanziaria totale del bando è di 10 milioni di euro.

    Quali sono le spese oggetto di agevolazione?

    Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:

    a) Per gli aiuti all’innovazione:

    • i costi per l’ottenimento, di brevetti;
    • i costi di messa a disposizione di personale altamente qualificato;
    • i costi per i servizi di consulenza e di supporto all’innovazione.

     

    b) Per gli aiuti all’innovazione dei processi e dell’organizzazione:

    • le spese di personale
    • costi degli strumenti e delle attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto.
    • spese generali supplementari e altri costi di esercizio, inclusi i costi di materiali, forniture e prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.

     

    c) Per gli aiuti all’innovazione tecnologico-produttiva:

    • acquisizione di impianti produttivi, macchinari ed attrezzature, di nuova fabbricazione, correlati all’introduzione di innovazioni di prodotto e/o di processo e/o di servizio;
    • acquisizione di brevetti, licenze, marchi, programmi informatici connessi al programma di innovazione.

    Quando posso presentare domanda?

    La presentazione delle domande è suddivisa in due tranches:

    • dal giorno 12.04.2016 al giorno 29.04.2016
    • dal giorno 15.09.2016 al giorno 30.09.2016

     

    Affrettati… mancano pochi giorni alla chiusura della prima tranche!

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?


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  • Le 10 cose che devi sapere sul bando Microcredito Lazio [Fondo Futuro Edizione 2017]

    Le 10 cose che devi sapere sul bando Microcredito Lazio [Fondo Futuro Edizione 2017]

    Avviso: non è più possibile presentare domanda neanche per la “Linea Sisma”. Nel frattempo rimani aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata, clicca qui!

    ATTENZIONE! Linea di intervento A chiusa per esaurimento fondi – dal 16 maggio 2018.

    Resta attiva la “Linea Sisma”

    Se metterti in proprio è il tuo sogno nel cassetto, o la tua attività ha bisogno di un restyling, il bando microcredito Lazio può essere davvero la soluzione adatta a te.

    Il Fondo Microcredito e Microfinanza della Regione Lazio mette a disposizione € 31 milioni di euro sotto forma di finanziamenti agevolati, con l’obiettivo di favorire l’autoimpiego, l’avvio di nuove imprese e la realizzazione di un nuovo progetto di sviluppo, nell’ambito di iniziative realizzate sul territorio regionale.

    Le domande più frequenti sul bando Microcredito Lazio

    Eccoti una lista delle 10 domande più frequenti su Fondo Futuro il fondo microcredito della Regione Lazio.

    1. Di quale tipologia di agevolazione si tratta?

    Il bando Microcredito Lazio mette a disposizione un finanziamento agevolato al tasso dell’1% fino a 84 mesi, con 12 mesi di pre-ammortamento (in cui si pagano solo gli interessi). Significa che se richiederai € 25.000 dovrai restituire ogni mese, per 7 anni, circa € 308.

    2. Quali sono i beneficiari del bando microcredito Lazio?

    Possono accedere all’agevolazione:

    • le microimprese che fatturano meno di 2 milioni di euro l’anno, e che occupano meno di 10 dipendenti;
    • le microimprese ancora da costituire;
    • i titolari di partita iva, o liberi professionisti.

    3. I titolari di partita iva devono essere iscritti ad un Albo per partecipare?

    No, possono accedere tutti i titolari di partita iva, o liberi professionisti, purché abbiano domicilio fiscale nel Lazio.

    4. Le associazioni e le onlus possono fare richiesta di contributo?

    Purtroppo le Associazioni e le Onlus sia costituite che costituende sono escluse da questa agevolazione.

    5. Le srl possono partecipare al bando?

    A differenza della versione precedente di questa agevolazione, il bando microcredito Lazio 2017 consente anche alle società cooperative, alle srl ed alle srsl di partecipare e richiedere il contributo.

    6. Che tipo di impresa devi costituire se partecipi come “microimpresa costituitenda”?

    Se partecipi al bando Microcredito Lazio come persona fisica ma conti di costituirti una volta aggiudicata l’agevolazione ricordati di farlo sotto forma di srl, srls, società di persone, società cooperativa, o ditta individuale e di aprire la tua sede operativa nel Lazio.

    7. Sono richieste garanzie sul finanziamento?

    Assolutamente no! Non dovrai fornire alcuna garanzia, personale o patrimoniale sul finanziamento. L’agevolazione è pensata proprio per favorire chi non può fornire le garanzie richieste da un “classico” finanziamento bancario.

    8. È possibile finanziare le spese di costituzione della società?

    Si! Il bando Microcredito Lazio finanzia tutte le spese di costituzione della tua nuova impresa. Puoi presentare domanda come soggetto promotore dell’impresa costituenda e, una volta aggiudicata l’agevolazione, costituirti ed iscriverti al registro delle imprese. Così, tutte le spese che sosterrai per costituire la tua impresa saranno finanziate dal bando.

    9. Per partecipare al bando microcredito Lazio è richiesta la presentazione di un business plan?

    Si, dovrai presentare un business plan che illustri, su un orizzonte temporale di almeno 2 anni: il tuo progetto, il mercato di riferimento, la strategia commerciale, gli aspetti organizzativi e tecnici, il fatturato previsto e che dia conto delle grandezze economiche e finanziarie dell’operazione

    Se hai bisogno di supporto per la redazione del business plan, non preoccuparti, perché il bando copre anche le spese di redazione del documento e le eventuali consulenze che potrai richiedere!

    10. Il team di Trovabando può aiutarmi a realizzare il mio business plan?

    Certamente! Siamo a tua disposizione per mettere nero su bianco la tua idea progettuale, definire le grandezze economico-finanziarie, e supportarti durante il processo di compilazione della domanda.

    Se desideri un supporto professionale per partecipare al fondo microcredito della Regione Lazio, contattaci! Il team di Trovabando è a tua disposizione!

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

    Registrati a Trovabando per scoprire tutti i bandi e le agevolazioni a cui la tua impresa può DAVVERO partecipare!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!


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  • Disegni+3 a sostegno delle PMI per la valorizzazione di titoli di proprietà industriale

    Disegni+3 a sostegno delle PMI per la valorizzazione di titoli di proprietà industriale

    Avviso: consulta le novità sul Bando Disegni+3 2022, clicca qui!

    La Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico ed Unioncamere insieme, a sostegno alle Micro e PMI per la valorizzazione di disegni e modelli con lo scopo di accrescere la loro competitività sui mercati nazionale e internazionale.

    Manca poco all’apertura di Disegni +3 la nuova misura agevolativa gestita da Unioncamere per la valorizzazione e lo sfruttamento economico di disegni e modelli da parte di Micro, Piccole e Medie Imprese. E’ prevista, infatti, per il 2 marzo 2016 alle ore 9.00 l’apertura del form di compilazione online per la richiesta delle agevolazioni.

    disegni3
    DISEGNI +3 mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli sui mercati nazionale e internazionale.

    Chi può partecipare al bando Disegni+3?

    Possono partecipare al bando le Micro, Piccole e Medie imprese con sede in Italia, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese.

    Come faccio a presentare domanda per partecipare?

    Le imprese in possesso di tutti i requisiti di partecipazione richiesti dal bando, dovranno compilare un semplice form online grazie al quale riceveranno un numero di protocollo univoco necessario per inoltrare la domanda.

    Ricevuto il numero di protocollo, le imprese avranno 5 giorni per inviare la domanda di agevolazione esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo: disegnipiu3@legalmail.it.

    Quante sono le misure agevolative previste?

    Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 4.700.000,00 euro, e le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale, in misura massima pari all’ 80% delle spese ammissibili.

    Quali sono le spese oggetto dell’agevolazione?

    Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni per favorire:

    1. La messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 – Produzione)
    2. La commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

     

    Relativamente alla Fase 1 di Produzione, sono ammissibili le spese sostenute per:

    • ricerca sull’utilizzo dei nuovi materiali;
    • realizzazione di prototipi e stampi;
    • consulenza tecnica relativa alla catena produttiva;
    • consulenza legale relativa alla catena produttiva;
    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (strategia, marketing, vendita, comunicazione).

    L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 1, è pari a euro 65.000,00.

    Relativamente alla Fase 2 di Commercializzazione, sono ammissibili le spese sostenute per:

    • consulenza specializzata nella valutazione tecnico-economica del disegno/modello e per l’analisi di mercato, ai fini della cessione o della licenza del titolo di proprietà industriale;
    • consulenza legale per la stesura di accordi di cessione della titolarità o della licenza del titolo di proprietà industriale;
    • consulenza legale per la stesura di eventuali accordi di segretezza.

    L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 2, è di euro 15.000,00.

    Qual è l’importo massimo del contributo?

    Le imprese interessate possono presentare più richieste di agevolazione aventi ad oggetto – ognuna di esse – un diverso disegno/modello registrato (singolo o multiplo) fino al raggiungimento dell’importo massimo, per impresa, di euro 120.000,00.

    Le imprese a cui è stata già concessa un’agevolazione a valere sul “Bando per la concessione di agevolazioni per il design a favore di micro e PMI – misura b): incentivi per lo sfruttamento economico dei modelli/disegni industriali –Disegni + o sul “Bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli – Disegni +2”, possono presentare domanda di agevolazione ai sensi del presente Bando purché avente ad oggetto un diverso disegno/modello registrato.

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

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  • Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi: conto alla rovescia per Marchi+2

    Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi: conto alla rovescia per Marchi+2

    Avviso: consulta le novità del Bando Marchi+ 2022, clicca qui!

    Marchi +2 è chiuso: ma puoi partecipare a Marchi +3 !

    Ben € 2.800.000 per sostenere la registrazione di marchi comunitari ed internazionali: è Marchi+2 la nuova agevolazione a fondo perduto messa in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico.

    Il conto alla rovescia per la compilazione delle domande online sta quasi giungendo al termine, il 01 febbraio 2016 alle ore 9.00 verrà attivato il form di compilazione online sul quale fare richiesta del contributo agevolativo. Compilato il form online l’impresa avrà 5 giorni per inviare la domanda di agevolazione vera e propria.

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    Marchi+2. Agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione dei marchi comunitari ed internazionali

    Chi può partecipare al bando Marchi+2?

    Micro, piccole e medie imprese con sede in Italia, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese.

    Quante sono le misure agevolative previste?

    Le misure previste da Marchi+2 sono due:

    1. La Misura A prevede Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari presso l’UAMI (Ufficio Armonizzazione Mercato Interno) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.
    2. La Misura B prevede Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

    Quali sono le spese oggetto di agevolazione?

    Le spese agevolate sono diverse per le due misure:

    Per la Misura A sono previste agevolazioni per le spese di:

    • Progettazione del nuovo marchio
    • Assistenza per il deposito
    • Ricerche di anteriorità
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in caso di opposizione/rifiuto/ rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione
    • Tasse di deposito presso UAMI

     

    Per la Misura B sono previste agevolazioni per le spese di:

    • Progettazione del nuovo marchio nazionale
    • Assistenza per il deposito
    • Ricerche di anteriorità
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in caso di opposizione/rifiuto/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione
    • Tasse sostenute presso UIBM o UAMI e presso OMPI per la registrazione internazionale

    Qual è l’importo massimo del contributo?

    Ogni impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino ad un valore complessivo massimo di € 20.000.

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  • SBA – Small Business Act

    SBA – Small Business Act

    Da tempo, in modo ricorrente, si sente parlare di “Small Business Act” (SBA). Ma di cosa stiamo parlando realmente?

    In sintesi, con SBA si intende un pacchetto di proposte adottato nel giugno 2008 dalla Commissione Europea per valorizzare le piccole e medie imprese.

    Le proposte sono state accolte con grande entusiasmo da tutto il sistema economico europeo e italiano in particolare, di cui le PMI costituiscono il nucleo centrale.

    L’obiettivo principale di questo strumento è quello di costruire delle solide basi per la crescita e lo sviluppo delle PMI, semplificando il quadro legislativo ed amministrativo dell’Unione Europea e degli Stati membri.

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    Il Rapporto Small Business Act 2015

    Scopriamo insieme quali sono le leve fondamentali su cui il Governo italiano ha puntato per il potenziamento delle PMI del nostro paese nel corso del 2014 e del primo semestre del 2015, ed analizzate dal Rapporto Small Business Act 2015 SBA 2015.

    Tra queste ricordiamo: lo stimolo agli investimenti produttivi, con particolare enfasi su quelli in innovazione, ricerca e sviluppo, la modernizzazione della finanza d’impresa e il rafforzamento della proiezione internazionale del sistema produttivo.

    Per portare avanti questi principi in Italia, sono state promosse diverse agevolazioni, ognuna a favore di una particolare area di sviluppo.

    La visione d’insieme del nostro Paese, che deriva dai risultati presentati nel Rapporto, lascia emergere una ben definita strategia del Governo finalizzata prevalentemente a premiare le imprese di successo (“picking the winners”), cercando di rafforzarle nelle proprie strategie di innovazione e di internazionalizzazione.

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  • Il ruolo della finanza nella crescita delle piccole imprese

    Il ruolo della finanza nella crescita delle piccole imprese

    L’intervento di Luigi Signorini

    Il 4 novembre 2015 all’Università degli Studi di Trento il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini ha tenuto un intervento dal titolo “Sulla crescita delle piccole imprese: il ruolo della finanza”.

    L’intervento ha preso le mosse dalla constatazione delle caratteristiche peculiari della struttura del sistema produttivo italiano, che, com’è noto, è formato per la quasi totalità da micro, piccole e medie imprese.

    Nel corso degli ultimi anni, il nostro sistema industriale ha assistito a numerosi cambiamenti, dagli anni Sessanta alla globalizzazione, fino ai giorni d’oggi, in cui la digitalizzazione si sta diffondendo e sta mutando in maniera permanente tutti i processi produttivi, puntando sempre di più all’innovazione sia a livello di prodotto che di processo.

    “I vantaggi relativi della piccola e grande dimensione non sono né fissi né immutabili, quello che conta è che la struttura produttiva sia capace di reagire con prontezza ai mutamenti competitivi. In questo senso vi è una responsabilità pubblica: se ci sono freni od ostacoli all’adattamento della struttura produttiva, è bene cercare di rimuoverli”

    In Italia sono ancora troppo poche però, le imprese che intraprendono percorsi di crescita ed espansione. I fattori che inibiscono la capacità di crescita delle aziende sono molti e interconnessi tra loro. Alcuni di questi possono essere elementi come la preponderante natura familiare della proprietà, oppure il contesto istituzionale che contribuisce con gli elevati oneri burocratici, la complessità della regolamentazione e delle procedure amministrative e le inefficienze del sistema giudiziario.

    “Per le piccole e medie imprese italiane il legame tra finanza e crescita non sembra essere (principalmente) di natura quantitativa, ma qualitativa. Non è l’ammontare assoluto di risorse disponibili, ma la loro composizione a segnare la differenza”

    Secondo Signorini esistono due modi principali per incidere sul modello di finanziamento delle PMI: misure dirette a cambiare gli incentivi delle imprese e interventi sulla struttura del sistema finanziario.

    Gli incentivi delle imprese

    In Italia, dato il peso elevato dell’imposizione fiscale, la deducibilità delle spese per interessi ha sempre incentivato gli imprenditori a ricorrere al debito piuttosto che al capitale di rischio. Le maggiori aliquote fiscali contribuiscono a spiegare una parte non trascurabile – circa un quarto – dello sfavorevole divario di leverage rispetto agli altri paesi europei.

    La neutralità fiscale rispetto alle scelte di finanziamento è stato un obiettivo perseguito in modo intermittente dal legislatore italiano negli ultimi due decenni.

    Dopo i tentativi di metà anni novanta con il regime del Dual Income Tax, nel 2008 sono stati adottati limiti alla deducibilità degli interessi passivi nelle società di capitale.

    La difficoltà di trovare efficaci meccanismi per tutelare gli investitori esterni e la volontà degli imprenditori di mantenere il controllo dell’azienda nel ristretto ambito della famiglia concorrerebbero a determinare un preferenza sistematica per il ricorso al debito anziché al capitale di rischio.

    Interventi sulla struttura del sistema finanziario

    L’altra grande direttrice del cambiamento del modello di finanziamento delle PMI riguarda lo sviluppo della finanza non bancaria, ovvero nuovi mercati e nuovi finanziatori.

    Il rafforzamento dell’offerta di fondi non bancari è stato perseguito anche con l’introduzione di incentivi fiscali per gli investitori e, più di recente, con l’abbattimento di alcune barriere regolamentari che consente il coinvolgimento di nuovi attori nel finanziamento del sistema produttivo.

    …e il mercato europeo?

    In un mercato finanziario che tende verso una crescente integrazione con quello degli altri paesi europei, le politiche nazionali devono necessariamente coordinarsi con progetti comunitari.

    Quelle che le imprese tengono poco in considerazione è che, oltre ai finanziamenti privati (bancari e non), possono avvalersi di finanziamenti pubblici (nazionali ed europei).

    L’Unione Europea ha infatti stabilito 5 obiettivi strategici per il ciclo di programmazione 2014-2020 che riguardano l’occupazione, la ricerca e sviluppo, il clima e l’energia, l’istruzione, l’integrazione sociale e la riduzione della povertà.

    Per raggiungere gli obiettivi strategici di Europa 2020, l’UE mette a disposizione degli Stati Membri due tipologie di strumenti finanziari, quelli a gestione indiretta, detti anche Fondi strutturali, e quelli a gestione diretta, che comprendono i finanziamenti diretti UE (detti anche programmi tematici o programmi comunitari) e gli strumenti finanziari per l’assistenza esterna.

    Finanziamenti privati o finanziamenti pubblici?

    In definitiva, perché un’impresa dovrebbe avvalersi dei fondi pubblici al posto di quelli privati? Sicuramente perché i vantaggi derivanti dall’utilizzo di finanziamenti pubblici sono molteplici.

    I Contributi a fondo perduto possono essere utilizzati dall’impresa per realizzare investimenti o sostenere costi mediante l’erogazione di capitale del quale non è richiesta restituzione.

    I finanziamenti a tasso agevolato consentono un abbassamento del costo del credito per l’impresa che beneficia di tassi di interesse inferiori rispetto a quelli richiesti se non fosse attivato l’intervento agevolativo.

    Per la forma tecnica della Garanzia del Credito invece, il vantaggio è duplice ed impatta sia sull’impresa che sull’Istituto di credito. Per l’impresa il beneficio si riflette in una diminuzione del tasso di interesse ed in una sostanziale riduzione delle garanzie richieste.

    Per la banca invece, il beneficio è rappresentato dalla possibilità di ridurre gli accantonamenti di capitale sul finanziamento richiesto in quanto nel caso di mancato rimborso del finanziamento interviene la garanzia concessa dallo Stato o da Confidi.

    Signorini conclude affermando che “la teoria economica ci insegna che un sistema finanziario diversificato e un’equilibrata composizione delle fonti di finanziamento delle imprese possono contribuire in modo efficace alla crescita dell’economia. Le politiche pubbliche, nazionali e comunitarie, possono svolgere un ruolo fondamentale di stimolo al cambiamento, se intervengono efficacemente sulle distorsioni della regolamentazione e forniscono i corretti incentivi agli operatori del settore privato”.

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  • Riapre il bando “Disegni+2” ulteriori 20 milioni di € per le MPMI

    Riapre il bando “Disegni+2” ulteriori 20 milioni di € per le MPMI

    Avviso: per visualizzare le novità sul Bando Disegni+ 2022 clicca qui

    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato nuove risorse per 20 milioni di euro per la riapertura del bando “Disegni+2″ che prevede la concessione di agevolazioni a favore di micro, piccole e medie imprese per la valorizzazione di disegni e modelli industriali al fine di accrescere la loro competitività sui mercati nazionale e internazionali.

    Con tale misura, che prevede l’importo di 80.000 euro per un solo disegno o modello e 120.000 per più disegni o modelli, viene agevolato l’acquisto dei servizi specialistici esterni per favorire la messa in produzione e la commercializzazione di nuovi prodotti.

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    Stanziati 20 milioni di euro per la riapertura del bando

    Chi può partecipare?

    La riapertura di questa misura riguarda le imprese che hanno già presentato la richiesta di accesso al precedente bando Disegni +2, cioè fino al 13 gennaio 2015, ma le cui domande non sono state accolte a causa dell’esaurimento dei fondi.

    Quali sono le iniziative finanziabili?

    Le agevolazioni per il bando Disegni +2 sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in fino ad un massimo dell’80% delle spese ammissibili.

    Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni per favorire:

    • La messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 Produzione).
    • La commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

    L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 1, è pari a 65.000 euro, mentre per la per la Fase 2 è di 15.000 euro.

    Le imprese interessate possono presentare più richieste di agevolazione aventi ad oggetto – ognuna di esse – un diverso disegno/modello registrato (singolo o multiplo) fino al raggiungimento dell’importo massimo, per impresa, di euro 120.000.

    Come si può presentare la domanda?

    Per accedere alle agevolazione è necessario compilare l’apposito form online tramite l’apposito sito di Disegni+2.

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

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