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Tag: Agevolazioni imprese

  • Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Ecobonus 2019 – proroga delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

    Se vuoi conoscere le novità riguardanti Ecobonus 110 ti consigliamo di dare un occhiata al nostro articolo dedicato!

    Lo sgravio fiscale dell’Agenzia delle Entrate rivolto a tutte le imprese italiane

    Ecobonus 2019, l’Agenzia delle Entrate sostiene le imprese, i lavoratori autonomi e i , concedendo , dall’ o dall’, per sostenere gli interventi in efficientamento energetico realizzati nel corso dell’anno.

    L’agevolazione è promossa al fine di aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurale, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale.

    Ma le buone notizie non finiscono qui. Devi sapere che la detrazione d’imposta è compatibile con specifici incentivi concessi da Regioni, Province e Comuni. Se compatibili, le detrazioni possono comunque essere richieste per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali.

    Come funziona Ecobonus 2019
    Attenzione!

    Questo incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali a valere sugli stessi interventi.

    Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta.

    Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali di questa agevolazione.

    Chi ha diritto e può usufruire della detrazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate?

    I beneficiari dello sgravio fiscale previsto dall’Ecobonus 2019 sono:

    • Imprese ovvero micro, piccole e medie imprese (MPMIGrandi imprese:
    1. indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato
    2. iscritte nel 
    • Lavoratori autonomi

    In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

    1. le , compresi gli esercenti arti e professioni
    2. contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche)
    3. le associazioni tra professionisti
    4. gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

    Praticamente quest’agevolazione è rivolta quasi a tutte le imprese italiane. In realtà, possono usufruire di questa detrazione fiscale anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, e coloro che hanno l’immobile in comodato.

    Non solo: in determinati casi, può spettare anche a familiari e conviventi. Ma sul nostro blog ci occupiamo di agevolazioni per le imprese, perciò non ci dilungheremo in dettagli per questo tipo di beneficiari.

    Che cosa prevede Ecobonus?

    L’agevolazione consiste in uno sgravio fiscale (detrazione Irpef) concesso dal 1° gennaio 2018. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%.

    La detrazione è pari al 50% per le seguenti spese: 

    1. l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari;
    2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione;
    3. l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Se, invece, oltre ad essere in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.

    Quali spese comprende e cosa è cambiato?

    Sono ammissibili esclusivamente le seguenti tipologie di interventi:

    • riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria;
    • interventi sull’involucro degli edifici;
    • installazione di pannelli solari;
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

     

    Alcuni provvedimenti successivi hanno esteso l’agevolazione ad altri interventi:

    • acquisto e posa in opera delle schermature solari;
    • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
    • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative;
    • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
    • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

     

    Il massimo di cui si può beneficiare dalla detrazione fiscale sarà così suddiviso:

    –  100.000 €, per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

    – 60.000 €, per il miglioramento termico dell’edificio e l’installazione di pannelli solari

    – 30.000 €, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

    Come posso richiedere l’Ecobonus 2019?

    Per richiedere questa detrazione per la riqualificazione enrgetica è necessario essere in possesso di alcuni documenti che riassumeremo brevemente di seguito:

    • asseverazione di un tecnico abilitato, o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;
    • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio;
    • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

     

    Una cosa molto importante da tenere a mente è il metodo di pagamento: è necessario effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale. Nel modello di versamento andranno dichiarate una serie informazioni come, ad esempio, il codice fiscale del beneficiario e di chi ha eseguito i lavori.

    Quando scade la possbilità di richiedere la detrazione?

    Le domande per ottenere la detrazione fiscale possono essere presentate fino al 31 dicembre 2019.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto

    Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto

    Avviso: il bando è stato chiuso. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    Finanziamenti agevolati per il turismo Regione Veneto: scopri tutto sul nuovo Fondo di rotazione per le PMI del turismo e richiedi fino a € 5 Milioni!

    Grazie ai nuovi finanziamenti agevolati previsti dal fondo rotativo per le PMI turistiche, la Regione Veneto sostiene e promuove il turismo regionale incentivando gli investimenti e il miglioramento dell’offerta delle proprie strutture alberghiere ed extra alberghiere.

    Per le imprese del turismo della Regione Veneto sono previsti finanziamenti agevolati di importo cospicuo, ovvero compresi dai € 150.000 ai 5 milioni di euro. Un bel boost di liquidità per innovare radicalmente la propria offerta turistica!

    Quali sono le imprese beneficiarie di questo finanziamento agevolato?

    I finanziamenti agevolati possono essere richiesti da Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che gestiscano o siano proprietarie di strutture turistiche con sede in Veneto.

    Possono, quindi, richiedere questa tipologia di finanziamenti:

    • Strutture ricettive alberghiere ovvero alberghi, hotel, villaggi, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi;
    • Strutture ricettive all’aperto ovvero villaggi turistici, campeggi, resort;
    • Strutture ricettive complementari ovvero alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate ad uso turistico, bed & breakfast;
    • Strutture ricettive in ambienti naturali;
    • Altre strutture turistiche ammissibili ovvero stabilimenti balneari, impianti di risalita e parchi divertimento.

    Quali progetti possono essere finanziati con il fondo di rotazione della regione Veneto?

    I finanziamenti agevolati previsti dalla Regione Veneto per le strutture ricettive e turistiche devono riguardare, ad esempio:

    • ampliamento, ristrutturazione, manutenzione, riconversione e innovazione delle
      strutture turistiche esistenti;
    • acquisto di impianti e strumenti tecnologici connessi all’attività d’impresa e finalizzati
      all’innovazione dei processi organizzativi e dei servizi per gli ospiti;
    • acquisto di attrezzature informatiche sia hardware che software;
    • attivazione o l’implementazione di sistemi di prenotazione elettronica;
    • interventi per la riduzione dell’impatto ambientale e/o consumo di risorse (energia/acqua) della struttura;
    • interventi finalizzati alla crescita dimensionale delle imprese stesse attraverso la acquisizione di strutture ricettive esistenti, lo sviluppo di sinergie tra imprese del turismo e altre attività economiche;
    • realizzazione di aree benessere, piscine, sala congressi, wellness, ecc. complementari alle strutture ammissibili;
    • interventi per migliorare l’accessibilità della struttura alle persone con disabilità o handicap.

     

    Attenzione, se hai già effettuato queste spese non potrai beneficiare del bando. Per essere ritenuto ammissibile il progetto dovrà iniziare solo successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

    Come funziona il finanziamento agevolato previsto dal bando per il Turismo della Regione Veneto?

    I finanziamenti agevolati concessi dovranno essere compresi tra € 150.000 ed € 5 milioni e coprono il 100% delle spese e saranno erogati in Regime De Minimis.

    Il 50% del finanziamento sarà a tasso zero mentre il restante 50% sarà erogata ad un tasso convenzionato pari all’Euribor a 3/6 mesi + uno spread non più alto del 5%.

     

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  • Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Regione Campania: contributi a fondo perduto per la Ricerca lo Sviluppo e l’Innovazione

    Avviso: il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 5 luglio 2018. Se vuoi conoscere le novità sulle altre agevolazioni clicca qui.

    Sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti coerenti con la RIS3

    Con il nuovo bando “Innovazione e trasferimento tecnologico: sostegno alle imprese campane nella realizzazione di studi di fattibilità (Fase 1) e progetti (Fase 2) coerenti con la RIS3″ la Regione Campania sostiene le imprese innovative del suo territorio nella realizzazione di studi di fattibilità e progetti di trasferimento tecnologico attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto.

    Una opportunità da non lasciarsi scappare se hai una un’impresa che opera nel territorio campano e vuoi avviare un progetto innovativo di ricerca e sviluppo.

    A chi è rivolto il bando per l’innovazione della Regione Campania?

    Potrai presentare per questa agevolazione se la tua è una micro, piccola o media impresa che opera nella regione Campania e che, al momento della presentazione della domanda, si è già costituita ed è regolarmente iscritta al registro delle imprese.

    Che tipo di progetti di ricerca e sviluppo sono finanziabili da questo bando?

    Una particolarità di questa agevolazione è che ha l’obiettivo di finanziare due diverse fasi del processo di ricerca e sviluppo.

    La prima fase riguarda il finanziamento di studi di fattibilità, mentre la seconda è inerente ai progetti di trasferimento tecnologico, nell’ambito di progetti che abbiano una forte connotazione innovativa.

    Capiamo meglio quali attività sono comprese in ciascuna delle due fasi.

    La prima fase, ovvero quella relativa allo studio di fattibilità, servirà alle imprese campane per comprendere la fattibilità tecnica ed economica, la difendibilità intellettuale ed il potenziale commerciale delle idee innovative.

    Ma cosa vuol dire studio di fattibilità?

    Per studio di fattibilità si intende l’insieme di analisi e processi che hanno come obiettivo quello di valutare il potenziale di un progetto, di individuarne i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, le risorse necessarie per l’effettiva realizzazione del progetto e, in ultima battuta, le sue probabilità di successo.

    Gli studi di fattibilità, inoltre, dovranno riguardare una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie individuate dal documento RIS3 Campania e, nello specifico, la:

    • Proprietà intellettuale;
    • Ricerca partner;
    • Progettazione tecnica;
    • Valutazione del rischio;
    • Analisi di fattibilità tecnica ed economico/finanziaria;
    • Business planning;
    • Verifica su applicazioni pilota e proof of concept.

    Nell’ambito della seconda fase di trasferimento tecnologico, sono incluse tutta una serie di attività che riguardano lo sviluppo sperimentale e la ricerca industriale.

    Facciamo subito un po’ di chiarezza sul significato di questi ultimi due termini.

    Con sviluppo sperimentale si intende l’acquisizione, l’organizzazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità che sono necessarie per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.

    La ricerca industriale invece, come suggerisce il termine, riguarda la ricerca di nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o che siano in grado di apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti.

    Le attività di sviluppo sperimentale devono generare almeno il 60% dei costi complessivi previsti nell’ambito del progetto di trasferimento tecnologico.

    Che tipologie di spesa si possono agevolare con il bando per il trasferimento tecnologico?

    Per renderti più semplice la lettura delle spese che potrai sostenere, le abbiamo suddivise in base alla fase del progetto.

    Per la realizzazione dello studio di fattibilità, i costi che potrai sostenere riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca.

    Per questa fase, i costi sostenuti non potranno essere inferiori a € 50.000 e superiori a € 120.000 e la durata non potrà superare i sei mesi.

    Per la fase relativa al trasferimento tecnologico, le spese previste riguardano:

    • le spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nelle attività di ricerca);
    • costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    • costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca;
    • spese generali, calcolate nella misura forfettaria del 15% del totale delle spese del personale;
    • costi di esercizio, ovvero i costi direttamente imputabili all’attività di ricerca (materie prime, componenti, semilavorati, materiali commerciali e materiali di consumo specifici).

    Per questa fase, i costi non potranno essere inferiori a € 500.000,00 e superiori a € 2.000.000, e la durata del progetto non potrà essere inferiore a 6 mesi e non superiore a 18 mesi.

    A quanto ammontano le risorse stanziate dal bando?

    Le risorse disponibili per realizzazione di studi di fattibilità ammontano complessivamente a € 5.000.000, mentre quelle disponibili per il trasferimento tecnologico a € 40.000.000.

    Ma non finisce qui. Per le imprese operanti nell’ambito Aerospazio e identificate come coerenti con gli obiettivi di Clean Sky per la fase di trasferimento tecnologico verrà stanziata una dotazione aggiuntiva pari a € 10.000.000.

    Quanto è possibile richiedere?

    Per gli studi di fattibilità, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa:

    • il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese;
    • il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Per i progetti di trasferimento tecnologico, l’intensità di aiuto varia a seconda della dimensione della tua impresa e della tipologia di intervento:

    • per la ricerca industriale, il 60% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 70% dei costi ammissibili per le piccole imprese;
    • per lo sviluppo sperimentale, il 35% dei costi ammissibili per le medie imprese e il 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese.

    Da quando sarà possibile presentare le domande?

    Potrai presentare la tua domanda di accesso al contributo a partire dalle ore 12:00 del 5 luglio 2018 dunque… affrettati!

     

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  • Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia

    Avviso: il bando per l’innovazione in friuli venezia giulia è stato chiuso il 16 maggio 2018. Se vuoi rimanere sulle ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui!

    In Friuli è il momento giusto per innovare!

    Si apre il 27 marzo 2018 il bando promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia ha lo scopo di incentivare la realizzazione nel territorio regionale di progetti di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), finalizzati al consolidamento delle imprese stesse in chiave innovativa.

    Il bando denominato “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI” – linea b, ha una dotazione finanziaria di oltre 2.3 milioni di euro.

    Chi può partecipare al bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia?

    Il bando per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia finanzia i progetti di investimento delle micro, piccole e medie imprese (PMI), inclusi i liberi professionisti operanti in Friuli. Sia le imprese che i liberi professionisti, possono presentare un solo progetto a valere sul bando.

    Per poter partecipare i richiedenti dovranno essere attive, regolarmente costituite, e iscritte al Registro delle Imprese. Dovranno inoltre rispettare una serie di requisiti legati al rispetto delle normative, alla situazione economico-finanziaria, e all’eventuale accesso ad altre agevolazioni avvenuto in passato.

    Quale agevolazione è prevista?

    Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, con delle intensità di aiuto diverse in base al Regime con cui l’agevolazione viene concessa:

    • Regime De Minimis 1407/2013, sarà pari al 50% della spesa ammissibile;
    • Art. 17 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 20% per micro e piccole imprese, e al 10% per le medie imprese;
    • Art. 14 del Regime di Esenzione 651/2014 (su espressa indicazione del richiedente), sarà pari al 30% per micro e piccole imprese, e al 20% per le medie imprese.

     

    In ogni caso, il limite massimo di aiuto concedibile per ogni domanda è pari a 200 mila euro, mentre il limite minimo è di 3 mila euro per le microimprese, 6 mila euro per le piccole, e 9 mila euro per le medie imprese.

    L’aiuto è concesso esclusivamente per la realizzazione di progetti di investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I progetti devono essere focalizzati al miglioramento o all’automazione dell’efficienza aziendale ma anche al miglioramento dei processi aziendali e della capacità di penetrare in nuovi mercati.

    I progetti finanziabili possono essere suddivisi in tre gruppi, legati alla realizzazione di:

    1. soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati, come enterprise Resource Planning o ERP, Manufacturing Resource Planning o MPR, sistemi di gestione documentale, sistemi di Customer Relationship Management o CRM, tracciabilità dei prodotti, strumenti di business intelligence e business analytics, strumenti per la sicurezza informatica ed il cloud computing;
    2. soluzione ed applicazioni digitali che consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti (Internet of Thing);
    3. servizi innovativi per la clientela [solo per imprese turistiche].

    Quali sono le spese ammissibili?

    Per realizzare i progetti descritti nel paragrafo precedente, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto di:

    • hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale (installazione compresa);
    • sistemi di sicurezza della connessione di rete;
    • software e licenze, anche a canone periodico o a consumo limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica, limitatamente al periodo di durata del progetto;
    • sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;
    • servizi di consulenza concernenti l’analisi, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informatici descritti al punto precedente;
    • altri servizi di consulenza inerenti al progetto presentato.

    Attenzione, il bando non consente di finanziare la pura e semplice sostituzione di software o hardware o sistemi già in possesso del richiedente, con versioni più aggiornate.

    Come posso presentare domanda di partecipazione?

    La domanda di partecipazione al banco per l’innovazione in Friuli Venezia Giulia deve essere presentata alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, a partire dalle ore 10:00 del 27 marzo e fino alle ore 16:00 del 16 maggio 2018.

    E’ possibile presentare domanda esclusivamente per via telematica, tramite il sistema informativo FEG (Front End Generalizzato), che puoi trovare sulla colonna destra del sito della Regione FVG. Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione prevista dal bando.

    Le domande saranno valutate sulla base di diversi criteri, ad esempio: la coerenza del progetto presentato con la Strategia di Specializzazione S3, investimenti in tecnologie abilitanti, capacità di ridurre l’impatto ambientale, incremento occupazionale, possesso del rating di legalità.

    Non saranno ammesse a contributo le domande che otterranno un punteggio inferiore a 15 punti. Perciò se hai dubbi, e vuoi essere sicuro di riuscire a vincere il bando, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente esperto.

    Approfondimenti

    Un altro interessante bando pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese operanti sul territorio, è “Aiuti agli investimenti tecnologici delle PMI“ – linea a.

    Questa linea ha una dotazione finanziaria di oltre 6.3 milioni di euro, ma scade il 23 marzo 2018.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Turismo in Liguria: finanziamenti agevolati

    Avviso: il bando è stato chiuso il 20 aprile 2018. Nel frattempo rimani aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata, clicca qui

    Con il nuovo bando “Finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica” la Regione Liguria, intende favorire lo la riqualificazione delle strutture ricettive regionali. Il bando, che sarà disponibile dal 30 Novembre 2017 al 20 Marzo 2018, prevede la concessione di finanziamenti agevolati destinati allo sviluppo di piani di riqualificazione per le strutture alberghiere liguri da €150.000 fino ad un massimo di €800.000.

    Chi può partecipare al bando?

    Possono richiedere il finanziamento le micro, piccole e medie imprese, iscritte al Registro delle Imprese e che svolgono l’attività alberghiera.

    Si tratta dunque di:

    1. alberghi
    2. residenze turistico – alberghiere
    3. locande
    4. alberghi diffusi

    Quali progetti è possibile agevolare?

    Il bando prevede che i beneficiari, cioè le strutture alberghiere, presentino un piano di riqualificazione relativamente ad una sola struttura ricettiva ed alle sue pertinenze che devono essere situate sul territorio ligure.

    Il piano deve avere un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000 ed essere completato entro 18 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione da parte della F.I.L.S.E, la finanziaria regionale Ligure.

    Trattandosi di un finanziamento agevolato è evidente che il piano di riqualificazione dovrà essere avviato solo dopo aver presentato domanda a FILSE.

    Quali spese è possibile finanziare?

    Le spese che è possibile finanziare fanno riferimento a Piani di riqualificazione che devono necessariamente avere come obiettivo quello di riqualificare, sviluppare e rendere più competitive le strutture ricettive o i servizi complementari offerti da queste ultime.

    Si fa riferimento, quindi, a interventi di riqualificazione che non solo diretti al miglioramento dei singoli alberghi ma estesi anche ai loro centri benessere, spa, impianti sportivi o parcheggi riservati.

    Nello specifico le spese agevolabili sono:

    • progettazione e direzione lavori, oneri per le concessioni edilizie e collaudi;
    • opere murarie;
    • acquisto di macchinari, impianti, attrezzature varie ed arredi nuovi di fabbrica;
    • acquisto di dotazioni e programmi informatici e realizzazione di siti internet;
    • spese connesse con l’introduzione di sistemi di qualità e all’adesione a sistemi di certificazione ambientale (ad esempio ISO, EMAS, Ecolabel, etc.).

    Quale agevolazione?

    Il bando mette a disposizione un finanziamento ipotecario su un importo compreso tra i €150.000 e gli €800.000.

    La metà di questo finanziamento viene concessa dalla FILSE con un tasso compreso tra 0.50% e 1.25% mentre sulla quota restante, che viene concessa da una delle banche convenzionate si applicherà, in funzione del rating creditizio della singola impresa, uno spread non superiore ai 350 punti base per i finanziamenti con durata 10 anni ed uno spread non superiore ai 400 punti base per i finanziamenti con durata 15 anni.

    In ogni caso, la banca convenzionata effettuerà le proprie valutazioni sul merito creditizio delle singole imprese richiedenti.

    Quali sono le banche convenzionate con F.I.L.S.E?

    Le banche convenzionate con FILSE per questa agevolazione sono:

    • Banca di Credito Cooperativo di Cherasco s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese s.c.;
    • Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca De’ Baldi s.c.;
    • Banca Alpi Marittime – Credito Cooperativo di Carrù s.c.;
    • Banca Credito Cooperativo di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei fiori s.c..
    • Banca Carige S.p.A.

    Come partecipare?

    Le domande di partecipazione alla agevolazione dovranno essere compilate sul portale “Bandi online” di FILSE tra il 30 Novembre 2017 e il 20 Marzo 2018 e dovranno essere corredate da una serie di documenti quali:

    • dati generali dell’impresa;
    • relazione illustrativa;
      relazione tecnico-economica;
    • copia dei preventivi facenti parte del piano di riqualificazione;
    • eventuale copia dei titoli abilitativi per le opere di ristrutturazione edilizia e per le opere relative agli impianti tecnologici completi di domandarelazione ed elaborati grafici, qualora già in possesso dell’impresa richiedente;
    • dichiarazione di assenso del proprietario stesso ai fini dell’apposizione del vincolo di destinazione d’uso che verrà a gravare sull’immobile sede dell’intervento;
    • copia della richiesta di finanziamento alla Banca Convenzionata;
    • copia di attribuzione della cd. “Classificazione di rischio” da parte della Banca Convenzionata.

    Tutto chiaro? e ricordati… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!

    Vorresti partecipare ma non sai da quale parte cominciare? Contattaci saremo lieti di aiutarti!

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  • Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Avviso: il bando Apulia Film Fund 2017 è stato chiudo il 28 febbraio 2018. Rimani aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Cos’è Apulia film fund?

    Riapre l’Apulia Film Fund, dedicato alle imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva. A disposizione delle imprese ci saranno €5 milioni, che potranno essere utilizzati per documentari, lungometraggi, cortometraggi, serie TV/WEB e format televisi.
    Se ti occupi di audiovisivo, cinema o tv sai benissimo che i fondi regionali possono rappresentare un ottimo strumento per realizzare i tuoi progetti creativi.

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    Riapre il bando della Apulia Film Commission: 5 Milioni di euro a fondo perduto per l’audiovisivo in Puglia

    Se stai pensando di girare una fiction o un documentario oppure vuoi dare finalmente dare vita a quel film che avevi nel cassetto da anni… ecco, questo può essere il tuo momento!

    Come? Semplice! Con l’Apulia Film Fund, il fondo erogato dalla Fondazione Apulia Film Commission per l’anno 2017 che ha come obiettivo quello di attrarre produzioni audiovisive sul territorio pugliese.

    Attraverso l’Apulia Film Fund la Regione Puglia sostiene le imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva (contraddistinte dal codice ATECO 59.11) non solo italiane, ma anche europee ed extraeuropee, che intendono produrre i propri prodotti creativi in Puglia valorizzando le location pugliesi e promuovendole attraverso il canale cinematografico/televisivo.

    I contributi che vengono erogati sono a fondo perduto e sostengono diverse categorie di prodotti con logiche ed importi differenti ma con l’obiettivo comune di abbattere i costi di trasferta, il cast, le spese per la troupe, le location e lo scouting del territorio pugliese..

    Le categorie di progetto che possono beneficiare di queste agevolazioni sono le opere audiovisive appartenenti alle seguenti tipologie

    1. Fiction
      • Lungometraggi di finzione o animazione a principale sfruttamento cinematografico;
      • Film Tv di finzione o animazione;
      • Serie Tv/Web di finzione o animazione;
    2. Doc
      • Documentario a principale sfruttamento cinematografico;
      • Documentario Tv;
      • Serie di documentari Tv/Web;
    3. Short
      • Cortometraggio di fiction o animazione;
      • Cortometraggio musicale (videoclip o music-video) Tv/Web;
    4. Format
      • Reality;
      • Talent show;
      • Factual entertainment;
      • Fictionality/constructed reality;
      • Action game;
      • Adventure game.

    La dotazione del bando, è estremamente interessante: a disposizione ci sono,infatti, €5 Milioni.

    I contributi che verranno erogati saranno, al massimo:

    • €350.000 nel caso di progetto della categoria Fiction;
    • €60.000 nel caso di progetto della categoria Doc;
    • €25.000 nel caso di progetto della categoria Short;
    • €100.000 nel caso di progetto della categoria Format.

    Le spese coperte riguarderanno lo sviluppo e l’intera produzione dell’opera audiovisiva.

    La condizione inderogabile per ricevere il contributo è lo sviluppo dell’opera interamente o in parte nel territorio pugliese.

    Hai tempo per presentare le domande fino al 2018 ma affrettati le risorse finiscono in fretta! Che stai aspettando?

    Goditi anche tu le bellezze di questo territorio e sviluppa il tuo progetto cinematografico con l’Apulia Film Fund.

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  • Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Resto al Sud – Quali sono le attività finanziabili?

    Ti proponiamo degli esempi per capire meglio quali attività sono ammesse da Invitalia e quali sono escluse

    Leggi il nostro articolo e scopri subito tutto quello che c’è da sapere su questa agevolazione che ti permette di finanziare nuove attività come: affittacamere, b&b, ristoranti… E molto altro!

    Nella nostra mini guida, abbiamo già parlato nel dettaglio di Resto al Sud, la nuova agevolazione di Invitalia pensata per combattere il fenomeno dell’emigrazione dei giovani dal sud Italia e per favorire la nascita di nuove attività nel meridione.

    Per Resto al sud sono stati stanziati complessivamente 1.25 miliardi di euro, che saranno di grande supporto per tutti gli under 46 che vogliono aprire (o hanno da poco aperto) un’attività nelle 8 regioni del meridione, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Ma quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    La prima cosa da fare per comprendere se Resto al Sud fa davvero al casa tuo, è capire quali solo le attività che possono essere finanziate da questo bando!

    A questo proposito, una prima soluzione è quella di leggere il bando, dal sito di Invitalia, e consultare uno ad uno i codici ATECO delle attività che sono ammissibili per richiedere questa agevolazione, sincerandosi che il codice relativo all’attività che si vuole intraprendere non sia presente tra le attività escluse dal bando.

    Ti anticipo, però, che i codici ATECO sono più di 1.300… una lettura abbastanza impegnativa!

    Se ti stai chiedendo come fare, e già ti vedi impegnato per ore e ore a leggere righe di Excel, abbiamo pensato per te di fornirti qualche esempio di attività che puoi avviare con questo bando “Resto al Sud”.

    Come molti sanno il sud Italia è famoso per il suo cibo squisito ed ogni regione ha i suoi piatti tipici… perché ti dico questo?

    Perchè grazie al bando Resto al Sud potrai finanziare l’apertura di attività collegate alla ristorazione e alla somministrazione. Potrai aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • ristorante
    • gelateria
    • pasticceria
    • bar
    • catering per eventi o matrimoni

     

    Se invece sei interessato all’ambito del turismo e delle ricettività, grazie a Resto al sud potrai finalmente aprire le attività che trovi di seguito:

     

    Resto al sud finanzia anche l’apertura di attività collegate ai servizi alla persona. Qualche esempio?

    • lavanderia
    • tintoria
    • parrucchiere
    • istituti di bellezza
    • salone di estetica
    • manicure
    • pedicure
    • studio di tatuaggi
    • toletta per animali
    • centro benessere
    • palestra
    • stabilimento balneare

     

    Ma non finisce qui!

    Resto al Sud potrà essere utilizzato anche nell’ambito della formazione e dell’istruzione, ovvero per aprire, ad esempio le seguenti attività:

    • scuola di vela
    • scuola di danza
    • autoscuola
    • scuole di lingua
    • asilo nido

    E nel campo della sanità e dell’assistenza sociale?


    Al bando Resto al Sud possono accedere anche le attività che si riferiscono ai servizi di assistenza sanitaria e sociale, che appartengono alla sezione Q, come ad esempio:

    • servizi degli studi medici di medicina generale
    • attività dei centri di radioterapia
    • studi di omeopatia e di agopuntura
    • attività degli studi odontoiatrici
    • fisioterapia
    • attività svolta da psicologi
    • strutture di assistenza residenziale, e non residenziale, per anziani e disabili
    • servizi di asili nido.

    Abbiamo visto insieme alcune delle attività finanziabili con il bando Resto al Sud. Ma vediamo insieme quali sono, invece, alcune delle attività che non possono essere finanziate con questo bando.

    Quali sono le attività che non possono essere finanziate con Resto al Sud?

    Resto al sud esclude la creazione di qualsiasi attività commerciale sia al dettaglio che all’ingrosso. Che significa?

    Con resto al sud non potrai aprire nessun tipo di negozio, né fisico né online. Quindi un no assoluto ai negozi di abbigliamento, fiori e piante, articoli di profumeria, prodotti per l’igiene personale, piccoli animali domestici, orologi, articoli di gioielleria e argenteria, calzature e pelletterie, articoli sportivi, pesce, carni, verdure, bibite, computer, e così via.

    Resto al Sud, inoltre esclude tutte le attività legate all’agricoltura ed alla silvicoltura.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se il tuo progetto e la tua nuova attività sono finanziabili o meno tramite Resto al sud. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Perchè è importante richiedere la Carta Nazionale dei Servizi

    La Carta Nazionale dei Servizi, spesso indicata con l’acronimo CNS, è uno dei vari strumenti messi a disposizione delle imprese per permettere una identificazione assolutamente certa dell’impresa da parte della Pubblica Amministrazione.

    La CNS può quindi essere vista come una sorta di carta d’identità elettronica dell’impresa. Consente a quest’ultima, tra le altre cose, di accedere ad una serie di servizi on-line offerti dalla pubblica amministrazione.

    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi?

    La Carta Nazionale dei Servizi è un dispositivo informatico che può avere l’aspetto di una chiavetta USB o di una smart card, e contiene al suo interno un “certificato digitale” che permette l’identificazione certa di qualsiasi azienda in rete.

    La CNS è, quindi, uno strumento digitale estremamente utile e sempre più indispensabile per tutte le aziende che vogliono dialogare con le Pubbliche Amministrazioni in via telematica.

    Cos'è la Carta Nazionale dei Servizi
    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi e e perchè dovresti richiederla se vuoi partecipare ad agevolazioni pubbliche

    Chi può richiedere la CNS?

    Se pensi che solo le imprese possano richiedere la CNS, ti sbagli di grosso!

    La CNS può essere richiesta anche da cittadini privati, per consultare i propri dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su un sito web.

    A cosa serve?

    La CNS consente non solo di firmare digitalmente documenti informatici come bilanci, fatture o contratti, con lo stesso valore legale di una firma autografa apposta su carta, ma anche di accedere in rete ai servizi della Pubblica Amministrazione come bandi ed agevolazioni pubbliche.

    Prima di presentare qualche esempio utile, ti proponiamo un video pubblicato dalla Camera di Commercio di Varese, che illustra che cos’è la Carta Nazionale dei Servizi.

     

    Fonte video: Camera di Commercio di Varese

    Come usare la Carta: qualche esempio utile

    Visitando, ad esempio, il sito https://impresa.italia.it e facendo login con CNS (o SPID) ogni impresa può accedere al “cassetto digitale”, il nuovo strumento per avere sempre a disposizione le informazioni ed i documenti ufficiali della propria impresa.

    Grazie al cassetto digitale, le imprese italiane possono accedere in maniera del tutto gratuita a:

    • Visura ordinaria, visura storica, visura artigiana e scheda società;
    • Modello di dichiarazione sostitutiva del certificato Registro Imprese;
    • Statuti, atti e bilanci depositati;
    • Situazione dei pagamenti del diritto annuale;
    • Stato pratiche Registro Imprese (trasparenza amministrativa).

     

    Ma l’utilità della CNS non si esaurisce qui. Il possesso della CNS è spesso un requisito fondamentale per poter avere accesso alle procedure per la trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni pubbliche.

    È il caso, ad esempio, del voucher per la digitalizzazione delle PMI che abbiamo visto sul blog di Trovabando in maniera molto approfondita.

    Il cittadino invece, può collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, registrarsi senza digitare tutti i propri dati e accedere così al sito e verificare lo stato della propria posizione fiscale.

    Come richiedere la Carta

    Le Camere di Commercio, in quanto Pubbliche Amministrazioni, rilasciano la CNS insieme al servizio di firma digitale degli atti e dei documenti.

    Per poter avviare le pratiche di emissione e consegna della Carta Nazionale dei Servizi con funzioni di Firma Digitale bisognerà presentarsi di persona presso la propria Camera di Commercio, con un documento di riconoscimento valido e un indirizzo e-mail.

    Alcune Camere di Commercio rendono disponibile la possibilità di prenotare la propria CNS direttamente tramite web.

    Per agevolare gli utenti interessati, e per rendere la procedura di richiesta della Carta Nazionale dei Servizi più veloce, è stata attivata una collaborazione con soggetti esterni accreditati.

     

     

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  • Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Avviso: non è più possibile partecipare a questi bandi. Non perderti le ultime novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Stavolta la regione Basilicata non ha lasciato indietro nessuno, ce n’è per tutti i gusti!

    Il nuovo pacchetto CreOpportunità pensato per la zona lucana comprende diversi strumenti in grado di soddisfare beneficiari con diverse caratteristiche.
    In particolare i pacchetti in questione sono tre: “START AND GO”, “GO AND GROW” e “Liberi professionistiSTART and GROW”.

    L’obiettivo principale del pacchetto CreOpportunità è quello di sostenere e facilitare l’imprenditorialità attraverso la nascita e lo sviluppo di nuovi business nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché quello di incentivare le professioni.

    Chi sono i beneficiari del pacchetto CreOpportunità?

    I beneficiari del 22 milioni di euro stanziati per il pacchetto Creopportunità  saranno le micro, piccole e medie imprese, costituite o da costituire, ma anche i liberi professionisti.

    Una novità assoluta per la regione Basilicata!

    Vediamo insieme cosa contiene questo pacchetto.

    1. START AND GO

    “START AND GO” è lo strumento dedicato alle micro e piccole imprese di nuova costituzione o che si impegnano a costituirsi prima della concessione del finanziamento.
    I beneficiari godranno di un contributo a fondo perduto sul 60% delle spese ammissibili dal bando, su cui potranno avere un contributo massimo di 100 mila euro, in regime de minimis. I programmi di investimento che potranno essere presentati dalle mpmi dovranno prevedere un investimento pari o maggiore a 20mila euro.

    2. GO AND GROW

    “GO AND GROW” è la soluzione del pacchetto Creopportunità rivolta alle micro, piccole e medie imprese con una dotazione pari a 10 milioni di euro, che offrirà ai beneficiari contributi in conto capitale con una intensità di aiuto pari al 35% per le medie imprese e al 45% per le micro e piccole imprese.

    Il contributo massimo finanziabile è di 250 mila euro, in regime di esenzione, con cui potranno essere coperte le spese per investimenti materiali, immateriali e di gestione.

    3. Liberi professionisti START and GROW

    L’ultima misura del pacchetto CreOpportunità è “Liberi professionisti START and GROW” .
    Questa linea è riservata ai liberi professionisti o aspiranti tali, associazioni o società di professionisti, e prevede contributi in conto capitale con un’intensità di aiuto del 50%, a valere su una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro.
    Il contributo massimo finanziabile è di 40 mila euro per un investimento minimo di 10 mila euro, in regime de minimis.

    Entro quando posso presentare la domanda?

    Le domande potranno essere presentate su 3 intervalli temporali, a cui seguiranno 3 valutazioni intermedie.

    L’ultimo sportello sarà aperto fino alle ore 20.00 del 7/05/2018.

    Hai ancora dubbi o perplessità?
    Contattaci per scoprire se anche tu puoi partecipare!

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

    Registrati a Trovabando per scoprire tutti i bandi e le agevolazioni a cui la tua impresa può DAVVERO partecipare!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!

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  • Basilicata: in arrivo contributi a fondo perduto per le strutture ricettive di qualità

    Basilicata: in arrivo contributi a fondo perduto per le strutture ricettive di qualità

    Avviso: il bando è scaduto in data 12 dicembre 2017. Se vuoi conoscere le novità sulle ultime agevolazioni clicca qui

    Fondo perduto regione Basilicata – Ricettività di qualità per le imprese lucane

    In arrivo 12.4 Milioni a fondo perduto per il potenziamento e miglioramento dell’offerta turistico ricettiva locale

    Con il nuovo bando “Ricettività di qualità” la Regione Basilicata mette a disposizione 12.4 Milioni di Euro a fondo perduto, per le Piccole e Medie Imprese operanti nel settore turistico quali, alberghi e strutture ricettive extra alberghiere.

    Il bando rappresenta una occasione molto interessante per chi si occupa di turismo in Basilicata e intende rinnovare o ampliare la propria struttura, contribuendo così a potenziare l’offerta turistica nella regione.

    A chi è rivolto il bando?

    Il bando è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • 55.10 – “Alberghi e strutture simili”;
    • 55.20 – “Alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni” tuttavia dal bando sono esclusi gli “affittacamere”, con meno di quattro camere, ciascuna con il proprio bagno privato.

    Esclusioni

    • “Attività di alloggio connesse alle aziende agricole”, cioè gli agriturismi rientranti nella categoria codice Ateco 55.20.52
    • “Case ed appartamenti per vacanze, case per ferie e bed and Breakfast”, rientrante nella categoria codice Ateco 55.20.51

    fondo-perduto-per-le-imprese-del-turismo-della-basilicata
    Contributi a fondo perduto per le imprese turistiche della Basilicata

    Quali interventi sono finanziati?

    Gli investimenti che possono essere oggetto di richiesta di contributo riguardano:

    • la attivazione di una nuova attività ricettiva e delle relative attività complementari;
    • l’ampliamento di attività ricettiva esistente;
    • la riqualificazione di attività ricettiva esistente;
    • la riattivazione di attività ricettiva esistente;
    • l’attivazione di nuove attività complementari a una struttura ricettiva esistente;
    • l’ampliamento di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente;
    • la riqualificazione di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente.

    Quali spese sono coperte dal bando?

    Il bando contribuisce a spesare, con percentuali differenti:

    • le spese generali come:
      • spese per consulenze redazione progetto di investimento;
      • progettazione e direzione lavori;
      • collaudi previsti per legge;

     

    • le spese per investimenti materiali come:
      • suolo aziendale
      • opere murarie
      • macchinari
      • attrezzature
      • arredi
      • hardware
      • impianti specifici

     

    • le spese per investimenti immateriali come:
      • acquisto di brevetti e licenze
      • programmi informatici
      • spese connesse all’acquisizione di certificazioni

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Bando Ricettività di Qualità prevede un contributo a fondo perduto pari al:

    • 45% delle spese per le Micro e Piccole Imprese
    • 35% delle spese per le medie imprese

    I programmi di investimento che potranno essere presentati dovranno essere almeno di €200.000 ed almeno il 25% delle risorse da investire nel progetto dovrà essere garantito dall’impresa.

    Facciamo un esempio pratico per capirne di più!

    Immagina di essere un albergatore di Matera che decide di sfruttare questa agevolazione per rinnovare il suo splendido albergo con vista sui “Sassi”.

    Se le spese connesse con il rinnovamento ed ampliamento dell’albergo ammontano a €250.000 dovrai poter contare subito su almeno € 62.500 di risorse proprie (pari al 25% del totale dell’investimento) ma potrai ricevere un contributo a fondo perduto pari ad € 112.500 (corrispondente al 45% dell’investimento). Si tratta di un notevole vantaggio, che permette di valorizzare il proprio business riducendo i costi quasi della metà!

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso a questa agevolazione possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale CEBAS a partire dalle ore 8.00 del 01 ottobre 2017, e fino alle ore 20 del giorno 12 dicembre 2017 (termine per la presentazione modificato con avviso del 13.11.17).

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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