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Tag: Finanziamenti agevolati

  • Bandi regionali Basilicata: 3 incentivi a fondo perduto attivi per le PMI

    Se sei un’impresa del territorio o un aspirante imprenditore con sede nel territorio della Regione Basilicata, questo è il momento giusto per cogliere nuove opportunità inerenti i bandi regionali Basilicata. Nell’ambito del programma regionale Basilicata 2021-2027 FESR FSE, legato a Coesione Italia 2021-2027, sono disponibili numerosi bandi regionali Basilicata per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese del territorio.

    Con questa guida ti aiuto a scoprire tutte le agevolazioni attive, con un focus sui principali bandi regionali Basilicata, rivolti a chi vuole innovare, crescere, formare personale o consolidare il proprio progetto.

    Approfondiremo tre avvisi pubblici attualmente disponibili all’interno del panorama dei bandi regionali Basilicata:

    • uno per le imprese costituite da meno di 24 mesi,
    • uno per le imprese artigiane,
    • e uno dedicato alla formazione continua per lavoratori.

    Queste misure offrono finanziamenti a fondo perduto, con meccanismi di concessione di contributi pensati per facilitare l’accesso al credito, sostenere lo sviluppo e favorire la partecipazione delle imprese a iniziative regionali e comunitarie.

    Bandi Regionali Basilicata per Nuove Imprese Costituite da 0 a 24 Mesi

    Se sei titolare di una nuova attività, hai fondato una startup innovativa o stai muovendo i primi passi nel mercato, questo bando è pensato per te. Rientra nel programma regionale Basilicata FESR tra le opportunità dei bandi regionali Basilicata, con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove imprese e il rilancio delle attività in settori strategici.

     

    Chi può accedere a questa agevolazione regionale

    Il bando si rivolge a:

    • imprese costituite e iscritte da meno di 24 mesi al Registro delle Imprese;
    • realtà micro o piccole, incluse startup innovative e progetti guidati da giovani;
    • imprese con sede operativa interessata e localizzata nel territorio della Regione Basilicata.

    Il requisito fondamentale è la presentazione dell’istanza di agevolazione da parte di soggetti con il possesso dei requisiti richiesti, a partire dalla data di inoltro della candidatura.

     

    Spese ammissibili e tipologie di investimento

    Sono agevolabili le spese per:

    • opere murarie e adattamenti strutturali;
    • spese connesse all’acquisizione di attrezzature, arredi, impianti e macchinari per uso produttivo;
    • strumenti informatici, tecnologie digitali, software gestionali;
    • spese di avviamento (utenze, promozione, personale iniziale);
    • consulenze professionali e formazione.

    Il tutto deve rientrare in un programma di investimento coerente e ben pianificato.

     

    Contributi a fondo perduto e dotazione finanziaria del bando

    La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 8 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto massimo è di 150.000 euro per ciascun beneficiario.

    Le intensità variano in base al regime scelto:

    • regime “de minimis”: contributo pari al 65% delle spese ammissibili;
    • regime di esenzione: 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

    Parliamo quindi di fondo perduto per le imprese che vogliono sviluppare progetti di impresa innovativi e radicati nel territorio.

     

    Presentazione della domanda e scadenze per il 2025

    L’inoltro della candidatura telematica sarà possibile dal 9 giugno 2025 all’8 settembre 2025, esclusivamente tramite portale della Regione. Ti suggerisco di preparare con anticipo tutta la documentazione per la presentazione della istanza.

    Bandi regionali Basilicata per imprese artigiane: innovazione e digitalizzazione

    Questo bando, disponibile tra i bandi regionali Basilicata, è pensato per chi opera nei settori dell’artigianato e agricoltura, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella transizione digitale, nella crescita tecnologica e nel miglioramento dell’offerta. Se sei un artigiano o gestisci una bottega tradizionale, questa agevolazione è un’ottima opportunità per innovare senza stravolgere l’identità della tua attività.

     

    A chi si rivolgono gli incentivi a fondo perduto per l’artigianato

    Possono partecipare le imprese artigiane:

    • regolarmente iscritte all’albo presso la Camera di Commercio;
    • localizzate nel territorio della Regione Basilicata;
    • con progetti finalizzati a rafforzare il posizionamento sui mercati, anche digitali.

    I progetti devono prevedere investimenti localizzati nel territorio lucano e migliorare i processi aziendali, anche in settori come tessile, agroalimentare e manifattura.

     

    Interventi e spese ammissibili nel programma di investimento

    Sono ammissibili:

    • macchinari, attrezzature, arredi e software informatico;
    • attività legate all’innovazione digitale e alla produzione di energia rinnovabile;
    • opere murarie, formazione e consulenze collegate al progetto.

    L’incentivo a fondo perduto può arrivare fino a 200.000 euro per le imprese, con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro.

    Anche in questo caso, la percentuale varia:

    • 65% in regime “de minimis”;
    • 50% per micro e piccole imprese, 40% per medie imprese.

     

    Come e quando inviare la candidatura telematica

    La presentazione della domanda avverrà dal 9 settembre 2025 all’8 novembre 2025 via sportello regionale.

    Bandi regionali Basilicata per la formazione continua 2024–2027

    La terza misura rientra nell’ambito del programma regionale FESR FSE tra i bandi regionali Basilicata e intende favorire la crescita delle competenze interne, il ricambio generazionale e la resilienza delle imprese lucane.

    Se vuoi rafforzare la struttura aziendale attraverso il capitale umano, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza e la competitività.

     

    Imprese ammissibili e requisiti di partecipazione

    La misura è rivolta a:

    • PMI e grandi imprese con almeno una sede in Basilicata;
    • imprese con personale soggetto a ammortizzatori sociali;
    • aziende in fase di riconversione o attive in aree di crisi.

    Sono ammesse anche imprese in settori strategici, comprese quelle con startup innovative al proprio interno.

     

    Attività agevolabili e modalità di realizzazione dei percorsi

    Tra le attività agevolabili ci sono:

    • formazione tecnica, gestionale e digitale;
    • percorsi personalizzati per migliorare produttività e organizzazione;
    • corsi realizzabili anche in modalità telematica, fino al 30%.

    Ogni programma di investimento deve durare tra 30 e 100 ore, con almeno 5 partecipanti per gruppo.

     

    Dotazione finanziaria e calendario delle scadenze

    Il bando ha una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, con riserve specifiche per categorie svantaggiate. Le domande possono essere inviate entro il 31 dicembre 2026, tramite invio via PEC, secondo le indicazioni dell’avviso ufficiale.

    Come accedere alle agevolazioni dei bandi regionali Basilicata

    Come vedi, i bandi regionali Basilicata disponibili nel periodo 2021–2027 offrono reali opportunità per sviluppare, innovare e formare. Dalla nascita delle nuove imprese alla transizione digitale dell’artigianato, fino alla formazione del personale, ogni impresa può trovare lo strumento giusto.

     

    Suggerimenti operativi per la presentazione della istanza

    Prima di scegliere uno tra i bandi regionali Basilicata e di inviare la tua presentazione della domanda, ricorda:

    1. Leggi con attenzione l’avviso pubblico sul sito della Regione Basilicata. Ogni dettaglio conta: requisiti, modalità di invio, documenti richiesti.

    2. Verifica che la tua impresa rientri tra i beneficiari e che le spese che intendi sostenere siano effettivamente ammissibili.

    3. Prepara un piano progettuale chiaro, con obiettivi, cronoprogramma e preventivi aggiornati.

    4. Tieni d’occhio le scadenze: molti bandi chiudono a sportello, quindi prima si invia la domanda, più alte sono le probabilità di accedere ai fondi.

    5. Valuta il supporto di consulenti o enti accreditati, specializzati nella gestione di pratiche per agevolazioni pubbliche. Un errore formale può compromettere tutto.

     

    I bandi regionali Basilicata sono un’occasione da non perdere: A chi rivolgersi per supporto tecnico e consulenza

    Se hai bisogno di assistenza per analizzare i requisiti di ammissibilità, preparare la documentazione o presentare la tua candidatura in modo corretto, puoi rivolgerti al nostro team. Su TrovaBando monitoriamo ogni giorno le novità sui bandi regionali Basilicata e possiamo aiutarti a non perdere nessuna occasione utile per far crescere il tuo business.


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  • Potenziamento Mercati Africani di SIMEST- Guida Completa 5 Step per la Richiesta

    Cos’è l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST?

    L’Africa è uno dei mercati emergenti più promettenti per le imprese italiane che vogliono espandere la propria presenza internazionale. 

    Con il programma “Potenziamento Mercati Africani” di SIMEST, le piccole e medie imprese (PMI) italiane hanno un’opportunità unica di sfruttare un sistema di agevolazioni mirato a promuovere investimenti produttivi, digitali ed ecologici nel continente africano

    Questo incentivo consente alle PMI italiane di ottenere finanziamenti agevolati e cofinanziamenti a fondo perduto, facilitando l’ingresso o il consolidamento in mercati esteri in rapida crescita.

    Nel corso dell’articolo esploreremo in dettaglio il funzionamento di questa agevolazione, i benefici economici per le imprese, i requisiti necessari per partecipare e le modalità di presentazione della domanda, offrendo una guida pratica per ottenere questo sostegno.

    Qual è l’obiettivo dell’agevolazione?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” nasce con l’obiettivo di rafforzare le capacità competitive delle imprese italiane nel continente africano, fornendo supporto finanziario per progetti di espansione commerciale, produttiva e tecnologica. 

    Grazie a questo incentivo, le PMI italiane possono:

    1. Rafforzare la propria presenza internazionale: Con la possibilità di aprire nuove sedi o potenziare quelle esistenti, si facilita l’inserimento nei mercati africani.
    2. Investire in tecnologie innovative: La digitalizzazione dei processi aziendali e la transizione ecologica diventano realtà grazie a investimenti agevolati in tecnologie digitali e sostenibili.
    3. Sostenere la crescita economica e occupazionale: Con progetti di formazione e inclusione di personale locale, le imprese contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle economie locali.

    Questa agevolazione mira quindi a generare un impatto positivo tanto per le imprese italiane quanto per i mercati africani in cui scelgono di operare. 

    Favorendo la cooperazione tra Italia e Africa, il programma di SIMEST si pone anche come strumento strategico per le PMI italiane che mirano a diversificare i loro mercati e a consolidare relazioni commerciali internazionali.

    Chi può partecipare?

    La partecipazione al programma “Potenziamento Mercati Africani” è riservata a imprese che soddisfano criteri specifici:

    1. Localizzazione: Le imprese devono avere sede legale e operativa in Italia.
    2. Dimensione e struttura aziendale: Possono partecipare PMI e micro-imprese italiane che desiderano internazionalizzare la loro attività, ma anche le imprese più grandi qualificate come “Altre Imprese”.
    3. Requisiti di bilancio: Per essere ammissibili, le imprese devono avere almeno due bilanci depositati relativi agli ultimi due esercizi completi.

    Per essere ammesse come beneficiarie le imprese devono ricadere inoltre in una delle seguenti condizioni:

    • Avere  un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante dall’ultimo Bilancio e possedere già una stabile presenza in un Paese africano, oppure
    • Avere un Fatturato Export di almeno il 2% verso l’Africa (come attestato dagli ultimi bilanci), oppure ancora che importino materie prime strategiche da questi Paesi in una percentuale non inferiore al 2% del proprio fatturato, oppure
    • Per le imprese che non operano direttamente in Africa, è previsto anche l’accesso alle aziende che siano “stabilmente fornitrici” di altre imprese italiane con significativa attività export verso l’Africa.

    Soggetti esclusi

    Sono escluse dall’agevolazione alcune categorie di imprese, tra cui:

    • Imprese attive nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
    • Aziende operanti prevalentemente nella pesca, nell’acquacoltura e nella produzione agricola primaria.
    • Imprese in difficoltà finanziaria o coinvolte in procedure concorsuali, liquidazioni o altre forme di insolvenza.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    L’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” offre un pacchetto di sostegni finanziari vantaggioso, articolato su due forme principali: un finanziamento agevolato ed una quota di contributo fondo perduto. 

    Il Finanziamento Agevolato  è concesso ad un tasso agevolato dello 0,445% e destinato a tutte le imprese italiane che rispettano i criteri d’accesso. 

    L’importo massimo finanziabile, ovvero l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e start up innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese
    • Importo minimo pari a € 10.000

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 anni di preammortamento ed il rimborso avviene in otto rate semestrali posticipate (sette in caso di richiesta di proroga per il periodo di preammortamento).

    Come anticipato è prevista una quota a fondo perduto che copre una parte del finanziamento, secondo questi criteri:

    • fino al 20% dell’importo complessivo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 200.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per le imprese con almeno una sede operativa costituita da almeno 6 mesi in una regione del Sud Italia
    • fino al 10% dell’importo dell’Intervento Agevolativo richiesto, fino a un massimo di € 100.000,00 e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile per l’impresa, per tutte le altre imprese.

    La possibilità di un tasso agevolato per il finanziamento e il contibuto a fondo perduto rendono questo incentivo estremamente vantaggioso per le imprese, riducendo l’impatto finanziario degli investimenti necessari per l’espansione internazionale.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’interno del programma si dividono in due grandi categorie: spese principali e spese accessorie.

    Le Spese principali devono essere almeno il 60% del totale dell’intervento che deve essere destinato a spese finalizzate al rafforzamento patrimoniale e produttivo. Queste includono:

    • Macchinari e attrezzature: spese per l’acquisto o il leasing di impianti, apparecchiature e beni strumentali necessari per il potenziamento produttivo.
    • Tecnologie digitali: hardware, software, sistemi di cyber sicurezza, strumenti di cloud computing e soluzioni per l’Industria 4.0.
    • Investimenti immobiliari: acquisto o ristrutturazione di immobili per stabilire o ampliare strutture produttive e commerciali in Africa.
    • Investimenti ecologici: progetti per l’efficienza energetica, l’ottimizzazione idrica e altre pratiche di sostenibilità.

    Le Spese accessorie coprono restante 40% e possono essere utilizzate per altre tipologie di spese, tra cui:

    • Formazione: corsi di addestramento per il personale locale o italiano, in collaborazione con enti o società certificate.
    • Allestimento strutture: spese per affitti, allestimenti di showroom, negozi e uffici sia in Africa sia in Italia, se strettamente connessi al progetto.
    • Promozione: attività di marketing, certificazioni e omologazioni di prodotto, con l’obiettivo di consolidare la presenza dell’impresa nei mercati africani.

    Spese non ammissibili

    Non sono invece ammissibili:

    • Costi di personale, spese correnti aziendali, attività direttamente legate all’esportazione e alle vendite commerciali, consulenze periodiche e continuative.

    Cosa fare per partecipare? I 5 step fondamentali per la richiesta

    1. Registrazione sul Portale: Il primo passo per richiedere l’agevolazione “Potenziamento Mercati Africani” è registrarsi sul portale ufficiale di SIMEST. Questa piattaforma digitale consente alle imprese italiane di compilare la domanda online, seguendo le istruzioni e assicurando che ogni dettaglio sia inserito correttamente e firmato digitalmente.
    2. Preparazione della Documentazione Necessaria: Una volta completata la registrazione e avviata la procedura, è essenziale preparare tutta la documentazione richiesta per dimostrare i requisiti di ammissibilità. Tra i documenti da presentare ci sono i bilanci degli ultimi esercizi finanziari, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e diverse dichiarazioni che attestano la conformità dell’impresa alle normative ambientali e agli obblighi previsti per l’internazionalizzazione.
    3. Requisiti di Accuratezza e Aggiornamento: Ogni documento deve essere preciso e aggiornato per rispettare gli standard stabiliti e assicurare trasparenza nella gestione del progetto. La conformità della documentazione è cruciale per l’approvazione della domanda.
    4. Rispetto delle Tempistiche: È fondamentale rispettare le scadenze indicate da SIMEST per la presentazione delle domande. Dopo l’invio, l’istruttoria di SIMEST valuterà l’ammissibilità dell’impresa e verificherà attentamente tutta la documentazione.
    5. Apertura di un Conto Corrente Dedicato: SIMEST richiede che l’impresa apra un conto corrente dedicato per il progetto, sul quale verranno erogati i finanziamenti. Questo conto dovrà essere utilizzato esclusivamente per le transazioni legate al progetto, garantendo la tracciabilità di tutte le spese.

    Tempistiche di erogazione

    Una volta approvata, l’erogazione del finanziamento avviene in tre tranche:

    1. Prima tranche: pari al 25% dell’importo, erogata come anticipo.
    2. Seconda tranche: pari al 25%, erogata dopo la prima rendicontazione delle spese.
    3. Tranche a saldo: erogata dopo la rendicontazione finale.

    “Potenziamento Mercati Africani” può fare davvero al caso mio?

    Il programma “Potenziamento Mercati Africani” rappresenta un’opportunità preziosa per le PMI italiane che vogliono espandersi in uno dei mercati emergenti più promettenti al mondo. 

    Con finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e un supporto a 360 gradi per le imprese che puntano all’internazionalizzazione, SIMEST fornisce strumenti di supporto concreti per l’ingresso in Africa, facilitando l’avvio di progetti di investimento sostenibili e innovativi.

    Per le imprese italiane che cercano di internazionalizzarsi e innovarsi, questa è un’opportunità da cogliere al volo: espandere il proprio mercato, migliorare la competitività e investire in un futuro sostenibile sono oggi possibili grazie al programma di SIMEST.

    Vuoi sapere se l’agevolazione può davvero fare al caso tuo? Clicca sul pulsante qui sotto e parlane con noi!


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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Nuovo Fondo Futuro Regione Lazio

    Nuovo Fondo futuro Regione Lazio, gestito da Fare Lazio, è un’agevolazione pensata per favorire l’accesso al credito da parte di microimprese neocostituite oppure ancora da costituire, che vogliono realizzare progetti di avvio d’impresa e che, come spesso avviene, hanno difficoltà ad ottenere credito attraverso i canali ordinari.

    Che tipo di agevolazione è prevista dal bando Nuovo Fondo Futuro 2023?

    L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero finalizzato a sostenere le microimprese nella loro fase di avvio e prevede la realizzazione di un piano imprenditoriale del valore di almeno 5.000 euro.

    Il finanziamento potrà coprire fino al 100% delle spese del progetto e potrà avere un importo massimo di 25.000 euro e il periodo di rimborso è di 72 mesi, inclusi 12 mesi di preammortamento. Inoltre, sull’importo finanziato, non verranno richieste garanzie.

    I beneficiari potranno inoltre ricevere un servizio di tutoraggio per essere guidati nella fase di realizzazione del progetto e nella fase di rimborso.

    Chi può partecipare a Nuovo Fondo Futuro del Lazio?

    Sono ammissibili al Nuovo Fondo Futuro le microimprese in fase di costituzione, o comunque costituite (iscritte al Registro delle Imprese se si tratta di società di capitali) da non più di 36 mesi. Sono ammissibili anche i liberi professionisti e, in questo caso, la loro partita iva non dovrà risultare aperta da più di 36 mesi, ma dovrà comunque essere già attiva.

    Per le ditte e le società la sede operativa deve (o dovrà) essere nel territorio regionale del Lazio, mentre i professionisti devono risultare fiscalmente residenti nel Lazio.

    Le forme giuridiche ammesse sono:

    • Liberi Professionisti
    • Ditte individuali
    • Società in nome collettivo
    • Società in accomandita semplice
    • Società cooperative
    • Società a responsabilità limitata
    • Società a responsabilità limitata semplificata

    Condizione necessaria per l’accesso è quella di trovarsi in condizioni di difficoltà rispetto alla possibilità di accedere al credito ordinario.

    Quali sono le spese che puoi finanziare con Nuovo Fondo Futuro?

    I progetti sostenuti possono includere spese per investimenti materiali e immateriali e per altre spese legate alla realizzazione del progetto imprenditoriale, ma almeno il 50% delle spese deve essere destinato agli investimenti, come ad esempio:

    • acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e arredi
    • investimenti per la sicurezza e per la riduzione dell’impatto ambientale
    • acquisto di software legati alle esigenze dell’impresa
    • acquisto di brevetti o acquisizione di certificazioni di qualità
    • ricerca e sviluppo
    • realizzazione sito web
    • opere di adeguamento e ristrutturazione della sede

     

    Sono spese di tipologia piuttosto ampia, ma ricorda che il finanziamento non può invece essere utilizzato né per il rimborso di altri debiti finanziari, né come mera liquidità.

    Ricorda infine che questa agevolazione, a differenza di quasi tutte le altre, permette di finanziare anche l’IVA, qualora dovuta al fornitore e risultante dalla documentazione di spesa.

    Come si accede a Fondo Futuro?

    La domande possono essere presentate a partire dal 17 gennaio 2023 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 8,8 milioni di euro.

    Insieme alla domanda di partecipazione e agli altri documenti richiesti, è necessario presentare un business plan su un orizzonte temporale di almeno 2 anni, che illustri in modo dettagliato il progetto che si vuole realizzare e il relativo fabbisogno finanziario, le previsioni di fatturato e i costi di funzionamento, oltre alle capacità tecniche, organizzative e l’esperienza dei proponenti e dei relativi team. 

    L’accesso alla fase istruttoria avverrà in base al punteggio che ogni impresa dovrà dichiarare, sulla base di specifici parametri, come il reddito ISEE, l’anzianità dell’impresa (privilegiando le più giovani) e il numero di occupati.

    Sono inoltre previsti punteggi premiali per le imprese giovanili e/o femminili e per i lavoratori svantaggiati.

    Una volta ammessi, i progetti verranno ulteriormente valutati in ragione della qualità, della capacità di innovazione del progetto e della sua capacità economico-finanziaria.

    Beh, sembra proprio che sia arrivato il momento giusto per realizzare il tuo progetto…! 

    Bene… ora ce sai davvero tutto sul Nuovo Fondo Futuro cosa aspetti a partecipare? Contattaci e scopri subito il nostro servizio di supporto! Ti aiuteremo a redigere il Business Plan perfetto e caricheremo insieme la tua pratica su GecoWeb, il portale di Lazio Innova. 

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  • Bando Regione Veneto efficienza energetica

    Bando Regione Veneto efficienza energetica: di cosa si tratta?

    Le piccole e medie imprese (PMI) sono il motore dell’economia italiana e svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del Paese. Tuttavia, spesso queste imprese si trovano ad affrontare sfide e difficoltà nell’adeguarsi alle esigenze del mercato e alle normative vigenti.

    Per fortuna, esistono agevolazioni pubbliche che possono aiutare le PMI a superare queste sfide, in particolare nell’ambito dell’efficienza energetica. 

    In questo caso parliamo di un’agevolazione rivolta alle micro, piccole e medie imprese del Veneto, che grazie a questo bando per l’efficientamento energetico potranno ricevere un sostegno pubblico per l’adozione di soluzioni energetiche sostenibili e innovative

    L’obiettivo del bando è infatti quello di favorire la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nocive, promuovendo una maggiore competitività e sostenibilità per le imprese beneficiarie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione si compone di un finanziamento agevolato, erogato da Veneto Sviluppo, eventualmente abbinato a un contributo a fondo perduto con risorse stanziate dalle varie Camere di Commercio del Veneto.

    L’agevolazione concessa da Veneto Sviluppo Spa consiste in un finanziamento agevolato sull’85% dell’investimento, con quota di intervento del fondo al 50%: questo significa che per un progetto che prevede spese ammissibili per 100.000 euro, il finanziamento agevolato sarà pari al 50% di 85.000 euro, cioè 42.500 euro.

    Il contributo a fondo perduto aggiuntivo riguarda invece il 15% delle spese effettivamente ammesse.

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    Chi può presentare domanda?

    L’agevolazione può essere richieste dalla micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori, purché abbiano una sede in Veneto e siano regolarmente iscritte alla Camera di Commercio

    In caso di imprese artigiane, la partecipazione è ammissibile indipendentemente dal settore di appartenenza.

    Per le altre MPMI, i settori ammissibili sono quelli identificati dai seguenti codici Ateco:

    A01.61, C, D, E, F, H, J, M72, E38, G, H52.29, H53.20, I56, J59, J60.10, J60.20, J62, K66, L68, M69, M70, M71, M73, M74.20, M74.30, N77, N78, N79, N80, N81, N82, P85, R90.02, R92, R93, S95, S96. 

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Il bando riguarda gli investimenti per l’efficienza energetica di importo compreso tra 20.000 euro e 500.000 euro e copre una vasta gamma di spese e investimenti ammissibili, che possono includere l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e impianti ad alta efficienza energetica, nonché l’adozione di soluzioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono inoltre finanziabili le spese di progettazione, consulenza tecnica e studi di fattibilità.

    Cerchiamo di entrare nel dettaglio. Ecco cosa potrai finanziare con l’agevolazione per l’efficienza energetica:

    impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili da utilizzare nel sito produttivo;  

    acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;  

    acquisto e installazione di macchinari e attrezzature a basso consumo energetico, in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi che non richiedono l’utilizzo di fluidi refrigeranti in uso nella sede oggetto di intervento;  

    acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;  

    acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping); 

    relazioni tecniche specialistiche di intervento di efficientamento energetico relative agli investimenti sopra elencati, firmate e timbrate da tecnici abilitati all’esercizio della professione. 

    Ricorda però che le spese devono essere sostenute solo dopo aver presentato la domanda di agevolazione!

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Il bando è aperto a partire dal 30 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    È consigliabile quindi iniziare a preparare la richiesta agevolativa il prima possibile per non perdere questa opportunità, ricordando che i soggetti accreditati alla presentazione delle domande sono Banche convenzionate e Intermediari finanziari convenzionati e abilitati, il cui elenco è disponibile sul sito web di Veneto Sviluppo SpA. 

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  • Fondo Energia in Emilia Romagna: finanziamenti agevolati per interventi di green economy

    Nuova finestra presentazione domande 2023

    Il Fondo Energia continua a sostenere le aziende impegnate nel green: dall’8 novembre all’11 dicembre 2023 sarà nuovamente possibile presentare domanda di agevolazione. 

    Il Fondo Energia finanzia il 100% dei progetti per gli interventi di green economy delle imprese emiliane e delle ESCo (Energy Service Company). L’importo dei finanziamenti che è possibile ottenere va dai 25.000 euro fino a un milione di euro, per una durata di 8 anni.

    Se stavi pensando a degli interventi di questo tipo per la tua azienda e ti interessa coprire queste spese, leggi l’articolo completo per scoprire come funziona nel dettaglio.

    Cos’è il Fondo Energia

    Il Fondo Energia è un fondo rotativo a compartecipazione privata che supporta gli interventi di efficientamento energetico, e sostiene le spese relative all’utilizzo di energie rinnovabili.

    Il Fondo è destinato a finanziare progetti volti a:

    • efficientamento energetico delle imprese;
    • realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
    • interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
    • interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.

    Chi può presentare domanda per il Fondo Energia?

    Possono beneficiare dell’intervento le imprese di qualsiasi dimensione e le società ESCo operanti in Emilia-Romagna.

    Le imprese beneficiarie del Fondo Energia devono essere attive, iscritte al , ed avere un codice ATECO 2007 appartenente alle seguenti Sezioni:

    • B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;
    • C “Attività manifatturiere”;
    • D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
    • E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;
    • F “Costruzioni”;
    • G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;
    • H “Trasporto e magazzinaggio”;
    • I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;
    • J “Servizi di informazione e comunicazione”;
    • L “Attività immobiliari”;
    • M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;
    • N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;
    • P “Istruzione”;
    • Q “Sanità e assistenza sociale”;
    • R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;
    • S “Altre attività di servizi”.

    Che tipo di agevolazione concede?

    Con il Fondo Energia, la Regione concede finanziamenti di importo compreso tra € 25.000 ed € 1.000.000, a copertura del 100% delle spese progettuali, così composti:

    • il 75% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a tasso zero;
    • il restante 25% dell’importo erogato sotto forma di finanziamento a un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi +4,99%.

    La durata dei finanziamenti è compresa tra i 36 e 96 mesi, con la possibilità di avere 12 mesi di preammortamento.

    E’ inoltre previsto un contributo a fondo perduto per le spese tecniche relative alla preparazione del progetto di investimento. Tale contributo, però, non può far parte delle spese coperte dal finanziamento agevolato: il suo importo andrà considerato separatamente.

    Contributo a fondo perduto, come e quando richiederlo?

    Il  del bando Fondo Energia è concesso a copertura delle:

    • spese tecniche sostenute per la diagnosi energetica;
    • preparazione del progetto di investimento.

    L’importo massimo del contributo non potrà superare il 12,5% della quota pubblica di finanziamento ammesso e sarà erogato dopo la rendicontazione finale del progetto.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    progetti ammissibili per il bando Fondo Energia dovranno necessariamente prevedere investimenti che riguardano: efficienza energetica e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (esclusivamente per autoconsumo), interventi di miglioramento e adeguamento sismico abbinati a interventi energetici o, ancora, interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare

    Le spese ritenute ammissibili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

    • interventi su immobili strumentali: ampliamento e/o ristrutturazione, opere edili funzionali al progetto;
    • acquisto ed installazione, adeguamenti di macchinari, impianti, attrezzature, ;
    • acquisizione di  e licenze;
    • consulenze tecnico-specialistiche funzionali al progetto di investimento;
    • spese per redazione di diagnosi energetica e/o progettazione utili ai fini della preparazione dell’intervento in domanda.

    Come funziona il Fondo

    Le imprese richiedenti dovranno:

    • registrarsi alla piattaforma online,
    • compilare i dati richiesti,
    • inserire nella piattaforma online tutti i documenti obbligatori richiesti.

    Il passo successivo sarà firmare digitalmente il modulo di domanda, caricare il file nell’interfaccia e inviare la domanda al Gestore.

    Le imprese riceveranno conferma di avvenuta ricezione da parte del sistema, entro 24 ore dall’invio della domanda, attraverso un messaggio contenente il numero di protocollo attestante data e ora di ricezione.

    Come funziona la valutazione delle domande?

    Il Comitato di valutazione del fondo esamina e valuta le proposte progettuali attraverso un processo che segue queste fasi:

    1. istruttoria formale, tesa a verificare i requisiti formali dell’impresa richiedente e la corretta compilazione della modulistica;
    2. analisi tecnica del progetto;
    3. analisi di merito creditizio volta ad esaminare la capacità dell’impresa di rimborsare il prestito concesso e fattibilità economico-finanziaria del progetto.

    La Delibera del comitato di valutazione del fondo che comunicherà, sia alle imprese richiedenti che alle rispettive banche, l’esito della valutazione.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Puoi presentare richiesta di accesso all’agevolazione dalle ore 10 dell’8 novembre 2023 alle ore 13 dell’11 dicembre 2023, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

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  • Fri-Tur di Invitalia: agevolazioni per strutture ricettive

    Cos’è il Fri-Tur?

    Invitalia dal 1° marzo 2023 apre gli sportelli per presentare la domanda di sostegno per l’incentivo FRI-Tur (Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo).

    Il Fri-Tur è un contributo diretto alla spesa erogato dal Ministero o in alternativa di un finanziamento agevolato concesso da Cassa Depositi e Prestiti. Entrambe le agevolazioni verranno riconosciute sui progetti relativi a investimenti medio-grandi, compresi tra 500.000 e 10 milioni di euro.

    Come funziona l’incentivo e le tipologie di agevolazione?

    L’agevolazione FRI-tur prevede due forme di incentivo ovvero:

    • contributo diretto alla spesa, concesso per massimo il 35% della spesa sulla base degli importi ammissibili delle spese, tenuto conto delle percentuali massime sulla base della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento, coerentemente con i target di attuazione previsti dal PNRR;
    • finanziamento agevolato, concesso ad un tasso nominale annuo pari allo 0,5% con durata tra 4 e 15 anni e un periodo di preammortamento di massimo 3 anni.

    Al finanziamento agevolato deve essere abbinato un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata, erogato da una banca finanziatrice che aderisce alla Convenzione del 29 agosto 2022 firmata dal Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti.

    Il 40% delle risorse stanziate per il contributo diretto alla spesa è dedicato alle imprese con sede in una delle Regioni del Mezzogiorno.

    Il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Chi sono i Beneficiari?

    I beneficiari del FRI-Tur sono le realtà del settore turistico, cioè in particolare:

    • le imprese alberghiere
    • le imprese che esercitano attività agrituristica
    • le imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta
    • le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale
    • gli stabilimenti balneari
    • i complessi termali
    • i porti turistici
    • i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

     

    Queste realtà, per essere considerate ammissibili, devono essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Gli incentivi FRI-Tur possono essere richiesti per interventi di:

    • riqualificazione energetica e antisismica
    • eliminazione delle barriere architettoniche
    • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri
    • realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali)
    • digitalizzazione
    • acquisto o rinnovo di arredi.

     

    L’investimento deve essere riferito ad una o più unità dell’impresa richiedente situate sul territorio nazionale e deve prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, comprese tra 500.000 euro e 10 milioni di euro.

    progetti devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 e il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’agevolazione FRI-Tur sono:

    • Servizi di progettazione, nella misura massima complessiva del 2%
    • Suolo aziendale e sue sistemazioni, nella misura massima del 5%
    • Fabbricati, opere murarie e assimilate, nella misura massima del 50%
    • Macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica
    • Investimenti in digitalizzazione, esclusi i costi di intermediazione, nella misura massima del
      5%.

    Come e quando presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda per l’agevolazione FRI-Tur dalle 12.00 del 1 marzo 2023, fino alle  12.00 del 31 marzo 2023. Per inviare la domanda è necessario:

    • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE);
    • accedere all’area riservata per compilare online la domanda.

    Inoltre, bisogna disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Al termine della procedura online viene assegnato un protocollo elettronico. Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione.

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  • Fondo StartER 2.0: finanziamenti agevolati in Emilia Romagna

    Fondo StartER

    Cos’è il Fondo StartER 2.0?

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite il quale la Regione Emilia Romagna intende sostenere le neo imprese, costituite da meno di 5 anni alla data di presentazione della domanda, tramite dei finanziamenti a tasso zero  per il 70% dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’EURIBOR 6 mesi +4,75% per il restante 30%.

    I finanziamenti concessi vanno da un minimo di 20.000 € ad un massimo di 300.000 e assumono la forma tecnica di mutuo con rientri trimestrali a scadenze fisse, possono avere durata minima di 36 mesi e massima di 96 mesi, compreso eventuale preammortamento per un massimo di 12 mesi ed escluso il preammortamento tecnico.

    Il Fondo StartER, fa al caso mio?

    Vediamo quali requisiti devono avere i beneficiari del bando StartER Emilia-Romagna:

    1. essere micro o piccole imprese, ovvero imprese fino a 49 dipendenti e con un fatturato o un totale attivo di bilancio inferiore ai 10 Milioni di euro;
    2. essere iscritte al  da meno di 5 anni alla presentazione della domanda;
    3. avere Codice ATECO di appartenenza rientrante tra quelli presenti nel bando, ovvero appartenenti alle Sezioni:

    B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;

    C “Attività manifatturiere”;

    D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

    E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;

    F “Costruzioni”;

    G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;

    H “Trasporto e magazzinaggio”;

    I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;

    J “Servizi di informazione e comunicazione”;

    L “Attività immobiliari”;

    M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;

    N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;

    P “Istruzione”;

    Q “Sanità e assistenza sociale”;

    R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;

    S “Altre attività di servizi”.

    Le imprese devono presentare una situazione di regolarità contributiva e rispettare le soglie dei massimali previsti in base al Regolamento “De minimis”.

    Quali sono i progetti finanziabili con il Fondo StartER?

    I progetti ammessi a ricevere il finanziamento previsto dal Fondo rotativo devono necessariamente riguardare interventi relativi ai seguenti ambiti:

    • innovazione produttiva e/o di servizio;
    • sviluppo organizzativo;
    • messa a punto dei prodotti e servizi con potenzialità concrete di sviluppo;
    • consolidamento e creazione di nuova occupazione;
    • introduzione e uso efficace di strumenti  nelle forme di servizi e soluzioni avanzate con acquisti di soluzioni personalizzate di  e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo StartER?

    Le spese finanziabili tramite il Fondo StartER 2.0 riguardano:

    • interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
    • acquisto di macchinari, attrezzature, hardware, software, e arredi;
    • acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
    • spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
    • consulenze tecniche e/o specialistiche;
    • spese del personale adibito al progetto;
    • materiali e scorte;
    • spese di locazione del locale adibito all’attività (risultante da visura camerale come sede principale/unità locale);
    • spese per la produzione della documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan). Ciò significa che, se hai bisogno di assistenza per redigere il tuo business plan, per partecipare al bando Fondo StartER 2.0 potrai finanziare quest’attività attraverso l’agevolazione stessa.

     

    E’ importante però tenere presente che i costi per le spese di cui alle ultime 5 voci non devono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto ed ammesso.

    In linea generale, i pagamenti per le spese ammesse dal bando StartER devono essere eseguiti successivamente alla data di presentazione della domanda e comunque entro la presentazione della rendicontazione finale.

    Come ed entro quando posso partecipare?

    E’ possibile presentare domanda a partire dalle ore 11.00 del giorno 1 febbraio 2023 fino alle ore 16.00 del giorno 22 marzo 2023.

    Per partecipare al bando Fondo StartER, una volta verificati i requisiti di ammissibilità e dopo aver ottenuto una predelibera bancaria da uno degli istituti convenzionati con il Fondo, basterà registrarsi alla piattaforma online.

    Per eseguire correttamente la procedura di presentazione della domanda per il Fondo StartER 2.0 dovrai caricare i dati e tutti i documenti richiesti quali, ad esempio: la domanda di partecipazione, il piano economico-finanziario previsionale o business plan, la visura camerale, i preventivi di spesa e gli ultimi bilanci approvati.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Finanziamenti Regione Lombardia – Agevola Credito 2022

    Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto Milano, Monza-Brianza e Lodi: Agevola Credito 2022

    Buone notizie per gli  della Lombardia!

    La Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi ha infatti rifinanziato “Agevola Credito”, il bando che riduce il costo per l’accesso al credito delle micro, piccole e medie  del territorio. 

    Che tipo di agevolazioni vengono concesse dal bando Agevola Credito 2022?

    Agevola Credito 2022 prevede 5 tipologie di interventi:

    1. Investimenti: contributi per l’abbattimento del tasso di interesse per il finanziamento di investimenti;
    2. Patrimonializzazione: contributi per l’abbattimento del tasso di interesse per il finanziamento di operazioni di patrimonializzazione aziendale;
    3. Abbattimento Costo della Garanzia: contributi per l’abbattimento del costo della garanzia prestata dai Confidi per gli interventi 1, 2 e 5;
    4. Finanziamenti erogati direttamente dai Confidi: contributi per l’abbattimento del tasso di interesse sui finanziamenti erogati direttamente dai Confidi;
    5. Razionalizzazione e consolidamento: contributi per l’abbattimento del tasso di interesse per operazioni di razionalizzazione e consolidamento della situazione debitoria.

    Chi viene agevolato?

    Possono accedere al bando Agevola Credito 2022 le micro, piccole e medie imprese  a condizione che:

    • abbiano sede legale iscritta al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano Monza-Brianza Lodi
    • siano in regola con il pagamento del diritto camerale

    Parliamo di cifre…

    A quanto ammonta l’agevolazione che ogni impresa può ricevere?

    Ogni impresa può beneficiare di un contributo massimo complessivo – dato dalla somma del contributo in abbattimento del tasso di interesse per gli interventi 1, 2, 4, 5, e del contributo a fondo perduto in riduzione del costo della garanzia per l’intervento 3 – pari ad Euro 12.000

    Vediamo i requisiti per ogni linea di intervento

    Linea di intervento 1: Investimenti

    Sono ammissibili in questa linea di intervento i finanziamenti di importo minimo pari ad Euro 10.000 e di importo massimo pari ad Euro 30.000.  

    Il finanziamento deve avere una durata tra i 36 mesi ed i 60 mesi ed un TAN del 4,5%, è previsto un abbattimento del tasso di interesse del 2,5%. Per le startup l’abbattimento del tasso di interesse è pari al 3%. 

    Linea di intervento 2: Patrimonializzazione

    Sono ammissibili in questa linea di intervento i finanziamenti di importo minimo pari ad Euro 25.000 e di importo massimo pari ad Euro 300.000.  

    Il finanziamento deve avere una durata tra i 36 mesi ed i 60 mesi ed un TAN 4%, è previsto un abbattimento totale del tasso di interesse

    Linea di intervento 3: Abbattimento costo della Garanzia

     É possibile richiedere tale linea di intervento a completamento delle line di intervento 1, 2, 5. Il questo caso il costo della garanzia agevolabile non può essere superiore al 2,5% dell’ammontare del finanziamento bancario erogato in ragione d’anno (elevato al 3% per le imprese start-up).

    In alternativa, il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibile e, nel massimo, pari ad Euro 3.000. 

    Linea di intervento 4:  Finanziamenti erogati direttamente dai Confidi

    Sono ammissibili in questa linea di intervento i finanziamenti di importo minimo pari ad Euro 5.000 e di importo massimo pari ad Euro 40.000.  

    Il finanziamento deve avere una durata tra i 12 mesi ed i 60 mesi ed un TAN 4,5%.  In questo caso è previsto un abbattimento del tasso di interesse del 2,5%

    Linea di intervento 5: Razionalizzazione e Consolidamento

    Sono ammissibili in questa linea di intervento i finanziamenti di importo minimo pari ad Euro 25.000 e di importo massimo pari ad Euro 200.000.  

    Il finanziamento deve avere una durata tra i 24 mesi ed i 60 mesi ed un TAN 5%. L’abbattimento del tasso di interesse, in questo caso è pari al 2,5%. Per le startup l’abbattimento del tasso di interesse è pari al 3%. 

    Le imprese che richiederanno questa linea di intervento dovranno partecipare ad almeno un incontro del percorso camerale “Finanzia la tua Impresa” ed effettuare un test di autovalutazione della propria situazione finanziaria messo a disposizione dalla Camera di Commercio. 

    Quali sono i programmi/operazioni agevolabili?

    Linea di intervento 1: Investimenti

    Per la linea di intervento 1 dedicata ai programmi di investimenti,  le possibilità di investimento sono numerose. Vediamole insieme:

    • avvio di attività imprenditoriale e acquisto di attività preesistente;
    • realizzazione di progetti aziendali concernenti l’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa;
    • realizzazione di progetti aziendali innovativi che, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie o di originali soluzioni organizzative, portino a conseguire una misurabile e consistente riduzione, all’interno e all’esterno dell’azienda, dell’impatto ambientale in termini di emissioni d’aria, acqua, rifiuti, rumore;
    • incremento e/o miglioramento della capacità produttiva attraverso l’ammodernamento, l’ampliamento dei processi aziendali e delle strutture operative;
    • realizzazione di percorsi di certificazione inerenti sia l’impresa che un prodotto specifico;
    • incremento/implementazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza;
    • miglioramento organizzativo e gestionale attraverso l’adeguamento strumentale e tecnologico del sistema informativo.

    Le spese ammissibili, che devono essere sostenute nei 6 mesi successivi alla data di erogazione del finanziamento (che diventano 3 mesi in caso di nuove imprese) sono:

    • acquisto/ristrutturazione di immobili (esclusi i terreni) e/o fabbricati solo se negli stessi si svolge l’attività dell’impresa o questa verrà svolta entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda;
    • acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali
    • acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software);
    • spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda o finalizzate all’erogazione di propri servizi web su Internet e all’attivazione di procedure di commercio elettronico tradizionale;
    • acquisizioni di marchi e brevetti e fee d’ingresso per franchising;
    • acquisizioni di aziende o di rami d’azienda documentate da contratti di cessione, acquisizione di almeno il 70% di partecipazioni in aziende con attività connessa a quella dell’acquirente, avviamento se acquisito a titolo oneroso;
    • acquisti di automezzi per un importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa;
    • acquisto di scorte entro il limite massimo del 20% (40% per le nuove imprese) dell’ammontare complessivo dell’investimento agevolato;
    • spese per consulenze specialistiche riferite ai programmi di investimenti oggetto dell’agevolazione nel limite del 30% delle stesse;
    • installazione impianti di allarme antintrusione, sorveglianza, ecc.
    • acquisto di nuove strutture, impianti e attrezzature per la realizzazione di interventi di riduzione dell’impatto ambientale;
    • spese per consulenze specialistiche riferite al passaggio da ditta individuale/ a  nel limite del 30% delle stesse;
    • spese notarili riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone, a società di capitali;
    • spese relative alla prototipazione;
    • spese relative a pubblicità, promozione e partecipazioni a eventi fieristici.

    Inoltre, per i cosiddetti “investimenti digitali”, sono considerate ammissibili anche spese sostenute per:

    • acquisto di apparecchiature e servizi per protezione dati;
    • acquisto di interfacce digitali funzionali all’analisi dei dati;
    • acquisto di hardware, PC, server, macchine virtuali, stampanti 3D;
    • ecc. (consulta il bando)

    Linea di intervento 2: Patrimonializzazione

    Per la linea di intervento 2, le opere di patrimonializzazione che possono essere finanziate sono:

    • aumento di capitale sociale (già deliberato e sottoscritto); 
    • versamento soci in conto capitale (deliberato e versato prima della richiesta di finanziamento);
    • finanziamento soci (deliberato e versato prima della richiesta di finanziamento). 

    Linea di intervento 4: Finanziamenti erogati direttamente dai Confidi

    Per questa linea di intervento il finanziamento viene erogato direttamente dal Confidi, sia per finalità di liquidità che per finalità di investimento

    Linea di intervento 5: Razionalizzazione e Consolidamento

    In questo caso sono ammissibili le operazioni di razionalizzazione e consolidamento del debito effettuate tramite i Confidi, finalizzate a migliorare l’esposizione debitoria dell’impresa.

    Da quando è possible presentare la domanda?

    Le imprese possono presentare domanda di partecipazione dal 31 gennaio 2022, fino ad esaurimento fondi.

    Per i finanziamenti stipulati in data compresa tra il 1 ottobre 2021 e il 31 dicembre 2021 la domanda deve essere presentata ENTRO E NON OLTRE IL 28/02/2022.

    Come vedi, il bando Agevola Credito è davvero un’ ottima opportunità se hai in mente di investire e far crescere la tua impresa nell’area di Milano, Monza-Brianza o Lodi. Ma ricorda, oltre ad Agevola Credito, in questo esatto momento ci sono moltissime altre agevolazioni che potrebbero fare al caso tuo. Scoprile tutte grazie a Trovabando, la prima piattaforma di finanza agevolata che trova per te, in un minuto, tutte le agevolazioni a cui puoi effettivamente accedere!


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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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