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Tag: Finanziamenti agevolati

  • Tutte le agevolazioni pubbliche per avviare nuove imprese [guida aggiornata]

    La mini guida per aspiranti imprenditori

    Agevolazioni nuove imprese ? Vuoi avviare la tua nuova attività? Hai desiderio di metterti in proprio? Abbiamo buone notizie per te.

    Grazie alla finanza agevolata ci sono ottime opportunità per avviare la tua attività con un aiuto pubblico!

    Per questo, se hai sempre desiderato avviare la tua impresa e il tuo sogno nel cassetto è quello di diventare un imprenditore o un’imprenditrice, la finanza agevolata è una risorsa da conoscere bene, e da utilizzare al meglio.

    Attualmente, infatti, sono attive diverse agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, che consentono a startupper e aspiranti imprenditori di tirare fuori i sogni dal cassetto e di… buttarsi nella mischia con la propria attività.

    Abbiamo già parlato delle agevolazioni per startup innovative, ma… per chi non rientra in questa categoria?

    Anche per chi vuole avviare un’attività “non innovativa”, o che non può rientrare nella definizione di startup innovativa, ci sono comunque molte opportunità agevolative da poter sfruttare!

    Vediamo subito alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di nuove attività disponibili a livello nazionale.

    Bandi e agevolazioni nazionali per nuove imprese o startup

    Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è sicuramente Resto al sud di Invitalia. Analizziamolo insieme nel dettaglio.

    Resto al Sud: l’agevolazione perfetta per avviare una nuova attività in tutte le regioni del Mezzogiorno

    Un’altra ottima opportunità per tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno (e anche per chi risiede nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017) è rappresentata dal bando Resto al Sud.

    E’ l’agevolazione promossa da Invitalia per gli aspiranti imprenditori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna.

    Un’agevolazione mista, che copre il 100% delle spese ammissibili ed è composta dal 50% di contributo a fondo perduto e dal 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

    La copertura complessiva può arrivare fino a € 200.000 (nel caso di 4 soci), promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel nostro meraviglioso Sud.

    Dato che ne abbiamo parlato molto in altre occasioni, di seguito ti proponiamo una lista di nostre risorse per approfondire l’argomento:

    Smart & Start Italia: l’incentivo per startup ad alto contenuto tecnologico

    Smart & Start è l’agevolazione che sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

    Le start up richiedenti possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:

    • finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili;
    • servizi di tutoraggio;
    • conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto.

     

    La misura prevede un finanziamento agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento può arrivare fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca.

    Un’ottima opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Italia con un sostegno pubblico.

    Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero per giovani, donne, NEET e disoccupati

    Tra le agevolazioni più interessanti per l’avvio di nuove attività c’è il Nuovo Selfiemployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    Un contributo che finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra €5.000 e €50.000. dedicato a chi vuole avviare la propria attività nei seguenti settori:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    E’ ammessa la partecipazione sia per le nuove attività in forma individuale che societaria.

    Regione Lombardia: bando per il supporto alle nuove imprese

    La Regione Lombardia sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l’autoimprenditorialità come opportunità di ricollocamento con la misura “Bando Nuova Impresa”.

    Con questo incentivo si promuove l’avvio di nuove imprese per ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

    I servizi erogati riguardano:

    • costi legali e notarili relativi alla costituzione d’impresa;
    • consulenze;
    • acquisto di hardware e software;
    • canoni di locazione;
    • sviluppo di un piano di comunicazione

     

    Per non sentirsi soli in un momento importante, ma impegnativo!

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole avviare una nuova attività sono moltissime e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fondo per il sostegno alle grandi Imprese in difficoltà finanziaria

    Aggiornamento: Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo. Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di Invitalia.

    Di cosa si tratta?

    Il Fondo per il sostegno alle grandi imprese in difficoltà ha come finalità quella di sostenere la ripresa o la continuità dell’attività imprenditoriale. Tale Fondo opera attraverso la concessione di prestiti quinquennali a tasso agevolato a favore di Grandi Imprese e imprese in amministrazione straordinaria.

    Istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, il fondo ha una dotazione di 400 milioni di euro per l’anno 2021.

    A chi è rivolto il Fondo Grandi Imprese?

    Potranno richiedere le agevolazioni le grandi imprese che alla data di presentazione della domanda presentano i seguenti requisiti:

    1. Versano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19;
    2. Presentano prospettive di ripresa dell’attività;
    3. Devono essere regolarmente costituite e iscritte nel ;
    4. Devono avere  e operativa ubicata sul territorio nazionale;
    5. Non devono rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla ;
    6. Devono aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
    7. Possono altresì beneficiare dell’intervento del Fondo le grandi imprese che si trovano in amministrazione straordinaria.

    Quali grandi imprese sono escluse?

    Ci sono, tuttavia, delle imprese che sono escluse dall’agevolazione, ovvero quelle:

    • Nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o  penale di condanna divenuto irrevocabile;
    • Che hanno riportato condanne penali o sanzioni amministrative definitive per le violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale;
    • Che sono sottoposte a procedure di tipo liquidatorio.

    Ricordiamo che sono escluse dalle agevolazioni le imprese che operano nel settore bancario, finanziario e assicurativo e le imprese che si trovavano già in una situazione di difficoltà alla data del 31 Dicembre 2019.

    A quanto ammontano i finanziamenti?

    I finanziamenti concessi alle grandi aziende in difficoltà presentano le seguenti condizioni:

    1. Hanno durata massima di 5 anni;
    2. Sono concessi entro il 31 dicembre 2021, ovvero entro il maggior termine eventualmente previsto da successive modifiche e integrazioni al quadro temporaneo;
    3. Sono concessi per un importo complessivo per ciascuna impresa beneficiaria, fatto salvo quanto previsto dal bando, non superiore, alternativamente:
    i. al doppio della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria per il 2019 o per l’ultimo esercizio disponibile. Nel caso di imprese create a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
    ii. al 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
    4. Sono concessi a un tasso agevolato pari al tasso di base (IBOR a 1 anno o equivalente, pubblicato dalla Commissione europea) disponibile al momento della notifica, incrementato del margine per il rischio di credito fissato in 50 punti base per il primo anno, 100 punti base per il secondo e terzo anno e 200 punti base per il quarto e quinto anno.

    L’importo complessivo dei finanziamenti concessi dal Fondo non può, in ogni caso, superare, con riferimento a ciascuna impresa beneficiaria, l’importo di 30 milioni di euro. Nel caso di imprese beneficiarie appartenenti a gruppi, il limite si riferisce all’intero gruppo.

    I finanziamenti concessi dal Fondo sono restituiti dalle imprese beneficiarie a partire da 12 mesi successivi alla data di prima erogazione all’impresa, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

    Come presentare la domanda?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:
    ● Registrarsi ai  online di  compilando l’apposito form;
    ● Accedere con lo SPID al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare
    la documentazione da allegare;
    ● Disporre della firma digitale del legale rappresentante e dell’indirizzo di posta
    elettronica certificata (PEC) della società.
    ● Al termine della procedura on line verrà assegnato un protocollo elettronico.

    La domanda di accesso al Fondo deve contenere il piano aziendale.

    Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo.

    Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di  Invitalia

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  • Macchinari Innovativi: l’agevolazione per l’acquisto di macchinari tecnologici al Sud

    Avviso: il bando Macchinari Innovativi del MiSE, è stato chiuso il 28 aprile 2021. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Resta aperto soltanto lo sportello “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile”

    Nuovo Avviso dal MiSE del 28 novembre – fondi esauriti

    Anche l’ultimo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione, relative ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“, chiuderà a partire dal 29 novembre.

    Nuovo Avviso dal MiSE – 1° febbraio

    Lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione per il bando Macchinari Innovativi del MiSE è chiuso dal 1° febbraio 2019. Resta aperto solo lo sportello dedicato ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“.

    Investire in innovazione al Sud è ancora più semplice con la nuova misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico denominata “Macchinari Innovativi”.

    L’agevolazione mette a disposizione 342 Milioni di euro, per le imprese operanti nel Sud Italia che vogliono acquistare macchinari, hardware e macchinari purché ad alto tasso di innovazione.

    Se la tua impresa opera in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e hai bisogno di un aiuto per portare avanti i tuoi investimenti innovativi e per avvicinare la tua impresa manifatturiera alla cosiddetta “Fabbrica Intelligente”, questa misura è ciò di cui avevi bisogno!

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche che rendono “Macchinari Innovativi” un’agevolazione particolarmente interessante.

    Cosa significa “Fabbrica Intelligente”?

    Come prima cosa capiamo insieme il significato di “Fabbrica Intelligente”. In estrema sintesi, con questo termine si fa riferimento ad un nuovo processo produttivo che integra  e hardware, che può essere gestito e monitorato in tempo reale e che è in grado di rispondere alla forte richiesta di personalizzazione dei prodotti.

    Chi può richiedere questa agevolazione per acquistare macchinari innovativi?

    Per poter essere ammessa al bando Macchinari Innovativi del MiSE la tua impresa dovrà, prima di tutto, essere qualificata come micro, piccola o media impresa, che opera in una delle  cosiddette “Regioni meno sviluppate” ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.

    Questi requisiti, purtroppo, non sono sufficienti per poter avere accesso a questa misura. Vediamo insieme quali sono le altre caratteristiche per poter richiedere il bando “Macchinari Innovativi”.

    L’attività che eserciti dovrà appartenere al settore manifatturiero. Per avere la certezza che il settore in cui operi è proprio quello manifatturiero, controlla che il tuo Codice ATECO appartenga alla sezione C – Attività Manifatturiere.

    Rimangono, in ogni caso, escluse tutte le attività connesse ai seguenti settori:

    • siderurgia;
    • estrazione del carbone;
    • costruzione navale;
    • fabbricazione delle fibre sintetiche;
    • trasporti e relative infrastrutture;
    • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastru

    Quali tipologie di progetti possono essere agevolati?

    Il primo requisito che il tuo progetto deve rispettare riguarda l’ammontare di spese previste. Il bando, infatti, impone che le spese che hai pensato di effettuare siano compresi tra 500 mila e 3 milioni di euro. Mi raccomando, non potrai accedere con progetti che non rientrano in questo range.

    Il bando Macchinari Innovativi del MiSE prevede come spese ammissibili l’acquisto di impianti e attrezzature purché siano nuovi di fabbrica e strettamente funzionali alla realizzazione del tuo progetto, ma anche programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature.

    Quali spese possono essere agevolate con questo bando?

    Se gli investimenti che vuoi portare avanti hanno come obiettivo quello di ridurre i costi e aumentare il livello qualitativo dei tuoi prodotti, passando attraverso la  del processo produttivo, Macchinari Innovativi è una agevolazione da non perdere!

    Per permetterti di capire meglio quali tipologie di spese, riferibili all’area tematica “Fabbrica Intelligente”, potrai agevolare ti faccio qualche esempio specifico:

    • sistemi e modelli industriali per la produzione di prodotti personalizzati ad alto valore aggiunto, come ad esempio l’utilizzo della tecnologia per la costruzione di prototipi in 3D attraverso l’uso di specifici software e hardware;
    • sistemi in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi, tra cui figurano le tecnologie per la gestione dell’end-of-life e riciclo di prodotti a fine ciclo vita e scarti di produzione, con particolare riguardo al riuso di componentistica e materiali hi-tech;
    •  che permettano alle persone e alle macchine di cooperare sinergicamente, condividendo attività in modo efficiente e sicuro, che includono tutta una serie di strumenti volti a favorire l’interazione avanzata uomo/macchina;
    • sistemi produttivi che consentano di minimizzare i costi e migliorare la produttività e la qualità del prodotto, quali ad esempio “design for efficiency” e “design for recycling”; e impianti diretti alla “zero defect manufacturing”.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il bando Macchinari Innovativi?

    Il contributo a fondo perduto del bando Macchinari Innovativi del MiSE, è rappresentato da un mix di agevolazioni, una parte concessa sotto forma di contributo in conto impianti e l’altra sotto forma di finanziamento agevolato, calcolato in relazione alla dimensione dell’impresa.

    • Se la tua è una micro o piccola impresa, avrai diritto ad un contributo in conto impianti pari al 35% e un  agevolato pari al 40%.
    • Se la tua è, invece, un’impresa di media dimensione potrai ricevere un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

    In entrambi i casi però il totale del contributo concesso non può superare il 75% delle spese ritenute ammissibili.

    Quali sono le modalità di presentazione delle domande per il bando Macchinari Innovativi?

    L’iter di presentazione della domanda di accesso al  bando Macchinari Innovativi del MiSE è articolato in tre fasi principali.

    Vediamo insieme nel dettaglio cosa dovrai fare durante ciascuna fase.

    La prima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 9 gennaio 2019, è necessaria per verificare se la tua CNS (Carta nazionale dei servizi) e la tua PEC (posta elettronica certificata) sono correttamente funzionanti, nonché per accertarti del fatto che il soggetto che presenterà la domanda di accesso all’agevolazione sia in possesso dei poteri di firma necessari.

    La seconda fase è quella relativa alla vera e propria compilazione della domanda ed ha inizio alle ore 10.00 del 15 gennaio 2019. In tale
    fase dovrai accedere al portale informatico per compilare e caricare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi. Al termine della procedura di caricamento della domanda, verrà generato automaticamente il “codice di predisposizione domanda” necessario per il completamento della fase successiva.

    Durante la terza ed ultima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 29 gennaio 2019, dovrai inviare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi immettendo sul portale informatico il  “codice di predisposizione domanda” generato durante la fase precedente.

    Il termine della procedura è segnato dal rilascio, da parte del sistema informatico, dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

    Se sei una azienda del Sud e sei alla ricerca di agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi questo bando è sicuramente una occasione imperdibili per rinnovare la tua impresa e renderla maggiormente competitiva.

    Se vuoi finanziare la tua attività ricorda sempre di verificare prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Cultura Crea: come partecipare al bando[1 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui!

    Come promesso eccoci di nuovo qui a parlare del bando Cultura Crea!

    (Se non sai di cosa stiamo parlando allora leggi il nostro precedente articolo!! )

    In questo post ti spiegherò la prima delle tre linee del bando, quella chiamata “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” e come presentare domanda bando Cultura Crea.

    Se vuoi conoscere anche le altre linee, non perderti i prossimi articoli!

    come-partecipare-al-bando-culturacrea-1-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    Va bene, cominciamo…

    Questa linea di intervento del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    “Ok, mi piace..voglio partecipare!” penserai… Ma quali caratteristiche devo avere?

    Se hai un’impresa che opera nell’industria culturale devi averla costituita nell’arco degli ultimi 36 mesi (fa attenzione, sono comprese anche le cooperative!).

    … e se non ho ancora un’impresa?

    Tranquillo, Invitalia ha pensato anche a te…

    Possono infatti partecipare al bando anche i team di persone fisiche, purché costituiscano un’impresa entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni!
    Bello, no?

    Nel caso in cui non avessi i requisiti richiesti da questo bando non ti disperare! Questa è solo una delle mille agevolazioni censite nel nostro database! Contattaci e insieme troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis (approfondiremo questo argomento più avanti in un altro post!) e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
    • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

     

    Ma fa attenzione, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45%!!

    Ma con tutti questi soldi, cosa ci posso fare?

    Innanzitutto bisogna specificare che sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro.

    Inoltre i progetti finanziabili devono prevedere la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

    • conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
    • conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
    • fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
    • gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

     

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipologie:

    • Investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e arredi programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.
    • Spese di gestione personale: dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione consulenze specialistiche esterne.

    “Finalmente ho trovato l’agevolazione adatta a me”… Ora cosa devo fare per partecipare al bando?

    Una volta verificato di avere i requisiti richiesti dal bando Cultura Crea è arrivato il momento di preparare tutto il necessario per compilare la domanda di partecipazione al bando ed ottenere poi i finanziamenti.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco l’elenco completo della documentazione necessaria se sei un’impresa già costituita o un’impresa ancora da costituire!

    Ricorda che la qualità della documentazione presentata è fondamentale ai fini dell’approvazione della domanda. Se hai bisogno di aiuto per preparare i documenti necessari non esitare a contattarci! Ti aiuteremo noi a preparare e scrivere tutto il necessario nella maniera corretta!

    … e ora?

    Una volta presentata la domanda al bando Cultura Crea basterà solo aspettare l’esito della valutazione della domanda da parte di Invitalia, e poi il gioco è fatto! Potrai usufruire delle agevolazioni e dei contributi per sostenere i fabbisogni finanziari della tua impresa!

    Quello che forse non sai ancora, è che ci sono moltissime agevolazioni a cui potresti partecipare (e quindi molti soldi da prendere) se solo facessi domanda..

    Se sei arrivato fino qui, puoi dire di aver finalmente trovato il tuo strumento per conoscere tutti i bandi a cui potresti partecipare, approfittando così di tutte le opportunità a tua disposizione per realizzare i tuoi progetti!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere le altre linee di intervento del bando CulturaCrea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per sostenere lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

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  • Trovabando e InnovUp: un acceleratore per il tuo business

    Trovabando e InnovUp: un acceleratore per il tuo business

    Trovabando e InnovUp avviano una partnership per permettere alle startup, Pmi, imprenditori e freelance di accelerare il proprio business, accedendo nel minor tempo possibile ai finanziamenti agevolati

    Un acceleratore per il tuo business

    Quando una startup o un imprenditore deve raggiungere determinati obiettivi, ha bisogno di investimenti che lo supportino.

    Qui entra in gioco la finanza agevolata.

    Orientarsi tra i bandi pubblici, tuttavia, non è sempre facile; bisogna saper cercare nel posto giusto e con le modalità più appropriate, per non perdere tempo e opportunità.

    È proprio da questa esigenza che nasce la partnership tra Trovabando e InnovUp; un acceleratore che mette in collegamento startup e imprenditori con le agevolazioni alle quali possono davvero partecipare.

    Perché questa Partnership?

    InnovUp, la più grande associazione italiana dell’ecosistema dell’innovazione e delle startup nata dall’unione di Italia Startup e APSTI, e Trovabando, l’innovativa piattaforma che consente di identificare, in meno di un minuto, le sole agevolazioni a cui si può effettivamente accedere, hanno infatti avviato una collaborazione per permettere a quante più startup, imprese e professionisti possibili di dare un’accelerazione al proprio business, accedendo senza difficoltà a bandi e agevolazioni pubbliche.

    Tutti i vantaggi per gli associati InnovUp

    Nello specifico, Trovabando ha riservato servizi esclusivi dedicati a tutti gli associati InnovUp per accedere ai contributi pubblici. Monitoraggio, formazione, e supporto sono al centro dei vantaggi rivolti a tutti i soci.

    Tra servizi pensati unicamente per gli associati InnovUp, troviamo:

    • Monitoraggio continuo: monitoraggio costante delle agevolazioni realmente disponibili;
    • Webinar gratuiti: partecipazione gratuita a webinar di lancio e webinar semestrali verticali sulle opportunità agevolative per gli associati;
    • Sportello online: consulenza online di 1 giorno/mese assieme agli esperti del team Trovabando sulle agevolazioni riservate agli associati InnovUp.

     

    Ma i vantaggi non finiscono qui: soltanto per i soci InnovUp, l’accordo prevede sconti esclusivi sugli abbonamenti pensati appositamente per startup e imprese.

    Insomma, la nuova partnership tra InnovUp e Trovabando è un’opportunità imperdibile per tutti gli imprenditori e startupper che vogliono dare una marcia in più alla propria attività, accedendo velocemente a tutti i bandi pubblici realmente disponibili.

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  • Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Cos’è l’attività di Temporary Manger e a cosa serve?

    Il Temporary Manager (o TEM – Temporary Export Manager) è una figura chiave per le imprese che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

    Il finanziamento agevolato SIMEST, parte del Fondo 394/81, sostiene l’inserimento temporaneo di queste figure professionali altamente specializzate (temporary manager), e quindi l’inserimento temporaneo nell’impresa di un temporary manager, per realizzare progetti di internazionalizzazione, innovazione digitale, tecnologica o ecologica. Questo tipo di intervento rappresenta una tipica declinazione del temporary management, una soluzione intermedia che consente di ridurre al minimo le tempistiche operative per l’avvio di nuovi progetti.

    Con la nuova Circolare n. 8/394/2023, aggiornata a dicembre 2023 e operativa da marzo 2024, SIMEST ha introdotto novità importanti: aumento delle aree geografiche prioritarie, maggiore flessibilità nelle spese, semplificazione delle condizioni di accesso, ed estensione dei benefici anche a imprese non PMI in specifici casi. 

    A cosa serve ottenere un finanziamento per inserire un Temporary Manager

    L’obiettivo del finanziamento è supportare le imprese italiane nei processi di espansione estera, attraverso un affiancamento con temporary manager esperti. Il temporary manager viene messo a disposizione da una società di servizi qualificata e lavora all’interno dell’impresa per almeno 6 mesi.

    Questa forma di gestione temporanea consente all’impresa di beneficiare di competenze manageriali esistenti, accrescendone le competenze manageriali e garantendo un vantaggio competitivo nei mercati internazionali.

    Le attività finanziabili riguardano:

    • L’esportazione verso nuovi mercati (export);
    • La digitalizzazione dei processi aziendali;
    • L’innovazione ecologica e tecnologica;
    • Il miglioramento organizzativo;
    • L’acquisizione di certificazioni internazionali o marchi.

    Chi può accedere al bando per il Temporary Management

    Possono richiedere il finanziamento:

    • Micro, Piccole e Medie Imprese;
    • Altre imprese se in possesso dei requisiti specifici;
    • Imprese con sede legale e operativa in Italia;
    • Imprese in possesso di almeno due bilanci approvati o, in assenza, con documentazione contabile equivalente.

    Requisiti aggiuntivi:

    • Essere in regola con DURC, normativa ambientale e obblighi fiscali;
    • Non operare in settori esclusi (banche, assicurazioni, pesca, ecc.);
    • Non avere procedure concorsuali o situazioni di crisi e garantire la gestione di un’impresa stabile;
    • Non essere state destinatarie di revoche da parte di SIMEST.

    Quanto si può ottenere con il bando Temporary Manager

    L’importo finanziabile va da 10.000 a 500.000 euro, nel limite del 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, per la realizzazione di progetti innovativi.

    Il finanziamento si compone di:

    • Una quota di prestito a tasso agevolato (tra 10%, 50% o 80% del tasso UE);
    • Un contributo a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 euro), che può arrivare al 20% per le imprese del Sud o per progetti in Africa e America Latina.

    Quali sono le spese ammissibili e cosa finanzia il bando per il Temporary Management

    Le spese finanziabili sono suddivise in:

    Spese obbligatorie (minimo 60%):

    • Compenso e costi per il Temporary Manager, come da contratto stipulato con società di servizi esterna, per l’inserimento di un temporary manager a tempo nell’impresa. Si tratta di una figura spesso scelta anche in alternativa al manager a tempo pieno, per incarichi di medio termine (tipicamente 18-36 mesi).

    Spese accessorie (massimo 40%):

    • Attività di marketing e promozione;
    • Viaggi, fiere, eventi, soggiorni partner esteri;
    • Digitalizzazione e innovazione gestionale;
    • Adeguamenti organizzativi, certificazioni, marchi;
    • Consulenze per l’applicazione del progetto;
    • Spese legali per apertura filiali all’estero;
    • Costi di formazione del personale e interventi operativi su alcune funzioni aziendali.

    Come presentare domanda per il Temporary Manager

    La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il Portale dedicato.

    Documenti da preparare:

    • Contratto con la società di servizi e dettagli sull’attività del temporary manager;
    • Bilanci o documenti contabili alternativi;
    • Documento sul rispetto della normativa ambientale;
    • Documento sui poteri del legale rappresentante;
    • Richiesta del CUP e apertura conto corrente dedicato.

    Modalità di erogazione e rendicontazione delle spese

    L’erogazione avviene in due tranche:

    • 25% anticipato a contratto firmato e condizioni rispettate;
    • 75% a saldo dopo la rendicontazione delle spese, da completarsi entro 4 mesi dalla fine del progetto.

     

    Linee guida per la Rendicontazione:

    • Le spese devono essere pagate tramite il conto dedicato;
    • Tutti i documenti (fatture, bonifici) devono riportare il CUP;
    • Devono essere accompagnati da dichiarazioni di fornitura, evidenze e relazioni finali.

     

    Quando viene erogato il fondo perduto

    Il contributo a fondo perduto viene concesso solo se, alla data di prima erogazione, l’impresa rispetta almeno uno dei seguenti criteri:

    • Sede operativa nel Sud Italia;
    • Impresa femminile o giovanile;
    • PMI innovativa;
    • Possesso di certificazioni ISO ambientali/sociali;
    • Export >20% del fatturato;
    • Interesse diretto o indiretto nei Balcani o paesi in Africa o America Latina.

    In mancanza dei requisiti, la parte a fondo perduto viene revocata ma rimane il prestito agevolato.

     

    Garanzie richieste e casi di esenzione

    La garanzia dipende dallo scoring MCC (da 1 a 9):

    • Le imprese con scoring 1 o 2 non devono prestare garanzie;
    • Le altre devono offrire garanzie crescenti (fino al 40%).

     

    Sono esentate dalle garanzie anche:

    • PMI innovative;
    • Imprese nei Balcani, Africa o America Latina;
    • Imprese colpite da alluvioni (fino al 31/12/2024).

    Novità 2024–2025: Africa e America Latina tra i paesi prioritari

    Dal 2024, le imprese che realizzano progetti in Africa o America Latina hanno:

    • Fondo perduto fino al 20%;
    • Esenzione da garanzie;
    • Priorità in graduatoria.

     

    Queste novità si affiancano a quelle già attive per le imprese del Sud e per progetti nei Balcani Occidentali. L’attività nei contesti internazionali, specialmente in paesi extra-UE, rappresenta un supporto flessibile e concreto all’internazionalizzare.

    Vantaggi del Temporary Manager con elevata esperienza

    • Inserimento di un temporary manager, cioè un esperto a tempo altamente qualificato;
    • Accesso a nuovi mercati esteri;
    • Progetti green e digitali con cofinanziamento pubblico;
    • Ottimizzazione dell’organizzazione interna attraverso l’inserimento di top direttori;
    • Formazione del personale;
    • Miglioramento della reputazione internazionale;
    • Capacità di gestione e capacità di gestire lo stress nelle fasi di riassestamento o sviluppo di nuovi business.

    Il dirigente ad interim può rappresentare una leva fondamentale per garantire continuità all’organizzazione.

    Diverse realtà aziendali, tra cui aziende di piccole dimensioni, si affidano oggi a società di temporary management per integrare temporaneamente alcune funzioni critiche, anche in ambiti come la finanza e controllo o il senior project management.

    Figure come il fractional manager o l’executive manager rappresentano opzioni efficaci per affiancare il manager o sostituire il manager con incarico a tempo determinato, con la possibilità di riattivare rapidamente strategie aziendali condivise e obiettivi concordati.

    Come combinare il bando Temporary Manager con altre agevolazioni SIMEST

    Il bando è cumulabile (entro i limiti del “de minimis”) con altre iniziative per l’internazionalizzazione:

    • Finanziamenti SIMEST per fiere e mostre;
    • Finanziamento per e-commerce estero;
    • Studi di fattibilità;
    • Inserimento in mercati extra UE;
    • Transizione digitale ed ecologica per progetti di innovazione tecnologica.

     

    Combinare più misure consente di amplificare l’impatto strategico del progetto di internazionalizzazione.

    Perché richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager 

    Perché richiedere richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager

    Con un tasso agevolato tra i più bassi in Europa, una quota a fondo perduto fino al 20% e spese flessibili, il bando Temporary Manager SIMEST rappresenta un’occasione concreta per fare il salto di qualità sui mercati internazionali attraverso l’inserimento di un direttore temporaneo.

    I fondi sono disponibili fino a esaurimento, con riserve specifiche per Sud Italia e aree prioritarie.

    La partecipazione al bando può rappresentare un acceleratore decisivo per portare competenze dirigenziali in azienda, con una copertura pubblica che riduce costi e rischi e può aiutare a garantire continuità in contesti di cambiamento.

    L’approccio dirigenziale e gestionale proposto dal fractional o dall’interim consente alle imprese di inserire una figura professionale ad interim anche solo per lo stesso periodo di tempo utile a completare un progetto di sviluppo aziendale ben definito.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

    Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

    Resta aggiornato sulle novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Cosa prevede l’agevolazione e quanto posso ricevere?

    L’agevolazione Simest ecommerce, che già prevedeva l’erogazione di un  agevolato per il 100% delle spese ammissibili, si arricchisce di alcuni importanti cambiamenti che la rendono un’occasione davvero imperdibile per chi ha intenzione di aprire il proprio business a nuovi mercati internazionali.

    Iniziamo dalla notizia più ghiotta, ossia la possibilità di ottenere fino al 40% del finanziamento a nel caso in cui la PMI abbia una sede operativa al Sud, e fino al 25% per le restanti imprese. Il tasso del finanziamento rimane fisso al 10% del tasso di riferimento UE (attualmente, fino al 30 aprile 2021, il tasso UE è dello 0,55%, quindi l’interesse da pagare sul finanziamento è solo dello 0,055%!). 

    La restituzione avverrà in 4 anni, di cui 1 di preammortamento, mentre l’erogazione avverrà in due momenti: anticipo (50%) e saldo.

    Le rate sono 6 semestrali.

    Altra buona notizia riguarda le garanzie, perché è possibile accedere all’agevolazione senza necessità di presentare garanzie.

    Se ancora non ti basta, sappi che potrai ricevere fino a 300.000 euro se realizzi una tua piattaforma e fino a 200.000 euro se invece scegli di utilizzare un marketplace di terzi.

    L’importo non potrà comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati, mentre è previsto un importo minimo di 10.000 euro.

    Se non ti è ben chiara la differenza tra piattaforma proprietaria e marketplace, cerchiamo di fare un minimo di chiarezza!

    Una piattaforma proprietaria di e-commerce indica un sito internet in cui l’azienda vende online i propri prodotti. Si tratta di un sito realizzato direttamente dall’azienda e e in cui è l’impresa stessa a gestire ogni aspetto relativo alla gestione e alla vendita: dalla progettazione e sviluppo del sito all’aggiornamento delle schede di prodotto, dalla fatturazione alla gestione degli ordini e delle spedizioni, dalla sponsorizzazione all’assistenza ai clienti.

    L’investimento da effettuare, in termini sia economici che di risorse umane impiegate nella realizzazione e poi nella gestione del sito, è certamente maggiore, ma è maggiore anche l’autonomia di cui si gode e la possibilità di aumentare la brand awareness della propria azienda, utilizzando il proprio sito anche come strumento di marketing e di branding.

     

    Un marketplace invece è una piattaforma in cui sono riuniti molti rivenditori, ognuno dei quali avrà un suo spazio, ma insieme a tutti gli altri (una specie di centro commerciale virtuale, insomma…) e in cui sarà necessario gestire solo alcune attività, perché a molte altre pensa il market place stesso.

    Questo implica certamente una maggiore semplicità di gestione, ma limita anche, al tempo stesso, l’indipendenza dell’imprenditore, che in cambio della semplificazione delle attività e della maggiore facilità, soprattutto iniziale, di entrare in contatto con molti nuovi potenziali clienti, dovrà comunque sostenere dei costi o delle commissioni e avrà limitazioni nella scelta delle azioni di marketing e di personalizzazione della propria “vetrina”

    Chi può richiedere il contributo?

    Come dicevamo, l’opportunità è rivolta alle Società di Capitali che abbiano depositato almeno 2 bilanci completi.

    Dal momento che l’importo massimo del finanziamento è legato alla media dei ricavi degli ultimi 2 anni e che il finanziamento minimo è di 25.000 euro, andando a fare qualche calcolo non troppo complesso risulta che, per poter accedere, la media dei tuoi ricavi medi nel biennio precedente deve essere di circa 166.700 euro.

    A chi non dovesse raggiungere questi valori, ricordiamo che quelle di Sace-Simest non sono le uniche agevolazioni dedicate all’internazionalizzazione e che spesso è possibile ricevere contributi anche per la partecipazione a fiere e mostre internazionali (sia in Italia che all’estero) per iniziare comunque, senza investimenti troppo elevati, a farsi conoscere anche su altri mercati.

    Ancora una precisazione. Ricordati che esiste un limite di esposizione verso il  Fondo 394/81 di Simest (ovvero il Fondo per l’Internazionalizzazione) e il Fondo per la crescita sostenibile (quando previsto).

    Questo significa che, se hai chiesto altri finanziamenti a valere su tali risorse, dovrai fare attenzione che l’esposizione dell’ (compreso l’importo che stai richiedendo) non superi il 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci approvati e depositati.

    Adesso vediamo più nel dettaglio cosa è possibile realizzare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Anche in questo caso non resterai deluso, perché, qualsiasi opzione tu abbia scelto (marketplace o piattaforma proprietaria), le spese ammissibili possono essere finanziate al 100% e sono… praticamente tutte! L’essenziale è che l’e-commerce abbia un dominio di primo livello nazionale registrato nel Paese di destinazione e che i beni o servizi distribuiti siano prodotti in Italia o con marchio italiano.

    Differentemente dall’edizione precedente, potrai realizzare o migliorare un E-commerce estero, qualora tu lo abbia già!

    E’ possibile infatti finanziare :

    Le spese relative alla creazione e miglioramento di una propria piattaforma informatica:

    • creazione sito e-commerce front-end, sito responsive/sito mobile/app;
    • circuiti di pagamento;
    • costo configurazione del sistema;
    • spese di avvio dell’utilizzo del marketplace;
    • software per la gestione degli ordini.

     

    Le spese relative alla gestione/funzionamento della propria piattaforma informatica / marketplace:

    • spese per la sicurezza dei dati e della piattaforma;
    • spese di hosting del dominio o annual fee;
    • spese per certificazioni internazionali;
    • analisi e tracciamento dati di navigazione;
    • registrazione, omologazione e tutela del marchio.

     

    Le spese relative alle attività promozionali ed alla formazione connesse allo sviluppo del programma:

    • spese per l’indicizzazione dell’e-commerce;
    • spese per web marketing;
    • spese per comunicazione e promozione;
    • formazione del personale adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma;
    • aggiunta di grafiche;

     

    Non male, eh?

    Come posso accedere?

    Per non farti sfuggire questa opportunità dovrai registrarti sul Portale Sace-Simest, compilare e inviare la domanda sottoscritta digitalmente.

    La domanda, che dovrà riguardare un solo Paese, deve essere presentata prima di iniziare il programma di investimento presentato.

    E adesso non ti rimane che prepararti alla conquista di nuovi mercati!

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  • Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Attenzione: AL VIA Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali ha chiuso lo sportello in data 30 Giugno 2021.

    Oltre 486 milioni di euro a sostegno degli investimenti produttivi aziendali delle imprese lombarde con il bando Al Via.

    Con il bando Al Via la Regione Lombardia agevola gli investimenti dedicati allo sviluppo aziendale, ma anche a programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo delle PMI lombarde. 

    Un buona notizia è che la dotazione finanziaria del bando Al Via è stata più volte aumentata dai 75 milioni iniziali, fino ad arrivare alla somma di 486.5 milioni di euro ripartiti tra finanziamenti agevolati, garanzie del credito e contributi a fondo perduto.

    A chi è rivolto il bando Al Via?

    Il bando Al Via è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) costituite da almeno 24 mesi e caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • C – Attività manifatturiere;
    • F – Costruzioni;
    • H – Trasporto e magazzinaggio;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle 

    Inoltre, indipendentemente dal codice ATECO  possono presentare la domanda per il bando Al Via anche le PMI iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche della Regione Lombardia.

    Esclusioni

    Il bando Al Via esclude diverse attività quali, ad esempio,

    • Industria del tabacco;
    • Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;
    • Attività editoriali;
    • Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore;

    Sono escluse anche le altre attività che riguardano le sezioni J, M e N della tabella Ateco. Per questa ragione, per visionare un elenco esaustivo dei codici Ateco esclusi si rimanda all’Allegato 2 del bando.

    Le linee di intervento

    Il bando Al Via prevede due diverse linee con caratteristiche differenti in termini di interventi finanziabili:

    1. Linea Sviluppo Aziendale: finanzia investimenti per l’ammodernamento e l’ampliamento produttivo;
    2. Linea Rilancio Aree Produttive: finanzia investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo collegati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive.

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    Bando al via agevolazioni per gli investimenti aziendali

    Qualeagevolazione prevede il bando?

    Le agevolazioni previste dal bando Al Via comprendono in ogni caso un finanziamento assistito da  del credito e da un  In base alla linea scelta possono essere presentati differenti tipologie di progetto, ed è possibile coprire differenti tipologie di spese.

    La linea Sviluppo Aziendale, prevede Progetti standard Progetti incentivati nei casi in cui i progetti stessi abbiano determinate caratteristiche. Mentre la linea Rilancio Aree produttive non prevede Progetti incentivati.

    Per entrambe le linee, l’agevolazione sarà concessa in alternativa, a scelta del beneficiario, nel rispetto del Regolamento de minimis oppure nel rispetto del Regolamento di esenzione.

    Gli incentivi economici previsti saranno:

    • Finanziamento agevolato, tra un minimo di 50 mila e un massimo di 2,85 milioni di euro;
    • Garanzia prestata a titolo gratuito, nel limite del 70% del Finanziamento;
    • Contributo in conto capitale, in misura variabile tra il 5% e il 15% in base alle caratteristiche del progetto presentato e al Regolamento scelto.

    Focus sulla linea Sviluppo Aziendale

    Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche fondamentali della linea “Sviluppo aziendale” del bando Al Via.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000 e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 3.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    I Progetti dovranno essere realizzati in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Regionale (S3) della Regione Lombardia, ovvero rientrare in una delle seguenti aree:

    • aerospazio;
    • agroalimentare;
    • eco-industria;
    • industrie creative e culturali;
    • industria della salute;
    • manifatturiero avanzato;
    • mobilità sostenibile.

     

    Le spese ammissibili dalla linea Sviluppo Aziendale sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & hardware)
    3. acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica.

     

    Le agevolazione previste per questa linea sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da una garanzia e da un contributo in conto capitale.

     

    Focus sulla linea Rilancio Aree Produttive

    Vediamo, ora, quali sono le caratteristiche peculiari della linea “Rilancio aree produttive” del bando “Al Via“.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000, e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 6.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    Nel caso di progetti presentati a valere su questa linea, l’impresa richiedente dovrà allegare una dichiarazione del Comune su cui è programmato l’investimento, che attesti l’inutilizzo, da almeno un’anno, dell’area o dell’immobile stesso, oppure una prova di appartenenza dell’area o dell’immobile agli elenchi delle aree dismesse della Regione Lombardia.

    Anche in questo caso, i progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Regionale (S3) e dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla concessione dell’agevolazione.

    Le spese ammissibili dalla linea “Rilancio aree produttive” sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica;
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & );
    3. acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica;
    5. acquisto di proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa;

    Per le prime tre spese in elenco, le agevolazioni sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da garanzia e da un contributo in conto capitale , mentre per le ultima due spese (4 e 5) l’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente on-line, sul portale Siage, a partire dal 05 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2020.

    Di seguito ti proponiamo due video esplicativi della Regione Lombardia, su come presentare la domanda di ammissione per le due linee. Se vuoi farti aiutare per presentare la domanda e non commettere errori, contattaci… saremo lieti di aiutarti!

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  • Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 promosso da MiSE e Invitalia

    Grazie al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019, è possibile ottenere finanziamenti agevolati e garanzie per investimenti di efficientamento energetico su immobili, impianti e processi produttivi.

    Il Fondo, di natura rotativa, ha infatti la finalità di sostenere interventi che possano garantire il raggiungimento dei target nazionali di efficienza energetica, riuscendo a mobilitare, proprio grazie a tale strumento, maggiori risorse private in questo settore.

    A questo scopo, con i suoi 310 milioni di dotazione finanziaria al 2020, si prevede che il Fondo possa mobilitare un volume di investimenti di oltre 1.7 miliardi di euro, grazie al quale generare un utilizzo più razionale dell’energia e una riduzione delle emissioni climalteranti.

    Chi può partecipare al bando Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 e come funziona

    Possono accedere al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 quasi tutte le imprese (in forma singola o associata/aggregata), le ESCo (Energy Service Company) e anche le Pubbliche Amministrazioni. Per tutte le imprese, tra gli altri requisiti, è necessario che siano costituite da almeno 2 anni e iscritte al .

    Sono previste esclusioni solo per i settori della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria dei prodotti agricoli o della loro trasformazione e commercializzazione, e per alcuni casi specifici.

    Il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 permetterà una riduzione dei costi di accesso al credito ed è articolato in due sezioni.

    La prima, che comprende il 30% delle risorse annuali, è destinata alla concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, a coprire fino all’80% dei costi agevolabili, per importi da 150.000 a 2.500.000 euro; la seconda, invece, prevede l’erogazione di finanziamenti a un tasso agevolato dello 0.25%. E’ possibile richiedere sia la garanzia che il finanziamento.

    Per le imprese il finanziamento del Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019  può avere una durata massima di 10 anni e può arrivare a coprire fino al 70% dei costi agevolabili, per un importo compreso fra 250.000 euro e 4 milioni di euro. La richiesta di finanziamento può essere presentata presso tutti gli istituti bancari.

    E’ obbligatorio fornire con mezzi propri una copertura finanziaria minima del 15% dell’investimento. La buona notizia è che per le operazioni relative a questa “quota privata” è comunque possibile utilizzare il Fondo di Garanzia per le PMI (rispettando comunque i limiti di cumulabilità).

    Non solo fotovoltaico: cosa si può fare con il Fondo Nazionale Efficienza Energetica

    Le imprese con il Fondo Nazionale Efficienza energetica 2019 possono finanziare progetti di investimento che riguardino:

    • il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi;
    • la riqualificazione energetica degli edifici (ad es. fotovoltaico);
    • l’installazione o il potenziamento di impianti per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento.

    Per queste tipologie di progetto, le spese ammissibili sono quelle per:

    1.  consulenze (nella misura max del 10% delle spese ammissibili), con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici;
    2. impianti, macchinari e attrezzature quali le apparecchiature, gli impianti, nonché macchinari e attrezzature varie, solo se nuovi (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
    3. interventi sull’involucro edilizio comprensivi di opere murarie e assimilate, inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
    4. infrastrutture specifiche, comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto.

    Come presentare la domanda di partecipazione

    La domanda di presentazione per il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 va inviata direttamente online sulla piattaforma di Invitalia prima della data di inizio dei lavori, a partire dal 20 maggio 2019.

    Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla presentazione (salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti).

    Ottima opportunità, quindi, soprattutto considerando che queste agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre norme comunitarie, nazionali e regionali. Quali? Scoprilo con Trovabando!

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  • Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Bando Intraprendo: cosa c’è di nuovo per le startup lombarde [Aggiornamento]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2019. Non perderti le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per le Start up della Lombardia

    Il bando Intraprendo per le start up lombarde, riaperto dal 4 ottobre 2017, è l’agevolazione promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Finlombarda spa.

    L’obiettivo è favorire e stimolare l’imprenditorialità lombarda, mediante l’avvio ed il sostegno alla realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e di autoimpiego.

    Saranno favorite le iniziative intraprese da giovani (under 35 anni) o da soggetti maturi (over 50 anni) usciti dal mondo del lavoro, oppure da imprese caratterizzate da elevata innovatività e a forte contenuto tecnologico.

    Qual’ è la dotazione finanziaria del bando Intraprendo?

    L’intera linea Intraprendo ha una dotazione finanziaria complessiva pari ad 30 milioni di euro.

    La finestra di erogazione per il 2017 ha una dotazione di oltre 7 milioni di euro.

    Chi può partecipare?

    Possono partecipare al Bando Intraprendo i soggetti che, al momento della presentazione on line della domanda, siano classificabili come:

    • microimprese o PMI iscritte e attive al Registro delle Imprese da non più di 24 mesi, con una sede operativa attiva in Lombardia;
    • Liberi Professionisti in forma singola che abbiano avviato la propria attività professionale da non più di 24 mesi, e che abbiano eletto a luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale uno dei Comuni di Regione Lombardia e che, per tale attività professionale, risultino iscritti all’albo professionale del territorio di Regione Lombardia;
    • aspiranti imprenditori”, ossia persone fisiche che provvedano, nel termine perentorio di 90 giorni a partire dalla data del decreto di assegnazione ad iscrivere ed attivare nel Registro delle Imprese di una delle  di Regione Lombardia una microimpresa o una PMI;
    • aspiranti liberi professionisti in forma singola”, ossia persone fisiche, non ancora in possesso di una Partita IVA riferibile all’attività professionale che intendono avviare.

    Che tipo di contributo è previsto?

    Il contributo del Bando Intraprendo può variare da un minimo di 25 mila euro fino ad un massimo di 65 mila euro.

    Questo si compone di una quota di contributo a fondo perduto (pari al 10%) e di una quota di finanziamento agevolato a tasso zero (pari al 90%).

    Il  è a tasso zero con rimborso compreso tra 3 e 7 anni e un pre-ammortamento massimo di 18 mesi: in pratica per i primi 18 mesi non rimborsi la quota capitale del prestito.

    L’entità del contributo, determinata sulla base della tipologia di progetto, è normalmente pari al 60% delle spese ammissibili e può aumentare fino al 65% se il progetto:

    • è presentato da giovani under 35;
    • è proposto da soggetti usciti dal mondo del lavoro over 50;
    • è caratterizzato da elevata innovatività.

    I contributi saranno concessi secondo il Regime De minimis n. 1407/2013.

    Quali sono gli investimenti agevolati secondo il bando Intraprendo?

    Per la realizzazione della finalità del Bando Intraprendo possono essere presentati Progetti di:

    • avvio e/o sviluppo di microimprese e PMI;
    • avvio e/o sviluppo di attività di lavoro libero-professionale in forma singola, da realizzarsi esclusivamente in una sede operativa/luogo di esercizio prevalente in Lombardia.

    Sono ammissibili all’Intervento Finanziario progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700,00.

    Per essere ammessi all’agevolazione prevista dal bando Intraprendo, i progetti presentati devono aver ricevuto uno o più endorsement, ovvero una dichiarazione a supporto della qualità dell’idea imprenditoriale/professionale oggetto della domanda di partecipazione al bando.

    Quali spese possono essere agevolate?

    Come già detto, sono ammissibili all’intervento finanziario previsto dal bando Intraprendo soltanto i progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 41.700.

     
    Le spese ammissibili devono riguardare le seguenti tipologie:

    • nuovo personale contrattualizzato fino ad un massimo del 30% delle spese totali ammissibili;
    • acquisto di beni strumentali materiali nuovi, usati o noleggio dei medesimi, quali ad es. attrezzature, hardware, macchinari, impianti, arredi, veicoli commerciali leggeri
    • acquisto di beni immateriali (marchi e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, licenze di produzione di  e di conoscenze tecniche non brevettate, costi di prototipazione);
    • licenze di software nel limite massimo del 20% delle spese totali ammissibili;
    • servizi di consulenza o servizi equivalenti, non riferiti all’ordinaria amministrazione, fino ad un massimo del 25% delle spese totali ammissibili;
    • affitto dei locali della sede operativa o del luogo di esercizio prevalente nel quale viene realizzato il Progetto di avvio e/o sviluppo dell’impresa o dell’attività libero-professionale, fino a un massimo di dodici mensilità di canone di locazione all’interno della durata di realizzazione del progetto;
    • acquisto delle scorte fino ad un massimo del 10% delle spese totali ammissibili;
    • spese generali addizionali forfettarie per un massimo del 15% delle spese di personale ammissibili del Progetto e il costo per le commissioni relative al rilascio di una eventuale  fidejussoria, nel caso sia richiesta in base alle vigenti regole e in base agli esiti dell’ di merito creditizio.

    Quando posso presentare la domanda?

    La domanda di partecipazione per il  Bando Intraprendo deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa SiAge a partire dalle ore 12.00 del giorno 4 ottobre 2017, fino al 15 luglio 2019.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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