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Autore: gabriele@cloudfactory.it

  • Start and Go: il primo dei tre bandi del pacchetto CreOpportunità

    Start and Go: il primo dei tre bandi del pacchetto CreOpportunità

    Avviso: il bando è stato chiuso il 30 dicembre 2018. Se vuoi rimanere aggiornato sulle novità di finanza agevolata clicca qui!

    Pacchetto CreOpportunità: 22 milioni di euro per rilanciare l’imprenditorialità lucana

    Buone nuove per le imprese della Basilicata!

    Start and go: Ecco il primo bando del pacchetto CreOpportunità.

    Qual è la finalità del bando e del pacchetto CreOpportunità?

    L’obiettivo di questo bando è quello di accrescere la competitività delle PMI lucane promuovendo l’imprenditorialità, in particolare facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e promuovendo la creazione di nuove aziende, anche attraverso incubatori di impresa del Programma Operativo Regionale POR FESR 2014-2020.

    La finalità generale del Pacchetto CreOpportunità è quella di favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché quella di incentivare le attività professionali.

    pacchetto-creopportunita-ecco-il-primo-dei-tre-bandi-per-le-imprese-lucane

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    Dei 22 milioni di euro totali del pacchetto CreOpportunità, la dotazione finanziaria di questo bando è pari a 7 milioni di euro.

    Chi può presentare la domanda?

    Possono accedere alle agevolazioni, per la nascita di nuove attività imprenditoriali, le micro e piccole imprese che intendono realizzare il proprio progetto di impresa in sedi operative ubicate nel territorio della Regione Basilicata e che si trovino in una delle seguenti condizioni:

    • Imprese già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, da non più di 12 mesi. Per data di costituzione si intende la data di sottoscrizione dell’atto costitutivo per le società e la data di iscrizione al registro delle imprese per le ditte individuali.
    • Imprese costituende, che si impegnino a costituirsi e ad iscriversi nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente e ad avere la sede operativa interessata dagli investimenti localizzata nel territorio della regione Basilicata, entro i termini di concessione delle agevolazioni.

    Che tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione concessa è a titolo di de minimis, in attuazione del Reg. (UE) n. 1407/2013.

    L’intensità massima di aiuto per le spese effettuate è pari al 60% dei costi ritenuti ammissibili.
    Il contributo a fondo perduto massimo concedibile non potrà superare € 100.000,00.

    (Se vuoi compilare al meglio la tua domanda di partecipazione, non essere timido…Contattaci subito!)

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Sono ammissibili alle agevolazioni i progetti di impresa realizzati sul territorio della Regione Basilicata promossi nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi alle imprese e alle persone, del commercio di beni e servizi, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, dell’ITC e rientranti nei codici ATECO ISTAT 2007 ammessi dal bando.

    Quali sono i settori ammessi?

    Il settore dell’impresa deve rientrare in uno dei seguenti Codici ATECO ISTAT 2007:

    • C – Attività manifatturiere;
    • F – Costruzioni;
    • G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli;
    • H – Trasporto e magazzinaggio ad esclusione delle divisioni 49, 50,51;
    • I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, ad esclusione delle divisioni 77;
    • P – Istruzione;
    • Q – Sanità e assistenza sociale;
    • R – Attività creative, artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;
    • S – Altre attività di servizi, ad esclusione della divisione 94.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili ad agevolazione le spese relative alle seguenti tipologie:

    • Spese generali
    • Spese connesse all’investimento materiale
    • Spese connesse all’investimento immateriale
    • Spese connesse all’acquisizione di servizi reali
    • Spese di avviamento

    Da quando posso presentare la domanda al bando Start and Go?

    La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico.

    Lo sportello telematico sarà aperto fino alle ore 20.00 del giorno 7/05/2018.

    Comincia a compilare da ora la documentazione per richiedere il tuo contributo! …e se non sai come fare, CONTATTACI ORA!

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  • Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Pacchetto CreOpportunità: 3 misure agevolative

    Avviso: non è più possibile partecipare a questi bandi. Non perderti le ultime novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Stavolta la regione Basilicata non ha lasciato indietro nessuno, ce n’è per tutti i gusti!

    Il nuovo pacchetto CreOpportunità pensato per la zona lucana comprende diversi strumenti in grado di soddisfare beneficiari con diverse caratteristiche.
    In particolare i pacchetti in questione sono tre: “START AND GO”, “GO AND GROW” e “Liberi professionistiSTART and GROW”.

    L’obiettivo principale del pacchetto CreOpportunità è quello di sostenere e facilitare l’imprenditorialità attraverso la nascita e lo sviluppo di nuovi business nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché quello di incentivare le professioni.

    Chi sono i beneficiari del pacchetto CreOpportunità?

    I beneficiari del 22 milioni di euro stanziati per il pacchetto Creopportunità  saranno le micro, piccole e medie imprese, costituite o da costituire, ma anche i liberi professionisti.

    Una novità assoluta per la regione Basilicata!

    Vediamo insieme cosa contiene questo pacchetto.

    1. START AND GO

    “START AND GO” è lo strumento dedicato alle micro e piccole imprese di nuova costituzione o che si impegnano a costituirsi prima della concessione del finanziamento.
    I beneficiari godranno di un contributo a fondo perduto sul 60% delle spese ammissibili dal bando, su cui potranno avere un contributo massimo di 100 mila euro, in regime de minimis. I programmi di investimento che potranno essere presentati dalle mpmi dovranno prevedere un investimento pari o maggiore a 20mila euro.

    2. GO AND GROW

    “GO AND GROW” è la soluzione del pacchetto Creopportunità rivolta alle micro, piccole e medie imprese con una dotazione pari a 10 milioni di euro, che offrirà ai beneficiari contributi in conto capitale con una intensità di aiuto pari al 35% per le medie imprese e al 45% per le micro e piccole imprese.

    Il contributo massimo finanziabile è di 250 mila euro, in regime di esenzione, con cui potranno essere coperte le spese per investimenti materiali, immateriali e di gestione.

    3. Liberi professionisti START and GROW

    L’ultima misura del pacchetto CreOpportunità è “Liberi professionisti START and GROW” .
    Questa linea è riservata ai liberi professionisti o aspiranti tali, associazioni o società di professionisti, e prevede contributi in conto capitale con un’intensità di aiuto del 50%, a valere su una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro.
    Il contributo massimo finanziabile è di 40 mila euro per un investimento minimo di 10 mila euro, in regime de minimis.

    Entro quando posso presentare la domanda?

    Le domande potranno essere presentate su 3 intervalli temporali, a cui seguiranno 3 valutazioni intermedie.

    L’ultimo sportello sarà aperto fino alle ore 20.00 del 7/05/2018.

    Hai ancora dubbi o perplessità?
    Contattaci per scoprire se anche tu puoi partecipare!

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare a questo o ad altri bandi?

    Registrati a Trovabando per scoprire tutti i bandi e le agevolazioni a cui la tua impresa può DAVVERO partecipare!

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  • Finanziamenti a tasso zero per il Turismo [Fare Lazio]

    Finanziamenti a tasso zero per il Turismo [Fare Lazio]

    Avviso: non è più possibile presentare domanda per questo Bando. Nel frattempo se vuoi rimanere sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui !

    Fondo Rotativo per il Piccolo Credito di Fare Lazio: operativa la sotto sezione dedicata al Turismo

    Che la Regione Lazio abbia avviato una politica di sostegno a favore delle imprese del settore turistico è abbastanza evidente dagli ultimi bandi proposti, interamente dedicati al turismo ed ai beni culturali. L’importanza del turismo per l’economia del Lazio è strategica, ed il supporto alle imprese turistiche ed alberghiere laziali da parte dell’amministrazione regionale è sempre più forte.

    Abbiamo già parlato sul nostro blog del contributo a fondo perduto “Beni Culturali e Turismo”, ed oggi è la volta del bando Fondo Rotativo per il Piccolo Credito di Fare Lazio, che dal 20 Novembre 2017 ha reso operativa la sotto sezione dedicata al Turismo.

    Il Fondo Rotativo per il piccolo credito, infatti, mette a disposizione € 4 milioni in finanziamenti a tasso zero per le strutture ricettive alberghiere operanti nel Lazio.

    Ma vediamo nel dettaglio che cosa prevede questa agevolazione.

    Quali sono i

    beneficiari di Fare Lazio: operativa la sotto sezione dedicata al Turismo

    I destinatari della sottosezione dedicata al turismo del Fondo Rotativo per il Piccolo credito sono le PMI del settore turistico che svolgono l’attività di “Alberghi” nel territorio della Regione Lazio.

    I beneficiari devono essere costituiti da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda, e devono avere una esposizione bancaria inferiore ai € 100.000 su crediti per cassa a scadenza.

    Quale agevolazione è prevista dal Fondo Rotativo per il piccolo Credito?

    Il Fondo Rotativo concede finanziamenti a tasso zero della durata massima di 36 mesi e con un anno di preammortamento e rate mensili posticipate.

    Il finanziamento agevolato che può essere richiesto deve essere compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Quali spese è possibile finanziare a tasso zero?

    Il Fondo Rotativo per il piccolo credito ti consente di finanziare a tasso zero le spese connesse a:

    • investimenti materiali;
    • investimenti immateriali;
    • servizi di consulenza (fino al 20% del totale delle spese ammissibili);
    • esigenze di liquidità dell’impresa (fino al 30% del totale delle spese ammissibili).

     

    Mi raccomando, tieni bene a mente che tutti i costi o gli investimenti che ti ho elencato sopra sono ammissibili al netto dell’ IVA, e di altre imposte e tasse. Dunque, quando ti appresti a calcolare il tuo fabbisogno di cassa, considera sempre anche il valore dell’IVA che dovrai pagare.

    Come presentare la domanda?

    Le richieste di accesso a questa agevolazione possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio.

    Hai bisogno di un supporto professionale per preparare il tuo progetto?

    Affidati a noi, contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • Basilicata: in arrivo contributi a fondo perduto per le strutture ricettive di qualità

    Basilicata: in arrivo contributi a fondo perduto per le strutture ricettive di qualità

    Avviso: il bando è scaduto in data 12 dicembre 2017. Se vuoi conoscere le novità sulle ultime agevolazioni clicca qui

    Fondo perduto regione Basilicata – Ricettività di qualità per le imprese lucane

    In arrivo 12.4 Milioni a fondo perduto per il potenziamento e miglioramento dell’offerta turistico ricettiva locale

    Con il nuovo bando “Ricettività di qualità” la Regione Basilicata mette a disposizione 12.4 Milioni di Euro a fondo perduto, per le Piccole e Medie Imprese operanti nel settore turistico quali, alberghi e strutture ricettive extra alberghiere.

    Il bando rappresenta una occasione molto interessante per chi si occupa di turismo in Basilicata e intende rinnovare o ampliare la propria struttura, contribuendo così a potenziare l’offerta turistica nella regione.

    A chi è rivolto il bando?

    Il bando è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • 55.10 – “Alberghi e strutture simili”;
    • 55.20 – “Alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni” tuttavia dal bando sono esclusi gli “affittacamere”, con meno di quattro camere, ciascuna con il proprio bagno privato.

    Esclusioni

    • “Attività di alloggio connesse alle aziende agricole”, cioè gli agriturismi rientranti nella categoria codice Ateco 55.20.52
    • “Case ed appartamenti per vacanze, case per ferie e bed and Breakfast”, rientrante nella categoria codice Ateco 55.20.51

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    Contributi a fondo perduto per le imprese turistiche della Basilicata

    Quali interventi sono finanziati?

    Gli investimenti che possono essere oggetto di richiesta di contributo riguardano:

    • la attivazione di una nuova attività ricettiva e delle relative attività complementari;
    • l’ampliamento di attività ricettiva esistente;
    • la riqualificazione di attività ricettiva esistente;
    • la riattivazione di attività ricettiva esistente;
    • l’attivazione di nuove attività complementari a una struttura ricettiva esistente;
    • l’ampliamento di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente;
    • la riqualificazione di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente.

    Quali spese sono coperte dal bando?

    Il bando contribuisce a spesare, con percentuali differenti:

    • le spese generali come:
      • spese per consulenze redazione progetto di investimento;
      • progettazione e direzione lavori;
      • collaudi previsti per legge;

     

    • le spese per investimenti materiali come:
      • suolo aziendale
      • opere murarie
      • macchinari
      • attrezzature
      • arredi
      • hardware
      • impianti specifici

     

    • le spese per investimenti immateriali come:
      • acquisto di brevetti e licenze
      • programmi informatici
      • spese connesse all’acquisizione di certificazioni

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Bando Ricettività di Qualità prevede un contributo a fondo perduto pari al:

    • 45% delle spese per le Micro e Piccole Imprese
    • 35% delle spese per le medie imprese

    I programmi di investimento che potranno essere presentati dovranno essere almeno di €200.000 ed almeno il 25% delle risorse da investire nel progetto dovrà essere garantito dall’impresa.

    Facciamo un esempio pratico per capirne di più!

    Immagina di essere un albergatore di Matera che decide di sfruttare questa agevolazione per rinnovare il suo splendido albergo con vista sui “Sassi”.

    Se le spese connesse con il rinnovamento ed ampliamento dell’albergo ammontano a €250.000 dovrai poter contare subito su almeno € 62.500 di risorse proprie (pari al 25% del totale dell’investimento) ma potrai ricevere un contributo a fondo perduto pari ad € 112.500 (corrispondente al 45% dell’investimento). Si tratta di un notevole vantaggio, che permette di valorizzare il proprio business riducendo i costi quasi della metà!

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso a questa agevolazione possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale CEBAS a partire dalle ore 8.00 del 01 ottobre 2017, e fino alle ore 20 del giorno 12 dicembre 2017 (termine per la presentazione modificato con avviso del 13.11.17).

     

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  • Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017: Tutto quello che c’è da sapere su questo importante incentivo fiscale

    Il Superammortamento 2017 è uno degli incentivi più noti del Piano nazionale Industria 4.0

    Quest’agevolazione prevede un incentivo fiscale di cui possono godere le imprese per l’acquisto di beni strumentali. In particolare, il superammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 140% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni funzionali alla digitalizzazione, invece, il Piano Industria 4.0 ha previsto un’altra agevolazione: l’iper ammortamento al 250%.

    Cos’è e cosa significa Superammortamento?

    Già nel corso del 2015, con la legge di Stabilità 2016, era stata prevista la possibilità di operare un super ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi, effettuati appunto da ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

    Questo incentivo fiscale è stato riproposto con la legge di Bilancio 2017 (superammortamento 2017), per lo stesso tipo di investimenti effettuati durante il corso di quest’anno, e sarà prorogato per tutto il 2018 grazie alla nuova Legge di Stabilità 2018. Nell’ultimo paragrafo di questo post vedremo quali sono le novità.

    Ma, dopo questa breve ricapitolazione generale, torniamo a noi: cos’è il superammortamento o super ammortamento?

    In poche parole, è uno strumento di deducibilità fiscale che permette di aumentare i costi dell’ammortamento (del 40%, appunto) per alcune tipologie di beni aziendali, riducendo l’ammontare di imposte pagate sul bene stesso.

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    Superammortamento: l’incentivo fiscale previsto dal Piano nazionale Industria 4.0 per i beni strumentali

    Questo sgravio fiscale è stato introdotto dal governo, come abbiamo visto sopra, per supportare ed incentivare le aziende italiane a compiere nuovi investimenti, e quindi come misura di rilancio dell’economia.

    Come funziona il superammortamento al 140% ?

    Nello specifico, il superammortamento 2017 al 140%, incrementando fiscalmente le quote di ammortamento di un bene del 40%, rispetto all’effettivo valore del bene acquistato, permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni delle quote di ammortamento maggiorate.

    Per semplificare, si tratta di una supervalutazione del bene che consente di beneficiare di una deduzione fiscale maggiore rispetto a quella che spetterebbe se il bene fosse iscritto in bilancio al suo reale costo.

    Quindi, permette di pagare meno tasse sul bene acquistato. Investi 100 mila euro, e ne deduci 140. 2017

    Cosa rientra nel Superammortamento 2017? Come si applica?

    Innanzitutto si applica soltanto ai beni strumentali nuovi. Questo chiarimento è stato reso noto dall’Agenzia delle Entrate a maggio 2016, con la circolare numero 23/E.

    Sono suscettibili di superammortamento sia i beni acquistati in proprietà che quelli acquistati in leasing, purché siano beni materiali acquistati fino al 31 dicembre 2017. Inoltre, per gli investimenti effettuati in leasing la maggiorazione spetta soltanto all’utilizzatore del bene, e non al concedente.

    Super ammortamento per i software

    Se il richiedente beneficia anche dell’iper ammortamento, potrà usufruire del superammortamento 2017 anche per alcuni beni strumentali immateriali, come software e sistemi IT.

    A chi si applica?

    Dal punto di vista soggettivo, possono beneficiare dell’agevolazione prevista dal pacchetto Industria 4.0 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni. Quindi, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dalla forma giuridica adottata e dal settore economico in cui operano.

    Possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

    E i liberi professionisti?

    La circolare n. 4/E dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 ha fornito chiarimenti in merito, disponendo che:

    “per quanto riguarda gli esercenti di arti e professioni, si ricorda che la disposizione sul super ammortamento si applica ai contribuenti che esercitano le attività di lavoro autonomo, anche se svolte in forma associata”.

    E’ possibile applicare questa maggiorazione anche per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che rientrano nel “regime di vantaggio“. Sono quindi escluse le persone fisiche a cui si applica il “regime forfettario“, e il cui reddito è determinato attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi.

    Per quel che interessa i lavoratori autonomi, la maxi deduzione si applica soltanto ai fini IRPEF e non ha alcun effetto sull’IRAP.

    Sulla circolare, vengono dati molti chiarimenti anche per quanto riguarda l’applicazione agli investimenti effettuati da imprese che aderiscono a “contratti di rete“.

    Come faccio ad avere il beneficio fiscale?

    Si può accedere al super ammortamento in maniera automatica, o quasi, in fase di presentazione del bilancio. Ottimo, no?!?

    Bisogna compilare un’autocertificazione in fase di redazione del bilancio, ma il diritto all’agevolazione matura soltanto, come accennato prima, se l’ordine è stato accettato dal fornitore e sono stati pagati almeno il 20% degli anticipi entro il 31 dicembre. In questo caso si può beneficiare di una proroga fino al 30 giugno 2018.

    L’autocertificazione di fatto sarebbe una dichiarazione del legale rappresentante, in cui si attesta che il bene:

    • possiede le caratteristiche per essere incluso in quelli descritti nell’Allegato A e nell’Allegato B (per iper ammortamento);
    • è collegato al sistema aziendale di gestione della produzione o della fornitura.

    La consegna del bene deve comunque avvenire entro il 30 settembre 2018.

    Super ammortamento 140: un esempio su come si calcola

    Ammettiamo che un’impresa acquisti, 5 nuovi pc portatili, entro il 31 dicembre 2017, per un totale di 5.000 euro + IVA.

    La maggiorazione del 40% sarà pari a 2.000 euro.

    Quindi il costo maggiorato dei pc sarà pari a 7 mila euro.

    Ammettiamo che l’aliquota di ammortamento sia pari al 20%.

    In questo caso, l’ammortamento deducibile per quest’anno sarà pari a: 7.000*20% = 1.400 euro. Si avrà quindi una deducibilità ordinaria di 1.000 euro, con una maggiorazione di 400 euro.

    La procedura sarà la stessa anche per gli anni successivi.

    Un caso particolare di super ammortamento, applicato ai professionisti, è quello che riguarda le auto acquistate in leasing.

    Come contabilizzare il super ammortamento

    Per quanto risulta a noi, il super ammortamento non si contabilizza, ma è una voce da inserire nei quadri di reddito tra gli altri componenti in diminuzione.

    Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2018

    La Legge di bilancio 2018 ha confermato la proroga di un anno per iper e super ammortamento.

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    Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 per il Superammortamento

    Le novità riguardano il fatto che per gli investimenti effettuati nel corso del 2018, il super ammortamento sarà del 130%, invece che del 140. Questo significa che le imprese dal 1° gennaio 2018 potranno beneficiare di una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto dei beni sopra citati.

    Ovviamente stiamo parlando dei beni acquistati durante il 2018 (con la stessa proroga descritta precedentemente, fino a giugno 2019).

    Sfortunatamente per il settore auto, con la nuova legge di Bilancio è stato abolito il super ammortamento auto al 120%. Almeno per ora. Vedremo se vi saranno critiche dagli addetti ai lavori di questo settore.

    Vi ricordiamo che il beneficio è cumulabile con tutti gli altri incentivi del pacchetto Industria 4.0, ossia:

    Hai ancora dubbi?

    Per avere chiarimenti in materia di disposizioni tributarie legate a fattispecie concrete e personali, è possibile presentare un’istanza d’appello all’Agenzia delle Entrate.

    Per avere chiarimenti in merito all’ambito oggettivo di applicazione del beneficio, quindi con riferimento ad un bene in particolare, è possibile richiedere un parere tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico, inviando una mail al seguente indirizzo: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it

     

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  • Fondi europei e agevolazioni pubbliche per lo sviluppo di franchising

    Fondi europei e agevolazioni pubbliche per lo sviluppo di franchising

    Scopri come utilizzare fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising e avviare subito la tua attività

    Come avviare la tua attività in franchising

    Con oltre 950 catene, 51 mila affiliati ed un fatturato di 24 Miliardi, l‘universo del franchising in Italia è in continua crescita ed evoluzione.

    I dati diffusi dall’ultimo Salone del Franchising che si è tenuto a Milano tra il 12 ed il 14 Ottobre parlano chiaro: gli investimenti per avviare nuovi punti vendita si attestano, nel 18% dei casi , tra i €50.000 ed i €100.000 con punte che superano i €500.000 per gli investimenti richiesti a circa il 2% dei franchisee. Sono i settori del food, della ristorazione, del wellness e del fitness quelli più gettonati.

    Ma se avviare un punto vendita può essere una sfida interessante, spesso gli entusiasmi dei potenziali affiliati vengono smorzati nel momento in cui si trovano a quantificare le spese che dovranno affrontare.

    Non ci sono solo le fee di ingresso o le royalties da versare, ma anche investimenti per la ristrutturazione del locale commerciale, la messa a nuovo degli impianti, l’acquisto di attrezzature, macchinari ed arredi, l’acquisto degli hardware e dei software e l’assunzione del personale… tutte spese che, messe insieme, raggiungono anche importi consistenti e che spesso finiscono per scoraggiare i potenziali nuovi affiliati.

    Quello che forse non sai è che in aiuto di nuovi affiliati e perché no, dei franchisor stessi, può esserci uno strumento in più oltre al classico mutuo ed al capitale proprio… la finanza agevolata ed i contributi europei, nazionali e regionali destinati alle piccole e medie imprese ed agli aspiranti imprenditori.

    Fondi europei e agevolazioni per le imprese per il franchising

    Sia che tu sia un franchisor desideroso di sviluppare la tua rete commerciale che un aspirante affiliato, con tanto entusiasmo ma pochi capitali, il bisogno di liquidità sarà, tutto sommato, il medesimo (seppure con importi diversi).

    Sicuramente avrai pensato a finanziarle con capitale proprio o facendoti prestare soldi dalla banca… Quello a cui forse non hai pensato è di poter utilizzare la finanza agevolata ed i contributi concessi dallo Stato, dalle regioni, dai comuni o dalle camere di commercio per dare il primo slancio alla tua attività! Fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising possono essere la soluzione alle tue necessità!

    Quello che non mi stancherò mai di ripetere come consulente ai clienti di Trovabando è che un singolo bando o una specifica agevolazione può non essere la soluzione ottimale per coprire tutte le esigenze di un’impresa.

    Ragionare sempre nell’ottica di una combinazione di più agevolazioni o strumenti può essere, invece, la scelta migliore per soddisfare tutte (o quasi) le necessità di liquidità di una impresa, soprattutto nell’ambito del franchising.

    In linea generale, sappi che, mentre sarà molto difficile trovare agevolazioni o contributi che ti aiutino a pagare la fee di ingresso e le royalties, sarà molto più semplice agevolare spese quali:

    1. Ristrutturazioni edilizie ed impiantistica
    2. Acquisto di mobilio e arredi
    3. Acquisto di macchinari ed attrezzature
    4. Acquisto di hardware e licenze software
    5. Personale

    Fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising: quali sono disponibili?

    Le forme con cui finanziare il proprio progetto (e questo sia come franchisor che come affiliato) possono essere molteplici: si va dalla Nuova Sabatini beni strumentali per l’acquisto di arredi o dei macchinari di cui hai bisogno, alla richiesta di accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI gestito dal Medio Credito Centrale, che offre una garanzia al fine di ridurre le fidejussioni richieste ai soci e facilitare l’accesso al credito, senza dimenticare una serie di linee di credito agevolate che passano dal canale bancario ma con tassi di interesse molto vantaggiosi.

    Ma i vantaggi non finiscono qui: è possibile beneficiare di diversi sgravi fiscali come i crediti di imposta o i bonus occupazionali per abbattere i costi connessi con i contributi da versare al personale che assumerai… Senza contare le agevolazioni regionali che, ogni regione appunto, mette a disposizione delle imprese ed il bando “Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia.

    Insomma, come puoi immaginare le opportunità sono molte per te che vuoi partire con la tua attività in franchising o per te che sei un franchisor e vuoi utilizzare la finanza agevolata e i contributi europei, nazionali o regionali alle imprese per favorire lo sviluppo della tua rete commerciale.

    In ogni caso, se vuoi approfondire con noi il discorso su fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising, sia come franchisor che come franchisee, contattaci!

     

    Sei alla ricerca dell’agevolazione giusta per la tua attività?

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  • Regione Veneto contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese femminili

    Regione Veneto contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese femminili

    Avviso: il bando è chiuso. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le ultime novità sulla finanza agevolata clicca qui !

    Agevolazione a Fondo perduto imprenditoria femminile Regione Veneto: contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile anno 2017.

    Si parla spesso di contributi ed agevolazioni per l’imprenditoria femminile, dalla sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ai finanziamenti per le imprenditrici frutto della convenzione ABI per l’imprenditoria femminile, le occasioni a livello nazionale per le donne che vogliono fare business sono diverse! Ma vediamo insieme una bella opportunità offerta dalla Regione Veneto per le sue imprenditrici!

    La Regione Veneto, infatti, si schiera a supporto delle imprenditrici con un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di €45.0000 su investimenti dai € 20.000 a € 150.000. Ma vediamo nel dettaglio i requisiti del bando!

    Beneficiari

    Possono partecipare al bando a sostegno delle imprese femminili nella Regione Veneto le piccole e medie imprese che rientrano in queste tipologie:

    • imprese individuali di cui sono titolari donne residenti in Veneto da almeno 2 anni;
    • società (sono ammesse anche le cooperative) i cui soci ed organi di amministrazione siano per almeno due terzi da donne residenti in Veneto da almeno due anni e nelle quali il capitale sociale è per almeno il cinquantuno per cento di proprietà di donne.

    Mi raccomando, le imprese devono avere un codice ATECO che rientri tra quelli inclusi nell’allegato B del bando.

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    Fino a €45.000 a fondo perduto per le imprese femminili della Regione Veneto

    Spese ammissibili

    Il bando ha una portata molto vasta in termini di spese che è possibile agevolare per rispondere alle esigenze più varie delle imprese femminili beneficiarie di questa agevolazione.

    1. macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature ed arredi (purché nuovi di fabbrica)
    2. opere edili/murarie e di impiantistica
    3. spese di progettazione, direzione lavori e collaudo
    4. mezzi di trasporto ad esclusivo uso aziendale, (sono escluse le autovetture)
    5. software

    Naturalmente tutti gli interventi previsti dal Bando devono essere realizzati nel territorio della Regione del Veneto.

    Tipologia di contributo concessa dal bando

    Il “bando per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile. Anno 2017 ” prevede un contributo a fondo perduto, pari al 30% della spesa rendicontata per la realizzazione di interventi di importo compreso tra i € 20.000 e i € 150.000.
    L’agevolazione è concessa in Regime De Minimis.
    Se non sai di che cosa si tratta ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul regime de minimis.

    Come presentare la domanda

    Le domande dovranno essere presentate alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi ed inviate tramite PEC all’indirizzo industriartigianatocommercioservizi@pec.regione.veneto.it a partire dalle ore 10.00 di lunedì 6 novembre 2017, fino alle ore 18.00 di giovedì 16 novembre 2017.

    Se vuoi presentare la domanda di partecipazione affrettati! Il tempo per preparare la documentazione di progetto è molto ridotto!

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  • Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Legge di Stabilità 2018: le 10 agevolazioni per imprese e professionisti

    Le principali novità per imprese e professionisti

    Dopo l’approvazione del decreto fiscale del 13 Ottobre 2017, è arrivata, il 16 Ottobre scorso, anche l’approvazione del ddl della Legge di bilancio 2018. Sono previste diverse novità in termini di agevolazioni per piccole e medie imprese, e professionisti per l’anno prossimo.

    Vuoi conoscere le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

    Ma cos’è la Legge di Stabilità?

    La legge di stabilità sostituisce la vecchia e ben nota ”legge finanziaria” ed è, secondo la definizione del Ministero dello Finanze, “lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica“.

    Vediamo quali sono le 10 principali novità della Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti

    La legge di Stabilità 2018 prevede numerose novità, alcune conferme ed una serie di ottime notizie in termini di agevolazioni che potranno essere richieste da PMI, Startup e liberi professionisti.

    Le opportunità sono molte, sia per chi vuole avviare una nuova attività sia per chi vuole far crescere la sua impresa. Vediamole insieme una per una!

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    Scopri le 10 agevolazioni principali per imprese e professionisti previste dalla Legge di Stabilità 2018

    1. Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

    Un incentivo che prevede la riduzione dei contributi del 50%, per la durata massima di 36 mesi, a favore delle imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori fino a 35 anni di età.

    I datori di lavoro che possono usufruire di questo incentivo previsto dalla Legge di Stabilità 2018 sono:

    • imprenditori – compresi gli enti pubblici economici, i consorzi e gli enti morali ed ecclesiastici;
    • i datori di lavoro agricoli;
    • “non imprenditori” – come gli studi professionali, le associazioni culturali, e di volontariato.

    Per poter usufruire dell’agevolazione prevista, è necessario che si tratti di un’assunzione avvenuta successivamente al 1° gennaio 2018. Inoltre, i lavoratori non devono essere mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato, ad esclusione dei contratti di apprendistato svolti presso altre società e non proseguiti.

    2. Bonus pubblicità – Credito d’imposta per investimenti pubblicitari

    Uno sgravio fiscale dal 75% al 90% per gli investimenti in pubblicità, realizzati su radio analogiche e online, tv e giornali quotidiani e periodici (anche online).

    Quest’agevolazione fiscale è utilizzabile dalle piccole, medie e grandi imprese, dai lavoratori autonomi, e dagli enti non commerciali.

    Per l’esattezza, questa agevolazione è un “credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali”. Significa che per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione, nell’anno precedente.

    Per approfondimenti, visita il sito dell’Agenzia delle Entrate.

    3. Incremento delle risorse previste per il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Lo strumento di garanzia del credito, gestito da Medio Credito Centrale, beneficerà di un incremento della dotazione finanziaria disponibile di 200 Milioni di Euro nel solo 2018.

    4. Sostegno per le grandi imprese in crisi

    Istituzione di uno stanziamento ad hoc, all’interno delle risorse previste dal Fondo per la crescita sostenibile, per le Grandi Imprese con difficoltà finanziarie.

    I finanziamenti che verranno erogati saranno destinati ad aziende di grandi dimensioni, con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto ai fini della continuazione delle attività produttive e del mantenimento dei livelli occupazionali.

    5. Super ammortamento e Iper ammortamento

    Proroga per il 2018 delle deduzioni extra contabili previste per l’acquisto di beni strumentali.

    Il Super ammortamento prevede un incentivo fiscale utilizzabile per l’acquisto di beni strumentali nuovi. In particolare, il super ammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 130% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni che riguardano l’Industria 4.0, ossia quelli funzionali alla digitalizzazione delle imprese, si può usufruire invece dell’Iper ammortamento. Si tratta sempre di un incentivo fiscale, che prevede la supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie, che abilitano la trasformazione dell’impresa in chiave digitale.

    Per tutti e due gli incentivi, i beni in questione si possono acquistare o utilizzare in leasing.

    6. Proroga della Nuova Sabatini – beni strumentali

    Il contributo in conto interessi gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e pensato per favorire gli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali è stato prorogato dalla Legge di Stabilità 2018.

    Possono partecipare le MPMI di tutto il territorio nazionale, comprendendo quasi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

    I settori esclusi sono l’industria carboniera, le attività finanziarie e assicurative, le attività connesse all’esportazione, e la fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.

    7. Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

    Uno sgravio fiscale concesso fino ad un massimo del 45% a favore delle imprese che acquistano beni strumentali, da destinare a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno, ovvero: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

    Si tratta di tutti quegli investimenti che l’azienda effettua per il suo funzionamento. Fanno parte di questo gruppo, le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, arredi, strumentazione, attrezzature informatiche e licenze software.

    In questo caso sono escluse dall’agevolazione le imprese che appartengono alla sezione A dei Codici Ateco, ossia quelle che si occupano di agricoltura, silvicoltura, e pesca.

    8. Bonus assunzioni sud

    Una riduzione totale dei contributi del 100% per il primo anno, e del 50% per il secondo e terzo anno, per le assunzioni di lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

    I datori di lavoro che assumono, a tempo determinato o indeterminato, giovani o disoccupati durante il corso del 2018, potranno ricevere un incentivo all’occupazione che può arrivare fino a 8.060 euro per il primo anno di assunzione, nel caso di contratto a tempo indeterminato.

    L’agevolazione è gestita da Anpal, e sarà utilizzabile per chi assume o stabilizza a tempo pieno e indeterminato, i seguenti tipi di lavoratori:

    • con età al momento dell’assunzione tra i 16 e i 34 anni;
    • con oltre 35 anni di età, ma privi di impegno regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

    Il bonus non spetterà nei rapporti di lavoro domestico, nei contratti a chiamata e nel lavoro occasionale.

    9. Fondo sviluppo e coesione

    La legge di Stabilità 2018 prevede un incremento delle risorse destinate alle aree sottoutilizzate.

    E’ uno degli strumenti finanziari principali, assieme ai Fondi Strutturali Europei, atrraverso cui si intendono attuare le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Per il 2018 ha una dotazione finanziaria di 4,879 miliardi di euro, prevista in crescita per il periodo 2019-2020.

    10. Istituzione del Fondo imprese Sud – Italia Venture II

    Un fondo da € 150 Milioni volto alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Questa è la dotazione finanziaria iniziale di Italia Venture II, il nuovo strumento di Private Equity gestito da Invitalia Ventures. Il Fondo è finanziato tramite risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, descritto al punto precedente, ma sarà utilizzabile solo assieme a degli investitori privati. Questi ultimi dovranno apportare almeno il 50% dell’investimento totale.

    Secondo i gestori del Fondo, si avrà un bacino potenziale di circa 300 imprese, alcune delle quali sono considerate un’eccellenza anche dal punto di vista della struttura finanziaria. Grazie a questo Fondo si vogliono aumentare investimenti di questo tipo, che per il momento sono molto più concentrati nelle regioni del nord Italia.

    Insomma, le possibilità offerte dalla Legge di Stabilità 2018 per imprese e professionisti sono molte e ben distribuite per finalità, tipologia ed obiettivi. Dai liberi professionisti alle grande imprese, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tipologie di progetti.

     

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Z…come Zone Franche Urbane – cosa sono e quali agevolazioni prevedono

    Z…come Zone Franche Urbane – cosa sono e quali agevolazioni prevedono

    Zone Franche Urbane: che cosa e quali sono le agevolazioni e gli incentivi previsti dallo Stato per le imprese che operano in questi territori

    Il dizionario della finanza agevolata di Trovabando è arrivato alla lettera Z di… Zone Franche Urbane. Ma che cosa sono le Zone Franche Urbane e quali sono gli incentivi e le agevolazioni previste per le imprese che operano in questi territori? Scopriamolo insieme in questa nuova puntata del nostro Glossario!

    Che cosa sono le Zone Franche Urbane?

    Le zone franche urbane o ZFU sono dei territori, ben definiti a livello geografico dal legislatore nazionale, nei quali le imprese che vi operano possono beneficiare di programmi di defiscalizzazione e deconcentribuzione. In parole povere, lo Stato con l’obiettivo di risollevare aree caratterizzate da disagio sociale ed occupazionale nonché da una economia estremamente depressa, intervengono a supporto delle imprese di tali zone con una diminuzione dell’abituale carico fiscale e contributivo.

    Le Zone Franche Urbane vengono istituite inoltre, anche per supportare e favorire aree colpite da eventi naturali come terremoti ed inondazioni. E’ questo il caso, della Zona Franca Urbana del Sisma del Centro Italia, istituita con la legge 21 giugno 2017, n. 96 e che interessa una serie di comuni delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dal terremoto che ha raso al suolo le città di Amatrice il 24 Agosto 2016.

    Zone Franche Urbane: un po’ di storia

    Queste zone nascono dall’esperienza francese e sono state istituite in Italia per la prima volta nel 2007. La prima Zona franca urbana è stata però effettivamente avviata nel 2013 nel territorio del comune dell’Aquila ed è stata seguita da altre Zone Franche Urbane in Calabria, Campania, Sicilia, Puglia, nella provincia di Carbonia-Iglesias in Sardegna, in Emilia Romagna, Lombardia e nel centro Italia, per l’appunto.

    Quali agevolazioni sono previste per le imprese delle Zone Franche Urbane?

    Come abbiamo visto insieme, i benefici previsti per le imprese che operano in una Zona Franca Urbana consistono sostanzialmente in una esenzione dalle imposte come l’IRPEF, l’IRES, l’IRAP o l’IMU e dall’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sul lavoro dipendente.

    Vorresti richiedere un contributo o una agevolazione ma non sai da che parte cominciare?

    Il team di Trovabando sarà felice di aiutarti

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  • V…come Venture Capital – cos’è e come funziona

    V…come Venture Capital – cos’è e come funziona

    Venture Capital: che cos’è, come funziona e quali strumenti devi conoscere se ti approcci per la prima volta al mondo del venture capital

    Tra le fonti di finanziamento alternative al credito bancario, il capitale di ventura o venture capital, rappresenta sicuramente lo strumento più noto, per lo meno nell’ambito delle startup innovative.

    Secondo la definizione dell’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, il venture capital è:

    l’attività di investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate, con l’obiettivo della valorizzazione dell’impresa oggetto dell’investimento, ai fini della sua dismissione entro un periodo di medio-lungo termine”.

    Che cos’è il Venture Capital?

    Per Venture Capital facciamo riferimento ad una tipologia di investimento che si focalizza su aziende in una fase iniziale del proprio ciclo di vita (c.d seed, startup ed expansion) ma con elevate prospettive di crescita.

    L’obiettivo delle operazioni di venture capital è quello di accrescere in maniera molto consistente il valore dell’azienda oggetto dell’investimento, per rivendere la propria partecipazione (la c.d exit) in un periodo successivo, generalmente di 5 anni.

    Senza l’intervento dei fondi di venture capital, aziende come Facebook, Google o Apple non sarebbero mai esistite… questo per farti capire la fondamentale importanza di questa forma di finanziamento, per lo sviluppo di realtà innovative.

    Fondi di Venture pubblici e privati

    I fondi di venture possono essere privati, la stragrande maggioranza, o pubblici. Questi ultimi, forse meno conosciuti, rappresentano però un’occasione molto interessante per le startup innovative in fase di fundraising o raccolta di capitali.

    Tra i fondi di venture più noti, e che hanno compiuto negli ultimi anni operazioni di investimento molto interessanti, c’è Lazio Innova, la finanziaria regionale della Regione Lazio, che con il suo fondo di venture ha co-investito in startup di successo come Tiassisto24 e Social Academy. Ma anche il fondo di regionale di venture della Regione Basilicata o quello della Regione Sardegna, tanto per citarne alcuni.

    L’accesso ai fondi di venture delle finanziarie regionali è regolato da specifici bandi ed avvisi pubblici, con finestre temporali per l’invio della domanda ben definite.

    Venture Up: la piattaforma da non perdere se sei alla ricerca di investitori….

    Sei sei uno startupper e ti trovi in quel processo di ricerca di capitale denominato fundraising, avrai sicuramente preso in considerazione l’ipotesi di rivolgerti ad un fondo di venture per raccogliere capitale.

    Per districarti meglio in questo mondo, oggettivamente complesso, ti segnaliamo un indirizzo che può esserti molto utile nel progettare la tua strategia di approccio ai fondi di venture. Si tratta di Venture UP, piattaforma creata da AIFI e dal Fondo Italiano di Investimento per promuovere la conoscenza e il matching tra startup e fondi di venture.

    La piattaforma contiene l’elenco completo dei soggetti, pubblici e privati, che si occupano di venture capital in italia. Inoltre, da la la possibilità alle startup di inserire il proprio progetto sul marketplace interno e fornisce una serie di strumenti utili come tool di business planning e strumenti di autovalutazione. Dunque, vale la pena di approfittarne!

    Tutto chiaro?

    Allora non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata!

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