Trovabando

Autore: gabriele@cloudfactory.it

  • Contratti di sviluppo: nuovo sportello “Filiere produttive”

    Contratti di Sviluppo – “Filiere produttive”

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato la prossima apertura di un  nuovo sportello per la presentazione di domande a valere sullo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo – sportello “Filiere Produttive”, dotato di una dotazione finanziaria di 391,8 milioni di euro.

    Questa misura mira a sostenere i programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni messi in campo dalle imprese italiane operanti nelle seguenti filiere produttive strategiche per lo sviluppo del Paese:

    1. aerospazio e aeronautica;
    2. design, moda e arredo;
    3. metallo ed elettromeccanica;
    4. chimico e farmaceutico;
    5. gomma e plastica;
    6. alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
     Le agevolazioni finanzieranno la realizzazione di progetti di sviluppo Industriale,  progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali. È importante sottolineare che i programmi per la tutela ambientale non rientrano in questa misura.

    Contratti di Sviluppo: chi sono i beneficiari?

    Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese italiane ed estere  di qualsiasi dimensione operanti nei settori sopracitati e che si impegnino a realizzare i programmi di investimento nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate come “zone a” nell’ambito della Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

    Nello specifico, i contributi sono destinati a diversi soggetti coinvolti nel Contratto di Sviluppo:

    1. L’impresa proponente: essa è responsabile della promozione dell’iniziativa imprenditoriale e deve garantire la coerenza tecnica ed economica del Contratto. L’impresa proponente agisce come l’interlocutore ufficiale nei confronti dell’ente erogante Invitalia, sia per conto proprio che per conto delle eventuali aziende aderenti.

    2. Eventuali imprese aderenti: queste imprese partecipano al Contratto di Sviluppo e realizzano progetti di investimento all’interno dello stesso. Le imprese aderenti beneficiano delle agevolazioni previste dal Contratto, e la loro partecipazione contribuisce alla realizzazione degli obiettivi comuni stabiliti.

    3. Soggetti partecipanti ai progetti di ricerca, sviluppo e innovazione: il Contratto di Sviluppo, come anticipato,  può includere anche la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Pertanto, i soggetti che partecipano a tali progetti, come istituti di ricerca, università o altre entità specializzate, possono beneficiare delle agevolazioni concesse nel contesto del Contratto.

    L’impresa proponente assume dunque un ruolo chiave nel Contratto di Sviluppo, agendo come rappresentante formale nei confronti di Invitalia. L’impresa proponente è responsabile della gestione del Contratto e delle relazioni con gli altri soggetti coinvolti.

    Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare dei contratti di rete per la realizzazione dei programmi di sviluppo. In questo caso, occorre nominare un organo comune che agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e si assume la responsabilità degli adempimenti necessari nei confronti di Invitalia.

    Ad ogni modo, i programmi potranno essere attuati da più imprese operanti nella filiera di riferimento o da una singola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.

    Programmi ammissibili e tipologia di agevolazioni erogabili

    Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dai Contratti di sviluppo,  è necessario che i programmi di sviluppo industriale, ricerca e innovazione prevedano spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro e abbiano una durata massima di 36 mesi (con possibilità di estensione di 18 mesi su richiesta motivata del proponente).

    I programmi ammissibili ai benefici finanziari dei Contratti di Sviluppo  saranno sottoposti ad una procedura valutativa a punteggio che terrà in considerazione i seguenti parametri:

    • l‘innovatività, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
    • l’impatto occupazionale , con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
    • il coinvolgimento di piccole e medie imprese 

     

    Saranno inoltre valutati positivamente, con l’eventuale attribuzione al massimo di ulteriori 10 punti percentuali, il possesso, da parte delle imprese richiedenti, del rating di legalità e/o di almeno una certificazione ambientale (EMAS, ISO 140001, ISO 50001).

    Le agevolazioni consistono in contributi in conto impianti, per quanto riguarda gli investimenti produttivi e in contributi diretti alla spesa, per ciò che concerne i progetti di ricerca è sviluppo.

    I contributi saranno concessi entro il termine finale di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (31 dicembre 2023). 

    Come presentare la domanda?

    Ulteriori informazioni in merito all’entità delle agevolazioni e alle date di apertura e chiusura dello sportello saranno disponibili una volta emanato il bando, per il quale si attende specifico provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese

    Le domande di agevolazione andranno in ogni caso presentate all’ente erogante Invitalia che renderà disponibile la procedura di compilazione delle richieste e l’ulteriore documentazione nella sezione dedicata ai Contratti di Sviluppo. 

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • Cultura Crea 2.0: una grande opportunità per l’industria turistica e culturale del Sud!

    Finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per il settore dell’industria culturale e turistica e creativa

    Cultura Crea, l’incentivo rivolto alle imprese turistico-culturali del Mezzogiorno, ha riaperto in versione rinnovata. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero della cultura nell’ambito del PON “Cultura e Sviluppo”, Cultura Crea  sostiene la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’incentivo ha una risorsa finanziaria di circa 54 milioni di euro.

    Continua a leggere per scoprire tutti i requisiti necessari per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti a tasso zero!

    Chi sono i beneficiari?

    Cultura Crea 2.0 si rivolge alle MPMI dell’industria culturale e creativa, ai team di persone che vogliono costituire una società e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo) e alle reti d’impresa per progetti integrati.

    Gli ambiti di intervento interessati riguardano la creazione di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione (startup), oppure la crescita e l’integrazione di imprese consolidate attive nella filiera culturale e creativa, nello spettacolo e nelle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.

    Vediamo più nel dettaglio quali sono le 3 linee di intervento previste nei vari “Titoli” del decreto.

    Titolo II per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” destinato a:

    • Team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni;
    • Imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo III per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” destinato a:

    • Imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo IV per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” destinato a:

    • Onlus;
    • Imprese sociali;
    • Organizzazioni di volontariato;
    • Associazioni per la promozione sociale (APS).

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano gli incentivi previsti e quanto è possibile ottenere.

    All’agevolazione Cultura Crea 2.0 sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari riguardanti le seguenti voci di investimento:

    • Impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all’erogazione dei servizi;
    • Beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento ed attestare la congruità del prezzo;
    • Opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nel primo punto.


    Sono, altresì, ammissibili spese di capitale circolante, nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili. L’agevolazione relativa alla quota di capitale circolante è concessa esclusivamente nella forma di finanziamento agevolato. 

    Come specificato precedentemente, Cultura Crea 2.0 prevede  interventi differenziati in base alla tipologia di beneficiario. Scopriamo subito come funziona! 

    Titolo II Incentivi per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale”

    I programmi di investimento devono riguardare l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree culturali ammissibili e possono prevedere spese fino a 400.000 euro e dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.  In questo caso è possibile ricevere:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 45% in caso di impresa giovanile, femminile o in possesso del rating di legalità;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa; anche in questo caso la misura è elevabile al 45% negli stessi casi previsti.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 50% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 50% del totale dei contributi concessi; 

    Complessivamente, è quindi possibile coprire l’80% o addirittura il 90% del programma di investimento. 

    Titolo III Incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”

    In questo caso gli incentivi sono rivolti a imprese già consolidate, costituite da almeno 36 mesi e i Programmi di investimento, che potranno raggiungere i 500.000 euro, non possono essere realizzati in Sicilia, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania o Puglia. Devono inoltre avere un legame funzionale con uno o più  Attrattori di rilevanza strategica per il territorio. I benefici consistono in:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 65%) nei casi già visti per il titolo II.;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa, oppure fino al 25% per le previste premialità.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 25% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 75% del totale dei contributi concessi.

    Titolo IV Incentivi per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”

    I progetti ammessi all’agevolazione possono prevedere spese fino a 400.000 euro. I soggetti del Terzo Settore possono ricevere:

    • Un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

    Alle imprese beneficiarie possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    Come posso accedere all’agevolazione Cultura Crea 2.0?

    Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 26 Aprile 2021. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere presentate esclusivamente per via elettronica al sito www.invitalia.it

    Ecco quali sono gli allegati da presentare in sede di domanda:

    • Statuto e atto costitutivo del soggetto beneficiario;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante in merito alle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni richieste sia uguale o superiore a 150.000,00 euro;
    • Piano d’impresa sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la classificazione del soggetto proponente quale piccola e media impresa;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la concessione o l’assenza di altri aiuti, ai sensi del Regolamento de minimis, durante l’esercizio finanziario in corso al momento della domanda ed i due precedenti;
    • Per le nuove Imprese di cui al Titolo II del decreto ed i soggetti del terzo settore di cui al Titolo IV ultimo bilancio approvato, ove esistente, ovvero ultima situazione contabile aggiornata;
    • Per le Imprese già costituite di cui al Titolo III del decreto, ultimi due bilanci approvati, completi dei relativi documenti obbligatori e situazione di periodo, completa di stato patrimoniale e conto economico;
    • Nel caso di Imprese costituende di cui al Titolo II del decreto, la domanda di agevolazione deve essere accompagnata dal piano d’impresa.

    Sembra un’ottima opportunità, non credi?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • Lombardia Bando Turismo strutture ricettive: scoprilo ora

    Chi sono i beneficiari?

    Lombardia bando turismo strutture ricettive supporta le micro, piccole e medie imprese nel settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero.

    Le imprese che desiderano riqualificare una struttura esistente, devono già esercitare attività ricettive come alberghi, residenze turistico-alberghiere, condhotel o alberghi diffusi, o attività non alberghiere all’aria aperta come villaggi turistici, campeggi o aree di sosta.

    Le imprese che intendono creare una nuova struttura ricettiva, invece, devono dichiarare l’intenzione di avviare una delle tipologie di attività ricettiva menzionate sopra.

    Le imprese del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono avere una sede operativa attiva in Lombardia, essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese. Inoltre, devono dichiarare la conformità del progetto alle norme urbanistiche comunali vigenti se sono previste spese per opere murarie e impiantistiche. Ogni soggetto richiedente può presentare una sola domanda per una sola sede e una sola struttura ricettiva.

    Il requisito di esercizio dell’attività ricettiva deve essere mantenuto per un periodo di 3 anni dopo il pagamento finale dell’agevolazione, pena la decadenza dal diritto all’agevolazione stessa.

    A quanto ammonta il contributo?

    L’agevolazione Lombardia bando turismo strutture ricettive può essere concessa sia in base al Regolamento De Minimis (per aziende costituite dopo il 1 ottobre 2022), sia in base al ‘Regime quadro regionale per il sostegno alle imprese colpite dalla crisi’ (per aziende costituite entro il 30 settembre 2022).

    Nel caso del Regolamento De Minimis, il contributo massimo è del 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 80.000 euro e un limite massimo di 200.000 euro, a seconda delle disponibilità di ciascuna impresa.

    Nel caso del Regime quadro regionale, il contributo massimo è del 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 80.000 euro e un limite massimo di 500.000 euro.

    Il Regime quadro regionale è in vigore fino al 31 dicembre 2023.

    Quali sono i programmi ammissibili?

    Sono considerati ammissibili per il Lombardia bando turismo strutture ricettive progetti avviati dopo la presentazione della domanda, con un importo minimo di investimento di 80.000 euro, che riguardano:

    a) La riqualificazione di una struttura ricettiva alberghiera o non alberghiera già esistente al momento della presentazione della domanda, nel contesto di un’attività imprenditoriale. La validità di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o di altro titolo abilitativo, come indicato nella richiesta di adesione, è riconosciuta in tutte le fasi del processo;

    b) La realizzazione di una nuova struttura ricettiva alberghiera o non alberghiera nel contesto di un’attività imprenditoriale ammissibile secondo i criteri stabiliti nel provvedimento. Questa nuova struttura può derivare dalla conversione di un’altra attività ricettiva o economica. La validità di SCIA o di altro titolo abilitativo deve essere ottenuta entro la richiesta di erogazione del saldo o dell’unica soluzione e deve essere comunicata durante la richiesta stessa.

    Gli investimenti per Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere realizzati presso una sede operativa situata o da situare in Lombardia e devono essere completati entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.

    bando turismo strutture ricettive
    Bando turismo strutture ricettive Lombardia

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere connesse al progetto e devono essere calcolate escludendo l’IVA.

    Per i richiedenti che sono proprietari dell’immobile in cui si svolge l’attività produttiva o gestiscono la struttura ricettiva oggetto dell’intervento in un immobile di proprietà di una persona fisica non impegnata in un’attività economica, le spese ammissibili includono:

    a) Acquisto di arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software;

    b) Esecuzione di lavori edili, murari e impiantistici;

    c) Costi di progettazione e direzione lavori, fino al massimo dell’8% delle spese ammissibili indicate nella lettera b);

    d) Spese generali determinate forfettariamente al 7% delle spese ammissibili indicate nelle lettere precedenti a) e b).

    Per i richiedenti che gestiscono la struttura ricettiva oggetto dell’intervento in un immobile di proprietà di un soggetto diverso da una persona fisica non impegnata in un’attività economica, le spese ammissibili includono:

    a) Acquisto di arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software;

    b) Esecuzione di lavori edili, murari e impiantistici, limitatamente ai costi delle opere strettamente funzionali e necessarie per l’installazione degli arredi, macchinari, attrezzature, hardware e software, fino al massimo del 20% dei costi ammissibili per l’acquisto dei beni installati;

    c) Spese generali determinate forfettariamente al 7% delle spese ammissibili indicate nelle lettere precedenti a) e b).

    Quando e come è possibile presentare la domanda?

    Le domande del Lombardia bando turismo strutture ricettive devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma Bandi Online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it, a partire dalle 10:00 del 4 maggio 2023 fino al 29 giugno 2023. La selezione delle domande avverrà attraverso una procedura valutativa basata su una graduatoria. I criteri di valutazione da considerare sono i seguenti:

    1. Coerenza e qualità del progetto proposto.
    2. Sostenibilità economica e finanziaria del progetto.
    3. Contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro o al sostegno dell’occupazione esistente.
    4. Impatto sulla crescita economica e sullo sviluppo territoriale.
    5. Livello di innovazione e utilizzo di tecnologie avanzate.
    6. Rilevanza strategica per il settore o l’ambito di intervento.
    7. Adesione alle politiche e agli obiettivi regionali.

    La valutazione terrà conto di questi criteri al fine di stilare la graduatoria delle domande presentate per il Lombardia bando turismo strutture ricettive.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.


    PARLANE CON NOI

  • Bravo Innovation Hub, 5 Acceleratori per realtà innovative

    Cos’è Bravo Innovation Hub

    Bravo Innovation Hub, un programma acceleratore d’impresa creato da Invitalia, supporta le realtà imprenditoriali più innovative del Mezzogiorno.

    Questo Hub opera a Brindisi, Palermo e Cagliari e agisce come acceleratore di start-up, offrendo una serie di servizi per favorirne la crescita e lo sviluppo. Questi servizi includono formazione, consulenza, spazi di lavoro, supporto finanziario e assistenza nell’accesso al credito.

    Il programma, attivo da alcuni anni, è ora nella sua terza edizione ed è realizzato nell’ambito dell’Asse VI del PON IC 2014-2020-REACT EU. Attraverso il bando 2023, 50 start-up o imprese registrate nel Registro delle Imprese da non più di 60 mesi possono beneficiare di sostegno economico, consulenza, formazione e altri servizi per crescere e aumentare la loro competitività sul mercato.

    Bravo Innovation Hub offre percorsi di accelerazione focalizzati su diverse aree tematiche per agevolare l’ingresso rapido delle nuove imprese sul mercato. Queste aree includono il turismo, la cultura, il benessere e la sostenibilità; le nuove energie, le tecnologie green e pulite; l’inclusione, l’impatto sociale e la salute; la mobilità sostenibile e le smart cities; e le tecnologie per la transizione 4.0.

    Bravo Innovation Hub programmi

    Invitalia ha aperto le procedure per l’accesso a cinque nuovi programmi di accelerazione per gli anni 2023 e 2024. Questi programmi sono rivolti alle piccole imprese innovative e saranno realizzati presso gli hub di Brindisi, Palermo e Cagliari. Di seguito sono elencati i programmi e alcuni esempi di progetti di interesse per ciascuno di essi:

    • Tecnologie per Transizione 4.0” a Brindisi: progetti di sistemi di produzione e prototipazione per aumentare l’efficienza dei processi, sistemi per la gestione e l’analisi dei dati prodotti dalle smart factory, sistemi di cybersecurity.
    • Turismo, Cultura, Wellness e Sostenibilità” a Brindisi: progetti per il turismo sostenibile, utilizzo di tecnologie abilitanti nel settore turistico e culturale, interventi per la rigenerazione urbana, progetti innovativi per il turismo enogastronomico, culturale e sportivo.”New Energy, Green e
    • “Tech” a Palermo: progetti per l’efficienza energetica, il monitoraggio dei consumi energetici, soluzioni per lo smaltimento e il riciclo, riduzione delle emissioni di CO2, progetti per l’edilizia eco-friendly.
    • Inclusione, Impatto Sociale e Salute” a Palermo: progetti per la trasformazione digitale dei servizi sanitari, telemedicina, digitalizzazione dei servizi per il benessere e l’inclusione sociale, promozione di uno stile di vita sano, servizi di welfare aziendale, soluzioni per l’istruzione inclusiva e l’accesso al lavoro per persone fragili
    • Mobilità Green e Smart Cities” a Cagliari: progetti per la mobilità sostenibile, intermodalità e servizi di mobilità urbana, miglioramento delle infrastrutture urbane, guida autonoma, monitoraggio urbano tramite IoT e piattaforme di analisi, digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, gestione efficiente dei rifiuti e degli spazi verdi, accesso ai servizi pubblici in ottica smart cities.

     

    I programmi di Bravo Innovation Hub offriranno supporto economico, consulenza, formazione e altri servizi alle start-up selezionate, e culmineranno in un Demo Day in cui le imprese potranno presentare i propri progetti agli investitori interessati a sostenerne la crescita.

    Chi sono i beneficiari?

    Le destinatarie dell’edizione 2023 del Bravo Innovation Hub sono 50 imprese in totale, 10 per ciascun programma di accelerazione. Ciascuna azienda, valutando i settori più affini alla propria attività, potrà presentare domanda per più di un percorso ma potrà partecipare a un solo programma. I requisiti di ammissibilità richiesti alle imprese ai fini della partecipazione a Bravo innovation Hub 2023 sono i seguenti:

    1. Essere iscritte al Registro Imprese da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda, in qualsiasi forma giuridica societaria.
    2. Rientrare nella definizione di impresa di piccola dimensione.
    3. Avere una sede operativa all’interno del territorio italiano.
    4. Non essere quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione.
    5. Non aver distribuito ancora utili.
    6. Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
    7. Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente.
    8. Non essere costituite a seguito di fusione.
    9. Non essere state beneficiarie e successivamente non aver rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
    10. Non aver restituito agevolazioni oggetto di un ordine di recupero emanato dal Ministero, e non essere state destinatarie di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni pubbliche, ad eccezione di rinunce volontarie.
    11. Non rientrare nella definizione di imprese in difficoltà secondo l’articolo 2, punto 18 del Regolamento UE n. 651/2014.

    Programmi e servizi offerti

    I programmi di accelerazione offerti dal Bravo Innovation Hub avranno una durata compresa tra 10 e 12 settimane e si svolgeranno nel periodo tra settembre e dicembre 2023. Le aziende selezionate avranno accesso a una serie di servizi e attività, tra cui:

    • Un contributo finanziario di 20.000 euro, richiedibile dopo due settimane dall’inizio del programma e soggetto a verifiche legali.
    • Un percorso di assessment personalizzato per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento dei progetti delle aziende.
    • 60 ore di mentoring, coaching e consulenza su nuove tecnologie, tecniche di comunicazione, marketing e raccolta fondi.
    • Un percorso formativo di 18 giornate su competenze imprenditoriali e tematiche rilevanti del settore.
    • Uno spazio di lavoro presso il Bravo Innovation Hub di riferimento.
    • Un benchmark day per ascoltare e confrontarsi con testimonial nazionali e internazionali, imprenditori, ricercatori ed esperti specializzati.
    • Iniziative di business matching e Open Innovation.
    • Un evento conclusivo chiamato Demo Day, in cui le aziende avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a investitori nazionali e internazionali.

     

    Questi servizi e attività mirano a supportare lo sviluppo e la crescita delle imprese partecipanti, offrendo loro l’opportunità di acquisire conoscenze, connessioni e risorse necessarie per avere successo nel mercato

    Presentazione delle domande

    Per partecipare ai programmi Bravo Innovation Hub, è necessario seguire i seguenti passaggi:

    1. Leggere attentamente il Regolamento del programma di accelerazione desiderato, che sarà disponibile sul sito web di Invitalia.
    2. Compilare il Pitch di programma e la Dichiarazione riepilogative, che possono essere trovati nella sezione del sito web di Invitalia dedicata al Bravo Innovation Hub. Successivamente, fare clic su “Invia la domanda”.
    3. Accedere all’area riservata della piattaforma online di Invitalia, selezionare la misura BRAVO e compilare l’apposito modulo online. Durante la procedura, assicurarsi di allegare tutti i documenti richiesti.
    4. Per accedere all’area riservata e presentare la domanda, è necessario disporre di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE), una firma digitale del legale rappresentante dell’impresa e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    Le domande per Bravo Innovation Hub possono essere presentate sul sito di Invitalia fino alle ore 16:00 del giorno 3 luglio 2023.

    Si consiglia di prestare attenzione alle scadenze e di fornire tutte le informazioni e i documenti richiesti in modo accurato per aumentare le possibilità di essere selezionati per il programma di accelerazione.

     

     Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.


    PARLANE CON NOI

  • MIMIT: 400 milioni per il processo di transizione delle PMI del Sud

    Nuovi Incentivi per le Imprese del Sud

    Un nuovo decreto del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) firmato dal ministro Adolfo Urso stanzia 400 milioni di euro destinati a finanziare un nuovo bando rivolto alle MPMI del Sud Italia.

    In questo modo si intende dare sostegno a investimenti che utilizzino tecnologie digitali abilitanti del Piano Transizione 4.0 (come cloud, realtà virtuale, AI, big data, blockchain, IoT…) per aumentare la capacità produttiva, realizzare nuovi prodotti, modificare il processo di produzione o realizzare una nuova unità produttiva.

    Se il ricorso alla tecnologia è strettamente legato al Piano Transizione 4.0, l’attenzione sarà rivolta in particolar modo a progetti che possano contribuire anche alla Transizione ecologica, per i quali sono previste specifiche premialità.

    Ma vediamo più nel dettaglio cosa prevede il decreto e a chi è rivolto.

    Quali sono i Progetti ammissibili?

    Come già accennato, i progetti ammissibili al nuovo bando del Mimit dovranno prevedere l’utilizzo di tecnologie digitali per arrivare a conseguire uno o più dei seguenti obiettivi:

    • l’ampliamento della capacità produttiva;
    • la diversificazione della produzione;
    • la realizzazione di nuovi prodotti;
    • la modifica del processo di produzione già esistente;
    • la realizzazione una nuova unità produttiva.

    Gli investimenti dovranno prevedere spese ammissibili comprese tra i 750.000 euro e i 5 milioni di euro.

    Importante ricordare anche che sono previsti punteggi premiali per progetti “green”, ossia:

    • progetti di efficientamento energetico che comportino un risparmio energetico del 5% almeno
    • progetti che consentano l’introduzione di soluzioni di economia circolare nel processo produttivo aziendale
    • progetti che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti dal regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2020/852 (art. 9)
    • PMI che abbiano scelto di aderire a un sistema di gestione ambientale o di efficienza energetica o che siano in possesso di una certificazione ambientale di prodotto.

    Avere quindi un progetto che soddisfi anche questi requisiti potrà essere di grande aiuto, quindi, per riuscire a rientrare tra i progetti finanziabili.

    Quali sono le agevolazioni previste?

    Per questo bando il Mimit ha previsto un mix di agevolazioni, composto da un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, che andranno a coprire complessivamente il 75% delle spese ammissibili.

    Non sono ancora disponibili i dettagli, ma dalle prime indiscrezioni sembra che la proporzione tra le due tipologie di incentivo dipenderà dalle dimensioni dell’impresa:

    • 50% delle spese come contributo in conto impianti e 25% in forma finanziamento a tasso agevolato per le micro e piccole imprese
    • 40% delle spese come contributo in conto impianti e 35% come finanziamento agevolato per le medie imprese
      Sembra inoltre che ci sia la possibilità che il finanziamento agevolato possa essere concesso senza richiesta di garanzie, ma su questo è meglio attendere informazioni definitive.   Rimaniamo comunque in attesa di aggiornamenti ufficiali da parte del Mimit per sapere esattamente quali saranno le spese ammissibili e per capire se i costi di ricerca e sviluppo verranno calcolati secondo modalità differenti, come spesso avviene in questi casi.

    Chi sono i beneficiari?

    A poter beneficiare di questa nuova opportunità saranno le micro, piccole e medie imprese che operano in una delle regioni del Sud Italia. 

    Esse dovranno avere almeno due bilanci approvati ed esercitare attività industriali, agroindustriali, di servizi all’industria e attività di ricerca.

    Maggiori dettagli saranno disponibili quando il Decreto del Mimit verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e poi con i successivi provvedimenti necessari a chiarire le modalità di accesso e la data di apertura dello sportello per la richiesta di agevolazione.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • “Premio 2031”: Call per PMI e Startup Innovative fino al 25 Giugno

    Presentazione del Premio 2031 pmi startup innovative

    La tredicesima edizione del Premio 2031 per PMI e Startup innovative, che viene lanciata con grande entusiasmo e fiducia, con lo spirito di “Crediamo in te!”. 

    L’annuncio ufficiale avviene durante la MIND Innovation Week presso il MIND (Milano Innovation District), con la presenza di oltre 100 partner. In palio ci sono 55 premi e un montepremi milionario, distribuito tra 15 Premi Speciali offerti da aziende e 41 dai migliori Centri di Innovazione italiani, insieme al prestigioso 2031 Startup Award.

    Il Premio Speciale Invitalia

    Invitalia, anche quest’anno, è partner del Premio 2031 pmi startup innovative e offre un Premio Speciale del valore di 50.000 euro in servizi di orientamento e accompagnamento. 

    Questo premio è riservato alle startup attive nei settori Clean/Energy Tech, FinTech/RegTech, Life Science, Industry 4.0 e Transportation/Logistic. Le startup vincitrici avranno l’opportunità di lavorare con un mentor specializzato selezionato dal network Sistema Invitalia Startup, per definire e implementare una strategia di successo per entrare sul mercato. Inoltre, verrà fornito supporto nella ricerca degli incentivi più idonei al progetto d’investimento della startup.

    Accompagnamento personalizzato e opportunità di business matching

    I vincitori del Premio 2031 pmi startup innovative beneficeranno di un percorso personalizzato di accompagnamento, che comprende la compilazione del piano d’impresa e una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa. Il servizio di accompagnamento sarà fornito attraverso tre incontri uno a uno con esperti dell’Agenzia. Inoltre, verranno offerte occasioni di business matching per favorire l’incontro con potenziali partner commerciali.

    premio 2031 pmi startup innovative
    Premio “2031”. Fino al 25 giugno aperta la call dedicata a imprese e startup innovative

    Primo Round – Il premio per le migliori startup early stage italiane

    Una novità dell’edizione di quest’anno del Premio 2031 pmi startup innnovative è il Primo Round, un premio dedicato a individuare e supportare le migliori startup early stage italiane. Le idee selezionate dalla call di 2031 avranno l’opportunità di presentarsi davanti a una giuria di investitori durante i tre giorni dell’Italian Tech Week di Torino, dal 27 al 29 settembre. Tra gli investitori presenti ci saranno nomi di rilievo come Isabelle Andrieu, Paola Bonomo, Lucia Chierchia, Luca Ferrari, Fausta Pavesio, Andrea Rota e Silvia Wang.

    Partecipazione al Premio 2031

    La competizione del Premio 2031 pmi startup innovative è aperta a diverse categorie di partecipanti, tra cui persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni. È fondamentale che i progetti imprenditoriali abbiano l’Italia come sede legale e base di sviluppo. Inoltre, la ricaduta economica e sociale di tali progetti deve avvenire principalmente nel territorio italiano, con l’obiettivo di generare risultati positivi, soprattutto in termini occupazionali.

    Non ci sono restrizioni di età per partecipare al Premio, purché i partecipanti siano maggiorenni. Il premio è suddiviso in due bandi, consentendo ai partecipanti di concorrerecontemporaneamente a più percorsi.

    Le idee proposte devono essere originali, innovative, finanziariamente sostenibili e in grado di generare ritorni economici. Ricordiamo anche che, i soggetti finalisti nelle edizioni precedenti del Premio 2031 pmi startup innovative, non possono concorrere nel 2023 con lo stesso progetto. Per partecipare, è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile sul sito www.2-0-3-1.com, nella sezione “Partecipa”, entro la mezzanotte del 25 giugno 2023.

    Successi passati del Premio

    Dal 2010, il Premio ha coinvolto oltre settemila startup, ha avviato centinaia di premi e percorsi, e ha generato decine di milioni di euro di investimenti grazie alla collaborazione con centinaia di partner. Questo testimonia l’impatto positivo e la rilevanza che il Premio 2031 ha avuto nell’ecosistema imprenditoriale italiano nel corso degli anni.

     Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI
  • Bonus Alluvione Emilia Romagna

    Decreto Maltempo Emilia Romagna

    Gli eventi alluvionali delle scorse settimane hanno inferto un duro colpo alle popolazioni e alle infrastrutture dell’Emilia Romagna.

    Per affrontare questa emergenza, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 23 maggio 2023, un decreto-legge, già noto come “Decreto Maltempo” che introduce una serie di interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli alluvioni e dalla conseguente esondazione dei fiumi della Regione.

    Con una copertura finanziaria di circa 2 miliardi di euro, è stato così dato il via agli aiuti all’Emilia Romagna. I fondi stanziati saranno infatti destinati a supportare le popolazioni e le aziende colpite, nonché a promuovere un rapido superamento della fase emergenziale. Tra le misure previste dal decreto, vi sono diverse disposizioni volte a fornire assistenza finanziaria e supporto alle comunità e alle imprese colpite.

    In particolare, vediamo quali sono gli aiuti previsti a favore di imprese e lavoratori autonomi!

    Bonus Alluvione Emilia Romagna per le imprese

    Partiamo con i Bonus Alluvione Emilia Romagna previsti, per il momento, a favore delle imprese:

    1. Sospensione dei termini di versamento tributari e contributivi fino al 31 di agosto

    Uno degli aspetti chiave del decreto maltempo è la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari e contributivi. Questa sospensione sarà in vigore dal 1° maggio 2023 al 31 agosto 2023 e si applicherà a datori di lavoro, professionisti, consulenti e centri di assistenza fiscale operanti nei territori colpiti dagli eventi alluvionali. Questa misura mira a fornire sollievo finanziario alle imprese e alle persone coinvolte, consentendo loro di concentrarsi sulla riparazione dei danni subiti.

    2. Sospensione dei Pagamenti delle Bollette di Luce e Gas

    Il Decreto Maltempo ha stabilito la sospensione dei pagamenti delle bollette di luce e gas emesse a partire dal 1° maggio 2023. Questa misura è stata deliberata dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) e assicura che le famiglie e le imprese colpite dall’alluvione non siano gravate dai pagamenti delle utenze durante il periodo di emergenza.

    3. Rafforzamento Fondo Centrale di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia svolgerà un ruolo rafforzato nel sostegno alle imprese, con una copertura straordinaria di 110 milioni di euro e la possibilità di aumentare la garanzia anche fino al 100%. Ciò consentirà alle attività economiche colpite di accedere a finanziamenti agevolati e di ottenere liquidità per affrontare le conseguenze dell’alluvione.

    4. Cassa integrazione in deroga per i dipendenti fino a 90 giorni

    In continuità con le politiche messe in campo per far fronte ad altre emergenze che hanno interessato il territorio nazionale, è stato previsto il ricorso allo strumento della Cassa Integrazione in deroga per tutti i dipendenti fino a 90 giorni. L’ammortizzatore sociale si rivolge alla generalità dei lavoratori, compresi quelli del settore agricolo, che sono impossibilitati a svolgere la propria attività lavorativa a causa dell’emergenza provocata dall’alluvione. Saranno altresì considerati idonei per ricevere l’indennità i lavoratori che non possono recarsi al lavoro a causa della situazione di emergenza.

    Con una copertura finanziaria di circa 600 milioni di euro, la cassa integrazione in deroga verrà semplificata grazie all’introduzione di una sola gestione per tutte le tipologie di aziende, l’individuazione di un’unica causale di intervento e l’accelerazione dell’iter autorizzatorio che sarà gestito in maniera diretta dall’INPS. 

    decreto maltempo
    Bonus Alluvione Emilia Romagna: gli aiuti dallo Stato alle imprese e liberi professionisti del territorio

    Aiuti e risarcimento danni per le imprese Agricole

    Tra i Bonus alluvione Emilia Romagna sono previste anche importanti misure di sostegno per le imprese agricole danneggiate.

    In particolare, saranno destinati 100 milioni di euro del “Fondo di solidarietà nazionale – interventi indennizzatori” alle aziende agricole colpite. Questo amplia la possibilità di accedere agli interventi compensativi per le produzioni e le strutture aziendali assicurabili che, al momento dell’evento, non risultavano coperte da polizze assicurative. Gli aiuti concessi saranno complementari ai risarcimenti forniti dal “Fondo Agricat“. Inoltre, la regione competente potrà richiedere un’anticipazione delle risorse per garantire la continuità produttiva e erogare tempestivamente i primi sostegni necessari.

    Per promuovere l’innovazione nel settore agricolo, verrà destinata inoltre una quota di 75 milioni di euro del Fondo per l’innovazione in agricoltura a sostegno degli investimenti e dei progetti di innovazione realizzati dalle imprese operanti nei settori dell’agricoltura e della zootecnia, con sede operativa nei territori colpiti. Queste misure mirano a sostenere la ripresa e lo sviluppo dell’agricoltura nelle zone colpite, promuovendo investimenti e nuove soluzioni per affrontare le sfide del settore.

    Pacchetto aiuti SIMEST per le imprese esportatrici

    Un pacchetto di misure ad hoc arriva anche da SIMEST.

    La società del Gruppo CDP che si impegna nella promozione delle imprese italiane all’estero, ha infatti annunciato un pacchetto di misure del valore complessivo di 700 milioni di euro, di cui 300 destinati a contributi a fondo perduto, per sostenere le imprese esportatrici colpite dall’alluvione.

    Le tre misure previste sono le seguenti:

    1. Contributi a fondo perduto per un importo di 300 milioni di euro. Queste risorse saranno destinate a ristori indirizzati alle imprese esportatrici dei territori colpiti dall’alluvione, sia per i danni materiali subiti su beni mobili e immobili (come fabbricati, attrezzature, macchinari, e scorte), sia per la perdita di reddito causata dal calo del fatturato.

    2. Finanziamenti agevolati per un totale di 400 milioni di euro, da utilizzare attraverso il Fondo 394/81 gestito per conto della Farnesina. Queste risorse saranno erogate sotto forma di finanziamenti a tassi agevolati, con una percentuale a fondo perduto del 10% e senza la necessità di garanzie. La misura sarà accessibile non solo alle imprese esportatrici, ma anche a tutte le aziende coinvolte nella filiera produttiva locale.

    3. Moratoria sui pagamenti. SIMEST prevede una sospensione di 12 mesi dei pagamenti relativi al capitale e agli interessi per tutti i finanziamenti già in corso utilizzando il Fondo 394 e la misura PNRR/Fondo 394. Tuttavia, la durata massima del finanziamento concesso rimarrà invariata.

    Bonus Alluvione Emilia Romagna per professionisti e lavoratori autonomi

    Il Decreto maltempo si compone anche di un provvedimento a favore dei lavoratori autonomi e dei possessori di Partita Iva operanti nella Regione Emilia Romagna. 

    1. Bonus una tantum fino a 3 mila euro per lavoratori autonomi e Partite Iva

    Questa misura prevede l’erogazione di un sostegno al reddito nella forma di un’indennità una tantum, finalizzata a fornire un ristoro ai collaboratori coordinati e continuativi, ai titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, nonché ai lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività d’impresa, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza. Sono beneficiari di questa indennità coloro che, alla data del 4 maggio 2023, risiedono o sono domiciliati o operano prevalentemente in uno dei Comuni colpiti dall’alluvione e che hanno dovuto sospendere la propria attività.

    Per l’anno 2023, l’importo dell’indennità riconosciuta è di 1.000 euro per ogni periodo di sospensione dell’attività non superiore a un mese, con un limite massimo di 3.000 euro.

    L’INPS è l’ente responsabile del riconoscimento e dell’erogazione di questa indennità, che sarà concessa su domanda presentata dai lavoratori interessati. L’importo complessivo previsto per tale misura è di 248,9 milioni di euro, che rappresenta il limite di spesa stabilito dall’ente erogatore.


    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    Se vuoi scoprire le agevolazioni per la tua impresa, clicca il pulsante qui in basso e prova gratis Trovabando!

    PARLANE CON NOI
  • Come fare un business plan perfetto: tutti i trucchi ed i consigli per te!

    Cosa fare, e cosa non fare, per scrivere un business plan coi fiocchi per la tua impresa o la tua startup

    Se sei capitato su questo articolo probabilmente sei impegnato, proprio in questo istante, nella scrittura del tuo  plan, o forse devi ancora metterti alla scrivania ed iniziare questa attività e vuoi capire meglio come poter realizzare un business plan solido per il tuo nuovo  imprenditoriale.

    Forse è stata la tua banca a chiederti questo documento per finanziare un tuo nuovo progetto o la tua nuova attività… o forse vuoi partecipare a quel contributo a fondo perduto che ti sembra così interessante…

    A prescindere dalle tue motivazioni, i nostri suggerimenti su come fare un business plan con i fiocchi è la cosa di cui hai bisogno!

    Leggi questa mini guida per comprendere:

    • Che cos’è il business plan
    • Quali sono gli elementi immancabili al suo interno
    • I trucchi per fare un business plan perfetto
    • Gli errori da non fare assolutamente

    Che cos’è il Business Plan

    Il Business Plan è un documento che descrive in maniera sintetica ma puntuale le caratteristiche di uno specifico progetto imprenditoriale o di una attività.

    All’interno di questo documento sono descritti, non solo il progetto imprenditoriale, ma anche la strategia per implementare il progetto stesso e i risultati economico-finanziari che ci si attende.

    Il business plan è una fotografia del tuo progetto dei suoi obiettivi e dei suoi risultati attesi.

    A che cosa serve il Business Plan e perché farne uno

    Le funzioni del business plan sono, sostanzialmente due. La prima è quella di formalizzare e cristallizzare l’idea di business, che, spesso, è solo nella testa dell’, la seconda è quella di presentare il progetto stesso a possibili finanziatori esterni. E’ questo il caso dei business plan che si presentano alle banche, a nuovi possibili soci, ai business angels, ai fondi di venture o agli enti erogatori come Regioni, , Ministeri o ad .

    Diciamoci la verità, la ricerca di finanziamenti o di liquidità per avviare un nuovo progetto o per far partire una nuova attività è il motivo più frequente che spinge imprenditori navigati e neofiti dell’imprenditoria ad approcciarsi con la scrittura di questo documento.

    Ed…è anche la ragione più frequente per la quale imprenditori e startupper si rivolgono a consulenti come me, con una forte esperienza in business planning.

    Quali sono gli elementi fondamentali da inserire in un business plan?

    Un business plan, come abbiamo detto, è un documento suddiviso in diverse sezioni. Queste sezioni servono ad analizzare ed esplicitare i diversi aspetti del progetto.

    Non esiste un format predefinito di business plan, tuttavia, le sezioni che non possono mancare in un business plan fatto nella maniera migliore sono sostanzialmente queste:

    • Indice
    • Executive Summary
    • Il progetto imprenditoriale
    • I prodotti o servizi che si intende proporre
    • La storia dell’azienda e degli imprenditori
    • Il mercato di riferimento
    • L’analisi dei competitor
    • La strategia commerciale e di posizionamento
    • La struttura organizzativa dell’impresa
    • Il piano operativo
    • La roadmap di sviluppo del progetto o cronoprogramma
    • Il piano economico finanziario
    • Gli eventuali allegati

    Come vedi le informazioni da presentare all’interno di un business plano sono molte e, a parte qualche aggiustamento in termini di contenuti, sono totalmente indipendenti dal  in cui operi o dallo stadio in cui si trova la tua attività.

    Anche se potrà sembrarti una questione molto complessa, la redazione di un Business Plan è un’attività particolarmente utile per l’imprenditore: questo perché consente a chi vuole partire con una propria attività e ha “tutto nella sua testa” di per mettere nero su bianco tanti aspetti o criticità del suo progetto a cui, magari, non ha mai neanche pensato.

    Il business plan, dunque, consente di dare forma a qualcosa di astratto o poco definito consentendo di comprendere se l’idea ha effettivamente le giuste potenzialità per essere realizzata.

    Ma vediamo insieme quali sono i 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    I 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…e far finanziare la tua attività

    1. Executive summary

    L’Executive summary non è un optional, anzi è la prima cosa che leggerà la banca, o un potenziale investitore. Dedica il giusto tempo alla redazione del tuo executive summary, e scrivilo solo dopo che avrai terminato la redazione dei restanti punti del business plan. Quello che scriverai in questa sezione riassuntiva sarà determinante per formare nel lettore un primo giudizio del tuo documento. Ricordati che, come sempre nella vita,  che è la prima impressione quella che conta.

    2. Less is more

    Meglio scrivere una trentina di pagine ben fatte, e che contengano tutti gli elementi fondamentali del tuo progetto, piuttosto che un documento lunghissimo ma ripetitivo e privo di un senso logico.

    3. Inserisci un indice generale

    Per la redazione del tuo business plan parti sempre dalla costruzione dell’ indice generale di cui ti ho parlato prima Ti servirà per non “perderti” e ti guiderà nella compilazione di tutti i punti fondamentali. Non dimenticare mai di includere le informazioni fondamentali, presenti in ogni business plan che si rispetti: descrizione dell’idea progettuale e dell’impresa, mercato di riferimento, fonti di approvvigionamento (se ci sono), il problema che intendi risolvere e la tua value proposition,  la descrizione del prodotto/servizio che intendi offrire, la strategia commerciale e distributiva, la struttura organizzativa e manageriale, la roadmap di sviluppo del progetto, e i dati economico-finanziari.

    4. Cita le fonti

    Durante la redazione della sezione dedicata al mercato, sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta, ricordati che citare le fonti è fondamentale. Mi raccomando: devono essere fonti affidabili e devono essere coerenti tra loro. Qualche esempio? Se devi valutare dati relativi al mercato italiano puoi utilizzare, ad esempio, dati Istat o dati provenienti da report e documenti che provengono dai ministeri, dai comuni o da centri studi.

    5. Inserisci “i numeri”

    Non dimenticare i dati economico-finanziari, inserendo i prospetti di , stato patrimoniale e rendiconto finanziario, su un orizzonte di 3-5 anni e con assumption ben definite ed esplicitate. Se è necessario puoi fornire approfondimenti ulteriori inserendo tavole e tabelle nella sezione dedicata agli allegati.

    Queste sono le informazioni che devi assolutamente inserire in un business plan…. ma vediamo insieme quali sono, invece, i 10 errori più frequenti commessi da imprenditori, startupper e neofiti del business da non commettere mai!

    Forse non sai che l’attività principale di Trovabando e del suo team, è quella di supportare imprese, piccole e grandi, aspiranti imprenditori e startupper a realizzare business plan.

    Perché ti sto raccontando questo?

    Perché vedendo business planning di tutti i tipi, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, da diversi anni mi sono resa conto che gli errori che vengono commessi nella redazione di un business plan sono quasi sempre gli stessi!

    Cosa NON devi fare quando realizzi il tuo business plan

    Eppure realizzare un business plan efficace è un po’ come preparare un piatto da chef… senza tecnica è difficile realizzare qualcosa di veramente speciale anche se ci metti tutto l’impegno del mondo.

    Sei curioso? Allora scopriamo subito insieme quali sono gli errori più comuni!

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    1. Un business plan per…tutte le stagioni

    La prima domanda che devi porti prima di iniziare a scrivere il tuo business plan è: a chi dovrò presentarlo? Lo terrò gelosamente per me? Lo porterò in banca? Oppure mi serve per cercare investitori? Magari me lo ha chiesto la banca per accedere al Fondo di Garanzia. Indipendentemente dalle motivazioni per il quale stai realizzando un business plan, sappi che ragioni diverse ed interlocutori diversi impongono documenti differenti! Il modello “4 stagioni” lasciamolo per altre cose! Ok?

    2. Executive Summary…questo sconosciuto

    Sii comprensivo con il tuo interlocutore e consenti sempre a chi prende in mano per la prima volta il tuo business plan di capire in pochi minuti quello che vuoi fare e perchè lui dovrebbe finanziarti/diventare tuo partner/vendere il tuo prodotto. Un buon executive summary è come un biglietto da visita: ricorda il vecchio detto “There is not a second chance to make a good first impression”.

    3. Analisi di mercato approssimativa

    L’analisi di mercato non è un’opinione: studia bene la domanda e l’offerta. Che caratteristiche ha il tuo target di clienti? Sarebbero disposti a spendere la cifra che intendi chiedergli per il tuo prodotto/servizio? Analizza molto bene il panorama competitivo, usando fonti affidabili: il Fact&Numbers checking se fatto male, potrebbe farti prendere una cantonata (oltre che farti perdere un sacco di soldi). Se pensi che non ci siano competitor nel tuo mercato, ricorda che il tuo mercato potrebbe non esistere!

    4. Limitarsi al business model canvas

    Il business model canvas è uno strumento molto utile nelle primissime fasi di formalizzazione della tua idea imprenditoriale, ed è un ottimo framework per mettere nero su bianco variabili qualitative ma… il business plan è una altra cosa! Non confonderli!

    5. Prendere sotto gamba le tue modalità di generazione dei ricavi (e la mancanza di un problema da risolvere o di un vero valore della tua soluzione)

    Come fai i soldi? È una delle prime domande a cui devi provare a dare una risposta, ragionando sul tuo business model e, di conseguenza, sul tuo modello di revenue. Sempre. Ah, dimenticavo: se non risolvi un problema reale con il tuo prodotto/servizio, le possibilità di riuscire a generare ricavi si assottigliano sensibilmente, perciò pensaci bene.

    6. Dare le cose per scontate

    Non tutti conoscono il tuo business, soprattutto se ti occupi di nanotecnologie… ma anche una “classica” attività turistica o di ristorazione devono essere adeguatamente spiegate a chi non le conosce. Sii chiaro e definisci chiaramente cosa vuoi fare e come intendi farlo!

    7. Le one-man-band non esistono

    Sii realistico quando si tratta di definire l’evoluzione del personale della tua attività! È poco probabile riuscire a generare milioni di  con…..1 dipendete, ovvero te stesso! Se ci riesci, fammelo sapere però!

    8. Chi ha paura della matematica?

    I numeri fanno, purtroppo, paura a tutti: se le parole “proiezioni economico finanziarie” e “stima dei  mensilizzati”, ti fa venire un attacco di orticaria forse è meglio rivolgersi ad un esperto.

    9. Anche l’occhio vuole la sua parte

    Il comic sans è bandito, stessa cosa per i layout bizzarri! Usa uno stile di impaginazione semplice e chiaro. Anche in questo caso “less is more”.

    10. I costi operativi esistono e tu dovrai pagare l’affitto (oltre alla luce, l’acqua ed il gas)

    Anche se tutti tendono sempre ad ignorarli i costi operativi vanno pagati. Ovvero? Tieni conto nella redazione del tuo business plan di cose come le spese per il , i pareri legali, il consulente del lavoro oltre alle utenze, gli affitti, le consulenze del grafico per il tuo logo e tutti i costi che generalmente le persone tendono a dimenticare.

    Come vedi le cose da tenere a mente durante la scrittura di un business plan sono parecchie, spero di averti dato una serie di informazioni utili per rendere il tuo business plan a prova di….bomba!

    Ma ti lascio con un ultimo consiglio extra: ricordati sempre di essere umile. Sì, perché quando si parla di business plan la competenza in maniera è necessaria.

    E quindi?

    Fai revisionare il tuo Business Plan da qualcuno che abbia reali competenze per farlo… quindi con tuo cugino o l’amico del tuo amico… vai solo a prendere un caffè! Ok?

    Siamo arrivati alla fine di questa guida, spero davvero che gli spunti che ti ho dato ti siano stati utili per realizzare un business plan perfetto. E se avessi necessità di un supporto professionale per realizzare il tuo business plan, io ed il team di Trovabando siamo a tua disposizione per aiutarti!


    PARLANE CON NOI

  • Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    La misura del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico, finanziata attraverso il Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 2.1.3.) di Regione Lombardia con fondi europei, ha l’obiettivo di agevolare l’avvio di investimenti volti all‘efficientamento energetico dei sistemi produttivi delle imprese

    Lo scopo principale è ridurre l’impatto ambientale generato da tali sistemi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia mediante il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra prodotti durante i cicli produttivi.

    I Progetti del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico  devono comportare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.

    Finlombarda spa svolge per conto di Regione Lombardia la funzione di soggetto gestore della misura.

    I Progetti ammessi al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico devono essere realizzati e rendicontati entro 18 mesi dalla pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione. È fatta salva la possibilità di richiedere proroga motivata fino ad un massimo di 3 mesi.

    La dotazione finanziaria del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico è pari a 65 milioni di euro, comprensivi degli oneri di gestione, così suddivisa: 

    • 31 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Garanzia)
    • 34 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Contributo) 
     

    Il progetto deve essere corredato – in fase di domanda – da una diagnosi energetica finalizzata ad individuare esclusivamente gli interventi o le soluzioni impiantistiche da implementare e oggetto del progetto, che devono trovare puntuale riscontro negli investimenti e nelle relative voci di spesa.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando Regione Lombardia efficientamento energetico sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le grandi imprese devono soddisfare i seguenti requisiti per poter partecipare:

    • Devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando. Nel caso delle imprese non residenti in Italia, devono essere costituite in conformità alle norme del diritto civile e commerciale vigenti nel loro Paese di residenza e iscritte nel relativo Registro delle Imprese.
    • Devono avere una sede operativa in Lombardia alla data di presentazione della domanda o devono costituire una sede operativa in Lombardia entro la concessione dell’Agevolazione.
    • Devono rientrare nella classificazione da 1 a 10, secondo la metodologia di Credit Scoring del Modello di valutazione utilizzato per calcolare la probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.
     

    Sono escluse dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico i seguenti casi:

    • Le imprese che rientrano nella sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca) del codice primario o prevalente Istat Ateco 2007, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia in conformità all’articolo 13 bis della Legge Regionale 31/2008.
    • Le imprese che operano nella sezione K (attività finanziarie e assicurative) del codice primario e/o secondario Istat Ateco 2007.
    • Le imprese attive nel settore di produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti del tabacco, come definito nell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 2021/1058. Questo si riferisce a imprese che operano in settori specifici corrispondenti ai codici primari o prevalenti inclusi nella sezione C (codice 12) e nella sezione G (codici 46.35, 46.39.20, 46.21.21, 47.26) della classificazione delle attività economiche Istat Ateco 2007.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Regione Lombardia efficientamento energetico mira a sostenere progetti che prevedano investimenti volti all’ottimizzazione dell’uso dell’energia, all’adeguamento e/o alla modernizzazione degli impianti produttivi. Questi progetti potrebbero anche includere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili al fine di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia tramite il recupero di energia e/o la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dai cicli produttivi esistenti.

    Sono ammissibili al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico le spese per:

    a. Acquisto e installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature ed hardware
    b. Acquisto, installazione e allacciamento alla rete di impianti per la produzione di energia rinnovabile, esclusivamente in combinazione con le altre voci di spesa di cui alle lettere a), c), d), e)
    c. Acquisto e installazione di impianti di produzione di energia termica e frigorifera e di impianti di cogenerazione/trigenerazione
    d. Acquisto e installazione di sistemi di accumulo dell’energia 
    e. Acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore
    f. Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico
    g. Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping)
    h. Acquisto di software e licenze d’uso; costi per servizi software di tipo cloud e saas per un periodo non superiore ai 12 mesi di servizio, ammissibili solo in regime 3.13, de minimis e art. 14 del GBER
    i. Acquisizione di brevetti
    j. Opere murarie, opere di bonifica e impiantistica se direttamente correlate e funzionali all’installazione dei beni di cui alle voci da a) a f) nel limite del 20% di tali voci di spesa
    k. Solo in regime 3.13 e de minimis, costi di formazione
    l. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese tecniche di consulenza nel limite del 20% dei costi di cui alle precedenti voci da a) a i)
    m. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese generali determinate con un tasso forfettario pari al 7% delle spese ammissibili di cui alle precedenti lettere da a) a k).

    La misura 3.13 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

    A quanto ammonta il l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico prevede una dotazione finanziaria complessiva di 65 milioni di euro, di cui 34 milioni di euro sono concessi come contributo in conto capitale e 31 milioni di euro sono erogati tramite il Fondo di Garanzia. Le imprese possono richiedere un contributo massimo di 10 milioni di euro per le domande presentate entro il 28/07/2023 e 3 milioni di euro per le domande presentate dopo tale data. L’investimento minimo richiesto è di 100.000 euro.

    Le percentuali di risorse a fondo perduto variano a seconda della dimensione dell’impresa, dell’ubicazione dell’unità locale e della data di presentazione della domanda.

    Per le domande del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico presentate entro il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 35% per comuni NON aree 107.3.c, 50% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 45% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 25% per comuni NON aree 107.3.c, 40% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 35% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Grandi imprese: 15% per comuni NON aree 107.3.c, 30% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 25% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Per le domande presentate dopo il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 20% per comuni NON aree 107.3.c, 35% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 20% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 10% per comuni NON aree 107.3.c, 25% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 30% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Il finanziamento di medio-lungo termine supportato dalla garanzia gratuita regionale previsto dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico può coprire un importo fino a 9.000.000 euro per le domande entro il 28/07/2023 e fino a 2.850.000 euro per le domande successive. La durata dell’investimento deve essere compresa tra 3 e 6 anni, incluso un eventuale periodo di preammortamento fino a 24 mesi.

    Gli interventi ammissibili previsti dal bando Regione Lombardia efficientamento energetico riguardano gli investimenti per l’efficientamento energetico degli impianti produttivi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. Per le Micro, Piccole e Medie Imprese che optano per regimi diversi da quello “de minimis”, è possibile realizzare un investimento per trasformare radicalmente il processo produttivo di uno stabilimento esistente. In caso di più sedi operative in Lombardia, è necessario scegliere una sede e redigere una DIAGNOSI ENERGETICA come documento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande riferite al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico possono essere presentate a partire dalle ore 10:30 del 17 maggio 2023 fino a esaurimento delle risorse per le PMI e entro il 28 luglio 2023 per le grandi imprese.

    La domanda di partecipazione al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico deve essere presentata in forma telematica, sulla piattaforma Bandi online, dal Soggetto richiedente. La domanda deve essere corredata dall’attestazione di un soggetto finanziatore che confermi l’approvazione del finanziamento, insieme a tutti gli altri documenti richiesti nell’avviso.

    Per presentare la domanda di agevolazione, è necessario utilizzare il Pacchetto Investimenti – Linea green.

    PARLANE CON NOI
  • PNRR Imprese Borghi: il bando da 188 milioni per le PMI

    PNRR Imprese Borghi

    Dall’8 giugno 2023, Invitalia apre le porte ai contributi a valere sul bando PNRR Imprese Borghi. Questo ambizioso programma, promosso dal Ministero della Cultura, mette a disposizione una dotazione finanziaria di 188 milioni di euro, derivante dal PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.

    L’obiettivo principale di questo incentivo è favorire il recupero dell’economia e della produttività in 294 borghi italiani, sostenendo progetti imprenditoriali presentati da PMI. Le due finalità principali su cui si punta sono la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli comuni e la promozione della sostenibilità ambientale.

    Più nel dettaglio, il bando Imprese Borghi, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali nei piccoli centri italiani,  persegue i seguenti obiettivi:

      1. Riduzione dell’abbandono e recupero del patrimonio: il bando mira a frenare l’emigrazione dalle aree rurali, incentivando l’avvio di nuove imprese o la riqualificazione di quelle esistenti. Ciò contribuisce a preservare e valorizzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale che caratterizza i borghi italiani.
      2. Promozione dell’occupazione e dell’innovazione: l’iniziativa si propone di creare nuove opportunità lavorative, stimolando l’imprenditorialità locale e favorendo la diversificazione economica. Attraverso il sostegno finanziario e l’accesso a servizi di consulenza specializzata, il bando incoraggia l’innovazione e lo sviluppo di settori strategici per la sostenibilità economica dei borghi.
      3. Sostenibilità ambientale: il bando Imprese Borghi, come accennato, promuove l’adozione di pratiche sostenibili e incoraggia progetti che tengano conto dell’uso efficiente delle risorse, della riduzione dell’impatto ambientale e della promozione di iniziative legate all’ecoturismo e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti nei borghi.
      4. Valorizzazione del turismo locale: I borghi italiani sono spesso ricchi di storia, cultura e bellezze naturali. Il bando mira a potenziare l’attrattività turistica dei centri minori, favorendo la creazione di servizi e strutture e contribuendo a generare flussi turistici sostenibili e a valorizzare le tradizioni locali.

     

    Si tratta dunque sicuramente di obiettivi molto ambiziosi ma vediamo concretamente come funzionerà l’intervento e a chi è dedicato.

    Chi può beneficiarne?

    Le agevolazioni del bando Pnrr Imprese Borghi sono destinate a micro, piccole e medie imprese che presentano progetti imprenditoriali sia individualmente che in forma aggregata. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese già costituite o che hanno l’intenzione di costituirsi come società di capitali o di persone, comprese le ditte individuali e le società cooperative. Inoltre, sono ammesse le imprese agricole, per iniziative non connesse alla produzione primaria dei prodotti agricoli, e le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica senza scopo di lucro e gli Enti del Terzo Settore, che sono iscritti o in corso di iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

    E’ necessario fare alcune precisazioni:

    • i soggetti richiedenti devono avere sede operativa o unità locale oggetto dell’investimento in uno dei 294 Comuni/borghi storici assegnatari di risorse per i Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale
    • le persone fisiche che intendono realizzare un’attività da localizzare nei comuni/borghi storici ammessi dall’intervento,devono, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal Soggetto gestore, far pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.
     

    Inoltre, ai fini dell’ammissibilità, le imprese già costituite:

    • devono risultare iscritte al Registro delle Imprese;
    • non devono essere sottoposte a procedure concorsuali
    • devono risultare in regola con le normative vigenti in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente
    • devono avere titolo a ricevere aiuti ai sensi del Regolamento De Minimis 1407/2013 
    • non devono aver ricevuto aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
    • devono avere restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dalla Pubblica Amministrazione un ordine di recupero
     

    I Progetti e le spese ammissibili

    Il contributo a fondo perduto previsto dal bando Pnrr Imprese Borghi è destinato a progetti imprenditoriali, del valore massimo di 150.000 euro, che mirano a rilanciare le economie locali nei settori delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.

    L’obiettivo è valorizzare i prodotti, le conoscenze e le tecniche tradizionali del territorio, promuovendo al contempo lo sviluppo sostenibile.

    Le iniziative imprenditoriali possono essere strutturate in linea con i due campi di intervento indicati nell’Allegato VI del Regolamento UE 2021/241 per questa specifica azione. Questi campi di intervento comprendono l’efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle PMI e le misure di sostegno che contribuiscono alla riduzione dei cambiamenti climatici. Inoltre, sono ammissibili le iniziative che si occupano della protezione, dello sviluppo e della promozione dei beni turistici pubblici e dei servizi turistici.

    È fondamentale che i progetti imprenditoriali proposti siano coerenti con la strategia di rigenerazione scelta dal Comune/i beneficiario/i del finanziamento. Devono rispondere ai bisogni effettivi dei residenti e avere come obiettivo la costruzione di imprese che rafforzino la comunità e generino benessere nelle aree interessate.

    I progetti i devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La durata massima prevista per ogni progetto è di 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione, e tutti i progetti devono essere completati entro il 31 dicembre 2025.

    In relazione ai suddetti progetti, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o erogazione dei servizi;
    • spese relative a beni immateriali di utilità pluriennale, come programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, a condizione che siano supportate da una perizia giurata di un tecnico abilitato.
    • spese per opere murarie, entro il limite massimo del 40% della spesa ammissibile, per adeguare le sedi operative dei soggetti realizzatori all’investimento proposto e finanziato;
    • spese di capitale circolante quali materie prime, materiali di consumo, semilavorati, prodotti finiti connessi al processo produttivo, utenze, canoni di locazione, prestazioni di servizi connesse all’attività agevolata e costo del lavoro dipendente assunto a seguito della realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale e non beneficiario di altre agevolazioni (nel limite limite massimo del 20% della spesa ammissibile).
     

    Affinché siano ammissibili, gli interventi e le spese devono essere conformi al principio “non arrecare un danno significativo” all’ambiente (DNSH)

    A quanto ammonta il contributo a fondo perduto?

    Le agevolazioni finanziarie relative al bando PNRR Imprese Borghi sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, fino al 90% dell’iniziativa imprenditoriale ammissibile. Il contributo massimo non può superare l’importo di 75.000 euro.

    In determinati casi, la percentuale di finanziamento può arrivare al 100% se si tratta di nuove imprese che si costituiscono entro 60 giorni dalla concessione del contributo, o se si tratta di imprese a prevalente titolarità giovanile e/o femminile.

    Le imprese devono in ogni caso finanziarie con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni.

    Le domande vanno presentate online sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 dell’8 giugno 2023 e fino alle ore 18.00 dell’11 settembre 2023.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

    Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

    PARLANE CON NOI